Mercatone Uno, Federconsumatori: "Il MISE prosegue senza ascoltare la voce dei cittadini"

Non è servita a nulla la richiesta rivolta dalla Federconsumatori al MISE, non è bastato nemmeno estendere tale richiesta da parte del CNCU e di tutte le Associazioni dei Consumatori: il Ministero ancora non ha preso minimamente in considerazione il fatto che nella vicenda Mercatone Uno non sono coinvolti solo i lavoratori, per i quali giustamente sta disponendo le dovute tutele, ma sono coinvolti anche migliaia di cittadini, che in quelle strutture hanno versato acconti, oppure hanno pagato integralmente dei beni senza mai riceverli e che oggi sono a reclamare i lori sacrosanti diritti. Persone che non hanno alcun ruolo né colpa nella crisi aziendale e proprio per questo non possono pagarne le conseguenze. Anche per loro è necessario ed urgente predisporre delle misure tese a garantirne i diritti. Per questo ci troviamo a sollecitare, per l’ennesima volta, il Ministero affinché predisponga un incontro dedicato ai clienti, aprendosi ad una discussione sulle procedure di rimborso o di garanzia della consegna delle merci acquistate. “Non ascoltare la voce dei cittadini significherebbe tradire le numerose promesse fatte in campagna elettorale, mostrando così il volto di un Governo quanto mai lontano e sordo alle esigenze dei consumatori.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.





Giornalismo, Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi si autosospendono da Ordine

 “Caro Presidente, abbiamo deciso di autosospenderci dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti perché ci consideriamo incompatibili con l’iscrizione all’albo professionale di Vittorio Feltri. Proprio noi, che più di altri, ci battiamo per la difesa dell’articolo 21 della Costituzione, riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista. Le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri e le sue opere hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne va della credibilità di ognuno di noi e della nostra categoria. Adesso basta. O noi o lui. Quel “terrone che ci ha rotto i coglioni” per noi figli del Sud è inaccettabile. Non è in gioco la libertà di pensiero. Sono in gioco i valori della nostra Costituzione. Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia. “Dopo la miseria portano le malattie” (rivolto ovviamente ai migranti), l’ormai tristemente celebre “Bastardi islamici” o, uscendo dal seminato delle migrazioni, robaccia come “Più patate, meno mimose” in occasione dell’8 marzo (e le diverse varianti dedicate anche a Virginia Raggi, con il “patata bollente”) o “Renzi e Boschi non scopano”. Poi gli insulti a noi del sud con il celebre “Comandano i terroni” e infine il penultimo, di qualche mese fa, “vieni avanti Gretina” (dedicato alla visita a Roma di Greta Thunberg). L’idea che Vittorio Feltri offre è che si possa, impunemente, permettersi questo avvelenamento chirurgico. E non è un problema solo suo. Almeno, non lo è più. A lui non frega niente: il limite, la deontologia, la misura, il buon senso, diremmo perfino la dignità sembrano saltate da tempo. Noi siamo convinti che resti intatta la bellissima frase che recita “Non condivido le tue idee ma darei la vita per permetterti di esprimerle”. Continuiamo a batterci contro la censura e gli editti, ma non possiamo accettare tra noi chi istiga all’odio. Ne va della nostra credibilità”. Così si legge nella lettera dei due giornalisti.





Estate 2019, ecco quanto ci costa una vacanza in famiglia di sette giorni

Quest’anno le partenze degli italiani segneranno un calo del -1,4%: è quanto rilevano le prime stime dell’O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Nel dettaglio saranno 21,49 milioni gli italiani che non rinunceranno alla pausa estiva (pari al 35,8%). In testa alle preferenze dei cittadini rimangono le vacanze low cost: soggiorni brevi, sistemazioni senza troppe pretese, nonché la tradizionale ospitalità presso amici e parenti. Per questioni di prezzo, ma anche per evitare l’affollamento delle mete più gettonate, quest’anno si afferma ancora di più la tendenza a prenotare presso centri che si trovano al di fuori dei grandi circuiti del turismo, magari vicino alle località più note. Si conferma prevalente, inoltre, la modalità di ricerca e prenotazione del proprio viaggio online, tramite siti dedicati (OTA – Online Travel Agencies), ma anche attraverso i siti delle strutture ricettive e dei vettori di trasporto. Circa il 63% degli italiani prenoterà tramite questa modalità, da soli o grazie all’aiuto di figli e nipoti più esperti con la tecnologia. Il calo delle prenotazioni è sicuramente dovuto alla situazione di incertezza in cui ancora vivono le famiglie, presso le quali prevale la tendenza al risparmio. Quest’ultima è ancora più accentuata alla luce della crescita dei costi di alcuni servizi: dal nostro consueto monitoraggio si evince che il costo di una vacanza al mare per una famiglia tipo aumenta quest’anno del +2,9% rispetto al 2018. Nel dettaglio, la tradizionale vacanza in una località balneare italiana di una settimana, per una famiglia composta da due adulti e due ragazzi (tra i 10 ed i 16 anni) che viaggia in auto costerà 3.818,10 € (nel periodo fine luglio-inizio agosto). Leggermente più contenuti i costi della vacanza in montagna, qui una settimana nello stesso periodo, per la stessa tipologia di famiglia, il costo ammonta a 3.653,32 Euro. Torna a crescere tra le preferenze degli italiani la montagna, che tra gite a cavallo, escursioni, laghi, sport e centri benessere offre un vasto ventaglio di attività in cui impiegare il proprio tempo, all’insegna del relax e del divertimento.





“Enjoy the authentic Joy”, i Consorzi di tutela dei salumi italiani lanciano una nuova campagna

Sta per partire in questi giorni la nuova campagna promo-informativa “Enjoy the authentic Joy” che mette al centro la valorizzazione di quattro grandi protagonisti della salumeria italiana tutelata: Mortadella Bologna IGP, Salamini alla Cacciatora DOP, Zampone e Cotechino Modena IGP. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, è reso possibile dall’aggregazione dei rispettivi 3 Consorzi di tutela dei Salumi Italiani: Consorzio Mortadella Bologna, Consorzio Cacciatore Italiano, Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP. Insieme intendono contribuire ad aumentare il livello di conoscenza e riconoscimento dei quattro salumi tutelati nei mercati di qualità europei, promuovendo il valore aggiunto dei prodotti in termini di autenticità, sicurezza, tracciabilità ed etichettatura, garantita dalla tutela del marchio europeo attraverso le certificazioni DOP e IGP. L’Italia è uno dei principali Paesi esportatori di salumi in Belgio, peraltro in costante crescita, dove nel 2018 ha conseguito un incremento del 7,2% del volume esportato. Uno degli obiettivi della campagna è anche quello di far riconoscere i prodotti originali e tutelati contraddistinguendoli dalla concorrenza sleale dei prodotti falsi e contraffatti con etichetta “italian sounding”. Tra i principali obiettivi della campagna c’è la promozione della cultura enogastronomica italiana in Belgio, sfruttando l’affinità culturale che i consumatori belgi hanno verso i nostri prodotti di salumeria DOP e IGP, oltre a quello di offrire maggiori garanzie ai consumatori e favorire il sistema produttivo e l’economia del territorio. Il programma si svolge nel triennio 2019/2021, sul mercato italiano e quello belga, e prevede una articolata serie di eventi e iniziative quali: advertising, attività di relazioni pubbliche, eventi per la stampa, sito web dedicato trilingue (italiano, francese e fiammingo) https://www.enjoytheauthenticjoy.eu/, pagina Facebook https://www.facebook.com/pg/EnjoyTheAuthenticJoy/ e Instagram, partecipazione a fiere BtoB e attività rivolte alla GDO e ai professionisti dell’Horeca. Il primo appuntamento in Italia è il 18 giugno a Milano presso “Sonia Factory”, mentre in Belgio è il 25 giugno a Bruxelles presso il Ristorante “Racines”.





Industrial IoT e cyber security: come difendersi

Personal Data, system integrator bresciano del Gruppo Project e Project Informatica hanno organizzato in collaborazione con Cisco, Duo e Panduit un evento dedicato alla tematica della cyber security industriale. Giovedì 27 giugno, ore 9 - 15 C/o Cantine Bersi Serlini Franciacorta Via Cereto, 7 - 25050 Provaglio d’Iseo (Bs) La diffusione dell’IoT nell’industria è in continua crescita: questo sviluppo implica di riflesso maggiori rischi per la cyber sicurezza che potrebbe portare a gravi perdite per le organizzazioni. Secondo alcune recenti indagini, i dispositivi IoT vengono attaccati entro cinque minuti dal collegamento e diventano oggetto di attacchi specifici nel giro di 24 ore. Inoltre, il numero di attacchi DdoS (Distributed Denial of Service) nel 2018 è cresciuto del 26% rispetto all’anno precedente. Partendo dagli scenari e i rischi inerenti all’Operational Technology, in questa occasione verranno trattate le tematiche di risk e security assessment con l’obiettivo di offrire un approccio complessivo ed efficace per affrontare insieme una strategia di sicurezza adottando le soluzioni più appropriate. Un grande contribuito verrà dato da Panduit e Cisco per quanto riguarda gli approfondimenti sull’infrastruttura industriale e l’approccio tecnologico e ampio spazio verrà dato alle soluzioni e servizi in ambito OT. L’evento è gratuito previa registrazione: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-industrial-iot-e-cyber-security-come-difendersi-bersi-serlini-franciacorta-brescia-62703747597





WeWelfare: "Welfare aziendale e sanità Treu (Cnel) invoca più controlli"

Poco meno di un miliardo di mancato gettito fiscale negli ultimi tre anni per sostenere lo sviluppo del welfare aziendale. Fino a quando l’Agenzia delle Entrate non chiederà il conto? È la domanda che si fa Tiziano Treu, presidente del Cnel, in un’intervista concessa al portale wewelfare.it, annunciando che sarà questo – l’analisi dei costi fiscali del welfare aziendale - uno dei prossimi obiettivi del Consiglio nazionale economia e lavoro. “Siamo arrivati al ventesimo rapporto sul mercato del lavoro e i numeri del welfare aziendale impongono studi approfonditi” – spiega Treu – “La defiscalizzazione e la decontribuzione previdenziale introdotta nell’erogazione del premio di risultato contrattato hanno un costo sempre più rilevante per la collettività. Il Fisco prima o poi vorrà valutare al meglio se il mancato gettito sia veramente giustificato da iniziative di valore sociale e di interesse pubblico”. Almeno tre milioni di lavoratori sono stati beneficiari dei primi 15mila contratti collettivi che prevedono un premio di risultato. Oggi siamo arrivati ad almeno 40mila contratti, anche se in alcuni casi ripetitivi, ma la platea potrebbe aver raggiunto 4 milioni di lavoratori. Se il premio medio è intorno a 1300 euro per dipendente, è facile approssimare una erogazione di premi di risultato di qualche miliardo, almeno una decina negli ultimi tre anni? Un terzo dei quali – quelli riscossi con flexible benefit aziendali – esentasse. E senza contributi previdenziali. Molti degli operatori attivi nel mercato del welfare aziendale si sono un po’ improvvisati: “Ne ho visti tanti nascere – aggiunge il presidente del Cnel nell’intervista a wewelfare.it – a volte senza le necessarie competenze e professionalità. Molti offrono una piattaforma web per mettere a disposizione i servizi da acquistare, ma non basta avere una piattaforma informatica per essere dei veri partner delle aziende che vogliono fornire piani di welfare per i propri dipendenti”. Ci vorrebbe un maggior controllo delle parti sociali? Treu suggerisce che forse ci vorrebbe una sorta di vigilanza su un mercato che oggi mette sullo stesso piano un buono pasto con un abbonamento in palestra, che di fatto equipara il pagamento dell’asilo nido per i figli con un corso per apprendere l’arte della preparazione del tè. Servizi alla persona e ricreazione non sono la stessa cosa. “Lo Stato ci mette un sacco di soldi, rinunciando a un gettito consistente, prima o poi vorrà poter valutare su quali servizi chiude gli occhi del Fisco e dell’Inps”. Treu è intervenuto anche auspicando maggiori controlli sul sistema della sanità integrativa, settore in grande crescita negli ultimi anni. “Non è un problema assimilabile solamente ai flussi finanziari” – sostiene il presidente del Cnel nell’intervista a wewelfare.it – “Non serve solo un controllore dei conti e dei costi, serve un controllo di gestione capace di misurare la soddisfazione del cliente finale, che in fondo cerca puntualità nelle prestazioni e una adeguata diversificazione delle specialità di cui poter godere”. Insomma per vigilare adeguatamente sui fondi sanitari integrativi per Treu non serve tanto un gestore di fondi finanziari, non un’authority come la Covip, ma un analista del management dei servizi. È la soddisfazione della clientela a diventare misura di qualità del servizio offerto e della prestazione pagata con la polizza.




Giornata Mondiale del Rifugiato, la Cgil scende in campo

"Il razzismo vive di luoghi comuni. Rovesciamoli. L’ignoranza è razzismo". Queste le parole che segnano la nuova campagna della Funzione Pubblica Cgil in vista della giornata mondiale del rifugiato, in calendario domani 20 giugno, e indetta dalle Nazioni Unite per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell’Assemblea generale dell’Onu. A sostegno della campagna #WithRefugees promossa dall’Unhcr, l’Agenzia per i rifugiati del Palazzo di Vetro, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, la Funzione Pubblica lancia così una sua specifica campagna nella settimana dedicata.

"Una iniziativa - spiega la Fp Cgil - che cerca di smontare i luoghi comuni che ruotano intorno al tema migranti e che di solito vengono preceduti dalla locuzione ’io non sono razzista ma…’. Ribaltiamo, letteralmente, le frasi più comuni, dal ’ci rubano il lavoro’ al ’siamo invasi’, dimostrando dati alla mano quanto la realtà sia diversa dalla percezione che è frutto di una narrazione avvelenata".

Quattro le uscite programmate dalla Funzione Pubblica Cgil, 
la prima già on line, tra oggi e domani, una delle quali centrata sui temi specifici della categoria, ovvero le ragioni del lavoro, in particolare di quello legato ai servizi per l’immigrazione. La Funzione Pubblica Cgil aveva infatti denunciato come gli effetti del decreto Salvini, la stretta del provvedimento sulla sicurezza, avrebbe prodotto anche effetti sul mondo del lavoro impegnato nel sistema di soccorso, accoglienza e integrazione.  La Funzione Pubblica stima infatti circa 18 mila esuberi su un totale di addetti ai servizi di accoglienza e integrazione pari a 40 mila. Tutto per effetto dell’introduzione del cosiddetto decreto Salvini che, tra le altre cose, ha ridotto drasticamente il numero di ore di lavoro destinate ai servizi per l’immigrazione.    





Dove il lavoro è violato. Numeri inquietanti dal Rapporto Global Rights Index

Il sistematico smantellamento dei fondamenti della democrazia nei luoghi di lavoro e la violenta repressione degli scioperi e delle proteste mette a rischio pace e stabilità a livello globale”. È un allarme molto serio quello lanciato dalla Csi (Ituc è l’acronimo in inglese), la confederazione mondiale dei sindacati che ha pubblicato come ogni anno il suo “Global Rights Index”, il report sui diritti a livello globale. L’indice analizza 145 paesi sulla base di 97 indicatori riconosciuti a livello internazionale con l’obiettivo di valutare dove i diritti dei lavoratori sono più garantiti dalla legge e nella pratica.

Da Hong Kong alla Mauritania, dalle Filippine alla Turchia, i governi stanno cercando di silenziare la rabbia popolare comprimendo la libertà di parola e di assemblea – afferma Sharan Burrow, segretaria generale della Csi – Nel 72% dei paesi i lavoratori non hanno o hanno un accesso limitato alla giustizia, con episodi molto gravi in Cambogia, Cina, Iran e Zimbabwe”.

Preoccupante anche l’incremento nell’ultimo anno dei paesi nei quali non esiste libertà di associazione sindacale: erano 92 nel 2018, sono 107 nel 2019. Un incremento che riguarda soprattutto l’Europa, “dove – afferma ancora Sharan Burrow - la dignità del lavoro è sotto attacco e i diritti sono negati da imprese che rifiutano regole e contratti”.

Al tempo stesso, gli attacchi al diritto di sciopero nell’85% dei paesi del mondo e alla contrattazione collettiva nell’80% minano alla base il ruolo delle organizzazioni sindacali. La Csi porta ad esempio il Chad, dove scioperi e manifestazioni sono stati completamente vietati, mentre interventi della magistratura hanno bloccato azioni di sciopero in Croazia, Georgia, Kenya e Nigeria. Anche in Europa, tradizionalmente patria dei diritti della contrattazione collettiva, si sono registrati casi di negazione di questi diritti fondamentali in Estonia, Olanda, Norvegia e Spagna.

Tuttavia, ci sono anche segnali di ribellione a questa situazione: “Le imprese che hanno sistematicamente attaccato i diritti dei lavoratori ora subiscono una protesta globale – afferma ancora Burrow – Uber, ad esempio, sta fronteggiando scioperi e vertenze dall’Australia alla Corea del Sud, da Mumbai e San Francisco. I lavoratori dei magazzini Amazon in Europa e negli Usa hanno dato vita a proteste e scioperi, mentre i sindacati europei hanno dato vita al più grande sciopero nella storia di Ryanair. L’avidità delle multinazionali è globale – conclude la segretaria della Csi – ma anche l’azione dei lavoratori ha raggiunto livelli di unità su una scala finora sconosciuta”.





Camera, Dl Crescita torna in commissione per modifiche

Il decreto Crescita torna in commissione per correggere alcuni emendamenti approvati nei giorni scorsi e sopprimere la norma che trasferisce alle Regioni la titolarità dei Fondi per lo sviluppo e la coesione (Fsc). La richiesta è stata avanzata in Aula dal relatore M5S al provvedimento, Raduzzi, che ha chiesto una sospensione per permettere il passaggio in commissione. Sul testo, che scade il 29 giugno e deve che passare anche al Senato, il governo ha già annunciato la volontà di porre la fiducia.





La Cgil chiede un Piano Marshall per il Mezzogiorno d’Italia

 

“Quella di sabato 22 giugno, a Reggio Calabria, sarà una manifestazione per unire l’Italia partendo dal Sud, all’insegna del lavoro, e vuole essere nel contempo la risposta che Cgil, Cisl e Uil intendono dare alle politiche del governo, disattento all’unità del Paese, perché con il processo di autonomia differenziata si minano le fondamenta della nostra nazione”. Così Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria ai microfoni di Italia Parla, in onda su Radio Articolo 1.

“Gli ultimi dati Istat sulla povertà confermano che la Calabria e tutto il Mezzogiorno sono ulteriormente in difficoltà, e che quello dell’anno scorso, certificato dalla Banca d’Italia, non era che un debole segnale di ripresa, né strutturale né congiunturale. I redditi dei consumi delle famiglie del Sud sono gli ultimi in Europa, e non c’è un piano o una prospettiva o una visione sul futuro, tanto che la fuga dei giovani dal meridione prosegue inalterata. La Calabria, in particolare, si conferma la regione più povera del Paese, con un Pil pro capite di 12.700 euro, contro la media italiana di 18.500, con le diseguaglianze in aumento e un tasso di disoccupazione altissimo, soprattutto sul versante femminile, che è pari al triplo delle altre regioni del Paese”, ha ricordato il dirigente sindacale.

“La questione del lavoro povero, che al Sud è raddoppiato, è una piaga nazionale - ha continuato l’esponente Cgil -. Non meno grave il fenomeno del salario grigio e nero, accompagnato dallo sfruttamento del caporalato, che si ripercuote pesantemente sul piano della sicurezza, con un incremento esponenziale d’infortuni e morti sul lavoro. In tutto il Sud c’è la piaga della criminalità organizzata, ma sulla mancata crescita vi sono responsabilità anche da parte delle associazioni imprenditoriali, perché il sistema delle imprese, soprattutto in Calabria, oltre ad essere debole, è privo di know how e di capacità d’innovazione, e quindi le filiere dell’export, soprattutto in ambito agricolo, non si sono innovate, uscendo dal mercato”.

Inoltre, per Sposato "esiste un gap da recuperare per quanto riguarda le infrastrutture e i trasporti, rimasti fermi alla prima Repubblica. Perciò chiediamo un grande piano d’investimenti per poter sbloccare i cantieri e cercare di agganciare l’Italia con l’Alta velocità, sviluppando anche la logistica, in particolare nel porto di Gioia Tauro, dove nel 2018 il traffico dei container, anziché aumentare, è diminuito di ben il 4,9% e gli stessi scambi commerciali con Africa e Asia non decollano, anzi, arretrano. Vorremo capire quali sono i piani industriali delle aziende che gravitano sul porto e che ci fosse un tavolo specifico su Gioia Tauro, per avere una visione strategica su quello che è considerato il più grande bacino del Mediterraneo. Finora, dai ministri Di Maio a Toninelli, non c’è stata chiarezza”.

“Per far ripartire la Calabria bisogna sbloccare le risorse e poi chiamare le partecipate pubbliche, quindi Fincantieri, Finmeccanica, Invitalia, Eni, che non possono fermarsi a investire solo in una parte del Paese. C’è bisogno di un piano d’investimenti pubblici serio anche per il manifatturiero, perché nella regione non si vive solo di agricoltura e turismo. E anche su quest’ ultimo settore bisogna superare una contraddizione, mettendo in campo politiche regionali e nazionali, affinché il turismo calabrese non sia solo un ‘mordi e fuggi’ che dura dieci giorni in agosto, ma partendo dalla valorizzazione ambientale dei beni culturali e archeologici, possa estendere la fruibilità in un arco di tempo più lungo e articolato”, ha osservato ancora il leader sindacale.

“Altra precondizione indispensabile, quella sulla legalità, avendo a che fare tutto il territorio con le famiglie di ‘Ndrangheta, che anche in ambito turistico ricorrono a varie forme di sfruttamento, lavoro nero e caporalato, così come avviene in agricoltura e in edilizia, dove è in aumento il lavoro povero e i precari sono arrivati a oltre 30.000, tra lavoratori socialmente utili ed ex ammortizzatori in deroga, ai quali occorre dare una visione e una prospettiva di lavoro. Non ce la si può cavare con il reddito di cittadinanza, come ha fatto il governo, ma occorre un grande piano Marshall per il lavoro, per il sud, per la Calabria, che andrebbe rivoltata ‘come un calzino’, tanto ha bisogno di grandi riforme, istituzionali e sul piano sociosanitario, essendo il tema della salute quello più grave e più urgente da risolvere”, ha concluso Sposato.  





Nuova tegola per il Governo. Arcelor Mittal (ex Ilva) avverte il Governo: “Cambiate il Decreto, impossibile così gestire Taranto”

"Con il decreto Crescita formulato così diventerebbe impossibile gestire gli impianti di Taranto". A lanciare l’allarme è Arcelor Mittal, che mette in guardia il governo. In particolare per il gruppo che ha rilevato l’Ilva a mettere a rischio gli sforzi in corso sono le norme "che cancellano le tutele legali esistenti, quando Arcelor Mittal ha accettato di investire su Taranto". La replica del Mise: "Erano stati informati da febbraio".

Secondo Arcelor Mittal, "se il decreto dovesse essere approvato nella sua formulazione attuale, la disposizione relativa allo stabilimento di Taranto pregiudicherebbe, per chiunque, Arcelor Mittal compresa, la capacità di gestire l’impianto mentre si attua il Piano ambientale richiesto dal governo e datato settembre 2017".

Ma è il mantenimento delle tutele a rappresentare lo scoglio principale, insiste il gruppo dell’acciaio, tutele che rimangono necessarie fino al completamento del piano ambientale "per evitare di incorrere in responsabilità relative a problematiche che gli attuali gestori non hanno causato". Per questo la società si dichiara comunque "fiduciosa che venga ripristinata la certezza del diritto nell’interesse dell’intero contesto economico italiano e degli stakeholders", permettendole di continuare a gestire lo stabilimento e completare il piano di riqualificazione ambientale.

La replica del Mise - La risposta dell’esecutivo non tarda comunque ad arrivare, nel segno dello stupore. "Sorprende la comunicazione diffusa dalla società Arcelor Mittal, visto che la medesima era stata informata già a febbraio 2019 degli sviluppi circa la possibile revoca dell’immunità penale introdotta nel decreto Crescita", scrive in una nota il ministero dello Sviluppo economico, precisando che aver spiegato al gestore che "si sarebbe individuata una soluzione equilibrata volta alla salvaguardia dello stabilimento e dell’indotto occupazionale, nonché al rispetto, ovviamente, delle decisioni adottate dai giudici". Lo stesso ministero e il governo, conclude il comunicato, "sono al lavoro affinché l’azienda continui ad operare nel rispetto dei parametri ambientali".

Va detto infine che tra pochi giorni, al Mise, si svolgerà un nuovo,  l’ennesimo, incontro tra le parti.





Di Battista: “Se cade il Governo mi candido e deroga ai due mandati”

Assicura che non c’è guerra con il capo politico e vicepremer Luigi Di Maio né con il Movimento 5 stelle perché "ce l’ho tatuato addosso". Al punto che è pronto a ricandidarsi in Parlamento se l’alleanza con la Lega non dovesse reggere più. Alessandro Di Battista è sceso ormai in trincea e, a Otto e mezzo, mostra le sue carte nella prima tappa dell’offensiva Tv messa in campo dopo l’uscita del suo libro.

"Sì, al 100%", è la risposta secca che dà alla giornalista quando lo incalza sul suo futuro politico, in particolare per sapere se intende fare il bis parlamentare, in caso di voto anticipato. Poi, fa un passo in più suggerendo un’eccezione: "Se il governo dovesse cadere, da qui diciamo al 15 luglio, chiederei di non considerare questa legislatura". Insomma, Dibba vorrebbe una deroga nel computo del limite dei due mandati che è sancito nelle regole del Movimento. Ed è un’opinione che, con lo spettro della crisi mai così concreto, non può che fare breccia tra i parlamentari del Movimento.





Giustizia, Bonafede annuncia: “A dicembre riforma del processo civile e penale”

"Entro dicembre approveremo una riforma del processo penale e civile che riduca i tempi della giustizia. Una riforma che deve riguardare anche il Csm e le carriere dei magistrati, che vanno determinate sulla base della meritocrazia". Sono le parole del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede pronunciate a conclusione del vertice a Palazzo Chigi. Il tempo dei processi "deve essere rispettato e ci sono delle conseguenze se il magistrato che è stato messo in condizione di rispettare i tempi non lo ha fatto. Conseguenze che potrebbero esser di carattere disciplinare", aggiunge il ministro della Giustizia. Bonafede ha confermato poi di volere andare avanti sul tetto di 240mila euro per gli stipendi ai magistrati.    





A maggio autorizzate da Inps oltre 25 milioni di ore di Cig

Nel mese di maggio 2019 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 25,2 milioni, in aumento del 6,3% rispetto allo stesso mese del 2018 (23,7 milioni). E’ quanto risulta dai dati dell’Inps. A crescere in particolare del 35% il numero di ore di cassa integrazione straordinaria che a maggio sono state 16,5 milioni, di cui 11,4 milioni per solidarietà.
    Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate sono state invece 8,6 milioni. Un anno prima, nel mese di maggio 2018, erano state 10,8 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a -20,1%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -2,8% nel settore Industria e -48,7% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di maggio 2019 rispetto al mese precedente un incremento pari al 16,4%.





Ue, Conte getta la palla nel campo avverso e chiede una “fase costituente”. E il debito?

“La nuova legislatura europea ci spinge ad assumere, con coraggio e visione, decisioni fondamentali per il nostro futuro”. Per questo “ritengo che sia nostro dovere aprire, adesso senza ulteriore indugio, una “fase costituente”, per ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie, riconsiderando modelli di sviluppo e di crescita che si sono rivelati inadeguati di fronte alle sfide poste da società impoverite, attraversate da sfiducia, delusione e rancore”.

E’ questo uno dei passaggi della lettera di sei pagine che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha inviato ai 27 Stati membri dell’Unione europea, al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Conte spiega che l’Italia “avverte la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione europea”. Ed ora “l’Italia viene nuovamente sollecitata a dare conto del rispetto di queste regole. Non intendiamo sottrarci a tali vincoli – spiega il premier – nè intendiamo reclamare deroghe o concessioni rispetto a prescrizioni”. Ma “avvertiamo l’urgenza e la necessità di stimolare una discussione che miri e ridefinire la governance economica dell’Eurozona e dell’Unione che non si è dimostrata adeguata ad assolvere i compiti per i quali era stata pensata. E’ necessaria – scrive Conte – una revisione, forse anche un’autentica conversione delle regole euro-unitarie per pervenire a un sistema integrato di governo che possa perseguire effettivamente in modo stabile e duraturo, il benessere economico e sociale dei popoli”.




Salvini: “Il permesso di attracco alla Sea Watch. Neanche a Natale”

“La nave Sea Watch se ne frega delle leggi e fa traffico di esseri umani e io, il permesso di attracco a chi se ne frega delle indicazioni non la do né adesso né a Natale né a Capodanno”. Queste le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini pronunciate seccamente a Radio anch’io (Rai1), dove ha parlato di un’ipotesi per una flat tax a “partire dai redditi più bassi”, con una tassa piatta per famiglie monoreddito con figli. I redditi sarebbero fino a 50mila euro.

Inoltre, rimodulazione di alcune aliquote irpef e portare a 100mila euro la quota di fatturato per piccoli imprenditori artigiani da tassare al 20%.





Maturità ecco la temuta prova doppia e sui banchi ariivano Tacito e Plutarco, il condensatore, il selfie e la luna e Don Milani

Partita alle ore 8,30 la seconda prova scritta dell’esame di maturità per circa 520 mila maturandi, la prova doppia. Sono Tacito e Plutarco gli autori al Classico. Per lo Scientifico (prova di matematica e fisica) la prova prevede la soluzione di un problema a scelta tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra otto proposti. Il compito di fisica prevede un problema su un condensatore

Dall’autoritratto al selfie la traccia per i maturandi dell’artistico indirizzo arti figurative plastico scultoreo. La luna e l’anniversario dello sbarco del 1969 quella per l’artistico indirizzo audiovisivo e multimediale.

Per Scienze Umane, la traccia parte dai testi tratti da "Lettera a una professoressa", libro del 1967 scritto da alcuni ragazzi della scuola di Barbiana, sotto la supervisione di don Lorenzo Milani e "Storia della scuola" di Saverio Santamaita. Lo rende noto Skuola.net.

La versione di latino e il testo greco trattano della figura dell’imperatore romano Galba. La prima è tratta da Historiae di Tacito, il secondo da Vita di Galba di Plutarco (Vite Parallele). Servio Sulpicio Galba Cesare Augusto, imperatore romano, ascese al trono alla morte di Nerone, e fu il primo a regnare durante l’anno dei 4 imperatori, ricorda Skuola.net. Governò appena per 7 mesi: il 15 gennaio 69 venne assassinato dai pretoriani, che sostennero l’ascesa del nuovo imperatore Otone. 





Istat non legge ripresa. Possibile una ulteriore recessione del Pil. Devastante il rapporto sulla natalità

C’è il rischio che il Prodotto interno lordo torni a calare. A dirlo è l’Istat, in occasione del Rapporto annuale. L’Istituto ha infatti presentato una nuova stima, secondo cui "la probabilità di contrazione del Pil nel secondo trimestre è relativamente elevata". I primi tre mesi dell’anno si erano invece chiusi con un +0,1%. Guardando al 2018 l’Istat mette in evenienza come l’Italia abbia "proseguito il percorso di riequilibrio dei conti pubblici", ma i progressi fatti "non sono stati sufficienti ad arrestare la dinamica del debito", in salita. Poi sulla natalità:
La recessione demografica che sta colpendo l’Italia, ormai dal 2015, appare "significativa" e si sta traducendo in "un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d’Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un’epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell’epidemia di ’spagnola’". Così il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, presentando il Rapporto annuale. Per trovare una situazione comparabile occorre tornare indietro di circa un secolo. "Se fino al secolo scorso la componente demografica ha mostrato segnali di vitalità e ha spesso fornito un impulso alla crescita del Paese anche sul piano economico, oggi potrebbe svolgere, al contrario, un effetto frenante", ha aggiunto Blangiardo, "Viene da chiedersi se siamo (e saremo ancora) un popolo che guarda avanti e investe sul suo futuro o se invece dobbiamo perlopiù sentirci destinati a gestire il presente". Insomma la questione demografica c’è e mette il Paese davanti a un bivio.

   





Strage di Viareggio, confermata la condanna a Moretti. Per l’ex Ad di Rfi sette anni di reclusione

La corte di appello di Firenze ha condannato a 7 anni Mauro Moretti al processo per la strage di Viareggio. La procura generale aveva chiesto 15 anni e 6 mesi: anche in primo grado Moretti venne condannato a 7 anni in qualità di ex ad di Rfi. Moretti, che non era in aula, era imputato di disastro, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio. L’11 febbraio Moretti disse in udienza di rinunciare alla prescrizione. La pg poi ha detto che c’è prescrizione da maggio 2018 per incendio e lesioni colpose.

Sono stati condannati anche i vertici Rfi Michele Mario Elia (ex ad) e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia) a 6 anni: sono accusati a vario titolo, di omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario. Il tribunale di Lucca li aveva tutti condannati il 31 gennaio 2017.





Consumi degli italiani, pioggia di uova (+14%) nei carelli della spesa

Con un balzo record del 14% sono le uova a far registrare la maggiore crescita degli acquisti e ad aggiudicarsi il titolo di star del carrello alimentare nel 2018. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione dell’Assemblea di Unaitalia sulla base dei dati Ismea relativi al 2018 che peraltro vedono aumentare del 3% anche la spesa per la carne di pollo (+3,6%) mentre gli acquisti alimentari rimangono nel complesso stagnanti (+0,3%). Si tratta – sottolinea la Coldiretti - di un risposta alle fake news che colpiscono alimenti importanti per la dieta degli italiani, favorite anche dal diffondersi incontrollato sul web di notizie prive di basi scientifiche che danneggiano la salute ma anche l’economia del Paese. Una vera e propria leggenda metropolitana del tutto priva di basi scientifiche è ad esempio quella che – denuncia la Coldiretti – le uova facciano male al fegato. Al contrario, questo tipo di alimento contiene sostanze utili per il buon funzionamento delle cellule epatiche, come gli aminoacidi epatoprotettori come metionina e colina e una sostanza come l’inositolo utile in particolare per chi soffre di fegato grasso. “Siamo di fronte ad una importante rivalutazione dal punto di vista nutrizionale, salutistico ed etico che va sostenuto da una maggiore trasparenza nel garantire l’origine Made in Italy” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza delle risoluzioni approvate dalla Commissione Agricoltura della Camera che prevedono la timbratura di origine obbligatoria in allevamento. Ad oggi viene applicato sul guscio un codice alfanumerico che contiene le informazioni sulla provenienza dell’uovo e metodi allevamento adottato ma è difficilmente interpretabile dai consumatori e per questo – spiega Prandini – deve essere applicata una indicazione più chiara. Una misura importante per consentire di fare scelte di acquisto consapevoli che – sostiene Prandini – deve essere inserita anche all’esterno delle confezioni oltre che estesa anche alle uova sgusciate utilizzate dall’industria della pasta fresca e dolciaria. A preoccupare sono ora gli accordi commerciali che l’Unione Europea sta per siglare con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) su alcuni dei quali gravano pesanti accuse sulla sicurezza alimentare e per lo per sfruttamento del lavoro minorile per prodotti che arrivano anche in Italia secondo il Dipartimento del lavoro Usa. Per il pollame l’Unione Europea sarebbe orientata ad aumentare da 78.000 a 90.000 tonnellate l’offerta attuale del contingente di importazione agevolato. Vale la pena ricordare - conclude la Coldiretti - che il pollame dal Brasile si è classificato per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per il numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia nel 2018 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati RASSF. 





Salvini Vs Di Battista, il ministro: “Non parlo con i chiacchieroni tropicali”

 

"Ci sono tanti parlamentari e ministri dei 5 Stelle che lavorano, io preferisco parlare con loro, non con i chiacchieroni tropicali a pagamento". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini in risposta alle critiche di Alessandro Di Battista ("Salvini? Un conformista"). "E’ strano - ha aggiunto - che ci sia qualcuno che è alleato e che passa il suo tempo a insultarmi. Quello che dice è l’ultima delle mie preoccupazioni".





Di Maio annuncia una stretta per i grandi evasori: “Per loro non ci sono altre soluzioni che il carcere”

“Io credo una cosa, molto semplice: se sei un grande evasore che se la spassa danneggiando le persone perbene, ovvero chi ogni mattina si alza rientrando la sera alla fine di una lunghissima giornata di lavoro, ebbene se sei uno che invece di rispettare come tutti le regole pensi solo a truffare lo Stato ti devi fare il carcere. Punto. Non ci sono altre soluzioni: il carcere! Questa è la strada da intraprendere e questa è la strada che prenderemo!”. Lo scrive su facebook il vicepremier e leader M5s, Luigi Di Maio.

“In Italia c’è un problema serio che molti fanno finta di non vedere: i grandi evasori! Un governo che si definisce del cambiamento non può far finta di non vedere queste cose e deve intervenire per tutelare gli italiani onesti – sostiene Di Maio -. Il problema è che finora lo Stato se l’è sempre presa con i più deboli, con chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Ma è troppo facile fare la voce grossa con chi non riesce nemmeno a sfamare i propri figli, bisogna prendersela con chi evade regolarmente, con chi lo fa quasi per mestiere e si arricchisce giorno dopo giorno alle spalle di migliaia di famiglie che, giustamente, lamentano scarsi servizi nel Paese”.

Di Maio poi conclude: “Il MoVimento 5 Stelle i grandi evasori ha iniziato a combatterli, dando maggiori capacità operative alla Guardia di Finanza”.





Decreto Crescita, posta la questione di fiducia

Il governo ha posto alla Camera la fiducia sul decreto legge Crescita. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. Il voto di fiducia inizierà nel primo pomeriggio di venerdì. Una volta approvato dalla Camera, il provvedimento passerà all’esame del Senato. Il testo deve essere convertito in legge entro la fine del mese per evitare la decadenza.





La Bce avverte: “Fattori geopolitici gravano sulle prospettive dell’area Euro. Pronti a nuove misure”

Circostanze avverse "continuano a gravare sulle prospettive per l’area euro. Il perdurare delle incertezze connesse a fattori geopolitici, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilità nei mercati emergenti" intaccano la fiducia. Così il Bollettino della Bce. I Paesi con alto debito devono portare "il rapporto fra quest’ultimo e il Pil su una traiettoria discendente", sostiene. La Bce rileva per l’Italia come lo spread Btp-Bund sia "rimasto volatile ed elevato rispetto ai livelli osservati prima delle elezioni del 2018".





L’Inps certifica 290.810 nuovi contratti stabili nei primi quattro mesi del 2019

Nei primi quattro mesi del 2019 i contratti stabili sono stati + 290.810, pari al 107% in più rispetto ai primi 4 mesi del 2018. Emerge dai dati dell’Osservatorio Inps sul precariato. Il dato somma assunzioni, trasformazioni in contratti a tempo indeterminato, meno le cessazioni. In particolare c’è stato un boom di trasformazioni da contratti a termine a tempo indeterminato, passati da 165.240 a 271.763 (+64,5%). Nello stesso periodo le assunzioni totali dei privati sono state 2.320.426 a fronte di 1.793.391 cessazioni totali. 





Conte e il deficit. “I numeri non sono quelli della Commissione Ue. Siamo al 2,1% e non al 2,5%”

Il Premier Conte prende il pallottoliere e annuncia una nuova stima del deficit italiano, smentendo i numeri diffusi a più riprese dall’Unione Europea. Per il Presidente del Consiglio, che ha annunciato per mercoledì prossimo un Consiglio dei ministri chiarificatore, le cose non stanno come quelle scritte sulle carte che circolano a Bruxelles: “Faremo definitivamente l’assestamento di bilancio per certificare che i conti vanno meglio del previsto. Noi potremo certificare che siamo attorno al 2,1% del deficit e non al 2,5 come prevede la commissione Ue", ha detto ancora Conte sottolineando come, nella trattativa con l’Ue c’è "un binario tecnico" e un "binario politico". Su quest’ultimo punto Conte ribadisce che l’Ue ha "un patto di stabilità e crescita che è molta stabilità e poca crescita, dobbiamo invertire un attimo queste regole". Poi al suo arrivo a Bruxelles Conte ha anche risposto sul profili nel nuovo Presidente della Commissione: “Il nostro candidato ideale alla presidenza della Commissione europea è quello che si predisporrà a discutere le nuove regole sulla base di quello cho ho scritto” nella ‘lettera all’Europa’. E che ci sia o no qualcuno disposto a farlo “lo verificheremo”.