Troppo pochi gli infermieri ed i reparti ospedalieri diventano ad alto rischio

Negli ospedali italiani, grandi o piccoli che siano, i reparti di pediatria sono sotto organico: gli infermieri sono troppo pochi e i pazienti aumentano così il loro rischio di morte. La denuncia è partita dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche che segnala come gli standard di sicurezza impongano che ogni operatore sanitario possa seguire massimo 4 pazienti. Attualmente, però, la media è di circa 6,6 degenti per ogni infermiere.

In particolare, si passa dai 6 pazienti per ogni operatore nella chirurgia a 3,5 nelle aree critiche come le terapie intensive o le rianimazioni, dove il rapporto dovrebbe essere di uno a uno. 
 
"Per ogni paziente extra il rischio di mortalità a 30 giorni aumenta del 7% - comunica l’associazione di categoria - Con due pazienti e mezzo in più arriva al 17-18%. Sommando poi i dati delle attività infermieristiche mancate, il rischio di mortalità per i bambini ricoverati arriva al 25-26%". 
 
I pochi infermieri presenti nei reparti devono poi impegnarsi anche in attività lontane dalle loro mansioni, come reperimento dei materiali e compilazione di moduli, a cui si aggiungono anche molti altri compiti burocratici. Oberati di lavoro, gli operatori sanitari si presentano per il 32% colpiti da "burnout", o sindrome da esaurimento emozionale. 
 
Francesco Ripa di Meana, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, sottolinea il ruolo fondamentale svolto dagli infermieri: "Senza il contributo dei professionisti e di un management all’altezza, il nostro Servizio sanitario nazionale sarebbe già naufragato da un pezzo". 
  
La carenza di personale medico-sanitario è un problema che da tempo affligge gli ospedali italiani. I disagi creati nei pazienti a volte sfociano in attacchi verbali e fisici nei confronti di medici e infermieri. L’ultimo caso, a Milano, dove due pazienti, esasperati dopo 12 ore di attesa nel Pronto soccorso del Fatebenefratelli, hanno sputato e minacciato di morte un infermiere.





Acquisti di carburanti in consorzio/cooperativa, Agenzia delle Entrate accoglie la linea proposta da Confartigianato

L’Agenzia delle Entrate si è finalmente pronunciata acconsentendo alla deducibilità e detraibilità dei carburanti acquistati tramite un Consorzio/cooperativa con l’osservanza di alcune cautele, accogliendo la proposta avanzata con consulenza giuridica da Confartigianato e da un’altra organizzazione di rappresentanza delle piccole imprese.

A seguito di numerose richieste provenienti da territori ed imprese interessate si è ritenuto opportuno chiedere all’Agenzia chiarimenti sugli obblighi introdotti con la Legge di Bilancio 2018, in tema di tracciabilità dei pagamenti relativi agli acquisti di carburante per autotrazione in presenza di rapporti di debito/credito fra i soggetti intervenuti nell’operazione.

Con la risposta del 12 giugno 2019, l’Agenzia ha confermato che è possibile la deducibilità dei costi e la detraibilità dell’IVA per l’acquisto dei carburanti e lubrificanti per autotrazione effettuati dagli autotrasportatori tramite Consorzi e cooperative, seppure con alcune cautele che rientrano, comunque, nelle modalità esecutive già poste in essere dagli operatori (Consorzi/cooperative e soci).

La fattispecie rappresentata da Confartigianato era quella di un Ente (consorzio o cooperativa) che provvede all’acquisto collettivo del carburante per autotrazione che viene ceduto (in genere a prezzi più contenuti) agli associati (soci del consorzio o cooperativa). Il pagamento del carburante non avviene puntualmente in relazione ad ogni singola fattura, bensì mediante compensazione tra crediti che gli associati vantano nei confronti dell’Ente (per i servizi svolti per conto dello stesso) ed i debiti relativi alle cessioni di carburanti effettuate a favore degli associati medesimi. Il risultato di tale rapporto di conto corrente espone il pagamento di una somma a favore di uno dei due soggetti, previa annotazione in un conto analitico.
A seguito dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti relativi agli acquisti di carburante, sia ai fini della deducibilità del costo che ai fini della detraibilità dell’IVA, introdotto con la legge di Bilancio del 2018 per garantire l’effettività dell’acquisto, era stato chiesto all’Agenzia delle Entrate di confermare la legittimità della modalità operativa sopra richiamata, considerato che tutte le fatture sono elettroniche e che gli importi non compensati formano oggetto di pagamento tra Ente e soci attraverso mezzi tracciabili.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che sebbene il pagamento del corrispettivo avvenga in un momento diverso rispetto alla cessione del carburante o sia effettuato dal soggetto passivo d’imposta in via mediata, la detrazione e la deducibilità sono riconosciuti qualora il pagamento sia riferibile al soggetto passivo secondo una catena ininterrotta di corresponsioni con strumento comunque tracciabili con una delle modalità previste dal provvedimento n. 73203/2018 (cioè, con un pagamento diverso dal contante).





Energia, gap incolmabile per le Pmi italiane rispetto ai competitor europei

 

 

L’analisi dell’ultimo aggiornamento di Eurostat sui prezzi dell’energia elettrica delle imprese evidenzia il persistere di un gap tra i prezzi pagati dalle piccole imprese italiane rispetto ai competitor europei. L’esame sui prezzi si è concentrato sul segmento rappresentativo delle piccole imprese con consumi fino a 500 MWh, in cui il consumo totale è di 78,3 TWh di cui il 25,8% fino a 20 MWh mentre si cumulano i tre quarti (74,2%) dei volumi di energia elettrica consumati tra 20 e 500 MWh, pur con una più limitata quota di punti di prelievo (11,8%).

Se consideriamo i prezzi unitari al netto dell’Iva, una piccola impresa italiana paga un prezzo di 17,83 c€/kWh euro al kWh, 1,92 c€ in più del prezzo pagato da una impresa di analoga dimensione nell’Eurozona, con un divario del 12,1%. Il divario di prezzo è determinato pressoché interamente (per il 94%) dagli oneri fiscali e parafiscali, dato che la differenza del prezzo al netto di tasse e oneri è di soli 0,10 c€/KWh. Nel complesso il maggiore costo dell’energia elettrica delle micro e piccole imprese ammonta a 1.502 milioni di euro, pari a 208 euro all’anno per ciascun punto di prelievo. Nel dettaglio il prezzo pagato nella classe di consumo fino a 20 MWh è di 22,03 c€/kWh e supera del 10,0% la media dell’Eurozona, mentre tra 20 e 500 MWh il prezzo è di 16,37 c€/kWh e diverge del 13,0% rispetto alla media di riferimento europea. Il prezzo dell’energia elettrica per la piccola impresa in Italia è il secondo nell’Unione europea, dietro alla Germania. Nel confronto con gli altri maggiori competitor nell’area a valuta comune, i prezzi pagati da una piccola impresa italiana superano del 7,8% quelli pagati da una omologa in Spagna e del 35,1% quelli pagati in Francia. In chiave dinamica va evidenziato che nel 2018 il divario dei prezzi tra Italia e area dell’euro ha registrato una riduzione a seguito di un calo dei prezzi per l’Italia del 3,7%, più accentuato rispetto al ribasso dello 0,7% rilevato in Eurozona.

In relazione ai prezzi dell’energia elettrica si registrano condizioni critiche di competitività per le piccole imprese nelle aree di confine. Sono tredici i territori di confine: partendo da ovest troviamo Imperia in Liguria, Cuneo, Torino e Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte e la Valle d’Aosta; a seguire Varese, Como e Sondrio in Lombardia, Bolzano, Belluno in Veneto e infine ad est Udine, Gorizia e Trieste in Friuli Venezia Giulia. Tre province – Udine, Bolzano e Aosta – confinano ciascuna con due paesi europei. In questi territori opera mezzo milione di piccole imprese con 1 milione e 282 mila addetti, pari all’11,8% del totale nazionale. Nei territori di confine si cumula il 13,4% dei consumi elettrici delle imprese italiane. Integrando i dati di Eurostat per i paesi dell’Unione europea con quelli pubblicati nell’ultima edizione Energy prices and taxes dell’Ocse per la Svizzera, si stima che il divario del costo dell’energia elettrica con i paesi confinanti è mediamente del 39%, con i prezzi per una piccola impresa in Italia che superano del 35% quelli di Austria e Francia, del 43% quelli della Svizzera e del 55% quelli della Slovenia.





Street Art, Infocamere raddoppia l’impegno, ma con innovazione e sostenibilità ambientale

Lo street artist Joys firma un’opera alta 24 metri sul muro della sede padovana dell’azienda.

Lo skyline della Zona Industriale di Padova si colora con i toni del blu e dell’azzurro grazie all’opera realizzata da Joys sull’imponente facciata del Data Center di InfoCamere, in occasione della prima edizione di Super Walls 2019 – Festival Biennale della Street Art di Abano Terme e Padova.

Padova, 12 giugno 2019 - Un’opera gigantesca, ben ventiquattro metri di altezza, caratterizzata da molteplici sfumature del blu - un omaggio ai colori dell’azienda che la ospita, InfoCamere – ma con un cuore verde, grazie all’impiego delle più avanzate tecnologie in fatto di vernici amiche dell’ambiente. A realizzare l’imponente murale è stato lo street artist padovano Joys, conosciuto a livello internazionale per il suo percorso di ricerca nel lettering. Per trasformare il muro di InfoCamere l’artista ha utilizzato la tecnologia italiana Airlite, le cui pitture, attivate dalla luce, sono note a livello internazionale per la capacità di purificare l’aria depurandola dall’88,8% dagli agenti inquinanti: ad ogni metro quadro di pittura corrisponde un metro quadro di foresta.

L’opera di Joys ‘dialoga’ con quella dipinta in un’altra area della sede dell’azienda nel settembre 2018 da Alessio-b e Zero Mentale - dal titolo “Blow with Sinapsi” - in cui il soffio di una bambina dà vita a geometrie di reti neurali. Il lavoro di Joys, in continuità cromatica con il precedente murale, sembra raccogliere quelle sinapsi per rappresentare suggestivamente i concetti di creatività e rigore, immaginazione e calcolo, spontaneità e metodo: elementi che, combinati insieme, sono fonte di idee innovative, come quelle che costituiscono il fulcro dell’attività di InfoCamere.

Le due opere fanno da cassa di risonanza alla vision aziendale – ha detto il direttore Generale Paolo Ghezzi - incentrata su un’idea d’innovazione che si traduce quotidianamente nello sviluppo di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, a supporto dell’azione del sistema camerale nazionale, per agevolare l’attività di imprenditori e pubbliche amministrazioni. Gli ideali, i valori e le aspirazioni che InfoCamere vuole condividere con la città di Padova attraverso la street art delineano la visione del futuro di InfoCamere, che non può prescindere da una prospettiva ecologicamente responsabile, senza la quale l’innovazione oggi è semplicemente impensabile”.





Food, Uniocamere registra un boom di ristoranti. In otto anni 30mila imprese in più

Food: è boom di ristoranti, 30mila imprese in più negli ultimi otto anni (+27,4%) Nel 2017 il giro d’affari delle società del settore ha toccato quota 11,6 miliardi di € Siracusa (+72%) guida lo sprint del Mezzogiorno: Sicilia +50%, Campania +40%
Roma da record: dal 2011 ogni giorno 1,3 aziende in più

Roma, 15 giugno 2019 – Più tempo trascorso fuori casa e lontani dal proverbiale ‘focolare domestico’, più curiosità verso i segreti culinari che fanno grandi gli chef in TV. Si disegna probabilmente tra questi due estremi il perimetro del “boom” della ristorazione che, da otto anni a questa parte, sta attraversando lo Stivale facendo crescere a ritmo sostenuto il numero delle aziende iscritte alle Camere di Commercio. Nel periodo analizzato, il tasso di crescita del settore della ristorazione ‘servita a tavola’ ha sfiorato complessivamente il 30%, corrispondente ad una media annua del 3,4% con punte del 6,3% in Sicilia e del 5% in Campania. E’ quanto emerge dall’analisi condotta Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese italiane tra il 31 marzo 2011 e il 31 marzo 2019 sulle imprese con attività nel settore della “ristorazione con somministrazione”.

Alla fine di marzo di quest’anno, le imprese del settore della “Ristorazione con somministrazione” hanno raggiunto le 142.958 unità, ben 30.724 in più rispetto alla stessa data del 2011. I protagonisti di questo universo vanno dal piccolo ristorante a conduzione familiare alla grande impresa di respiro globale, passando per le ormai diffusissime reti di franchising della cucina. A riprova della grande articolazione del comparto, i dati certificano una suddivisione sostanzialmente paritaria delle aziende tra società di capitale (il 32,6% del totale del totale), società di persone (il 31,7%) e imprese individuali (il 34,4%). Un’impresa su quattro è guidata da donne, mentre praticamente identica è la quota di presenza di imprese guidate da ‘under 35’ e da stranieri (rispettivamente 11,9 e l’11,5% del totale).

Nel periodo analizzato, la crescita si è concentrata per due terzi nelle regioni del Centro-Sud. Delle oltre 30mila realtà in più rilevate a marzo 2019, il 37% è localizzato nel Mezzogiorno e un altro 28% in quelle del Centro, per un incremento esattamente pari al 66% di quello complessivo. La vivacità maggiore si registra in Sicilia, dove tra 2011 e 2019 si è registrata una crescita del 50% (2.847 imprese in più), Campania (+39,8% corrispondenti a 3.661 realtà in più) e Lazio (+37,3% equivalente a 4.743 operatori in più). Da non trascurare anche il ruolo della Lombardia. Pur se assente dai primi posti della classifica della crescita, la regione italiana con il maggior numero di ristoranti stellati, con le sue 20mila realtà, può vantare il numero più alto di imprese del settore della ristorazione e il saldo più elevato in valore assoluto (+4.777 imprese) negli otto anni considerati.

A livello provinciale, leader indiscussa è Siracusa dove, tra marzo 2011 e marzo 2019, la voglia portare gli italiani a tavola si è tradotta in una crescita del 72% nel numero degli operatori, pari ad un impressionante ritmo del 9% in media all’anno. Con l’eccezione di Milano (al terzo posto con un aumento del 64% nel periodo) le prime cinque piazze della graduatoria sono occupate da altre province siciliane: Catania, Palermo e Trapani, tutte oltre la soglia del 50% di crescita negli otto anni. All’estremo opposto, due sole le province (Enna e Aosta) in cui la platea della ristorazione, nell’intervallo 2011-2019, si è ristretta.





Navigator, partita la corsa dei 500mila candidati

E’ partito questo martedì di buona mattina il maxi-concorso per gli aspiranti navigator: i cancelli della Fiera di Roma si sono aperti alle 7:45 per i candidati che oggi sosterranno la prima selezione del concorso (ce ne sarà un’altra nel pomeriggio dalle 14:30 e poi altre due al giorno fino a venerdì).

La maggior parte arriva direttamente col treno, in molti hanno viaggiato di notte - soprattutto dal Sud - quasi tutti sono con trolley al seguito, visto che ripartiranno appena avranno terminato la prova. Tantissimi sono accompagnati da amici e parenti (che li aspettano sulle poche sedie previste, altri si mettono seduti per terra o sui marciapiedi), molti hanno con sé i figli nel passeggino e alcuni anche il cane al guinzaglio. Su circa 54.000 candidati ammessi alla prova, nel primo turno mattutino di oggi ne erano previsti 9.000 ma se ne sono presentati sicuramente di meno. La fila dei candidati, almeno all’esterno della Fiera, è stata sempre abbastanza scorrevole, fino agli ultimi ritardatari entrati proprio pochissimi minuti fa. La prova durerà 100 minuti, tempo che i candidati avranno a disposizione per rispondere alle 100 domande del quiz. La scelta dei navigator è di fatto un maxi-concorso. Per una occupazione a tempo, che servirà a trovare il lavoro a chi non ce l’ha e per questo percepisce il reddito di cittadinanza. La sfida, per chi si è candidato, passa attraverso 100 domande a risposta multipla. Non solo cultura generale e quesiti psicoattitudinali, ma anche domande di logica e informatica, economia aziendale, politica e mercato del lavoro e perchè no, soprattutto sul reddito di cittadinanza.





Merletti (Confartigianato): “Va bene la flat tax ma accompagnata da una lotta seria alle grandi sacche di evasione”

Tanti i temi al centro dell’Assemblea annuale della Confartigianato, Al centro dei pensieri dei piccoli imprenditori è naturalmente il sistema della tassazione. La pressione fiscale "è sempre il nemico numero uno: nel 2019 il carico fiscale in Italia arriva al 42,4% del Pil rispetto al 41,3% dell’Eurozona". Il "tax spread" è pari a 19 miliardi di tasse pagate in più della media dell’Eurozona, "pari ad un maggior prelievo di 314 euro per abitante". Sono le parole del presidente, Giorgio Merletti, dicendosi favorevole alla flat tax, ma accompagnata da una lotta alle "grandi sacche" di ’evasione. La situazione è "surreale": su una popolazione residente di 60 milioni, 30 milioni "non pagano nemmeno 1 euro!".
    Secondo il Rapporto degli Ufficio Studi di Confartigianato sulla qualità della vita delle imprese europee, l’Italia è tra i peggiori d’Europa anche per la tassazione sull’energia che fa pagare alle piccole imprese una bolletta elettrica più cara di 1,5 miliardi rispetto alla media europea.
    Il gap con l’Europa riguarda anche gli investimenti pubblici fissi lordi: per il 2019 l’Italia investe 11 miliardi in meno rispetto alla media dell’Eurozona. Le cose non vanno meglio per il credito: a fine 2018 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti dell’1,1%. In particolare, in dodici mesi le imprese artigiane hanno ricevuto 3,9 miliardi in meno di prestiti.
    Ritardi anche sul fronte dell’efficienza della pubblica amministrazione: per l’84% degli imprenditori la complessità della burocrazia ostacola l’attività dell’azienda e soltanto il 29% degli italiani si dichiara soddisfatto dei servizi pubblici, contro la media europea del 45%. In particolare, a farsi attendere è la giustizia civile: per risolvere dispute commerciali le imprese devono attendere 1.120 giorni, quasi il doppio rispetto alla Ue. E per ottenere permessi di costruzione di un magazzino un’impresa deve aspettare 228 giorni rispetto ai 153 giorni della media Ue.

Alla Confartigianato è arrivato anche il messaggio del Capo dello Stato Mattarella: "Assicurare la solidità dei conti è essenziale per la tutela del risparmio e l’accesso al credito, per sostenere l’economia reale e lo sviluppo di nuovi progetti per la valorizzazione dei nostri territori, per creare lavoro di qualità e una crescita inclusiva".





In tanti hanno voluto salutare Franco Zeffirelli. Lutto cittadino a Firenze

Sono terminate con un lungo applauso e con le note di ’Dolce sentire’ il canto tratto dal suo film ’Fratello sole, sorella luna’ su San Francesco, le esequie di Franco Zeffirelli, celebrate nella cattedrale di Santa Maria del Fiore dall’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. Un migliaio di persone ha voluto rendere l’ultimo omaggio al regista fiorentino scomparso sabato scorso all’età di 96 anni. Il feretro di Franco Zeffirelli, prima del rito di saluto in Cattedrale, aveva lasciato la camera ardente di Palazzo Vecchio che in poco più di 24 ore ha accolto migliaia di persone per l’ultimo saluto al regista fiorentino. Un flusso continuo di cittadini ha reso omaggio al grande regista e uomo di immensa cultura. Poi i tanti riconoscimenti al ruolo svolto dal grande intellettuale: "Oggi è una giornata triste come quella di ieri, Firenze sta restituendo al Maestro tutto ciò che lui ha dato alla città". Sono le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella parlando con i giornalisti prima di entrare in Duomo per i funerali di Franco Zeffirelli. "Oggi sono attese tante personalità - ha aggiunto Nardella - perché Zeffirelli ha portato Firenze nel mondo e il mondo a Firenze".

Per il giorno del funerale Il sindaco Dario Nardella ha proclamato il lutto cittadino per rendere omaggio "a uno dei più grandi esponenti della cultura mondiale", un fiorentino dal carattere "verace" e una "passione instancabile per il lavoro e per la sua città dove tornava appena poteva, dove ha creato il centro-museo che custodisce il suo patrimonio artistico e dove sarà sepolto". Dopo la cerimonia funebre in Cattedrale, la salna del regista è stata tumulata nella cappella di famiglia al cimitero monumentale delle Porte Sante, a San Miniato al Monte, dove riposano altri fiorentini illustri: da Carlo Lorenzini (meglio conosciuto come Carlo Collodi) a Vasco Pratolini, da Giovanni Spadolini a Paolo Poli.




L’avvertimento di Draghi (Bce) ai Paesi più esposti con il debito

“Ricreare spazio fiscale aumentando l’output potenziale attraverso riforme e investimenti pubblici e rispettando le regole fiscali europee aiuterà a mantenere la fiducia degli investitori nei paesi con un alto debito pubblico, bassa crescita e uno spazio fiscale limitato”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in un discorso pronunciato al Ecb Forum in corso a Sintra.

“Nell’ultimo decennio il fardello dell’aggiustamento macroeconomico è toccato sproporzionatamente alla politica monetaria – ha spiegato – Abbiamo persino visto esempi in cui la politica fiscale è stata pro-ciclica andando in direzione contraria allo stimolo monetario. La politica di bilancio deve giocare il suo ruolo”.




E sui minibot si apre un nuovo duello tra Salvini e Tria

I minibot “non solo sono nel contratto di governo ma sono anche stati votati dalla Camera dei deputati” e per questo sono strumento da utilizzare. Sono queste le parole pronunciate questa mattina dal ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini,: “Sono uno strumento per pagare i debiti delle imprese”. Ma Tria, che vigila sulle casse dello Stato reagisce immediatamente: “Su questo argomento voglio essere chiaro, non penso che i minibot saranno introdotti”, ha detto Giovanni Tria, parlando agli investitori riuniti a Londra da Euromoney, come riporta Bloomberg.

“Stiamo cercando di ottenere un accordo con la Commissione europea. Questo Governo è più prudente di quello precedente. Non date retta ai rumori elettorali”, ha detto ancora.





Lega-M5S, nuovo braccio di ferro sulle priorità di flat tax e salario minimo

Nuovo braccio di ferro tra M5S e Lega su altri due cavalli di battaglia dei due azionisti di maggioranza del Governo: salario minimo (M5S) e flat tax (Lega). Salvini fissa subito i paletti:“La priorità è la flat tax. La priorità – ha detto il ministro dell’Interno – è il taglio delle tasse”, poi il salario minimo.

Al centro della prossima manovra economica ci sarà un pesante taglio delle tasse, ha assicurato il vicepremier leghista.

“L’Italia – ha aggiunto – è vista come un grande Paese e quindi si aspettano da noi che si torni a correre e a lavorare, a credere nel futuro, a sognare in grane: l’unico modo per farlo è tagliare pesantemente le tasse e ci stiamo lavorando giorno e notte”.

E ancora: “Parleremo con gli amici del governo, abbiamo le idee molto chiare, sarà il centro della prossima manovra economica.

Penso che possa interessare anche ai mercati, agli investitori, all’Unione europea avere un’Italia forte, un’Italia che cresce, che costruisce, che investe”, ha concluso.

 

Di Maio però, pur prendendo in seria considerazione la proposta leghista, fa sapere anche della priorità irrinunciabile del salario minimo: “Bisogna restituire dignità a milioni di lavoratori sottopagati, ma al contempo occorre aiutare anche le imprese uccise dalle tasse” ha detto il vicepremier, precisando che le due proposte, sul salario e sulla riduzione del cuneo, viaggeranno su binari paralleli. Poi l’apertura al leader leghista: “La Flat tax si farà e sarà rivolta al ceto medio. L’abbassamento delle tasse è indispensabile e vogliamo rilanciare la nostra economia. Quindi su questo punto avanti come un treno”.

“Il governo va avanti, noi non tradiamo la parola data ai cittadini. Siamo leali e dobbiamo completare punto dopo punto tutto il contratto di governo”, ha concluso il vice premier nell’incontro con i ministri Cinquestelle. Poi c’è da dire però che proprio sul salario minimo si abbattuto il parere negativo dell’Ocse: “ La retribuzione minima “non è la soluzione alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro italiano”. Sono le parole di Andrea Garnero, economista del dipartimento lavoro e affari sociali dell’Ocse, nel corso di un’audizione sul tema in commissione Lavoro alla Camera. “E’ uno strumento legittimo, interessante, con alcune potenzialità ma anche con alcuni limiti”. Un salario orario minimo fissato a 9 euro lordi sarebbe al momento “il più elevato tra i Paesi Ocse” e “anche della maggioranza dei contratti collettivi esistenti” ha aggiunto Garnero. La cifra di cui si parla in Italia è, precisa l’economista, “molto elevata”. 





Platini in stato di fermo. Accuse di corruzione nell’assegnazione dei Mondiali del Qatar

Michel Platini  è stato fermato dalla polizia in Francia. La vicenda riguarda le procedure di attribuzione mondiali del 2022 in Qatar: l’ex presidente dell’Uefa viene interrogato, presso gli uffici della polizia giudiziaria di Nanterre dove si trova in queste ore, nell’inchiesta su "presunti atti di corruzione attiva e passiva di dipendenti non pubblici", aperta dalla Procura nazionale per i reati finanziari (Pnf). A darne notizia è stato il sito di informazione francese Mediapart, confermata poi da altri media d’oltralpe. Con ogni probabilità gli investigatori avrebbero trovato, vista la gravità del provvedimento, prove certe nei confronti dell’ex star del cacio mondiale. Insieme all’ex campione della Juventus e capitano della nazionale francese è stata posta in stato di fermo anche Sophie Dion, consigliera allo Sport di Nicolas Sarkozy all’epoca in cui questi era presidente della Repubblica. Un altro fedelissimo dell’ex presidente, Claude Guéant, ex ministro dell’Interno ed ex segretario generale dell’Eliseo durante la presidenza Sarkozy, è stato interrogato a piede libero. I tre, riferisce Le Monde, erano stati convocati dall’Ufficio centrale per la lotta alla corruzione e le infrazioni finanziarie e fiscali. Platini, già sospeso dalla Fifa per "violazione del codice etico" fino a ottobre, doveva inizialmente essere ascoltato come testimone. L’inchiesta del Pnf ha preso il via nel 2016 e Platini - che ha ammesso in passato di aver votato in favore del Qatar nel dicembre del 2010 - era già stato ascoltato come testimone nel 2017. Il Pnf, sottolinea Le Monde, si interessa in particolare al pranzo organizzato il 23 novembre 2010 all’Eliseo, in presenza di Sarkozy, Platini, dell’attuale emiro qatarino Tamim Ben Hamad Al Thani e dell’allora primo ministro Hamad Ben Jassem. A quel pranzo, continua Le Monde citando proprie fonti, erano presenti anche Dion e Guéant.





Povertà assoluta, nel vortice 1,8 milioni di famiglie. Nessun miglioramento rispetto al passato

Non ci sono miglioramenti apprezzabili sullo stato della povertà in Italia. La certificazione di questa enorme sacca di disagio è stata data questa mattina dall’Istat. Nel 2018, si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4%). Non si rilevano variazioni significative rispetto al 2017 nonostante il quadro di diminuzione della spesa complessiva delle famiglie in termini reali. In gran parte questo si deve al fatto che soltanto le famiglie con minore capacità di spesa (a maggiore rischio di povertà) mostrano una tenuta dei propri livelli di spesa, con un conseguente miglioramento in termini relativi rispetto alle altre. Al netto dell’inflazione registrata nel 2018 (in media nazionale pari a +1,2%), utilizzando, quindi, gli indici 2017 di prezzo nel calcolo delle soglie, l’incidenza complessiva in termini di famiglie sarebbe stata pari a 6,8%. L’intensità della povertà, cioè quanto la spesa mensile delle famiglie povere è mediamente sotto la linea di povertà in termini percentuali, ovvero “quanto poveri sono i poveri”, si attesta nel 2018 al 19,4% (era il 20,4% nel 2017), da un minimo del 18,0% nel Centro a un massimo del 20,8% al Sud.

L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma notevolmente superiore nel Mezzogiorno (9,6% nel Sud e 10,8% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni (6,1% nel Nord-Ovest e 5,3% nel Nord-est e del Centro). Analogamente agli anni passati, questo fa sì che, sebbene la quota di famiglie che risiede nel Nord sia maggiore di quella del Mezzogiorno (47,7% rispetto a 31,7%), anche nel 2018 il maggior numero di famiglie povere è presente in quest’ultima ripartizione (45,1% contro 39,3% del Nord). Nel Centro si trova il restante 15,6% di famiglie povere.

Le famiglie in condizioni di povertà relativa nel 2018 sono stimate pari a poco più di 3 milioni (11,8%), per un totale di individui di quasi 9 milioni (15,0%). Rispetto al 2017, il fenomeno si aggrava nel Nord (da 5,9% al 6,6%), in particolare nel Nord-est dove l’incidenza passa da 5,5% a 6,6%. Il Mezzogiorno, invece, presenta una dinamica opposta (24,7% nel 2017, 22,1% nel 2018), con una riduzione dell’incidenza sia nel Sud (da 24,1% a 22,3%) sia nelle Isole (da 25,9% a 21,6%).

A livello individuale, il lieve calo in media nazionale (da 15,6% a 15,0%) è sintesi di dinamiche contrastanti nelle ripartizioni (da 7,4% a 8,6% nel Nord-est; da 30,8% a 25,7% nelle Isole). Su scala territoriale, Calabria (30,6%), Campania (24,9%) e Sicilia (22,5%) si confermano le regioni con la maggiore incidenza.





Mattarella a Confartigianato: “Essenziale la solidità dei conti pubblici, per sostenere risparmio e accesso al credito”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, il seguente messaggio:
“Rivolgo un cordiale saluto a tutti i partecipanti all’Assemblea annuale di Confartigianato, imprenditori e artigiani che si impegnano con passione nel proprio lavoro, condizione fondamentale per esercitare una cittadinanza attiva e contribuire al benessere della comunità.
In un contesto di persistenza di rischi e incertezza, anche a livello internazionale, serve una visione chiara del futuro e uno sforzo condiviso per rilanciare la fiducia e gli investimenti.
Infrastrutture, materiali e immateriali, conoscenza e formazione, come pure le connessioni - indispensabili nell’economia digitale - sono cruciali per sostenere la competitività e consentire anche alle piccole imprese e agli artigiani, pilastro della nostra economa e della nostra tradizione, di sviluppare metodi produttivi innovativi e accedere a nuovi mercati. 
Assicurare la solidità dei conti è essenziale per la tutela del risparmio e l’accesso al credito, per sostenere l’economia reale e lo sviluppo di nuovi progetti per la valorizzazione dei nostri territori, per creare lavoro di qualità e una crescita inclusiva.
I corpi intermedi e le associazioni di rappresentanza svolgono un ruolo determinante nel tessuto sociale e democratico del paese e possono esprimere una sintesi di istanze diffuse per il bene collettivo e delle prossime generazioni. Con questo spirito invio a tutti i partecipanti i miei più cordiali auguri di buon lavoro”.





Moavero (Esteri): "Sulle nomine Ue non ci sono preconcetti sull’Italia"

Nella partita delle nomine nell’Unione Europea non c’è alcun tipo di "atteggiamento negativo preconcetto" o "desiderio di emarginare" l’Italia. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, al suo arrivo al Consiglio Affari Generali a Lussemburgo. Capi di Stato e di governo nel vertice di giovedì e venerdì, cercheranno di raggiungere un accordo. Un accordo sulle nomine "dipenderà dalla dinamica tra i leader", ha aggiunto Moavero.





Camilleri non è cosciente ma le sue condizioni sono stabili

“Le condizioni sono stazionarie, ma critiche. La prognosi è riservata, il paziente non è cosciente". E’ l’ultimo bollettino medico sulle condizioni di Andrea Camilleri, ricoverato al Santo Spirito di Roma, dopo un arresto cardicircolatorio. "Il paziente è in assistenza con supporto respiratorio meccanico e farmacologico e sedazione farmacologica", ha aggiunto il dottor Ricci, direttore del Dea dell’ospedale.





Ricostruzione di Ponte Morandi, arresti al vertice di una società ’infiltrata’ dalla camorra

La Direzione Investigativa Antimafia di Genova ha eseguito in Liguria e Campania 2 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale, su richiesta della Dda di Genova, nei confronti dell’amministratore di fatto (ritenuto contiguo a elementi inseriti in organizzazioni camorriste) della Tecnodem Srl di Napoli -società già impegnata nella demolizione del ponte Morandi- e di una donna considerata prestanome nell’ambito della società. In corso perquisizioni e sequestri preventivi. A maggio l’azienda era stata già estromessa da un subappalto. Nell’azione di contrasto alle possibili infiltrazione mafiose, è stato dato un grande peso ed i riflettori dell’anticrimine si sono accesi su tutti i protagonisti che rutotano intorno alla demolizione ed alla ricostruzione dell’opera. 





Auto, a maggio vendite stabili in UE

Il mercato continentale dell’auto chiude il mese di maggio con un segno positivo. Le immatricolazioni nell’Europa dei 28 più Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) -secondo i dati dell’associazione costruttori dell’auto sono state 1.443.708, lo 0,04% in più dello stesso mese 2018. Nei primi 5 mesi del 2019 sono state vendute 6.935.028 vetture, con un calo del 2% sull’analogo periodo dell’anno scorso. Flessione dell’8,3% (a 101.244 unità) per le vendite del gruppo Fca in Europa (Ue+Efta) a maggio. La quota di mercato scende al 7% dal 7,7% di maggio.





Turisti e viaggiatori stranieri in Italia, nel 2018 hanno speso di più (+6,5%)

Secondo la consueta e periodica indagine condotta dalla Banca d’Italia sul turismo internazionale, lo scorso anno la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è aumentata a un tasso sostenuto (6,5%) - raggiungendo quasi 42 miliardi di euro - sospinta dai turisti provenienti dall’Europa e dal Nord America. La spesa dei viaggiatori italiani all’estero è cresciuta in modo meno marcato (3,8%). Ne è derivato un aumento dell’avanzo della bilancia dei pagamenti turistica (0,9% del Pil da 0,8 nel 2017), che prosegue una tendenza in atto dall’inizio del decennio. Il buon andamento delle entrate per viaggi internazionali del nostro paese ha determinato una crescita della quota di mercato mondiale dell’Italia. Alla positiva dinamica delle entrate turistiche dell’Italia nel 2018 ha contribuito l’aumento della spesa dei viaggiatori provenienti dalla Germania, dalla Francia e soprattutto dal Regno Unito, paesi da cui deriva oltre un terzo delle entrate, oltre che dagli Stati Uniti, il maggior importatore di servizi turistici dall’Italia esterno all’Ue.
   





Salvini avverte Tra sui mini bot: "Se ha una idea diversa la esponga"

"Chi vuole fare il ministro di questa squadra sa che il taglio delle tasse è la priorità", dice il vicepremier Salvini, parlando di Tria."Tagliare le tasse non è un mio capriccio, è un’emergenza". "I Minibot sono uno strumento, un mezzo per pagare i debiti dello Stato. Se il ministro ha un’idea diversa, la porti al tavolo, altrimenti si fa quello che c’è nel contratto di governo". Commentando poi le parole di Mattarella sulla necessità di avere "solidità dei conti": "I conti sono in disordine per le regole di austerità dell’Europa".





Di Maio: "I mini bot?Obiettivo è pagare i debiti dello Stato"

"Non mi affeziono a un nome in particolare", dice il vicepremier Di Maio riguardo ai Minibot, "ma il nostro obiettivo è pagare i debiti dello Stato". Sulla procedura d’infrazione UE: "Affronteremo il tema con responsabilità, non vogliamo andare allo scontro. Ma rivendichiamo il diritto di parlare del cuneo fiscale. Se non se ne può parlare perché si alza lo spread, allora facciamo un’agenzia di rating a Palazzo Chigi e noi ce ne andiamo", aggiunge. Rispetto all’evasione fiscale: "I grandi evasori devono andare in galera", ribadisce.





Scuola, il ministro Bussetti annuncia 100mila assunzioni. Concorsi ogni due anni

"Completeremo il quadro delle assunzioni con 72 mila docenti, ai quali aggiungeremo quelli di sostegno. Inoltre ogni due anni ci saranno concorsi. Entro il 2023 saranno 100 mila le assunzioni. Vogliamo tenere fede agli impegni presi a inizio del nostro mandato di governo". Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, intervenendo alla videochat del Tg1. L’emendamento che riguarda i precari con più di 3 anni di servizio è quasi pronto, ha infine detto il ministro.





Trump ne ha per tutti. Ora tocca a Mario Draghi (Bce)

"Mario Draghi ha appena annunciato il possibile arrivo di altri stimoli, facendo immediatamente calare l’euro contro il dollaro, e rendendo ingiustamente più facile per loro competere con gli Stati Uniti. Sono anni che lo stanno facendo, insieme alla Cina e ad altri". Lo ha twittato il presidente Usa, Donald Trump.





Andrea Camilleri, nuovo Bollettino: "Fibra forte, è stabile"

"La forte fibra del paziente ci consente di proseguire, come programmato, l’iter diagnostico-terapeutico, con l’intento di supportare e stabilizzare la funzione degl organi vitali". Così il nuovo bollettino medico sulle condizioni dello scrittore Andrea Camilleri, 93 anni, ricoverato da ieri in rianimazione al Santo Spirito di Roma, dopo un arresto cardiocircolatorio. "Le condizioni cliniche sono stazionarie, ma sempre critiche", aggiunge il direttore del Dea dell’ospedale, Ricci. "La prognosi rimane riservata".





Platini, parla il legale e smentisce quasi tutto: "Nessun arresto, solo testimone"

"Michel Platini non è stato arrestato, ma è stato interrogato come testimone in un quadro giuridico voluto dagli inquirenti che impedisce a tutte le persone ascoltate di potersi consultare al di fuori del procedimento". E’ la precisazione dell’avvocato William Bourdon, il legale che assiste l’ex presidente dell’Uefa. "Platini ha risposto con serenità e precisione a tutte le domande, comprese quelle sull’assegnazione di Euro 2016- continua Bourdon- e fornito spiegazioni utili. Non ha nulla di cui vergognarsi, è estraneo ai fatti ed è assolutamente fiducioso su quello che succederà dopo".





Borghi (Lega) sui mini bot: "Se Tria non li ha capiti glieli spieghiamo noi"

"Ci vuole una grande pazienza, non so perché la pensi così, quando potremo fare una riunione gli spiegheremo che non è così. Il Ministro dell’Economia deve fare quel che il programma di governo, che lui ha visto e sottoscritto. Tria non li ha ancora capiti. Non sono illegali, perché nessuno è obbligato ad accettarli. Gli faremo cambiare idea". Lo dice Claudio Borghi, deputato della Lega e presidente della Commissione Bilancio alla Camera.





Vertice Usa-Cina al G20. Trump e Xi si incontreranno in Giappone

"Ho avuto una buona telefonata con il presidente cinese Xi. Ci incontreremo la settimana prossima al G20 del Giappone" Così su Twitter il presidente Usa Trump "I nostri team cominceranno i colloqui prima del nostro incontro", ha spiegato. Si riaccendono così le speranze di un accordo commerciale tra Usa e Cina, dopo la guerra dei dazi avviata da Trump. A maggio Washington ha annunciato un aumento dal 10 al 25% su 200 mld di dollari d’importazioni cinesi. Pechino ha risposto alzando al 25% i dazi su 60 mld d’importazioni dagli Usa.





Confronto con l’Ue, mercoledì il discorso del Premier Conte alla Camera

Domani (mercoledì 19 giugno) alla Camera l’informativa del premier Conte in vista del Consiglio europeo. Prima delle sue comunicazioni, è previsto un vertice a Palazzo Chigi sul negoziato con l’Ue sui conti pubblici a cui parteciperanno, a quanto si apprende, i due vicepremier Salvini e Di Maio e il ministro dell’Economia, Tria. Intanto Conte insiste: l’Ue non deve sottostare alla "prevalenza della finanza". E poi aggiunge: "Mai stata discussa l’uscita dall’euro, noi siamo i migliori europeisti proprio perché non abbiamo un approccio fideistico".