Allarme dell’Ocse: “Due miliardi di persone non hanno acqua pulita”

 E’ necessaria un’azione congiunta dei governi e del capitale privato per realizzare gli ingenti investimenti necessari per potenziare e ammodernare le reti idriche. E’ l’appello lanciato dall’Ocse in occasione dell’appuntamento World Water Week che si svolge a Stoccolma e promosso dall’Ocse. La situazione è preoccupante. Oltre due miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e circa 4,5 miliardi non dispongono di acqua che risponde agli standard igienico-sanitari. Inoltre aumentano le pressioni su quantità e qualità delle risorse idriche nel pianeta. Per questo l’acqua è una delle priorità tra gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile definiti dalla comunità internazionale. La qualità dell’acqua e la gestione efficiente delle reti idriche sono fondamentali per la sicurezza alimentare, l’energia, la tutela delle biodiversità. Il rapporto dell’Ocse evidenzia che reti idriche non adeguate e bassa qualità dell’acqua provocano un costo economico pari a 260 miliardi di dollari l’anno. Le necessità finanziarie per realizzare gli investimenti sulle infrastrutture idriche oscillano tra i 6.700 miliardi di dollari entro il 2030 ai 22.500 miliardi con orizzonte al 2050.

L’Ocse rileva che i flussi di finanziamenti per le infrastrutture idriche non sono sufficienti a coprire le esigenze. Per questo è necessario sviluppare fonti fi finanziamento alternative e utilizzare in modo strategico gli strumenti finanziari tradizionali.

Da tempo l’Ocse sollecita lo sviluppo della “blended finance”, un mix di capitale pubblico e privato con la capacità di realizzare un effetto leva rispetto alle risorse impiegate. Nel biennio 2016-2017 gli investimenti pubblici sulle reti idriche sono ammontati a 13,3 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo, mentre le necessità per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 richiedono un flusso di almeno 114 miliardi di dollari l’anno.





Saldi, a fine estate Confcommercio registra numeri in linea con lo scorso anno

Saldi di fine estate senza slancio. Le vendite a prezzi scontati, ormai agli sgoccioli in quasi tutta Italia, secondo un primo monitoraggio sono pressoché stabili rispetto allo scorso anno. E non bastano così a recuperare il flop delle vendite di primavera. Ma a preoccupare maggiormente i commercianti è il rischio di un aumento dell’Iva che potrebbe tradursi in un nuovo crollo dei consumi.A dare una prima indicazione dell’andamento di questi saldi (nella maggior parte delle regioni si concludono tra fine agosto e i primi di settembre; in Liguria e nel Lazio sono già terminati; in Puglia e Sicilia terminano il 15 settembre e in Friuli il 30), è la Federazione Moda Italia, che ha fatto un monitoraggio su un panel di imprese commerciali associate: l’indagine evidenzia che per il 55% degli operatori le vendite sono stabili o in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra i
capi maggiormente venduti nell’abbigliamento, bermuda, t-shirt, abitini e camicie. Nelle scelte delle calzature prevalgono sandali sneakers e scarpe sportive. "Soddisfacente, nonostante la concorrenza sleale del web, anche l’afflusso nei nostri negozi", commenta il presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, che tuttavia, "nonostante questi positivi segnali di attenzione ai negozi di prossimità", chiede di "non abbassare la guardia e pretendere che i grandi colossi del web siano assoggettati alle stesse imposte che gravano sul commercio tradizionale". Per avere un esito attendibile sull’andamento dei saldi, comunque, bisognerà aspettare settembre, anche se "un dato è già certo, purtroppo - evidenzia Borghi -: la stagione primavera/estate, meteorologicamente disastrosa per non dire addirittura drammatica dal punto di vista delle vendite, non sarà recuperata". All’avvio delle svendite estive, la stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio, era di una spesa in media poco meno di 230 euro a famiglia, circa 100 euro pro capite, per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro. Intanto la vera preoccupazione dei commercianti è ora rappresentata dall’Iva. Che rischia di aumentare di tre punti percentuali da gennaio se non saranno bloccate le clausole di salvaguardia nella prossima manovra. "L’aumento dell’Iva graverebbe sulle tasche degli italiani e comporterebbe un ulteriore crollo dei consumi. Un incremento che - avverte Borghi - va assolutamente evitato". 





Lavoratori delle plastiche, per il rinnovo contrattuale Cgil, Cisl e Uil chiederanno 100 euro di aumento salariale

 

C’è l’accordo tra Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.Parte dunque l’iter per il rinnovo del contratto del settore gomma-plastica (oltre 130 mila i lavoratori interessati, dipendenti da più di 5.500 imprese) scaduto lo scorso giugno. Le assemblee dei lavoratori dovranno ora approvare l’ipotesi di piattaforma raggiunta oggi (27 agosto) dagli esecutivi unitari dei sindacati e proporre eventuali emendamenti, in maniera tale da consentire l’avvio rapido delle trattative con la federazione Gomma Plastica e Airp (aderenti a Confindustria), subito dopo l’assemblea dei quadri e delegati per il varo definitivo.

È di 100 euro (livello F) la richiesta di aumento salariale per il triennio 2019 – 2022. “Una richiesta coerente – dicono i sindacati –, che deve garantire la difesa del potere di acquisto dei salari attraverso l’incremento dei minimi e quanto previsto dall’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 in materia di ‘Contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva’ riconfermando il modello e le prassi consolidate nel settore e nei precedenti rinnovi”. Filctem, Femca, Uiltec confermano il ruolo insostituibile del contratto nazionale ma intendono anche rafforzare la contrattazione di 2° livello, aggiornando la normativa del ccnl in un quadro di relazione che condivida e sviluppi una forte interazione fra i due livelli di contrattazione.

Quanto al capitolo relazioni industriali, per i sindacati è indispensabile costruire un sistema partecipativo capace di diminuire il conflitto e valorizzare il dialogo. "Per questo deve essere rafforzato Il ruolo dell’osservatorio nazionale, con l’obiettivo di renderlo un luogo concreto di discussione e condivisione di iniziative di politica industriale". Sul tema della formazione si ritiene necessario rafforzare il ruolo e la struttura dell’organismo bilaterale nazionale,in particolare rispetto alla certificazione della formazione, con l’istituzione del libretto formativo del lavoratore, che deve essere ufficialmente riconosciuto da tutte le aziende firmatarie del presente ccnl.

Così prosegue la nota: "Si è reso necessario inserire un titolo apposito, denominandolo Titolo VI “Salute, Sicurezza e Ambiente” nel quale far confluire tutte le parti contrattuali che riguardano le tematiche della salute, della sicurezza e della salubrità nell’ambiente di lavoro. Questo – si legge nella piattaforma –, anche attraverso la costituzione della Commissione paritetica contrattuale nazionale su salute sicurezza e ambiente alla quale affidare il compito di presidiare congiuntamente il tema, avviare la formazione congiunta di Rlssa e Rspp, interfacciarsi con le istituzioni responsabili del tema sicurezza e salute come Inail o ministero della Sanità".





Alitalia, saltato l’incontro tra Commissari straordinari e sindacati

 

Annullato all’ultimo l’incontro "informale" tra commissari straordinari e sindacati che si sarebbe dovuto tenere mercoledì a Roma. Il vertice era stato convocato, subito dopo la pausa estiva, proprio perché per Alitalia adesso bisogna stringere. Il 15 settembre è prevista la presentazione del piano di rilancio della compagnia, elaborato dalla cordata composta di Ferrovie dello Stato, Delta Airlines, ministero dell’Economia e Atlantia. Lunedì 23 settembre, invece, scadono gli ammortizzatori sociali: la cassa integrazione riguarda complessivamente circa 1.010 dipendenti (90 piloti, 850 unità del personale di terra e 70 del personale di cabina).

La conclusione della cig per i lavoratori della compagnia aerea preoccupa moltissimo i sindacati. “Alitalia non ha un tempo infinito davanti a sé, i soldi in cassa pian piano stanno finendo. Auspichiamo una soluzione il prima possibile, servono scelte rapide e importanti per tutelare l’occupazione, e un piano industriale di sviluppo”, spiega il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito: “Avremmo bisogno di un governo che possa prendere delle decisioni, un esecutivo autorevole e forte che possa decidere sul futuro della compagnia ed evitare una crisi occupazionale. Abbiamo bisogno di un governo che possa assumersi le proprie responsabilità”. Cuscito rileva anche la necessità che i commissari smentiscano "gli scenari di piani industriali usciti che parlavano di migliaia di esuberi e concentrazione del perimetro".

L’attuale stato di salute di Alitalia sembra discreto, considerando che al 31 luglio scorso in cassa c’erano ancora 413 milioni di euro. Ma il futuro per i 12 mila dipendenti della compagnia (cui si aggiungono altri 9 mila tra indotto, e servizi vari) è ancora tutto da definire, a partire dall’incontro di verifica che doveva svolgersi col partner industriale, la Delta Airlines, e che è stato anch’esso rinviato alla fine del mese. I nodi da sciogliere sono infatti tanti: la gestione degli esuberi (che potrebbero arrivare a 2.800), lo sviluppo del lungo raggio (con nuove rotte verso Nord America e Cina) e il miglioramento dei servizi a terra, la riorganizzazione della flotta (che Delta vorrebbe ridurre da 118 aeromobili a non più di cento), la governance (con l’individuazione del nuovo amministratore delegato della compagnia).

Nell’ultimo periodo il sindacato non ha incontrato il governo né l’azienda. “Ribadiamo la necessità di essere chiamati prima del 15 settembre e della presentazione del piano per capire cosa succede”, riprende il segretario nazionale della Filt Cgil:“Ci preoccuperebbe molto che i rappresentanti dei lavoratori non venissero sentiti prima dell’elaborazione. Non ci vorremmo trovare nella situazione in cui viene fatto un piano senza essere stati consultati. Non ci vogliamo trovare di fronte a un prendere o lasciare”. In particolare, aggiunge, “ci aspettiamo un’interlocuzione da parte dei vari ministeri interessati: i ministeri dello Sviluppo economico, dei Trasporti e del Lavoro. Abbiamo bisogno di una regia governativa”.





Delitto dello chef Zamperoni, sotto torchio la prostituta mentre si cerca il protettore

Non sono finite le indagini sulla morte di Andrea Zamperoni, il capo chef di Cipriani Dolci a New York, dopo l’arresto di Angelina Barini, la quarantunenne prostituta accusata di avergli fornito in un ostello del Queens una overdose letale di droghe durante un incontro sessuale. Gli investigatori stanno cercando il suo protettore, che secondo la versione della donna le avrebbe impedito di chiamare la polizia dopo lo svenimento dello chef, ed altre persone che occasionalmente derubavano i clienti della prostituta dopo che erano stati drogati. Barini ha riferito che era stata discussa anche l’idea di tagliare e occultare il cadavere, ritrovato poi avvolto in un lenzuolo dentro una pattumiera e ormai in stato di decomposizione dopo ben quattro giorni. Nella stanza sono stati ritrovati un liquido rosa, tubicini di vetro, bottiglie di candeggina, una sega elettrica e una valigia vuota: elementi che sembrano confermare l’agghiacciante ipotesi.

Intanto Angelina Barini resta in carcere senza possibilità di rilascio su cauzione, come ha stabilito lunedì il magistrato federale che si sta occupando del caso e che l’ha accusata di cospirazione per distribuzione, e possesso per spaccio, di una o più sostanze contenenti anche fentanyl: si tratta del potente analgesico oppioide sintetico responsabile in Usa di una vera e propria strage.

La donna si è presentata in tribunale vestita con tuta e scarpe da ginnastica, rispondendo a monosillabi. L’avvocato che le è stato assegnato, Mildred Whalen, non ha ancora determinato con esattezza di che nazionalità sia. Nessuna dichiarazione di colpevolezza, ma alla polizia aveva detto di essere una prostituta e di aver dato al trentatreenne Zamperoni ecstasy liquida dopo che lui l’aveva pagata per un incontro sessuale. Secondo le forze dell’ordine, Barini è stata arrestata più di 24 volte per il possesso di oggetti rubati o di droghe illegali. L’arresto più recente risale al 19 dicembre quando, riporta il New York Times, la donna è stata fermata per taccheggio. Dall’Italia intanto arrivano le prime reazioni. "Non ci credo. Non sono cose vere, quindi a me non interessano", ripete nella sua casa di Casalpusterlengo (Lodi) Oriella Ave Dosi, la madre di Andrea. "In queste ore - prosegue la donna - hanno detto che noi genitori eravamo andati a New York e invece siamo qui: non sono cose vere".

 





Elisa e Massimo scomparsi nel nulla. Si teme il peggio

Si teme il peggio per Elisa e Massimo, la coppia scomparsa nel nulla nel piacentino. "Siamo tutti con te. Ovunque tu sia, resisti che ti riportiamo a casa", "Voglio riabbracciarti, ridere con te...Ti aspetto", "Vinceremo insieme, ti aiuterò a superare tutto questo". La bacheca Facebook di Elisa Pomarelli, la 28enne di cui non si hanno più notizie da domenica, è piena di messaggi di incoraggiamento, che dimostrano quanto siano preoccupate le persone che la conoscono. Le ricerche della ragazza e di Massimo Sebastiani, operaio di 47 anni, entrambi di Carpaneto (Piacenza), proseguono. I due sono stati visti pranzare insieme domenica. Mentre lui nell’arco della giornata è stato visto altre volte, Elisa da allora è scomparsa, a parte una telefonata dalla tarda serata ai genitori.

Mobilitati Carabinieri, Polizia di Stato e Protezione Civile. Tra i mezzi impiegati per le ricerche c’è un elicottero, mentre un nucleo di sommozzatori dei vigili del fuoco è impegnato a scandagliare il fondo di alcuni specchi d’acqua e vasche di irrigazione nell’area di Sariano, nel Comune di Gropparello dove, secondo alcuni testimoni, l’uomo sarebbe stato visto da solo domenica pomeriggio, con gli indumenti bagnati. In serata la sua presenza sarebbe poi stata segnalata in un altro ristorante.

 





Incendi, non c’è solo l’Amazzonia. Da inizio 2019 tre milioni di allerte nel mondo

Brucia la Foresta amazzonica, ma anche l’Artico coinvolgendo Siberia, Alaska, Canada e Groenlandia. In fiamme l’isola di Gran Canaria, la seconda più grande dell’arcipelago spagnolo nell’Atlantico. Va a fuoco pure l’Africa, con vasti incendi in Congo e Angolaalmeno da metà luglio. In Italia contiamo quasi 300 roghi da inizio 2019.

Il riscaldamento globale sta rendendo sì, -come conferma anche il World Economic Forum- più diffuse e facili le condizioni che permettono alle fiamme di divamparsi in grandi aree geografiche. Un pianeta sempre più caldo avrà periodi di siccità sempre più lunghi, su aree sempre più vaste. Il suolo e le piante, private dell’acqua, saranno più predisposte a prendere fuoco. E dunque, le ondate anomale di caldo registrato nell’Artico sono tra le cause dei roghi tra Siberia e Alaska. Così anche, per le stesse ragioni, aumenterà l’area bruciata dagli incendi nell’Europa mediterranea.

Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Earth System Science Data, spiega, infatti che è complesso calcolare quanti incendi ci sono stati nel mondo in un anno. I ricercatori possono infatti costruire i loro modelli dando più rilevanza ai dati delle superfici bruciate, oppure su quelli delle emissioni rilevate nell’atmosfera.

Ad ogni modo, le immagini satellitari in tempo reale sono una buona base. Il Global Forest Watch Fires (Gfwf) ha elaborato da inizio anno i dati della Nasa su tutto il pianeta, arrivando a rilevare oltre 2 milioni e 910 mila “allerte incendio”. Nello stesso periodo del 2018, erano stati quasi 100 mila in meno; nel 2017, circa 200 mila in meno. Sembra, dunque, esserci stato un leggero aumento, anche se nel 2016 e nel 2015 il dato si aggirava intorno ai 3 milioni di allerte incendio in tutto il mondo.

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite (Omm) il fumo dei roghi in Siberia è arrivato a ricoprire una superficie di circa 5 milioni di chilometri quadrati. Un’area grande più dell’Europa e più della metà degli Stati Uniti. Il programma europeo Copernicus, nel circolo polare artico a giugno 2019, mostrano che i roghi in questa porzione geografica hanno emesso nell’atmosfera 50 milioni di tonnellate di diossido di carbonio, l’equivalente di quelle prodotte in un anno dalla Svezia. Quantità è più grande di quella prodotta da tutti gli incendi registrati in questa zona tra il 2010 e il 2018.

Quanto all’Amazzonia, secondo i numeri del Global Fires Atlas (elaborati sulla base di quelli della Nasa), dal 1° gennaio 2019 ad oggi, in tutta la regione si sono registrati 99.590 incendi, contro i 53.935 dello stesso periodo del 2018. Tra il 1° gennaio 2016 e il 21 agosto 2016 (anno con il dato più lontano nel tempo disponibile) erano però stati di più: 106.404. A fine 2018, il numero totale dei roghi in Amazzonia era stato 192.515, contro i 301.2016 dell’anno precedente.

In Africa, invece, almeno da metà giugno, vasti incendi hanno toccato Congo e Angola. I peggiori incendi degli ultimi 15 anni, dicono gli esperti. L’Angola ha registrato 6.902 incendi, la Repubblica Democratica del Congo 3.395, mentre il Brasile 2.127. Dunque, stando a Copernicus è la regione centrafricana a registrare la maggior parte di incendi di biomasse nel mondo. Gli incendi nell’Africa sub-sahariana rappresentano circa il 70% dell’area bruciata di tutto il mondo.

L’Italia ha registrato da inizio anno, quasi 300 roghi (dati Effis) con 20.395 ettari andati in fiamme. Due anni fa, periodo tra i più siccitosi in due secoli, il dato era assai inferiore. Al tempo si contarono più di 140 mila ettari. Il 2019 però vede il numero dei roghi triplicato rispetto al 2018, se ne sono contati solo 87. In Europa si contano 1.554 di almeno 30 ettari, contro una media decennale di 372, la superficie bruciata è di 260.825 ettari contro una media di 134.900.

 





Crolla la fiducia in Salvini, stabile quella di Conte. Il leader leghista ha perso oltre 15 punti in pochi giorni

 

In questo caldo mese d’agosto cambiano le carte in tavola nello scacchiere della fiducia concessa dagli italiani ai leader politici dei cittadini e Matteo Salvini deve registrare una vero e proprio capitombolo per i suoi consensi mentre resta sostanzialmente stabile quella nel presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E il valore più alto, comunque, si conferma quello nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ la ’fotografia’ scattata da un sondaggio Ipsos pubblicato dal ’Corriere della Sera’, che mostra un andamento assai differente nelle ultime settimane per Conte e Salvini: se il primo perde 4 punti, con un indice di fiducia al 52%, il leader della Lega crolla dal 51 al 36%, "pagando" - sottolinea il quotidiano - la decisione di innescare la crisi di governo in agosto, visto che solo il 17% ritiene che aprirla sia stato "un bene". Praticamente stabile al 57%, invece, l’indice di fiducia in Mattarella. Il valore di Salvini - nonostante la brusca discesa - resta comunque superiore a quello di Di Maio (che dal 54% di consensi a giugno 2018 è sceso al 28%) e di Zingaretti, anche lui in calo dal 35% di febbraio scorso al 23% attuale. Sulle prospettive di governo, poi, il 26% degli intervistati ritiene che una eventuale coalizione giallorossa possa durare fino alla fine della legislatura, mentre il 21% ritiene che si andrà a votare al più presto. In caso di elezioni, il sondaggio Ipsos conferma comunque come la Lega dovrebbe risultare il partito più votato: è la convinzione del 36% degli intervistati (ma a luglio lo riteneva il 52%) e solo il 10% crede che prevarrebbe il M5S. Forte infine l’attenzione dell’opinione pubblica alla crisi in atto: ben l’87% degli italiani conosce quanto sta avvenendo in questi giorni, con il 45% che addirittura si dichiara informato "nei dettagli".





Ripartita, tra mille difficoltà, la trattativa tra M5S e Pd. Alla Camera il confronto tra i due partiti poi, nel pomeriggio l’ultimo giro di consultazioni al Quirinale

 

E’ ripartita, tra mille difficoltà, la trattativa per arrivare alla formazione del nuovo Governo, tra Pd e M5S. L’incontro (nella foto) è alla Camera dei Deputati, dove si stanno confrontando le due delegazioni, formate dai Capigruppi di Camera e Senato, supportate da tecnici. Si tratta delle ultime ore utili prima che la parola definitiva passi al Presidente della Repubblica, Mattarella, che nel tardo pomeriggio incontrerà i due partiti che si stanno ormai confrontando da giorni senza però arrivare a chiudere positivamente la trattativa. Prima dell’incontro a Montecitorio hanno parlato alcuni dei protagonisti: Marcucci: "Non credo che ci siano veti" da parte del Pd. Delrio: "Lavoriamo sui contenuti". Patuanelli: "Di Maio è il capo politico del M5s, deve essere assolutamente nel governo e avere un ruolo". Come detto questo pomeriggio sarà sfilata di leder al Quirinale: Pd alle 16, Fi alle 17, Lega alle 18 e M5s alle 19.





Consumatori e imprese con meno fiducia. L’analisi dell’Istat

 

In calo ad agosto, in piena crisi di governo, il clima di fiducia dei consumatori, che passa da 113,3 a 111,9, e delle imprese, che scende da 101,2 a 98,9. Ecco quanto scrive nella sua analisi Istat: “Ad agosto 2019 si stima una flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9; anche per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese si registra un calo (da 101,2 a 98,9). La diminuzione dell’indice di fiducia dei consumatori è generalizzata ma presenta intensità diverse tra le sue componenti: la componente economica e quella futura registrano le flessioni più marcate passando, rispettivamente, da 129,6 a 127,8 e da 117,4 a 115,4. Si rileva un calo più contenuto per il clima personale (da 108,0 a 107,0) e per quello corrente (da 111,1 a 110,0). Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia diminuisce in tutti i comparti con l’unica eccezione rappresentata dal commercio al dettaglio dove rimane sostanzialmente stabile (da 110,0 a 109,9). In particolare, il settore delle costruzioni e quello dei servizi subiscono il calo più marcato (rispettivamente, da 142,8 a 140,4 e da 100,0 a 97,4) mentre il deterioramento è più contenuto nella manifattura (da 100,1 a 99,7). Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell’industria manifatturiera si rileva un peggioramento delle attese di produzione e dei giudizi sulle scorte; invece, i giudizi sugli ordini sono in lieve miglioramento. Nelle costruzioni la dinamica negativa dell’indice è essenzialmente dovuta al marcato peggioramento dei giudizi sugli ordini; le attese sull’occupazione rimangono sostanzialmente stabili. Nel comparto dei servizi si segnala il deterioramento di tutte le variabili che compongono l’indice di fiducia. Nel commercio al dettaglio il recupero dei giudizi sulle vendite e sulle scorte si unisce ad un deciso calo delle attese sulle vendite future. Si evidenzia che tali dinamiche sono diffuse solo alla grande distribuzione, dove l’indice di fiducia registra un aumento, mentre decisamente peggiore risulta il quadro relativo alla distribuzione tradizionale”.

 





Nave Mare Jonio salva 100 migranti, tra loro 26 donne (8 incinte), 22 bambini sotto i dieci anni ed altri sei minori. Richiesta di Istruzioni alle autorità italiane

 

Un carico di disperati è stato tratto in salvo, in alto mare, dalla nave Jonio di Mediterranea saving humans. Drammatico il bollettino e la descrizione degli esseri umani soccorsi. Secondo una nota diffusa dalla ong, a bordo di un gommone che stava per affondare, sono stati trasbordati 22 bambini, 26 donne, e 8 di queste incinte ed almeno altri sei minorenni, poi altri uomini fino ad un totale di circa 100 persone.  Il gommone, che poteva affondare in poco tempo, visto che aveva un tubolare sgonfio, è stato individuato grazie al dispositivo radar della nave di Mediterranea ed il salvataggio è stato ultimato alle 8.45 di questa mattina. radar, e per fortuna siamo arrivati in tempo per portare soccorso", che è stato completato alle 8.35 di questa mattina.  "Le persone – si legge nella nota di Mediterranea - sono tutte al sicuro a bordo con noi, ci sono casi di ipotermia e alcune di loro hanno segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia. Fuggono tutte dall’inferno. Restiamo ora in attesa di istruzioni dal centro di coordinamento marittimo italiano, cui ci siamo riferiti mentre ancora il salvataggio era in corso, in quanto nostro Mrcc (Centro di coordinamento marittimo, ndr) di bandiera".





Calenda mantiene la sua promessa: “Se ci sarà accordo tra Pd e M5S lascerò il partito”

 "Sarò coerente, dal primo giorno in cui mi sono iscritto al Pd ho detto che non sarei rimasto se ci fosse stato un accordo con i 5 stelle". Sono le parolepronunciate dall’europarlamentare del Pd Carlo Calenda a Circo Massimo su Radio Capital che ha anche aggiunto: "Lavorerò per costruire una casa per chi non si sente rappresentato da questo rapporto con i 5 stelle che nasce male. Quando il Pd avrà di nuovo voglia di combattere spero di ritrovare alcune persone sulla strada"





Meloni pronta a scendere in piazza contro il Governo Pd-M5S

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia esce dalle Consultazioni al Quirinale e va all’attacco, a testa bassa contro l’ipotesi di un Governo Pd-M5S: "Abbiamo ribadito la nostra posizione chiara e semplice. Per noi l’unico o sbocco possibile è lo scioglimento immediato delle Camere ed il ritorno alle urne. Abbiamo chiesto a Mattarella di valutarlo anche nel caso in cui M5S e Pd confermassero la loro volontà di procedere verso il ’patto della poltrona’, che è un inganno". Meloni ha anche annunciato che se l’accordo andrà in porto, FdI si mobiliterà nelle piazze nel giorno della fiducia al nuovo Governo, ora bisognerà vedere se la voglia di contestare duramente, mobilitando militanti ed elettori, sarà raccolta anche dalle altre opposizioni del centrodestra come Forza Italia e soprattutto Lega.





Travestiti da Centurioni davanti al Colosseo, multe e segnalazioni

Travestiti da centurioni disturbavano i turisti con richieste di soldi in cambio di ‘selfie ricordo’. Sorpresi dai carabinieri all’esterno della fermata metropolitana “Colosseo”, nei loro confronti sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 2.400 euro. A carico dei “centurioni” – 6 persone di eta’ compresa tra i 26 e i 56 anni – e’ scattata anche la sanzione per la violazione del divieto di stazionamento, con ordine di allontanamento per 48 ore e la segnalazione al sindaco di Roma, per un’ulteriore ‘multa’ che va dai 100 ai 300 euro ciascuno.





Gaza, tre agenti uccisi da kamikaze Isis

Due postazioni di sicurezza a Gaza sono state attaccate da kamikaze attribuiti allo Stato Islamico. A riferirlo, fonti interne alla Bbc. Il bilancio è di tre poliziotti uccisi e diversi feriti. Il Ministero dell’Interno palestinese ha proclamato lo stato d’emergenza, schierando agenti lungo le strade e il suo portavoce, Eyad al-Bozom, ha riferito che ci sono progressi nella ricerca dei responsabili.





Ministero Difesa, i sindacati delle Forze Armate: continuare con quanto iniziato dalla Trenta

 “Sono ore febbrili per l’evoluzione del quadro politico attuale. Un nuovo governo è alle porte e potrebbe essere chiamato a dare concretezza a tutta una serie di provvedimenti che gli italiani aspettano da tempo e che hanno fortemente richiesto attraverso il voto del 2018. L’auspicio delle scriventi associazioni è che si possa dare immediata continuità e concretezza alla rilevante opera svolta dal ministro Trenta sui diritti sindacali per i militari, con una sua logica conferma al dicastero della difesa - continuano senza dubbio alcuno -. Ulteriore speranza è che venga dato seguito, con urgenza, ai lavori svolti dalla Commissione difesa così da arrivare celermente ad approvare una legge equa sui diritti sindacali. Nel pieno rispetto delle forze politiche ed istituzioni impegnate in un delicato compito, riteniamo che il ministro Trenta abbia affrontato con lungimiranza e attenzione al personale le delicate questioni poste dalla Sent. cost. 120/18, dimostrando un attaccamento al ruolo rivestito che raramente si era visto negli ultimi anni. Le OO.SS. Militari, grazie ai provvedimenti assentivi dell’ormai ex ministro, sono ora una realtà che nessuno può permettersi di ignorare. Pertanto, saranno puntuali nell’indicare la strada maestra per non affossare, con la scusa di una crisi di Governo, quanto ottenuto sinora a colpi di sentenze. Ci auguriamo - concludono - che al più presto abbia luogo la ratifica in legge”. Così, in una nota stampa congiunta, il SIULM, SIM Marina, SIM Aeronautica, la LrM e NSC.





Lo Stromboli torna a far paura. Nuove esplosioni sulla vetta del vulcano

Dopo il panico che lo Stromboli aveva provocato a luglio, anche in queste ore una forte esplosione ha fatto sussultare poco dopo mezzogiorno l’isola al largo della Sicilia con ricaduta di sabbia, cenere e altro materiale vulcanico. Alcuni testimoni hanno riferito che il fenomeno, preceduto da un forte boato, sarebbe stato di intensità maggiore a quello che il 3 luglio scorso provocò una vittima. Al momento non si segnalano danni a persone o cose, tranne piccoli focali d’incendio sul versante di Ginostra del Vulcano.





Produzione agricola in Puglia da 5 miliardi, ma è il regno di precari e caporali

La produzione agricola pugliese nel 2018, secondo l’Istat, sfiora i 5 miliardi di euro. Un autentico tesoro, stando a ciò che dicono dal comitato scientifico della fondazione «Osservatorio agromafie» che consente una “capillare capacità di infiltrazione nel tessuto economico da parte delle mafie”, come si legge in un articolo del 26 agosto scorso de La Gazzetta del Mezzogiorno “Agroalimentare, ecco la mafia 3.0”.

“La Puglia – commenta Biagio D’Alberto, segretario generale Cgil Bat – è al terzo posto, preceduta da Sicilia e Calabria per penetrazione criminale in agricoltura. La Bat è al 18esimo posto tra le province italiane per intensità del fenomeno. Al 30esimo dopo Foggia e Brindisi per permeabilità delle agromafie. Un fenomeno che tende a crescere di anno in anno: lo stesso ispettorato del lavoro certifica che un’azienda agricola pugliese su due manifesta irregolarità con il 64percento di lavoratori in nero ed il 75percento utilizzati in agricoltura in clandestinità”.

“Non si possono controllare migliaia di aziende, non solo agricole – conclude D’Alberto – con dieci o quindici ispettori inviati da Bari. Oltre al fatto che rivendichiamo anche l’arrivo dei trenta o forse più operatori delle forze dell’ordine promessi al territorio in una recente visita in Prefettura di un rappresentante dell’ex governo giallo-verde. Saranno arrivati questi rinforzi? Non solo sappiamo ma comunque riteniamo che siano poca cosa rispetto a ciò che realmente servirebbe, come dimostrano ancora gli ultimi fatti di cronaca accaduti nelle campagne di Trinitapoli lunedì mattina”.





Di Maio chiude il cerchio: l’accordo sul Governo sarà votato sulla piattaforma Rousseau.

 

 

"Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5Stelle. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana.Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola". Così Luigi Di Maio in un post sul Blog delle Stelle.





Parlamento britannico, richiesta del Governo Johnson di sospensione dell’attività alla Regina

Spallata di Boris Johnson sull’ormai eterna vicenda della Brexit. Il governo britannico ha infatti chiesto alla regina Elisabetta di sospendere il parlamento a settembre. A darne notizia il sito internet della Bbc. Boris Johnson ha annunciato che ci sarà un discorso della regina dopo la sospensione, il 14 ottobre, per delineare la “sua agenda”. Questo significa però che il parlamento non avrà probabilmente il tempo di approvare leggi per fermare un eventuale no-deal – una Brexit senza accordo – 31 ottobre. Un parlamentare dei Tory senza incarico, Dominic Grieve, ha bollato l’iniziativa come “un atto oltraggioso”.

Ha avvertito che tutto questo potrebbe portare a una mozione di sfiducia nei confronti di Johnson, prima di aggiungere che “questo governo cadrà”. Il premier ha però definito “totalmente falso” sostenere che la sospensione sia stata motivata dal desiderio di forzare un “no deal”. Ha detto che non intende aspettare fino a dopo la Brexit “prima di proseguire con i nostri progetti per portare avanti questo Paese” e ha insistito che ci sarà ancora “ampiamente tempo” per il dibattito parlamentare sull’uscita del Regno Unito. “Abbiamo bisogno di una nuova legislazione. Dobbiamo presentare nuove e importanti proposte di legge ed è per questo che avremo un discorso della regina”, ha aggiunto.

 





Zingaretti avverte: "No alle staffette". Mandato pieno della Direzione del Pd

 

"Il percorso era e rimane difficile. Non è una passeggiata. E’ una sfida. Se siamo in grado di portare fino in fondo questo percorso è perché abbiamo portato avanti due elementi: spirito unitario e schiena dritta.Serve un governo di svolta. La nostra non è una staffetta. Non vogliamo una replica del contratto di governo tra la Lega e il M5S". A dirlo, il Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, nel corso della riunione di Direzione che a fine riunione ha avuto madato pieno a trattare, eccezion fatta per una sola astensione.





Zingaretti passa la palla al M5S: “Accettato le loro indicazioni sul nome del Premier”

 

"Abbiamo accettato le indicazioni del M5s sul nome del premier. Abbiamo dato il sostegno a una nuova iniziativa di governo. Non c’è nessuna staffetta da proseguire, c’è l’inizio di una nuova stagione politica e sociale".  La direzione del Pd nella mattinata aveva dato mandato a Zingaretti a dare la disponibilità nelle consultazioni a verificare le possibilità di un nuovo governo. Tutti i componenti della direzione avevano votato a favore della relazione del segretario, tranne  il senatore Matteo Richetti che ha detto no. Quanto al prosieguo della trattativa preoccupa il voto sulla piattaforma Rousseau: "Se dovesse entrare in conflitto con la Costituzione - aggiunge Orlando - e incidere sulle decisioni del capo dello Stato sarebbe inaccettabile. Se è uno strumento di decisione interna è un altro discorso".    





Lo Stromboli fa paura. Nuova forte esplosione, turisti in fuga

Una forte esplosione è avvenuta sullo Stromboli, con una enorme ricaduta di sabbia, cenere e altro materiale vulcanico. Alcuni testimoni hanno riferito che l’eruzione, preceduta da un forte boato, sarebbe stata di intensità maggiore a quella che il 3 luglio scorso provocò una vittima. Al momento non si segnalano danni a persone o cose, tranne piccoli focali d’incendio sul versante di Ginostra del Vulcano. Alcune barche cariche di turisti hanno rischiato di essere investite dalla densa nuvola nera di polveri vulcaniche precipitate in mare. La nuova esplosione  è stata avvertita distintamente da turisti e residenti che si trovano nell’isola e in quelle più vicine dell’arcipelago. Un’altissima colonna di fumo è visibile anche a diversi chilometri di distanza. La fuoriuscita di lapilli e altro materiale incandescente ha provocato un incendio sulla zona sommitale del vulcano e in contrada Forgia Vecchia, sul versante dell’abitato di Stromboli. Altri piccoli focolai si registrano nella zona di Ginostra, dove molte persone per proteggersi dalla caduta di cenere e altro materiale vulcanico si sono radunate nella chiesetta della minuscola frazione raggiungibile solo via mare. Proprio a Ginostra era morto il 3 luglio scorso l’escursionista Massimo Imbesi, 35 anni di Milazzo, colto di sorpresa dall’esplosione mentre era su un sentiero insieme a un amico che si era invece salvato.

 





Salvini vieta l’ingresso in Italia a nave Mare Jonio. A bordo 100 profughi e tra loro tante donne e bambini

 

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali per la Mare Jonio, nave di Mediterranea saving humans che questa mattina ha soccorso e preso a bordo circa 100 migranti su un gommone alla deriva. A darne notizia fonti del Viminale. Il provvedimento è stato inviato ai ministri Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli per la controfirma del provvedimento. Intanto, fa sapere Mediterranea, "dopo il nostro rifiuto di violare il diritto internazionale riferendoci ad ’Autorità Libiche’", il Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma "ha assunto il coordinamento del nostro caso e chiesto ’a competenti Autorità Italiane’ l’assegnazione di un porto sicuro alla Mare Jonio".





Berlusconi: “Il Governo M5S-Pd è una soluzione sbagliata. Ridare la parola agli italiani”

E’ terminato al Quirinale il colloquio tra il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e la delegazione di Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi, con i capogruppo di Senato e Camera, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, il vicepresidente Antonio Tajani. Il colloquio è durato circa 20 minuti. All’uscita la dichiarazione dell’ex Presidente del Consiglio, Berlusconi: "Il governo M5s-Pd è una soluzione sbagliata e inadeguata ad affrontare i grandi problemi. Abbiamo manifestato al Presidente della Repubblica la necessità di ridare la parola agli italiani. L’Italia ha urgente bisogno di una svolta liberale e liberista". Berlusconi, rispetto alle dichiarazione di Giorgia Meloni, ha comunque assunto una posizione meno radicale e non ha annunciato manifestazioni di piazza contro il possibile nuovo Governo giallorosso, ed in un passaggio della sua dichiarazione ha anche criticato i populismi ed i sovranismi.





Salvini contro Conte: “Ha trovato la maggioranza di Governo in seno al G7. La maggioranza degli italiani chiede di votare”

“Non servono sondaggi per capire che la grande maggioranza degli Italiani chiede di votare, negare questo diritto significa negare la Democrazia. Prima gli Italiani o prima la poltrona???”. Lo ha scritto su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini, vicepremier e ministro degli Interni nel dimissionario Governo Conte, poco prima di salire al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le consultazioni sulla crisi. Poi all’uscita dall’incontro con Mattarella, il leder della Lega è andato giù duro, in un discorso che probabilmente segna la fine del suo rapporto politico con il Movimento 5Stelle: “Giuseppe Conte ha trovato la maggioranza di governo in seno al G7 su indicazione di Parigi, Berlino e Bruxelles. Secondo il rituale siamo stati rapidi, precisi, diretti, onesti fino in fondo con il presidente Mattarella, cui abbiamo espresso lo sconcerto non della Lega ma di milioni di italiani rispetto al teatrino della guerra delle poltrone che si verifica da giorni. La verità vera è che 60 milioni di italiani sono ostaggio di cento parlamentari che hanno paura di mollare la poltrona, ha sottolineato il leader della Lega. "Qualcuno può dire che questa è la democrazia. Allora non ci si stupisca se la gente non vota".





Di Maio (M5S): “Accordo politico con il Pd per Conte Premier”

“C’è un accordo politico con il Pd per Conte premier”. Con queste parole il Vicepresidente del Consiglio uscente in quota M5S Di Maio ha aperto la sua dichiarazione alla fine del colloquio brevissimo con il Capo dello Stato, Mattarella.  Poi il capo politico del M5S ha puntializzato: "Se nelle prossime ore il presidente della Repubblica affidasse l’incarico al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiederò che si parta dal programma e solo dopo si potrà decidere chi sarà chiamato a decidere le politiche concordate". Di Maio si è tolto anche dei sassolini dalle scarpe, inchiodando la Lega alle proprie responsabilità, senza però essere definitivo nel rapporto con il Carroccio, così come fatto da Conte: “La Lega mi ha proposto di propormi come premier per il M5s e mi ha informato di averlo comunicato anche a livello istituzionale. Li ringrazio con sincerità ma con la stessa sincerità dico che penso al bene di questo Paese e a non me". Come dire che le poltrone non interessano all’attuale Vicepremier dimissionario. Politicamente l’annuncio di Di Maio è di grande rilevanza, visto che si parla di programma concordato con il Pd e non di contratto, così come fatto con la Lega, e il garante di questa operazione sarebbe il Premier uscente Conte.





Crisi di Governo, Mattarella scommette su Conte. Il Premier dimissionario convocato domani alle 9.30 al Quirinale

Dopo una lunga giornata di riunioni tra i partiti, tra queste quella decisiva della mattina alle 8.30 tra le delegazioni M5S e Pd e la direzione dei Democratici che ha dato mandato al suo Segretario di portare in porto la trattativa per il nuovo Governo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del secondo giro di consultazioni, ha convocato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alle 9,30 di giovedì mattina. La decisione è stata annunciata dal consigliere del Quirinale per la comunicazione, Giovanni Grasso, circa un’ora dopo il termine delle consultazioni.