Arriva Putin e Roma si blinda. Eccezionali misure di sicurezza

Giovedì arriva il presidente russo Vladimir Putin e Roma si prepara a diventare una città blindata. Super controlli, strade chiuse e ’green zone’ invalicabile. Dalle 19 di oggi primi divieti su 50 arterie, deviati molte linee bus. Il calendario delle visite: dal Pontefice alle 13.30; alle 14.45 incontro con il presidente Mattarella al Quirinale: alle 16 a Palazzo Chigi per il vertice con il premier Conte. Trenta le auto a a seguito di Putin, la sua scorta personale, mentre 1000 sono gli uomini delle Forze dell’Ordine chiamate in campo. Ma ecco i provvedimenti presi per la sicurezza dell’illustre ospite e del suo seguito, oltre che per i cittadini romani. Dalle 19 di mercoledì 3 luglio e fino alle 7 del 5 luglio è in vigore una green zone con divieto di manifestazioni. Queste le strade e le piazze che la delimitano: piazza d’Aracoeli, via San Venanzio, largo Berlinguer, piazza San Marco, piazza Venezia, via del Plebiscito, corso Vittorio Emanuele II, largo di Torre Argentina, piazza e via di San Pantaleo, via dell’Anima, largo Flebo, via di Torre Sanguigna, via Zanardelli, piazza Ponte Umberto I, lungotevere Marzio, lungotevere in Augusta, via Luisa di Savoia, piazza del Popolo, via D’Annunzio, via Trinità dei Monti, via Sistina, via Crispi, via di Porta Pinciana, via Veneto, via Boncompagni, via Collina, va Bellisario, via Piave, via XX Settembre, piazza di Porta Pia, corso d’Italia, piazza della Croce Rossa, viale Castro Pretorio, via Vicenza, via Marsala, via De Nicola, piazza dei Cinquecento, via Giolitti, via Gioberti, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, largo Brancaccio, via Lanza, via Cavour, largo Corrado Ricci via dei Fori Imperiali, via San Pietro in Carcere, piazza del Campidoglio, via delle Tre Pile e piazza Aracoeli. Previsti divieti di sosta e temporanee chiusure al traffico in tutte le zone interessate. 





In un tweet l’annuncio di assunzioni di quasi 59mila docenti

 

Con un tweet, nel tardo pomeriggio del 2 luglio, il ministro Marco Bussetti ha annunciato di aver richiesto l’autorizzazione per l’immissione in ruolo di 58.627 docenti, di cui 14.552 di sostegno. A stretto giro di posta il commento dei Sindacati: "Ovviamente si tratta di una notizia positiva - commenta in una nota la Flc Cgil - perché risponde alle esigenze lavorative di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici ed è inoltre presupposto per fornire alla scuola risorse nuove a garanzia della continuità dell’insegnamento e quindi della qualità del lavoro, anche se ciò non basterà a colmare il numero di cattedre lasciate vuote a settembre 2019, che, anche per effetto di Quota 100, saranno circa 80.000, senza contare i 60.000 posti in organico di fatto in deroga".

Questa prospettiva rende ancora più urgente, secondo il sindacato, il varo normativo della fase transitoria definita con l’Intesa dell’11 giugno la cui attuazione è già in grave ritardo. "La stessa urgenza la chiediamo per l’attuazione della fase transitoria per gli assistenti amministrativi cha hanno svolto incarichi da DSGA negli ultimi anni e per i quali abbiamo già presentato una richiesta precisa all’Ufficio di Gabinetto del Ministro e il piano di assunzioni del personale ATA di cui ancora non si ha ancora alcuna notizia", conclude la Flc Cgil.





Patto per la salute, prime ipotesi di intesa tra Sindacati e Regioni

 Su molte proposte per il nuovo Patto per la salute “ci sono convergenze importanti”. Con queste parole, Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo al termine dell’incontro che si è tenuto nella mattinata di mercoledì.

L’obiettivo era quello di arrivare a ridefinire e ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, messo in discussione da anni di tagli al servizio sanitario nazionale. “Un diritto - dicono ancora i sindacati - che deve essere esigibile in tutto il territorio nazionale, come prevede la Costituzione, assicurando ai cittadini l’accesso, in tempi rapidi e certi, ai servizi e a prestazioni di qualità, previsti nei livelli essenziali di assistenza”.

Con il presidente della Conferenza delle Regioni, Cgil, Cisl e Uil concordano sulla necessità di garantire un finanziamento pluriennale, protetto dai tagli, per programmare in sicurezza il funzionamento del servizio sanitario nazionale. “Il fondo sanitario nazionale - affermano - è largamente sotto-finanziato anche rispetto ad altri paesi europei e la clausola di salvaguardia che il governo propone nella bozza di patto non è accettabile. Si rischia, infatti, di esporre la sanità a ulteriori tagli”. Al contrario, “c’è la necessità di aumentare progressivamente il fondo rivedendo le previsioni delll’esecutivo che stimano un crollo del rapporto tra spesa sanitaria e Pil”.

Nell’incontro si è poi ribadita la necessità, “ormai improcrastinabile”, di procedere al rinnovo del contratto nazionale della sanità privata vacante da più di 12 anni, immaginando a questo scopo l’introduzione nelle convenzioni di norme a salvaguardia del lavoro di qualità, della piena applicazione del contratto e della regolarità delle sue procedure, garantendo a tutti, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del rapporto di lavoro, uguali retribuzioni e diritti.

Il confronto sindacato-regioni proseguirà ora, sia a livello nazionale che su tavoli regionali, su temi quali la sostenibilità finanziaria del servizio sanitario, l’abolizione del superticket, il potenziamento dei servizi nel territorio, la prevenzione, la non-autosufficienza, le liste di attesa, il piano di investimenti per l’edilizia e l’ammodernamento tecnologico. Uno specifico confronto è inoltre previsto con i sindacati di categoria sulle politiche per il personale, “risorsa fondamentale del Ssn”.





Concessione ad Autostrade, altissimo il rischio di un contenzioso

Autostrade per l’Italia è "gravemente inadempiente" per il crollo del Ponte Morandi e le premesse per la revoca ci sarebbero tutte. Ma c’è anche un alto rischio contenzioso che apre uno spiraglio per una soluzione alternativa, che passa per la revisione della concessione. In circa 60 pagine il pool di giuristi chiamato dal Mit a valutare la posizione di Aspi, controllata di Atlantia, analizza nel dettaglio tutta la situazione.

Ciò che viene evidenziato sono le mancanze dal punto di vista dei controlli e della manutenzione, ma viene anche rivelato che forse la via migliore per uscire da quello che è anche un rebus giuridico potrebbe essere quella di rivedere daccapo le condizioni per lasciare comunque alla società la gestione delle autostrade.

Il crollo del Ponte, si ricorda, è arrivato dopo una "lunga sequenza" di allarmi e Aspi, sottolineano Fonti del Mit, ha investito pochissimo nella manutenzione, "440mila euro dal 2005 a oggi" mentre nella fase pre-privatizzaizone la spesa media era di "1,3 milioni l’anno". Non solo, commentando la relazione dal Mit evidenziano anche che Aspi non puo’ avanzare il "diritto/obbligo di ricostruzione" e che finora "non ha mai provato una causa del crollo" del Ponte "non a se’ imputabile".

La risoluzione della concessione, si osserva però nella relazione, comporterebbe anche un "drastico peggioramento del rating, con il conseguente incremento del costo per la gestione del servizio sul debito" di Aspi-Atlantia. Se poi "la risoluzione fosse ritenuta illegittima, il Concessionario potrebbe invocare una tutela risarcitoria correlata al maggior costo del capitale subito per un fatto ingiusto imputabile all’amministrazione quale autrice del danno, per importi anche assai elevati". Insomma, lo Stato rischierebbe di rimetterci parecchio, anche se non ci sono cifre nella relazione: i giuristi rimandano infatti al ministero per una eventuale quantificazione dell’importo.




Blitz contro la ‘ndrangheta nella Capitale, arresti e sequestro di beni per un controvalore da 120 mln di euro

La polizia ha effettuato un maxi sequestro per un valore complessivo di oltre 120 milioni di euro nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata calabrese radicata a Roma e provincia già dagli Anni Ottanta. Tra i beni confiscati figurano 173 immobili tra la Capitale, Rignano Flaminio, Morlupo, Campagnano Romano, Grottaferrata e altre province italiane.

Nell’operazione sono stati impiegati oltre 250 agenti e, oltre a quella di Roma, sono state coinvolte altre dieci Questure. Tra i nomi delle famiglie ’ndranghetiste colpiti dal provvedimento figurano Scriva, Morabito, Mollica, Velonà e Ligato.





Bombe su un centro di raccolta migranti in Libia, almeno 40 le vittime

 

Almeno 40 persone sono morte e 80 rimaste ferite in un raid aereo che ha colpito un centro di detenzione per migranti illegali a Tagiura, vicino Tripoli. In un comunicato, il governo appoggiato da Onu e Stati Uniti accusa del bombardamento il sedicente Esercito nazionale libico guidato dal generale Khalifa Haftar. Immediata è arrivata la condanna del gesto da parte della Farnesina. "Apprendo, con sgomento, del bombardadamento notturno a Tajoura, nei pressi di Tripoli, che ha colpito un centro per migranti, causando la morte di decine di persone, tra i quali donne e bambini. Un’ulteriore tragedia che mostra l’atroce impatto della guerra sulla popolazione civile". Così ha commentato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, esprimendo "la netta condanna dei bombardamenti indiscriminati di aree civili" che "si accompagna all’appello a fermare un aggravarsi delle ostilità".





Operazione ‘San Gennaro’ della Questura di Roma, nei guai anche un giudice

 Operazione anticorruzione della polizia, coordinata dalla Procura di Roma, nei confronti di un giudice napoletano ed altre quattro persone indagate, a vario titolo, per i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione, favoreggiamento personale.

La Squadra Mobile di Roma ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale a carico dei 5 indagati e contestuali perquisizioni.Gli inquirenti avrebbero scoperto anche collegamenti tra gli arrestati ed appartenenti alla camorra. L’operazione è stata chiamata “San Gennaro”.





La Comandante Carola parla dopo la decisione del Giudice: “Grande vittoria della solidarietà verso i migranti”. L’ira di Salvini

 “Sono sollevata dalla decisione del Giudice che considero una grande vittoria della solidarietà verso tutti i migranti, contro la criminalizzazione di chi vuole aiutarli. Sono commossa dalla solidarietà di tante persone.

È stato un lavoro di squadra”. Così sul profilo Twitter Carola Rackete, dopo che il gip di Agrigento Alessandra Vella non ha convalidato l’arresto. Il magistrato agrigentino ha escluso la resistenza e violenza a nave da guerra, ritenendo sia stato giustificato da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere” quello di salvare vite umane in mare.

“Dalla giustizia mi aspettavo pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani, evidentemente sbagliavo” così il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato la decisione del gip. “Rispediamo subito in Germania la ricca fuorilegge, l’Italia non è una colonia”. Il prefetto di Agrigento ha già disposto un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale con accompagnamento alla frontiera che dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria.

“Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della guardia di finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale”, avverte Salvini, aggiungendo: “Tornerà nella sua Germania, dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi. L’Italia ha rialzato la testa: siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia”. “La pacchia – conclude Salvini – è finita”.





Incredibile ma vero, Sofia e Bucarest surclassano Roma e Napoli come vivibilità

Sofia e Bucarest, le capitali della Bulgaria e della Romania, surclassano Roma, Napoli e Palermo in termini di giudizio dei cittadini su trasporti, pulizia e condizione delle strade. A metterlo nero su bianco il focus “Città, la crisi dell’abitare e la mappa dei disagi” promosso da Confcooperative Habitat e realizzato in collaborazione con Censis e Confcooperative. La casa, in particolare, “è un incubo più che un sogno per almeno 1,6 milioni di famiglie in affitto sul mercato, in difficoltà a sostenere le sole spese di affitto. Per non parlare dei 60mila sfratti all’anno, 160 al giorno”.

Non va meglio “agli oltre 6 giovani su 10 che, nell’età tra i 18 e i 34 anni, vivono ancora a casa con i genitori. Colpisce che siano addirittura uno su due nella fascia 24-35 anni, rispetto a uno su 10, o poco più, di Germania, Regno Unito e Francia. La crisi inoltre ha ridotto fortemente le capacità reddituali sia degli under 35 sia degli over 35”.

“Un disagio economico, sociale, amministrativo – afferma il presidente della Confcooperative, Maurizio Gardini – è questo quanto ci consegna il focus Censis. Città che perdono qualità, giovani che non trovano occupazione e non riescono ad affrancarsi dalle famiglie. Una crisi che ha punto a fondo e relega ancora ampie fette di paese in un cono di difficoltà economica che genera rancore, anche se alcune misure di contrasto alla povertà, a partire dal reddito di cittadinanza, dovrebbero favorire un miglioramento nel medio periodo”.

“I dati – sottolinea il presidente di Confcooperative Habitat, Alessandro Maggioni – sono indicativi di un malessere diffuso nelle nostre città e proprio per ridare centralità all’abitare, alla persona, alle relazioni abbiamo dato vita alla ‘Carta dell’habitat’ ideata per Confcooperative da Giancarlo Consonni, professore emerito di urbanistica del Politecnico di Milano”.

“Questi – aggiunge Maggioni – i punti distintivi: polis, politica e habitat, un legame profondo; promuovere l’arte di abitare; perseguire un nuovo patto tra le generazioni; fare città nell’era delle metropoli; porre l’urbanità al centro delle relazioni; ridare centralità all’abitare; armare la città di convivenza civile; curare la capacità riproduttiva della terra; rafforzare la propensione inclusiva della città; rinnovare l’equilibrio fra dovere e dono con la bellezza civile”.





Popolazione in calo anche nel 2017. Mai così poche nascite dal 1861, è minimo storico. I tristi numeri di Istat

La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2018 è inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all’anno precedente. Ecco, comunque, nel dettaglio il quadro disegnato da Istat. Dal 2015 la popolazione residente è in diminuzione, configurando per la prima volta negli ultimi 90 anni una fase di declino demografico. Al 31 dicembre 2018 la popolazione ammonta a 60.359.546 residenti, oltre 124 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,2%) e oltre 400 mila in meno rispetto a quattro anni prima.

Il calo è interamente attribuibile alla popolazione italiana, che scende al 31 dicembre 2018 a 55 milioni 104 mila unità, 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Rispetto alla stessa data del 2014 la perdita di cittadini italiani (residenti in Italia) è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (-677 mila). Si consideri, inoltre, che negli ultimi quattro anni i nuovi cittadini per acquisizione della cittadinanza sono stati oltre 638 mila. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 300 mila unità.

Nel quadriennio, il contemporaneo aumento di oltre 241 mila unità di cittadini stranieri ha permesso di contenere la perdita complessiva di residenti. Al 31 dicembre 2018 sono 5.255.503 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe; rispetto al 2017 sono aumentati di 111 mila (+2,2%) arrivando a costituire l’8,7% del totale della popolazione residente.

Nel 2018 la distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica resta stabile rispetto agli anni precedenti. Le aree più popolose del Paese sono, come è noto, il Nord-ovest (vi risiede il 26,7% della popolazione complessiva) e il Sud (23,1%), seguite dal Nord-est (19,3%), dal Centro (19,9%) e infine dalle Isole (11,0%).

La popolazione italiana ha da tempo perso la sua capacità di crescita per effetto della dinamica naturale, quella dovuta alla “sostituzione” di chi muore con chi nasce. Nel corso del 2018 la differenza tra nati e morti (saldo naturale) è negativa e pari a -193 mila unità.

Il saldo naturale della popolazione complessiva è negativo ovunque, tranne che nella provincia autonoma di Bolzano. A livello nazionale il tasso di crescita naturale si attesta a -3,2 per mille e varia dal +1,7 per mille di Bolzano al -8,5 per mille della Liguria. Anche Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Molise presentano decrementi naturali particolarmente accentuati, superiori al 5 per mille.





Due donne per il futuro economico e politico dell’Europa. Von der Leyen alla Commissione e Lagarde alla Bce

 

Finalmente c’è stata la scelta su quattro delle poltronissime istituzionali del vecchio continente e la scelta è caduta sulla popolare tedesca Ursula Von der Leyen alla Commissione Ue, il belga liberale Charles Michel alla presidenza del Consiglio europeo, la francese Christine Lagarde alla Bce e il socialista spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante. A darne ufficialmente notizia è stato l’attuale presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. 

"Sono onorata di essere stata nominata alla presidenza della Bce". Questo il primo commento di Christine Lagarde, aggiungendo che "lascerà temporaneamente il ruolo di direttore generale del Fmi durante il periodo che precede la nomina".

"Al di là di ogni considerazione politica è un buon segno che per la prima volta sia una donna a ricoprire questo incarico. Sono felice". Così la cancelliera tedesca Angela Merkel ha commentato, al termine del vertice Ue, la decisione di candidare Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea. "Mi sono astenuta nel votare la candidatura perchè la Spd non ha sostenuto questa scelta", ha poi aggiunto.





Scarcerazione Carola, ANM: "Salvini alimenta clima odio"

L’Associazione Nazionale Magistrati contro Matteo Salvini. L’ Anm, sottolinea una nota della giunta registra, "ancora una volta, commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici, che rischiano di alimentare un clima di odio e di avversione, come dimostrato dai numerosi post contenenti insulti e minacce nei confronti del gip di Agrigento pubblicati nelle ultime ore".  Ma cosa aveva detto Salvini per provocare una reazione così dura da parte dell’Anm:  "Una sentenza vergognosa". Così il ministro dell’Interno Salvini ha commentato la decisione del gip di Agrigento di scarcerare la capitana della Sea Watch, Carola Rachete. "La scarcerazione mi ha provocato tanta rabbia. E’ stata una scelta incredibile con motivazioni incredibili, perché qui si è messo a rischio la vita di alcuni uomoni delle forze dell’ordine che stavano facendo il loro lavoro". ha detto. 





Sassoli la spunta e conquista la poltronissima di Presidente del Parlamento Ue

David Sassoli, candidato dei Socialisti e Democratici, è stato eletto presidente del Parlamento europeo con 345 voti, nel secondo scrutinio di voto per l’elezione del presidente del Parlamento europeo per la nuova legislatura. Nel primo scrutinio, stamattina, nessuno dei candidati è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta dei voti validi espressi, che in quel caso era pari a 332 voti. Poi le parole al suo insediamento: "Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la presidenza del Parlamento Ue - ha detto Sassoli prendendo la parola subito dopo l’annuncio della sua elezione -. Ringrazio il presidente Tajani per il lavoro che ha svolto, per il suo grande impegno e la sua dedizione a questa istituzione". "L’alta responsabilità che le è stata affidata dai parlamentari dei Paesi dell’Unione rappresenta una testimonianza dell’ampia fiducia riposta nella sua persona e un riconoscimento al suo costante e proficuo impegno nelle istituzioni europee". E’ il messaggio che il presidente Sergio Mattarella ha inviato al neopresidente del Pe David Sassoli, facendo gli auguri per l’elezione.

"A nome degli italiani tutti e mio personale - ha aggiunto il capo dello Stato - desidero porgerle le più vive congratulazioni per la sua elezione alla presidenza del Parlamento europeo e sentiti auguri di pieno successo nello svolgimento del suo importantissimo incarico".

"Vittoria! David Sassoli presidente del Parlamento Europeo. Un Italiano del Pd tra le massime figure delle istituzioni europee. Il Governo Italiano ha fatto danni e ci ha isolato. Il Pd c’è e conta, al servizio delle Istituzioni e del nostro Paese", ha scritto su Twitter il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti.

"Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei - ha detto Sassoli al Parlamento Ue subito dopo la sua elezione - è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi". 

All’Europa serve "recuperare lo spirito dei padri fondatori", "coniugare crescita, protezione sociale e rispetto dell’ambiente" e "rilanciare gli investimenti sostenibili", ha aggiunto. L’esponente del Pd ha sottolineato la volontà e l’impegno per incrementare "la parità di genere" e favorire "un maggior ruolo delle donne ai vertici dell’economia, della politica e del sociale".

Solo il Pd, tra i partiti italiani, ha votato David Sassoli alla presidenza del Parlamento europeo. Forza Italia, a quanto si apprende, si è astenuta. La Lega e Fdi hanno votato per Jan Zahradil (Conservatori Ecr). Il Movimento 5 Stelle ha invece lasciato libertà di coscienza.





Nessuna procedura d’infrazione all’Italia per eccesso di deficit

Niente procedura a carico dell’Italia per eccesso di deficit in base alla regola del debito. A quanto si apprende a Bruxelles, così ha deciso l’esecutivo comunitario nella riunione di oggi. Sul punto la spiegazione del Commissario Moscovici: "Avevamo posto tre condizioni: dovevamo compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 da 0,3 e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni" e quindi "la procedura per debito non è più giustificata". E dopo la decisione presa dall’Esecutivo Comunitario immediata l’accelerazione di Salvini: "Ne ero certo, bene. Adesso proporrò al governo accelerare sulla manovra per l’anno prossimo":  che sull’inserimento della Flat tax nella manovra è categorico: "senza dubbio". 

Poi Di Maio che invece fa i complimenti al Premier Conte e da la colpa del rischio corso al Pd. 





Manifattura, la Cna lancia l’allarme. In quattro mesi contrazione dell’1,1%

E’ allarme manifattura. A lanciarlo l’Osservatorio Manifattura relativo al primo quadrimestre 2019, realizzato dal Centro studi CNA.

Ad aprile di quest’anno la produzione manifatturiera italiana ha registrato una diminuzione congiunturale dello 0,9 per cento. Unita al -1,1 per cento di marzo, conferma come la fase di difficoltà emersa nel 2018 sia tutt’altro che superata. Dal dicembre 2017 – mese nel quale la produzione manifatturiera ha raggiunto il suo ultimo punto massimo – ad aprile 2019 l’attività manifatturiera si è ridotta del 4,9 per cento in termini cumulati.In un meno di un anno e mezzo, di conseguenza, è stato bruciato più di un terzo dell’incremento immagazzinato dopo la grande crisi, da agosto 2014 a dicembre 2017, un arco di tempo durante il quale la produzione cumulata era aumentata del 14 per cento.

Lo stato di salute della manifattura italiana si sta facendo sempre più preoccupante.Nel primo quadrimestre di quest’anno la diminuzione è risultata dell’1,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018 e il segno meno, che contraddistingue il dato negativo, ha riguardato 8 settori monitorati su 13, tra i quali i prodotti petroliferi, i prodotti in metallo, i mezzi di trasporto. Viceversa, nel 2018, la crescita nel primo quadrimestre dell’anno aveva registrato un +3.8 per cento in termini tendenziali e aveva riguardato 10 settori su 13.

La disaggregazione, permessa dal Codice Ateco a quattro cifre, dei 13 settori manifatturieri in 185 comparti merceologici permette di approfondire l’analisi. Ne deriva che il numero di comparti merceologici in grave recessione (nella quale si cade dopo aver registrato una diminuzione della produzione pari o superiore al 5 per cento) è più che raddoppiato in un anno, passando dal 12,4 al 28,6 per cento del totale. Le imprese che operano in questi settori maggiormente colpiti sono 104mila circa, con poco meno di un milione di occupati, un terzo complessivo.Un anno fa le imprese in forte difficoltà erano il 9,8 per cento del totale con il 6 per cento degli addetti.

Nei primi quattro mesi dell’anno in corso i settori che hanno sofferto le perdite produttive più rilevanti sono stati gli utensili portatili a motore, i prodotti chimici di base organici, gli articoli tessili, i prodotti per l’edilizia, gli autoveicoli e i mobili. Al contrario, si contano 32 settori nei quali la crescita è stata pari o superiore al 5 per cento. Tra questi spiccano la calzetteria in maglia, gli articoli da viaggio e le borse in pelle, la gioielleria, le imbarcazioni sportive e da diporto, le macchine per la metallurgia. Tutte produzioni, va notato, vocate all’esportazione e che possono giovarsi della domanda estera per compensare ampiamente la carenza di domanda interna.

Dopo i sostegni alle famiglie (come previsto nell’ultima Legge di Bilancio) è arrivato il momento, quindi, di interventi di politica economica studiati su misura per il sistema manifatturiero. Oltre a stimolare la domanda interna è necessario, di conseguenza, accrescere la competitività delle imprese manifatturiere, favorendo investimenti, attività di ricerca e sviluppo, formazione. Sostegni, però, che agiscono a medio-lungo termine. Nel breve servono provvedimenti a più rapida azione, come fisco, costo del lavoro, credito.





Dazi, Giansanti (Confagricoltura) denuncia: “Si allunga la lista dei prodotti europei a rischio nel contenzioso USA-Ue”.

Si allunga la lista dei prodotti europei che rischiano di essere sottoposti a dazi aggiuntivi da parte degli Stati Uniti, nel quadro del contenzioso sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing. Lo rende noto Confagricoltura sulla base di una comunicazione ufficiale dell’Ufficio del Rappresentante Usa per i negoziati commerciali (Ustr).
Il controvalore dei nuovi prodotti interessati ammonta a 4 miliardi di dollari. “Nella lista aggiuntiva – sottolinea il presidente Massimiliano Giansanti - sono inclusi alcuni formaggi italiani, la pasta e i prosciutti”.
Ad aprile, ricorda Confagricoltura, l’amministrazione Usa ha pubblicato una prima lista di prodotti per un controvalore di 21 miliardi di dollari, che comprende alcune eccellenze del Made in Italy agroalimentare, tra cui vini, olio d’oliva, olive e agrumi.
I dazi aggiuntivi potranno essere applicati, dopo la pronuncia – attesa in tempi brevi – dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) sulla congruità economica della misura rispetto ai danni subiti dagli USA. In altri termini, non è in discussione la legittimità della decisione dell’amministrazione statunitense, ma solo l’ammontare della manovra tariffaria.
La procedura si inserisce nell’annoso contenzioso tra Stati Uniti e Unione Europea in merito alla vicenda Boeing – Airbus, in cui gli USA intendono rivalersi del fatto che Airbus, il competitor europeo dell’americano Boeing, abbia ricevuto sussidi danneggiando il gruppo statunitense.
La Commissione europea ha dichiarato di essere pronta a replicare ai dazi USA, con contromisure da applicare sui prodotti importati dagli Stati Uniti per un controvalore di 20 miliardi di euro.
“Occorre il massimo impegno per evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva anche per l’Italia. Gli USA sono il primo mercato extraeuropeo per il comparto agroalimentare, con un valore di oltre 4 miliardi di euro - dichiara il presidente di Confagricoltura -. La via da seguire è quella del dialogo bilaterale”.
In una lettera inviata nei giorni scorsi al presidente della Commissione Juncker e alla commissaria per il Commercio Malmstrom, il presidente di Confagricoltura ha rilevato che “il negoziato tra partner importanti, come sono Unione europea e Stati Uniti, è sempre preferibile per evitare l’insorgere di tensioni commerciali che penalizzerebbero le imprese e le prospettive di crescita economica”.
Giansanti conclude la missiva inviata a Bruxelles, auspicando la prosecuzione e il rafforzamento dell’impegno della Commissione, per raggiungere una soluzione definitiva ed equa nel quadro del negoziato bilaterale che le due parti hanno concordato di avviare già nel luglio dello scorso anno, in occasione dell’incontro alla Casa Bianca tra i presidenti degli Stati Uniti e della Commissione europea.





Emergenza rifiuti a Roma, Ordinanza straordinaria della Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente

’’Nelle prossime ore la Regione Lazio, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, emanerà un’ordinanza, in base all’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006, con cui verrà disposto, per motivi di urgente necessità di tutela dell’ambiente, che tutti gli impianti di trattamento dei rifiuti del Lazio garantiscano la massima operatività per accogliere i rifiuti prodotti dalla città di Roma’’. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

’’Al tempo stesso questa ordinanza indicherà un preciso cronoprogramma di azioni da realizzare da parte della società Ama con l’obiettivo di raccogliere in breve tempo tutti i rifiuti attualmente giacenti sulle strade della Capitale, ripulendo e ripristinando le condizioni di igiene e di decoro urbano. In particolare, l’azienda municipalizzata dovrà anche assicurare la funzionalità di idonee infrastrutture logistiche, come stazioni di trasferenza e aree di trasbordo; la disponibilità di ulteriori impianti di trattamento mobili; ristabilire il regolare e tempestivo pagamento dei fornitori aziendali’’.





Missioni internazionali, sì unanime del parlamento

La Camera ha approvato all’unanimità la deliberazione del CdM sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali nel 2019, con 505 voti a favore. Su richiesta dell’opposizione il voto si è svolto in più tranche. Il Pd non ha partecipato alla mozione sul rifinanziamento della missione in Libia e il sostegno alla Guardia costiera libica, che è così stata approvata con 387 sì, 16 no e 3 astensioni. 





Sassoli, congratulazioni del Quirinale al nuovo Presidente

Il presidente della Repubblica, Mattarella si congratula con David Sassoli per la sua elezione alla Presidenza del Parlamento Europeo. "L’alta responsabilità che le è stata affidata dai parlamentari dei Paesi dell’Unione rappresenta una testimonianza dell’ampia fiducia riposta nella sua persona e un riconoscimento al suo costante e proficuo impegno nelle Istituzioni europee", scrive Mattarella. "In questo spirito le rinnovo i più sinceri e calorosi auguri di buon lavoro",conclude il Capo dello Stato. 





La Comandante Carola trasferita in un luogo sicuro. Troppe minacce contro di lei

Carola Rackete, la comandante della nave Sea Watch 3, è stata trasferita dall’abitazione di Agrigento in cui era ospitata ed è stata portata "in un luogo sicuro", dalle forze dell’ordine, dopo che le sono state rivolte delle minacce. A darne notizia un portavoce dell’Ong tedesca, Ruben Neugebauer, da Berlino. Il portavoce non ha voluto precisare dove si trovi al momento la 31enne che il 9 luglio dovrebbe essere interrogata nell’ambito dell’inchiesta che la vede indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. "Ci sono state alcune minacce", ha spiegato il portavoce, assicurando che Carola "sta bene". La donna avrebbe avuto tutta l’intenzione di lasciare l’Italia, ma il procedimento giudiziario in corso, per ora, lo ha impedito. Per lei non è stato possibile neppure il provvedimento di espulsione come avrebbe auspicato il ministro degli Interni Salvini.





Conte e la mancata infrazione: “Oggi è un giorno importante per l’Italia”

"Oggi è un giorno importante per l’Italia- ha scritto su Fb il premier Giuseppe Conte -che porta a casa il risultato che merita. Nessuna procedura di infrazione, l’Europa ci riconosce serietà e responsabilità. Non era facile e in molti erano pronti a scommettere contro di noi. Noi invece abbiamo sempre creduto nel nostro Paese, sulla solidità dei nostri conti pubblici e sulla bontà e sull’efficacia delle politiche adottate dal mio Governo. L’Italia è un grande Paese, credibile, e anche oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma".





Sassoli chiede di riformare il Regolamento di Dublino

"Il Consiglio europeo ha il dovere morale di discutere la proposta del Parlamento di riforma del regolamento di Dublino perché sapete quanta tensione si crei attorno alla non gestione della questione migratoria: i cittadini si chiedono l’Ue dov’è. L’Europa si deve attrezzare e i governi devono trasferire un po’ di potere all’Europa, devono collaborare di più". Lo dice il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, nella conferenza stampa dopo la sua elezione.





Verso il divieto di fumo in tutte le spiagge libere e le aree demaniali costiere. Proposta di legge del Pd

Divieto di fumo su tutte le spiagge libere, gli arenili e le aree demaniali costiere. E’ la proposta di legge presentata dal Pd, con primo firmatario l’onorevole Mario Morgoni, componente della commissione Ambiente. L’obiettivo è quello di "regolamentare in maniera uniforme e di dare uno sviluppo necessario a ciò che a oggi è affidato esclusivamente alle ordinanze dei sindaci" e cioè il divieto di fumo in spiaggia.





Paura per lo Stromboli. Serie di esplosioni dal vulcano, i turisti si lanciano in mare

Una serie di fortissime esplosioni sta interessando in queste ore il vulcano sempre vivo Stromboli. Si tratta di una eruzione in piena regola lungo la tradizionale sciara del fuoco. Le esplosioni ed il lancio di lapilli, sono arrivate anche nell’area delle cannete, dove si sono sviluppati dei piccoli incendi e per paura alcuni turisti si sono gettati in mare. Alcuni residui delle esplosioni in quota sono caduti anche su Ginostra.  La situazione, al momento, è sotto controllo, e viene monitorata dall’Invg di Catania. A ridosso dell’area di crisi sono preseti i Carabinieri, la Forestale ed i Vigili del Fuoco.