Niente sconti al Governo e a Toninelli. Confermati gli scioperi del 24 e del 26 luglio

Il ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha chiesto ai sindacati di rinviare lo sciopero del 24 e del 26 nei Trasporti dopo quanto successo sulla rete ferroviaria, bloccata per ore. Per tutta risposta i sindacati hanno detto che non ci sono le condizioni per un rinvio. A quanto si apprende, al tavolo con i sindacati al Mit, il ministro ha assicurato il suo impegno personale a risolvere i problemi del settore attraverso l’attivazione di una serie di tavoli specifici. Mercoledì 24 luglio lo sciopero interesserà tutti i settori, il trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e logistica, il trasporto marittimo e i porti, le autostrade, i taxi, l’autonoleggio. Nel tpl e nel trasporto extraurbano, lo sciopero, nel rispetto delle fasce orarie di garanzia, si svolgerà, secondo modalità locali. Tra le principali città, a Milano dalle 18 alle 22, a Torino dalle 18 alle 22, a Genova dalle 11.30 alle 15.30, a Venezia dalle 10 alle 13, a Bologna dalle 11 alle 15, a Firenze dalle 18 alle 22, a Perugia dalle 17:30 alle 21:30, a Roma dalle 12.30 alle 16:30, a Napoli dalle 9 alle 13, a Bari dalle 12.30 alle 16:30, a Palermo dalle 9.30 alle 13.30. Nel trasporto ferroviario sarà di 8 ore dalle 9.01 alle 17.01. Stop mezzo turno per ogni turno nel settore degli appalti delle attività di supporto al trasporto ferroviario. Nel trasporto merci e logistica sarà di 4 ore per le aziende che effettuano servizi pubblici essenziali e articolato, a secondo modalità territoriali, per tutte le altre aziende. Nel trasporto marittimo il personale viaggiante sui collegamenti con le isole maggiori si asterrà dal lavoro, nell’arco dell’intera giornata, da mezz’ora prima delle partenze e per 24 ore quello viaggiante sui collegamenti con le isole minori. Saranno garantiti le linee ed i servizi essenziali. Inoltre subiranno ritardi di 24 ore alla partenza i traghetti e le navi da carico presenti nei porti nazionali. Stop per un intero turno di lavoro, per un massimo di 12 ore, degli addetti ai servizi tecnico nautici di rimorchio portuale, ormeggio, battellaggio e pilotaggio. Nei porti astensione per un’intera prestazione giornaliera di tutti i lavoratori, dipendenti/soci imprese art 16, 17 e 18 Legge 84/94 e dipendenti della Autorità di sistema portuale. Sciopero nei porti per un’intera prestazione, fino a 12 ore, anche per guardie ai fuochi, ormeggiatori e barcaioli. Nelle autostrade stop nelle ultime 4 ore del turno per il personale addetto agli impianti, alla sala radio e alla viabilità sottoposto alla legge 146 sullo sciopero mentre per un intero turno per il restante personale. Sciopero di 4 ore a fine turno anche per il personale Anas turnista delle sale e operativo sulle strade e per l’intera giornata il restante personale. Si fermano per una giornata di lavoro gli addetti ai servizi di trasporto funerario. Stop di 4 ore, a fine turno anche per gli addetti al noleggio auto, sosta e soccorso stradale e articolato all’interno dei turni nell’arco delle 24 ore per gli addetti al servizio taxi.  Venerdì 26 luglio sciopero di 4 ore nel trasporto aereo, ad esclusione dei controllori di volo di Enav, dalle 10 alle 14. Nel giorno dello sciopero del 24 luglio si terranno presidi presso le prefetture delle principali città ed a Roma, a piazzale di Porta Pia, davanti la sede del Ministero dei Trasporti, a partire dalle 10.





Novità M5S, Di Maio pensa al ‘Mandato zero’ per riorganizzare il suo Movimento. Consultazione su Rousseau il 25 e 26 luglio

Dal M5S arriva il "mandato zero" ed è la novità che, più di tutte, in tema di riorganizzazione del Movimento, fa discutere i militanti ed i dirigenti di questo partito. Ad annunciarlo, assieme all’apertura alle liste civiche, è stato il capo politico Luigi Di Maio, lanciando la riorganizzazione del Movimento. "Il primo dei due mandati" per i consiglieri comunali previsto dallo Statuto 5 Stelle "che non si conta, cioè non vale", ha spiegato il vicepremier. Una "buona regola" secondo il sindaco di Torino, Chiara Appendino, che ha affermato che non si ricandiderà. Gli iscritti sono chiamati ad esprimersi nel corso dell’assemblea annuale convocata su Rousseau per il 25 e 26 luglio. Il tetto dei due mandati riguarda solo ed esclusivamente i consiglieri comunali e municipali, ma è comunque una vera e propria rivoluzione per chi milita nel Movimento. "Se vieni eletto consigliere comunale o di municipio al primo mandato e lo completi, poi decidi di ricandidarti e non diventi né presidente di municipio né sindaco, allora quello precedente non vale", ha ribadito il ministro del Lavoro. Con una priorità: "Non disperdere l’esperienza che un consigliere comunale matura durante il suo mandato e che può portare in altri contesti, ad esempio in Regione, in Parlamento, in Europarlamento". I consiglieri comunali "sono la stragrande maggioranza dei nostri eletti e ogni giorno portano avanti le battaglie del M5s, molto spesso da soli, con decine e decine di atti da studiare e da seguire", ha proseguito Di Maio. La riflessione, ad ogni modo, abbraccia una gamma ben più ampia di ragioni. Prima fra tutte la difficoltà a sbloccare le coalizioni con le liste civiche in tutta Italia: "Secondo me non siamo ancora pronti", ha ammesso il vicepremier. Visto che a suo modo di vedere "le civiche molto spesso sono serbatoi di voti che nascono due mesi prima delle comunali o delle regionali e scompaiono il giorno dopo le elezioni".

 





Arata, nuove intercettazioni: “I politici? Quando li usi li paghi”

"Un po’ i politici li conosciamo ma sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi, basta! Non c’è l’amico politico, non c’è l’amicizia in politica". E’ quanto afferma Paolo Arata, indagato per corruzione, in un’intercettazione, parlando con un imprenditore. Gli inquirenti scrivono negli atti che Arata "pur non facendo esplicito riferimento alla tangente ma recando riferimento a Siri, esternava l’eloquente considerazione". Paolo e Federico Arata tentarono di avvicinare, senza riuscirci, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tramite l’ambasciatore americano, al fine di fare ottenere ad Armando Siri un incarico governativo. E’ quanto emerge dall’informativa della Dia. "Nella serata del 17 maggio 2018, Federico Arata chiama il padre Paolo dicendogli senza mezzi termini - si legge nell’informativa - che Armando Siri lo aveva chiamato poco prima chiedendogli di contattare l’ambasciatore americano in Italia (verosimilmente Lewis Michael Eisenberg) affinché costui intervenisse sul presidente Mattarella per ’sponsorizzarlo’ per un incarico governativo, poi aggiungeva che aveva provato a chiedere a cardinale Raymond Leo Burke di avvicinare il suddetto ambasciatore, senza ottenere l’effetto sperato, atteso che il cardinale gli aveva riferito di non avere rapporti con quel diplomatico". Poi sul punto parla anche il Vicepremier Di Maio: “Ho sentito tramite alcune notizie di stampa che c’è stato un momento, mentre si stava formando il governo, in cui qualcuno come Arata ha dichiarato telefonicamente di volermi controllare nominando un sottosegretario o uno nel mio gabinetto al ministero degli esteri perché si diceva che Di Maio dovesse andare al ministero degli Esteri. Hanno provato a pilotare la mia nomina da ministro: è un fatto gravissimo. Se qualcuno esterno al governo – ha proseguito – ha provato in qualche modo a orientare le scelte del governo e a manipolarle su questo si deve fare la massima chiarezza. Chiederò alla magistratura la massima chiarezza, anche se ci sono stati altri tentativi di intervento nei nostri riguardi”. “Noi siamo molto tranquilli, io sono tranquillo perché M5s ha bloccato gli emendamenti sull’eolico che voleva quel signore, Arata, forse per conto di Nicastri ma se qualcuno ha provato a controllare e sabotare l’azione di M5s al governo vogliamo massima chiarezza”, ha concluso.

 

 




Sindaco della Lega finisce ai domiciliari ad Apricena (Foggia)

 Il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, esponente della Lega, è stato arrestato e posto ai domiciliari insieme con altre due persone nell’ambito di una indagine della procura di Foggia su presunte irregolarità nelle gare per l’aggiudicazione di commesse pubbliche. Gli altri due arrestati sono un altro amministratore pubblico e un imprenditore. L’ordinanza cautelare riguarda in tutto 15 persone: gli altri 12, tra pubblici ufficiali e professionisti, sono stati sottoposti a misure di natura interdittiva.
    Le indagini, condotte dalla guardia di finanza, sarebbero partite dopo una denuncia su irregolarità nelle gare d’appalto nelle quali, secondo l’accusa, sarebbe stato favorito un imprenditore molto vicino al sindaco Potenza. Nel corso delle indagini sono stati accertati reati di natura fiscale, fatturazione per operazioni inesistenti, false dichiarazioni di redditi. I militari avrebbero anche accertato un episodio di concussione.

 

 





Renzi avverte: “Non voterò accordi con il M5S”

Renzi avverte: “Non voterò accordi con il M5S”

"Niente alleanza con M5S. Dobbiamo essere tutti chiari e chiudere definitivamente questa strada. Siamo stati alleati con Berlusconi, ma almeno lui non ci ha mai messo Toninelli come ministro dei Trasporti". Lo ha detto il vicepresidente della Camera del Pd Ettore Rosato su Radio Cusano Campus, riguardo l’ipotesi di alleanza con il M5s rilanciata da Franceschini. Categorico Matteo Renzi: "E’ chiaro che non starò mai in un partito che fa un accordo con i 5 Stelle". Più possibilista appare Luigi Zanda, tesoriere Dem, che afferma: "E’ però giusto provare a scar"L’importante è essere tutti chiari e chiudere definitivamente questa strada - ha affermato Rosato -. In politica è normale dialogare con tutti, però bisogna fare alcune scelte forti. Quando c’e’ un partito come il M5S che chiede l’impeachment per il Capo dello Stato quando qualcosa non gli piace, quando vota tutto quello che fa Salvini, mi chiedo dove sia il terreno comune tra noi e il Pd? Non c’è". "Passano la giornata a insultare noi anziché governare. Mi sembra sia preclusa qualsiasi strada di governare con loro. Sulla legalità e la trasparenza codificano per gli altri, mai per loro. Parlavano di dirette web e non ne abbiamo vista neanche una, tranne quella con Bersani. E’ l’ipocrisia di gente che è solamente attaccata alla loro poltrona".

Zanda invece invoca la real politik, e si domanda: - "Chi di noi può augurarsi che la Lega e i 5Stelle restino per sempre alleati tra di loro?". "Nessuno nel Pd oggi pensa ad alleanze, collaborazioni o governi con i 5Stelle, ma proprio nessuno, a partire dal vertice del partito", precisa.

"Parlare anche tra avversari in politica è sempre necessario", aggiunge. Serve "un’azione politica e il confronto sul merito dei problemi con tutti".

No infine, senza se e swenza ma da parte di Carlo Calenda, che afferma senza mezzi termini: "Se il Pd sigla un’alleanza con il M5s io me ne vado subito". "Io non intendo fare la scissione, voglio allargare e non spaccare il Partito. Ma se non si esclude in modo definitivo da qui alle elezioni un governo con M5s, cambia tutto. Il problema di fare una cosa diversa per me c’è, se il nodo non viene sciolto".

 




Riforma fiscale, incontro tra Conte e le parti sociali

 

Parti sociali da Conte sulla riforma fiscale

 

Il Premier, Giuseppe Conte, ha convocato di nuovo i sindacati a Palazzo Chigi giovedì 25 luglio. Oggetto della riunione, cui sono stati invitati Cgil, Cisl e Uil, la "riforma fiscale". L’incontro si svolgerà nel pomeriggio, alle 16, nella Sala Verde di Palazzo Chigi.

Anche il mondo delle imprese farà il suo ingresso a Palazzo Chigi, anche se si tratterà di poci privilegiati, visto che nelle sale della Presidenza avranno la possibilità di entrare solo 10 sigle, basti pensare che Salvini nell’incontro con le parti sociali ne aveva incontrate 43. "La convocazione a palazzo Chigi e l’avvio di un confronto tra governo e parti sociali è per noi un fatto positivo, frutto anche della riuscita delle iniziative di mobilitazione promosse da Cgil, Cisl e Uil". Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. "Il nostro obiettivo sarà di avviare una discussione, concreta, stringente e costruttiva che parta dai bisogni reali dei giovani, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati. E sia in grado di affrontare i nodi economici e sociali del Paese in vista della prossima legge di Bilancio".

 

 





Porto Ferraio (Elba), esplode palazzina vittime e feriti

Tre persone ferite, due dispersi. E’ il bilancio dell’esplosione di una palazzina a due piani a Portoferraio (Livorno) avvenuta questa mattina, probabilmente per una fuga di gas. I vigili del Fuoco accorsi sul posto sono riusciti ad estrarre vive tre persone. Sono in corso le ricerche di altre due persone. La coppia risulta residente a Livorno ma andava spesso all’appartamento che possedeva all’Elba, in via de Nicola, come spiegano i carabinieri anch’essi subito arrivati sul posto. All’Elba, per le ricerche della donna dispersa sono sbarcate poco fa anche le unità cinofile dei vigili del fuoco da Livorno.

 





Angeli e demoni, quattro bimbi su sette tornati a casa. L’inchiesta di Bibbiano va avanti.

 

Sono quattro su sette, per ora i minori che erano stati coinvolti nella maxi-inchesta denominata ‘Angeli e Demoni della Procura di Reggio Emilia che sono tornati nelle loro case. La decisione è stata presa dai giudici del tribunale per i Minorenni di Bologna che è stata resa pubblica solo oggi ed è stata presa dopo le verifiche e i controlli avviati dagli uffici giudiziari minorili su segnalazione della Procura reggiana di anomalie e illeciti da parte dei servizi sociali della Val d’Enza. "Entro i primi di agosto verrà approvata la proposta della Lega sulla commissione d’inchiesta delle Case famiglia". Lo ha annunciato dalla piazza del municipio di Bibbiano, il ministro dell’Interno Matteo Salvini. "Andremo fino in fondo, non solo sui 10mila bambini portati via alle famiglie in Emilia-Romagna, ma in tutta Italia. E’ una vergogna che ci sia chi fa business persino sulla pelle dei bambini", ha aggiunto.

Poi Salvini in questo caldo martedì si è recato di persona a Bibbiano:"Non avrò pace finché l’ultimo bambino, che sia stato sottratto ingiustamente a mamma e papà, torni alla sua famiglia. Se qualcuno ha sbagliato, e lo ha fatto sulla pelle di un bambino, deve pagare doppio", ha proseguito Salvini.

 

 




Cantone lascia l’Anticorruzione: “Ciclo finito, torno a fare il magistrato”

 

“Ho ritenuto fin dall’inizio il mandato di Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione una parentesi, per quanto prestigiosa ed entusiasmante. Adesso, dopo oltre cinque anni, sento che un ciclo si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo” scrive Cantone. Ecco alcuni stralci della lettera pubblicata sul portale dell’Autorità Anticorruzione: "Sento che un ciclo si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo". Cantone ha fatto richiesta per rientrare in magistratura, "che ho sempre considerato la mia casa". "Tornerò all’Ufficio del massimario presso la Cassazione". Nel testo Cantone ricorda come nei mesi scorsi avesse già presentato al Csm la candidatura per un incarico direttivo presso tre uffici giudiziari. Ma "nelle ultime settimane le dolorose vicende da cui il Csm è stato investito hanno tuttavia comportato una dilazione dei tempi tale da rendere non più procrastinabile una decisione". Per questo, annuncia, "nella mattina di oggi, con alcuni mesi di anticipo, ho dunque avanzato formale richiesta di rientrare nei ruoli organici della magistratura: un atto che implica la conclusione del mio mandato di Presidente dell’Anac, che diverrà effettiva non appena l’istanza sarà ratificata dal plenum del Csm. Tornerò pertanto all’Ufficio del massimario presso la Corte di Cassazione" dove Cantone prestava servizio prima di essere designato alla guida dell’Anac. La magistratura vive una fase "difficile", che "mi impedisce di restare spettatore passivo". Così Cantone nella lettera in cui annuncia che lascia l’Anac e rientra in magistratura. "E’ una decisione meditata e sofferta" ma "credo sia giusto rientrare in ruolo in un momento così difficile per la vita della magistratura".  "Assistere a quanto sta accadendo, senza poter partecipare concretamente al dibattito interno - scrive Cantone - mi appare una insopportabile limitazione, simile a quella di un giocatore costretto ad assistere dagli spalti a un incontro decisivo: la mia indole mi impedisce di restare uno spettatore passivo, ancorché partecipe".

 





Coabitazione solidale, ok alle linee guida per assegnazione a canoni concordati

È pubblicata sul sito di Roma Capitale la delibera di Giunta Capitolina con le linee di indirizzo per l’assegnazione in locazione in coabitazione a canone concordato di unità immobiliari del patrimonio disponibile di Roma Capitale.

La delibera nasce per fornire ulteriori strumenti per contrastare il disagio sociale e i processi di indebitamento e di impoverimento che molte famiglie, sul territorio della città di Roma, sono costrette ad affrontare per assicurarsi un alloggio.

A questo si aggiunge il progressivo aumento della domanda abitativa che l’Amministrazione intende affrontare – oltre che con le azioni già poste in essere – anche attraverso misure alternative come il modello della cosiddetta Coabitazione Solidalecaratterizzato dalla condivisione abitativa, da parte di più individui, di un medesimo alloggio appartenente al patrimonio disponibile di Roma Capitale.

La delibera capitolina prevede una prima fase sperimentale di 3 anni secondo modalità e criteri dettati dalle Linee di indirizzo individuate dall’Amministrazione.

 

Per poter essere inserito nell’elenco degli ammessi alla coabitazione è necessario non aver superato i 65 anni di età e si dovrà appartenere a una o a più di una tra le seguenti categorie:

-        separati non assegnatari della casa coniugale;

-        famiglie monoparentali con figli minori;

-        studenti universitari regolarmente in corso;

-        persone con disabilità;

-        neomaggiorenni già presi in carico dal sistema di accoglienza di Roma Capitale

         (case famiglie, famiglie affidatarie) fuoriusciti dal circuito da non oltre 12 mesi;

-        donne vittime di violenza;

-        persone transitate per il circuito di accoglienza di Roma Capitale;

-        persone sole con meno di 35 anni.

 

L’intero nucleo familiare deve avere un reddito complessivo annuo non inferiore a 6.000 euro lordi e non superiore ai 30.000 euro lordi secondo l’ultima dichiarazione ISEE. Per il coabitante il cui ISEE sia compreso tra 6.000 euro lordi e 9.000 euro lordi, sarà consentita una riduzione del canone concordato pari al 10%. Per pagare la locazione potrà essere utilizzato il contributo erogato per il reddito di cittadinanza da coloro che ne sono titolari.

 

Saranno individuati gli immobili del patrimonio capitolino disponibile, contenenti un numero adeguato di alloggi che abbiano caratteristiche compatibili per promuovere, sempre in via sperimentale, un primo Avviso pubblico destinato al progetto di Coabitazione Solidale. La lista degli immobili da destinare alla coabitazione sarà successivamente approvata dalla Giunta Capitolina.

 

Il progetto sperimentale di coabitazione solidale, fortemente voluto da questa Amministrazione, intende andare incontro a tutti coloro che, per i motivi più diversi, si trovano in difficoltà economiche per accedere al mercato immobiliare tradizionale. Molto spesso, infatti, anche un minimo imprevisto determina per tante persone uno stato di vulnerabilità abitativa. In questo contesto così delicato un progetto di coabitazione solidale, seppure al momento in fase sperimentale, diviene uno strumento di sostegno e di aiuto per fare in modo che chi ne usufruirà possa affrontare con serenità economica l’autonomia abitativa”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

 

Con l’approvazione da parte della Giunta del progetto sperimentale di coabitazione solidale intendiamo essere vicini alle persone che vivono particolari situazioni di vulnerabilità o per le quali le spese per l’abitazione incidono in modo pesante sul bilancio familiare. Auspichiamo, inoltre, che questa nuova forma dell’abitare, oltre che fornire una risposta ad un diritto specifico, possa avere un impatto positivo sulla coesione sociale e il benessere della nostra comunità”, dichiara l’assessora al Patrimonio e Politiche abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione.





Trasporto individuale persone con disabilità, pubblicato l’avviso per l’albo degli operatori

Trasporto individuale persone con disabilità, pubblicato l’avviso per l’albo degli operatori

l Dipartimento Mobilità e Trasporti ha pubblicato l’avviso per la costituzione di un Albo che includerà gli operatori abilitati all’erogazione del servizio di trasporto individuale delle persone con disabilità. 

Fino al prossimo 5 settembre, gli operatori (dotati di minimo 10 vetture TAXI e NCC di cui almeno una attrezzata con piattaforma mobile per il trasporto delle persone che necessitano di carrozzine non pieghevoli) potranno presentare domanda di iscrizione. 

 

I cittadini con grave disabilità - facenti parte della graduatoria che sarà definita il prossimo settembre - potranno utilizzare i taxi o i veicoli Ncc per motivi di lavoro/studio, terapia e attività sociali come previsto dal nuovo Regolamento dei servizi, misure ed interventi per la mobilità individuale delle persone con disabilità.

Il pagamento delle corse sarà effettuato dall’Amministrazione entro i limiti di budget stabiliti per ciascun utente e in base alla speciale tariffa parametrata alla distanza chilometrica percorsa.

 

“La costituzione di un Albo degli operatori è una assoluta novità nell’ambito della gestione del trasporto di persone con disabilità. Dopo 14 anni rendiamo il trasporto più accessibile a tutte le persone con disabilità. Lo facciamo migliorando il servizio con lo stanziamento di maggiori fondi, allargando la platea dei beneficiari e lasciando la libertà di scegliere tra diverse tipologie di mezzi”, dichiara l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo.

 

“In queste ore i cittadini con disabilità che hanno partecipato al bando stanno ricevendo le prime raccomandate per completare o correggere eventuali difetti formali della domanda presentate; nel frattempo stiamo mettendo in campo la costituzione di un Albo degli operatori che è una assoluta novità nell’ambito della gestione del trasporto delle persone con disabilità. Una procedura pensata per migliorare la qualità del servizio e garantire una maggiore partecipazione di vettori”, spiega Andrea Venuto, delegato della Sindaca di Roma all’Accessibilità Universale.





Trenta bottiglie di plastica da riciclare e in cambio avrai un biglietto dell’Atac

Trenta bottiglie di plastica da riciclare e in cambio avrai un biglietto  dell’Atac

Saranno necessarie 30 bottiglia di plastica da riciclare per avere in cambio un biglietto dell’Atac. Ogni contenitore vuoto sarà infatti valutato 5 centesimi. E’ questa la principale novita’ introdotta da questo martedì e in via sperimentale per 12 mesi da Atac nelle stazioni metro Cipro sulla A, Piramide sulla B e San Giovanni sulla C. Una apposita macchina installata da Coripet raccogliera’ le bottiglie di plastica e trasferira’ le informazioni attraverso le app My Cicero e TabNet. I passeggeri riceveranno un ‘ecobonus’ per ogni bottiglia di qualunque formato inserita nella macchina fornita dal consorzio che poi verra’ versato nel borsellino virtuale della app facendo accumulare punti da utilizzare a partire dai 5 minuti successivi al conferimento.”Possiamo dire di essere la prima grande Capitale europea a presentare questa innovazione. Una macchina che mangia le bottiglie di plastica ed emette un credito con cui comprare ticket del bus. L’economia circolare e’ facile da fare. In questo modo incentiviamo a fare il biglietto, addirittura riciclando la plastica”, ha detto la sindaca Virginia Raggi presentando l’iniziativa. Mentre l’assessore alla Mobilita’ Linda Meleo ha sottolineato che “questo e’ un modo divertente per contribuire al ciclo dei rifiuti e incentivare l’uso del trasporto pubblico”. Il presidente di Atac Paolo Simioni ha specificato che “il biglietto viene accreditato dopo 5 minuti.
Servono 30 bottiglie per avere 1 ticket che verra’ caricato sulla app. Queste macchinette funzionano molto perche’ il sentire green e’ sempre piu’ diffuso”. Mentre Corrado Dentis, presidente del Coripet, ha ricordato: “Entro il primo gennaio 2025 sara’ obbligatorio raccogliere il 77% dei contenitori di liquidi in pet e produrre le nuove bottiglie con il 25% di plastica riciclabile. L’iniziativa di Campidoglio e Atac va nella direzione di quest obiettivo fissato dalla Ue”.

 





Bilancio regionale promosso, disco verde dei magistrati contabili

La Corte dei Conti ha dato disco verde ai conti della Regione Lazio. La sezione ‎regionale di controllo per il Lazio della magistratura contabile, presieduta dal presidente Roberto Benedetti ha parificato il rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2018. “La gestione sanitaria, nella Regione Lazio in stato di commissariamento, e’ sottoposta ad una stretta vigilanza da parte dei Tavoli di monitoraggio.‎ La Regione e’ riuscita a contenere la tendenza espansiva dei costi del settore sanitario (pur se emerge un aumento degli stessi nell’anno 2018 rispetto agli anni precedenti) e ad avviare un’azione di risanamento strutturale che ha consentito di ridurre in maniera rilevante il debito del comparto sanitario che, dagli 8,08 miliardi di euro del 2012 e’ passato a 3,51 miliardi”. E’ quanto si legge nella relazione in udienza sulla sanita’ riferita al giudizio di parifica del rendiconto generale 2018 della Regione Lazio. “A fronte di tale riduzione, risulta tuttavia ancora elevato il debito della Regione riferito alla sanita’ – e’ spiegato – che deve aggiungersi a quello proprio del comparto sanitario e che ammonta, al 31 dicembre 2018, a 9,52 miliardi, con una riduzione di circa 256 milioni rispetto all’anno 2016. ‎
Emerge anche la presenza di un consistente debito potenziale dovuto a un rilevante ammontare di contenzioso con i creditori delle aziende sanitarie che se pur fronteggiato, secondo quanto espresso dalla Regione, da un congruo fondo rischi, necessita di appropriati monitoraggi e controlli.‎ Tale rilevante esposizione debitoria si ripercuote sui costi della gestione in termini di interessi passivi e oneri finanziari, pari nell’anno 2018 a 71,2 mln di euro solo per il comparto sanitario.‎ Questa Corte ritiene essenziale, data la presenza di una molteplicita’ di centri decisionali di spesa in ambito sanitario, la esplicitazione dell’eventuale mancato raggiungimento dei risultati programmati, al fine di attuare le dovute correzioni, sia nei confronti delle singole aziende sanitarie che dei settori nei quali si concentra la gestione di rilevanti risorse, anche al fine di premiare realta’ piu’ efficienti rispetto ad altre.‎ La riduzione dei costi incongrui permetterebbe di liberare risorse che potrebbero essere allocate in altri settori, quali gli investimenti. La Regione dichiara che il mandato commissariale ha assicurato il miglioramento dei Lea che risulta in netta crescita rispetto al passato, come accertato dagli organi competenti”.

 





Studio di Confcommercio: il calo demografico penalizza l’Italia in Europa

L’Ufficio Studi Confcommercio ha presentato il rapporto "Nord Italia verso l’Europa, Sud altrove"L’Italia centrale e settentrionale hanno già raggiunto l’obiettivo di Lisbona 2020 di un tasso di occupazione del 67%. Il Sud è ancora al 48,2% nel 2018, con meno di metà delle persone tra i 24 e i 64 anni occupate. Al Nord Est la quota è più alta di quasi 25 punti rispetto al Mezzogiorno (73%), al Nord Ovest è del 71,6% e al Centro del 67,8%. La media nazionale si attesta così al 63%. Il divario nelle opportunità di lavoro contribuisce a fare del Sud, con le parole del direttore dell’ufficio studi, Mariano Bella,"un luogo di passaggio per chi ha la possibilità di andare altrove". Tra il 2015 e il 2018 la popolazione al Mezzogiorno è diminuita di oltre 222 mila unita. Questo spopolamento è destinato ad aumentare nei prossimi 20 anni quando l’Italia perderà un milione di persone, in base alle dinamiche demografiche registrare dall’Istat, un problema che secondo Confcommercio è "sottovalutato per le città e per il
commercio".

 




Confesercenti, la crisi e la disperazione dei negozi: 14 esercizi chiusi per sempre ogni giorno

 

La crisi del commercio non è mai finita. Dopo la debole ‘ripresina’ degli anni scorsi, la spesa delle famiglie è tornata a frenare. Se non ci saranno inversioni di tendenza, il 2019 si chiuderà con una flessione del -0,4% delle vendite, per oltre un miliardo di euro in meno rispetto al 2018: il risultato peggiore degli ultimi quattro anni. A stimarlo è Confesercenti.

A pesare è il mancato recupero della spesa delle famiglie italiane, che sono oggi costrette a spendere annualmente 2.530 euro in meno che nel 2011. Una sofferenza non limitata alle sole aree più povere del paese: le famiglie lombarde hanno ridotto i loro consumi del 3,5%, quelle venete del 4,4%, poco meno di quanto avvenuto in Calabria, dove la contrazione è stata del 4,8%. Lo stop della spesa ha inoltre portato ad riorientamento delle scelte di consumo verso quei canali dove più esasperata è la concorrenza di prezzo, come web e outlet. L’impatto sul commercio è stato devastante. Ormai quasi un’attività commerciale indipendente su due chiude i battenti entro i tre anni di vita. Oggi, rispetto al 2011, ci sono 32mila negozi in meno, un’emorragia che ha portato a bruciare almeno 3 miliardi di euro di investimenti delle imprese. E quest’anno stimiamo che spariranno ancora più di 5mila attività commerciali, al ritmo di 14 al giorno.

 “Le difficoltà del commercio, in particolare dei piccoli, sembrano ormai strutturali. C’è bisogno di un intervento urgente per fronteggiarla: chiederemo al governo di aprire un tavolo di crisi”, spiega Patrizia De Luise, Presidente di Confesercenti.  “Se si pensa che, in media, ogni piccolo negozio che chiude crea due disoccupati, è chiaro che ci troviamo di fronte ad una crisi aziendale gravissima, anche se nessuno sembra accorgersene. Persino il commercio su aree pubbliche è in difficoltà, messo a terra da un caos normativo che ha accelerato la marginalizzazione dei mercati e il dilagare dell’abusivismo. Non è un problema dei soli commercianti: gli effetti collaterali della crisi del settore si estendono anche alla dimensione sociale e urbana. La tradizionale rete di vendita aiuta a dare identità ad un luogo e rende maggiormente attrattive le aree urbane. Per le quali il commercio è un settore economicamente significativo, che contribuisce a produrre reddito locale ed occupazione”.

“È necessaria un’azione organica, ad ampio spettro, per restituire capacità di spesa alle famiglie e per accompagnare la rete commerciale nella transizione al digitale, creando le condizioni per una leale competizione con il canale Web”, continua De Luise. “Serve formazione continua per gli imprenditori, ma anche sostegno agli investimenti innovativi ed un riequilibrio fiscale che consenta una concorrenza alla pari tra offline e online. Apprezziamo le iniziative di confronto con le parti sociali annunciate dal governo: siamo pronti a fornire il nostro contributo sotto il profilo dell’analisi e dei possibili interventi. Per questo siamo in attesa degli incontri con le parti sociali proposti dal Governo. Un’iniziativa che riteniamo positiva ed utile: l’auspicio, però, – conclude la Presidente di Confesercenti – è che si tratti di incontri sostanziali e non formali. Le nostre emergenze sono concrete e ci attendiamo risposte concrete”.

 





Mercatone Uno, lavoratori di nuovo davanti al Mise. Presidio di Cgil, Cisl e Uil

I lavoratori dell’ormai ex azienza Mercatone Uno provenienti da tutta Italia prenderanno parte il 24 luglio alle ore 15.00 al presidio organizzato a Roma davanti al ministero dello Sviluppo Economico. La nuova mobilitazione è stata indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a tre settimane dall’incontro con i nuovi commissari straordinari del Gruppo Mercatone e a pochi giorni dalla pubblicazione del bando per la cessione dei 55 punti vendita avvenuta a mezzo stampa senza comunicazione ai sindacati. C’è tempo fino al 31 ottobre per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto dell’intero o di parte del perimetro di vendita mentre le operazioni di cessione dovranno chiudersi perentoriamente entro il 31 dicembre 2019.

“Sono cambiati i commissari, ma la condotta è rimasta inalterata e ciò è inaccettabile.Si sottovaluta il dramma esistenziale, calpestando la dignità umana”, stigmatizzano i sindacati, che sottolineano di aver “chiesto trasparenza, comunicazione e coinvolgimento” e ancora che “è poco il tempo a disposizione per ricercare investitori che possano dare garanzia di continuità e di prospettive durature”. Da settimane le tre federazioni hanno chiesto la convocazione di un tavolo di crisi presso il Mise per dare un futuro occupazionale alle persone coinvolte e al ministero del Lavoro per dare una risposta al reddito delle lavoratrici e dei lavoratori. “Ad oggi le istituzioni non hanno dato alcuna risposta”. Uno schiaffo ai 1.824 lavoratori che sicuramente non hanno alcuna responsabilità su quanto accaduto.

Il rischio quindi è che ci siano nuovi licenziamenti senza che né il ministero, né l’amministrazione straordinaria facciano un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali. “Per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori – concludono Filcams, Fisascat, Uiltucs – sarebbe inaccettabile replicare quanto è avvenuto con Shernon che poi è la società proprietaria di Mercatone Uno che ha dichiarato fallimento, anche nel metodo utilizzato nel percorso di aggiudicazione”.

 





Dopo gli incontri con il Governo i Sindacati confermano gli scioperi del trasporto per il 24 ed il 26

 

Dopo le ultime incertezze i sindacati cancellano ogni dubbio. Domani, 24 luglio e poi il 26, sono state confermate le astensioni dal lavoro nel comparto dei trasporti. A darne notizia Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, secondo cui “l’incontro di oggi al ministero dei trasporti, convocato alla presenza di tutte le sigle del settore e delle associazioni datoriali, aveva a oggetto unicamente il trasporto aereo”.

“Le ragioni della mobilitazione di domani e di venerdì – spiegano i sindacati confederali di categoria – rimangono quindi tutte valide, nonostante il ministro nel corso della riunione si sia reso disponibile a convocare una serie di incontri sul settore, come più volte abbiamo richiesto”.“Un percorso utile ma tardivo – aggiungono Filt, Fit e Uilt – rispetto al quale rimaniamo in attesa di verificare il calendario e l’esito complessivo”.

 





Il Fondo Monetario Internazionale legge la crescita italiana: debole oggi e in calo nel futuro

 

Il Fondo monetario internazionale ha lasciato invariate le sue stime sulla crescita italiana nel 2019, ma ha anche abbassato quelle per il 2020. L’ultimo aggiornamento del World Economic Outlook – un rapporto che viene pubblicato due volte all’anno – il Pil del nostro Paese crescerà dello 0,1% quest’anno, dopo un +0,9% registrato nel 2018 e un +1,7% nel 2017.

Per il 2020, la stima è stata abbassata di 0,1 punti allo 0,8%. Secondo il Fondo, “l’incertezza sull’outlook fiscale è simile a quella riscontrata ad aprile, andando a pesare sugli investimenti e sulla domanda interna”.

Il Fondo monetario internazionale ha lasciato invariate le stime sulla crescita dell’Eurozona nel 2019 e ha leggermente alzato quelle per il 2020. Sempre secondo il World Economic Outlook , il Pil dell’Eurozona crescerà quest’anno dell’1,3% e il prossimo dell’1,6% (in rialzo di 0,1 punti rispetto ad aprile).

Per l’anno in corso, la stima sul Pil della Germania è stata ridotta di 0,1 punti a +0,7%, a causa di una “domanda esterna più debole del previsto”; per il 2020, invece, stima rivista da +1,4% a +1,7%. Le previsioni per la Francia sono rimaste invariate (a un +1,3% nel 2019 e un +1,4% nel 2020) con “misure fiscali che dovrebbero sostenere la crescita e il venire meno degli effetti negativi delle proteste”.

L’Italia resta ultima, con un +0,1% e un +0,8% per l’anno in corso e il prossimo. L’Fmi prevede che la crescita acceleri nell’Eurozona per il resto dell’anno in corso e nel prossimo, con una ripresa della domanda dagli altri Paesi e il venir meno di fattori temporanei.

 





L’incredibile Boris Johnson nuovo Premier e leader dei Tory. A Downing Street approda il Trump britannico

L’incredibile Boris Johnson è il nuovo leader dei Tory - 55 anni, paladino della Brexit, ex ministro degli Esteri e già sindaco di Londra - ha stravinto secondo pronostico la sfida col suo successore al Foreign Office, il 52enne Jeremy Hunt, ottenendo oltre 90.000 voti contro gli oltre 40.000 nel ballottaggio affidato ai 160.000 iscritti del Partito Conservatore britannico. Il risultato è stato introdotto dal presidente del partito, Brandon Lewis. Si tratta di una vittoria che he letteralmente sepolto l’esperienza politica e di governo di Theresa May. Il nuovo Premier, secondo le regole istituzionali britanniche sarà da questo mercoledì alla guida del partito e soprattutto del governo, immediatamente dopo che Theresa May avrà formalizzato le sue dimissioni da premier nelle mani della regina. La convocazione a Buckingham Palace per ricevere dalla stessa sovrana l’incarico di formare una nuova compagine è prevista nel pomeriggio di domani e a seguire Johnson entrerà a Downing Street. Secondo il sistema britannico, non è previsto un voto di fiducia, salvo che a chiederlo sia il leader dell’opposizione, in questo momento il laburista Jeremy Corbyn. Scenario rinviato presumibilmente a dopo la pausa estiva del Parlamento, visto che Westminster chiuderà i battenti giovedì 25 per riaprirli il 3 settembre.





Sì Tav. Il Premier Conte apre un nuovo capitolo, non firmato, del contratto di Governo

“I fondi europei sono assicurati solo per la realizzazione del Tav e non potremmo farne un uso alternativo. Alla luce di questi nuovi finanziamenti comunitari non realizzare il tav costerebbe molto più che completarlo e dico questo pensando all’interesse nazionale che è la stella polare che guida il governo. Questa è la posizione del governo, ferma restando la piena autonomia del Parlamento”. Con queste parole il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un video su facebook, disegna nuovi scenari nei programma del suo Governo. Sembrerebbe quasi che il contratto, questa sera, sia stato letteralmente strappato. "Rappresento un governo appoggiato da due forze politiche che sul punto la pensano in maniera opposta. In gioco ci sono tanti soldi, che sono vostri, e vanno gestiti con la massima attenzione. Come farebbe un buon padre di famiglia. Sono pervenuti dei fatti nuovi, elementi da tener conto nella risposta che dobbiamo dare" all’Europa "entro venerdì. L’Ue si è detta disponibile ad aumentare lo stanziamento dal 40% al 55%, questo ridurrebbe i costi" per l’Italia. Non realizzarla -spiega Conte- costerebbe più che farla. La decisione di non realizzare l’opera ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell’accordo con la Francia’.

"A queste condizioni solo il Parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale" per fermare la Tav, visto che la ratifica dell’accordo è stata fatta dal Parlamento spiega Conte.  La posizione di Conte, destabilizza anche la squadra che governa il Paese. Proprio 48 ore fa il ministro delle Infrastrutture Toninell, aveva letteralmente cacciato l’unico esperto sulla Tav che era a favore. Durissime le reazioni, almeno a parole, del M5Ss con i Capigruppo di Senato e Camera, Patuanelli e D’Uva: “Alla luce delle dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ringraziamo per l’impegno, chiederemo che sia il Parlamento ad esprimersi e in aula vedremo l’esito della votazione. Vedremo chi è a favore di un progetto vecchio di 30 anni e chi invece sceglierà di avere coraggio. In merito al Tav la posizione del M5S non cambia. Il nostro No a un’opera che rischierebbe di nascere già vecchia è deciso", sottolineano. Poi iniziano i post e le dichiarazione di migliaia di iscritti del M5S in tutto il Paese, tra i tanti ne abbiamo preso uno: “Un governo di cui fa parte il #M5s dà l’ok al Tav? Inaccettabile" dice la consigliera regionale pentastellata Francesca Frediani, valsusina e No Tav,alle affermazioni del premier Conte sulla Torino-Lione. "Il #tuttiacasa stavolta - aggiunge - sarebbe per voi".