Al via la 33a edizione della Maratona de les Dolomites-Enel

Audi si conferma per il terzo anno consecutivo official mobility sponsor della granfondo che si svolgerà nei suggestivi panorami delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità. Domenica 7 luglio i 9mila iscritti percorreranno le strade che hanno fatto la storia del ciclismo, da La Villa a Corvara. Al fine di promuovere l’adozione di vetture a basso impatto ambientale e coerentemente con la partnership che vede Audi impegnata sul territorio dell’Alta Badia assieme ad ENEL X, il marchio dei quattro anelli supporta la Maratona dles Dolomiti con una flotta di Audi e-tron, la prima vettura completamente elettrica del marchio dei quattro anelli e capostipite della gamma che nel 2025 potrà contare su 20 modelli a impatto zero. Durante la Maratona, che vede 9mila iscritti sfidarsi lungo i tre diversi percorsi previsti fra percorrenze e pendenze davvero impegnative, 6 Audi e-tron svolgeranno il servizio di shuttle per gli spostamenti degli ospiti nel silenzio e rispetto ambientale che la Maratona stessa promuove. Inoltre 2 Audi e-tron sono state messe a disposizione per assistenza e controlli. Fra i ciclisti partecipanti, un team Audi si cimenterà nell’impegnativa sfida. Ha confermato la sua presenza Kristian Ghedina, ambassador del Brand dei quattro anelli e discesista italiano più vittorioso nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino. Inoltre, prenderanno parte alla gran fondo Martina Colombari, presentatrice e attrice appassionata di ciclismo, quest’anno anche madrina della stessa Maratona, Nicola Savino, conduttore radiofonico e televisivo, e gli atleti Mattia Casse, più volte Campione iridato e Campione Mondiale Juniores, Lisa Vitozzi, biatleta italiana vincitrice nel 2019 della Coppa del Mondo Individuale e nel 2018 della medaglia di bronzo alle Olimpiadi invernali, il biatleta Giuseppe Montello che ha partecipato ai Giochi Olimpici invernali del 2018, e Manuela Moelgg, ex sciatrice alpina italiana con ben 14 podi in Coppa del Mondo. La propensione all’innovazione caratteristica della Casa dei quattro anelli trova anche testimonianza nella presenza della vettura Audi da gara che prende parte al Campionato di Formula E, massima serie dell’automobilismo sportivo a zero emissioni. All’interno del Maratona Village infatti gli appassionati potranno ammirare la FE05, la monoposto elettrica dei quattro anelli con la quale Daniel Abt e Lucas di Grassi lottano per il titolo di Formula E 2018/2019. La relazione tra Audi e la Maratona dles Dolomites - Enel si aggiunge alla partnership tra il marchio dei quattro anelli e l’Alta Badia, dove Audi è parte attiva con la creazione assieme ad Enel X di un’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici. Una collaborazione, quella con Enel X, consolidata dallo sviluppo di servizi per gli acquirenti di Audi e-tron – con Ready for e-tron, e i progetti Eva+ e “Ionity”, creati in partnership con altri costruttori, per la diffusione di un network di ricarica rapida lungo le principali arterie europee. 





Ischia Film Festival da incorniciare per Valerio Mastrandrea

È stata la sera di Valerio Mastandrea all’Ischia Film Festival 2019. L’attore romano ha infatti avuto ben tre film in cartellone, a partire dalla sua opera prima da regista, Ride, che ha presentato al pubblico insieme alla protagonista, Chiara Martegiani, un’opera, ha detto Mastandrea “in cui c’è tanto rispetto per il pubblico, una storia piccola, silenziosa e molto autentica”. Un film difficile per entrambi, essendo una coppia nella vita. “Lavorare in coppia non mi era mai successo, la notizia che la volevo protagonista del film gliel’ho data proprio a Napoli, a cena, lei era commossa e io avevo i conati di vomito per il nervosismo. Siamo una coppia e abbiamo un rapporto schietto e privo di filtri. Sul set si sono divertiti tutti, tranne noi”. Una preoccupazione che aveva anche l’attrice, ma per altre ragioni. “Ce la farò? è stato il primo pensiero, e me lo chiedo ancora. Il personaggio era complesso e tutti i giorni dovevo confrontarmi con Valerio che mi chiedeva molte cose, era difficile stargli dietro. Ne abbiamo parlato molto, mi ha chiesto di affrontare la mia Carolina in maniera istintiva, ma sapendo bene chi fosse lei, che aveva oltretutto molte cose in comune con Valerio e dovevo rubare da lui per fare mio il personaggio”. Un film che l’attore voleva fare da tempo. “Ride lo avevo in mente da 15 anni, avevo letto tante interviste a donne che avevano perso qualcuno per un incidente sul lavoro, quando la stampa aveva iniziato a parlarne quasi tutti i giorni. Il lavoro è una costante nella nostra cultura. Il concetto stesso di lavoro è cambiato, una volta era affermazione, oggi è come andare in guerra, per il precariato e per lo scarsissimo interesse verso l’essere umano. L’attuale media di morti bianche è di 3,12 al giorno, quando girai il primo cortometraggio sul tema era 3,87”. Dopo Ride, Mastandrea ha introdotto anche Domani è un altro giorno in compagnia del regista Simone Spada, commedia di amicizia e malattia in cui divide la scena con Marco Giallini, un film “dedicato proprio a Marco, mi sono messo al servizio di questa storia facendo assist a lui. E fare un assist è più bello che segnare. Volevo fare questo viaggio con lui per capirne l’importanza non solo a livello professionale”. Spada ha aggiunto: “Domani è un altro giorno è il remake di un bellissimo film spagnolo, Truman, ma con Valerio e Marco abbiamo sconvolto il copione per renderlo nostro. Loro sono attori particolari che vanno sull’istinto. C’è molto di loro dentro, soprattutto un aspetto malinconico ironico che in Truman non ’è. E almeno un paio di scene del film sono venuti fuori da loro due, senza che io dovessi fare niente”. Ieri c’è stata anche la proiezione evento del film La Banda Grossi di Claudio Ripalti. Storia vera del brigante ottocentesco Terenzio Grossi e della sua banda di fuorilegge, la cui trasposizione cinematografica è stata fortemente sostenuta dalla Regione Marche, dalla Marche Film Commission e dalla Fondazione Cultura Marche. “È importante” ha commentato Rosanna Rosi delle Attività Produttive, Lavoro, Turismo e Cultura della Regione Marche “che le istituzioni valorizzino i territori attraverso il cinema, non solo finanziando la produzione cinematografica, ma anche proponendo itinerari turistici per vivere da protagonisti le storie più affascinanti dei film ambientati in un determinato territorio. Questo lo stiamo facendo da diverso tempo con la Regione Marche». Una grande sfida, quindi, nel campo del cineturismo, come grande è stata anche quella di Camillo Marcello Ciorciaro. «Interpretare Terenzio Grossi– ha raccontato l’attore alla platea- è stato un’ esperienza bella e speciale, anche per avere scoperto una terra meravigliosa come le Marche”. La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 29 giugno al 6 luglio 2019, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema, della Regione Campania, del Comune d’Ischia, e con il sostegno di Campari, BPER Banca, Artisti 7607 e Mini. 





Rifiuti di Roma, i sindaci della cintura metropolitana dicono no a Pian dell’Olmo

Si è riunita, nei giorni scorsi, la Conferenza dei Sindaci dell’Area Tiberina, Flaminia, Cassia presso la Sala Consiliare del Comune di Fiano Romano. I Comuni presenti: Formello, Filacciano, Castelnuovo di Porto, Rignano Flaminio, Torrita Tiberina, Morlupo, Magliano Romano, Capena, Sacrofano, Civitella San Paolo, Sant’Oreste e Riano. Motivo dell’incontro: il progetto sulla discarica a Pian dell’Olmo. Tra i Sindaci intervenuti a Fiano Romano, presenti anche i Sindaci che hanno partecipato alla “Conferenza dei Servizi” indetta dalla Regione Lazio e che si è tenuta lo scorso 24 giugno. Dal Sindaco di Sacrofano Patrizia Nicolini, di Castelnuovo di Porto Riccardo Travaglini e dal Sindaco di Riano Ermelindo Vetrani sono state riportate, durante la seduta convocata dal Presidente Ottorino Ferilli, le motivazioni contro la discarica ribadite in Conferenza dei Servizi. I Sindaci, in sintesi, hanno fatto sentire la propria voce in difesa del territorio, dei cittadini e dell’ambiente, attraverso posizioni chiaramente contrarie alla discarica. Molte, infatti, sono state le doglianze sollevate in quella sede, anche nei confronti della Regione Lazio, che non ha atteso, per dar via al confronto, il parere della Soprintendenza, un parere vincolante e fondamentale ai fini di una seduta utile e costruttiva. Ancora una volta, i Sindaci dell’Area Tiberina, Flaminia, Cassia presenti hanno stigmatizzato la scelta della cosiddetta “zona bianca” come possibile luogo per discariche che, al contrario, individua un territorio che va difeso senza dubbi ed incertezze; da anni ormai la popolazione residente è impegnata nello straordinario ed encomiabile lavoro per la raccolta differenziata che ha raggiunto, di recente, percentuali degne di nota. Inoltre, coralmente è stata dichiarata inammissibile l’azione di individuazione della cosiddetta “zona bianca”, misura che non ha considerato i “vincoli che generano valore”: famiglie, associazioni e realtà agricole e artigianali, da tempo, investono risorse per creare occupazione dando lustro alle proprie Comunità di appartenenza. Così come inammissibile è ancora oggi considerare, nelle emergenze, il bacino metropolitano a ridosso della Capitale come luogo per i rifiuti di chi non ha saputo gestire, programmare, prevedere ed informare. E ancora: “grave, indire una Conferenza dei Servizi senza assicurarsi della partecipazione degli Enti principali e della presa visione degli elaborati progettuali da parte degli uffici ed Enti convocati (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Roma la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, l’Arpa, le Autorità di Bacino del Tevere)”. Si ricorda in questa sede, inoltre, che a gran voce i 17 Sindaci già da tempo avevano chiesto alla Regione l’istituzione di un tavolo tecnico al fine di sostenere i Comuni nella pianificazione e progettualità in tema rifiuti; richiesta rimasta orfana di riscontro. Infine, è stata volontà di tutti i Sindaci presenti dar seguito alla deliberazione dell’ultima seduta, istituendo l’Osservatorio sui Rifiuti. Saranno membri dell’Osservatorio: il Comune di Filacciano, Magliano Romano, Castelnuovo di Porto e Riano e i rappresentanti dei Comitati Civici che lottano da anni contro ogni forma di discarica. L’Osservatorio avrà funzione di controllo, monitoraggio e ricerca, anche portando all’attenzione degli Enti di competenza soluzioni alternative e sostenibili. La seduta si è sciolta riaffermando, all’unanimità dei presenti, la netta contrarietà alla discarica di Pian dell’Olmo e manifestando, inoltre, piena solidarietà al Sindaco di Riano e ai cittadini dichiarando la volontà di affiancare il Comune di Riano e i diversi comitati civici, che si muovono contro la possibile discarica, in ogni forma legittima di lotta e di contrasto anche e soprattutto attraverso le attività del prossimo Osservatorio sui Rifiuti, che avrà facoltà di richiedere, ove se ne vedrà l’esigenza, pareri tecnici e scientifici.





Lavoratori socialmente utili, chiesta la stabilizzazione in Basilicata

"Ancora una volta torniamo a parlare dei lavoratori socialmente utili, gli Lsu, che nella nostra regione, nonostante gli interventi per la stabilizzazione, dopo circa vent’anni in molti Comuni continuano a non avere un rapporto di lavoro stabile e contrattualizzato, pur espletando le stesse mansioni dei dipendenti comunali". Lo affermano i segretari generale di Cgil, Cisl e Uil Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro.

Una platea di circa 150 persone "legate a un filo, che è impiegata per non più di ottanta ore mensili con una retribuzione che non supera le 500 euro,  che ogni giorno si occupa del nostro verde pubblico, dell’assistenza agli anziani e ai disabili, della raccolta differenziata  e di tante altre attività proprie delle amministrazioni comunali. È una storia lunga, fatta di attese e rinnovi, di promesse e frustrazioni che condizionano la vita di questi uomini e donne che da anni vivono in condizioni precarie".

Pur avendo la possibilità di fruire di contributi regionali per la stabilizzazione, proseguono le sigle, "rileviamo che molti Comuni lucani, anche se affrontano situazioni difficili per la carenza di personale ormai ridotto ai minimi termini a causa del blocco delle assunzioni, spesso non ricorrono alla stabilizzazione di questi ma ad ulteriori contratti a tempo determinato. La stabilizzazione non è solo un obbligo morale per ripagare questi lavoratori dell’impegno che profondono ogni giorno nei nostri uffici comunali, molti dei quali sono divenuti indispensabili per mantenere aperti gli stessi. Con la stabilizzazione questi lavoratori assumono l’identità di lavoratore del pubblico impiego che pone fine a circa vent’anni di precariato e negazione dei diritti".

Da qualche giorno la Regione Basilicata ha dato avvio al monitoraggio dei Comuni interessati alla stabilizzazione e, quindi, alla fruizione dei contributi regionali previsti dalla Legge 2/2005 per l’anno 2019. Cgil, Cisl e Uil "ritengono che sarebbe grave farsi sfuggire anche questa occasione. I sindaci procedano, con celerità, a stabilizzare il maggior numero dei lavoratori possibile  per dare loro finalmente un contratto di lavoro stabile che consenta non solo di avere la necessaria serenità lavorativa, ma anche tutti i diritti previsti dal ccnl al pari dei colleghi con cui lavorano ogni giorno e ai Comuni un rafforzamento nell’organico indispensabile per la loro funzionalità".

I sindacalisti quindi proseguono: "In parallelo occorre avviare il monitoraggio anche dei co.co.co già Lsu a cui da anni, gli stessi enti allo stesso modo, hanno fatto ricorso per coprire le carenze di organico e continuare a usufruire della platea degli Lsu, un’altra categoria di lavoratori precari vittima della mancanza di concorsi pubblici, che ha sacrificato e penalizzato il percorso lavorativo e le opportunità di una intera generazione. Tale monitoraggio deve essere il punto di partenza per realizzare un profondo, serio e non più rinviabile percorso di stabilizzazione come già accaduto in tutte le regioni italiane in attuazione della Legge Madia". Su questo fronte, a loro avviso, la Regione Basilicata "sta detenendo un triste primato di non adempimento di procedure per il superamento del precariato nella pubblica amministrazione con grave danno per l’ efficienza amministrativa e con grave pregiudizio delle condizioni di vita di tantissimi lavoratori, perché la precarietà è diventata regola reiterata".





Sciopero generale dei lavoratori del comparto lapideo, in tanti alla manifestazione a Carrara

 

Sciopero generale di otto ore nel settore lapideo, con manifestazione nazionale unitaria di circa 300 lavoratori a Carrara, con corteo dallo Stadio dei Marmi alla sede di Assindustria (in via XX Settembre). A motivare la protesta, lo stallo da oltre sei mesi della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro. L’agitazione, indetta da Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, proseguirà con il blocco totale nel distretto del porfido a Trento e a Orosei (Nuoro) il 9 luglio, nel distretto della pietra ad Apricena (Foggia) il 12, a Milano il 15 e, infine, nel distretto del marmo di Verona il 22 luglio.

"Confindustria pensa di farci tacere, ma si sbaglia", ha detto il segretario Fillea di Massa Carrara Leonardo Quadrelli: "Vogliono cavatori stagionali che rimangano a casa l’inverno. Siamo qua per difendere il contratto: il 1° aprile eravamo in strada per difendere il lavoro, oggi difendiamo il salario". Per Fabrizio Pascucci, segretario nazionale Feneal Uil, il contratto "è l’assicurazione dei lavoratori: gli industriali rifiutano un colloquio, chiedono solo straordinari e flessibilità. Se non ci sono i lavoratori questo settore sparisce. Il 15 luglio saremo sotto l’Assomarmi a Milano a pretendere risposte". In un volantino diffuso durante la manifestazione, i sindacati ritengono "gravissima l’assenza degli industriali del territorio di Carrara al tavolo delle trattative nazionali", contestando l’aumento "di soli 53 euro nel prossimo triennio" e l’assenza di una politica delle controparti (Confindustria Marmomacchine e Anepla) in cui "mancano completamente i capitoli ambiente e sicurezza, legalità e appalti, riduzione e flessibilità dell’orario, disagio e turni".

“Le nostre controparti – affermano i sindacati – continuano a non volersi confrontare sulla piattaforma votata dai lavoratori, e le loro proposte sono semplicemente irricevibili. Fissare nella seconda metà di luglio la data per un nuovo incontro, che avevamo chiesto si tenesse entro il mese di giugno, conferma l’atteggiamento dilatorio delle controparti e una totale mancanza di senso di responsabilità nei confronti dei 25 mila addetti del settore, che attendono il contratto da più di tre mesi. In particolare – spiegano Feneal, Filca e Fillea – abbiamo avuto risposte insufficienti circa la nostra proposta di lavorare per un contratto unico dei materiali da costruzione. E ci opponiamo alla proposta di chiudere l’esperienza bilaterale del cpnl, che andrebbe invece rafforzata anche a livello territoriale".

Feneal, Filca e Fillea respingono quindi al mittente la proposta di un "ricorso troppo elevato ai contratti a tempo determinato e a quelli in somministrazione, con l’introduzione di causali troppo ampie, e la richiesta di portare fino al 30 per cento il limite percentuale dei contratti precari per azienda, in deroga alla normativa nazionale”.

Le distanze sono lontane, insomma, anche su forma e quantità dell’aumento salariale proposto dai datori di lavoro “53 euro nel triennio, con verifiche ex post, vuol dire riservare agli addetti una crescita retributiva incerta e scarsa” proseguono i sindacati, che giudicano inoltre “insufficienti le risorse su salario differito, sanità integrativa (Fondo Altea) e Previdenza complementare (Fondo Arco), che sono invece importanti strumenti di tutela dei lavoratori su pensioni e sanità. Scarsa anche la somma destinata all’Egr (elemento di garanzia retributiva), pari a 15 euro all’anno, che non aiuterebbe la diffusione della contrattazione di secondo livello, che è invece fondamentale per declinare a livello territoriale temi come l’organizzazione del lavoro, le risorse e la produttività”.





Eruzione Stromboli, geologi: veicolare i piani di emergenza alla popolazione e ai turisti

 “L’esplosione del 3 luglio è un classico esempio di eruzione parossistica con rilascio di ceneri e lapilli ed alte colonne di gas e polveri superiori anche ai 2 chilometri”. È il commento di Antonio Alba, consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi in merito alle due violenti esplosioni nel vulcano di Stromboli che, mercoledì pomeriggio, hanno provocato la morte di un escursionista. “Nonostante l’imprevedibilità dello Stromboli, la situazione sembrerebbe rientrata nella normalità, pur continuando l’attività eruttiva” spiega il geologo siciliano. “L’eruzione dello Stromboli può essere considerata straordinaria e imprevedibile” afferma Carlo Cassaniti del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Abbiamo infatti avuto nel recente passato diversi episodi simili e nel 1930 si sono registrate anche vittime. Questo evento – prosegue - contribuirà ad arricchire la conoscenza degli scienziati che studiano e monitorano i vulcani siciliani al fine di capire se, nel prossimo futuro, sarà possibile individuare eventuali segnali premonitori anche su tali fenomeni esplosivi a grande energia, così da poter pianificare un’attività preparatoria per la messa in sicurezza della popolazione residente e dei visitatori in quota. Nelle prossime ore dovranno essere messe in campo tutte quelle azioni di studio e verifiche per la valutazione del rischio residuo, in quanto i parosissimi del passato, come nel 2002, hanno spesso innescato fenomeni di instabilità della parete del cono con il conseguente collasso craterico e la generazione di tsunami. In ultimo, solo una maggiore e più efficace azione di informazione alla popolazione ed ai visitatori potrà aumentare la consapevolezza che i vulcani attivi saranno sempre aree dove bisogna convivere con la pericolosità e prepararsi adeguatamente per resistere agli eventi naturali. I piani di emergenza con le relative norme comportamentali devono essere veicolati ai frequentatori del vulcano e alla popolazione, affinché si completi il ciclo delle attività di protezione civile” conclude Cassaniti. 





Prestipino (PD): "Tagli alla scuola? Il Miur ha poco da smentire, i tagli ci sono e riguardano soprattutto gli insegnanti di sos

Sui possibili 4 miliardi tagli alla scuola, in particolare agli insegnanti di sostegno. “Basta saper leggere le tabelle. Nella manovra 2019 si evidenzia un taglio di 4 miliardi spalmato su 3 anni, di cui 1,3 miliardi sugli insegnanti di sostegno per chi ha disturbi di apprendimento. Sono tagli subdoli perché nascosti nelle pieghe della manovra. Li tolgono in maniera carsica, anno dopo anno. Il Miur ha smentito? Ha poco da smentire, ha dovuto ammettere che in realtà ci sono misure di contenimento relative agli insegnanti di sostegno, è scritto”. Sulla proposta di un dress code per le parlamentari, fatta dal deputato di FDI Mollicone. “Ci conosciamo da tanti anni e gli ho detto: ma come ti è venuto in mente di fare il censore della Camera? Lo chiamerò Catone il censore. Lui si è risentito per essere stato sgridato dal Presidente della Camera per essersi tolto la giacca e allora ha fatto questa proposta. A me paiono tutti guardoni. Vanno a guardare il centimetro di coscia e di scollatura del seno. Io la butterei sul ridere. La giacca la metti per forza perché l’aria condizionata è fredda. Io sono molto da pantalone, ma d’estate un vestitino sopra ginocchio lo metto. Non essendoci un regolamento che impone la giacca alle donne, se esci dall’aula e vai a prenderti un caffè non penso sia un problema se togli la giacca”.





Pensionati agricoli, boccata d’ossigeno a luglio con la quattordicesima ‘instabile’

Torna a luglio la quattordicesima mensilità. Una boccata d’ossigeno e un risultato importante per tre milioni di pensionati italiani con trattamenti al minimo o inferiori a mille euro. Lo stabilisce una circolare dell’Inps del 27 giugno e riguarda tutti quei pensionati che rientrano nei requisiti di reddito già previsti nella legge di bilancio 2017 e confermati nel 2018. Ai pensionati al minimo che già la prendevano in base alla Legge n. 127 del 2007, verrà confermata la quattordicesima con l’incremento del 30 per cento.

Nonostante la buona notizia per i pensionati con risorse del tutto insufficienti a far fronte alle più elementari esigenze della vita quotidiana, per Anp-Cia rileva non è accettabile lo stato d’incertezza nel quale queste persone sono vissute in questi mesi. Nessuna fonte ufficiale, nè del Governo, né di altra istituzione, ha fornito una qualche indicazione sul se e quando la quattordicesima mensilità sarebbe stata erogata.

Anche per queste ragioni Anp-Cia ribadisce la necessità di arrivare a una stabilizzazione della quattordicesima, in modo che diventi parte integrante della prestazione pensionistica. La sua istituzione fu motivata da ragioni emergenziali: dare sollievo alle persone che più di altre avevano sofferto il peso della crisi economica. Ma l’emergenza sociale à ancora in atto e l’Associazione Nazionale Pensionati per questo insiste affinché tutti i minimi di pensione siano portati, almeno, a quanto previsto dalla Carta Sociale Europea (40% del reddito medio nazionale, cioè oggi almeno 650 euro).

Per queste ragioni, prosegue la mobilitazione promossa dall’Anp nelle prefetture italiane per porre all’attenzione del Governo i problemi della categoria e sollecitare adeguati interventi, anche perché la pensione di cittadinanza recentemente istituita non ha, purtroppo, risolto il problema delle pensioni basse.





Il valore della frutta estiva? Tre chili hanno il prezzo di un caffè, la denuncia di Confagricoltura

 “Crisi pesantissima per la frutta estiva, dovuta all’andamento climatico anomalo, alla contemporanea maturazione nei principali Paesi produttori, al costante calo dei consumi domestici. Ciò – spiega Confagricoltura - ha comportato un crollo dei prezzi pagati agli agricoltori, che non riescono a coprire nemmeno i costi di produzione. Per dare l’idea delle enormi difficoltà del settore, uno smartphone top vale quanto il consumo annuale di frutta 18 italiani, 3.000 chilogrammi”. Lo sottolinea Albano Bergami, presidente della Federazione nazionale frutta di Confagricoltura, evidenziando la grave situazione che attraversa il settore.
 
“Piogge, grande freddo e poi temperature roventi– spiega Bergami -  hanno fatto sì che si accavallassero i raccolti delle produzioni in serra con quelle a pieno campo. Il freddo ha limitato la crescita dei frutti, mentre il caldo improvviso l’ha poi fermata. In più, è aumentato l’import dalla Spagna, che ha registrato un’annata di sovrapproduzione”. La stagione era partita generalmente bene, ma si è arenata strada facendo, tant’è che c’è ancora molta frutta nelle celle frigorifere e, in particolare per le albicocche, il prezzo all’origine intorno ai 30/35 centesimi non compensa neppure i costi di raccolta, costringendo gli agricoltori a lasciarle sugli alberi. 
 
Nel dettaglio - si legge in una nota di Confagricoltura - quest’anno il raccolto di albicocche, pesche e nettarine è positivo in termini di quantità (più 13% rispetto al 2018 e l’aumento ha riguardato in maniera maggiore il centro sud ed è stato più contenuto al nord). Le susine non riescono però a spuntare prezzi superiori ai 70 centesimi al chilo (contro 1,20 euro dello scorso anno). Le ciliegie hanno avuto una stagione disastrosa: si registra un - 50% della produzione in Puglia e – un 20% in Emilia Romagna. Per l’anguria e il melone, invece, la stagione, iniziata male per le primizie e il prodotto sotto serra, ora sta migliorando.
 
La crisi della frutta ha conseguenze pesanti anche sull’occupazione. Confagricoltura ricorda che sono oltre 100 mila le persone che lavorano nel settore, senza considerare l’indotto. “Oggi – conclude Bergami – sono a rischio almeno 10 milioni di giornate di lavoro”.





Malgrado i venti di crisi, nel 2019 saranno di più gli italiani che andranno in vacanza. Le proiezioni di Confcommercio

Gli italiani,  dopo anni di riposo in casa e malgrado la crisi ancora stringente, tornano a viaggiare confermando il trend positivo per l’estate 2019. Il 72% (quasi 32 milioni) infatti riuscirà a fare almeno una vacanza nel periodo estivo, dato nettamente in crescita rispetto al 2018 con 1,3 milioni in più che riusciranno godersi le meritate ferie estive. L’incremento premierà quasi esclusivamente destinazioni estere per una spesa media di circa 950 euro (+14%, circa 110 euro a persona), con luglio che risulta essere il mese che registra il maggiore incremento delle partenze (+10%), principalmente a scapito di settembre, anche se agosto continua a fare la parte del leone, scelto dal 35% di italiani (15 milioni). E tra la spesa degli italiani all’estero e la spesa dei turisti stranieri che arrivano nel nostro Paese, la bilancia commerciale italiana questa estate farà segnare un surplus di circa 8 miliardi. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dall’indagine "Le vacanze degli italiani" realizzata da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Piepoli e presentata a Roma nella sede nazionale di Confcommercio.

Dall’indagine emerge che la propensione degli italiani a viaggiare è in continuo aumento, nonostante la percezione sul futuro dell’economia nazionale vada progressivamente deteriorandosi. Se infatti a giugno l’Indice di fiducia del viaggiatore italiano (il valore di sintesi che l’Istituto Piepoli calcola mensilmente da oltre 4 anni per Confturismo-Confcommercio) si posiziona a 72 su una scala da 0 a 100, 3 punti sopra lo stesso mese del 2018, il saldo tra ottimisti e pessimisti sul futuro economico dell’Italia passa, nello stesso periodo, da un 8% in favore dei primi a un 16% in favore di secondi. La necessità di concedersi un periodo di svago e distrazione dai problemi di tutti i giorni, soprattutto durante l’estate, prende comunque il sopravvento nelle decisioni di noi tutti. Inoltre c’è anche un 6% di italiani ancora indecisi, che potrebbe quindi andare ad aumentare, seppure di poco, le partenze. Due novità importanti riguardano la spesa media e la ripartizione delle scelte tra mete nazionali ed estere: la prima passa dagli 837 euro per persona dell’estate 2018 ai 950 euro di quella in corso (+14%), ma a fronte di una sostanziale stabilità del dato di agosto, sono proprio i mesi "di spalla", giugno e settembre, in particolare quest’ultimo, a registrare i maggiori aumenti. Le mete preferite sono per lo più in Europa, con Spagna, Francia e Grecia in vetta alle preferenze, ma anche Stati Uniti e Mar Rosso registrano performance ottime. Un’ultima annotazione va fatta sugli effetti del meteo "instabile" che, tra maggio e l’inizio di giugno, ha convinto il 13% degli italiani a rinunciare a una vacanza, a cui si aggiunge un ulteriore 4% che, pur avendo rinunciato dichiara di essere certo che recupererà entro fine stagione: una perdita per il settore che, seppure di non facile quantificazione, si aggira intorno al mezzo miliardo di euro.

Ma come si contestualizza questa situazione nel panorama competitivo internazionale del turismo? Dai risultati di un’analisi condotta per Confturismo-Confcommercio da TRA Consulting emerge un surplus per la bilancia commerciale italiana di un miliardo in più rispetto al 2018 (8 miliardi totale).  Se infatti la spesa degli italiani all’estero aumenta di circa 200 milioni di euro, quella degli stranieri in Italia sale di oltre 1 miliardo circa, anche se non tutto il nostro territorio ne beneficia in pari misura: è il Sud, infatti, ad avvantaggiarsene in maniera preponderante. Una situazione che trova pieno riscontro anche nei dati del trasporto aereo passeggeri: dei 60 milioni di passeggeri che gli aeroporti italiani registreranno tra giugno e agosto di quest’anno, 40 milioni saranno stranieri, con un incremento di 2,4 milioni proprio negli aeroporti del Sud che supereranno quindi, per la prima volta, il traffico delle altre 3 macro aree (Nord-Ovest, Nord-Est e Centro).  In generale però, a livello del Mediterraneo, si va fortemente intensificando la concorrenza di Turchia, Egitto e Tunisia, che vedono crescere a doppia cifra la percentuale dei loro arrivi turistici internazionali soprattutto da Francia e Germania, mentre la Spagna, nostro competitor abituale, subisce una pesante battuta d’arresto.

Per il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, "dai dati emerge come gli italiani non abbiano permesso all’incerto clima politico di scalfire il loro desiderio di viaggiare; è stato invece molto più incisivo il clima di maltempo del mese di maggio, che ha effettivamente posticipato gran parte delle prenotazioni. Un dato certamente positivo è poi che la spesa crescente dei viaggiatori stranieri in Italia genera un importante surplus nella bilancia commerciale, dimostrando ancora una volta che il turismo è un bene cruciale per l’Italia".

Per Andrea Giuricin, dell’Università Milano Bicocca "ol turismo si conferma l’oro dell’Italia, specialmente nel periodo estivo. La bilancia tra la spesa degli stranieri in Italia e quella degli italiani all’estero potrebbe avvicinarsi nell’estate 2019 a quasi 8 miliardi di euro. Un record storico che deve essere tenuto in considerazione dal decisore politico. Bisogna però fare attenzione: la crescita del Sud del Mediterraneo sta portando una sempre maggiore competizione".





Saldi, partite le vendite anche nelle Regioni ‘ritardatarie’. Corsa all’acquisto intelligente. Le previsioni e le stime di Confesercenti

E’ proprio il caso di dire che questa estate 2019 parte nel segno dello sconto. Si apre questo sabato il primo fine settimana dei saldi estivi 2019, al via ufficialmente in tutte le regioni italiane dopo l’anticipo di Campania, Basilicata e Sicilia, dove le vendite di fine stagione sono iniziate tra il 29 giugno ed il 2 luglio. Quest’anno i saldi estivi raccolgono un interesse record: oltre 14,6 milioni di italiani – il 33% dei consumatori maggiorenni – ha infatti già deciso di approfittare dell’occasione per una spesa media di 270 euro a famiglia, circa 104 euro in media a persona: molti sono acquisti rimandati da questa primavera. Dunque saranno, secondo le previsioni, acquisti all’insegna dell’intelligenza e comunque mirati. Ma il giro d’affari complessivo potrebbe salire rapidamente: c’è infatti anche un 49% di nostri concittadini che non ha già deciso di acquistare, ma si farà comunque un giro tra le vetrine per vedere se ci sono offerte interessanti. È quanto emerge dal consueto sondaggio sulle vendite di fine stagione estive condotto da SWG per Confesercenti su un campione di consumatori residenti in Italia. I clienti si concentreranno soprattutto nei primi giorni dei saldi: il 53% prevede di comprare nella prima settimana. In particolare, in questo primo fine settimana di luglio si attendono circa 2,5 milioni di clienti. Si cercheranno soprattutto calzature, indicate dal 52%. Seguono, nella classifica dei prodotti più desiderati, maglie e magliette (46%), pantaloni e gonne (34%), vestiti estivi femminili (32%) e camicie (28%). Il 16%, invece, cercherà costumi da bagno, parei e altri articoli ‘da mare’, mentre un 12% è alla ricerca di vestiti estivi da uomo. L’11% vuole invece accessori, cinture, cappelli e foulard. La priorità, quest’anno, è chiaramente il prezzo: il 39% degli intervistati, infatti, dichiara di voler approfittare dei saldi per ‘risparmiare il più possibile’, una quota in decisa ascesa rispetto al 31% rilevato la scorsa estate. Resiste, comunque, un 54% di clienti che cerca la qualità, e userà le vendite di fine stagione per portarsi a casa un capo di qualità ad un prezzo accessibile. I saldi si confermano un evento ancora largamente ‘off-line’: la maggior parte assoluta dei clienti – il 67% – si servirà infatti di un negozio fisico per i suoi acquisti, mentre si rivolgerà all’online solo il 10%, mentre il 23% è ancora indeciso. Crescono, però, i furbetti del camerino. Il 69% di chi acquista sul web ammette infatti di provare i vestiti nei negozi reali, per poi comprare online: il 17% lo fa sempre, il 52% a seconda del prodotto.

A pesare sui negozi è però soprattutto la concorrenza sleale di chi pratica saldi illegali, in anticipo sui tempi stabiliti e fuori dalle regole previste per le vendite di fine stagione. Il 26% dei consumatori – oltre uno su quattro – ammette di essere stato contattato personalmente per offerte legate a pre-saldi irregolari che, secondo le stime di Confesercenti, valgono ormai quasi 600 milioni di vendite.

“Le famiglie italiane cercano di risparmiare, ed i saldi estivi sono l’occasione ideale, visto anche l’assortimento record presente nei negozi dopo una primavera difficile per le vendite, frenate dall’incertezza dei consumatori e da un meteo pazzo”, spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo Confesercenti. “Ma serve intervenire sulla babele dei finti saldi. La situazione è ormai fuori controllo: le vendite di fine stagione irregolari dilagano, una forma di concorrenza sleale che non danneggia solo le imprese che seguono la normativa, ma anche i clienti. Si tratta infatti di eventi completamente fuori legge, che non rispettano neanche le regole su scontistica e trasparenza. Bisogna mettere un freno a questa deriva: servono più controlli”.





Governo, Bonafede: "Riforma giustizia presto in CdM"

 

Per la riforma del Csm "i tempi sono strettissimi". Così il ministro della Giustizia,Alfonso Bonafede: "Conto di portare in Consiglio dei Ministri, nell’arco dei prossimi 10 giorni, tutta la riforma della Giustizia: processo civile, processo penale e anche la riforma del Csm", ha detto parlando al convegno dei movimento Federconsumatori. La riforma "riguarderà non solo il Csm, ma tutta la magistratura, le dinamiche al suo interno per l’accesso e per gli avanzamenti di carriera. Ci sarà così un perimetro blindato di meritocrazia". 





Nuovo incubo per Salvini, verso Lampedusa anche la Alan Kurdi. Già notificato il divieto di ingresso nelle acque territoriali

"Con 65 persone soccorse a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa. Non siamo intimiditi da un ministro dell’Interno ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo". Così Sea Eye in un tweet, sulla rotta presa dalla nave Alan Kurdi dopo il salvataggio di ieri.

Una motovedetta della Guardia di Finanza ha notificato al comandante della Alan Kurdi il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane. A darne notizia fonti del Viminale.

"In queste condizioni andare a Malta mette a rischio sicurezza e incolumità persone. Lampedusa ora è il solo porto sicuro possibile". Fa sapere Mediterranea in relazione alla situazione della nave Alex con a bordo migranti salvati dal naufragio.