Il regista Tinto Brass ricoverato a Roma. E’ in terapia intensiva

Il regista Tinto Brass, di 86 anni, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di Roma a causa di una febbre improvvisa. Attualmente è in terapia intensiva e la prognosi è riservata. A chiamare i soccorsi è stata la moglie, Caterina Varzi, che era con lui quando ha avuto il malore nella notte. Nel 2010 Brass, che è considerato il maestro del cinema erotico italiano, era stato colpito da ictus. "Fino all’ora di cena tutto bene, poi gli è salita la febbre e alla fine ho dovuto chiamare un’ambulanza perché stava male", ha raccontato la moglie del regista a Il Corriere della Sera. "Ora i medici stanno facendo alcuni accertamenti, si tratta di un momento delicato e deve stare sotto osservazione", ha aggiunto.




SDA Bocconi online come Netflix: al via i corsi on demand

Un’estetica di tipo cinematografico nei video, un’interfaccia grafica intuitiva ed elegante, la possibilità di una sofisticata interazione utente/docente e corsi in diverse aree tematiche da poter fruire in totale autonomia, secondo il calendario che meglio si adatta alle proprie esigenze professionali. È questa l’idea di lusso accessibile applicato alla formazione continua di SDA Bocconi School of Management, che lancia il suo portafoglio di corsi online, sul modello Netflix, sempre disponibili all’indirizzo www.sdabocconi.it/ondemand. “Con la formazione online vogliamo abbattere ogni barriera geografica, economica e psicologica e dare a tutti la possibilità di fruire di una formazione continua di alta qualità”, dice Gabriele Troilo, associate dean per la Divisione Open Market and New Business di SDA Bocconi. “L’utilizzo delle tecnologie più efficaci e un dispiego di risorse degno di produzioni di alto livello si accompagnano, infatti, a un prezzo molto contenuto”. Tutti i corsi del portafoglio online fanno un uso intensivo dei video e delle animazioni interattive, presentano numerosi case study in formato elettronico e interviste a manager e imprenditori di grande esperienza. Gli strumenti di autovalutazione, poi, consentono ai partecipanti di capire il proprio livello di preparazione prima del test finale, che dà diritto a un certificato. Tutti i partecipanti che completano i corsi hanno accesso alla comunità #Mine degli alumni SDA Bocconi, che organizza eventi di aggiornamento per manager e imprenditori. L’analogia con l’industria dell’entertainment non si limita alla qualità della produzione, ma riguarda anche le modalità di fruizione. “La nostra ambizione è diventare la Netflix della formazione, essere una piattaforma attraverso cui sia possibile intraprendere percorsi modulari di formazione nel rispetto dei tempi, delle esigenze e delle circostanze che condizionano la vita di ciascuno” – conclude Troilo. I primi corsi del portafoglio online spaziano in diversi ambiti sono: Sport Marketing e Sponsorship, Competenze per vendere, Finanziare la crescita aziendale, IT Management, Personal Branding, Fondamenti di bilancio, Data Analysis per Manager: fondamenti. Nella seconda parte dell’anno sarà la volta di temi diretti a famiglie professionali specifiche: Come creare un business plan, Valutazione immobiliare, Visual Merchandising, Comunicare per creare Valore, The Blockchain Journey (in inglese) e Python for Marketeer (in inglese). I corsi hanno una durata suggerita che varia dalle 5 alle 9 settimane ma, per consentire flessibilità di tempo ed impegno, rimangono a disposizione del partecipante per 4 mesi dalla data di iscrizione. L’introduzione della formazione online, infine, è parte di un impegno complessivo per l’inclusività che ha già visto SDA Bocconi introdurre uno sconto del 20% per tutte le donne sul portafoglio della formazione executive, che vale anche per i corsi online che variano dai 150 ai 600 euro. 




Arcelor Mittal, la Fiom denuncia: “Sull’immunità tutto è bloccato”

Il tavolo di martedì 9 luglio al Mise sul futuro di ArcelorMittal "non ha dato risposte alla domanda principe, se non sappiamo come finisce la questione dell’immunità è tutto bloccato". Lo ha detto la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, al termine dell’incontro al Mise fra sindacati, governo e ArcelorMittal.

"Se non si risolve questo tema, è chiaro che è tutto bloccato e né il governo, né l’azienda hanno dato risposte", ha aggiunto Re David. Il governo ha detto che sta lavorando sulla questione, mentre l’azienda, ha spiegato ancora la segretaria Fiom, "è in attesa di capire che cosa succede, quindi fino a che non c’è un chiarimento conclusivo e definitivo sulla questione che riguarda l’interpretazione sull’immunità è chiaro che tutto il resto è bloccato".

Re David ha quindi annunciato che il tavolo è stato rinviato dal ministro alla prossima settimana. Oggi, ha concluso, "non abbiamo fatto un passo avanti nel monitoraggio del piano firmato a settembre e nemmeno sul resto", ha concluso.





Ex Ilva, la magistratura ordina lo stop al Forno Due. Ma è tutta la fabbrica che rischia il fermo

L’altoforno 2 dell’ex Ilva non garantisce la sicurezza per gli operai e quindi deve essere fermato. La Procura di Taranto ha ordinato lo spegnimento dell’impianto nel quale morì Alessandro Morricella, l’operaio 35enne deceduto il 12 giugno 2015, quattro giorni dopo essere stato investito da una colata di ghisa. Secondo i magistrati, l’azienda non avrebbe rispettato tutti gli impegni presi per rendere più sicuro il luogo di lavoro. Lo spegnimento di questo forno rischierebbe un effetto a catena con il conseguente blocco di tutti gli impianti.

La notizia dello spegnimento, insieme alla richiesta di cassa integrazione, preoccupa moltissimo le organizzazioni sindacali. Intanto, al tavolo romano con azienda e sindacati, il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, non è si è mostrato intenzionato a tornare indietro sull’abolizione dell’immunità penale degli amministratori dello stabilimento (eliminata con il decreto Crescita), sebbene l’azienda ne abbia richiesto la reintroduzione minacciando altrimenti la chiusura della fabbrica.

"Non esiste alcuna possibilità che torni", ha sottolineato Di Maio, assicurando che l’azienda non ha nulla da temere dal punto di vista legale "se dimostra buona fede continuando nell’attuazione del piano ambientale" e si è mostrato anche disponibile a "precisare questo concetto attraverso interpretazioni autentiche anche per norma".





Sarà Fontana il nuovo ministro per i rapporti con l’Ue, prenderà il posto di Savona

Lorenzo Fontana al ministero per gli Affari Ue. E’ questa, secondo quanto trapela dalla maggioranza, la scelta che avrebbe fatto il vicepremier Matteo Salvini come profilo per il post Savona. Le quotazioni dell’attuale ministro per le Politiche della famiglia erano già date in salita dopo il tramonto dell’ipotesi Alberto Bagnai, sulla quale peraltro Salvini non si era mai espresso. Su Fontana sembra esserci anche il via linera del premier Conte.

La "finestra" del 20 luglio per un eventuale voto a settembre si sta chiudendo, la crisi di governo si allontana e un rimescolamento nella squadra diventa sempre più probabile. Salvini dovrà aspettare ancora un po’ per il rimpasto complessivo, magari dopo la nomina del commissario Ue alla Concorrenza, che spetta all’Italia (Giancarlo Giorgetti è sempre in pole position). Da tempo la Lega ha messo nel mirino alcuni colleghi Cinquestelle, in particolare Danilo Toninelli, responsabile delle Infrastrutture e dei trasporti, Elisabetta Trenta (Difesa), Giulia Grillo titolare della Sanità e Sergio Costa, a cui è stato affidato il ministero dell’Ambiente. Due dicasteri su tre di grande importanza, soprattutto per il portafogli che gestiscono.

Ognuno di queste deleghe si lega a doppio nodo a un progetto: il Mit e l’Ambiente alle grandi opere (Tav compresa), la Difesa per il contrasto all’immigrazione clandestina, e la Sanità che rientra pienamente nella partita dell’Autonomia. Avere il controllo di questi tre ministeri, e delle Regioni più importanti del Nord (Lombardia, Veneto, Piemonte sono già in mano al centrodestra e a breve si vota anche in Emilia Romagna), porrebbe il cammino di Salvini e i suoi su una comoda discesa. Il vicepremier, però, dovrà scontrarsi con la resistenza del Movimento, che non ci sta a cedere su tutta la linea ai desiderata degli alleati, nonostante il periodo di grande difficoltà che vive dopo la debacle alle ultime elezioni europee. I Cinquestelle rintuzzerebbero l’assalto leghista chiedendo i ministeri dell’Istruzione, del Turismo e degli Affari regionali.

Per quanto riguarda i nomi, a Di Maio non dispiacerebbe Alessandro Di Battista ma l’ex deputato non sembra intenzionato a entrare in partita. Ci potrebbe essere un avvicendamento al Mit con l’arrivo di uno tra l’attuale capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, o il presidente della commissione Trasporti di Palazzo Madama, Mauro Coltorti, indicato già prima delle politiche per il ruolo che è stato poi affidato a Toninelli. Su Giulia Grillo ha qualche dubbio il capo politico, ma nel caso potrebbe contare sull’attuale presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri. Più difficile che Costa e Trenta lascino i loro incarichi, altrimenti sarebbe una resa e comunque il titolare del Mise non è scontento del loro operato. Il Carroccio, invece, rivuole due posti di sottosegretario al Mit (il giovane vicesegretario Andrea Crippa potrebbe subentrare ad Armando Siri o Edoardo Rixi). Infine, per il Mef scaldano i motori Alberto Bagnai e Claudio Borghi, che potrebbero sostituire il viceministro Massimo Garavaglia in caso di condanna (la sentenza di primo grado è attesa per il prossimo 17 luglio) nel processo per turbativa d’asta, nella sua veste precedente di assessore lombardo all’Economia.





Di Maio sul caso Spatafora: “Non si dimette, punto”

“Spadafora non si dimette. Punto. E ora andiamo avanti, sono stanco di queste polemiche inutili”. Lo ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio, capo politico M5s. Il riferimento è alla polemica Spadafora-Salvini sui centri antiviolenza.Ecco, comunque, cosa era successo nella giornata di martedì.  Per il M5s Vincenzo Spadafora, Matteo Salvini è un esempio di “violenza verbale” nei confronti delle donne e “sessismo”; per il leader leghista, se l’opinione è questa, allora il sottosegretario Cinque Stelle dovrebbe dimettersi. Anche la presentazione del rapporto sui centri anti violenza sulle donne diventa tema di scontro tra Lega e M5s, tanto che la conferenza stampa dello stesso Spadafora e della leghista Giulia Bongiorno viene annullata.

A far deflagrare la situazione è un’intervista diSpadafora a Repubblic, in cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità denuncia la “pericolosa deriva sessista” in atto in Italia, chiedendosi: “Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?”. E il riferimento viene reso subito esplicito: “Gli attacchi verbali di Salvini alla capitana Carola definita criminale, pirata, sbruffoncella. Parole che hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola, con insulti dilagati per giorni e giorni sui social”. Non solo. Alle politiche leghista Spadafora addebita la “tragedia” che vivono le donne migranti: “Sono vittime tra le vittime. E il decreto sicurezza peggiorerà ancora di più la loro condizione di vlunerabilità. Il ministro dell’Interno le sta lasciando senza più supporti: siamo di fronte ad una tragedia che ha la firma della Lega”.

La prima reazione della Lega è affidata al capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che pone il sottosegretario Cinque Stelle di fronte ad un aut aut: “Delle due l’una: Spadafora si scusi subito o si dimetta”. Richiesta cui si associano diversi altri esponenti leghisti. Fino all’intervento dello stesso Salvini, che neanche contempla l’ipotesi delle scuse: “Cosa sta a fare Spadafora al governo con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano”.

Quanto alle opposizioni, le reazioni sono diverse. La presidente di FdI Giorgia Meloni coglie al volo l’occasione per incunearsi di nuovo tra gli alleati, definisce “delirante” l’intervista di Spadafora ed esprime “solidarietà al ministro Salvini per le gravissime parole pronunciate da chi dovrebbe essere uno dei suoi alleati di governo”. Per la capogruppo di Fi Mariastella Gelmini, invece, quello di Spadafora è solo “cinismo” per annullare l’evento di oggi visto che “non ha idee” sul tema del contrasto alla violenza di genere. Stessa linea per il Pd, che in più concorda con il giudizio del sottosegretario sul leader leghista: “Ma invece di agire contro un simile atteggiamento di Salvini, Spadafora annulla la conferenza stampa sui centri antiviolenza. E anche oggi delle donne se ne occupano domani”.





Raddoppia la grandine e i danni all’agricoltura sono disastrosi

In questa estate 2019 si contano una media di sei grandinate al giorno, esattamente in doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con effetti devastanti sulle coltivazioni agricole colpite. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati ESWD in occasione dell’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Penisola. Manifestazioni temporalesche violente accompagnate da chicchi di ghiaccio anche di grandi dimensioni – sottolinea la Coldiretti - sono caduti a macchia di leopardo lungo la Penisola provocando gravissimi danni alle coltivazioni in campo, dal pomodoro alle pesche, dai meloni alle mele, dal grano al mais ma anche alle serre. Dal Veneto all’Emilia Romagna, dalla Toscana fino alle Marche è già partita la conta dei danni che potrebbero ammontare a milioni di euro secondo la Coldiretti con la perturbazione in rapida estensione. La grandine – precisa la Coldiretti - è l’evento atmosferico più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono su verdure, frutta e cereali prossimi alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazioni mandando in fumo un intero anno di lavoro. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che – sottolinea la Coldiretti – si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. Una anomalia evidente nel corso del 2019 che - conclude la Coldiretti – è stato segnato dai primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato ed un mese di giugno tra i più caldi ed ora dalle tempeste di luglio.




Mercato della casa in stallo. Prezzi congelati

Il mercato immobiliare in Italia è ufficialmente entrato nella fase di stallo del classico ciclo, quella che precede la risalita dei costi delle abitazioni. L’Osservatorio di Immobiliare.it ( https://www.immobiliare.it ), relativo all’andamento dei prezzi medi richiesti nel primo semestre del 2019 per le case in vendita, ha infatti rilevato oscillazioni minime dei valori immobiliari: a livello nazionale, la media di 1.879 euro al metro quadro è frutto di un calo di appena lo 0,2%. La fase di stallo dei prezzi coinvolge ormai tutte le aree del Paese, con percentuali di variazione dei prezzi sempre prossime allo zero. L’unica che arriva all’1% in negativo è quella rilevata al Sud, dove nel corso dei primi sei mesi dell’anno i costi sono scesi a 1.552 euro/mq. Al Centro il prezzo medio si conferma essere il più caro in assoluto, con 2.234 euro al metro quadro, frutto di un calo semestrale dello 0,7%. Solo il Nord registra valori in crescita, seppur di appena lo 0,5% che porta il costo medio delle abitazioni a 1.926 euro/mq. Anche guardando alla suddivisione fra grandi e piccoli centri, il trend emergente rimane quello di una sostanziale stabilità dei prezzi: nelle città con più di 250mila abitanti i costi sono aumentati dello 0,4% in sei mesi, in quelli minori l’oscillazione è in territorio negativo dello 0,6%. Ciò che rimane differente è il prezzo medio rilevato con le grandi città che superano i 2.500 euro al metro quadro e le piccole che si fermano appena sopra i 1.600 euro. Il mercato nei capoluoghi di regione A seguito di un aumento semestrale del 2,8%, si conferma Firenze la città italiana più cara per gli acquisti immobiliari: qui il prezzo medio richiesto a giugno 2019 è stato pari a 3.810 euro al metro quadro. La seconda rimane Milano, città della crescita record per il primo semestre dell’anno, con un incremento dei valori pari al 4,3%, che portano i costi a una media di 3.466 euro/mq. Roma mantiene il terzo posto ma nella Capitale i valori registrano oscillazioni negative, minime a livello semestrale (-0,8%) ma più importanti su base annuale. I prezzi richiesti a Roma a giugno 2019 sono scesi infatti del 2% rispetto a quelli dello stesso mese dell’anno scorso, attestandosi su una media di 3.148 euro/mq. Il primo semestre dell’anno ha visto crescere del 3,4% i prezzi medi di Cagliari mentre sembra rallentare ma senza arrestarsi la crescita di Bologna, dove in sei mesi i costi delle abitazioni sono aumentati dell’1,2%, arrivando a una media di 2.786 euro al metro quadro. Registrano oscillazioni prossime allo zero ma in territorio positivo anche Trieste, Campobasso e Torino. Tutte le altre città capoluogo nel primo semestre 2019 hanno registrato variazioni dei prezzi negative, poco evidenti in alcune ma ancora molto forti in altre. Il record negativo spetta a Palermo, dove si è registrato un -4,6% su base semestrale. Oscillano fra il 2 e il 3% in negativo le variazioni rilevate a L’Aquila, Bari e Aosta. I due capoluoghi di regione più economici in cui comprare casa rimangono Campobasso e Catanzaro, dove i valori medi richiesti da chi vende superano di poche decine di euro la soglia dei 1.000 al metro quadro. «I numeri relativi al primo semestre di questo 2019 confermano due evidenti trend che ormai caratterizzano il mercato immobiliare italiano – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – Da una parte dimostrano come ci troviamo nella fase del ciclo del mattone che precede la risalita dei prezzi e li vede tendenzialmente stabili; dall’altra consacrano Milano a città dei record, anche nel mattone. Anche se non ha ancora raggiunto i valori di Firenze, il capoluogo meneghino continua a segnare aumenti dei prezzi in tutti i quartieri e ci aspettiamo che la recente vittoria dei giochi olimpici invernali 2026 accelererà questa rivalutazione immobiliare che in città non ha mai subito grandi crisi». 





Gli Usa vogliono mettere in campo una forza navale multinazionale in difesa delle petroliere

Il capo dello Stato maggiore americano, il generale Joseph Dunford, ha annunciato l’intenzione di creare una coalizione militare internazionale per garantire la sicurezza delle acque attorno all’Iran e allo Yemen. L’obiettivo, ha dichiarato il generale Dunford citato dalla BBC, è quello di ’’garantire la libertà di navigazione’’ nella regione, da dove passano rotte commerciali fondamentali. A giugno gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran di aver attaccato petroliere e navi nelle acque del Golfo. Il generale Dunford ha quindi spiegato che sono in corso colloqui tra gli Stati Uniti e una serie di altri Paesi che hanno mostrato la ’’volontà politica’’ di sostenere questo progetto. Gli Stati Uniti, ha proseguito, si occuperanno del ’’comando e del controllo’’ delle navi, mentre altri Paesi forniranno le imbarcazioni per pattugliare. I militari americani, ha precisato Dunford, ’’lavoreranno direttamente con gli eserciti per individuare le capacità specifiche’’ di ogni Paese in grado di sostenere il progetto. Lo Stretto di Hormuz e quello di Bab al-Mandab sono punti strategici che forniscono l’accesso al Golfo e al Mar Rosso. La buona riuscita dell’iniziativa dipende dal numero di Paesi che vi aderiranno, ha detto Dunford. ’’Con un numero esiguo di interessati, possiamo avere una missione ridotta - ha affermato -. Penso che probabilmente nelle prossime due settimane capiremo quali Paesi sono interessati all’iniziativa’’.

Il mese scorso il Segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva detto di sperare che oltre 20 paesi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, potessero lavorare insieme per garantire la sicurezza marittima.





Bergamini (FI): "Prima della pace fiscale serve la flat tax"

"Perché fare una nuova pace fiscale se si dice di essere pronti a introdurre la flat tax? Non vorrei che tutto questo litigare nel governo non fosse altro che un diversivo per non abbassare le tasse che con questa maggioranza sono aumentate. Chi aveva dei carichi pendenti con il fisco ha già potuto beneficiare del condono di questo governo. Adesso è tempo di tagliare le tasse a chi le ha sempre pagate." Lo scrive in una nota Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia. 





Tensioni Italia-UE, Tria replica a Fitch: "Riforme ci sono"

Possibile revisione del giudizio di Fitch sul’Italia? "L’agenzia di rating può dire quello che vuole, le riforme strutturali ci sono". Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria, a proposito di una nota di Fitch, secondo cui le tensioni con l’Europa sono solo rinviate. "C’è un piano azione di riforme approvato insieme al Documento di economia e finanza", spiega Tria. "La Legge di Bilancio va sempre a controllo dei debiti sovrani". Dal Forum Italia-Cina, il ministro assicura "ampi margini di crescita" per l’export tra i due Paesi. 





Previsioni UE, nella crescita l’Italia è ultima in Europa

Nelle nuove previsioni economiche dell’ Ue, l’Italia resta ultima per crescita, con il Pil che sale di 0,1% nel 2019 e 0,7% nel 2020. Restano "pronunciati" i rischi nel 2020, "quando si affronteranno le sfide legate alle politiche di bilancio", secondo l’Ue. "L’occupazione è salita nei primi 5 mesi 2019 e la disoccupazione è scesa sotto il 10%, ricorda l’UE. "Ma la debole attività economica potrebbe pesare sul mercato del lavoro, come indicano l’aumento dei lavoratori in Cig e il calo delle aspettative delle imprese". 





Conte: “I dati economici confermano la validità delle misure del Governo”

Alcune delle cifre "fornite nei giorni scorsi dall’Istat" testimoniano "la validità ed efficacia delle politiche economiche del governo". Così il premier Conte all’assemblea dell’Ania. "Dati confortanti, ma molto rimane da fare". Lo "scenario macroeconomico mondiale è ancora segnato da incertezze" e occorre "promuovere la trasformazione della governance economica europea", aggiunge. La scelta della Commissione Ue di non aprire una procedura d’infrazione "dà fiducia al nostro sistema Paese". "Conti in ordine, stella polare è la crescita". 





Impressionante grandinata a Pescara, chicchi come arance e i feriti sono 18

Impressionante grandinata a Pescara e sulla costa abruzzese, con chicchi grandi come arance. Numerose le persone ferite, sarebbero una ventina, che si sono recate nei pronto soccorso della città. Nel capoluogo adriatico, in particolare, il fenomeno ha provocato danni consistenti: auto danneggiate, parabrezza e vetri infranti, tetti danneggiati. Numerosi i disagi per la circolazione: sulla superstrada che da Teramo conduce al mare paralisi nella circolazione stradale, per la scarsa visibilità. A Pescara è stato attivato il centro operativo comunale per gestire l’emergenza maltempo. Il sindaco, Carlo Masci, parla di un fenomeno straordinario, "una pioggia così intensa preceduta da una grandinata violentissima. La città - dice - è impraticabile. Vigili e operai sono tutti in strada, ma non sono sufficienti a gestire l’emergenza. Ho già contattato la Regione per ottenere la richiesta di risarcimento danni". Una ventina di automobili sono sommerse da circa 2 metri d’acqua nel parcheggio dipendenti dell’ospedale di Pescara, struttura di proprietà del Comune e gestita da una cooperativa. Il parcheggio, secondo le testimonianze, si è riempito d’acqua rapidamente. I sommozzatori sono in azione. "Non dovrebbero esserci persone nelle auto perché il guardiano ci ha detto che non c’era nessuno e le luci accese dei mezzi sono dovute al corto circuito provocato dall’acqua", ha spiegato il manager Asl Armando Mancini.





Catania, vasto incendio fa fuggire in mare turisti e bagnanti

Un rogo di grandi dimensioni si è sviluppato il litorale della Plaia di Catania. Le fiamme alimentate dal vento caldo hanno fortemente danneggiato il lido Europa e minacciano gli altri stabilimenti balneari. Tanti i bagnanti ed i turisti presenti hanno cercato riparo in mare. I vigili del fuoco hanno invitato le persone a "rimanere sulla battigia e a non tentare di rientrare a casa" per tenere libere le vie di accesso ai mezzi di soccorso. Attivato immediatamente un piano di recupero delle persone in difficoltà, con mezzi navali e con i due elicotteri che sono già in azione sul posto. Ad alimentare i roghi le condizioni meteo proibitive: temperature altissime e vento forte che soffia verso il mare che, ipotizzano i vigili del fuoco, hanno sicuramente generato e alimentato fenomeni di "spotting", cioè di proiezione di fiammelle incandescenti anche a grandi distanze, dalla vegetazione che bruciava dalla parte opposta della strada.




Roma, 37enne violento non ottempera al divieto di avvicinamento alla moglie e alle figlie e viene arrestato

La loro convivenza era iniziata nel 2011 e da subito lui, a causa dell’assunzione di shaboo, alternava momenti di violenza a momenti di lucidità. Dopo un periodo di astensione dall’assunzione di droga la situazione si era rasserenata e così la coppia aveva deciso di sposarsi. Nel 2017 nascono le due bambine, ma l’uomo ricade nella tossicodipendenza che gli provoca forte nervosismo e irritabilità eccessiva. La donna, stanca delle continue minacce, ingiurie e violenze anche fisiche (l’ultimo episodio uno schiaffo in pieno volto mentre teneva in braccio una delle figlie) ha così deciso di rivolgersi, a giugno, alla Polizia di Stato. Gli investigatori del commissariato Aurelio, raccolta la denuncia, i certificati medici rilasciati dai pronto soccorso e le testimonianze delle violenze fisiche e morali fatte anche davanti ad altre persone, hanno inviato il tutto alla competente Autorità Giudiziaria che ha disposto l’allontanamento del marito dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento a moglie e figlie, e la loro collocazione in un centro antiviolenza. R.M. non ha preso bene questi provvedimenti ed è arrivato a minacciare ed aggredire, oltre alla moglie, anche la psicologa e l’avvocato del centro presso il quale si trovava la donna. In seguito a questi ulteriori atteggiamenti persecutori, gli agenti del commissariato Aurelio hanno raccolto ulteriori denunce e testimonianze portate all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria che, questa volta, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 37enne che è stato quindi portato a Regina Coeli dai poliziotti. 





Rifiuti Roma, Di Cola (Segr. Fp Cgil): "Emergenza si poteva evitare se Comune e Regione non avessero ignorato il nostro allarme"

Durissima presa di posizione della Cgil di Roma e del Lazio sull’emergenza rifiuti nella Capitale. “Sono molto arrabbiato perchè il sindacato è da più un mese che denuncia quello che sarebbe accaduto, la politica ha sottovalutato la situazione e adesso corrono ai ripari quando la frittata è stata già fatta –ha affermato il segretario del Sindacato Di Cola-. Che ci sarebbe stato un piano di manutenzioni e un rallentamento dei flussi si sapeva da un mese e mezzo, la sindaca prima ha negato, Zingaretti ha atteso che la sindaca lo chiamasse in causa e adesso, quando la situazione è estrema, provano a correre ai ripari. Tutto questo si poteva evitare con conseguenze positive per i lavoratori che raccolgono a mano tutti gli scarti di cibo e per i cittadini che non ne possono più di vedere una città così sporca. Quando è stato detto che in 7 giorni la città sarà pulita, io ho detto che se tutto va bene la città sarà pulita quando apriranno le scuole. Una cosa è togliere i sacchetti intorno ai cassonetti, ma per il resto la città è sporca perché non viene spazzata. Manca un piano industriale, Ama non chiude il ciclo, Ama è dipendente dai privati e paga le conseguenze delle scelte industriali dei privati. Non si sa dove portare i rifiuti e inoltre si fa fatica a raccoglierli perché ci sono pochi mezzi. Il parco mezzi è vecchio e la metà non funziona. Negli ultimi 5 anni sono andati in pensione 400 operai e non è stato assunto nessuno. E tanti operai sono stati spostati dalla raccolta e lo spazzamento alla raccolta porta a porta. I fornitori non si fidano di un’azienda che non aveva manager fino a 15 giorni fa e che non ha due bilanci approvati. Per questo abbiamo proposto alle istituzioni di fare un piano di pulizia straordinaria della città. In teoria il servizio sarebbe organizzato e non dovrebbe essere previsto il sacchetto intorno al cassonetto. Quando succede questo ci sono delle squadre che fanno un servizio base e ovviamente vengono tolte ad altre attività. Quando questa roba invade il 15% dei cassonetti l’azienda va in tilt perché tutti i giri vengono rimossi e poi scatta la sindrome, perché dove c’è la foto più clamorosa l’azienda manda la squadra. Le 3mila tonnellate giornaliere vengono raccolte, il problema è riuscire a fare quelle 3mila più colmare il gap dei giorni precedenti. I mezzi speciali? Sono piccole gru che fanno delle bonifiche. Si doveva intervenire prima, adesso ci vorrà del tempo. Fa sorridere l’appello della sindaca sulla raccolta differenziata, perché per fare la raccolta differenziata ci vogliono progetti e investimenti. Ci vorrebbe sano realismo e coordinamento di tutte le forze istituzionali perché la situazione è emergenziale, con questo caldo e con queste temperature rischia di diventare esplosiva. Vessazioni operatori Ama? Noi passiamo le giornate a denunciare le vessazioni subite dagli operatori Ama. L’altro giorno, addirittura in una sede aziendale, tre cittadini muniti di casco hanno minacciato i lavoratori. Non ci sono soltanto problemi di salute, ma anche articolare perché raccogliere i sacchetti sempre a mano spacca la schiena al lavoratore. C’è una doppia frustrazione: vedere che il proprio lavoro non produce risultati ed essere anche insultati dai cittadini. Raggi e Zingaretti dovrebbero assumersi le loro responsabilità per chiudere il ciclo dei rifiuti. Le responsabilità sono di tutti quelli che hanno governato a Roma e in Regione negli ultimi 15 anni”. 





La Polizia ferroviaria fa il bilancio dei controlli nelle Stazioni del Lazio

3929 identificati, 3 arrestati, 6 denunciati in stato di libertà, 102 pattuglie impiegate a bordo treno per 257 treni scortati, 18 contravvenzioni amministrative di cui 10 contestate in materia ferroviaria. Questo è il bilancio dell’attività svolta nel corso della settimana scorsa dagli operatori della Polizia di Stato, in servizio presso il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio, con l’impiego su tutto il territorio regionale di 434 pattuglie, e 36 pattuglie antiborseggio. Nel primo pomeriggio di sabato 6 luglio, gli agenti della Polizia ferroviaria di Civitavecchia hanno rintracciato un turista 70enne della Nuova Zelanda, in crociera nel Mediterraneo con la propria moglie. Proprio quest’ultima ha segnalato alla Polizia Ferroviaria di Roma Termini la scomparsa del marito dalla Stazione, quando erano in procinto di prendere il treno che li avrebbe condotti a Civitavecchia ove era ormeggiata la nave. La donna infatti non si era accorta che il marito aveva già preso il treno diretto alla cittadina del litorale laziale, pensando invece che si fosse perso nel caos dello scalo ferroviario. Le immediate ricerche effettuate dalle pattuglie sul territorio e la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza hanno permesso di rintracciare l’uomo proprio alla stazione di Civitavecchia. Il turista ignaro del fatto che la moglie lo stesse cercando tramite la Polizia Ferroviaria, la attendeva in stazione. Tranquillizzata la moglie, i due coniugi venivano messi in contatto e posti in condizione di proseguire la loro vacanza. Particolare rilievo assume l’arresto, avvenuto nella giornata del 2 luglio scorso di un 42enne italiano, da parte di personale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio e della Squadra Volante della Questura di Latina per possesso di cocaina. La pattuglia della Polizia Ferroviaria, in servizio di scorta ad un treno viaggiatori proveniente dalla Calabria, giunta in prossimità della stazione del capoluogo pontino, poneva l’attenzione su un uomo di giovane età che, al passaggio dei poliziotti, mostrava chiari segni di disagio. Sottoposto quindi a controllo, l’uomo tratteneva nervosamente nelle sue mani uno zaino semiaperto con all’interno una busta trasparente contenente cocaina. Perquisito dai poliziotti della ferroviaria con l’ausilio di una volante della locale Questura è stato trovato in possesso di un pacchetto contenente cocaina, per un peso complessivo di circa 2 etti. L’uomo, con precedenti di polizia specifici, è stato arrestato per possesso di sostanze stupefacenti e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Latina. Arrestate altre 2 persone, un italiano ed un rumeno. Il personale della Sottosezione Polizia Ferroviaria di Roma Tiburtina e del Personale dei Commissariati della Polizia di Stato Porta Pia e Sant’Ippolito, sono intervenuti a seguito di una segnalazione nei pressi del cavalcavia della Circonvallazione Nomentana, dove i volontari della Croce Rossa sono soliti distribuire pasti ai senza tetto. All’arrivo delle pattuglie della Polizia di Stato sono state trovate due persone che opponevano una forte resistenza nei confronti degli Agenti - nella circostanza, uno di essi si procurava delle lesioni minacciando di infettare gli operanti con il proprio sangue, mentre l’altro altro inveiva in modo aggressivo e minaccioso anche sputando verso i poliziotti. Vinta la resistenza i due sono stati bloccati e arrestati per minaccia, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria di Roma. 





Scacco matto dei Carabinieri alla mafia di Montespaccato

Dalle prime luci dell’alba è in corso, nella Capitale ed in provincia di Viterbo, una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, per dare esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 7 persone, emessa dal GIP di Roma su richiesta della locale Procura Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di un’associazione, egemone nel quartiere capitolino di Montespaccato, capeggiata dai fratelli Franco e Roberto G., finalizzata alla detenzione e alla cessione al dettaglio di sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina. Contestualmente, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo un sequestro preventivo di beni, emesso dal medesimo G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica – D.D.A. di Roma, riguardante 2 esercizi commerciali del valore stimato di circa 400 mila euro, utilizzati come basi logistiche dall’organizzazione criminale e luoghi in cui nascondere lo stupefacente e /o prendere contatti con i clienti da inviare agli spacciatori del gruppo. L’operazione è tuttora in corso a conclusione dell’indagine “Malavita 2018” che costituisce l’ultimo filone dell’indagine “Hampa 2012”, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Roma che, nel giugno 2018, ha portato all’esecuzione di 58 ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata ad una serie indeterminata di delitti aggravati dalle modalità mafiose (art. 7 L. 203/91), in particolare usura, esercizio abusivo del credito, estorsioni, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, intestazione fittizia di beni immobili, rapporti creditizi, attività economiche ed imprenditoriali, nonché di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dalla transnazionalità. Il sodalizio in questione, egemone nel quartiere capitolino di Montespaccato, risultava essere contraddistinto dal medesimo assetto verticistico dei fratelli Franco e Roberto G. 





Roma Capitale, c’è il bando per l’accoglienza dei rifugiati nelle famiglie

È stato pubblicato il bando relativo al nuovo progetto denominato: Dalle Esperienze al Modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione, che vede Roma Capitale partner protagonista. Tra gli obiettivi principali: l’inclusione sociale dei titolari di protezione internazionale, l’accompagnamento alla piena indipendenza per chi esce dalle strutture di accoglienza della capitale (almeno 50 persone nel territorio romano), la verifica dell’efficacia e la sistematizzazione di tale modello in Italia, prendendo a riferimento esperienze affini in ambito europeo. L’Amministrazione capitolina è partner del progetto, che coprirà il triennio 2018-2021 e coinvolge i Comuni di Bari, Macerata, Palermo, Ravenna insieme all’Università di Tor Vergata e alla onlus Refugees Welcome Italia. Il progetto è finanziato dal Fami, Fondo asilo migrazione e integrazione, istituito dall’Unione Europea e gestito dal Ministero dell’Interno. Il piano intende superare i limiti di una nuova forma di assistenzialismo: con la redazione di un albo delle famiglie disponibili crea una ulteriore risorsa che si innesta nel sistema complessivo di risorse del welfare e offre un messaggio forte e chiaro di inclusione. Le famiglie interessate possono contattare Refugees Welcome e rendersi disponibili per una sperimentazione di sei mesi, nel corso dei quali l’organizzazione le affiancherà passo dopo passo nella delicata azione di accoglienza. “Avevamo annunciato questo progetto e finalmente possiamo farlo partire”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “Esso ripensa globalmente tutto il modello di accoglienza che, grazie alle famiglie concentrate su numeri contenuti di persone accolte, diventa diffusa e capillare sul territorio, puntando e integrando i servizi della città dedicati all’inclusione. Ma l’efficacia di ogni iniziativa politica dipende concretamente dal contesto che la politica stessa riesce a influenzare. La sinergia tra cittadini, terzo settore e istituzioni creata da questo progetto è funzionale alla nostra visione di Comunità ed interviene in un momento in cui è necessario sottolineare le responsabilità della società tutta nei confronti dei più fragili”. 




Contro il caldo impianti sportivi capitolini aperti gratis agli anziani

Non si interrompe l’articolata serie di iniziative messe in piedi dal Campidoglio per fronteggiare le ondate di calore e sostenere chi si trova in condizioni di maggior rischio e solitudine. Anche quest’anno il Piano Caldo assicura servizi e assistenza alle persone senza fissa dimora, con gravi problemi sociali, famiglie in emergenza e altri soggetti fragili. In questo caso, i 280 posti complessivi disponibili per accoglienza notturna e diurna nel periodo estivo si vanno a sommare ai 1.075 posti dell’accoglienza ordinaria. C’è poi l’insieme di attività realizzate per gli anziani suddivise in area fisica, cognitiva e socializzazione, che andranno avanti fino al 15 settembre 2019: attività ricreative, sport (ginnastica dolce e posturale, aquagym, nuoto, balli di gruppo, beach volley, bocce ecc.), seminari informativi su uso dei farmaci, stili di vita sani, alimentazione, formazione su sostegno reciproco e misure antitruffa, incontri e attività per favorire la socializzazione. Potenzialmente 60.000 accessi gratuiti sono resi disponibili dall’Amministrazione capitolina in collaborazione con gli impianti sportivi comunali, i circoli privati e le federazioni che hanno risposto alla richiesta di progetti specifici a favore della popolazione anziana (tra gli altri Fidal, Calciosociale, Coni, l’Associazione Nazionale di Cultura sportiva e altre). Le informazioni sono fornite attraverso i 10.000 ventagli informativi predisposti dall’Azienda Speciale Farmacap, distribuiti nei Centri Sociali Anziani e nei Municipi. “Il Piano Caldo prosegue a favore di persone fragili e anziani con attività e iniziative dedicate”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “Grazie alla disponibilità dei gestori degli impianti sportivi potremo garantire agli anziani che abitano in tutti i Municipi ingressi gratuiti e attività di qualità. Siamo passati dai 6.400 dell’anno scorso ai 60.000 potenziali accessi. Un importante atto di solidarietà verso chi rimane in città durante il periodo più caldo." “Ringrazio molto tutti i concessionari degli impianti sportivi, i circoli e le federazioni che hanno aderito all’iniziativa del Piano Caldo 2019 per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. Lo sport non soltanto è la chiave migliore per preservare un buono stato di salute e un corretto stile di vita, ma rappresenta anche un grosso motore di promozione e inclusione sociale, un sostegno di qualità per le categorie più fragili e bisognose come gli anziani, vessati dal caldo del periodo. La nostra Amministrazione è da sempre in prima linea per sostenere le diverse categorie sociali con tutti i mezzi a disposizione, il Piano Caldo ne è l’ennesima dimostrazione concreta”, conclude l’assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini Daniele Frongia. 





Acea, Regione Lazio e Comune di Roma verso il rinnovo della Concessione dell’acquedotto del Peschiera

a Roma, alla presenza della Presidente di ACEA Michaela Castelli, della Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’Amministratore Delegato di ACEA Stefano Donnarumma, è stato siglato, nella sede della multiutility romana, il disciplinare che sancisce il rinnovo della concessione di derivazione dalle sorgenti del Peschiera-Le Capore, che alimentano l’acquedotto omonimo, principale infrastruttura per l’approvvigionamento idrico della Capitale. A firmare sono stati Wanda D’Ercole, Direttore regionale Lavori Pubblici, Stazione unica appalti, Risorse idriche e Difesa del Suolo, Roberto Botta, Vice Direttore Generale dei Servizi al territorio di Roma Capitale e Claudio Cosentino, Presidente di ACEA Ato 2. Con questa firma viene garantita, da parte della Regione Lazio, la concessione di grande derivazione delle sorgenti Peschiera-Le Capore a favore di Roma Capitale e, di conseguenza, in ragione della vigente convenzione di gestione, ad ACEA Ato 2 quale soggetto affidatario pro-tempore dell’erogazione del servizio idrico integrato. L’acquedotto del Peschiera porta nella Capitale circa 14.000 litri d’acqua al secondo (l/s), compiendo un viaggio di circa 90 km dalla fonte ai rubinetti delle case della Capitale. Si tratta di un’opera che garantisce circa l’80% del fabbisogno idrico degli oltre 3 milioni di abitanti di Roma e anche di molti Comuni del Reatino, della Bassa Sabina, della Città Metropolitana di Roma fino alla costa settentrionale del Lazio, da Fiumicino a Civitavecchia. La concessione, che oggi viene rinnovata e che scadrà nel settembre 2031, è l’atto propedeutico per la realizzazione del nuovo tronco superiore del Peschiera, necessario per salvaguardare e potenziare quest’opera di grande rilevanza strategica, che il management del Gruppo ACEA ha deciso di inserire nel Piano Industriale 2019-2022. L’intervento, che ha l’obiettivo di rendere più sicuro l’approvvigionamento idrico di Roma e dei territori alimentati dai rischi derivanti dalla vetustà dell’attuale acquedotto ed anche da quelli di natura sismica del territorio attraversato, prevede la realizzazione di una seconda linea dell’infrastruttura per la quale è stato già avviato il processo di condivisione e di collaborazione con tutte le Istituzioni interessate. Con il rinnovo della concessione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Istituzioni coinvolte si impegnano formalmente a collaborare per individuare e porre in essere tutte le misure, amministrative e normative, per dare attuazione all’accordo. «Oggi si sono poste le basi – ha commentato la Presidente di ACEA Michaela Castelli - per la realizzazione di un’opera, la costruzione della seconda linea dell’acquedotto del Peschiera, che ha un grande significato per Roma e per il Lazio. Il nuovo progetto conferma la vocazione industriale dell’Azienda e, allo stesso tempo, il senso di responsabilità verso i territori in cui essa opera, sempre nel rispetto di una crescita sostenibile». «Con il rinnovo della concessione – ha dichiarato la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi - scriviamo una pagina fondamentale per il futuro di Roma e della Città Metropolitana, per mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico della città, per rilanciare gli investimenti, per dare concretezza al progetto di raddoppio del Peschiera. Mettiamo le fondamenta per un’opera necessaria per la città, per garantire acqua pulita, sicura, controllata, buona, per i decenni a venire. Un valore per i romani e per le generazioni future. Oggi lo affermiamo con orgoglio. Si torna a programmare e a investire sulle infrastrutture, a vantaggio della Capitale e di tutta Italia». «La firma di oggi – ha affermato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti - è il risultato della collaborazione virtuosa, che ha visto la Regione in prima linea fin dall’inizio. L’obiettivo era quello di individuare un percorso amministrativo coerente finalizzato al rinnovo della concessione dalle sorgenti del Peschiera-Le Capore: un atto di fondamentale importanza per la messa in sicurezza, dopo più di vent’anni, dei rifornimenti idrici per Roma da un lato e del sistema idrico reatino dall’altro. Ci siamo riusciti e questa è una grande vittoria, soprattutto per gli utenti del servizio e per tutti i cittadini». «Il disciplinare firmato oggi – ha dichiarato l’Ad di ACEA Stefano Donnarumma - rappresenta un passo fondamentale per far partire un percorso che porterà, già nel 2020, alla posa della prima pietra di un’opera che, a buon diritto, può annoverarsi tra i più importanti interventi sulle infrastrutture idrauliche degli ultimi anni in Italia. L’obiettivo di ACEA è rendere disponibile il progetto dell’opera entro la fine dell’anno e permettere così, una volta concluso l’iter autorizzativo, l’avvio delle gare d’appalto per l’affidamento dei lavori. Garantire e mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico della Capitale per noi è una priorità, l’abbiamo previsto anche nel nostro Piano Industriale, e lavoreremo, insieme a Governo, Regione e Comune, perché venga rispettato il cronoprogramma e si arrivi, nei tempi previsti, all’inaugurazione della seconda linea del Peschiera». 





Oltre 150 Vigili Urbani a Tor Bella Monaca per ripristinare la legalità

Dalle prime luci dell’alba, 150 agenti della Polizia Locale di Roma Capitale stanno effettuando una serie di controlli presso le "Torri" di Tor Bella Monaca, a Largo Ferruccio Mengaroni. Presente anche personale del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri per il supporto ad alcune attività di accertamento. Dei 75 appartamenti da verificare già una ventina è risultata occupata abusivamente da persone senza titolo. Gli agenti stanno eseguendo accertamenti anche su altri locali, quali scantinati e sulla regolarità degli allacci relativi alle varie utenze domestiche. Al momento una persona è stata fermata in quanto ha opposto resistenza ed è risultata in possesso di sostanze stupefacenti. Attualmente si trova al Comando di Via della Consolazione. Finora 15 le auto prive di assicurazione che sono state poste sotto sequestro. Le attività sono tutt’ora in corso. 





Precipita in mare una gru dello stabilimento Arcelor Mittal (ex Ilva), operaio disperso

A Taranto, verso le 19.30, una gru operante nello stabilimento ArcelorMittal Italia di Taranto è crollata in mare, ed uno degli addetti sarebbe disperso in mare. A darne notizia è la stessa azienda. Non è la prima volta che si verifica un incidente simile. Anche il 28 novembre del 2012 una tromba d’aria colpì Taranto e Statte e l’area dello stabilimento siderurgico provocando molti danni, diversi feriti e un morto, un operaio di 29 anni, Francesco Zaccaria, che stava manovrando una gru al quinto sporgente del porto industriale nell’area demaniale concessa all’Ilva. Il corpo di Zaccaria venne trovato dopo due giorni nella cabina della gru.





Rubli da Mosca, Salvini contrattacca: “Ho già querelato in passato”. Il Pd chiede la convocazione in aula del vicepremier

“Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di wodka di finanziamento dalla Russia”. Sono queste le parole di Matteo Salvini, vice premier e leader della Lega, in risposta all’ultima pubblicazione di Buzzfeed dei contenuti di presunti registrazioni di colloqui tenuti a Mosca lo scorso 18 ottobre tra gli emissari di Salvini ed esponenti russi per presunti finanziamenti. Va detto, poi che il Pd, ha chiesto “formalmente” la convocazione in aula alla Camera del vicepremier alla luce dell’inchiesta giornalistica. “Non sappiamo – ha chiesto la convocazione di Salvini in aula alla Camera Emanuele Fiano suscitando le proteste dei deputati del Carroccio se siano veri. E non sta a noi valutarne i rilevi che spettano alla magistratura. Chiediamo però che il ministro Salvuini chiarisca in Parlamento perchè se veri raffigurano gravi condizionamenti sulla politica del nostro Paese”.





Scomparsa di Roberta Ragusa, la Cassazione conferma la sentenza a 20 anni di carcere per l’ex marito Antonio Logli

È stata confermata dalla Cassazione la condanna a 20 anni di reclusione per Antonio Logli, accusato dell’omicidio e della distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa di Gello, nel comune di San Giuliano Terme (Pisa) e mai più ritrovata. La Suprema Corte nella serata di mercoledì ha emesso quella che è ormai l’ultima sentenza ed ha considerato inammissibile il ricorso della difesa dell’imputato e ha reso definitivo il verdetto emesso il 14 maggio 2018 dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Le prime parole riferite dal suo avvocato sulla reazione del suo assistito sono state parole di sconforto da parte del Logli che ha detto di non capire, non comprendere la sentenza. Immediatamente dopo la sentenza, circa una quarantina di minuti, i carabinieri si sono presentati in una casa-albergo, dove aveva deciso di aspettare la sentenza, per accertarsi della presenza dell’uomo. Poi, nella notte, il provvedimento giudiziario è stato notificato ed eseguito.