Allarme cortei in ricordo di Diabolik, migliaia di poliziotti, carabinieri e finanzieri mobilitati per il Derby

Sono circa 50mila gli spettatori attesi domenica allo stadio Olimpico per il derby Lazio-Roma. Il tavolo tecnico in Questura ha definito le misure di sicurezza. L’apertura dei cancelli avverrà alle ore 15.30 con possibilità di anticipo alle ore 15.00. Vietata la vendita per asporto di bevande in bottiglie o in contenitori di vetro, ad eccezione di generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro, nella zona dello stadio Olimpico e vie limitrofe dalle ore 15 di domenica e fino a due ore dopo il termine del derby. Previste aree di parcheggio separate per le due tifoserie: viale XXVII Olimpiade e Tor di Quinto per i laziali, l’area di Piazzale Clodio per i romanisti. I primi accederanno dall’area lato Ponte Milvio, i giallorossi da piazzale Clodio. Massima attenzione per monitorare cortei spontanei che potrebbero essere organizzate in omaggio a Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, l’ex capo degli Irriducibili ucciso con un colpo di pistola.





Ritorno nella Capitale dopo le vacanze con i Musei aperti e gratuiti

 

Il 1° settembre, prima domenica del mese, ingresso gratuito nei Musei Civici per iresidenti a Roma e nella Città Metropolitana. L’iniziativa, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, consente di scoprire, oltre al grande patrimonio di collezioni permanenti dei Musei, le numerose, varie e interessanti esposizioni, la maggioranza delle quali ad ingresso gratuito a esclusione solo di tre mostre: Roma nella camera oscura e Fotografi a Roma al Museo di Roma a Palazzo Braschi e Claudio Imperatore al Museo dell’Ara Pacis.

 

Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte è la splendida esposizione ai Musei Capitolini, nelle sale di Palazzo Caffarelli, omaggio a uno dei più grandi protagonisti del Rinascimento italiano con una selezione di opere di grande prestigio provenienti da collezioni italiane e straniere. Nelle sale al piano terra di Palazzo dei Conservatori continua L’Arte Ritrovata, un mosaico di testimonianze archeologiche e storico artistiche, dall’VIII secolo a.C. all’età moderna, altamente simbolico e rappresentativo della pluridecennale azione di salvaguardia operata dall’Arma dei Carabinieri.

Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini propone una straordinaria selezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, provenienti dal territorio di Cerveteri (l’antica città di Caere) e in parte inedite. Sono esposti reperti archeologici di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrati in Italia grazie a un’operazione di contrasto del traffico illegale. Sempre nelle sale della Centrale, è in corso Volti di Roma alla Centrale MontemartiniFotografie di Luigi Spina, che presenta immagini fotografiche di 37 volti antichi in marmo o travertino, significativi esempi delle collezioni capitoline.

Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali prosegue fino al 18 ottobre Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell’antica Cina, un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Sono esposti eccezionali reperti in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) e provenienti da importanti istituzioni cinesi.

Alla Galleria d’Arte ModernaDonne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione propone una riflessione sulla figura femminile attraverso artisti di diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri. Inoltre, nel chiostro giardino della Galleria, Wechselspiel, le installazioni di Paolo Bielli e Susanne Kessler costituiscono un doppio percorso che si collega alla mostra in corso e alle sculture del chiostro.

Al Museo di Roma in Trastevere proseguono le due mostre di fotografia: Unseen / Non Visti, viaggio fotografico in un’Europa sconosciuta, tagliata fuori dallo sviluppo economico, dall’attenzione della politica e dei media; Emiliano Mancuso. Una diversa bellezza. Italia 2003 – 2018, dedicata al lavoro del fotografo, scomparso prematuramente lo scorso anno. Dalle immagini emerge un’umanità dolente, un’Italia ferita alla costante ricerca della sua identità in un perenne oscillare tra la conferma dello stereotipo e la cartolina malinconica. È ancora in corso anche la mostra ARCA di Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno: un’opera di cm 200×300 realizzata a grafite su tela.

Al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, l’esposizione dedicata all’archeologo e mercante d’arte Ludwig Pollak (Praga 1868 – Auschwitz 1943) racconta la storia professionale e personale del grande collezionista, le sue origini nel ghetto di Praga, gli anni d’oro del collezionismo internazionale fino alla tragica fine nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese con la mostra Frank Holliday in Rome fa il suo primo ingresso in un’istituzione museale italiana uno degli artisti del Club 57 – lo storico locale dell’East Village al quale recentemente il MoMA di New York ha dedicato una grande mostra – attraverso 36 opere dipinte nel suo studio vicino a piazza Navona, dove Holliday ha lavorato alacremente avendo come ispirazione le opere dei maestri della storia dell’arte. Il percorso espositivo comprende anche la proiezione del film inedito di Anney Bonney “Roman Holliday”.

Al Casino dei Principi di Villa Torlonia Luigi Boille. Luoghi di luce, scrittura del silenzio, curata da Claudia Terenzi e Bruno Aller, con il sostegno dell’Archivio Luigi Boille. Una panoramica di più di ottanta opere che raccontano il percorso artistico del Maestro dal 1958 al 2015.

Alla Casina delle Civette di Villa Torlonia La fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980racconta la storia della vetreria artistica della Fratelli Toso a partire dal 1930, l’anno più importante per la ricerca nella manifattura, fino al 1980, epoca in cui la vetreria ha cessato la propria attività. Esposte più di 50 opere in vetro, tutti pezzi unici e rari provenienti direttamente dalla loro collezione. Sempre alla Casina delle Civette Clara Garesio. Mirabilia e Naturalia. Ceramiche e carte propone una selezione di opere fittili della storica ceramista di formazione faentina, tutti esemplari unici appartenenti alla più recente produzione dell’artista, con alcune opere inedite e installazioni site specific concepite per gli spazi del museo.

 

Con la MIC – la card che al costo di 5 euro permette l’ingresso illimitato negli spazi del Sistema dei Musei Civici di Roma per 12 mesi per chi risiede o studia a Roma .- sono gratuite le visite e le attività didattiche che rientrano nel biglietto d’ingresso al museo a cura dei funzionari della Sovrintendenza Capitolina, mentre non sono comprese le mostre al Museo di Roma a Palazzo Braschi e al Museo dell’Ara Pacis.





Centri per l’Impiego, il caos annunciato è ormai realtà. La posizione di Natale di Cola della Cgil di Roma e del Lazio

 

“Le scelte del governo gialloverde sul reddito di cittadinanza non ci hanno convinto, - scrive  Natale di Cola,  della Cgil di Roma e del Lazio - non tanto per la misura in sé, quanto per le modalità di gestione. Oggi i nodi vengono al pettine e si scaricano tutti i problemi sulle Regioni e sulle lavoratrici e i lavoratori dei Centri per l’Impiego, rischiando di non centrare l’obiettivo che il governo per mesi ha sbandierato: rilanciare le politiche attive del lavoro.

Nelle prossime settimane – fa sapere ancora Di Cola- i Centri per l’Impiego subiranno un vero e proprio assalto: quello dei primi percettori del reddito di cittadinanza. Nel Lazio saranno circa 30 mila coloro che dovranno, dal 2 settembre al 13 dicembre, recarsi ai Cpi per stipulare il Patto di servizio personalizzato, atto propedeutico per la ricerca di un posto di lavoro. Un simile afflusso (circa 400 persone giorno) porterà a due possibili conseguenze negative: un patto di servizio personalizzato approssimativo e senza profilazione (in assenza di tali elementi ci riesce difficile immaginare come si possa svolgere un proficuo lavoro di ricerca di occupazione); la sostanziale paralisi dei Cpi per le tante altre misure che quotidianamente erogano a chi perde o è in cerca di lavoro (garanzia giovani, attivazione tirocini, Naspi e così via).

In questo difficile contesto organizzativo – conclude Di Cola - da lunedì prossimo si inseriscono i navigator, 273 nel Lazio, lavoratrici e lavoratori appena assunti con un contratto di collaborazione (dunque senza alcuna conoscenza del funzionamento della Pubblica Amministrazione), che dovrebbero cercare un lavoro, si spera stabile e dignitoso, ai percettori del reddito di cittadinanza. Ancora una volta si rischia il paradosso, anzi i paradossi: precari che cercano lavoro ai disoccupati, tempi stretti per la stipula dei patti di servizio per cui si sceglie (scelta obbligata dai tempi) un metodo che vanifica la ricerca del lavoro, paralisi delle misure che, tra mille difficoltà, comunque funzionano.

Non vorremmo che dopo il danno arrivi la beffa. Cioè che in un contesto organizzativo e strutturale a dir poco carente, qualora, com’è probabile, le politiche attive verso i percettori del reddito non funzionassero, la colpa venga attribuita alle lavoratrici e ai lavoratori dei Centri per l’Impiego. Sia chiaro da subito: in questa bailamme con tratti di ipocrisia le lavoratrici e i lavoratori dei Cpi e gli stessi navigator non devono essere additati come i responsabili del fallimento delle politiche attive. Incalzeremo nelle prossime ore la Regione Lazio per accelerare il confronto sul percorso di riforma e potenziamento dei Cpi nel nostro territorio, chiedendo che si attivi con il nuovo governo per rimuovere le storture del reddito di cittadinanza e costruire così misure realmente efficaci per rilanciare le politiche attive del lavoro".





Furlan (Cisl): “Contrattazione collettiva è la strada per assicurare dignità alle persone”

 

“Combattere tutte le forme di disuguaglianza e quindi promuovere il buon lavoro deve rappresentare un obiettivo politico dei Governi del G20 per garantire dignità e reale libertà alle persone, la creazione di valore sociale per le nostre comunità ed una migliore distribuzione dei diritti di cittadinanza, di opportunità e della ricchezza prodotta”. È quanto ha sottolineato oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, a Tokyo nel suo intervento al Summit “Labour 2020, la  riunione dei sindacati dei paesi del G20, in cui verrà presentata una dichiarazione per il vertice dei Ministri del lavoro che si terrà a Matsuyama dal 1 al 2 settembre. 
“Da troppi anni, a fronte della crescente globalizzazione della finanza e del commercio senza validi contrappesi, è diminuita la qualità del lavoro e della vita delle persone”, ha ricordato la leader Cisl. “La crisi esplosa nel 2008 è figlia di queste contraddizioni e dopo avere distrutto i risparmi ed i posti di lavoro di milioni di donne e uomini, ha aggredito i sistemi di protezione sociale. In altre parole, è cresciuto a dismisura il potere di pochi rispetto ai tanti e dei capitali speculativi rispetto alla vita delle persone. È giunto il tempo che questa distanza venga concretamente colmata- ha aggiunto la Furlan- anche perché siamo all’alba di una grande trasformazione tecnologica, che se non orientata, potrebbe aumentare ulteriormente le già notevoli e crescenti disuguaglianze”. Per la leader Cisl “per ridare centralità al lavoro, occorre definire un nuovo contratto sociale nel quale prevedere nuove regole di cittadinanza, strumenti universali di protezione sociale realizzabili anche in forme sussidiarie e la valorizzazione della contrattazione collettiva, che meglio di qualsiasi altro strumento sa mediare le istanze produttive e del lavoro coniugandole. Bisogna disinnescare le forme di dumping sul lavoro che scatenano una corsa al ribasso sulla qualità e dignità dello stesso”. Alla politica ed ai ministri del lavoro del G20, che si riuniscono in questi giorni con l’ambizione di rappresentare una forma evoluta di Governance Globale, la Furlan chiede perciò di “confermare la buona prassi che si è andata consolidando negli ultimi anni, ma anche di includere definitivamente e strutturalmente la rappresentanza del lavoro nell’architettura istituzionale del forum, rendendola una interlocuzione stabile”. 
Furlan ha ricordato anche come in Italia la contrattazione collettiva copre l’85% delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo loro diritti retributivi, normativi, previdenziali ed assistenziali. “È questa la strada per assicurare la dignità alle persone ed una gamma di tutele che nessun salario minimo potrà mai garantire: per questo stiamo appunto chiedendo di estenderla anche agli ambiti oggi non ancora raggiunti. Non servono, quindi, misure indistinte imposte per legge, ma piuttosto sostegni legislativi alla diffusione della libera rappresentanza sindacale ed alla crescita della contrattazione collettiva, che per ragioni di conoscenza e prossimità sa realizzare migliori condizioni di protezione e sviluppo”.





Decreto Sicurezza bis, c’è chi chiede l’abrogazione e tra questi la Cgil

“Le immagini del trasbordo dei 64 profughi, donne, bambini e ammalati, recuperati da un gommone alla deriva e messi in salvo dalla nave Mare Jonio siano il monito per una vera discontinuità con le politiche finora messe in campo in tema immigrazione”. E’ l’appello del segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.

Per Massafra, “il decreto sicurezza è una legge contro i poveri, contro i più vulnerabili, contro l’essere umano nella sua accezione valoriale. Una legge emanata con l’unico scopo di alimentare una narrazione xenofoba utile solo a distogliere l’attenzione dai veri problemi del Paese. Una legge - aggiunge - che è servita da propaganda per costruire consenso, trasformando il disagio in paura e poi la paura in odio”.

“Le condizioni per cui sono state fatte sbarcare le cosiddette persone ‘vulnerabili’ - sottolinea il segretario confederale - sono le stesse già provate dai migranti della Open Arms, della Viking, della Sea Watch, della Diciotti. Si continua così, per effetto del decreto Salvini, ad acuire una disperazione già vissuta durante la pericolosa traversata del deserto e del mare, nella permanenza nei lager libici dove hanno subito violenze di ogni genere”.

Ciò che potrà sancire il passaggio dal governo del ‘cambiamento’ ad un governo delle ‘novità’, non sarà quindi la figura del premier o la composizione della squadra di governo, “ma le azioni”. La prima e più importante da compiere è: “riconsegnare al Paese l’umanità che gli è stata scippata in questi mesi, abrogando una legge tanto inutile quanto ingiusta”. “Ci auguriamo - conclude Massafra - che vengano fatti subito sbarcare anche gli altri 34 naufraghi che si trovano ancora a bordo della nave di Mediterranea Saving Humans”.





Decreto salva imprese, ultime ore utili. Appello della Cgil

Torna in pista, per il rush finale, il decreto salva-imprese. Ed è subito corsa contro il tempo. Il provvedimento “per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, trentadue pagine in sedici titoli, è da analizzare in fretta e furia, perché le osservazioni devono arrivare al massimo lunedì. Si tratta del testo che era stato approvato salvo intese nella prima metà di agosto per finire in Gazzetta ufficiale entro fine mese, ma si era poi impantanato con la crisi di Governo.

Il testo contiene in particolare le norme per l’Ilva, Whirlpool ma anche le per l’assunzione di personale dell’Inps, la stabilizzazione di alcuni lavoratori di Anpal Servizi e per le tutele dei riders. Nel provvedimento, inoltre, ci sono misure per affrontare le crisi aziendali in Sardegna, Sicilia e nella provincia di Isernia. E contiene sopratutto le norme sull’Ilva. In assenza dell’immunità penale per l’esecuzione del piano ambientale dello stabilimento tarantino, ArcelorMittal ha minacciato la chiusura il 6 settembre.

Anche per questo lo schema di decreto legge è stato inviato ieri (29 agosto) dalla presidenza del Consiglio ai capi degli uffici legislativi dei ministeri, e nella premessa si legge: "Al fine del rispetto della tempistica connessa all’urgenza del decreto si chiede di comunicare con ogni possibile celerità eventuali osservazioni, comunque non oltre le ore 13 di lunedì 2".

Il decreto, afferma la relazione illustrativa, "contiene le disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e in particolare per garantire la tutela economica e normativa di alcune categorie di lavoratori particolarmente deboli, quali i cosiddetti ’riders’, lavoratori con disabilità, Lsu-Lpu, lavoratori precari”. Il decreto contiene, inoltre, "disposizioni per supportare l’attuazione del reddito di cittadinanza rimessa in gran parte all’Inps che quindi necessita, con urgenza, di rafforzare le proprie strutture amministrative".

Il provvedimento, poi, "reca disposizioni per far fronte a importanti crisi industriali in corso in vari territori del Paese, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e garantire sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti". Nell’articolo 12 del provvedimento, inoltre, si prevede il potenziamento del funzionamento della struttura di crisi preposta alla gestione dei ’tavoli di crisi’ istituti al ministero dello Sviluppo economico "attraverso l’acquisizione di risorse specializzate, da destinare, fino al 31 dicembre 2021, allo studio di idonee soluzioni per risolvere le problematiche sottese ai tavoli stessi".

Sulle molte vertenze aperte e a rischio senza l’approvazione dle decreto, in questi giorni di crisi di governo, si sono detti molto preoccupati i sindacati. Per Gianni Venturi, segretario nazionale e responsabile della siderurgia per la Fiom, è infatti “necessario sbloccare il decreto che introduce per l’ex Ilva una norma che modifica quanto stabilito dal decreto crescita, fissando al 6 settembre il superamento delle esimenti penali per ArcelorMittal”.

"Il governo aveva preparato un decreto che stanziava quasi 17 milioni di euro di decontribuzioni fiscali a favore della Whirlpool, che l’azienda aveva giudicato come insufficiente. Adesso c’è il rischio che non si ricomponga il tavolo delle trattative e che sull’azienda non ci sia neanche una pressione politica giusta, a causa di un governo precario. Questi problemi che toccano migliaia di persone diventeranno di secondaria importanza", ha poi detto Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Campania.

Un capitolo a parte riguarda i rider. "La vicenda è una delle più emblematiche del comportamento dell’esecutivo in 14 mesi - secondo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti -: c’è un altissimo tasso di propaganda. C’è stata una discussione lunga più di un anno, un tavolo fallito senza un esito finale. Il governo ha fatto la promessa reiterata di un intervento legislativo per risolvere la vicenda, ma in realtà niente è avvenuto. Il decreto, nella parte sui rider, è altamente insufficiente: non affronta uno dei nodi principali, il divieto di cottimo, uno degli impegni presi dalla maggioranza e ribadito da Di Maio al tavolo. Troviamo solo un cottimo mitigato”.

 

(tratto da Rassegna.it)

 





Zaia invoca la rivolta nelle strade: “Pronti alla rivoluzione…” Accuse di eversione

 

"Vi aspetto tutti in strada e pronti per la rivoluzione". E’ quanto ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dal palco della festa della Lega a Conselve, in provincia di Padova. "Le piazze devono essere piene. Ci vediamo prima a Pontida e poi a Roma". Parole definite eversive da Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. ’’Il presidente Zaia ha perso il controllo. Invita a scendere in strada ed essere pronti alla rivoluzione parole ci sono eversive e lesive di uno stato di diritto’’. ’’Stupisce che il governatore veneto non abbia mai pensato di scendere in piazza quando il governo gialloverde non faceva niente per la sua Regione, quando - sottolinea la deputata Dem- non veniva dato seguito all’autonomia che i cittadini avevano votato, quando non ci sono stati aiuti né per le aziende in difficoltà né per i lavoratori. Il presidente Zaia è così poco interessato al bene del Veneto e dei suoi abitanti che, a fronte della carenza di medici negli ospedali, ha proposto soluzioni come l’assunzione di pensionati o, ancor peggio, di specializzandi, senza il benché minimo rispetto per i cittadini e per la loro salute’’. ’’Oggi Zaia arriva a pronunciare parole che sarebbero gravi se dette da un cittadino qualunque, ma - conclude Rotta - pronunciate da un Presidente di Regione e uomo che dovrebbe rappresentare le istituzioni democratiche sono inaccettabili’’.





Salvini sfida Berlusconi: “Non abbiamo bisogno di alleanze”

"Voglio dare una risposta a Berlusconi. Noi non abbiamo bisogno di niente e di nessuno". E’ quanto ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, dal palco della festa della Lega a Conselve, in provincia di Padova. "Non siamo usciti da un’alleanza che non ci faceva fare le cose per entrare in un’altra che non ci fa fare le cose". "Noi abbiamo mollato le nostre poltrone per dare parola agli italiani". La Lega, ha detto poi dal palco, "ha avuto il coraggio unico al mondo di andare dal presidente della Repubblica e di mettere sul tavolo i suoi ministeri e chiedere che la parola tornasse ai cittadini italiani", ha continuato. "Prima o poi si voterà e vinceremo”. "Noi non andremo mai col Pd, mai con la sinistra, altri invece per le cadreghe.... Tenetevi le vostre fottutissime poltrone. Noi andiamo avanti a testa alta e vinceremo". Fra M5S e Pd è in corso, attacca Salvini, "una squallida guerra di poltrone. Non hanno un programma e non sono d’accordo su niente". "Questi stanno già litigando su tutto ancor prima di fare il governo. Sono scene incredibili". "Mi dica qualcuno senza ridere che M5S e Pd hanno le stesse idee"."Gli italiani hanno apprezzato la politica di rigore sull’immigrazione clandestina. Se il Pd vuole riaprire i porti non credo che farà un buon servizio all’Italia", anzi, "farà il male dell’Italia. Spero che non smontino il lavoro fatto in un anno. Le forze dell’ordine e gli italiani sono felici. Si muore di meno, si ruba di meno, si stupra di meno. Se qualcuno pensa di fare un dispetto a Salvini cancellando i decreto Sicurezza, fa un dispetto all’Italia". "Sento già parlare da sinistra della parolina ’patrimoniale’, tassa sulla casa e sui conti correnti - conclude -. Ma dovranno passare sui nostri corpi per far passare la patrimoniale".





Accoltellato in carcere l’assassino di Robert Kennedy

 

Sirhan Sirhan, ormai in carcere da 50 anni con l’accusa di aver assassinato Robert Kennedy, è stato accoltellato da un detenuto nella prigione californiana dove sconta la condanna. Trasportato in ospedale, si trova "in condizioni stabili", hanno fatto sapere funzionari dell’istituto penitenziario, che non hanno rivelato la sua identità, riferita da alcuni media americani. Secondo quanto reso noto in un comunicato dal dipartimento penitenziario californiano, un detenuto dell’R.F. Donovan Correctional Facility di Otay Mesa, nell’area di San Diego, è stato aggredito alle 2.21 ora locale. "Gli agenti hanno risposto rapidamente e hanno trovato un detenuto ferito a coltellate. Trasportato in un ospedale esterno" alla prigione "per cure mediche, si trova attualmente in condizioni stabili". Nella stessa nota si riferisce che "il sospetto per l’attacco è stato identificato ed è stato messo in isolamento mentre sono state avviate le indagini".  Il 5 giugno del 1968, durante un evento all’Ambassador Hotel di Los Angeles, Sirhan Sirhan, 75 anni, cittadino giordano di origine palestinese, sparò a Bob Kennedy, candidato alle primarie democratiche per la Casa Bianca. Ferito gravemente, l’ex ministro della Giustizia e fratello del presidente assassinato a Dallas morì 26 ore dopo. Subito arrestato, Sirhan dichiarò di aver agito per il sostegno di Bob Kennedy a Israele. Venne condannato a morte, ma nel 1972, dopo l’abolizione della pena capitale in California, la condanna venne commutata in ergastolo.





Trump conferma il dazi contro la Cina

Si partirà domani Donald Trump conferma l’entrata in vigore dei dazi contro la Cina dall’1 settembre. Si tratta di dazi al 15% su miliardi di dollari di Made in China. "Molte aziende hanno lasciato la Cina e molte altre se ne stanno andando", ha detto Trump. Gli Stati Uniti stanno programmando di imporre nuovi dazi del 15% su prodotti cinesi per un valore di 300 miliardi di dollari. Il primo round parte a settembre, il prossimo a dicembre. La Cina, dal canto suo, nei giorni scorsi aveva annunciato l’intenzione di imporre dazi doganali per un valore aggiuntivo di 75 miliardi di dollari su merci statunitensi importate nel Paese e Trump aveva risposto aumentando i dazi a settembre dal 10 al 15%.





Hong Kong, migliaia in piazza malgrado i divieti a manifestare

 

Malgrado il divieto e la decisione degli organizzatori di sospendere le proteste, Centinaia di persone si sono radunate al Southorn Playground di Wan Chai per un nuovo ciclo di proteste con tanto di corteo, malgrado la polizia di Hong Kong abbia negato l’autorizzazione a manifestare per i timori sulla sicurezza al Civil Human Rights Front, il gruppo delle mobilitazioni di massa. Gli organizzatori dell’evento hanno parlato di raduno religioso che non prevede un via libera. Le autorità dell’ex colonia hanno bloccato il servizio di trasporto pubblico di superficie e della metropolitana intorno alla sede di rappresentanza della Cina.





Governo, riparte tra poco il confronto Conte-Pd-M5S

 

Inizierà tra poco, alle 12, il nuovo vertice sul programma, tra Pd e M5S insieme al Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte. La riunione è slittata per questioni di organizzazione interne alle due forze politiche. Il Pd, infatti aveva convocato questa mattina il suo stato maggiore allargato anche ai Governatori ed ai Sindaci.  La tensione è altissima, anche se ci sono molti segnali di bone intenzioni, almeno all’apparenza. Nelle prossime ore, entro comunque la giornata di lunedì, Conte dovrà sciogliere i nodi che sono legati, oltre che agli equilibri nella squadra di Governo, anche alle questioni programmatiche. Nel M5S è stata poi confermata anche la consultazione su Rousseau mentre tra le priorità dei grillini non c’è la modifica dei decreti sicurezza. Un’altra ragione di scontro con il Pd, insieme al nodo del vicepremier che sta a cuore a Di Maio.

 

 





Conte al Quirinale prima dell’incontro con M5S e Pd. Voci di rinuncia al mandato

 

A sorpresa, non era previsto, il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte, ha deciso di recarsi al Quirinale per nuovi colloqui con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

L’incontro farebbe pensare alla possibilità che Conte, dopo il nuovo incontro con le delegazioni di M5S e Pd, e senza avere garanzie sulla tenuta dell’Esecutivo sui punti programmatici indicati, possa recarsi al Quirinale e rinunciare al mandato conferitogli dal Capo dello Stato, alla luce delle difficoltà tra i due possibili nuovi alleati, di trovare l’accordo su organigramma e programma.





Vulcano Stromboli, la Protezione Civile lancia l’allerta arancione. E’ preallarme

Il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio di allerta per il vulcano Stromboli dal livello giallo ad arancione e l’attivazione della fase operativa di “preallarme”, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale di emergenza per l’isola di Stromboli. Tale decisione, è stata adottata alla luce delle valutazioni emerse durante la riunione odierna con i Centri di Competenza, il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana e acquisito il parere della Commissione Grandi Rischi, riunitasi oggi a Roma.

Tale decisione è basata sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai Centri di Competenza che per lo Stromboli sono l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Osservatorio Etneo, Osservatorio Vesuviano e Sezione di Palermo), l’Università di Firenze ed il CNR-IREA. Sulla base di queste segnalazioni si è deciso, inoltre, di estendere a due miglia marine, l’interdizione di navigazione nel tratto di mare antistante la Sciara del Fuoco.  


L’innalzamento dell’allerta determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e del raccordo informativo tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile.

 

Il Dipartimento della Protezione Civile condivide tali informazioni con la struttura di protezione civile della regione Siciliana che, soprattutto in relazione a scenari di impatto locale, allerta le strutture territoriali di protezione civile e adotta eventuali misure in risposta alle situazioni emergenziali.


Con il passaggio alla fase operativa di Preallarme si attiva il livello locale di protezione civile e viene, inoltre, attivato un presidio di livello nazionale sull’isola, presso il Centro Operativo Avanzato - COA in grado di assumere in tempo reale le decisioni in materia di protezione civile previste dal piano.


Il personale dei Dipartimento nazionale e regionale di protezione civile, oltre a seguire le attività tecnico scientifiche dei Centri di Competenza, garantirà il raccordo con le strutture operative impegnate e garantirà una corretta informazione alla popolazione. A tal fine le autorità locali, regionali e comunali, stanno mettendo a punto canali informativi, anche in forma sperimentale, in grado di raggiungere e informare la popolazione in caso di emergenza.  


Indipendentemente dalle fenomenologie vulcaniche di livello locale, che possono avere frequenti variazioni, persiste una situazione di potenziate disequilibrio del vulcano. Si invita, pertanto, la popolazione presente sull’isola a tenersi informata e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle autorità locali di protezione civile.





Mare Jonio resta al Largo di Lampedusa. Rischio emergenza sanitaria a bordo

 

Mare Jonio, senza acqua per gestire a bordo la parte igienica delle emergenze, chiede ancora una volta aiuto alle autorità italiane, dalle quali dipende per ogni sua . “Siamo sempre più preoccupati per le condizioni psicologiche dei sopravvissuti, i ventotto uomini e le sei donne che sono rimasti a bordo con noi. Hanno già passato l’inferno: quanto possono reggere ancora, bloccati in mezzo al mare?": E’,quanto scrive su fb Mediterranea Saving Humans a proposito della situazione sulla nave Mare Jonio. "In ogni loro racconto, man mano che passano le ore, emergono dettagli che lasciano senza fiato. C’è chi ti fa toccare le cicatrici delle torture: "Senti, senti qui". C’è chi ti racconta che in Libia ha passato due anni da schiavo. Le violenze sessuali. Le botte con il calcio del fucile. Le frustate, la corrente elettrica. Tutto il campionario dell’orrore”. Tutto questo, però, resta ignorato, a largo di Lampedusa e con il mare grosso. Nulla è concesso, senza un intervento e le garanzie Ue ai migranti rimasti a bordo.    





Uso anomalo dei contanti, da lunedì partono nuovi controlli. Soglie che faranno scattare le segnalazioni

Scatteranno da lunedì i primi controlli, con le nuove regole, sull’uso anomalo di contanti da parte della Uif, l’unità di informazione finanziaria incardinata presso la Banca d’Italia. La misura, prevista dalla riforma del 2017 che ne ha fissato l’inizio a settembre, prevede l’invio delle comunicazioni su prelievi e versamenti presso banche, Poste, istituti di pagamento. Si potrà sapere il nome di chi ritira o versa banconote per oltre 10mila euro complessivi in un mese. Non sarà una segnalazione automatica di operazione sospetta ma accenderà un faro da parte delle autorità.





La scuola non è per tutti, un milioni di bimbi tra 1 e 3 anni non avrà un posto negli asili nido

Alla vigilia dell’apertura delle scuole, molte famiglie e tanti bambini avranno la sorpresa di non avere il diritto ad accedere all’interno di un plesso scolastico, anche se si stratta di quello che precede le materne e le elementari. Una scuola che viene definita per tutti ma non è di tutti Sono infatti oltre 1 milione le bambine e i bambini tra zero e tre anni esclusi dagli asili nido.  Un’impossibilità dettata da motivi diversi: per scelta delle famiglie ma, soprattutto, perché ’respinti’, tra una scarsa offerta pubblica, in progressivo definanziamento, e l’esosa richiesta privata. A sottolineare questo dato è una elaborazione della Fp Cgil Nazionale, condotta sui dati Istat relativi all’offerta comunale di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia in parallelo con le rilevazioni della banca dati I.Stat, per denunciare "come sia necessario invertire la rotta sugli investimenti sul personale che opera nel settore, attraverso nuove assunzioni, percorsi di riqualificazione e rinnovo del contratto nazionale".
   




La scuola non è per tutti, un milione di bimbi tra 1 e 3 anni non avrà un posto negli asili nido

Alla vigilia dell’apertura delle scuole, molte famiglie e tanti bambini avranno la sorpresa di non avere il diritto ad accedere all’interno di un plesso scolastico, anche se si stratta di quello che precede le materne e le elementari. Una scuola che viene definita per tutti ma non è di tutti Sono infatti oltre 1 milione le bambine e i bambini tra zero e tre anni esclusi dagli asili nido.  Un’impossibilità dettata da motivi diversi: per scelta delle famiglie ma, soprattutto, perché ’respinti’, tra una scarsa offerta pubblica, in progressivo definanziamento, e l’esosa richiesta privata. A sottolineare questo dato è una elaborazione della Fp Cgil Nazionale, condotta sui dati Istat relativi all’offerta comunale di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia in parallelo con le rilevazioni della banca dati I.Stat, per denunciare "come sia necessario invertire la rotta sugli investimenti sul personale che opera nel settore, attraverso nuove assunzioni, percorsi di riqualificazione e rinnovo del contratto nazionale".
   





Salvini non s’arrende e va di nuovo all’attacco: “Mattarella metta fine al mercato delle poltrone”

Il leader della Lega, Matteo Salvini si rivolto, ancora una volta nel corso di un comizio al Capo dello Stato. "Presidente Mattarella, basta, metta fine a questo vergognoso mercato delle poltrone, convochi le elezioni e restituisca la parola e la dignità agli Italiani".  In queste ore il leder leghista aveva avuto anche uno spunto polemico con il suo alleato Berlusconi, avvertendolo che la Lega “non ha bisogno di alleanze”





Papa Francesco, una preghiera ecologista e un appello a scienziati ed economisti: “Lavorino per proteggere i mari e gli oceani”

“Preghiamo in questo mese perché i politici, gli scienziati e gli economisti lavorino insieme per la protezione dei mari e degli oceani”. E’ l’esortazione che Papa Francesco leva nel video-messaggio per l’intenzione di preghiera del mese di settembre. Il Pontefice ricorda che “la Creazione è un progetto dell’amore di Dio all’umanità”, e che oggi gli oceani, che custodiscono “la maggior parte dell’acqua del pianeta e anche la maggior varietà di esseri viventi”, sono “minacciati da diverse cause”. “La nostra solidarietà con la ‘casa comune’ – insiste – nasce dalla nostra fede”. Il video-messaggio di Papa Francesco per settembre affronta la grave sfida che rappresenta la protezione degli oceani. Il fitoplancton oceanico, infatti, è responsabile della produzione di oltre la metà dell’ossigeno del pianeta. L’edizione di questo mese è stata una co-produzione tra Yann Arthus-Bertrand e il suo team Hope Production, l’agenzia La Machi - Comunicazione per la buone cause e Vatican Media. Questo contributo, inoltre, viene lanciato nell’ambito della celebrazione ecumenica annuale “Il Tempo del Creato”.

Ogni anno, oltre 8 milioni di tonnellate di plastica si riversano negli oceani, causando, tra le altre cose, la morte di circa 100.000 specie. L’inquinamento marino dovuto alla plastica è un problema globale e transfrontaliero, che richiede una responsabilità condivisa e un approccio comune. Nei suoi “Obiettivi di sviluppo sostenibile”, le Nazioni Unite si sono poste diversi obiettivi per contrastare questa situazione, consapevole che gli oceani forniscono risorse naturali fondamentali come cibo, medicine, biocarburanti e altri prodotti; contribuiscono alla decomposizione molecolare e all’eliminazione dei rifiuti e dell’inquinamento; e i suoi ecosistemi costieri agiscono da ammortizzatori per ridurre i danni causati dalle tempeste.





Rissa in strada poi l’aggressione agli agenti, 39enne arrestato a Tor Carbone

“Persona in escandescenza che infastidisce i passanti”. Era questa la segnalazione giunta agli equipaggi della Polizia di Stato. Quando sul posto sono arrivati gli agenti del Reparto Volanti, del Commissariato Tor Carbone e del Commissariato San Paolo, il soggetto segnalato, nel frattempo si era allontanato. Rintracciato all’interno di un ristorante in via Fonte Buono, intento a bere una birra, è stato identificato per T.D., romano di 39 anni, noto peri suoi precedenti di Polizia. Da subito ha assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti dei poliziotti ma, riportato alla calma, ha fatto rientro nella propria abitazione ubicata nelle vicinanze.

Non è trascorsa nemmeno un’ora e, intorno alle 23.30, gli stessi agenti hanno ricevuto una nota via radio riguardante una lite proprio nella zona del primo intervento, dove uno dei contendenti aveva telefonato alle Forze dell’Ordine chiedendo aiuto. In strada, a torso nudo i poliziotti hanno ritrovato proprio il T.D. che, appena li ha visti arrivare, ha iniziato a minacciarli. Con l’ausilio della volante del Commissariato Esposizione, sono riusciti però a bloccarlo. Nel frattempo è scesa in strada la vittima che aveva telefonato alla Polizia per chiedere aiuto. Ancora sporco di sangue, ha raccontato della lite avuta con il fermato che, dopo averlo seguito, aveva forzato la porta della sua abitazione e una volta dentro lo aveva colpito in testa con una bottiglia di vetro. All’atto di salire  sull’auto di servizio il T.D. ha iniziato a dare in escandescenza, minacciando i poliziotti e colpendoli con calci e pugni. Con non poca difficoltà è stato bloccato e fatto salire in auto mentre questo ha continuato a colpire con calci anche il veicolo di servizio. Accompagnato negli uffici del Commissariato Tor Carbone  è stato arrestato per resistenza, minacce e lesioni a Pubblico Ufficiale nonché per danneggiamento aggravato ai Beni dello Stato. Il ferito invece è stato soccorso e accompagnato in ospedale per le cure del caso.





A "Tiberis" il Beach Volley Tour del Lazio

 

Tiberis, la spiaggia sul Tevere realizzata all’altezza di Ponte Marconi, ospita la tappa finale del Beach Volley Tour Lazio. Per la prima volta nella storia il circuito regionale promosso da Fipav Lazio e Istituto per il Credito Sportivo ha fatto tappa questo sabato sulle sponde di un fiume, presso la “Spiaggia fluviale Tiberis”, lungotevere Dante 1, Ponte Marconi.   

 

La manifestazione è l’evento speciale conclusivo del tour che dal mese di giugno ha coinvolto le spiagge di Latina, Formia, Terracina, Sperlonga e Ostia, con una presenza sempre più numerosa di atleti e spettatori che hanno portato l’edizione di quest’anno ad essere la più partecipata di sempre.  La kermesse sul Tevere, patrocinata anche da Roma Capitale, è l’ultimo appuntamento prima dell’atto conclusivo del Beach Volley World Tour 2019, che dal 4 all’8 settembre vedrà confrontarsi gli atleti più forti del mondo al Foro Italico. Tiberis conferma così il suo carattere di spazio pubblico e gratuito, realizzato per restituire il Tevere a tutti i cittadini, dedicato a relax e sport, pronto ad ospitare manifestazioni ed eventi di primissimo livello. L’area attrezzata sul fiume è stata progettata dall’Ufficio speciale Tevere, realizzata dal Servizio Giardini del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, con la determinante collaborazione dell’associazione di cittadini-volontari Agenda Tevere Onlus. “La divertente competizione sportiva che si è creata tutti i pomeriggi a Tiberis, con le partite tra i diversi gruppi di giovani e meno giovani che frequentano il parco fluviale, si arricchisce dei professionisti”, dichiara il delegato della sindaca Virginia Raggi alla riqualificazione del Tevere, Silvano Simoni. “Anche questa avvincente manifestazione sportiva è il risultato di una corretta pianificazione e pragmatica azione dell’Ufficio Speciale Tevere di Roma Capitale, in piena sinergia con il volontariato impegnato per la riqualificazione del Tevere. Si è trasformata una discarica abusiva in un giardino con vista mozzafiato sul fiume, dove si possono addirittura ammirare e riscoprire i locali magnifici aironi cenerini. E questo è solo l’inizio”.

 





Riapre con una nuova illuminazione la Galleria Giovanni XXIII

Nuova illuminazione per la Galleria Giovanni XXIII, un intervento atteso che la società Areti, del gruppo Acea, ha completato con un giorno di anticipo rispetto ai tempi previsti. I lavori, effettuati sotto la supervisione del Dipartimento Simu, hanno consentito l’ammodernamento dell’impianto di luce della canna sud della Galleria. 

Il tratto interessato è stato tra via della Pineta Sacchetti e via del Foro Italico, per circa 3 km, con una parte di galleria naturale e una artificiale, per un totale di 48 tonnellate di materiale rimosso. La tecnologia utilizzata è di tipo Led, già applicata sull’illuminazione della canna nord nel corso del 2018, più omogenea e moderna, in grado di migliorare la sicurezza stradale e ridurre l’impatto sui consumi energetici. Un lavoro che ha rispettato le tempistiche iniziali e terminato prima del derby capitolino Lazio-Roma delle 18, in modo che i tifosi possano affluire regolarmente allo stadio e utilizzare la viabilità ordinaria che nel mese scorso aveva subito delle variazioni. 

“Grazie ad una perfetta sintonia con Acea – sottolinea la sindaca di Roma Virginia Raggi -, siamo riusciti ad ottenere un lavoro di qualità che restituisce alla Galleria una luce nuova”. 

“Un intervento necessario per completare il lavoro già eseguito sulla canna nord della Galleria nel corso del 2018 – ha precisato l’assessora alle Infrastrutture Margherita Gatta – ma soprattutto per l’impatto molto positivo sull’intero quadrante e per coloro che percorreranno i due tunnel alla luce di una adeguata illuminazione, che peraltro sará anche fonte di risparmio energetico, valore aggiunto oggi non di poco conto”.

 





Omicidio-suicidio a Roma, ma la vittima è solo una donna. L’uomo è scomparso

Una donna di nazionalità italiana di 59 anni è stata trovata morta in casa in zona Acilia, nel quadrante sud di Roma. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato scoperto nel suo appartamento che era invaso letteralmente dal gas, dai carabinieri di Ostia.  I militari, secondo i primi riscontri, ipotizzerebbero la pista di un tentato omicidio-suicidio. Per chiarire il delitto si sta cercando il compagno della donna, scomparso da alcuni giorni, visto lo stato in cui è stata trovata la vittima. Tra le ipotesi investigative anche quella secondo la quale, non riuscito il suicidio di entrambi, il compagno della donna possa averla uccisa e poi a sua volta aver tentato il suicidio. Sono in corso le ricerche dell’uomo, un 65enne, anche con l’ausilio di un elicottero e dei cani molecolari. A quanto ricostruito, i due convivevano da 25 anni e andavano d’accordo. Non è escluso che alla base del gesto possano esserci motivi economici. Sequestrata l’auto trovata sugli argini del fiume Tevere a Ostia, con il tubo di scarico collegato all’abitacolo. Sarà l’autopsia a stabilire con certezza le cause del decesso della donna.

 





Governo M5S-Pd, avanti piano sul programma, non c’è rottura. Dal Nazareno, però, chiedono un chiarimento politico a Di Maio

Si è conclusa la riunione a Palazzo Chigi tra le delegazioni del Pd e del M5S con il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, all’uscita dalla sede istituzionale del Governo, nessun segnale di rottura tra le parti, anzi indicazioni positive, ovvero piccoli passi in avanti sui punti messi in agenda da Pd e M5S.  Il nodo è solo legato alla questione dell’assetto istituzionale, quello che banalmente viene definito delle poltrone. Il Pd continua a tenere botta e non vorrebbe l’assegnazione a Di Maio, ancora una volta della poltronissima di Vicepremier, che gli permetterebbe di vigilare direttamente sull’azione del Presidente del Consiglio. Serve un chiarimento politico fanno sapere dal Nazareno. Il problema, dunque, non sarebbe sui programmi, ma sulla leadership del Governo.  Va detto però che nel Movimento sarebbero sempre più consistenti le resistenze su questa posizione. In giornata era stata anche ipotizzata la possibilità della redazione di un documento di parlamentari e senatori che sconfessasse la sua posizione espressa alla fine dell’ultimo suo colloquio con Conte. Anche domani si lavorerà, mentre alla sede del Nazareno il vertice del Pd ha voluto condividere con Sindaci, Governatori e segretari regionali del partito, questa importante fase politica.  Il Pd, in buona sostanza, vorrebbe evitare doppioni che affianchino Conte come Vicepremier, ma un più semplice Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che avrebbe il compito di gestire l’agenda di Governo. L’ultima parola ora è nelle corse vocali e nella testa di Di Maio, l’unico, come capo politico del M5S a poter dare risposte certe ai Democratici.