Cesare Battisti, la Difesa si affida alla Cassazione

La storia infinita di Cesare Battisti, ci riserverà nelle prossime settimane e nei prossimi anni nuovi capitoli. La Difesa dell’ex Terrorista ha infatti definito illegittima la mancata commutazione dell’ergastolo in 30 anni per l’ex Pac arrestato a gennaio in Bolivia e consegnato all’Italia per espiare una condanna per 4 omicidi commessi 40 anni fa. Lo sostiene il difensore, avv.Steccanella, nel ricorso in Cassazione contro la decisione dei giudici di Milano che hanno rigettato l’istanza di commutare la pena. Per il legale andava applicata la procedura di estradizione dal Brasile perfezionata a dicembre con la condizione di una pena da scontare di 30 anni.





Boom di lavori 4.0 in Lombardia

E’ un vero e proprio boom, quello del lavoro ad alta tecnologia in regione Lombardia. Sono centinaia le posizioni di tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale e quelli in campo informatico, ingegneristico e della produzione: sono i profili 4.0 più richiesti dalle imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi a maggio 2019, rispettivamente con oltre 3 mila e 2 mila entrate previste. Sono di difficile reperimento soprattutto gli specialisti di scienze informatiche, fisiche e chimiche a Milano (il 62,4% del totale), i progettisti e ingegneri a Monza Brianza (il 72,7%) e i conduttori di mezzi di trasporto nell’industria a Lodi (il 58,5%). I giovani fino a 29 anni sono più richiesti come operai dell’industria del legno e della carta a Milano (59%), come tecnici amministrativi, finanziari e della gestione della produzione a Monza Brianza (48,1%) e come operai e conduttori di impianti nell’industria alimentare a Lodi (40,9%). In generale, i lavori 4.0 rappresentano circa 18 mila nuove posizioni lavorative al mese sul territorio, tra dipendenti e collaboratori. Il 44% di tutti i lavori dei territori (40.800). In una economia sempre più smart, sulla base delle professioni collegate al trattamento e all’analisi dell’informazioni, ai nuovi media e ai big data, alla produzione, all’automazione e alla logistica, le richieste di nuovi lavoratori sono in prevalenza concentrate a Milano, 15 mila su un totale di 34.500 mila posti previsti dalle imprese nel mese di maggio, pari al 43,7% del totale. A Monza Brianza sono oltre 2 mila su 5 mila (il 43,2%), a Lodi 540 su 1.210 (il 44,6%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL sulle previsioni relative al mese di maggio 2019. L’impresa del futuro: intelligenza artificiale e nuove tecnologie per competere. Seminario lunedì 17 giugno in Camera di commercio, a Milano, Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2 (MM Duomo) ore 10. È il primo dei 4 incontri del ciclo "Conversazioni 4.0", dedicati alla trasformazione digitale: approfondimenti, opportunità e strumenti a disposizione delle piccole e medie imprese per la crescita 4.0. Professioni dell’informatica e dell’elettronica: 30.710 entrate previste in Lombardia nel 2018 di cui 20.630 come dipendenti. In Italia sono invece 109.760 ingressi di cui 74.270 come dipendenti. La Lombardia rappresenta quindi oltre un quarto del totale italiano (28%). Preferiti i giovani in oltre un caso su tre. Dai tecnici esperti in applicazioni (quasi 10 ingressi su 20 mila italiani, di cui 6 mila come dipendenti) agli analisti e progettisti di software ai tecnici programmatori (oltre 7 mila) ma ci sono anche oltre 2 mila tecnici elettronici e mille ingegneri elettronici e in telecomunicazioni. I più difficili da trovare? I tecnici programmatori (64%) e gli analisti e progettisti di software (62%). Più richiesti i giovani tra i programmatori (54%) e tecnici web (45%) dove sono anche preferite le donne (31,3%). Lavori 4.0 a Milano. Sono oltre 15 mila le entrate previste dalle imprese nel mese di maggio, il 43,7% del totale (34.500 ingressi). Si tratta soprattutto di tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale (2.780 di cui il 18,9% è rappresentato da giovani e il 34,2% è di difficile reperimento) e di tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (1.770, con il 30,7% di giovani e il 53,2% difficile da reperire). Superano le mille richieste anche gli Operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (1.560), i tecnici amministrativi, finanziari e della gestione della produzione (1.540), i conduttori di macchinari mobili (1.470) e di mezzi di trasporto (1.450) e gli operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (1.020). Sono di difficile reperimento soprattutto gli specialisti di scienze informatiche, fisiche e chimiche a Milano (il 62,4% del totale) e gli operai specializzati per le industrie tessili (55%). I giovani sono preferiti come operai dell’industria del legno e della carta (59%) e metalmeccanici (42%). Lavori 4.0 a Monza Brianza. Su 2.200 entrate previste (il 43,2% del totale) i più richiesti sono i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (380) e quelli delle vendite, marketing e distribuzione commerciale (260) insieme agli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (260) e a quelli specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (250). I progettisti e ingegneri sono la categoria di più difficile reperimento (72,7%), seguiti dagli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (59,8%). I giovani sono più richiesti come tecnici amministrativi, finanziari e della gestione della produzione (48,1%) e come specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche. Lavori 4.0 a Lodi. Sono 540 le entrate previste a maggio su 1.210 totali (44,6%), soprattutto operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (80) ma anche tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici e conduttori di mezzi di trasporto nell’industria (70). Di difficile reperimento i conduttori di mezzi di trasporto nell’industria (il 58,5%) e gli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (il 48,2%). Giovani preferiti come operai e conduttori di impianti nell’industria alimentare (40,9%) e nell’industria chimica e della plastica (37,9%).





La sindrome del burn out una malattia da lavoro finalmente riconosciuta dall’Oms

L’OMS ha finalmente riconosciuto la sindrome del burn out (B.O.) come una vera e propria malattia. “Viene confermato quello che io dico da anni: che un buon work life balance non è affatto un lusso, ma il migliore antidoto a una vera e propria malattia professionale, il burn out appunto, che colpisce più di frequenza gli executive, che si sentono “annegare” in una quantità infinita di impegni di lavoro, senza soluzione di continuità. Il B.O. non serve a nessuno, non all’azienda, che ha degli executive non lucidi e stressati, non al manager, che rischia grosso”, lo spiega Roberto D’Incau, fondatore di Lang&Partners, una delle più prestigiose società di consulenza HR italiane headhunter & coach, oltre che scrittore di libri di successo (“Quasi Quasi mi licenzio” - “Chi lavora non fa sesso” - “Il Lato Bimbo”, con all’attivo diverse collaborazioni con diverse testate a diffusione nazionale”). • QUALI SONO I SINTOMI DEL BURN OUT? -Sentirsi sempre stanchi: se vi sentiti già stanchi la mattina appena alzati, magari dopo una serie di notti in cui dormite poco, e la cosa continua tutto il giorno, quando siete in ufficio e non, occhio! Potrebbe trattarsi di uno dei sintomi della malattia. -Un aumento abnorme del livello di ansia: l’ansia e lo stress, se contenuti a livelli fisiologici, non sono negativi, au contraire ci possono aiutare a lavorare e performare meglio. Se però ogni situazione lavorativa ci crea ansia, se appena mettiamo piede in ufficio ci sentiamo già ansiosi, fate attenzione. -vi sentite totalmente demotivati, nulla o quasi vi stimola più? Se ogni tanto è normale avere un calo di motivazione, perderla del tutto non lo è affatto, e ha dei costi sul nostro benessere psichico e fisico. -non avete tempo per fare nulla, neppure per le vostre piccole buone abitudini quotidiane: è chiaro, siamo tutti molto occupati e sotto stress, ma ogni giorno, perlomeno in pausa pranzo, dovremmo potere avere un momento, un’ora, per noi stessi. Se non vi curate più, no parrucchiere, no palestra, no voglia di curare il vostro look, no coccole per voi stessi, attenzione, potrebbe essere colpa del B.O. -avete malattie psicosomatiche: recentemente una top executive mi ha parlato di un suo ricovero in ospedale di una settimana per una malattia poi rivelatasi totalmente e esclusivamente psicosomatica: non è affatto infrequente, purtroppo. Il B.O. è pericoloso, può farci davvero male, e portare oltre a ansia e depressione anche malattie di origine psicosomatica serie. I primi sintomi fisici sono i classici disturbi da stress come mal di schiena, emicrania, male agli occhi, ulcera, ma il B.O. può anche degenerare in malattie più serie, ad esempio in seri disturbi cardiovascolari. “La migliore cura del B.O.? NON NEGARE CHE IL PROBLEMA ESISTE! che è la cosa peggiore da fare in assoluto. Se avete almeno tre dei sintomi sopra riportati, parlatene con chi vi può aiutare, medico, coach o psicologo, con cui possiate condividere apertamente il vostro problema e scegliere insieme il modo migliore per affrontarlo seriamente, senza sottovalutarlo inutilmente” conclude Roberto d’Incau, uno tra i primi in Italia a parlare di queste tematiche, ma anche di Diversity e l’inclusione, che rappresentano un ulteriore mezzo per aiutare le aziende a rafforzare il proprio business ed avere un tasso maggiore di innovazione per affrontare i mercati globali.





Uecoop e lo scenario dell’impresa in Italia: i giovani guidano una impresa su due

I numeri sono chiari e difficilmente contestabili. I giovani hanno voglia di fare impresa e quasi una nuova azienda su 3 (28,8%) nata in Italia nel primo trimestre del 2019 è guidata da giovani con un vero e proprio boom nelle regioni del centro sud, dal Lazio alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Camera di Commercio di Milano Lodi Monza in relazione agli ultimi dati Istat sul lavoro con il tasso di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni al 31,4% con un calo dell’1,6% su base annua. Dai servizi all’artigianato, dall’agricoltura alla ristorazione, con una media di quasi 367 al giorno, sono 32.984 le aziende nate nei primi tre mesi del 2019 guidate da giovani sempre più al centro di una ricerca imprenditoriale che riguarda in particolare il centro sud dove i neo capitani d’impresa under 35 arrivano a rappresentare il 44,9% a Rieti, il 43,1% a Enna, il 40% ad Agrigento, il 39,5% a Reggio Calabria, il 38,3% a Crotone o il 38,2% a Vibo Valentia. Una situazione – spiega Uecoop – che si scontra però con le difficoltà della burocrazia e di trovare finanziamenti e capitali per avviare l’attività per i quali le famiglie spesso svolgono un ruolo di supplenza anche rispetto al sistema bancario. Ma è strategico il rilancio dell’occupazione su tutte le fasce generazionali – sottolinea Uecoop - e per farlo è fondamentale tagliare il cuneo fiscale a fronte di imposte e contributi che pesano per circa il 50% sulle retribuzioni. Nella situazione attuale – evidenzia Uecoop – per uno stipendio netto di mille euro bisogna prevedere un costo totale di circa duemila per soddisfare il fisco con - spiega Uecoop - il 26,9% rappresentato dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, il 25% dalla imposta sui redditi (irpef e addizionali), il 9,19% dai contributi previdenziali a carico del dipendente e con il 32,3% di imposizioni fiscali indirette e differite. Il taglio del cuneo – afferma Uecoop – agisce così sia sul fronte del reddito dei lavoratori sia su quello del costo per le imprese con una doppia azione positiva e progressiva. Considerati gli attuali vincoli di bilancio dello Stato è per adesso impossibile arrivare a un taglio generalizzato per tutti, ma – conclude Uecoop – si può partire con i giovani favorendo in maniera virtuosa l’occupazione e il ricambio generazionale. 





Il ministro dell’Economia Tria alla presentazione di ‘Rassegna Economica’

SRM (centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) ha presentato oggi il nuovo numero della rivista internazionale di economia e territorio, Rassegna Economica dedicato a “Legalità e trasparenza. Il ruolo delle istituzioni e delle rappresentanze economiche e sociali”. L’evento si è tenuto a Napoli, presso la sede di Intesa Sanpaolo, via Toledo 177, Palazzo Piacentini, Sala delle Assemblee. Alla presenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, sono stati discussi i fattori di rilancio dell’economia del Mezzogiorno. L’introduzione dei lavori è stata curata da Francesco Guido, Direttore Regionale Sud di Intesa Sanpaolo e Paolo Scudieri, Presidente di SRM. Salvio Capasso, Responsabile Economia delle Imprese di SRM, ha presentato il numero della Rassegna Economica ed i principali spunti di analisi. A seguire, Massimo Deandreis, Direttore della Rassegna Economica e di SRM, sui fattori di crescita del territorio. Cesare Imbriani, Presidente del Comitato Scientifico Rassegna Economica ha coordinato e introdotto i lavori della tavola rotonda composta da: Gaetano Manfredi, Presidente CRUI e Rettore Università Federico II di Napoli; Luigi Nicolais, Presidente COTEC Italia; Stefan Pan, Vicepresidente Confindustria; Sergio Prete, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e ZES Ionica. Il Volume ha evidenziato come legalità e sviluppo sostenibile siano fenomeni strettamente correlati e decisivi per sostenere ed accrescere il livello di benessere delle popolazioni. Se è chiaramente necessario che le istituzioni debbano “offrire” legalità ai cittadini ed agli operatori economici, attraverso un’efficace prevenzione e controllo del territorio ed una giustizia rapida ed efficiente, appare altresì evidente che quanto più una società alimenti il suo capitale umano, rafforzi i processi di formazione culturale e civica e favorisca una crescita economica solida e omogenea, tanto più accresce una “domanda” di legalità fatta di comportamenti virtuosi e di trasparenza nei rapporti sociali ed economici che può chiudere il circuito virtuoso tra Giustizia, Economia e Crescita. Alla conclusione del convegno si è tenuta la cerimonia di assegnazione del Premio Rassegna Economica 2018. Quest’anno il primo premio con l’assegno di ricerca è stato assegnato al saggio di Vincenzo Alfano e Lodovico Santoro, dal titolo “Corruzione Grand nei sistemi politici: un’analisi panel dinamica nelle regioni italiane”. Il Premio - alla sua 8° edizione - è stato istituito in occasione degli 80 anni della storica rivista per dare spazio a studi brillanti di giovani ricercatori e puntare altresì alla valorizzazione del ruolo della Rassegna Economica come strumento per fornire stimoli innovativi in campo imprenditoriale e istituzionale sulle più importanti e attuali questioni concernenti lo sviluppo dell’economia e la competitività delle imprese e delle infrastrutture nel contesto nazionale ed internazionale. Dichiarazioni: Francesco Guido, Direttore Regionale Sud Intesa Sanpaolo: “Una crescita sostenibile non è funzione della quantità del denaro investito ma prima di tutto del capitale sociale presente sul territorio. L’impegno di Intesa Sanpaolo sul territorio meridionale è quindi proprio quello di sostenere una crescita economica che non sia soltanto quantitativa ma anche e soprattutto qualitativa, migliorando conoscenze e competenze per gli imprenditori al fine di assicurare una stabile prospettiva di sviluppo. Siamo fermamente convinti pertanto che la legalità e l’affermazione di un contesto inclusivo e rispettoso delle regole sia tanto più agevole quanto maggiore sarà l’attenzione dedicata a questi aspetti di qualità”. Massimo Deandreis, Direttore Generale Studi e Ricerche Mezzogiorno: “Il doppio filo che lega la crescita economica e la legalità evidenzia quanto sia importante investire nel Mezzogiorno nei fattori chiave dello sviluppo come l’innovazione, l’imprenditorialità, la formazione. Esiste infatti un Sud che produce e compete, ma che va rafforzato nella sua capacità produttiva e tecnologica. Partendo da questi elementi, noi crediamo, che ci siano tutti gli elementi per proseguire con ancora più slancio su un cammino di crescita sostenibile per il Mezzogiorno e per l’intero Paese.





Puglia, arresti per Sindaco e ex Sindaco di San Pietro Vernotico

Sono vari e tutti gravissimi i reati, contestati a vario titolo al Sindaco di Vernotico e ad altre figure pubbliche nel Comune di San Pietro in Vernotico, nel brindisino. Si va dalla corruzione, alla turbativa d’asta, peculato e furto la Gdf di Brindisi. per questo sono stati posti agli arresti domiciliari il sindaco di San Pietro Vernotico, Pasquale Rizzo, il suo predecessore, Maurizio Renna, e l’ex presidente del Cda della società partecipata di riscossione tributi Fiscalità locale srl, Luigi Conte. È stata anche disposta l’interdizione dal servizio per un anno di Cosimo Delle Donne, dipendente comunale. Sono stati disposti anche sequestri di beni finalizzati alla confisca nei confronti di sei indagati (Luigi Conte, Roberto Chiechi, Maurizio Renna, Cosimo Delle Donne, Pietro Caputo e Luca Cocciolo).
    Le indagini hanno riguardato presunte irregolarità nella gestione di Fiscalità Locale, società partecipata dal Comune di San Pietro Vernotico ed incaricata della riscossione dei tributi locali, anche e soprattutto con riferimento ad alcune vicende societarie che hanno poi condotto la stessa Fiscalità Locale alla liquidazione e successivamente al fallimento.
    




Mafia, arresti tra Roma e Catania, nel mirino il clan dei Fragalà

Operazione dei carabinieri contro il clan “Fragalà”. Eseguiti numerosi arresti e perquisizioni in provincia di Roma e Catania. I carabinieri del Ros, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, hanno disarticolato il sodalizio mafioso denominato clan “Fragalà”, operante nell’area metropolitana romana e in particolare nei comuni di Ardea, Pomezia e Torvajanica.

Il clan aveva determinato un pesante clima di intimidazione ai danni di commercianti e imprenditori locali, costretti a subire estorsioni attraverso attentanti dinamitardi e minacce.

Disvelato anche un consistente traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana e hashish, importate dalla colombia e dalla spagna grazie ad alleanze con gruppi criminali camorristici e siciliani.

Nel corso delle indagini, oltre a sequestri di partite di droga e armi da fuoco, è stato sventato un sequestro di persona, liberando l’ostaggio e arrestando gli 8 sequestratori; è stata rinvenuta e sequestrata una formula manoscritta di affiliazione mafiosa.





Traffico di rifiuti, maxi-operazione dei Carabinieri in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Campania

I carabinieri hanno eseguito diversi arresti nell’ambito di un’operazione contro lo smaltimento illecito di rifiuti in tutta Italia e in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Campania. I militari hanno sgominato un’organizzazione ritenuta responsabile di traffico illecito di rifiuti, realizzazione di discariche abusive e smaltimento illecito di circA firmare l’ordinanza di misura cautelare e il decreto di sequestro preventivo è stato il gip del tribunale di Milano su richiesta della locale procura della Repubblica, in particolare della Dda, nei confronti di una articolata organizzazione ritenuta responsabile di traffico illecito di rifiuti, realizzazione di discariche abusive e intestazione fittizia di beni. L’organizzazione avrebbe smaltito illecitamente circa 10mila tonnellate di rifiuti provenienti, attraverso diversi canali, dalla Campania e da vari impianti del Nord Italia.a 10mila tonnellate di immondizia proveniente da Campania e Nord Italia. 





Csm, via altri due Consiglieri togati. Per loro autosopensione

I consiglieri del Csm Corrado Cartoni e Antonio Lepre, di Magistratura indipendente, che non sono coinvolti nell’inchiesta di Perugia ma che avrebbero partecipato, con Luca Palamara, a un incontro con Luca Lotti e Cosimo Ferri, per discutere della nomina del procuratore di Roma, si sono autosospesi. Lo hanno annunciato gli stessi togati in una nota diffusa nella tarda serata di lunedì. ’’Pur consapevoli e certi della correttezza del nostro operato, per senso istituzionale e per evitare attacchi strumentali al Csm - scrivono Cartoni e Lepre- comunichiamo la autosospensione dalle funzioni consiliari in attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda’’.  La decisione è arrivata al termine di una giornata che ha visto a Palazzo dei Marescialli una serie di incontri tra i gruppi e una lunga riunione di tutti i consiglieri, laici e togati, con. Il vicepresidente Ermini si era prima recato al Quirinale, in vista del plenum straordinario previsto oggi pomeriggio. E le dimissioni dei due consiglieri, o almeno la loro sospensione, erano state auspicate e sollecitate.




Rogo di Notre Dame de Paris, allarme per il piombo diffuso nell’aria. Test positivo su un bimbo, controlli straordinari in città

Le famiglie con bambini di età inferiore ai 7 anni residenti nel quartiere di Notre-Dame e le donne incinta sono state invitate dalle autorità sanitarie di Parigi a "recarsi dal proprio medico curante" per un’analisi del dosaggio del piombo nel sangue. La decisione è stata presa dopo l’individuazione del caso di un bambino con un tasso superiore al limite, secondo quanto reso noto dall’Agenzia regionale della Salute dell’Ile-de-France.

L’ente sanitario, che vigila sulle conseguenze dell’incendio della cattedrale avvenuto il 15 aprile, ha lanciato una "inchiesta ambientale" per identificare, nei luoghi frequentati dal bambino con l’anomalia del tasso di piombo nel sangue (50 microgrammi per litro), eventuali altre cause oltre quella dell’incendio.

    La verifica ha l’obiettivo di stabilire che "i fattori di esposizione al piombo" non sussistono più. Le stesse autorità sanitarie precisano che un tasso anomalo di piombo dovuto a una causa precisa non comporta alcuna terapia medica particolare da seguire.
   





Italia da record in agricoltura. Boom di giovani nel ciclo produttivo

L’Italia è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat relativi al lavoro e alla disoccupazione ad aprile. Si tratta di una presenza record per l’ultimo quinquennio che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove – sottolinea la Coldiretti - il 70% delle imprese giovani opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Il risultato è che – continua la Coldiretti – le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più. L’agricoltura è tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale con le campagne che – precisa la Coldiretti - possono offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare un’occupazione anche temporanea per fare una esperienza a contatto con la natura. Le ore lavorate in agricoltura nel primo trimestre del 2019 – riferisce la Coldiretti - sono aumentate del 5,6% rispetto all’anno precedente, piu’ del doppio dell’industria (+2,6%) e oltre sei volte i servizi. “Occorre sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne”, afferma la leader dei giovani della Coldiretti Veronica Barbati nel denunciare “gli ostacoli burocratici che troppo spesso si frappongono”. 





Bertinotti: “Non ero d’accordo con D’Alema quando diceva che la Lega di Bossi era una costola della sinistra, figuriamoci adesso

Dopo un lungo silenzio torna a parlare l’ex Presidente della Camera e leader di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti e lo fa, ancora una volta, dividendo il campo tra lui e D’Alema. Anche questa volta è la Lega al centro dei suoi ragionamenti. Sul successo della Lega. “Non ero d’accordo con D’Alema quando diceva che la Lega era una costola della sinistra, figuriamoci adesso –ha affermato Bertinotti-. La Lega di Bossi era diversissima da quella di Salvini. Quella di Bossi nasceva da un’idea separatista, all’inizio era una realtà popolare, ma popolare non vuol dire di sinistra, dipende dalla connotazione politica che assume. Sicuramente era un movimento antifascista. Per quanto riguarda il consenso tra gli operai, svolgendo un’indagine sul voto insieme alla Cgil scoprii che in un Comune la maggioranza degli iscritti della Fiom aveva votato per la Lega. Del resto anche in America la classe operaia ha votato Trump. Il voto operaio è stato assai diverso nel tempo. In Italia il voto operaio e popolare è stato a sinistra quando è avvenuta una rottura storica nel Paese, la storia della resistenza, dell’antifascismo e della nascita della Costituzione. Un’espansione della democrazia senza precedenti e la valorizzazione del conflitto di classe con gli operai protagonisti. Questa storia porta alla grande ascesa degli anni 70. Quando questa storia viene sconfitta e avviene un rovesciamento del conflitto di classe, la sinistra va al governo e subisce una mutazione genetica, progressivamente diventa liberale e governativa. Questo produce una rottura anche sentimentale con il suo popolo, rottura che permane tuttora e si aggrava. Il Pd è diventata una formazione di cultura liberale. I modelli dell’Europa di Maastricht e del sovranismo occupano la scena perché è dipartita la sinistra che avrebbe dovuto rappresentare una terza via. La geografia politica italiana si è americanizzata, come negli Usa ci sono contenitori che a loro volta sono mutevoli. Democratici e Repubblicani hanno entrambi miscelato destra e sinistra e in alcuni casi prevale l’una e in altri casi l’altra. Il PD ha una tenuta a Milano, Roma, Napoli, nella provincia profonda invece è sommerso dall’onda della Lega. I partiti della sinistra di classe con la fine del 900 hanno subito un tracollo, in primo luogo ideologico e politico ancor prima che sociale. Quella storia è finita. La sinistra può rinascere come l’Araba fenice dalle sue ceneri, ma se si pensa in continuità con quella storia andrà sempre a sbattere perché quella storia si è conclusa con il 900. Anche noi di Rifondazione abbiamo contribuito a cercare di protrarre oltre quella storia del 900. La sinistra radicale ora deve proiettarsi nel futuro”. Sul M5S. “Se il M5S fosse davvero di sinistra non avrebbe retto al governo con la Lega, nel governo più di destra della storia della Repubblica. Persino il codice linguistico ha subito questa torsione, ha reso possibile termini, linguaggi, spezzoni di cultura politica che erano fuori dall’arco costituzionale. Un democristiano non poteva dire le cose che dice Salvini. La presenza della Lega ha piegato la trasversalità del M5S. Il M5S ha avuto sempre un’attitudine trasversale, portando segmenti di destra e di sinistra, il reddito di cittadinanza ad esempio è di sinistra, ma il resto no. Persino l’orribile vicenda della chiusura di Radio Radicale viene motivata con il mercato, figuriamoci se questo può essere un argomento di sinistra”. 





Unione Naz. Consumatori su Inps dati reddito: raggiunte solo il 37, 9% delle famiglie povere

Sono 674.435 le domande di reddito di cittadinanza accolte, per un importo medio a famiglia di 540 euro. Lo rileva l’Inps. "Solo il 37,9% delle famiglie povere, pari a 1 milione e 778 mila, ha finora avuto il reddito di cittadinanza. Considerando le domande finora presentate, 1.252.148, ipotizzando resti costante il tasso di rifiuto indicato dall’Inps del 26%, avremmo alla fine una platea dei beneficiari pari a 926.590, ossia il 52,1% dei poveri, appena sopra la metà" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "Senza contare che l’importo medio di 540 euro non è sufficiente nemmeno per superare la soglia di povertà. Ecco perchè chiediamo che il miliardo che il Governo dice di aver risparmiato sia destinato ad ampliare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza e non genericamente ad aiutare le famiglie che fanno figli" conclude Dona.




Le grandi imprese (Oltre 1000 dipendenti) avranno un bonus pensioni di 7 anni

La possibilità di lasciare il lavoro 7 anni prima, con uno scivolo pagato però dall’azienda, attraverso un meccanismo chiamato "contratto di espansione" che prenderebbe il posto degli attuali contratti di solidarietà espansiva. E’ l’ipotesi contenuta in un emendamento al decreto crescita che potrebbe favorire il rinnovamento delle aziende, ma solo quelle con più di mille lavoratori , agevolando così l’uscita dei lavoratori più anziani. L’emendamento è stato presentato dai relatori Raphael Raduzzi (M5S) e Giulio Centemero (Lega) nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. In via sperimentale per il 2019 e il 2020, con una spesa rispettivamente di 30 mln e 40 mln, le grandi imprese dunque potranno realizzare dei pre pensionamenti con scivoli di 7 anni, con un valore commisurato alla pensione lorda maturata al momento dell’uscita.

Il meccanismo, complesso, prevede che le aziende possano anche ridurre l’orario di lavoro degli altri dipendenti e in cambio assumere nuovi lavoratori.L’emendamento fissa il perimetro di applicazione della misura. "Nell’ambito dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione", si spiega, le imprese che avviano uno "strutturale" sviluppo tecnologico dell’attività potranno stipulare "un contratto di espansione con il ministero del lavoro e le associazioni sindacali" con la previsione di nuove assunzioni.

Per i lavoratori che invece si trovano "a non più di 84 mesi" dalla pensione "il datore di lavoro riconosce per tutto il periodo e fino al raggiungimento del diritto" una indennità mensile "liquidabile in unica soluzione commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro così come determinato dall’Inps".

Prevista anche una clausola per evitare nuovi esodati, perché si precisa che "leggi e altri atti aventi forza di legge non possono in ogni caso modificare i requisiti per conseguire il diritto" alla pensione "vigenti al momento dell’adesione" all’uscita con scivolo aziendale. Gli elenchi dei lavoratori che "accettano indennita’" andranno depositati





Governo, ancora un botta e risposta Lega-M5S

 “Non ho alcuna intenzione di far cadere il governo, ma il governo è pagato per fare, i ministri e i presidenti sono pagati per fare”. Sono le parole del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in diretta a Rtl 102.5 “Non stop news”.

“Non chiedo mezza poltrona in più, sono disposto ad andare avanti basta che si acceleri e che ci siano tanti sì” ha aggiunto sottolineando che sullo sblocca cantieri “non è la Lega ma il Paese che ha le idee chiarissime”. Bisogna dunque “resettare il codice degli appalti aprire i cantieri e cancellare tutta quella burocrazia”.

Ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha lanciato un ultimatum ai partner di governo in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Basta polemiche elettorali, ha detto Conte, decidete che fare per andare avanti con il “Governo del cambiamento” serve “leale collaborazione”. Se mancherà e se le risposte non saranno rapide (ma non c’è una scadenza precisa) il presidente del Consiglio potrebbe dimettersi. Conte ha convocato i giornalisti per provare a riprendere la scena dopo settimane di guerra di parole fra i suoi due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che sono anche i suoi danti causa. “Polemiche sterili”, ha commentato, che hanno dato l’impressione di “uno stallo nell’azione di Governo che non c’è stato”. Ma a stretto giro di posta arroiva la risposta del M5S, che invece la pensa, rispetto alle sorti del Governo, in maniera diversa. A parlare è il ministro delle Infrastrutture Toninelli a Radio 24: L’emendamento presentato dalla Lega allo Sblocca cantieri che sospende per due anni il Codice degli appalti è un pretesto per far cadere il Governo.  “Il più grande no arrivato dalla Lega – ha detto il ministro in riferimento alla conferenza stampa del premier Conte – perché l’emendamento presentato non sta in piedi ed è contestao da tutti. Un emendamento che sospende per due anni il Codice degli appalti, un pretesto per creare il caos e far cadere il governo”.

Ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha lanciato un ultimatum ai partner di governo in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Basta polemiche elettorali, ha detto Conte, decidete che fare per andare avanti con il “Governo del cambiamento” serve “leale collaborazione”. Se mancherà e se le risposte non saranno rapide (ma non c’è una scadenza precisa) il presidente del Consiglio potrebbe dimettersi. Conte ha convocato i giornalisti per provare a riprendere la scena dopo settimane di guerra di parole fra i suoi due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che sono anche i suoi danti causa. “Polemiche sterili”, ha commentato, che hanno dato l’impressione di “uno stallo nell’azione di Governo che non c’è stato”.





Unione Consumatori all’attacco sui numeri Istat: “Nessun passo in avanti”

Secondo i dati resi noti dall’Istat, il tasso di disoccupazione ad aprile rimane stabile al 10,2%. "Nessun miglioramento! Ma stabilità, in questo caso, significa che non si fanno passi avanti. Ci preoccupa, poi, il rialzo mensile della disoccupazione giovanile che si attesta al 31,4%, salendo in un solo mese di 0,8 punti percentuali, pur restando sotto ai picchi del 2014. Infine, gli occupati a termine salgono rispetto a marzo dello 0,4%, contro il +0,1% dei permanenti, ossia di quelli che avrebbero dovuto beneficiare delle modifiche legislative introdotte dal Governo Conte" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "Il problema è che le riforme del lavoro servono a poco fino a che la domanda ristagna. Il Governo deve rilanciare la capacità di spesa del ceto medio. Fino a che i consumi restano al palo, le imprese non vendono ed il tasso di disoccupazione resta ancora a livelli troppo alti" conclude Dona.





Aumenta la disoccupazione tra i giovani. Ecco i numeri dell’Istat

Il tasso di disoccupazione ad aprile è rimasto stabile rispetto a marzo al 10,2% mentre è diminuito di 0,7 punti rispetto ad aprile 2018. Lo rileva l’Istat sottolineando che i disoccupati nel mese erano 2.652.000 con un aumento di 5.000 unità su marzo e una riduzione di 203.000 unità su aprile 2018.

Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni ad aprile è salito di 0,8 punti rispetto a marzo toccando il 31,4%. Rispetto ad aprile 2018 il tasso è inferiore di 1,6 punti percentuali. Il tasso di occupazione in questa fascia di età è del 18,3% con un calo di 0,3 punti su marzo e un aumento di 0,6 punti su aprile 2018. Il tasso di disoccupazione dei giovani è di 12 punti inferiore al massimo raggiunto nel 2014 e 12 punti superiore al minimo raggiunto nel 2007.

Gli occupati ad aprile 2019 sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto a marzo (+2.000 unità) a quota 23.288.000 mentre sono aumentati di 56.000 unità rispetto ad aprile 2018. Lo rileva l’Istat sottolineando che il tasso di occupazione è al 58,8%, stabile su marzo e in aumento di 0,3 punti percentuali su aprile 2018. L’aumento degli occupati su base annua (+56-000 unità) è trainato dall’aumento degli over 50 al lavoro (+232.000) anche per effetto della demografia mentre le persone tra i 35 e i 49 anni sono diminuite di 176.000 unità.





Roma ed i rifiuti, parla l’ex Presidente di Ama Piergiorgio Benvenuti

“Dopo dieci giorni dalla bocciatura in Giunta della proposta di bilancio 2017 dell’Ama e dopo le dimissioni dell’Assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari, è stata la volta del presidente Lorenzo Bagnacani revocato con l’intero CDA dalla Sindaca Raggi che lo aveva nominato a causa dei disservizi e del mancato raggiungimento degli obiettivi e a tutt’oggi non si trovano sostituzione adeguate. Lo sfacelo della raccolta e della gestione dei rifiuti nella Capitale è ormai un fenomeno conosciuto purtroppo non solamente a Roma, ma nell’intero Paese e ripreso dai mezzi di comunicazione anche estera che oggi si aggrava ancora di più lasciando nella totale incertezza i lavoratori dell’Azienda, come i cassonetti stracolmi che a causa delle temperature quasi estive stanno causando sempre di più problemi”. E un vero e proprio atto daccusa quello dellex Presidente di Ama, nellepoca dei governi delle destre capitoline, Piergiorgio Benvenuti, oggi portavoce del Movimento Ecologista di area centrodestra Ecoitaliasolidale.

“Si è tentato recentemente da parte del Campidoglio di giustificare l’emergenza rifiuti a Roma come la conseguenza dell’incendio che l’11 dicembre scorso ha incenerito l’impianto TMB al Salario, passando per i giorni di malattia che usufruiscono come ogni altro lavoratore i dipendenti dell’AMA, o il numero del personale che usufruisce della Legge 104 – racconta Benvenuti -. Nulla di più falso.

“Sta di fatto che si sta vanificando il grande lavoro che era stato realizzato in passato e programmato per il futuro. Aver raggiunto – ricorda Benvenuti – a fine dicembre del 2012 lo storico traguardo del 30% di differenziata a livello di percentuale, ha collocato Roma nel gruppo di testa fra le grandi città europee superando Parigi, Bruxelles e Madrid.

Partendo dal 22% di agosto 2011, per poi aver raggiunto poco meno del 40% a fine dicembre del 2013, consentendo di superare per percentuale di raccolta , le principali città del Vecchio Continente con l’eccezione di Monaco di Baviera, con un programma di pulizia della città, di decoro, di interventi straordinari di ben altro livello qualitativo e quantitativo”.

“In quel periodo l’Ama ha raccolto il plauso di personalità di livello internazionale come Jack Macy e Paul Connett, quest’ultimo principale teorizzatore della strategia “Rifiuti Zero” che per la prima volta – ricorda Benvenuti – si sono confrontati con i Dirigenti della municipalizzata, dando anche un valore internazionale all’operato”.





Conte avverte la Lega: “Caos dal super-emendamento per i cantieri”

Il Presidente del Consiglio, Conte è costretto ad intervenire, ancora una volta sullo stato della sua maggioranza e lo fa costretto dallennesima accelerazione della Lega, questa volta sullo sblocca cantieri e con un emendamento ad hoc che ha fatto traballare la maggioranza. Conte, questa volta, non è equidistante: “Ho cercato di capire il perché e il per come di questo super emendamento e sinceramente non l’ho capito dal punto di vista tecnico e faccio il giurista da 30 anni. Volendo congelare l’attuale Codice degli appalti” la Lega propone una improbabile reminiscenza del vecchio Codice, ormai superato, e “ci sarebbe un caos” ha detto Conte, a margine del Clean Air Dialogues a Torino, dove ha lanciato “un appello agli amici della Lega”. “Non metto in discussione la loro buona fede – ha aggiunto – ma in questo decreto c’è tanto lavoro, ci sono le norme sui terremotati e quindi dico mi raccomando”.

“Ieri c’è stato un vertice a Palazzo Chigi. C’è stato questo super emendamento degli amici della Lega. Ho cercato di rappresentare loro che mancano ormai pochissimi giorni per la conversione: siamo al Senato, dobbiamo passare alla Camera. E’ un emendamento all’articolo 1 che rimette in discussione tutto l’impianto a cui abbiamo lavorato per mesi e mesi con gli amici della Lega, raccogliendo tutte le istanze del mondo degli operatori e degli stakeholders”, ha concluso.




Decreto Slocca Cantieri, nuovi rinvio al Senato

"Ci sono ancora nodi da sciogliere, propongo di sospendere la seduta e aggiornarci a domani", ha detto in Aula al Senato il presidente dei senatori 5S, Patuanelli, parlando del dl sblocca cantieri a nome della maggioranza. L’esame del decreto era previsto alle 9.30, ma Patuanelli ha precisato che la Commissione Bilancio ha bisogno di più tempo per i pareri sugli emendamenti. Accogliendo la richiesta, la presidente Casellati ha rinviato la seduta a domani (mercoledì ndr)  alle 9.30 e ha annunciato che convocherà in giornata la capigruppo.





Di Maio e Salvini tornano a parlarsi. Riparte la trattativa sullo ‘Sbloccacantieri’

Dopo la tempesta, i temporali e le saette, naturalmente tutte politiche, in questo inizio di giugno, Di Maio e Salvini, dopo un lungo silenzio, tornano a parlarsi. Fonti autorevoli dei due partiti hanno confermato il contatto tra i due leader e aperto un nuovo confronto dopo lo stop del M5S al Decreto sbloccacantieri ed ai contrasti su numerosi temi dell’agenda politica e di Governo. La telefonata tra Di Maio e Salvini è arrivata anche a seguito delle numerose sollecitazioni del Presidente del Consiglio Conte ed è stata definita "lunga e cordiale". Il “clima è positivo” hanno confermato le parti. Si torna a discutere soprattutto dello Sbloccacantieri, il Decreto sarebbe al centro di una fitta serie di colloqui tra i tecnici dei ministeri, insieme tra gli altri al relatore Agostino Santillo (M5S), si stanno concentrando sulle proposte di modifica al provvedimento, escluso, però, quello che il premier Giuseppe Conte ha definito ’super-emendamento’, cioè la riformulazione della Lega che chiede la sospensione per 2 anni del Codice appalti, oggetto di scontro in queste ore. 





Sblocca-cantieri, la Lega incassa la sospensione di alcuni articoli cardine del Codice degli appalti

“Soddisfatti per l’accordo trovato sul decreto sblocca-cantieri. Dopo esserci confrontati anche con i relatori, proporremo al Senato, tra le altre cose, quanto già concordato in sede di commissione, vale a dire un emendamento che prevede la sospensione di alcuni punti rilevanti del codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese”. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo al Senato della Lega e del M5S Massimiliano Romeo e Stefano Patuanelli.

“Al contempo, sarà garantito – proseguono i due capigruppo della maggioranza – il rispetto delle norme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari sull’argomento. In particolare saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese. Abbiamo svolto un normale lavoro parlamentare che porteremo come maggioranza in commissione e poi in Aula al Senato”. Indubbiamente si tratta solo di un punto dincontro a metà strada che premia, però, più le richieste del Carroccio che quelle del M5S.





Il grimaldello di un accordo Usa-Gb metterebbe in ginocchio il Made in Italy. Negli Usa 100 miliardi di falsi prodotti italiani

La Brexit, ma soprattutto il successivo accordo a grandi numeri tra Gran Bretagma e Usa, potrebbe far saltare in aria il Made in Italy. A denunciarlo è la Coldiretti che denuncia come già oggi  il mercato del falso Made in Italy alimentare che nel mondo fattura 100 miliardi realizzato per oltre ¼ proprio negli Stati Uniti. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’annunciato accordo commerciale tra i due Paesi in occasione della visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che spinge per una uscita dall’Unione Europea senza accordo. In questo caso – sottolinea la Coldiretti - verrebbe meno la tutela dei prodotti a denominazione di origine DOP/IGP che non sarebbero piu’ tutelati in Gran Bretagna dove potrebbero arrivare i tarocchi di imitazione Made in Usa che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dalla mozzarella alla ricotta, dal provolone all’asiago, dal parmesan al romano ottenuto però senza latte di pecora fino ad ora vietati. Un pericolo rilevante per l’Italia che – continua la Coldiretti - con 297 denominazioni riconosciute è leader europeo nei prodotti DOP/IGP che rappresentano peraltro il 30% sul totale dell’export agroalimentare Made in Italy e che senza protezione europea rischia di subire la concorrenza sleale di prodotti diversi ma venduti con nomi simili. Un rischio concreto se si considerano le vertenze del passato nei confronti della Gran Bretagna – ricorda la Coldiretti – con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o addirittura Parmigiano Reggiano. Una preoccupazione che riguarda anche i consumatori inglesi con la paura di una Brexit senza accordo che spinge il record di sempre nelle esportazioni che fanno registrare un balzo del 18% in Gran Bretagna dove è corsa agli acquisti per fare scorte di cibo e bevande italiane per il timore dell’arrivo di dazi e ostacoli amministrativi, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero relativo al primo bimestre del 2019. Dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano (+17%) dalle conserve di pomodoro (+35%) all’olio di oliva (+9%), dall’ortofrutta fresca (+4%) alla pasta (+9%) fino a al Prosecco (+18%) che è il prodotto italiano più apprezzato dagli inglesi, si registrano – rileva la Coldiretti - forti aumenti degli ordini per tutti i prodotti simbolo della dieta mediterranea Made in Italy. La corsa a fare scorte è il frutto – sostiene la Coldiretti – del crescente apprezzamento degli inglesi per lo stile alimentare italiano ma anche delle preoccupazioni per le barriere tariffare e le difficoltà di sdoganamento che potrebbero nascere da una Brexit senza accordo con l’aumento de costi per le consegne. In gioco ci sono i 3,4 miliardi di euro di export agroalimentare Made in Italy realizzati nel 2018. Dopo il vino che complessivamente ha fatturato sul mercato inglese quasi 827 milioni di euro, spinto dal boom del Prosecco Dop con 348 milioni di euro, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è – continua la Coldiretti – l’ortofrutta fresca e trasformata come i derivati del pomodoro con 234 milioni, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi e dell’olio d’oliva. “La mancanza di un accordo è lo scenario peggiore perché rischia di rallentare il flusso dell’export, ma a preoccupare è anche il pericolo che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.