Roma, Teatro di Marcello: riapre il passaggio pubblico

Dopo 3 mesi di lavori, riapre al pubblico il percorso pedonale ad ingresso libero del Teatro di Marcello, che mette in collegamento via Montanara con il Portico d’Ottavia. L’intervento di messa in sicurezza è stato promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Nell’Area archeologica del Teatro di Marcello è stato realizzato, infatti, un nuovo percorso pedonale per consentire un transito più agevole e sicuro alle migliaia di visitatori e cittadini che da anni accedono all’area e la usano anche come attraversamento tra via Montanara e il Portico d’Ottavia. Il passaggio – costituito da un massetto in malta di calce e pozzolana ed isolato dal terreno sottostante tramite uno strato di “tessuto non tessuto”, per non interferire con le preesistenze archeologiche – è ora definito da nuovi margini, costituiti da paletti dissuasori e catenelle in metallo, che ridisegnano l’accessibilità all’area valorizzando l’esperienza della visita archeologica. Infatti, la nuova delimitazione degli spazi configurata dalla nuova recinzione permette di avvicinarsi maggiormente al Teatro per ammirare la maestosità dell’architettura romana, fino al limitare dei fornici. I lavori sono stati realizzati dall’Impresa C.L.C.&.C SRL, aggiudicataria della gara d’appalto, per un importo complessivo di € 101.393,49, sotto la Direzione Tecnico-Scientifica della Sovrintendenza Capitolina. 





Roma, dal 1 ottobre certificati anagrafici e di Stato Civile senza prenotazione presso i Municipi

A partire dal prossimo 1 ottobre per il rilascio a sportello, su richiesta degli interessati, di certificazioni a vista, di atti sostitutivi, di atti notori, di attestati di soggiorno e per la presentazione di richieste di estratti degli atti di stato civile non sarà più necessario avvalersi del sistema Tupassi. Sarà, invece, sufficiente richiedere i certificati compilando un apposito modulo di richiesta ed esibendo un documento di riconoscimento. “Si tratta di una misura finalizzata a ottimizzare e a snellire ulteriormente le procedure. Con l’arrivo di nuovo personale presso gli sportelli e con il potenziamento dei servizi online, per i cittadini diventa sempre più semplice e agevole accedere alla documentazione richiesta”, spiega l’assessore al Personale Antonio De Santis. 





Roma, al Bambin Gesù 6 sei trapianti d’organo in cinque giorni

Due trapianti di rene, tre di fegato e uno di cuore. In tutto, 6 trapianti di organo che hanno cambiato la vita ad altrettanti bambini in lista di attesa. È il frutto dell’intensa attività trapiantologica effettuata in 5 giorni dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Numeri particolarmente alti anche per una struttura come il Bambino Gesù, unico ospedale pediatrico europeo dove si effettua ogni tipo di trapianto oggi esistente: 324 solo nel 2018. Il 7 luglio è stato seguito il primo trapianto di rene da donatore pediatrico su una bambina affetta da displasia renale bilaterale. Il 9 luglio sono stati effettuati un altro trapianto di rene su un piccolo di 4 anni che era in lista per un’uropatia malformativa, uno di fegato su una piccola affetta da atresia delle vie biliari e uno di cuore su un paziente seguito fin dalla nascita dall’Ospedale a causa del suo cuore univentricolare e alla stenosi polmonare. L’11 luglio sono stati realizzati altri due trapianti di fegato, stavolta da donatori adulti e con tecnica split liver, impiantati rispettivamente su un neonato di pochi mesi e su un bambino di 6 anni, affetti da atresia delle vie biliari uno e da difetto congenito del metabolismo biliare l’altro. I trapianti hanno richiesto un monte ore complessivo superiore alle 80 ore. Gli interventi sono tutti riusciti e i pazienti sono in fase di decorso post operatorio. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di tutto il personale dell’Ospedale (autisti, ausiliari, infermieri, tecnici, medici, anestesisti e chirurghi) e all’efficienza della rete trapianti regionale e nazionale (Centro Regionale Trapianti Lazio e Centro Nazionale Trapianti). I trapianti sono stati realizzati con organi prelevati da 4 diversi donatori localizzati in 4 diverse Regioni italiane. Solo nel 2018 presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono stati effettuati 65 trapianti di organo: 28 di rene, 27 di fegato, 9 di cuore e 1 di polmone. Trapianti che salgono a 324 contando anche quelli di cellule e tessuti. «Ci tengo particolarmente a ringraziare tutti quei genitori e quelle famiglie che, nonostante il dolore della perdita, fanno sì che altre giovani vite possano essere salvate – commenta la presidente dell’Ospedale, Mariella Enoc – Senza la loro incondizionata generosità nulla di quanto fatto sarebbe stato possibile. Un encomio particolare va anche alla professionalità di tutto il personale medico, infermieristico e alla stretta collaborazione con gli altri servizi dell’ospedale (laboratori analisi, centro trasfusionale, radiologia, rianimazione) e con le Istituzioni preposte. Operazioni così lunghe e complesse richiedono infatti un sistema organizzativo e logistico collaudato ed efficiente». 





Ostia, carabinieri intervengono per due episodi di molestie sessuali: 1 arresto e 1 denuncia

A Fregene, i Carabinieri della Stazione di Fregene sono intervenuti presso un bar del posto, dove una giovanissima barista era stata poco prima vittima di molestie e palpeggiamenti da parte di un avventore. I militari, al termine di una fulminea ed accurata attività investigativa, sono riusciti a identificare e rintracciare il responsabile: un cittadino romeno 45enne residente a Fiumicino che è stato arrestato e messo ai domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida. A Vitinia, i Carabinieri della locale Stazione hanno raccolto la denuncia di una 38enne, la quale il giorno precedente era stata bloccata da un conoscente, all’interno di un ascensore di uno stabile, dove si trovavano entrambi per motivi di lavoro, ad Ostia. L’uomo, approfittando dello spazio ristretto, l’aveva più volte palpeggiata e baciata contro la sua volontà; l’aggressore aveva anche successivamente picchiato con un pugno al volto un altro uomo minacciandolo, che aveva preso le difese della donna. I militari hanno individuato il responsabile, un cittadino romano di 23 anni già noto alle forze dell’ordine e l’hanno denunciato in stato di libertà per “violenza sessuale, minaccia e lesioni personali”. 




Inchiesta ’Angeli e demoni’, nasce Osservatorio AUPI: "Affidi non diventino business"

 “La recente indagine che ha messo in luce i casi di bambini illegittimamente sottratti ai loro genitori, denominata “Angeli e demoni” ha scosso tutta la nostra comunità professionale. Quello che è accaduto, almeno per quanto ne sappiamo fino ad oggi leggendo i giornali, ci addolora e ci indigna. E siamo certi che non c’è più tempo per stare con le mani in mano. Pertanto abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra struttura e la nostra esperienza per aiutare tutte le famiglie in difficoltà, attraverso un Osservatorio costituito da validi professionisti che si occuperà di raccogliere le testimonianze e ascoltare chiunque ne senta la necessità, nell’ambito di questa inchiesta e non solo. Invitiamo i genitori, le famiglie, a denunciare qualsiasi tipo di abuso o mancanza di rispetto delle regole che sono alla base della nostra professione”. Sono queste le parole di Mario Sellini, segretario generale dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani (AUPI) e della società scientifica di psicologia (Form Aupi). L’Associazione degli psicologi ha deciso di mettersi a disposizione di quanti sentono la necessità di denunciare abusi ma fino ad ora non hanno trovato il coraggio di farlo o non hanno avuto occasione di parlare con gli interlocutori giusti. L’Aupi, attraverso l’Osservatorio, cercherà di raccogliere tutte le segnalazioni e di sostenere le famiglie che ne hanno bisogno. Per Aupi i fatti di Reggio Emilia potevano essere evitati. Come? “Con la prevenzione e il rispetto della Carta di Noto”, spiega Sellini, “applicando alcune regole generali”. Innanzitutto, secondo quanto previsto dalla Carta di Noto, un minore prima di essere ascoltato come “testimone” deve essere sentito da un esperto che ne valuta l’idoneità a testimoniare. Successivamente l’esperto che coadiuva il magistrato nella raccolta della testimonianza deve essere diverso da quello che partecipa alla fase preliminare di ascolto. Inoltre, il minore, qualunque siano i risultati delle sue testimonianze, avrà comunque bisogno di sostegno psicologico. E anche in questa terza fase, delicata, l’esperto dovrà essere diverso da quello della prima e della seconda fase. Già rispettando questa regola il minore – e la famiglia di riferimento – ha maggiori garanzie. Ma ciò che è più importante e che la Carta di Noto chiarisce è la necessità di una registrazione audio – video delle sedute. “La Carta di Noto non è il Vangelo, sia chiaro – spiega Sellini – ma ci sono alcuni principi che devono essere rispettati. Chi non vuole l’audio – video probabilmente è in malafede. O ha qualcosa da nascondere. Fino ad oggi c’è stata una sorta di opacità circa l’applicazione dei principi della Carta di Noto ma a seguito dei fatti di Reggio Emilia invitiamo il legislatore a prendere in considerazione ciò che è messo nero su bianco in quel documento, che deve rappresentare la nostra guida. La Carta è una buona base di partenza per regole chiare”. L’Aupi ricorda infine il principio di innocenza anche dei genitori, i quali non possono essere messi sotto accusa prima dell’accertamento reale dei fatti. “I danni provocati a un bambino che viene strappato alla sua famiglia si ripercuotono per generazioni. È un danno talmente profondo che provoca violenza senza fine, all’interno delle famiglie”. Aupi, infine, avverte: attenzione ai contesti in cui si verificano troppi casi di affido. “In Italia – e ce ne occuperemo anche grazie all’Osservatorio – oltre al business dei migranti è in crescita quello sui minori. Non tutti hanno bisogno delle Case famiglia o strutture simili. Noi psicologi lavoriamo sulla prevenzione e cerchiamo di aiutare e stare vicino a chi ne ha bisogno. Solo in casi estremi si contribuisce a togliere un bambino alla propria famiglia”. 





ENAC, protocollo Intesa per formazione del personale coinvolto nelle operazioni HEMS

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e la Società Italiana Sistema 118 (società scientifica dedicata al servizio del 118, ovvero al soccorso extra ospedaliero), hanno firmato oggi, 16 luglio 2019, un Protocollo d’Intesa finalizzato a standardizzare e migliorare il livello di sicurezza delle operazioni HEMS (Helicopter – Emergency – Medical Service) e a formare e addestrare il personale addetto al settore HEMS, ma non direttamente sottoposto alla certificazione e sorveglianza ENAC, come, ad esempio, il personale sanitario, esperto di elisoccorso, gli operatori delle Centrali Operative del 118, i gestori delle Basi. In particolare il Protocollo, firmato dal Direttore Generale dell’ENAC Alessio Quaranta e dal Presidente SIS 118 Mario Balzanelli, avrà per oggetto: ? applicazione della normativa HEMS in Italia da parte di tutti i soggetti interessati; ? garantire una più elevata sicurezza del volo; ? favorire la pianificazione delle attività di emergenza sanitaria secondo i rispettivi requisiti di appropriatezza; ? fornire una base di riferimento tecnica – operativa univoca per la preparazione dei capitolati speciali di appalto per l’elisoccorso; ? fissare principi di “best practices”; ? definire specifiche linee guida per l’utilizzo standardizzato degli aeromobili in ambito HEMS; ? formare e qualificare i soggetti interessati tenendo anche conto delle raccomandazioni ANSV (Agenzia Nazionale Sicurezza Volo) di estendere al personale operativo delle Centrali Operative 118 un requisito formativo sulle specificità relative all’impiego del mezzo aereo. “Si tratta di un accordo molto importante – ha dichiarato il Direttore Generale ENAC Alessio Quaranta – in quanto i voli HEMS sono, per definizione, più rischiosi di normali voli per la componente di emergenza che li caratterizzano e devono, pertanto, essere operati con una consapevolezza ancora maggiore, da parte di tutti coloro che sono implicati, non solo dall’equipaggio vero e proprio del volo stesso. Il training rappresenta quindi un forte potenziale da sviluppare per armonizzare i requisiti formativi delle persone che fanno parte del sistema del soccorso sui mezzi aerei. Fare sistema, pertanto, ognuno con le proprie competenze, formando tutto il personale coinvolto nella gestione di questi trasporti, contribuisce ad aumentare la sicurezza operativa di questa tipologia di voli. Accogliamo con favore questo Protocollo d’Intesa che traccerà il percorso comune più idoneo per rispondere ai requisiti internazionali di sicurezza”. Il Presidente Nazionale SIS 118 Mario Balzanelli, ha commentato: “Gli obiettivi di appropriatezza prestazionale del Sistema di Emergenza Territoriale 118, nel contesto delle dinamiche operative tempo dipendenti, e di elevata complessità, che lo caratterizzano, impongono agli operatori consapevolezza di ruolo, conoscenza e competenza, capacità decisionali e relazionali adeguate alla gestione multimodale della più severa criticità clinica. L’elisoccorso, in tale contesto, si presenta, oggi più che mai, come risorsa moderna di fondamentale ed irrinunciabile importanza per i Sistemi 118 del Paese, perché chiamato, in ogni caso, sempre e comunque, "a fare la differenza", rispetto a qualsiasi altra opzione terapeutica ed assistenziale avanzata eventualmente percorribile nel momento degli istanti peggiori, ossia quando "non c’è più tempo". Il protocollo SIS 118 - ENAC è finalizzato ad inaugurare, nel nostro Paese, una nuova stagione di eccellenza dell’elisoccorso SET118 nelle situazioni di elevata criticità clinica, mirando ad assicurare a tutti gli operatori coinvolti, a livello dei vari territori regionali, omogeneità dei percorsi formativi e gestionali conformi allo stato dell’arte internazionale del settore, in modo da conferire, quindi, maggiore sicurezza riguardo le condizioni di impiego strategico, valorizzando, di conseguenza, i criteri di necessaria ottimizzazione delle risorse. Ringrazio, in particolare, per il varo di questo nuovo prestigioso orizzonte dimensionale, il Dott. Alessio Quaranta, Direttore Generale di ENAC, e, per l’autorevole supporto dei contributi scientifici ai vari percorsi di studio e di aggiornamento, il prof. Felice Agro’, Ordinario della Cattedra di Anestesia - Rianimazione - Terapia Intensiva dell’Università Campus Biomedico di Roma”. 




Olbia-Parigi?. C’è Air France

Dal 15 luglio, e per tutta l`alta stagione estiva 2019, Air France collegherà l`aeroporto di Olbia Costa Smeralda a Parigi-Charles de Gaulle il lunedì, mercoledì, venerdì e domenica. Per celebrare l’arrivo del volo, ieri l’Aeroporto di Olbia ha organizzato, in collaborazione con i vigili del fuoco, il tradizionale e spettacolare angelo d’acqua subito dopo l’atterraggio del volo AF1020. «L`Italia è un mercato fondamentale per il Gruppo Air France-KLM, siamo orgogliosi di inaugurare la nostra dodicesima destinazione nel bel Paese. La decisione di operare un volo diretto da Parigi a Olbia è dettata dalla grande attrattività turistica della Sardegna dove già operiamo da Cagliari con otto collegamenti settimanali. Questo nuovo volo permette di raggiungere Parigi in breve tempo e di accedere al network di Air France in partenza dall`hub di Charles de Gaulle.» dichiara Jerome Salemi, Direttore Generale Air France-KLM East Mediterranean. 




Governo, Di Maio presenta risultati Decreto Dignità

"Un ’decreto vergognoso, senza coraggio, siamo pronti alla mobilitazione’. Ve li ricordate i sindacati sul Decreto dignità? Ebbene, dopo un anno ecco i risultati". E’ quanto scrive il vice premier Di Maio, che allega un’infografica con la scritta "siamo sulla strada giusta". Tra i dati citati c’è "il tasso di occupazione al 59%, il dato più alto dal 1977; il tasso di disoccupazione al 9,9%,il valore più basso dal 2012; +328 mila contratti a tempo indeterminato da agosto 2018 ad aprile 2019. Risultati", scrive Di Maio su Facebook. 





Inflazione, Coldiretti: "Deflazione nei campi con -30% prezzi frutta"

Gli agricoltori stanno facendo i conti in molte aree del Paese con una difficile produzione a causa delle condizioni climatiche, sulla quale si innescano fenomeni speculativi e importazioni dall’estero che fanno crollare le quotazioni al di sotto dei costi. E’ quanto denuncia la Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’inflazione a giugno dai quali si evidenziano aumenti dei prezzi al consumo dello 0,7% rispetto allo scorso anno mentre nei campi in crisi è deflazione, dalle albicocche alle pesche pagate pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno. Gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti - ne devono vendere tre chili per potersi permettere un caffè. Per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio della Coldiretti è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria. In un momento di difficoltà – continua la Coldiretti – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere per combattere il grande caldo con il consumo di alimenti, come le albicocche, le pesche ed in generale la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma. 




D’Amico (ConfimpreseItalia): “Piano Marshall sul turismo, investimenti sulla Blue Economy e ambiente. Giubileo Bancario per aiutare gli imprenditori in crisi”

 

Confimprese Italia, con il Presidente D’Amico, ha portato le sue proposte per lo sviluppo del Paese al Tavolo di Ascolto con le Parti Sociali voluto dal Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini.  Proprio in apertura del tavolo l’intervento del Presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico, che ha trattato alcuni temi cari alla Confederazione, come lo sviluppo dell’economia legata al turismo e la Blue Economy e il sostegno ai micro e piccoli imprenditori schiacciati dalla crisi e dal mancato credito bancario. Sul turismo D’Amico ha chiesto una vero e proprio Piano Marshall,  in grado di modernizzare un sistema cardine per il Paese. Il Presidente di ConfimpreseItalia nel suo intervento ha anche fornito dei numeri, riferiti al 2018, su questo formidabile volano economico: 126 milioni di visitatori, di cui un buona metà straniera, 428 milioni di presenze per un gettito pari a 41 miliardi di euro. Puntare decisamente su questo comparto, con un piano nazionale integrato con le regioni, significa creare nuova occupazione e ricchezza.  D’Amico ha poi chiesto al Vicepremier Salvini ed al Governo una particolare attenzione alla Blue Economy, che, secondo i dati forniti dal Presidente di ConfimpreseItalia, muove l’attività economica di oltre 180mila imprese, direttamente legate a questo filone economico, se poi si pensa al settore della cosiddetta ‘Energia Blu’ le previsioni di crescita, come l’eolico in mare aperto, potrebbe portare migliaia di posti di lavoro, in un Paese che è letteralmente circondato dal mare. Poi D’Amico ha rilanciato una proposta di Confimprese Italia: il Giubileo Bancario, per dare ossigeno a tutte quelle aziende finite in difficoltà e consentirgli di riprendere il passo. Altro punto trattato dal Presidente di Confimprese è stato quello legato alla sburocratizzazione del sistema Italia, un enorme palla al piede e che frena le prospettive di sviluppo per l’assenza quasi completa di certezze nei tempi di realizzazione dei progetti imprenditoriali. A conclusione della Giornata d’ascolto, il Vicepremier Salvini ha raccolto le osservazioni fatte dalle parti sociali ed ha soprattutto aperto uno specifico Dossier sul turismo, così come sollecitato da ConfimpreseItalia.





L’articolo 10 del Decreto Crescita (sconto in fattura) scatena il panico

Hanno trovato immediata conferma le preoccupazioni espresse dalla CNA sulle novità per l’Ecobonus introdotte con l’articolo 10 del Decreto Crescita.

Il provvedimento infatti prevede l’opzione per i clienti di avere uno sconto in fattura da parte delle imprese che effettuano i lavori in alternativa al credito d’imposta da utilizzare in compensazione negli anni successivi.

Una misura che discrimina le piccole imprese e altera la concorrenza restringendo la libertà di scelta dei consumatori dal momento che solo pochi grandissimi operatori possono permettersi di rinunciare ad incassare integralmente le fatture, trasformandole in un credito di imposta da utilizzare in 5 anni.

L’inserimento della possibilità di cedere il credito ai fornitori di beni e servizi, che era stata adottata per superare il suddetto limite, sta invece gettando gli operatori nel panico.

In attesa della circolare da parte dell’Agenzia delle Entrate, in tutta Italia inizia, infatti, a diffondersi la prassi, da parte dei fornitori di beni e servizi alle imprese che realizzano gli interventi, di inserire nelle offerte e nei preventivi una clausola di salvaguardia con la quale l’impresa rinuncia espressamente alla possibilità di trasferire loro il credito di imposta derivante dallo sconto in fattura concesso al cliente come anticipazione dell’Ecobonus.

Che sia una pratica commerciale scorretta vi sono pochi dubbi. Ma è altrettanto evidente l’impraticabilità della nuova disposizione del Decreto Crescita.

Misura giudicata subito negativamente dalla CNA. E i fatti confermano tale giudizio. Anche per questo la CNA si è immediatamente attivata con un esposto all’Autorità Antitrust e alla Commissione Europea per accertare l’illegittimità dell’articolo 10 per violazione del diritto della concorrenza. La soluzione al problema è molto semplice: abolire l’articolo 10”.





ArcelorMittal, siglato accordo per interventi a Taranto

"A seguito di un lungo e aspro confronto è stato firmato un verbale di accordo, nonostante le resistenze dell’azienda ad assumere provvedimenti urgenti e straordinari". Questo il commento del segretario nazionale della Fiom Cgil, Gianni Venturi, al tavolo del ministero dello Sviluppo economico su ArcerlorMittal, conclusosi nella tarda serata di lunedì 15 luglio: "Si tratta di un primo passo finalizzato a dare risposte in tema di sicurezza degli impianti e di prevenzione degli incidenti. Nel verbale si prevede la presentazione di Piani di investimenti straordinari legati alle manutenzioni e attivazione di incontri ad hoc in tutte le aree dello stabilimento di Taranto, da estendere alle società controllate e agli altri stabilimenti del gruppo, con i delegati di riferimento legati alle manutenzioni ordinarie e straordinarie". Il primo incontro è calendarizzato per mercoledì 17 luglio presso il sito di Taranto, a partire dall’area portuale.

Un altro punto del verbale riguarda poi "l’istituzione di incontri, area per area, volti a verificare l’utilizzo dei lavoratori posti in cassa integrazione, a seguito di una procedura esperita senza accordo, per le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie". Il primo incontro, su questo punto, è calendarizzato per giovedì 18 luglio presso il sito di Taranto. "Registriamo la disponibilità del ministero a verificare l’evoluzione e l’attuazione del verbale di accordo. L’azienda, il cui atteggiamento ci è sembrato al di sotto delle disponibilità e responsabilità che il momento richiede, deve sapere che la Fiom vigilerà sul rispetto di tutti gli impegni".

Positivo anche il commento del segretario generale della Uilm Rocco Palombella, che sottolinea come l’accordo preveda anche "una verifica del numero dei lavoratori posti in cassa integrazione al fine di impegnare il maggior numero di lavoratori manutentori in attività di manutenzione", così come l’istituzione una task force "con l’obiettivo di monitorare lo stabilimento e verificare sicurezza di tutte le aree e un presidio con l’ausilio di enti, organi di vigilanza e ispezione".

Sulle cause che hanno determinato il crollo della gru del 10 luglio, l’azienda, aggiunge Palombella, "si è impegnata a effettuare uno studio di fattibilità e di realizzazione rispetto all’adozione di soluzioni tecniche e organizzative".

 




Gelato artigianale italiano, tre miliardi di fatturato annuale per un alimento globale. Ricerca Cna

Tre miliardi di euro di fatturato complessivo. Una chimera appena qualche anno fa. Un obiettivo ragionevolmente raggiungibile nel 2019 per il giro d’affari del gelato artigianale italiano. Tanto più se, dopo una primavera dal sapore autunnale, l’estate sarà lunga e in grado di far impennare i consumi trainando la produzione e di conseguenza il fatturato verso, e magari oltre, il muro dei tre miliardi. A stimarlo una indagine della Cna Agroalimentare condotta tra gli iscritti alla Confederazione.

Alimento globale

Il fatturato mondiale del gelato artigianale è stimato in circa 17 miliardi di euro. Centomila sono le gelaterie specializzate aperte da un capo all’altro del pianeta. Cinquecentomila gli addetti. Una crescita continua, negli ultimi anni, favorita dalla patente di prodotto salutare (ovviamente se realizzato con materie prime di qualità e attento a eventuali intolleranze e allergie) da mangiare tutto l’anno e a tutte le ore del giorno, anche come sostituto di un pasto.

L’Europa continua a primeggiare in questo settore con nove miliardi di giro d’affari, 60mila gelaterie in attività e 300mila addetti. Un predominio ancora saldo ma insidiato dal consistente incremento registrato in Asia e nelle Americhe.

Disaggregando il dato europeo, l’Italia è in cima al podio, con circa 10mila gelaterie specializzate. A tallonarla (dopo essere stata spodestata tre anni fa) è la Germania, con oltre 9mila esercizi. Seguono, nell’ordine, Francia (4mila), Spagna (2mila) e Polonia (1800).

La potenza del freddo-che-si-mangia

Nel 2018 il giro d’affari del gelato artigianale italiano ha toccato quota 2,7 miliardi di euro. Ma la crescita in valore di questo mercato viaggia ormai a un ritmo del 10 per cento annuo. Ed è probabile quindi che quest’anno il fatturato del settore possa arrivare, se non superare addirittura, ai tre miliardi. Con un enorme impatto sulla filiera agro-alimentare, grazie al previsto acquisto di circa 240mila tonnellate di latte, 70mila tonnellate di zucchero, 23mila tonnellate di frutta fresca e 32mila tonnellate di altri prodotti, spesso eccellenze tricolori, quali il pistacchio di Bronte e le nocciole di Piemonte, Lazio e Campania, le mandorle siciliane e i limoni delle Costiere sorrentina e amalfitana.

Successo nato dalla storia

Il successo del gelato artigianale italiano affonda le sue radici nella storia. Una storia lunga, che corrisponde per buona parte alla storia del gelato tout court. Il sorbetto nasce con i romani. E viene esaltato dagli arabi in Sicilia, grazie alla saporosa frutta locale e alle nevi dell’Etna, dei Nebrodi, delle Madonie. E’ un italiano – Francesco Procopio de’ Coltelli (ma il suo vero cognome sarebbe stato Cutò) – a fondare il primo grande caffè-gelateria al mondo, “Le Procope” a Parigi, e a esportare questo prodotto in Europa. Ed è l’italiano Giovanni Bosio a fondare la prima gelateria a New York, da cui sarebbe nata la moda dell’ice cream e sorto il maggiore mercato al mondo del gelato, gli Stati Uniti d’America. E italiani trasferiti oltre Atlantico – i fratelli Italo e Frank Marchionni – inventarono il cono negli Usa, anche se poi a brevettarlo non fu nessuno dei due, in lite giudiziaria.

Indotto da primato 

Dalle macchine alle vetrine il gelato italiano (unito alla superiorità manifatturiera a livello internazionale) trascina al successo mondiale anche altre eccellenze tricolori. A primeggiare nel settore della produzione di macchine per realizzare gelati sono tredici industrie italiane che, assieme, valgono i nove decimi del mercato mondiale, circa 250 milioni l’anno di giro d’affari. Stesso primato nella produzione di vetrine: le prime dieci imprese italiane registrano un fatturato aggregato superiore ai 300 milioni.

Tra innovazione e tradizione

I gusti tipici continuano a determinare il successo del gelato artigianale. Rispetto a qualche anno fa a fare la differenza è la qualità della materia prima. Per dire, nessun artigiano spaccerà più per pistacchio certi prodotti indecifrabili color verde fosforescente che dominavano le vetrine fino a qualche anno fa. Si fanno strada i sapori rispettosi di altre culture e delle prescrizioni alimentari di altre religioni: bio, vegani, halal, kosher. Le nuove tendenze in cucina (e soprattutto nell’alimentazione fuori casa) contribuiscono sicuramente ad allargare il mercato. Continua il successo dei gusti ai fiori edibili: quest’anno sarà la volta del fiore di sambuco, ma hanno i propri affezionati anche gelsomino, begonia, calendula.  Si rafforza una tendenza emersa qualche anno fa a livello pionieristico: i dessert-gelato. Dolci classici – in testa il tiramisù, in compagnia di pastiera napoletana, cassata siciliana, mimosa, caprese – riproposti in forma di gelato. Non si arresta il filone del gelato salato, tutt’altro. Ormai il fenomeno è tracimato dai ristoranti stellati a buona parte dei locali con giovani cuochi in cucina, nei cui menu campeggiano ostriche e ricci di mare, gorgonzola e pesto genovese, patate viola e ortaggi vari rigorosamente sotto zero. E per finire un pasto, sfruttando il boom del bere miscelato, anche i cocktail sono serviti sotto forma di granita o trasformati in cubetti da inserire nelle bevande.





Rc Auto, i prezzi registrano una tiepida flessione (-0,9%)

Prezzi in calo per la Rc auto. Nel primo trimestre, secondo il bollettino dell’Ivass, i prezzi segnano un calo dello 0,9% e il premio medio “effettivamente pagato per i contratti stipulati o rinnovati è pari a 406 euro. Il 50% degli assicurati paga meno di 363 euro e solo il 10% degli assicurati paga meno di 229 euro”.

Il premio medio dei contratti firmati dagli assicurati under 25 anni si attesta a 729 euro (381 euro per gli over 60). I contraenti under 25 nella classe bonus-malus 1 pagano in media 653 euro mentre gli over 60 solo 359 euro (il differenziale è di 294 euro). I contraenti under 25 assegnati alle classi 11-18 pagano in media 1.076 euro, mentre gli over 60 pagano 757 euro (il differenziale è di 319 euro).

Le diminuzioni di prezzo su base annua “sono elevate in alcune province del Sud: Catanzaro -4,3%, Brindisi -3,8%, Enna -3,4%. Gli aumenti di prezzo sono contenuti e mai superiori al 2% (Gorizia e Rovigo +1,6%, Ferrara +1,8%)”.

Il 21,1% delle polizze stipulate nel primo trimestre “prevede una clausola con effetti di riduzione del premio legata alla presenza della scatola nera (+1,3% la crescita di questi contratti su base annua). La diffusione della scatola nera è elevata nel Sud (Caserta 64,1%, Napoli 55,5%) e ridotta nelle province del Nord (Trento 7%, Belluno 5,7%)”.

 





Alimentare, vola l’export (9,4%) e traina l’intero Made in Italy

Volano le esportazioni dell’alimentare nazionale che fanno registrare il record storico con un balzo del 9,4% che, per dimensione del settore, traina l’intero Made in Italy. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati sul commercio estero dell’Istat a maggio. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – del consolidamento del successo dell’alimentare nazionale nel mondo che nei primi cinque mesi dell’anno fa registrare un aumento record dell’8,3%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per un totale di 15 miliardi di euro.

A spingere la domanda estera del cibo Made in Italy è il boom fatto registrare per le esportazioni in Usa dove si registra un aumento del 13,7% nonostante il clima di incertezza legato ai dazi minacciati dal presidente Trump contro una serie di prodotti europei. Buoni risultati anche in Europa con aumenti del 13,3% in Francia e del 4,2% in Germania, mentre rallenta l’andamento in Gran Bretagna con un -8,2% sotto la pressione della Brexit. Un trend che evidenzia – sottolinea Coldiretti – la capacità del settore alimentare tricolore di intercettare la nuova domanda globale di alta qualità e tipicità ma anche i rischi determinati dalla tensioni internazionali che gravano sul comparto. A preoccupare è anche la minaccia di dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha stilato un black list che comprende quasi la metà dei prodotti agroalimentari italiani esportati in Usa, dal Prosecco al Parmigiano Reggiano, dal Pecorino Romano all’olio di oliva e molto altro. Gli Usa si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna.





Dopo Conte e Di Maio, anche il Pd con Zingaretti vuole Salvini in Aula sul caso Russia: “Non gli daremo tregua fino a quando non lo farà” Dopo Conte e Di Maio anche il Pd con il suo segretario Nicola Zingaretti chiama il ministro dell’Interno Matt

Dopo Conte e Di Maio anche il Pd con il suo segretario Nicola Zingaretti chiama il ministro dell’Interno Matteo Salvini a parlare in Aula sui presunti fondi russi alla Lega. "Sia chiaro che non gli daremo tregua, finché non verrà in aula", afferma Zingaretti in un’intervista a la Repubblica. "La Procura e non la politica dovrà accertare la verità - aggiunge -. Ma intanto il leader leghista sta raccontando solo bugie". Il ministro dell’Interno, "in maniera goffa, ha preso le distanze da questo Gianluca Savoini", che in realtà è uno stretto collaboratore del Viminale, "quasi non lo conoscesse, smentito da centinaia di foto ed eventi. Davvero credono che si possa discutere di un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie?".

"Se il primo ministro si illude di lavarsi le mani indicando nel suo ministro il responsabile del falso, non ha capito che si sta dando la zappa sui piedi - poi attacca Zingaretti -. Le responsabilità del governo sono palesemente comuni. Il presidente Fico e la presidente Casellati come possono pensare che il Parlamento non sia informato?".

Il Copasir apre un dossier sul caso Savoini - Il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, organo di controllo e garanzia dell’intero Sistema della nostra Intelligence, ha aperto un dossier sul caso Gianluca Savoini, il referente della Lega indagato per corruzione internazionale. Per questo mercoledì ci sarà l’audizione di Luciano Carta, direttore dell’Aise, il nostro Servizio di spionaggio all’estero, che era già prevista in calendario e aveva come ordine del giorno la situazione libica, ma ora avrà anche un’appendice russa. Così come la avrà, la prossima settimana, quella di Mario Parente, direttore dell’Aisi, il nostro controspionaggio.

Come scrive la Repubblica, entrambi i direttori saranno sollecitati su questioni che girano intorno a una serie di domande centrali nell’affaire. Tra queste cosa hanno saputo nel tempo e cosa sanno i nostri Servizi dell’incessante attività sull’asse Roma-Milano-Mosca di Gianluca Savoini, presidente dell’ associazione Lombardia-Russia, e di Claudio D’Amico, già deputato leghista, assessore alla pubblica sicurezza in quel di Sesto San Giovanni ma, soprattutto, dallo scorso anno, "consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale" nello staff da vicepremier di Matteo Salvini?

 




‘Salvini in Russia’ è la chat creata ad hoc per le trasferte del leader della Lega. Savoini preferisce non parlare con i magistrati

Si chiama “Salvini in Russia”, la chat che sarebbe stata creata l’8 dicembre 2014 in una delle prime trasferte moscovite del segretario dell’allora Lega Nord. Lo rivela un articolo di Repubblica, che spiega come Gianluca Savoini, unico amministratore, usa questo gruppo su WhatsApp per informare su spostamenti e conferenze stampa di Salvini durante i viaggi in Russia del 2014 e del 2018. Per il quotidiano un altro tassello del “Russiagate” che sembra smentire la linea sposata dal vicepremier e ministro degli Interni, il quale più volte incalzato sulla questione ha sempre risposto che “Savoini non è stato invitato dal Ministero dell’Interno” agli incontri con le delegazioni russe.

E’ il 17 ottobre, per esempio, quando Matteo Salvini torna a Mosca per partecipare all’assemblea di Confindustria Russia, proprio alla vigilia della presunta trattativa al Metropol. “Non ci sarà nessun altro incontro” precisa in quell’occasione Savoini in chat, “si riparte dopo il meeting”. E a chi gli chiede se il ministro ripartirà in giornata Savoini spiega che “il vicepremier ha agenda fittissima”. Dodici ore dopo, il mattino successivo, Salvini ricompare con una foto su Twitter all’aeroporto di Mosca.

Poi l’inchiesta giudiziaria che va avanti con i primi interrogatori

Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini e fondatore dell’associazione Lombardia-Russia, indagato dalla procura di Milano per corruzione internazionale, Savoini, in questo primo contatto con la Procura, "si è avvalso della facoltà di non rispondere, si tratta di una scelta puramente tecnica", cos’ ha riverito l’avvocato difensore Lara Pellegrini."Considerato che ad oggi siamo di fronte ad un’inchiesta giornalistica trasferita in sede penale, preferiamo aspettare il deposito degli atti da parte della Procura per confrontarci su una base concreta", sottolinea il difensore.





Atlantia c’è. Verso la nuova governance di Alitalia

“Il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane in data odierna, valutate le conferme di interesse pervenute, ha individuato Atlantia quale partner da affiancare a Delta Air Lines e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’operazione Alitalia”. E’ quanto si legge in una nota delle Fs. “FS Italiane – prosegue la nota – inizierà a lavorare quanto prima con i partners individuati per condividere un Piano industriale e gli altri elementi dell’eventuale offerta”.

A stretto giro, così, tra le altre cose, Di Maio su Facebook: “Alitalia è la nostra compagnia di bandiera, sono i nostri aerei, sono i nostri lavoratori. Io non canto mai vittoria prima di vedere le carte e un serio piano industriale, perché non faccio campagna elettorale sulla pelle delle famiglie e delle persone. Ma oggi possiamo dire di aver posto le basi per il rilancio di Alitalia!”. In conclusione: “Sia chiara una cosa però: niente e nessuno cancellerà i 43 morti del Ponte Morandi. Niente e nessuno cancellerà il dolore delle loro famiglie. Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo di un solo centimetro”.





Operazione ‘Strade Sicure’, la ministra Trenta contro Salvini per sette milioni della Difesa bloccati e destinati ai militari

"Mi aspetto una risposta chiara. Io i miei ragazzi non li lascio soli. Io voglio una spiegazione a questa ingiustizia. Il Viminale spieghi!". E’ quanto scrive la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, su Fb a proposito del no che sarebbe arrivato dal Viminale a un emendamento per fondi a Strade Sicure. Scrive Trenta: "I nostri ragazzi di Strade Sicure vigilano ogni giorno per la nostra sicurezza. Sono uomini e donne che meritano rispetto. E lo ripeto: rispetto! Fanno turni stancanti, pesanti e solo una piccolissima parte di straordinari possono essergli riconosciuti. Sono 7 milioni di euro, la Difesa ce li ha e io ho deciso, attraverso un emendamento al Dl Sicurezza bis, di metterli sul piatto per riconoscere a questi ragazzi quello che, più semplicemente, rappresenta un loro diritto. Se ti spacchi la schiena e lavori il doppio per la sicurezza del Paese, rischiando a volte la vita stessa, lo Stato non si può girare dall’altra parte". "Ma proprio in questo momento dal Viminale, che ha competenza in materia, ci è stato comunicato che c’è l’orientamento ad esprimere parere negativo sull’emendamento, che tra l’altro ha già avuto il parere positivo di altri dicasteri dopo essere stato rivisto dal Mef". "Ed ora voglio capire il perché. Lo esigo! Voglio capire se esistono figli e figliastri, visto che nemmeno due giorni fa ho sentito alzare la voce sulla presunta inammissibilità di altri emendamenti per i corpi di polizia civile, fortunatamente poi passati. Mi aspetto una risposta chiara. Io i miei ragazzi non li lascio soli. Io voglio una spiegazione a questa ingiustizia. Il Viminale spieghi!", conclude.





Salvini prepara lo sgombero dei campi rom illegali in tutta Italia

Fare una ricognizione degli insediamenti di comunità Rom, Sinti e Caminanti per “porre in essere mirati interventi ‘di sistema’” e “promuovere, secondo un organico e coordinato insieme di iniziative, l’osservanza delle regole” e “consentire il progressivo sgombero delle aree abusivamente occupate”. E’ questo l’obiettivo della circolare inviata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a tutti i prefetti per chiedere una relazione sulla presenza di campi Rom, Sinti e Caminanti. Il Viminale si aspetta di avere il quadro definito della situazione entro due settimane.

Nella circolare si ribadisce "la rilevanza di un costante monitoraggio sui territori per la tempestiva attivazione, in sinergia con i diversi interlocutori, in primis istituzionali, di incisive iniziative volte alla tutela del ’complesso dei beni giuridici fondamentali’ e degli ’interessi pubblici primari sui quali si basa la civile convivenza". Si fa riferimento al "recente incendio sviluppatosi all’interno del campo di Lamezia Terme, che ha posto l’esigenza - spiega la circolare - di una specifica attenzione sulle significative situazioni di illegalità e di degrado che frequentemente si registrano negli insediamenti che spesso si configurano un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica".

Si definisce "prioritaria l’attività di prevenzione volta a contrastare l’insorgere di situazioni di degrado" e "l’adozione di misure finalizzate alla riaffermazione della legalità". Quindi, prosegue la circolare, "si rende urgente l’attivazione di un più strutturato sistema di ricognizione" degli insediamenti "nel rispetto dei diritti della persona, e di successivo monitoraggio per seguire l’evoluzione delle singole situazioni, al fine di poter acquisire - in maniera costante - utili elementi di conoscenza e valutazione".

L’obiettivo è "porre in essere mirati interventi ’di sistema’ attraverso cui promuovere - secondo un organico e coordinato insieme di iniziative - l’osservanza delle regole nonché condizioni di maggiore vivibilità dei contesti urbani, con ripercussioni positive sulla salubrità dell’ambiente". I risultati della ricognizione "da far pervenire entro quindici giorni all’ufficio di Gabinetto" spiega ancora la circola inviata ai prefetti dal ministro dell’Interno, "potranno costituire una piattaforma di discussione in ambito locale per l’approfondimento delle singole situazioni e la massima sensibilizzazione dei sindaci".

Ai fini degli obiettivi si prevede "l’istituzione di ’cabine di regia’ con rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali interessati, per consentire il progressivo sgombero delle aree abusivamente occupate attraverso l’esecuzione delle ordinanze di demolizione e rimozione delle opere abusive" nel contempo "attivando positive dinamiche di ricollocamento degli interessati".





Matteo Salvini: “L’incontro con le parti sociali non è uno sgarbo istituzionale”

L’incontro al Viminale con le parti sociali non è stato “uno sgarbo istituzionale”. Lo ha ribadito il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante un incontro con i giornalisti a Genova. “Abbiamo fatto qualcosa di utile per il Paese e per il governo: raccogliamo proposte e suggerimenti”, ha aggiunto Salvini, “prepariamo un taglio delle tasse fondamentale” che “spero l’Europa ci faccia fare”, ma “il taglio delle tasse ci sarà”. 




Prezzi, a giugno inflazione registra +0,1%

L’Istat ha rivisto al ribasso la stima dell’inflazione: a giugno 2019 il tasso su base annua si attesta allo 0,7% contro la stima preliminare dello 0,8%. Nel solo mese di giugno l’indice generale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, è salito dello 0,1% rispetto a maggio. Al "quadro di bassa inflazione che caratterizza l’Italia" -afferma una nota- dà un contributo specifico "l’inversione dei prezzi degli energetici non regolamentati". 





Giuseppe Urbino (Confsal Unsa Beni Culturali) : Chi favorì la concessione per i sovranisti di Bannon?

La vicenda dell’Abbazia di Trisulti con una concessione dello Stato voluta dall’allora ministro della cultura PD, Dario Franceschini, con un procedimento confezionato dal servizio I° della DG Musei non si è chiusa qui come qualcuno avrebbe voluto far credere - a parlare è il Segretario Nazionale della Confsal Unsa Beni Culturali, Giuseppe Urbino.
Ora le indiscrezioni che prima erano giornalistiche, trovano conferma che è in corso un’istruttoria della Procura di Repubblica di Roma  e della Procura della Corte dei Conti che vogliono vederci chiaro sulla vicenda relativa all’Abbazia e al bando di concessione. Una vicenda, che come ha riportato la trasmissione Report di Rai Tre – dice ancora Urbino – ha dei lati oscuri su tutta la documentazione presentata dalla fondazione  Dignatatis Humanae e avallata, nonostante fosse poco credibile dagli uffici della DG Musei che hanno redatto il provvedimento.
Ma per verificare come stanno veramente le cose – afferma il sindacalista Unsa – dopo l’ispezione del Mibac, consentiteci di dire, all’acqua di rose, ci stanno pensando la Procura della Repubblica e la Procura della Corte dei Conti.
Qualche settimana fa infatti al servizio I° della Dg Musei (quello che ha confezionato il provvedimento a favore della fondazione  Dignatatis Humanae) sono comparsi più volte uomini della Polizia di Stato che si sono fatti consegnare la documentazione relativa la concessione della Certosa di Trisulti.
Non ci rimane che attendere l’esito delle indagini – conclude Urbino –nella speranza che qualcuno paghi veramente il danno erariale subito dallo Stato per i mancati introiti dei canoni di affitto e non solo, ma paghi per la leggerezza di come sono stati redatti gli atti della concessione e se vogliamo, mettiamoci anche il danno d’immagine internazionale che ne è derivato”

 





Tria denuncia: “La fuga dei cervelli dall’Italia ci costa 14 miliardi l’anno”

Stiamo disperdendo talenti ma anche risorse.La fuga dei cervelli dell’Italia verso l’estero ci fa perdere 14 miliardi l’anno, poco meno dell’1per cento del Pil”. Sono le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervenenuto alla Luiss a un convegno sul digitale organizzato a Villa Blanc.

“Come Ue stiamo accumulando un ritardo verso gli altri player- continua- sia per la carenza di infrastrutture digitali, sia per la difficoltà delle nostre imprese di fare innovazione e di trovare un contesto favorevole alla crescita e diventare realtà solide”, sottolinea.





Caso Cucchi, sono otto i carabinieri che andranno a processo con l’accusa di depistaggio

Il Gup ha disposto il rinvio a processo per otto militari dell’Arma, tra cui anche alcuni alti ufficiali, imputati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti depistaggi relativi alle cause della morte di Stefano Cucchi. Si apre un quarto processo che vede alla sbarra la catena di comando dei carabinieri che - secondo le accuse - avrebbe prodotto falsi per sviare le indagini. La prima udienza è fissata per il 12 novembre.

A dover affrontare il processo saranno, tra gli altri, il generale Alessandro Casarsa, attualmente in pensione, ex comandante dei Corazzieri e all’epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma. Gli altri imputati sono il colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma, accusato di omessa denuncia; Francesco Cavallo, all’epoca dei fatti tenente colonnello capoufficio del comando del Gruppo Roma; Luciano Soligo, già comandante della Compagnia Montesacro; Massimiliano Colombo Labriola, ex comandante della stazione di Tor Sapienza; Francesco Di Sano, all’epoca in servizio a Tor Sapienza; Tiziano Testarmata, già comandante della quarta sezione del Nucleo investigativo e il carabiniere Luca De Cianni

 





Roma, al Parco Archeologico del Colosseo mostra ’Kronos e Kairos. I tempi dell’arte contemporanea’

Kronos e Kairos. I tempi dell’arte contemporanea - è la mostra a cura di Lorenzo Benedetti - che rinnova l’appuntamento con l’arte contemporanea nei monumentali spazi del Palatino, realizzata con il coordinamento scientifico della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, promossa dal Parco archeologico del Colosseo, con l’organizzazione di Electa. Le opere scelte, tra audiovisivi e installazioni, si combinano con gli scenari dei palazzi imperiali: dalle monumentali Arcate Severiane alla quiete dello Stadio Palatino, dal piacere estetico del peristilio inferiore della Domus Augustana fino alla spazialità della Sala dei Capitelli. 15 gli artisti in mostra: Nina Beier - Catherine Biocca - Fabrizio Cotognini – Dario D’Aronco - Rä di Martino - Jimmie Durham - Kasia Fudakowski – Giuseppe Gabellone - Hans Josephsohn - Oliver Laric - Cristina Lucas – Matt Mullican - Hans Op De Beeck - Giovanni Ozzola - Fernando Sanchez Castillo. 





Roma, al Bambin Gesù 6 sei trapianti d’organo in cinque giorni

Due trapianti di rene, tre di fegato e uno di cuore. In tutto, 6 trapianti di organo che hanno cambiato la vita ad altrettanti bambini in lista di attesa. È il frutto dell’intensa attività trapiantologica effettuata in 5 giorni dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Numeri particolarmente alti anche per una struttura come il Bambino Gesù, unico ospedale pediatrico europeo dove si effettua ogni tipo di trapianto oggi esistente: 324 solo nel 2018. Il 7 luglio è stato seguito il primo trapianto di rene da donatore pediatrico su una bambina affetta da displasia renale bilaterale. Il 9 luglio sono stati effettuati un altro trapianto di rene su un piccolo di 4 anni che era in lista per un’uropatia malformativa, uno di fegato su una piccola affetta da atresia delle vie biliari e uno di cuore su un paziente seguito fin dalla nascita dall’Ospedale a causa del suo cuore univentricolare e alla stenosi polmonare. L’11 luglio sono stati realizzati altri due trapianti di fegato, stavolta da donatori adulti e con tecnica split liver, impiantati rispettivamente su un neonato di pochi mesi e su un bambino di 6 anni, affetti da atresia delle vie biliari uno e da difetto congenito del metabolismo biliare l’altro. I trapianti hanno richiesto un monte ore complessivo superiore alle 80 ore. Gli interventi sono tutti riusciti e i pazienti sono in fase di decorso post operatorio. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di tutto il personale dell’Ospedale (autisti, ausiliari, infermieri, tecnici, medici, anestesisti e chirurghi) e all’efficienza della rete trapianti regionale e nazionale (Centro Regionale Trapianti Lazio e Centro Nazionale Trapianti). I trapianti sono stati realizzati con organi prelevati da 4 diversi donatori localizzati in 4 diverse Regioni italiane. Solo nel 2018 presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono stati effettuati 65 trapianti di organo: 28 di rene, 27 di fegato, 9 di cuore e 1 di polmone. Trapianti che salgono a 324 contando anche quelli di cellule e tessuti. «Ci tengo particolarmente a ringraziare tutti quei genitori e quelle famiglie che, nonostante il dolore della perdita, fanno sì che altre giovani vite possano essere salvate – commenta la presidente dell’Ospedale, Mariella Enoc – Senza la loro incondizionata generosità nulla di quanto fatto sarebbe stato possibile. Un encomio particolare va anche alla professionalità di tutto il personale medico, infermieristico e alla stretta collaborazione con gli altri servizi dell’ospedale (laboratori analisi, centro trasfusionale, radiologia, rianimazione) e con le Istituzioni preposte. Operazioni così lunghe e complesse richiedono infatti un sistema organizzativo e logistico collaudato ed efficiente». 





Roma, dal 1 ottobre certificati anagrafici e di Stato Civile senza prenotazione presso i Municipi

A partire dal prossimo 1 ottobre per il rilascio a sportello, su richiesta degli interessati, di certificazioni a vista, di atti sostitutivi, di atti notori, di attestati di soggiorno e per la presentazione di richieste di estratti degli atti di stato civile non sarà più necessario avvalersi del sistema Tupassi. Sarà, invece, sufficiente richiedere i certificati compilando un apposito modulo di richiesta ed esibendo un documento di riconoscimento. “Si tratta di una misura finalizzata a ottimizzare e a snellire ulteriormente le procedure. Con l’arrivo di nuovo personale presso gli sportelli e con il potenziamento dei servizi online, per i cittadini diventa sempre più semplice e agevole accedere alla documentazione richiesta”, spiega l’assessore al Personale Antonio De Santis. 




Fondo Monetario Internazionale, Lagarde rassegna le dimissioni

Christine Lagarde ha presentato le sue dimissioni da direttore generale del Fmi. E’ quanto si legge in una nota del Fondo, che sottolinea che le dimissioni sono effettive dal 12 settembre. Lagarde guiderà la Bce da novembre.
"Alla luce della maggiore chiarezza sul processo per la mia nomina a presidente della Bce e sulla sua durata, - ha spiegato - ho assunto questa decisione nel miglior interesse del Fmi" in modo che possa accelerare la selezione del "mio successore".





Ursula von der Leyen nuovo Presidente della Commissione Ue, parlamento diviso sul suo nome

Il parlamento europeo riunito a Strasburgo ha eletto, a fatica,  Ursula von der Leyen per la carica di presidente della Commissione europea con 383 voti a favore, mentre quelli contrari sono 327. Con un margine non ampio ma sufficiente. I votanti complessivi sono stati 733. E’ la prima donna a ricoprire questa carica. Tedesca, fa parte della Cdu ed è stata ministra della Difesa in Germania. L’Aula si è praticamente divisa ed alla ex ministra della Difesa tedesca, sono mancati, con ogni probabilità, parte dei voti dei socialdemocratici tedeschi e qualche significativa defezione, quella della Lega in particolare, mentre il M5S potrebbe avere deciso l’elezione della ex ministra tedesca.