Roma, furti in abitazione: sgominata ’banda del rampino’

Mercoledì mattina, verso le 4, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato, in flagranza di reato, due cittadini albanesi di 40 e 42 anni, mentre stavano rubando in un’abitazione di via Ruggero Fauro. Armati di un grosso rampino artigianale, realizzato con ferro tondo nervato per cemento armato si sono arrampicati sul balcone di un appartamento del primo piano e con altri attrezzi, tra cui due grossi piedi di porco, hanno forzato la porta finestra e sono entrati in casa. La segnalazione al 112 da parte di un cittadino che aveva notato la scena ha consentito alle pattuglie dei Carabinieri di eseguire un pronto intervento e di arrestare i due ladri che erano già entrati in casa di un anziano romano in vacanza. L’abitazione è stata trovata a soqquadro per la ricerca di cose di valore da rubare. I Carabinieri hanno condotto in caserma i due arrestati, in attesa del rito direttissimo che si terrà questa mattina presso le aule di piazzale Clodio. Sequestrati il rampino artigianale e gli attrezzi utilizzati per lo scasso.





Roma, Santa Maria di Galeria: scoperto magazzino droga

Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Primavalle, diretto da Tiziana Lorenzo, hanno portato a termine una lunga attività d’indagine che ha consentito di individuare e smantellare un importante magazzino di stupefacenti, traendo in arresto una persona. In particolare, grazie ai pedinamenti di un soggetto con vari precedenti di Polizia, che gli investigatori ritenevano essere il fornitore di alcune piazze di spaccio capitoline, è stato individuato un casolare disabitato in aperta campagna, a due passi dalla cd. “Città Morta” di Santa Maria di Galeria, adibito a “custodia” di cocaina e hashish. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti 13 chili di sostanza stupefacente, una pistola semiautomatica calibro 9 mm, rifornita – risultata rubata – nonché materiali distintivi in uso esclusivamente alle Forze dell’Ordine. I poliziotti, dopo aver monitorato i loschi movimenti, hanno deciso d’intervenire. L’uomo, vistosi scoperto, è scappato a bordo della propria autovettura, tentando si speronare più volte la pattuglia della Polizia. Gli agenti sono riusciti a fermare il fuggitivo nei pressi della stazione di Cesano. A seguito di analisi svolte presso il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica si è potuto accertare che il materiale sequestrato avrebbe consentito il confezionamento di circa 50.000 dosi di cocaina e 150.000 di hashish, per un valore sul mercato di oltre 2 milioni di euro. Arrestato, C.G., italiano di 56 anni, dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nonché di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, in quanto, a seguito dell’inseguimento, un agente ha riportato lesioni per le quali è dovuto ricorrere a cure mediche.





Roma, boom turismo dalla Russia: cresce del 46% secondo Yandex

Roma, boom turismo dalla Russia: cresce del 46% secondo Yandex

 

Cresce la popolarità del brand Roma, che è una delle mete più amate dai turisti russi negli ultimi anni ed in particolare nell’estate in corso 2019. La crescita della città di Roma, legata all’aeroporto di Fiumicino, è del +46% secondo i dati di Yandex - principale motore di ricerca russo, elaborati e presentati da Giulio Gargiullo esperto di marketing digitale fra Italia e Russia. Le ricerche relative solo al principale scalo romano in russo sono state di 11.069 nel giugno 2018 e di 16.247 nel 2019 dello stesso mese. Il trend positivo di crescita mostra un boom di turisti russi Roma questa estate, grazie anche ai nuovi collegamenti diretti attivati verso molte regioni d’Italia, con particolare interesse verso il Sud. Così commenta Giulio Gargiullo Digital Marketing Manager: "I dati sono molto positivi per quanto riguarda l’aumento della popolarità della città di Roma da parte dei russi, dato che è una delle mete più apprezzate nel Belpaese. I russi sono notoriamente amanti dell’Italia, tendono a tornarci più volte nel corso degli anni e sono in cerca di shopping, lusso e di esperienze esclusive. I viaggiatori russi sono i secondi – dopo i cinesi -che spendono di più in acquisti nel nostro Paese con uno scontrino medio che varia dagli 800 ai 1000 euro, fino ad arrivare a cifre maggiori in eventi particolari (Dati Tax Free Shopping) . Prosegue Gargiullo:"Molte le opportunità anche per il settore hospitality: la fascia di viaggiatori d’affari e professionisti sceglie per il 58% hotel a 4 e 5 stelle e categoria lusso. Le famiglie con bambini scelgono invece alberghi 4 e 5 stelle nel 40% dei casi, e scelgono hotel a 3 stelle nel 45% dei casi secondo il rapporto congiunto ambasciate-consolati ENIT 2017. Un recente rapporto di Hotel Mag segnala che la propensione dei viaggiatori dalla Russia a spendere fa scegliere esercizi alberghieri nell’80,6% dei casi, il 45% dei quali si orienta sull’extralusso" Come raccomanda Gargiullo: "E’ fondamentale quindi condurli e accoglierli nel giusto modo presso la propria attività commerciale, la propria struttura turistica, o la propria azienda con un sito ad hoc in russo, e attività di marketing digitale attraverso il motore di ricerca russo Yandex e i social network russi, fra i quali VK. Loro parlano poco inglese e comunque preferiscono trovare informazioni nella loro lingua madre" Anche i dati ENIT dal MITT di Mosca confermano il trend: "I viaggi all’estero dei turisti russi, big spender e amanti dello shopping e del lusso, sono cresciuti del 33,7%, e di ben il +67% quelli verso l’Italia che raggiunge il podio al terzo posto dopo Turchia e Thailandia con 804 mila viaggi (+19% sul 2017), superando i 780 mila della Spagna. La propensione a spendere fa scegliere esercizi alberghieri nell’80,6% dei casi e non si accontentano: il 45% si orienta sull’extra lusso".





La Cna convinta: “L’impennata del surplus commerciale grazie anche alle Pmi”

S’impenna l’attivo della bilancia commerciale italiana. A maggio cresce di quasi due miliardi rispetto al 2018. E nei primi cinque mesi del 2019 l’incremento supera i 16 miliardi sullo stesso periodo dell’anno scorso. In dettaglio, il risultato di maggio è migliorato di 1,908 miliardi da maggio 2018 a maggio 2019 attestandosi a +5,347 miliardi. E ha raggiunto un surplus di 16,340 miliardi nei primi cinque mesi di quest’anno.  A trainare il buon momento del Made in Italy la farmaceutica e i settori a più alta densità di imprese artigiane, piccole e medie.

A maggio le esportazioni italiane sono cresciute dell’1,3 per cento su aprile e dell’8 per cento su maggio 2018. Nei primi cinque mesi dell’anno la crescita si attesta al 4 per cento. Per trovare un aumento tendenziale maggiore bisogna andare indietro a ottobre 2018 (su ottobre 2017). Anche le importazioni hanno un segno più davanti, a dimostrazione del momento di vivacità economica, ma meno evidente: +0,7 per cento su base mensile e +3,4 per cento su base annua.

Il contributo più ampio all’exploit dell’export tricolore viene dalle vendite all’estero dell’industria farmaceutica: +49.8 per cento. A tallonare questo settore tradizionalmente trainante dell’industria e delle esportazioni italiane anche settori dove sono tantissime le piccole imprese: abbigliamento (+19,8 per cento), agroalimentare (+9,4 per cento), prodotti in metallo (+6,6 per cento). Di particolare rilievo l’incidenza dell’agroalimentare, per le dimensioni del comparto sull’economia nazionale.

Nei primi cinque mesi del 2019 l’aumento del 4 per cento è determinato ancora una volta principalmente dalla farmaceutica (+26,5 per cento) e subito dopo da settori ad alta presenza di imprese artigiane, piccole e medie: tessile-abbigliamento (+8,4%), agroalimentare (+8,3 per cento) e prodotti in metallo (+4,9 per cento).

Disaggregando per aree geografiche l’andamento delle esportazioni italiane si rileva che la crescita è suddivisa quasi equamente, in termini percentuali, tra Eurozona (+8,1 per cento) ed extra-Ue (+7,8 per cento). E i Paesi che più contribuiscono al surplus sono Svizzera (+21,4 per cento), Usa (+16 per cento), Francia e Germania (+8,4 per cento).

 





Il Rapporto Excelsior (Unioncamere) disegna gli scenari per l’occupazione di diplomati e laureati

È tempo di scelte per i nostri diplomati che devono decidere se proporsi sul mercato del lavoro o proseguire il percorso di studi. Le tendenze della prima metà dell’anno sembrano confermare le positive indicazioni sui contratti che le imprese intendevano stipulare nel 2018: circa 1,6 milioni quelli destinati ai diplomati. Anche per i laureati però ci sono buone opportunità e le indicazioni finora emerse confermano che si dovrebbe superare la quota di 550mila contratti in cui è richiesto il possesso di una laurea. Questi ed altri dati emergono dagli approfondimenti tematici del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal. 


Tra i diplomi più richiesti dalle imprese spiccano quelli ad indirizzo amministrativofinanziario e marketing, seguiti dallindirizzo meccanico e meccatronico, dal settore turistico ed enogastronomico, dallelettronica ed elettrotecnica e dall’informatica e telecomunicazioni.Tra le professioni di sbocco per i diplomati, il 51,8% dei disegnatori industriali è difficile da reperire; difficoltà anche superiori si registrano per i tecnici elettronici (57,7%) e per gli elettrotecnici (71,5%). 


Per quanto riguarda i laureati, la richiesta da parte delle imprese interessa principalmente gli indirizzi economico e, a seguire, ingegneria, insegnamento, formazione, sanitario e paramedico. Anche in questo caso le difficoltà di reperimento per i profili di sbocco dei laureati sono spesso elevate: 48,4% per gli specialisti nei rapporti con il mercato, il 52,5% per gli ingegneri energetici e meccanici e il 64,8% per gli analisti e progettisti di software. 

 

 





Pernigotti, buone notizie dal tavolo di crisi aperto al Mise

“È necessario accelerare per la reindustrializzazione del sito di Novi. Lo stato di avanzamento presentatoci è ancora solo una tappa di un percorso ancora non terminato". A dichiararlo è Sara Palazzoli, segretaria della Flai Cgil nazionale, al termine del tavolo al Mise che si è svolto mercoledì 17 luglio sulla vertenza. 

"C’è bisogno di portare a sintesi i progetti che ci sono stati presentati, su cioccolato/torrone e gelati per dare risposte alle lavoratrici e lavoratori, tutelando i livelli occupazionali e scrivere il futuro dello stabilimento”, aggiunge Palazzoli. “La comunicazione dell’azienda di riprendere la produzione al fine di dare continuità a chi subentra è un segnale importante, che dovrà essere definito nell’incontro della prossima settimana con le organizzazioni sindacali Territoriali e le Rsu. C’è bisogno di ricostruire un clima di fiducia tra i lavoratori per scrivere il futuro del sito produttivo”.

“Bene - conclude Palazzoli- l’impegno del Ministero a riconvocarci per settembre per capire lo stato di avanzamento con l’auspicio di avere la firma degli accordi preliminari, che dovranno dare il via per scrivere una nuova pagina del sito di Novi”.

 





Narcotraffico, smantellato cartello criminale che gestiva i traffici tra Sicilia e Sudamerica

Militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Messina hanno arrestato undici persone accusate di far parte di un’organizzazione criminale che gestiva un traffico internazionale di cocaina tra il Sudamerica e la Sicilia. Delle persone finite in manette, nove sono state condotte in carcere e due poste agli arresti domiciliari. Tra gli arrestati figura anche Ramirez Della Rosa, ex fidanzato di Marysthel Polanco. L’uomo, noto come Emilio, era stato già arrestato in passato per narcotraffico. Nell’appartamento milanese in cui viveva con la Polanco furono trovati quasi due chili di cocaina nascosti in garage, oltre a denaro e documenti falsi. La Polanco, dominicana con un passato da showgirl e modella, non era stata però indagata. Attualmente è imputata per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.

 




‘ndrangheta, 14 fermi in Calabria. Smantellata una ‘ndrina vicina al clan Commisso

‘ndrangheta, 14 fermi in Calabria. Smantellata una ‘ndrina vicina al clan Commisso 

La polizia ha fermato 14 persone affiliate alla "’ndrina Muia", federata alla potente cosca Commisso di Siderno. Le accuse sono di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale. L’operazione, compiuta su scala internazionale, è coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. Gli investigatori hanno eseguito anche numerose perquisizioni in Calabria, Emilia-Romagna e Liguria. Nell’operazione sono stati impiegati oltre 150 agenti.
 Per la prima volta è stato documentato il modus operandi dell’organizzazione criminale. Un’articolazione della cosca Muià operante in Canada, riferibile alla locale di Siderno, è governata da un organismo (il "Crimine di Siderno") composto da più soggetti che, per preservare l’operatività rispetto ai problemi legati alla pressione investigativa operata contro la ’ndrangheta in Italia, è stato "abilitato" a riunirsi ed assumere decisioni anche in territorio estero. La lotta alla ’ndrangheta è stata portata avanti dai carabinieri anche su un altro fronte. I militari dell’Arma di Tropea hanno infatti fermato due persone accusate in concorso di estorsione. In manette sono finiti un esponente apicale della famiglia di ’ndrangheta dei Mancuso e un suo complice.

 





Assenteismo in ospedale/2 -13 arresti e 60 denunce a Bari

Assenteismo in ospedale/2. 13 arresti e 60 denunce a Bari

I carabinieri hanno arrestato 13 persone nell’ambito di un’operazione contro un caso di assenteismo presso l’ospedale civile San Giacomo di Monopoli (Bari). In tutto sono una trentina gli indagati per concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato commessa in violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio, false attestazioni e certificazioni sulla propria presenza in servizio, falso ideologico e peculato.

 

 





Assenteismo in ospedale/1- Al Cardarelli di Napoli finiscono nei guai in sessanta

La procura di Napoli ha notificato 62 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti dipendenti dell’ospedale Cardarelli che dopo avere timbrato abbandonavano il posto di lavoro. I "furbetti" sono stati immortalati dalle telecamere installate dagli investigatori mentre marcavano il badge anche per i colleghi. Per loro si ipotizza il reato di truffa e la violazione della cosiddetta "legge Brunetta".

Gli impiegati timbravano e lasciavano l’ospedale per seguire altre attività private. Nei video, ripresi dalle telecamere installate dai poliziotti nei pressi del dispositivo marcatempo di uno solo degli ingressi dell’ospedale, si vede anche un giovane tra 12 e i 13 anni, che indossa un cappellino di colore scuro, figlio di una dipendente del Cardarelli, che "timbra" il badge per conto della madre la quale, quel giorno, invece di andare a lavorare, è rimasta a casa. I dipendenti ora rischiano il licenziamento in tronco.





Sicurezza, i numeri delle imprese in Italia

Porte blindate, casseforti, sistemi di allarme e vigilanza: sono 1.854 le imprese che in Lombardia nel 2019 si occupano della sicurezza della casa per un business di circa 1,5 miliardi di euro, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su fonte registro imprese al primo trimestre 2019 relativi alle sedi di impresa attive. Un settore che pesa sul totale italiano di 9.502 imprese che hanno un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro. Sono circa 1.300 imprese di installazione e manutenzione di impianti elettronici e posa in opera e riparazione di casseforti e porte blindate, quasi 500 servizi di vigilanza, 93 imprese di fabbricazione di casseforti, forzieri, porte metalliche blindate in Lombardia su un totale di circa 6 mila, circa 3 mila e 451 in Italia. La maggior concentrazione di “imprese della sicurezza” si registra a Milano con 779 attività (+3% in un anno, +18% in cinque anni), seguita da Brescia con 198, Monza e Brianza con 181. In un anno il settore sicurezza cresce del +1% in Lombardia e in Italia, in cinque anni del +8% in regione e nel Paese. Settore maschile e lavori artigianali. I titolari di servizi di vigilanza ed investigazione sono in prevalenza uomini mentre sono giovani in oltre un caso su venti. Circa la metà sono gli artigiani. Ha dichiarato Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Cresce l’attenzione per la sicurezza da parte di famiglie e imprese, come mostrano i dati della Camera di commercio su sistemi tecnici e professionisti specializzati dedicati a difendere proprietà, luoghi e persone e a favorire una maggiore tranquillità nelle attività quotidiane. In questo contesto sono importanti per raggiungere risultati positivi il presidio sul territorio e l’organizzazione delle imprese, a partire dai mestieri artigiani dedicati alla sicurezza”. Ha dichiarato Vincenzo Mamoli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “L’artigianato è centrale nelle imprese del settore sicurezza, oltre a rappresentare circa la metà delle aziende dedicate. Sono impegnati soprattutto nell’installazione dei dispositivi, sempre più innovativi e aggiornati. Si tratta di circa mille imprese artigiane in Lombardia su quattromila in Italia, di cui circa 350 a Milano e circa 500 tra Milano, Monza Brianza e Lodi. Dei diecimila addetti italiani nel settore, duemila sono in Lombardia e oltre seicento a Milano”. In Italia sono 9.502 le imprese che si occupano della sicurezza. Un settore in crescita del +1% in un anno. Prime tra le province: Roma con 852 attività, specializzata soprattutto in fabbricazione di casseforti e porte blindate e vigilanza, +22% in cinque anni, poi Milano con 779 attività, ma prima per giro d’affari con circa 700 milioni di euro all’anno, che si distingue per installazione e manutenzione di impianti elettronici, casseforti e porte blindate. Vengono poi Napoli con 454 imprese, +2% in un anno e + 11% in cinque, Torino con 390 imprese.





Almaviva Contact, in bilico 1600 posti di lavoro, manifestazioni a Palermo e tavolo di crisi al Mise

Nuovo tavolo al Mise e presidi a Palermo per la vertenza di Almaviva Contact. Una mobilitazione necessaria vista la gravità della situazione nella più grande azienda privata della città siciliana, dove i posti di lavoro a rischio sono diventati 1600, un’enormità. L’azienda martedì 16 luglio in Sicindustria ha confermato infatti l’apertura della procedura di mobilità a partire dalla prima decade di settembre e ha annunciato l’aumento degli esuberi di altre 300 unità, fino a raggiungere appunto il numero di 1600 operatori. Almaviva ha comunicato ai sindacati i dati economici relativi al primo semestre della sede di Palermo, che evidenziano una perdita di 5,7 milioni di euro. Inoltre, l’azienda ha informato la delegazione sindacale che, tranne alcuni aumenti temporanei che riguarderanno esclusivamente i mesi di luglio e agosto, i committenti non hanno proposto nessun incremento di volumi utile a consolidare l’occupazione nel sito palermitano. In prospettiva, è stato annunciato un ulteriore calo dei volumi da settembre in poi.

“Continuiamo a essere molto preoccupati. L’appuntamento di oggi al ministero è assolutamente necessario, ma si tratta di un incontro generico sul settore. Non si intravede ancora nessuna soluzione per risolvere il dramma dei 1600 esuberi annunciati da Almaviva – dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso - Pensiamo che quelle indicate dalla Slc Cgil, la lotta alle delocalizzazioni, la certezza dei contratti e il fondo strutturale siano le uniche azioni per poter risolvere i problemi di questo settore e soprattutto di Almaviva”.

Rosso lamenta anche le mancate risposte da parte della Regione siciliana. “Il destino di 4500 famiglie siciliane non può assolutamente essere lasciato al caso – sostiene il segretario della Slc palermitana - ma c’è bisogno di un progetto e di una politica industriale seria per questo che ormai è il lavoro del futuro e dei servizi”.

Lanciamo un grido d’allarme a tutte le istituzioni – conclude Rosso - perché capiscano quanto seria è la crisi di questa azienda e di tutto il comparto dei call center. Ad Almaviva chiediamo un impegno di sviluppo, investimenti concreti, il rinnovamento delle attività a Palermo e un futuro di lavoro pregiato sempre più legato all’information technology”.

 





Esodo estivo, Coldiretti/Ixe: "4 italiani su 10 sfidano code e bollini rossi"

Più di 4 italiani su 10 (42%) sui 39 milioni in viaggio per le vacanze 2019 sfidano le previsioni sul traffico e non si fanno spaventare da bollini neri o rossi. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè sull’estate 2019 diffusa in occasione della presentazione del piano di Viabilità Italia per l’esodo estivo al Ministero dell’Interno, con il capo della Polizia Franco Gabrielli, il direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato Prefetto Armando Forgione e i vertici di Anas, Aiscat e Autostrade per l’Italia. Le strade delle vacanze quest’anno saranno contrassegnate – sottolinea Coldiretti - con ’bollino nero’ la mattina di sabato 3 agosto e di sabato 10 agosto, mentre sarà bollino rosso nell’ultimo fine settimana di luglio e negli altri weekend del mese di agosto. A motivare la scelta di chi – spiega Coldiretti - decide di partire comunque nonostante i rischi di lunghe code, soprattutto sulle autostrade, c’è spesso il fatto di poter godere solo di periodi limitati e prestabiliti di ferie, che costringono a sfruttare al massimo i giorni a disposizione. L’86% dei vacanzieri si metterà in viaggio – sottolinea Coldiretti – verso una località del Belpaese. Sarà il mare a fare la parte del leone per 7 italiani su 10 (70%), la maggior parte dei quali si riverserà sulle autostrade della linea Adriatica e Tirrenica. Subito a seguire la montagna ma l’estate 2019 vedrà anche – precisa la Coldiretti – la ricerca di alternative meno affollate con la campagna che è scelta dall’8% dei turisti. La spesa media destinata dagli italiani alle vacanze estive è di 779 euro per persona in aumento del 5% rispetto allo scorso anno. Un terzo degli italiani (33%) – sottolinea la Coldiretti – resterà comunque al di sotto dei 500 euro di spesa, il 42% tra i 500 ed i 1000 euro, il 18 % tra i 1000 ed i 2000 euro mentre percentuali più ridotte supereranno questo limite. Oltre la metà degli italiani o – continua la Coldiretti – ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell’ordine anche alberghi, bed and breakfast, villaggi turistici e gli agriturismi che nelle 23mila strutture fanno segnare un aumento del 3% rispetto allo scorso anno grazie alla qualificazione e diversificazione dell’offerta, ma anche all’ottimo rapporto tra prezzi/qualità. Per individuare la struttura migliore il consiglio è di rivolgersi – spiega la Coldiretti – a siti come www.campagnamica.it o scaricando la nuova App di Campagna Amica che permette di scegliere le strutture dove poter soggiornare nei più bei paesaggi della campagna italiana, i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare, a partire dai Sigilli, i prodotti della biodiversità salvati dall’estinzione, ma anche i ristoranti che offrono menù con prodotti acquistati direttamente dagli agricoltori.





Conte si smarca: “Non mi presterò ad operazioni opache ed ambigue”

 “Prendo atto che nel dibattito pubblico si intensificano le congetture su scenari futuribili e su nuove maggioranze di governo, alcune delle quali mi vedrebbero personalmente coinvolto” e se “questa esperienza di governo dovesse interrompersi in via anticipata, non mi presterò, tuttavia, a operazioni opache o ambigue”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in una lettera a Repubblica sul presunto asse Pd-M5S per un nuovo governo. “Assicuro che il percorso si realizzerà in modo lineare e trasparente, nelle sedi appropriate, per rispetto del Parlamento e dei cittadini. Posso compiere errori di valutazione e rivelarmi mancante nell’azione, ma è certo che sino a quando avrò responsabilità di governo mi batterò affinché tutti i cittadini possano recuperare piena fiducia nelle istituzioni di governo, e affinché le istituzioni, tutte le istituzioni, possano meritare questa fiducia. Su questo non transigo e mai transigerò”.

 

 





Salvini avverte il M5S: “Se dicono altri tre no cambia tutto”. Replica di Di Maio: “Questo è l’unico Governo possibile”

“Io non credo alle finestre e non credo che restino solo due o tre giorni. Dieci? Neanche, non è così stretta. Poi c’è l’autonomia, la riforma della giustizia, la manovra. Con questi tre passi vado avanti, con tre no cambia tutto”, così il ministro degli Interni e vicepremier Matteo Salvini in un’intervista al Corriere della Sera sulla tenuta con gli alleati del M5S. Cade il governo? “È una scelta dei 5 Stelle, le cose o si fanno o non si fanno. Mi auguro che il loro voto a Merkel e Macron non significhi una manovra alla Monti. Il buongiorno si vede dal mattino e io non so se Ursula von der Leyen sta lì che aspetta di fare crescere l’Italia. Fra qualche mese chiederemo conto a chi l’ha votata, perché avremmo potuto cambiare la storia”. Ma “certo, se questi vanno avanti a far così… e Salvini batte le mani tre volte, come a dire che “è finita”. Poi la replica indiretta del collega Vicepremier e Capo politico del M5S Di Maio in una intervista al Corriere della Sera:  “Per noi il governo va avanti se fa le cose per gli italiani e se agli italiani dice la verità. Francamente non vedo litigi, vedo solo continui attacchi al M5S. Una volta sul salario minimo, un’altra sull’Europa, è un continuo e mi dispiace, ma se si fanno le cose per il Paese il governo va avanti 4 anni”. Sul caso europeo e l’elezione della presidente della Commissione von der Leyen: “Nessuno si è scontrato, noi non ci siamo scontrati, siamo stati attaccati ingiustamente. Dovrebbe chiedere alla Lega perché ha cambiato idea all’ultimo minuto. Dovrebbe chiedere loro perché hanno attacco noi e non Orbán, che sono loro alleati e hanno votato la von der Leyen. Ecco, attaccassero Orbán invece che il M5S. Pensi che alcuni europarlamentari leghisti hanno anche candidamente ammesso di aver dissimulato. Quindi che dobbiamo pensare?”.

 





Inps, aumento record cassa integrazione

Nel mese di giugno 2019 le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 27,6 milioni, in aumento del 42,6% rispetto allo stesso mese del 2018 (19,3 milioni). Lo comunica l’Inps. In particolare "il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a giugno 2019 è stato pari a 18,8 milioni, di cui 5,2 milioni per solidarietà, registrando un incremento pari al 99,8%" su anno. Gli interventi in deroga sono stati invece pari a circa 0,6milioni di ore autorizzate, con un incremento del 451,7%".





Amatrice, la visita di Mattarella nelle zone terremotate: "Ricostruire tutto"

"Il sogno della ricostruzione non deve esaurirsi nella scuola, ma andare avanti su tutti i fronti. E rimuovere così il segno di precarietà. Ciò vale per tutte le aree terremotate". Così il presidente Mattarella al campus di Amatrice. "In questo impegno si gioca il futuro dell’Italia - aggiunge- ma bisogna agire con velocità in tutti i suoi versanti: ospedali, beni culturali e di culto, piste produttive. In questo impegno si gioca il futuro dell’Italia. Le aree interne del Paese sono protagoniste e vanno tutelate", ha detto.





G7, intesa su tassazione giganti del web

I ministri delle Finanze dei Paesi del G7 hanno trovato un’intesa sull’urgenza di una web tax. Lo ha annunciato il ministro francese dell’Economia Le Maire, al termine del G7 a Chantilly (Francia). Il consenso è stato raggiunto sulla possibilità di tassare i giganti del web anche nei Paesi in cui non hanno una presenza fisica, per evitare fenomeni di elusione. Nel documento finale si sottolineano anche le "forti preoccupazioni regolatorie e sistemiche" legate alle monete digitali.