L’attore Kevin Spacey torna sul palco e cerca il rilancio da Roma

L’attore americano Kevin Spacey torna su un palco e recita delle poesie. Il fatto è avvenuto a Roma, al Museo Nazionale Romano, così come testimonia Gabriele Tinti, l’autore del libro ‘Pugilatore a riposo’, “uno dei più importanti capolavori arrivati sino a noi dall’antichità”. 

In una nota si aggiunge: “La collaborazione è il frutto del culto delle immagini di Tinti che ha composto una serie di poesie ispirandosi alla statuaria antica come Il pugile a riposo, Il Galata suicida, il Giovane vittorioso (Atleta di Fano), il Fauno Barberini, Il Discobolo, I marmi del Partenone, l’Ercole Farnese e molti altri ancora, collaborando, negli anni, con alcuni attori (tra i quali Joe Mantegna, Robert Davi, Burt Young, Franco Nero, Marton Csokas e molti altri ancora) e alcuni dei maggiori Musei al mondo (come sono il Metropolitan Museum di New York, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il British Museum di Londra, il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e di Palazzo Altemps, la Gliptoteca di Monaco, i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis e il Museo Archeologico di Napoli)”. 

Tinti spiega com’è nata la collaborazione con Kevin Spacey: “L’ho contattato facendo parlare il mio lavoro, presentandogli il progetto. Ha subito apprezzato il coraggio e la particolarità della mia proposta. L’idea di dare voce alla statuaria antica, di donare nuova vita alle spoglie, ai frammenti, a quel che resta del nostro passato, ha incontrato la sua sensibilità e profonda passione per l’arte. La sua generosità e disponibilità nel voler far accadere la lettura ha reso tutto il resto semplice. Ha messo nella collaborazione una intensità di partecipazione da me inaspettata, a testimonianza del grande artista che è. Non c’è dubbio infatti che egli sia uno dei più grandi attori viventi. Per me è stato un onore abbia accettato di leggere i miei versi; essere riuscito ad affidarli proprio a lui e poterli così sentire risuonare nella sua voce è stato un privilegio”. 

Tinti parla della sua poesia ispirata alla scultura: “Di fronte al Pugile non ho potuto far altro che cantare tutta la fragilità, la solitudine, il peso d’una vita drammatica. Rappresentato dall’artista nell’atto di volgere il capo nel mentre qualcosa di speciale sta accadendo (Kairós), il pugile è seduto, fortemente segnato da ferite profonde e da un copioso sanguinamento su tutto il lato destro del corpo. Non sappiamo con certezza che cosa significhi quel volgersi del capo: è forse l’ascolto del verdetto del giudice? O una nuova chiamata al combattimento? È uno sguardo alla folla incitante? O forse una muta interrogazione a Zeus alla ricerca di una qualche risposta? Le numerose controversie scaturite nel tentativo di spiegare quel gesto ha fondato tutto il mistero e la poesia, tutta la seduzione, dell’opera”. 

Spacey – si ricorda – nel corso della sua carriera ha vinto per due volte il Premio Oscar, nel 1996 come miglior attore non protagonista per I soliti sospetti e nel 2000 come miglior attore protagonista per American Beauty, performance che gli ha fruttato anche il Premio BAFTA e lo Screen Actors Guild. Dal 2013 al 2017 ha interpretato il ruolo di Frank Underwood, il protagonista dell’acclamata serie televisiva House of Cards – Gli intrighi del potere, grazie al quale ha vinto un Golden Globe, due Screen Actors Guild Award e ha ottenuto varie nomination al Premio Emmy.





Movida romana, Fipe-Confcommercio chiede controlli stringenti

L’abuso di alcol è sempre di più alla base dei fenomeni di mala movida che stanno devastando i migliori luoghi della città. Tra “all you can drink” e “shot no limits” si consumano le serate di questa estate romana per migliaia di giovani, spesso persino minorenni. Una politica miope che ritiene l’alcol un prodotto qualunque e l’assenza di un efficace piano di controlli che impedisca che si consumi alcol ovunque, anche in esercizi non autorizzati, sta scatenando una competizione che continua a far scendere i prezzi e la qualità dei prodotti. Il risultato: barriere di accesso al consumo di alcol sempre più basse, se non inesistenti, anche per i più giovani e persino per i minori.

“La situazione – dichiara in una nota il Commissario di Fipe Roma, Giancarlo Deidda – è sfuggita di mano ed è oramai insostenibile. Si continuano ad emanare ordinanze anti alcol ma si lascia che il centro ed altre importanti zone della città diventino zone franche in cui chiunque possa far consumare alcol anche senza le necessarie autorizzazioni.”

“In nessun altro Paese – prosegue Deidda – la gestione dell’alcol è lasciata alla mercé di chiunque. E’ necessario che si avvii un serio piano di controlli che faccia anzitutto chiarezza tra locali autorizzati e non autorizzati e contemporaneamente adotti tutte le misure consentite dalla legge per contrastare l’abuso di alcol ed in particolare il consumo da parte dei minori. Siamo pronti a scrivere a Prefetto e Comandante della Polizia di Roma Capitale perché assumano iniziativa  coerenti con la gravità della situazione”.





Rifiuti, Astorre (Pd) denuncia: “Dalla Raggi tre bugie in un solo tweet”

“Virginia Raggi non ha letto il Piano e quindi non lo conosce ma spara a zero. Che strano sindaco”. Lo scrive in un post su facebook il segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre. “Nel Piano, scritto in italiano, non è prevista, neanche nelle note a margine piccole piccole, una maxi discarica. E -spiega Astorre – non è vero che la Regione ha atteso 7 anni per un nuovo Piano rifiuti. Era in vigore quello precedente, ovvero del 2012 che ha, per legge, valenza di 6 anni. La Regione a guida Zingaretti è nei tempi previsti. Tre errori, tre bugie in tre righe di un tweet firmato Raggi, altro che piaghe di Roma. Non male per il primo commento della sindaca che ha distrutto l’immagine della Capitale nel mondo e umiliato i romani. Tanto alla prossima emergenza – conclude Astorre – la Raggi darà la colpa a Giulio Carlo Argan”.





Giovane ragazza italo-tedesca denuncia di essere stata stuprata a campo de Fiori

Un uomo l’ha fatta bere e poi ha approfittato di lei. Il fatto ha come vittima e protagonista una ragazzina italo-tedesca di 14 anni ed è avvenuto a Campo de’ Fiori, nel pieno Centro di Roma. La giovane è stata soccorso da alcuni passanti che l’hanno notata in lacrime vicino all’ingresso della metro A Flaminio, a due passi da Villa Borghese. Di tutta quanta la vicenda ne riferisce il quotidiano “Il Messaggero”. 

L’adolescente – spiega il Quotidiano di via del Tritone – è stata portata al pronto soccorso pediatrico del Policlinico Umberto I dove l’ha raggiunta la mamma insieme con alcuni funzionari dell’ambasciata tedesca. In ospedale insieme agli agenti del commissariato Villa Glori sono accorsi i colleghi della IV Sezione per i reati contro i minori della Squadra Mobile ed il magistrato del pool anti-violenze della procura di Roma, coordinato da Maria Monteleone.





Protesta contro il razzismo. Otto associazioni in sciopero della fame da 8 giorni

Sono trascorsi otto giorni da quando Drummond Petrie e Mauro Carlo Zanella hanno iniziato uno sciopero della fame a tempo indeterminato. Petrie è un violoncellista, insegnante in Giamaica. Zanella è un maestro elementare di Lanuvio. Ieri Manfred Bergmann, insegnante, operatore socioculturale di Roma e delegato ONG al Consiglio Diritti Umani dell’ONU ha dovuto interrompere il suo sciopero per problemi cardiaci. 

Queste iniziative, gli scioperi della fame, sono sostenuti da Mani Rosse Antirazziste, Rete Restiamo Umani, Diamoci una Mossa, Digiuno di Giustizia in Solidarietà con i Migranti, Kethane – Rom e Sinti uniti per l’Italia, Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo, tutti uniti dalla stessa indignazione contro il DL Sicurezza Bis, approvato con l’apposizione della fiducia alla Camera ed ora in esame al Senato. 

“Le adesioni continuano ad arrivare ogni giorno2, si spiega in una nota. “La ricerca e soccorso in mare non può diventare un crimine. Il DL Sicurezza Bis ci porta fuori dalla Legalità Costituzionale, dallo Stato di Diritto e dalla Umana Civiltà”. Per questo si annuncia: “la mobilitazione sarà permanente in Piazza Montecitorio. Il Senato ci è stato precluso. Insieme a Sinistra italiana e Rifondazione comunista saremo presenti: Lunedì 5 agosto dalle ore 9 alle ore 20, giorno in cui probabilmente verrà votata la fiducia”.





Supporters di Salvini contro l’ex ministro Rotondi che è costretto a rifugiarsi in un bar a Pescara

L’ex ministro Fi Gianfranco Rotondi ed un giornalista “sono stati aggrediti a Pescara da fans di Salvini”. Lo riferisce una nota della fondazione Dc guidata da Rotondi. “L’ex ministro a Pescara, stava concedendo un’intervista e si è dovuto rifugiare in un caffè col giornalista. Sul luogo sono arivate pattuglie del locale commissariato”, informa la fondazione Dc. Rotondi ha scritto anche un tweet per denunciare l’episodio: “Cronache della terza repubblica: io e un giornalista siamo chiusi al caffè Berardo di Pescara in attesa del 113 perché alcuni fans di @matteosalvinimi ci hanno aggredito mentre realizzavamo un’intervista davanti al caffè”.





Strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, svolta nell’indagine con sette arresti

Svolta nelle indagini sulla strage in discoteca ’Lanterna Azzurra’ di Corinaldo, durante un concerto del cantante Sfera Ebbasta. I carabinieri del comando provinciale di Ancona hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del tribunale di Ancona, nei confronti di sette persone, residenti nella provincia di Modena. Sono tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine, e sei di loro anche di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo. L’indagine, condotta dal nucleo investigativo del Reparto operativo di Ancona, sotto la direzione della locale Procura, ha consentito di individuare sei giovani tra i 19 e 22 anni, presenti all’interno della discoteca di Corinaldo, responsabili della morte di 5 giovani tra i 14 e i 16 anni e di una mamma di 39 anni, nonché di lesioni personali ad altre 197 persone, eventi verificatisi in seguito alla diffusione di uno spray al peperoncino all’interno del locale ’Lanterna Azzurra Clubbing’. E’ stato inoltre accertato che i giovani facevano parte di un gruppo criminale dedito a furti e rapine di monili in oro all’interno di discoteche del centro e Nord Italia.





Booking, Messina (Confesercenti): “Politica dovrebbe intervenire prima delle procure”

“Se la presunta maxi-evasione di Booking dovesse essere confermata, sarebbe un fatto molto grave. È l’ulteriore dimostrazione che esiste davvero un problema di trasparenza e di concorrenza sleale nell’intermediazione turistica online, come del resto le associazioni di categoria del settore ripetono da anni. Una questione su cui la politica dovrebbe intervenire prima delle procure”. Così Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti, commenta l’indagine da parte della Procura della Repubblica di Genova sul portale Booking.com per presunti reati fiscali. “Al di là del caso specifico, attendiamo da anni un intervento organico per riequilibrare le condizioni tra web e attività off-line”, continua Messina. “Il boom degli affitti brevi e delle piattaforme di sharing economy è stato accompagnato da una crescita dilagante dei fenomeni di abusivismo ed irregolarità, che danneggiano le imprese che seguono le norme e mettono a rischio i turisti. Nessun governo, italiano o europeo, sembra però essere riuscito a trovare il modo di intervenire. La web tax approvata nell’ultima legge di Bilancio, pur essendo da correggere in molti punti, era un passo avanti nella giusta direzione: ma è rimasta lettera morta, in mancanza dei decreti attuativi necessari. Non si potrà lasciare a lungo la questione solo alle procure e alle forze dell’ordine: c’è bisogno di un nuovo quadro normativo, che crei le condizioni per una competizione leale con il canale web”.





Rapporto Svimez, interviene la Cgil con il vice segretario generale Gianna Fracassi: “Colmare il divario, non ampliarlo”

"I dati del rapporto Svimez sul Mezzogiorno ci indicano un quadro e una traiettoria che erano assolutamente prevedibili e che la Cgil va ripetendo da anni. L’indebolimento delle politiche pubbliche che incide negativamente sui servizi e sui diritti delle persone. Un dato su tutti testimonia il divario Nord-Sud: nel 2018, le risorse investite in infrastrutture economiche e sociali, sono state pari a 102 euro nel Mezzogiorno, a fronte di 278 euro nel Settentrione. Nel 1970, le stesse cifre erano di gran lunga superiori, rispettivamente 677 euro al Sud e 452 al Nord". Sono le parole di Gianna Fracassi, vicesegretario generale della Cgil, che ha detto la sua ai microfoni di Italia parla, la rubrica di RadioArticolo1.

"In pratica, stiamo diventando un’isola, che piano piano si stacca dal continente. E i dati sulla produzione industriale ci dicono che anche le cosiddette locomotive italiane stanno rallentando. Insomma, c’è un problema paese, che parte dal Sud, ma che investe tutta l’Italia. Nell’incontro che abbiamo avuto con il presidente del Consiglio Conte lo abbiamo ripetuto più volte: bisogna cambiare politiche, è inutile riprovare vecchie ricette, come la leva della decontribuzione per risollevare l’occupazione al Sud, perchè non funziona. I dati ci dicono che quando si è tentata questa strada abbiamo avuto un peggioramento della situazione. Una specie di bolla, che si è ridotta al termine degli incentivi. Oltretutto, se guardiamo al Mezzogiorno, la metà dei posti di lavoro creati sono part time, che per il 73% riguardano donne. Ciò significa che non solo non si crea lavoro buono, ma in tal modo non si risollevano i consumi delle regioni meridionali, perchè parliamo di retribuzioni basse, e tale impostazione facilita il lavoro nero. Per questo, noi abbiamo proposto un piano straordinario di occupazione pubblica, e quando parliamo di investimenti in infrastrutture sociali ci riferiamo alla sanità - dove abbiamo un drammatico sottodimensionamento degli organici -, all’istruzione, agli asili nido, ai servizi sociali, alle pubbliche amministrazioni", ha detto la dirigente sindacale.

"Questa è un’emergenza sociale ed economica gravissima, che riguarda il presente e il futuro del nostro Paese. Soprattutto perchè di questi ragazzi e ragazze non si occupa nessuno e sono costretti ad andare via. È necessaria dare risposte e la prima non può che essere il lavoro, seguita dagli investimenti sulle grandi opere che riguardano in particolare la mobilità nel Mezzogiorno, in gran parte scollegato tra un territorio e l’altro. Colmando tale lacuna, non solo si garantirebbe un diritto di cittadinanza, ma si favorirebbe lo sviluppo economico del territorio. La terza risposta da dare è la questione ambientale di manutenzione del territorio, che comprende anche l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, come scuole e ospedali. Operazione che determinerebbe lavoro e consentirebbe risparmi. Il tema vero è comprendere fino in fondo l’emergenza e l’urgenza della situazione nel Sud e nel Paese, e la cosa che più mi preoccupa è il non avere, da parte del governo, la consapevolezza della condizione economica dell’Italia. E non c’è bisogno di scorrere i dati Svimez, basta vedere le tantissime crisi industriali - oltre 180 tavoli al Mise, che interessano 80 mila lavoratori - in continuo aumento su tutto il territorio", ha continuato la sindacalista.

Sul reddito di cittadinanza, si è provato a fare un mix di supporto all’incontro domanda-offerta con uno strumento che invece doveva essere diretto ad affrontare il tema della povertà, tema rilevante nel Paese. Invece, noi abbiamo sempre detto che la povertà non si sconfigge in un pomeriggio, ma la si affronta in una modalità multidimensionale: da una parte, sostenere il reddito delle persone in difficoltà, ma dall’altra mettere le stesse persone nelle condizioni di accedere ai servizi primari, come sanità e istruzione, per garantire loro diritti fondamentali. E la stessa autonomia differenziata è una follia, pensando di affrontare il tema dello sviluppo economico in ambito regionale, dimenticando quali sarebbero i nefasti effetti di una politica del genere sul versante sociale. Questo Paese ha bisogno di coesione, aiutando soprattutto chi oggi si trova in condizioni di sottosviluppo e arretratezza. L’idea che ognuno fa per sè, anche a costo di allargare il divario esistente, non funziona, soprattutto quando si sta all’interno di un contesto geopolitico mondiale", ha concluso l’esponente Cgil.





Produzione industriale affondata dal crollo del settore auto

Perde colpi la produzione industriale in Italia e nell’Europa a 28 Stati. Il quadro mostra una generale debolezza ma è ancora il settore auto a far soffrire l’intero comparto manifatturiero. Nel nostro Paese la produzione di veicoli a giugno accusa un calo di oltre il 17%. Ancora peggiore il dato della Germania dove si è registrato un crollo del 24%.

Secondo i dati dell’Istat in Italia soltanto il settore dell’energia evidenzia una crescita della produzione (+2,4%) quasi certamente legata al maggior utilizzo dei climatizzatori per effetto delle temperature elevate. Nel complesso l’indice a giugno registra una flessione dello 0,2% dopo l’incremento di maggio. Nel secondo trimestre dell’anno si rileva un calo congiunturale (-0,7%) di entità solo di poco inferiore alla crescita del primo trimestre (+1,0%). L’ampliarsi della dinamica negativa in termini tendenziali passando dal primo (-0,6%) al secondo trimestre (-1,1%) determina nei primi sei mesi dell’anno, e al netto degli effetti di calendario, una contrazione della produzione industriale (-0,8%), più marcata per il solo settore manifatturiero (-1,2%).

I comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6%), la fornitura di energia elettrica, gas (+5,3%) e le altre industrie (+4,6%). Le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-7,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-7,1%) e nelle attività estrattive (-5,6%).

La debolezza del settore industriale viene confermata dall’andamento dei prezzi alla produzione. Nella zona euro e nella UE a 28 l’indice accusa una contrazione dello 0,6%. A scendere nella zona euro sono stati soprattutto i prezzi dell’energia (-2,2%), così come nella Ue-28 (-2,9%). Le diminuzioni più ampie sono state registrate in Lituania (-2%), Grecia (-1,9%) e Danimarca (-1,7%). In Italia i prezzi alla produzione sono scesi dell’0,5%. In controtendenza, invece, Lettonia (+1,7%), Estonia e Cipro (+0,3%).





Tim, c’è l’accordo Sindacato-azienda e 600 nuove assunzioni

"Dopo una serrata tornata assembleare ed acquisito un chiaro consenso da parte dei lavoratori, abbiamo ratificato al ministero del Lavoro l’accordo aziendale di Tim".Lo rende noto Riccardo Saccone, segretario nazionale della Slc Cgil.

Si tratta di un accordo importante per diversi motivi. In primo luogo, spiega il sindacato, "si sana finalmente lo sfregio della cancellazione unilaterale del contratto aziendale e, sopratutto, si ricomincia a parlare di futuro e crescita professionale." 

Dopo anni in cui l’azienda "è rimasta piegata su stessa a gestire quello che sembrava più che altro un lento declino", dunque, con l’accordo siglato oggi Tim inizia nuovamente ad immaginare un proprio sviluppo. Seicento assunzioni di profili del tutto nuovi legati alla digitalizzazione e alla diffusione delle nuove tecnologie, un vasto programma di formazione e riprofessionalizzazioni per migliaia di persone, tra le voci importanti dell’accordo. Poi la riacquisizione del contratto aziendale con percorsi di crescita professionale, consolidamenti orari, strumenti di conciliazione e vita lavoro.

"Ora è importante che l’azienda proceda con il superamento della insensata competizione con Open Fiber e che riacquisisca davvero un ruolo di primo piano nel settore strategico delle telecomunicazioni",conclude Saccone.

Lo scorso 18 luglio è stato il giorno dell’intesa tra sindacati e Tim. È stato firmato, dopo quaranta ore di trattativa, l’accordo per la contrattazione di secondo livello e il contratto di espansione. Tra i risultati raggiunti c’è appunto l’introduzione del nuovo contratto di espansione, un progetto formativo che coinvolgerà circa 40.000 dipendenti, l’assunzione di circa 500 persone nel biennio 2019-2020.

Previsto inoltre l’ampliamento del ricorso allo smart working.Altre novità vengono introdotte sui capitoli di flessibilità in entrata, part-time, sistema di inquadramento, premio 2019 e premio del triennio 2020-2022, possibilità di accedere al telelavoro.

 





Fondo Monetario Internazionale, c’è la candidata Ue: è Kristalina Georgieva

Kristalina Georgieva è il candidato europeo del Fondo monetario internazionale (Fmi). "Congratulazioni a Kristalina Georgieva per essere stata scelta come candidato europeo per la guida del Fondo monetario internazionale", sottolinea in un tweet Mario Centeno, il presidente dell’Eurogruppo. Anche Jeroen Dijsselbloem, che era anche lui in lizza, si è congratulato con Georgieva. "Mi congratulo con Kristalina Georgieva per l’esito dei voti europei di oggi. Le auguro il massimo successo", sottolinea in un tweet. In lizza erano rimasti in due: lei e l’olandese Jeroen Dijsselbloem. Dopo il passo indietro del presidente dell’Eurogruppo, il portoghese Mario Centeno, anche il governo spagnolo aveva infatti annunciato il ritiro della sua candidata alla guida del Fondo monetario internazionale. Anche il finlandese Olli Rehn si sarebbe ritirato della corsa alla candidatura Ue.





Torna d’attualità l’alleanza globale Fca-Renault-Nissan

 

Dopo le tensioni, il gelo ed i botta e risposta, torna d’attualità la possibilità di una fusione tra Fca, Reault e Nissan.   In queste ore soprattutto i vertici del gruppo francese e di quello giapponese, stanno rimettendo in piedi una ipotesi di accordo con la casa italiana, un tentativo di rinegoziare la loro alleanza globale, un passo che i top manager della casa automobilistica francese sperano possa riaprire la strada alla fusione con Fiat Chrysler. A darne notizia questa mattina è il Wall Street Journal, in base ad un carteggio email di cui ha preso visione e a persone a conoscenza delle discussioni. Nissan, secondo il Wsj, vuole che Renault riduca la sua quota del 43,4% nella società giapponese che, pur essendo la compagnia più grande delle due, ha solo il 15% di azioni senza voto in quella francese. Le preoccupazioni di Nissan che la fusione di Renault con Fca avrebbe indebolito la sua influenza nell’alleanza l’aveva portata a negare il suo sostegno all’ accordo, portandolo a naufragare. Anche se le due compagnie concordassero che Renault venda azioni in Nissan, ci sarebbe bisogno comunque dell’avallo dello Stato francese, che ha espresso resistenza a cambiare la struttura senza rafforzare anche l’alleanza tra le due case.





Poliziotti senza pantaloni, camice e magliette, gli agenti costretti a comprare da soli le uniformi. L’appello a Salvini

 

Pantaloni logori e troppo grandi, magliette rotte e divise invernali anche in estate. E’ la situazione in cui versa la polizia di Stato, alle prese con una vera emergenza: non ci sono uniformi per gli agenti, costretti ormai da anni ad acquistare con i propri soldi l’abbigliamento da lavoro. La denuncia arriva da Tgcom 24 che ha raccolto e mandato in onda le parole del segretario generale di Libertà e Sicurezza, Giovanni Iacoi, che ha spiegato come il problema riguardi, non solo Paòermo, dove i poliziotti attraveso il loro sindacato sono stati costretti ad acquistare 12 paia di pantaloni, ma tutta Italia: "A malincuore dobbiamo ammettere che ci arrivano segnalazioni da Nord a Sud e la situazione va avanti così da anni".

L’allarme, come detto, è partito da Palermo  dove il sindacato ha deciso di pagare di tasca propria i pantaloni necessari per permettere agli agenti di sostituire i capi d’abbigliamento vecchi e logori. "Il nostro è solo un gesto simbolico - ha spiegato a Tgcom24 Pasquale Guaglianone, segretario provinciale di Les - Dodici pantaloni non sono minimamente sufficienti, ma non possiamo colmare noi questa mancanza. Ogni paio di pantaloni costa 40 euro e per un sindacato come il nostro questa è già una grossa spesa". Dal ministero degli Interni, dove sono state inviate molte segnalazioni, nessuno è però mai intervenuto. Così il segretario generale Giovanni Iacoi si rivolge direttamente a Matteo Salvini: "Siamo felici che il ministro utilizzi la nostra maglietta, vorremmo però chiedergli di permettere anche a noi l’onore di sfoggiare questa bella divisa"
 
L’emergenza va avanti da quando, nell’ultima legge di bilancio, sono stati tagliati 2 milioni di euro destinati alle divise. Anche le stesse accademie degli allievi si trovano a dover affrontare lo stesso problema. "Una volta gli allievi erano i primi a ricevere le divise, oggi invece gli uffici amministrativi si trova costretta a chiedere ai ragazzi di pagarsi da soli il vestiario" spiega a Tgcom24 il segretario generale Iacoi.  Ma non solo gli allievi sono costretti a mettere mano al portafoglio: i poliziotti si trovano spesso costretti a pagarsi da soli polo, pantaloni o magliette. "Spesso mentre siamo in servizio, roviniamo le divise. E’ parte del nostro lavoro - continua Iacoi - ma nessuno ci fornisce più capi sostitutivi. A volte bisogna accontentarsi di quel poco che si trova in magazzino. Se un agente indossa la taglia 46, si trova costretto a mettersi una 54 perché non abbiamo alternative. Pensate a quanto possa essere imbarazzante girare con i pantaloni cadenti e le magliette rotte". 





Bibiano, non cambia nulla. Il Sindaco resta ai domiciliari

Il Sindaco di Bibiano resta al regime dei domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari di Reggio Emilia Luca Ramponi ha confermato la misura ad Andrea Carletti, che è stato anche sospeso dal Prefetto.  La decisione rientra nell’ambito dell’inchiesta ’Angeli e Demoni’ su un presunto giro di affidi illeciti dei bambini da parte dei servizi sociali della Val d’Enza.

Carletti, che si è autosospeso dal Partito Democratico, è accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico e si trova agli arresti domiciliari dal 27 giugno. Già dopo il lungo interrogatorio di garanzia per il sindaco erano stati confermati i domiciliari. Il suo avvocato difensore, Giovanni Tarquini, nei giorni scorsi aveva presentato una corposa memoria difensiva chiedendone la liberazione, spiegando come per gli incarichi alla onlus di Torino ’Hansel e Gretel’ (al centro delle contestazioni) Carletti si fosse rifatto a leggi regionali e avesse agito sempre nella legalità. Il Gip ha però confermato per lui gli arresti domiciliari.





Incognita caselli autostradali con lo sciopero (si dovrà comunque pagare alle porte automatiche) sul primo vero esodo estivo. Bollino nero per 48 ore, poi il maltempo e gli incidenti

 

Lo sciopero, proclamato dai lavoratori delle autostrade e dei trafori, incombe sul weekend del primo esodo di agosto, che sarà da bollino nero. Alle barriere c’è il rischio che siano aperte solo le casse automatiche e i varchi telepass, con la possibilità che si formino lunghe code. Il 4 agosto l’agitazione è prevista dalle 10 alle 14 e dalle 18 fino alle 2 del lunedì mattina. A proclamare la protesta sono stati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Trasporti. Incroceranno le braccia gli addetti all’esazione ai caselli e il personale turnista non sottoposto alla regolamentazione dello sciopero. Stop poi al personale impiegato con turni sfalsati e spezzati nelle ultime 4 ore della prestazione mentre - fanno sapere i sindacati - il personale tecnico e amministrativo si fermerà le prime 4 ore del proprio turno di lunedì prossimo. Non sarà possibile, come succedeva negli anni Settanta, transitare gratis ai caselli. I disagi potranno invece essere pesanti, come spiegano i sindacati, e "saranno esclusivamente attribuibili alle decisioni delle aziende di neutralizzare gli effetti dello sciopero dirottando il traffico sulle porte automatiche". Aspi rafforza assistenza per sciopero casellanti - In vista dello sciopero Autostrade per l’Italia "ha attivato una serie di misure per assistere gli automobilisti e favorire gli spostamenti degli italiani in una domenica di forte esodo". E’ quanto si legge in una nota secondo cui sono previsti: il potenziamento dei presidi di pronto intervento e assistenza a chi viaggia. C’è poi da dire del maltempo che potrebbe riservare delle amare sorprese in alcune parti del Paese.Nel corso della giornata di sabato 3 Agosto le regioni del Nord saranno ancora interessate da correnti instabili di origine atlantica che favoriranno la formazione di forti temporali nelle ore più calde sull’arco alpino centro orientale (Alto Adige, Dolomiti bellunesi e Alpi Carniche). Visti i forti contrasti termici in gioco saranno possibili anche dei fenomeni particolarmente violenti con grandine e improvvisi colpi di vento. Anche sull’Appenino abruzzese-molisano nelle ore serali potrà scoppiare un temporale, ma non particolarmente forte. Sul Centro-Sud invece proseguirà la fase stabile con ancora sole e soprattutto temperature elevatissime dove sono previste con punte oltre i 40°C nelle zone più interne della Sicilia (Agrigentino)La colonnina di mercurio invece sfiorerà i 40°C nelle zone interne della Puglia e della Sardegna. Nel corso di domenica 4 Agosto l’alta pressione riuscirà a garantire maggior stabilità atmosferica su buona parte dello Stivale regalandoci una bellissima giornata di sole con valori termici leggermente oltre le medie attese in questo periodo in particolare al Sud. Nelle aree più lontane dal mare di Sicilia, Sardegna e Puglia sfioreremo i 40°C. Prestare attenzione però alle ore pomeridiane e serali per l’ingresso di aria instabile sui settori alpini di Nord-Est dove potranno scoppiare temporali dapprima sulle Dolomiti bellunesi e Alpi Carniche in possibile locale estensione alle vicine alte pianure di Veneto e Friuli Venezia Giulia.





Assassinio del Vicebrigadiere, il padre del presunto omicida chiede le riprese video del delitto. Investigatori privati dagli Usa per una contro indagine

 

"Siamo concentrati a lavorare con gli avvocati di Finn per stabilire tutti i fatti. Speriamo che l’accusa produca le riprese video dell’incidente per mostrare cosa è realmente accaduto". Sono le parole di Ethan Elder, il padre di Finnegan Lee Elder, il giovane americano finito a Regina Coele con l’accusa di aver assassinato con undici coltellate il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. E’ chiaro che sia il padre che la difesa, stiano tentando di far vacillare l’impianto accusatorio, che comunque tiene. Si muove la difesa anche del secondo indagato. Dobbiamo avere risposte ad alcune domande". E’ quanto ha affermato in una intervista alla tv americana Abc7news, Craig Peters, il consulente legale della famiglia di Finnegan Lee Elder, il ragazzo arrestato assieme al connazionale Christian Gabriel Natale Hjorth per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, riferendosi alle indagini in corso. Evidente, poi,  l’impegno degli stessi Stati Uniti, attraverso Ambasciata e Consolato, a dare assistenza di livello al compatriota. C’è poi da dire che, secondo alcune indiscrezioni raccolte la quotidiano La Stampa, le famiglie dei due giovani avrebbero in mente una contro indagine e per questo si sarebbero già rivolti ad una agenzia investigativa privata degli Usa, nelle prossime ore, alcuni investigatori saranno a Roma per avviare la loro indagine. Sempre secondola "Stampa", ai genitori dei due giovani statunitensi tra l’altro appare molto strano che, dopo la morte di un carabiniere, l’inchiesta venga condotta proprio dall’Arma e non da un altro organo di polizia, come riferisce uno dei legali delle famiglie. Secondo le procedure italiane, d’altra parte, la decisione spetta all’autorità giudiziaria e la Procura di Roma non ha visto nessuna incompatibilità nell’affidare le indagini ai carabinieri. Accertamenti e verifiche dopo l’omicidio sono quindi stati condotti dal Nucleo investigativo del comando provinciale. Ma le ricostruzioni che sono state diffuse sulla vicenda non convincono le famiglie dei due ragazzi, che hanno quindi deciso di coinvolgere un team di specialisti, veri e propri investigatori per far scattare una indagine parallela che chiarisca tutti i dubbi.

Intanto nella giornata di venerdì il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto, accompagnati dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, la mamma, la moglie, il fratello e la sorella del Vice Brigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, ucciso nell’adempimento del dovere. Ma l’inchiesta va avanti e ci sono nuovi elementi da aggiungere ai tanti già incastonati in queste ore. Intanto c’è una precisazione, o meglio due, da parte dell’Arma dei Carabinieri, la prima è che il vicebrigadiere era regolarmente in servizio e la seconda è che, il suo collega, Antonio Varriale era regolarmente armato. L’arma è stata prelevata dai carabinieri sul posto per effettuare accertamenti. La circostanza che Varriale fosse armato era stata già sottolineata dal comandante provinciale dei carabinieri di Roma, generale Francesco Gargaro, nella conferenza stampa dei giorni scorsi. Al contrario il vice brigadiere Cerciello non aveva con sé l’arma.





Terrorismo, previsione funesta delle Nazioni Unite. L’Isis prepara nuovi attentati entro il 2019

 

Previsione funesta della Nazioni Unite, entro la fine del 2019 potrebbero avere luogo nuovi attacchi terroristici da parte del Gruppo dello Stato islamico (Isis). L’allarme è contenuto in un rapporto delle Nazioni Unite, basato sui dati raccolti dai servizi di intelligence di tutti i Paesi membri. Secondo il rapporto, circa 30.000 foreign fighter sarebbero ancora vivi e pronti all’azione in tutto il mondo.

“Alcuni potrebbero unirsi ad al Qaida o ad altri gruppi terroristici emergenti. Alcuni diventeranno leader o radicalizzatori”, si legge.

Sebbene il Califfato abbia cessato di esistere geograficamente, il rapporto rileva che gli Stati membri dell’Onu concordano sull’esistenza di molti dei fattori sottostanti che gli hanno dato origine; questo – si aggiunge – suggerisce che la minaccia dell’Isis, di al Qaida o di gruppi simili è improbabile che diminuisca ulteriormente.

E nonostante ci siano stati meno attacchi di ‘successo’ dal 2015 e 2016, quando gli estremisti hanno ucciso centinaia di persone in Francia, Belgio e Germania, la minaccia per l’Europa “rimane alta”.

Una delle maggiori preoccupazioni è la radicalizzazione nelle prigioni di “detenuti affetti da povertà, emarginazione, frustrazione, scarsa autostima e violenza”. “I programmi di deradicalizzazione non si sono dimostrati pienamente efficaci … I combattenti più duri, che stanno scontando sentenze più lunghe, non sono ancora vicini al loro rilascio dalla prigione. Rimangono pericolosi e continuano a rappresentare una sfida sia all’interno che all’esterno del sistema penale”, osserva il rapporto.

Gli stati europei stimano che ben 6.000 dei loro cittadini hanno viaggiato in Iraq e in Siria per unirsi all’Isis o ad altri gruppi estremisti. Circa un terzo sono stati uccisi, mentre un altro terzo è detenuto nella regione o si è recato altrove. Duemila o più potrebbero essere tornati in Europa, secondo il rapporto.

L’Isis – afferma inoltre l’Onu – ha accesso a fondi del Califfato stimati tra 50 e 300 milioni di dollari e sta usando la propaganda per mantenere alta la reputazione del gruppo come principale marchio terroristico globale. “Quando avrà il tempo e lo spazio per reinvestire in una capacità operativa esterna, l’Isis dirigerà e faciliterà gli attacchi internazionali, oltre agli attacchi ispirati al suo gruppo che continuano a verificarsi in molte località del mondo…. L’attuale pausa di tali attacchi, pertanto, potrebbe non durare a lungo, forse nemmeno fino alla fine del 2019”, si legge nel rapporto.