Salvini e i rischi dall’immigrazione. La replica al Direttore del Policlinico Sant’Orsola di Bologna: “Migranti hanno il record di tbc e scabia”

“Purtroppo l’Africa non ha le stesse condizioni igienico-sanitarie di casa nostra, e infatti solo nel 2017 l’Italia ha avuto circa 3.900 casi di tubercolosi, di cui oltre il 60% nella popolazione straniera". Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha voluto commentare le dichiarazioni del direttore della Pediatria d’urgenza del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Marcello Lanari, che ha sostenuto che il ritorno di alcune malattie come Tbc e Scabbia non sia legato all’immigrazione di massa ed agli sbarchi.

 

 

"Già in un rapporto del 2008 sulla tubercolosi in Italia, pubblicato sul sito del ministero della Salute, si leggeva che ’nonostante l’incidenza si sia ridotta negli ultimi anni, la popolazione immigrata ha ancora un rischio relativo di andare incontro a Tbc che è̀ 10-15 volte superiore rispetto alla popolazione italiana - sottolinea Salvini - Spesso gli immigrati sono anche più poveri della media: è anche per questo che abbiamo bloccato gli arrivi. Per anni ci siamo portati in casa gente che non aveva la possibilità di integrarsi, lavorare e vivere nel rispetto della legge e in condizioni dignitose. Questi sono i fatti, il resto è pura polemica politica. Buon lavoro a tutti i medici e pediatri, nella certezza che nessuno voglia falsare dati ed evidenze per fare battaglie politiche che poco c’entrano con la vita di ambulatori ed ospedali”.

’’Ovviamente nessuna legge, in Italia, mette e metterà mai in discussione il diritto alle cure sanitarie per tutti, tantomeno ai minorenni. E il Decreto sicurezza è quindi citato a sproposito: gli stranieri con meno di 18 anni vanno subito in accoglienza e non possono nemmeno essere espulsi o affidati ad altri Paesi europei’’, ha poi dichiarato Salvini, commentando le critiche del direttore della Pediatria d’urgenza del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Marcello Lanari, che in un’intervista concessa ieri, durante il 75esimo congresso nazionale dei pediatri, ha sostenuto che il Decreto Sicurezza ha effetti negativi sui minorenni immigrati.





Taranto, la denuncia dei Verdi: “Il Governo nasconde i 600 bambini nati con malformazioni”

“La notizia che non fa notizia: 600 bambini nati con malformazioni congenite tra il 2002 e il 2015 a Taranto come riportato nella Valutazione del danno sanitario: è la storia che si ripete e come accaduto nel 2012 non si rendono pubblici i dati dell’indagine epidemiologica Sentieri dell’Istituto superiore di Sanità su Taranto che analizza fino all’anno 2018”. E’ quanto ha dichiarato in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, accusando il Governo di un “indecente silenzio”.

“Il governo nazionale – ha aggiunto – ha deciso di non presentare nel mese di maggio scorso l’indagine epidemiologica. Rinviando la presentazione al mese di luglio ovvero dopo le elezioni europee, l’attuale governo pentastellato sta facendo esattamente la stessa cosa che fece il governo con ministro dell’ambiente Clini quando attese sei mesi prima di presentare l’indagine aspettando la forma dell’autorizzazione aberrante all”Da uno stralcio dell’indagine epidemiologica – ha sostenuto ancora Bonelli – si legge che a Taranto si continua a morire e i rischi di morte legati all’inquinamento sono aumentati nonostante le rassicurazioni del governo che tutto va bene e le accuse di allarmismo fatte contro gli ambientalisti”.

“Il dato di 600 bambini nati malformati – ha proseguito – è presente nella valutazione del danno sanitario dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal, perché non è stata resa pubblica questa notizia considerato che il rapporto era stato presentato nel 2108? Perché 600 bambini nati malformati non diventano una notizia? Perché i ministri dell’Ambiente, della Salute, e dello Sviluppo economico Costa, Grillo e Di Maio non hanno reso pubblica questa notizia, perché hanno rinviato la presentazionedell’indagine epidemiologica?”.

A giudizio dell’esponente ambientalista “se ci trovassimo in un atro paese europeo questo sarebbe uno scandalo che porterebbe alle dimissioni di membri del governo e non solo. Ripeto ancora la domanda: perché 600 bambini nati malformati non fanno notizia e il Governo si trincera dietro un’indecente silenzio?”.





Fp Cgil: “Una vergogna bloccare il Codice degli Appalti”

"Troviamo decisamente allarmanti le notizie sulla sospensione di due anni del codice degli appalti e la proposta di cancellare qualsiasi tetto di soglia per i subappalti fino al 2020. Quelle del ministro dell’Interno Matteo Salvini sono affermazioni gravi e pericolose che provengono proprio da chi, per il suo ruolo istituzionale, dovrebbe promuovere e garantire la tutela della legalità nelle pubbliche amministrazioni contro le infiltrazioni della criminalità organizzata". Questa la posizione della Funzione Pubblica Cgil in seguito alle affermazioni del ministro Salvini in merito all’emendamento al decreto sblocca cantieri che prevede la sospensione del codice degli appalti per due anni e la cancellazione del tetto di soglia per i subappalti fino al 2020.

"Non procedere alle gare di appalto per lavori fino a un milione di euro può essere un vero e proprio incentivo per le mafie - prosegue la categoria della Cgil dei servizi pubblici -. In questo modo si lasciano soli i lavoratori e si espongono le amministrazioni a fenomeni di corruzione che ancora oggi resistono e andrebbero dunque contrastati con strumenti legislativi adeguati. Invece di procedere in questa direzione, assistiamo al processo inverso di deregolamentazione sulla base dell’errata convinzione che le regole ostacolino il dispiegarsi di ipotetiche crescite economiche".

"L’Italia non è un paese che ha bisogno di ulteriore consumo di suolo - spiega il sindacato - ma di un grande investimento per il riordino idrogeologico del territorio e di riassetto urbano, negli appalti non ha bisogno di gare al massimo ribasso che permettono dumping contrattuale nei settori privati e in quelli dei servizi pubblici e che rischiano di produrre crisi occupazionali. Abbiamo bisogno di investimenti pubblici che producano lavoro di qualità e sostenibilità nell’impatto con l’ambiente, abbiamo bisogno di un grande piano straordinario di assunzioni nel lavoro pubblico per rafforzare gli uffici che svolgono attività di controllo nel territorio e per tenere alta l’attenzione sui fenomeni di illegalità mettendo in campo strategie di giustizia e protezione sociale".

Dopo la querela del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al segretario nazionale della Cgil, Giuseppe Massafra, che ha esternato la sua preoccupazione, "vogliamo esprimere il nostro sostegno al segretario e ci domandiamo per quale ragione il ministro abbia la priorità di querelare un sindacalista, piuttosto che quella di rassicurare il paese che le sue proposte non prefigurano interventi che permettono infiltrazioni mafiose e illegalità diffuse", conclude la Funzione Pubblica Cgil.





Entrate-Commercialisti, si rafforza l’intesa per servizi più veloci. Condivisi i dati degli iscritti all’albo e delle procure da parte dei contribuenti

Si rafforza lo scambio di dati tra Agenzia delle Entrate e Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec). Con una convenzione, firmata oggi dal direttore dall’Agenzia, Antonino Maggiore, e dal presidente del Cndcec, Massimo Miani, viene dato avvio, in via sperimentale, a un nuovo servizio tramite cui le Entrate potranno acquisire in maniera veloce e sicura le informazioni sugli iscritti all’albo (albo e sezione di appartenenza, provincia e stato iscrizione) e quelle relative alle procure conferite dai clienti per rappresentanza o assistenza, che non dovranno quindi più essere necessariamente esibite su carta ad ogni accesso presso gli uffici. 

Meno carta, più spazio alla telematica - In particolare le comunicazioni relative alle domande di iscrizione, variazione e cancellazione nell’albo, che devono essere trasmesse in via telematica all’Anagrafe tributaria, potranno essere acquisite dall’Agenzia anche tramite un nuovo applicativo, che sarà reso disponibile dal Cndcec. La procedura riguardante le informazioni sulla procura permetterà ai commercialisti di assistere e rappresentare i propri clienti dinanzi agli uffici territoriali dell’Agenzia anche senza l’esibizione dei documenti in formato cartaceo. 

La cooperazione si rinnova - La Convenzione, che rientra nell’ambito del Protocollo quadro stipulato il 3 maggio 2017, sarà valida per 3 anni e potrà essere rinnovata. Le informazioni saranno trattate secondo i principi di liceità, necessità, correttezza, pertinenza e non eccedenza, esclusivamente per i fini dell’intesa e nel rispetto di quanto previsto dalle norme in materia di protezione dei dati personali.




Servizio di consultazione delle e-fatture, la scelta è possibile dall’1 luglio fino al 31 ottobre 2019

Gli operatori Iva e i consumatori finali potranno aderire al servizio per la consultazione delle proprie e-fatture dall’1 luglio al 31 ottobre 2019. In caso di mancata adesione, l’Agenzia provvederà a cancellare i file xml. Il nuovo calendario viene fissato da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato oggi, che modifica quello del 30 aprile 2018 ampliando la finestra temporale precedentemente prevista (31 maggio - 2 settembre), accogliendo le richieste degli ordini professionali e delle associazioni di categoria. 

Quattro mesi per scegliere il servizio dell’Agenzia - Per consentire ai contribuenti di avere più tempo per aderire al servizio, il provvedimento di oggi amplia da tre a quattro mesi - dal prossimo 1 luglio fino al 31 ottobre - il periodo di tempo a disposizione degli operatori e dei consumatori finali per effettuare la scelta. Per gli operatori IVA l’adesione può essere effettuata anche tramite un intermediario appositamente delegato al servizio di consultazione.

Cancellazione dei file, ecco le tempistiche - Dopo il 31 ottobre, se non si aderisce al servizio, l’operatore non potrà più consultare le sue fatture elettroniche (emesse e ricevute) e l’Agenzia procederà alla cancellazione dei file xml memorizzati entro il 30 dicembre 2019, ovvero entro 60 giorni. In caso di adesione al servizio di consultazione, invece, i file xml saranno consultabili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quella di ricezione della fattura elettronica da parte del Sistema di interscambio e saranno poi cancellati entro i 60 giorni successivi al termine del periodo di consultazione.





Detrazioni consistenti per i pensionati che dall’estero trasferiscono la residenza nei piccoli Comuni del Sud-Italia. Pronte le regole delle Entrate per l’imposta sostitutiva al 7%

Arrivano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i contribuenti titolari di pensioni estere che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, in uno dei Comuni appartenenti al territorio delle Regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20mila abitanti, beneficiando in tal modo di un’imposta sostitutiva pari al 7% da applicarsi a qualsiasi categoria di reddito prodotto all’estero. L’opzione è valida per i primi 5 anni successivi a quello in cui essa viene esercitata, a patto che non si verifichino le condizioni che possono determinarne la revoca. Tale disposizione, introdotta con la Legge di bilancio 2019, è finalizzata a favorire gli investimenti, i consumi ed il radicamento nei Comuni del Mezzogiorno con determinate caratteristiche demografiche, da parte di soggetti non residenti, non solo stranieri ma anche italiani, che percepiscono redditi da pensione di fonte estera. Con il provvedimento di oggi del direttore dell’Agenzia delle Entrate sono definite le modalità di esercizio e revoca dell’opzione, la cessazione degli effetti, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva nonché la fonte informativa per individuare i Comuni aventi le caratteristiche previste dalla norma. 

I 5 requisiti per esercitare l’opzione - L’opzione per il regime di imposta sostitutiva si perfeziona con la presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui i soggetti interessati hanno effettivamente trasferito la residenza fiscale in uno dei Comuni del Sud aventi le caratteristiche previste dalla norma ed è efficace a decorrere dallo stesso periodo d’imposta. In particolare, nella dichiarazione dei redditi il contribuente è tenuto a riportare i 5 requisiti che danno diritto all’opzione: lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a cinque periodi di imposta precedenti l’inizio di validità dell’opzione; la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione tra quelle in cui sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa nel settore fiscale; gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva; lo Stato di residenza del soggetto estero erogante i redditi e l’ammontare dei redditi di fonte estera da assoggettare all’imposta sostitutiva.

Come individuare i Comuni del Sud in cui trasferire la residenza - In primo luogo, ai fini dell’individuazione della popolazione residente nel Comune in cui si decide di trasferire la residenza, si considera il dato riferito a tale Comune come risultante dalla “Rilevazione comunale annuale del movimento e calcolo della popolazione” pubblicata sul sito dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) riferito al 1° gennaio dell’anno antecedente al primo anno di validità dell’opzione. Tale dato si considera rilevante per ciascuno dei periodi di validità dell’opzione a condizione che il contribuente non trasferisca la residenza in altro Comune italiano. 

Cessazione degli effetti, revoca dell’opzione e decadenza dal regime - Gli effetti del regime di imposizione sostitutiva dei redditi prodotti all’estero cessano, in ogni caso, decorsi i cinque anni successivi al periodo d’imposta in cui è esercitata l’opzione. Ad ogni modo, il contribuente che ha esercitato l’opzione può revocarla in uno dei periodi d’imposta successivi a quello in cui è stata esercitata, comunicando tale revoca nella dichiarazione dei redditi relativa all’ultimo periodo di imposta di validità dell’opzione. Riguardo l’eventuale decadenza da tale regime, questa si verifica nei seguenti casi: qualora vengano meno i requisiti richiesti dalla norma; per omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva entro la data prevista per il pagamento del saldo delle imposte sui redditi; in caso di trasferimento della residenza fiscale in un Comune italiano diverso da quelli indicati, oppure, se il contribuente decide di trasferire la residenza fiscale all’estero. Al riguardo, il provvedimento chiarisce come l’opzione rimane comunque efficace, anche qualora a partire dal secondo periodo di imposta di validità dell’opzione, il contribuente trasferisca la residenza in un altro Comune del Sud e con le stesse caratteristiche indicate dalla norma per fruire dell’agevolazione. Inoltre, l’opzione è inefficace, e quindi decade, laddove, in esito ad attività di controllo, sia accertata la sussistenza della residenza fiscale in Italia nei cinque anni precedenti l’esercizio della stessa. E comunque, la revoca dell’opzione e la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione. 

Come versare l’imposta - Per ciascun periodo di imposta di efficacia del regime, entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi, i soggetti che hanno esercitato l’opzione provvedono al versamento, in un’unica soluzione, dell’imposta sostitutiva dovuta, calcolata in via forfettaria con l’aliquota del 7 per cento sui redditi prodotti all’estero. In una successiva risoluzione sarà istituito il codice tributo ad hoc da indicare in fase di versamento e saranno impartite le specifiche istruzioni per la compilazione del modello F24.





Scattati i dazi cinesi su 60 miliardi di merci in arrivo dagli Usa

Sono scattati oggi i dazi della Cina che riguarderanno 60 miliardi di dollari di importazioni made in Usa. E’ la risposta di Pechino alle tariffe (25%) decise dall’Amministrazione guidata dal Presidente Trump e destinata a colpire prodotti cinesi per un valore complessivo pari a 200 miliardi di dollari. In queste ore l’inquilino della Casa Bianca ha deciso poi di stringere il cappio economico anche al Messico, minacciando sanzioni e dazi anche nei loro confronti se non ci saranno interventi finalizzati a frenare l’immigrazione verso gli Stati Uniti.

Quanto a Pechino aveva annunciato il provvedimento economico penalizzante per gli Usa nelle scorse settimane dopo l’entrata in vigore di quelli statunitensi. “L’accordo era quasi fatto e avete fatto un passo indietro. Evitate ritorsioni, o sarà solo peggio", aveva avvertito Trump, ottenendo però da parte della Cina l’annuncio delle tariffe: a partire da oggi i dazi su una serie di prodotti americani saliranno al 20 o al 25% dall’attuale 10%.




Luca Palamara si dimette dall’Anm, dimissionario dal Csm anche il Consigliere togato, Spina

"Sono certo di chiarire i fatti che mi vengono contestati. Il mio intendimento ora è quello di recuperare la dignità e l’onore e di concentrarmi esclusivamente sulla difesa nel processo di fronte a tali infamanti accuse.
    Per tali ragioni mi assumo la responsabilità di auto sospendermi dal mio ruolo di associato con effetto immediato". Lo scrive il pm romano Luca Palamara, indagato per corruzione a Perugia, al presidente dell’Anm Pasquale Galasso.
   





Oltre 100mila pensionati hanno invaso Roma contro le politiche sociali del Governo

Oltre centomila pensionati hanno riempito piazza San Giovanni a Roma alla manifestazione organizzata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. È quanto stimano gli organizzatori. I pensionati chiedono più tutele e meno tasse per 16 milioni di pensionati e no al taglio della rivalutazione degli assegni. Alla manifestazione hanno partecipato anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo."È chiaro che se il governo non ci ascolta e va avanti a fare una legge di bilancio che va in un’altra direzione insieme a Cisl e Uil valuteremo tutte le iniziative necessarie senza escludere nulla" ha detto Landini. "Governo deve decidere a giugno e non dopo se vuole confronto con le parti sociali e in base a questo valuteremo". "Questo è un mese di mobilitazione: oggi qui con i pensionati, l’8 in piazza con i lavoratori pubblici, il 14 ci sarà lo sciopero metalmeccanici, il 22 ci sarà grande manifestazione a Reggio Calabria sul Mezzogiorno". ’’Diciamo da tempo che per cambiare le logiche europee bisogna fare alleanze e non isolarsi, un piano straordinario di investimenti e chiedere di scomputare gli investimenti dal deficit’’. Inoltre, secondo il segretario generale della Cgil, ’’bisogna fare una vera riforma fiscale contro l’evasione per ridurre le tasse sul lavoro dipendente e i pensionati. Su questo siamo pronti al confronto se non lo si fa, siamo pronti alla lotta nel paese e alla mobilitazione’’. Landini poi boccia l’ipotesi di un maxi condono fiscale: ’’Se si vuole ricostituire fiducia nella giustizia sociale -spiega- bisogna mettere al centro i problemi delle persone. È il momento di unire, non dividere e coinvolgere le parti sociali. La strada non è far pagare a lavoratori e pensionati. Noi non ci stiamo’’.

 

"Basta togliere ai poveri per dare ai poveri" attacca il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. "Questo è un comportamento da Robin Hood geneticamente modificato. Non va bene". "Sedici milioni di pensionati vorrebbero che il governo dia loro retta - ha sottolineato Barbagallo - ma se non ci risponde li manderemo alle liste d’attesa dell’otorino". Quanto alla eventualità di uno sciopero generale, ha detto a margine, "non minaccio mai prima del tempo: spero che il governo si renda conto che i pensionati sono una risorsa. Abbiamo presentato una piattaforma e non abbiamo avuto risposta". I sindacati dei pensionati sono scesi in piazza per chiedere inoltre una legge sulla non autosufficienza, la sanità pubblica gratuita, l’avvio delle commissioni sui lavori usuranti e la separazione della previdenza dall’assistenza. "C’è sempre stato un giallo sulle lettere, anche ai tempi di Berlusconi, ma quel che è certo è che il welfare in Italia va rafforzato e non tagliato". ’Siamo sempre stati contro l’austerità -ha aggiunto- la Ue ci ha imposto regole sbagliate ma bisogna fare alleanze e non dichiarare guerra a tutti i paesi’’.





Visco: “Senza Europa saremmo stati più poveri”. Le Considerazioni Finali del Governatore della Banca d’Italia

 

In una giornata decisamente convulsa, le pur importanti Considerazioni Finali del Governatore della Banca d’Italia Visco, sono decisamente passate in secondo piano rispetto a quello che stava accadendo fuori e dentro Palazzo Chigi. Tanti i passaggi che hanno dato titoli per la stampa, tra questi quello dedicato all’Europa, proprio nel giorno della lettera di risposta di Tria ai Commissari economici Ue: “Saremmo stati più poveri senza l’Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario. L’appartenenza all’Unione europea è fondamentale per tornare su un sentiero di sviluppo stabile: è il modo che abbiamo per rispondere alle sfide globali poste dall’integrazione dei mercati, dalla tecnologia, dai cambiamenti geopolitici, dai flussi migratori”, prosegue. Al completamento dell’Unione europea “dobbiamo partecipare con responsabilità, in modo costruttivo e senza pregiudizi, per contribuire a rafforzarne le istituzioni, per il benessere di tutti. Devono essere chiare le responsabilità da condividere, gli obiettivi da perseguire, gli strumenti da utilizzare, nella consapevolezza che, anche per chi risparmia, investe e produce, ‘le parole sono azioni’ e che ‘nell’oscurità le parole pesano il doppio’”, osserva il,Governatore prendendo spunto da Wittgenstein e poi Elias Canetti. Sul capitolo Europa Visco conclude: “La lungimiranza dimostrata da chi ha eretto le fondamenta del progetto europeo deve tornare a guidare le azioni di oggi. È indispensabile per garantire un futuro di pace e di prosperità alle prossime generazioni”.

Poi le questioni legate all’economia nazionale, soprattutto al nodo del debito pubblico: “L’elevato rapporto tra debito pubblico e pil rimane un vincolo stringente, per allentarlo non si può ritardare nel definire una strategia rigorosa e credibile per la sua riduzione nel medio termine”. La voce dell’Italia “sarà tanto più autorevole quanto più saprà procedere alla rimozione degli ostacoli strutturali al ritorno su un sentiero stabile di crescita e all’avvio di un percorso credibile di riduzione del peso del debito pubblico. Una composizione del bilancio pubblico più orientata verso misure a sostegno del lavoro e dell’attività produttiva, una strategia rigorosa e credibile per la riduzione dell’incidenza del debito pubblico, un disegno di riforme strutturali di ampio respiro, volto a rimuovere gli ostacoli di natura burocratica e amministrativa alla concorrenza, agli investimenti in capitale fisico e in capitale umano possono contribuire a un ritorno a tassi di crescita più elevati e ristabilire la fiducia nel mercato dei titoli pubblici. Aumenti della spesa pubblica o riduzioni di entrate vanno però inseriti in un quadro che ne garantisca la sostenibilità finanziaria e ne precisi intenti, priorità e fonti di finanziamento”, dice Visco. Inoltre, prosegue, “la disattivazione delle clausole relative all’Iva” va subordinata “all’individuazione di misure compensative. Per tutte le opzioni percorribili vanno valutati in maniera accurata e trasparente i potenziali effetti sulla domanda, l’attività economica e la distribuzione dei redditi. In prospettiva il Paese ha bisogno di un’ampia riforma fiscale. Dai primi anni Settanta del secolo scorso sono state introdotte nuove forme di tassazione ed è stato progressivamente definito un complesso insieme di agevolazioni e di esenzioni, nell’assenza di un disegno organico e con indirizzi non sempre coerenti”, ricorda. “Rivedendo solo alcune agevolazioni o modificando la struttura di una singola imposta si proseguirebbe in questo processo di stratificazione”.

“Bisogna invece interromperlo per disegnare una struttura stabile che dia certezze a chi produce e consuma, investe e risparmia, con un intervento volto a premiare il lavoro e favorire l’attività di impresa, tenendo conto delle interazioni tra tutti gli elementi del sistema fiscale: tra il livello della tassazione indiretta e quello degli aiuti per i redditi più bassi; tra le aliquote delle imposte dirette e le detrazioni e deduzioni che le accompagnano; tra il sostegno dei redditi e gli incentivi al lavoro; tra le varie eccezioni al regime generale di tassazione previsto per ciascuna base imponibile; tra tutte queste componenti e il contrasto all’evasione, da attuare sfruttando appieno le tecnologie disponibili. Va favorito in tutti i modi l’aumento dei tassi di partecipazione al mercato del lavoro, prolungando l’attività in linea con l’aumento dell’aspettativa di vita ed eliminando gli ostacoli al lavoro femminile; va recuperato pienamente allo sviluppo del Paese il Mezzogiorno, dove risiede un terzo della popolazione. L’andamento dell’economia e il ‘rischio paese’ si riflettono, a loro volta, sulle condizioni delle banche. La possibilità che rischi macroeconomici tornino a investire un settore finanziario ancora in ritardo nell’adeguare la propria struttura- continua- è un elemento di vulnerabilità di cui bisogna essere consapevoli.

Sostenere la crescita e allentare le tensioni sui mercati finanziari resta cruciale anche per garantire la piena funzionalità” del sistema finanziario. Ma il Governatore ha voluto dire la sua anche sulla questione delle migrazioni e ne ha parlato in questo modo: “L’immigrazione può dare un contributo alla capacità produttiva del Paese, ma vanno affrontate le difficoltà che incontriamo nell’attirare lavoratori a elevata qualificazione così come nell’integrazione e nella formazione di chi proviene da altri paesi. Se alziamo lo sguardo oltre l’orizzonte della congiuntura non possiamo ignorare il rischio, implicito nelle tendenze demografiche- spiega- di unnetto indebolimento della capacità produttiva del Paese e la prospettiva di una forte pressione sulle finanze pubbliche. Da qui al 2030, senza il contributo dell’immigrazione, la popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni diminuirebbe di 3 milioni e mezzo, calerebbe di ulteriori 7 nei successivi quindici anni. Oggi, per ogni 100 persone in questa classe di età ce ne sono 38 con almeno 65 anni; tra venticinque anni ce ne sarebbero 76. Queste prospettive sono rese più preoccupanti dall’incapacità del Paese di attirare forze di lavoro qualificate dall’estero e dal rischio concreto di continuare anzi a perdere le nostre risorse più qualificate e dinamiche”.





Partita la lettera alla Ue, ma nel Governo è guerra dei nervi

E’ partita solo nella tarda serata di venerdì la lettera del ministro Tria, in risposta a quella inviata da Bruxelles sullo stato dei conti in Italia. Ore di braccio di ferro che, ancora una volta, hanno visto protagonisti i due alleati di Governo (Lega e M5S) e protagonista di una difficile mediazione il Presidente del Consiglio, Conte. Una giornata caratterizzata da fughe di notizie, anticipazioni e correzioni. Tutto incentrato sul taglio al welfare, ipotizzato in un primo momento, nel biennio 2020/2022. Proprio questo aveva messo l’uno contro l’altro, da un lato Di Maio, che chiedeva conto all’alleato del perché si era scelta questa strada, chiedendo un vertice di maggioranza, e dall’altro i leghisti che invece contro attaccano gettando la palla sul terreno opposto. Poi, alla fine è arrivata la versione definitiva che ha accontentato tutti o quasi, in cui Tria così scrive alla Commissione Ue: “In vista dell’approvazione del Documento Programmatico di Bilancio per il 2020 e alla luce delle più aggiornate previsioni macroeconomiche, il Governo  sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche non tributarie. Il Parlamento ha invitato il Governo a riformare l’imposta sul reddito delle persone fisiche nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo per il periodo 2020-2022 definiti nel Programma di Stabilità. Inoltre, il Parlamento ha invitato il Governo a evitare gli aumenti delle imposte indirette per il 2020 individuando misure alternative idonee a garantire il suddetto miglioramento strutturale”. Nel Documento, va detto che la Ue aveva chiesto specifiche risposte, sono stati cancellati i riferimenti al numero degli scaglioni e le valutazioni sulla pressione fiscale sulla classe media. Il Documento-lettera, è di 58 pagine ed in ognuna di questa vengono affrontate le questioni poste dalla Commissione. Partita la lettera, restano tutte in piedi le tensioni ed il Governo, mai come nella giornata di venerdì è andato vicino alla crisi ed alla rottura. Per dire ancor meglio della gravità della situazione, il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato per lunedì prossimo un discorso alla nazione, fatto decisamente irrituale per un Presidente del Consiglio. Sulla questione, poi, e sull’ultima mediazione del Premier che ha consentito di sbloccare la situazione,  potrebbe esserci stato anche un qualche contatto decisivo del Quirinale. Nulla sul punto è confermato. Infine, va detto, a corredo di una giornata decisamente da dimenticare è che sulla fuga di notizie relativa alla prima versione della lettera di Tria, quella in cui erano contenuti i tagli al welfare, sempre nella serata di venerdì cìè stato l’affondo di Conte: che così affonta la questione: “Sollecitare tutte le verifiche, anche giudiziali, affinché chi si è reso responsabile di tali fughe di notizie false sia chiamato alle conseguenti responsabilità”.




2 giugno, Mattarella ai Prefetti: “Dalla Costituzione diritti, doveri e limiti alle autorità”

"Il sentimento di appartenenza ad una comunità coesa e solidale si cementa attraverso l’equilibrato contemperamento degli interessi, essenza della funzione di mediazione che i Prefetti esercitano in più ambiti, alla ricerca di un punto di incontro che anteponga il bene generale alle convenienze particolari". Questa è la riflessione che il presidente Sergio Mattarella affida ai prefetti italiani nel tradizionale messaggio in occasione della Festa della Repubblica. Ma ecco la versione integrale della lettera di Mattarella

 

 

“Cari Prefetti,

desidero rivolgere il mio saluto a voi e a quanti, ricoprendo pubbliche funzioni, festeggiano oggi il 73° anniversario della fondazione della Repubblica: a tutti voi, consapevoli dell’onore e della responsabilità di rappresentarne le istituzioni, è affidata la testimonianza viva e praticata dei valori di libertà, democrazia e uguaglianza posti alla base della nostra Costituzione.

La pluralità e diversità, che la Carta repubblicana ha voluto garantire, vive nella leale collaborazione fra lo Stato e le autonomie, nella sinergia fra i livelli di governo, nell’esercizio quotidiano dei principi di solidarietà e sussidiarietà, finalizzati ad assicurare l’unità della nazione insieme all’efficacia dell’azione pubblica.

Ai Prefetti, attori di coesione sociale e istituzionale, spetta il compito di favorire un’efficace sintesi delle complessità e di porsi al servizio delle istanze dei territori, non solo per farsene interpreti presso le autorità centrali di governo, ma anche per offrire soluzioni stimolando intese e collaborazioni in sede locale.

Oltre alla vigilanza che i Prefetti sono chiamati a garantire sul sereno e regolare svolgimento delle competizioni elettorali, resta fondamentale l’azione rivolta alla prevenzione di possibili forme di condizionamento delle amministrazioni locali da parte della criminalità organizzata. A tutela della libera determinazione degli organi elettivi, permane attuale l’esigenza di combattere i fenomeni di mafia e corruzione che sottraggono illecitamente risorse alle collettività e alle loro prospettive di crescita, alterando gli equilibri di mercato e le dinamiche competitive fra operatori economici.

Nel vostro costante impegno a tutela della sicurezza e serenità della convivenza, vi orienta lo spirito della Costituzione repubblicana, dei diritti e doveri dei cittadini che essa proclama così come dei limiti che pone alle autorità, nel segno del primato della legalità. Il coordinato impegno delle Forze di Polizia rappresenta una leva fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e affrontarne le paure, prevenendo possibili spinte irrazionali alla violenza e al rifiuto delle regole.

Il sentimento di appartenenza ad una comunità coesa e solidale si cementa, altresì, attraverso l’equilibrato contemperamento degli interessi, essenza della funzione di mediazione che i Prefetti esercitano in più ambiti, alla ricerca di un punto di incontro che anteponga il bene generale alle convenienze particolari.

È un compito tanto più delicato nel momento in cui, specie in alcune aree del Paese, le incertezze del ciclo economico sembrano non offrire solide prospettive a molti lavoratori, soprattutto giovani, ed alle loro famiglie. La condizione di donne e uomini in difficoltà – che richiama ciascuno all’adempimento degli inderogabili doveri costituzionali di solidarietà – è alleviata dalle reti di protezione sociale attive sui territori, spesso con il concorso generoso del volontariato e dell’associazionismo, che meritano la stima e il sostegno delle istituzioni.

Con questi auspici, confidando che il 2 giugno possa essere momento di rinnovata riflessione sul significato profondo del pubblico servire, rinnovo i più cari auguri di buon lavoro a voi Prefetti, alle istituzioni locali ed a quanti condividono con voi la celebrazione dell’anniversario repubblicano”.





Sea Watch, finito il sequestro. Potrà tornare a navigare

La nave Sea Watch è stata dissequestrata dalla Procura di Agrigento dopo essere stata al centro di un braccio di ferro tra magistratura e governo in seguito allo sbarco di 47 migranti salvati in acque libiche e arrivati a Lampedusa il 18 maggio. Una volta conclusi gli accertamenti, la nave della ong potrà lasciare il porto di Licata (Agrigento): i pm ritengono infatti cessate le esigenze probatorie. L’ong: "Pronti a tornare in mare, basta diffamazioni".





Letterina dell’Ue, torna parzialmente il sereno. Salvini: “Vedremo chi ha la testa più dura”. Di Maio: “Cancellati i tagli al welfare”

Il vicepremier Matteo Salvini si è detto "soddisfatto, perché ci sono segnali positivi per l’economia italiana e sono convinto che l’Europa rispetterà la nostra volontà di crescere e tagliare le tasse". Il ministro dell’Interno ha ostentato ottimismo: "Non sono assolutamente preoccupato dalle reazioni di Bruxelles: anzi se riusciremo, come sono convinto, ad abbassare le tasse, torneremo a essere un Paese stabile e uno dei primi al mondo dove investire".

"La settimana prossima userò il consenso che voi mi avete dato non per chiedere una poltrona in più in Italia, chi se ne frega, ma per dire a Bruxelles: lasciateci lavorare come gli italiani ci chiedono, ’meno tasse e più lavoro’. E se ci diranno ’no’ vedremo chi avrà la testa più dura", ha proseguito Salvini. Sulla questione fiscale, il leader della Lega ha aggiunto che "l’obiettivo del 15% di tasse è possibile".

Poi Di Maio: "Oggi la giornata comincia bene. Nella lettera scritta dal Mef all’Europa è stato cancellato il passaggio che prevedeva tagli alla spesa sociale, vale a dire ai servizi, agli ospedali, tagli al lavoro e a quota 100. Un altro governo Monti anche no, ne abbiamo avuto abbastanza", ha dichiarato via Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, capo politico M5s e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro.





Denuncia dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati: “Calano gli interventi di soccorso, aumentano le vittime”

Dallo stop alle Ong, che sono state obbligate o quasi a bloccare le azioni di soccorso in mare e "hanno dovuto ridurre i salvataggi in mare, sono calati anche gli interventi ma la proporzione di morti rispetto a quelli che arrivano continua ad aumentare ed è inaccettabile". E’ quanto denuncia l’Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, al Festival dell’Economia di Trento. "Diminuire la capacità dei salvataggi in mare - ha aggiunto - è un attentato alla cultura e alla tradizione europea".

"Il salvataggio in mare tra tutti i gesti umanitari è forse il più esemplare", ha sottolineato Grandi, difendendo il ruolo delle Ong che "svolgono un lavoro molto importante". Poi ha evidenziato che il budget dell’Unhcr "è di circa 3,5-4 miliardi l’anno per occuparsi di 70 milioni di persone con operazioni spesso costosissime perché si svolgono in aree di conflitto". In tutto per le agenzie per gli interventi umanitari "la spesa è di circa 20-22 miliardi di euro all’anno, cifra irrisoria se paragonata a qualsiasi voce dei bilanci degli Stati, ad esempio, per le spese militari".

"Purtroppo - ha aggiunto - l’intervento umanitario è quasi sempre una risposta al fallimento della politica. Quando un conflitto non è risolto in sede politica ha conseguenze sui civili che devono essere affrontate con risorse umanitarie fatte su base volontaria. Oggi è difficilissimo risolvere i conflitti", perché "il Consiglio di sicurezza dell’Onu è paralizzato su quasi ogni dossier. La macchina della politica internazionale è inceppata, e la risposta viene quindi trasferita al comparto umanitario. Una logica estremamente complessa".





Nebbie nelle procure, il Csm chiede gli atti a Perugia

Il Comitato di Presidenza del Csm rende noto di aver chiesto alla procura di Perugia, "con riferimento al procedimento che vede coinvolti alcuni magistrati, la trasmissione degli atti ostensibili oltre quelli già in possesso del Consiglio". Inoltre annuncia la convocazione di un Plenum straordinario per martedì 4 giugno, "nel corso del quale verrà anche preso atto delle sopravvenute dimissioni del Consigliere Luigi Spina", indagato a Perugia.





Ai Sindaci l’apertura della parata del 2 giugno

Per il quarto anno consecutivo, toccherà ai sindaci l’onore di aprire la parata del 2 giugno in occasione della festa della Repubblica. Saranno trecento, in rappresentanza degli oltre ottomila Comuni italiani, e sfileranno con la fascia tricolore lungo via dei Fori Imperiali per il 73° anniversario del referendum istituzionale del 1946. Tra gli altri saranno presenti, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, i sindaci di Arezzo, Alessandro Ghinelli, di Palermo, Leoluca Orlando, di Belluno, Jacopo Massaro e di Senigallia, Maurizio Mangialardi. Con loro numerosi amministratori di piccoli Comuni e di città. La loro presenza conferma ancora una volta il ruolo centrale dei primi cittadini nella catena istituzionale della Repubblica, quale primo presidio e riferimento più vicino ai cittadini. “E’ ogni anno un grande onore e un’emozione sfilare per celebrare questa festa – afferma Decaro -. Una festa in cui tutti gli italiani si riconoscono, come testimonia ogni 2 giugno la folta e sentita partecipazione popolare”.





Migranti salvati, Salvini avverte: "Nessuno resterà in Italia"

Personale sanitario è salito a bordo del Cigala Fulgosi, il pattugliatore della marina militare che in queste ore ha salvato davanti alle coste della Libia 100 migranti rimasti in balia delle onde a bordo del loro gommone sgonfio e senza motore. La nave militare arriverà domenica a Genova, porto di sbarco indicato dal Viminale. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha già fatto sapere che "nessun extracomunitario resterà in Liguria o a carico dei contribuenti italiani. Saranno trasferiti all’estero". Sul punto si sta lavorando con alcune nazioni disposte ad accogliere, pro-quota, gli extracomunitari.





2 giugno 2019, auguri alle italiane ed agli italiani. Una domenica di Festa ai Fori Imperiali

Sono oltre 4000 i militari ed i civili che domenica mattina daranno vita alla tradizionale sfilata lungo via dei Fori Imperiali, a Roma, per le celebrazioni della Festa della Repubblica.

Nella notte tra venerdì e sabato si sono svolti gli ultimi preparativi con le prove in notturna, alle quali hanno preso parte i protagonisti dei settori dei quali si compone la rivista.

Ad aprire la sfilata sarà una rappresentativa di Sindaci, seguiti dalla Banda Centrale dell’Arma dei Carabinieri, dalle Bandiere delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, dai Gonfaloni delle Regioni, delle Province e dei Comuni italiani, e dai Medaglieri e Labari delle Associazioni d’Arma.

Nel primo settore, dopo le bandiere delle organizzazioni internazionali e multinazionali, sfileranno gli atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e i Gruppi Sportivi, una compagnia mista interforze “riserva selezionata”, il blocco “Veterani”, una rappresentativa del personale civile della Difesa, gli atleti dei Gruppi Sportivi Olimpici.

A seguire il secondo settore con l’Esercito Italiano, il terzo con la Marina Militare, il quarto con l’Aeronautica Militare e il quinto con l’Arma dei Carabinieri.

Nel sesto settore sfileranno i Corpi Militari e Ausiliari dello Stato: Guardia di Finanza, Compagnia mista di Istituti di formazionale, una Compagnia del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, una delle Infermiere volontarie della Croce Rossa e una del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Infine il settimo settore dedicato ai Corpi Armati e non dello Stato: Polizia Penitenziaria, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, volontari della Croce Rossa Italiana, Servizio Civile, Polizia di Roma Capitale, Protezione Civile e, in chiusura, un automezzo storico dei Vigili del Fuoco.

Come da tradizione, a seguire su Via dei Fori Imperiali sfileranno a passo di corsa la Fanfara della Brigata Garibaldi e una Compagnia dell’8° Reggimento Bersaglieri.

Seguiranno gli onori finali al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lascerà il luogo della cerimonia preceduto dalla Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo e scortato dal Reggimento Corazzieri.

In chiusura il passaggio delle Frecce Tricolori.