Un catalogo dell’Invg sui grandi terremoti

Una preziosa raccolta accessibile e facilmente consultabile di ben 1.259 terremoti avvenuti nell’area italiana tra il 461 a.C. e il 1997, e di 475 ulteriori eventi che hanno interessato l’area mediterranea estesa tra il 760 a.C. e il 1500, completata da oltre 47.000 testimonianze, è frutto del lavoro di un team dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). “L’articolo ‘CFTI5Med, the new release of catalogue of strong earthquakes in Italy and in the Mediterranean area’ appena edito sulla rivista Nature Scientific Data” - commenta Gianluca Valensise, coautore della pubblicazione e Dirigente di Ricerca dell’INGV - “documenta l’ultima versione del Catalogo dei Forti Terremoti in Italia e nell’area Mediterranea, pubblicata nel 2018 e denominata CFTI5Med. Questa versione”, prosegue l’esperto, “presenta numerose novità, dall’aggiornamento dei dati per numerosi terremoti, alla georeferenziazione e ri-processamento di oltre 2.300 descrizioni degli effetti ambientali dei forti terremoti. Oltre 23.000 delle testimonianze utilizzate – circa la metà del totale – sono state riformattate con criteri moderni e omogenei e possono essere scaricate in formato .pdf sotto forma di scansioni o trascrizioni. Infine è stata implementata la possibilità di rappresentare in ambito GIS (Sistema Informativo Geografico) gli eventi sismici ed i loro effetti insieme a molti altri livelli informativi contenenti, ad esempio, cartografie geologiche, faglie sismogenetiche, dati sismologici strumentali e altro, a scelta dell’utente”. Il primo Catalogo dei Forti Terremoti in ltalia (CFTI 1) risale al 1995 e venne redatto in collaborazione tra l’allora Istituto Nazionale di Geofisica (INGV) e la società SGA (Storia Geofisica Ambiente). L’obiettivo era raccogliere un repertorio esaustivo dei forti terremoti italiani, del loro impatto sul territorio per ogni località interessata, e delle derivanti conseguenze sociali ed economiche. “L’informazione disponibile in Italia sui terremoti del passato”, prosegue Valensise, “non ha uguali nel resto del mondo e forma una base imprescindibile per qualunque valutazione di pericolosità sismica. Il CFTI5Med, infatti, non solo è la principale fonte di dati di base per il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani dell’INGV (CPTI), il catalogo di riferimento a scala nazionale, ma viene anche utilizzato da ricercatori di estrazione diversa come geologi, esperti di sismotettonica, ingegneri, architetti e storici”. Dato il forte interesse maturato a livello internazionale, nel 2000 venne pubblicata sugli Annals of Geophysics una versione in inglese del Catalogo (il CFTI 3). A seguito della pubblicazione di due immensi corpora di dati sulla sismicità dell’area mediterranea fino all’anno 1000 e tra l’XI e il XV secolo, l’area di pertinenza del catalogo è stata estesa a tutto il bacino del Mediterraneo, e nel 2007 è stata messa a punto una nuova versione del catalogo sotto forma di una banca-dati informatizzata gestita attraverso un sistema web-GIS. “L’attività sta proseguendo con l’ulteriore raffinamento dei contenuti del CFTI5Med in vista della pubblicazione di una versione 6”, conclude Gianluca Valensise, “attesa per il 2020. Nelle prossime settimane il CFTI verrà affiancato dal CFTILAb, Laboratorio avanzato di Sismologia Storica: un alveo pensato per favorire la condivisione di metodi, strumenti informatici, letteratura e iconografia sul tema, a partire dai numerosi volumi pubblicati da INGV e SGA nel corso di oltre tre decenni”.




Il Comune di Roma con i giovani per fare impresa

Giovani e impresa, un binomio vincente. Roma Capitale investe sui giovani e scommette sulle idee vincenti per sostenere i loro progetti d’impresa. È online l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la presentazione di proposte progettuali “Roma Capitale per i giovani: dal progetto all’impresa”. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi cittadini e il Dipartimento Sport e Politiche Giovanili di Roma Capitale, è rivolta a ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni e promuove l’acquisizione di proposte progettuali da sostenere in un percorso di accompagnamento alla creazione d’impresa. Attraverso la Manifestazione e tramite una “competizione di idee”, i giovani selezionati saranno sostenuti da un percorso di accompagnamento alla creazione di impresa al termine del quale definire i piani di sviluppo aziendali sostenibili. I team selezionati parteciperanno ad un percorso integrato di orientamento e accompagnamento alla creazione di impresa che intende: - affiancare i potenziali imprenditori verso la definizione di un piano di sviluppo aziendale e di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali; - sostenere i potenziali imprenditori nello sviluppo di piani di impresa che possano dar luogo alla creazione di imprese innovative di successo. Possono partecipare i proponenti riuniti in team composti da minimo di 2 soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti o domiciliati da almeno 6 mesi nella Città Metropolitana di Roma Capitale alla data di scadenza della Manifestazione. La partecipazione alla Manifestazione è gratuita e può avvenire esclusivamente in forma collettiva. Sono ammissibili le iniziative riferibili a tutti i settori della produzione di beni e fornitura di servizi, quali ad esempio: servizi culturali, ricreativi e per il turismo; servizi alla persona; servizi per l’ambiente; servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione); risparmio energetico ed energie rinnovabili; servizi alle imprese; servizi allo sport, salute e benessere; manifatturiere e artigiane; imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE 1407/2013. Sono esclusi il commercio al dettaglio e all’ingrosso, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, le libere professioni. Per partecipare alla Manifestazione ciascun team può presentare una sola proposta; i proponenti possono far parte di un solo team; i proponenti non possono partecipare, se già qualificati come imprenditori o soci d’impresa o in possesso di Partita IVA; tutti i proponenti devono avere un’età fra i 18 e i 35 anni al momento della candidatura. Le domande, con allegati i documenti richiesti, dovranno pervenire entro le seguenti date: - 17 giugno 2019 (ore 13.00); - solo nel caso in cui alla data del 17 giugno 2019 non siano pervenute proposte progettuali, le domande potranno essere presentate entro il 27 settembre 2019 (ore 13.00). “Si tratta di una iniziativa di sostegno concreto per le idee imprenditoriali dei giovani, è una bella scommessa sul loro e sul nostro futuro. Il percorso di accompagnamento alla creazione d’impresa mira a sviluppare competenze specifiche manageriali finalizzate alla definizione di un piano di sviluppo aziendale vincente. Vogliamo così dare un forte impulso al tessuto di idee innovative e renderle concrete e spendibili sul mercato” dichiara l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini Daniele Frongia.




Boeing, errori nella costruzione delle ali dei 737

Boeing ha informato la Faa, l’Agenzia statunitense per l’aviazione civile, che alcune parti delle ali dei modelli 737 Ng e 737 Max "potrebbero essere state fabbricate in modo improprio e potrebbero non soddisfare i requisiti di resistenza e durata". A seguito di un’indagine, le autorità hanno rilevato che sono interessate fino a 148 componenti prodotte da un fornitore di Boeing. Il costruttore americano, che sta vivendo una crisi senza precedenti con il blocco dell’intera flotta Max da metà marzo, ha spiegato di essere stato informato da uno dei suoi subappaltatori di un lotto difettoso delle lamelle alari, un dispositivo molto importante per il decollo e l’atterraggio e l’aerodinamica dell’aeromobile. Boeing ha indicato di avere comunicato il numero di lotto difettoso alle compagnie aeree per ispezionare le parti in questione.     





Sanità molisana in emergenza. Per evitare la chiusura di reparti ospedaliero a Isernia e Termoli, arriveranno i medici militari

Medici militari specialisti in ausiliaria per fronteggiare lemergenza dovuta alla carenza di personale sanitario negli ospedali molisani. E’ questa, secondo il commissario alla Sanità, Angelo Giustini, l’ultima spiaggia prima di procedere alla chiusura, già dal prossimo mercoledì, dei reparti di ortopedia e traumatologia dei nosocomi di Isernia e Termoli (Campobasso).

I medici militari dovrebbero essere impiegati per almeno 5 mesi "termine necessario - osserva il Commissario - affinché il ’Decreto Calabria’ possa essere definitivamente approvato, così nel contempo si espleteranno i concorsi. Tutto ciò consentirà di superare questo agonico stallo nella governance del Servizio sanitario regionale e del diritto all’equità e universalità di accesso dei cittadini".

 Negli ultimi giorni, durante una riunione di Gabinetto al Ministero della Difesa, è stata indicata la soluzione per il Molise. Il dicastero ha individuato un elenco di 105 camici bianchi che operano nella sanità militare e che possono essere selezionati per essere impiegati nella sanità civile.

 "L’evidente contrazione di risorse - spiega in una nota il commissario alla Sanità, Angelo Giustini - mette sempre più a rischio il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza), dunque, si profilano per i cittadini molisani ancora viaggi della speranza. È altresì, noto - prosegue - l’annoso problema del blocco del turn over che di fatto ha bloccato nuove assunzioni di personale sanitario. Una responsabilità politica tutta regionale, che dopo 12 anni dall’avvio del Piano di rientro, la relazione dei conti del 2018 ha messo in mostra: debiti per 22 milioni di euro. L’inappropriata programmazione sanitaria del passato ha creato, come conseguenza, concorsi deserti e carenza oggettiva di specialisti nel Sistema sanitario regionale". L’incubo della chiusura di altri reparti, fa sapere il Commissario, "potrebbe diventare presto realtà".

In queste ore nuova riunione prima al ministero della Salute e poi a quello della Difesa, "nella speranza di offrire respiro alla situazione soffocante, ma è necessario - conclude il Commissario - che ognuno faccia la propria parte, ognuno per le proprie competenze, per scongiurare il rischio di razionamento dell’offerta sanitaria e dei servizi per il soddisfacimento dei bisogni di salute dei cittadini".





Fallimento Marenco, 51 gli indagati per un crack da 4 miliardi di euro

Sono 51 le persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Torino e Asti, nel corso delle indagini sul fallimento delle società facenti capo a Marco Marenco, ex patron dello storico  marchio di cappelli ‘Borsalino’. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta ai danni di 12 aziende del gruppo, operanti nei settori dell’import-export di gas naturale e della produzione di energia elettrica. Nel corso dell’inchiesta, sono stati anche sottoposti a sequestro preventivo beni per un valore complessivo pari a 107 milioni di euro. Dalle indagini, coordinate dalla procura di Asti, è emerso un crac societario di oltre 4 miliardi di euro e  condotte distrattive per circa 1 miliardo e 130 milioni di euro.

In particolare, gli illeciti ipotizzati nei confronti degli indagati sono reati tributari (dichiarazione fiscale infedele, l’omesso versamento delle imposte, la sottrazione al pagamento delle accise), truffa aggravata, appropriazione indebita, false comunicazioni sociali e, bancarotta fraudolenta aggravata.

Le indagini che hanno consentito di scoprire una ‘galassia’ di almeno 190 società, residenti nel territorio nazionale ed estero, legate da complesse catene partecipative, talvolta schermate mediante l’interposizione di aziende offshore situate in ‘paradisi fiscali’, hanno evidenziato che il denaro, le partecipazioni e i beni sottratti venivano impiegati in operazioni infragruppo e successivamente trasferiti all’estero, mediante compravendite fittizie.

Nel corso dell’inchiesta è anche emerso che alcuni dei responsabili, al fine di eludere le indagini, utilizzavano dispositivi telefonici criptati e si avvalevano della collaborazione di pubblici ufficiali, anch’essi individuati e a vario titolo indagati per corruzione, favoreggiamento e accesso abusivo a sistemi informatici, che garantivano a Marco Marenco e ai propri familiari servizi di sicurezza, oltreché il reperimento di notizie circa lo stato delle indagini.





Accusa dalla Cina: “La guerra commerciale dei dazi non ha rifatto grande l’America”

La rapida escalation della guerra commerciale non ha "fatto di nuovo grande l’America", usando lo slogan di Donald Trump, ma ha danneggiato l’economia Usa. Così dice il libro bianco cinese sul contenzioso commerciale con Washington, diffuso oggi, che rimarca come "la sovranità e la dignità di un Paese debbano essere rispettate e qualsiasi accordo raggiunto dalle due parti deve basarsi su uguaglianza e beneficio reciproco". "I dazi americani non hanno dato slancio all’economia. Invece, l’hanno seriamente danneggiata", sottolinea il rapporto presentato in otto lingue come la lettura cinese dello scontro con Washington, finalizzata a contrastare i richiami di Donald Trump alle difficoltà accusate da Pechino. Negli Usa, invece, sono saliti "i costi della produzione e i prezzi al consumo minacciando la crescita dell’economia".

La rottura dei colloqui sono da "addebitare solo e interamente agli Usa" per il continuo cambio di richieste e le accuse "incaute". I negoziati sono saltati un mese fa e la parte americana ha accusato Pechino di una "brusca inversione". Il testo d’accordo faticosamente raggiunto di 150 pagine è ritornato a Washingon nel formato ridotto di 105, con interi capitoli stracciati.


"Qualsiasi cosa il futuro possa portare, la Cina è fiduciosa di poter affrontare le sfide, trasformando rischi in opportunità e aprendo nuovi capitoli. La Cina resta impegnata alla sua causa e non importa quanto l’ambiente esterno possa cambiare: c’è spazio sufficiente per manovre fiscali e monetarie".





Partita tra le polemiche la visita di Trump nel Regno Unito

E’ iniziata  la visita di Stato di tre giorni di Donald Trump nel Regno Unito. Il presidente Usa incontrerà la Famiglia reale e avrà un pranzo con la regina Elisabetta a Buckinhgam Palace, dove è anche in programma un banchetto di gala. In seguito, Trump e la first lady Melania visiteranno Wstminster Abbey e deporranno una corona al monumento dedicato al milite ignoro. Martedì sarà invece la giornata degli incontri politici, con il faccia a faccia con la premier uscente Theresa May. La visita del presidente Usa, programmata da mesi in occasione del 75esimo anniversario del D-Day, è stata preceduta da numerose polemiche e sarà accompagnata da manifestazioni di protesta contro Trump. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha da tempo annunciato che non parteciperà al banchetto in programma a Buckingham Palace. Prima della partenza, Trump ha consigliato al governo britannico di assumere un atteggiamento più duro nel negoziato con la Ue e suggerito di inserire il leader del Brexit Party Nigel Farage nel team di negoziatori. Il Presidente ha manifestato poi le sue simpatie per il ruolo di primo ministro Boris Johnson come sostituto ideale della May.





Fca-Renault, il governo Francesco chiede lumi

 La Francia ha chiesto a Fca ulteriori garanzie nella fusione con Renault, allo scopo di evitare tagli occupazionali e difendere l’interesse nazionale, tra cui il quartier generale operativo del nuovo gruppo a Parigi, un dividendo straordinario per gli azionisti di Renault e un posto al governo in Cda. Lo conferma a Bloomberg un portavoce del ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, che ha incontrato nel weekend a Parigi il presidente di Fca, John Elkan.





Reddito di cittadinanza, risparmi per un miliardo

 

Le domande per il reddito di cittadinanza "fino al 31 maggio sono state un milione e 270mila, sono in linea con quelle previste e c’è un tasso di rifiuto del 25%, cioè quelle respinte". Lo ha detto Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, sottolineando che "se si conferma questo andamento avremo un miliardo l’anno che poi potrà essere utilizzato dal governo". Quanto al numero di rinunce, Tridico ha commentato alcuni dati diffusi dai media bollandoli come "fake news". "Voi avete sentito parlare di una grossa fake news, cioè 100mila persone che hanno restituito il reddito ma non è vero - ha spiegato il presidente dell’Inps -. Ci sono stati 12 casi, ad esempio a Genova, Napoli e Palermo, dove delle persone si sono informate sul come rifiutare il reddito. Ma sapere perché? Sono state le aziende, per cui queste persone lavoravano in nero, per evitare sanzioni, a consigliare ai beneficiari di rinunciare".





Debito pubblico, parla Moscovici: “Dialogo ma nel rispetto delle regole

Ore contate per conoscere il giudizio dell’Ue sulla lettera di replica dell’Italia sul debito. Il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici intanto avverte: "L’Europa è una comproprietà, ci sono regole che tutti osservano e non possiamo avere nemmeno uno che se ne disinteressi. Ma la mia parola d’ordine è dialogo, dialogo, dialogo".

"Ne saprete di più mercoledì", ha concluso il francese, riferendosi al momento in cui la Commissione dovrà dare il suo parere sulla lettera inviata da Roma. 

Intanto Salvini insiste sul fronte fisco: "Il Governo va avanti se mantiene l’impegno di tagliare le tasse, presto e bene. Con Tria abbiamo ragionato di tasse e Europa, uno choc fiscale è l’unico modo per rilanciare l’Italia". Il ministro aveva prima colloquiato con il il collega dell’Economia.

Nel frattempo emergono i dati sul reddito di cittadinanza: "fino al 31 maggio sono state 1 milione e 270 mila, sono in linea con quelle previste e c’è un tasso di rifiuto del 25%, cioè quelle respinte. Se si conferma questo andamento avremo 1 miliardo l’anno che poi potrà essere utilizzato dal Governo".




Imprese, Young Platform un successo nel mondo delle criptovalute

Young Platform è una startup FinTech che ha l’obiettivo di rivoluzionare il mondo delle criptovalute, rendendole semplici e accessibili al grande pubblico. Il progetto prevede l’uscita di un exchange per la compravendita di più di 80 criptovalute, come Ethereum e Bitcoin, con le commissioni più basse di tutto il mercato, e garantendo accesso diretto da carta di credito o conto bancario. La rivoluzione passa innanzi tutto da Stepdrop, un’applicazione che permette all’utente di guadagnare criptovalute semplicemente camminando. Attraverso l’applicazione del proprio telefono, per ogni passo compiuto durante la giornata viene rilasciata una piccola quantità di Young, la moneta ufficiale della piattaforma. Gli utenti possono così raccogliere nel loro portafoglio digitale un piccolo fondo d’investimento in modo semplice e continuo, senza alcun rischio. Una volta raccolti potranno essere scambiati con altre criptovalute o direttamente sul proprio conto corrente, nel corrispettivo valore in euro. Entro dicembre, la startup lancerà il suo exchange di proprietà, Young Platform, permettendo così a tutti i possessori di Young di convertirli nelle più importanti criptovalute sul mercato. Ma non solo, già adesso sull’applicazione Stepdrop, l’innovativa moneta può essere convertita in sconti per l’acquisto di beni di ogni tipo. La semplicità e l’immediatezza del progetto ha portato Stepdrop a ottenere, in soli 4 mesi, più di 50.000 download. Il team in poco più di un anno è cresciuto dai 6 soci fondatori ai 15 membri attuali, aprendo così due nuove sedi a Londra e in Estonia, oltre a quella operativa inserita nell’Incubatore del Politecnico di Torino. Grazie a questa crescita esplosiva, l’iniziativa ha chiuso due round di investimento in poco più di 6 mesi. Inoltre, i primi di giugno lancerà il suo ultimo aumento di capitale da più di mezzo milione sulla piattaforma di crowdfunding inglese, Seedrs. Grazie a questa nuova immissione di capitale la società avrà le risorse necessarie per puntare all’internazionalizzazione del suo business. Il nuovo round porterà la startup a una valutazione di 8.5 milioni di euro.





L’Eurasia si conosce a San Pietroburgo

Più di 20 relatori, tra imprenditori e banchieri, oltre a rappresentanti istituzionali e diplomatici. L’Italia torna a puntare sulla Russia e si presenta al prossimo Forum Economico internazionale di San Pietroburgo (Spief, 6-8 giugno) con gli asset strategici del sistema Paese per intercettare una domanda russa sempre più dinamica e in continua evoluzione, anche a causa di un contesto geopolitico complesso e multiforme. Ad accompagnare le aziende italiane ai due unici tavoli bilaterali dedicati all’Italia in programma alla Davos russa, sarà l’Associazione Conoscere Eurasia, l’organizzazione no profit con sede principale a Verona da oltre dieci anni player di riferimento internazionale per la promozione dei rapporti economici, ma anche culturali, tra i due Paesi, oltre che region partner italiana dello Spief. Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “Le relazioni economiche e commerciali tra Russia e Italia sono in una fase di profonda trasformazione. Questo, operativamente, si traduce in una sfida sempre più complessa per il consolidamento o per l’acquisizione di nuove quote di mercato da parte delle aziende italiane che, nel 2018, hanno perso il 4,5% delle proprie esportazioni verso questo grande mercato, bloccando il valore complessivo a circa 7,6 miliardi di euro a fronte di un positivo volume dell’interscambio, grazie a un aumento delle importazioni del 12%. Un trend - ha proseguito Fallico – rilevato anche nel primo quadrimestre di quest’anno, con l’export in leggera flessione dello 0,2% a fronte di una ulteriore impennata delle importazioni (+9%) e un conseguente saldo commerciale negativo per l’Italia di -2,65 miliardi di euro. L’economia del nostro Paese, - conclude il presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia – è complementare a quella russa. Ma per cogliere le opportunità delle grandi commesse russe, che spaziano dalle infrastrutture alle tecnologie, fino all’innovazione, occorre una maggiore diversificazione oltre alla capacità di ampliare le proprie proposte, passando dall’esportazione del prodotto finito made in Italy a partnership strategiche di progettazione e know-how”. Il programma promosso da Conoscere Eurasia allo Spief, dove l’anno scorso si sono firmati complessivamente 593 accordi per oltre 2,6 trilioni di rubli (circa 36 miliardi di euro), inizia già mercoledì 5 giugno con il Forum delle piccole e medie imprese, l’evento del day 0 che preannuncia il summit economico internazionale. Alla tavola rotonda dedicata alle interazioni tra piccole e grandi imprese (pad. G, conference hall G4 dalle 10 alle 11.30) parteciperanno: Francesco Profumo, presidente Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), presidente Compagnia di San Paolo e presidente Fondazione Bruno Kessler; Alexander Braverman, direttore generale e presidente Consiglio Amministrazione Associazione Piccole e medie imprese; Pasquale Terracciano, Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa Maxim Tretyakov, vicepresidente Opora e vicepresidente Electrocable; Giuseppe Zampini, presidente Confindustria Liguria e Ceo Ansaldo Energia; Alexander Sokolov, vice presidente del board Competition Policy di Russian Highways State Company; Andrea Clavarino, direttore esecutivo Coeclerici SpA; Valeriy Ermakov, vicepresidente Rostelecom; Andrea Benveduti, assessore Sviluppo economico Regione Liguria; Luigi Ruggerone, capo Innovation Business Development - Intesa Sanpaolo Innovation Center; Vincenzo Trani, presidente Mikro Kapital Group e fondatore Delimobil; Anton Kuprinov, direttore esecutivo Moscow Small Business Credit Assistance Fund; Alexander Prokudin, direttore generale InKomPro e Antonio Fallico, presidente Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia. Obiettivo del focus: attivare un confronto e una collaborazione tra pmi e grandi industrie per rispondere alle esigenze di mercato di entrambi i Paesi. È dedicata ai rapporti Italia-Russia e alle potenzialità del business tra i due Paesi in uno scenario geoeconomico e geopolitico in mutamento, l’unica sessione italiana del Forum Economico internazionale di San Pietroburgo (6 giugno, dalle 15.00 alle 16.15 – Congress centre, Hall D3) in cui interverranno: Manlio Di Stefano, sottosegretario per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale del ministero degli Esteri; Giovanni Toti, presidente Regione Liguria; Victor Vekselberg, presidente del board di direzione Skolkovo Foundation; Alessandro Profumo, AD Leonardo SpA; Alexander Braverman, direttore generale e presidente del Board dell’Associazione Russa delle Pmi; Pasquale Terracciano, Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa; Fabrizio Di Amato, presidente Maire Tecnimont SpA; Alessandro Decio, AD e direttore generale SACE S.p.A; Dmitriy Pumpyanskiy, presidente del Board Tube Metallurgical Company (TMK) e di Sinara Group; Marco Alverà, AD Snam SPA; Mikhail Kusnirovich, fondatore e presidente Bosco di Ciliegi; Urbano Clerici, presidente e AD Coeclerici Commodities SA e Antonio Fallico, presidente Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia. Non solo economia e finanza. Allo Spief, l’Italia sarà in primo piano con ulteriori due iniziative all’insegna della cultura e della cucina tricolore - coordinate e promosse sempre da Conoscere Eurasia -, inserite nel cartellone ufficiale degli eventi collaterali del Forum, con la Liguria ospite d’onore. Venerdì 7 giugno (ore 19.30), il sipario del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo si aprirà con il concerto per violino del Teatro Carlo Felice di Genova. Sul palcoscenico Giuseppe Acquaviva, direttore artistico e Francesca Dego, violinista dell’istituzione genovese, in un repertorio che comprende quattro sinfonie tratte dalle opere più famose di Gioachino Rossini, il concerto numero 1 per violino di Niccolò Paganini e la sinfonia da “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa. Sarà invece Ivano Ricchebono, chef stellato del The Cook di Genova, ad animare la “Stella d’Italia”, ristorante creativo del Forum Economico internazionale di San Pietroburgo. Promosso da Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Spief, Comune di Genova, Regione Liguria e Banca Intesa Russia, il ristorante ‘Stella d’Italia’ sarà attivo dal 6 all’8 giugno.




Lombardia, dove il lavoro è creativo

Sono 66 mila le imprese dell’economia creativa in Lombardia e 321 mila Italia al 2019, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Milano è protagonista con 32 mila. Seconda in Italia Roma con 28 mila. In Lombardia, seguono Brescia con 6 mila, Monza, Bergamo e Varese con 5 mila, Como con 4 mila. In Lombardia oltre un quarto dei lavori creativi nazionali. Gli addetti sono 404 mila in regione su 1,5 milioni nazionali, di cui 303 mila concentrati a Milano. Cresce il settore in regione, +0,7% in un anno mesi e + 2,6% dal 2014, più che in Italia (+0,4% e +1,8%). Milano ha una economia sempre più creativa cresce di + 1,5 per cento in un anno e di +7 % in cinque anni. In Italia. Prima Milano con 32 mila imprese, +7% in cinque anni, poi Roma con 28 mila, +7%, Napoli con 15 mila, +8%, Firenze e Torino con 12 mila, Prato, Bari e Padova con 7 mila, Brescia, Vicenza, Bologna, Treviso con circa 6 mila. Ha dichiarato Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “L’artigianato artistico e i settori collegati rappresentano un comparto significativo per le imprese milanesi. Il nostro territorio e in particolare Milano hanno infatti una specializzazione in questi ambiti legati alla creatività, che ci rende conosciuti nel mondo”. Per Vincenzo Mamoli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Nell’anno dedicato a Leonardo ricordiamo l’importanza del legame tra creatività e saper fare, tra arte e impresa, alla base di buon gusto e qualità, stile e utilità. Si tratta di fattori centrali per creare mode e trend apprezzati a livello internazionale”. Economia creativa, tra i settori in crescita musica, film e cinema, app, ricerca, professionisti (1429 imprese a Milano, +14% in cinque anni, 2093 in Lombardia, +10%, 10.536 in Italia, +8%). Bene anche la tecnologia informatica con lo sviluppo di app e software (6124 imprese a Milano, +20% in cinque anni, 11.089 in Lombardia, +15%, 45.402 in Italia, +14%), la ricerca (657 imprese a Milano, +23% in cinque anni, 1105 in Lombardia, +30%, 5.490 in Italia, +34%), le attività di professionisti (1979 imprese a Milano, +21% in cinque anni, 4532 in Lombardia, +12%, 18.446 in Italia, +12%). Forte la presenza delle donne, sono il 23% in Lombardia, il 25% in Italia, il 20% a Milano. Sono poi il 7% i giovani a Milano e in Lombardia e l’8% in Italia e il 9% gli stranieri a Milano e in Lombardia, 11% in Italia. Da Leonardo all’impresa, ecco i marchi storici delle imprese che si sono ispirate al genio. Sono conservati nell’Archivio storico della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. I progetti, i prototipi, le opere di ingegneria idraulica , i disegni e le invenzioni di Leonardo sono fonte di ispirazione per le imprese milanesi nei marchi di fine ‘800 e inizio ‘900. La Gioconda diventa il simbolo di un’acqua minerale purgativa dei primi del ‘900 con tanto di posologia per ottenere effetti benefici. La facciata del Castello Sforzesco appare nel marchio di una cioccolata di una ditta milanese, mentre molti sono i marchi dedicati al volo, dall’immagine dell’elica che si staglia sopra le guglie stilizzate del Duomo all’aereo con il volante proiettato “verso l’avvenire”. Ma ci sono anche l’ingranaggio simbolo di modernità di un’industria manifatturiera di Monza, la bicicletta di una ditta milanese, l’auto d’epoca di un’impresa del lodigiano. I Navigli, il porto di Milano e il brevetto per gli elevatori idraulici. Tra l’800 e il ‘900 si collocano anche documenti come la mappa del porto di Milano, del Naviglio Martesana e i progetti di collegamento dei Navigli ai laghi Maggiore e di Como nonché a Genova tramite un canale navigabile grazie al brevetto degli elevatori navali (1920) di un inventore milanese. Archivio storico, i marchi d’impresa ispirati ad artisti e scienziati, da Volta ad Einstein. Oltre alla Gioconda c’è il marchio che riproduce la Tessitrice di Paolo Veronese o quelli ispirati allo stile Liberty e l’immagine della donna creata dal famoso cartellonista Dudovich per la Società Anonima Forniture Elettriche. Sempre sul tema dell’elettricità l’effigie di Alessandro Volta compare in un marchio dedicato all’amaro “Elettrico” tra cavi e vibrazioni mentre conservata in archivio c’è anche la lettera firmata dal padre di Einstein, consegnata nel 1899 alla Camera di Commercio per dichiarare l’apertura di un suo negozio di dinamo e motori elettrici in via Bigli a Milano.





Brexit, le scorte del Regno Unito? Cibo italiano

Il Regno Unito vuole uscire dalla Ue ma -sembra- non vuole rinunciare al cibo Made in Italy: una ricerca Coldiretti rileva un incremento del 18% di export di prodotti alimentari dall’Italia. Il +35% delle conserve di pomodoro fa pensare che i britannici stiano facendo scorta, così come il +9% di pasta e olio d’oliva. Ortofrutta +4%, il Prosecco +18%. Una Brexit senza accordo, segnala il presidente Coldiretti Prandini, potrebbe vedere affermarsi in Uk irrigidimenti e tagli all’import dalla Ue, e dall’Italia.





Lascia il capo economista di Trump

Trump ha annunciato su Twitter che Kevin Hassett, presidente del Consiglio economico della Casa Bianca, lascerà "a breve" l’amministrazione. Il presidente degli Stati Uniti ha detto che lo sostituirà dopo il suo rientro negli Usa. Nessuna spiegazione spiegazione è stata fornita per questo avvicendamento, ma Trump ha ringraziato Hasset per il suo "grande lavoro" e lo ha definito un "vero amico". 





Economia, Fiaip Piemonte: "Affitti brevi a Torino tra immobiliare e turismo"

Gli affitti brevi hanno trasformato le dinamiche della ricettività turistica tradizionale. Con nuove modalità di accoglienza si sono rotti gli schemi tipici e si sono create ampie opportunità di guadagno con ricadute positive sul territorio e sugli investimenti dei cittadini. Anche la città di Torino vive queste trasformazioni. I flussi turistici registrano aumenti costanti anche grazie alla possibilità di muoversi a prezzi accessibili. Fiaip Piemonte è stata chiamata a intervenire al convegno “Affitti brevi a Torino tra immobiliare e turismo”, che si terrà domani, martedì 4 giugno, dalle ore 16.30, al Golden Palace di Torino (via dell’Arcivescovado, 18), in quanto sigla di categoria che ha partecipato al tavolo di lavoro in Regione per il regolamento attuativo della nuova legge del turismo extralberghiero. Fare luce sul nuovo scenario delle locazioni brevi, sui dati degli affitti brevi registrati a Torino dai siti più noti del Bnb e sulla recente normativa del settore è obiettivo dell’evento promosso dal portale di informazione Hospitality News in partnership con CleanBnB, sito di gestione di affitti brevi. “Il fenomeno delle locazioni brevi da un lato ha dato slancio alla riqualificazione degli stabili, valorizzando indirettamente interi quartieri e dall’altro ha donato nuovo impulso al mercato immobiliare”, commenta Fulvia Pastorelli delegata al turismo di Fiaip Piemonte. “L’extralberghiero è un settore in crescita – aggiunge –. Le strutture di questo comparto sono aumentate negli ultimi dieci anni, secondo i dati 2018 della Regione Piemonte, del 62%. Con il web il mercato si fa più competitivo e diffuso, di conseguenza anche la sua normativa si è evoluta di recente. Per questo – conclude Pastorelli - è bene diffondere le pratiche dell’ospitalità e le competenze necessarie per chi opera in questo settore”.





La denuncia di Coldiretti: “Su Fca protezionista mentre in Italia fa shopping”

 

La Francia pone ostacoli alla collaborazione di FCA con Renault ma continua a fare shopping senza freni di aziende e marchi in Italia. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle nuove condizioni poste dal Governo di Parigi all’alleanza nel settore auto proprio all’indomani del blitz della multinazionale francese Lactalis che ha acquisito in Italia “La nuova Castelli”, il principale esportatore di Parmigiano Reggiano, ed estende così la presenza in Italia dopo che negli anni si è già comperata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori e controlla circa 1/3 del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario. Si tratta in realtà – sottolinea la Coldiretti - solo dell’ultima preda dei cugini d’Oltralpe che negli anni sono riusciti a mettere le mani su brand importanti che hanno fatto la storia del Made in Italy, dal lusso all’alimentare. La presenza francese si è estesa a griffe come Gucci, Brioni, Pomellato e Bottega Veneta, Emilio Pucci, Bulgari, Fendi, Loro Piana e Repossi. E nell’alimentare – continua la Coldiretti - oltre allo shopping di Lactalis i francesi sono entrati nella Fattoria Scaldasole nella cantina Biondi Santi ma anche la Orzo Bimbo è stata acquisita dalla francese Nutrition&Santè S.A. e nello zucchero italiano c’è la mano francese su Eridania. Oggi 4 pacchi di zucchero su 5 consumati in Italia secondo la Coldiretti sono stranieri, soprattutto francesi e tedeschi. Le acquisizioni infatti – sostiene la Coldiretti - se non hanno svuotato gli stabilimenti tendono comunque a delocalizzare i centri decisionali e a privilegiare gli acquisti di materia prima d’Oltralpe mettendo così in difficoltà i produttori italiani. La Lactalis – denuncia la Coldiretti - ha appena minacciato di ridurre unilateralmente il prezzo del latte alla stalla sottoscritto solo pochi mesi fa con gli allevatori italiani, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato. “Ora devono essere resi pubblici tutti i termini dell’accordo e pretese adeguate garanzie sulle produzioni, sulla tutela delle denominazioni dalle imitazioni, sulla difesa dei posti di lavoro e sull’eventuale abuso di posizioni dominanti sul mercato lattiero caseario, strategico per il Made in Italy” sostiene il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “La tutela dei marchi storici è una necessità per l’agroalimentare nazionale dopo che ormai circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione fino all’impiego della manodopera” conclude Prandini.





Ecco come cambia per l’Osservatorio Nielsen, il carrello della spesa degli italiani

 

È veramente da record la nuova edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy: lo studio, infatti, ha tagliato il traguardo dei 100 mila prodotti rilevati, pari all’81% delle vendite totali canalizzate in Italia da supermercati e ipermercati. Una copertura molto significativa e in continuo aumento, che conferma l’unicità dell’Osservatorio Immagino e che rafforza il suo ruolo nel monitoraggio delle tendenze di consumo nazionali. «In soli tre anni l’Osservatorio Immagino è diventato il punto di riferimento per chi vuole seguire e misurare l’evoluzione del carrello della spesa in Italia» spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «E questa quinta edizione, ampliata nella base statistica e dedicata al consuntivo del 2018, aggiunge un nuovo importante tassello per capire come sono cambiate le scelte d’acquisto degli italiani nel corso dell’ultimo triennio grazie a un approccio metodologico unico». Anche nella nuova edizione, l’Osservatorio Immagino è stato elaborato incrociando oltre 100 variabili presenti sulle confezioni dei prodotti di largo consumo con le rilevazioni scanner di Nielsen su venduto, consumo e fruizione dei media: è, quindi, una fotografia che abbina la visione ampia di un’inquadratura grandangolare alla ricchezza di dettagli e sfumature di una foto macro. Infatti, riesce a identificare e a tracciare le macro-tendenze cross-category e ad entrare nel dettaglio dei fenomeni più significativi anche nelle singole categorie, seguendone l’evoluzione, e ad arrivare a cogliere quelli emergenti e ancora di nicchia, che in questa edizione sono evidenziati, anche graficamente, all’interno dei diversi capitoli dell’Osservatorio. Mentre ha continuato a migliorare il profilo nutrizionale medio del carrello della spesa degli italiani, con il 2018 la voglia di gratificazione è tornata a spingere gli acquisti più edonistici. Free from e italianità restano i fenomeni più rilevanti, ma rallentano e mostrano le prime criticità dopo anni di boom. L’analisi della nuova edizione dell’Osservatorio Immagino che ha superato i 100 mila prodotti monitorati.





Da Marevivo una giornata con lo stop alla plastica

Il 4 giugno, ad un anno dalla campagna #StopSingleUsePlastic, Marevivo lancia il #PlasticFreeDay, la giornata senza plastica. Sono passati 365 giorni da quando sono state inviate le prime lettere alle istituzioni, appena si è insediato il nuovo Governo, che chiedevano di diventare plastic free. Da allora 4 ministeri, 3 Regioni, oltre 100 comuni e isole, più di 150 istituti scolastici e università hanno deciso di ridurre l’uso della plastica usa e getta. C’è stata una vera e propria rivoluzione e per la prima volta il nostro Paese si è unito per un obiettivo comune: contrastare l’inquinamento marino. «Marevivo ha sicuramente acceso una miccia, già 35 anni fa, che oggi finalmente ha provocato una grande esplosione». Così Rosalba Giugni commenta l’anniversario della campagna. «Un anno fa nessuno era plastic free, oggi siamo felici dei risultati raggiunti. Dobbiamo continuare su questa strada, senza fermarci, spingendo affinché in Italia venga recepita al più presto la Direttiva Europea che mette al bando la plastica monouso». Il 4 giugno, per l’intera giornata, l’associazione chiede a tutti di rinunciare alla plastica usa e getta e di condividere foto e video sui social con l’hashtag #PlasticFreeDay. Una sfida in cui ognuno può essere creativo perché l’alternativa esiste ed è possibile utilizzare altri materiali. Per salvare il Pianeta, dobbiamo impegnarci tutti e creare un vero e proprio movimento plastic free. La campagna #StopSingleUsePlastic è stata lanciata il 4 giugno 2018, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente e in occasione dell’insediamento del nuovo Governo, per chiedere ai Palazzi della Politica di dare sin da subito il buon esempio, introducendo il divieto dell’impiego di plastica monouso nei servizi e negli uffici delle istituzioni, come già aveva fatto la Regina Elisabetta di Inghilterra a Buckingham Palace e nelle altre residenze reali. Ad aderire per primo il Ministero dell’Ambiente, Sergio Costa, che l’ha fatta sua, e ad ottobre ha deciso di rendere il suo dicastero plastic free. In seguito si sono mobilitati Ministeri, Regioni, comuni, isole, musei e stabilimenti balneari. Anche la CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane ha detto no alla plastica monouso nelle università e con Marevivo e il CoNISMa è stato siglato un protocollo di adesione alla campagna. Nelle università coinvolte è prevista l’installazione di distributori d’acqua e la relativa distribuzione di borracce personalizzate e bicchieri di carta nelle macchine del caffè. Hanno aderito anche le scuole e il mondo della nautica.





ASviS e Urban@it presentano l’aggiornamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nelle aree urbane

Le aree urbane sono ancora lontane dal raggiungere la piena sostenibilità. Lo rivela il primo Report di aggiornamento dell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile elaborato sulla base degli ultimi dati disponibili e presentato stamane a Genova durante il convegno Regioni, città e territori per lo sviluppo sostenibile, organizzato nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile (vedi allegato). Rispetto al 2017, nel 2018 resta negativo l’andamento dell’abbandono scolastico (Goal 4), della parità di genere (Goal 5), del lavoro (Goal 8) e della transizione digitale (Goal 9), segnali positivi invece sul fronte del numero dei laureati, che aumentano rispetto al 2017, e delle politiche abitative, che confermano un andamento positivo. Nel 2017, rispetto al 2016, è peggiorata la raccolta differenziata dei rifiuti (Goal 12) mentre è rimasta positiva la produzione di energia da fonti rinnovabili (Goal 7). Stabili sui valori precedenti gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. In particolare, nel 2017 restano negativi l’andamento degli incidenti stradali (Goal 3), il consumo di suolo, la qualità dell’aria e la quantità di verde (Goal 11), mentre si confermano positive la lotta alla povertà (Goal 1) e la sicurezza (Goal 16). In sintesi, le aree urbane sono sulla buona strada (semaforo verde) per raggiungere l’obiettivo in 5 casi su 17, come risultava lo scorso anno nel Rapporto ASviS, ma con due significative variazioni: il semaforo nel 2018 è diventato verde per i laureati (nel 2017 era rosso) ed è diventato rosso per la raccolta differenziata dei rifiuti (nel 2017 era verde). “Siamo gli unici a fare per le città quello che prevede l’Agenda Onu 2030, cioè individuare obiettivi quantitativi da raggiungere in un tempo definito e monitorare costantemente il loro andamento. Siamo già al secondo anno e ogni anno, in occasione del Festival, presenteremo i nuovi dati”, commenta Walter Vitali, Direttore esecutivo di Urban@it. “Con questo lavoro, indichiamo una strada anche ai decisori regionali e locali per darsi proprie Agende che adattino gli obiettivi nazionali al loro contesto territoriale specifico. Il Ministero dell’Ambiente ha giustamente sostenuto le Regioni nell’elaborazione delle proprie strategie, sarebbe molto importante che facesse la stessa cosa anche con le città”. Durante il convegno, Laura Cavalli, Ricercatrice senior Fondazione Eni Enrico Mattei e manager di SDSN Italia, ha presentato il Report Verso la sostenibilità: uno strumento al servizio delle Regioni. Il Rapporto, oltre ad affiancarsi all’SDSN Italia SDGs City Index del 2018 (primo rapporto nazionale quantitativo sulla sostenibilità urbana pubblicato nel 2018) misura per 16 su 17 obiettivi, la performance di ciascuna regione rispetto alla media delle 20 regioni italiane in termini di Agenda 2030, fornendo spunti di riflessione complementari ad integrazione di quanto emerso dal Rapporto ASviS 2018. In assenza di target nazionali il Rapporto non evidenzia la distanza di ciascuna regione dal raggiungimento di un target di sostenibilità predefinito, ma propone una comparazione interregionale utile alla definizione di politiche e alla promozione della consapevolezza su temi legati allo sviluppo sostenibile.




“Bilateralità è partecipazione sociale: un nuovo modello associativo per una virtuosa alleanza impresa-lavoro”. Tre tappe: a Bari (20 giugno), a Milano (27giugno) e a Roma (4 luglio)

 

Il sistema della bilateralità rappresenta un’esperienza consolidata delle relazioni sindacali in Italia.

Gli enti bilaterali, il cui ruolo è riconosciuto dal legislatore, traggono la loro origine dalla contrattazione collettiva, che ne rappresenta la fonte primaria di regolazione e di indirizzo.

Ma che cosa è la bilateralità e di cosa si occupano gli enti bilaterali, questo ai tanti è ancora oggi sconosciuto. L’Ente bilaterale è un organismo paritetico, un’associazione senza scopo di lucro tra sindacati e organizzazioni imprenditoriali. Diversi sono poi i settori di intervento dell’ente bilaterale, che spazia dalla formazione e aggiornamento professionale per lavoratori e imprenditori, allo sviluppo dell’occupazione ed alla tutela sociale. Il sistema della bilateralità rappresenta un’esperienza diffusa nelle relazioni sindacali del nostro Paese, alla luce anche dei numerosi e diversificati compiti riconosciuti ad essa negli anni dal quadro normativo a sostegno di forme di protezione sociale del lavoro. Ricordiamo ad esempio, in un contesto di perdurante crisi economica e produttiva quale quello attuale, le attività in materia di ammortizzatori sociali, di previdenza complementare, di assistenza sanitaria integrativa. Di questo e tanto altro si parlerà nei tre workshop che l’Ente Bilaterale Nazionale EBICC organizzerà a Bari, Milano e Roma rispettivamente il 20 e 27 giugno ed il 4 luglio 2019. Con questo ciclo di workshop si intende dare risposte agli interrogativi del mondo delle imprese e del lavoro su temi quali il welfare, la questione morale del reddito di cittadinanza, il coordinamento con gli Enti territoriali, la semplificazione della burocrazia, i nuovi strumenti di previdenza complementare e contrattazione collettiva. Gli appuntamenti saranno rivolti alla partecipazione di imprenditori, lavoratori, consulenti del lavoro, commercialisti, sindacalisti e giornalisti di settore. Ogni evento si svilupperà nell’arco di una giornata, con la successione di interventi in ambito giuslavorista, politico, consulenziale e imprenditoriale. Il dibattito verrà orientato su tre tematiche, il modello Welfare, l’approccio “glocale” e le reti territoriali, il ruolo della formazione continua. Importantissima e degna di nota è l’iniziativa, ideata dall’ente Bilaterale EBICC, StartUp Contest 2019 che verrà presentata durante le tre giornate e che vuole premiare le tre migliori start up e scale up, in termini di innovazione e digitalizzazione, con particolare attenzione agli scopi propri dell’ente bilaterale.




Bonus fiscale, Meloni: "Governo decide di ammazzare imprese italiane"

 “Siamo alla follia! Il Governo ha deciso di ammazzare le imprese italiane. Sapete come funziona il bonus ristrutturazioni quest’anno? Se un cittadino ristruttura il suo appartamento per 20.000 euro, paga all’impresa solo il 50% dell’importo. I restanti 10.000 euro l’impresa se li ritrova come ‘bonus fiscale’ spalmato in cinque anni. Il problema però è che migliaia di piccole imprese non potranno permettersi di anticipare tutti quei soldi e saranno costrette o ad aumentare i prezzi o a rinunciare al lavoro, per la gioia delle grandi imprese. Invece di spremere le imprese come limoni lo Stato si preoccupi di abbassare le tasse!”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.





Il ’Conte alla rovescia’ di Forza Italia

"Ci risiamo. Il premier Conte lancia un nuovo "Conte alla Rovescia". Dopo aver promesso una decisione in 8 giorni sul Tav, oggi darà l’ultimatum a Di Maio e Salvini. Cadrà il Governo o sarà l’ennesimo bluff?". Lo scrive sui social Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia, che dopo aver promosso sui social la prima edizione del "Conte alla Rovescia" oggi ha lanciato la nuova campagna. Per Bergamini: "L’ultimatum di Conte, le dichiarazioni di Fico, dimostrano che il voto su Rousseau non è servito a niente. Che i problemi della maggioranza prescindono dalla legittimazione del leader grillino. Inoltre dare l’idea di un governo litigioso e precario non è un buon segnale né per la nostra economia né per la nostra capacità di incidere in politica estera". "Noi di Forza Italia - conclude Bergamini - sosteniamo la necessità di tornare ad una maggioranza di governo di centrodestra, ma sono Lega e M5S ad avere in mano il pallino della scelta".





Governo, Padoan: "Mercati in attesa, prossima manovra decisiva"

Tra analisti e investitori internazionali "il tema non e’ se ci sara’ una ristrutturazione del debito ma come e quando: significa che si fa strada nel sentire comune l’idea che l’Italia e’ spacciata". Lo ha detto l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in un dibattito sul debito pubblico al Festival di Trento. "Io non credo sia cosi’, credo che l’Italia sia solida, con forti fondamentali e credo che la politica abbia enormi responsabilita’ sul modo in cui sara’ affrontata la prossima legge di bilancio" perche’ i mercati "stanno solo aspettando di prendere delle decisioni, la valutazione del rischio e’ sospesa e per questo lo spread e’ stato" sostanzialmente "stabile" nelle ultime settimane, anche se su livelli piu’ elevati di un anno fa. Se la legge di bilancio non fosse valutata come "sostenibile i mercati ci rendono insostenibili il giorno dopo. Persa la fiducia un secondo dopo saremo nei guai". Per questo la prossima manovra sara’ "decisiva per il futuro non solo per i prossimi 12 mesi ma per i prossimi anni".