Temperature torride, per bimbi e anziani è stato d’allerta

Allarme malori per quasi 9 milioni fra anziani con oltre 75 anni e bambini fino a 36 mesi di età per il caldo torrido che stringe d’assedio l’Italia. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Istat in relazione all’allarme caldo lanciato dal ministero della Salute per Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia, Rieti e Roma con domani giovedì 27 giugno che sarà una giornata da bollino rosso a livello 3 il più alto che indica condizioni di emergenza con ondata di calore e possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sulle fasce di popolazione maggiormente a rischio come anziani, bambini molto piccoli e persone affette da malattie croniche. Gli anziani sopra i 75 anni e i bambini da 0 a 3 anni sono fra i più esposti a malanni e malori causati da uno sbalzo termico fra case e uffici climatizzati e l’esterno dove, nelle regioni del nord verranno superati i 40 gradi.

I cambiamenti climatici – evidenzia Uecoop – stanno modificando anche l’assistenza con una maggiore attenzione a comportamenti e stili di vita riguardo all’alimentazione, alla vivibilità degli ambienti, all’uso dei condizionatori, alle precauzioni da adottare in caso di uscita all’esterno sia per gli anziani che per i bambini, due categorie fra le più esposte ai colpi di calore visto che entrambi hanno un sistema di termoregolazione meno efficiente e manifestano con maggiore facilità i sintomi dell’ipertermia, sottolinea Uecoop su dati del Dipartimento della Protezione Civile per la prevenzione ondate di calore. Anziani e bambini – ricorda Uecoop – hanno poi in genere una ridotta mobilità e una minore capacità di spiegare un problema o di provvedere ai propri bisogni, compreso quello di bere che è fondamentale con le alte temperature. Inoltre – afferma Uecoop – la condizione di maggior rischio per gli effetti del caldo viene aumentata dalla solitudine e dal basso reddito. E in grandi centri urbani, come Milano, Roma, Torino e Bologna, l’incremento del rischio malori raggiunge il 50% per i soggetti con più di 85 anni e per vedovi, separati e divorziati secondo uno studio del Dipartimento della Protezione Civile per la prevenzione ondate di calore. Una situazione che, insieme all’invecchiamento progressivo della popolazione, pone la sfida di un’assistenza di qualità a lungo termine anche all’esterno del perimetro della famiglia con la necessità di potenziare un sistema di welfare che – conclude Uecoop – metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato e del mondo cooperativo.

 





Fico scuote il Movimento 5Stelle: “Dobbiamo parlare di tutto quello che non va. Ne va della vita del M5S”

“Oggi abbiamo una responsabilità di governo che dobbiamo sentire, così come io ne ho una istituzionale. Ma bisogna trovare un luogo idoneo appropriato per dire tutto quello che non va e questa cosa non è più procrastinabile perché ne va della vita del progetto del Movimento”. A pochi giorni dalle critiche nel libro di Alessabdro Battista è la voce del presidente grillino della Camera Roberto Fico a tornare a farsi sentire per strigliare, in una intervista a Repubblica, la gestione governista dei pentastelalti targata Luigi Di Maio.

“Non lo so – sorvola Fico nell’intervista al quotidiano- su idee e progetti di Di Battista- perché non ho parlato con lui. Ma chiedo a tutti di volare alto: serve visione politica, bisogna trovarla tutti insieme. Quello che serve è uno spazio dove tutti possiamo parlare del perché non ha funzionato, di cosa si sta sbagliando, di come elaborare la linea politica collegiale, ridefinire i valori, prendere decisioni di volta in volta. Questa è la proposta che ho fatto: spazi che permettano di ragionare insieme e capire la strada percorsa o da percorrere”. La richiesta è duplice: un organismo decisionale e un incontro nazionale. “Penso – spiega- a entrambe le cose. A partire dall’incontro: un momento di scambio intenso, trasparente, franco”.

“Non c’è mai stato – incalza Fico- solo il blog, ma anche un innovativo percorso territoriale, partecipativo, di visione che è da recuperare perché oggi è diventato molto più scarno”. Mentre ora “c’è bisogno di parlarci tutti dal vivo”. E “sae ci vogliamo parlare non c’è statuto che tenga. Parlare è il modo per superare eventuali contrasti. Non hanno mai avuto senso le definizioni di dissidenti o traditori. Non è questione di due mandati o meno, di un asse tra Di Battista e Casaleggio o tra Fico e Di Maio”.

In questo senso, il presidente della Camera non esita a manifestare il suo dispiacere per le dimissioni dal MoVimento della senatrice Paola Nugnes. “Assolutamente sì. Paola è con noi da dodici anni, è una persona onesta, una combattente. Quel che serve oggi – ammonisce- non è attaccare chi va via, ma chiedersi perché una persona che ama il Movimento come lei decida che non le sta più bene. La risposta che mi do e che pretendo è proprio quel che dicevo: uno spazio di condivisione dove si possano confrontare tutte le anime di un Movimento multiforme come il nostro”.





Pressione fiscale al 38% in aumento dello 0,3%. Dato più alto dal 2015

Nei primi tre mesi del 2019 la pressione fiscale è arrivata a toccare quota 38,0%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ il dato più alto dal 2015. Lo rileva l’Istat, precisando che anche in questo caso vale solo il confronto annuo, tra stessi trimestri. Nel primo la pressione fiscale, come sempre si osserva, mostra un livello più basso rispetto al resto dell’anno.

Nei primi tre mesi del 2019 il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,9%. Un aumento che arriva dopo due cali consecutivi. Torna così a segnare un nuovo massimo dal 2012, ma resta ancora sotto il picco pre-crisi, toccato nel 2007 (-5,7%). Lo rileva l’Istat parlando di "un marcato recupero" del reddito che, "grazie alla frenata dell’inflazione, si è trasferito direttamente in crescita del potere d’acquisto".

consumi delle famiglie nei primi tre mesi del 2019 sono cresciuti in termini nominali dello 0,2%, frenando su base congiunturale (erano aumentati dello 0,6% alla fine del 2018). Lo rileva l’Istat. Invece, la propensione al risparmio delle famiglie è stata pari all’8,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Nel primo trimestre del 2019 il rapporto tra deficit e Pil è stato pari al 4,1%. Lo rileva l’Istat, evidenziando come l’incidenza dell’indebitamento sia "scesa lievemente" rispetto allo stesso periodo del 2018. L’Istat diffondendo il dato ricorda che il deficit mostra un andamento stagionale e che il confronto può essere fatto solo su base annua.





Emergenza rifiuti, dopo Roma rischio elevato anche a Napoli. La denuncia della Fp Cgil

Dopo Roma anche Napoli rischia il collasso per i rifiuti. A denunciarlo è la Cgil che in più occasioni aveva lanciato l’allarme e che non era stato raccolto, fino ad ora, sia dall’amministrazione comunale che da quella regionale. “Napoli e la sua area metropolitana – si legge in una nota diffusa dalla Cgil Fp di Napoli - non possono permettersi più un’altra emergenza rifiuti, soprattutto in una fase di grande rilancio turistico con le Universiadi ormai alle porte. Deve finire il tempo delle soluzioni provvisorie e della rincorsa alle emergenze”. È quanto affermano la Cgil e la Funzione pubblica Cgil di Napoli. “Gli Stir  – precisa il sindacato – sono in una situazione di evidente collasso, ormai sovraccarichi, con gli autisti costretti a interminabili attese per scaricare i rifiuti. D’altra parte si tratta di impianti nati per uscire provvisoriamente dall’emergenza, ma che la mancata realizzazione degli impianti per la differenziata hanno trasformato in una soluzione stabile. In questo quadro è estremamente preoccupante il modo in cui stiamo arrivando alla chiusura per manutenzione del termovalorizzatore di Acerra, seppure per soli 35 giorni”.

“Quanto ascoltiamo dalle istituzioni, in assenza di tavoli ufficiali – aggiungono Cgil e Fp Cgil di Napoli –, non ci tranquillizza. Prevalgono da parte della Regione generici richiami alla responsabilità dei singoli Comuni, che dovrebbero trovarsi da soli le aree per lo smaltimento provvisorio, si torna a parlare di invio all’estero, nascondendo l’aggravio di tariffe e prezzi. Non possiamo permetterci l’ormai consueto scontro tra istituzioni, non possiamo permetterlo su una materia che incide direttamente e quotidianamente sulla salute e la qualità di vita dei cittadini, oltretutto già chiamati a pagare una tassazione esorbitante proprio in virtù dell’ultima crisi”.

“Chiediamo pertanto – concludono – che si creino dei tavoli interforze presso le prefetture in tutta la regione per governare la fase di emergenza ai quali partecipino tutti i soggetti interessati. E chiediamo che si ragioni subito delle soluzioni strutturali, liberando definitivamente il territorio dalle ecoballe, sulle quali è tornato pochi mesi fa il Consiglio d’Europa. Bisogna superare appunto gli Stir e costruire gli impianti per la differenziata subito, dialogando con le comunità e vincendo paure e resistenze. Bisogna puntare alla costituzione di soggetti pubblici industriali che gestiscano raccolta e impianti”.





Whirlpool, torna il sereno per la vertenza. Aperture dall’impresa

Whirlpool: finalmente qualche passo avanti dopo l’incontro che si è tenuto al ministero dello Sviluppo Economico per la vertenza che riguarda lo stabilimento di Napoli alla presenza del ministro Di Maio, della delegazione aziendale guidata dal presidente di Whirlpool Emea, Morel, delle istituzioni locali, delle organizzazioni sindacali nazionali, territoriali e dei delegati di fabbrica. "Per la prima volta - hanno dichiarato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom, e Rosario Rappa, segretario generale Fiom Napoli - l’azienda ha accettato di discutere la nostra proposta, non escludendo che la soluzione della vertenza possa anche essere trovata senza la vendita dello stabilimento".

Mentre si svolgeva l’incontro, 300 lavoratori venuti da Napoli erano in presidio davanti alla sede del ministero. "Il tavolo continuerà a stretto giro per individuare una soluzione condivisa – annunciano i sindacalisti –. Abbiamo chiesto all’azienda un comportamento leale, per permettere al confronto di svilupparsi senza forzature. Non è piaciuto ai lavoratori il prelievo notturno delle lavatrici dal magazzino di Caserta.”

“Quello di oggi è stato un piccolo passo avanti, e importante è che sia avvenuto alla presenza del presidente Morel. Ora attendiamo la rapida convocazione del tavolo per andare a vedere nel merito la serietà delle affermazioni fatte al tavolo”, termina il comunicato.

Sull’incontro è intervenuto anche il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci, che invita ancora alla cautela: “Non vorremmo che azienda e Governo stiano prendendo altro tempo perché non riescono a trovare una soluzione stabile e definitiva per i 430 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento di via Argine e per gli 800 dell’indotto. Non si comprende, infatti, la stabilità occupazionale di cui si è discusso anche oggi su quale piano industriale si regga se, come sta accadendo in queste ore, i prodotti vengono dirottati verso la Polonia".

Per Ricci la Regione Campania deve "scendere attivamente in campo per sostenere questa vertenza, così come accade nelle altre regioni. Stesso impegno auspichiamo anche per la vertenza che sta coinvolgendo lo stabilimento Jabil di Marcianise, dove l’azienda ha comunicato 350 licenziamenti: le multinazionali non possono paventare piani industriali e poi scappare dal territorio”. 

Ottimistici i commenti di parte aziendale. Whirlpool "è fortemente impegnata a trovare una soluzione" per lo stabilimento di Napoli, "in collaborazione con il Mise e le organizzazioni sindacali, in grado di assicurare la continuità industriale e preservare i livelli occupazionali, così da garantire un futuro sostenibile per i nostri dipendenti. In linea con questo impegno, ho chiesto al ministro Luigi Di Maio di aprire un tavolo di negoziazione con tutte le parti interessate per iniziare a discutere una soluzione a beneficio dei 412 lavoratori di Napoli". Così in una nota Gilles Morel, presidente di Whirlpool Emea e vice presidente esecutivo di Whirlpool Corporation, al termine dell’incontro. Whirlpool Emea "è a un momento di svolta, ecco perché la nostra competitività industriale è fondamentale - ha proseguito Morel - L’Italia è e rimarrà un Paese strategico, sia dal punto di vista industriale sia commerciale e, per questo motivo, negli ultimi anni abbiamo investito circa 600 milioni e ci siamo impegnati a continuare a investire 250 milioni in linea con il nostro piano industriale 2019-2021".





Partita la mobilitazione dei lavoratori dell’energia e del petrolio. Assemblee nei luoghi di lavoro

Al via la mobilitazione con le assemblee in tutti i posti di lavoro. E giovedì 4 luglio sciopero generale dei dipendenti delle aziende di energia e petrolio. Lo stop, deciso da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, sarà di otto ore.

"L’azione si è resa indispensabile per respingere le pretese ingiustificate delle controparti datoriali, tese a confutare il modello contrattuale e le condizioni previste in materia, dall’accordo interconfederale Cgil-Cisl-Uil-Confindustria del 9 marzo 2018", affermano in una nota i sindacati, giudicando "grave" la posizione espressa al tavolo negoziale da Confindustria Energia e dalle aziende aderenti, "ancor più alla luce di un confronto che si protrae da più di sei mesi e che era ragionevole pensare potesse avviarsi verso una positiva conclusione".

Secondo le organizzazioni sindacali, Confindustria Energia, "smentendo quanto già definito nel rinnovo del precedente contratto", punta "a un’ingiustificabile riduzione del salario di riferimento", proponendo un "contenuto aumento economico, assolutamente non in linea con i più che positivi e consolidati andamenti economici delle aziende del settore". I sindacati intravedono, dunque, anche "un tentativo di condizionare negativamente pure i futuri rinnovi contrattuali".

Oltre a questo, Filctem, Femca e Uiltec denunciano una "scarsa sensibilità" su una serie di tematiche poste dal sindacato: partecipazione ai processi organizzativi, miglioramento delle condizioni di sicurezza, regolamentazione dell’appalto, norme per l’assistenza ai minori e ai congiunti bisognosi. Insomma, secondo i rappresentanti dei lavoratori saremmo di fronte a "un pesante arretramento della cultura delle relazioni in questo settore" e a "un tentativo di destrutturare il sistema contrattuale".

Di qui la scelta della mobilitazione e dello sciopero generale. Intanto sono appunto iniziate le assemblee dei lavoratori, "coinvolgendo per quanto possibile le istituzioni locali, dai sindaci ai prefetti". Filctem, Femca e Uiltec così concludono: "Per noi è in gioco non soltanto il positivo quanto necessario e non più rinviabile rinnovo del contratto, ma l’intero sistema delle relazioni sindacali e della rappresentanza, in questo come in altri settori analoghi, che solo per citarne alcuni investono l’area dell’elettrico, del gas-acqua, del tessile e della gomma plastica".





Nuovo miracolo a Roma, riaperta dopo 8 mesi la fermata Metro A Repubblica

Riaperta  la fermata metro Repubblica della linea A della metropolitana di Roma chiusa da 246 giorni.

Era stata chiusa il 23 ottobre scorso quando una ventina di tifosi del Cska di Mosca, a Roma per la partita di Champions della loro squadra, rimasero coinvolti in un incidente per il malfunzionamento della scala mobile. La stazione è tornata operativa alle 5,30.

Atac ha informato che sono conclusi tutti i collaudi con esito positivo sulle scale mobili oggetto degli interventi di manutenzione. 

Ci scusiamo per i disagi che cittadini e commercianti hanno dovuto affrontare in questi mesi a causa dei lavori straordinari di manutenzione", ha affermato la sindaca di Roma Virginia Raggi su twitter.




Blitz contro la camorra in tutta Italia, nel mirino i clan Contini, Mallardo e Licciardi. 100 arresti e sequestro di beni per 130 mln di euro

Imponente operazione all’alba dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli. Eseguiti su tutto il territorio nazionale oltre 100 provvedimenti cautelari emessi dal gip di Napoli su richiesta della Procura nei confronti di appartenenti ai clan camorristi Contini, Mallardo e Licciardi. L’attività di indagine è stata condotta anche con l’apporto investigativo della polizia e della Dia. La Gdf ha sequestrato un ingente patrimonio. Il patrimonio di beni mobili e immobili riconducibile ai clan dell’alleanza di Secondigliano sequestrato, su tutto il territorio nazionale, ammonta a circa 130 milioni di euro.

Le forze dell’ordine e la magistratura hanno inferto un duro colpo al consorzio criminale fondato alla fine degli anni ’80 dai boss Edoardo Contini, detto "o’ Romano", Francesco Mallardo, soprannominato "Ciccio ’e Carlantonio" e da Gennaro Licciardi, alias "a’ scign".

Puntuale, sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Oltre cento camorristi arrestati in tutta Italia: è un colpo durissimo per l’Alleanza di Secondigliano. Ottima notizia! Grazie a Forze dell’Ordine, Procura e inquirenti: contro i clan nessuna pietà», ha scritto sui social facendo sapere che «fra oggi e domani al Viminale ci saranno ben quattro Comitati Nazionali per l’Ordine e la Sicurezza in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia».





Elettricità e gas, le bollette vanno in altalena

Dopo i forti ribassi del trimestre scorso, anche nei prossimi tre mesi per i consumatori si conferma un andamento complessivamente favorevole delle bollette dell’energia per i clienti in tutela. Lo rende noto l’Autorità per l’Enercia (Arera) specificando che dal 1° luglio infatti per la famiglia tipo 1 si registra un deciso calo per le bollette del gas (-6,9%) e un leggero incremento per quelle dell’elettricità (+1,9%), che intacca solo in parte il calo dei tre mesi precedenti (-8,5%), un risultato comunque favorevole in vista dell’inizio della stagione estiva, caratterizzata dall’accensione degli impianti di raffrescamento.

Gli aggiornamenti sono prevalentemente legati ai previsti andamenti nel prossimo trimestre dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, nazionali ed internazionali.

Per l’energia elettrica è significativo come il leggero incremento finale sia il risultato di un aumento dei costi di acquisto dell’elettricità, attenuato da un lieve aggiustamento in riduzione degli oneri generali che, dopo le azioni di recupero delle manovre del 2018 a tutela dei consumatori concluse con il precedente aggiornamento, tornano ora a seguire percorsi di adeguamento “ordinari”.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, infatti, l’aggiornamento – valido dal prossimo 1° luglio – è determinato da un aumento della componente a copertura della spesa per la materia energia (+2,65%), parzialmente ridotto da un calo di quella per gli oneri generali (-0,75%).L’aumento della componente materia prima è principalmente legato al normale andamento stagionale dei mercati, in parte compensato dalle quotazioni delle commodity energetiche, in particolare dai bassi prezzi del gas naturale (ancora allineati tra mercato asiatico ed europeo). A questo si aggiungono quotazioni dei permessi di emissione della CO2 ancora stabili su alti livelli.

La condizione di ritrovato sostanziale equilibrio in prospettiva d’anno del gettito degli oneri generali, a fronte di alcune revisioni al ribasso delle previsioni di oneri da coprire, ha poi permesso una loro lieve riduzione.

Per il gas naturale l’andamento è sostanzialmente determinato per intero dalla riduzione della spesa per la materia prima (-6,9% sulla spesa della famiglia tipo), legata alle quotazioni stagionali attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre. Per quanto riguarda una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo tasse), per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo, nell’anno scorrevole2 (compreso tra il 1° ottobre 2018 e il 30 settembre 2019) sarà di 566 euro. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro.





Olimpiadi di Roma, Malagò affonda la Raggi: “A Roma trattammo con dei bambini”

“Io ripetevo “lasciate aperta una porta per i Giochi, magari succederà qualcosa che farà cambiare una posizione puramente ideologica”. Sembrava di trattare con quei bambini che dicono “non mi piace perché me lo ha detto papà””. La sindaca Raggi “ha ragione, la città ha altre priorità che mi sembra siano rimaste tali, anzi forse sono peggiorate”. Lo spiega in un’intervista a “Repubblica” il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Prima Roma e poi anche Torino. “Sono due storie diverse – sottolinea Malagò – Torino non voleva presentarsi con altre città, poi ha ottenuto le Atp Finals. Per Roma invece avevamo tutto. Il governo, la regione, il Paese, la città che aveva votato la delibera. Con Milano-Cortina non avevamo niente, poi abbiamo costruito un dossier formidabile”.





Di Maio contro la Tav: “Grandissimo regalo ai francesi”

 

“Non abbiamo mai pensato ad un progetto di ‘Tav leggera’”. Lo scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio.

Su Tav, afferma, “sono più di 20 anni che sentiamo discuterne.

Era urgente già negli anni 90! Con un piano che, secondo gli accordi presi da chi ci ha preceduto, è un grandissimo regalo ai francesi. Se permettete, io penso prima al mio Paese e alla mia gente e ho fiducia nel fatto che il Presidente Conte trovi una soluzione. Non abbiamo mai pensato ad un progetto di ‘Tav leggera’. Parliamo piuttosto di cose serie”.”Il progetto della Tav leggera? O un treno passa sotto la montagna o non ci passa, tertium non datur: a me piacciono i treni che corrono” aveva detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a margine di una conferenza stampa al Viminale.”C’è un progetto in itinere e spero che la lezione delle Olimpiadi sia servita”, ha concluso.





Tav, l’Ue si accolla economicamente il nostro tratto nazionale

"E’ stata autorizzata la pubblicazione dei bandi per lavori in Italia del tunnel della Tav Torino-Lioneè una giornata storica". Lo ha annunciato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sottolineando che "il cofinanziamento dell’Ue sale al 55% per la parte internazionale". Il tratto nazionale, da Bussoleno a Torino, sarà invece finanziato al 50% dallUnione europea. L’avvio della procedura per il lotto italiano del tunnel di base segna il completamento del percorso degli affidamenti dei lavori per la realizzazione dei 57,5 km del tunnel di base. L’importo stimato complessivo per l’affidamento dei lavori del tunnel di base della Torino-Lione, lato Italia, è di circa un miliardo di euro.

"L’avis de marchés", l’invito a presentare candidatura relativi agli interventi, è diviso in due lotti, uno per i lavori di costruzione e uno per la valorizzazione dei materiali di scavo. Sara’ pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Europea con l’esplicitazione della facoltà di interrompere senza obblighi e oneri la procedura di gara in ogni sua fase, come previsto dal Codice degli Appalti Pubblici francese. Telt conferma l’impegno a verificare le volontà dei due governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all’invio dei capitolati di gara alle imprese.

Nel frattempo la coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, ha invitato l’Italia e la Francia "a portare avanti il progetto secondo gli accordi, con l’obiettivo di dare un contributo a superare le sfide ambientali comuni". Lo rende noto Telt, la società incaricata di realizzare e poi di gestire la nuova Torino-Lione, al termine del consiglio d’amministrazione che, alla presenza della Radicova, ha dato il via libera alla pubblicazione dei bandi per i lavori del tunnel in Italia. "Scriverò domani al premier Conte, perché l’Ue sollecita una parola chiara dal governo italiano sulla volontà di proseguire con l’opera. La Regione Piemonte chiede, quindi, al Presidente del Consiglio di dare certezza all’Europa e consentire a Telt di inviare i capitolati alle imprese che parteciperanno ai bandi approvati oggi". Cosi’ il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a margine del cda di Telt a cui ha preso parte, nelle scorse ore a Parigi, insieme all’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Gabusi. "Chiediamo inoltre di nominare al più presto il presidente dell’Osservatorio per procedere con le compensazioni, oggi ferme, e su cui sono stati già stanziati 42 milioni di euro. Risorse che vanno immediatamente date al territorio. Ci batteremo - conclude il presidente Cirio - per portare lo stanziamento complessivo, come promesso, a 100 milioni".





Revoca concessioni ad Autostrade ed Autonomia rinforzata, il Governo non trova la quadra. Tutto rinviato

Nessun accordo nell’Esecutivo per arrivare ad una intesa sui punti cardine del M5S e della Lega. Obiettivi programmatici raggiunti nelle segrete stanze ma che non trovano invece una intesa completa alla luce  del giorno. A nulla è servito il doppio vertice in notturna a palazzo Chigi che ha inchiodato senza risultato premier, vicepremier, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con ministri e delegati di M5S e Lega per tentare di sbloccare l’impasse su Autonomia, Autostrade e sull’assestamento di bilancio da cui dipende la possibilità di evitare la procedura di infrazione Ue sui conti pubblici. Nelle intenzioni del premier Giuseppe Conte la no stop di summit serale e notturna dell’esecutivo (oltre sei ore) avrebbe dovuton consentire di arrivare a definire le questioni in tempo utile per il Consiglio dei ministri di questa sera per il quale i ministri avevano ricevuto preavviso per le 18,30-18,50, in modo da consentire a Conte il decollo alle 21 per il Giappone dove è atteso a Osaka per il G20. Così’ non sarà: la fumata nera della consultazione politica è stata su tutti i fronti ed ora è da vedere se il Consiglio dei ministri verrà comunque convocato stasera e con quale ordine del giorno.

Di certo se si svolgerà non affronterà la questione che Matteo Salvini aveva alla vigilia dei summit dato invece per scontata: i provvedimenti per l’autonomia differenziata per le Regioni del Nord che ne hanno fatto richiesta. La decisione del Governo in proposito è stata rinviata a una nuova riunione la prossima settimana. E così alle 22 Salvini si è chiuso alle spalle iol portone di palazzo Chigi per andare in studio a Rai3 da Bianca Berlinguer a ripetere la sua linea senza alcun arretramento su autonomia, autostrade, tav, rapporto e trattativa con la Ue sui conti pubblici del nostro Paese. Alla testa della delegazione leghista nel confronto con Conte Di Maio e la delegazione pentastellata, Salvini ha lasciato Giancarlo Giorgetti che nella stessa convulsa giornata di ieri ha fatto sapere di non essere troppo interessato alla nomina nella prossima Commissione Ue, incarico per il quale era sempre stato considerato in pole position.

Al termine del doppio vertice a palazzo Chigi sono filtrate poche indiscrezioni,se non la conferma delle posizioni di partenza e discordi su rapporto con Ue e revoca delle concessioni autostradali su cui Di Maio e M5s continuano a fare la voce grossa. Di certo se questa sera il Governo non delibererà sull’assestamento di bilancio o addirittura non si riunirà proprio la partenza di Conte da palazzo Chigi per il Giappone aggiungerà incognite di politica interna alla delicata trasferta internazionale. Non è escluso dunque che il premier in giornata convochi nuovamente a palazzo Chigi i due vicepremier per tentare di nuovo di sbloccare la permanente impasse.





Corte dei Conti avverte: “Taglio shock delle tasse rappresenta un rischio”

E’ la Corte dei Conti a gettare acqua sul fuoco delle dinamiche che dovrebbero nei prossimi mesi portare ad una riduzione drastica della tassazione: "Elementi ulteriori di preoccupazione e nuove tensioni sembrano emergere da una attenta lettura delle tendenze della spesa statale": il monito arriva dal presidente di coordinamento delle Sezioni riunite della Corte dei Conti, Ermanno Granelli. Se si scorporano dalla spesa statale operazioni straordinarie come salvataggi bancari e imposte differite, i risultati del 2018 sono "meno rassicuranti" con un +6% di spesa pubblica sia corrente che per investimenti, aumentati "in misura considerevole" (+3 miliardi rispetto al 2017) per l’accelerazione dei contributi agli investimenti delle imprese.

La stagnazione della crescita italiana nel 2018 ha determinato un effetto di trascinamento sugli anni a venire "che non è agevole rimontare" e "anche un tasso medio annuo di crescita del Pil molto modesto, come quello ora stimato a livello ufficiale (0,2%), presupporrà una ripresa delle attività economiche nel corso dei prossimi trimestri non priva di incertezze", ha aggiunto Granelli. Un riordino delle deduzioni fiscali e un riassetto delle tasse è una priorità, ma lo ’shock fiscale’ evocato da alcuni, senza coperture nel breve termine, "potrebbe avere ripercussioni gravi, tali da annullare o ridurre molto i benefici della rimodulazione delle aliquote". Lo ha detto il procuratore generale della Corte dei Conti, Alberto Avoli.





Sea Watch, salta il blocco e entra nelle acque territoriali italiane

La ’Sea Watch’ non si ferma, nonostante l’alt intimato dalle motovedette della Finanza e il no della Corte di Strasburgo allo sbarco a Lampedusa. La nave dell’Ong tedesca battente bandiera olandese, con 42 migranti a bordo, ormai è nelle acque territoriali italiane. E in un tweet la Sea Watch annuncia: "Basta, siamo entrati. Ora fateli scendere". Il comandante della nave, Carola Rackete, rischia una multa di 50mila euro e il sequestro dell’imbarcazione.





Gelaterie, la qualità è artigianale. Boom a Milano e Roma

E’ sempre più alta la qualità delle gelaterie italiane. Pensate che otto su dieci sono sparse tra Lazio e Lombardia e fanno un business da 179 milioni su 1,5 miliardi in Italia (il 12% nazionale). La gran parte sono artigianali. A far di conto sono oltre 2.500 le aziende del “gelato” in Lombardia su 19 mila in Italia, tra pasticcerie, gelaterie (compresi gli ambulanti) e aziende manifatturiere che si occupano della produzione, e registrano rispetto a 5 anni fa una crescita del +2,5% . A crescere di più rispetto allo scorso anno sono Lecco, dove si contano in tutto 78 imprese del settore gelati (+6.8%) e Lodi con 45 imprese (+4.7%). Prime, per offerta di gelati, in Lombardia sono Milano con 782 gelaterie +13,8% in 5 anni, Brescia con 370 imprese, Bergamo con 272, Varese con 248. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese 2019. Ha dichiarato Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Le gelaterie rappresentano un settore legato all’attrattività, capaci di promuovere lo stile di vita italiano, grazie a un prodotto artigianale e di qualità, proposto con idee sempre nuove e creative e con attenzione agli ingredienti sani e freschi”. “Ha dichiarato Vincenzo Mamoli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Dire gelato artigiano è sinonimo di qualità, sostenibilità e creatività. Gli artigiani del gelato sono infatti noti per la caratteristica produzione che è un richiamo anche per i territori con un business in crescita in questo periodo dell’anno. Qualità che mantengono con un lavoro curato e dedicato, di alta professionalità, da materie prime preferibilmente a Km 0 e stagionali. L’aumento delle imprese nel settore in Lombardia, anche a Lodi è un indicatore positivo di una maggiore attrattività grazie alla valorizzazione dei sapori e dei prodotti locali”. Dichiarazione Antonio Morgese consigliere Alga (Gelaterie Artigianali) Assofood Confcommercio Milano: “Quest’anno abbiamo vissuto una particolarità abbastanza inaspettata in considerazione del clima favorevole (marzo/aprile). Al contrario nel mese di maggio le temperature hanno raffreddato il gelato!. Però questo scorcio di giugno ci fa ben sperare. Quanto ai gusti abbiamo sperimentato il gelato fuori dal momento dolce a partire dal dessert fino addirittura all’aperitivo con gusti dal cremino alla bruschetta con gelato al pomodoro. Vince l’innovazione nella tradizione.” Dichiarazione Luca Maggi presidente Alga (Gelaterie Artigianali) Assofood Confcommercio Milano: “Oggi come oggi c’è un ritorno ai grandi classici ed il pistacchio è il re in vaschetta. Ovviamente l’auspicio della buona stagionalità porta sempre a scegliere i gusti classici e tradizionali anche per la frutta e in particolare la frutta esotica “acai”. Milano, business estivo in crescita del +13,8% in 5 anni. Sono 782 le gelaterie milanesi, un imprenditore su dieci è straniero (9,0%). Circa 3 mila gli addetti. Il business del gelato a Milano vale 83 milioni all’anno. Gli addetti al lavoro nei settori della produzione e commercio di gelato in Lombardia sono 10 mila. Buona la presenza di donne gelataie in regione, che rappresentano il 31,1% del totale, con picchi a Bergamo e Pavia, dove la quota raggiunge il 35%. Forte anche la presenza di giovani, sono il 10,7% in regione. Non mancano gli stranieri a cimentarsi con uno dei simboli del gusto italiano nel mondo (6,1% del totale regionale), in particolare a Milano dove è straniero circa un gelataio su 10 (9,0%). E in regione il gelato è di qualità: gli artigiani che lo producono in proprio sono il 75,8% del totale. Le gelaterie in Italia. Sono quasi 19 mila tra produzione e vendita e danno lavoro a quasi 75 mila addetti. Regina del gelato è Roma con 1.409 attività e 4.286 addetti. Seguono Napoli per imprese (898) e Torino per addetti (3.087). Tra le prime 10 per imprese anche Milano e Torino con oltre 700, Salerno e Bari con oltre 400, Palermo, Brescia, Venezia, Catania e Messina con oltre 300. A crescere di più sono Ancona (+8,2%) e Lecco (+6,8%).





E’ nato il Gruppo Giornalisti ‘Gino Falleri’

A cento giorni dalla scomparsa di Gino Falleri, storico punto di riferimento nell’Ordine regionale dei giornalisti pubblicisti di Roma e del Lazio, a raccogliere ora la sua eredità, tracciata per anni con un impegno costante, sono i gruppi di “Giornalisti Unitari di Stampa Romana” e “Giornalisti 2.0”.  Le due più rappresentative compagini del mondo pubblicistico regionale, grazie alla disponibilità concessa dalla famiglia Falleri, di cui ringraziano la Signora Rossana ed il figlio Roberto, hanno   gettato le basi per tornare ad offrire ai colleghi pubblicisti del Lazio quella sponda di affidabilità e di concretezza che, all’interno degli organismi associativi ed istituzionali dei giornalisti, il compianto Vicepresidente aveva sempre assicurato. Sulla strada tracciata dal suo impegno, si consolida adesso all’interno dell’Ordine regionale il “Gruppo Gino Falleri”, composto dai Consiglieri pubblicisti Roberto Rossi del GUS, Giornalisti degli Uffici Stampa, e Maurizio Lozzi della FNGPI, la Federazione Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti Italiani.  La prima partecipazione pubblica della nuova compagine, di cui fanno parte anche i giornalisti Massimo Di Russo, pubblicista, Maurizio Pizzuto, professionista ed altri, è prevista agli Stati Generali dell’editoria convocati il 4 luglio a Palazzo Montecitorio. L’accordo tra le due maggiori componenti del giornalismo pubblicista regionale apre ora alla più ampia partecipazione possibile dei colleghi pubblicisti e a raccogliere le loro istanze proprio al fine di rafforzarne lo status, tanto più in un momento topico in cui problemi complessi, rafforzati purtroppo anche dalla miopia di tante anime vaganti del giornalismo, stanno offuscando gli orizzonti professionalmente percorribili. Su questi, invece, il neo-costituito “Gruppo Gino Falleri” vuole avere, assicurare e mantenere una visione chiara, sia per pianificare tutte le strategie necessarie ai giornalisti pubblicisti, ai professionisti ed anche ai comunicatori - sia per approfondire nuove ipotesi normative necessarie a ridurre i rischi di abrogazione della legge istitutiva dell’Ordine, qualora ne venissero scartate le ipotesi al momento in campo per una sua autentica riforma.





Bollette telefonica, attesa di Adiconsum per la sentenza del Consiglio di Stato

Attendere la sentenza del Consiglio di Stato prima di accettare~rimborsi alternativi proposti dalle compagnie telefoniche. Lo consiglia Adiconsum Emilia Centrale in riferimento alla vicenda delle bollette telefoniche a 28 giorni. Ricordiamo che il Consiglio di Stato ha rigettato la sospensiva sui rimborsi presentata da Vodafone, Wind Tre e Fastweb e le ha invitate a predisporre un piano scaglionato. All’avvicinarsi della data del 4 luglio prossimo, giorno in cui il Consiglio di Stato sentenzierà se i rimborsi dovranno essere automatici oppure no, le compagnie telefoniche stanno inviando ai consumatori offerte di servizi aggiuntivi che, in caso di accettazione, faranno decadere il diritto dell’utente a ricevere il rimborso per i soldi versati in più con le bollette a 28 giorni. «Denunciamo la scarsa trasparenza delle comunicazioni inviate dai vari operatori e ribadiamo che spetta al consumatore se aderire o no a tali offerte o se preferire il rimborso in bolletta – afferma Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale - Non esplicitarlo equivale a negare uno dei diritti fondamentali del consumatore: la libertà di scelta. Invitiamo i consumatori ad attendere la decisione del Consiglio di Stato, visto che le offerte alternative proposte non scadono nell’immediato». La telenovela dei rimborsi sulle fatturazioni si trascina da giugno 2017. Secondo gli accordi con le associazioni dei consumatori, le compagnie avrebbero dovuto restituire agli abbonati quasi un mese di canone. Di fatto, non “soldi indietro”, ma lo spostamento dell’addebito in avanti per un corrispondente numero di giorni (equivale, quindi, ad avere gratis il servizio fino a rimborso avvenuto). Le compagnie stanno, però, presentando piani alternativi di rimborso sotto forma di servizi. I consumatori sono liberi di accettarli, ma devono verificare se essi sono effettivamente convenienti e conformi alle linee guida dell’Agcom. «In ogni caso resta salvo il diritto del consumatore ad avere il rimborso in fattura», ribadisce in conclusione Adiconsum Emilia Centrale.





Parola ai tributaristi: “"Occorre chiarezza e rispetto degli intermediari fiscali da parte dello Stato"

“ISA: occorre chiarezza e rispetto del lavoro degli intermediari fiscali”. E’ quanto mettono, nero su bianco i Presidenti di ANCIT, Associazione Nazionale dei Consulenti Tributari Italiani, ANCOT, Associazione Nazionale Consulenti Tributari, ATI, Associazione Tributaristi Italiani, INT, Istituto Nazionale Tributaristi. Il 20 giugno, alla riunione indetta dall’Agenzia delle Entrate sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale, abbiamo appreso dal Direttore Antonino Maggiore, che sugli ISA “Si è andati lunghi”. Questa dichiarazione ci rinfranca per l’onestà intellettuale dimostrata, ma evidentemente non evita problemi e preoccupazioni. A pochi giorni dalla prima scadenza fiscale (1 luglio 2019), dobbiamo ancora aspettare la pubblicazione del DPCM che dovrebbe, come già anticipato ufficiosamente dalla stampa specializzata, prorogare questa data. Ora una modifica al Decreto Crescita, sposta i termini al 30 settembre. Si tratta di una situazione di confusione ed incertezza che crea sfiducia, aumentando le difficoltà per i contribuenti e per gli intermediari fiscali iscritti alle nostre associazioni. Proprio i nostri iscritti – segnalano le associazioni - hanno ricevuto la prima release del software sugli ISA, ma già sono iniziate le prime osservazioni che porteranno a brevissimo ad una seconda release. Si attende per tempo dalla stessa Agenzia delle Entrate una Circolare in merito. Lo scorso anno abbiamo votato, nella commissione Ministeriale ISA, già studi di settore, il rinvio dei primi Indici per partire tutti insieme. Oggi si sta facendo un grande lavoro e sicuramente nel prossimo futuro ne capiremo la portata epocale, così come già per la fatturazione elettronica. Ma tutto ciò non può che portarci ad una presa di coscienza nell’interesse generale. I nostri assistiti devono comunque presentare la documentazione contabile e fiscale per il rinnovo dei fidi in banca. Gli studi non sanno come riprogrammare le attività interne per le elaborazioni dei modelli delle dichiarazioni fiscali perché rimangono in attesa di nuove istruzioni Ministeriali. È chiara allora la necessità di una profonda riprogrammazione dell’agenda tributaria che tenga in debito conto il lavoro dei tributaristi da noi rappresentati. Anche perché il 2019 segnerà l’anno della svolta al digitale e del prossimo precompilato delle dichiarazioni IVA, come preannunciato dal Direttore Maggiore in audizione parlamentare. Se sugli ISA si è andati troppo lunghi, per non ripetere l’errore è necessaria una presa di coscienza anche da parte della politica con una riapertura dei tavoli della semplificazione che tenga in considerazione la voce professionale di tutti gli intermediari fiscali, un elemento indispensabile per la riuscita di ogni progetto di digitalizzazione in ambito tributario. Noi ci siamo e siamo disponibili a fare la nostra parte. I nostri associati - concludono le Associazioni - chiedono la possibilità di poter lavorare, senza nulla a pretendere, se non la chiarezza negli adempimenti. Ora la politica e la PA facciano la loro parte, nell’interesse dei cittadini/contribuenti e rispettando il lavoro dei professionisti, che di fatto svolgono una funzione pubblica in qualità di intermediari tra il Contribuente e l’Amministrazione Finanziaria. 





Il caldo africano fa mancare l’aria in molte città, è allarme

L’Italia è ormai pienamente all’interno della bolla africana. Contrassegnate dal bollino rosso saranno domani le città di Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia, Rieti e Roma. A queste città si aggiungeranno venerdì Bari, Bologna, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Il ministero della Salute consiglia di evitare l’esposizione diretta al sole tra le 11 e le 18, fascia oraria in cui suggerisce anche di non svolgere attività fisica intensa all’aria aperta. Consigliato bere liquidi, alimentazione leggera, usare bene i condizionatori.





PIL, Standard&Poor’s conferma crescita: +0.1% nel 2019, +0.5% nel 2020

Standard&Poor’s conferma per l’Italia la stima di crescita nel 2019, a +0,1%, ma lima quella nel 2020, che passa a +0,5% da +0,6%. Nel rapporto sull’economia dell’Eurozona e sugli impatti della frenata del commercio globale, l’agenzia di rating continua ad attendersi che Germania e Italia "subiscano una sottoperformance a causa della loro dipendenza dalla domanda esterna". In generale, gli economisti di S&P si aspettano una crescita del Pil nell’area euro di +1,1% quest’anno e di +1,3% nel 2020 (rivista in lieve calo).





Nel 2018 accertati dall’Inail oltre 700 infortuni mortali sul lavoro

Sono 704 gli infortuni mortali accertati sul lavoro dall’Inail nel 2018, di cui 421 (circa il 60%) "fuori dall’azienda" a fronte di 1.218 denunce totali. Così il rapporto Inail nel quale si sottolinea che sugli infortuni accertati c’è stato un aumento del 4% rispetto al 2017. Le denunce di infortunio mortale nei primi 4 mesi del 2019 sono state 303 con un aumento del 5,9% sullo stesso periodo 2018. De Felice, presidente Inail ha detto che sulle denunce ci sono state in questi 4 mesi ’forti oscillazioni’. 





Imprese, il profitto è praticamente scomparso

La quota di profitto, ricavata dalle imprese nei primi tre mesi di quest’anno, tocca il livello minimo da almeno 20 anni: è scesa al 40,7%, in calo di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l’Istat, spiegando che si tratta del valore più basso registrato nell’attuale serie storica di riferimento, avviata nel 1999. Il dato riguarda le società non finanziarie, il reddito da capitale ottenuto sul valore aggiunto prodotto.