Roma, drone sorvola Foro Traiano: turista russo denunciato dalla Polizia Locale

Era intento a pilotare il suo drone a Piazza Madonna di Loreto, in sfregio alle normative vigenti. Per questo motivo, ieri mattina, un cittadino di nazionalità russa di 30 anni è stato denunciato dagli agenti della Polizia Locale del Gruppo Centro ( ex Trevi). Il turista, che stava effettuando alcune riprese con il proprio strumento nei pressi della Colonna Traiana, è stato fermato dalla pattuglia in servizio di vigilanza nella zona. Gli operanti, grazie alla dimestichezza nell’esprimersi nella lingua russa, hanno spiegato i motivi dell’intervento al responsabile che, appreso il divieto di sorvolo, si è scusato per l’accaduto. Il drone è stato posto sotto sequestro. 





Aperto, dopo una lunga attesa, il corridoio della mobilità Eur Laurentina-Tor Pagnotta

In servizio il nuovo corridoio della mobilità Eur Laurentina-Tor Pagnotta, un collegamento diretto tra quartieri periferici come Tor Pagnotta, Cecchignola, Fonte Laurentina e la metro B. Con questa preferenziale, circa 11 chilometri andata/ritorno, sono state attivate tre nuove linee ed è stata ridisegnata la rete bus esistente.

 

“A circa dieci anni dall’avvio dei lavori abbiamo completato quest’opera che rappresentava una ferita aperta per la città. Con il Corridoio, Roma ha un nuovo servizio per migliorare la mobilità delle periferie. Questo significa più trasporto pubblico e meno traffico grazie agli autobus che collegheranno il quadrante sud di Roma. Quartieri come Fonte Laurentina, Cecchignola e Tor Pagnotta saranno connessi alla rete metropolitana con i filobus. Quarantacinque filobus che erano in un deposito e abbiamo già recuperato e che ora potranno circolare lungo questo corridoio. Abbiamo ultimato un progetto rimasto su carta per molto tempo: ora i cittadini possono beneficiare di un’opera così strategica”, dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

 

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo: abbiamo dato ai cittadini un servizio in più per dotare Roma di infrastrutture indispensabili a migliorare il trasporto pubblico locale. Con il corridoio della mobilità siamo certi che cambierà la viabilità di un intero quadrante”, aggiunge l’assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.

 

L’intervento è stato progettato ridisegnando l’intera sede stradale, inserendo un asse ciclabile e realizzando un’opera integrata per un trasporto pubblico fluido, efficiente e accessibile alle persone con disabilità. Sul corridoio circoleranno tre linee, la 72, la 73 e la 74, mentre è prevista una riorganizzazione di tutta la rete del trasporto pubblico dell’area in più fasi. L’obiettivo è migliorare il collegamento tra i quartieri posti lungo le vie Laurentina e Ardeatina verso la metro B e il capolinea bus di piazzale dell’Agricoltura.





Cabina di regia permanente tra Roma Capitale, Ama e organizzazioni sindacali

Prende il via la cabina di regia permanente per la riorganizzazione del servizio di pulizia e il decoro della città di Roma.

L’apposita intesa è stata siglata in Campidoglio dall’Amministrazione capitolina, da Ama e da tutte le organizzazioni sindacali. Il percorso condiviso è finalizzato al superamento delle criticità puntando sulla pianificazione del ciclo dei rifiuti attraverso un’analisi costante dei dati e dei risultati.


 

“Abbiamo avviato un percorso fondamentale e abbiamo registrato un’unità di intenti a remare tutti nella stessa direzione, mettendo sempre i cittadini al primo posto. Siamo davanti a un segnale che indica come Amministrazione, azienda e sindacati abbiano creato le condizioni per affrontare questa fase in modo efficace e sulla base di un metodo chiaro e rigoroso. Voglio ringraziare tutti gli operatori che sui territori stanno producendo uno sforzo enorme per il bene della città”, sottolinea la sindaca di Roma Virginia Raggi.


 

“Oggi tutte le parti sedute al tavolo hanno mostrato un fortissimo senso di responsabilità, tracciando un percorso finalizzato a superare le criticità. Sono stati individuati punti precisi su cui impostare questo lavoro: ciò significa che garantiremo una solida operatività. In particolare voglio ringraziare tutti i lavoratori che si stanno impegnando senza risparmiarsi: il fattore umano si sta rivelando determinante e gli operatori stanno rappresentando un autentico valore aggiunto”, commenta l’assessore al Personale Antonio De Santis.


 

La Cabina di Regia prevede la costituzione di una Commissione composta da due membri per ogni organizzazione sindacale e da altrettanti membri di nomina di Roma Capitale ed Ama e, ove necessario, di altre strutture di Roma Capitale.

 

I lavori della Commissione saranno articolati progressivamente sui seguenti macro temi: operatività, logistica, modelli di raccolta e piano straordinario pulizia; infrastrutture per la raccolta; mezzi; risorse umane/piano assunzionale; risorse finanziarie; iniziative per l’educazione ambientale e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.     





Rifiuti Roma, c’è l’intesa (mediatore Miniambiente) tra Raggi-Zingaretti

"Stiamo negoziando sul medio termine con i Paesi Ue per poter conferire il surplus di rifiuti all’estero, è una soluzione che serve per arrivare alla costruzione degli impianti". Così il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, al termine della cabina di regia con Regione e Comune sulla criticità rifiuti a Roma. "Stiamo lavorando a un nuovo piano industriale di Ama -annuncia la Raggi- tutti devono fare la loro parte". Chiede più impegno nella raccolta differenziata, "Roma sarà ripulita". E Zingaretti: "bene, finalmente il piano parte" 





Nuovo sbarco sulle coste siciliane. Arrivati in 43

Ancora uno sbarco, l’ennesimo, lungo le coste siciliane: 47 migranti, tra i quali dieci donne, sono approdati nella notte nel porto di Pozzallo. L’arrivo, a bordo di un pattugliatore della Guardia di Finanza, intorno alle 2.30. Secondo le prime informazioni non ci sono casi sanitari urgenti.

 I migranti soccorsi su un barcone nel Canale di Sicilia erano complessivamente 53, ma sei di loro sono stati subito trasferiti a Lampedusa per problemi medici. Gli altri 47 sono stati dirottati su Pozzallo, anche perchè l’hot spot dell’isola è già saturo dopo gli sbarchi delle ultime ore.

Intanto il vicepremier Matteo Salvini scrive alla Tunisia. "Sul fronte delle procedure di rimpatrio - dice in una lettera indirizzata al suo omologo tunisino - vero modello di operatività, possiamo conseguire ancora più elevati livelli di efficacia attraverso rimodulazioni improntate ad una maggiore flessibilità con il ricorso a navi di linea". Per Salvini, che ha segnalato "una maggiore concentrazione di flussi dalla Tunisia", bisogna rafforzare, anche "con il sostegno europeo", le capacità di sorveglianza marittima, attraverso un sistema integrato basato "su postazioni radar e strutture operative".





Mibac, 180 milioni di euro per 595 interventi sul patrimonio culturale

Il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato lo stanziamento di 180 milioni di euro per eseguire 595 interventi sul patrimonio culturale italiano: si tratta della programmazione 2019-2020 del Fondo Tutela del Ministero dei Beni Culturali, finanziato con le risorse derivanti dalla legge di stabilità del 2015. Tra gli interventi che verranno eseguiti nel 2019, si contano la valorizzazione e il restauro delle decorazioni delle sale pompeiane a Palazzo Reale (Napoli), la messa in sicurezza delle facciate e coperture di Castel dell’Ovo a Napoli, il recupero delle facciate del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il riallestimento del Museo Archeologico Nazioanle di Parma al complesso della Pilotta, il nuovo impianto di illuminazione del Parco di Miramare a Trieste, la messa in sicurezza della Crypta Balbi a Roma, il restauro di Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure, il restauro della basilica di San Lorenzo a Milano, il restauro delle facciate interne del cortile d’onore della Pinacoteca di Brera, la messa in sicurezza e il restauro del tratto urbano dell’Acquedotto Mediceo di Pisa, il restauro degli archivi giudiziari medicei alluvionati a Firenze, la messa in sicurezza delle facciate e delle coperture della Pinacoteca Nazionale di Siena, il restauro delle facciate e degli stemmi del cortile del Museo del Bargello. L’anno successivo partiranno altri lavori come la tutela e il restauro dei resti archeologici ai piedi della rupe di Canossa, il miglioramento della fruizione e la nuova illuminazione interna del Mausoleo di Teodorico di Ravenna, i lavori ci consolidamento strutturale e miglioramento sismico della Pilotta di Parma, il restauro delle cucine storiche del Castello di Miramare a Trieste, il restauro della villa romana di Sirmione, il restauro delle superfici lapidee della Pinacoteca di Brera, la messa in sicurezza delle coperture della Villa Medicea di Poggio a Caiano, il riallestimento dei depositi archeologici di Carsulae, l’adeguamento impiantistico della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, il restauro del portico delle Procuratie Nuove di Venezia, la realizzazione dell’impianto di climatizzazione della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. “Un’attenzione al patrimonio che necessita di interventi di tutela”, ha dichiarato il ministro Bonisoli, “e che è frutto di un puntuale lavoro di ricognizione sui territori, attraverso il coinvolgimento di tutti gli istituti periferici del Ministero. Tra le priorità, il restauro dei beni culturali, in particolare quelli colpiti da calamità naturali; il recupero di aree paesaggistiche degradate, la prevenzione contro i rischi sistemici e ambientali, ma anche l’efficientamento energetico e il miglioramento dell’accessibilità, intesa come obiettivo per la partecipazione e l’inclusione sociale”. La programmazione biennale prevede oltre 17, 6 milioni di euro per lavori urgenti e imprevisti, in particolare nel settore Archivi, e la disponibilità di somme utili per il cofinanziamento dei progetti Art Bonus, ossia che hanno ottenuto il sostegno economico attraverso il mecenatismo di privati. 





Vitalizi, la Cassazione blocca il ricorso degli ex parlamentari ‘ribelli’

“Vi ricordate il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari che abbiamo fatto nei mesi scorsi? Qualcuno ha fatto ricorso per conservare il privilegio che percepiva ingiustamente da anni. Ma oggi è arrivata una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso! Perché sui vitalizi e sulle indennità parlamentari decidono solo gli organi del parlamento, a garanzia dell’autonomia. E gli Uffici di Presidenza delle Camere, anche grazie ai nostri portavoce, hanno deciso di tagliare questi privilegi assolutamente iniqui”. Lo scrive su Facebook il capo politico del M5s Luigi Di Maio.

“Con l’eliminazione dei vitalizi sapete quanto andremo a risparmiare? Circa 280 milioni, tra Camera e Senato, a legislatura. Soldi – aggiunge il vicepremier – che invece di finire nelle tasche di pochi privilegiati potranno essere usati a favore degli italiani”.




Deutsch Bank, si tratta su tutto ma i sindacati sono pessimisti

 

L’incontro di giovedì 11 luglio era programmato già da tempo. Ma l’annuncio-shock dell’ennesima riorganizzazione (sarebbe la terza negli ultimi otto anni) di Deutsche Bank, con l’avvio di 18 mila licenziamenti, pari a un quinto dell’intero personale mondiale, lo ha trasformato in un primo confronto tra società e sindacati sul piano. I lavoratori italiani del colosso bancario tedesco sono 3 mila, suddivisi in circa 200 filiali (presenti per lo più in Lombardia, Toscana, Lazio e Campania). Secondo l’amministratore delegato Christian Sewing, gli esuberi dovuti alla “reinvenzione” (questo il termine che ha usato) della banca di Francoforte saranno concentrati soprattutto in Asia, Stati Uniti e Gran Bretagna, ma anche l’Europa continentale, e di conseguenza l’Italia, potrebbero essere colpite.

“La crisi di Deutsche Bank va avanti da tempo”, spiega il segretario nazionale della Fisac Cgil Claudio Cornelli: “Dal 2011 abbiamo sottoscritto già tre piani di ristrutturazione. L’ultimo, denominato ‘Strategy 2020’, è stato firmato nel maggio 2018 e prevedeva l’uscita di 220 lavoratori mediante incentivi all’esodo e accompagnamenti alla pensione, realizzati attraverso l’adesione al Fondo di solidarietà interbancario”. Cornelli rivela anche “la vera preoccupazione, più che i licenziamenti, è che Deutsche Bank venga venduta. I tedeschi hanno la necessità di avere liquidità: cedere le filiali, mantenendo il settore private con tutti i clienti più ricchi, potrebbe per loro essere una possibilità da scegliere”.

La ristrutturazione di Deutsche Bank è stata annunciata sabato 7 luglio, a conclusione della riunione del consiglio di sorveglianza, che ha certificato una perdita netta di 2,8 miliardi nel secondo trimestre. Per quest’anno il bilancio si chiuderà dunque in perdita, per tornare in pareggio nel 2020 e restituire dividendi agli azionisti nel 2022. Il piano, la cui conclusione è prevista nel 2022, prevede il ritorno alla centralità del corporate banking (affiancato dalle attività di private banking, asset management e investment banking) e dall’uscita dal mercato secondario del global equity e dalle attività azionarie di trading. I costi saranno ridotti di sei miliardi, allo scopo di scendere a 17 miliardi nel 2022. Verrà, inoltre, creata una capital release unit (in sostanza una “bad bank”), dove verranno trasferiti 74 miliardi di euro di attività ponderate per il rischio (rwa) e 288 miliardi di esposizioni, che ne dovrà gestire la dismissione. Da qui al 2022 i costi di ristrutturazione ammonteranno a 7,4 miliardi.





Arcelor-Mittal, tanti i problemi. Trattativa appesa ad un filo

L’orizzonte della ArcelorMittal non è certo sereno. I nodi da sciogliere sono ancora molti, a partire dall’immunità penale sul piano ambientale, eliminata dal governo e rivendicata dal colosso industriale come condizione essenziale per continuare gli investimenti a Taranto, e dal prosieguo delle relazioni tra multinazionale e sindacati. Relazioni che si sono fortemente incrinate con lo strappo, seguito dallo sciopero di giovedì 4 luglio, sulle 13 settimane di cassa integrazione per 1.395 dipendenti dell’impianto pugliese (1.011 operai, 106 intermedi e 278 impiegati), con l’azienda che non ha accolto la richiesta sindacale di soprassedere temporaneamente sugli ammortizzatori sociali in attesa di vedere l’esito degli incontri convocati dal ministero dello Sviluppo economico. Il primo, riservato a governo e ArcelorMittal, si è tenuto giovedì 4, mentre il secondo è in programma per oggi (martedì 9 luglio), con la partecipazione anche dei sindacati e dei commissari.

“È il momento della responsabilità, sia dell’azienda sia del governo, perché non possiamo permetterci di rimanere senza un’azienda siderurgica”, ha commentato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini: “I lavoratori vogliono che gli accordi fatti siano rispettati, che gli investimenti vengano realizzati, che l’azienda venga messa a norma, che si utilizzino le migliori tecnologie e che in questo modo si garantisca anche l’occupazione”. L’esponente sindacale è anche intervenuto sulla questione dell’immunità. “Credo che sia importante legare la vicenda dell’immunità agli investimenti”, ha spiegato: “Troverei singolare che qualcuno chieda a chi è appena arrivato di assumersi le responsabilità per quello che non ha fatto. È importante però che quest’immunità non sia ‘sine die’, ma legata al piano di investimenti. Parliamo di 4 miliardi da qui al 2023, ed è stato uno dei punti di forza dell’accordo che anche noi abbiamo sottoscritto”.

L’immunità penale è stata al centro dell’incontro tra ArcelorMIttal e il ministro Di Maio di giovedì 4 luglio. L’immunità penale per commissari Ilva e futuri acquirenti dell’acciaieria è stata istituita con una legge del 2015, ma abolita nei giorni scorsi in seguito all’approvazione del cosiddetto “decreto crescita”. Alla fine del vertice nessuno dei convenuti ha voluto commentare l’andamento dell’incontro, ma si è registrata la volontà comune di trovare una soluzione. Anche perché, come noto, i vertici europei della multinazionale hanno già fatto sapere che in assenza della misura lascerebbero Taranto all’inizio di settembre. L’idea che si sta facendo strada è quella di una norma correttiva-interpretativa dell’articolo 46 del decreto. Una soluzione non facile sia da un punto di vista giuridico (la legge del 2015 non può essere ripristinata essendo in arrivo a ottobre il giudizio della Consulta cui si è rivolto per incostituzionalità il gip di Taranto) sia da un punto di vista politico, considerando che i Cinque stelle ne hanno fatto una “bandiera politica”, al contrario della Lega che invece non intende ostacolare gli investimenti promessi.

“A nessuno sfuggono i comprensibili elementi di riservatezza. Tutto ciò non può, però, legittimare un atteggiamento che sostanzialmente consegna una vicenda di straordinaria rilevanza pubblica e sociale al silenzio dei protagonisti dell’incontro”. Questo il commento dellasegretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David all’incontro “riservato” del 4 luglio scorso: “Il destino dell’ex Ilva non è una questione privata”. Riguardo al summit di oggi, l’esponente sindacale si aspetta “di affrontare i nodi veri e irrisolti riguardanti il piano industriale, il risanamento ambientale e l’occupazione, alla luce delle vicende di queste settimane, a partire dal ricorso alla cassa integrazione e dalla normativa contenuta nel decreto”.

Al centro dell’incontro odierno, oltre appunto all’immunità penale, ci sono l’intera questione occupazionale e il monitoraggio di quanto realizzato finora. A essere messa sotto esame sarà l’applicazione dell’accordo del 6 settembre 2018 che ha ufficializzato l’arrivo della multinazionale con 10.700 assunzioni complessive, con il conseguente programma di investimenti. Certamente al rapporto tra management e sindacati non ha fatto bene l’apertura della cassa integrazione. L’altissima adesione allo sciopero (pari al 75 per cento del personale di Taranto) ha dimostrato quanto i lavoratori, hanno spiegato Fiom, Fim, Uilm e Ugl territoriali, non siano disposti ad accettare “l’arroganza di ArcelorMittal”, cui chiedono “di rivedere necessariamente il proprio atteggiamento, tipico di una multinazionale”.

ArcelorMittal è il primo produttore mondiale di acciaio, anche se nel 2018 la produzione è calata dello 0,6 per cento, passando da 93,1 a 92,5 milioni di tonnellate. I dipendenti sono poco più di 200 mila, di cui 10.800 in Italia. Nel nostro Paese ArcelorMittal ha otto siti produttivi, tra cui il siderurgico di Taranto, il più grande d’Europa. Nel 2018 i ricavi delle vendite sono aumentati del 10,6 per cento, passando a 76 miliardi di dollari (rispetto ai 68,7 dell’anno precedente), incremento dovuto all’aumento dei prezzi medi di vendita che ha significativamente compensato la diminuzione dei volumi di vendita. Il risultato della gestione industriale (Ebitda) è passato da 8,4 a 10,3 miliardi di dollari, con un aumento del 22,1. Infine, l’utile netto ha raggiunto i 5,1 miliardi di dollari rispetto ai 4,6 del 2017, con un incremento del 12,7.





Vaccini, i genitori non sono più obbligati a presentare i certificati per le scuole entro mercoledì

Una nota congiunta del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero della Salute ha precisato che, essendo stata attivata l’Anagrafe Nazionale Vaccinale, istituita con DM del 17 settembre 2018, i genitori non hanno più l’obbligo di presentare alle Scuole, entro domani, mercoledì 10 luglio, la documentazione attestante lo stato vaccinale dei propri figli, poiché è stata attivata l’Anagrafe nazionale vaccinale, che fa dialogare direttamente Asl e istituti scolastici. Grazie all’Anagrafe vaccinale, le situazioni irregolari sono già state comunicate dalle Asl alle istituzioni scolastiche che provvederanno a richiedere i documenti eventualmente mancanti ai genitori. Questi ultimi avranno a loro volta dieci giorni di tempo per portarli a scuola. “Per le famiglie – sottolinea il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale - il nuovo anno scolastico inizia sotto i migliori auspici, in quanto viene eliminato il rilevante carico della ricerca dei documenti attestanti lo stato vaccinale. Inoltre, considerando che la scuola ospita numerosi bimbi che non possono essere vaccinati, viene confermata la validità delle misure introdotte con la Legge 31 luglio 2019, n° 119. Per noi pediatri è della massima importanza che non venga scalfito l’ombrello protettivo realizzato dalla Legge vigente, e che non sia compromesso l’incremento delle coperture vaccinali che si sta ottenendo”. “Non bisogna abbassare la guardia - aggiunge il Professor Luciano Pinto, SIPPS Campania: nei primi 5 mesi del 2019 sono stati segnalati 1.096 casi di morbillo, di cui 79 in bambini di età da 1 a 5 anni e 42 in età < 1 anno: quanti di questi frequentavano un asilo nido o la scuola dell’infanzia? Inoltre, nello stesso periodo sono stati segnalati 25 casi tra Operatori Scolastici, tutti non vaccinati, ad eccezione di 1. Il 6 settembre 2017 è entrato in vigore l’obbligo di autocertificazione della propria situazione vaccinale anche per questa categoria, oltre che per gli Operatori Sanitari e Socio-Sanitari: bisogna ricordare a chi è a contatto con bambini nelle prime fasi di vita, che è a rischio sia di contrarre patologie infettive tipiche dell’infanzia, che di essere veicolo di infezione e che, pertanto, il vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, raccomanda per lui tutte le vaccinazioni a copertura delle patologie tipiche dell’età infantile. “È necessario – conclude il Dottor Di Mauro - dare una maggiore visibilità e forza all’attuale raccomandazione: la SIPPS, che da anni conduce campagne di informazione per le famiglie in collaborazione con l’A.Ge. - Associazione Genitori Italiani - a partire dall’anno in corso estenderà questa attività anche agli Operatori Scolastici, nel loro interesse e nell’interesse dei bambini che vengono affidati alle loro mani esperte”.





Commercio, Coldiretti: "Salvi solo discount, vola on line (+10,2%)”

Nel dettaglio tradizionale si salvano solo i discount alimentari che fanno un aumento del 2,2% rispetto allo scorso anno mentre continua il boom del commercio elettronico che registra un balzo del 10,2% nello stesso periodo. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’andamento del commercio al dettaglio a maggio dell’Istat. La stagnazione dei consumi, alimentari e non, conferma – sottolinea la Coldiretti - la necessità di scongiurare qualsiasi ipotesi di aumento dell’imposta sugli acquisti. L’aumento dell’Iva rischia di riguardare – continua la Coldiretti – anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie. La spesa alimentare – conclude la Coldiretti – è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 244 miliardi ed è quindi un sensore attendibile della situazione in cui si trovano gli italiani. 





Comandante Carola Rackete, Spadafora (M5S): "Da Salvini attacchi sessisti"

L’Italia "vive una pericolosa deriva sessista. Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?". Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, Vincenzo Spadafora, in un’intervista a Repubblica in occasione della presentazione del primo censimento nazionale dei centri antiviolenza, in cui cita il leader leghista Matteo Salvini come esempio di violenza verbale nei confronti delle donne, in particolare con "gli attacchi verbali alla capitana Carola definita criminale, pirata, sbruffoncella. Parole che hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola, con insulti dilagati per giorni e giorni sui social". E sul tema immigrazione, Spadafora sferra un altro attacco all’alleatto: "Le donne migranti sonovittime tra le vittime. E il decreto sicurezza peggiorerà ancora di più la loro condizione di vlunerabilità. Il ministro dell’Interno le sta lasciando senza più supporti, siamo di fronte ad una tragedia che ha la firma della Lega. 





Bankitalia, Visco ricorda Ciampi: "Grazie a lui istituzione libera da influenza politica"

A Palazzo Koch, sede di Bankitalia, il numero uno dell’istituzione Ignazio Visco ha ricordato l’ex presidente della Repubblica ed ex numero uno della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi. Carlo Azeglio Ciampi, ha ricordato Visco, difese l’autonomia della Banca d’Italia dai tentativi di ingerenza della politica. “Considerando retrospettivamente il suo percorso, lui stesso osservava: ‘Ho servito il paese sempre all’interno delle istituzioni: quattro anni nell’istituzione-esercito, due anni nell’istituzione-scuola, 47 anni nell’istituzione Banca d’Italia, poi l’istituzione Palazzo Chigi, il Tesoro, il Quirinale. Insomma, io credo fermamente nel valore alto delle istituzioni. Sono il vero ancoraggio del paese’”. “Lo sono – ha continuato Visco – anche perchè incarnano e presidiano quella indispensabile distinzione delle responsabilità che Ciampi fece sua personalmente, prima come banchiere centrale, difendendo strenuamente l’autonomia dalla politica, dopo mettendo a disposizione della politica, dell’arte di governare nel senso più alto, la propria cultura istituzionale, la propria saggezza. La sua ispirazione continua a essere per la Banca d’Italia un punto di riferimento essenziale per svolgere in piena coscienza i compiti che le sono affidati”. 





Mattarella: “Ciampi figura cruciale per il Paese”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione della giornata di studi dedicata alla figura di Carlo Azeglio Ciampi Governatore della Banca d’Italia, iniziativa che si inserisce nel quadro più ampio delle celebrazioni previste per il centenario della sua nascita. "Carlo Azeglio Ciampi ha speso tutta la sua vita al servizio dell’Italia. Prima ancora di essere uomo delle istituzioni, è stato un grande italiano e un grande europeo. Ciascuna delle altissime responsabilità ricoperte venne da lui sempre esercitata con riguardo all’Italia e all’Europa, intese come indissolubilmente connesse. Il suo straordinario percorso nelle istituzioni - ha ricordato Mattarella - lo ha reso protagonista di importanti momenti di svolta della vita del Paese: quando venne nominato Governatore della Banca d’Italia nel 1979; quando fu chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1993; quando accettò la carica di Ministro del Tesoro, nel 1996, in una fase in cui l’Italia aveva bisogno di una personalità autorevole e di piena credibilità a livello internazionale. Infine, l’unanime prestigio guadagnato gli valse, nel 1999, l’elezione al primo scrutinio alla massima Magistratura della Repubblica. In ciascuna di queste funzioni Ciampi seppe fronteggiare con determinazione e perseveranza sfide cruciali per l’economia e per la società italiana: la disinflazione degli anni ottanta, la conquista dell’autonomia della Banca centrale, la fondazione dell’Unione economica e monetaria europea e l’ingresso dell’Italia nell’euro, il ritrovamento del senso di appartenenza alla Patria". In particolare, ha proseguito il Capo dello Stato, "Ciampi ha legato il suo nome alla nascita dell’euro e alla partecipazione, tutt’altro che scontata, dell’Italia alla moneta unica sin dall’avvio, dimostrando, come da lui stesso affermato, ’quanto un Paese, un popolo può fare quando si dà un grande obiettivo e verso questo obiettivo impegna le sue energie migliori’. Nel contesto attuale, l’insegnamento di Carlo Azeglio Ciampi è quanto mai prezioso e moderno. Con questi sentimenti, invio a tutti presenti i miei migliori auguri di buon lavoro".




Sanità, Angelino Alfano nuovo presidente Gruppo ospedaliero San Donato

L’ex ministro Angelino Alfano torna sulla scena con un nuovo incarico prestigioso nel mondo della sanità privata. È lui il nuovo presidente del Gruppo ospedaliero San Donato, il più grande impero della sanità italiana che controlla diciannove ospedali, di cui tre Irccs, in Lombardia ed Emilia Romagna, tra cui l’Istituto Galeazzi di Milano e il Policlinico San Donato, per un totale di oltre cinquemila e cinquecento posti letto e quattro milioni di pazienti ogni anno. Alfano ha lasciato la politica un anno fa dopo essere stato ministro per più di tremila giorni sotto quattro governi (un record nella storia italiana), oltre che vicepresidente del Consiglio, ed è tornato alla professione di avvocato. Alfano prende il posto di Paolo Rotelli alla guida del gruppo. Il primogenito di Giuseppe Rotelli, scomparso nel 2013 dopo 33 anni al timone del gruppo fondato nel 1957 dal padre Luigi, resterà in carica come vice presidente con Kamel Ghribi, che mantiene la carica di presidente del GSD Middle East. Entra nel consiglio di amministrazione l’ex a.d. di Unicredit Federico Ghizzoni e sono confermati Marco Rotelli, che lascia la carica di vice presidente per quella di consigliere di amministrazione, Nicola Grigoletto, Vittorio Emanuele Falsitta e Francesco Galli in qualità di amministratore delegato. Il rinnovo di alcuni organi amministrativi, presentato oggi in una conferenza stampa, "ha l’obiettivo di far entrare nella governance aziendale figure altamente qualificate e motivate per intraprendere le sfide future", si legge in una nota del Gruppo.Per l’Istituto Ortopedico Galeazzi, Roberto Poli lascia la presidenza, pur rimanendo consigliere di amministrazione. Il nuovo presidente è Patrizia Polliotto. Entra a far parte del consiglio di amministrazione Andrea Faragalli e sono confermati i vice presidenti Paolo Rotelli e Dario Beretta, gli amministratori delegati Elena Bottinelli e Francesco Galli, i consiglieri Marco Rotelli, Francesco Bertocchini, Giorgio Giudici e Gaspare Emmanuele Trizzino. Per l’Ospedale San Raffaele, entra nel consiglio di amministrazione Vittorio Terzi. Confermati il presidente Enrico Cucchiani, il vice presidente Paolo Rotelli e l’amministratore delegato Elena Bottinelli. Confermati i consiglieri di amministrazione Marco Rotelli, Nicola Grigoletto, Luigi Santa Maria, Roberto Poli, Alessandro Daffina. Per gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi, entra a far parte del consiglio di amministrazione Giorgio Berta. Confermati il presidente Nicola Grigoletto, il vice presidente Paolo Rotelli, l’amministratore delegato Francesco Galli, i consiglieri Marco Rotelli, Gaspare Emmanuele Trizzino e Carlo Vimercati. Per gli Istituti Ospedalieri Bresciani, entra nel consiglio di amministrazione il nuovo amministratore delegato Nicola Bresciani e due consiglieri di amministrazione: Ezio Bernardo Cividini e Leonardo Cossu. Confermati il presidente Giorgio Gastaldi e il vice presidente Paolo Rotelli, i consiglieri Marco Rotelli, Gaspare Emmanuele Trizzino e Bartolomeo Rampinelli. Per gli Istituti Clinici di Pavia e Vigevano, entra nel consiglio di amministrazione Davide Pasotti, confermati il presidente Giuseppe Mininni, il vice presidente Paolo Rotelli, i consiglieri Marco Rotelli, Nicola Bresciani, Pietro Gallotti, Gaspare Emmanuele Trizzino e Gabriele Pelissero. Confermato l’amministratore delegato Marco Centenari. Per gli Istituti Clinici Zucchi, nominato il nuovo consigliere di amministrazione Gianni Franco Papa. Confermati il presidente Gaspare Emmanuele Trizzino, il vice presidente Paolo Rotelli, l’amministratore delegato Renato Cerioli e i consiglieri Marco Rotelli e Giampiero Meani. Per la Casa di Cura Villa Erbosa, nominati il nuovo presidente Francesco Serantoni, il nuovo amministratore delegato Marco Centenari e i nuovi consiglieri Paolo Rotelli, che lascia la presidenza, Nicola Bresciani e Giuseppe Mininni. Confermati il vice presidente Marco Rotelli e il consigliere Andrea Guidotti. Per la Casa di Cura Villa Chiara, nominati il nuovo presidente Alessandro Bonazzi e il nuovo amministratore delegato Marco Centenari. Vice presidente è Marco Rotelli e consiglieri di amministrazione sono Paolo Rotelli e Giovanna Costantini, che è presidente onorario. Per la Casa di Cura La Madonnina, nominati il nuovo presidente Gianni Franco Papa e il nuovo consigliere di amministrazione Alberto Nughedu. Lascia la presidenza Gaspare Emmanuele Trizzino, che conserva la vice presidenza con Marco Rotelli e sono confermati l’amministratore delegato Renato Cerioli e il consigliere Paolo Rotelli. Per GSD Sistemi e Servizi, nominati il nuovo presidente Ernesto Maria Ruffini e i nuovi consiglieri di amministrazione Gaspare Emmanuele Trizzino e Andrea Faragalli con Paolo Rotelli, che lascia la vice presidenza. A subentrare come vice presidente è Marco Rotelli, che lascia la carica di presidente. Confermato l’amministratore delegato Marco Centenari.





Carta e cartone, gli italiani riciclano di più (+4%)

Aumenta la raccolta differenziata di carta e cartone in Italia. La tutela dell’ambiente è ormai un principio cardine del senso civico dei cittadini, sempre più attenti a differenziare carta e cartone dagli altri materiali. Dietro buoni risultati però non c’è solo l’impegno a differenziare, comunque fondamentale, ma anche un sistema di gestione efficace ed efficiente, capace di garantire a qualunque condizione il ritiro e l’avvio a riciclo degli imballaggi su tutto il territorio nazionale. E’ quanto emerge in sostanza dall’analisi dei dati del 24° Rapporto di Comieco, che ogni anno mette in evidenza i numeri principali della raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia. 3,4 milioni sono le tonnellate di carta e cartone nel 2018, con un aumento complessivo del 4%, pari a + 127.000 tonnellate, rispetto al 2017, distribuito in tutte e 3 le macroaree con particolare evidenza al Sud e al Nord. La progressiva crescita del Sud è ormai consolidata negli ultimi anni. Dopo numerosi investimenti a sostegno dello sviluppo della raccolta nell’area meridionale del Paese, i risultati si vedono. La Sicilia, storicamente indietro rispetto alle altre Regioni, guida l’incremento complessivo mettendo a segno il miglior risultato percentuale (+31,5) rispetto al 2017. Se l’aumento delle quantità raccolte al Sud sembrerebbe non fare più notizia, non si può dire altrettanto per il Nord che dopo anni di sostanziale stabilità fa registrare un +2,9%, pari a +50mila tonnellate di carta e cartone raccolte. Il Centro mette a segno un incremento di per sé meno incisivo ma comunque importante (+1,4%), considerando anche le difficoltà legate alla “questione romana” e tenuto conto che Roma, in termini di popolazione e capacità, “pesa” quasi quanto un’intera regione. “I positivi dati del Rapporto Comieco sono frutto dell’impegno, sempre crescente, dei cittadini che da Nord a Sud differenziano carta e cartone con grande responsabilità” – commenta Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente. “Apprezzo in particolare lo sviluppo della raccolta al Sud che dimostra come anche al Meridione ci sia una crescente sensibilità verso la tutela ambientale. Ringrazio Comieco per l’importante lavoro che svolge. Sono convinto che nel 2019 le quantità di carta e cartone aumenteranno ulteriormente e mi aspetto un miglioramento anche sotto il profilo della qualità dei materiali raccolti. Quantità e qualità devono viaggiare insieme. Come Ministro dell’economia circolare mi impegno in prima linea con Comieco e gli altri Consorzi per raggiungere anche questo risultato, tassello fondamentale per completare il ciclo virtuoso di un Paese che è maestro nelle tecnologie ambientali e nell’economia circolare”. A livello di pro-capite, l’Emilia-Romagna è stata la regione più brillante con oltre 90 kg/ab di carta e cartone, seguita da Trentino-Alto Adige (83 kg/ab) e Valle d’Aosta (79,6 kg/ab). “L’Emilia-Romagna nel 2018 ha segnato il 68% di raccolta differenziata e in 128 Comuni, il 39% dei 329 totali, si è già superato con due anni di anticipo l’obiettivo del 73% di raccolta differenziata fissato dal Piano regionale dei rifiuti al 2020: un risultato a portata di mano, visto che solo nell’ultimo anno la separazione dei rifiuti ha compiuto un netto balzo in avanti di 3,7% rispetto al 2017”, afferma Paola Gazzolo, Assessore regionale all’ambiente. “Ottimo il dato che riguarda carta e cartone, il 19,3% dei rifiuti raccolti in modo differenziato: vogliamo continuare il percorso virtuoso intrapreso, anche accrescendo la qualità della raccolta, verso una crescente circolarità dell’economia che è sinonimo di sostenibilità ambientale”. I numeri complessivi del Rapporto si inseriscono in un contesto in continua evoluzione, soprattutto sotto il profilo della gestione dei servizi. La maggior parte dei convenzionati del Nord fino allo scorso anno affidavano al circuito consortile solo quota parte della raccolta, gestendo sul mercato (con condizioni economiche più vantaggiose) le restanti quantità. Non sempre però la libera concorrenza si sposa con la tutela ambientale. Nel 2018, il perdurare dei prezzi bassi della carta da riciclare ha portato molti Comuni a chiedere di rientrare nel circuito convenzionale di Comieco per garantirsi nel 2019 il ritiro di tutta la raccolta effettuata dai cittadini. Se per tutto il 2018 su 3,4 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte il 42,5% è stato in gestione a Comieco, nel 2019 la quota in convenzione potrebbe arrivare al 60% proprio in virtù delle nuove quantità. Un passaggio importante che conferma la centralità del ruolo sussidiario del sistema consortile, in grado di assicurare ai Comuni il ritiro delle proprie raccolte e il conseguente avvio a riciclo. È quanto accaduto anche a Bologna, città che quest’anno ha ospitato la presentazione ufficiale del Rapporto annuale, perché una delle realtà che meglio rappresentano il modello di cooperazione tra pubblico e privato per la garanzia del riciclo e lo sviluppo del mercato. Dai dati contenuti nel Rapporto emerge anche come la crescita delle quantità da sola non basti però a spiegare un efficiente sistema di riciclo. Per il corretto avvio al riciclo dei materiali a base cellulosica infatti è essenziale il rispetto di elevati standard di qualità. “Le frazioni estranee alla raccolta di carta e cartone rappresentano un ambito di miglioramento cui tendere. La vera sfida da affrontare – spiega Amelio Cecchini, Presidente Comieco. Sebbene, infatti, dai dati del Rapporto emerga un quadro in miglioramento rispetto al 2017 sia della qualità della raccolta del circuito delle famiglie, dove la media di frazioni estranee riscontrata è del 3,3%, che del commerciale, scesa allo 0,7%, ancora molto si può e si deve fare. Una raccolta di qualità è infatti garanzia di riciclo efficiente, con meno scarti e minori costi di gestione. La qualità è sempre più elemento strategico per garantire il buon fine del processo di riciclo: già nel 2018 il tasso di riciclo degli imballaggi si attesta sull’81%, superando già gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2025 (75% riciclo) e ad un passo quelli stabiliti per il 2030, che prevede il raggiungimento dell’85% del tasso di riciclo”. Ma non solo. “Il binomio quantità-qualità legato alla raccolta differenziata di carta e cartone si traduce anche in importanti vantaggi economici per i Comuni – aggiunge Carlo Montalbetti, direttore Comieco. Nel 2018 Comieco ha erogato più di 97 milioni di euro a oltre 5.500 Comuni in convenzione, a fronte delle tonnellate di carta e cartone raccolte. Nel 2019, l’impegno economico del Consorzio a sostegno delle Amministrazioni comunali è destinato a salire. Con il rientro in convenzione di oltre 600.000 tonnellate, infatti, Comieco investirà ulteriori risorse, assicurando il corretto avvio a riciclo”. In oltre 20 anni di operatività del sistema consortile attraverso le convenzioni sono stati trasferiti ai Comuni, per le quantità di carta e cartone raccolte in maniera differenziata, oltre 1,6 miliardi di euro. Risorse vitali che hanno consentito, nello stesso arco temporale, di triplicare i volumi. 





Morosini, partite le celebrazioni di una figura simbolo

Il 26 febbraio 2019 ricorrevano i 400 anni dalla nascita di Francesco Morosini, forse l’ultimo dei grandi comandanti veneziani, nonché personaggio tra i più importanti e significativi della storia della Repubblica e delle sue tradizioni marinaresche. Votato sin dalla gioventù alla carriera militare, di cui ascese tutti i livelli fino a ricoprire per ben quattro volte la carica di "capitano generale da mar" (comandante in capo della flotta e delle operazioni navali), Francesco Morosini è stato protagonista delle vicende belliche che videro la Serenissima contrapporsi all’impero ottomano nel XVII secolo e dell’ultima fase espansionistica di Venezia. Di lui si ricordano, in particolare: la partecipazione alla guerra di Candia (Creta 1645-1669), che vide la città capitale dell’isola (odierna Heraklion) resistere per ben 25 anni alla pressione di preponderanti forze turche (è considerato infatti il più lungo assedio della storia) e divenne, sul finire della campagna, il simbolo della difesa della cristianità. Fu proprio il Morosini, in qualità di comandante della piazza, a negoziarne la resa a condizioni onorevoli; la conduzione della prima guerra di Morea (1684-1699), vittoriosa campagna militare che, nel più ampio quadro della Lega Santa degli Stati cristiani contro i turchi, consentì ai veneziani di acquisire il controllo di tutto il Peloponneso (la Morea, appunto), nonché giungere a minacciare le basi strategiche dell’impero turco; l’attribuzione del titolo di "Peloponnesiaco", nonché l’onore, mai ricevuto da altri fino ad allora nella storia della Repubblica, della realizzazione di un busto in bronzo, benché ancora in vita; l’ascensione al dogato nel 1688 che poi ricoprì unitamente alla carica di “capitano generale da mar”, fatto anch’esso unico nella storia di Venezia. A lui la Marina italiana, per le gesta compiute al comando della flotta, ha intitolato nel tempo una nave da battaglia, due sommergibili e la Scuola Navale Militare sull’isola di Sant’Elena. Al fine di coordinare le iniziative commemorative, dare giusto risalto alla ricorrenza e sfruttare, nel contempo, questa eccezionale occasione per ripercorrere un periodo importante della storia veneziana, è stato costituito un Comitato Organizzatore formato da rappresentanti dei seguenti Enti e Amministrazioni: la Fondazione Musei Civici; l’Archivio di Stato di Venezia; il Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza; l’Istituto di Studi Militari Marittimi (Museo Navale di Venezia) della Marina Militare; la Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”; la Biblioteca Nazionale Marciana; la Fondazione Giorgio Cini; la Fondazione Querini Stampalia; l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti; l’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini; l’Istituto Italiano dei Castelli – Sezione del Veneto; il Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello”; il Comitato francese per la salvaguardia di Venezia. Il 9 luglio 2019, alle ore 10:00, a Roma, presso la Sala Spadolini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si è tenuta la presentazione alla stampa delle celebrazioni per i 400 anni dalla nascita di Francesco Morosini e della mostra “Francesco Morosini in guerra a Candia e in Morea”, al via, dal prossimo 12 luglio, presso la sede della Guardia di Finanza a Venezia. In particolare, la conferenza stampa è stata introdotta dalla proiezione di un video clip sulla ricorrenza, seguita dall’intervento del Generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza Bruno Buratti, che ha fornito un breve profilo biografico di Francesco Morosini ed illustrato gli scopi e i punti salienti delle celebrazioni. Gli eventi - il cui calendario si spinge fino al mese di gennaio 2020 - patrocinati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, nonché dalla Regione Veneto, dalla Città di Venezia e dall’Università Cà Foscari, sono stati concepiti a Venezia, all’interno di un itinerario storico, artistico e culturale articolato su più sedi per amplificare la portata e la capacità divulgativa di ogni singola iniziativa, valorizzando i principali siti “morosiniani”. Un approfondimento particolare è stato riservato alla prossima apertura al pubblico della mostra allestita presso Palazzo Corner Mocenigo, sede del Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza. All’interno dell’edificio che ospiterà l’evento, uno dei più grandiosi palazzi veneziani che fu dimora gentilizia di tre dogi del ‘600, edificata nel 1564 su progetto del celebre architetto veronese Michele Sanmicheli, il visitatore potrà ammirare un prezioso ed inedito ciclo di tele settecentesche sulle campagne militari di Candia e di Morea, vero e proprio racconto per immagini, restaurate per l’occasione, nonché armi, cimeli , documenti storici e molte curiosità inedite, come le insegne di comando turche, due rari cannoni ottomani, alcuni strumenti musicali della banda dei giannizzeri, manuali e mappe militari dell’epoca, un ordine di operazioni per l’armata navale e l’originale del dispaccio munito di firma autografa, con cui Francesco Morosini annuncia al Senato della Repubblica la presa di Atene, messi a disposizione dal Museo Correr, dall’Archivio di Stato di Venezia e da collezioni private mai esposte al pubblico. La Repubblica di Venezia fu impegnata nel Seicento in due importanti conflitti nel Mediterraneo. La guerra per la difesa di Creta (Candia), tra il 1644 e il 1669, terminò con la sconfitta dei veneziani e la perdita dell’isola, un territorio che le apparteneva da 450 anni e che rappresentava un luogo di fondamentale importanza nelle rotte marittime verso Levante. La seconda campagna (1684-1699) fu invece offensiva e portò Venezia alla conquista di gran parte del Peloponneso, la Morea. Il nuovo Regno fu considerato da molti l’inizio di una possibile riconquista dell’antico potere, ma il sogno ebbe vita breve, poiché la Morea fu persa solo pochi anni dopo, tra il 1714 e il 1718. I conflitti del Seicento non furono solo scontri diretti tra Venezia e la Sublime Porta. In queste circostanze Venezia definì anche la propria posizione politica rispetto alle altre potenze europee che, come la Repubblica, avevano forti interessi sia nel Mediterraneo che in Italia. L’adesione di Venezia alla sacra lega nel 1684 diede comunque ampia risonanza alle imprese veneziane e innumerevoli testi , molti dei quali in mostra, diffusero a scopo propagandistico in tutta Europa descrizioni e immagini dei luoghi teatro dei combattimenti del suo esercito. Francesco Morosini, nato a Venezia nel 1619 e morto nel 1694 in Morea, a Nauplia (Napoli di Romania), ben rappresenta il suo tempo e questi avvenimenti, ultima vera espressione della potenza veneziana nel Mediterraneo. Avviato, neanche ventenne, alla carriera sul mare, ascese rapidamente sino all’apice tutti i gradini della carriera nella flotta della Serenissima, trascorrendo in guerra la gran parte della sua esistenza. Acclamato doge all’unanimità nel 1688 per i meriti acquisiti e destinatario per le sue imprese di onori e riconoscimenti mai visti in precedenza, fu per ben quattro volte capitano generale dell’esercito della Repubblica a Candia e in Morea, l’ultima delle quali congiuntamente alla carica dogale, caso unico nella storia della Repubblica. A partire dai dipinti del ciclo Morosini, la mostra , articolata in sei sezioni e curata da Elisabetta Molteni, professore associato di Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, riconosciuta esperta di architettura militare veneziana, illustra alcuni episodi salienti delle due guerre ma anche diversi aspetti del modo di intendere e di condurre la guerra nel Seicento: le conoscenze teoriche e pratiche che appartengono all’arte militare, i combattimenti navali, le operazioni di assedio di città e fortezze. I testi, le immagini e i documenti prodotti nel corso delle sue campagne militari restituiscono dunque il modo di guerreggiare di Francesco Morosini e del suo tempo. Il Generale Buratti, inoltre, ha: - ringraziato il Sig. Ministro Alberto Bonisoli per il patrocinio concesso alle iniziative e per la collaborazione, recentemente sancita con un protocollo d’intesa, tra il MiBAC e la Guardia di Finanza, anche sul piano della tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale in uso al Corpo; - ricordato il sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico e di Poste Italiane S.p.A., per l’emissione di un francobollo dedicato a Francesco Morosini e di un folder; - presentato il catalogo ufficiale delle celebrazioni, edito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, realizzato con il sostegno finanziario del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Hanno poi preso la parola la dott.ssa Giovanna Giubbini, Direttore dell’Archivio di Stato di Venezia e l’Arch. Fiorenzo Meneghelli, Presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sezione Veneto, illustrando i termini della collaborazione intercorsa con gli altri componenti del Comitato per le celebrazioni e descrivendo, rispettivamente, i contenuti della mostra documentaria “Francesco Morosini 1619-1694. Una vita veneziana.”, in corso presso la sede dell’Archivio di Stato di Venezia in Campo dei Frari, e l’ipotesi di avvio di una mostra itinerante con prima tappa a Forte Marghera, allo scopo di valorizzare le fortezze veneziane nel contesto dei sistemi fortificati europei. L’intervento conclusivo è stato quello del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il quale ha sottolineato l’importanza di fornire sostegno alla progettualità in argomento, nell’ottica di valorizzare la città di Venezia ed il suo portato culturale. A far da cornice alla presentazione, un ritratto del condottiero, un moschetto d’epoca, alcuni libri antichi e uno bongo originale della banda dei Giannizzeri, trofeo di guerra, nonché alcune monete e medaglie commemorative della seconda metà del ‘600. 





Riunione in Regione per la ferrovia Roma-Viterbo, Panunzi (Pd): “Confermati tutti gli investimenti strutturali sulla linea Roma-

“Confermati tutti gli investimenti strutturali sulla linea Roma-Viterbo”. Così il consigliere regionale Enrico Panunzi (Pd) commenta l’incontro di questa mattina sul tema della ferrovia Roma nord. Al tavolo, tra gli altri, l’assessore regionale alla mobilità Mauro Alessandri, il dirigente di Atac Giovanni Battista Nicastro, il presidente della provincia di Viterbo Pietro Nocchi, l’assessore del comune di Viterbo Laura Allergini, i sindaci di Vallerano e Soriano nel Cimino Maurizio Gregori e Fabio Menicacci, il vice sindaco di Fabrica di Roma Giorgio Cimarra. “Avevo chiesto questa riunione per fare il punto della situazione alla luce dei recenti cambiamenti introdotti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie – prosegue Panunzi -. La Regione ha ribadito che saranno realizzati tutti i lavori di adeguamento e potenziamento in corso d’opera o finanziati, pari a 370milioni di euro. È stato verificato che i tempi di percorrenza tra Civita Castellana e Viterbo sono rimasti invariati. Verrà predisposto un piano per ridurre al minimo i disagi dei pendolari, con particolare riguardo per gli studenti, alla riapertura delle scuole. La Giunta regionale e i comuni viterbesi firmeranno un protocollo, per monitorare l’andamento degli interventi di ammodernamento sulla linea”. 





Piano caldo 2019, ecco le novità a Roma

Non si interrompe l’articolata serie di iniziative messe in piedi dal Campidoglio per fronteggiare le ondate di calore e sostenere chi si trova in condizioni di maggior rischio e solitudine. Anche quest’anno il Piano Caldo assicura servizi e assistenza alle persone senza fissa dimora, con gravi problemi sociali, famiglie in emergenza e altri soggetti fragili. In questo caso, i 280 posti complessivi disponibili per accoglienza notturna e diurna nel periodo estivo si vanno a sommare ai 1.075 posti dell’accoglienza ordinaria. C’è poi l’insieme di attività realizzate per gli anziani suddivise in area fisica, cognitiva e socializzazione, che andranno avanti fino al 15 settembre 2019: attività ricreative, sport (ginnastica dolce e posturale, aquagym, nuoto, balli di gruppo, beach volley, bocce ecc.), seminari informativi su uso dei farmaci, stili di vita sani, alimentazione, formazione su sostegno reciproco e misure antitruffa, incontri e attività per favorire la socializzazione. Potenzialmente 60.000 accessi gratuiti sono resi disponibili dall’Amministrazione capitolina in collaborazione con gli impianti sportivi comunali, i circoli privati e le federazioni che hanno risposto alla richiesta di progetti specifici a favore della popolazione anziana (tra gli altri FIDAL, CALCIOSOCIALE, CONI, l’Associazione Nazionale di Cultura sportiva e altre). Le informazioni sono fornite attraverso i 10.000 ventagli informativi predisposti dall’Azienda Speciale Farmacap, distribuiti nei Centri Sociali Anziani e nei Municipi. “Il Piano Caldo prosegue a favore di persone fragili e anziani con attività e iniziative dedicate”, dichiara l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “Grazie alla disponibilità dei gestori degli impianti sportivi potremo garantire agli anziani che abitano in tutti i Municipi ingressi gratuiti e attività di qualità. Siamo passati dai 6.400 dell’anno scorso ai 60.000 potenziali accessi. Un importante atto di solidarietà verso chi rimane in città durante il periodo più caldo." “Ringrazio molto tutti i concessionari degli impianti sportivi, i circoli e le federazioni che hanno aderito all’iniziativa del Piano Caldo 2019 per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. Lo sport non soltanto è la chiave migliore per preservare un buono stato di salute e un corretto stile di vita, ma rappresenta anche un grosso motore di promozione e inclusione sociale, un sostegno di qualità per le categorie più fragili e bisognose come gli anziani, vessati dal caldo del periodo. La nostra Amministrazione è da sempre in prima linea per sostenere le diverse categorie sociali con tutti i mezzi a disposizione, il Piano Caldo ne è l’ennesima dimostrazione concreta”, conclude l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini Daniele Frongia. 





Rifiuti Roma, Costa: "Strategia pianificata con Di Maio e Raggi"

"Questa mattina ho incontrato il vicepremier Luigi Di Maio e la sindaca di Roma Virginia Raggi: ci siamo confrontati sulla vicenda dei rifiuti condividendo strategia e visione di medio e lungo periodo. Poi, con il vicepremier, abbiamo fatto il punto su alcuni temi che vedono i nostri ministeri lavorare insieme, come la recente firma del decreto Fer1". Così Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, dopo l’incontro avvenuto questa mattina con il vicepremier Luigi Di Maio e la sindaca Raggi. 





Salvini Vs Spatafora, il ministro: "Se pensa che sono pericolo maschilista, cosa ci sta a fare?"

"Cosa sta a fare Spadafora al governo con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano". Così Salvini replica al sottosegretario del suo governo, Spadafora, M5S, che lo ha accusato di alimentare l’odio contro le donne, per gli insulti verbali a Carola Rackete. "L’altro giorno Di Stefano mi ha dato del panzone. Oggi del sessista. Ma quanti sono i sottosegretari del M5S? Replicare diventa impegnativo" ironizza. E conclude: "Lavorassero". 





Vince la battaglia contro il licenziamento la donna licenziata da Eurospin. L’azienda: “Abbiamo sbagliato a non approfondire la situazione…” Soddisfazione del Sindacato

“Stamani in Camera del lavoro abbiamo incontrato la direzione di Eurospin Tirrenica per affrontare la revoca del licenziamento della lavoratrice madre per superamento del comporto, perché affetta da una grave patologia. Incontro che era stato programmato dopo che Eurospin aveva diramato attraverso i suoi canali social la volontà di recedere dal licenziamento”. Lo comunica la Filcams Cgil Firenze.

Dopo una lunga battaglia sindacale, quindi, “per l’ingiustizia che era stata perpetrata nei confronti della lavoratrice del negozio di Vinci”, stamani la direzione di Eurospin ha provveduto alla revoca del licenziamento con la contestuale reintegra. “Un’azione, quella di Eurospin – continua la Filcams –, che consideriamo positiva anche per aver riconosciuto l’errore nel procedere al licenziamento. All’incontro di stamani in Camera del lavoro era presente anche la lavoratrice, che insieme al sindacato ha provveduto a compiere tutti gli atti formali volti a ristabilire il rapporto di lavoro”.

La stessa azienda ha provveduto a scusarsi attraverso il suo account Twitter. “Il licenziamento era partito automaticamente – si legge in un post –, essendo scaduti i termini di legge per la malattia e non essendo pervenuta una richiesta di aspettativa da parte della signora Stefania. Abbiamo sbagliato a non approfondire la sua situazione come meritava. Ce ne scusiamo”.

“Una vittoria – conclude il sindacato – che conferma due cose: la mobilitazione paga e la contrattazione è uno strumento necessario per regolare il conflitto nel mercato del lavoro”.




L’ex magistrato del Consiglio di Stato, Bellomo finisce agli arresti

Sono scattati gli arresti domiciliari per Francesco Bellomo, ex magistrato del Consiglio di Stato, docente e direttore scientifico dei corsi post-universitari per la preparazione al concorso in magistratura della Scuola di Formazione Giuridica Avanzata ‘Diritto e Scienza’. Questa la decisione presa dal Gip del Tribunale di Bari.

Bellomo è accusato di maltrattamenti nei confronti di quattro donne: tre borsiste e una ricercatrice ed estorsione aggravata ai danni di un’altra corsista. Poi lo scioccante atto d’accusa in cui di descrive come leborsiste della Scuola di Formazione dovevano "attenersi ad un dress code suddiviso in ’classico’ per gli ’eventi burocratici’, ’intermedio’ per ’corsi e convegni’ ed ’estremo’ per ’eventi mondani’" e dovevano "curare la propria immagine anche dal punto di vista dinamico (gesti, conversazione, movimenti), onde assicurare il più possibile l’armonia, l’eleganza e la superiore trasgressività’ al fine di pubblicizzare l’immagine della scuola e della società". Sono alcuni passaggi del contratto imposto alle borsiste e riportati nell’ordinanza di arresto. L’abbigliamento definito "estremo" prevedeva "gonna molto corta (1/3 della lunghezza tra giro vita e ginocchio), sia stretta che morbida + maglioncino o maglina, oppure vestito di analoga lunghezza"; quello "intermedio" "gonna corta (da 1/3 a ½ della lunghezza tra giro vita e ginocchio), sia stretta che morbida + camicetta, oppure vestito morbido di analoga lunghezza, anche senza maniche; il "classico" "gonna sopra il ginocchio (da ½ a 2/3 della lunghezza tra giro vita e ginocchio) diritta + camicetta, oppure tailleur, oppure pantaloni aderenti + maglia scollata. Alternati".

Il dress code imponeva anche "gonne e vestiti di colore preferibilmente nero o, nella stagione estiva, bianco. Nella stagione invernale calze chiare o velate leggere, non con pizzo o disegni di fantasia; cappotto poco sopra al ginocchio o piumino di colore rosso o nero, oppure giacca di pelle. Stivali o scarpe non a punta, anche eleganti in vernice, tacco 8-12 cm a seconda dell’altezza, preferibilmente non a spillo. Borsa piccola. Trucco calcato o intermedio, preferibilmente un rossetto acceso e valorizzazione di zigomi e sopracciglia; smalto sulle mani di colore chiaro o medio (no rosso e no nero) oppure french".





Norcia, il Vescovo si scaglia contro la burocrazia: “Attentato alla ricostruzione

"I passaggi burocratici sono un attentato alla ricostruzione": sono le parole secche pronunciate dal vescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che a distanza di quasi tre anni dalle prime scosse fa il punto su quanto accaduto dopo il sisme.  Boccardo dice la sua sullo stato attuale in cui si trovano i luoghi colpiti dal sisma citando anche il libro di Paolo Rumiz, "Il filo infinito". "Dice bene – afferma l’alto prelato - quando scrive ’Si percepiva un pericolo ogni presente, ma anche l’esempio tutto italiano di una macchina burocratica capace di uccidere più del terremoto, ostacolando i ritorni con regole e divieti’. Nessuno si sogna di agire fuori dal rispetto delle leggi anzi, dobbiamo essere rigorosi e trasparenti, ma in emergenza se serve occorre superare le regole e lavorare per la vita della gente. Le leggi devono essere al servizio delle persone".





Sindacati e Regioni in campo in difesa della sanità pubblica

“C’è una grande preoccupazione che accomuna i sindacati e le Regioni, le quali hanno la responsabilità concreta di gestire i servizi e le prestazioni in sanità per i cittadini: da anni la politica continua a ridurre le risorse disponibili per il Servizio sanitario nazionale, togliendo carburante a un mezzo che deve fare un viaggio molto impegnativo”.  Dai microfoni di RadioArticolo1 parlail responsabile dell’area salute e welfare della Cgil nazionale, Stefano Cecconi. “Per questo – aggiunge – abbiamo avanzato la proposta di garantire una soglia sotto la quale non è possibile andare, nemmeno nei momenti di crisi, cosa che invece è avvenuta in questi anni. Non è accettabile, anche perché l’Italia continua a investire molto di meno rispetto ad altri Paesi europei, e non solo, pur avendo risultati che rimangono ancora incredibilmente buoni, tutto sommato”. Tra le altre cose, aggiunge, “abbiamo condiviso con i presidenti delle Regioni la necessità di aprire un tavolo specifico sul personale che è già in sofferenza e calerà ancora di più per effetto di quota 100”, senza dimenticare il capitolo dei rinnovi contrattuali.

Continuando a parlare del Patto per la salute, in discussione tra governo e Regioni, “la differenza – sottolinea Cecconi – sta nel fatto che mentre l’esecutivo continua a ignorare il rapporto con il sindacato, le Regioni molto più pragmaticamente hanno colto questa opportunità. Abbiamo recuperato alcuni capitoli del Patto per la salute, decidendo quali devono essere le priorità a partire dal potenziamento della rete dei servizi nel territorio, che continua a essere una specie di chimera. Va tradotto invece concretamente in standard e indicatori di funzionamento, perciò abbiamo chiesto e convenuto con le Regioni l’emanazione di un decreto ministeriale che, esattamente come per gli ospedali, dia forza, dignità e struttura alla rete dei servizi nel territorio”. Altro punto cruciale riguarda il delicato tema della non autosufficienza: “Su questo dobbiamo provare a identificare un percorso comune, mettendo in ordine quello che oggi è frammentato in tutto il Paese”.





Alitalia, si chiude il 15 luglio. Il Governo non vuole ulteriori rinvii

La partita sembra ormai chiusa, dopo una infinita serie di rinvii il dossier Alitalia, diventato incandescente sulla scrivania del Governo si chiuderà lunedì 15 luglio senza ulteriori rinvii. A darne notizia fonti del ministero di Infrastrutture e trasporti. Secondo alcune indiscrezioni, si andrebbe in direzione di una newco con la maggioranza assoluta di Ferrovie dello Stato e Mef. Lo stato degli asset, secondo le ultime riunioni che si sono tenute nei giorni scorsi al Mise, prevedeva una composizione quote ripartite in quest maniera: 35% a Ferrovie dello Stato, 10-15% per l’americana Delta e Mef al 15%.  Al quarto socio il40% del capitale ed un investimento praticamente immediato da 400 milioni di euro.