Monitorate e controllate dai droni le aree a rischio del Lazio

 

Le aree a rischio del Lazio saranno presto monitorate dai droni. E’ questo l’obiettivo del nuovo progetto “Utilizzo sperimentale di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) per il monitoraggio e la tutela del territorio della Regione Lazio", che sarà realizzato sulla base del protocollo stipulato nei giorni scorsi tra il Consiglio regionale del Lazio e la società specializzata romana U-Avitalia. In pratica, tramite il volo di un drone dotato di sofisticati sensori, saranno acquisiti dati e immagini di alcune aree a rischio del territorio regionale. Per quanto riguarda le zone a rischio sismico, è prevista la rilevazione termica, la mappatura e la classificazione dello stato di conservazione delle coperture in amianto. In programma anche la rilevazione e il monitoraggio di fenomeni franosi e di rischio idraulico, oltre alla rilevazione e al monitoraggio dello stato di tratti della costa del territorio regionale a elevato rischio erosione. Il protocollo d’intesa, che non prevede oneri finanziari per la Regione, è stato sottoscritto da Sergio Pirozzi, presidente della XII Commissione, e dal presidente di U-Avitalia, Donatello Gianni. La prima campagna di voli interesserà la zona costiera di Anzio e sarà avviata entro la fine di giugno.

 

Queste attività di monitoraggio con droni rientrano nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla tutela del territorio e la mappatura del rischio approvata dalla XII Commissione del Consiglio regionale del Lazio. La società U-Avitalia si è resa disponibile ad effettuare a titolo gratuito, avvalendosi dell’apporto tecnico della società Aerodron di Parma, un’attività sperimentale volta a dimostrare le potenzialità di utilizzo dei SAPR in queste attività di monitoraggio e tutela del territorio. I voli di rilevamento saranno effettuati utilizzando un “senseFly eBee”, drone ad ala fissa per rilievi aerofotogrammetrici, pesante solo 700 grammi, con quasi 45 minuti di autonomia e gran resistenza al vento, capace di effettuare rilievi fino a 1.000 ettari in un singolo volo. Questo drone è dotato di una camera fotografica da 22MP, in grado di riprendere immagini con una risoluzione a terra fino a 3 cm per pixel, utilizzabili per il monitoraggio del territorio e delle coste e per la mappatura delle coperture in fibrocemento contenenti amianto. 

 

“Questo progetto è particolarmente importante per il Lazio, perché permetterà di agire finalmente in maniera incisiva sui grandi rischi nella nostra Regione”, ha dichiarato il presidente della XII Commissione, Sergio Pirozzi, “facendone un modello da imitare, grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie”.

 

“Siamo lieti di avviare questa collaborazione con la Regione Lazio, che fornirà dati di grande precisione sulle aree a rischio”, ha sottolineato il presidente di U-Avitalia, Donatello Gianni. “Questa iniziativa avrà uno scopo dimostrativo, al fine di proporre successive attività che vedano l’impiego di droni a favore dei Comuni della Regione, ad esempio per la pianificazione urbanistica, la preservazione del demanio, la tutela del territorio per i rischi idrogeologici e gli interventi di prevenzione per eventuali catastrofi naturali. I dati raccolti consentiranno alle Autorità locali di pianificare gli interventi a tutela del territorio in modo tempestivo e con maggiori economie”.





Ecco come le piante resistono e si difendono dalla siccità. La scoperta dei ricercatori dell’Università di Padova

La scoperta di un’equipe di ricercatori dell’Università di Padova

Le piante fronteggiano la siccita’ grazie a messaggeri come il calcio e a una proteina speciale che ne facilita l’adattamento di fronte alla carenza idrica. La scoperta, italiana, pubblicata sulla rivista Nature Plants dal gruppo dell’università di Padova coordinato da Lorella Navazio e Ildiko Szabo.

"Le piante capiscono i cambiamenti che si verificano intorno a loro, attraverso dei messaggeri, come il calcio", ha spiegato all’agenzia nazionale Ansa. Per questo, prosegue, "abbiamo fatto uno studio sui canali di calcio che si trovano negli organelli fondamentali per la fotosintesi, i cloroplasti". I ricercatori hanno capito in questo modo che queste strutture interne alla cellula "aiutano le piante ad adattarsi ai cambiamenti climatici, in particolare allo stress idrico causato dalla carenza d’acqua, agendo un po’ come dei sensori delle condizioni ambientali avverse".

I cloroplasti ’dialogano’ infatti con il nucleo della cellula per concordare insieme le risposte che permettono alle cellule e all’organismo di crescere e riprodursi. Sono i cloroplasti ad avvertire il nucleo che c’è un pericolo ogni volta che avviene una variazione nelle condizioni esterne. In questo modo la cellula può attivarsi in modo da rispondere ai cambiamenti nel modo migliore. A facilitare questa reazione è la proteina chiamata cMcu, la cui funzione è trasportare il calcio, scoperta dai ricercatori di Padova nella pianta più studiata dai genetisti, la Arabidopsis thaliana.

Gli esperimenti hanno dimostrato che le piante prive di questa proteina fanno più fatica a difendersi dalla carenza d’acqua e sopravvivono a stento a lunghi periodi di siccità. Le piante in cui la proteina è attiva hanno invece "un grado diverso di adattamento allo stress idrico". Per questo, conclude la ricercatrice, "i risultati di questa ricerca aprono nuovi orizzonti allo studio della resistenza delle piante alla siccità e potrebbero aiutare ad ottenere piante, come grano o riso, più resistenti alla carenza d’acqua".





Camilleri, i medici: "Condizioni sempre critiche ma stabili"

"Dall’ultimo bollettino medico delle 17.00 di ieri, non si sono verificate variazioni significative delle condizioni cliniche dello scrittore Andrea Camilleri, che permangono critiche. Continua il monitoraggio, il supporto intensivo delle funzioni vitali e il percorso diagnostico-terapeutico programmato". Lo dicono fonti dell’Asl Roma 1 che diramera’ il prossimo bollettino tra 24 ore.





Commercio estero, Coldiretti: avanti forte l’alimentare Made in Italy (+13,3%)

Volano le esportazioni dell’alimentare nazionale che fanno registrare un balzo del 13,3% che per dimensione del settore e tasso di crescita traina l’intero Made in Italy. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati sul commercio estero dell’Istat ad aprile rispetto allo scorso anno. Si tratta in realta’ - sottolinea la Coldiretti - del consolidamento del successo dell’alimentare nazionale nel mondo che nei primi quattro mesi dell’anno fa registrare un aumento record dell’8%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A spingere la domanda estera dell’alimentare nazionale e’ - precisa la Coldiretti - il boom fatto registrare per le esportazioni in Usa dove si registra un aumento del 16,6% nonostante il clima di incertezza legato ai dazi minacciati dal presidente Trump contro una serie di prodotti europei. Buoni risultati ad aprile - continua la Coldiretti - anche in Europa con aumenti del 13,7% in Germania e del 7,4% in Francia mentre rallenta l’andamento in Gran Bretagna con un +2,9% sotto la pressione della Brexit. Tra i mercati emergenti - precisa la Coldiretti - si segnala un incoraggiante +9,4% per gli alimentari Made in Italy in Cina. Un andamento che evidenzia - sottolinea Coldiretti - la capacita’ del settore agroalimentare tricolore di intercettare la nuova domanda globale di alta qualita’ e tipicita’ nell’alimentare ma anche di interpretare l’attenzione alla sostenibilita’ sociale e ambientale. Lo dimostra il fatto che, secondo uno studio Censis per Coldiretti e Filiera Italia, dalla crisi del 2008 ad oggi le esportazioni agroalimentari sono salite da 23,6 miliardi a 41,8 miliardi di euro, con un aumento record del 47,8% (contro il +16,5% del totale dell’economia).





L’embargo di prodotti made in Italy verso la Russia, toglie al sistema nazionale 216 milioni

La perdita economica per le esportazioni agroalimentari italiane per effetto dalle sanzioni economiche emanate dalla Ue nei confronti della Federazione Russa è di 217 milioni di euro, con frutta fresca, carni e latte e derivati che perdono rispettivamente 112, 57 e 48 milioni di euro rispetto al periodo pre-embargo. È quanto emerge dalle analisi dell’Ismea sulla bilancia commerciale di prodotti agroalimentari della Federazione Russa.

La dinamica dell’import russo di prodotti agroalimentari italiani, che nel 2013 era in crescita del 124% rispetto al 2009 con l’affermazione di molti prodotti del Made in Italy, ha subito una forte battuta di arresto azzerando l’export per alcuni settori chiave come frutta fresca, carni, latte e derivati, penalizzando fortemente prodotti come uva, mele, kiwi, pesche, formaggi freschi e stagionati, carni bovine. Si tratta di prodotti spesso fortemente legati ad aree circoscritte come Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Lazio, per le quali il danno economico è ancora più rilevante.

Nonostante il perdurare dell’embargo, nel 2018 l’export agroalimentare italiano ha saputo parzialmente compensare le perdite subite grazie alla crescita di altri comparti del Made in Italy, come paste alimentari, pomodori pelati e polpe, tabacchi e olio.

Con un fatturato di 945 milioni di euro di export, l’Italia figura al settimo posto dei principali Paesi fornitori della Federazione Russa e si è posizionata al secondo posto, dietro la Germania, tra i fornitori comunitari. Il nostro Paese detiene il primato per le vendite di vino confezionato (l’Italia era seconda nel 2013) e il terzo posto per i prodotti della panetteria e pasticceria.





Senza fondo di garanzia la vita delle piccole imprese è sempre più a rischio

Il Decreto Crescita prevede l’abrogazione della Riforma Bassanini nella parte che consente alle regioni di integrare le garanzie pubbliche e private e ha permesso finora alle risorse del Fondo di garanzia di operare al meglio, contenendo gli effetti del razionamento del credito. Per rendere l’idea gli esperti della CNA hanno fatto una comparazione.

“Tra il 2011 e il 2017 – spiegano – in Toscana, regione che ha accolto le possibilità offerte dalla Riforma Bassanini, la riduzione dello stock di credito alle imprese è stata inferiore in maniera rilevante alla media nazionale e, soprattutto, al risultato dell’Emilia Romagna che si è comportata in maniera opposta”.

Scendendo nei dettagli, per le imprese fino a cinque dipendenti la riduzione del credito nel periodo 2011/2017 in Toscana è stata del 12,5 per cento contro il -15,2 per cento della media nazionale e il -18,9 per cento dell’Emilia Romagna. Per le piccole imprese, quelle fino a venti dipendenti, il calo è risultato del 22,7 per cento in Toscana, del 26,7 per cento in Italia, del 32,4 per cento in Emilia Romagna. Né è cambiato l’andamento per le imprese di maggiori dimensioni: -10,2 per cento in Toscana, -17,6 per cento nella media, -18,6 per cento in Emilia Romagna.





Ecobonus, Cna all’attacco: “Le piccole imprese non sono un bancomat”

Artigiani e piccole imprese giudicano molto negativamente la misura del Decreto Crescita che consente all’impresa esecutrice dei lavori relativi all’Ecobonus o al Sismabonus di anticipare al cliente il credito d’imposta sotto forma di sconto in fattura, con la possibilità di recuperarlo in cinque anni. Un’ipotesi che scarta a priori le piccole imprese, che non dispongono dei polmoni finanziari sufficienti e quindi sono costrette a lavorare per i grandi gruppi, sottostando alle loro condizioni e senza la possibilità di emanciparsi e di crescere.

Anche la possibilità di un’ulteriore cessione dei crediti a propri fornitori di beni e servizi  non intacca la complessità delle procedure, mentre lascia  inalterati i rischi per le piccole imprese di restare alla mercé dei grandi fornitori, gli unici nelle condizioni di prendere in carico queste opere per poi assegnarle in una sorta di sub-appalto.

“Avevamo proposto di poter cedere il credito d’imposta sulla spesa effettuata direttamente alle banche – spiegano in CNA – per evitare che alle piccole imprese non sia possibile acquisire il credito per carenza di risorse finanziarie o di capienza fiscale tale da consentire la procedura di compensazione”.





Confagricoltura denuncia: “Lo zucchero in Europa è sempre più amaro”

Confagricoltura condivide e rilancia le preoccupazioni della Confederazione internazionale dei bieticoltori europei (CIBE) sul futuro dello zucchero europeo.
 
“Avevamo già denunciato – rileva il suo presidente Massimiliano Giansanti - che, in Italia, le superfici di barbabietole da zucchero in 11 anni si sono contratte del 62%, chiedendo alle istituzioni comunitarie di attivare al più presto misure eccezionali. Ora anche il Cibe ha ricordato come negli ultimi due anni non siano state adottate misure per il settore scosso da forti turbolenze, trasferendo più di due miliardi di euro dai produttori e dalle industrie agli utilizzatori di zucchero”.
 
Confagricoltura ricorda che, su richiesta del ministro delle Politiche agricole alimentari forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio, alla fine dello scorso anno, si è insediato a Bruxelles un gruppo ad alto livello che finora, però, non ha fornito indicazioni e proposte per far uscire lo zucchero dalla crisi.
 
Il Cibe ha denunciato una perdita pari al 30% sul reddito dei produttori europei, nonostante il livello più alto di produzione e qualità delle loro barbabietole. “Dopo l’Italia – continua Giansanti – è ora l’intero settore dello zucchero europeo in profondo rosso. La crisi, innescata dai bassi prezzi, ha colpito i paesi principali produttori nella UE, tanto che il gruppo tedesco Sudzucker ha annunciato la chiusura di cinque zuccherifici in Europa, di cui due in Francia”.
 
Le preoccupazioni del presidente di Confagricoltura sono condivise dal presidente dell’Associazione nazionale bieticoltori (ANB) Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi: “Da tempo prevedevamo la crisi del settore, che ora non è più solo un problema italiano, ma anche europeo, sul quale sia il Mipaaft sia le nostre Organizzazioni hanno gli occhi ben puntati, ma sul quale invece manca una risposta concreta e attiva delle Istituzioni europee”. Anche per questo ANB sta mettendo in campo nuove strategie, come il progetto per la valorizzazione dei sottoprodotti delle polpe a fini energetici.
 
"Occorre – conclude Massimiliano Giansanti – il sostegno dall’Europa. Attendiamo proposte che prevedano benefici diretti per la produzione agricola incentivando così gli investimenti, che valorizzino lo zucchero italiano ed europeo, sfruttando i nostri punti di forza per mantenere questo settore di eccellenza e rilanciando una filiera essenziale per l’agricoltura e l’agroalimentare nazionale".





Tutti i numeri e soprattutto le regole dello Sbloccacantieri

È terminato  l’iter parlamentare di conversione in legge del decreto legge n. 32/2019, noto come “Sblocca cantieri”.

Il decreto introduce disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici.

In particolare, con riferimento alle modifiche apportate al codice dei contratti pubblici è stato stabilito che:

Quanto agli affidamenti sotto-soglia si è disposto che:

In riferimento ai criteri di aggiudicazione dei lavori fino a 5,5milioni di euro, il nuovo comma 9-bis dell’articolo 36 del codice ha stabilito che la stazione appaltante potrà scegliere in autonomia e senza fornire nessuna giustificazione tra criterio del minor prezzo ovvero criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Inoltre, la stazione appaltante potrà decidere di esaminare le offerte prima di verificare l’idoneità degli offerenti. Una possibilità già in vigore per i settori speciali e che garantisce una riduzione dei tempi.

Infine, il nuovo comma 27-octies dell’articolo 216 del Codice prescrive, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, l’obbligo di emanare un nuovo regolamento “unico” di esecuzione, attuazione e integrazione del Codice. Infatti, dalla data di conversione in legge e di entrata in vigore del provvedimento cessano di avere efficacia le linee guida ANAC e i decreti ministeriali. Tuttavia, nelle more dell’emanazione del nuovo regolamento, l’articolo 27-octies prevede che le linee guida e i decreti ministeriali restino in vigore fino alla data di entrata in vigore del regolamento steso.

Le novità appena illustrate sono solto una parte degli aspetti salienti del decreto, che ora attende la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.





La famiglia Casamonica perde altri due pezzi che finiscono al fresco delle patrie galere

Arrestati dai poliziotti della Squadra Mobile di Roma due appartenenti alla famiglia Casamonica per estorsione e rapina aggravate dal metodo mafioso. La polizia ha eseguito nelle prime ore del mattino le due misure cautelari in carcere. "Non abbassiamo lo sguardo. Un ringraziamento alla Questura e agli uomini impegnati. Avanti con la legalità. Fuori la mafia da Roma", così la sindaca Virginia Raggi su twitter.





Michel Platini è stato rilasciato nella notte

 

Michel Platini ha lasciato, poco dopo la mezzanotte e mezza, i locali della polizia giudiziaria francese nei quali era in custodia cautelare nell’ambito di un’indagine per corruzione sull’assegnazione dei Campionati mondiali di calcio del 2018 alla Russia e del 2022 al Qatar. Lo ha scritto l’edizione online di France Football citando come fonte l’entourage dell’ex calciatore della Juventus e ex capo della Uefa che è stato interrogato martedì mattina a Nanterre (Francia).

"Non è più in stato di fermo: è stato alzato un polverone per niente", ha dichiarato ai media il suo avvocato William Bourdon all’uscita dalla sede dell’Ufficio centrale dell’anticorruzione a Nanterre. Rilasciata poco prima anche Sophie Dion, l’ex consigliera per lo Sport dell’Eliseo anch’ella fermata e interrogata sempre nell’ambito della stessa inchiesta.
La vicenda riguarda le procedure di attribuzione deii Mondiali di calcio del 2022 in Qatar: l’ex presidente dell’Uefa è stato interrogato per 12 lunghe ore, presso gli uffici della polizia giudiziaria di Nanterre, nell’inchiesta su "presunti atti di corruzione attiva e passiva di dipendenti non pubblici", aperta dalla Procura nazionale per i reati finanziari (Pnf). 





L’umiltà di Trump non ha limiti: “Nessuno come me tranne George Washington”

 

Donald Trump ha lanciato durante un comizio a Orlando la sua ricandidatura alla Casa Bianca per il 2020. “Nessun presidente ha mai avuto il consenso del vostro presidente preferito, Donald Trump. Eccetto George Washington” ha detto il presidente americano rivendicando i risultati della sua politica economica.

Trump ha ricordato lo slogan che lo portò due anni e mezzo fa alla Casa Bianca e, tra gli applausi, ha detto: “Abbiamo fatto di nuovo grande l’America. Ora manteniamo l’America grande”. Il presidente americano ha quindi promesso di non arretrare di un millimetro sulla politica dei dazi e sugli immigrati e ha attaccato i democratici che “vogliono distruggere il nostro Paese, ma questo non accadrà”.





Vigilanza Rai, bocciato il doppio incarico a Marcello Foa

E’ passata in commissione di Vigilanza Rai la risoluzione M5s sull’incompatibilità del doppio incarico di Marcello Foa, presidente della Rai e di Raicom. La notizia viene confermata dal capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Davide Faraone. “Passata risoluzione dimissioni #Foa #Raicom – scrive Faraone in un tweet -. La maggioranza non esiste più, Foa prenda atto del voto e si dimetta, incapace di guidare la Rai”.





Commercio estero, avanti l’import sull’export

Ad aprile 2019 il commercio con l’estero è aumentato in modo netto per le importazioni (+0,9%) e meno forte per le esportazioni (+0,3%). E’ la stima Istat, che spiega come l’aumento congiunturale dell’export sia dovuto all’incremento delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+0,4%) sia verso l’area Ue (+0,2%). Su base annua le esportazioni sono state +5,8%, con aumento delle vendite sia per l’area Ue (+5,2%), sia per la extra Ue (+6,7%). Analogamente le importazioni sono salite (+6,7%) sia dai mercati extra Ue (+7,4%) sia dall’area Ue (+6,1%).





Il sistema universitario nazionale guadagna posizioni nel rating mondiale

Il sistema universitario italiano guadagna posizioni a livello internazionale e si conferma tra i migliori in Europa. Lo fa notare la Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane e lo certifica l’edizione 2020 del QS World University Ranking, una delle più note e prestigiose classifiche universitarie al mondo. Sono infatti 34 gli atenei italiani inclusi nella nuova edizione del ranking, 4 in più rispetto all’anno scorso (Politecnico di Bari, Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Parma). "I numeri difficilmente mentono - ha detto Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI - Docenti, ricercatori e personale dei nostri atenei costituiscono una realtà competitiva, che produce formazione e ricerca di qualità. E questo a fronte di un investimento pubblico e privato fra i più bassi in Europa. Un investimento ormai insufficiente".




Maturità, finalmente le tracce della prova di italiano. Spuntano dalle buste Ungaretti, Stajano e Sciascia, ma ci sono anche Dalla Chiesa e Bartali

Maturità, finalmente le tracce della prova di italiano. Spuntano dalle buste Ungaretti, Stajano e Sciascia, ma ci sono anche Dalla Chiesa e Bartali

 

Dunque eccole le tracce della prima prova scritta dell’esame di maturità, Proposta A1: Risvegli di Giuseppe Ungaretti tratto da L’Allegria, Il porto sepolto.

Proposta A2: brano tratto da Il giorno della civetta, Leonardo Sciascia.

Proposta B1: testo tratto da Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà di Tomaso Montanari.

Proposta B2: testo tratto da L’illusione della conoscenza, Steven Sloman, Philip Fernbach.

Proposta B3: L’eredità del novecento, testo di Corrado Stajano tratto da La cultura italiana del novecento.

Proposta C1: Testo tratto dal discorso del Prefetto del Dottor Luigi Viana in occasione delle celebrazioni del trentennale dell’uccisione del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, discorso del settembre 2012 Proposta C2: articolo del giornalista Cristiano Gatti (pubblicato su “Il Giornale”) che racconta le gesta del ciclista Gino Bartali.

L’esame, nella nuova versione 2019, tocca a 520.263 candidati (502.607 interni e 17.656 esterni). Alle 8.30, con l’apertura del plico telematico, è scattata la prima prova scritta, ovvero il tema di italiano. Gli studenti possono scegliere tra tre tipologie di tema: tipologia A “Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano”; tipologia B “Analisi e produzione di un testo argomentativo”; tipologia C “Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità”. A disposizione 6 ore al massimo per completare l’elaborato.

 La maggioranza degli studenti avrebbe scelto le tracce di attualità in particolare, quella tratta dal discorso del prefetto Dottor Luigi Viana, in occasione delle celebrazioni del trentennale dall’uccisione del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo e quella , su sport e storia, che parte dall’articolo del giornalista Cristiano Gatti pubblicato su Il Giornale, che parla della vittoria al Tour de France di Gino Bartali. E’ quanto emerge secondo prime indicazioni arrivate alla community di studenti ScuolaZoo.




Oltre 70 milioni di persone costrette a fuggire da guerre , conflitti e persecuzioni. Il Rapporto Unchr (Onu)

Sono oltre 70 milioni le persone costrette, nel 2018, a lasciare la propria terra a causa di guerre, persecuzioni e conflitti. A ribadirlo è dall’Unhcr, il rapporto annuale dell’Unhcr Global Trends, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, pubblicato oggi. Il dato più alto – si legge – registrato in 70 anni di attività, una cifra che corrisponde al doppio di quella di 20 anni fa, con 2,3 milioni di persone in più rispetto all’anno precedente, e a una popolazione di dimensione compresa fra quelle di Thailandia e Turchia. La cifra di 70,8 milioni registrata dal rapporto è composta da tre gruppi principali. Il primo è quello dei
rifugiati, 25,9 milioni di persone che hanno abbandonato il proprio Paese, 500.000 in più del 2017. In tale dato sono inclusi  5,5 milioni di rifugiati
palestinesi che ricadono sotto il mandato dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (United Nations Relief and Works Agency/Unrwa). Il secondo gruppo è composto dai richiedenti asilo, persone cioè fuori del proprio Paese di origine e che ricevono
protezione internazionale, in attesa dell’esito della domanda di asilo. Alla fine del 2018 il numero di richiedenti asilo nel mondo era di 3,5 milioni. Infine, il gruppo più numeroso, con 41,3 milioni di persone, è quello che include gli sfollati in aree interne al proprio Paese di origine, una categoria alla quale normalmente si fa riferimento con la dicitura sfollati interni. La cifra totale di 70,8 milioni, di cui almeno la metà minori – spiega Unhcr – e’ stimata per difetto, manca infatti il dato venezuelano considerato che la crisi in Venezuela al momento ha provocato la fuga di circa 4 milioni di persone. dati purtroppo ancora parziali che arrivano dai paesi limitrofi che li hanno accolti. Sebbene la maggior parte delle persone in fuga necessiti di protezione internazionale – si legge ancora nel rapporto – oggi solo circa mezzo milione di queste ha presentato formalmente domanda di asilo e ” quanto osserviamo in questi dati costituisce l’ulteriore conferma di come vi sia una tendenza nel lungo periodo all’aumento del numero di persone che fuggono in cerca di sicurezza. E se da una parte – prosegue il testo – il linguaggio utilizzato per parlare di rifugiati e migranti tende spesso a dividere, dall’altra, allo stesso tempo, stiamo assistendo a manifestazioni di generosità e solidarietà’, specialmente da parte di quelle stesse comunità che accolgono un numero elevato di rifugiati. “Inoltre –  ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati – stiamo sempre più assistendo a un coinvolgimento senza precedenti di nuovi attori, fra cui quelli impegnati per lo sviluppo, le aziende private e i singoli individui, che non soltanto riflette ma mette anche in pratica lo spirito del Global Compact sui Rifugiati”. , “Dobbiamo ripartire da questi esempi positivi ed esprimere solidarieta’ ancora maggiore nei confronti delle diverse migliaia di persone innocenti costrette ogni giorno ad abbandonare le proprie case”





La Sindaca Raggi non resiste più e va all’attacco di Caltagirone: "Mi dà dell’incapace proprio come i Casamonica"

"Incapace. L’insulto ripetuto migliaia di volte per offendere, per colpire personalmente l’avversario. Me lo hanno ripetuto i politici di professione che, codardamente, di fronte ad una querela poi usano lo scudo dell’immunita’ parlamentare; me lo hanno urlato i Casamonica quando ho abbattuto le loro villette abusive dopo 30 anni di silenzio e collusione del vecchio sistema; me lo dice normalmente chi non ha argomentazioni. Questa mattina al coro si e’ unito anche il giornale di Caltagirone: non una critica ma il solito insulto personale: fiumi di parole inutili, coperte da un titolone a effetto. Perche’ la cosa importante sono i titoli...". Sono le parole su Facebook della sindaca di Roma, Virginia Raggi. "Proprio tre anni fa, il giornale di una parte dei romani titolo’ a tutta pagina su una presunta inchiesta nei miei confronti a Civitavecchia. Era il giorno del voto per le elezioni comunali: in questi giorni, il Messaggero festeggia tre anni da quel titolo a orologeria. La notizia era ovviamente destituita di fondamento ma non ci fu lo stesso titolo a tutta pagina per chiedere scusa ai lettori e alla sottoscritta- prosegue Raggi- Le critiche sono sempre giuste e servono a migliorarsi ma se fatte in buona fede. E, permettetemi, il dubbio c’e’. I problemi a Roma hanno radici profonde. Io affronto le difficolta’ e provo a superarle. La mia colpa, e ne vado fiera, e’ non essermi mai seduta nei vecchi salotti impolverati del potere. Io preferisco le periferie delle persone come me, quelle degradate e abbandonate dove l’amministrazione finora non era mai stata presente"."Non sono scesa a patti con i potenti ma difendo la mia citta’ sempre e comunque. Altro che incapace. Io sono determinata. Determinata a cambiare la mia citta’, a dare voce a chi non l’ha mai avuta e a lottare per chi e’ sempre stato abbandonato e disprezzato da quei ’capaci’ che hanno azzannato Roma e l’hanno messa in ginocchio- continua la sindaca- Nessuno ha detto che sarebbe stato facile. Ma che avremmo invertito la rotta. E lo stiamo facendo. Lentamente stiamo abbattendo quel muro di ipocrisia che per anni ha coperto il malaffare e la corruzione della capitale d’Italia". "Ma perche’- si chiede la prima cittadina- nessuno mai ha abbattuto le villette dei Casamonica chiudendo gli occhi di fronte all’illegalita’? Perche’ nessuno si e’ indignato quando hanno dato alle fiamme uno dei quattro impianti che gestiva il 25% dei rifiuti di Roma? Perche’ fino all’arrivo di questa amministrazione non e’ mai stato imposto un contratto a Cerroni per la raccolta dei rifiuti? Perche’ tutti hanno taciuto quando Atac con ’parentopoli’ assumeva gli ’amici degli amici’ indebitandosi per oltre un miliardo di euro? Perche’ nessuno ha mai mostrato le strade nuove che abbiamo rifatto in questi tre anni? Perche’ nessuno ha mai parlato della nostra lotta agli ’scrocconi’, quelli che occupano abusivamente e senza titolo le case popolari impedendo alle persone che ne hanno bisogno di usufruire di un proprio diritto?". E ancora: "Perche’ nessuno ha mai fatto riferimento alle oltre 1.200 case popolari che questa amministrazione ha assegnato ai piu’ fragili? Perche’ nessuno ha mai voluto raccontare i milioni di euro stanziati per le politiche sociali e per le attivita’ rivolte alle persone con disabilita’ (come il trasporto a loro dedicato), cosa mai fatta prima? Perche’ nessuno ha mai detto qualcosa quando per decenni non e’ stata fatta la manutenzione alle linee della metropolitana o non sono stati acquistati gli autobus? Perche’ hanno aperto i campi rom e lucrato sulla pelle degli abitanti degli stessi campi e dei quartieri vicini?". "Forse tutto questo faceva comodo a qualcuno. Io mi oppongo e mi sono opposta a questo sistema- conclude Raggi- Altro che incapace. Sono determinata, ancora piu’ determinata di prima. Roma la difendero’ a spada tratta perche’ la amo".





Cinema America di Roma, nuova aggressione, questa volta a una ragazza

Una nuova aggressione la scorsa notte ha preso di mira i ragazzi del Cinema America, ovvero l’associazione che negli ultimi anni a Roma ha riportato il cinema in piazza. Vittima l’ex ragazza del presidente dell’Associazione ’Piccolo America’, Valerio Carocci. Sulla vicenda indaga la Digos impegnata già, con i carabinieri, nelle indagini sull’altra aggressione avvenuta sabato ai danni di quattro giovani che indossavano la maglia del Cinema America. 

La questura di Roma "ha attivato adeguate misure di vigilanza in tutta l’area interessata dagli eventi dell’associazione ’Piccolo America’, tese ad assicurare -si legge in una nota- che le attività culturali e ricreative si svolgano in assoluta serenità".





Fisco, Tria: "Flat tax graduale, no a minibot"

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, conferma al Financial Times, di aver appoggiato l’idea della flat tax "per ridurre la pressione fiscale sulla classe media e sui redditi medi", ma in modo graduale e con tagli alla spesa. Il ministro ribadisce di essere contrario ai minibot, che "non abbiamo bisogno di questo strumento" e che "siamo in grado di pagare in euro" i debiti della PA. Tria dice poi che il ricorso a reddito di cittadinanza e quota 100 sarà inferiore alle aspettative e potrebbe portare a risparmi per 3-4 mld.





Conte alla Camera: “Con l’Ue dialogo sull’infrazione, ma siamo decisi sulla nostra linea”

"Quanto alla procedura d’infrazione ho avuto modo di affermare anche pubblicamente che siamo tutti determinati a evitarla ma anche che siamo ben convinti della nostra politica economica.Intendiamo mantenere un dialogo costruttivo con l’Ue e questa determinazione la sto rappresentando con chiarezza anche ai vertici europei e ai miei omologhi". Queste le parole del Presidente del Consiglio Conte, pronunciate nel corso dell’informativa alla Camera dei deputati. Conte ha poi proseguito nel suo intervento, precisando la posizione del governo giallo-verde: "L’Italia intende rispettare le regole europee, senza che ciò impedisca che, come paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita".  In vista delle nomine europee,l’Italia fa sapere di volere un portafoglio economico di prima linea, spiega il premier Conte alla Camera, perché serve un segnale di cambiamento. Dopo il vertice sulle risposte da dare a Bruxelles, il premier riferisce sul Consiglio Europeo del 20 e 21 giugno, ed evidenzia la necessità che la crescita non sia più antitetica alla stabilità. 

"A proposito della procedura di infrazione verso l’Italia ma anche sul "completamento dell’Unione economica e monetaria", crediamo che "l’Eurosummit del 21 giugno debba assumere decisioni non divisive". Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera sul Consiglio europeo.Le priorità europee indicate dal presidente del consiglio sono  una "governance europea multilivello sull’immigrazione, basata sulla solidarietà e sull’equa condivisione, una decisa politica europea dei rimpatri e del contrasto al traffico illegale degli esseri umani", interventi sul "pilastro dei diritti sociali per proteggere i disoccupati e realizzare il salario minimo europeo" e il "budget dell’eurozona".





Raggi Vs Caltagirone- Giannini (Lega): “Città allo sbando, dimissioni atto dovuto”

"Nel terzo anniversario della giunta Raggi, chiediamo le dimissioni immediate di questo sindaco inadatto e sordo che ha ridotto Roma sul lastrico e a rischio infezioni per via dei rifiuti. I cittadini romani sono stufi di assistere al degrado continuo in cui versa la citta’ - dal centro alle periferie - peraltro aggravato dalla mancanza di servizi essenziali come la chiusura della metropolitana che si trascina ormai da mesi e di bus e tram che viaggiano al di sotto del loro potenziale. Prenda atto, la Raggi che il tempo delle favole e’ scaduto e che i romani, oggi, dopo aver punito sonoramente i 5 Stelle alle ultime europee, non sono piu’ disposti a perdere ulteriore tempo per vedere questa citta’ cambiata. Basta quindi alle voragini in strada, ad aziende municipalizzate rese zoppe e alle montagne di rifiuti che ogni mattina ostruiscono spazi pubblici destinati alla vivibilita’. Basta, soprattutto, a bugie colossali come la raccolta differenziata al 70% e miseramente ferma al 46%. Una citta’ ferma, con le periferie abbandonate, i consorzi di autorecupero che non riescono a sbloccare i loro fondi per realizzare opere pubbliche, autodemolitori chiusi nonostante si siano messi in regola. E ancora: aree verdi lasciate all’incuria ed al vandalismo, quartieri dove il decoro e’ dovuto solo alla buona volonta’ delle associazioni e municipi senza personale e direttive certe dove per fare una carta di identita’ ci vogliono 6 mesi. Dal 2016 a oggi la Capitale si e’ contraddistinta solo per figuracce di carattere locale, nazionale e internazionale. E’ giunta l’ora di voltare pagina e di chiudere uno dei capitoli piu’ rovinosi per Roma". Cosi’ in un comunicato il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini. 





Raggi Vs Caltagirone – Patuanelli (M5S) : “ Veri incapaci sono quelli che Caltagirone ha idolatrato per anni”

"Nessuno nega i problemi che la citta’ di Roma vive ogni giorno. Ma l’attacco sferrato oggi dalle pagine del Messaggero di Caltagirone, condito dal solito insulto ("incapace"), rappresenta un’offesa non tanto alla sindaca Virginia Raggi, ma a tutti i romani. Perche’ se e’ vero che la critica e’ sacrosanta quando costruttiva, e’ altrettanto vero che un attacco tanto violento non si e’ mai visto in passato. I problemi della Capitale, che con immense difficolta’ Virginia Raggi e la sua squadra stanno cercando di risolvere, trovano il proprio responsabile in quei partiti e in quei politici che il giornale di Caltagirone ha sostenuto per anni. Quelli che hanno tollerato l’arroganza dei Casamonica e messo parenti e amici nelle partecipate. Quelli che il Messaggero sogna di far tornare al Campidoglio, al prezzo di perdere, se mai ci fosse ancora, quel briciolo di dignita’ rimasto". Cosi’ in una nota il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Stefano Patuanelli.





Raggi Vs Caltagirone - Calenda: “Dimissioni della Sindaca gesto di responsabilità”

"Cara Virginia Raggi, incapace non e’ un insulto ma una valutazione. In questo caso una constatazione. Essere assolta non e’ un merito ma la normalita’. Avere una capitale allo sbando anche nei servizi essenziali no. Le dimissioni sarebbero un gesto di onesta’ intellettuale". Lo scrive su twitter l’ex min istro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.





Raggi Vs Caltagirone – Meloni (FdI): “Raggi si è risentita? Incompetente è aggettivo adatto ai grillini”

"Il sindaco Raggi si e’ risentita perche’ il direttore del quotidiano ’Il Messaggero’, Virman Cusenza nel suo editoriale di oggi, l’ha definita incompetente. Eppure e’ il termine piu’ ricorrente usato in Italia per definire gli amministratori e i ministri grillini. Invito Virginia Raggi a non prendersela ma a riflettere sul fallimento della sua amministrazione. Roma e’ allo stremo: dal disastro del trasporto pubblico locale, ai rifiuti, alle strade, al decoro, fino alla pervicace volonta’ di premiare nomadi e stranieri nell’accesso ai servizi sociali e alle case popolari. L’ultima prova l’abbiamo avuta non piu’ tardi di 48 ore fa con la clamorosa bocciatura in Assemblea Capitolina della mozione di Fratelli d’Italia per impegnare la giunta a rivedere i criteri di assegnazione delle case popolari che ad oggi prevedono un punteggio maggiore per i rom che lasciano un campo rispetto ad esempio ad un disabile o ad uno sfrattato. Quello che e’ certo e’ che i grillini, chiamati a interpretare il cambiamento nella Capitale, hanno clamorosamente fallito. Per incompetenza e superficialita’". È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.





Raggi Vs Caltagirone – Il Codacons chiede il Commissariamento per Roma

 

Roma Capitale deve essere commissariata e il sindaco Virginia Raggi deve lasciare l’incarico per porre fine alla lenta agonia della citta’. A chiederlo il Codacons, dopo l’inchiesta de Il Messaggero sul degrado della capitale sotto la guida del M5S. "Roma sta andando incontro alla distruzione piu’ totale, e l’insoddisfazione dei cittadini sta facendo perdere consensi al Movimento 5 Stelle- spiega il Codacons- La situazione di emergenza della capitale e’ sotto gli occhi di tutti, e non e’ piu’ negabile nemmeno dai vertici del Movimento: alberi che ogni giorno si abbattono sulle automobili, buche stradali ovunque che provocano incidenti anche gravi, dipendenti comunali scontenti che protestano e scendono in piazza contro il sindaco, gestione rifiuti disastrosa con strade ricoperte di spazzatura, traffico sempre piu’ caotico e trasporti pubblici in costante peggioramento. A tutto cio’ si aggiunge il pessimo voto che i romani danno ai servizi pubblici erogati dall’amministrazione, con il grado di soddisfazione degli utenti tra i piu’ bassi d’Italia. Alla luce dei dati sull’oggettivo peggioramento di Roma e della qualita’ della vita dei cittadini, il Codacons chiede al Prefetto e al Ministero dell’Interno di disporre il commissariamento del Comune di Roma: un atto formale per rimuovere Virginia Raggi dal suo incarico e sostituirla con un commissario prefettizio, nell’interesse non solo della citta’ e dei cittadini, ma anche dello stesso M5S, che di fronte alla realta’ del degrado capitale perde costantemente consensi". 




Raggi Vs Caltagirone – Salvini (Lega): “Da questa Giunta ci aspettavamo di più”

A Roma ci sono problemi drammatici che non nascono negli ultimi tre anni ma sono figli di fallimenti di decenni: trasporti che non funzionano, buche nelle strade, rifiuti, disorganizzazione nei servizi pubblici. La citta’ merita di piu’ e ci saremmo aspettati risultati migliori dall’attuale giunta, che invece nega perfino il Taser ai vigili come previsto dal Decreto Sicurezza". "Da tempo stiamo lavorando in tutti i quartieri per un programma alternativo. L’obiettivo e’ rilanciare la citta’ e confermare nella Capitale il buon governo della Lega. Da ministro continuero’ a lavorare come ho fatto nell’ultimo anno: con i fondi del Decreto Sicurezza, Roma ha ottenuto 9,53 milioni di euro dal 2018 al 2020, con Scuole sicure ha beneficiato di piu’ di 724mila euro per la vigilanza anti-pusher, la questura e’ stata rinforzata cosi’ come i numeri delle Forze Armate presenti in citta’. Arriveranno nuovi carabinieri. E per contrastare le truffe agli anziani abbiamo stanziato 466.720 euro". Lo afferma Matteo Salvini. 





Caso procure, Pm Milano Greco: "Certe logiche non appartengono a magistrati del Nord"

Il procuratore di Milano Francesco Greco, nel commemorare Walter Mapelli, il procuratore di Bergamo morto lo scorso aprile, commenta la bufera sul Csm partita dall’inchiesta sull’ex presidente dell’Anm, Luca Palamara, esprimendo sconcerto per le "logiche" romane. Riferendosi proprio alla nomina di Mapelli a Bergamo, Greco ha detto: quel "mondo che vive nei corridoi degli alberghi e nelle retrovie della burocrazia romana e che non ci appartiene e non appartiene ai magistrati del Nord, ci ha lasciato sconcertati". 





Banche, ABI: a maggio continua calo prestiti imprese

Prosegue anche a maggio il calo dei prestiti alle imprese da parte delle banche. E’ quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi, secondo cui l’aumento dell’1% dei prestiti a famiglie e imprese registrato lo scorso mese continua a riflettere la dinamica divergente evidenziata ad aprile tra prestiti alle famiglie, cresciuti del 2,6% grazie alla spinta dei mutui, e la flessione dello 0,6% di quelli alle imprese, su cui pesa la dinamica "modesta" del ciclo economico e degli investimenti che limitano la domanda di credito.





Lavoro, +207mila stabili in I trimestre

 

Cresce ancora il lavoro dipendente: nel I trimestre dell’anno c’è un saldo positivo di 138 mila posizioni, rispetto al quarto trimestre 2018. Le posizioni a tempo indeterminato sono +207mila. Giù quelle a tempo determinato, per la prima volta da metà 2016 (-69 mila), mentre è record per le trasformazioni in contratti stabili (+223 mila). E’ quanto emerge dalla nota congiunta di ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal, in base alle comunicazioni obbligatorie. Nel confronto annuo, +376 le posizioni dipendenti.