Controllo del territorio della Polizia di Stato, denunce, sequestri e sanzioni

Durante un’ attività finalizzata al contrasto di illegalità in genere, coordinata dal Dirigente del Commissariato Colombo, Isea Ambroselli, in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine di Roma e l’Ufficio ASL del SIAN (Servizio Igiene Alimenti Nutrizione), nella serata di martedì scorso sono stati effettuati controlli ed ispezioni anche presso alcuni locali pubblici presenti nella zona di competenza. Oltre al controllo di numerose persone, sono state elevate  2 contestazioni amministrative dovute a gravi condizioni igienico sanitarie. In particolare all’interno di un “Kebab” e laboratorio gastronomia calda e fredda è stato riscontrato il mancato rispetto dei requisiti generali in materia di igiene, con sanzione amministrativa . In una “Sala Bingo” e Somministrazione alimenti e bevande è stato riscontrato oltre al mancato rispetto dei requisiti generali in materia di igiene con una sanzione amministrativa, anche il mancato aggiornamento della registrazione presso uno stabilimento già registrato, con sanzione amministrativa pecuniaria per un totale di 2.000,00 euro nonché la contestazione per il mancato rispetto degli orari come previsti da Ordinanze Comunali sull’uso di giochi a vincita istantanea “Slot”. Durante le attività di verifica, si è provveduto alla corretta identificazione ed al controllo in banca dati SDI di 16 autovetture, 73 persone di cui 25 extracomunitari, ovvero sia di personale lavorante che di alcuni avventori tra cui veniva identificata una persona priva di qualsiasi titolo di permanenza sul Territorio Nazionale il quale, su disposizione del Magistrato di turno della Procura della Repubblica, è stato accompagnato presso un Centro di Prima Accoglienza di Torino.





Blitz anti-droga dei Carabinieri all’Esquilino, cinque gli arresti

I Carabinieri della Compagnia Roma piazza Dante hanno effettuato una serie di servizi preventivi finalizzati al contrasto dello spaccio di droga nella zona dell’Esquilino. Il bilancio è di 5 persone arrestate. I primi a finire in manette sono stati due uomini della Tanzania di 38 e 56 anni, entrambi nella Capitale senza fissa dimora e già conosciuti alle forze dell’ordine, sorpresi dai Carabinieri della Stazione Roma piazza Dante in via Principe Umberto – all’angolo con via La Marmora – mentre, alla vista dei militari, stavano tentando di disfarsi di un involucro termosaldato risultato contenere alcuni grammi di eroina. Nella loro disponibilità, inoltre, è stato trovato denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio e, quindi, sequestrato dai militari. Poco dopo, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma piazza Dante hanno arrestato, nei pressi di via Giolitti, un cittadino del Gambia di 21 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti. I movimenti sospetti del ragazzo sono stati tenuti d’occhio per un po’ di tempo ed è stato fermato quando ha tentato di recuperare un involucro nascosto in una fioriera. Immediato è scattato il fermo e, nel pacchetto, i militari hanno rinvenuto 34 gr. di marijuana pronti per essere spacciati e denaro, probabile provento dell’illecita attività del pusher.





Piantagione di marijuana alle porte di Roma, sequestro ed arresti

I Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno arrestato un 47enne di Guidonia e denunciato a piede libero un 20enne romeno residente a Marcellina, entrambi con l’accusa di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attenzione dei militari è stata posta sul fenomeno della “marijuana fai-da-te” e in pochi giorni di attività sono state scoperte due coltivazioni.

La prima è stata scovata 2 giorni fa dai Carabinieri della Stazione di Marcellina in un terreno adiacente all’abitazione di un cittadino romeno di 20 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine. I militari hanno trovato 11 piante di canapa indiana, di altezza variabile tra i 60 e gli 80 cm, che il 20enne stava accudendo. Per il giovane è scattata la denuncia a piede libero.

Nella serata di ieri, invece, i Carabinieri della Stazione di Tivoli Terme, al termine di un prolungato servizio di osservazione, hanno arrestato un 47enne di Guidonia Montecelio, anche lui già conosciuto alle forze dell’ordine. Nel corso di una perquisizione scattata nella sua abitazione, i militari hanno trovato, in una delle camere, una piccola, ma ben attrezzata, serra di marijuana, composta da 25 piante alte tra i 5 e 150 cm, controllate da impianti di irrigazione, di illuminazione e di controllo della temperatura e dell’umidità.

Tutte le piante sono state sequestrate e saranno inviate ai laboratori preposti per stabilirne la qualità e la quantità di principio attivo.





Sisma del centro Italia, la ricostruzione è a passo di lumaca. Denuncia di Fillea Cgil e Legambiente

A tre anni dal primo evento sismico del 2016, nel Centro Italia, la macchina della ricostruzione procede a singhiozzi e cammina troppo lentamente. E’ quanto si legge in una lunga ricostruzione fatta da Rassegna.it che ha raccolto le posizioni ed i dati forniti da Fillea Cgil e Legambiente. Oltre a continue polemiche, rimpalli di responsabilità e inefficienze tra livelli istituzionali, strutture commissariali e professioni tecniche, il numero dei progetti presentati dai cittadini per ricevere il contributo testimonia che il cambio di passo promesso dal governo giallo-verde non c’è stato. Dati impietosi, che riflettono più la scarsa fiducia delle popolazioni nella ricostruzione che la lentezza della burocrazia: su circa 73 mila edifici dichiarati inagibili, le domande dei cittadini per il contributo sono circa 10 mila (poco più del 13%) e presso le casse edili i cantieri avviati negli ultimi mesi sono poche centinaia. Le Regioni non hanno provveduto a elaborare il provvedimento per disciplinare la partecipazione delle popolazioni al processo di ricostruzione come previsto dal DL 189/2016 e dall’ordinanza n.36 del 2017. Per fortuna qualche Comune volenteroso ha provveduto a dotarsi di un regolamento.

“Tanta responsabilità - commenta il presidente di Legambiente Stefano Ciafani - non è della burocrazia ma della volontà politica; e con la crisi di governo si rischia un ulteriore stallo. È necessario che il prossimo esecutivo abbia in agenda l’accelerazione di una ricostruzione di qualità, innovativa, trasparente, rispettosa dell’ambiente, del territorio e del lavoro”. Non esiste ancora un monitoraggio complessivo della ricostruzione né della raccolta e gestione delle macerie. Per avere le informazioni bisogna contare sulla disponibilità dei funzionari regionali e ogni Regione usa metodi di elaborazione diversi. Nonostante la sovrabbondanza di decreti e ordinanze, alcuni sacrosanti altri contraddittori o fatti per sanare situazioni alla meno peggio, il quadro normativo viene ritenuto ancora insufficiente. Siamo caduti in un circolo vizioso: la ricostruzione fa fatica a partire, i progetti presentati sono pochi, quindi si concedono le proroghe - dell’emergenza, dei termini di presentazione delle domande di contributo - che non fanno che alimentare la richiesta e l’attesa di un’altra proroga o di un altro intervento normativo".

"Da qui lo stallo e la confusione - prosegue Ciafani -, a cui fanno seguito polemiche e rimpallo delle responsabilità tra le diverse istituzioni. Si compensa con l’assistenza e le proroghe il mancato avvio della ricostruzione. Il ritardo rischia di alimentare lo spopolamento di tanti piccoli comuni dell’appennino centrale oltre a far lievitare enormemente il costo per l’assistenza della popolazione priva di casa, si pensi alle centinaia di milioni spesi per pagare l’affitto a migliaia di famiglie con la casa inagibile (contributo di autonoma sistemazione). Senza una visione di futuro, è probabile che fra due o tre decenni le case siano di nuovo in piedi ma nella desertificazione sociale ed economica. Servono pianificazione e programmazione, finora grandi assenti. Continua a mancare un’idea di futuro di quelle aree interne, accompagnata da un progetto di sviluppo di economia locale che sappia coniugare le tante risorse naturali e culturali con la necessaria innovazione per rendere quelle terre attrattive per i giovani, offrendo loro opportunità di lavoro e di studio. Sono tante le criticità da affrontare: l’economia, il lavoro, la sicurezza, la legalità, la qualità della ricostruzione, le zone rosse ancora con le macerie, la gestione delle macerie private. Inoltre, vanno garantite trasparenza e fruibilità delle informazioni. È stata per lo più disattesa la normativa del 2012 e 2013 sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Disattesa anche la norma (L. 89 del 24 luglio 2018) che prevede che entro il 7 settembre 2018 (con aggiornamento trimestrale) il Commissario straordinario predisponga e pubblichi “le linee guida contenenti l’indicazione delle procedure e degli adempimenti connessi agli interventi di ricostruzione”.

Linee guida necessarie per i cittadini e per i tecnici per districarsi tra ordinanze e norme, anche contraddittorie. Trasparenza e macerie: le Marche sono l’unica Regione ad avere un sito dove si può verificare la (sola) raccolta. Eppure, lo Stato italiano ha già finanziato una piattaforma per verificare in tempo reale la rimozione delle macerie pubbliche e private e la loro destinazione per le aree colpite dal terremoto del 2009. Perché non viene utilizzata per gli altri terremoti che si sono succeduti?, si chiedono Fillea e Legambiente.

Problemi anche sulla gestione delle macerie: le Marche all’inizio di luglio hanno lanciato un allarme pubblico sul rischio di sospendere la raccolta delle macerie per la mancanza di fondi disponibili da parte del governo. Mentre in Umbria sono passati otto mesi in cui la raccolta delle macerie si è fermata per incomprensioni tra il Commissario e la Regione. Con il lento avvio della ricostruzione privata si è già presentato il problema della gestione delle macerie private, che saranno molte di più di quelle pubbliche, e che senza una pianificazione, un indirizzo sia ministeriale che regionale si rischia che non siano gestite correttamente, a danno della salute e dell’ambiente, e che non si avvii una filiera industriale del recupero e riutilizzo degli inerti.

Sul fronte del lavoro, invece, “è positivo che il Commissario straordinario abbia confermato, dopo un anno di incertezza, l’utilizzo del Durc e del settimanale di cantiere, strumenti fondamentali per prevenire il lavoro sommerso e irregolare – sottolinea Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea -. Abbiamo già visto lavoro nero, irregolare, intermediazione illecita di manodopera, subappalti irregolari, norme di prevenzione e sicurezza sul lavoro non rispettate”. Devono essere rafforzati i controlli e resi accurati, duraturi e frequenti; i fatti dimostrano che solo le cose fatte bene, con la collaborazione di tutti, nel rispetto della legalità e della trasparenza, ci garantiscono tempi di realizzazione certi, qualità del lavoro e delle opere.





Appello di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda sulla scuola: a settembre in migliaia restano precari e senza prospettive

La politica è chiamata a un atto di responsabilità, evitando che le scuole inizino la loro attività a settembre in una situazione priva di prospettive rispetto all’assenza di personale stabile su decine di migliaia di cattedre e posti di personale Ata. Lo affermano Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola, Rua, Snals Confsal, Gilda Unams.

"Per rispondere a tale emergenza - spiegano i sindacati - il confronto con il ministro dell’Istruzione, alla luce di quanto concordato nell’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile, ha portato alla definizione condivisa di un provvedimento d’urgenza per dare risposte alla scuola e al personale precario, destinato a crescere in maniera esponenziale in assenza di interventi normativi". Questo provvedimento, dopo aver avuto "il via libera per la sua definizione nel Consiglio dei ministri del 6 agosto scorso, è ora nel limbo del ’salvo intese’, formula che lascia margini di modifiche, ma che di fatto riconosce tempi e modi di un opportuno intervento legislativo per dare prospettive positive al mondo della scuola".

I sindacati "sono ben consapevoli della fase estremamente delicata che il Paese sta vivendo per la sopraggiunta crisi di governo e il conseguente impegno cui le forze politiche sono chiamate per dar vita a un nuovo esecutivo, con tempi che si prospettano in ogni caso troppo lunghi per le urgenze della scuola". Invitano pertanto il presidente Conte "a dare seguito al decreto legge che rappresenta il primo atto di quell’accordo che egli ha direttamente sottoscritto con le organizzazioni e che contiene le risposte che la scuola reale richiede".

Per Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola, Rua, Snals Confsal, Gilda Unams "i contenuti di quell’intesa conservano in ogni caso valenza strategica in materia di reclutamento e precariato, con l’obiettivo di contrastare la precarietà e dare giusto e legittimo riconoscimento all’esperienza di lavoro. Nel frattempo, rendere pienamente attuativo un provvedimento che andrà comunque al vaglio del dibattito parlamentare è senz’altro da ritenersi soluzione opportuna e doverosa nei confronti di chi attende il riconoscimento di diritti e una risposta concreta al mondo della scuola al quale ogni governo dovrebbe prestare la dovuta attenzione fino all’ultimo minuto del suo mandato".

 





Ocean Viking ha solo 5 giorni di viveri e nessun Paese autorizza l’approdo. La denuncia di Msf

E’ ormai vicina al dramma la situazione della nave Ong Ocean Viking, con a bordo oltre 350 profughi e costretta a navigare a distanza dalle acque internazionali dei Paesi Ue. Nessuno, infatti, si è assunto la responsabilità di autorizzare lo sbarco dei profughi e la situazione a bordo è ormai quasi fuori controllo. "Rimangono solo 5 giorni di razioni alimentari standard a bordo della Ocean Viking, la nave con 356 sopravvissuti (di cui 103 minori) bloccati da 13 giorni nel Mediterraneo. Ancora nessun posto sicuro è stato assegnato. Siamo preoccupati per il rapido peggioramento dello stato di salute mentale dei migranti". E’ l’allarme lanciato dalla Ong Msf. Il Garante dei detenuti lancia un appello ai colleghi di Norvegia e Malta: "Serve un lavoro comune". Il medico di bordo ha toni che esprimono preoccupazione: "Ci sono persone le cui condizioni di salute potrebbero presto diventare critiche, fino al punto di dover richiedere un’evacuazione".
Ma il nodo della questione è lo scaricabarilefra gli Stati della Ue, in primo piano Francia, Italia e Malta. L’Eliseo si è detto pronto ad accogliere "un numero importante di migranti" della Ocean Viking, ma conferma il rifiuto a far attraccare la nave in Francia. "Non possiamo rimettere in causa il principio dell’accoglienza nel porto sicuro più vicino perché è giuridico", è la posizione di Parigi. Il Portogallo nel frattempo ha dato la disponibilità a ricevere fino a 35 migranti. Ferma la posizione dell’Italia. Il ministro Salvini, non ha infatti alcuna intenzione di aprire i porti.





Trovato morto Chef Zamperoni. Il suo corpo in un ostello malfamato del Queens

E’ stato trovato morto, avvolto in un lenzuolo, in un ostello del Queens, a poca distanza dalla sua residenza, chef Zamperoni. Il luogo del rinvenimento del cadavere è noto alla polizia per i traffici di droga e prostituzione. Secondo i primi rilievi fatti dalle autorità di New York Zamperoni potrebbe essere stato assassinato, anche se sul suo corpo non ci sarebbero ferite evidenti. Le autorità hanno comunque disposto l’autopsia per avere la certezza delle cause del decesso.  Il riconoscimento è stato già fatto dal fratello.  Oltre che all’inchiesta aperta a New York, ne è partita una anche in Italia, dove il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha annunciato l’apertura di un fascicolo conoscitivo sul decesso di Andrea Zamperoni. "Si tratta - come spiega Chiaro - di un atto dovuto. Attendiamo poi anche di capire quale è stato l’esatto motivo della morte. Il fascicolo verrà aperto oggi".

Zamperoni era a New York nel ristorante Cipriani, da circa un anno, anche se faceva parte della catena di ristoranti dal 2008. Aveva praticamente lavorato in tutte le strutture americane, come quelle di Miami e Las Vegas, per poi approdare nella ‘Grande Mela’. 





Tra M5S e Pd primo incontro. Alle 14 faccia a faccia tra i Capogruppo di Camera e Senato

 

Dopo il disco verde dei gruppi parlamentari del M5S ad aprire una trattativa con il Pd, è stato già fissato, per oggi alle 14 il primo incontro tra due delegazioni. Ad aprire le danze saranno i capogruppo di Senato e Camera, toccherà a loro iniziare una trattativa sui dieci tempi posti del M5S e i cinque del Pd. L’incontro è fissato per le ore 14, probabilmente in una delle due Camere. Sempre questa mattina, Nicola Zingaretti ha riunito il vertice del Partito, si tratta di un incontro informale, che segue la Direzione di ieri. Presenti al Nazareno il  Presidente del partito Paolo Gentiloni, la vicepresidente Anna Ascani, il vicesegretario Andrea Orlando e il tesoriere Luigi Zanda.





Di Maio: “Obiettivo è dare solidità alla Legislatura. Per me non cerco poltrone”

Di Maio: “Obiettivo è dare solidità alla Legislatura. Per me non cerco poltrone”

 

 

“L’obiettivo è dare solidità alla legislatura. Serve soprattutto ai cittadini, alla loro buste paga, serve a evitare che aumentino le tasse”. E “il confronto è aperto con chi vuole affrontare i nostri temi”. Sono le parole del capo politico del M5s, Luigi Di Maio, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Il M5S parla di temi, come il taglio dei parlamentari, che è il nostro primo punto e una riforma storica. Manca un solo voto. Si deve fare e si fa subito, non si rinvia, non ha senso. In politica per anni abbiamo sentito dire lo faremo, lo faremo. E’ ora di fare adesso, non domani. Se c’è volontà si fa adesso, è già calendarizzato”.

Il proseguo la legislatura dunque “dipende dagli altri. Noi non scappiamo dalle nostre responsabilità e il M5S c’è, con delle proposte serie, concrete. Ma ripeto: si parte dal taglio dei parlamentari e da un altro principio, il rispetto per Conte e per quello che ha fatto”. Riproporrà dunque un Conte bis? “Non stiamo parlando di poltrone ma di 10 punti su cui mi aspetto una risposta” a partire dal taglio dei parlamentari: “Da lì si capisce se c’è davvero la volontà di cambiare le cose”.

Di Maio nega quindi divisioni nel partito, “strumentalizzazioni.

Noi siamo diversi dai partiti e dal sistema e internamente abbiamo diverse anime che giustamente si interrogano su tante cose, ma hanno fiducia nel M5S. Noi continuiamo a essere gli stessi, per noi contano le proposte, i temi”. Per quanto lo riguarda personalmente, “non me ne importa nulla della poltrona. Non penso a questo, penso come ogni eletto e attivista M5s a tagliare 345 parlamentari, a mettere in campo una serie di misure per l’ambiente, a evitare l’aumento dell’Iva, a tagliare il cuneo fiscale alle imprese, ad alzare gli stipendi degli italiani e ad aiutare famiglie e chi soffre di disabilità”.

 





Svolta per i profughi della Ocean Viking, sei Paesi europei accoglieranno i migranti. Lo sbarco a Malta

Svolta per la Ocean Viking,e per i suoi 356 migranti. E’ stato infatti trovato un accordo che consentirà lo sbarco e redistribuzione dei profughi in sei Paesi Europei. Ad annunciarlo poco fa il Premier maltese Muscat: "Malta trasferirà queste persone su navi militari maltesi in acque internazionali e le porterà a terra. Tutti i migranti saranno distribuiti in altri Paesi europei: Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania. Nessuno resterà a Malta". L’accordo, ha detto ancora, Muscat, è stato trovato in seguito a "discussioni con la Commissione europea e un certo numero di Stati membri, soprattutto Francia e Germania".




Tram contro auto in pieno centro a Roma, tre i feriti

 

Poteva andar peggio, e forse il bilancio di soli tre feriti può far tirare un sospiro di sollievo. Lo scontro tra un Jumbotram e una vettura, ha fatto temere per il peggio, poi, fortunatamente la conta dei danni parla del ferimento dell’autista del mezzo pubblico, di una passeggera e del conducente dell’autovettura che avrebbe provocato l’incidente. L’episodio questa mattina a Roma al quartiere Flaminio. All’incrocio della via Flaminia di piazzale Manila. Il tram che viaggiava verso il capolinea di Piazza Mancini, si è trovato improvvisamente di fronte la vettura e nulla ha potuto l’autista per evitare l’impatto che ha provocato l’uscita del mezzo pubblico dai binari con il conseguente impatto contro un impianto dell’illuminazione pubblica. Nessuno dei tre feriti è in pericolo di vita. Sul posto per i rilievi della Polizia di Roma Capitale. Da una prima parziale ricostruzione, confermata anche da Atac, ma che deve passare al vaglio dei rilievi tecnici, la vettura avrebbe impegnato il semaforo con il rosso.





Salvini rilancia e ripropone l’alleanza giallo-verde: “Squadra nuova e governo stabile, altrimenti elezioni”

“O un governo stabile, coerente, con un programma e con una squadra nuova, o il voto”. Al termine di una lunga diretta Facebook, Matteo Salvini rinnova ancora una volta l’offerta al M5s di ripartire con l’alleanza gialloverde. “I governi fermi che litigano non servono a nessuno: abbiamo scelto di dare uno scossone, uno stop, un allarme ma non nelle stanze dei palazzi. E adesso, alla luce del sole, o c’è un accordo con una squadra, un progetto, un’idea di Italia a prescindere dalle poltrone, oppure c’è la via del voto”, ha ribadito. Ma ci sono altri esponenti della Lega che hanno rilanciato sul rapporto con i 5 Stelle, tra questo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti: Tra tante discussioni con M5S andare d’accordo sullo sport e’ stato un miracolo. Da quello che ho potuto vedere lo sport è più unito della politica, aggiunge. In Italia complichiamo sempre tutto. Nessuno straniero ha capito questa crisi di governo, ma credo che dal confronto e dallo scontro si arriva a un risultato che deve essere quello positivo". Poi da registrare anche l’intervento di Centinaio: “Secondo me c’è ancora possibilità di recuperare il rapporto coi 5 Stelle perché, oltre a Di Maio, ci sono una serie di esponenti del Movimento che si ricordano bene del lavoro positivo che è stato fatto. È difficile perché la via è molto stretta, però se ci sono i tempi e c’è la volontà di sedersi attorno a un tavolo non ci sono problemi".

  





Cina shock: dazi per 75 miliardi di dollari sui beni ‘Made in Usa’

La Cina ha annunciato che imporrà nuovi dazi su 75 miliardi di dollari di beni ’made in Usa’: è la risposta di Pechino ai dazi americani operativi dall’1 settembre sull’import di prodotti cinesi. Si tratta dell’ennesima battaglia commerciale tra Washington e Pechino e che nelle prossime ore produrrà sicuramente effetti nel panorama economico e commerciale mondiale. La decisione di Pechino era nell’aria, ma non di questo livello. Probabilmente sulla decisione di Pechino, ha anche pesato l’esposizione degli Stati Uniti sulla questione Hong Kong. Una ritorsione? Non è escluso…

 




M5S-Pd, carte in tavola. Concluso senza tabù il primo incontro. Le delegazioni lo definiscono costruttivo

Si è concluso senza problemi e tabù il primo incontro tra Pd e M5s alla Camera. "Non ci sono problemi insormontabili", sarebbe questo l’sms inviato da uno dei membri della delegazione Pd inviato a conclusione del primo faccia a faccia con il M5s. "C’è stata un’ampia convergenza sui punti dell’agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità", ha invece affermato il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio. "La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive", ha detto, invece, il capogruppo Pd Andrea Marcucci. Posizione che si rispecchia anche nelle parole dei 5 Stelle che definiscono l’incontro ‘cotruttivo’. Il M5S ha posto sul tavolo il taglio dei 345 parlamentari, “per noi è un punto fondamentale e propedeutico. Servono garanzie su questo aspetto". Anche nella giornata di giovedì, fonti del Pd avevano definito questo passaggio non problematico se affiancato però ad una piena riforma elettorale.

 





Eventi, a Roma al via "Sguardi Oltre 2.0"

Eventi, a Roma al via "Sguardi Oltre 2.0"

 

Dal 9 al 15 settembre, il quartiere della periferia romana di Settecamini ospiterà la quinta edizione della manifestazione Sguardi Oltre 2.0, la rassegna multidisciplinare per la cura dell’anima, una festa dell’arte immaginata come un caleidoscopio di accadimenti. Sguardi Oltre 2.0 nasce dall’impegno di impiegare la cultura come strumento di coesione sociale e abbattimento delle barriere fisiche e mentali, attraverso la connessione tra arte e tessuto urbano. “Siamo felici di avere trovato in Settecamini, borgata storica in cui è ancora forte il senso di “comunità”, la sede ideale in cui svolgere la nostra manifestazione che fa del “locus” un’ispirazione costante. Settecamini, con la sua memoria e le sue testimonianze, con la sua realtà attuale, è in se stessa narrazione. Questa “storia” la racconteremo, insieme ai tanti artisti che si alterneranno tra residenze, performance e laboratori e al pubblico, sotto forma di spettacolo, di festa gioiosa a cui invitiamo tutta la città e i suoi visitatori, a partecipare”. Così dichiarano Maurizio Repetto - direttore di Percorsi Accidentali, associazione titolare della manifestazione - e Gloria Sapio, direttore artistico, che ha collaborato all’ ideazione del progetto. Sguardi Oltre 2.0 è una narrazione ideale che lega luoghi, artisti e cittadini del quartiere di Settecamini, suggerendo il senso di un’esperienza vissuta nel territorio, coinvolgendo ed esaltando realtà e luoghi del quartiere come Parco Insieme e la Scuola di Musica Anton Rubinstein. Sette giornate in cui, dal mattino alla sera, laboratori multiartistici, concerti, performance di Prosa, walk-show nei luoghi più suggestivi, readings, video istallazioni, conversazioni in streaming e concerti, seguendo il filo conduttore della storia del quartiere, ne spettacolarizzeranno memoria e futuro, trovando realizzazione in una ricca programmazione di eventi nei quali il pubblico e il territorio diventano parte fondante dell’atto performativo. La rilevanza di questa preziosa interazione è inaugurata dal percorso immersivo nelle atmosfere della borgata condotto in residenza dal giovane drammaturgo Giacomo Sette; percorso che, tra memorie pasoliniane e documentariste, si concluderà con la realizzazione di una drammaturgia che vedrà il coinvolgimento dei partecipanti al corso “To play or… piccolo prontuario sulla passione drammatica’’, a cura di Settimo Cielo. Sguardi Oltre si articola in due sezioni distinte ma collegate fra loro: una parte laboratoriale, in cui si creano punti di incontro tra artisti e fruitori, e una parte performativa in cui si inseriscono, in forma di opere site specific, i risultati di questi percorsi, alternati ad incontri, proiezioni, concerti - come l’itinerario musicale, dal Barocco al Sud America, del duo di chitarristi liguri DodiciSuoni, – e piece teatrali, che declinano differentemente il tema centrale del racconto. Tra questi spiccano la prima romana dello spettacolo L’uomo Tigre, capire tutto in una notte (13 settembre ore 21.15) di Andrea Kaemmerle – Guascone Teatro, opera giocosa e sarcastica sulla provincia italiana e sull´essere padri, tra incertezze di un secolo imbarazzante e il sentimento di essere imbattibili come l´Uomo Tigre; Racconti da camera (14 settembre ore 21.15) di e con Claudio Morici – Teatroxcasa, inediti e ’best of’ di uno scrittore e performer tra i più amati dalle nuove generazioni, pianti e risate su tematiche quali amore, lavoro, editoria e figli maschi; Sopra il cielo di San Basilio (16 settembre ore 18.00) di e con Ferdinando Vaselli – Ventichiavi Teatro, spettacolo rivolto a bambini, ragazzi ma anche adulti, che indaga, attraverso le vicende del protagonista di origine bosniaca Marko, le relazioni tra i ragazzi nella periferia romana (Finalista al Premio Scenario). Segna un ulteriore coinvolgimento del quartiere la presenza della Scuola di Musica Anton Rubinstein, una delle realtà più vive che operano a Settecamini, con Let’s the music start!, festa di apertura con il concerto a cura dei musicisti della Scuola di Musica Anton Rubinstein (13 settembre ore 19.30). Le modalità di partecipazione ai laboratori sono molteplici e si rivolgono alle diverse fasce di età. Ai più piccoli, insieme agli adulti, è dedicato il laboratorio Facciamo ridere!, della compagnia Opera Prima, che lega la tradizione della Commedia dell’Arte alla clownerie moderna, attraverso la combinazione di effetti comici, gags e battute. Per tutti, il work-shop To play or… piccolo prontuario sulla passione drammatica, a cura di Settimo Cielo – un’appassionante ricerca sui rudimenti dello stare in scena, gestione del corpo, della voce e delle emozioni, che si contaminerà con la residenza drammaturgica di Giacomo Sette. Da menzionare anche Sguardi Oltre Immagini, mostra fotografica sulla precedente edizione e installazione video Settecamini Tout Court (13 settembre ore 20.00). L’intenzione è che tutto il pubblico, attraverso i laboratori, possa interagire in veste di protagonista nelle performance insieme agli artisti in una modalità dissimile alla semplice animazione teatrale, divenendo valore intrinseco di una concezione artistica. Si apre così una porta tra chi è dentro e chi è “fuori” dalla scena, sviluppando connessioni, ponendo le basi per un mutuo processo di ricerca sempre in divenire. Questo concetto è sottolineato a livello visivo dall’assenza di strutture che dividono in modo netto pubblico e platea. Il calendario è studiato in modo che le attività non si sovrappongano dando l’opportunità al pubblico di partecipare anche a tutti gli eventi in programma. Il quartiere sarà inoltre interessato da numerose altre attività particolari, in un fitto susseguirsi di appuntamenti inseriti nel palinsesto delle giornate come le visite guidate al quartiere e ai suoi siti storici e archeologici grazie alla Cooperativa Sociale Integrata Conto Alla Rovescia, in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Sguardi Oltre si conclude con una grande festa, a cui tutti sono invitati, nella quale si potrà danzare sulle sonorità proposte dal Dee-Jay set di Ciccio Dee Mario. Il progetto è concepito e sostenuto dall’associazione Percorsi Accidentali, composta in maggioranza da under 35 che crede nella capacità dei linguaggi contemporanei di parlare e coinvolgere diverse fasce di pubblico. Per questo motivo ha visto nel progetto un mezzo per dare visibilità e spazio, accanto a professionalità di spessore, alla creatività dei giovani artisti. L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.





Movida in Lombardia, 120 mila imprese e 559 mila addetti.

Sono 120 mila le imprese che nel 2019 in Lombardia sono legate al settore della movida, tra shopping, ristorazione, alberghi, tempo libero, sport, musica ed eventi su 933 mila attive in Italia, stabili in un anno secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2018 e 2019. Danno lavoro a 559 mila addetti (+4% in un anno e +16% in cinque) su circa 3 milioni occupati nel settore in Italia (+3% e +11%) e generano un business da 42 miliardi su 150 a livello nazionale. Oltre 42 mila imprese hanno sede a Milano, quasi 17 mila a Brescia, circa 13 mila a Bergamo e 9 mila a Varese, 8.400 a Monza e Brianza, circa 6.500 a Pavia e Como. Crescono a Milano (+0,4% in un anno e +5,6% in cinque). Un settore femminile in cui le donne pesano oltre un terzo delle imprese, giovane e etnico con imprese giovani e straniere a quota circa 10%. Ha dichiarato Valeria Gerli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “In Lombardia i settori legati alla movida possono contare su 120 mila imprese tra ristorazione, commercio e intrattenimento. Si tratta di un fenomeno importante trainato soprattutto dalle attività legate al divertimento e allo sport, con Milano che da sola rappresenta più di un terzo del totale e traina la crescita del comparto, anche sulla scia di tutte le iniziative di forte richiamo internazionale. Il turismo rimane uno degli elementi trainanti di questo settore: i dati ci dicono che la Lombardia è sempre più meta di turisti italiani e stranieri. Come Camera di commercio siamo attivi con bandi dedicati, iniziative di formazione per gli operatori e di promozione. Bisogna continuare a puntare sulla qualità e sulla varietà dell’offerta, valorizzando il territorio lombardo anche grazie alla capacità attrattiva dei grandi eventi. Bisogna mettere in luce l’offerta tradizionale già presente offrendo esperienze molteplici e personalizzate”. Milano prima in Italia per giro di affari e addetti del settore. Con un business da 31 miliardi di euro su circa 150 miliardi nazionali, Milano è prima in Italia per ricavi, seguita da Roma (27 miliardi), Napoli (oltre 6 miliardi), Padova e Torino (circa 4 miliardi l’uno). Il primato di Milano si estende anche agli addetti, con 288 mila (+5% in un anno e +23% in cinque anni) su circa 3 milioni nel settore nel Paese, davanti a Roma (253 mila) e Napoli (133 mila). È terza invece per numero di imprese, 42 mila su 933 mila in Italia, dietro Roma, con 81 mila, e Napoli, con 61 mila. Milano città. Sono 26 mila le imprese nei settori della movida, +1,2% in un anno, +13% in dieci anni, dalle 23 mila imprese del 2009. La maggior crescita dopo Expo, con +2,6% nel 2016 rispetto al 2015. Traina il settore di intrattenimento, divertimento e sport, con 1211 imprese, +38% in dieci anni, la ristorazione con 11 mila imprese +35%, cinema e musica con 1206 imprese +16%, viaggi con 820 imprese +12%, stabile il commercio costante a 12 mila imprese in dieci anni. In Italia ci sono 933 mila imprese legate alla movida. Ai primi posti Roma con 81 mila (erano 80 mila un anno fa, +1% in un anno e + 7% in cinque), Napoli con quasi 61 mila, Milano con oltre 42 mila, Torino (31 mila), Bari (24 mila), Salerno (23 mila). Tra i settori più numerosi: commercio (a Milano 18 mila imprese, 53 mila in Lombardia e 472 mila in Italia), bar e ristoranti (18 mila a Milano, 51 mila in Lombardia e 336 mila in Italia), attività di intrattenimento specializzate (2 mila a Milano, 6 mila in Lombardia, 44 mila in Italia). Poi ci sono le imprese legate a cinema e musica, 1429 a Milano, 2093 in Lombardia e 11 mila in Italia.




Maltempo, Coldiretti: tempeste raddoppiate nell’estate 2019

Con l’ultima ondata di maltempo l’estate del 2019 fa segnare quasi il doppio di tempeste, grandinate e nubifragi rispetto alla stessa stagione dello scorso anno con milioni di danni nelle campagne ma anche nelle città e al turismo. E’ quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti sulla base dei dati ESWD, la banca dati europea sugli eventi estremi, con l’ultima violenta perturbazione che ha colpito Marche, Lombardia, Piemonte e Toscana che fa salire a 706 gli episodi di maltempo estremo con un balzo dell’88% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Piemonte nella zona di Saluzzo si segnalano stalle allagate e cedimenti di sponde dei corsi d’acqua, nella Marche in provincia di Ascoli la tempesta di vento acqua e grandine ha danneggiato frutteti, abbattuto piante e interrotto strade e un albero è stato squarciato e bruciato da un fulmine, nella zona di Arezzo dei vivai sono stati allagati, è crollato un albero secolare e sono avvenuti smottamenti, in Lombardia sono state decise misure di emergenza per la frana in Valfurva mentre nella zona di Lecco ci sono stati allagamenti e piante abbattute. Il cambiamento climatico arriva dopo la quinta ondata di calore dell’estate in agosto che segue un mese di luglio bollente che – sottolinea la Coldiretti – ha fatto registrare una temperatura superiore di addirittura 2 gradi rispetto alla media storica mentre giugno con +3,3 gradi si era classificato al secondo posto tra i più bollenti dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni secondo Isac Cnr. Un’estate a due facce dunque segnata da bolle di calore anomale ma anche da eventi estremi che secondo la Coldiretti hanno distrutto le coltivazioni nei campi con piante sradicate, serre divelte, vigneti abbattuti, mele, pesche e altra frutta flagellata come pure meloni e pomodori ma anche campi allagati, soia e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer con frane, strade di campagna impraticabili e pascoli isolati che hanno portato a chiedere nelle zone colpite lo stato di calamità. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.





Terremoto: senza ricostruzione, -70% vendite nei paesi del sisma

Nei paesi svuotati e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle vendite che sta soffocando l’economia locale, a partire dagli agricoltori e gli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà. E’ quanto afferma la Coldiretti a tre anni dalla prima scossa che il 24 agosto 2016 ha devastato ampie aree del centro Italia. Nelle zone terremotate è ancora lontano – sottolinea la Coldiretti – il ritorno alla normalità, dalle difficoltà abitative delle popolazioni locali ai problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i pesanti ritardi della ricostruzione. Il risultato – precisa la Coldiretti - è un crollo delle vendite dei prodotti locali che gli agricoltori, a prezzo di mille difficoltà, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuità produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola. In difficoltà ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove – continua la Coldiretti – c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo. Se la lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp è in piena raccolta e si prevede una produzione di qualità attorno ai 3mila-4mila quintali in linea con lo scorso anno, in maggiori difficoltà si trovano altri settori con un calo ad esempio del 20% del latte per la chiusura delle stalle. Lenta ripresa anche per i 444 agriturismi che secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat operano nell’area dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria. Per aiutare le aziende a risollevarsi è scattata in questi ultimi tre anni una grande azione di solidarietà e aiuto con le operazioni “adotta una mucca”, per dare ospitalità ad almeno 2000 pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle, e “dona un ballone” di fieno per garantire l’alimentazione del bestiame ma anche la riscoperta dell’antica tradizione agropastorale della “paradura” con la quale i pastori sardi della Coldiretti hanno donato mille pecore ai loro colleghi umbri colpiti dalle scosse per risollevarne le sorti. Senza dimenticare – continua la Coldiretti – i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, nella Capitale e in tutta la Penisola, che continuano ad ospitare gli agricoltori terremotati e i loro prodotti rimasti senza sbocchi di mercato con oltre 60mila italiani che hanno assaggiato la “caciotta della solidarietà”, ottenuta con il latte raccolto dalle stalle terremotate di Norcia, Amatrice e Leonessa e il “cacio amico” fatto con il latte degli allevamenti marchigiani. Ed è stata anche effettuata la distribuzione gratuita di 565.260 litri di gasolio alle aziende agricole grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo, senza alcun contributo pubblico e sempre la Coldiretti assieme all’Associazione Italiana Allevatori e ai Consorzi Agrari ha consegnato mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi.





Il Pd avverte il M5S: “Questa interlocuzione deve essere la unica”. Zingaretti puntualizza: “Nessuna trama di Gentiloni”

Il Pd avverte il M5S: “Questa interlocuzione deve essere la unica”. Zingaretti puntualizza: “Nessuna trama di Gentiloni”

 

“Abbiamo chiesto al M5S che questa interlocuzione sia l’unica come condizione per affrontare gli ulteriori punti, che affrontati, a livello preliminare non presentano ostacoli insormontabili. Loro riconoscono questa esigenza di chiarezza e ci hanno riferito che la riporteranno" ai vertici politici del M5S. Lo afferma il vicesegretario del Pd Andrea Orlando al termine dell’incontro con la delegazione M5S. Poi il Segretario Zongaretti mette la parola fine elle presunte trame di Genitiloni: “Non è mai esistita ovviamente nessuna manovra del Presidente Gentiloni per far fallire l’ipotesi di un nuovo Governo e sostenerlo è ridicolo e offensivo. Stiamo nel pieno di consultazioni delicatissime e stiamo lavorando tutti insieme per raggiungere un obiettivo difficile: quello di dare vita a un Governo di svolta per cambiare l’Italia; e questo passa per uno spirito unitario, per difendere contenuti storia e valori del Partito Democratico". "Torno per l’ennesima volta a fare un appello alla responsabilità: fondamentale per raggiungere questo obiettivo casomai è fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che, questi si, mettono tutto a rischio e logorano la nostra credibilità", conclude.





Di Battista gela il Pd: “Il M5s oggi ha un potere contrattuale immenso. Buona cosa le aperture della Lega”

 

"Il Movimento 5 Stelle ha oggi un potere contrattuale immenso. Tutti ci cercano. Un potere del genere è essenziale sfruttarlo nell’esclusivo interesse dei cittadini. Il mio pensiero è questo, è la prima volta che scrivo da giorni e ciò che penso nulla ha a che vedere con le ricostruzioni di giornalisti sempre più confusi. Io sono convinto che andando al voto adesso, presentandoci compatti e facendo una grande campagna elettorale, prenderemmo valanghe di consensi. Perché Salvini è molto più debole di quanto appaia e perché se si andasse al voto il PD ci arriverebbe spaccato in 2, 3 o 4 pezzi. Ciononostante, e lo dico da cittadino, non vorrei mai che la prossima legge di bilancio la scrivesse l’Unione Europea e tale rischio è altissimo votando a fine ottobre".

"E ancor di più pretendo due cose: 1. il taglio dei parlamentari 2. la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton. Sono convinto che questi due obiettivi si possano raggiungere in questa legislatura, nella prossima sarebbe molto più difficile". "Ho visto nuove aperture della Lega al Movimento e mi sembra una buona cosa - scrive Di Battista - Soprattutto perché non mi dispiacerebbe un Presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle. Ho visto inoltre porte spalancate da parte del PD. Zingaretti fa la parte di chi pone veti e condizioni ma in realtà ha il terrore che Renzi spacchi il Pd".

"Ripeto - sottolinea - tutti ci cercano. Alziamo enormemente la posta sulle nostre idee e soluzioni per il Paese. Via 345 parlamentari e via i Benetton dalle nostre autostrade. Chi ci sta? La vaghezza lasciamola ai professionisti del nulla assoluto. Il Movimento, proprio come ha fatto ieri Luigi, bada al sodo".





Di Maio-Zingaretti, vertice a sorpresa. Colloquio cordiale ma non definitivo

Questa sera, a sorpresa, e lontano dalle telecamere, si è svolto il primo incontro tra i leader di M5S e Pd. Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio si sono incontrati in terreno neutro (un appartamento privato ndr) per un faccia a faccia durato circa 60 minuti. Al centro del colloquio, molto cordiale, Di Maio ha proposto un nuovo incarico a Giuseppe Conte come Presidente del Consiglio.  Zingaretti, che non avrebbe posto veti, ha ribadito la necessità un Governo di Svolta, non per una questione personale, ma per rimarcare una necessaria discontinuità. La nota della segreteria di Zingaretti conferma come Di Maio abbia posto una condizione sul nome di Giuseppe Conte ma definisce il colloquio "cordiale" rimandando ad un altro incontro "nelle prossime ore". Secondo alcune fonti il leader M5s avrebbe chiesto una risposta veloce sul nome di Conte, al massimo 24 ore. Dunque la partita si gioca, per ora sul nome del Premier. Poi toccherà al resto. Tutto, comunque, si giocherà nelle prossime ore, al massimo entro la giornata di martedì, data ultima fissata dal Presidente della Repubblica, Mattarella che, nella seconda tornata di colloqui, dovrà chiudere la partita ed assegnare l’incarico, o, in alternativa spostare la lancetta verso le elezioni anticipate.