Roma, agente scelto Polizia Yuri Sannino ferito il 28 giugno a Tor Bella Monaca ha incontrato i giornalisti in Questura L’agente Scelto della Polizia di Stato Yuri Sannino il 28 giugno u.s. intervenne in via dei Cochi, zona Tor Bella Monaca, per una vio

L’agente Scelto della Polizia di Stato Yuri Sannino il 28 giugno u.s. intervenne in via dei Cochi, zona Tor Bella Monaca, per una violenta lite tra un uomo ed una donna. Durante le fasi concitate dell’intervento rimase ferito al torace da una coltellata. L’artefice dell’aggressione venne immediatamente assicurato alla giustizia, mentre Yuri venne accompagnato d’urgenza in ospedale da un suo collega. Stamani l’agente della Polizia di Stato Yuri Sannino ha incontrato i giornalisti per raccontare la sua storia nella sala “Prisco Palumbo”, sita al primo piano della Questura. Yuri per fortuna oggi sta bene e ha scritto anche una bellissima lettera di ringraziamento.





Ostia, rapinò anziano dopo continui maltrattamenti: ex badante in manette

La mattina dello scorso 30 giugno, i Carabinieri della Stazione Roma Ostia erano intervenuti in aiuto ad un anziano lidense che, profondamente scosso, chiedeva un sostegno per ciò che gli stava capitando. Nella denuncia, l’uomo, un 80enne pensionato, che ha premesso di essere stato vittima di numerosi maltrattamenti orditi dall’ex badante, 38enne cubana ad Ostia, con trascorsi penali alle spalle), per i quali quest’ultima era stata già sottoposta alla misura del divieto di avvicinamento ai luoghi da lui frequentati, ha riferito di essere stato nuovamente avvicinato dalla donna nella giornata precedente, bloccandolo e minacciandolo, impugnando una pistola, fino a farsi consegnare il denaro contante che aveva al seguito. I Carabinieri hanno fatto scattare un’articolata attività investigativa volta, da una parte ad individuare la donna raccogliendo gli eventuali elementi di colpevolezza nei suoi confronti, dall’altra a garantire - mediante una vigilanza riservata - la tutela della vittima, prevenendo altre possibili aggressioni. I numerosi riscontri ed elementi di prova raccolti dai Carabinieri nel corso delle indagini sono stati pienamente condivisi dal magistrato e hanno consentito l’emissione, nei confronti della rapinatrice, di un provvedimento che ne ha disposto l’immediata carcerazione. I Carabinieri hanno, quindi, rintracciato e arrestato la donna, traducendola presso la casa circondariale Rebibbia di Roma, e riportando un po’ di serenità nella vita dell’anziana vittima.




Roma, San Basilio: carabinieri sequestrano appartamento che dava rifugio a pusher durante blitz

Dopo le recenti operazioni antidroga dei Carabinieri della Compagnia Roma Montesacro che hanno portato a numerosi arresti, facendo saltare di fatto i vari tentativi di copertura come ad esempio la costruzione di un apposito gazebo con una fornace dove gettare la droga in caso di controllo delle forze dell’ordine e i vari nascondigli di via Corinaldo nei luoghi al di sotto della sede stradale, i pusher di S. Basilio si sono dovuti riorganizzare e sempre più spesso utilizzano gli appartamenti come base di spaccio, deposito di stupefacenti e luogo dove scappare in caso di arrivo delle forze dell’ordine. Con una minuziosa ricostruzione di tutta la “filiera” dello spaccio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Montesacro hanno ottenuto il sequestro preventivo di un appartamento in via Corinaldo, dell’ATER (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica) ufficialmente assegnato ad una donna che lo aveva però ceduto a dei pusher. L’appartamento era ormai conosciuto come punto di ritrovo di spacciatori e acquirenti, utilizzato oltre che come deposito della droga, anche come rifugio durante i blitz delle forze dell’ordine. I pusher infatti, a piano terra, in via Corinaldo, spacciavano attraverso un foro praticato attraverso la parete dell’androne del palazzo. Quando però i Carabinieri riuscivano ad entrare di sorpresa, gli spacciatori scappavano nell’appartamento messo a disposizione, gettando la droga nel water. In alcuni casi però i militari sono riusciti ad entrare nell’appartamento blindato ed a recuperare alcune dosi di droga, comprovando di fatto, quella che era oramai una prassi per i pusher. Informata la Procura della Repubblica di Roma che ha sposato in pieno la tesi probatoria dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro, è stato richiesto il sequestro che il Gip del Tribunale di Roma ha concesso emettendo un decreto di sequestro preventivo, lo scorso 20 giugno. L’assegnataria dell’appartamento, una donna, è ora indagata per aver violato la normativa sugli stupefacenti. L’immobile è stato affidato in custodia giudiziaria all’ente ATER proprietario.





Regione Lazio: 3,5 mln per formazione operatori audiovisivo

“L’audiovisivo rappresenta uno dei grandi asset di sviluppo della nostra Regione, un settore al quale sono stati dedicati investimenti mirati e che ci hanno permesso di diventare la seconda regione in Europa per produzioni di cinema e audiovisivo”. Così Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio, durante la presentazione dei 3 “bandi dedicati al consolidamento e trasferimento di competenze degli operatori del settore audiovisivo per l’internazionalizzazione nell’ambito di ‘Movie Up 2020′” presso l’Hub culturale ‘Moby Dick’. Per info sui bandimovieup2020.it.

“Oggi abbiamo presentato – insieme a Ass.For.SEo, soggetto attuatore della sovvenzione globale MOViE UP-  tre nuovi bandi legati alla formazione degli operatori dell’audiovisivo per garantire al settore un’ulteriore crescita a livello nazionale e internazionale. Si tratta di interventi per complessivi 3,5 milioni di euro che permetteranno la partecipazione dei lavoratori a azioni formative e seminari per aggiornare e accrescere le loro conoscenze; per lo sviluppo di competenze utili all’internazionalizzazione del settore, supportando la permanenza all’estero dei lavoratori. Infine, per finanziare missioni di incoming e outgoing promuovendo occasioni di scambio e networking internazionale per gli operatori della filiera” ha sottolineato.

“Grazie ai fondi europei supportiamo così la crescita e l’innovazione con progetti che negli anni si sono dimostrati vincenti e che permettono al Lazio di competere ai primi posti in ambito europeo. L’internazionalizzazione è la strada che, in quest’ambito, ci permette di continuare a crescere e l’adeguato aggiornamento professionale e l’accrescimento delle competenze degli operatori è un elemento strategico allo sviluppo stesso dell’audiovisivo e più complessivamente del nostro territorio” ha concluso l’assessore.





Consiglio regionale del Lazio: ok a piano del Parco del Gran Sasso

La commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Valerio Novelli, ha dato parere favorevole al piano del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’area comprende porzioni di territorio di tre regioni: Abruzzo, Lazio e Marche. L’Abruzzo è la regione capofila, dato che comprende la grandissima parte dei circa 150mila ettari del Parco sono all’interno dei suoi confini, così come 40 dei 44 comuni interessati. Ora la proposta di deliberazione consiliare passa all’aula per il voto definitivo.

Nella stessa seduta la commissione ha dato il via libera anche allo schema di delibera di giunta che affida la gestione di 38 siti della rete Natura 2000 a enti gestori di aree naturali protette. Si tratta di Zone di protezione speciale e Zone speciali di conservazione in cui gli enti gestori dovranno garantire la tutela ambientale. “Si tratta di una delibera importante che ci fa fare un passaggio culturale importante verso la revisione della legge sui parchi”, ha dichiarato il consigliere Eugenio Patanè (Pd), mentre Gianluca Quadrana (Lista Zingaretti) ha chiesto chiarimenti su alcuni immobili compresi nelle aree in questione, in particolare Villa Borghese e Villa Pamphili, che resteranno nella disponibilità degli enti proprietari.

Il presidente Novelli, chiudendo la seduta, ha ribadito la necessità di una riforma della legge sui parchi: “Questa commissione – ha dichiarato – ha dimostrato la competenza e anche il senso di responsabilità necessari”.





Regione Lazio: 1,8 mln per inclusione persone con disabilità

Dalla Regione Lazio 1,8 milioni di euro a favore dell’inclusione sociale delle persone con disabilità. Con delibera di Giunta, la Regione ha aderito alla sperimentazione del modello di intervento in materia di ‘vita indipendente’ e inclusione sociale delle persone disabili, ratificando il protocollo d’intesa elaborato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Si tratta di un bando ministeriale al quale la Regione Lazio aderisce dal 2013 coinvolgendo, a rotazione, tutti gli ambiti territoriali. Per l’annualità 2018, al contributo ministeriale di 1 milione e 440 mila euro circa, si aggiungono 360 mila euro messi in campo dalla Regione Lazio a titolo di cofinanziamento. Il totale complessivo di 1,8 milioni di euro andrà a finanziare 18 progettualità che, seppur presentando differenze relative alle specifiche esigenze dei territori ai quali si riferiscono, hanno il comune denominatore di promuovere la piena inclusione della persona con disabilità nella società.

“Con questa delibera – ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali, Alessandra Troncarelli –  la Regione Lazio potenzia e favorisce l’autonomia e l’indipendenza individuale, compresa la libertà per la persona disabile di compiere le proprie scelte attraverso il finanziamento di progetti che spaziano dal cohousing al trasporto disabili, dal Dopo di Noi all’assistenza domiciliare leggera, perfettamente in linea con il principio di centralità della persona su cui si fonda il Piano Sociale regionale”.




Roma, Raggi premia gruppo ’Pigneto Vivo’ e forze dell’ordine che avviarono percorso condiviso contro spaccio droghe

La partecipazione attiva dei cittadini rappresenta uno strumento fondamentale per garantire decoro e sicurezza nei quartieri della città. È l’insegnamento che si trae dal percorso messo a punto dal gruppo ‘Pigneto vivo’, insieme a Polizia e Carabinieri, per contrastare lo spaccio di stupefacenti nel quartiere Pigneto. In particolare, tra marzo 2016 e maggio 2018, è stato creato un canale di scambio di informazioni - una chat WhatsApp – a cui i cittadini potevano inviare le loro segnalazioni in tempo reale. Questo ha permesso l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine contro lo spaccio e altre situazioni di illegalità. Un impegno certificato dal premio assegnato oggi in Campidoglio ai protagonisti del progetto. È stato infatti consegnato un riconoscimento a: Francesco Bernabei (Pigneto Vivo), Moreno Fernandez, Vice Questore, Commissariato Porta Maggiore, Vincenzo Carpino, Maggiore, Compagnia Carabinieri Piazza Dante, Lorenzo Iacobone, Maggiore, Compagnia Carabinieri Piazza Dante. “Il percorso che premiamo è un esempio virtuoso, una buona prassi, da replicare ed esportare in altri quartieri della città. Rappresenta l’approccio su cui stiamo lavorando, in quanto è in grado di contemperare partecipazione attiva e tutela della legalità”, sottolinea la Sindaca di Roma Virginia Raggi. “Un obiettivo raggiunto costruendo un nuovo senso civico e di comunità e ricucendo il rapporto tra cittadini e istituzioni. Perché qui non si tratta di ronde e di controlli invasivi, ma di consentire alle persone di vivere serenamente il proprio quartiere. Per questo intendiamo promuoverlo e radicarlo in altre realtà, come Esquilino e San Lorenzo, che rappresentano aree limitrofe e caratterizzate da dinamiche analoghe al Pigneto”, conclude.





Il Piano Industriale della Candy è insufficiente ed i Sindacati lo bocciano

Un piano industriale "assolutamente insufficiente per risolvere l’annoso problema degli esuberi" alla Candy Haier Europe di Brugherio. È il giudizio espresso da Fim, Fiom e Uilm di Monza e Brianza dopo l’incontro che si è svolto martedì 16 luglio al Ministero dello Sviluppo economico con l’Amministratore delegato del Gruppo, Yannick Fierling, che ha presentato il piano industriale per il rilancio del sito produttivo lombardo.

Il piano prevede un programma di investimenti, da attuarsi entro il 2020, che interesseranno la fabbrica e la palazzina uffici di circa 9 milioni di Euro; la metà di questi investimenti verranno fatti nel 2020. A questi si dovranno aggiungere altri 17 milioni di euro che andranno a potenziare progetti di ricerca e sviluppo. Per quanto concerne i volumi di produzione le previsioni fatte dall’azienda portano ad arrivare al 2021 ai 500 mila pezzi prodotti, a fronte degli attuali 350 mila.

Ma questo per i sindacati non può bastare: "Abbiamo chiesto all’azienda un maggiore impegno sia sul versante degli investimenti sia su quello dei volumi di produzione - spiegano i Fim e Fiom in una nota - Bisogna intervenire per aumentare la quantità delle lavatrici prodotte prevedendo anche la realizzazione di prodotti di alta gamma. Al Governo ed alla Regione Lombardia abbiamo chiesto garanzie a tutela dell’occupazione favorendo la fruizione degli ammortizzatori sociali. Di tutto ciò parleremo con i lavoratori nelle assemblee programmate per giovedì 18 luglio prossimo". 

"Usciamo da questo incontro con forti perplessità - dichiara Pietro Occhiuto, Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza - le 500mila macchine che la Candy dice di voler arrivare a produrre nel 2021 non garantiscono la piena saturazione degli impianti e non cancellano gli esuberi. Servono maggiori investimenti - prosegue Occhiuto - maggiori volumi di lavatrici prodotte e serve anche che vengano realizzate a Brugherio nuovi modelli di alta gamma e maggiore redditività".

 




Deliveroo Italia cresce del 130%. A fine 2019 sarà presente in 130 città

Per Deliveroo Italy s.r.l., la piattaforma leader dell’online food delivery, un vero e proprio boom. La società presenterà nei prossimi giorni i risultati del bilancio economico 2018. L’anno si è chiuso con un importante segno positivo, a conferma del buon andamento della società che opera in Italia.

“Deliveroo Italy continua a crescere, con i ricavi da vendite e servizi aumentati del 130%, come mostra il bilancio 2018”. Così Matteo Sarzana, General Manager Deliveroo Italy, a commento dei dati di bilancio della società italiana che fa parte della piattaforma leader mondiale nel settore dell’online food delivery. “Cresciamo più delle altre piattaforme anche grazie alla nostra capogruppo che sta investendo sulla nostra espansione e sulla nostra tecnologia, sia in Italia che nel mondo”. Ecco i principali dati che emergono dal bilancio 2018.

– Ricavi in crescita. I ricavi totali delle vendite e dei servizi sono aumentati del 130% (da 6,1 milioni di euro nel 2017 a 14 milioni di euro nel 2018). – Crescita del fatturato. La società ha registrato un aumento del fatturato pari a circa il 97% (da 11,1 milioni di euro a 21,9 milioni di euro). – L’Italia è profittevole. Deliveroo è profittevole in Italia con profitti pari a 1,5 milioni di euro per l’anno 2018. – Pagamento IRAP. Il margine della società è positivo e la società ha pagato 11.000 euro di imposte locali IRAP.

Il 2018 ha visto la presenza di Deliveroo espandere in molte città italiane. Il servizio era attivo in 12 città all’inizio del 2018 e ne ha raggiunte ben 34 alla fine dello stesso anno, triplicando praticamente il numero delle città raggiunte.

Un risultato possibile anche grazie a un nuovo rinnovato segnale di interesse della casa madre, la britannica Roofoods Ltd, che crede nelle potenzialità del mercato italiano e durante il 2018 ha finanziato Deliveroo Italia S.r.l. per circa 7.8 milioni di euro.

“Gli investimenti della casa madre sono molto importanti per assicurare la crescita in Italia”, continua Sarzana, “e aiutano a sostenere la nostra espansione. Abbiamo portato avanti un piano di crescita importante che insieme a una gestione molto rigorosa ha assicurato profittabilità. Il 2018 è stato un anno importante nel quale abbiamo triplicato il numero delle città raggiunte dai nostri servizi, investendo fortemente nell’attivazione delle nuove città. Nel 2019 abbiamo un piano ancora più ambizioso – conclude Matteo Sarzana – oggi siamo già presenti in 89 città dal Nord al Sud dell’Italia ed entro la fine dell’anno i nostri servizi saranno disponibili in oltre 150 città. Vogliamo diventare la società di riferimento mondiale del food delivery”, dichiarava qualche anno fa Will Shu, CEO e co-fondatore di Deliveroo. Un obiettivo ambizioso che sembra si stia realizzando”.





Petroliera degli Emirati rimorchiata in un porto iraniano, gli Usa temono un sequestro

L’Iran ha rimorchiato in un suo porto una petroliera degli Emirati Arabi Uniti che transitava nello Stretto di Hormuz. L’agenzia Irna, citando il ministro degli Esteri e portavoce del governo Abbas Moussavi, riferisce che la nave era in panne. Tuttavia, sia gli Stati Uniti sia gli Emirati hanno precisato che la nave aveva perso il contatto con l’armatore da sabato notte. Il sospetto degli Usa è che l’Iran abbia sequestrato la nave. La piccola petroliera Riah, battente bandiera panamense ma con base negli Emirati Arabi Uniti, ha spento il suo trasponder sabato notte e non risulta - dicono le autorità emiratine - che abbia lanciato alcuna richiesta di soccorso. Moussavi ha dichiarato che la Repubblica islamica ha aiutato una petroliera straniera in avaria, senza aggiungere altri dettagli.  Successivamente una fonte della Difesa statunitense ha fatto sapere che la petroliera si trovava, al momento in cui ha perso il contatto, in acque iraniane, vicino all’isola di Qeshm, dove ha sede una base dei pasdaran. "Sospettiamo che sia stata presa - ha detto la fonte -. Potrebbe essere stata in avaria e rimorchiata per essere soccorsa? E’ una possibilità - ha aggiunto - ma se il silenzio dovesse protrarsi, ci sarà di che preoccuparsi". L’episodio avviene tra crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti nella regione sul nucleare, tensioni che hanno già avuto per protagoniste, nel recente passato, le petroliere in transito per lo Stretto di Hormuz.




Supervertice del G7 di ministri economici, Governatori, Fmi, Ocse e Banca mondiale in Francia

Bruno Le Maire, ministro francese dell’economia e delle finanze, ha accolto a Chantilly, il G7 finanziario che riunisce i ministri delle finanze e i governatori della Banca centrale del G7 (Canada, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America), il presidente dell’Eurogruppo, il commissario europeo per gli affari economici e finanziari, l’amministratore delegato ad interim dell’FMI, il segretario generale dell’OCSE e il presidente della Banca mondiale. L’Italia sarà rappresentata dal ministro dell’Economia Tria e dal Governatore di Bankitalia Visco.

Il G7 finanziario è l’ultimo incontro ministeriale del G7 prima del Vertice dei Capi di Stato e di governo di Biarritz (dal 24 al 26 agosto).Il Presidente della Repubblica francese Macron ha fissato l’obiettivo della presidenza francese del G7 Biarritz nella lotta alla disuguaglianza. Al livello G7 finanziario, Bruno Le Maire traduce questa priorità con un’ambizione: “rendere il capitalismo giusto”.

Un’ambizione declinata in quattro priorità per la Francia durante le finanze del G7, come sintetizza un documento preparatorio di Parigi.

  1. Costruire la tassazione del XXI secolo: la Francia vuole innanzitutto una nuova tassazione internazionale adattata al nuovo modello economico creato dalla rivoluzione digitale e dall’economia dei dati e in secondo luogo dall’introduzione di un’imposta minima sulle società nel mondo. livello internazionale per combattere l’evasione fiscale.
  2. Costruire un capitalismo più sostenibile: la Francia vuole sviluppare una finanza verde che deve sostenere i massicci investimenti necessari per rendere la transizione ecologica un successo.
  3. Costruire un capitalismo stabile e combattere meglio i rischi di speculazione, rischio cibernetico e concentrazioni eccessive: il G7 finanziario metterà in discussione le misure da adottare per affrontare gli attacchi informatici sul settore finanziario e il luogo di “Stablecoins” (unità monetarie virtuali) nel sistema finanziario, incluso il progetto Lybra di Facebook.
  4. Costruire un capitalismo equo, ad esempio rafforzando la trasparenza sui divari salariali, migliorando il finanziamento sostenibile per gli investimenti nei paesi in via di sviluppo e migliorando l’inclusione finanziaria delle donne, specialmente in Africa.

Per Bruno Le Maire, Ministro dell’economia e delle finanze: “La Francia ha un’ambizione per questo G7 Finanze: ricostruire il capitalismo. Il capitalismo così com’è oggi, basato sull’esaurimento delle risorse, sull’aumento delle disuguaglianze e sulle differenze di tassazione tra le aziende digitali e altre imprese, e che fa ribollire i nostri concittadini è condannato alla sua perdita. Vogliamo ricostruire il capitalismo in modo che sia più giusto, più responsabile e più sostenibile”.





Confindustria-SRM: "Motori al minimo al Sud, mettere l’impresa al centro delle politiche pubbliche"

Motori al minimo per l’economia meridionale. Secondo la tradizionale analisi di mezza estate condotta da Confindustria e SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) il Sud, nei primi mesi del 2019, vede affievolire la sua capacità di spinta, e i segnali di frenata, già ampiamente visibili a fine 2018, rischiano di diventare veri e propri arretramenti. Anche nel 2018, continua la lenta risalita dell’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale elaborato da Confindustria e SRM, in aumento di circa 10 punti rispetto al 2017: tutti e 5 gli indicatori che compongono l’indice fanno segnare un piccolo miglioramento, che si fa tuttavia sempre più lieve, in particolare con riferimento al Pil, all’occupazione, agli investimenti e alle imprese, mentre continua la crescita dell’export. È ancora lontano il recupero dei livelli pre-crisi: il consumo procapite di energia elettrica è del 9,4% inferiore a quello del 2007. Ha smesso di crescere il numero delle imprese: dopo molti trimestri di aumento, infatti, nei primi mesi del 2019 le imprese attive sono meno di 1milione settecentomila (esattamente come un anno fa). All’interno di questo insieme, aumentano le imprese di capitali, che sono al Sud ormai quasi 330mila, con una crescita del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma di queste, solo 25mila hanno più di 9 dipendenti. L’export meridionale, dal canto suo, mostra segnali di miglioramento assieme ad altri di frenata che prevalgono nel breve periodo. Se il 2018, infatti, si è chiuso con un valore positivo delle esportazioni (+5,5%, per un valore complessivo delle merci esportate di circa 50 miliardi di euro), nei primi tre mesi del 2019 si registra un inatteso stop: a penalizzare le regioni meridionali è soprattutto la flessione dell’export di coke e prodotti raffinati, in diminuzione del 21% rispetto al primo trimestre 2018, solo parzialmente compensata dall’andamento dell’export di mezzi di trasporto (+4,5%), prodotti alimentari (+5,1%) e soprattutto dalla farmaceutica, che mette a segno un lusinghiero +18%. Cresce nel 2018 anche l’export turistico, ovvero arrivi (+14,9%) e spesa (+8,8%) dei turisti stranieri. Il mercato domestico continua a soffrire: restano elevati i divari interni relativi al potere d’acquisto, che si traducono in minori consumi (circa 800 euro pro capite in meno nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro Nord). L’andamento degli occupati mostra elementi positivi mescolati a quelli negativi, con questi ultimi che prevalgono nei mesi più recenti (-2,2%): il primo trimestre 2019 è infatti il terzo trimestre di fila a far segnare un andamento negativo, cosicché, gli occupati al Sud tornano sotto la soglia dei 6 milioni, con un calo nella maggior parte delle regioni, tranne Molise, Puglia e Sardegna. I disoccupati sono circa 1milione e 500mila, mentre molti di più sono gli inattivi. Il tasso di attività si ferma al 54% e quello di occupazione al 43,4%. Resta particolarmente elevata la disoccupazione giovanile, che raggiunge il tasso record del 51,9%: in pratica, più di un giovane meridionale su due non lavora. L’emergenza lavoro per i giovani, che ha caratterizzato la fotografia del Sud degli ultimi anni, non accenna a ridursi, sebbene solo ¼ circa delle domande di reddito di cittadinanza presentate facciano riferimento a persone di età inferiore a quarant’anni. Ristagnano anche gli investimenti fissi lordi, per i quali sembra attenuarsi di intensità il rimbalzo che aveva caratterizzato gli ultimi anni, con una piccola ma significativa eccezione delle costruzioni. E restano comunque lontanissimi i valori pre-crisi: gli investimenti fissi lordi totali sono inferiori del 36,2% rispetto a quelli del 2007. In conseguenza di questo andamento lento, frena anche il Pil, che nel 2018, secondo le stime preliminari dell’ISTAT, fa registrare nel Mezzogiorno una crescita dello 0,4%, meno della metà del +0,9% della media nazionale. Fra i settori, l’andamento migliore è quello dell’industria (il cui valore aggiunto cresce del +7,4% tra il 2016 e il 2017), ma il suo apporto all’economia è pari a circa il 10% del totale: troppo poco per far recuperare al Sud anche solo i livelli pre-crisi. Non mancano settori ad alto valore aggiunto, come mostra l’approfondimento condotto, nel Check-Up, assieme all’ISTAT: ma la produttività dei settori produttivi meridionali si mantiene, in media, di circa ¼ inferiore a quella del Centro Nord. Aumentano il numero e l’intensità dei campanelli di allarme sul rischio di rallentamento dell’attività economica. Sul fronte creditizio, sebbene tra il 2017 e il 2018 si assista ad un forte calo dei crediti in sofferenza, che scendono al Sud in un solo anno di circa 8,3 miliardi di euro, il livello totale degli impieghi registra un calo altrettanto brusco nel quarto trimestre 2018 rispetto all’anno precedente (-5,2%), con 14 miliardi di euro in meno erogato a famiglie ed imprese meridionali. Tornano ad aumentare, nel primo trimestre 2019, i giorni di ritardo nei pagamenti tra imprese (in media 17,7 giorni) e riprendono a crescere nel 2018 i fallimenti, così come le liquidazioni volontarie, possibile sintomo del peggioramento della percezione sulle aspettative future degli imprenditori meridionali. Segnali ancora contenuti, ma che coincidono con la percezione di un diffuso peggioramento dello scenario economico, a livello internazionale, nazionale e locale. A pesare è anche il contributo limitato degli investimenti pubblici, che accentuano il proprio calo soprattutto nelle regioni meridionali. Infatti, la spesa pubblica in conto capitale pro capite del Centro Nord torna ad essere, nel 2017, di quasi 500 euro più elevata di quella del Mezzogiorno. Se i fondi strutturali rispettano i target fissati per i pagamenti, resta ridotta la spesa ordinaria, e molto basso è il contributo del Fondo Sviluppo e Coesione. Ad eccezione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, è in forte calo anche la spesa pubblica per incentivi alle imprese. Il passo dell’economia meridionale si fa dunque più lento, a causa di condizioni dell’economia italiana e internazionale che restano deboli, dell’incertezza sulle prospettive economiche e delle caratteristiche endemiche dell’economia meridionale. I segnali più recenti indicano che gli elementi di preoccupazione si fanno più frequenti e più intensi, mentre quelli di dinamismo divengono più isolati. Invece passa proprio dal rafforzamento, qualitativo e quantitativo, di questi segnali di dinamismo la strada per rimettere il Mezzogiorno sul sentiero di crescita duratura di cui ha estremo bisogno. Una strada che passa da un cambiamento di prospettiva radicale che deve caratterizzare l’azione pubblica, adottando fino in fondo il punto di vista delle imprese nel disegno delle politiche di sviluppo e degli strumenti, nella scelta dei progetti e nella identificazione dei fabbisogni dei territori, a partire da quelli infrastrutturali, in cui i divari restano rilevanti. È un cambiamento di prospettiva profondo e di non breve periodo, che deve portare a vedere l’impresa meridionale come un vero pilastro su cui costruire l’intera azione pubblica: a partire dalla definizione dei documenti di programmazione della nuova politica di coesione 2021-27 che in queste settimane sta prendendo il via. Una nuova politica centrata sull’impresa può essere la rivoluzione di cui il Sud ha bisogno: una rivoluzione che già nell’immediato dovrebbe vedere delle necessarie azioni, a partire dal rapido avvio delle Zone Economiche Speciali, per dare ulteriore impulso agli investimenti nel Mezzogiorno dal punto di vista imprenditoriale e logistico portuale, e dal rilancio del credito d’imposta per gli investimenti al Sud.





Di Maio replica Salvini e lancia il work shop di più giorni tra Governo e Parti Sociali

Un “workshop di più giorni tra governo e parti sociali”, un “ampio momento di confronto” con tutte le categorie “circa le norme necessarie a rilanciare il nostro sistema economico e sociale” che veda “il governo unito” e che trovi “la giusta sintesi nelle sedi istituzionali più appropriate, secondo un percorso lineare e non divisivo”. Luigi Di Maio scrive al Sole24Ore per rispondere all’iniziativa di Matteo Salvini di convocare al Viminale le parti sociali in vista della prossima manovra. E pur sottolineando che “anche io sono ministro e capo politico” rimarca: “Quando si rappresenta un Paese, non credo ci sia da rispondere ad iniziative divisive con altrettante ancora più divisive”. E dunque “credo che il mio dovere sia di “promuovere un momento di unione, sgonfiando le tensioni e rilanciando il dialogo, sia nel governo che tra il governo e le parti sociali”.

Per Di Maio, “solo uno sforzo veramente ampio e collettivo, quando si è alla guida della seconda forza manifatturiera d’Europa, può garantire il raggiungimento degli obiettivi desiderati”, mentre “le iniziative individuali mostrano il passo corto, finendo per esporre a grave frustrazione i medesimi promotori”. Perchè “nessuna Lege di Bilancio che possa davvero rilanciare la crescita sostenibile, il lavoro, la formazione e l’innovazione in Italia potrà mai essere scritta in una sede a porte chiuse: che sia un ministero, la sede di un partito, o i membri direttivi di associazioni di categoria e sindacati”. E se “è legittimo che ogni forza politica porti avanti le sue consultazioni con le parti sociali, è altrettanto vero che il governo della settima potenza mondiale agisca come tale, dando prova di capacità di ascolto ampia e corale e di operare una sintesi efficace”.

Nel merito, secondo Di Maio, per dare reale attuazione alla fase 2 del governo, “è arrivato il momento di abbassare le tasse”. Il vicepremier si dice consapevole di non disporre di risorse illimitate e per questo motivo “sarà fondamentale rendere il più efficace possibile questo intervento puntando principalmente al ceto medio, che ha pagato lo scotto più alto della crisi che ci stiamo lasciando alle spalle”. Sul fatto che si riescano a trovare risorse per 30 miliardi di euro l’anno per la Flat tax, come sostiene la Lega, Di Maio mostra “serie perplessità”, ma aggiunge di sperare “di poter essere smentito”. Intanto, nell’ambito delle risorse disponibili, “credo che le nostre finanze ci permettano di realizzare un intervento significativo di taglio del cuneo fiscale”.





Russiagate, Conte riferirà alla Camera mercoledì prossimo

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferirà in aula al Senato sul caso dei presunto fondi russi alla Lega, mercoledì 24 luglio dalle 16,30 alle 17.30. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo che si è riunita a palazzo Madama e del cui esito hanno riferito il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci e del gruppo Mistro Loredana De Petris. "Conte ha dato la propria disponibilità a venire in aula mercoledì 24 luglio dalle 16.30 alle 17.30. Non sappiamo ancora se sarà un’informativa a o una comunicazione del governo, questo verrà stabilito tra la presidenza del Senato e il presidente del Consiglio. A noi - ha concluso Marcucci - fa piacere che gli italiani ora possano capire esattamente cosa sta succedendo e cosa è successo". "Tra qualche ora - ha aggiunto la presidente del gruppo Misto Loredana De Petris - sapremo quale formula verrà adottata per l’intervento di Conte in aula. Ringraziamo ovviamente il presidente del Consiglio per la sua disponibilità, ma questa scelta rimarca ancora di più il fatto che il ministro dell’Interno, che è il diretto interessato, non sarà in aula venendo meno a un suo dovere istituzionale".





Camilleri, l’ultimo saluto di Sergio Mattarella

Cordoglio per la scomparsa di Andrea Camilleri è stato espresso dal presidente Mattarella in un messaggio ai familiari dello scrittore. Camilleri -si legge- "lascia un vuoto nella cultura italiana e nei tanti che si sono appassionati nella lettura dei suoi racconti e sono stati attratti dai personaggi modellati dalla sua creatività". Mattarella ricorda anche come le opere dello scrittore scomparso abbiano avvicinato al mondo dei libri "un grande numero di persone".





Camilleri non ce l’ha fatta. A 93 anni è morto il grande scrittore ed intellettuale, padre di Montalbano

Scrittore, regista, autore teatrale e televisivo, sceneggiatore e saggista. Tante definizioni per quello che, in una sola semplice parola, è stato un vero “intellettuale”. A tutto campo. Con Andrea Camilleri – morto a 93 anni all’ospedale Santo Spirito di Roma, dopo un mese di ricovero – se ne va uno dei più importanti esponenti della cultura siciliana, e non solo, del ‘900. Una vita lunga e ricca di successi, iniziata il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, respirando gli stessi ambienti e le stesse atmosfere vissute e narrate da un altro suo illustre conterraneo, Luigi Pirandello.

Formatosi al liceo classico “Empedocle” di Agrigento, dopo essere stato espulso dal collegio vescovile, Camilleri si diploma, senza affrontare l’esame di maturità a causa della guerra, nel 1943. E’ quello l’anno in cui Camilleri, spinto da un profondo istinto di curiosità e da quella voglia di scoperta che lo accompagnerà per tutta la vita, inizia a viaggiare attraverso la sua Sicilia. Tra il 1946 e il 1947 vive ad Enna dove comincia a frequentare con assiduità la Biblioteca Comunale. Qui entra in contatto con gli scritti originali di alcune celebrità letterarie locali che folgorano la mente del giovane brillante Camilleri. E’ questo il periodo in cui lo scrittore ebbe le prime esperienze in ambito letterario vincendo, nel 1947, il Premio Firenze con alcune poesie. Due anni più tardi, nel 1949, il passaggio all’Accademia d’Arte drammatica Silvio d’Amico dove viene ammesso come unico allievo regista e dal quale uscirà nel 1952.

L’esperienza in Accademia gli consente di maturare conoscenze profonde, oltre che delle tecniche di regia, di alcuni importanti interpreti del teatro del dopoguerra con cui stringerà una profonda amicizia. Le prime esperienze di regia teatrale sono incentrate soprattutto sulla messa in scena di drammi di Pirandello, in un periodo in cui scrive i suoi primi racconti per riviste e quotidiani come L’Italia socialista e lo storico quotidiano L’Ora di Palermo. Al 1954 risale la vittoria del concorso per funzionario Rai. Un ingresso travagliato che si concretizza soltanto tre anni dopo, nell’anno in cui sposa la moglie Rosetta Dello Siesto dalla quale avrà tre figlie. Dal 1958 al 1965 e poi dal 1968 al 1970 insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, assumendo la cattedra di regia all’Accademia nazionale d’Arte Drammatica in cui si era formato. Questa esperienza dura 20 anni, dal 1977 al 1997 parallelamente all’avvio della sua fortunata carriera di autore narrativo. Il suo esordio in questo ambito avviene nel 1978 con “Il corso delle cose”.

I primi anni ’80 sono gli anni che precedono il boom di popolarità che lo accompagnerà per sempre. I racconti di questo periodo sono quelli in cui fa la sua comparsa “Vigata”, trasposizione letteraria del suo paese natale e che diverrà poco dopo l’ambientazione delle avventure del suo più importante personaggio: il commissario Montalbano. Il poliziotto letterario più amato di sempre nasce nel 1994, e la sua prima avventura s’intitola “La forma dell’acqua”. La fortunata serie di libri gialli viene amplificata, nel 1998, da una riuscitissima fiction televisiva che consacra Luca Zingaretti nei panni del commissario Montalbano. Camilleri diviene così vero e proprio campione di vendite e traduzioni in giro per il mondo. I suoi romanzi ad oggi hanno venduto oltre 10 milioni di copie venendo tradotti in almeno 120 lingue.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una progressiva cecità che però non ha impedito al maestro di continuare la sua prolifica carriera letteraria. Nella nota finale del suo centesimo libro, L’altro capo del filo, uscito nel 2016, Camilleri dichiara che questo è “un Montalbano scritto nella sopravvenuta cecità”. Oltre alle ambientazioni espressione del più autentico barocco siciliano, a rendere ancora più particolare la produzione di Camilleri è senza dubbio l’uso di un particolare linguaggio frutto di una ironica commistione tra italiano e siciliano. “… Non si tratta di incastonare parole in dialetto all’interno di frasi strutturalmente italiane – dichiarerà a tal proposito Camilleri -, quanto piuttosto di seguire il flusso di un suono, componendo una sorta di partitura che invece delle note adopera il suono delle parole. Per arrivare ad un impasto unico, dove non si riconosce più il lavoro strutturale che c’è dietro.

Il risultato deve avere la consistenza della farina lievitata e pronta a diventare pane”.

Protagonista, nel 2008, a piazza Navona del “No Cav Day”, Camilleri scende in piazza, con altri intellettuali, contro i provvedimenti del Governo Berlusconi in materia di giustizia.

Pochi mesi dopo, il 29 gennaio 2009, propone il “Partito dei Senza Partito” insieme ad Antonio Di Pietro e Paolo Flores d’Arcais. L’obiettivo sono le elezioni europee del 2009, ma il progetto non vedrà mai la luce per il mancato accordo fra i tre.

Critico nei confronti del governo Letta e della rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, l’ultima feroce polemica di Andrea Camilleri con il mondo politico, risale a poche settimane fa quando l’intellettuale siciliano ha attaccato duramente il ministro dell’Interno Matteo Salvini per l’uso strumentale del rosario durante i comizi politici, scagliandosi duramente contro il dilagante spirito populista.

Camilleri è morto oggi alle ore 8.20 all’Ospedale Santo Spirito di Roma, dove era ricoverato da un mese: le sue condizioni, sempre critiche, si sono aggravate nelle ultime ore, compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del Maestro e della famiglia i funerali saranno riservati e verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio.





Sangalli (Confcommercio): “La partita della crescita non si può giocare con un uomo in meno”

"Se vuoi vincere la partita della crescita, non puoi giocare con un uomo in meno, senza le risorse del Mezzogiorno". Sono le parole del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, alla presentazione dello studio ’Nord Italia verso l’Europa, Sud altrove’. La crisi dell’Italia meridionale, aggiunge il presidente di Confcommercio, "incide un po’ meno nel commercio e nel turismo, settori che in quest’area riescono ancora a sostenere Pil, occupazione e consumi". "Per ridurre i divari territoriali - aggiunge - non servono politiche assistenziali ma occorre e migliorare l’accessibilità, le infrastrutture e sfruttare al meglio i fondi strutturali europei puntando sul turismo". Negli ultimi dieci anni il Pil pro capite del Sud è calato del 10% a fronte dell’1,9% del Nord-Est."Un’economia ferma e senza una vera prospettiva di ripresa aggrava i problemi strutturali del mezzogiorno allontanandolo sempre più del resto del Paese", afferma Sangalli. Ma vediamo cosa dice lo studio di Confcommercio: il Mezzogiorno del Paese si sta ‘svuotando’ sempre di più ed è visto come un luogo di passaggio per chi ha la possibilità di andare altrove. Se negli ultimi 20 anni i residenti italiani sono cresciuti di 3,5 milioni di unità (anche ma non solo grazie all’immigrazione), nei prossimi rischiamo di perdere un milione di residenti. Lo spopolamento è destinato ad aumentare in base alle dinamiche demografiche registrare dall’Istat. ingigantendo un problema che secondo Confcommercioè “sottovalutato per le città e per il commercio“.

E non solo, ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Studi Mariano Bella, visto che in 40 anni raddoppierebbe la quota di residenti con oltre 60 anni. “Questo –  ha spiegato – cambia il modo di consumare e il modo di vivere, anche e soprattutto nelle città. E se nel Nord la popolazione tiene abbastanza, dal Sud sono praticamente scomparse oltre 222mila persone, cioè sui 300mila residenti persi in 4 anni (dal 2015 al 2018) quasi il 75%, cioè i 3 quarti, sono persi dal Sud. Al Nord Ovest, tale quota scende a 30.861, al Nord Est a 4.552 e al centro 42.526. L’Italia centrale e settentrionale hanno già raggiunto l’obiettivo di Lisbona 2020 di un tasso di occupazione del 67%, mentre il Sud è ancora al 48,2% nel 2018, con meno di metà delle persone tra i 24 e i 64 anni occupate. Al Nord Est la quota è più alta di quasi 25 punti rispetto al Mezzogiorno (73%), al Nord Ovest è del 71,6% e al Centro del 67,8%, mentre la media nazionale si attesta così al 63%.Il Mezzogiorno perde sia in termini di valore aggiunto che di consumi.

 





Industria, salgono fatturato e ordini

Salgono sia i fatturati che gli ordinativi delle industrie italiane. A maggio l’Istat stima che il fatturato dell’industria aumenti in termini congiunturali dell’1,6%. Nella media degli ultimi tre mesi l’indice complessivo è salito dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l’Istat. L’Istituto di Statistica rileva che anche gli ordinativi registrano a maggio incrementi congiunturali sia su base mensile (+2,5%) che, in misura molto più contenuta, su base trimestrale (+0,2%).





Rifiuti Roma, l’Ama tranquillizza: “Verso la normalizzazione”

Proseguono nei 4 turni di lavoro (mattina, pomeriggio, semi-notte, notte) le attività di pulizia straordinaria di uomini e mezzi Ama, d’intesa e in coordinamento con Roma Capitale, sul territorio comunale. Solo nelle ultime 48 ore, l’azienda ha raccolto oltre 6mila tonnellate di rifiuti indifferenziati. La situazione risulta pressoché normalizzata in tutta la città. Singole, residuali postazioni di cassonetti sono stati oggi oggetto di intervento nelle aree di Talenti, Monti Tiburtini, Monteverde, Montespaccato, Val Cannuta. L’azienda sta inoltre intervenendo in alcune strade di Primavalle, nelle quali la recente operazione di sgombero (con atti di vandalismo anche ad alcuni cassonetti) aveva rallentato i servizi di raccolta e pulizia. Nel tratto di via Cassia, compreso tra la Braccianese e la Formellese, viene purtroppo riscontrato il ricorrente fenomeno del “pendolarismo” dei rifiuti, con scarichi indiscriminati intorno alle postazioni di cassonetti. L’azienda sta intervenendo anche qui e invierà il nucleo di agenti accertatori per sanzionare tali comportamenti scorretti. Vengono tenuti sotto controllo, con operazioni di pulizia e sanificazione ad hoc, anche siti sensibili (ospedali, ASL, cliniche, strutture socio-assistenziali, plessi scolastici, asili nido, ecc.). Già 500 gli interventi effettuati in 10 giorni. La scorsa settimana erano stati, infatti, trattati tutti i siti sensibili, per un totale di 350 interventi. Da questa settimana, è scattato un secondo ciclo di interventi, con già 150 operazioni svolte. Nelle ultime 24 ore, squadre speciali che irrorano prodotti igienizzanti abbatti-odori si sono concentrate nelle aree esterne e nei pressi delle batterie di cassonetti presenti all’interno degli ospedali dei Municipi I, II, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV. Proseguono anche gli interventi di sanificazione e igienizzazione dei cassonetti stradali, effettuati dagli stessi compattatori – dotati di dispositivi ad hoc - che svuotano i contenitori. E’ stato inoltre intensificato il servizio di lavaggio e sanificazione delle strade con autobotti su itinerari mirati. Prosegue, infine, come da programma il piano di posizionamento dei cassonetti aggiuntivi, laddove necessario, come da richiesta dell’ordinanza regionale sulla città di Roma. Dopo i 390 contenitori stradali posizionati la scorsa settimana, ne sono stati già collocati sul territorio altri 50, che saliranno a 100 entro questa settimana. Vengono posizionati sia cassonetti per i rifiuti indifferenziati, sia cassonetti per i materiali riciclabili. L’obiettivo è di assicurare la massima fruibilità delle batterie stradali e la possibilità di conferimento di tutte le frazioni (vetro, carta, plastica e metallo, scarti organici, materiali non riciclabili) da parte dei cittadini.





Sud, Coldiretti: lavoro per 22mila giovani nei campi ma 3 su 4 respinti

Uno storico ritorno alla terra ha portato 22mila giovani under 40 a presentare domanda per l’insediamento in agricoltura nel sud Italia ma piu’ di 3 richieste su 4 (78%) non sono state accolte per colpa degli errori di programmazione delle Amministrazioni Regionali con il rischio concreto di restituzione dei fondi disponibili a Bruxelles. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’utilizzo delle risorse comunitarie relative ai Piani di Sviluppo Rurale (Psr) del periodo 2014-2020 nelle regioni del Sud, al 1 gennaio 2019. Una sconfitta per le speranze di tanti giovani, ma anche per il Paese che – sostiene la Coldiretti – perde opportunità strategiche per lo sviluppo in un settore chiave per la ripresa economica, l’occupazione e la sostenibilità ambientale soprattutto nel mezzogiorno dove maggiore è il bisogno occupazionale e più elevati sono i tassi di fuga dei giovani all’estero come dimostra l’analisi di Confindustria. Secondo una indagine Coldiretti/Ixè – continua la Coldiretti – le aziende agricole condotte dai giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più. L’Italia con 57.621 imprese agricole italiane condotte da under 35 nel 2018 è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura. Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.





Il viceministro dell’Economia Garavaglia assolto dall’accusa di turbativa d’asta

 

Il viceministro dell’Economia ed esponente della Lega Massimo Garavaglia è stato assolto per non aver commesso il fatto nel processo milanese in cui era imputato per turbativa d’asta su una gara per il servizio di trasporto di persone dializzate del 2014, quando era assessore lombardo all’Economia. Nello stesso processo è stato condannato a 5 anni e sei mesi l’ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani. Mantovani era stato arrestato nell’ottobre del 2015 per corruzione, concussione e turbativa d’asta.





Russiagate, perquisizioni della Guardia di Finanza

Si allarga l’inchiesta milanese sui presunti fondi russi alla Lega. L’avvocato Gianluca Meranda, uno dei tre italiani presenti al vertice nell’Hotel Metropol di Mosca del 18 ottobre scorso, risulta indagato nel fascicolo aperto dai pm di Milano Gaetano Ruta e Sergio Spadaro con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale.

Da quanto si è appreso, è in corso una perquisizione della Guardia di finanza nell’abitazione romana di Meranda, a cui è stato notificato un avviso di garanzia. Le Fiamme gialle stanno anche passando al setaccio l’abitazione di Francesco Vannucci, l’altro italiano presente all’incontro moscovita, a Suvereto in provincia di Livorno. Vannucci, tuttavia non risulterebbe allo stato sotto indagine.





Disco verde anche dal Senato al ‘codice rosso’ sulla violenza sulle donne

Finalmente una corsia preferenziale con indagini veloci per i reati legati alla violenza sulle donne. Insomma, un ‘codice rosso’ che si applica alla trattazione di casi che hanno a che fare con la violenza domestica e di genere, in analogia al ‘codice rosso’ che nei pronto soccorso indica stati di salute particolarmente gravi da trattare con urgenza. Il disegno di legge contenente ‘Disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere’, già approvato dalla Camera, ha ricevuto il via libera definito del Senato che non ha apportato modifiche al testo trasmesso da Montecitorio.

Ventuno articoli, che individuano un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e relativi interventi sul codice di procedura penale al fine di velocizzare l’instaurazione del procedimento e accelerare l’eventuale adozione di misure di protezione delle vittime. Nella legge sul cosidetto ‘codice rosso’ sono previste pene più severe per la violenza sessuale e lo stalking, viene introdotto il reato di reverge porn ed anche quello di sfregi al viso.

Indagini e procedura – Il rito penale prevede che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia del reato, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale. Il pubblico ministero, entro tre giorni, assume informazioni dalla persone offesa o da chi ha denunciato il reato (in termine di tre giorni può essere prorogato solo in casi eccezionali, a tutela della persona offesa o per la riservatezza delle indagini).

Violenza sussuale – Con la nuova legge la violenza sessuale viene punita con la reclusione da 6 a 12 anni. Oggi, per questa fattispecie di reato la reclusione va da 5 a 10 anni. Per la violenza sessuale in danno di minori fino a 10 anni la pena base è raddoppiata, per la violenza nei confronti dei minori da 10 a 14 anni la pena base è aumentata della metà (diventa dunque reclusione da 9 a 18 anni, mentre per la violenza nei confronti di minori da 14 a 18 anni la pena base è aumentata di un terzo.

Maltrattamenti in famiglia – Per il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi l’attuale pena della reclusione da 2 a 6 anni viene sostituita con la reclusione da 3 a 7 anni.

Stalking – Anche per il reato di stalking aumenta la pena.

L’attuale reclusione da 6 mesi a 5 anni viene sostituita con la reclusione da un anno a 6 anni e 6 mesi.

Revenge porn – la nuova legge introduce nel codice penale il cosiddetto ‘revenge porn’, ossia il reato di diffusione illecita di immagini o video pernografici in base al quale viene, sanzionato, con la pena della reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000, la condotta di chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde, senza l’espresso consenso delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati.

Sfregi al viso – Viene inserito nel codice penale il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, che è punito con la reclusione da 8 a 14 anni.

Formazione polizia e carabinieri – prevista l’attivazione di specifici corsi di formazione per il personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria preposto alle attività di prevenzione e al perseguimento dei reati di violenza domestica e di genere e interviene nel trattamento penitenziario delle persone condannate per reati di violenza domestica e di genere.





L’ultimo saluto a Camilleri giovedì alle 15 al Cimitero Acattolico di Testaccio

“Mi piacerebbe che ci rincontrassimo tutti quanti, qui, in una sera come questa, tra cento anni!». È con queste parole che concludevano la sua “Conversazione su Tiresia”, che la famiglia di Andrea Camilleri e le persone a lui care vogliono salutare e ringraziare tutti i suoi lettori e tutti i suoi amici di avergli voluto così bene. La moglie, le figlie, i familiari di Andrea Camilleri ringraziano il Dott. Roberto Ricci, il Dott. Mario Bosco, i medici, gli infermieri e tutto il personale del Reparto di Anestesia e Rianimazione e dell’intero Ospedale Santo Spirito di Roma per la grande professionalità e il profondo affetto che hanno dimostrato nei confronti del loro caro. Sarà possibile salutare Andrea Camilleri il 18 luglio dalle 15 presso il Cimitero Acattolico per gli stranieri al Testaccio in via Caio Cestio 6 a Roma.