Sposarsi in Italia? Una spesa da oltre 60mila euro

Come è tradizione dei matrimoni anche quest’anno, nel classico periodo in cui si celebrano le nozze, l’O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi relativi a tali eventi. Si tratta di spese possono raggiungere cifre notevolmente elevate, determinando un forte impatto sui bilanci familiari. Nel dettaglio, secondo quanto emerso dallo studio effettuato, nel 2019 un matrimonio con 100 invitati può costare da 37.418,50 Euro a 63.874,00 Euro, tra l’1% e il 2% in più rispetto al 2018. L’importo varia a seconda del luogo in cui si svolge la cerimonia e alla tipologia di festeggiamento scelto e del grado di sfarzosità. Costi che possono risultare proibitivi: per questo chi sceglie il “classico” matrimonio è spesso costretto a chiedere un prestito. Visto il forte ammontare della spesa, alla luce del maltempo che non smette di colpire il nostro Paese, sta crescendo la tendenza a sottoscrivere apposite polizze per coprire l’evento da possibili annullamenti: rischiare di perdere somme considerevoli come quelle appena descritte sarebbe improponibile! Una soluzione alternativa che sta prendendo piede negli ultimi anni, inoltre, è quella di partire per un viaggio da sogno e tornare sposati. Ecco in che modo incide ciascuna voce di spesa sul costo totale di un matrimonio.





Un mercato che premie il mediatore creditizio

Sono tanti i motivi per cui può rendersi necessario chiedere l’intervento di una figura professionale come quella del mediatore creditizio. Volete acquistare un immobile ma la banca è restia a concedervi il mutuo, considerate l’idea di un prestito per ampliare l’attività imprenditoriale e volete godere di un tasso agevolato, è vostro intento trovare la miglior soluzione creditizia, capace di coniugarsi perfettamente alle vostre esigenze? Per questo e per molti altri motivi può fare al caso vostro la competenza di un mediatore creditizio. Fra le figure professionali legate all’universo del credito questa è una delle più conosciute ed accreditate. Ma chi è precisamente il mediatore creditizio e quali sono le sue competenze ed i compiti? Considerando la ricerca della corretta definizione di questa figura non possiamo che sottolineare che si tratta di una persona fisica o giuridica che professionalmente mette in contatto, anche attraverso specifiche attività di consulenza, le banche o gli intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. In poche parole il mediatore creditizio fa da tramite fra il cliente, alla ricerca di un mutuo o di un finanziamento, e la banca o l’istituto finanziario, disponibili a concedere una fra le formule di finanziamento proposte dal mercato. Clienti del mediatore possono essere privati cittadini, singoli imprenditori o aziende. Fra le competenze ed i compiti del mediatore finanziario non può mancare l’approfondita conoscenza del mercato economico di riferimento, garantita dalla costante raccolta di informazioni concernenti il mercato monetario e finanziario, e dei prodotti offerti da banche e istituti di credito. Per rispondere alle regole comportamentali il professionista deve attenersi alle norme dettate dalla Consob, inoltre deve obbligatoriamente sottoscrivere una polizza RC Professionale Mediatori Creditizi. La polizza assicurativa è imposta dalle disposizioni di legge e richiesta dall’OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori). Poter disporre di una polizza adeguata alle necessità, è fondamentale per attenersi alle normative, ma è anche un’ancora di salvezza nel caso in cui il mediatore provochi danni colposamente e personalmente a terzi e soprattutto alla clientela, durante l’esercizio dell’attività. Per garantirsi la formula perfetta, calibrata alle esigenze individuali, non resta che scoprire quel che offre il mercato in termini di copertura, optando per l’aiuto di un comparatore online come MioAssicuratore. La ricerca della polizza può risultare più facile grazie alle competenze e alla consulenza offerta da un broker assicurativo, una proposta resa ancor più sicura dall’obbligo di legge, che vuole anche per gli intermediari assicurativi la regolare sottoscrizione di una polizza professionale. Vedi qui cos’è l’RC Professionale per gli intermediari assicurativi. Il mediatore creditizio, una figura in crescita Come confermano i dati ufficializzati dal mercato di settore la figura del mediatore creditizio è cresciuta, ma è destinata ad essere sempre più presente. Considerando i mutui la quota prodotto concessa dalle banche è in netta discesa, passata dall’80% al 75%, mentre si dimostrano in crescita le potenzialità di agenti e mediatori, la cui mole di attività è salita del 25%, come si legge nei report resi noti dalle associazioni di settore dell’intermediazione in Italia. Le reti di intermediazione si evolvono costantemente anche perché garantiscono il servizio in tempi rapidi, elemento estremamente apprezzato oggi che il mondo si sviluppa alla velocità di internet e dei tanti supporti digitalizzati    





Morbillo, in Italia oltre 800 casi nei primi 4 mesi del 2019

Nei primi 4 mesi dell’anno in Italia si sono registrati 864 casi di morbillo, di cui 299 solo nel mese di aprile. La maggior parte dei casi nel Lazio (245), in Lombardia (233) ed Emilia Romagna (144). Nel 32,6% dei casi c’è stata almeno una complicanza, tra cui anche due casi di encefalite. L’età delle persone colpite è salita a 30 anni. I dati sono stati rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità. In Ue, nei dati del Centro Ue per controllo malattie, ci sono 4,5mln di bambini non vaccinati.





Fastidi e problemi in aereo e aeroporto? Anche i neonati hanno diritto al risarcimento

In occasione della Giornata Internazionale del Bambino, AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri aerei a seguito di ritardi e cancellazioni, spiega quali sono i diritti dei passeggeri aerei più piccini: non importa infatti se si viaggia con neonati o con persone anziane, tutti i passeggeri hanno diritto a un risarcimento secondo la normativa europea CE 261. “Anche i neonati possono essere vittima di ritardi o cancellazioni aeree e, ovviamente, anche loro hanno diritto a un risarcimento” afferma Roberta Fichera, portavoce di AirHelp. “Si avvicina il periodo più caotico del traffico aereo e riteniamo fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei bambini”. L’udienza che ha cambiato le sorti dei diritti dei bambini Per molti anni le compagnie aeree hanno sostenuto che i bambini sotto i due anni non avrebbero diritto a un risarcimento dal momento che non hanno bisogno di un posto a sedere durante il volo. Tuttavia, AirHelp è riuscito a dimostrare davanti alla corte che, se viene pagato un supplemento per il bambino, questo ha diritto a un risarcimento in caso di ritardo o cancellazione del volo. Nel 2016 AirHelp ha vinto una battaglia contro la compagnia aerea Thomas Cook Scandinavia. Il caso in questione riguardava l’ipotetico risarcimento per un bambino sotto ai due anni che viaggiava con la madre e la sorella più grande da Copenaghen a Phuket, in Thailandia. Il caso fu aperto nel 2015 e appena un anno dopo AirHelp riuscì a vincere la causa e la Thomas Cook Scandinavia dovette pagare il risarcimento. La vittoria di questo caso rappresenta una vera e propria svolta dal punto di vista legale: le famiglie con bambini al di sotto dei due anni possono richiedere un risarcimento anche per loro, purché sia stata pagata una tassa al momento dell’acquisto del volo. Dal 2016, AirHelp ha vinto altri casi simili in tutta Europa ma nonostante i molti anni passati dall’accaduto, è ancora oggi un fatto poco noto. “Ci sono ancora molte compagnie aeree che si rifiutano di pagare il risarcimento per i neonati e, dal momento che molti genitori ancora non sono pienamente consapevoli dei loro diritti, gran parte di questi risarcimenti è rimasta insoluta. Si avvicina la stagione estiva e il traffico aereo sarà alle stelle: per questo ci teniamo a informare le famiglie circa i loro diritti” continua Roberta Fichera. Il diritto all’assistenza Le compagnie aeree non sono solo obbligate a dare un risarcimento in caso di ritardi o cancellazioni, ma devono anche prendersi cura dei passeggeri che rimangono bloccati in aeroporto. Tutti i viaggiatori aerei dell’Unione Europea sono tutelati da norme rigide e severe in materia di trasporto aereo. La normativa EC 261 stabilisce che i passeggeri che subiscono ritardi superiori alle tre ore possono avere diritto a un risarcimento, ma hanno diritto all’assistenza dopo sole due ore. Questo significa che le compagnie aeree sono obbligate a fornire ai propri passeggeri cibo e bevande, oltre a due chiamate gratuite, messaggi e l’accesso all’e-mail. Solitamente, per far fronte a queste richieste, le compagnie aeree rilasciano dei buoni pasto validi nei negozi o nei ristoranti presenti negli aeroporti. Quando necessario, le compagnie aeree devono fornire anche una sistemazione in albergo, oltre all’eventuale trasporto da e per l’hotel. Alcune compagnie possono non avere la possibilità di prenotare tutte le camere per i passeggeri che ne hanno bisogno; in questi casi, i viaggiatori possono scegliere di prenotare da soli l’alloggio ed essere rimborsati dalla compagnia aerea in un momento successivo. Per avere maggiori informazioni sui diritti dei passeggeri si può visitare il sito airhelp.com





E commerce, boom per i macchinari usati

Non solo auto, complementi di arredo o attrezzature sportive, ma anche trattori, escavatori e gru rientrano nella top list dei motori di ricerca quando si tratta di fare acquisti on line nel canale dell’usato. Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia le regioni dove si concentra la ricerca; John Deere, New Holland e Makita i brand più richiesti. Sono solo alcuni dei dati rilevati dall’Osservatorio 2018 1 di Trademachines , piattaforma globale specializzata nel listing di macchinari agricoli e industriali usati e presente in 190 Paesi, tra cui l’Italia. Secondo l’Osservatorio 2018 di Trademachines anche se il mercato dei macchinari è sotto la media dell’attuale digitalizzazione globale, le aste online stanno aumentando a cadenza giornaliera. “Il fenomeno - commenta Heico Koch fondatore e CEO di Trademachines - è già iniziato da qualche anno, come ha rilevato anche Ritchie Brothers, leader globale nella vendita di macchinari usati, che ha dichiarato un incremento delle vendite online dal 36% del 2012 al 50% del 2016”. “Prevediamo un forte sviluppo di questo nuovo modello di business anche in Italia – continua il CEO di Trademachines - sia per la sua forte vocazione agricola e manifatturiera, sia perché si tratta di un Paese in cui l’e-commerce ha ancora un fortissimo potenziale di crescita. In Italia, infatti, la percentuale di chi sceglie questo canale di acquisto si attesta solo al 20% contro il 70% di Paesi come la Svezia”. Secondo l’Osservatorio 2018 di Trademachines , nelle top categories ricercate da chi intende acquistare un macchinario di seconda mano rientrano quelli agricoli (46% del totale), a seguire gli elevatori (20%), i macchinari per la lavorazione del legno (12%), per l’edilizia (10%) e per la lavorazione dei metalli (2%). Il second hand nel canale online, dunque, sembra destinato a essere una risorsa cruciale per le imprese agricole e manifatturiere italiane, contando che nel nostro Paese solo la filiera agroalimentare rappresenta l’11% del PIL e quella metalmeccanica circa l’8%. Per quanto riguarda Trademachines “I flussi di utenti stanno aumentando – dichiara Heico Koch – negli ultimi 12 mesi abbiamo visto aumentare la nostra visibilità su Google del 363%. I Paesi dove abbiamo raggiunto le migliori performance sono Italia, Francia, Spagna oltre ai quelli di lingua tedesca (Germania, Austria Svizzera tedesca). Da poco abbiamo lanciato nuove piattaforme su Olanda, Ungheria Polonia”. Dunque l’e-commerce dell’usato è un potenziale da non sottovalutare: “Si pensi ad Amazon e Ebay, o agli innumerevoli siti per acquisto di auto o capi d’abbigliamento usati! Perché dovrebbe essere diverso per il mondo del B2B? Il cambiamento deve essere integrato anche nel mondo dei macchinari, proprio come è accaduto in altri settori in passato” conclude il CEO di Trademachines. Nata nel 2013 a Berlino dall’intuizione di Heico Koch, ingegnere meccanico con anni di esperienza nell’e-commerce, Trademachines mette in vendita il 40% dei macchinari usati in Europa e il 10% di quelli in tutto il mondo. Coinvolgendo 500 mila utenti mensili, in soli tre anni si è assestata leader del settore. La piattaforma oggi è in grado di effettuare il listing delle offerte presenti in 190 Paesi ed è disponibile in 9 lingue. Nel 2018 ha avuto 3 milioni di utenti unici per un totale di 19 milioni di pagine visitate. Il claim aziendale è “rendere semplice la compravendita dei macchinari usati”. Quello che fornisce come piattaforma è un vero e proprio servizio di marketing on line che permette di risparmiare tempo e soldi, rispetto ai tradizionali canali di vendita. “Da quando è nata Trademachines , il nostro team ha consolidato un forte know how relativamente al mercato di riferimento che ci permette di posizionarci come leader anche nella consulenza strategica” afferma Koch. Il motore di ricerca di Trademachines diventa così una sorta di one-stop shop per acquirenti locali e internazionali. Per il rivenditore significa risparmiare tempo (all’inventario ci pensa Trademachines ) e aumentare le possibilità di incontrare acquirenti da ogni parte del mondo. L’iscrizione alla piattaforma è gratuita mentre il servizio di “Listing” prevede un costo di 1 euro per macchinario al mese e rimanda sempre in modo diretto al sito di partenza del rivenditore. Ma la flessibilità è massima e il servizio è accessibile anche al consumatore finale che abbia anche solo un macchinario da rivendere. Per l’anno in corso l’obiettivo di Trademachines è aumentare ulteriormente il flusso degli utenti (acquirenti e venditori), per questo la piattaforma ha deciso di introdurre nuovi servizi per i rivenditori, che permettano di migliorarne il posizionamento sul web e di velocizzare le operazioni di inventario dei macchinari disponibili. Tutto questo nell’ottica di rafforzare anche le partnership già in essere. “Abbiamo appreso che molti dei nostri clienti – spiega Koch - hanno ancora siti obsoleti o che dipendono da piattaforme limitanti, che impediscono loro di usare altri canali di marketing per promuoversi. Per questo abbiamo sviluppato un pacchetto per il rivenditore con cui gli forniamo la realizzazione e messa on line di un sito web o l’aggiornamento di quello già esistenze oltre a un servizio di consulenza per l’ottimizzazione del posizionamento. L’obiettivo è aiutare il cliente a dare massima visibilità al suo inventario di macchinari disponibili. Tutto ciò in assoluta libertà: il cliente, infatti, non è vincolato solo a Trademachines , su cui viene trasferito in automatico l’elenco dei suoi macchinari, ma può seguire in modo indipendente un proprio percorso e accedere a qualsiasi altro canale di marketing. Come sempre, l’approccio cooperativo e aperto è fondamentale per noi perché crediamo che le partnership affidabili funzionino al meglio”.




Tribunali d’estate, la protesta dei giovani avvocati

 

 La ‘chiusura delle aule giudiziarie’, ovvero la riforma che ha ridotto i termini feriali dei magistrati a 30 giorni ad agosto, “non ha portato i vantaggi sperati”. A parlare di inefficacia del provvedimento, voluto nel 2104 da Matteo Renzi, è l’Associazione italiana giovani avvocati: “Ha generato solo un caos organizzativo“. L’Aiga infatti, vista la recente delibera del 22 maggio scorso con cui il Csm ha introdotto il cosiddetto ‘periodo cuscinetto’ – rideterminando così le modalità organizzative relative al periodo feriale dei magistrati, ritenuto insufficiente – denuncia appunto “l’inefficacia della riforma voluta dal governo Renzi con il dl 134/2014 che ha, da un lato, ridotto a 30 giorni il periodo di sospensione feriale dei termini processuali – fissandolo dall’1 al 31 agosto di ogni anno – e, dall’altro, ridotto a 30 giorni anche il periodo di ferie dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, nonché degli avvocati e procuratori dello Stato”.

“Quella che indebitamente era definita dal mondo politico ‘la chiusura delle aule giudiziarie’ (nella realtà, i Tribunali non chiudono mai) era nata- scrive l’Aiga- con lo scopo di consentire ad avvocati e procuratori un periodo di effettivo riposo nel periodo feriale”.

Fin dalla sua entrata in vigore, tuttavia, i Giovani avvocati “hanno denunciato le evidenti lacune della riforma: aumento dei disagi per gli avvocati che, a fronte della riduzione dei termini di sospensione feriale, si sono visti costretti a far fronte alle tante scadenze nel ristretto periodo estivo, senza godere di alcun reale vantaggio, con una prevedibile e pericolosa compressione del diritto di difesa nei confronti dei loro assistiti”.

Secondo Simona Tarantino, rappresentante della Conferenza degli eletti di Aiga, “ad aggravare un quadro così disastroso interviene lacarenza di organico nei Tribunali di tutta Italia che, ancora oggi, fa registrare continue battute d’arresto del sistema Giustizia. La mole di lavoro per gli operatori di giustizia e, di conseguenza, la durata dei processi, nonostante la modifica del periodo di sospensione feriale dei termini processuali, non ha subito alcuna riduzione, a fronte di risorse umane limitate su tutto il territorio nazionale”.

È davvero stucchevole che alcuni organi di stampa presentino questo provvedimento come un nuovo periodo di vacanza per gli avvocati, dal momento che la delibera non sospende alcuno dei termini al cui rispetto noi legali siamo tenuti. Credo sia giunto il momento di avere il coraggio ed andare incontro alle concrete esigenze dell’Avvocatura- sostiene il presidente nazionale, Alberto Vermiglio- affermando la necessità di ritornare la passato e reintrodurre, quindi la sospensione feriale sino al 15 settembre, per garantire le parti processuali e i loro difensori”.





Inflazione e le stime di Unione Consumatori

Secondo i dati provvisori di maggio resi noti dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dello 0,9% su base annua, da +1,1%.. "Una buona notizia il rallentamento dell’inflazione, che conferma come gli aumenti del mese precedente fossero temporanei, speculazioni belle e buone dovute all’effetto Pasqua" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "Negativo, invece, il rialzo del carrello della spesa, che passa da +0,3 a +0,5%, anche se non è per ora preoccupante, visto che il rialzo resta inferiore all’inflazione generale" prosegue Dona. "Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,9% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 278 euro, 135 euro per abitazione, acqua, elettricità e combustibili, 95 per i trasporti, 145 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto e 55 euro per il carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani" prosegue Dona. "Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 262 euro su base annua, 131 per abitazione, 133 per i beni acquistati più frequentemente, 49 euro se ne vanno per le compere di tutti i giorni, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 221 euro in più nei dodici mesi, 123 per abitazione, 63 per i trasporti, 41 per il carrello della spesa. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 128 euro, 168 euro per un single con meno di 35 anni" conclude Dona.




Coldiretti, l’inflazione raddoppia i prezzi a tavola

In controtendenza i prezzi degli alimentari freschi crescono il doppio dell’inflazione (+1,8%) per effetto del maltempo che ha devastato le campagne provocando pesanti danni alle coltivazioni e riducendo le disponibilità sui mercati. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’inflazione che a maggio aumenta dello 0,9% rispetto allo stesso periodo delle scorso anno. Le campagne sono state travolte dalla pazza primavera in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura – sottolinea la Coldiretti - con le semine, le verdure in campo e le piante colpite mentre iniziavano a fare i primi frutti. Il risultato – precisa la Coldiretti - è un calo dell’offerta con effetti sulla spesa che deve fare i conti con la variabilità delle quotazioni ma anche con fenomeni speculativi sui prezzi al consumo che rischiano di innescarsi per colpa delle distorsioni di filiera, a scapito dei cittadini e dei produttori. In queste condizioni – sostiene la Coldiretti – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio della Coldiretti è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”. In un momento di grande difficoltà – conclude la Coldiretti – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere in vista dell’estate con il consumo di alimenti, come le insalate o la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma.





Crescono le imprese del Credito (+15mila in Italia)

In controtendenza i prezzi degli alimentari freschi crescono il doppio dell’inflazione (+1,8%) per effetto del maltempo che ha devastato le campagne provocando pesanti danni alle coltivazioni e riducendo le disponibilità sui mercati. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’inflazione che a maggio aumenta dello 0,9% rispetto allo stesso periodo delle scorso anno. Le campagne sono state travolte dalla pazza primavera in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura – sottolinea la Coldiretti - con le semine, le verdure in campo e le piante colpite mentre iniziavano a fare i primi frutti. Il risultato – precisa la Coldiretti - è un calo dell’offerta con effetti sulla spesa che deve fare i conti con la variabilità delle quotazioni ma anche con fenomeni speculativi sui prezzi al consumo che rischiano di innescarsi per colpa delle distorsioni di filiera, a scapito dei cittadini e dei produttori. In queste condizioni – sostiene la Coldiretti – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio della Coldiretti è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”. In un momento di grande difficoltà – conclude la Coldiretti – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere in vista dell’estate con il consumo di alimenti, come le insalate o la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma.





I lavoratori delle Multiservizi in piazza a Roma

Manifestazione e sciopero a Roma del personale del settore pulizie e servizi integrati. Il contratto nazionale dei settori è scaduto ormai da oltre 72 mesi. Lavoratrici e lavoratori del comparto, che nessuno vede e pochi considerano, permettono tutti i giorni di utilizzare ospedali, scuole, tribunali,uffici, banche, poste, e caserme. Il settore ha pagato pesantemente la crisi di questi ultimi 10 anni con riduzioni dei contratti individuali di lavoro e con l’angoscia del rinnovo a ogni cambio appalto. 

 





Nuova tegola sull’occupazione, Whirpol chiude gli impianti a Napoli. Sindacati sul piede di guerra

Incontro ad alta tensione quello in corso a Roma tra Whirlpool Fim Fiom e Uilm per fare il punto sull’accordo dello scorso ottobre. A scatenare le ire dei sindacati l’annuncio inaspettato della chiusura dello stabilimento di Napoli che profila per i 430 lavoratori un futuro incerto. Immediata la solidarietà del sito di Varese che ha annunciato lo sciopero spontaneo per solidarietà. Al momento l’incontro è sospeso. I sindacati criticano duramente il gruppo ricordando come l’accordo dello scorso anno prevedesse la garanzia di investimenti mirati per tutti i siti Whirlpool per tre anni fino al 2021 e sono sul piede di guerra. "Napoli tradita da Whirlpool - è l’accusa della Fiom-Cgil in una nota - Solo a ottobre scorso, con un accordo quadro sottoscritto in sede ministeriale, quindi con l’impegno anche del ministro Di Maio, Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell’occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo", dice la Fiom per la Fiom "è inaccettabile che gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management. Abbiamo chiesto un incontro urgente al Ministero. È necessaria una presa di posizione del governo, co-attore dell’accordo quadro che ad oggi viene messo in discussione dall’azienda. Tutti gli stabilimenti del gruppo si sono fermati, con produzioni bloccate in tutto il gruppo". L ’Ugl Metalmeccanici, riferisce in una nota il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, "unitariamente alle altre sigle sindacali proclama lo stato di agitazione dei lavoratori in tutti gli stabilimenti del Gruppo". "Oggi pensavamo di discutere una situazione di criticità, di certo non una svendita - sottolinea Spera - Chiediamo un incontro immediato al ministero dello Sviluppo economico per evitare il disimpegno della multinazionale degli elettrodomestici con la vendita il sito".





Dazi, Trump avverte il Messico: “Senza controlli sui migranti 5% sull’import”

Se il Messico non risolverà il problema dei migranti illegali che varcano la frontiera con gli Usa, Washington risponderà con i dazi sull’import. Lo ha minacciato il presidente americano Donald Trump con un tweet.

Nel messaggio presidenziale si legge infatti che che a partire dal “10 giugno, gli Stati Uniti imporranno una tariffa del 5% su tutte le merci provenientidal Messico, fino a quando non saranno fermati i migranti illegali che arrivano attraverso il Messico nel nostro Paese. La tariffa aumenterà gradualmente fino a che non sarà risolto il problema dell’immigrazione illegale, e in quel momento verrà rimossa”.

Intanto nella notte tra giovedì e venerdì, ha reso noto lo stesso Trump sempre su Twitter, “gli agenti della polizia di frontiera hanno fermato il più grande gruppo di migranti illegali di sempre: 1.036 persone che hanno attraversato illegalmente il confine a El Paso intorno alle 4 del mattino. I democratici devono sostenere la nostra incredibile polizia di frontiera e finalmente chiudere le falle al nostro confine!”.





Ecco perché il Presidente Fico (M5S) non ha votato su Di Maio

“C’è stata l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle, a cui ho voluto partecipare per riflettere sul momento delicato che stiamo vivendo. Dalla riunione sono emerse alcune dichiarazioni riportate dalla stampa, che però non corrispondono totalmente a quello che ho detto. Anche per questo sento il dovere di trasferirvi il mio pensiero, qui, in modo non mediato”. E’ quanto scrive su Facebook il presidente della Camera, Roberto Fico.

“All’inizio del mio intervento- aggiunge- ho subito detto di non essere d’accordo con il lancio della votazione di oggi su Rousseau. E per questo non parteciperò al voto. Sono sempre stato contrario alla politica che si identifica in una sola persona. Se il focus resta sulla fiducia da accordare o meno a una figura, e non sui tanti cambiamenti che invece, insieme, occorre porre in essere, non ci potrà essere alcuna evoluzione. Significa non cambiare niente. Ritengo che non si possa mettere in discussione una persona o dei temi, solo perché c’è un umore elettorale diverso nel Paese. O si cambia e si migliora perché crediamo sia giusto farlo – sia che si raggiunga il 33% sia che si raggiunga il 17% – oppure tutto quello che faremo sarà inutile. Per questo occorre ragionare sulle tante proposte dei parlamentari che ho ascoltato ieri, svilupparle e metterle in pratica con i documenti elaborati dalle assemblee territoriali”.

“Mi sono poi soffermato sul tema dell’identità del Movimento. Non ho mai detto- prosegue- come invece erroneamente è stato riportato, che bisogna tornare ai fondamenti originari, ma che prima di tutto dobbiamo guardarci e comprendere in pieno chi siamo oggi. Quando si è all’interno delle istituzioni ci sono maggiori e diverse difficoltà, tutto è più complesso. Ma proprio per questo dobbiamo dirci con forza e chiarezza a quali valori e principi aderiamo. E quindi chi siamo. Non abbiamo alle spalle una lunga storia politica. In pochissimo tempo abbiamo fatto dei passi da gigante, probabilmente molto impegnativi rispetto all’essere un movimento molto giovane”. 

Su tanti temi, continua Fico, “è necessario individuare una strada, riflettendo e ragionando in profondità. Ed è proprio per questo che abbiamo bisogno di costruire un percorso identitario forte, con valori e principi sempre più chiari e saldi che nessuno potrà mai calpestare. Né all’interno né all’esterno. L’identità è ciò che ti permette di non perdere mai la rotta anche se attraversi una tempesta. E allora anche la mediazione e il compromesso, che in una repubblica parlamentare vanno cercati, avranno confini altrettanto saldi, chiari e accettabili”.

“Ieri- va avanti il presidente della Camera- ho anche parlato di comunicazione. Sappiamo tutti quanto sia pervasiva in tanti modi nel nostro quotidiano. Figuriamoci in politica. Ma proprio per questo, e soprattutto in politica, abbiamo bisogno di anteporre alla parola comunicazione, la parola etica. Nello scenario attuale, ovunque nel mondo, la comunicazione – e non l’informazione – ha fagocitato la politica snaturandola. Capita che si facciano scelte in momenti importanti prendendo in grande considerazione i sondaggi, riferendosi solo al presente senza pensare che la politica deve ragionare guardando molto in avanti negli anni e non solo alle scadenze elettorali”. 

“Purtroppo anche noi – l’ho ribadito ieri – siamo caduti in questa trappola che è quanto di più facile possa accadere quando un movimento così giovane approda in dinamiche politiche più ampie. Ma una comunicazione così fatta è malata. Non fa bene a noi e al Paese. Senza scendere in un terreno di scontro comunicativo basso e poco etico, dobbiamo portare una visione strutturale di Paese, un confronto e una diffusione di contenuti etici, raccontando sempre la verità agli italiani. Qualunque sia il prezzo da pagare. Perché questo significa tentare di rimanere coerenti in un mondo che così articolato ti rende quasi necessariamente incoerente”, termina.





Delrio contro Salvini: “E’ un bullo da bar che promette e poi quando rientra a casa sta zitto”

 “Salvini è un bullo da bar che promette, fa grandi discorsi e poi quando rientra a casa sta zitto. E’ un modo di fare politica che può impressionare quelli che stanno ai tavoli del bar. Vinciamo solo nelle grandi città? Nelle grandi città che guidano lo sviluppo italiano si ha più coscienza di tutto ciò che serve e si sa distinguere meglio tra le promesse e i fatti. L’Italia con Salvini sarà isolata, Di Maio non pervenuto perché non si sa cosa pensi dell’Europa, Conte non va neanche calcolato”. Graziano Delrio, capogruppo del PD alla Camera, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. “Il voto per la Lega è un voto di chi cerca a tutti i costi una via d’uscita, vuole capire se questo signore sarà in grado di portarci fuori dalla crisi. Purtroppo è un voto che non tiene presente che Salvini è una delle cause che ci ha portato ai problemi che abbiamo adesso, perché prima crescevamo, ora siamo tornati indietro”. A dirlo il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio intervistato da Radio Cusano Campus. “Lui è stato furbo dando la colpa ai 5 Stelle, quando invece lui è l’azionista principale del governo. Sono molto preoccupato- aggiunge Delrio- per il tasso di astensionismo. Il tema di come rafforzare la partecipazione dei cittadini alla democrazia è un tema che tutte le forze politiche si dovrebbero porre”.





Confedilizia su Banca d’Italia: ridurre le tasse per favorire la crescita

"Il Governatore Ignazio Visco invoca un’ampia riforma fiscale che sia in grado di stimolare l’attività economica e dare certezza a chi produce, consuma, investe e risparmia. E’ la strada da seguire, e la riduzione del carico tributario sul settore immobiliare è una delle forme più efficaci con cui questi essenziali obiettivi possono essere raggiunti. In attesa della manovra di autunno, il decreto crescita è il primo treno a disposizione per varare le misure più urgenti".





L’appello del Governatore di Banca d’Italia Visco: “Basta prendersela con la Ue”

 

 

L’Italia stenta ancora a riprendersi dalla crisi e considerare l’Ue come nostro avversario è sbagliato. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco in occasione delle Considerazioni finali durante le quali ha ammonito che fare più deficit sarebbe rischioso e controproducente.

L’Italia, ha sottolineato Visco, “ancora fatica a riprendersi dalla doppia recessione” e con le difficoltà dell’economia “ne soffre il lavoro, cresce il disagio sociale”. Il paese “paga il prezzo di un contesto che, per qualità dei servizi pubblici e rispetto delle regole, è poco favorevole all’attività imprenditoriale”. L’economia nazionale, ha aggiunto il governatore, “risente di un ritardo tecnologico grave, frutto di una struttura produttiva frammentata e sbilanciata verso aziende che trovano difficoltà a crescere e a innovare. Subisce il peso delle distorsioni prodotte dall’evasione fiscale e quello del debito pubblico, che rende più costosi i finanziamenti per le famiglie, per le imprese e per le banche, oltre che per lo stesso Stato”.

Quanto al rapporto con l’Ue, secondo Visco, l’Italia non deve incolpare l’Europa per la sua situazione economica di “disagio” perchè se l’Ue venisse considerata “un avversario” diventeremmo “più poveri”. “Addossare all’Europa le colpe del nostro disagio è un errore, non porta alcun vantaggio e distrae dai problemi reali. Saremmo stati più poveri senza l’Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario”.

“L’appartenenza all’Unione Europea – secondo il governatore – è fondamentale per tornare su un sentiero di sviluppo stabile: è il modo che abbiamo per rispondere alle sfide globali poste dall’integrazione dei mercati, dalla tecnologia, dai cambiamenti geopolitici, dai flussi migratori. La crescita istituzionale dell’Europa ha accompagnato quella economica di tutti i paesi del continente: ha aperto un mercato più ampio alle imprese e ai consumatori, reso disponibili maggiori fondi a sostegno delle aree svantaggiate, facilitato la cooperazione in campi strategici, garantito un quadro di stabilità monetaria”.

“L’area euro – aggiunge Visco – non aveva l’organizzazione di governo e gli strumenti per affrontare crisi di questa portata.

La politica monetaria unica, nel perseguire la stabilità dei prezzi nel medio periodo, può attenuare le difficoltà congiunturali comuni, non può intervenire a beneficio di singoli Stati, nè può risolvere i problemi strutturali, che riguardino un solo paese o tutta l’area”.

Infine, Visco ha parlato anche dei conti pubblici in relazione agli annunci di esponenti dell’Esecutivo sulla politica economica. Per il numero uno di Bankitalia, aumentare il deficit pubblico è una mossa che può rivelarsi “poco efficace” e “controproducente. Limitarsi alla ricerca di un sollievo congiunturale mediante l’aumento del disavanzo pubblico può rivelarsi poco efficace, addirittura controproducente qualora determini un peggioramento delle condizioni finanziarie e della fiducia delle famiglie e delle imprese. Il rischio di una ‘espansione restrittiva’ non è da sottovalutare. L’effetto espansivo di una manovra di bilancio può essere più che compensato da quello restrittivo legato all’aumento del costo dei finanziamenti per lo Stato e per l’economia”.





Prezzi: lieve frenata del tasso di inflazione, ma accelera quello relativo ai beni di largo consumo

L’Istat ha diffuso i dati relativi all’andamento del tasso di inflazione a maggio, che si attesta al +0,9%, in lieve diminuzione rispetto ad aprile quando segnava quota 1,1%. “Alla base della lieve decelerazione” – spiega l’Istat – “c’è un effetto di rientro rispetto ai balzi dovuti ai ‘ponti’ di aprile.” Sul dato incide notevolmente la frenata dei costi dei beni energetici non regolamentati, in primis i carburanti. Il tasso relativo al carrello della spesa cresce invece al +0,5% (dallo 0,3% di aprile). Con il tasso di inflazione a questo livello l’aggravio annuo per una famiglia tipo ammonta a circa 266,40 Euro: un aumento insostenibile per le famiglie, i cui redditi non aumentano in misura proporzionale rispetto al costo della vita. “La crescita dei costi dei beni di largo consumo rappresenta un elemento di forte preoccupazione, dal momento che inciderà notevolmente sulle famiglie, specialmente quelle meno abbienti.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. Tale dinamica non fa altro che sottolineare la necessità di un piano straordinario capace di determinare una ripresa stabile dell’occupazione, incidendo così in maniera positiva sul rilancio della domanda interna e dell’intero sistema economico. 





Federconsumatori, PIL: crescita zero. Dopo i prematuri entusiasmi torna la minaccia della crisi

Non succedeva dal 2013: il PIL è in calo su base annua, segnando quota -0,1%. “Il nostro invito ad essere cauti con l’entusiasmo si rivela oggi più che fondato. – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori – Purtroppo il nostro sistema economico si trova ancora in una fase stagnante ed incerta, specialmente alla luce degli sviluppi relativi ai rilievi dell’UE. Anche il dato relativo al primo trimestre 2019 è rivisto al ribasso: dall’acclamata crescita dello 0,2% si passa oggi ad un più modesto, praticamente impercettibile rialzo dello 0,1%. L’Istituto di statistica sottolinea però come la crescita acquisita per il 2019 è pari a zero. A questo quadro allarmante si aggiungono le deludenti performances del reddito di cittadinanza e l’incombente minaccia dell’aumento dell’IVA, con la prospettiva di ricadute di 831 Euro annui a famiglia: tutte premesse che non lasciano sperare nulla di positivo per la crescita della nostra economia ed il miglioramento della situazione delle famiglie. Per questo si rende sempre più urgente intervenire concretamente, avviando le misure utili a gettare le basi per una vera e duratura ripresa, mettendo da parte tutti quei provvedimenti studiati solo per ottenere consenso. Bisogna predisporre ed avviare un serio piano di investimenti destinati allo sviluppo tecnologico, alla ricerca, alla modernizzazione e alla realizzazione delle infrastrutture. Questo consentirebbe di rilanciare il mercato del lavoro, risollevando le condizioni delle famiglie e, con esse, l’intero sistema economico.





Pil, solo l’agricoltura in terreno positivo

Con un balzo del 2,9% del valore aggiunto è l’agricoltura tra tutti i settori a far registrare il maggior incremento congiunturale. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei conti trimestrali del Pil dell’Istat che evidenzia anche un aumento su base annua del settore primario dello 0,1%. Le difficoltà dei consumi alimentari interni ancora stagnanti – sottolinea la Coldiretti – sono state compensate dalle esportazioni con il record storico per il Made in Italy agroalimentare all’estero nel primo trimestre dell’anno. Ma sul settore – continua la Coldiretti - pesa ora l’incognita degli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia in una primavera anomala con pesanti danni alle coltivazioni, dagli ortaggi alla frutta fino ai cereali e al fieno per l’alimentazione degli animali. A preoccupare - conclude la Coldiretti - sono anche le distorsioni di filiera e le importazioni selvagge che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale perché non rispettano gli stessi standard sociali, ambientali e di sicurezza alimentare.

 





L’Istat certifica una nuova marcia indietro del Pil, calo dello 0,1%

 

Marcia indietro del Pil nel primo trimestre con un calo dello 0,1% rispetto allo stesso trimestre del 2018. A darne notizia l’Istat rivendendo al ribasso le stime preliminari e ricordando che l’ultima variazione tendenziale negativa risale al IV trimestre del 2013 quando il Pil scese dello 0,8%.

Per l’intero 2019 la variazione acquisita del Pil risulta pari a zero. La crescita acquisita è la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno. L’Istat ha rivisto al ribasso le stime del Pil del primo trimestre (in aumento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e in calo dello 0,1% nei confronti del primo trimestre del 2018).

Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,8% negli Stati Uniti, dello 0,4% in Germania e dello 0,3% in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 3,2% negli Stati Uniti, dello 0,7% in Germania e dell’1,2% in Francia. Nel complesso, il Pil dei paesi dell’area Euro è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nel confronto con il primo trimestre del 2018.





Flat tax, il Premier Conte sceglie la linea della riservatezza. Non risponde alle accelerazioni di Salvini

 

"Non discuto adesso davanti ai giornalisti come si farà la flat tax: un progetto di flat tax non è ancora arrivato a Palazzo Chigi". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte risponde a chi, a margine di un evento in Campidoglio, gli chiede se sia favorevole a realizzare la flat tax in deficit, come propongono Lega e M5s.

Ancora oggi, il vicepremier leghista, Matteo Salvini ha rilanciato la Flat Tax, commentando le Considerazioni finali del Governatore. 

"La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax - dicono autorevoli fonti parlamentari del Movimento 5 Stelle - ci trova favorevoli. A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea: ben venga il regime fiscale al 15% per i redditi fino ai 65.000 euro".

"Ci prendiamo ancora questi giorni ma sicuramente lunedì sarà la prima buona occasione per fare il punto della situazione - ha detto ancora Conte -: voglio parlare agli italiani. Questo è il governo del cambiamento, della chiarezza".  "Dobbiamo massima chiarezza agli italiani", aggiunge.

"Lunedì sarà la prima buona occasione per fare il punto della situazione - afferma il presidente del consiglio -. Voglio parlare agli italiani. Questo è il governo del cambiamento: ho sempre rivendicato un cambiamento nel senso della chiarezza di intenti rispetto ai programmi, sicurezza del cammino che sia strategico, che proceda in modo lungimirante e senza strappi. Dobbiamo afferrare queste premesse e queste condizioni per poter proseguire".