Risolti, con l’arresto degli aggressori, due casi di violenza domestica

Come spesso accade in queste circostanze, le vittime sono le persone più fragili: anziani genitori, mogli e figli che il più delle volte tendono a minimizzare il problema, fino a quando l’escalation delle violenze arriva al culmine. Circostanza spiacevole in cui il 23 luglio si è trovata una donna di 42 anni: il suo compagno C.M., 46enne romano, dopo averla picchiata per tutta la notte con calci e pugni al volto, aveva impedito che la stessa potesse allontanarsi e chiedere aiuto, in quanto aveva chiuso la porta a chiave e le aveva tolto il cellulare. E’ riuscita a sottrarsi al suo aguzzino solo quando lui si è addormentato ed ha così potuto approfittarne per chiamare la Polizia. Gli agenti del Commissariato Casilino e del Commissariato Romanina hanno quindi arrestato l’uomo che è stato accompagnato presso il carcere di Regina Coeli. La donna è stata affidata alle cure mediche dei sanitari ed è stata trasportata al Policlinico Casalino, dove l’hanno dimessa con una prognosi di 25 giorni. Sempre in giornata, la Polizia di Stato è intervenuta per una violenta lite familiare all’interno di un’ abitazione: a chiedere aiuto questa volta un’anziana madre. Giunti sul posto gli agenti dei commissariati Casilino e Prenestino si sono trovati di fronte ad un giovane che, coltello alla mano, minacciava di morte entrambi i genitori. L’alta professionalità e l’estremo coraggio dei poliziotti hanno fatto si che, F.T., 37enne romano, desistesse dall’insano gesto. L’uomo, con problemi legati all’abuso di alcol, è stato arrestato e accompagnato a Regina Coeli.





Carico di 25 kg di droga intercettato dai Carabinieri della Compagnia Parioli

La scorsa notte, nel corso di un controllo alla circolazione stradale nell’area della Stazione Tiburtina, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Parioli hanno arrestato un cittadino nigeriano di 31 anni, con precedenti e senza occupazione, regolare sul territorio Nazionale, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo straniero nel transitare in circonvallazione Tiburtina, alla guida di un’autovettura, è stato fermato dai Carabinieri per un controllo alla circolazione stradale. Dopo un primo accertamento dei documenti l’uomo ha spiegato ai militari di avere fretta e quindi di velocizzare il controllo. I militari hanno invece deciso di approfondire il controllo. Infatti a seguito della perquisizione veicolare, all’interno del portabagagli, i Carabinieri hanno rinvenuto ben 25 chili di marijuana, suddivisi in 8 involucri di cellophane, sottoposti a sequestro. Dopo l’arresto il 31enne è stato accompagnato in caserma e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto presso il carcere di regina Coeli. L’auto e la droga sono stati sequestrati.





Nei guai per noia, denunciati per aver danneggiato una scuola

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia al termine di una mirata attività investigativa, hanno denunciato in stato di libertà 11 minorenni di età compresa tra i 15 e 17 anni, per il reato di danneggiamento aggravato. I Carabinieri della Stazione di Passoscuro hanno avviato le indagini dopo che ignoti, nelle notti del 19 e 22 luglio scorso, avevano messo a segno numerosi atti vandalici, all’interno e all’esterno della scuola elementare di Passoscuro. I Carabinieri hanno accertato che i danneggiamenti sono stati eseguiti da un gruppo di giovanissimi che, nel corso dei due episodi vandalici, dopo essersi introdotti all’interno dell’istituto, hanno imbrattato le pareti di alcune aule e infranto i vetri di alcune finestre della palestra e delle porte delle uscite di sicurezza al piano terra. La bravata non è rimasta impunita e i Carabinieri, dopo aver identificato ben 11 minorenni, alcuni dei quali provenienti dalla Capitale, li hanno denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica per i Minorenni di Roma.





Consiglio regionale, disco verde al testo Unico per il Commercio. Ora in Aula per la definitiva approvazione

 “La Commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive ha licenziato il Testo Unico sul Commercio, provvedimento composto da circa 100 articoli, particolarmente atteso da tutti gli operatori e le categorie del settore perché viene a riordinare e semplificare la normativa di un intero comparto, quello del commercio, così importante per lo sviluppo e la crescita della nostra regione e cheha anche un impatto diretto sulla vita dei cittadini/consumatori, quindi in definitiva su tutto il tessuto socio-economico di un territorio”. Ne dà notizia il presidente della Commissione Sviluppo Economico e  Attività Produttive della Regione Lazio, Massimiliano Maselli. “Si tratta del primo grande intervento di riordino della normativa di settore, a livello regionale, dalla Legge regionale 33/1999.  Si abrogano 4 leggi regionali, per dar vita ad un unico testo normativo. La proposta di legge  si pone tre grandi obiettivi: Semplificare e restituire trasparenza e certezza dei tempi ai procedimenti, rispetto alle procedure autorizzatorie, specie per le imprese più piccole e per i negozi di vicinato, per facilitare la vita di chi vuole intraprendere un’attività (è previsto anche un complessivo riordino e chiarimento di divisione competenze tra Regione e Comuni).Valorizzare e sostenere il commercio attraverso la tutela degli esercizi di vicinato (con strumenti innovativi come il contratto di rete di impresa), la salvaguardia dei mercati rionali (prevedendo il consumo degli alimenti sul posto),  dei mercati e delle fiere di interesse storico. Incentivare  la salvaguardia del decoro urbano e della legalità attraverso norme più stringenti. Il Testo approvato, che ha tenuto conto anche delle osservazioni delle tante associazioni di categoria che in questi mesi sono state ascoltate, è stato il frutto di un intenso e condiviso lavoro portato avanti dall’assessore allo Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella e da tutti i gruppi politici presenti in commissione. Dopo l’estate andrà in Consiglio regionale per la sua definitiva approvazione.”





La Sindaca Raggi esclude nel territorio di Roma impianti Tmb e discariche

“Lo ribadisco: non ci sarà nessun nuovo impianto, nessuna discarica, nessun centro di trattamento meccanico biologico. Né nel terzo municipio, né in tutti gli altri”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Ho avuto il piacere di incontrare i cittadini del III Municipio per parlare insieme delle attività di trasbordo dei rifiuti che avranno luogo anche nel loro territorio, a Roma nord – ha ricordato la sindaca -. È stato un momento di confronto e di crescita, in cui ho ascoltato le osservazioni dei residenti, avendo la possibilità di spiegare i dettagli di una procedura assolutamente sicura. Le operazioni di trasbordo, a differenza di quelle di trasferenza, avvengono senza che i rifiuti tocchino terra: si tratta quindi di un semplice passaggio da mezzi piccoli che hanno effettuato la raccolta a un camion “madre” più grande che deve portarli agli impianti di smaltimento. Le attività vengono controllate in tempo reale dagli addetti ai mezzi in modo da assicurare il decoro dell’area”. “Dopo aver chiesto e ottenuto dalla Regione Lazio il massimo utilizzo degli impianti regionali – ha spiegato ancora Raggi – abbiamo realizzato un piano di estensione del trasbordo su tutto il territorio cittadino. Abbiamo chiesto a tutti i Municipi di indicare aree potenzialmente idonee al trasbordo: gli automezzi compiranno tragitti più brevi e in questo modo potranno effettuare più servizi di raccolta”. “Ringrazio il nuovo cda di Ama e tutti i lavoratori per l’importante lavoro che, in questi giorni, stanno portando avanti per la nostra città. Ma non solo. Il mio ringraziamento va anche a tutti i cittadini e ai commercianti che, senza preconcetti, sono disposti ad ascoltare e a darci una mano. Ai cittadini del III Municipio, infine, ho garantito di farmi portavoce con Anas per utilizzare la l’area da noi individuata di sua proprietà e non quella proposta dalla società, che secondo i residenti è troppo vicina alle abitazioni”, ha aggiunto Raggi. “Sono felice di aver avuto questo incontro e ne organizzeremo altri in altre zone della città. È importante poter spiegare quanto si sta facendo senza strumentalizzazioni e malintesi. Per confrontarsi anche duramente ma nel rispetto reciproco e con la volontà di trovare soluzioni per il bene di tutti”, ha concluso Raggi. 





Aperta al pubblico la nuova ciclabile Nomentana

È aperta a tutti i ciclisti la nuova pista su via Nomentana, tra Porta Pia e via Valdarno. Quasi 4 chilometri che collegano, su una corsia protetta, il centro con il quartiere di Montesacro, dove la pista si riconnette alla ciclabile esistente dell’”Aniene”, in via dei Campi Flegrei. All’inaugurazione hanno partecipato la sindaca Virginia Raggi, l’assessora alla Città in Movimento di Roma, Linda Meleo, la presidente del II Municipio Francesca Del Bello e il vicepresidente del III Municipio Stefano Sampaolo, le associazioni di ciclisti e realtà territoriali. I lavori sono stati realizzati con il contributo finanziario dell’Unione europea attraverso il Programma Operativo Nazionale “Città metropolitane” 2014-2020, che sta sostenendo la progettazione e la creazione di ulteriori piste ciclabili nel territorio urbano, in sinergia con altri strumenti e finanziamenti comunali e nazionali volti a qualificare e ampliare la rete ciclabile cittadina. Questi, oltre alla realizzazione della ciclabile a doppio senso di marcia, hanno permesso anche la riqualificazione dei marciapiedi, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, l’avvio della piantumazione di nuove piante, l’installazione di semafori dotati di lanterne per attraversamento ciclabile, la pulizia delle caditoie esistenti e il completo rifacimento dell’impianto di illuminazione con lanterne a led di ultima generazione. “Si realizza un’opera di mobilità sostenibile attesa da anni dai ciclisti e da tutti i cittadini romani. Un percorso che valorizza una delle arterie principali della Capitale e che permette di collegare il quartiere di Montesacro e il centro città, toccando aree verdi e ville storiche, insieme a siti di interesse storico e culturale. Un intervento che ha inoltre consentito di riqualificare tutta la zona e che rientra nel programma più ampio per dotare Roma di una rete integrata di ciclabili”, ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Con la ciclabile Nomentana creiamo una connessione tra centro e periferia che va ad aggiungersi ad altri itinerari ciclabili, come quello su via Tuscolana che stiamo completando o su via Prenestina, dove i lavori inizieranno a breve per circa 5.7 chilometri di bike lane. E tutti gli altri progetti che abbiamo in cantiere per promuovere ed incentivare la mobilità dolce e sostenibile nella nostra città”, spiega l’assessora alla Città in Movimento di Roma, Linda Meleo. La pista si sviluppa sul lato destro di via Nomentana, in direzione piazza Sempione, fino all’altezza della Batteria Nomentana – via Tembién. Il tracciato, poi, si sposta sul lato sinistro, passando sul viadotto della Circonvallazione Nomentana fino all’incrocio con via Val d’Aosta, e svolta sulla stessa via Val d’Aosta fino al tratto conclusivo di via Valdarno.

 





Raggi avverte di persona Casapound e chiede la rimozione della scritta

La sindaca Raggi ha presenziato alla notifica per la rimozione della scritta ’Casapound’ dallo stabile occupato dal movimento di destra a Roma, in via Napoleone III. "La scritta sul palazzo è completamente fuori norma -spiega Raggi- O la rimuovono entro 10 giorni o lo faremo noi". Un portavoce Casapound, Antonini, annuncia ricorso amministrativo contro l’ordinanza di rimozione e aggiunge di non temere un eventuale sgombero: il palazzo è del demanio e non del Comune, non decide il sindaco ma il prefetto".





In viaggio verso l’Italia il motopeschereccio sequestrato dai libici. L’annuncio di Palazzo Chigi

 

Si è risolta in poche ore la vicenda del motopeschereccio Tramontana, sequestrato da una motovedetta libica nelle acque del golfo della Sirte. "Il motopeschereccio Tramontana con il suo equipaggio al completo ha appena lasciato il porto di Misurata per fare rientro in Italia", ha annunciato nella tarda serata di mercoledì Palazzo Chigi.
Secondo quanto si è appreso, il peschereccio, della flotta di Mazara del Vallo, era uscito in mare circa un mese fa con a bordo sette uomini - cinque mazaresi e due di origine tunisina - e il suo rientro era atteso per il periodo di Ferragosto.
Si trovava al largo delle coste della Libia insieme a diverse altre imbarcazioni quando è stato abbordato dall’unità libica, a circa 60 miglia a est del porto di Misurata. Alcuni militari libici sono saliti a bordo per scortare l’imbarcazione fino al porto di Misurata, dove è stato posto in stato di "fermo amministrativo", da forze fedeli al governo di Fayez al Sarraj.
La Farnesina aveva inizialmente riferito che "non sono ancora chiare le ragioni del sequestro, verosimilmente legate ad attività di pesca, in acque peraltro definite ad alto rischio e dunque sconsigliate da parte del Comitato Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti e delle Infrastrutture".  Anche nel golfo della Sirte, come in buona parte del Paese, si affrontano le forze fedeli al governo di Tripoli e quelle che combattono a fianco del maresciallo Khalifa Haftar, che ha annunciato nei giorni scorsi una nuova offensiva per conquistare Tripoli. Di certo, la vicenda rischiava di complicare i rapporti tra Roma e i libici, con l’Italia che si appresta a inviare alla Guardia Costiera libica altre dieci motovedette italiane in funzione anti-immigrazione illegale. Poi Palazzo Chigi ha puntualizzato la situazione: "L’immediato e coordinato intervento della Presidenza del Consiglio, del Ministero degli Esteri e dell’Ambasciata d’Italia a Tripoli con il Governo di accordo nazionale di Tripoli e con le autorità locali di Misurata ha consentito di raggiungere rapidamente una positiva conclusione di una vicenda che rischiava seriamente di complicarsi".

 





Cia agricoltori in campo con cinque proposte per sviluppare e tutelare il territorio

E’ partito il roadshow di Cia-Agricoltori Italiani per presentare, attraverso un viaggio in tappe nelle aree interne, il progetto di riforma, in cinque mosse, “Il Paese che vogliamo”.

L’iniziativa, lanciata da Cia nell’ultima assemblea nazionale richiama, infatti, l’attenzione sulle azioni ritenute non più rinviabili e necessarie all’Italia. Dagli interventi di manutenzione delle infrastrutture alle politiche di governo del territorio, dallo sviluppo di filiere a vocazione territoriale a nuovi sistemi di gestione della fauna selvatica e alla coesione istituzioni-enti locali per il rilancio delle aree interne in Europa: queste le urgenze individuate da Cia e ora oggetto di una serie di tavoli tematici, organizzati da Nord a Sud Italia, proprio nelle aree rurali e interne dove crescono criticità legate alla geografia del territorio e soprattutto airitardi in manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture fisiche e digitali.

Si parte da Liguria e Piemonte con l’incontro interregionale il 2 settembre a Sassello (Savona) e a seguire la Campania con Benevento il 4 settembre. Toccherà poi alle Marche con l’evento a Castelsantangelo sul Nera, tra i Comuni nel cratere del sisma 2016, e infine all’Abruzzo. Questo il calendario provvisorio del roadshow di Cia lungo la dorsale appenninica, ideato per rinnovare l’impegno assunto a livello nazionale, in sinergia tra gli Agricoltori Italiani e le istituzioni nazionali e locali.

Ogni tavolo tematico svilupperà il suo focus sui cinque punti di riforma del Paese secondo Cia, coinvolgendo di volta in volta nel dibattito le rappresentanze istituzionali protagoniste a livello territoriale: da enti parco a camere di commercio, associazioni di categoria per artigianato e turismo, telecomunicazioni, industria, distribuzione e trasporti, consorzi di bonifica, ma anche organi scolastici e sanitari, mondo scientifico e accademico di riferimento.

L’obiettivo del roadshow, promosso dagli Agricoltori Italiani di Cia, è quello di attivare un confronto costruttivo a più voci che vada al di là degli obiettivi formali. Occorre, infatti, approfondire e dettagliare “Il Paese che vogliamo” con specifiche azioni di messa in sicurezza delle aree interne e più a rischio d’Italia, programmandone anche il futuro. Pianificare lo sviluppo di verde urbano e bioedilizia, passando per la valorizzazione del presidio degli agricoltori, il contrasto del consumo di suolo, l’abbandono e lo spopolamento delle aree rurali e marginali, e salvaguardando il patrimonio boschivo. E ancora: favorire reti d’impresa territoriali, nonché accelerare il piano di intervento sulla questione fauna selvatica, che ha assunto una dimensione insostenibile anche in termini di sicurezza nazionale e i cui danni accertati al settore agricoloammontano ormai a 50-60 milioni di euro l’anno. Occorre, quindi,spingere la riforma radicale della legge 157/62 in materia, partendo dalla proposta presentata da Cia alle Istituzioni. Infine, se ben orientate, anche le risorse europee con la nuova Pac potranno sostenere il rilancio delle economie locali, mettendo assieme Fondi strutturali, incentivi e programmi di sviluppo territoriale.

 





Confcommercio e Anci sulla rigenerazione urbana: “Leva straordinaria di sviluppo socio-economico”. Garavaglia: “dare forza e continuità al progetto”

 

La rigenerazione urbana come leva del rilancio socio-economico delle città è la base su cui è costruita la collaborazione tra Confcommercio e Anci che insieme intendono mettere a frutto sinergie per coinvolgere gli attori locali, amministratori e imprese, nelle trasformazioni urbane per migliorare il benessere dei cittadini e rafforzare il tessuto imprenditoriale. Se ne è parlato in un convegno e in una tavola rotonda a Roma nella sede confederale che ha visto la partecipazione del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Massimo Garavaglia. Dopo il saluto introduttivo del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli è intervenuto in collegamento da Bruxelles, il Vice Presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo. "Il protocollo – ha detto Castaldo - è un esempio di partenariato pubblico e privato. Siamo in una fase due del progetto. Il tema è centrale non solo a livello locale ma anche a livello europeo". "L’Europa – ha osservato Castaldo -  ha un elevatissimo grado di urbanizzazione, il miglioramento della qualità della vita delle città è un obiettivo ma è un processo che richiede interventi coordinati. Con un attenzione speciale alla sostenibilità ambientale". Secondo Castaldo, "è necessario aggiornare il quadro urbanistico nazionale. Si tratta di rafforzare la formazione e l’informazione". Enzo Bianco, vicepresidente del Comitato delle Regioni e presidente del Consiglio nazionale Anci, ha sottolineato "la necessità di mettere ordine nei piani regolatori perché le città sono cresciute in modo disordinato e c’è bisogno di una regolamentazione". "Oggi c’è voglia di tornare nei centri storici e quindi bisogna riportare la qualità della vita nelle nostre città. Ci vuole collaborazione tra le amministrazioni comunali e il mondo produttivo". Poi Bianco ha parlato della Carta d’Agrigento: "E’ una proposta per una nuova agenda europea per la cultura e, oltre che dai Comuni e dalle Regioni, può essere sottoscritta anche da associazioni e operatori di settore". "E colgo l’occasione – ha concluso Bianco – per invitare Confcommercio ad aderire alla Carta". Dopo la presentazione dedicata al tema della rigenerazione urbana di Roberta Capuis, Responsabile Settore Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio, nella seconda parte della giornata si è tenuta la tavola rotonda "La collaborazione tra Amministrazioni comunali e attività economiche nei processi di rigenerazione urbana" con la partecipazione di Roberto Pella, Vice Presidente vicario Anci e Sindaco di Valdengo(BI), Cristiano Casa, Assessore alle Attività Produttive, Agricoltura, Commercio, Turismo, Sicurezza Urbana, Centro Storico, Relazioni Internazionali, Progetto UNESCO del Comune di Parma, Claudio Franchini, Direttore Ascom Parma Confcommercio-Imprese per l’Italia, Maurizio Mangialardi, Sindaco Senigallia e Coordinatore della Conferenza dei Presidenti Anci Regionali, Massimiliano Polacco, Direttore Confcommercio-Imprese per l’Italia Marche Centrali, Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini e Delegato Anci al Turismo, Alberto Marchiori, Incaricato per le Politiche Ue di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Antonella Galdi, Vice Segretario Generale Anci. I lavori del convegno sono stati chiusi dal viceministro dell’Economia e delle Finanze, Massimo Garavaglia. "Stiamo pensando ad una norma specifica sulla rigenerazione urbana. Dobbiamo rivedere le regole perchè devono essere aggiornate". "I piani regolatori - ha detto il viceministro - nascono pensando all’espansione. Oggi si va verso il consumo di suolo zero e bisogna entrare nell’ottica del ricambio". Parlando del Protocollo tra Confcommercio e Anci, Garavaglia ha detto che "va data stabilità al progetto: deve esserci continuità nell’azione e noi abbiamo finanziato i comuni soprattutto i più piccoli e abbiamo cominciato a semplificare il codice degli appalti". Infine una battuta sulla questione fiscale: "La tassazione sugli immobili, porta ad un enorme deprezzamento e porta a distorsioni pazzesche. La Tasi è un doppione pessimo dell’Imu, dobbiamo mettere mano alla fiscalità locale". 





Provocazione della Corea del Nord: lanciati due missili verso il mar del Giappone

Nuova provocazione dalla Core del Nord. La Corea del Sud ha denunciato che Pyongyang ha lanciato due missili verso il Mare del Giappone per protestare contro le esercitazioni militari congiunte tra Seoul e Washington, complicando gli sforzi per rilanciare i negoziati sul programma nucleare. Gli Stati Uniti hanno precisato più tardi che si è trattato di missili a corto raggio. Il Giappone, da parte sua, ha definito il lancio “estremamente spiacevole”. Quello di queste ore è il primo test missilistico dall’incontro improvvisato del mese scorso tra Donald Trump e Kim Jong Un nella zona demilitarizzata (DMZ) che divide la penisola coreana. In quella occasione il presidente degli Stati Uniti e il leader nordcoreano hanno concordato di riprendere i colloqui, ma questo impegno non si è ancora concretizzato e Pyongyang ha recentemente ammonito che il processo potrebbe bloccarsi se le manovre militari congiunte tra la Corea del Sud e gli Usa dovessero andare avanti come programmato, nel prossimo mese di agosto. Lo Stato Maggiore della Difesa della Corea del Sud ha annunciato che i due missili sono stati lanciati poco dopo l’alba da Wonsan, sulla costa orientale della Corea, ed hanno viaggiato per molti chilometri prima di schiantarsi.

Uno dei due vettori lanciati dalla Corea del Nord ha viaggiato per 690 chilometri. In precedenza Seul aveva affermato che entrambi i vettori avevano viaggiato per 430 chilometri. Successivamente il tragitto percorso da uno dei due vettori è stato rivisto alla luce di un’analisi congiunta eseguita dalla Corea del Sud e dagli Stati Uniti. “Il nostro esercito sta monitorando attentamente la situazione in caso di ulteriori lanci ed è pronto a reagire”, ha aggiunto lo Stato Maggiore. “Chiediamo al Nord di cessare le operazioni che non contribuiscono ad allentare le tensioni militari”, ha affermato da parte sua Choi Hyun-soo, portavoce del ministero della Difesa sudcoreano, citato dall’Afp.





La grande vendita degli immobili dello Stato, gli affari sul portale invimit.it

"Vendesi appartamento di 110 metri quadrati in via Di Villa Pamphilij, a Roma, a 480mila euro". No, non è l’inserzione di una società immobiliare, ma quella di un sito, invimit.it, che appartiene al Ministero dell’Economia, ovvero allo Stato. Sul portale sono in vendita appartamenti, negozi e uffici situati nel cuore della capitale, ma anche a Trieste, Bologna, Firenze e Palermo. I prezzi sono convenienti, l’asta è aperta tutti, dai privati alle famiglie, e viene gestita direttamente dal ministero, senza intermediari, che fornisce tutte le informazioni utili attraverso un numero verde o sul portale dedicato dove si possono trovare i prezzi, gli indirizzi precisi, le descrizioni delle case e le relative fotografie. L’investimento è sicuro perchè non si tratta di immobili oggetto di pignoramento - e quindi messi in vendita a causa di debiti pregressi - ma di stabili dei quali lo stato vuole liberarsi per far cassa. E infatti l’obiettivo principale di questa operazione, che vale circa un miliardo di euro, è proprio quello di servirsi del mattone pubblico per migliorare i conti e stimolare gli investimenti specie in un momento in cui il tetto al deficit, imposto dall’ue, è uno dei problemi principali del governo italiano, insieme alla legge di bilancio, ancora in fase di costruzione.





Padova, la Guardia di Finanza scopre una frode da 45milioni di euro. 200 indagati

 

Un’inchiesta della guardia di finanza di Padova ha portato alla luce una maxi frode per 45 milioni di euro, realizzata tramite l’emissione di false fatture per far ottenere ad aziende indebiti crediti d’imposta. Gli indagati sono oltre 200. La frode riguarda il settore della ricerca scientifica. E’ stata individuata un’associazione per delinquere finalizzata alla illecita fruizione di agevolazioni fiscali riconosciute dallo Stato. Gli uomini e le donne delle Fiamme Gialle hanno indagato sull’utilizzo delle agevolazioni fiscali che consentivano un credito d’imposta (originariamente nella misura del 90%, poi ridotta al 50% a partire dal 2015) a favore delle società che avessero sostenuto costi o finanziato progetti di ricerca nelle università, ovvero in enti pubblici di ricerca. La norma considera "soggetti finanziabili" anche i cosiddetti "organismi di ricerca", cioè soggetti che svolgono, senza scopo di lucro, attività di ricerca di base, industriale o di sviluppo sperimentale, diffondendone i risultati mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie. E proprio un "organismo di ricerca" operante in provincia di Padova sarebbe stato la "fabbrica" delle false fatture per operazioni inesistenti, sulle quali si basano i fittizi crediti d’imposta.





Nuove farneticazioni di Ali Agca sul caso Orlandi: “Manuela è viva e sta bene”

"Emanuela Orlandi è viva e sta bene da 36 anni": parola di Ali Agca, il terrorista turco dei Lupi grigi condannato tra l’altro per il tentato omicidio di Papa Wojtyla, nel 1981. In una lettera alla stampa internazionale, Agca torna sul caso della 15enne scomparsa nell’83 e dice: "Non fu sequestrata nel senso classico", ma "fu vittima di un intrigo internazionale per motivi religiosi-politici legati anche al 3° segreto di Fatima". "Il governo vaticano non è responsabile", mentre "la CIA" dovrebbe "rivelare suoi documenti".





Fondi russi, Di Maio: "Se avessi sospetti su Lega non ci starei al Governo"

"Credo che il premier sia stato più che generoso a venire in Parlamento, lì ci doveva essere il ministro dell’Interno. E lo abbiamo fatto notare". Così Di Maio Comunque "se avessi il sospetto che la Lega abbia preso solo un soldo non saremmo al governo insieme". Esorta: "Non litigare e non alimentare litigi, mettiamoci tutti al lavoro per il Paese". L’autonomia? "Merita tutto il tempo che serve perchè è un intervento epocale". "Ho letto che la Lega vuole una flat tax volontaria, mi auguro non ci sia una fregatura". Rai? vogliamo abolire canone.





Governo, PD presenta mozione personale di sfiducia a Salvini

Il gruppo del Partito democratico ha presentato una mozione di sfiducia individuale a Matteo Salvini. Lo ha annunciato il deputato Enrico Borghi in aula nel corso dell’esame degli Odg al Dl sicurezza bis. "Chiedo di informare il presidente Fico che, per quanto ci riguarda, questa mozione ha una priorità di discussione assoluta rispetto agli altri argomenti in calendario -ha detto Borghi-. "Chiediamo di convocare immediatamente la conferenza dei capigruppo per cambiare l’ordine del giorno".





Ennesimo strappo di Salvini: “Le parole di Conte mi interessano zero…” Poi il tentativo di ricomposizione di Di Maio e il pranzo tra i due vicepremier

"Mi interessano meno di zero". Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato le parole del premier Giuseppe Conte mercoledì in Senato durante l’informativa sul caso Russia-Lega. "Mi alzo ogni mattina per andare al Viminale per lavorare - ha aggiunto parlando nella mattinata di giovedì a "Radio anch’io" -. Io finché posso far le cose sto al governo, se dovessi accorgermi che sto al governo per non fare le cose...". Conte, che mercoledì aveva riferito in aula sul caso aveva praticamente inchiodato Salvini alle sue responsabilità, almeno sulla presenza di Savoini al viaggio moscovita. Il premier Conte aveva detto queste parole:"Posso precisare che Savoini non ha mai rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo. Savoini era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini". Dunque ufficialmente al fianco del leader leghista, anche se estraneo al Governo. Poi la puntualizzazione sul ruolo del faccendiere: "Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del Consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo", per poi aggiungere di non aver ricevuto "informazioni sul caso dal ministro competente", cioè Matteo Salvini. Ma la notizia, con il passare delle ore, diventa quella del pranzo tra Di Maio e Salvini, che ormai si evitano dall’11 luglio scorso. Di Maio, prima di incontare Salvini aveva di fatto sepolto l’ascia di guerra chiedendo di mettere la parola fine ai litigi nella maggioranza di governo: "E’ difficile convivere al governo con le tensioni che ci sono, ma quando si lavora su fatti concreti i problemi non esistono".





Commercio estero, avanti l’export (+3,9%), in flessione l’import (-0,5%)

A giugno 2019 si stima per l’intescambio commerciale con i paesi extra Ue, un marcato aumento congiunturale per le esportazioni (+3,9%) e un lieve calo per le importazioni (-0,5%).

L’incremento congiunturale delle esportazioni interessa in misura più rilevante i beni di consumo durevoli (+7,2%) e i beni strumentali (+5,7%). L’energia (-1,7%) registra invece una diminuzione. Dal lato dell’import, la contrazione congiunturale è più intensa per i beni di consumo non durevoli (-3,0%) e i beni di consumo durevoli (-2,4%).

Nell’ultimo trimestre mobile (aprile-giugno 2019), la positiva dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue (+1,4%) è trainata dalla forte crescita dei beni di consumo non durevoli (+8,0%); tutti gli altri raggruppamenti principali di industrie risultano invece in diminuzione. Nello stesso periodo, anche le importazioni registrano un aumento congiunturale (+1,3%), determinato dall’energia (+6,5%).

A giugno 2019, le esportazioni sono in diminuzione su base annua (-2,2%). La flessione è marcata per l’energia (-29,9%) e i beni strumentali (-12,9%). I beni di consumo non durevoli sono in forte aumento (+19,2%). Analogamente alle esportazioni, anche le importazioni registrano una diminuzione tendenziale (-4,6%) determinata dall’energia (-9,4%) e dai beni intermedi (-7,1%). In aumento i beni strumentali (+2,7%).

Il saldo commerciale a giugno 2019 è stimato pari a +3.844 milioni, in aumento rispetto a +3.551 milioni di giugno 2018. Da inizio anno aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +32.187 milioni di gennaio-giugno 2018 a +33.388 milioni di gennaio-giugno 2019).





Incidenti stradali in diminuzione, ecco i numeri dell’Istat

Incidenti stradali in diminuzione anche se sempre elevatissimi. Nel 2018, secondo le rilevazioni dell’Istat, sono stati 172.344 con lesioni a persone, in calo rispetto al 2017 (-1,5%), con 3.325 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.621 feriti (-1,7%).

Il numero dei morti torna a diminuire rispetto al 2017 (-53 unità, pari a -1,6%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno.

Tra le vittime risultano in aumento i pedoni (609, +1,5%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (188, +15,3%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (685, -6,8%), i ciclisti (219, -13,8%) e gli automobilisti (1.420, -3,0%).

Sebbene il numero dei morti sia complessivamente in diminuzione, aumentano le vittime sulle autostrade – da 296 nel 2017 a 327 nel 2018, +10,5% – a causa dell’incidente stradale avvenuto il 14 agosto 2018 sul Ponte Morandi della A10 Genova-Savona-Ventimiglia, che ha coinvolto numerosi veicoli e causato 43 vittime. Il numero degli incidenti con esito mortale sulle autostrade rimane comunque sostanzialmente invariato – da 253 a 255 tra il 2017 e il 2018. Sulle strade extraurbane e urbane le vittime diminuiscono (rispettivamente 1.596, -1,2% e 1.402, -4,4%).

Nell’Unione europea, il numero delle vittime di incidenti stradali diminuisce nel 2018, seppure in misura contenuta (-1% rispetto al 2017): complessivamente, sono state poco più di 25mila contro 25.321 del 2017. Nel confronto tra il 2018 e il 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 21% in Europa e del 19,2% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2018 si contano 49,1 morti per incidente stradale nella Ue28 e 55,0 nel nostro Paese, che sale dal 18° al 16° posto della graduatoria europea.

Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in diminuzione rispetto al 2017; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in diminuzione le contravvenzioni per eccesso di velocità.

Nel 2018 le prime iscrizioni di veicoli aumentano solo dell’1% rispetto all’anno precedente mentre il parco veicolare cresce dell’1,3%. Le percorrenze autostradali sui circa seimila chilometri della rete in concessione mostrano una sostanziale stabilità (+0,4%), con un aumento del 2,3% rispetto al 2017 solo per i veicoli pesanti, con oltre 84 miliardi di km percorsi.





Bce non abbandona la strategia del quantitative easing

C’è tutta l’intenzione, da parte della Bce, di far ripartire il quantitative easing. “La Banca centrale europea - si legge in una nota - è determinata ad agire se le prospettive d’inflazione nel medio termine continuano ad essere inferiori al suo obiettivo". Il consiglio direttivo “ha dato mandato ai relativi comitati dell’Eurosistema di esaminare le opzioni, fra cui le dimensioni e la composizione di nuovi acquisti di titoli”. Poi sui tassi, lasciati invariati: il tasso principale resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. E l’istituto centrale ’apre’ a possibili nuovi tagli. Nel comunicato afferma che lascerà i tassi invariati ai livelli attuali o inferiori fino "almeno alla prima metà del 2020 e comunque per tutto il periodo di tempo necessario" per far risalire l’inflazione. Il Consiglio direttivo ha così aperto a una tempistica più ampia in cui è escluso un rialzo (prima era fino a metà 2020), e segnalando un possibile taglio.





Tratta e sfruttamento sessuale, Save the Children denuncia: “In Europa una vittima su quattro è minorenne”. Tutti i numeri del Rapporto

Tratta e sfruttamento sessuale, Save the Children denuncia: “In Europa una vittima su quattro è minorenne”

 

Un quarto delle vittime di tratta presunte o identificate in Europa sono minorenni e l’obiettivo principale dei trafficanti di esseri umani è lo sfruttamento sessuale. Sulle 20.500 vittime di uno dei sistemi più violenti e senza scrupoli che si conoscano, registrate nell’Unione nel biennio 2015-16, il 56% dei casi riguarda infatti la tratta a scopo di sfruttamento sessuale, con un pur consistente 26% legato allo sfruttamento lavorativo, 1 vittima su 4 ha meno di 18 anni, 2 su 3 sono donne o ragazze. In Italia le vittime di tratta accertate sono 1.660, con un numero sempre maggiore di minorenni coinvolti, cresciuti in un anno dal 9% al 13%[1]. Un trend in aumento confermato anche dal riscontro diretto degli operatori del progetto Vie d’Uscita di Save the Children, che nel 2018, in sole 5 regioni[2], hanno intercettato 2.210 vittime di tratta minori e neo-maggiorenni[3], un numero cresciuto del 58% rispetto alle 1.396 vittime del 2017. Benché questi dati rappresentino solo la superficie di un fenomeno perlopiù sommerso, la sempre più giovane età delle vittime e la prevalenza dello sfruttamento di tipo sessuale trova conferma anche tra i 74 nuovi casi di minori che sono riusciti a uscire dal sistema di sfruttamento nel 2018 nel nostro Paese e sono stati presi in carico dai programmi di protezione istituzionale, soprattutto in Piemonte (18) e Sicilia (16). Uno su 5, infatti, non supera in età i 15 anni e lo sfruttamento sessuale riguarda quasi 9 casi su 10[4].

Anche se non rappresenta il principale obiettivo del sistema della tratta, lo sfruttamento lavorativo in Italia è in crescita e nel 2018 gli illeciti registrati con minori vittime, sia italiani che stranieri, sono stati 263, per il 76% nel settore terziario. Il numero maggiore di violazioni sono state segnalate nei servizi di alloggio e ristorazione (115) e nel commercio (39), nel settore manifatturiero (36), nell’agricoltura (17) e nell’edilizia (11)[5].

A pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, che ricorre il 30 luglio di ogni anno, Save the Children - l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – diffonde la XIII edizione del rapporto “Piccoli schiavi invisibili 2019”[6], una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori in Italia, ed in particolare del sistema dello sfruttamento sessuale e della specifica vulnerabilità delle sue vittime, in larga maggioranza di origine straniera.

Provengono infatti dalla Nigeria o dai Paesi dell’est europeo e dai Balcani le ragazze che sono maggiormente esposte al traffico delle organizzazioni e reti criminali che poi gestiscono in Italia un circuito della prostituzione in continua crescita. Il numero delle vittime di tratta minori e neo-maggiorenni[7] intercettate in sole 5 regioni[8] dagli operatori del progetto Vie d’Uscita di Save the Children è infatti cresciuto del 58%, passando dalle 1.396 vittime del 2017 alle 2.210 nel 2018, mentre i Paesi di origine sono per il 64% la Nigeria e per il 34% Romania, Bulgaria e Albania. È il riscontro diretto di un fenomeno che, se proiettato su tutte le regioni italiane, in virtù della sua trasversalità territoriale, indica realisticamente che i minori o neo-maggiorenni sfruttati sessualmente in Italia sarebbero diverse migliaia.

“Lo sfruttamento sessuale di vittime così giovani e vulnerabili lascia nelle loro vite un segno indelebile con gravissime conseguenze. Anche nel caso più fortunato di una fuoriuscita, sono diversi gli ostacoli che le giovanissime vittime devono superare durante il percorso di inclusione e integrazione indispensabile per poter costruire un futuro dignitoso e autonomo. Sono molte le testimonianze dirette in questo senso delle realtà che operano sul territorio che abbiamo voluto mettere in evidenza nel Rapporto. Siamo impegnati da anni sul campo In Italia, con l’obiettivo di costruire relazioni di collaborazione sempre più forti con le organizzazioni e associazioni presenti sul territorio, e con le istituzioni ad ogni livello, per scongiurare il pericolo che la rete di intervento e protezione non riesca a trattenere proprio le vittime più fragili. Un fenomeno di questa gravità e di queste proporzioni necessità infatti di un intervento nazionale coordinato tra tutti gli attori, in grado di garantire gli standard necessari ad una vera e propria azione di prevenzione, che deve scattare con tempestività appena le potenziali vittime entrano nel nostro Paese, e deve anche fornire i mezzi più efficaci per promuovere la fuoriuscita delle vittime e il loro percorso di integrazione,” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Per promuovere la sensibilizzazione e avvicinare tutti in modo semplice e coinvolgente al dramma dello sfruttamento sessuale collegato alla tratta, Piccoli Schiavi Invisibili propone quest’anno al suo interno la graphic novel “Storia di Sophia. Una vittima di tratta. Una ragazza.”, illustrata dal fumettista Roberto Cavone, che racconta la storia vera di un’adolescente nigeriana. Il racconto può rappresentare un valido strumento facilmente fruibile per promuovere occasioni di approfondimento anche nelle scuole. 

Lo sfruttamento sessuale delle ragazze nigeriane e dei paesi dell’est Europa

Il business della tratta internazionale a scopo di sfruttamento sessuale in Italia si basa su un sistema in continua evoluzione, che si adatta al mutare delle condizioni. Ad esempio, l’adescamento con la falsa promessa di un lavoro in Italia di vittime anche giovanissime nella Nigeria del sud, dove prevalgono condizioni di povertà e scarsa scolarizzazione, avveniva in gran parte a Benin City (Edo State), ma sembra essersi spostato più a sud, nel Delta State, anche per ovviare agli effetti di un editto della massima autorità religiosa del popolo Edo. Ewmare II, nel 2018 aveva infatti pubblicamente dichiarato nullo il terribile rito juju, utilizzato dai trafficanti per soggiogare e sottomettere con il ricatto le giovani vittime, disarticolando, purtroppo solo temporaneamente, l’intera rete di controllo.

Le ragazze e le donne nigeriane, una volta giunte in Italia, dopo un viaggio attraverso la Libia e via mare dove subiscono abusi e violenze, devono restituire alla maman, la figura femminile che gestisce il loro sfruttamento, un debito di viaggio che raggiunge i 30.000€ e sono costrette a “lavorare” fino a 12 ore tutte le notti, anche per 10-20€ a prestazione, raccogliendo dai 300 ai 700€ al giorno. Buona parte dei soldi servono però per pagare vitto, alloggio e vestiti, spesso anche per l’affitto del posto in strada dove si prostituiscono, e l’estinzione del debito diventa così quasi irraggiungibile. Il controllo delle vittime da parte dei trafficanti è assoluto e violento, come nel caso di Sophia che viene quasi soffocata dalla sua maman per aver chiesto a un cliente il telefono per chiamare sua madre in Nigeria per raccontarle dell’inganno subìto e chiederle aiuto. I trafficanti hanno inoltre spostato il circuito della prostituzione dai luoghi più facilmente identificabili, come le piazzole lungo le provinciali o le maggiori arterie stradali, verso luoghi “meno visibili”, il cosiddetto giro walk, come le fermate dei bus o i parchi, oppure all’interno delle case, che in alcuni casi sono connection-house, gestite e frequentate prevalentemente da connazionali, come quelle segnalate dagli operatori in Campania e Piemonte.

Sulle nostre strade è rimasta invece costante la presenza di ragazze di origine rumena o bulgara, ma si segnala un aumento delle ragazze di origine albanese, un ritorno, che riguarda anche i gruppi criminali albanesi in Italia, secondi solo a quelli nigeriani. Il reclutamento delle vittime nei Paesi di origine avviene con metodi sempre più efficaci, come ad esempio in Romania, dove diverse testimonianze di vittime raccolte in Italia hanno rilevato l’esistenza di  “sentinelle” dei trafficanti che individuano in anticipo negli orfanotrofi le ragazze che stanno per lasciare le strutture al compimento dei 18 anni, e mettono in atto un adescamento basato – come per tutte le connazionali - su finte promesse d’amore e di un futuro felice in Italia, facendo leva sulla loro condizione di deprivazione affettiva. I finti lover boy che sono affiancati ad ogni ragazza lungo tutto il periodo di sfruttamento in Italia, che può durare anni, ne controllano l’attività, portando loro anche bibite energetiche durante la notte per sostenerne lo sforzo, ma esercitano un controllo totale e violento, come nel caso, riportato dagli operatori, di una ragazza rimasta incinta indotta ad entrare in una vasca riempita di cubetti di ghiaccio per indurre l’aborto per shock termico.

“Un sistema di tratta degli esseri umani così forte e spietato nei confronti di ragazze quasi bambine e giovani donne, in grado di adattarsi e modificare il proprio operato per rimanere sommerso, rende più che mai necessario incentivare e rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito, al fine di rafforzare la lotta alla tratta in quanto crimine internazionale e transnazionale. In Italia occorre intensificare l’azione congiunta, anche promuovendo la definizione e adozione di protocolli e convenzioni per l’individuazione precoce delle vittime di tratta, sulla base di un approccio multi-agenzia che coinvolga tutti gli attori territoriali interessati, quali Forze di Pubblica

Sicurezza, Enti Giudiziari, Enti Locali, Enti Gestori dei centri di accoglienza, Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Ogni singola vittima va aiutata a fruire pienamente del sistema di protezione istituzionale per sottrarsi ai propri aguzzini.” sottolinea Antonella Inverno, Responsabile Politiche per l’Infanzia di Save the Children Italia.

Nelle loro attività di protezione delle vittime minori e neo-maggiorenni orientata alla fuoriuscita e al successivo percorso di inclusione e integrazione sociale, gli operatori partner di Save the Children impegnati nel progetto Vie d’Uscita si vedono costretti a sviluppare continuamente nuove modalità per entrare in contatto con le vittime e stabilire un rapporto di fiducia con loro. Questo si rende necessario quando vengono dirottate su circuiti meno visibili o all’interno delle case, o vengono spostate sempre più frequentemente da una città all’altra, o addirittura in un altro Paese europeo per far perdere le loro tracce.

Il sistema di tutela per le vittime della tratta di esseri umani in Italia

La risposta del sistema italiano di tutela delle vittime di tratta è ancora frammentaria ed è necessario potenziarla, come rilevato anche dal Gruppo di Esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) che nel 2018 ha condotto una missione di valutazione del quadro normativo e istituzionale nel nostro Paese rispetto all’applicazione della Convenzione europea in materia.

Il primo Piano Nazionale d’Azione adottato dal Governo nel 2016 per tracciare le linee guida del contrasto e della prevenzione ha rappresentato un passo positivo importante, ma è scaduto a dicembre 2018 e non è stato ancora definito un secondo Piano. Per quanto riguarda il Programma Unico di Emersione, che racchiude invece le misure concrete per l’emersione, l’assistenza e l’integrazione sociale delle vittime, il finanziamento è stato potenziato dall’attuale governo e ammonta a 24 milioni per il triennio 2019-2021. Come sottolinea la relazione del GRETA, si dovrebbero valutare attentamente le esigenze di finanziamento per assicurare che vi siano posti di alloggio sufficienti per le vittime, femmine e maschi, di tratta.

La raccolta dei dati sul fenomeno e sulle vittime di tratta è lacunosa, perché limitata solo a quelle fuoriuscite dal sistema; si dovrebbe creare una struttura nazionale dedicata al coordinamento del lavoro anti-tratta dei ministeri e delle agenzie competenti che possa anche coinvolgere ulteriormente ONG, sindacati e altri membri della società civile nello sviluppo, nell’attuazione e nella valutazione delle politiche anti-tratta.

Molti passi devono inoltre ancora essere fatti per potenziare la prevenzione e l’emersione del fenomeno attraverso una formazione specifica dei funzionari delle forze dell’ordine, il personale della polizia di frontiera, i professionisti che lavorano nei punti di sbarco e nella prima accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo, dei procuratori, dei giudici, dei funzionari dell’asilo, degli assistenti sociali, degli ispettori del lavoro, degli avvocati, degli esperti dell’infanzia e degli operatori sanitari. Tutte figure che, se messe in grado, potrebbero infatti identificare in anticipo le potenziali vittime di tratta tra i migranti e richiedenti asilo giunti in Italia.

“Non si può ignorare – ha aggiunto Raffaela Milano -  il fatto che il fiorente mercato dello sfruttamento sessuale delle minorenni in Italia è legato alla presenza di una forte “domanda” da parte di quelli che ci rifiutiamo di definire “clienti”, i quali sono parte attiva del processo di sfruttamento. E’ necessario rafforzare l’azione di contrasto e, allo stesso tempo, promuovere iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolare i più giovani sui danni gravissimi che questo mercato provoca sulle ragazze che ne sono vittima”.

Ulteriori criticità prima, durante e dopo la fuoriuscita sono state riportate dagli operatori sul campo rispetto ai complicati iter burocratici per ottenere, ad esempio, il rilascio dei codici STP (Straniero Temporaneamente Presente), per le ragazze nigeriane ed albanesi – aggravati dall’introduzione del Decreto Sicurezza 113/2018 (legge 132/2018) -  ed ENI (Europeo Non Iscritto), per le ragazze originare dei Paesi dell’Est Europa, fondamentale per garantire il riconoscimento del diritto alla salute attraverso i relativi servizi.  

Altri nodi critici riguardano il rilascio del permesso di soggiorno, che in ancora troppi territori è vincolato alla denuncia nei confronti degli sfruttatori da parte delle vittime, le quali, soprattutto in una fase iniziale di fuoriuscita, spesso sono restie a formalizzare la denuncia per paura di ritorsioni sui familiari nel Paese di origine. Il permesso di soggiorno d’altronde non rappresenta per le vittime europee o albanesi un efficace strumento di protezione, considerato che la posizione amministrativa di queste donne è comunque regolare in Italia. Per tutte loro vanno messi in campo altri strumenti per incoraggiare e sostenere la fuoriuscita.

“Il fenomeno della tratta e del grave sfruttamento di esseri umani, in particolare di minori, rappresenta una sfida più che attuale per le autorità italiane. Lo sfruttamento sessuale delle donne e delle ragazze originarie della Nigeria, dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa continua a essere perpetrato e si adatta ai tempi. Al suo mutare emergono nuove criticità, mentre altre, che già esistevano, rischiano di diventare croniche. Intercettare e intervenire sulle criticità che gli operatori incontrano sia nell’aggancio, che nel sostegno delle vittime durante il loro percorso di fuoriuscita dalla situazione di assoggettamento, e di integrazione poi, è fondamentale per garantire a queste donne, talvolta giovanissime, la possibilità di immaginare nel nostro Paese un futuro diverso, lontano da violenza e sfruttamento.” conclude Raffaela Milano.        

L’intervento di Save the Children in Italia

Per offrire un sostegno specifico ai minori stranieri reclutati da organizzazioni e reti criminali nei Paesi di origine per essere sfruttati in Italia nel circuito della prostituzione, l’Organizzazione ha attivato dal 2012 il progetto Vie d’Uscita. Il progetto viene realizzato in partenariato in Marche e Abruzzo con l’Associazione On the Road, in Veneto con Comunità dei Giovani Cooperativa Sociale e la Cooperativa Sociale Equality, con la Cooperativa Sociale CivicoZero a Roma nel Lazio, con MEET Project Cooperativa Sociale in Calabria e con la Congregazione Figlie della Carità San Vincenzo de Paoli in Sardegna, e dal 2019 anche in Piemonte con PIAM Onlus. Nel 2018 Vie d’uscita ha sostenuto l’avvio di 32 percorsi di avviamento all’autonomia di vittime fuoriuscite dal sistema di sfruttamento, per 31 ragazze e un ragazzo.

Con l’obiettivo di offrire supporto e protezione ai minori stranieri non accompagnati in Italia, e garantire loro opportunità di inclusione sociale, Save the Children è presente con i propri programmi nelle principali aree di sbarco alla frontiera sud, nelle maggiori città di arrivo e transito come Catania, Roma, Milano, e Torino – dove è attivo il progetto CivicoZero – e ai principali valichi di confine terrestre al nord del Paese.

Dal 2016, l’Organizzazione ha infine attivato la Helpline Minori Migranti per offrire adeguato sostegno agli stessi minori stranieri non accompagnati, ma anche a tutti coloro che hanno necessità di ricevere informazioni ad hoc, dai familiari dei minori agli operatori delle strutture di accoglienza, dai volontari ai comuni cittadini. Il servizio, gratuito e multilingue, è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17, al numero verde 800 14 10 16 oppure, per gli utenti Lycamobile, 3512202016.





Mattarella avverte: “Nessun futuro fuori dall’Unione Europea”

“Non c’è futuro al di fuori dell’Unione europea”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia del ventaglio promossa dalla Stampa parlamentare. Il Capo dello Stato ha aggiunto che con le elezioni europee “si apre una fase nuova, è necessario un atteggiamento di maggiore solidarietà, soprattutto nei confronti dei giovani che si sentono soli. Le istituzioni di governo – ha detto Mattarella – hanno bisogno, lungi da conflittualità, di fattiva collaborazione”. Il presidente della Repubblica ha puntualizzato che “il Quirinale non compie scelte politiche, esse spettano alle forze politiche in Parlamento. Il Presidente della Repubblica è arbitro e non può non richiamare al rispetto delle istituzioni”.