Esquilino, lite tra clochard finisce a coltellate

 

Lite tra clochard finisce a coltellate

 

 

Una lite tra due clochard è culminata ieri con un’aggressione a colpi di forbici nella tarda serata di ieri in piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini a Roma. I carabinieri della stazione Piazza Dante hanno denunciato un senza fissa dimora romano 75 anni per lesioni personali aggravate. A quanto ricostruito, l’uomo avrebbe aggredito un altro senzatetto, un 50enne del Congo, durante una lite per il bivacco. Gli accertamenti sono stati svolti in collaborazione con i carabinieri della compagnia Centro.
L’aggressore, che ha tentato la fuga a piedi, è stato rintracciato nella vicina via Giolitti. Il ferito, trasportato in ospedale, è stato giudicato guaribile in 10 giorni e ha riportato ferite a una mano.





Tante rapine, almeno nove, tra gennaio ed aprile. Presi

 

I Carabinieri della Stazione Roma Quadraro hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini romani, di 41 e 28 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica – Sezione Reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, coordinata dal Lucia Lotti.

Le indagini sviluppate dai Carabinieri hanno consentito di far luce su 9 episodi di rapine, verificatesi tra il mese di gennaio ed il mese di aprile 2019, nel quadrante sud-est della Capitale.

Obiettivi dei malviventi erano attività commerciali quali supermercati, sale slot, distributori carburante e negozi. Nel corso delle rapine, i complici non avevano esitato a fare uso delle armi, esplodendo anche, in più di una circostanza, colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio. In un episodio, durante la rapina ad un distributore di via Santa Maria del Buon Consiglio, lo scorso 4 marzo, è rimasto ferito anche un cliente, colpito al collo da un colpo di pistola esploso dai malviventi.

I Carabinieri sono riusciti a risalire ai due rapinatori attraverso l’analisi approfondita dei filmati dei circuiti di videosorveglianza, dei luoghi in cui si sono verificate le rapine, dall’esame del medesimo modus operandi. L’esito della comparazione balistica effettuata dai Carabinieri del RIS di Roma ha consentito di evidenziare le similitudini tra i bossoli rinvenuti nel corso dei sopralluoghi effettuati a seguito di diverse rapine, e la relazione tra i bossoli dei colpi esplosi ed una pistola modello Glock Smith&Wesson calibro 23, rinvenuta e sequestrata nel corso delle indagini.

Gli arrestati sono stati portati nel carcere di Regina Coeli.





Disco verde del Consiglio regionale del Lazio al piano paesistico

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza il Piano territoriale paesistico regionale (Proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 4 gennaio 2019), al termine di una sessione d’Aula durata tre giorni. Il voto è arrivato alle 6 di venerdì mattina, dopo una maratona notturna iniziata poco prima dell’una, quando l’assessore regionale Massimiliano Valeriani ha presentato quattro subemendamenti, che hanno interamente sostituito alcune parti del corposo provvedimento tra cui le norme tecniche e le osservazioni, facendo decadere circa 2000 emendamenti. 




Bluetec, 31 lavoratori di Potenza finiscono in ‘ferie forzate’

Trentuno lavoratori della Blutec di Tito Scalo (Potenza) sono stati messi in ferie forzate da oggi a fine mese. Poi, a settembre, saranno coperti dagli ammortizzatori sociali. È la conseguenza dell’imminente sequestro di un area dello stabilimento lucano che comporta lo "sfratto" dei lavoratori e la chiusura dell’impianto. Ne danno notizia Fim, Fiom e Uilm della Basilicata. “Il provvedimento che ha prodotto la chiusura dei cancelli dello stabilimento – spiegano le tre sigle – è un’ulteriore batosta per i lavoratori coinvolti in una difficile vertenza che li ha visti protagonisti ormai da troppo tempo in situazioni umilianti per le pessime condizioni di lavoro e lo stato in cui versava l’azienda, senza contare le perdite salariali e i mancati pagamenti degli stipendi”.

In questo quadro, per i sindacati è “non è più tollerabile il silenzio della Regione che, più volte interpellata, non ha mai convocato un tavolo per affrontare una crisi di cui i lavoratori non sono responsabili. Oggi più che mai è urgente da parte della Regione Basilicata un impegno concreto e risolutivo affinché si creino le condizioni per il mantenimento dell’occupazione, ma ancora più importante – concludono – è tracciare politiche industriali che frenino la desertificazione di aree industriali come quella di Tito”.

 





Confermato lo sciopero dei casellanti autostradali. Disagi il 4 e 5 di agosto

Dopo dopo due giorni e mezzo di "non stop", le trattative per il rinnovo del contratto dei lavoratori delle autostrade e dei trafori si sono interrotte. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, quindi, lo sciopero a singhiozzo proclamato nel week end dell’esodo (il 4 e il 5 agosto) è stato confermato. In particolare sciopereranno anche i casellanti che non sono soggetti alla legge 146. Sarà uno sciopero a singhiozzo, cioè a turni di 4 ore. I turni di sciopero, fanno sapere i 
sindacati saranno: "dalle 10 alle 14, dalle 18 alle 22 di domenica 4 e dalle 22 di domenica 4 alle 2 di lunedì 5". Dalla protesta resta escluso tutto il personale sottoposto alla legge sullo sciopero e alla regolamentazione provvisoria del settore.





Metalmeccanici, c’è l’ipotesi scritta, di una piattaforma unitaria sul nuovo contratto

Metalmeccanici, c’è l’ipotesi scritta, di una piattaforma unitaria sul nuovo contratto

 

“Dopo alcuni mesi di confronto abbiamo realizzato unitariamente la piattaforma con cui avviare la discussione sul rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici". Tutto è confermato ufficialmente da una nota unitaria di Fiom, Fim e Uilm.  Il 31 dicembre 2019 scade il ccnl Federmeccanica/Assistal, firmato unitariamente da Fim, Fiom e Uilm il 26 novembre 2016. L’obiettivo che le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici si pongono è il rinnovo di un contratto nazionale, condiviso dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici, sottoscritto da Fim, Fiom, e Uilm e Federmeccanica-Assistal, e quindi il rilancio del lavoro industriale a partire dal settore metalmeccanico.

Nella piattaforma si chiede un aumento del salario dell’8% sui minimi contrattuali, relativo al periodo 2020-2022. Dopo la premessa, la piattaforma si articola nei seguenti paragrafi: relazioni industriali, diritti di partecipazione e politiche attive; contratto delle competenze, inquadramento, formazione; welfare integrativo; ambiente, salute e sicurezza sul lavoro; mercato del lavoro e appalti; orario di lavoro; diritti e tutele; salario; percorso democratico.

Il documento rappresenta una sintesi delle posizioni di Fim-Fiom-Uilm. Per una prima valutazione, sono stati convocati i consigli unitari di Fim-Fiom-Uilm il 4 settembre a Roma, alle 10, presso il Centro congressi in via dei Frentani 4.

Dopo i consigli unitari, si potranno avviare le assemblee in tutti i luoghi di lavoro e la consultazione certificata con voto segreto delle lavoratrici e lavoratori, come previsto dal Testo Unico 2014. Se l’esito sarà favorevole, invieremo la piattaforma a Federmeccanica e ad Assistal per iniziare al più presto il negoziato, che porti a un rinnovo positivo per i lavoratori metalmeccanici”. Lo dichiarano in una nota congiunta Marco Bentivogli, segretario generale Fim, Francesca Re David, segretaria generale Fiom, e Rocco Palombella, segretario generale Uilm.

Per Bentivogli: “Non abbiamo alternative nella strada che dal 2016 ha avviato l’innovazione della contrattazione, è il momento di aumentare i salari e costruire un contratto che abbia a cuore le competenze dei lavoratori. Il lavoro e le produzioni sono cambiate, i contratti non possono guardare al passato. È la strategia più forte per difendere qualità dell’occupazione, crescita salariale e stabilità del lavoro. È ora che Federmeccanica accolga la sfida nei contratti e non solo nei convegni. Non si può valorizzare il lavoro con i minimi salariali più bassi d’Europa. Scommettiamo insieme sul lavoro industriale”.

Secondo Re David: “Questa è la prima piattaforma unitaria dei metalmeccanici dal 2006. Siamo in presenza di una piattaforma importante, che si pone l’obiettivo di rispondere alla giusta richiesta dei lavoratori di un aumento consistente delle retribuzioni e di fare i conti con i cambiamenti intervenuti in questi anni nel mondo del lavoro e nei modelli organizzativi delle imprese, allargando le tutele e i diritti, in particolare negli appalti, contrastando la precarietà, e riconoscendo il valore del lavoro attraverso interventi sulla formazione e sul’inquadramento professionale. È importante aver definito il vincolo del percorso democratico con il voto dei lavoratori sulla piattaforma e sull’eventuale accordo”.

Infine Palombella: “Questa ipotesi di piattaforma, condivisa con Fim e Fiom, rappresenta il primo passo importante per avviare con il piede giusto il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Si tratta certamente del più importante del settore industriale, poiché coinvolge 1 milione e 400 mila lavoratori. Mentre il rinnovo del 2016 è stato caratterizzato da un rafforzamento del welfare contrattuale, in questo del 2020 abbiamo concentrato le nostre richieste su rilevanti incrementi salariali nelle retribuzioni minime. Infatti, la nostra richiesta si pone l’obiettivo di colmare un deficit negativo che è stato provocato dai lunghi anni di crisi. Con questo rinnovo, quindi, ci poniamo l’obiettivo di far aumentare il potere d’acquisto, diminuito anche a causa dell’alta tassazione che grava sul lavoro dipendente”.

 





Imprese e non solo. Probabile truffa con false certificazioni Inps, occhio ad aprire le Pec

Una probabile truffa viaggia via posta elettronica. In questi giorni numerose segnalazioni da parte di aziende sono pervenute agli uffici dell’Inps in merito alla ricezione di messaggi di posta elettronica certificata con contestazioni di addebiti relativi a mancati versamenti contributivi.

Apparentemente le richieste potrebbero sembrare riconducibili all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Evidentemente si tratta di una truffa con l’intento di “rubare” dati alle aziende o di introdurre virus nei sistemi informatici.

CNA raccomanda una particolare attenzione nell’aprire questo tipo di messaggi di posta elettronica.

L’INPS ha diffuso un comunicato nel quale sottolinea che l’Istituto è del tutto “estraneo a tali Pec e le segnalazioni pervenute sono state inviate alle autorità competenti”. L’Inps inoltre ricorda a tutti i cittadini di non dare seguito a richieste ambigue che arrivino via email e che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx.

 





Case per le vacanze, la discesa dei prezzi spinge ad acquistare. I numeri di Fimaa-Confcommercio

Fimaa ha presentato l’Osservatorio nazionale immobiliare turistico 2019 realizzato in collaborazione con Nomisma. Una fotografia  del mercato 2019 delle case per vacanza in Italia, attraverso l’analisi dei dati delle compravendite e delle locazioni di 205 localita’ di mare e 112 di montagna e lago. Nel 2018, rispetto all’anno precedente, le transazioni registrate a livello complessivo sono aumentate del 6,1%, in linea col dato nazionale (+6,5%): in particolare, le località marine hanno fatto segnare +6,4%, quelle montane +4,0%, mentre quelle lacuali +7,6%. Nel 2019, il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attesta a 2.134 euro al metro quadro commerciale, con un
trend dei prezzi di vendita delle case per vacanza ancora in contrazione: il dato medio fa segnare una flessione annua pari a -1,8%. Il Lazio e’ la regione che ha registrato il calo piu’ intenso (-3,5%), a seguire Liguria (-3,1%), Valle d’Aosta, Toscana, Campania e Molise (-2,5%). Il Friuli Venezia-Giulia e’ l’unica regione a registrare un aumento dei prezzi medi (+1,5).Nelle localita’ marine, il calo maggiore dei prezzi medi di compravendita di appartamenti nel 2019 si registra in Lazio (-3,5% annuo) e Liguria (-3,1%), mentre il Friuli Venezia-Giulia segna un +0,8%; tra le localita’ di montagna o lago la maggiore variazione negativa e’ in Valle d’Aosta (-2,5%), mentre in Friuli Venezia-Giulia si e’ rilevato un aumento dei prezzi medi pari a +1,7%.  In cima alla classifica delle principali località turistiche per quanto riguarda i prezzi massimi di compravendita di appartamenti top o nuovi nel 2019 ci sono Capri (Na), con valori che raggiungono i 12.700 euro/mq. Completano il podio Forte dei Marmi (Lucca) con 12.600 euro/mq e Madonna di Campiglio (Trento) con 12.400 euro/mq. Dal report emerge anche che Santa Margherita Ligure (Ge), dopo parecchi anni in vetta alla classifica, scende al quarto posto, seguita da Courmayeur (Ao), Cortina d’Ampezzo (Bl), Selva di Val Gardena (Bz) e Porto Cervo (Ss). Nel 2019, il mercato della locazione delle abitazioni segna un +1,3% su base annua, in miglioramento rispetto al 2018, beneficiando della crescita dei flussi turistici. L’aumento ha interessato maggiormente le localita’ marittime (+1,9% in media) e le localita’ lacuali (+1,0%), mentre le localita’ di montagna sono in media sugli stessi livelli del 2018.Anche nel 2019 i prezzi di mercato delle abitazioni turistiche sono diminuiti, facendo segnare una flessione annuale del -1,8%, meno intensa della variazione registrata nel 2018 (-2,5%). A far segnare gli arretramenti piu’ marcati sono state le località marine in provincia di Genova (in media -5,7%) e di Roma (-3,8% medio). In particolare, si segnalano il -6,8% di Santa Margherita Ligure, il -6,4% di Rapallo, il -5,3% di Sestri Levante e il -5,0% di Fregene. Le località che hanno registrato variazioni positive sono solo una decina. Tra di esse, Senigallia (An), con un aumento del 3,8%, alcune localita’ montane in provincia di Udine (es. Tarvisio, +3,3%), Livigno (So) e Lignano Sabbiadoro (UD), che hanno registrato un aumento dei prezzi medi del 2,0%. All’interno dei singoli mercati, sono in genere gli immobili usati e localizzati nelle zone periferiche ad evidenziare i segnali di debolezza più accentuati, con cali medi dei prezzi delle abitazioni che vanno dal -2,1% nelle località montane e lacuali al -2,4% nelle localita’ di mare. 





Commercio e vendite, Confesercenti: a giugno prove di ripartenza, ma la strada è lunga

Commercio e vendite, Confesercenti: a giugno prove di ripartenza, ma la strada è lunga

 

A giugno il commercio prova a ripartire, ma la strada per uscire dalla stagnazione è ancora lunga. La buona performance del mese – +1,9% su maggio – non basta infatti a recuperare un 2019 ancora piatto sotto il profilo delle vendite, aumentate di appena lo 0,3% nei primi sei mesi dell’anno. Ma a correre sono solo il web (+13,7%) e la grande distribuzione (+4,7%), mentre i piccoli negozi continuano la retromarcia nella zona negativa: la variazione acquisita fino a giugno di quest’anno è del -0,9%.

Così Confesercenti sui dati Istat relativi alle vendite del commercio al dettaglio in giugno.

Da Istat arrivano dati positivi, ma manca l’attesa inversione di rotta, in particolare per le piccole imprese. Se continua così, quest’anno spariranno ancora più di 5mila attività commerciali, al ritmo di 14 al giorno”, commenta la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. “I negozi di vicinato sono in una situazione di forte difficoltà. Una crisi che sembra ormai essere strutturale e che si riverbera sul tessuto sociale ed urbano, rischiando di modificare anche l’impronta delle nostre città e dei centri storici, un tratto che caratterizza l’Italia nel mondo”.

Abbiamo già chiesto, e lo ribadiremo nei prossimi incontri con il governo, un tavolo non di crisi ma di rilancio per i negozi di vicinato”, conclude De Luise. “Servono interventi mirati a consolidare le imprese esistenti ed a ridurre i rischi di chiusura, dagli affitti dei locali commerciali alla formazione degli imprenditori. Ma anche una strategia di alleggerimento della pressione fiscale, a partire dai rinnovi dei contratti di lavoro, per ridare fiducia alle famiglie ed alle imprese della distribuzione”.

 





Cna Balneari plaude all’estensione delle concessioni al 2033

Cna Balneari plaude all’estensione delle concessioni al 2033

 

Concessioni demaniali. CNA Balneari: “Soddisfatti dell’incontro con il ministro Centinaio. L’estensione delle attuali concessioni al 2033 e il superamento della direttiva Bolkestein i principali obiettivi”.

“Siamo usciti soddisfatti dall’incontro tenuto oggi con il ministro Gian Marco Centinaio sul tema scottante delle concessioni demaniali e dell’applicazione della Direttiva Bolkestein”. Lo si legge in un comunicato di CNA Balneari.
“Prima di tutto – prosegue la nota – ci ha convinti l’impegno del ministro a estendere al 2033, in tutti i comuni costieri, le circa 30mila concessioni attualmente esistenti. In questo arco di tempo si potrà lavorare per superare definitivamente la Bolkestein. Nel frattempo – conclude il comunicato di CNA Balneari - è urgente varare una norma che dia indicazioni precise e vincolanti ai comuni italiani ed eviti l’apertura a Bruxelles di una procedura d’infrazione contro l’Italia”.

 





Vino: prezzi all’ingrosso giù del 10% per l’abbondante uva del 2018

Vino: prezzi all’ingrosso giù del 10%

per l’abbondante uva del 2018

 

L’abbondante uva del 2018 abbatte del 10% il prezzo all’ingrosso del vino. L’effetto della ricca vendemmia registrata in Italia lo scorso anno si continua infatti a vedere sui listini all’ingrosso, che a giugno hanno registrato un -0,4% rispetto a maggio. Su base annua il calo, iniziato negli ultimi mesi del 2018, sfiora ormai la doppia cifra, attestandosi su un -9,4%. Ad essere più penalizzati nel confronto con lo scorso anno sono i vini generici, senza denominazione, con flessioni del -19,5% per i bianchi e del -24,7% per i rosati. Anche tra i DOP-IGP il calo è però evidente, in particolare per i prezzi dei vini di fascia bassa che accusano rispetto a dodici mesi fa un -9,9% per i rossi e un -12,4% per i bianchi.

E’ quanto emerge dall’indice mensile sui prezzi all’ingrosso dei prodotti agroalimentari, elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio, esteso da luglio anche al comparto del vino.

Solamente i vini rosati, tra i DOP-IGP, mantengono una leggera crescita nel confronto con l’anno precedente (+1,4%). Tra gli spumanti, invece, segno “più” rispetto allo scorso per gli spumanti prodotti con metodo classico (+1,7%).

Nel comparto degli oli e grassi rimangono in calo i prezzi di burro e olio di oliva. Il burro ha perso a giugno un ulteriore 5,9%, di fatto dimezzandosi rispetto allo scorso anno (-46,2%). Anche i listini degli oli di oliva hanno segnato un nuovo ribasso mensile (-3,8%), pur mantenendosi più elevati del 19,1% rispetto all’anno precedente. Oltre agli effetti dell’abbondante produzione spagnola, in questa fase i listini dell’olio di oliva stanno risentendo anche delle aspettative positive sulla produzione italiana nella prossima annata.

Negli altri comparti, spicca all’interno della filiera lattiero – casearia il rialzo mensile del +7,8% messo a segno a giugno dal latte spot, il latte commercializzato al di fuori dei contratti di fornitura. A imprimere l’aumento osservato nei listini è stato il calo della produzione di latte che tipicamente si registra durante la stagione estiva a causa dell’aumento delle temperature. I prezzi attuali sono più alti del +9,3% rispetto allo scorso anno. Aumento su base annua che si continua a registrare anche per i formaggi a media e lunga stagionatura, che, nell’arco di dodici mesi, crescono rispettivamente del +9,5% e del +19%.

Nel comparto delle carni, giugno ha messo in evidenza una forte contrazione per i prezzi all’ingrosso della carne di coniglio, scesi dell’11,6% rispetto a maggio. Un andamento che ha risentito del calo della domanda che tipicamente si registra nel mercato con la stagione estiva e l’aumento delle temperature. Rispetto allo scorso anno i prezzi attuali restano più alti del 14,7%. Variazioni limitate rispetto a maggio, invece, nei listini delle carni bovine (-0,8%) e suine (-0,4%), mentre nonostante la flessione mensile del 2,7% le carni di agnello restano in crescita di quasi il +60% rispetto allo scorso anno.





Migranti soccorsi, l’ong Open Arms a caccia di un porto sicuro. Stop di Italia, Malta e Spagna

 

"Sono 69 le persone salvate la scorsa notte" al largo della Libia. A darne notizia la scorsa notte la ong Open Arms in un tweet, riferendo che a bordo della propria nave ci sono complessivamente 124 naufraghi. "Abbiamo bisogno di un porto sicuro per sbarcare", aggiunge la ong.

Le persone salvate - scrive ancora Open Arms - hanno "segni evidenti delle torture subite in Libia". Tra i naufraghi ci sono "due bimbi, due donne in gravidanza, una di nove mesi con contrazioni". Il gommone soccorso da Open Arms si trovava a circa 70 miglia dalle coste di Zuwarah, in acque internazionali, e la sua posizione è stata segnalata alla Ong catalana da Alarm Phone, il servizio telefonico che fornisce ai migranti un numero da chiamare in caso di difficoltà. In mattinata, ha scritto su twitter Alarm Phone, "siamo stati chiamati da circa una cinquantina di persone che erano in difficoltà nel Mediterraneo centrale". I migranti "erano partiti dalla Libia la scorsa notte e una volta ottenuta la loro posizione Gps - dice ancora Alarm Phone - abbiamo informato le autorità e Open Arms che era nelle vicinanze".





Trump e i dazi fanno entrare in fibrillazione le Borse

 

Il presidente americano , a sorpresa e quando nessuno se lo aspettava, ha annunciato nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di merci cinesi a partire dal 1 settembre. “I negoziati commerciali vanno avanti – ha scritto su Twitter – e durante questi colloqui, a partire dal 1 settembre, gli Stati Uniti imporranno una piccola tariffa aggiuntiva del 10% sui restanti 300 miliardi di dollari di beni e prodotti provenienti dalla Cina”.

Trump ha definito “costruttivi” i colloqui avuti dai rappresentanti americani nei giorni scorsi con la controparte cinese a Shanghai, ma ha poi ricordato che Washington pensava di “aver raggiunto un accordo con la Cina tre mesi fa”. Purtroppo, ha aggiunto il presidente americano, “la Cina ha deciso di rinegoziare l’accordo prima di firmarlo” e “più di recente, la Cina ha accettato di acquistare grosse quantità di prodotti agricoli dagli Stati Uniti, ma non lo ha fatto”.

“Inoltre – ha proseguito Trump su Twitter – il mio amico, il presidente Xi, aveva detto che avrebbe fatto cessare la vendita di Fentanyl negli Stati Uniti e questo non è mai successo e molti americani continuano a morire!”. A fronte di questo, i colloqui continueranno ma da settembre entreranno in vigore i nuovi dazi, definiti da Trump “una piccola tariffa aggiuntiva” che “non interesserà i 250 miliardi di dollari di merci su cui sono già state imposte tariffe al 25%”.

In un ultimo tweet, Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti vogliono “portare avanti il dialogo positivo con la Cina su un accordo commerciale globale, certi che il futuro tra i nostri due paesi sarà luminoso!”





Caldo e temporali non mollano la presa. Sud sopra i 40 gradi e nord nel vortice di una veloce perturbazione

Ancora 24-48 ore che vedranno le regioni centro meridionali investite da una rovente massa d’aria di origine africana, che fa salire la colonnina di mercurio fino a 40°C, mentre nel Nord Italia arriverà una veloce perturbazione che, tra venerdì 2 e sabato 3 agosto, porterà condizioni di diffusa instabilità con rischio grandine su molte regioni.

Il team de IlMeteo.it avvisa che la giornata più calda sarà quella di venerdì 2. Molte zone interne della Sardegna, della Sicilia orientale, della Calabria e della Puglia vedranno i termometri salire fino a toccare punte prossime ai 40°C. Le coste invece saranno mitigate dalle brezze marine e il clima risulterà pertanto meno rovente. Farà comunque caldo sul resto del Sud dove si potranno facilmente raggiungere picchi di 36- 38°C. Città come Roma e Firenze saranno meno coinvolte, ma non per questo meno calde: qui la colonnina di mercurio si fermerà intorno a 34-35°C. Sabato si toccheranno punte oltre i 40°C nelle zone più interne della Sicilia (Agrigentino), mentre si sfioreranno i 40°C nelle zone interne della Puglia e della Sardegna.

Le regioni settentrionali, invece, si troveranno a fare i conti con temporali e grandine: venerdì 2 agosto precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporali potranno svilupparsi sulla Lombardia, per poi estendersi al Veneto e successivamente, dal primo pomeriggio, raggiungere l’Emilia-Romagna e le Marche. I fenomeni saranno accompagnati da possibili nubifragi, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Nel corso della giornata di sabato 3 le regioni settentrionali saranno ancora interessate da correnti instabili di origine atlantica che favoriranno la formazione di rovesci temporaleschi in particolare sull’arco alpino centro orientale. Col passare delle ore non è escluso che qualche temporale possa raggiungere anche le alte pianure di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Visti i forti contrasti termici in gioco saranno possibili anche dei fenomeni particolarmente violenti con locali grandinate e forti colpi di vento. Anche sull’appenino settentrionale permane il rischio di temporali in estensione poi verso le coste di Romagna e Marche.





Il Governatore dalla Banca d’Inghilterra avvisa Londra: “Una Brexit no deal porterà uno shock negativo istantaneo per l’economia”

 

Il governatore della Bank of England (BoE), Mark Carney, ha rilanciato in un’intervista alla Bbc i nuovi timori lanciati ieri dall’istituto di fronte allo scenario di una Brexit no deal, evocando "uno shock istantaneo per l’economia" del Regno. Carney ha parlato di "un numero potenzialmente importante d’imprese" che si ritroverebbero nell’immediato nella condizione "di non poter funzionare".
    Le sue parole hanno dato la stura a nuove reazioni polemiche di deputati Tory brexiteer, convinti che il governatore voglia alimentare "un progetto paura" sulla Brexit e di fatto sabotare la tattica del nuovo governo di Boris Johnson, che il no deal non lo esclude. A rafforzare le inquietudini spunta invece un rapporto commissionato dal governo qualche settimana fa, ma fatto trapelare ieri sui media, che ipotizza nello scenario peggiore pure reazioni iniziali di panico e di accaparramento di beni essenziali nel Regno; oltre al timore di disordini in Irlanda del nord nel caso d’un ritorno di barriere di confine.





Sempre più complicata una Brexit radicale per Boris Johnson. Perde un seggio alla Camera dei Comuni e la sua maggioranza è strettissima (1 voto solo)

 

Con la sconfitta alle suppletive di Brecon e Radnorshire, Galles, piccoli centri difficili da trovare anche su una cartina geografica, il neo-premier britannico conservatore Boris Johnson si ritrova con una maggioranza di un solo seggio ai Comuni. Questo dimagrimento della maggioranza conservatrice in parlamento, in realtà, è più simbolica che fattuale, dato che ai Comuni c’è già una maggioranza che ha respinto l’accordo per la Brexit concluso da May e si oppone chiaramente alla prospettiva del ‘no deal’. Ma il segnale per Johnson è comunque negativo.

Con quali opzioni, ora, si ritrova il premier britannico? Secondo un’analisi di Bloomberg, la più probabile è che si arrivi presto a nuove elezioni in Gran Bretagna. Ma gli scenari sono svariati: ecco i principali.

– Johnson non ottiene un nuovo accordo con l’Ue, tenta di far passare la Brexit in versione ‘no deal’, ma il parlamento lo blocca. A quel punto sarebbe praticamente inevitabile andare alle urne anticipatamente. E per il partito Labour sarebbe quasi inevitabile proporre un nuovo referendum sull’uscita dall’Ue.

Johnson non ottiene un nuovo accordo con l’Ue e, stoppato dal parlamento, opta per un nuovo referendum sulla Brexit.

– Johnson, al rientro dalla pausa estiva del parlamento, non sopravvive a un voto di sfiducia e la Gran bretagna va alle urne anticipatamente.

– Nuovo rinvio della Brexit ed elezioni convocate su richiesta dello stesso Johnson in seguito alla totale indisponibilità dell’Ue a negoziare un nuovo accordo, messa sul piatto a un vertice europeo ad ottobre.

– Johnson ottiene una nuova formulazione della clausola di backstop, che evita il ritorno di una frontiera reale tra Irlanda e Irlanda del Nord. Se il parlamento britannico approva, si procede alla Brexit, altrimenti si va alle urne.

– Johnson ottiene una nuova formulazione della clausola di backstop e, complessivamente, un nuovo accordo e lo sottopone a voto popolare.





Finisce la fuga ‘dorata’ di Domenico Crea, capo indiscusso della ‘ndrangheta

Le donne e gli uomini della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Reggio Calabria, supportati da personale del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine e della Squadra Mobile di Vibo Valentia, hanno arrestato a Santa Domenica di Ricati (Vibo Valentia) il latitante Domenico Crea,37 anni, capo della consorteria mafiosa operante nell’area di Rizziconi, collegata ed imparentata con la potente famiglia Alvaro di Sinopoli, latitante dal 2015 quando venne colpito da misura cautelare per i reati di associazione mafiosa, estorsione ed altro a seguito di sentenza di condanna in primo grado a 15 anni di reclusione emessa dal Tribunale di Palmi.

Da quella data Crea è stato colpito da numerosi provvedimenti restrittivi per associazione mafiosa ed estorsione ed è stato condannato in via definitiva, lo scorso mese di aprile, a 21 anni di reclusione.

Nella serata di ieri, a seguito di servizi di osservazione supportati da strumentazione tecnologica altamente sofisticata, si è avuta la certezza della presenza del latitante all’interno di una villetta di Santa Domenica dove è stato tratto in arresto questa mattina. Il latitante era in compagnia della moglie ed è stato trovato in possesso di 5.000 euro in contanti. Nel suo buen ritiro anche abiti firmati e nulla che facesse pensare ad una latitanza morigerata.

Al vaglio la posizione di due coniugi proprietari dell’immobile messo a disposizione della famiglia del latitante.





Aumentano le tasse locali. La Uil certifica una Imu più alta in oltre 200 Comuni

 

Le tasse locali aumentano in un Rapporto presentato dalla Uil alla data del 26 luglio, le aliquote Imu sono state quest’anno riviste al rialzo in oltre 215 Comuni, tra cui 4 Città capoluogo. Più gettonati gli aumenti delle aliquote delle Addizionali Comunali Irpef: sempre al 26 luglio, su 4.078 Comuni 566 (il 14% del totale) ha scelto di aumentare le aliquote e di rimodulare le esenzioni abbassandone la soglia.
Infine nel 2019 la Tari aumenta in 44 Città capoluogo (4 Città su 10), tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli. Dunque , “dopo tre anni di blocco degli aumenti delle aliquote delle imposte e tasse locali – scrive la Uil nel suo lavoro - da quest’anno ritorna la facoltà di manovrare di nuovo la leva fiscale a livello locale" ha spiegato la Uil. "Se sul versante delle Regioni non sono stati apportati aumenti di aliquote, diversa e variegata è la situazione per quanto riguarda le tasse comunali".

Anche se non tutti i comuni hanno pubblicato le aliquote delle imposte sul sito del ministero dell’Economia, non sono numerosi i municipi che hanno rivisto al rialzo le imposte. Tuttavia si tratta comunque di ritocchi di peso. Le diminuzioni registrate sono poche. Per quanto riguarda le città capoluogo, non sono molte quelle che hanno apportato modifiche, perchè la maggior parte di esse aveva già portato il livello della tassazione al massimo prima del blocco triennale delle aliquote.





Produzione industriale in calo dell’1,2%. I numeri dell’ Istat

A giugno 2019 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,2% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente.

L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale solo per l’energia (+2,4%); diminuzioni si registrano, invece, per i beni di consumo (-0,7%), i beni intermedi (-0,6%) e, in misura più lieve, per i beni strumentali (-0,1%).

Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2019 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali dell’1,2% (i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 21 di giugno 2018).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a giugno 2019 un’accentuata crescita tendenziale esclusivamente per l’energia (+3,4%); al contrario, diminuzioni contraddistinguono i beni intermedi (-2,8%) e, in misura più contenuta, i beni strumentali (-1,7%) e i beni di consumo (-0,1%).

I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,0%), la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+5,3%) e le altre industrie (+4,6%). Le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-7,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-7,1%) e nelle attività estrattive (-5,6%).





Conte alla Ue: “Vogliamo un portafoglio economico di peso”

Nel corso dello "scambio di vedute" con Ursula von der Leyen "ribadirò che per riavvicinare l’Ue ai cittadini – queste le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle dichiarazioni congiunte con la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen -, per contrastare il rischio della sfiducia e della disillusione dovremo impegnarci ancora di più per un’Europa che sappia offrire soluzioni concrete e adeguate" alle richieste dei cittadini. "Occorre un rilancio per il sud e vogliamo il pieno sostegno dell’Europa", ha detto poi Conte accogliendo la presidente eletta. "Rivendichiamo un portafoglio economico di primo piano - ha detto ancora il premier -, perché riteniamo che un portafoglio del genere sia adeguato alle ambizioni e alle responsabilità che vuole assumersi l’Italia. Siamo disponibili a proporre e concordare il profilo di un candidato il più possibile adeguato per competenze e disponibilità a questo ruolo, nell’interesse dell’Italia e dell’Europa intera".





Strage di Bologna il monito della Cgil: “Si sa molto, ma non i mandanti”

 

"Come ogni anno noi alimentiamo la memoria. Perché quel giorno l’Italia visse un dramma terribile ma dimostrò anche unità e il valore della solidarietà". Lo afferma la Cgil nazionale ricordando la strage di Bologna: alle 10.25 di sabato 2 agosto del 1980, nella stazione centrale di Bologna esplose un ordigno che provocò la morte di 85 persone e il ferimento e la mutilazione di oltre 200. 

"Era una mattina di festa, si partiva per le vacanze – prosegue il sindacato –. Gli emigranti che avevano lasciato il Sud dove non c’era lavoro, tornavano con i figli e le valige pesanti a casa. Bologna accorse, medici, infermieri e personale di servizio tornarono dalle ferie per prestare i soccorsi. Fu la peggiore strage di civili dalla fine della guerra. Una strage cattiva, di matrice fascista, di cui si sa molto ma non i mandanti". 

 





Mattarella e la strage di Bologna: “Zone d’ombra sugli ideatori”

“Le istituzioni, grazie all’opera meritoria dei suoi uomini, sono riuscite a definire una verità giudiziaria, giungendo alla condanna degli esecutori e portando alla luce la matrice neofascista dei terroristi. L’impegno profuso non è riuscito, tuttavia, a eliminare le zone d’ombra che persistono sugli ideatori dell’attentato. È una verità che dovrà essere interamente conquistata, per rendere completa l’affermazione della giustizia”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’anniversario della Strage di Bologna.

“Rinnovo il ringraziamento all’Associazione tra i familiari delle vittime della strage, che continua nel proprio impegno di tener viva la memoria e promuovere, al tempo stesso, quelle energie civili, che tanto hanno contribuito alla affermazione dei principi di giustizia, in un impegno comune tra le istituzioni della Repubblica, la comunità di Bologna, l’intera società italiana”, conclude il Capo dello Stato.

 





Migranti, apertura della von der Leyen in visita a Roma: “Serve un nuovo Patto nell’Ue”

“Voglio proporre un patto nuovo per le migrazioni e l’asilo, perché abbiamo bisogno di nuova soluzione e di una boccata d’aria” su questo tema. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in visita a Roma per una colazione di lavoro con il premier Giuseppe Conte.

“Vogliamo che le procedure” per la gestione dei flussi “siano efficaci, efficienti e umane. Non è un compito facile ma non esistono soluzioni e risposte facili quando si tratta di condividere l’onere”, ha aggiunto.

Per questo motivo è necessario “rivedere il sistema di ripartizione” dei migranti, ha dettto Von der Leyen. “Sono consapevole che l’Italia, la Grecia e la Spagna sono in prima linea e ne terremo conto. Se collaboriamo troveremo soluzioni”, ha concluso la presidente eletta della Commissione europea.

“Se le nostre priorità saranno le priorità della commissione, come mi par di capire dalle anticipazioni che la neo presidente ha formulato, ne guadagnerà una concreta sintonia nella collaborazione con l’Italia che è un paese fondatore, la terza economia del continente, quindi vuole giocare un ruolo da protagonista in questo processo ed è disposta ad assumersi tutte le conseguenti responsabilità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Ci sono delle ottime premesse per impostare in modo proficuo questa legislatura”, ha aggiunto il premier.

 





La Giunta regionale del Lazio approva il Piano rifiuti. A Roma discarica di servizio per l’autosufficienza

Autosufficienza di Roma nella gestione dei rifiuti con impianti per il trattamento e lo smaltimento, ovvero con una discarica di servizio. Lo prevede il Piano rifiuti 2019-2025 approvato questo pomeriggio dalla giunta regionale del Lazio. Per garantire però un concreto e doveroso equilibrio impiantistico è necessario definire un sub-ambito di Roma Capitale, nel quale prevedere l’autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento. La città di Roma registra una raccolta differenziata al 44,5%, per la prima volta inferiore alla media della raccolta differenziata del Lazio, che ha raggiunto il 45,5%, mentre produce il 60% dei rifiuti dell’intero territorio regionale e smaltisce il 100% di quelli indifferenziati, trattati in impianti fuori dai confini comunali. Un peso gravato finora sulle altre comunità del Lazio, che hanno fornito un prezioso supporto al sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti della Capitale. Per contribuire a colmare il gap impiantistico – ha spiegato l’assessore regionale del Lazio ai rifiuti, Massimiliano Valeriani, la Regione nel 2019 stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Inoltre è previsto l’innovativo presidio industriale di Colleferro, la raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025, legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sha anche sottolineato che nei prossimi mesi verranno investite ulteriori risorse per sostenere i Comuni nell’applicazione della Tarip (la tariffa puntuale che consente di pagare il servizio di raccolta rifiuti in base al volume della spazzatura indifferenziata prodotta), nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno promosse agevolazioni per imprese e Comuni che riducono la produzione di rifiuti, verrà favorita la realizzazione di centri per il riuso, oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti. Dopo gli incendi che si sono registrati (Tmb Salario l’ultimo caso) e gli illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti, si è deciso di affiancare al piano rifiuti regionale il piano triennale di prevenzione della corruzione 2019-2021 approvato anche questo dalla giunta.  Come spiegato dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si tratta di uno strumento che sarà un aiuto importante nella gestione delle attività amministrativa a valle della cornice disegnata dal piano di gestione dei rifiuti, in particolare ai procedimenti autorizzatori da concedere e per quelli da rinnovare, oltre alla realizzazione di nuove strutture di trasformazione o trattamento sul territorio regionale. Un ulteriore piano di rafforzamento deve riguardare la tematica dei controlli sugli impianti autorizzati. In questo caso emerge la necessità di una solida programmazione dei controlli operati in rete con altre autorità competenti, prevedendo anche accordi interistituzionali che possano ampliare la gamma delle verifiche in ragione delle competenze di ciascun ente (Arpa Lazio, Asl, Carabinieri Forestali). Zingaretti ha sottolineato che verrà messo a disposizione 1 milione di euro per gli impianti di videosorveglianza. 





Ponte Morandi, Di Maio rilancia su Autostrade: “Dopo la perizia da brividi via le Concessioni”

 

“Ieri è uscita la relazione dei tre periti chiamati a valutare le condizioni del ponte Morandi. Ci sono tante cose all’interno della perizia che mettono i brividi, ma una in particolare: la mancanza per 25 anni di interventi significativi di manutenzione, praticamente da quando la competenza ha smesso di essere dello Stato”. Sono le parole del vice premier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio.

“È inaccettabile e bisogna avviare al più presto il procedimento di revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia – prosegue -. Il nostro compito è anche quello di fare capire, a questi signori, che il governo adesso li controlla, per impedire che il profitto prevalga sul bene collettivo. Questo è il miglior modo per onorare le vittime della tragedia di Genova. E il governo unito su questo è la migliore risposta che possiamo dare alle loro famiglie”.