Roma, l’assessore di Roma Capitale Montuori: "Rivalutiamo ruolo di stazione Tiburtina"

L’abbattimento della Tangenziale sopraelevata è “una bellissima notizia per la città. Un traguardo che rappresenta un fondamentale pezzo del percorso che questa amministrazione ha avviato inserendo questo obiettivo nel piano delle opere pubbliche fin dall’estate del 2017, un’idea complessiva sul quadrante urbano che poi si è integrata con la successiva sottoscrizione del Protocollo di intesa tra Roma Capitale e RFI e FS Sistemi Urbani che prevede, tra le tante cose, la revisione dello schema di assetto della Stazione Tiburtina”. Lo afferma su Facebook l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori. 

“La giornata è doppiamente importante perché si dà avvio a un’operazione storica e attesa che fa parte della visione complessiva che questa amministrazione ha nella volontà di rivalutare il ruolo della stazione Tiburtina anche attraverso il lavoro che stiamo facendo sulla riconfigurazione di piazzale est e piazzale ovest come veri luoghi di accesso alla città”. 

“L’obiettivo è realizzare una trasformazione di un’area strategica con un percorso di rigenerazione urbana a regia pubblica che crei un sistema unitario per migliorare la vita dei cittadini”.





Dal Campidoglio fondi per le Pmi delle periferie

Approvate in Giunta capitolina le linee di indirizzo programmatiche nell’ambito dei progetti di sostegno alle piccole e medie imprese finanziati ai sensi dell’art. 14 della legge 266/97. Si tratta di misure che hanno l’obiettivo di dare nuovo impulso all’imprenditoria locale in aree di particolare degrado urbano e sociale e avviare un percorso di riqualificazione delle periferie attraverso politiche occupazionali attive e iniziative economiche inclusive e sostenibili, con oltre 10 milioni di euro derivanti da fondi residui stanziati dal MISE al Comune di Roma per raggiungere tale finalità. 

“Promuovere lo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità locale, il diritto al lavoro e l’accrescimento delle capacità professionali è uno dei principi cardine dello Statuto di Roma Capitale ed è uno degli impegni che stiamo portando avanti per dare concretezza al dettato normativo e fornire una risposta tangibile al settore produttivo cittadino. Con il provvedimento appena approvato siamo riusciti a sbloccare procedure ferme da anni per rimettere in circolo risorse preziose per la crescita dei nostri territori e per sostenere le idee innovative di tanti giovani talenti. L’ultima parola ora tocca al MISE che, con spirito di collaborazione, mi auguro autorizzi al più presto l’utilizzo dei fondi già stanziati” dichiara Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale. 

Le linee di intervento da mettere in atto nel prossimo triennio si articolano in tre direzioni: agevolazioni dirette per promuovere le piccole imprese che operino soprattutto negli ambiti della ricerca, dello sviluppo tecnologico, dell’innovazione, della prevenzione e gestione del rischio ambientale, dell’artigianato digitale e della manifattura sostenibile, nonché, abbiano finalità sociali nel campo della crescita dell’occupazione, dell’integrazione e della cultura; agevolazioni indirette per la sperimentazione di modelli innovativi che rappresentino un’evoluzione degli incubatori d’impresa, come i coworking e i Fablab, valorizzando la connessione tra specificità e le criticità dei territori e opportunità offerte dalla crescita della sharing economy; sistema integrato delle agevolazioni dirette e indirette per provvedere all’erogazione di finanziamenti facilitati, alla messa a disposizione di spazi produttivi condivisi e a forme di tutoring e mentoring dedicate alle piccole imprese in fase di costituzione.





Giovedì l’estremo saluto di Roma alla bimba trovata morta nel Tevere. Il suo nome: Francesca Romana

 

Roma si prepara a dare l’estremo saluto alla bimba ritrovata senza vita lo scorso 6 luglio nelle acque del Tevere, nei pressi del Ponte di Mezzocammino, nella zona Sud della città. 

La cerimonia, che avrà luogo il prossimo giovedì 8 agosto, nasce su impulso della Sindaca di Roma Virginia Raggi, del Vicariato di Roma e dell’Associazione Salvamamme per onorare la memoria della neonata tragicamente scomparsa. Ci sarà un momento di preghiera con la partecipazione del vescovo ausiliare di Roma monsignor Gianrico Ruzza. 

La Sindaca Raggi, a seguito del nullaosta dell’Autorità giudiziaria, firmerà dunque l’atto di nascita della piccola alla quale verrà dato il nome di Francesca Romana per la registrazione anagrafica. 

La piccola Francesca Romana riposerà nel Cimitero Laurentino nella zona dedicata ai bambini.





Parla il padre di Christian Natale Hijorth: “Mio figlio non è un assassino e voglio dimostrarlo”

 

Christian Gabriel Natale Hijorth non sapeva che il suo amico Finnegan Elder Lee aveva accoltellato a morte il vicebrigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega. A sostenerlo è il padre del giovane, Fabrizio Natale, che ha deciso, dopo essersi consultati con i legali che assistono il figlio di rispondere alle domande dei giornalisti del Corriere della Sera: "Mio figlio era lì, ha sbagliato. Ma non è un assassino e io voglio dimostrarlo. Mi ha giurato di non sapere che Elder avesse un coltello e che Cerciello fosse morto". Il genitore del 18enne americano ritorna sulla storia del borsello del mediatore dei pusher e ribadisce che suo figlio "pensava di dover effettuare uno scambio come gli era stato chiesto e così avrebbero avuto indietro i soldi". Il ragazzo non sarebbe inoltre stato a conoscenza del fatto che Cerciello fosse un carabiniere.

Nello studio dei suoi avvocati Francesco Petrelli e Fabio Alonzi, Natale afferma di credere alla versione fornita dal figlio, ma anche di volere che "sia fatta chiarezza su tutti i punti oscuri". "Nulla può cambiare una tragedia simile. Provo dolore come se avessi perso un figlio, ma non credo che le mie parole siano utili" per i familiari della vittima. Fabrizio Natale è cittadino italiano, ma lavora negli Stati Uniti da molti anni: "I miei genitori vivono a Fregene. Tutti gli anni veniamo qui d’estate anche perché i miei figli sono molto legati a mio fratello".

Dalle indagini è emerso che è stato Gabriel a trattare con il mediatore dei pusher la restituzione del borsello in cambio di 80 euro e un grammo di cocaina. "Mio figlio ha fatto un errore grave, ma qui stiamo parlando di omicidio. E lui non ha ucciso. Mi ha assicurato che lui non fa uso di droghe. Mi ha chiesto di farlo sottoporre a tutte le analisi per poterlo dimostrare. Era andato con il suo amico. Lui e mio figlio non si frequentavano negli Stati Uniti, si sono ritrovati a Roma per caso. Non siamo miliardari, lavoriamo entrambi e questa tragedia ci ha sconvolti, ha stravolto le nostre vite. Ma noi lotteremo insieme a Gabriel per arrivare alla verità".





Quattro mosse per rilanciare lavoro e welfare, le proposte di Rete Imprese Italia

 

Una strategia in 4 mosse per rilanciare il lavoro e il welfare e un secco no al salario minimo per legge. E’ la posizione di Confartigianato espressa in un documento comune firmato da Rete Imprese Italia e presentato al Premier Giuseppe Conte ed ai rappresentanti dell’Esecutivo. La strategia in 4 mosse proposta da Rete Imprese Italia fa leva sulla valorizzazione della contrattazione collettiva sottoscritta dai soggetti comparativamente più rappresentativi, sul contrasto dei contratti pirata, su impulso alla crescita ed alla produttività e sulla riduzione del cuneo fiscale.
“L’introduzione di un salario minimo legale – si legge nel documento di Rete Imprese Italia illustrato durante l’incontro – porterebbe con sé un’alterazione degli equilibri economici e negoziali raggiunti dalla contrattazione collettiva, minandone strutturalmente il ruolo che essa svolge tanto per l’individuazione di trattamenti economici congrui e coerenti quanto per l’organizzazione di tutele collettive e di sistemi di welfare integrativi”.
“La riduzione del cuneo fiscale deve realizzarsi – si legge ancora nel documento dei rappresentanti dell’artigianato, del terziario di mercato, delle PMI e dell’impresa diffusa – attraverso un più generale processo di revisione delle aliquote IRPEF, nella prospettiva della flat tax”.
Ribadita la necessità, dopo l’abrogazione dei voucher, di strumenti in grado di regolare efficacemente le prestazioni occasionali, Rete Imprese Italia segnala poi, in materia di contratti a termine, l’esigenza di abolire, rispetto all’impianto del “decreto dignità”, le causali od almeno di prevedere causali in sede di contrattazione collettiva, nonché di eliminare la previsione della maggiorazione aggiuntiva in caso di rinnovi di contratti a tempo determinato.
Riforma dei centri per l’impiego, valorizzazione di soggetti privati quali le agenzie per il lavoro, attenzione agli strumenti che coniugano formazione e lavoro sono invece i capitoli principali dell’agenda proposta da Rete Imprese Italia in materia di politiche attive per il lavoro.
Nel documento vengono, infine, rammentate tanto l’esigenza di individuare le coperture per il 2022 nell’ambito dell’importante riforma strutturale dei premi INAIL, quanto di abrogare il contributo di solidarietà del 10 per cento che grava sui versamenti ai fondi pensione ed ai fondi sanitari contrattuali.




Ecco le richieste degli agricoltori della Cia al Governo

Più manodopera stagionale, flessibilità e abbassamento del costo del lavoro. Questi i punti chiave secondo Cia-Agricoltori Italiani, richiesti dal presidente nazionale Dino Scanavino a Palazzo Chigi, al tavolo di confronto su lavoro e welfare convocato dal premier Giuseppe Conte con le parti sociali.

E’ importante sottolineare che le aziende agricole, nonostante un trend occupazionale positivo (gli operai agricoli sono aumentati del 2,4% rispetto all’anno precedente e sono più di un milione), abbiano difficoltà nel reperimento della manodopera con la giusta tempistica. Il mercato del lavoro agricolo presenta, infatti, forti anomalie: “Il costo del lavoro è fra i più alti in Europa, mentre lo stipendio medio dell’operaio è il più basso del continente, con un cuneo fiscale determinato dal carico eccessivo di oneri sociali -ha evidenziato Scanavino-, questo ha determinato un calo della manodopera straniera comunitaria (Est Europa, soprattutto), che quest’anno non è stato compensato da quella extra-comunitaria, dopo il forte ritardo nella pubblicazione decreto flussi”.

Per facilitare le correnti migratorie, il presidente Cia ha proposto di adeguarle in relazione ai fabbisogni delle aziende, scaglionando l’ingresso dei lavoratori extra-comunitari e tenendo conto della stagionalità delle colture, in modo da garantire manodopera con la giusta tempistica”. In riferimento al lavoro accessorio, Scanavino ha espresso la necessità per il settore agricolo di uno strumento flessibile, che consenta l’utilizzo di prestatori nelle situazioni di emergenza, mezzo ancora troppo frenato dall’ eccessiva burocrazia.

E’ altresì importante -per Cia- una significativa riduzione del costo del lavoro. Nel settore agricolo, oltre alla piaga del caporalato, esiste anche l’anomalia del cosiddetto lavoro grigio (falsi rapporti di lavoro che frodano l’Inps) che necessita misure incentivanti, come la decontribuzione per le effettive giornate lavorate.

Riguardo alla formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori agricoli -ha proseguito Scanavino- le parti sociali potrebbero essere incaricate, attraverso enti bilateriali, di provvedere nei modi più adeguati ai fabbisogni delle aziende.

Infine, un commento sul salario minimo garantito. Cia, ha detto il presidente, “non è pregiudizionalmente contraria, ma il differenziale tra l’attuale sistema salariale e quello minimo non può ricadere tutto sulle spalle delle aziende agricole, che oggi già faticano a operare nella legalità, considerando la concorrenza sleale di tanti imprenditori senza scrupoli”.





E’ operativo l’accordo sull’export di carni suine congelate con la Cina

E’ operativo l’accordo sull’export di carni suine congelate con la Cina

 

 

E’ stato approvato il certificato sanitario per l’esportazione in Cina di carni suine congelate e sottoprodotti della macellazione di provenienza italiana ed è stata definita una prima lista di macelli italiani abilitati a esportare. Con questi atti delle autorità doganali cinesi (GACC) si dà concreta operatività al recente accordo tra Italia e Cina che favorisce l’esportazione di carne suina congelata italiana a Pechino.
“L’apertura del mercato cinese è un segnale positivo per il settore suinicolo ma anche per tutta la zootecnia italiana che abbiamo fortemente voluto e che giunge proprio nel momento in cui si va inasprendo la guerra commerciale tra Usa e Cina”, ha commentato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
“E’ auspicabile ora – ha osservato il presidente della Federazione degli Allevamenti suini di Confagricoltura Claudio Canali - che venga varato rapidamente il certificato sanitario nazionale che permetterà di effettuare le prime spedizioni per la Cina”.
“Esprimiamo il nostro plauso all’attività del governo e, in particolare, dei ministri delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio e della Salute Giulia Grillo per il lungo negoziato avviato in occasione della visita in Italia del Presidente Xi Jinping che finalmente si concretizza – ha detto Canali -. E’ stata un’azione di sistema molto caldeggiata dalla nostra Organizzazione che apre nuovi mercati e nuovi sbocchi”.
L’export delle carni suine fresche e congelate italiane verso la Cina, al momento, ha un valore marginale (circa 105 mila euro nel 2018), realizzando solo lo 0,01% del miliardo di euro delle esportazioni europee complessive, di cui quasi l’80% sono concentrate in quattro Paesi della UE; c’è quindi, ad avviso di Confagricoltura, un potenziale ampio margine di crescita.
“L’accordo italo-cinese sulla carne suina è ancor più importante – ha concluso il presidente di Confagricoltura Giansanti - per far avanzare gli altri dossier in discussione tra le parti, a cominciare da quello per l’export della carne bovina”.





Pmi e accesso al credito. Silvestrini (Cna) chiede il potenziamento dei Confidi

Potenziare i Confidi per consentire agli artigiani e alle piccole imprese di arginare le difficoltà di accesso al credito: Sergio Silvestrini,  segretario generale di CNA, ha indicato in una lunga intervista al Corriere della sera gli interventi da realizzare per fronteggiare la stretta al credito verso i “piccoli” che riflette un profondo cambiamento delle politiche da parte delle banche e che si è tradotta in un taglio del 25% dei prestiti al sistema produttivo dal 2011 ad oggi.

“Dobbiamo controllare le regole del sistema bancario – sottolinea Silvestrini – per evitare che il processo di protezione della stabilità delle banche (la stabilità è sacrosanta) venga pagato solo da una feroce e inarrestabile stretta al credito verso i piccoli”.

Un’indagine realizzata dal Centro studi CNA mostra un quadro allarmante.Dal 2011 gli impieghi al sistema produttivo sono stati ridotti di 250 miliardi, pari al 25%. Le piccole imprese, quelle con meno di 20 addetti, sono le più colpite, avendo accusato un calo del 36% mentre per le attività con oltre 20 addetti la contrazione si è fermata al 23%. L’indagine CNA realizzata su un campione di 1.600 imprese si è concentrata su piccoli e piccolissimi. Un terzo del campione impiega fino a tre addetti, le imprese individuali sono un altro 31,4% e il restante 34,9% ha oltre tre addetti. Soltanto il 32% delle domande di credito è stato accolto, il 38,3% è stato rifiutato e il 29,7% accolto solo parzialmente. La fotografia scattata da CNA smonta un luogo comune: la riduzione del credito alle imprese non è il riflesso di una domanda debole. Tutt’altro. Il 40% delle domande respinte è determinato dalle nuove policy bancarie che hanno introdotto criteri molto più rigorosi e selettivi per concedere credito.

Per questo è prioritario potenziare strumenti alternativi al canale degli istituti di credito. “Per fare fronte a questa situazione – sottolinea – è necessario potenziare i Confidi. Eliminarli o ridurli alla marginalità, come qualcuno ha in mente, porterà ineluttabilmente nuovi guai a piccole imprese e artigiani”.




Due operai travolti ed uccisi da un Tir sulla A14. Erano addetti ad un cantiere per la segnaletica in allestimento

Due operai che lavoravano per conto di Autostrade sono morti, investiti da un Tir che ha invaso un cantiere allestito nel tratto bolognese della A14, a Borgo Panigale. L’incidente è nella notte al km 9, nei pressi dello svincolo per il raccordo interno. Gli operai stavano terminando l’allestimento del cantiere, necessario al rifacimento della segnaletica orizzontale, e c’era un restringimento della carreggiata indicato con cartelli e segnali luminosi.
L’autista del mezzo pesante, un 62enne albanese residente in Italia, è entrato nell’area del cantiere investendo i due e rischiando di travolgere un terzo addetto riuscito a spostarsi in tempo. Le vittime sono Antonio Pizzutelli, 38 anni, e Salvatore Vani, 46 anni, entrambi della provincia di Frosinone.   Erano dipendenti di una ditta che lavora in appalto per Autostrade. Sul posto la Polizia Stradale. Il camionista, indagato per omicidio colposo, è stato sottoposto ai test per verificare se fosse sotto effetto di alcol o droghe.





Sentenza della Cassazione: “Sulle strisce il pedone ha sempre ragione”

Il pedone sulle strisce pedonali ha sempre ragione. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 34406/19 dell’8 maggio, depositata dalla IV Sezione penale il 29 luglio. Fino a oggi la colpa dell’investitore era da valutare caso per caso. Adesso, gli ermellini hanno deciso che chi è a bordo di un’auto deve rallentare sempre in prossimità di una segnalazione. Altrimenti, nel caso più grave, rischia una condanna per omicidio stradale. Anche quando ci sia il pedone più imprudente o una macchina sia parcheggiata male non rendendo visibile il passaggio di chi deve attraversare la strada. Secondo la Corte Suprema la ratio risiede nell’articolo 141 del Codice della strada che prevede "l’obbligo del conducente di regolare la velocità del veicolo in modo che (...) sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose e ogni altra causa di disordine per la circolazione".
"L’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui purché questo rientri nel limite della prevedibilità".





Hiroshima 74 anni dopo la grande bomba

 

Tradizionale minuto di raccoglimento, alle 8 e 15 di questa mattina ora locale a Hiroshima, per commemorare il 74esimo anniversario del lancio della prima bomba atomica usata per fini bellici, il 6 agosto del 1945, dalla superfortezza volante Usa B-29 detta ’Enola Gay’. Presenti circa 50mila persone, tra cui rappresentanti di una novantina di Paesi e regioni.  Come da tradizione il sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui, ha inaugurato il discorso di commemorazione con l’invito ai leader del mondo a un maggiore impegno per un processo di pace che escluda la deterrenza di armi atomiche, sollecitando il governo di Tokyo a firmare il trattato per la proibizione degli ordigni nucleari. Lo stesso Giappone, infatti - al pari di Stati Uniti e Russia - non è tra i paesi firmatari dell’intesa ratificata nel luglio 2017 da 122 governi; una decisione contestata dai sopravvissuti della tragedia nucleare, gli ’hibakusha’, attualmente meno di 146 mila in vita. Durante la cerimonia, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha sottolineato l’importanza di ’’un mondo senza armi nucleari’’. Come unico Paese a essere stato bombardato in guerra, l’impegno del Giappone a eliminare le armi nucleari resta vivo, ha detto Abe. Il Giappone, ha proseguito, è determinato a essere un mediatore tra i Paesi detentori e non di armi nucleari. Kazumi Matsui, sindaco di Hiroshima, ha chiesto al governo centrale di ’’firmare e ratificare’’ il trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari.





Congelamento totale dei beni del Venezuela negli Stati Uniti, Trump vuole la fine del Governo Maduro

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato un congelamento totale dei beni negli Stati Uniti del governo venezuelano di Nicolas Maduro: lo ha annunciato la Casa Bianca, aumentando così la pressione sul leader socialista che Washington vorrebbe escludere dal potere.

“Ho stabilito che era necessario bloccare le proprietà del governo venezuelano a causa della continua usurpazione del potere da parte del regime illegittimo di Nicolas Maduro”, ha dichiarato Trump in una lettera inviata dalla Casa Bianca alla speaker democratica della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi. Questi beni “non possono essere trasferiti, pagati, esportati, ritirati o manipolati”, specifica il decreto presidenziale pubblicato dalla Casa Bianca. È inoltre vietata qualsiasi transazione con le autorità venezuelane.

Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, queste sarebbero le prime misure di un embargo economico totale imposto da Washington contro Caracas. Ciò porrebbe il Venezuela sullo stesso livello di paesi come la Corea del Nord, l’Iran, la Siria e Cuba. Lo stesso Donald Trump aveva preso in considerazione questa possibilità la scorsa settimana davanti alla stampa. Sempre la settimana scorsa, la polizia americana del Servizio Immigrazione aveva aggiunto il ministro dell’Industria venezuelano Tareck El Aissami, sospettato di traffico di droga, nella sua lista dei fuggitivi più ricercati.

Gli Stati Uniti, seguiti da una cinquantina di paesi, sono stati i primi a riconoscere come presidente ad interim il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaido. Washington ha imposto un embargo sul petrolio del Venezuela ad aprile per aumentare la pressione su Nicolas Maduro e costringerlo a dimettersi.





Conte alle parti sociali, quattro punti per rilanciare il Paese

Si è conclusa nella tarda serata di lunedì a Palazzo Chigi la seconda tornata di confronto tra Governo e parti sociali. Il Presidente del Consiglio Conte ha illustrato a Sindacati e rappresentanti di imprese, Cooperative, Abi e Ania le linee d’intervento che l’Esecutivo ha intenzione di mettere in cantiere nei prossimi mesi per dare ossigeno alla ripresa.. “La prima fase della nostra azione di Governo – ha detto Conte - si è concentrata sul contrasto al profondo disagio sociale che ha interessato le fasce più deboli della società, in seguito alla crisi economica. Ora, con la prossima manovra economica, intendiamo dare attuazione alla ‘fase 2′ per realizzare un patto per la crescita e lo sviluppo sociale”.  Il “patto” annunciato dal premier sarà “basato su quattro pilastri principali: la tutela della sicurezza sociale, le politiche attive del lavoro e la formazione, un quadro fiscale e normativo favorevole alla competitività e, infine, il sostegno agli investimenti privati e pubblici”. “L’azione di governo è partita con misure di protezione sociale: il reddito di cittadinanza, quota 100 e il decreto dignità. Dopo aver lavorato per mettere in sicurezza le fasce più deboli inizia ora la fase per indirizzare crescita e sviluppo”, ha proseguito il premier. Quattro i temi indicati da Conte: Protezione e sicurezza; Politiche attive e formazione; Fisco per la competitività; Sostegno investimenti privati e pubblici. Le parti sociali hanno ascoltato e fatto le loro proposte. Non è esclusa una terza e definitiva riunione nei prossimi giorni.





Decreto Sicurezza bis, ecco le nuove norme approvate in via definitiva dal Senato

 Multe da 150 mila a 1 milione di euro per il comandante della nave viola il divieto di ingresso nel mare territoriale, arresto in flagranza del capitano se non si ferma di fronte allo stop e confisca dell’imbarcazione. Sono le novità introdotte dal decreto sicurezza bis che il Senato si avvia ad approvare in via definitiva con il voto di fiducia al Governo. Il provvedimento si compone di diciotto articoli, suddivisi in due parti: la prima relativa alle nuove norme sui migranti, la seconda sull’ordine pubblico prevede una pesante stretta sulle manifestazioni pubbliche. Ecco i punti principali: LIMITI ALL’INGRESSO NELLE ACQUE TERRITORIALI. L’articolo 1 prevede che il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e informato il Presidente del Consiglio, possa “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica e quando si concretizzino le condizioni di cui all’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del Mare di Montego Bay limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti. La norma non si applica al naviglio militare e alle navi in servizio governativo non commerciale.

SANZIONI ALLE NAVI ONG E ARRESTO DEL COMANDANTE. E’ prevista una sanzione amministrativa da 150 mila a 1 milione di euro per la violazione, da parte del comandante di una nave, del divieto di ingresso, transito o sosta nel mare territoriale e si applica la sanzione accessoria della confisca dell’imbarcazione.

Responsabile dell’illecito è dunque il comandante della nave mentre l’armatore e il proprietario della nave dovranno procedere al pagamento solo se non vi provvede il comandante. È previsto anche l’arresto obbligatorio in flagranza di reato nei confronti del comandante che commette un delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra.

AFFITTI BREVI E TURISTICI. Il decreto prevede che per i soggiorni non superiori alle ventiquattro ore la comunicazione, da parte dei gestori di strutture ricettive alla questura territorialmente competente, delle generalità delle persone alloggiate, debba avvenire entro sei ore, anziché entro ventiquattro ore dal loro arrivo. L’entrata in vigore della disposizione è subordinata alla adozione di un decreto del Ministero dell’interno che integri le modalità di comunicazione telematica alle questure.

PENE PIU’ SEVERE PER I MANIFESTANTI. Il decreto sicurezza bis inasprisce le pene per chi durante una manifestazione in luogo pubblico e aperto al pubblico senza giustificato motivo usa caschi protettivi o qualunque altro mezzo che rende difficoltoso il riconoscimento della persona: la pena edittale – che nella disciplina attuale è fissata nell’arresto da uno a due anni e nell’ammenda da 1.000 a 2.000 euro – diventa l’arresto da due a tre anni e l’ammenda da 2.000 a 6.000 euro. È punito, con la reclusione da uno a quattro anni, chi, nel corso delle manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, lancia o utilizza illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile o in grado di nebulizzare gas contenenti principi attivi urticanti, ovvero bastoni, mazze, oggetti contundenti o, comunque, atti a offendere. Si tratta della medesima condotta già punita qualora realizzata in occasione di manifestazioni sportive.

OLTRAGGIO E RESISTENZA AL PUBBLICO UFFICIALE DURANTE LE MANIFESTAZIONI. Il decreto inasprisce le pene per fatti già previsti come reato se vengono commessi nel contesto di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. In particolare, diventa un’aggravante il fatto di commettere il reato di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, resistenza a un pubblico ufficiale o violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario “nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Il decreto inoltre prevede la non archiviazione per lieve tenuità del fatto, nei confronti di chi commette reati di violenza, oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale. Chi per esempio sputa su una divisa ne dovrà rispondere.

DANNEGGIAMENTO BENI MOBILI O IMMOBILI. Il decreto prevede che chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

AUMENTO ORE DI STRAORDINARIO PER I VIGILI DEL FUOCO. Il decreto prevede l’aumento dell’attribuzione annua di ore di lavoro straordinario per il personale operativo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco di 259.890 ore per l’anno 2019 e di 340.000 ore a decorrere dal 2020.

DASPO. Nei confronti di persona già destinataria del Daspo, il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, la durata del nuovo divieto non potrà essere inferiore a 5 anni né superiore a 10. Il dl prevede la pena della reclusione da 6 mesi a 5 anni a carico di chiunque commette fatti di violenza o minaccia nei confronti degli arbitri e degli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive.

PIU’ TUTELE PER GLI ARBITRI. Contro la violenza negli stadi e sui campi sportivi vengono introdotte tutele anche per gli arbitri e per gli altri soggetti chiamati ad assicurare la regolarità delle gare che sono equiparati agli addetti ai varchi di accesso degli impianti (è prevista una pena da 6 mesi a 5 anni per chi usa atti di violenza contro di loro).





Incontro con il Governo, ConfimpreseItalia porta le sue proposte sulle politiche del lavoro

 

Terza volta di ConfimpreseItalia al tavolo di confronto con il Premier Giuseppe Conte ed il ministro Tria, Questa volta si è parlato di politiche del lavoro. Tra le proposte fatte da ConfimpreseItalia, il sì al salario minimo, ma senza aggravi per l’imprenditore, certezza della norma, aumento della durata massima dei contratti a tempo determinato, allentamento del regime sanzionatorio, detassazione contributiva, voucher aziendali per la normativa cogente. La delegazione di ConfimpreseItalia era guidata dal Presidente, Guido D’Amico.





Salvini: “Non regalerò agli italiani altri mesi di litigi…”. Poi la bordata su Toninelli: “Non mi sembra all’altezza...”

 

"Non regalerò agli italiani altri mesi di litigi, polemiche, insulti. Sulla Tav si è perso un anno, così come sulla Riforma della Giustizia o sull’Autonomia. Sul taglio delle tasse il dibattito è infinito. Se dovessi ritenere che non c’è più strada, non ne faccio una questione personale, bisogna prenderne atto". Sono le parole di Matteo Salvini pronunciate a Radio24. "Salario minimo proposto dal M5s? Prima viene il taglio delle tasse", ha aggiunto il vicepremier. Poi Salvini ha lanciato anche una possibile decisione del Governo: “Stiamo pensando di abolire la Tasi, una tassa che cuba circa 900 milioni di euro.  Vorrei una manovra economica coraggiosa – dice Salvini – capace di tagliare veramente le tasse agli italiani e non di cambiargli nome”. Poi il colpo al M5S: "Toninelli non mi sembra all’altezza di gestire le infrastrutture di un Paese bello ma difficile come l’Italia". Una bordata in piena regola che sarà l’ultima, in ordine di tempo a far fibrillare il Governo.





Sgomberato il centro sociale Xm24 di Bologna. Salvini “Ruspe democratiche”

 

È iniziato all’alba di martedì lo sgombero del centro sociale Xm24 a Bologna. Intorno alle 5.30, carabinieri e polizia hanno aperto una rete e sono entrati nello spazio pubblico autogestito che si trova in via Fioravanti, in zona Bolognina, nella prima periferia della città. Alcuni attivisti sono saliti sul tetto dello stabile ed hanno chiesto un incontro con il Comune per cercare un’intesa - non trovata nei mesi scorsi - sulla nuova sede. Poi Salvini, che ironizza politicamente sullo sgombero del centro sociale: “Buongiorno amici. forze dell’ordine impegnate fin dall’alba nello sgombero a Bologna del centro sociale Xm24. Molto bene, la musica è cambiata: ordine, legalità e democratiche ruspe!. Grazie ai Decreti Sicurezza abbiamo previsto interventi più incisivi contro le occupazioni illegali e pene più severe per chi aggredisce le Forze dell’Ordine”, ha commentato ancora il ministro dell’Interno. Dura la risposta del sindaco di Bologna, Merola: “Occupi meglio il suo tempo e lasci perdere le ruspe di Bologna", ha risposto. Il Comune di Bologna è titolare e proprietario dell’area, dove, dopo lo sgombero, dovrebbero essere costruite delle case popolari ed un centro di aggregazione per il quartiere.

 





Scalinata di Trinità de Monti, tutti in piedi

 

Non solo è vietato bivaccare con cibi e bevande ma ora anche sedersi sulla scalinata di Trinità dei Monti. Applicazione più stringente del regolamento di polizia urbana di Roma Capitale sulla celebre scalinata romana. Infatti Trinità dei Monti è anche un monumento scatta il divieto di sedersi e sdraiarsi. Per i trasgressori scatta la sanzione di 250 euro, che può arrivare fino a 400 in caso di comportamenti gravi, come sporcare o danneggiare il monumento.





Tav, torna la tensione sui numeri al Senato. Sei mozioni pro e contro

La Tav alla prova in Senato della mozione M5S che impegnerebbe il Parlamento a ridiscutere l’opera. Complessivamente, comunque, sono sei, al momento, i documenti presentati al Senato e che verranno discussi nella seduta in Aula. Tutti i testi dovrebbero essere messi in votazione. Tra questi solo due mozioni sono contrarie all’opera: una è quella presentata dal M5S, che impegna il Parlamento a rivedere la Torino-Lione, l’altra è quella a prima firma del presidente del gruppo Misto Loredana De Petris (LeU) e che impegna il governo a non procedere alla realizzazione della Tav. Di Maio avvisa: "E’ un regalo da 2,2 mld di euro alla Francia,  il Pd voterà sì, vedremo cosa accadrà". Salvini mette le mani avanti: "Voteremo mozioni a favore del progresso". Sullo sfondo c’è la tenuta del governo stesso: il leghista al termine dell’incontro con le parti sociali aveva detto di aver raccolto "idee per l’Italia dei prossimi 20 anni. Se riesco ad applicarle bene, altrimenti o le fa qualcun altro o sicuramente non siamo qua attaccati alle poltrone. Questo lo vediamo da qui a breve, anche prima di settembre". Il Pd chiama allo scoperto Conte, Calenda invita Pd e FI a lasciare soli in aula M5s e Lega e poi Salvini, disposto a votare qualsiasi mozione che sia favorevole all’opera: "Ho passato sei ore a sentire tutti che c’è bisogno di infrastrutture. Voteremo qualunque mozione sostenga il futuro, la crescita, il progresso, la mobilità sostenibile e mi stupisce che nel 2019 c’è ancora qualcuno che invece di andare avanti vuol tornare indietro".





Fondi della Lega, truffa prescritta per Bossi e Belsito. Resta la confisca dei 49 milioni di euro

Prescritto il reato di truffa per Umberto Bossi e Francesco Belsito. Quest’ultimo resta responsabile del reato di appropriazione indebita: per lui ci sarà in questo caso la rideterminazione della pena in Appello. E’ questa la decisione della Cassazione che si è pronunciata in merito al processo sulla truffa ai danni dello Stato per i rimborsi elettorali. I giudici hanno anche confermato la confisca dei 49 milioni alla Lega, mentre cadono le confische personali. Il verdetto dei giudici della Suprema Corte (sezione feriale penale) arriva dopo le 21 dopo oltre quattro ore di camera di consiglio. Al termine della sua requisitoria in udienza, il sostituto procuratore generale della Cassazione Marco Dall’Olio aveva chiesto di confermare la sentenza della Corte d’Appello di Genova del 26 novembre scorso. Per Belsito resta in piedi il reato di appropriazione indebita per il quale la Suprema Corte ha rinviato di nuovo al giudizio di Appello per rideterminare la pena, come permangono ancora gli eventuali risarcimenti alle parti civili Camera e Senato. Quanto ai tre ex revisori dei conti della Lega Nord, la Cassazione ha assolto Stefano Aldovisi dalla condanna a 4 mesi, mentre sono state confermate le condanne a 8 mesi per Diego Sanavio e Antonio Turci per indebita percezione. Poi Salvini che così ha commentato la Sentenza: "Sono anni che vanno avanti con questi 49 milioni, a me non cambia niente. Non mi cambia la vita".