Buone notizie: riapre la metro A. Brutte notizie: chiude la B

Forse l’attesa è finita. Oggi, dopo oltre due mesi di manutenzione e chiusura di alcuni tratti, riapre nella sua totalità la metro A di Roma. Tra i lavori portati a termine, si apprende dal sito dell’Atac, quelli di manutenzione e sostituzione dei deviatoi. Resta però chiusa la stazione di Barberini, ferma dallo scorso 23 marzo, quando la scala mobile si ruppe spaventando i presenti e ferendone alcuni. Ma la pace per i cittadini della Capitale durerà poco. Dal 9 settembre al 7 dicembre, infatti, sarà la metro B a chiudere alle ore 21, dalla fermata Castro Pretorio fino al capolinea di Laurentina. "Si tratta di variazioni del servizio indispensabili per la prosecuzione dei lavori della tratta San Giovanni-Fori Imperiali della linea C della metropolitana. Lavori al termine dei quali sarà possibile disporre del primo nodo di scambio tra le linee metropolitane B e C", fa sapere l’azienda in un comunicato.




Abusivismo commerciale: controlli, sequestri e sanzioni a Roma

Proseguono gli interventi della Polizia Locale di Roma Capitale per contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale. La scorsa settimana i controlli si sono concentrati nel Centro Storico fino all’area intorno al Vaticano: sono stati sequestrati circa 5000 i pezzi tra foulard, bigiotteria, accessori di telefonia e di abbigliamento venduti irregolarmente ma anche bottigliette d’acqua. Solo in piazza della Rotonda, gli agenti hanno sequestrato oltre 100 articoli contraffatti come borse e portafogli di noti marchi della moda. Sono state fermate venti persone a cui è stato applicato un ordine di allontanamento. Lo rende noto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, su Fb. La prima cittadina di Roma ringrazia tutti gli uomini e le donne della Polizia Locale "per il lavoro che svolgono ogni giorno per riportare legalità e decoro nelle strade della nostra città".





Polizia di Roma Capitale, fine settimana di controlli con oltre 1500 sanzioni

Dalle principali piazze del Centro Storico al Colosseo fino a Trastevere, Ostiense e Testaccio, ma anche l’area della Stazione Termini, Piazza Bologna, San Lorenzo, Ponte Milvio sono alcune delle zone dove, nelle notti di venerdì e sabato gli Agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno eseguito circa 5200 controlli, elevando oltre 1300 sanzioni per mancato rispetto delle norme che regolano la circolazione stradale, il decoro urbano ed il commercio. Tre persone sono state multate per essersi bagnate in una delle fontane di piazza Navona.

Nel corso della vigilanza nelle piazze del Centro Storico, una pattuglia del I Gruppo Trevi è intervenuta nelle prime ore dell’alba di ieri in Piazza Navona per fermare due persone, un ragazzo italiano di 25 anni ed un’americana di 37 anni, intente a bagnarsi nella Fontana dei Quattro Fiumi. Questa notte gli agenti hanno fermato un’altra turista di nazionalità ucraina appena entrata nella stessa fontana monumentale. Per tutti e tre è scattata la sanzione e l’ordine di allontanamento come previsto dal regolamento di polizia urbana.

Particolari verifiche hanno riguardato i comportamenti pericolosi su strada: 219 infrazioni rilevate per eccesso di velocità e oltre 200 accertamenti effettuati sui conducenti per la guida in stato di ebrezza con 5 patenti ritirate ed una persona denunciata per tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti. 80 i veicoli che si è reso necessario rimuovere per soste irregolari o d’intralcio. Gli agenti hanno eseguito una serie di controlli anche presso esercizi commerciali e locali pubblici: 4 le attività sanzionate per irregolarità riscontrate sulla tracciabilità ed etichettatura degli alimenti, mentre 10 sono state le contestazioni per il  consumo e la vendita di alcool fuori dall’orario consentito.





Prima tenta di rapinarlo, poi lo ferisce con un coccio di vetro. Arrestato in pieno centro

 

A passeggio per la Capitale, stava consultando il navigatore attraverso il telefono cellulare quando all’improvviso, ferma in piazzale Flaminio, è stata raggiunta alle spalle un cittadino straniero, che repentinamente le ha strappato il telefonino dalle mani ed è fuggito via. Subito rincorso dal marito della vittima e da un passante in moto che aveva assistito a tutta le scena, è stato raggiunto in via dell’Oca. Qui, per nulla intenzionato a farsi prendere, con un coccio di vetro raccolto da terra, ha iniziato a minacciare tutti i presenti. Il motociclista, nel tentativo di difendersi si è fatto scudo con il suo casco ma il malvivente è riuscito a strapparglielo di mano. Sopraggiunte nel frattempo due pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, il rapinatore ha cercato nuovamente di fuggire brandendo il coccio di vetro ed il casco appena sottratto all’indirizzo dei poliziotti. Con non poca difficoltà gli agenti sono riusciti a bloccare l’uomo, identificandolo per A.I. 25enne del Gambia.
Arrestato, dovrà  rispondere del reato di rapina aggravata e resistenza a Pubblico Ufficiale.





Partita l’operazione scuole pulite di Ama. Interventi di pulizia per 1000 plessi scolastici

 

"In previsione dell’inizio del nuovo anno scolastico, Ama, d’intesa e in coordinamento con Roma Capitale, è impegnata nell’operazione "Scuole pulite", che ha preso il via lo scorso lunedì 19 agosto e andrà avanti almeno fino a sabato 7 settembre. Nella prima settimana di attività (19-24 agosto), sono stati già effettuati interventi mirati per il decoro nelle aree esterne di circa 400 plessi scolastici". Lo rende noto l’Ama. L’operazione prevede - spiega una nota- "interventi di diserbo, pulizia e spazzamento di strade e marciapiedi delle aree antistanti e perimetrali di circa 1.000 plessi scolastici capitolini (elementari, medie inferiori e superiori, istituti comunali dell’infanzia, ecc.) di tutti e 15 i municipi. Le attività sono realizzate tenendo conto del calendario di inizio delle lezioni, dando priorità agli asili nido".





C’è un italiano tra le vittime del disastro aereo a Maiorca. Pilotava l’elicottero che si è scontrato con un ultraleggero

 

Un italiano tra le 7 persone che hanno perso la vita a Maiorca nello schianto tra un ultraleggero e un elicottero. Nel disastro sono morti 4 cittadini tedeschi e 2 spagnoli. Il cittadino italiano era il pilota dell’elicottero che trasportava una coppia tedesca con due figli minorenni. La Guardia Civil e l’Ente per l’aviazione civile hanno avviato un’inchiesta sul disastro. Le autorità locali al momento, come riporta il Diario de Mallorca, confermano che lo scontro tra i due apparecchi è avvenuto in volo. L’incidente si è verificato alle 13.36 mentre l’elicottero e l’ultraleggero sorvolavano l’ospedale di Inca.  La collisione, secondo i primi rilievi, si sarebbe verificata ad una quota relativamente bassa. L’elicottero è caduto in un’area in cui è presente una piscina, a pochi metri da un’abitazione. L’ultraleggero, invece, dopo lo schianto a terra si è incendiato.





Frosinone, in grave affanno l’indotto Fiat

 

"Serve un tavolo regionale per le aziende metalmeccaniche che producono per Fca. Ci siamo lasciati a dicembre sul piano industriale Fca di cinque miliardi di investimenti, ma si percepisce che l’ibrido partirà nel 2020. Ci sarà un anno di sofferenza ancora, per questo è necessario un tavolo regionale per salvare l’indotto". A dirlo è Donato Gatti, segretario generale della Fiom Cgil di Frosinone, in una dichiarazione rilasciata al quotidiano Ciociaria Oggi, parlando dell’indotto Fca di Cassino.

"Abbiamo la necessità di fare un incontro nazionale su Fca, ma abbiamo anche la necessità di mettere in atto strategie per un indotto che non sta messo bene", spiega Gatti: "Nel primo livello ancora c’è capienza per la cassa integrazione, ma il secondo e terzo livello di aziende che lavora per Fca non ha più ammortizzatori sociali e bisognerà aspettare fino al lancio dell’ibrido. Ma anche l’ibrido non basterà a saturare lo stabilimento, servono modelli nuovi, come minimo due".





Genova, Cgil mobilitata per la realizzazione della ‘Gronda’. Opera strategica per la mobilità ligure

“Siamo pronti, insieme alle nostre strutture sindacali della Liguria e di Genova, a sostenere in ogni sede le ragioni affinché si realizzi per davvero la Gronda”. A dirlo è il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo, spiegando che “è un’opera infrastrutturale importante e necessaria, utile non solo al territorio genovese e ligure ma ai traffici di tutto il Paese”. La Gronda è il nuovo di tratto di autostrada che dovrebbe alleggerire il traffico nel nodo di Genova, di cui però un’analisi costi-benefici del ministero delle Infrastrutture ha bocciato la realizzazione.

“Piuttosto che aggiungere l’ennesimo no allo sviluppo della nostra economia, bisogna dare rapida esecuzione all’avvio dei lavori, considerando che la fase istruttoria è stata completata da tempo", conclude il dirigente nazionale della Filt Cgil: "Genova, la Liguria e tutto il Paese hanno urgente bisogno del nuovo ponte cittadino, della Gronda e di un concreto rilancio dell’intero patrimonio infrastrutturale, utile anche a favorire gli investimenti privati”.

Sulla medesima posizione sono attestati anche i sindacati regionali. "Siamo sinceramente sconcertati per il tempismo con cui il ministero delle infrastrutture ha reso noto l’esito dell’analisi", commentano Federico Vesigna (segretario generale Cgil Liguria) e Federico Pezzoli (segretario generale Fillea Cgil Genova e Liguria): "A maggior ragione dopo il crollo del Ponte Morandi, restiamo convinti che Genova e la Liguria scontino un pesante deficit infrastrutturale che condiziona le possibilità di sviluppo tanto del sistema portuale quanto del turismo. Sulla Gronda non si può ogni volta ricominciare daccapo".

Per i due esponenti sindacali "ne va del futuro di un settore in grande affanno come quello delle costruzioni, ma ne va ancora di più della possibilità per la Liguria di attrarre investimenti e creare occasioni di lavoro vere, soprattutto per le nuove generazioni. Pertanto qualunque soluzione possa prendere questa incredibile crisi ci auguriamo che il prossimo governo assuma un’esplicita presa di posizione a favore delle infrastrutture, a partire dalla Gronda".




Dazi, Giansanti (Confagricoltura): “No alla guerra commerciale Usa – Ue”

Si è aperto un altro contenzioso commerciale tra Unione europea e Stati Uniti d’America, che riguarda le esportazioni di vini. Se ne è discusso ai margini della riunione del G7 in corso a Biarritz.
 
In partenza per la Francia, rileva Confagricoltura, il presidente Trump ha dichiarato che i vini francesi destinati al mercato Usa potrebbero essere sottoposti a dazi aggiuntivi fino al 100% del valore. I dazi sarebbero la risposta alla tassa sul fatturato delle grandi società tecnologiche (oltre 750 milioni di euro), varata in Francia lo scorso mese di luglio, con effetto retroattivo dal 1° gennaio.
 
Come stabilito dalla normativa americana, sottolinea Confagricoltura, il 19 agosto si è svolta a Washington un’audizione pubblica con le parti interessate dalla tassa francese. Pertanto, già nei prossimi giorni, il rappresentante Usa per i negoziati commerciali potrebbe proporre formalmente al presidente Trump il varo di una contromisura, sotto forma di dazi aggiuntivi a carico delle importazioni dalla Francia di vini e altri prodotti.
 
Dal canto suo, il presidente del Consiglio europeo ha fatto sapere che l’Unione risponderà ai dazi che potrebbero essere imposti dagli Usa, per “proteggere con determinazione i vini francesi”.
Gli sviluppi della situazione sono seguiti con particolare attenzione dalla Confagricoltura.
 
“Sotto il profilo legale, non è chiaro come gli Stati Uniti potrebbero sottoporre a tariffe aggiuntive soltanto le importazioni di vini francesi, senza colpire i prodotti in arrivo dagli altri Stati membri della Ue - dichiara il presidente Massimiliano Giansanti - Siamo perciò molto preoccupati per quanto potrebbe verificarsi nei prossimi giorni. L’export di vini italiani ammonta a 1,5 miliardi di euro l’anno. Si tratta della prima voce delle nostre esportazioni complessive di settore, oltre 4 miliardi, destinate al mercato americano. Auspichiamo che, alla fine, prevalga una via negoziale – aggiunge Giansanti – anche perché il contenzioso tra Ue e Usa non si esaurisce con la tassa francese sulle imprese digitali”.
 
Confagricoltura ricorda che, a seguito di una pronuncia dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sugli aiuti pubblici al gruppo Airbus, gli Usa hanno stilato una lista di prodotti importati dalla Ue per un valore di circa 25 miliardi di dollari, da sottoporre a dazi aggiuntivi fino al 100%. Nella lista sono compresi i principali prodotti del “Made in Italy” agroalimentare: vini, formaggi, olio d’oliva e agrumi.
 
Come dimostrato da uno studio redatto dal ministero dello sviluppo economico, l’Italia sarebbe tra gli Stati membri più colpiti dai dazi Usa che potrebbero scattare entro l’anno, dopo la valutazione del Wto sulla congruità economica della misura rispetto al danno subito dagli operatori Usa (il gruppo Boeing).
Dal canto suo, la Commissione europea ha già fatto sapere che è pronta a varare un pacchetto di misure di ritorsione sui prodotti importati dagli Usa.
 
“Come già evidenziato alla Commissione europea, che ha competenza esclusiva in materia di scambi commerciali - conclude il presidente di Confagricoltura - ribadisco che è necessario il massimo impegno per evitare una guerra commerciale. Sarebbe particolarmente pesante per il nostro settore”.





Italia “itinerante”: oltre 180mila gli operatori nel commercio ambulante Il 56% parla straniero ma...

 

Non solo passatempo per la domenica mattina di intere famiglie italiane. Con oltre 183mila operatori, il 22% delle imprese commerciali del Paese, al 30 giugno scorso il commercio in sede mobile si conferma come un canale di vendita sempre più complementare sia al dettaglio in sede fissa che alla grande distribuzione. Il 95% di queste attività (175mila) è costituito da micro-imprese individuali. A disegnare la mappa del fenomeno sono i dati elaborati da Unioncamere-InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

 

La fotografia scattata sul mondo dell’ambulantato mette in evidenza 6.500 comuni della Penisola con almeno un’impresa ambulante, ma poco meno di 40 quelli che possono contare almeno su 500 attività economiche: poco più di 58mila operatori che rappresentano il 32% di tutto l’universo delle aziende del commercio “itinerante”. Il Registro delle imprese mostra che tra i 37 Comuni con più di 500 imprese di commercio ambulante, la graduatoria per peso percentuale pone sul podio più alto Castel Volturno (in provincia di Caserta), dove 2 imprese su 3 sul totale delle imprese commerciali del territorio è ambulante. A seguire, troviamo San Giuseppe Vesuviano (Napoli) con il 58,5% e Quartu Sant’Elena (Cagliari) dove si sfiora il rapporto uno a due (49,2%). Subito dopo, con percentuali superiori al 40% di rappresentatività dell’imprenditoria del commercio “itinerante” rispetto a quello totale, seguono i Comuni di Lamezia Terme (Catanzaro) con il 49%, Lecce (47,4%) e Agrigento con il 47,2%.

 

La forte concentrazione di imprese commerciali in sede mobile si accompagna spesso alla prevalenza di una specifica nazionalità di nascita degli imprenditori. A Caserta il 68,2% viene dal Senegal, a Reggio Calabria ha origini marocchine il 65,1% e a Castel Volturno la comunità più rappresentata è quella nigeriana (58,1%).

 

Stranieri, ma non solo

Se a trainare il settore è la forte presenza di operatori stranieri tra gli imprenditori (di poco inferiore alle 100mila unità, il 56% del totale), l’analisi territoriale svela però un’Italia dai profili variegati, con realtà in cui la quota di ambulanti italiani è schiacciante rispetto a quella dei colleghi stranieri. Ad Andria, il 95,3% dei titolari di impresa del commercio ambulante è italiano, ad Enna l’82,1% e anche in grandi città si assiste allo stesso fenomeno: a Bari (oltre il 78,7%) e Brindisi (con il 70,6%) ma anche a Torino, dove gli ambulanti italiani sono il 66,6% dei titolari di esercizi mobili. All’altro estremo, i territori con minore presenza di imprenditori ambulanti nati in Italia sono le province di Catanzaro (solo il 20,5% rispetto al totale), Reggio Calabria (21,3%) e Caserta (23,1%).

Tra i paesi di provenienza degli ambulanti stranieri, quello che presenta di gran lunga il maggior numero di imprenditori è il Marocco (36mila) che concentra quasi il 40% degli ambulanti stranieri a livello nazionale. Seguono a distanza Senegal e Bangladesh, con consistenze analoghe (circa 15mila imprese).

 

Incrociando i luoghi di nascita dei titolari di imprese individualicon quelli delle province in cui hanno sede le loro imprese, emerge poi la spiccata valenza locale di queste attività, certificata dal fatto che in media il 78% dei titolari svolge la propria attività nella provincia in cui è nato. Lo stretto legame col territorio - che in generale caratterizza tutto il Mezzogiorno - si evidenzia soprattutto a Bari, Palermo e Napoli. Il 97,5% delle imprese ambulanti del capoluogo pugliese ha infatti un titolare nato in uno dei comuni della provincia. Seguono Palermo e Napoli, dove, rispettivamente, il 96,3% e il 95% degli ambulanti proviene dal rispettivo territorio comunale. Ad accezione di Bolzano in quinta posizione, con un ragguardevole 93,5% di ambulanti autoctoni, per trovare una provincia del centro-nord bisogna scorrere la classifica fino al 20° posto, dove si colloca Brescia (83,5%).

 

All’opposto, la classifica dei territori in cui l’esercizio del commercio ambulante appare poco attrattivo per i locali vede al primo posto la provincia di Aosta, dove solo il 44,2% degli operatori vanta radici nella provincia. Fra i territori al disotto della soglia del 50% di imprenditoria autoctona del commercio su base mobile si incontrano poi le province di Vercelli (46%), Asti (46,5%) e Alessandria (48,7%).

 

I territori

A livello territoriale il comparto, al 30 giugno scorso, è caratterizzato da una forte concentrazione (quasi il 40% delle imprese totali) in sole tre regioni: Campania (con oltre 29mila realtà), Lombardia (21.231 imprese registrate) e Sicilia (19.025). Calabria, Sardegna e Toscana (tutte sopra il 25%) sono invece le regioni con l’incidenza percentuale maggiore di imprese ambulanti considerando il totale delle realtà che svolgono attività di commercio al dettaglio.

 

I settori

Sotto il profilo settoriale si rileva un peso significativo dell’ambulantato non alimentare ed in particolare il comparto abbigliamento che, nelle sue diverse suddivisioni, rappresenta il 38% del comparto. Al secondo posto, staccata di alcuni decimi di punto, viene la categoria “altri prodotti” (tra cui fiori, cosmetici, detersivi, chincaglieria) con il 37,3% delle attività, e solo al terzo posto il settore alimentare, il cui contributo si ferma al 18,5% di tutti gli esercizi ambulanti (con prevalenza della componente legata ai prodotti ortofrutticoli).





Estate e vacanze, spese ‘pazze’ per gli italiani (+5%)

 

Tra giugno e agosto gli italiani hanno speso per le vacanze estive complessivamente 25,4 miliardi di euro, con una crescita del giro d’affari del +5% rispetto al 2018. A darne notizia è il Codacons segnalando come, rispetto al periodo della crisi economica, il numero di cittadini che si è concesso una vacanza è aumentato del +41% rispetto a 10 anni fa. 34,5 milioni di italiani sono partiti tra giugno e agosto, generando un giro d’affari complessivo pari a 25,4 miliardi di euro - spiega il Codacons - La spesa media procapite passa dai 703 euro dello scorso anno ai 736 euro del 2019, con un incremento che sfiora il +5% su base annua. A pesare sull’incremento della spesa, è anche il fattore prezzi, con i listini di beni e servizi in crescita in tutto il comparto turistico, dal trasporto aereo ai pacchetti vacanza, passando per stabilimenti balneari, ristorazione e strutture ricettive.  Tra le destinazioni favorite del nostro paese, la Puglia si conferma in cima alle preferenze degli italiani , all’estero la Grecia. La Puglia è stata scelta dal 21% delle famiglie, seguita da Sicilia, Toscana e Liguria. Tra le mete estere Grecia sempre in pole position (30%), seguita da Croazia (25%) e Spagna (19%) - conclude il Codacons. Per quanto riguarda le mete di villeggiatura anche quest’anno il 70% degli italiani ha scelto il mare, e circa il 60% dei vacanzieri è rimasto in Italia.




Sondaggi, la crisi di Governo penalizza la Lega e fa crescere Pd e M5S

Il leader della Lega e naturalmente il suo partito, sono penalizzati di quasi 5 punti per la crisi di Governo. E’ quanto si legge in un sondaggio Winpoll-Sole 24 Ore, la Lega, che aveva preso il 34,3% alle elezioni europee e stimata al 38,9% in un indagine del 30 luglio, oggi scenderebbe al 33,7%. E se la Lega perde consensi, va meglio per Pd e M5S che invece ne acquistano di nuovi o ne recuperano di vecchi. I Pentastellati, infatti, “recuperano rispetto al sondaggio di luglio mentre il partito democratico conferma la crescita che si era già manifestata negli ultimi mesi”. Tuttavia “né l’uno né l’altro beneficiano significativamente del calo della Lega. In proporzione lo fa più Fdi”.

Dall’indagine emerge che nelle intenzioni di voto al 25 agosto il Partito di Nicola Zingaretti riscuote il 24% dei consensi “in aumento di sette decimali di punto rispetto alla rilevazione del 30 luglio e di 1,3 punti rispetto al risultato delle europee”. Il consenso del M5s è “nelle intenzioni di voto al 25 agosto del 16%, in ripresa di 1,8 punti percentuali rispetto al sondaggio del 30 luglio, ma sotto di mezzo punto rispetto alle europee”.

A parte le intenzioni di voto, il dato più interessante riguarda le preferenze degli elettori rispetto alle soluzioni della crisi di governo. La maggioranza relativa (il 41%) vorrebbe tornare al voto in autunno. Solo il 7% degli elettori leghisti e il 16% dei grillini vedono una nuova alleanza gialloverde.




Pd e M5S ancora lontani sulla formazione del nuovo Esecutivo. Ultime 24 ore di trattativa poi la parola passa al Colle

Solo oggi, con il possibile nuovo incontro tra delegazioni del Pd e del M5S, porà essere definita la quadra della crisi di Governo. Quello appena trascorso è stato un fine settimana di riunioni tecniche, sui programmi,  soprattutto al Nazareno e di schermaglie dialettiche, senza però arrivare ad una soluzione condivisa tra i due partiti che dovrebbero formare il nuovo Esecutivo. Il Pd con Zingaretti ha ribadito la sua posizione: “Noi pensiamo che in un governo di svolta la discontinuità debba essere garantita anche dal cambio nelle persone”. Dunque nessuna apertura, almeno per ora, ad un Conte bis. “Ribadisco – ha detto ancora il Segretario del Pd – la posizione che abbiamo assunto nella Direzione nazionale ma sono anche convinto che la soluzione si troverà in un confronto reciproco. Ci impegniamo a trovarla questa soluzione, che non vedo ancora che si sia determinata”.Poil’appello, novamente, all’unità del suo partito: “Faccio un appello – ha sottolineato Zingaretti -: non twittate le ‘fonti’; come hanno detto autorevoli dirigenti del Pd come Franceschini, Renzi, Gentiloni, siamo in un momento delicato ed è importante che si parli con i fatti e i processi politici siano gestiti con la massima serenità. Io le cosiddette ‘fonti’ neanche le commento”. A Zingaretti ha replicato immediatamente il M5S: “La soluzione è Conte, il taglio dei parlamentari e la convergenza sugli altri 9 punti posti dal vicepresidente Di Maio. Non si può aspettare altro tempo su delle cose semplicemente di buon senso. E’ assurdo. L’Italia – si legge nel comunicato – non può aspettare il Pd. Il Paese ha bisogno di correre, non possiamo restare fermi per i dubbi o le strategie di qualcuno”. Oggi nuova giornata surriscaldata e poi la parola passerà al Capo dello Stato che sarà obbligato a prendere la sua decisione.

 





Nuovo incontro Pd-M5S, potrebbe essere quello definitivo per il sì o il no al Governo giallorosso

 

Dopo un vertice del Pd, presenti il segretario Zingaretti ed i Capigruppo di Camera e Senato, Del Rio e Marcucci, potrebbe esserci un nuovo incontro tra le delegazioni dei Democratici e del M5S. Potrebbe essere l’incontro decisivo, o quasi, per chiudere la trattativa e dar vita al nuovo Governo, o restituire, senza aver trovato una soluzione, la parola al Capo dello Stato. In queste ore potrebbero arrivare a Roma, il condizionale è d’obbligo, vista la liquidità della situazione, anche Grillo e Casaleggio e questo sarebbe il segnale di qualcosa di importante e definitivo. Tutto gioca, più che sui programmi, che dovrebbero essere già condivisi, sulla figura del Premier. La trattativa, infatti, è ancora in stallo sul nome di Conte.

 





Pil, l’Ocse posiziona l’Italia all’ultimo posto dei Paesi del G7

Aumenta nel primo trimestre 2019 il reddito delle famiglie nei Paesi Ocse e nell’Eurozona. L’andamento è positivo anche in Italia che però si posiziona sotto la media dell’organizzazione parigina e dell’intera area euro. Secondo i numeri la crescita nel nostro Paese è stata dello 0,5% contro il +0,6% dell’Ocse e il +0,7% di Eurolandia. Sempre secondo i dati della stessa Ocse, in Germania l’aumento è stato dello 0,6%, in Francia dello 0,8%, negli Stati Uniti e in Canada dello 0,9%. Peggio di noi fa solo il Regno Unito (+0,3%), che mostra però un dato migliore nel cumulato degli ultimi 8 trimestri.  Tra i Paesi del G7, rileva l’Ocse nelle ultime statistiche trimestrali, la crescita del Pil ha subito tra il primo e il secondo trimestre del 2019 un marcato rallentamento nel Regno Unito (a -0,2% dal +0,5% nel trimestre precedente) e in Germania (a -0,1% da +0,4%). La crescita del Pil ha rallentato, ma più moderatamente, negli Stati Uniti e in Giappone (rispettivamente al +0,5% e al +0,4%, dal +0,8% e dal +0,7% nel trimestre precedente) e, marginalmente, in Francia (da +0,3% a +0,2%) e in Italia (da +0,2% a zero).  La frenata è visibile anche nei dati relativi all’Unione europea (da +0,5% a +0,2%) e a Eurolandia (da +0,4% a +0,2%). Su base annua l’area Ocse ha registrato un aumento del Pil dell’1,6%. Tra le sette principali economie, gli Stati Uniti hanno messo a segno la crescita annuale più elevata (+2,3%), mentre l’Italia, sottolinea l’organizzazione, ha registrato la crescita annuale più bassa (0,0%). La Germania è cresciuta dello 0,4% e la Francia dell’1,3%. Il Pil del Regno Unito è aumentato dell’1,2%. La media dell’Unione europea è stata di +1,3% e quella di Eurolandia di +1,1%.

 





Cultura, a Cassino (FR) parte la mostra "Memoria Viva"

Martedì 10 settembre 2019, alle ore 18:30, verrà inaugurata ufficialmente “Memoria Viva 1939 – 1945 Cassino", un’esposizione interattiva gratuita sulla Seconda Guerra Mondiale, con particolare attenzione rivolta al territorio di Cassino, profondamente dilaniato dal bombardamento del 10 settembre 1943. Obiettivo della mostra è quello di ricordare il passato e guardare al futuro in modo più consapevole, attraverso il ricorso a tecnologie innovative, come la realtà aumentata, e contenuti diretti e coinvolgenti, usando linguaggi diversi a seconda del pubblico di riferimento. L’evento, ospitato presso il Museo Historiale di Cassino, in Via San Marco, 23, è organizzato da DBG Management & Consulting, e rientra nell’ambito del bando "Atelier, Arte, Bellezza e Cultura", una misura del Por-Fesr Lazio 2014-2020 che promuove, attraverso un contributo a fondo perduto, la valorizzazione culturale di cinque luoghi storici del Lazio. Il percorso espositivo accompagnerà il visitatore attraverso suggestioni visive e uditive, ammirando un ampio archivio di vecchie fotografie restaurate in formato digitale 3D, e ascoltando il racconto dei terribili fatti dell’epoca, raccontati da personaggi realmente esistiti, ricreati attraverso la realtà aumentata. Non solo soldati o comandanti, ma anche persone comuni, che in quel 10 settembre di 76 anni fa, ad appena un paio di giorni dalla firma di quell’armistizio che sembrava segnare la fine di un incubo, videro cadere dal cielo una pioggia di bombe, che, nel giro di poche manciate di minuti, devastarono la terra che fino a quel momento era stata la loro casa.





Giornalisti: addio a Simona Petaccia paladina dei diritti dei disabili

E’ morta nella notte la giornalista Simona Petaccia, "donna forte e determinata, battagliera, e’ sempre stata in prima linea nella difesa dei diritti delle persone con diversa abilita’": lo ricorda in una nota il Sindacato giornalisti abruzzesi. "Perdiamo una collega brava e preziosa- scrive il sindacato - di cui conserveremo sempre un affettuoso ricordo". Collaboratrice di testate giornalistiche e uffici stampa, e’ stata la presidente dell’associazione Diritti Diretti onlus. Per il suo impegno aveva ricevuto numerosi premi, tra i quali quello conferitole lo scorso anno dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, destinato a giornalisti e comunicatori "che superano le barriere". Simona Petaccia era Laureata in Lingue e Letterature Straniere, giornalista dal 1999, era presidente della Onlus ’Diritti Diretti’ che "progetta, insegna e comunica il turismo accessibile". "Il mio lavoro consiste nel far comprendere che ’progettazione universale’ significa qualità e sviluppo socio-economico per la comunità e l’imprenditoria, non solidarietà verso i disabili o semplicemente obbligo di legge - si legge sul suo sito - Attraverso la mia attività, accelero il processo che conduce verso città accoglienti per i cittadini che le abitano e i turisti che le visitano, indipendentemente da età, condizioni di salute, particolari scelte, allergie o intolleranze alimentari".  Nel campo dell’accesibilità collaborava attivamente con il Ministero dei Beni culturali, in particolare con la Direzione Generale dei Musei  con la funzionaria responsabile, la dottoressa Gabriella Cetorelli. La Direzione e la redazione di Ore 12 porgono le più sentite condoglianze alla famiglia di Simona.





Via Veneto, ruba in un market e picchia la cassiera. Arrestato

 Un Carabiniere della Stazione Roma Via Vittorio Veneto, libero dal servizio e in abiti civili, ha arrestato una 39enne, nata in Svezia, senza fissa dimora in Italia e già nota alle forze dell’ordine, con l’accusa di rapina impropria. Ieri pomeriggio, la donna è entrata in un supermercato in via Barberini e dopo aver rubato diversi prodotti, prelevandoli dagli scaffali e nascondendoli nel suo zaino, ha colpito con calci e pugni la cassiera che l’aveva scoperta. Il Carabiniere, che in quel momento transitava lungo la via, ha sentito le urla della dipendente del supermercato e notata la malvivente allontanarsi, è prontamente intervenuto, bloccandola. Per fortuna la cassiera non ha subito traumi seri. L’arrestata è stata portata in caserma e trattenuta in attesa del rito direttissimo.





Arrestato per aver provocato ubriaco un incidente con feriti all’Esquilino

Ha causato un incidente con feriti gravi e poi, sceso dalla vettura, si è dato alla fuga. Z.P.C.J., peruviano di 24 anni, che è risultato essere ubriaco e senza patente di guida, ieri sera, intorno alle 21.30 proveniente da via Farini direzione di via Napoleone III, ha attraversato l’incrocio con semaforo rosso andando ad urtare violentemente contro un’altra autovettura. Nell’impatto i conducenti dei due veicoli hanno perso il controllo coinvolgendo così due pedoni, un uomo ed una donna, che stavano attraversando la strada. Lo straniero abbandonava il veicolo dandosi alla fuga. Quando sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Villa Glori, alcuni testimoni, sono riusciti a descriverlo indicando loro la via di fuga. Rintracciato subito dopo dai poliziotti, l’uomo è stato fermato e, nel tentativo di divincolarsi li ha aggrediti colpendoli. Bloccato con non poca difficolta, è stato assicurato nell’auto di servizio e accompagnato negli uffici del Commissariato Viminale. I 3 feriti invece sono stati immediatamente soccorsi e trasportati in ospedale. Il conducente del veicolo ha riportato 10 giorni di prognosi mentre i due pedoni sono stati ricoverati. L’uomo investito ha riportato una frattura scomposta della tibia e perone, giudicata guaribile in 30 giorni di prognosi mentre la donna, al settimo mese di gravidanza, ha riportato un trauma addominale ed una probabile frattura dell’arto sinistro, nessun danno al feto è stato invece rilevato. Z.P.C.J., perquisito, è stato trovato i possesso di circa 1,5 grammi di marijuana e, gli accertamenti con l’etilometro, hanno dato esito positivo. Arrestato, dovrà rispondere di omissione di soccorso, lesioni personali nonché di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. 





Guardia Costiera di Ischia (NA), i dati del primo "esodo" di fine agosto.

Sono circa 79 mila i passeggeri in arrivo e partenza registrati dalla Sala Operativa della Guardia Costiera di Ischia - per tutti i porti dell’isola - durante lo scorso weekend (venerdì 23 – domenica 25 agosto). Un flusso rilevante, che supera di circa 13 mila passeggeri i numeri registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Il numero di veicoli ha equiparato, anche per lo scorso weekend, i dati del 2018 con 3.500 unità in partenza e 2 mila in arrivo. Nello specifico, per quanto attiene il porto di Ischia i dati sono stati i seguenti: oltre 50 mila passeggeri (22 mila in arrivo e 28 mila in partenza) e 3400 automezzi (1400 in arrivo e 2 mila in partenza). Lo scorso weekend, ovviamente, è stato caratterizzato da un flusso rilevante di partenze che si sono concentrate soprattutto nella giornata di domenica 25 agosto e che hanno segnato numeri record per la stagione. Sono stati infatti oltre 12 mila i passeggeri partiti dal porto di Ischia nella giornata di domenica (2 mila in più rispetto alla stessa domenica del 2018). Nonostante il numero rilevante di passeggeri ed auto in partenza, il nuovo sistema di viabilità portuale ed extra-portuale ha consentito una più fluida gestione degli imbarchi, evitando così il formarsi di interminabili e costanti file che nel passato hanno reso più difficile gestire le operazioni di imbarco e sbarco ed hanno causato il blocco della rete viaria. Altro aspetto positivo del nuovo sistema, che necessita comunque di ulteriori e significativi miglioramenti, è stato quello di poter meglio gestire l’attesa delle auto destinate all’imbarco a bordo di alcune navi che, nella giornata di domenica, hanno accumulato ritardo a causa, principalmente, del rilevante numero di auto e passeggeri in partenza. Si è evitato così che le auto in attesa andassero ad occupare infruttuosamente la zona di imbarco e le immediate vicinanze. Nella banchina del porto di Ischia il personale della Guardia Costiera è stato affiancato dai volontari della Croce Rossa e, nei momenti di maggior affluenza, dalle forze di polizia con l’obiettivo di rinforzare la cornice di sicurezza durante le operazioni di imbarco e sbarco. Si segnala infine che, dati i rilevanti numeri registrati in arrivo, le previsioni per il prossimo weekend lasciano ipotizzare una seconda e rilevante ondata di passeggeri e veicoli in partenza. Per quanto attiene le attività di controllo in mare e lungo il litorale, lo scorso weekend è stato caratterizzato da alcune segnalazioni pervenute da diportisti in difficoltà lungo la costa dell’isola e che hanno visto il personale della Guardia Costiera intervenire in soccorso con i mezzi navali in servizio di vigilanza. Numerosi sono stati anche i controlli alle unità da diporto in mare e agli stabilimenti balneari lungo la costa, a seguito dei quali sono state elevate alcune sanzioni amministrative.





Ambiente, Marevivo Onlus alla Mostra del Cinema di Venezia

Spazio per l’ambiente al Festival, con due campagne dell’associazione Marevivo Onlus. La prima, intitolata #StopSingleUsePlastic "Non c’è spazio per fregarsene", consiste in uno spot diretto da Virginia Taroni e interpretato da Guido Taroni e Maria Mantero, con la produzione di Andy Bianchedi e dell’Agenzia di Comunicazione Parini Associati, per sensibilizzare sui milioni di tonnellate di plastica che finiscono in mare ogni anno. La seconda campagna, dal titolo #StopMicrofibre "Per il mare ogni lavaggio è una tortura", prodotta da AphaOmega, sarà invece concentrata sul problema delle microplastiche rilasciate dai tessuti sintetici in lavatrice. La responsabile Relazioni Istituzionali dell’Associazione, Raffaella Giugni, ha dichiarato in merito: “Siamo felici che Marevivo per la prima volta sia presente al Festival del Cinema di Venezia, dove avremo modo di diffondere il nostro messaggio al grande pubblico che partecipa al Festival. Il cinema può fare da cassa di risonanza per diffondere la necessità di affrontare quella che è ormai diventata un’emergenza globale che riguarda tutti. Registi e attori hanno un ruolo importantissimo nel diffondere il messaggio a difesa del nostro Pianeta”.





Smartphone psichiatrico, adolescenti a rischio.

Dati recenti stimano in numero di 5 le ore al giorno di utilizzo (netta prevalenza come strumento di navigazione in rete e subito dopo come messaggistica) dello smartphone. «Questo uso intensifica - spiega Giovanni Battista Tura, responsabile di Psichiatria dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia - l’accelerazione fra intenzione e azione, fra richiesta e soddisfacimento della stessa. Positivo, tutto ciò, per alcuni versi, negativo se non ci consente più di filtrare, attendere, decidere, procrastinare, rimandare, sostanzialmente “pensare”. E poi, la pretesa che i nostri interlocutori siano sempre disponibili, “on line”; la pretesa - di fatto - che i nostri tempi siano i loro. Ancora, la velleità che attraverso sintetiche chat si dirimano questioni fondamentali, a volte centrali del nostro esistere e delle nostre relazioni. Pensiamo poi a quanto questo strumento, sempre ovviamente in un uso disequilibrato fino al patologico, consenta di mettere in scambio solo una porzione filtrata, virtuale e non onnicomprensiva di noi, con il rischio di false identità non realmente rappresentative di noi. Ricordiamo però che questo è quello che riceviamo anche dai nostri interlocutori, generando quindi relazioni parziali e artificiose. Ovviamente questi possono diventare i presupposti per percorsi di sofferenza psichica di diversa natura: se l’artificiale sostituisce il reale, quando poi il reale ti interpella con le sue istanze complete, se non sei allenato, scappi, vai in ansia, ti deprimi. Un circolo vizioso, in cui causa ed effetto si mescolano, in cui determinanti e risultato si confondono». Questo discorso diviene primario per gli adolescenti «perché si sommano due variabili che diventano fattori di moltiplicazione: da un lato l’elevata fruizione di questo strumento tipico della fascia adolescenziale, dall’altro il delicato e fragile percorso di identificazione e di adultizzazione in corso, in cui ogni variabile in campo ha un valore specifico elevato, e più queste variabili sono disequilibranti, innaturali edecontestualizzate con il fisiologico crescere, più sono a rischio di generare malessere e reali disturbi», conclude Tura.





Dalla Russia per turismo con il portafogli ’gonfio’: +35%, 1000 euro scontrino medio

 

Boom di arrivi dalla Russia, che è una delle mete più amate dai turisti russi negli ultimi anni ed in particolare nell’estate in corso. Quest’anno, il Belpaese supera Spagna e Francia diventando la prima meta scelta nella Comunità Europea, e sul podio assieme alle altre due mete Turchia e Thailandia. Nell’estate 2019 il vero boom dei russi è nel Sud, in particolar modo in Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Le città principali rimangono sempre mete attrattive per la maggior parte degli arrivi, ma i russi si spostano verso le coste per godersi l’estate. Secondo ENIT fra le mete balneari preferite per il 2019 spiccano Rimini, Riviera d’Ulisse, Lido di Jesolo, Lignano, Forte dei Marmi/Viareggio e ancora le località di Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna e Costiera Amalfitana, tutte in aumento del 10% sul 2018 Inoltre, tra le preferenze dei russi salgono del 5% località termali come Ischia, Abano e Montecatini, mentre sono stabili le città d’arte, Roma, Venezia, Firenze, Napoli, Verona, Milano e i laghi di Garda, Como e Maggiore. Molto importante il turismo enogastronomico in crescita, fondamentale per la ristorazione e per costruire veri e propri percorsi del gusto o masterclass. Apprezzate le visite in cantine o di produttori tipici, come mini corsi per apprendere i segreti della cucina italiana. Così commenta Giulio Gargiullo, Digital Marketing Manager: "I dati sono molto positivi per quanto riguarda l’aumento della popolarità del brand Italia da parte dei russi, dato che è una delle mete più apprezzate da questi viaggiatori da sempre. I russi sono notoriamente amanti dell’Italia, tendono a tornarci più volte nel corso degli anni e sono in cerca di shopping principalmente legato al fashion, lusso e di esperienze esclusive come ad esempio l’apertura della Cappella Sistina in privato, o come l’accesso esclusivo di simili attrattive culturali e artistiche. I viaggiatori russi sono i secondi – dopo i cinesi -che spendono di più in acquisti nel nostro Paese con uno scontrino medio che varia dagli 800 ai 1000 euro, fino ad arrivare a cifre maggiori in eventi particolari (Dati Tax Free Shopping) , ma c’è che spende decine o centinaia di migliaia di euro al giorno. Prosegue Gargiullo:"Molte le opportunità anche per il settore hospitality: la fascia di viaggiatori d’affari e professionisti sceglie per il 58% hotel a 4 e 5 stelle e categoria lusso. Le famiglie con bambini scelgono invece alberghi 4 e 5 stelle nel 40% dei casi, e scelgono hotel a 3 stelle nel 45% dei casi secondo il rapporto congiunto ambasciate-consolati ENIT 2017. Un recente rapporto di Hotel Mag segnala che la propensione dei viaggiatori dalla Russia a spendere fa scegliere esercizi alberghieri nell’80,6% dei casi, il 45% dei quali si orienta sull’extralusso".





Consumi: Coldiretti, -15% produzione gelato, Italia solo terza in UE

 

Crolla del 15% la produzione di gelato in Italia che scende a 435 milioni di litri e si colloca solo al terzo posto in Europa per effetto del sorpasso della Francia (451 milioni di litri) mentre in testa alla classifica si posiziona la Germania con 494 milioni di litri. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurostat relativi al 2018 che evidenziano la perdita di un primato storico del Made in Italy. Uno smacco per l’Italia dove la produzione di gelato è nata oltre 500 anni fa con le prime notizie che – sottolinea la Coldiretti - risalgono alla metà del XVI secolo nella corte medicea di Firenze con l’introduzione stabile di sorbetti e cremolati nell’ambito di feste e banchetti, anche se fu il successo dell’export in Francia a fare da moltiplicatore globale con il debutto ufficiale in terra americana dove la prima gelateria venne aperta a New York nel 1770 grazie all’imprenditore genovese Giovanni Bosio. Da allora – continua la Coldiretti – la corsa del gelato non si è più fermata a livello globale anche grazie al grande flusso migratorio dall’Italia di mastri gelatai. Tra i Paesi di destinazione privilegiati proprio la Germania dove – precisa la Coldiretti - l’arte è stata rapidamente appresa e diffusa tanto da conquistare il primato europeo nella produzione. La globalizzazione del gelato è stata senza dubbio spinta dall’interesse crescente delle multinazionali molto presenti nel settore e attente nel fare shopping di prestigiosi marchi emergenti, da Grom acquisito nel 2015 dall’Unilever che controlla anche Algida e Magnum alla Nestle con i gelati Motta e Antica gelateria del Corso. Il gelato resta comunque uno degli alimenti piu’ amati dagli italiani che ne consumano annualmente 6 chilogrammi a testa grazie alla presenza di quasi 40mila le gelaterie dove si stima lavorino oltre 150mila addetti. Tra le tendenze Va segnalata– sottolinea la Coldiretti –una progressiva destagionalizzazione dei consumi, nonostante l’estate resti la stagione privilegiata per coni e coppette. Ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se – continua la Coldiretti – cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire “specialità della casa” che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o vegano. Rilevante in Italia – precisa la Coldiretti – è anche l’impatto sull’indotto, con l’utilizzo di 220mila tonnellate di latte, 64mila di zuccheri, 21mila di frutta fresca e 29mila di altre materie prime. Va per questo sottolineata – sottolinea la Coldiretti – l’importanza della frutta e del latte freschi italiani nella preparazione del vero gelato dove purtroppo rischiano di prevalere surrogati di bassa qualità. Da segnalare negli ultimi anni il boom delle agrigelaterie che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala. Nelle agrigelaterie – conclude la Coldiretti – è particolarmente curata la selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta, che sono rigorosamente freschi con gusti a “chilometri zero” perché ottenuti da prodotti locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia ed inquinano l’ambiente.





Alitalia, sindacati convocati per il 28/08

I commissari straordinari di Alitalia hanno convocato i sindacati per una riunione, prevista mercoledì 28 agosto, durante la quale si discuterà il dossier riguardante la compagnia, alla luce della crisi di governo e in vista dell’avvicinarsi del 15 settembre, data di scadenza per la presentazione dell’offerta vincolante e del piano industriale della cordata Fs-Delta-Atlantia-Mef.





Crisi di Governo, ecco il calendario delle Consultazioni di martedì e mercoledì al Quirinale

Crisi di Governo, ecco il calendario delle Consultazioni di martedì e mercoledì al Quirinale

 

Il Quirinale ha diffuso il calendario del secondo giro di consultazioni sulla crisi di governo. Martedì si inizierà dunque nel pomeriggio, con il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano che, non trovandosi a Roma, verrà sentito telefonicamente. Poi alle 16 salirà al Colle il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Alle 17 sarà la volta del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Alle 18:20 sarà la volta gruppo parlamentare misto del Senato, la cui delegazione sarà così composta: Loredana De Petris, Presidente del Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica, unitamente al Vice Presidente del Gruppo Misto Riccardo Nencini, rappresentante della componente “PSI”, Pietro Grasso, rappresentante della componente “Liberi e Uguali”, Emma Bonino, rappresentante della componente “Più Europa con Emma Bonino”, Ricardo Antonio Merlo, rappresentante della componente “MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero”.

Alle 18:40 toccherà al misto della Camera: Manfred Schullian, Presidente del Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei Deputati, Alessandro Fusacchia, vice Presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “+Europa-Centro Democratico”, Renate Gebhard, vice Presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente Minoranze linguistiche, Maurizio Lupi, Vice Presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “Noi con l’Italia – USEI”, Beatrice Lorenzin, vice Presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “CIVICA POPOLARE AP-PSI-Area Civica”, Catello Vitiello, vice Presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “Sogno Italia-10 volte meglio”, Antonio Tasso, rappresentante della componente “MAIE Movimento Associativo Italiani all’Estero”.

Mercoledì si riprenderà alle 10, con la delegazione del gruppo parlamentare “Per le autonomie (Svp-Patt,Uv)” del Senato, composta da Julia Unterberger, Presidente del Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT,UV)” del Senato, da Albert Lanice, Vice Presidente (UV) e da Gianclaudio Bressa, componente del Gruppo Parlamentare per le Autonomie.

Alle 10.30 il gruppo di “Liberi e uguali” della Camera, con il presidente Federico Fornaro, e la vice Rossella Muroni.

Alle 11 saliranno al Colle i gruppi di Fratelli d’Italia: Luca Ciriani e Tommaso Foti, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e Vice Presidente del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati, accompagnati dall’On. Giorgia Meloni, Capo del Movimento “Fratelli d’Italia”. Alle 16 sarà la volta del Partito Democratico, con i capigruppo di Senato e Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio, accompagnati dal segretario Nicola Zingaretti, dal presidente Paolo Gentiloni, e dalla vice segretaria Paola De Micheli.

Alle 17 salirà al Colle la delegazione di Forza Italia, guidata dal presidente Silvio Berlusconi, con il vice Antonio Tajani e con i presidenti dei gruppi di Camera e Senato, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini. Alle 18 toccherà alla Lega, con il segretario Matteo Salvini e i capigruppo Massimiliano Rome e Riccardo Molinari. Si chiuderà alle 19 con il MoVimento Cinque Stelle, la cui delegazione sarà composta dal capo della forza politica Luigi Di Maio e dai due capigruppi Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva. La Sala Stampa allestita presso “La Loggia d’onore” sarà aperta ai giornalisti, ai fotoreporter e agli operatori Tv a partire dalle ore 15.00 di domani, 27 agosto.

 





Boom di gradimento per il Premier Conte. Supera anche Salvini

 

L’aumento del gradimento online nei confronti del premier Conte non sorprende Reputation Science, il cui Osservatorio Permanente sulla reputazione digitale dei Ministri segnala che la sua reputazione è salita già a marzo, ben prima del suo discorso in Aula della settimana scorsa. Ma la dinamica di reputazione dell’ex Presidente del Consiglio è più complessa. A dirlo è Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Science: "Possiamo identificare tre fasi attraverso cui è mutata la percezione dell’Ex premier, una prima frase con uno strano dualismo, quando era insieme ai due vicepremier perdeva punti, dai commenti degli utenti ci si accorgeva che era visto come un supporto dei due. Al contrario i consensi aumentavano quando si muoveva da solo, ad esempio in contesti internazionali. Nella fase due, quella in cui ha preso le fila delle questioni, è stato percepito come mediatore e la sua immagine si è sostanziata in volumi e gradimento. Nella terza fase si modifica ulteriormente e viene connotato con frequenza sempre maggiore come figura solitaria".





L’astronauta italiano Parmitano sbugiarda il Presidente brasiliano Balsonaro. Bastano, purtroppo, quattro foto dei roghi in Amazzonia

Quattro immagini del “fumo, visibile per migliaia di chilometri, di decine e decine di incendi dolosi nella foresta amazzonica”. Le ha pubblicate sul suo account Twitter l’astronauta Luca Parmitano, a bordo della stazione spaziale Iss. Parmitano aggiunge gli hashtag #noplanetB e #MissionBeyond. Quelle di Parmitano rappresentano la prova della scarsa credibilità delle parole del Presidente brasiliano Balsonaro, finito ormai da giorni alla berlina e riconosciuto tra i maggiori responsabili di quanto sta accadendo al polmone verde del mondo.





Governo Pd-M5S, si sciolgono i veti su Conte. Alle 21 riunione decisiva Conte-Di Maio-Zingaretti

Sarebbe a un passo l’accordo per la formazione del nuovo Governo giallo-rosso. Dopo un incontro tra il Vicepremier Luigi Di Maio ed il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sono trapelati timidi segnali positivi. L’incontro tra i due leader è durato circa 30 minuti e sarebbe servito esclusivamente per disinnescare i veti del Pd sul Premier Conte. Tra poco, alle 21, dopo una riunione tra Zingaretti ed i suoi al Nazareno,  nuovo incontro a Palazzo Chigi tra le delegazioni Pd e M5S, presente il Premier Conte. Solo dopo questa riunione sarà possibile fare previsioni, anche se sul possibile accordo potrebbe comunque pesare la valutazione dei militanti del M5S attraverso la piattaforma Rousseau, sempre che il vertice del Movimento ritenga opportuno metterla in cantiere.

 




Salvini: “La via maestra è il voto. Nessun appello alle piazze”

"Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto per l’Italia e per gli italiani. Qualcuno per il patto per le poltrone vuole smontare quello che abbiamo fatto finora". Sono queste le parole del leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini. "Sta vincendo il partito delle poltrone", ha aggiunto. Sta per nascere un Governo con "un gioco di palazzo contrario alla maggioranza silenziosa del popolo italiano che ha votato da due anni a questa parte, un ribaltone pronto da tempo", ha detto ancora Salvini: "Non stiamo facendo appelli alle piazze, continuo a garantire stabilità a questo Paese. La via maestra è il voto. Chi ha paura del voto del popolo non ha la coscienza pulita", secondo il leader della Lega: "Non stiamo facendo appelli alle piazze, continuo a garantire stabilità a questo Paese. La via maestra è il voto". "Rifarei tutto - ha detto ancora il ministro -, era un governo fermo, era un Parlamento fermo, era inutile tirare a campare. Ora viene il dubbio che questo essere fermi fosse telecomandato".