Ripartiti i tavoli su programma e lista dei ministri. Attesa per la salita al Quirinale di Conte

E’ ripartita alle nove del mattino a Palazzo Chigi la trattativa che vede sul tavolo di Palazzo Chigi, sia le ultime questioni che riguardano il programma che, soprattutto, la questione legata all’assetto di Governo, ovvero la lista dei ministri e dei Sottosegretari più strategici. Alla riunione partecipano i capigruppo alla Camera ed al Senato di M5S, Partito democratico e Leu. Il Pd è rappresentato al tavolo da Graziano Delrio e Dario Stefano; il M5S da Francesco D’Uva e Francesco Patuanelli; per Leu ci sono Loredana De Petris e Federico Fornaro.





Pomezia, incitato dalla compagna picchia il padre per denaro. Coppia di italiani in manette

Tentata estorsione, lesioni e danneggiamento. Per queste accuse i carabinieri della stazione di Pomezia hanno arrestato una coppia di italiani conviventi, di 52 anni lui e 41 anni lei, già conosciuti alle forze dell’ordine, e residenti ad Ardea. 

La coppia, nella serata di ieri – si spiega in una nota – è andata a trovare l’anziano padre di lui, un 85enne che vive a Pomezia insieme alla badante. Lo scopo non era una visita di piacere dopo le vacanze estive, ma per prendere dei soldi. Quando l’anziano si è rifiutato, il figlio, incitato dalla compagna, ha iniziato a picchiare il genitore con dei colpi alla testa e, quando si è accorto che la badante stava chiamando il 112 se la è data a gambe insieme alla fidanzata. 

Il soggetto – si aggiunge – uscito nel viale che si trova di fronte all’abitazione del padre però, notando parcheggiata l’autovettura dell’anziano, ha iniziato a colpirla con una chiave inglese che aveva nella sua auto, rompendone tutti i vetri. I carabinieri, intervenuti sul posto e compreso quanto era accaduto, hanno rintracciato la coppia all’interno di un distributore di carburanti, dove si era rifugiata. 

Una volta in caserma, i militari hanno verificato che alla 41enne era già stata applicata, sempre per fatti analoghi, la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’85enne. L’anziano è stato portato al Pronto Soccorso della Clinica Sant’Anna di Pomezia, dove è stato ricoverato in osservazione per un sospetto trauma cranico. Gli arrestati sono stati portati in carcere, l’uomo in quello di Velletri e la donna a Roma Rebibbia Femminile.




Raggi: “Da fine settembre il Bookcrossing raggiunge molti quartieri di Roma”

 “Da fine settembre il Bookcrossing raggiunge molti quartieri e territori della nostra città. Al progetto già attivo nel Municipio VIII, si aggiungeranno iniziative in altri nove Municipi per coinvolgere sempre più lettori dal centro alle periferie”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi. 

“‘Se ami i tuoi libri, lasciali andare!’ Questo divertente slogan spiega bene che cos’è il Bookcrossing, ovvero la pratica di “liberare” i propri libri in luoghi pubblici insoliti affinché altri lettori li raccolgano e li amino come li abbiamo amati noi. È un fenomeno globale, libero e gratuito, nato diversi anni fa e che continua ad estendersi sempre più. Oggi nel mondo ci sono oltre 13 milioni di libri “liberati” e quasi 2 milioni di lettori “liberatori”, diffusi in 132 paesi”, aggiunge la sindaca.

 





Caldo (M5S): "Dopo anni di abbandono torna ai cittadini Parco Labia"

Riapre Parco Labia, dopo anni di incuria e di abbandono. Quest’area verde di 7000 mq, torna ad essere a disposizione dei cittadini, tutti i giorni dalle 9 alle 24. Fitto il calendario degli eventi in programma ben oltre il mese di settembre e l’estate romana tra concerti, attività per bambini e anziani, esposizioni, cinema all’aperto, food & beverage e dj-set. “Con questa iniziativa si procede verso una bella normalità, con il Parco finalmente fruibile e riconsegnato alle persone. Per molto tempo questa è stata un’area in grave stato di abbandono, incolta, vandalizzata, distrutta da ben 2 incendi. Di fatto, inagibile. Dopo anni di degrado ora, grazie anche all’impegno dell’ente gestore, restituiamo finalmente ai cittadini di Fidene, di Serpentara e di tutto il Municipio uno spazio attrezzato per essere vissuto in tanti modi e con tante attività. Noi continuiamo a credere che Roma può essere governata e che la vita quotidiana dei cittadini può migliorare” commenta Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio che sarà presente questa sera, alle 19:30, all’inaugurazione. Il primo progetto ad essere ospitato in questo spazio sarà VIC – Verde Incontra Cultura – un festival multidiscliplinare, parte del programma dell’estate Romana, promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE. Per tutto il mese di settembre si avvicenderanno una serie di eventi gratuiti che permetteranno tutti i cittadini di riappropriarsi pienamente di questo contesto.





Le eccellenze bio del Lazio al Salone Internazionale di Bologna

 

La Regione Lazio, in collaborazione con Arsial, sarà al 31° Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, Sana, in programma dal 6 al 9 settembre a Bologna. “Un’importante occasione di promozione e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari laziali per i nostri produttori bio, che avranno modo, a Bologna, di incontrare gli operatori del settore e conoscere i trend principali del mercato. Il nostro lavoro è volto ad avere una filiera del biologico sempre più attenta e consapevole, non solo dal punto di vista dei produttori ma anche dei consumatori finali” ha spiegato l’assessore Agricoltura, Promozione della filiera e della cultura del cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio, Enrica Onorati. In un open space di 80 mq dunque, i visitatori potranno conoscere e degustare i prodotti laziali dal Bio San Biagio, alla Compagnia Alimentare Italiana, e ancora La Spiga Food, Lazzari, Mela Mille, Oleum Sabinae, Sant’Eufemia.





Raggi: "Roma Capitale del beach volley fino all’8 settembre"

 “Roma capitale del Beach Volley. In attesa dei Mondiali che ospiteremo nel 2021, da oggi a domenica al Foro Italico si svolgerà l’atto conclusivo del #BeachWorldTour 2019. Sono 32 le formazioni che si sfideranno per ciascun tabellone, maschile e femminile, alla ricerca di punti importanti in vista della qualificazione ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. I migliori protagonisti del beach volley mondiale vi aspettano fino all’8 settembre con questo importante evento internazionale! #RomeBeachFinals”. Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb.





Sanità privata, oltre 25mila lavoratori del Lazio sono senza contratto

Gli oltre 25 mila lavoratori e lavoratrici della sanità privata accreditata del Lazio aspettano da 12 anni, come i colleghi di tutta Italia, il rinnovo del contratto nazionale. Lavoratori che da 12 anni, senza aumenti salariali e avanzamento di diritti, mandano avanti ogni giorno un terzo dei servizi alla salute del Lazio, in pochi, con eccesso di straordinari e turni massacranti. Sono infermieri, Oss, terapisti, amministrativi, tante professionalità su cui ricadono interamente gli oneri, come la formazione o gli obblighi assicurativi, ma che non hanno le stesse tutele e gli stessi diritti dei lavoratori pubblici, il cui contratto – anch’esso ormai scaduto  – almeno nel precedente triennio era stato rinnovato. Le trattative con le parti datoriali si sono interrotte per l’ennesima volta di fronte all’indisponibilità di ARIS e AIOP, le due associazioni che rappresentano la gran parte dell’imprenditoria privata in sanità, a versare le risorse necessarie per il rinnovo. Oltre un anno di mobilitazione, scioperi e manifestazioni locali e nazionali, nonostante le quali i confronti sono ripresi a singhiozzo, fino alla rottura dello scorso luglio, quando tutto si è fermato all’esito negativo delle procedure di raffreddamento.

“Andremo avanti fino allo sciopero nazionale, previsto per il 20 settembre – dichiarano i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Roma e Lazio Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – e venerdì 6 settembre saremo sotto al Ministero della Salute con le lavoratrici e i lavoratori del Lazio. Una regione dove siamo in prima linea da tempo, e nella quale abbiamo già scioperato alla fine dello scorso anno, continuando a chiedere al Presidente Zingaretti di farsi parte attiva nello sblocco delle trattative nazionali, oltre a intervenire per modificare, a livello regionale, le modalità di accreditamento, a favore di una maggiore trasparenza e controllo dei bilanci e delle dotazioni organiche che, così come previsto dalla legge regionale di stabilità per L’ anno 2019, devono prevedere che il personale sia alle dirette dipendenze delle strutture sanitarie evitando esternalizzazioni o contratti a partita iva. Sono risorse pubbliche, il privato svolge un servizio pubblico e fa profitti, spesso milionari, con esso: è impensabile che si neghi la dignità e il rispetto di chi materialmente consente l’erogazione dei servizi. È una logica che complessivamente non si è più disposti ad accettare, come in tanti altri settori pubblici e privati: è dal contratto che ripartono dignità e diritti del lavoro. È solo dando valore al lavoro che si possono offrire servizi adeguati ai cittadini. Vogliamo arrivare a ridurre – fino ad azzerare – le differenze tra chi svolge gli stessi compiti e mansioni, con pari livello di professionalità ed esperienza, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del datore di lavoro. Il fatto che ARIS e AIOP restino sorde alle legittime richieste dei lavoratori e delle lavoratrici, negando loro il più basilare dei diritti, è una vergogna che non siamo più disposti a tollerare”.

In piazza (dalle 10, Lungotevere Ripa, 1), nei giorni in cui si definirà un nuovo Governo, saranno presenti anche i segretari nazionali delle categorie del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi.

“Dal precedente Governo e dal lavoro fatto in Conferenza Stato Regioni abbiamo registrato disponibilità all’ascolto ma è arrivata solo l’assunzione di impegni. Ora è fondamentale che si intervenga con tutti gli strumenti possibili per sbloccare e invertire quel rapporto di forza che le imprese continuano a esercitare, così come è importante proseguire, nel Lazio, nella diversa regolamentazione degli accreditamenti, dopo che con la precedente legge di bilancio regionale si è stabilito, come requisito minimo, l’applicazione del CCNL di riferimento, come argine al precariato e alle più diverse forme di collaborazione, che hanno reso ancor più eterogeneo e frastagliato il quadro del lavoro nel settore. Si tratta di servizi pubblici, e come tali devono essere garantiti e resi universali. Sono le istituzioni pubbliche le prime a dover riconoscere il ruolo centrale dei lavoratori e il loro diritto a un adeguamento normativo ed economico, a tutele certe e omogenee, che solo attraverso il contratto possono essere riconosciute. La nuova fase della mobilitazione è solo all’inizio. Indipendentemente dal colore del nuovo Governo, il contratto è una questione di dignità: andremo avanti fino a che non lo otterremo”.





Melchionno (Cna): “Ottima notizia l’introduzione nel programma di Governo del punto su Roma Capitale”

“Abbiamo accolto con soddisfazione l’introduzione del 26° punto nelle linee di indirizzo programmatico pubblicate dal Movimento 5 Stelle in cui si ribadisce finalmente la necessità dell’intervento del Governo per rendere la Capitale d’Italia più attrattiva e vivibile per cittadini e turisti. Come abbiamo esplicitamente sottolineato più volte, in ultima battuta anche lo scorso 31 agosto alla luce del dibattito che ha animato la scena politica italiana dopo la crisi di governo, è impensabile che un tema di tale importanza sia stato così a lungo omesso dall’agenda politica del nostro Paese e che non abbia comportato una presa di posizione decisa da parte di più voci istituzionali e di rappresentanza. Crediamo sia giunto davvero il momento di restituire a Roma il suo ruolo decisivo e centrale. Questo può avvenire puntando anche su una visione di sviluppo economico che guardi alle imprese e alla semplificazione amministrativa ed auspichiamo che questo diventi una delle priorità del nuovo Governo nell’interesse del Paese”, così il Presidente della Cna di Roma, Michelangelo Melchionno.





Campo nomadi de La Barbuta, partito lo sgombero

 

Oltre 100 nomadi del campo della Barbuta, periferia Sud della Capitale, si sono già visti assegnare la casa popolare dal Campidoglio. Altri 150 hanno fatto richiesta e attendono una risposta dall’amministrazione. È partita in queste settimane l’accelerazione della giunta Raggi per smantellare una delle più grandi baraccopoli della Capitale, 656 abitanti come risulta dall’ultimo censimento, il 15% circa della popolazione nomade di Roma. L’obiettivo è la chiusura del villaggio tra dicembre e gennaio. I primi dati aggregati diffusi dal Viminale sono quelli riferiti a Roma, Milano e Napoli: a Roma sono 6 i villaggi autorizzati, per un totale di 2.606 presenze di cui 1266 minori; 10 i villaggi tollerati, per un totale di 924 presenze di cui 339 minori; 338 gli insediamenti spontanei non autorizzati con una presenza stimata di circa 2000 persone.
A Milano sono 8 i villaggi autorizzati, per un totale di circa 710 persone di cui 238 minori; 12 i villaggi non autorizzati, per un totale di circa 582 persone di cui 114 minori e poi quelli che il Viminale definisce insediamenti occasionali, con un numero variabile di presenze.
Infine, a Napoli: 6 i villaggi autorizzati, per un totale di circa 925 persone di cui 377 minori; 9 i villaggi non autorizzati, per un totale di 864 persone di cui 361 minori.





Roma Capitale, c’è un nuovo Assessore al Verde, Benessere degli animali, Cittadinanza attiva e decoro urbano

La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha nominato Laura Fiorini Assessora alle Politiche del verde, Benessere degli animali e Rapporti con la cittadinanza attiva nell’ambito del decoro urbano. Fiorini si occuperà di pianificazione e di indirizzo, nonché del controllo e monitoraggio, di tutte le attività per la cura e la valorizzazione del patrimonio verde della Capitale, con i suoi 44 milioni di metri quadrati e le sue 330mila alberature. L’annuncio atteso da ieri è stato confermato dal Campidoglio. 

“La sua lunga e significativa esperienza nella Pubblica Amministrazione sarà fondamentale per ricostruire un settore devastato da un decennio di progressivo svuotamento delle risorse umane ed economiche destinate alla cura del verde pubblico, dalla mancanza di programmazione e dalla vicinanza ad ambienti criminali certificata dalle indagini su Mafia Capitale. L’obiettivo è quello di procedere prima di tutto alla riorganizzazione del Servizio Giardini, valorizzando gli uomini e implementando i mezzi, e allo sviluppo di virtuose sinergie con la cittadinanza attiva”, dichiara Raggi. 

In particolar modo, Fiorini si occuperà della cura del patrimonio verde di Roma Capitale, dei servizi funebri e cimiteriali in relazione al Contratto di servizio con Ama, della definizione e verifica degli indirizzi gestionali della Fondazione Bioparco, della tutela e benessere degli animali, dell’informazione ed educazione ambientale, dell’osservatorio Ambiente e Salute e del Verde, della cura dei rapporti con la cittadinanza attiva per il decoro urbano e, infine, degli indirizzi in merito alle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza ovvero alle Asp nei limiti delle competenze assegnate dalla legge regionale.





Soccorsi sulle Tre Cime, ora non vogliono pagare il conto delle operazioni di recupero

E’ ormai un braccio di ferro il caso del maxi-conto (tra 8-10mila euro) che si vedranno presentare dall’Usl bellunese i due alpinisti spagnoli salvati sulle Tre Cime, dopo aver rifiutato due volte i soccorsi. "Noi non abbiamo chiamato nessuno, non paghiamo" ha spiegato il 45enne capocordata di Barcellona. L’uomo e la sua compagna si trovano ancora sulle Dolomiti, dove per qualche giorno proseguiranno la loro vacanza.  "Non siamo assicurati - aggiunge -, ma nessuno ha richiesto l’intervento, quindi il caso è chiuso. Quello che ho letto in queste ore non è accurato: non abbiamo chiamato i soccorsi. Non c’era nessuna emergenza. Eravamo fermi per il maltempo, avevamo creato un bivacco e stavamo scendendo, con i nostri tempi, senza panico. E purtroppo non c’era copertura telefonica per avvertire mia madre". "Ma non siamo degli sprovveduti, come ci hanno dipinto - conclude lo spagnolo -, ma alpinisti esperti".





La ‘Moda Samara’configura diversi reati, l’avvertimento del Codacons

Una “moda idiota che non appare né divertente, né sensata, e che rischia di creare pericoli per la pubblica incolumità, oltre a richiedere spesso l’intervento delle forze dell’ordine”. Così il Codacons boccia senza appello il ‘Samara challenge’, l’iniziativa che si sta diffondendo in tutte le città italiane con soggetti che girano in strada travestiti come la protagonista del film horror “The Ring”, spaventando i passanti e “creando problemi alla viabilità”. 

“Questa nuova moda, oltre ad apparire decisamente stupida, configura dei veri e propri reati – spiega il presidente Carlo Rienzi – Si va dal procurato allarme – considerato che spesso queste apparizioni obbligano le forze dell’ordine ad intervenire su richiesta dei cittadini spaventati – alla molestia e alla violenza privata, passando per il blocco stradale laddove si creino problemi di traffico a seguito degli avvistamenti”. 

Per tale motivo il Codacons invita le forze dell’ordine di tutta Italia a identificare chi gira per le città travestito da Samara e denunciare i responsabili in Procura, affinché siano perseguiti penalmente per i danni e i pericoli anche potenziali prodotti alla collettività.

 

Una “moda idiota che non appare né divertente, né sensata, e che rischia di creare pericoli per la pubblica incolumità, oltre a richiedere spesso l’intervento delle forze dell’ordine”. Così il Codacons boccia senza appello il ‘Samara challenge’, l’iniziativa che si sta diffondendo in tutte le città italiane con soggetti che girano in strada travestiti come la protagonista del film horror “The Ring”, spaventando i passanti e “creando problemi alla viabilità”. 

“Questa nuova moda, oltre ad apparire decisamente stupida, configura dei veri e propri reati – spiega il presidente Carlo Rienzi – Si va dal procurato allarme – considerato che spesso queste apparizioni obbligano le forze dell’ordine ad intervenire su richiesta dei cittadini spaventati – alla molestia e alla violenza privata, passando per il blocco stradale laddove si creino problemi di traffico a seguito degli avvistamenti”. 

Per tale motivo il Codacons invita le forze dell’ordine di tutta Italia a identificare chi gira per le città travestito da Samara e denunciare i responsabili in Procura, affinché siano perseguiti penalmente per i danni e i pericoli anche potenziali prodotti alla collettività.

 




Frode da quattro milioni di euro scoperta dalla Gdf grazie alla fatturazione elettronica

Una frode da quattro milioni di euro è stata scoperta dai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli, che si è servita, una novità per questo tipo di indagini, di tutte le opportunità di controllo fiscale ’in diretta’ fornite dall’introduzione della fattura elettronica.

L’operazione ’Maschera di ferro’ ha visto i militari impegnati in numerose perquisizioni in aziende campane del settore siderurgico, ed è il frutto di una sinergia tra gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, della Guardia di Finanza di Napoli e della Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate finalizzata al contrasto all’evasione fiscale attraverso la cosiddetta "frode carosello".  La maggiore rapidità di controllo dei dati ottenuta grazie alle fatture elettroniche - spiega uno degli investigatori - "ci ha permesso di riconoscere ed intercettare immediatamente gli attori del raggiro". Gli investigatori sono anche riusciti stavolta a mettere meglio in risalto il ruolo dei clienti, non sempre inconsapevoli vittime.





Brexit, per Boris Johnson non c’è altra strada che andare al voto

 I “ribelli” Tory e i parlamentari dell’opposizione hanno sconfitto, di fatto, il governo nella prima ‘tappa’ del loro tentativo di approvare una legge che impedisca una Brexit senza accordo, ovvero con possibile ricadute catastrofiche sulle economie continentali e del Regno Unito . La Camera dei Comuni ha votato, con 328 voti favorevoli e 301 contrari, di assumere il controllo dell’agenda e questo le consentirà di andare avanti con una legge per posticipare la data di uscita del Regno Unito. Per tutta risposta, Boris Johnson ha annunciato che presenterà una mozione per indire elezioni generali anticipate.

Prima di andare alle urne, però, dovrebbe essere approvata la legge per bloccare il no deal: lo ha indicato il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn. Complessivamente, 21 parlamentari Tory – tra i quali ex ministri di governo – si sono uniti ai partiti dell’opposizione e hanno inflitto una dura sconfitta all’esecutivo.

Dopo il voto, Downing Street ha annunciato che i ribelli Tory saranno estromessi dal partito. Il governo sperava che la minaccia di espulsione – e l’elezione – avrebbe riportato nei ranghi i ribelli. Il primo ministro ha detto che la legge dei parlamentari porterebbe di fatto “a cedere il controllo” all’Ue dei negoziati sulla Brexit, oltre a portare maggiore “incertezza, ritardo e confusione”. Ai deputati ha spiegato di non avere altra scelta che andare avanti con le iniziative per indire le elezioni a ottobre, per poi aggiungere: “Il popolo di questo Paese dovrà scegliere”.

Il risultato della mozione comporta che i deputati potranno domani assumere il controllo dell’agenda della Camera dei Comuni. Questo darà loro la possibilità di introdurre una legge trasversale che costringerà il premier a chiedere il rinvio della Brexit fino al 31 gennaio, a meno che il parlamento non approvi un nuovo accordo – o voti a favore del no-deal – entro il 19 ottobre.





Honk Kong, sarà ritirata la legge sull’estradizione in Cina

La governatrice di Hong Kong Carrie Lam annuncerà nel pomeriggio il ritiro formale della contestata legge sulle estradizioni in Cina, all’origine delle proteste che da quasi tre mesi stanno scuotendo l’ex colonia britannica. A Darne notizia il ben informato South China Morning Post (Scmp) che, citando fonti vicine al dossier, sottolinea come il governo locale intenda andare incontro ad almeno una delle 5 richieste avanzate dagli attivisti pro-democrazia.





Giansanti (Confagricoltura): “Sollecitiamo strumenti per fronteggiare gli effetti scatenati dalla Brexit”

“Nonostante i lavori di preparazione svolti dalla Commissione Ue e dalla nostra presidenza del Consiglio, l’uscita senza regole del Regno Unito dall’Unione avrà un pesante e inevitabile impatto sugli scambi commerciali. Per questo, sollecitiamo la messa a punto di strumenti straordinari di sostegno finanziario per i prodotti agroalimentari più sensibili e deperibili, a partire dall’ortofrutta”. E’ la richiesta avanzata dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, mentre aumentano le probabilità di una “hard Brexit” alla fine del prossimo mese di ottobre.
 
“Occorre riproporre i meccanismi di sostegno già attivati, a seguito del blocco delle esportazioni di settore sul mercato della Federazione Russa - sottolinea Giansanti - tenendo anche conto delle criticità in atto a livello internazionale con le crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina”.
 
A poche settimane dalla data fissata per il recesso del Regno Unito, Confagricoltura ha così rilanciato la richiesta già avanzata nei mesi scorsi alla Commissione europea, nell’ambito della “task force” per la Brexit istituita in seno al Copa-Cogeca, l’organizzazione a cui aderiscono le associazioni degli agricoltori e delle cooperative degli Stati membri.
 
Confagricoltura ricorda che il Regno Unito è il sesto mercato al mondo per l’importazione di prodotti agroalimentari, per un valore di oltre 56 miliardi di euro l’anno. Le vendite del “Made in Italy” di settore ammontano a 3,4 miliardi, con un aumento di oltre il 40% dal 2001 al 2017. Quello britannico è il nostro quarto mercato di sbocco a livello globale, dopo Germania, Francia e Stati Uniti.
 
“L’uscita senza regole del Regno Unito – conclude Giansanti – provocherà anche una riduzione della capacità di spesa del bilancio Ue di almeno 10 miliardi di euro nel 2020. E’ evidente che il conto da saldare non potrà essere presentato agli agricoltori europei. Vanno salvaguardati tutti gli impegni di spesa per il nostro settore, iscritti nel progetto di bilancio già licenziato dalla Commissione Ue”.





Barbagallo (Uil): “Chiederemo un confronto anche al nuovo Governo. Non faremo sconti a nessuno”

Il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, è intervenuto alla Festa nazionale dell’Unità, a Ravenna, al dibattito sul tema “Un’esistenza libera e dignitosa: non solo salario minimo, ma retribuzione giusta”. Nel corso del confronto, è giunta la notizia del ‘via libera’ al nuovo Governo anche dalla piattaforma Rousseau.

 “Per noi - ha commentato Barbagallo - il punto fermo resta la piattaforma unitaria in tutti i suoi punti: su quella ci vogliamo confrontare anche con il nuovo Governo e non faremo sconti a nessuno. Rispettosi, come sempre, dei ruoli istituzionali - ha precisato il leader della Uil - ci auguriamo che il nuovo Governo sia rispettoso delle parti sociali”.

 Sul tema specifico del dibattito, Barbagallo ha ribadito la posizione della sua Organizzazione: “Nel nostro Paese il salario minimo non serve perché abbiamo la contrattazione: basterebbe estendere i contratti a tutti i lavoratori. Piuttosto - ha concluso - si devono ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati”.





Energia e petrolio, ripartito il confronto sindacale sul contratto

Ripartono le trattative per il rinnovo del contratto energia e petrolio. L’assemblea unitaria di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, ha infatti dato mandato oggi a Roma alle segreterie nazionali di riprendere il confronto, confermando il giorno 18 settembre come prossima data in cui affrontare il negoziato contrattuale in forma plenaria.

I sindacati, si legge in una nota, hanno “apprezzato” l’apertura da parte di Confindustria energia, confermata da una comunicazione ricevuta ieri. Considerato, però, “l’atteggiamento contraddittorio” avuto in questi mesi di trattativa, i sindacati hanno deciso di mantenere comunque lo stato di agitazione fino al prossimo incontro.

Filctem, Femca, Uiltec considerano infatti questa disponibilità al confronto di Confindustria energia come “diretta conseguenza delle iniziative di sciopero dei mesi scorsi” e ringraziano tutti i lavoratori “che si sono impegnati per la riuscita dello stesso e hanno così permesso la ripresa della trattativa”.





Per i lavoratori di Arcelor Mittal altre 13 settimane di cassa integrazione

Tredici settimane di cassa integrazione ordinaria per un massimo giornaliero di 1.395 dipendenti del siderurgico ArcelorMittal di Taranto, a partire dal 30 settembre. Il colosso franco-indiano che ha rilevato l’ex Ilva lo mette nero su bianco in una comunicazione recapitata ai sindacati. L’azienda ammette che “il mercato di riferimento della produzione dello stabilimento di Taranto non ha ancora beneficiato degli auspicabili effetti delle azioni poste in essere dalla Commissione europea a sostegno dei produttori continentali”.

La situazione per il siderurgico si fa sempre più complessa anche perché ancora non c’è il famoso decreto imprese che contiene, tra le altre, alcune misure “salva-Ilva” legate all’immunità penale per l’azienda in relazione al piano ambientale. Incombe infatti il 6 settembre, data in cui verranno meno quelle tutele legali salvo, appunto, l’approvazione di una nuova norma. Altre questioni alimentano il clima di incertezza, come il programmato spegnimento dell’Altoforno 2 disposto dalla magistratura per inottemperanza alle prescrizioni della Procura del giugno 2015, dopo l’incidente costato la vita all’operaio Alessandro Morricella.

Riguardo alla questione sicurezza in fabbrica, “si invitano i lavoratori a cui non sono stati forniti dall’azienda tutti i dispositivi di protezione individuale idonei allo svolgimento delle proprie mansioni ad astenersi dallo svolgere le attività lavorative”. Lo sottolinea in una nota la Rsu della Fiom Cgil, che rileva “la periodica assenza di Dispositivi di protezione individuale (Dpi)” nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto. Per la stessa problematica, Fim Cisl e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero il 13 settembre. Per la Fiom è “indispensabile che l’azienda si attivi ad adottare un sistema di acquisto ed approvvigionamento che consenta di avere una giacenza sufficiente e, pertanto, pronta disponibilità per i lavoratori degli stessi dispositivi”.

Infine il tema degli appalti, sul quale si è tenuto un incontro tra ArcelorMittal Italia e Confindustria Taranto, definitivo “positivo” dall’azienda in cerca di soluzioni. In particolare, si è convenuto “di avviare, così come previsto nell’Addendum contrattuale, il processo di ingresso, per le aziende del territorio che fossero interessate a lavorare all’estero, alla rete europea del gruppo e quindi a competere anche per altri contratti”.





Tute blu, partito il confronto per il rinnovo del contratto di lavoro

 

Il 31 dicembre scade il contratto nazionale dei metalmeccanici, firmato da Federmeccanica-Assistal e sindacati nel novembre 2016. Ed è già iniziato il percorso che dovrà portare al rinnovo: a Roma i Consigli unitari di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, appuntamento al Centro congressi Frentani (in via dei Frentani 4). Nell’assise verrà approvata l’ipotesi di piattaforma unitaria: a partire dalla prossima settimana si terranno le assemblee nei luoghi di lavori e la piattaforma sarà sottoposta alla consultazione certificata con voto segreto delle lavoratrici e dei lavoratori, successivamente sarà inviata alle controparti per l’avvio della trattativa.

“Questa è la prima piattaforma unitaria dei metalmeccanici dal 2006”, spiega la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David: “Siamo in presenza di una piattaforma importante, che si pone l’obiettivo di rispondere alla giusta richiesta dei lavoratori di un aumento consistente delle retribuzioni e di fare i conti con i cambiamenti intervenuti in questi anni nel mondo del lavoro e nei modelli organizzativi delle imprese, allargando le tutele e i diritti, in particolare negli appalti, contrastando la precarietà, riconoscendo il valore del lavoro attraverso interventi sulla formazione e sull’inquadramento professionale”. Re David, in conclusione, rimarca anche il valore di “aver definito il vincolo del percorso democratico con il voto dei lavoratori sulla piattaforma e sull’eventuale accordo”.

Il contratto nazionale dei metalmeccanici è certamente il più importante del settore industriale, considerato che coinvolge 1 milione 400 mila lavoratori. Obiettivo dei sindacati è quello di continuare la strada dell’innovazione della contrattazione, costruendo un ccnl che punti sulla certificazione delle competenze e sulla qualità dell’occupazione, sul rafforzamento dell’alternanza scuola-lavoro e sulla crescita salariale, sul diritto soggettivo alla formazione e sull’azzeramento degli infortuni, sulla stabilità del lavoro e sull’estensione dei diritti agli addetti degli appalti, sul sostegno alla genitorialità.

Questo rinnovo, però, si caratterizza soprattutto per l’esigenza di far aumentare il potere d’acquisto delle retribuzioni, diminuito anche a causa dell’alta tassazione che grava sul lavoro dipendente, colmando un deficit negativo che è stato provocato dai lunghi anni di crisi. Nella piattaforma si chiede un aumento del salario dell’8 per cento sui minimi contrattuali, relativo al periodo 2020-2022. “Gli aumenti – si legge nella piattaforma – verranno definiti dal contratto sulla base dell’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 e di quanto definito nella contrattazione dei metalmeccanici”. Una richiesta importante, questa dell’8 per cento, che “ha lo scopo – concludono Fiom, Fim e Uilm – di incrementare i minimi salariali dei metalmeccanici che si attestano sui livelli più bassi d’Europa”.





Crisi aziendali e precari, Mattarella firma. Il Decreto è Legge

Il decreto legge “per la tutela del lavoro e per la risoluzione delle crisi aziendali” è stato firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Diventano legge le tutele per i rider, i lavoratori della gig economy, “una norma che inserisce importanti tutele per questi lavoratori in merito a malattie, ricoveri e maternità-paternità”. Il decreto modifica l’articolo 2 del Jobs Act che considera come “lavoro subordinato” anche quello organizzato dal datore di lavoro “mediante piattaforme anche digitali”. 

Il decreto, spiega il ministero del lavoro, interviene poi sulle aree di crisi complessa di Termini Imerese, di Isernia e in Sardegna per i lavoratori Alcoa. Nel provvedimento sono inserite anche le norme per i lavoratori dello stabilimento Whirpool di Napoli, la copertura dei progetti di lavoratori socialmente utili fino al 31 dicembre 2019 e l’avvio di un percorso di stabilizzazione per il personale precario di Anpal Servizi.





Il maltempo spazza via l’estate, settimana carica di nubi e temporali

L’autunno scalda i motori e lo scacchiere europeo inizia a trasformarsi in un enorme contenitore carico di energia pronto a scaricarsi sotto forma di forti e fredde perturbazioni. Nei prossimi sette giorni le cose potrebbero seriamente aggravarsi sull’Italia per l’arrivo, quasi in serie, di ben tre vortici ciclonici che dispenseranno intenso maltempo su molte regioni.

Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che il primo ciclone giungerà in Italia nelle primissime ore di venerdì. Piogge, temporali e grandinate investiranno tutto il Nord, la Toscana, la fascia adriatica del Centro spingendosi fino alla Puglia settentrionale con moderato calo termico. Altrove la situazione sarà più tranquilla.

Sabato 7 sarà una giornata di attesa anche se non mancheranno ancora alcuni temporali al Nord e su alcune zone del Centro. Il secondo ciclone, più intenso e profondo, giungerà domenica 8 settembre con dinamiche molto simili al precedente, ma con maltempo più intenso su tutto il Nord dove sono attese precipitazioni forti anche sotto forma di nubifragi. Le temperature faranno registrare un ulteriore e brusco calo e la neve così potrà imbiancare le vette alpine sopra i 1700-1800 metri. Il maltempo continuerà anche nella giornata di lunedì, soprattutto sui settori orientali del Paese.

Il team del sito www.iLMeteo.it comunica anche l’arrivo del terzo ciclone. Tra martedì 10 e giovedì 12 un nuovo vortice punterà l’Italia, sebbene possa avere una traiettoria diversa dai precedenti, le piogge e i temporali interesseranno ancora una volta il Nord, ma poi si porteranno anche su Sardegna, Toscana, Lazio e Campania. In queste tre fasi perturbate i valori termici si manterranno sotto la media del periodo di qualche grado.





Salvini: “Un governicchio. Più serio chiedere il parere di 60 milioni di italiani”

“Il governicchio” Pd e M5s “è sostenuto da 60mila militanti 5 stelle che hanno votato sì e per cui porto rispetto, non mi permetto di giudicare” ma “sarebbe stato più serio chiedere il parere a 60 milioni di italiani”. Sono le parole di Matteo Salvini sul nuovo Governo, poi l’affondo sul suo ex socio Di Maio: “"Leggevo che Di Maio potrebbe fare il ministro degli Esteri. Ma come si fa? Come si fa a passare da un ministero con 150 crisi aziendali aperte agli Esteri? Nel giro di un mese".  Salvini in queste ore è stato particolarmente attivo in rete, ed ha avuto anche dei contrattempi: “"Arriverà il voto di 60 milioni di italiani, non di 60mila clic". Matteo Salvini, sui social, si scaglia contro il voto con cui Rousseau ha dato il via libera al governo M5S-Pd. Il tweet e le dichiarazioni del leader della Lega non sfuggono ai sostenitori del Movimento 5 Stelle, pronti a ricordare che anche Salvini, in passato, ha indirettamente fatto ricorso alla piattaforma. A febbraio, gli attivisti si espressero a favore dell’immunità per l’allora ministro dell’Interno in relazione al caso della nave Diciotti. In quel caso, a favore di Salvini votarono 30.948 utenti. Contro, invece, 21.469. "I 60mila clic ti hanno salvato il c... sulla Diciotti!", fa notare un utente replicando ad uno dei tweet del leader del Carroccio. "Matteo, non ci legge nessuno, ma ti ricordo che quella piattaforma qualche mese fa, ti ha salvato il culo da un processo", scrive un altro seguendo lo stesso copione. "Hanno votato quasi 80.000 persone . E’ un record mondiale. Si chiama democrazia diretta, quella che i partiti putrefatti (come il tuo) non usano con i loro elettori", scrive un’altra persona. "Quando la #piattaformaRousseau ti ha salvato per il caso Diciotti non mi pare tu abbia storto il naso. E all’epoca hanno votato solo in 50.000", fa notare un utente.

 





Papa Francesco in Africa, un viaggio di 10 giorni, tre Paesi visitati e 15 discorsi

Il Papa partito per Maputo, la capitale del Mozambico. L’Airbus A-330 dell’Alitalia è decollato alle 8.07 dall’aeroporto "Leonardo Da Vinci" di Roma ed arrivato, puntuale, alle 18.30 nella Capitale del Mozambico. Ad accogliere il Papa all’aeroporto della capitale Maputo, il Presidente Filipe Nyusi, firmatario lo scorso 6 agosto dello storico accordo di pace con l’opposizione della Renamo, accordo che porterà anche alle elezioni del prossimo 15 ottobre. Dopo la cerimonia di benvenuto il Papa si è recato alla nunziatura apostolica.  Durante i sette giorni di soggiorno nei tre Paesi africani sono in programma una serie di incontri politici, pastorali e interreligiosi. Saranno 15 in totale i discorsi pronunciati da Papa Francesco nel corso di questo viaggio all’estero, che segue l’ultimo di tre giorni in Romania, compiuto dal 31 maggio al 2 giugno scorsi.  

Il viaggio entrerà nel vivo oggi con la visita di cortesia al Presidente, l’incontro con le autorità civile ed il Corpo diplomatico, l’incontro interreligioso con i giovani. Nel pomeriggio vedrà vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, consacrati, seminaristi, catechisti ed animatori e visiterà la Casa “Matteo 25” che assiste giovani e bambini di strada.

Prima di lasciare Casa Santa Marta, il Papa ha incontrato circa 12 persone accolte dal Centro Astalli e dalla Comunità di Sant’Egidio, provenienti da Mozambico, Madagascar e Mauritius. Il gruppo era accompagnato dall’Elemosiniere, cardinale Konrad Krajewski.

Sempre questa mattina, in un tweet, Francesco invita tutti ad unirsi alla sua preghiera “perché Dio, Padre di tutti – scrive - consolidi in tutta l’Africa, la riconciliazione fraterna, unica speranza per una pace solida e duratura”. 

In occasione della partenza per il Mozambico, Madagascar e Mauritius, il Papa, come di consueto, ha inviato un telegramma al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, rivolgendogli “il suo deferente saluto” accompagnato da “fervide preghiere per il bene del popolo italiano”. Papa Francesco ha anche ricordato il suo “vivo desiderio di incontrare i fratelli nella fede e gli abitanti di quelle care nazioni”.

Ricambiando con un messaggio, Mattarella rinnova la sua stima e “l’altissima considerazione degli italiani tutti” in occasione della partenza, “a cinquant’anni dalla storica visita in Africa di San Paolo VI”. “Il Viaggio Apostolico che ella si accinge a compiere quale ‘Pellegrino di pace’ – scrive - sarà testimonianza di come la Chiesa continui a riporre rinnovata fiducia nell’opera di coloro che, in quei Paesi, e nell’intero continente, sono impegnati a promuovere la dignità della persona, la riconciliazione tra le comunità e lo sviluppo sostenibile”. Il Papa rientrerà in Italia e nella sua Città del Vaticano, il prossimo martedì 10 settembre alle 20.

 




Conte al Quirinale per sciogliere la riserva

 

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte è salito pochi istanti fa al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato. Probabilmente, anche se il condizionale è d’obbligo, il Premier uscente ed entrante, avrebbe con se la lista dei ministri. In queste ore per la definizione della squadra di Governe ci sono state numerose tensioni, sia all’interno dello stesso Movimento 5 Stelle che tra Movimento 5Stelle e Leu.  Le tensioni che non sono state ancora del tutto risolte, hanno riguardato anche la poltrona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, qusta volta il braccio di ferro c’è stato tra lo stesso Conte ed il M5S. Il Premier designato voleva un uomo di sua completa fiducia, mentre l’azionista di maggioranza del Governo lo vuole per se.





Conte scioglie la riserva e presenta al Quirinale la squadra di Governo. Ecco i nuovi ministri. Domani al Quirinale alle 10 il giuramento

Il Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte ha sciolto la riserva ed ha annunciato la lista dei ministri dopo averla sottoposta al vaglio del Capo dello Stato. Il faccia a faccia tra Premier incaricato e Capo dello Stato, è durato poco meno più di 40 minuti, il tempo necessario a Mattarella per esaminare i nomi proposti e valutare, insieme a Conte, i principali punti del programma di Governo.  Mattarella, dopo aver incontrato Conte ed approvato la lista dei Ministri è sceso nella sala stampa del Quirinale ed indirettamente ha risposto a chi, nelle opposizioni (Lega, Forza Italia e FdI ndr) aveva chiesto le elezioni anticipate. Mattarella ha parlato apertamente di Governo parlamentare, ovvero che ha trovato la sua maggioranza sia alla Camera che al Senato, e questo è naturalmente previsto dalla Carta Costituzionale.  Ma vediamo casella per casella i nomi del nuovo Esecutivo. Luigi Di Maio al ministero degli Esteri, all’Interno Luciana Lamorgese, resta Alfonso Bonafede alla Giustizia, Lorenzo Guerini alla Difesa, ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, mentre Stefano Patuanelli va allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova alle Politiche Agricole, all’Ambiente resta Sergio Costa. Il ministero dell’Infrastrutture va a Paola De Micheli, quello del Lavoro a Nunzia Catalfo, l’Istruzione, Università e Ricerca a Lorenzo Fioramonti mentre a quello dei Beni culturali, con delega al Turismo, torna Dario Franceschini,cambio al dicastero della Salute, dove arriva Roberto Speranza.

Tra i componenti del governo senza portafoglio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, Paola Pisano all’Innovazione tecnologica, Fabiana Dadone alla Pubblica Amministrazione, Francesco Boccia agli Affari Regionali e alle Autonomie, Giuseppe Provenzano ministro per il Sud, Vincenzo Spadafora alle Politiche giovanili, Elena Bonetti alle Pari Opportunità ed Enzo Amendola agli Affari Europei. Il giuramento del nuovo Governo si svolgerà domani alle ore 10 al Palazzo del Quirinale. Nelle prossime ore sarà sciolto anche il nodo dei Sottosegretari, che guideranno, in questo caso, a Palazzo Chigi, una volta insediato il Governo.





Scuola: ecco quanto spenderanno gli italiani per il nuovo anno d’istruzione

Settembre. Giunti ormai agli sgoccioli della fase finale delle vacanze estive, è arrivato il momento di iniziare a preparare tutto il materiale necessario per il nuovo corso scolastico che inizierà a seconda delle regioni, tra il 5 e il 18 settembre. Tiendeo.it, compagnia leader nei servizi drive-to-store per il settore retail, ha analizzato le principali tendenze in quanto a pianificazione per il back to school, così come la previsione di costi. Si prevede una spesa media di 135 euro in materiale scolastico per bambino Tenendo presente la spesa destinata al rientro a scuola calcolata da Tiendeo negli ultimi anni, si prevede una diminuzione del 5% per questo 2019, scendendo alla cifra media di 135 € per bambino per l’acquisto di materiale scolastico. Da questo numero sono esclusi i libri, che come è risaputo, occupano una parte importante del budget scolastico delle famiglie italiane. Una tendenza al risparmio che rispecchia una coscienza sociale anti-spreco che di volta in volta trova maggiore riscontro nella popolazione. Tendenza confermata dall’indagine relativa ai capi di abbigliamento che vengono acquistati in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico. I genitori che offrono ai vestiti una seconda vita passandoli ad amici e familiari sono più del 60%, mentre il 34% è solito donarli a ONLUS e organizzazioni di assistenza sociale*. Gli zaini sono l’articolo più ricercato. Non ci sono sorprese riguardo alle ricerche del materiale didattico necessario per iniziare il nuovo corso. Il prodotto più desiderato è lo zaino, che rappresenta l’80% delle ricerche totali nella piattaforma in relazione al back to school un mese prima dell’inizio delle lezioni. Nel podio si posizionano altri due grandi classici: quaderni e astucci. Chiudono invece la Top 5 penne e cartellette, altri oggetti fondamentali per iniziare al meglio il nuovo anno. I genitori preferiscono i negozi fisici per gli acquisti scolastici. Analizzando il comportamento dei consumatori italiani detectato da TiendeoGeotracking durante gli ultimi anni in queste stesse date, quest’anno si prevede un incremento del traffico ai negozi fisici del 18%. Italiani previdenti: in termini di pianificazione, il 41% delle famiglie italiane provvede agli acquisti scolastici un mese prima dell’inizio del corso, mentre un terzo, più rilassato oppure ancora in vacanza, aspetterà comodamente due settimane per iniziare a pensare al nuovo anno. In generale la maggior parte dei genitori preferiscono sfruttare il periodo di ferie per svolgere questa mansione, avere tempo di confrontare i prezzi e le promozioni attive, recarsi con tempo a negozi e grandi magazzini. Allo stesso modo che le famiglie italiane cercano i migliori prezzi e le offerte prima di raggiungere i negozi, buona parte dei retailer approfittano di questo momento commerciale per lanciare cataloghi specializzati sul back to school e, secondo questa analisi*, sono soliti pubblicarsi proprio in coincidenza del momento top della pianificazione: l’ultima settimana di agosto.





Governo: Coldiretti, ora Commissario italiano all’Agricoltura UE

 

 “La nomina di un rappresentante italiano all’agricoltura nella Commissione guidata da Ursula von der Leyen è un obiettivo strategico per l’Italia che è il primo Paese dell’Unione per valore aggiunto agricolo ma anche per qualità e sostenibilità delle produzioni”. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento al nuovo Governo guidato dal premier Giuseppe Conte. L’agroalimentare nazionale – ricorda Prandini – vale il 12% del Pil e offre lavoro a 1,3 milioni di addetti, ma è soprattutto un elemento di traino per l’intera economia anche all’estero dove rappresenta il vero simbolo del Made in Italy con 41,8 miliardi di euro di esportazioni, aumentate del 47,8% dal 2008 nonostante la recessione. Un Commissario italiano peraltro occuperebbe un posto chiave nelle politiche europee con l’agricoltura che è settore più integrato dell’Unione e per questo rappresenta la voce più importante del bilancio comunitario ma – continua Prandini – è anche strategica nelle relazioni commerciali internazionali come dimostrano l’embargo russo che riguarda solo prodotti alimentari o la minaccia di dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che colpirebbero principalmente cibo e bevande. E’ dal 1972 con Carlo Scarascia Mugnozza, nella Commissione Mansholt, che l’Italia non ha un proprio rappresentante all’agricoltura nell’ambito della Commissione europea a conferma della disattenzione nei confronti del settore degli ultimi decenni, nonostante la grande rivoluzione che è avvenuta nell’agricoltura nazionale che – conclude Prandini –è diventata la più green d’Europa con l’Italia che è l’unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 70mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare.





Governo, la soddisfazione di Zingaretti: “Ora è il tempo di cambiare l’Italia”

"Bene questa svolta, ora è tempo di cambiare l’Italia. Il Governo nasce nel Parlamento come il Governo precedente, abbiamo fermato Salvini e il solo annuncio di questa fase sta facendo tornare l’Italia protagonista in Europa. Il calo incredibile dello spread che si è già determinato significa soldi in più nelle tasche degli italiani. Noi siamo stati uniti e responsabili. Ora c’è un programma unico, di tutti, chiaro, e una squadra nuova. Il Governo è di forte cambiamento anche generazionale".





Immediata la richiesta di incontro di Cgil, Cisl e Uil al Governo Conte Due

 

Cgil, Cisl e Uil chiedono che il nuovo governo avvii da subito un confronto costruttivo con le parti sociali e, con una forte svolta rispetto al passato, dia risposte alle proposte contenute nella piattaforma unitaria, definita "la stella polare", che partono da lavoro, fisco e previdenza, in vista della prossima legge di Bilancio e non solo. Questo quanto sostenuto dai segretari generali della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Annamaria Furlan e della Uil Carmelo Barbagallo nel corso della segreteria unitaria convocata dopo la pausa estiva.





Di Maio: “Governo sarà ambizioso e coraggioso”

 

"Dopo la votazione degli iscritti su Rousseau abbiamo chiuso l’assetto della nuova squadra di governo. Sarà e dovrà essere un governo coraggioso coraggioso e ambizioso, in grado di portare avanti importanti provvedimenti per la crescita e lo sviluppo dell’Italia". E’ quanto scrive il neo ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook. "Un governo capace di sostenere il tessuto imprenditoriale, di offrire nuove opportunità sul mercato del lavoro e un governo vicino alle famiglie, non solo a quelle più in difficoltà, ma a tutta la classe media", aggiunge. "C’è tanta voglia di fare", prosegue, ringraziando i "ministri uscenti, per lo straordinario lavoro che hanno svolto nei 14 mesi precedenti, per la passione che hanno impiegato e le energie che hanno speso in favore della collettività". "Il mio in bocca al lupo invece -continua- ai nuovi, a chi domani giurerà nelle mani del capo dello Stato. Abbiamo molta strada davanti e molto fiato in corpo. Buon lavoro!".





Salvini: “Governo nato tra Parigi e Berlino, senza dignità ed ideali”

 “Un governo nato tra Parigi e Berlino e dalla paura di mollare la poltrona, senza dignità e senza ideali, con persone sbagliate al posto sbagliato. "Lavoriamo - assicura il leader della Lega - come e più di prima, non potranno scappare dal giudizio degli Italiani troppo a lungo: siamo pronti, il tempo è galantuomo, alla fine vinceremo noi". Questo il post al vetriolo del leader della Lega, Matteo Salvini.





Mattarella: "La parola va al Parlamento e al Governo"

 

Dopo che il premier Giuseppe Conte ha sciolto la riserva sulla nuova squadra di Governo e presentato la lista dei Ministri, è intervenuto al Quirinale anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha dichiarato: "Una volta che, in base alle indicazioni di una maggioranza parlamentare, si è formato un governo, la parola compete al parlamento e al governo, che si presenterà alle Camere per chiedere la fiducia".