Casilino, decine di controlli della Polizia

Controlli straordinari della Polizia di Stato in via Carlo Fornara e zone limitrofe allo scopo di contrastare il fenomeno dell’esercizio abusivo di officina meccanica. Sono stati effettuati 3 controlli amministrativi ad altrettante attività di autodemolizione risultate prive di licenza. Identificati alcuni cittadini extracomunitari intenti a svolgere abusivamente e senza alcuna autorizzazione l’attività di autoriparatori. Nello specifico sono state controllate 31 persone, 6 cittadini extracomunitari sono stati accompagnati presso il locale Gabinetto di Polizia Scientifica e all’Ufficio Immigrazione per gli accertamenti del caso e per verificare la loro regolarità sul territorio nazionale. Tra questi 3 sono stati indagati in stato di libertà per i reati di invasione di terreni e/o edifici e violazione del 152/2006 c. l Lett. B, in ordine alla normativa dello smaltimento dei rifiuti speciali. Complessivamente sono stati operati nr. 9 sequestri su altrettante autovetture, di cui 8 di carattere amministrativo ed uno di natura penale. Sempre durante i controlli, gli agenti del Commissariato Casilino hanno arrestato B.V., 26enne romano, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrando 36 grammi di cocaina, di cui 20 gr. in un unico pezzo, nonché 18 grammi suddivisi in 35 singole confezioni, pronte per lo smercio, oltre ad un bilancino e a materiale da confezionamento. 





Roma, 43enne in manette per stalking: si era invaghito di un suo coetaneo conosciuto a lavoro

Si è invaghito di un uomo, conosciuto per lavoro, e gli rende la vita impossibile. Per questo, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno arrestato un 43enne romano, per atti persecutori nei confronti di un suo coetaneo. Già nel 2013, la vittima era stata oggetto di numerosi atti persecutori, attraverso squilli anonimi a tutte le ore del giorno, da parte dello stalker. Tutte vicende denunciate ai Carabinieri e, che al termine di indagini accurate, si sono tradotte, da parte del GIP del Tribunale di Roma, in primis, in una misura cautelare che disponeva il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con contestuale divieto di comunicare con la stessa attraverso qualsiasi mezzo, e poi in un’ordinanza di aggravamento di sottoposizione agli arresti domiciliari, fino alla definitiva custodia cautelare in carcere, scattata dopo che lo stalker, imperterrito, continuava a perseguitare la sua vittima. Lo scorso mese di maggio, il “perseguitato” ha iniziato nuovamente a ricevere numerose chiamate, sia sul cellulare personale che sulla linea fissa di casa, da parte di uomini che chiedevano di incontrarlo. Tutti parlavano di aver letto un suo annuncio. Ed è stato così che l’uomo vittima dello stalker ha scoperto che erano stati creati alcuni profili fake, associati ai suoi numeri di telefono, che pubblicavano richieste di incontri su siti di annunci per uomini con orientamento omosessuale, riportanti come foto del profilo il volto del suo stalker. Dopo l’ultima querela, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno raccolto tutti i nuovi elementi e, al termine delle indagini, hanno dato esecuzione ad una nuova misura cautelare che ha disposto gli arresti domiciliari per lo stalker, emessa dal GIP del Tribunale di Roma. Ma non contento, nonostante ai domiciliari, il 43enne ha continuato a perseguitare la vittima con decine di telefonate e con post offensivi sui social network. Violazioni segnalate dai Carabinieri in Procura che hanno fatto scattare un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare da parte del Gip che lo ha messo, questa volta, in carcere. I Carabinieri della Stazione Roma Salaria lo hanno infatti prelevato dalla sua abitazione e condotto nel carcere di Rebibbia.





Roma, scovato e arrestato latitante a Tor Bella Monaca: è accusato di rapina

I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca hanno scovato, all’interno di un appartamento occupato abusivamente nella zona di Tor bella Monaca, un nomade 19enne, con precedenti e senza fissa dimora, latitante dallo scorso 18 aprile. Il 19enne è uno dei due rapinatori che la notte di Capodanno rapinarono due ragazze dell’autovettura su cui viaggiavano, ritrovata poco dopo in fiamme. Finì in manette assieme ad un complice di 20 anni, nomade, con l’accusa di rapina aggravata e incendio doloso in concorso. Le indagini dei Carabinieri erano scattate a seguito della denuncia delle vittime, una 26enne e una 20enne, entrambi romane, che il 1 gennaio, nel rientrare a casa dopo aver festeggiato il Capodanno, a bordo della loro autovettura, in via di Rocca Cencia, furono tamponate dal mezzo che le seguiva, con a bordo i due malviventi e sotto la minacce dei due, che nel frattempo si erano affiancati alla loro auto, accostarono all’interno di un’area di servizio. I rapinatori si impossessarono dell’auto e si dileguarono. Nel frattempo i Carabinieri, intervenuti qualche ora dopo per l’incendio di un’autovettura in via Ferdinando Quaglia, appurarono che si trattava dell’auto rapinata alle due vittime. Successivamente il giovane per sfuggire alla galera si è dato latitante fino a quando ieri i Carabinieri sono riusciti dopo alcuni mesi di indagini a scovarlo. Dopo averlo ammanettato è stato portato in caserma dove i militari gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e relativo decreto di latitanza, emessi il 18 aprile c.a., dalla corte di appello di Roma – Sezione Minori – successivamente è stato condotto presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 





Atenei e Roma Capitale insieme per una mobilità sostenibile

Riorganizzare gli orari e i tempi delle attività accademiche per favorire la mobilità degli studenti iscritti nelle Università romane. Obiettivo: sperimentare questa innovazione già a partire dal secondo semestre dell’anno accademico 2019-2020. È questa la richiesta che la sindaca Virginia Raggi ha formulato sottoscrivendo una “Lettera di Intenti” insieme con il presidente e AD di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, il Rettore de La Sapienza Università di Roma, Eugenio Gaudio, il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Giuseppe Novelli, e il Rettore dell’Università Roma Tre, Luca Pietromarchi. Grazie a questo accordo per la prima volta Roma Capitale e i maggiori atenei pubblici romani lavoreranno in modo integrato, mettendo a disposizione database e best practice con l’obiettivo di rendere la mobilità di tutti, in primis per la vastissima popolazione di universitari in città, più sostenibile. “Con la firma della Lettera di Intenti abbiamo fatto un salto di qualità nella collaborazione con gli atenei romani, per condividere progetti e sviluppare nuovi programmi per la mobilità sostenibile. Obiettivo comune: creare modelli di trasporto disegnati sulle esigenze degli studenti universitari e dei lavoratori, che vivono o risiedono nella nostra città e di quelli che arrivano da fuori, applicabili già a partire dal prossimo anno accademico”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. Il piano di collaborazione punterà a ricercare soluzioni capaci di allentare la congestione del traffico intorno alle sedi universitarie favorendo interventi di razionalizzazione dei flussi nei momenti di maggiore intensità degli spostamenti, anche a beneficio di una mobilità più fluida e meno inquinante su tutto il territorio della Capitale. Una volta realizzati i piani di mobilità e verificata la loro fattibilità, partirà la sperimentazione, programmata già dal secondo semestre dell’anno accademico 2019-2020. L’accordo ha validità triennale, è rinnovabile, e rafforza la collaborazione già avviata tra Roma Capitale, Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre.





Cannabis light, Coldiretti: "Serve chiarezza, terreni aumentati di 10 volte"

Serve un intervento definitivo del legislatore per tutelare i cittadini senza compromettere le opportunità di sviluppo del settore con centinaia di aziende agricole che hanno investito nella cannabis e i terreni coltivati in Italia che nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018, nelle campagne dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le motivazioni della sentenza emessa a fine maggio dalle Sezioni Unite della Cassazione sui limiti della legge 242 del 2016 che, tra l’altro, osserva che "resta ovviamente salva la possibilità per il legislatore di intervenire nuovamente sulla materia, nell’esercizio della propria discrezionalità e compiendo mirate scelte valoriali di politica legislativa, cosi da delineare una diversa regolamentazione del settore che coinvolge la commercializzazione dei derivati della cannabis sativa nel rispetto dei principi costituzionali e convenzionali". La coltivazione della cannabis – conclude la Coldiretti – riguarda in Italia anche esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a pasta, biscotti e cosmetici. 





Borgo Mezzanone (Fg), Associazioni e sindacati critici per il nuovo sgombero

Quarto sgombero nel corso del 2019 per Borgo Mezzanone, a pochi chilometri da Foggia: l’insediamento di baracche nato accanto al Cara per richiedenti asilo in cui i migranti vivono o che sono state trasformate in luoghi di ritrovo o intrattenimento. Critico però il giudizio della rete delle associazioni della provincia di Foggia, istituitasi nel Marzo 2019 (tra le quali anche la Flai Cgil), che "esprime preoccupazione e contrarietà". Per le associazioni, infatti, "azioni di sgombero senza alternative razionali, condivise e consolidate aggravano la condizione delle persone esponendole ulteriormente a situazioni di marginalità sociale, discriminazione, sfruttamento e precarietà. Queste azioni non incidono in alcun modo sulla presenza dei ghetti e anzi, rafforzano la catena dello sfruttamento e acuiscono le fragilità di cui questo territorio già strutturalmente soffre".

"Queste azioni di forza – continua la nota –, rappresentano solo una soluzione fittizia che non argina lo sfruttamento dei lavoratori nei campi, né offre soluzioni concrete per l’accoglienza dignitosa dei lavoratori stagionali e per il diritto all’abitare della popolazione stanziale. Da diversi decenni, sul territorio della provincia di Foggia vivono, ormai stabilmente, alcune migliaia di uomini e donne, principalmente negli insediamenti informali diffusi in tutta la provincia. Le soluzioni finora attuate dalle istituzioni, sono risultate del tutto inefficaci perché estemporanee, rispondenti ad una logica meramente emergenziale e prive di qualunque soluzione alternativa di lungo termine".

Insomma, "pur nella consapevolezza dell’insostenibilità delle condizioni di vita all’interno degli insediamenti informali e senza sottovalutare il rischio di incendi e nuovi morti, manifestiamo la nostra ferma opposizione ad azioni di sgombero che non tengano assolutamente conto dei diritti delle persone e dei lavoratori e non agiscano sulle cause del fenomeno". La rete provinciale delle associazioni, come già espresso durante il Consiglio Territoriale per l’immigrazione, ricorda di aver elaborato un documento di proposte multidisciplinari che sarà reso pubblico e discusso durante il prossimo consiglio. Le soluzioni sul piano abitativo esistono: ristrutturazione di alloggi su beni pubblici o in disponibilità pubblica, recupero e autorecupero di immobili abbandonati e di aree a rischio di spopolamento, promozione di azioni finalizzate a favorire gli affitti e il cohousing".

"Solo un’adeguata pianificazione di un’azione complessiva su diversi piani interconnessi, finalizzata all’inclusione sociale, abitativa e lavorativa dei migranti può tutelare la dignità e i diritti delle persone e dei lavoratori, nonché favorire lo sviluppo dell’economia locale. Le azioni da intraprendere non sono sgomberi o trasferimenti delle persone come fossero merce, senza alcuna considerazione delle situazioni di vulnerabilità, ma il contrasto al sistema di sfruttamento sul quale si regge l’intera filiera del lavoro agricolo e non solo. Di questo siamo fortemente convinti: le azioni di forza senza alternative reali, amplificano lo stato di sfruttamento", termina il comunicato.





Operaio disperso a Taranto, aperta l’inchiesta sull’incidente alla gru

Un fascicolo di inchiesta  sull’incidente avvenuto nella giornata di mercoledì al quarto sporgente del porto mercantile di Taranto, parte di infrastruttura che è in concessione alla società Arcelor Mittal, che gestisce lo stabilimento siderurgico ex Ilva, è stato aperto dal sostituto procuratore della Repubblica del tribunale jonico Enrico Bruschi. Bisognerà accertare se sia stato fatto tutto il necessario per garantire la sicurezza dell’operaio 40enne, originario di Fragagnano, che risulta disperso in mare a causa della caduta della gru sulla quale stava lavorando mentre sulla città si abbatteva un fortissimo temporale e una violenta tromba d’aria. L’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro dell’intera area e la Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza di interdizione alla navigazione, in considerazione delle condizioni di pericolo in atto, nello specchio acqueo per un raggio di 250 metri dalla sommità del molo dove è avvenuto l’incidente. Sul posto anche il procuratore capo Carlo Maria Capristo. Uno sciopero è stato dichiarato dalle segreterie e dalle Rsu e Rls (rappresentanza lavoratori sicurezza) dei sindacati dei metalmeccanici di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Ugl di Taranto.





Rubli alla Lega, bufera al Senato tra Pd e Casellati

Lite tra i senatori del Pd e il presidente del Senato Elisabetta Casellati all’inizio della seduta a Palazzo Madama, sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. A dare il là al battibecco, un intervento del senatore Dem Alan Ferrari, vicepresidente del gruppo, che ha chiesto al presidente un chiarimento ("un definitivo ed essenziale chiarimento a tutela di questa Camera") su tre interrogazioni presentate dal Pd tra febbraio e maggio sui legami tra persone vicine alla Lega e a Matteo Salvini e dirigenti russi legati al partito del presidente Putin e che non sono mai state pubblicate. Secondo Casellati la mancata pubblicazione è motivata dall’inammissibilità delle tre interrogazioni. Inoltre, ha osservato il presidente di Palazzo Madama, "il Senato non può essere il luogo del dibattito che riguarda pettegolezzi giornalistici. Qui non si discute liberamente di questioni che non hanno alcun fondamento probatorio, qui dobbiamo parlare di fatti che abbiano una giustificazione", rigettando più volte l’accusa di non essere "un presidente di garanzia".





Autonomie regionali, la maggioranza si spacca. Tavolo di confronto aperto e chiuso. Di Maio: “Finchè ci sarò io nessuno spaccherà in due il Paese”

Ennesimo strappo all’interno del governo. Movimento 5 Stelle e Lega si dividono sull’Autonomia: il tavolo a Palazzo Chigi è infatti stato interrotto. Dure le parole che arrivano da fonti del Carroccio: "Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l’opposto. Invece di andare avanti, si torna indietro". Poi il vice premier del M5S: “Fino a quando ci sarò io, nessuno spaccherà il Paese in due. Stiamo lavorando per un’autonomia che sia equa, in sintesi non possiamo permettere che alcune Regioni si arricchiscano a discapito di altre. Siamo stati eletti per tutelare tutti i cittadini: da Nord a Sud”. Questo quanto dichiarato dal vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, in un’intervista rilasciata alla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’.

Sempre in tema autonomia, ma focalizzando l’attenzione sul capitolo istruzione, il ministro della Sviluppo economico rimarca: “Stiamo facendo vari incontri proprio per risolvere tutte le criticità che ci sono. Un nodo da sciogliere è proprio quello dell’istruzione. E sui concorsi regionali ci potrebbe essere un rischio di incostituzionalità. Per me il testo deve essere perfetto, senza sbavature, e non possiamo permettere di creare scuole di serie A e scuole di serie B. Questo per me è un principio cardine. Il Paese è unico e tale deve rimanere. La stessa cosa vale per la scuola”.

 





Crack Qui!Group, arrestato il fondatore Fogliani ed altre 5 persone

E’ finita con sei arresti l’inchiesta della Guardia di Finanza sul fallimento di Qui!Group, il colosso dei buoni pasto che venivano utilizzati anche dalla Pubblica Amministrazione. A agli arresti, insime ad altre cinque persone, anche Gregorio Fogliani, presidente e fondatore della società. L’indagine, condotta dai finanzieri del comando provinciale di Genova è per bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e truffa aggravata. Le fiamme gialle stanno eseguendo un sequestro preventivo su conti, immobili e disponibilità finanziarie per 80 milioni di euro.

Oltre all’arresto di Fogliani i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno eseguito nel dettaglio altre due ordinanze di custodia in carcere e tre agli arresti domiciliari. A settembre dello scorso anno, il tribunale di Genova aveva dichiarato il fallimento della Qui!Group per debiti che ammontavano a oltre 325 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche i muri del Moody, il noto locale-tavola calda in centro a Genova che era stato chiuso dopo il crac ed è stato riaperto solo cinque giorni fa dopo un accordo tra Hi Food Genova, società che vede tra i soci la Event Beach controllata dal tycoon Gabriele Volpi e la Kofler, e Azzurra, società in salute dello stesso Fogliani e proprietaria dei locali di via XII Ottobre.





C’è un arresto per il giallo dell’imprenditrice scomparsa a Vibo Valentia. La donna sarebbe stata assassinata

Svolta per la scomparsa dell’imprenditrice scomparsa in Calabria nel 2016. La donna, secondo le ricostruzioni dei carabinieri sarebbe stata assassinata ed il suo cadavere sarebbe stato occultato. Nessuna notizia di Maria Chindamo  6 maggio 2016 in Calabria. E’ la conclusione a cui sono giunti i carabinieri di Vibo Valentia e del Ros che hanno arrestato una persona, di cui al momento non è stata resa nota l’identità ma già nota alle forze dell’ordine, con l’accusa di omicidio volontario. L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Alla persona arrestata viene contestato il reato di concorso in omicidio. Le indagini che hanno portato all’arresto sono state condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Vibo Valentia, della Compagnia di Tropea e del Ros.





Chernobyl aprirà anche ai turisti. Inaugurato il nuovo scudo protettivo della centrale, presto un corridoio verde per i visitatori

E’ stato ufficialmente inaugurato e messo in esercizio il nuovo "scudo" protettivo che copre il reattore numero 4 di Chernobyl, la cui esplosione nel 1986 causò il più grande disastro nucleare civile della storia. Il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, ha emesso un decreto con cui sancisce la nascita di un "corridoio verde" per i turisti nella cosiddetta "zona d’esclusione" attorno a Chernobyl: "Dobbiamo mostrare Chernobyl al mondo".

"La Zona di esclusione è ancora un simbolo di corruzione - ha spiegato Zelensky - funzionari pubblici estorcono soldi dai turisti e c’è anche un traffico di metallo. Porremo presto fine a tutto questo”.

Il nuovo scudo protettivo, il New Safe Confinement, è alto 110 metri, lungo 165 e largo 257, e pesa ben 36.200 tonnellate. Il progetto è costato 1,5 miliardi di euro ed è stato finanziato con un fondo speciale lanciato dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e sponsorizzato da 45 Paesi.


Il New Safe Confinement dovrebbe limitare le fughe radioattive per 100 anni. "Oggi - ha detto il presidente ucraino Volodimir Zelensky - otteniamo le chiavi della costruzione creata con gli sforzi congiunti di decine di Paesi per proteggere l’intero pianeta e l’umanità dalla contaminazione radioattiva". Il nuovo "scudo" è stato costruito in due parti, che sono poi state congiunte nel 2015 ed è al suo posto già dal 2016. Al suo interno ha una gru per rimuovere la vecchia e insufficiente struttura protettiva precedente, il cosiddetto "sarcofago" costruito in fretta e furia dopo il disastro, e i resti del reattore numero 4.





I guardiani della rivoluzione iraniana (Pasdadar) tentano il blocco di una petroliera inglese

Tre imbarcazioni armate della Guardia rivoluzionaria islamica iraniana hanno tentato di bloccare una petroliera britannica nel Golfo Persico, ma sono state respinte da una fregata della Royal Navy. La notizia è stata confermata da funzionari statunitensi, citati dalla Cnn, anche se Teheran smentisce la notizia. La petroliera Heritage - scrive l’emittente Usa - stava navigando fuori dal Golfo e attraversando la zona dello Stretto di Hormuz quando è stata avvicinata dai pasdaran, che gli hanno ordinato di cambiare rotta e fermarsi a ridosso delle acque territoriali iraniane. La fregata Hms Montrose della marina britannica, che aveva scortato da dietro la petroliera, ha puntato i cannoni contro le imbarcazioni iraniane intimandogli verbalmente di farsi indietro. Cosa che i pasdaran hanno fatto. Un aereo statunitense che era in volo nella zona avrebbe registrato il video dell’accaduto. "Contrariamente alla legge internazionale, tre imbarcazioni iraniane hanno cercato di impedire il passaggio di una nave commerciale, la British Heritage, attraverso lo Stretto di Hormuz": il governo di Londra ha commentato oggi così in un comunicato l’episodio di ieri nello Stretto di Hormuz che ha visto la petroliera britannica British Heritage minacciata da tre imbarcazioni della Guardia rivoluzionaria islamica iraniana. Lo riporta il Guardian. La Guardia rivoluzionaria islamica iraniana ha respinto la notizia circolata oggi sui media internazionali secondo cui avrebbe tentato di bloccare la petroliera britannica British Heritage nello Stretto di Hormuz: lo riporta la Fars, l’agenzia di stampa vicina ai Pasdaran.Nella giornata di lunedì il Presidente americano Trump aveva  proposto la creazione di una forza multinazionale di tutela dele petroliere composta da Paesi alleati. Sul punto si sta discutendo e probabilmente nelle prossime ore ci sarà una accelerazione.





Vincent Lambert è morto, era il simbolo del fine vita in Francia

Vincent Lambert è morto. Era il tetraplegico diventato il simbolo, in oltre dieci anni di sofferenza   del dibattito sul fine vita in Francia. La notizia è stata resa pubblica dalla famiglia. Dopo l’ultima decisione del tribunale, i medici da oltre una settimana avevano sospeso cure e alimentazione. Lambert era ricoverato in un ospedale di Reims. Jean e Viviane, i suoi genitori, hanno condotto una strenua battaglia legale per impedire che al figlio fossero interrotte cure e alimentazione che lo tenevano in vita. Per i due genitori, che per dieci lunghi anni hanno assicurato cure ed assistenza al loro figlio si erano arresi di fronte al peggioramento delle condizioni dell’uomo definendo ormai "inevitabile" la morte di Vincent. La maggior parte degli altri familiari, a partire dalla moglie di Vincent, Rachel, erano invece schierati per lo stop delle terapie, così come i medici che lo avevano in cura.





La Comandante Carola ha denunciato per istigazione a delinquere e diffamazione il ministro Salvini

E’ stata  formalmente depositata in Procura, a Roma, la querela di Carola Rackete, capitana dalle Sea Watch nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Nella denuncia, scritta dall’avvocato Alessandro Gamberini, si ipotizzano i reati di istigazione a delinquere e diffamazione.

“Le parole utilizzate dal ministro nei confronti della mia assistita – ha spiegato nei giorni scorsi Gamberini – la stanno esponendo ad eventuali aggressioni: una vera e propria istigazione a delinquere che arriva da un ministro della Repubblica”.

 





Tornado fa strage in Grecia, bomba di acqua e vento uccide sei turisti. Trenta i feriti

 È aumentato a sei turisti stranieri morti e almeno trenta feriti il bilancio di un tornado e delle violente tempeste che hanno colpito nella notte tra mercoledì e giovedì la Calcidica, nella Grecia settentrionale. Lo hanno annunciato le autorità.

“Sei turisti sono morti e almeno una trentina di persone sono rimaste ferite per questo tornado”, ha indicato Charalambos Steriadis, responsabile della Protezione civile nel nord della Grecia. Il tornado è durato una ventina di minuti, secondo le testimonianze raccolte dalla tv pubblica greca Ert.

La caduta di un albero è costata la vita a un cittadino russo e al figlio di due anni in un albergo nella località balneare di Kassandra, a 70 chilometri da Salonicco, la seconda città della Grecia, come ha dichiarato una fonte di polizia. Nella vicina località di Propontida, una coppia di cittadini cechi è morta quando la roulotte su cui viaggiavano è stata sballottata da violenti raffiche; una donna romena e il figlio sono stati uccisi travolti dal tetto di un edificio che è stato scoperchiato.

 




Ursula Presidenza Commissione Ue, nulla è scontato per Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen, candidata presidente alla Commissione Europea, rischia di non avere i voti necessari per la sua elezione. Secondo le previsioni ed i calcoli fatti e sugli orientamenti dei gruppi presenti, la soglia utile per l’elezione sarebbe distante. Il rischio deriverebbe dall’orientamento negativo dei socialdemocratici tedeschi, da gran parte dei sovranisti e di opinioni di voto singole, visto che si tratta di una consultazione ‘segreta’. Quanto all’Italia il Presidente del Consiglio Conte ha dato disco verde alla von der Leyen, anzi è stato tra i protagonisti nella mediazione tra popolari, Socialdemocratici e liberali, peccato, però, che i due azionisti di maggioranza che lo sostengono, Lega e M5S, su questa candidatura hanno già espresso, con varie dichiarazioni negatività. C’è poi da dire che sia la Lega che il M5S, nel totonomine all’Ue, ad oggi non hanno ancora incassato nulla. Va detto poi della posizione di Forza Italia, che ha confermato il voto favorevole. Per Tajani i rischi ci sono, ma poi, per l’appena eletto Presidennte della Commissione Affari Istituzionali, alla fine i voti ci saranno. Ferma e nettamente contraria alla candidatura, la posizione di Fratelli d’Italia. Confermato il pesante voto contrario dei verdi, ad annunciarlo i due co-presidenti dei Verdi, la tedesca Ska Keller e il belga Philippe Lamberts, immediatamente dopo aver ascoltato von der Leyen dopo l’audizione davanti a tutti gli eurodeputati del gruppo. "Le sue dichiarazioni sono state deludenti. Non abbiamo sentito alcuna proposta concreta, sia sul rispetto dello stato di diritto che sul clima. Siamo stati eletti con un mandato per il cambiamento, e non vediamo come il cambiamento sarà possibile con questa candidata", ha osservato Ska Keller. Ma ecco, poi quanto ha dichiarato da candidato Commissario in pectore, la von der Leyan, un una sorta di mini-programma:"E’ un obbligo soccorrere tutte le persone in pericolo in alto mare. Aiutare i migranti che si trovano sulle imbarcazioni di fortuna è veramente un principio di base". Lo ha detto la candidata alla presidenza della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "E’ estremamente importante ridare vita alla missione Sophia, bisogna trovare una soluzione a questo problema", ha aggiunto la von der Leyen, chiedendo poi di riformare il sistema di Dublino. "Bisogna trovare un consenso sulla missione Sophia. E’ importante aiutare le persone in mare, chi si trova in imbarcazioni di fortuna. E’ un obbligo andare ad aiutare persone in difficoltà", ha dichiarato von der Leyen ricordando il dramma di Lampedusa del 2015. All’epoca von der Leyen, ministro della Difesa, ha ricordato di aver inviato navi tedesche. "La Marina militare tedesca ha salvato 22mila persone", ha spiegato. "Dobbiamo lavorare collettivamente su definizione di asilo e di immigrazione illegale. E’ importante rilanciare la discussione. Dobbiamo migliorare il regolamento di Dublino. Non si può considerare questione immigrazione in modo isolato, il dramma non potrà essere superato se non ci sarà posizione forte Ue. L’Unione europea deve collaborare con Paesi d’origine, per combattere contro l’immigrazione illegale, abbiamo delle leve sui cui dobbiamo agire nei Paesi d’origine", ha concluso. La von der Leyen lancia inoltre la sfida del "salario minimo per tutti i Paesi Ue". La candidata alla presidenza Ue ha delineato una sua idea di Europa che abbia al centro "lavoro, prospettive, stabilità e sicurezza". E ha detto che "il lavoro deve dare di che vivere in ogni Paese europeo e per questo io combatterò per avere il salario minimo in ogni Paese".





Busta con proiettile calibro 22 indirizzata al ministro e Vicepremier Salvini

“Oltre 100 minacce di violenza e di morte contro di me da quando sono ministro. Evidentemente le parole di odio di certa sinistra convincono certe menti malate, ma sicuramente non mi fanno paura. Anzi, mi danno ancora più forza e voglia di combattere criminali di ogni genere”. Sono le parole di reazione del ministro dell’Interno e Vicepremier, alla notizia della busta con un proiettile intercettata a Firenze. Tutto è accaduto al  centro meccanografico di Poste Italiane di Sesto Fiorentino dove è stato controllato un plico anonimo indirizzato al “Ministro dell’Interno Matteo SALVINI”. Sul posto è intervenuta una squadra di artificieri dei Carabinieri che ha ispezionato la missiva, al cui interno era presente un proiettile calibro 22 avvolto in carta stagnola. Ad occuparsi del fatto, la Polizia di Stato, cui sono state delegate le indagini.

 





Affitti, quelli per le case sono più cari del 4,5%

Aumenti record dei prezzi degli affitti in Italia nel secondo trimestre. A dirlo è l’ultimo indice dei prezzi di idealista che ha rilevato un incremento dei canoni pari all’4,5%, a una media di 9,6 euro/m 2. Negli ultimi 12 mesi gli affitti nel nostro Paese sono aumentati sensibilmente del 5,5%. Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’ufficio studi idealista Italia: “I canoni di locazione stanno crescendo un po’ ovunque più dei prezzi delle case. La domanda in affitto è in forte aumento rispetto all’offerta disponibile. Per gli under 35 la soluzione della locazione risulta essere la preferita, vuoi per mancanza di fondi per accedere all’acquisto, vuoi per la volontà di evitare vincoli se il lavoro e le condizioni di vita non sono stabili. I proprietari chiedono spesso aumenti sostanziosi nelle località dove le locazioni di stagione sottraggono case al mercato e questo determina una certa volatilità dei prezzi in varie zone della penisola”. Regioni Il secondo trimestre del 2019 si è chiuso in terreno positivo in tutte delle regioni italiane, fatta eccezione per la Campania che perde lo 0,4%. A trainare i forti incrementi delle locazioni sono prima fra tutte la Basilicata (12,5%), seguita a ruota da Molise (12%), Valle d’Aosta (11,6%) ed Emilia-Romagna (11,2%). Parlando di prezzi, la Lombardia è la regione più cara con 13,4 euro al metro quadro mensili, davanti a Lazio (11,6 euro/m 2 ) e Toscana (11 euro/m 2 ). Dall’altro lato i prezzi di richiesta più bassi si trovano in Calabria con 5,6 euro e nel Molise, con 5,7 euro metro quadro. Province A livello di aree provinciali c’è una netta prevalenza di segni positivi, che interessano 91 delle 109 province monitorate da idealista. Pisa e Brescia sono rimaste invariate. Dopo i mesi primaverili si notano fluttuazioni marcate in particolare nelle zone più sensibili alle locazioni stagionali, Rimini (44,2%), Venezia (27,3%), ma anche in provincia di Matera (19%) e Brindisi (17,1%). All’estremo opposto i ribassi più significativi del trimestre si sono registrati a Belluno (- 9,6%), Enna (-6,9%) e Caserta (-6,4%). Con una richiesta media di 17,2 euro mensili, la provincia di Milano è nettamente l’area provinciale più cara d’Italia per quanto riguarda gli affitti. Seguono poi sul podio Rimini (14,9 euro/m 2 ), Ravenna (14,1 euro/m 2 ) e Venezia (14 euro/m 2 ). Nella parte bassa del ranking si confermano fanalino di coda le province siciliane di Enna e Caltanissetta (4,1 euro/m 2 ). Capoluoghi Dei capoluoghi analizzati aumenti a due cifre spettano a Bolzano (14%), Prato (13,4%), Reggio Emilia (11,5%) e Pavia (10,9%). All’opposto, Enna (-13,4%), Cosenza (-13%) e Caserta (-9,9%) segnano i cali maggiori. Osservando i grandi mercati cittadini, Bari (4%) guida il trend rialzista davanti a Cagliari (2,7%), Genova (2,5%) e Bologna (1,7%). I mesi primaverili segnano leggeri progressi Milano (1%), mentre Roma e Torino rimangono stabili. Marcia indietro invece per Firenze (-3%) e Napoli (- 3,5%), ma in generale i maggiori centri italiani la volatilità è molto più ridotta. Milano si conferma la piazza più cara, con un prezzo di locazione pari a 19 euro di media mensili. Allle sue spalle Venezia (15,9 euro/m²) e Firenze (15,5 euro/m²) precedono Roma (13,2 euro/m²). I canoni più bassi d’Italia si trovano a Enna e Caltanissetta dove per l’affitto bastano 4,1 euro al metro quadro mensili. A partire dal rapporto relativo al primo trimestre del 2019, abbiamo aggiornato la metodologia per l’elaborazione del nostro indice dei prezzi. Dopo l’integrazione di idealista/data, un’apposita divisione specializzata nella nella gestione di grandi volumi di informazioni e nel data modeling, è state introdotta una nuova metodologia di calcolo che rende la nostra analisi dell’evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Per evitare salti nella nostra serie, i dati dal 2007 sono stati ricalcolati con la nuova metodologia. Su raccomandazione del team statistico di idealista/data, aggiorniamo la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, calcoliamo il valore mediano invece del valore medio. Con questo cambiamento, oltre ad affinare ulteriormente il nostro indice rendendolo più rispondente alla realtà del mercato, omologhiamo la nostra metodologia con quelle applicate in altri Paesi per ottenere dati immobiliari. 





Lega-Russia, Savoini: "Architettata trappola per Salvini"

Gianluca Savoini, protagonista dell’audio sui presunti fondi russi alla Lega, respinge ogni accusa bollandola come "mistificazione, inganno, falsità, mascalzonata" e non esclude che sia una "trappola" contro Salvini, "per rompere le scatole" al vicepremier. "Non serve molto per manomettere un file, tagliare frasi, alterare la voce". "Non mi riconosco nella voce, né nei discorsi che faccio", ha affermato Savoini che è a capo dell’Associazione Lombardia-Russia, intervistato da Repubblica.





Taglio dei parlamentari, il Senato dice di sì

L’Aula del Senato ha approvato, in seconda deliberazione, il Disegno di legge contenente modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei parlamentari. I sì sono stati 180, i no 50. Nessun astenuto. Forza Italia non ha partecipato al voto. Per il Ddl costituzionale serviva la maggioranza assoluta. Ora il provvedimento torna alla Camera per l’approvazione definitiva.





Lega-Russia, Procura Milano apre fascicolo

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo di inchiesta sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. Secondo quanto si è appreso l’ipotesi di reato sarebbe corruzione internazionale. L’inchiesta è nata dopo le inchieste giornalistiche del sito americano BussFeed e del settinanale L’Espresso, che risale al febbraio scorso. 




Fondi Lega, Salvini: "Siamo scomodi"

"In Europa si distribuiscono poltrone a tutti tranne ai leghisti, il partito più votato d’Europa, perché sono razzisti, populisti, prendono soldi in Russia. Zero, Zero .Chiunque dica il contrario mente. Siamo scomodi. Siamo indagati, ascoltati, processati. Sono e siamo minacciati quotidianamente con proiettili". Così Salvini su Fb risponde agli attacchi rivolti alla Lega. Salvini ha anche accusato il presidente Fico di bloccare emendamenti al dl Sicurezza bis: "Così rischiamo di perdere risorse già disponibili". 





Caso Orlandi, il legale della famiglia: "Vergogna, chi sa parli"

Dopo la scoperta che sono vuote le due tombe del Cimitero Teutonico riaperte nell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la legale di famiglia fa un appello:"E’ vergognoso, chi sa parli". Sotto una delle due tombe, spiega il perito degli Orlandi "c’era una sorta di stanza e una struttura in cemento armato e abbastanza recente, assolutamente non compatibile con una sepoltura dell’800: è un dato oggettivo. Strano che non vi sia qualche documento che ci dica se lì c’era un corpo o se sia una in memoria. Importante verificare". 





Caso Orlandi, Pietro Orlandi: "Tombe riaperte sono vuote"

"Le tombe sono vuote": lo ha detto Pietro Orlandi dopo la riapertura di due sepolcri al Cimitero Teutonico, disposta dal Vaticano nell’inchiesta sulla scomparsa, nel 1983 a Roma, di Emanuela, 15 anni, cittadina vaticana. Alla decisione di riaprire le sepolture si era giunti dopo la richiesta degli Orlandi e dopo una lettera anonima alla famiglia, che invitava a "cercare dove indica l’angelo" tra le tombe del cimitero vaticano. Aperte una tomba con la scultura di un angelo e quella attigua. 





Due tombe vuote per il caso di Emanuela Orlandi

 

"Le tombe teutoniche aperte questa mattina sono risultate vuote". La notizia è stata confermata dal fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, che era presente all’apertura dei due luoghi di sepoltura nel Campo Santo Teutonico della città del Vaticano.
"Credo che si dovrà andare avanti e spero in una collaborazione onesta. Finché non troverò Emanuela è mio dovere cercare la verità", afferma Pietro Orlandi.
Secondo la ricostruzione fatta dal fratello della donna scomparsa “la ristrutturazione del vano trovato vuoto sotto la tomba nel Cimitero Teutonico non era di duecento anni fa. Non c’era nulla, nulla, neanche le principesse", riferisce spiegando che le segnalazioni che avevano avuto, in merito alla possibile sepoltura di Emanuela nella Tomba dell’Angelo "non erano anonime". L’avvocato Laura Sgrò aggiunge: "Tutto ci spettavamo meno che di trovare le tombe vuote". Per Pietro e l’avvocato della famiglia Sgrò in ogni caso bisogna andare avanti nelle ricerche. Le operazioni si sono concluse alle 11.15. "Le ricerche hanno dato esito negativo: non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie", ha certificato il direttore della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti.

"L’accurata ispezione sulla tomba della Principessa Sophie von Hohenlohe ha riportato alla luce - riferisce Gisotti - un ampio vano sotterraneo di circa 4 metri per 3,70, completamente vuoto. Successivamente si sono svolte le operazioni di apertura della seconda tomba-sarcofago, quella della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo. Al suo interno non sono stati rinvenuti resti umani. I familiari delle due Principesse sono stati informati dell’esito delle ricerche". Agli accertamenti hanno collaborato il personale della Fabbrica di San Pietro, il professor Giovanni Arcudi, coadiuvato dal suo staff, alla presenza di un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia di Emanuela Orlandi. Erano presenti l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, e il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. Hanno seguito tutte le fasi dell’operazione il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, insieme il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani. "Per un ulteriore approfondimento, sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell’Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso", riferisce ancora il portavoce vaticano.

"Al termine delle operazioni, teniamo a ribadire che la Santa Sede ha sempre mostrato attenzione e vicinanza alla sofferenza della famiglia Orlandi e in particolare alla mamma di Emanuela. Attenzione dimostrata anche in questa occasione nell’accogliere la richiesta specifica della famiglia di fare verifiche nel Campo Santo Teutonico". Lo afferma il direttore della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti.