Quasi sette milioni di italiani in vacanza a Giugno. I numeri di Coldiretti/Ixè

Con il grande caldo scattano le prime partenze dopo la fine della scuola con 6,8 milioni di italiani che hanno scelto di andare in vacanza a giugno. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ nel week end che segna tradizionalmente l’inizio delle vacanze degli italiani. Per il mese di giugno si registra quest’anno – sottolinea la Coldiretti - un leggero calo dell’8% rispetto allo scorso anno anche a causa del maltempo che ha ritardato le prenotazioni. Alle partenze per le vacanze durante il week end si aggiungono – continua la Coldiretti - quelle per le gite in giornata verso le località di mare, laghi ma anche in campagna per sfuggire alle temperature africane che si registrano lungo tutta la Penisola. In avvio della stagione turistica quest’anno gli sconti rispetto all’alta stagione possono superare il 25% con i listini per l’alloggio, il vitto ma anche ombrelloni e lettini che infatti subiscono – sottolinea la Coldiretti – un’impennata a partire dal mese di luglio per toccare i valori massimi nella prima metà di agosto. Le partenze “fuori stagione” – precisa la Coldiretti – sono particolarmente apprezzate anche da chi ama la tranquillità e vuole stare lontano dalle folle senza rinunciare però a visitare le principali mete turistiche. Se in piena estate è il mare – spiega Coldiretti – a fare la parte del leone, in questo periodo dell’anno particolarmente apprezzate sono anche le scelte alternative per conoscere una Italia cosiddetta “minore” dai parchi alla campagna, dalla montagna fino ai piccoli borghi che fanno da traino al turismo enogastronomico, con ben il 92% delle produzioni tipiche nazionali che nasce nei comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. Molto gettonati secondo Campagna Amica i 23mila agriturismi presenti in Italia (+3%) che consentono di vivere in questo periodo i cicli stagionali delle produzioni, dalla raccolta del grano a quella della frutta. Con il mese di giugno si mette in moto la stagione estiva dell’intera filiera turistica che – sottolinea la Coldiretti - contempla le imprese che si occupano di alloggio e ristorazione, le agenzie di viaggio e i tour operator ma anche altri settori che integrano e supportano quelli principali (come, ad esempio, i trasporti o le attività ricreative e di intrattenimento) e si compone di 612mila imprese con oltre 700 mila unità locali. Essa rappresenta - conclude la Coldiretti - il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero. Elevata l’incidenza dell’occupazione: con 2,7 milioni di lavoratori, al turismo si deve il 12,6% dell’occupazione nazionale secondo elaborazioni dati Unioncamere.





Lavoratori dell’energia, partita la mobilitazione per il rinnovo del contratto

Dopo gli incontri con le controparti dei giorni scorsi, i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil "hanno proclamato la mobilitazione dopo aver registrato un ingiustificato irrigidimento sulla determinazione degli aumenti salariali". È quanto si apprende da una nota. Le aziende non hanno riconosciuto le norme condivise e prassi consolidate previste dell’accordo di Cgil, Cisl, Uil con Confindustria del 9 marzo 2018. Le rappresentanze sindacali hanno indetto immediatamente lo stato di agitazione, la sospensione degli straordinari per tutto il settore e un pacchetto di 8 ore di sciopero.

Stamani (13 giugno) a Roma si è riunita l’assemblea nazionale dei delegati e delle strutture sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil per una valutazione complessiva sull’andamento della trattativa per il rinnovo del ccnl energia e petrolio scaduto, lo ricordiamo, il 31 dicembre scorso.

I sindacati "hanno ritenuto grave e inaccettabile il comportamento mantenuto dalle parti datoriali al tavolo della trattativa teso – insistono i sindacati – a protrarre ingiustificatamente la conclusione del rinnovo del contratto del settore, non riconoscendo le norme condivise e le prassi consolidate previste dall’accordo interconfederale", disconoscendo dunque il modello contrattuale proprio del settore e che ha contraddistinto il rinnovo precedente.

"Appare, inoltre, incomprensibile e ingiustificata – continuano – la richiesta di procedere a un’ulteriore verifica economica, relativa al triennio precedente. La sottoscrizione del verbale di accordo del 3 giugno 2019 ha infatti concluso definitivamente ogni possibile verifica economica relativa al ccnl 2016 – 2018". Il comportamento di Confindustria Energia "è inaccettabile e non condivisibile anche alla luce dei positivi andamenti economici che già dal 2017 in questo settore stanno registrando e confermando la loro positività per tutto il prossimo triennio".

L’assemblea quindi ha conferito il mandato alle segreterie nazionali di Filctem, Femca, Uiltec ad avviare immediatamente le procedure previste dalla legge per la mobilitazione generale dei lavoratori, prevedendo l’immediata sospensione di ogni rapporto negoziale con le imprese, l’attivazione immediata dello stato di agitazione con la sospensione di ogni forma di straordinario e un pacchetto 8 ore di sciopero.

Falcinelli (Filctem): i contratti tengano conto dell’economia 

“È un momento molto delicato per noi, la trattativa per il rinnovo del contratto energia e petrolio rischia d’essere lo spartiacque dell’intera stagione contrattuale della nostra categoria. Abbiamo rinnovato contratti fino ad oggi con un modello che ha al suo interno valori come aumenti salariali 
ex ante rispetto alle previsioni inflative, meccanismi di verifica condivisi e con il riferimento del valore punto, elementi questi che evidentemente a Confindustria non piacciono più e mal digerisce”. Lo ha detto Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil, nel suo intervento all’attivo unitario della delegazione trattante.

“Confindustria vuole mettere in discussione il campo da gioco su cui costruire il contratto – ha continuato il segretario generale -, lo avrebbe dovuto esplicitare prima, all’inizio delle trattative, non adesso. Esplicita adesso questa esigenza perché sono sorte novità politiche relative al salario minimo che evidentemente solleticano certi appetiti”.

“Noi riteniamo – ha concluso - che i contratti nazionali di lavoro non devono tenere solo conto dell’andamento inflattivo generale di un Paese, ma anche dell’andamento economico e produttivo di quel settore di riferimento. Sottolineo che l’andamento economico nell’energia e petrolio, in questo ultimo triennio, è stato molto positivo, gli azionisti hanno avuto cospicui dividendi e le retribuzioni dei dirigenti sono salite. Le uniche che vorrebbero al palo sono quelle dei lavoratori, se si cresce, si cresce tutti insieme".





Arriva il Codice deontologico delle professioni infermieristiche

Venerdì 21 giugno a partire dalle 9 del mattino e fino alle 13 , la Federazione nazionale delle professioni infermieristiche (450mila iscritti, il maggior Ordine italiano) presenta ufficialmente il suo nuovo Codice Deontologico che riconosce l’infermiere come professionista e come persona; riconosce il cittadino come curato e come persona; riconosce la società nella quale viviamo e quella in cui vorremo vivere; riconosce la normativa attuale e ne prefigura la sua evoluzione; riconosce la relazione con l’assistito come momento di cura. Soprattutto fa da guida all’agire degli infermieri nei confronti dei cittadini e degli assistiti sotto la vigilanza degli Ordini professionali, e rappresenta per gli stessi cittadini anche una guida per sapere quali sono i doveri degli infermieri verso i loro bisogni di salute. All’evento, che si terrà a Roma presso l’hotel NH Vittorio Veneto in Corso d’Italia 1, interverranno le massime autorità sanitarie istituzionali del Paese. Hanno dato conferma della loro partecipazione (gli interventi sono previsti partire dalle 10,45), oltre alle associazioni dei pazienti che rappresentano i primi destinatari del Codice deontologico, il ministro della Salute Giulia Grillo, il presidente delle Regioni Stefano Bonaccini, il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, la presidente della Commissione Affari sociali della Camera Maria Lucia Lorefice, il Commissario e futuro presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro, la vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera Rossana Boldi. Anche gli altri partecipanti che troverai sul programma allegato hanno espresso la loro volontà a intervenire e devono ancora dare la conferma ufficiale.





Coldiretti, bene operazione dei Nas sugli esercizi

Con un italiano su tre (32%) che consuma prodotti etnici regolarmente o qualche volta durante l’anno l’operazione dei carabinieri dei Nas è importante per garantire la salute dei cittadini. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’operazione dei militari del Nucleo antisofisticazione condotta in tutta Italia su ristoranti etnici e depositi di alimenti provenienti dall’estero che ha accertato irregolarità in 242 strutture, quasi la metà dei locali ispezionati, con il sequestro di 128 tonnellate di prodotti ittici, di carne e vegetali giudicati non idonei al consumo perché prevalentemente privi di tracciabilità ed in cattivo stato di conservazione. Nella maggior parte dei casi – sottolinea la Coldiretti – si tratta di prodotti importati dall’estero con livelli di sicurezza più bassi rispetto a quelli nazionali. Non a caso – ricorda Coldiretti - i cibi stranieri importati in Italia hanno provocato quasi un allarme alimentare al giorno nel 2018, secondo le elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf). Sul totale delle 398 allerte che si sono verificate nel nostro Paese – conclude la Coldiretti – solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).




Unione Consumatori commenta i dati Istat sui fatturati dell’Industria: "Pessimi"

Secondo i dati resi noti dall’Istat, ad aprile scende su base mensile sia il fatturato dell’industria (-1%) che gli ordinativi (-2,4%). "Dati pessimi. Ora rischio recessione. Dopo il calo di aprile della produzione, è la volta di fatturato e ordini. Un secondo trimestre con un inizio da dimenticare al più presto, altrimenti di questo passo torniamo in recessione. Sale anche la probabilità di una manovra correttiva" afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "Rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è ancora più sconfortante. Se confrontiamo i picchi pre-crisi, rispetto ad aprile 2008 il fatturato totale è diminuito dell’8,3%, quello interno è crollato addirittura del 17,3%. Gli ordinativi totali sono calati rispetto ad 11 anni fa del 13,9%, quelli interni sono franati del 25,8%, ossia di un quarto" conclude Dona.





Venezia, una salone nautico dove debuttano ibridi ed elettrici

Barche da sogno e non solo. Il meglio della cantieristica italiana ed internazionale sarà in mostra la prossima settimana al Salone Nautico di Venezia (18 – 23 giugno). Operatori del settore e appassionati potranno scoprire i segreti di un centinaio di barche tra cui oltre 50 yacht e super yacht tra i 15 e i 50 metri. La grande stella in arrivo in Arsenale è il nuovissimo Riva 50 metri “Race”, qualche giorno prima dell’apertura un ricevimento privato ne sarà l’anteprima mondiale. La nave è costruita di acciaio nei Superyacht Division Riva di Ancona ed è un’ammiraglia del Gruppo Ferretti, che sarà presente in Bacino con una flotta di 11 barche a marchio Riva, Ferretti, Pershing, Custom Line di cui ci sarà anteprima mondiale del nuovo 106 disegnato da Francesco Paszkowski. Riva 50 è una imbarcazione che traduce le ambizioni del fondatore Carlo Riva che, spinto dalla volontà ambiziosa e geniale di andare oltre i limiti, realizzò tra gli anni ’60 e ‘70 i celebri M/Y della serie Caravelle e Atlantic, i grandi yacht in acciaio di cui Riva 50 metri è oggi degno erede per inarrivabili standard di estetica, stile e innovazione. Riva 50 metri è frutto della collaborazione tra Officina Italiana Design, lo studio di progettazione fondato da Mauro Micheli e Sergio Beretta con il Comitato Strategico di Prodotto Ferretti Group di cui fa parte Piero Ferrari. Monte Carlo Yachts, che ha la sua unità produttiva principale in Adriatico a Monfalcone, sarà presente invece con i due nuovi modelli lanciati quest’anno: MCY 66 e MCY70. Si tratta di un’occasione esclusiva per vedere in anteprima la seconda generazione della gamma che sarà arricchita dall’arrivo della nuova MCY 76 nel prossimo mese di luglio. I tre nuovi progetti confermano ed esaltano i tratti distintivi della collezione Monte Carlo Yachts, alla ricerca d’imbarcazioni eleganti e dalle linee essenziali, Questi modelli sono stilisticamente parlando un compiuto mix di tradizione ed innovazione, che realizza il concetto di “future classic” coniato dall’atelier di design Nuvolari Lenard, animato dal veneziano Carlo Nuvolari e dallo sloveno Dan Lenard, che ha sede in veneto che ha progettato l’intera gamma del cantiere che fa parte del gruppo Beneteau. Il Cantiere Navale Vittoria di Adria, oltre a esibire le ultime imbarcazioni progettate e costruite insieme alle soluzioni più innovative applicate, punta su potenza ed eleganza delle linee mettendo in vetrina due unità della tipologia interceptor nate per impieghi di vigilanza: l’Interceptor 43 e il Vittoria Fast Interceptor 65. Si tratta di prototipi che coniugano le elevate capacità di performance, proprie delle unità professionali, con l’artigianalità tutta italiana nella progettazione e costruzione di imbarcazioni da diporto. Dotato di una veste mimetica che gli consente il camuffamento in mare, l’Interceptor 43 è stato costruito secondo i rigidi standard adottati dalla US Customs and Border Protection. Del Cantiere Cranchi, che ha sede a Piantedo in Lombardia ma una unità produttiva importante a San Giorgio di Nogaro, faranno bella mostra il T53 Eco Trawler, imbarcazione che interpreta con tecnologie moderne il concetto di classico trawler, un modo di navigare che sta tornando di grande interesse per la sua vocazione al comfort con bassi consumi. Sempre da Cranchi E 52 S, evoluzione contemporanea del tema motoryacht flybridge. Sul fronte della vela, Neo Yachts & Composites con il suo nuovissimo Neo 350, barca in perfetto equilibrio tra regata e crociera che si è distinta nel recente Campionato del Mondo ORC di Sebenico. Le imbarcazioni Neo sono una invenzione di Paolo Semeraro, un velista di grande talento che ha iniziato la sua carriera sul Finn e sono disegnate da Giovanni Ceccarelli e hanno come attitudine le grandi prestazioni. Significativo inoltre lo spazio dedicato alle imbarcazioni ibride ed elettriche che vede la partecipazione anche di due costruttori provenienti dal Nord Europa, gli svedesi X-Shore, brand del visionario imprenditore svedese Konrad Bergstrom e i finlandesi Q-Yachts, azienda finlandese che propone yacht elettrici di design contemporaneo. A Venezia non possono mancare le imbarcazioni tradizionali della laguna i natanti storici civili e militari. Fanno contorno alle barche una abbondante zona dedicata ai servizi marittimi, agli impianti come il sontuoso stand allestito dal FTP Industrial che produce motori marini di eccellenza che ha scelto la città lagunare per presentare alla stampa internazionale alcuni dei suoi prodotti.





Savona (Consob) ne è convinto: “Debito al 200% sostenuto dal risparmio degli italiani”

 

"E’ come se l’Italia fosse collocata dentro ’la caverna di Socrate (Platone)’, dove le luci fioche della conoscenza che in essa penetrano proiettano sulle pareti un’immagine distorta della realtà. Per giunta in presenza di un continuo vociare a senso unico che stordisce. E’ compito di chi riveste posizioni di vertice della politica, dell’economia e dei mezzi di informazione rafforzare la luce e abbassare i toni per ristabilire la fiducia Sul futuro del Paese". Sono le parole del Presidente di Consob, Paolo Savona, nel primo discorso ufficiale del suo mandato. I sospetti sulla possibilità di insolvenza del nostro debito pubblico sono oggettivamente infondati. E un debito al 200% è possibile, come insegna il Giappone. A dirlo è il presidente della Consob, Paolo Savona, nel corso del suo primo discorso all’incontro annuale con la comunità finanziaria.”Se il criterio di razionalità venisse accettato a livello europeo e fosse rispettato dalle autorità di Governo – ha spiegato – si restituirebbe ai debiti sovrani, incluso quello italiano, la dignità di ricchezza protetta che a essi attribuiscono giustamente gli investitori. Il raggiungimento di questa condizione allontanerebbe i sospetti sulla possibilità di insolvenza del nostro debito pubblico, oggettivamente infondati”. La teoria economica e la ricerca empirica, ha sottolineato il numero uno della Consob, “non hanno fornito una risposta univoca su quale sia il legame ottimale tra il debito pubblico e il Pil, soprattutto se il rapporto è valutato in modo indipendente dallo stato della fiducia. L’esempio del Giappone è istruttivo: se la fiducia nel Paese è solida e la base di risparmio sufficiente, livelli di indebitamento nell’ordine del 200% rispetto al Pil non contrastano con gli obiettivi economici e sociali perseguiti dalla politica. Ciò non significa – ha proseguito Savona – che non esista un limite all’indebitamento ma, come insegna un elementare criterio di razionalità economica, per garantirne la sostenibilità il suo saggio di incremento deve restare immediatamente al di sotto del saggio di crescita del Pil. Ogni indicatore che comporta l’esistenza di un limite oggettivo alla crescita, come l’output gap, resta privo di validità storica e pratica, ancor prima che logica”.




Variazione nulla per i prezzi al consumo a maggio

Nel mese di maggio 2019, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri una variazione nulla rispetto al mese precedente e aumenti dello 0,8% su base annua (era +1,1% ad aprile); la stima preliminare era +0,9%.

La decelerazione è principalmente dovuta alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,8% di aprile a +1,6%), dei Beni energetici non regolamentati (da +3,7% a +2,4%) e, in misura minore, dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,6% a +1,0%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano entrambe di due decimi di punto, rispettivamente da +0,6% a +0,4% e da +0,7% a +0,5%.

La variazione congiunturale nulla dell’indice generale è la sintesi di dinamiche opposte: da un lato la crescita dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+1,8%) e dei Beni energetici non regolamentati (+0,8%), dall’altro il calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,9%) e dei Servizi relativi alle comunicazioni (-0,5%).

L’inflazione decelera sia per i beni (da +0,9% a +0,8%) sia, in misura più ampia, per i servizi (da +1,3% a +0,8%); pertanto rispetto al mese di aprile il differenziale inflazionistico è nullo (da +0,4 del mese precedente).

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% per l’indice generale e +0,3% per la componente di fondo.

Per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona l’inflazione rimane al di sotto di quella generale, stabile a +0,3%, mentre per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto la crescita dei prezzi, in lieve rallentamento da +1,1% a +1,0%, torna al di sopra di quella riferita all’intero paniere.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dello 0,9% in termini tendenziali (da +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,7% rispetto a maggio 2018.





In flessione il fatturato dell’industria. I numeri dell’Istat

Ad aprile si stima che il fatturato dell’industria diminuisca in termini congiunturali dell’1,0%, registrando il primo calo dall’inizio dell’anno. Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo è comunque in aumento dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.

Anche gli ordinativi registrano un calo congiunturale, su base sia mensile (-2,4%) sia trimestrale (-1,4%).

La flessione congiunturale del fatturato è determinata dal calo sul mercato estero (-2,9%), mentre una variazione nulla si registra sul mercato interno. Per gli ordinativi la dinamica congiunturale riflette diminuzioni su entrambi i mercati: -1,0% per quello interno e, con una intensità maggiore, -4,1% per quello estero.

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, ad aprile gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dello 0,9% per i beni di consumo e dello 0,2% per l’energia; flessioni marcate si registrano invece per i beni intermedi (-2,7%) e i beni strumentali (-1,3%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 19 di aprile 2018), il fatturato totale registra una flessione dello 0,7% in termini tendenziali, con un incremento dello 0,4% sul mercato interno e un calo del 2,8% su quello estero.

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei computer e dell’elettronica segna la crescita tendenziale più rilevante (+11,8%), mentre l’industria farmaceutica mostra il calo maggiore (-9,0%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce dello 0,2%, sintesi di un modesto incremento dello 0,2% sul mercato interno e di una flessione dell’0,8% su quello estero. La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dei computer e dell’elettronica (+8,4%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria chimica (-4,1%).





Tre piazze, e non solo, per i metalmeccanici

Tre i cortei dei metalmeccanici che scioperano per riproporre il tema delle prospettive del lavoro industriale. A Milano, le tute blu stanno sfilando nel corteo che si concluderà con il comizio del segretario Fim, Bentivogli. A Firenze, sono almeno 10 mila i lavoratori che partecipano alla manifestazione. A Napoli, il corteo è aperto dai lavoratori della Whirlpool. "In anni di totale assenza di politiche industriali, abbiamo perso moltissima capacità produttiva. C’è la desertificazione soprattutto al Sud", denuncia Re David, Fiom.





UE, Salvini: "Se ci chiedono aumento tasse nostra risposta sarà ’no’"

"Voglio proprio sperare che l’Unione europea non pensi a multe, infrazioni, o ci chieda di aumentare le tasse o di mandare in pensione la gente a 70 anni perché la nostra risposta sarà un educato no". Lo afferma il vicepremier Salvini sottolineando il "diritto-dovere di tagliare le tasse". E sulla lettera da inviare all’Ue: "Ho piena fiducia nel presidente del Consiglio". La creazione di un partito unico del centrodestra? "Non è all’ordine del giorno". E nessun incontro con Berlusconi per fondere i partiti, precisa.





Procedura infrazione, Moscovici: "C’è sostegno Stati UE"

La Commissione ha avuto "un forte sostegno" da parte dei governi della Ue e "continuerà con il lavoro che potrebbe portare all’apertura di procedura per deficit eccessivo" nei confronti dell’Italia. Così il commissario europeo agli Affari Economici, Pierre Moscovici. "Terremo conto di qualsiasi ulteriore nuovo elemento che l’Italia vorrà presentare" per evitare la procedura d’infrazione, ha detto ."Avrò ulteriori scambi con Tria già stamattina (...).Ma bisogna essere sicuri che le regole vengano rispettate", ha aggiunto Moscovici.





Gs1 Italy, Alessandro d’Este è il nuovo Presidente

Alessandro d’Este è il nuovo Presidente di GS1 Italy, l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo che condividono soluzioni e servizi per migliorare la visibilità dei prodotti, gli scambi di informazioni tra le imprese, i processi aziendali, la filiera del largo consumo e i rapporti con i consumatori. Viene nominato Vice Presidente Flavio Ferretti, in rappresentanza del Gruppo Lavazza, che affianca gli attuali Vice Presidenti Marco Pedroni di Coop Italia e Francesco Pugliese di Conad. «Sono molto lieto di assumere questo ruolo in GS1 Italy, una realtà di fondamentale importanza per il mondo del largo consumo e per la collaborazione tra Industria e Distribuzione sui temi di efficientamento del sistema» ha dichiarato Alessandro d’Este. «Ricevo il testimone da Alberto Frausin ringraziandolo per l’ottimo lavoro svolto che mi auguro di continuare in sinergia con IBC e ADM». Laureato in Economia all’Università di Firenze, Alessandro d’Este si è specializzato frequentando corsi post-universitari in General Management presso la Emory University, l’INSEAD e la Cranfield University. Nella sua carriera ha maturato importanti esperienze nelle funzioni marketing, sales e supply chain in Europa, USA e Asia, nel mondo del retail (Esselunga e Metro), del largo consumo (Coca-Cola, L’Oréal, Bauli e Ferrero) e dei prodotti durevoli (Pirelli). Dal 2016 è Presidente e Amministratore Delegato di Ferrero Commerciale Italia. 





La moda italiana si conferma business italiano nel mondo

Moda “made in Italy” nel mondo? Un export da 53 miliardi, + 3,3%. Per sapere dove va, quali sono i maggiori mercati e da dove parte l’export italiano: “La moda italiana nel mondo – Italian fashion in the world”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale italiano su dati Istat. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile sul sito http://www.promos-milano.it. Ha dichiarato Valeria Gerli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Anche nei giorni di presentazione per la moda uomo, la Fahion Week è un’occasione per i turisti business per apprezzare Milano anche come città d’arte, cultura e leisure. Bisogna invitare a tornare e soggiornare più a lungo a Milano e in Lombardia per approfondire e sperimentare le diverse proposte di visita ed esperienza di svago”. Moda italiana nel mondo: Francia, Svizzera e Germania le maggiori destinazioni, in crescita Cina e Corea del Sud. Gli articoli di abbigliamento valgono da soli oltre 17,5 miliardi di export, +3,5%, seguiti da borse e articoli di pelletteria con 11,4 miliardi, +4,3% e dalle calzature con 9,8 miliardi, +3,6%. Gli aumenti maggiori nel 2018 si registrano per le esportazioni di tappeti e moquette (+10,2%) e maglieria (+6,5%). Emerge da elaborazioni della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia su dati Istat, anni 2018 e 2017. Le 3 maggiori destinazioni estere per la moda italiana sono: Francia (10,4% del totale), Svizzera (9,9%, +18,7%) che supera la Germania (8,9%, stabile). E se la Francia è il principale partner per articoli di abbigliamento, maglieria, tappeti, calzature e pellicce, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo, la Germania è prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Svizzera per borse e pelletteria, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni, lo Sri Lanka per pizzi e merletti. Le crescite maggiori in Cina e Corea del Sud, rispettivamente +17,8% e +13,3%, bene il Regno Unito (+4,9%). Vanno forte anche i tessuti in Marocco (+23,2%), i tappeti in Slovacchia (+329,2%) e Qatar (+70,8%), la biancheria per la casa in Israele (+25,7%), le passamanerie in Tailandia (+48,4%), i pizzi e merletti in Austria (+98,8%), l’abbigliamento sportivo a Macao (+31,9%), quello in pelliccia in Romania (+36,7%), la pelletteria in Serbia (+25,9%) e le calzature in Canada (+12%). I maggiori esportatori italiani? Milano +9,8%, Firenze +7,6% e Vicenza -1,1%. Milano protagonista della moda italiana con 7,2 miliardi di euro, un settimo circa del totale nazionale. È seguita da Firenze (11,1% del totale) e da Vicenza (8,4%). Vengono poi Treviso, Prato, Reggio Emilia, Bologna, Verona, Biella, Como, Piacenza e Bergamo. Le crescite maggiori in un anno a Piacenza (+33,4%), Milano (+9,8%) e Venezia (+8,4%). Lombardia protagonista della moda con 13,7 miliardi di export, +5,5%, rappresenta più di un quarto del totale italiano. Oltre a Milano, leader in Italia, tra i primi 20 posti ci sono anche Como 10°, Bergamo 12°, Varese 14° e Mantova 18°. In forte crescita Pavia (+48,1%) e Lodi (+41,5%). La Lombardia esporta soprattutto articoli di abbigliamento per 4,8 miliardi (+4,7%), borse e pelletteria per 2,3 miliardi (+14,9%). Tra le province, oltre a Milano, medaglia d’oro per articoli di abbigliamento, per biancheria per la casa, tappeti, passamanerie e pellicce, si distinguono Mantova prima per maglieria, Como seconda per tessuti, Bergamo e Brescia quarta e quinta per filati, Bergamo seconda per biancheria per la casa, tappeti e passamanerie.





Alitalia, crescono i ricavi del traffico passeggeri

Crescono i ricavi di Alitalia nei primi cinque mesi del 2019: in questo periodo la compagnia italiana ha registrato un incremento del fatturato da traffico passeggeri dell’1,8% rispetto all’anno precedente. In aumento anche i ricavi totali che da gennaio a maggio di quest’anno sono cresciuti del 2,6% rispetto ai primi cinque mesi del 2018. Nel mese di maggio, i ricavi di Alitalia hanno registrato una lieve flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; un calo dovuto principalmente allo sciopero del trasporto aereo in Italia del 21 maggio scorso. L’impatto negativo è stato mitigato grazie alla performance dei voli intercontinentali che hanno registrato un aumento del 6,4% nei ricavi (con un fatturato di oltre 100 milioni di euro) e una crescita del 3,7% nel numero di passeggeri. Nei primi cinque mesi del 2019, il segmento dei collegamenti intercontinentali ha visto un incremento dei ricavi del 5,4% e dei passeggeri pari al 3,3%. Al 31 maggio, infine, la liquidità della Compagnia era pari a 467 milioni di euro (a cui vanno aggiunti i depositi), contro i 470 milioni di euro di fine aprile e i 506 milioni di euro disponibili all’inizio del 2019. 





Procedure infrazione, Di Maio: "Saremo responsabili, non fessi"

"Sarebbe un errore decidere di andare a elezioni anticipate in base a quello che dice l’Europa". Così il vicepremier Di Maio che tuttavia sottolinea: "Non voglio restare al governo a vivacchiare o a litigare", servono "cose concrete". Poi afferma: "Dobbiamo affrontare questa procedura di infrazione per tutelare i conti dell’Italia, ma anche per abbassare le tasse. Noi saremo responsabili ma non fessi". "Lealtà nei confronti degli italiani". E sul lavoro: entro fine anno "140 mila" posti, anche grazie a Dl Dignità e sgravi fiscali.





Salvini: “La manovra ci sarà se si tagliano le tasse, altrimenti…”

 "La manovra economica ci sarà, il governo ci sarà se scommette sulla scelta di tagliare le tasse". Queste le parole del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini in conferenza stampa a termine del Consiglio federale della Lega a Milano. "Se qualcuno dicesse facciamo la manovra e non tocchiamo le tasse, non la fanno con me la manovra economica" ha detto Salvini.





Luca Lotti si autosospende dal Pd. Lettera a Zingaretti

Luca Lotti si autosospende dal Pd, l’ex ministro annuncia la propria decisione su Facebook, rivolgendosi al segretario Nicola Zingaretti: 

"Ti comunico dunque la mia autosospensione dal PD fino a quando questa vicenda non sarà chiarita. Lo faccio non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro. No. Lo faccio per il rispetto e l’affetto che provo verso gli iscritti del PD, cui voglio bene e perché voglio dimostrare loro di non avere niente da nascondere e nessuna paura di attendere la verità".





L’Eurogruppo non cede e l’Italia finisce sul banco degli imputati

"L’Eurogruppo ha ascoltato le proposte della Commissione Ue sull’Italia e sostiene la richiesta di prendere le misure necessarie per rispettare le regole di bilancio"sono le parole del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. Poi il Commissario Moscovici: “Sull’Italia c’è un chiaro sostegno per la nostra analisi e il nostro approccio, ora continuiamo con il lavoro preparatorio che può portare alla procedura, restando pronti a valutare ogni elemento che l’Italia può portare. La porta è ancora aperta siamo in modalità di ascolto". 
"Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte, so che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti, e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare", ha affermato Moscovici. "E’ in questo spirito che dobbiamo avere scambi con le autorità italiane, in questo momento una procedura è giustificata, vogliamo evitarla, ma per farlo dobbiamo assicurare che le regole siano rispettate nel 2019 e 2020", ha aggiunto.

Poi il nostro ministro dell’Economia, Giovanni Tria: “Al commissario Moscovici anticiperò i nostri programmi per questo e l’anno prossimo, ma l’unico problema è che poiché siamo a metà anno non ci saranno documenti nuovi da far uscire ma dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo.”
Poi in merito all’azione concreta chiesta da Bruxelles all’Italia, "l’azione concreta" chiesta dalla Commissione Ue "è far vedere perché noi diciamo che possiamo arrivare ad un abbassamento previsto del deficit di 0,2 punti in meno. Dovremo dargli le cifre, da dove vengono", ha spiegato Tria, che poi ha definito i minibond una cattiva idea. L’Eurogruppo ha raggiunto nella notte un accordo sul bilancio della zona euro, dopo oltre dieci ore di negoziati. Secondo quanto si apprende, però, mancherebbero molti dettagli sul tipo e il livello di finanziamento.





Attacchi alle petroliere, riunione d’emergenza a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza Onu. Gli americani (documenti fotografici) accusano l’Iran

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà nelle prossime ore una riunione di emergenza a porte chiuse sugli ultimi attacchi contro due petroliere nel Golfo, su richiesta degli Stati Uniti. Lo hanno riferito fonti diplomatiche. Due navi cisterna, una norvegese e una giapponese, sono state bersaglio oggi di un attacco di origine indeterminata nel Mar Arabico, nel mezzo del Golfo, una regione già in tensione a causa della crisi tra gli Stati Uniti e l’Iran. Un mese fa, gli attacchi avevano già preso di mira quattro navi dagli Emirati Arabi Uniti. Intanto l’esercito americano ha pubblicato un video che mostra – a suo giudizio – una pattuglia dei Guardiani della Rivoluzione (il reparto di elite dell’esercito iraniano), che ritira una carica non esplosa dallo scafo di una delle petroliere attaccate ieri nel Golfo dell’Oman. Il comando centrale dell’esercito americano ha inoltre diffuso una foto che mostra l’ordigno. È molto insolito che documenti del genere siano desecretati, cosa che tende a dimostrare la determinazione degli Stati Uniti a convincere la comunità internazionale della responsabilità dell’Iran negli attacchi contro due petroliere nei pressi del distretto di Hormuz. Teheran ha respinto in giornata le accuse americane. Le due petroliere prese di mira, il Front Altair e il Kokuka Courageous, battenti rispettivamente bandiera delle Isole Marshall e di Panama, sono state sgomberate e i loro equipaggi messi in sicurezza. Le petroliere si trovano, da quando sono state abbandonate, nelle acque situate tra i Paesi del Golfo e l’Iran.Prima della nota dell’esercito americano, l’Iran ha detto – per voce della sua missione diplomatica all’Onu – di respingere “categoricamente le accuse infondate” degli Stati Uniti.





Salvini e la Sea Watch: “Sfida politica senza senso. Non ci facciamo dettare le regole…”

 

Quella della nave Sea Watch 3 “è una sfida politica senza senso”, ma i membri del suo equipaggio “non pensino di passarla liscia”. Lo ha detto il vicepremier, ministro dell’Interno e segretario della Lega, Matteo Salvini, durante un’intervista a Radio Cusano Campus. Sempre a proposito della nave con a bordo 53 migranti il ministro ha aggiunto che chi la guida sta “ciondolando, perdendo tempo e mettendo a rischio vite da ore e ore perché sono partiti da vicinissimi alla coste libiche ed è stata la stessa Ong a chiudere un porto sicuro alla stessa Libia che, per la prima volta, ha risposto positivamente e loro se ne sono fregati, poi erano vicini alla Tunisia e non ci sono andati, vicini a Malta e non ci sono andasti perché vogliono per motivi politici, per creare scontro politico, arrivare in Italia”.

“Si sono avvicinati a Lampedusa, abbiamo ovviamente e legalmente imposto fermi e divieti, ma non pensino di passarla liscia anche perché per questa loro sfida politica senza senso hanno a bordo 53 persone, non ci facciamo dettare le regole sull’immigrazione o imporre leggi contrarie a quelle approvate da governo e Parlamento da una Ong tedesca che usa una nave olandese evidentemente fuori legge”.

“È la terza volta che la stessa nave negli ultimi mesi ha lo stesso comportamento, è evidente che è una forzatura politica sulla pelle degli immigrati e disgraziato e io sono stanco quindi zero”. Quanto al salvataggio in mare dei migranti Salvini ha sottolineato che al posto della Sea Watch “stava intervenendo la guardia costiera libica che si era assunta la responsabilità dell’evento, è tutto scritto. Il problema è che l’Unione europea si svegli,mèche vangano bloccate a terrà queste partenze e che venga reso sicuro un porto libico, sotto il controllo delle autorità internazionali, ma stanno pisolando”.

 





Sisma del centro Italia 11,5 milioni per rimborsi di Tasi e Imu ai Comuni

11,5 milioni di euro per i comuni delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria colpiti dagli eventi sismici del 24 agosto 2016. È lo stanziamento previsto con decreto del ministro dell’Interno e del ministro dell’Economia e delle Finanze, che prevede un’anticipazione del rimborso del minor gettito dell’Imu e della Tasi per gli immobili inagibili. 

Ecco poi la valutazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Non dimentichiamo quanto successo e non sottovalutiamo le richieste di aiuto. A cittadini e amministratori locali dico: non vi lasciamo soli! È nostro dovere intervenire e tenere alta l’attenzione”.





Autostrade A 24 e A 25, anche Uncem contro i pesanti rincari dei pedaggi

Il Governo deve intervenire subito per bloccare gli aumenti dei pedaggi autostradali che scatterebbero dal primo luglio 2019. Su molte tratte, l’incremento della tariffa era stato congelato a dicembre 2018, dopo la mobilitazione di Uncem e di moltissimi sindaci. 

Su A24 e su A25 in particolare Uncem si unisce i Sindaci che nei giorni scorsi hanno presentato un dossier alla Camera dei Deputati. Su quelle direttrici servono lavori urgenti, ma non è accettabile un aumento del biglietto del 20 per cento. “E anche qui, il vero problema che Uncem denuncia da tempo – spiega il presidente Marco Bussone – è che ormai da anni, da tanti anni, ogni anno si sale. Gli aumenti sono stabili. Lo abbiamo scritto innumerevoli volte al ministro Toninelli negli ultimi 12 mesi senza mai ottenere risposta. Anomalo visto che nei nostri Comuni vivono migliaia di pendolari che potrebbero avere almeno sconti sui pedaggi, piuttosto che carnet. E comunque gli Enti locali sono ignorati dalle Società concessionarie. Apprendono degli aumenti attraverso i giornali. Fanno bene i sindaci di Abruzzo e Lazio, con il presidente Uncem Achille Bellucci, a scendere in piazza. Stiamo già pensando in diverse parti d’Italia a nuove forme di mobilitazione”.