Trasporto pubblico capitolino, nuovo sciopero Tpl il 16 settembre

 

 

“Il 16 settembre i lavoratori del TPL Privato scioperano per ricordare alle istituzioni che nella città di Roma esistono aziende private che effettuano un servizio di trasporto pubblico non garantendo all’utenza affidabilità, sicurezza e qualità, cercando di sopperire le loro mancanze con intimidazioni e arroganza e nei confronti dei lavoratori, a testimonianza di come l’affidamento del servizio pubblico alle aziende private abbia soltanto peggiorato le condizioni dei lavoratori e dell’utenza”. Lo comunica l’Usb Lavoro Privato – Trasporti di Roma e Lazio in una nota convocando lo sciopero “dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio “contro l’arroganza dei privati nel trasporto locale per un servizio pubblico e di qualità”. 

“I lavoratori continuano a subire ritardi nel pagamento degli stipendi, mancati versamenti nei fondi pensioni, continue pressioni anche per avere un solo giorno di permesso. In assenza delle condizioni di sicurezza previste dal codice stradale, verificate dal conducente prima della partenza di qualsiasi vettura, il datore di lavoro di tutta risposta procede nei confronti dei lavoratori con contestazioni disciplinari”. continuano dall’Usb. 

“Le inadempienze contrattuali del Consorzio Roma Tpl non dovrebbero essere più tollerate da Roma Capitale che ne è responsabile in solido – sottolinea il sindacato -: la sicurezza degli utenti e la dignità dei lavoratori non possono essere un argomento di serie “B”, inchiodare le aziende alle loro responsabilità è un preciso dovere dell’amministrazione capitolina, verso il quale non può continuare a sottrarsi”. “In assenza di tutto questo, a noi non resta altro che continuare a scioperare”, concludono dal sindacato. 





Nei guai per guida i stato d’ebbrezza sei guidatori

 

 I carabinieri del Gruppo di Roma, nelle ultime 48 ore, hanno fermato ben sei guidatori – tra automobilisti e motociclisti – risultati positivi al test dell’etilometro. Si tratta di uomini di età compresa tra i 26 e 54 anni, alcuni dei quali con precedenti, che si sono imbattuti nei posti di controllo alla circolazione stradale allestiti dai Carabinieri nelle principali arterie stradali della Capitale tra Nomentano, Salario, Parioli, Trieste, piazza Bologna, Aurelia Antica, Portonaccio e Palmiro Togliatti. 

Per tutti è scattata la denuncia a piede libero per guida in stato di ebbrezza: in alcuni casi sono state applicate le sanzioni accessorie del sequestro del veicolo e della sospensione – e nei casi più gravi della revoca – della Patente di Guida.





Prelievi dal Lago di Bracciano, sconfitta Area Sto 2

 

 “Oggi oltre alla nostra bellezza possiamo assaporare il gusto di una grande e sudata vittoria per tutto il lago di Bracciano! Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto il ricorso presentato da Acea Ato2 contro il provvedimento di blocco delle captazioni che fu emesso dalla Regione Lazio!! A breve il comunicato di tutte le Istituzioni unite in questa battaglia di civiltà #avantilago”. Così su Facebook il vicesindaco di Trevignano Romano, Luca Galloni.





Non è servito camuffare l’attività di spaccio in una autofficine

 

Blitz anti droga della Polizia di Stato che a Roma ha sgominato una centrale di spaccio nascosta in un’officina meccanica. Arrestato il titolare, sequestrati 86.150,00 euro in contanti, 7 panetti di hashish e oltre 100 grammi di cocaina. Sono stati gli agenti del Commissariato Esposizione, dopo un’indagine, ad individuare un’officina meccanica in zona Prati, usata come copertura per lo spaccio di cocaina e hashish.

A finire in manette per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente P.G., romano di 44 anni. Sequestrata la somma di euro 86.150,00 come probabile provento dell’attività di spaccio, 100 grammi di cocaina e hashish per un peso di circa 700 grammi.




Distributori automatici, il record è della Lombardia

Dalle bevande ai gelati, dai prodotti parafarmaceutici ai gadget, sono oltre 6 mila le attività del settore distributori automatici in Italia, tra sedi (3.620) e unità locali (2.676), e crescono del 4,1% in un anno e del 17,7% in cinque. Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese al secondo trimestre 2019, 2018 e 2014 la Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività nel settore, con 877 tra sedi di impresa e unità locali (di cui 525 sedi) e un peso del 13,9% sul totale nazionale. La crescita del comparto è dovuta soprattutto all’apertura di nuove unità locali mentre le sedi di impresa restano stabili rispetto al 2018 e aumentano dell’1% dal 2014, passando da 3.588 a 3.620. 

Roma con 431 attività, 6,8% del totale italiano, Milano con 353 (5,6%) e Torino con 306 (4,9%) sono i primi tre territori per concentrazione, seguiti da Bari, Napoli, Cagliari, Taranto, Genova, Lecce e Firenze. Tra i primi dieci territori, crescono in un anno soprattutto Bari (+13,4%), Taranto (+12%) e Firenze (+8,9%). In cinque anni maggior aumento a Taranto (+211,8%), Bari (+125,2%) e Lecce (+80%). In crescita, secondo l’associazione italiana della distribuzione automatica Confida, crescono anche fatturato (quasi 4 miliardi, +4,7%), vending machine installate (822.175, +1,4%) e consumazioni (12 miliardi). 

“È un settore dinamico e in crescita – ha commentato in una nota Massimo Trapletti, Presidente di Confida – in cui l’Italia è leader a livello europeo. Gli sforzi delle aziende del settore sono attualmente orientate all’innovazione tecnologica delle vending machine che oggi iniziano ad essere connesse, dotate di touch screen per una migliore esperienza d’acquisto del consumatore e di pagamenti cashless (APP, carte di credito, ecc). Ma l’impegno dell’intero comparto si sta orientando anche e soprattutto verso la qualità e la varietà dei prodotti alimentari offerti e verso la sostenibilità” attraverso la raccolta e il riciclo di tutta la plastica di bicchierini e palette del caffè. 

Il caffè è il prodotto più consumato dell’automatico col 56% delle vendite dell’intero settore che corrispondono a 2,8 miliardi di consumazioni (+1,68%). Seguito dall’acqua (767 mila consumazioni in crescita dello 0,43%) e dalle altre bevande fredde (224 mila consumazioni) dove spicca la crescita delle bevande zero zuccheri (+53%). Per quanto riguarda gli snack che superano le 787 mila consumazioni annue si segnala la crescita del cioccolato (+1,8%), dei croissant (+5,4%) e tra i prodotti freschi i panini / tramezzini (+4,5%) e la frutta (+8,8%). Vero boom negli ultimi anni è quello della frutta secca che anche quest’anno cresce del +12%. Aumentano infine anche le vendite di prodotti nuovi per il vending come le bevande bio (+6%), snack bio (+25%) e quelli gluten free (+15%).





I furbetti del cartellino non finiscono mai, 30 indagati a Reggio Calabria

 

Ancora furbetti del cartellino. La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha scovato 30 dipendenti pubblici assenteisti della “Casa di cura di Scilla” (ex Ospedale Scillesi d’America) accusati di assenteismo. Tutti sono indagati per truffa aggravata ai danni dell’ente di appartenenza.

Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri e dal Procuratore Aggiunto, Gerardo Dominijanni, e dirette dal Sostituto Procuratore, Diego Capece Minutolo.

Per oltre tre mesi gli indagati sono stati tenuti sotto controllo grazie a riprese video, servizi di osservazione e pedinamento. Attraverso un collaudato sistema basato su favori reciproci ed espedienti posti in essere per attestare la presenza lavorativa presso gli uffici di appartenenza, riuscivano ad assentarsi indisturbati dal luogo di lavoro anche per diverse ore al giorno. Alcuni impiegati, addirittura, non facevano neppure ingresso presso la struttura sanitaria sebbene figurassero regolarmente in servizio.





La Cgil preoccupata per la stagnazione economica

 

L’economia italiana è in una fase di stagnazione: nel secondo trimestre il Pil si è mantenuto sugli stessi livelli dei tre mesi precedenti. E intanto arretra l’indice “spia” dell’andamento dell’economia italiana. Ad affermarlo è l’Istat in una nota diffusa oggi, 6 settembre. “Il recente peggioramento e l’elevata instabilità del quadro congiunturale si sono riflessi sull’andamento dell’indicatore anticipatore che – scrive l’istituto nella nota mensile su agosto – ha segnato un’ampia flessione suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attività economica”.

A penalizzare ulteriormente il quadro c’è la congiuntura economica mondiale insieme alle turbolenze geopolitiche dovute in buona parte all’evoluzione incerta degli accordi commerciali internazionali e all’aumento dei rischi di “hard Brexit”. In questo scenario, prosegue l’Istituto di statistica, la debolezza dei ritmi produttivi si riflette sul mercato del lavoro, determinando l’interruzione della crescita delle unità di lavoro e delle ore lavorate che aveva caratterizzato i mesi precedenti. Le prospettive dell’occupazione per i prossimi mesi indicano un proseguimento della fase di moderazione.

Nel secondo trimestre, il tasso di posti vacanti, che misura le ricerche di personale da parte delle imprese, è rimasto stabile rispetto al trimestre precedente. Ma ad agosto – conclude l’Istat – i giudizi degli imprenditori riferiti alle attese di occupazione hanno mostrato un lieve peggioramento.





L’industria alimentare scoppia di salute, unico problema il rinnovo del contratto per i lavoratori

Erano oltre 100 i delegati arrivati al Teatro Brancaccio di Roma che si sono riuniti per affrontare il nodo del nuovo contratto di lavoro.  “Un fatturato di 140 miliardi nel 2018; export con valori positivi e in crescita nell’ultimo semestre; occupazione che cresce del 6%, dal 2015 al 2018: sono questi i numeri del settore alimentare e perciò abbiamo le carte in regola per aver presentato piattaforme importanti, come lo sono quelle per il rinnovo del ccnl dell’industria e della cooperazione alimentare. Piattaforme con richieste importanti, perché importante è il settore e le sue potenzialità”. “Le richieste contenute nelle piattaforme – ha detto Mininni – le vogliamo conquistare una a una, dall’aumento salariale all’orario di lavoro, alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro alla comunità di sito, fino ai temi della sicurezza, solo per ricordare alcune nostre priorità. La straordinaria assemblea di oggi, con il contributo di delegate e delegati da tutta Italia, ci dà forza e ci incoraggia per il lavoro che abbiamo davanti”. 

Così il segretario generale della Flai Cgil Giovanni Mininni ha ricordato lo stato del settore e le richieste del sindacato intervenendo all’assemblea di oggi (5 settembre) al teatro Brancaccio di Roma davanti a una platea di circa 1.200 delegati dell’industria e della cooperazione alimentare giunti da tutta Italia.





Finalmente per i Rider arrivano le tutele Inail

In caso di infortunio e malattia professionale, tutti i ciclofattorini potranno contare sulla tutela Inail, a prescindere da quale sia il loro contratto di lavoro. È una delle novità contenute nel decreto legge 101/2019 entrato in vigore ieri (5 settembre ) dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre. Al lavoratore, questo comporta che, in caso di infortunio o malattia professionale, è data la possibilità di accedere alle prestazioni economiche e sanitarie erogate dall’Inail, come l‘indennità di temporanea assoluta (sostitutiva della retribuzione), indennizzo danno biologico, rendita mensile Inail, rendita ai superstiti, ecc., ma anche cure mediche, cure termali, protesi e ausili, eccetera.

Il principio base, sancito dalla legge, è che da ora in avanti ogni impresa che si avvale della piattaforma, anche digitale, è tenuta al rispetto sia di tutti gli adempimenti del datore di lavoro previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965 sia, a propria cura e spese, alle norme in materia di salute e sicurezza, contenute nel dlgs 81/2008.

“Si tratta di un primo importante passo avanti che va a colmare una grave lacuna in materia di tutela del lavoro”, ma che lascia ancora sul tappeto molti problemi legati alle reali condizioni di lavoro, su cui il decreto non interviene per prevenire e contrastare il grave fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, che affligge questa categoria di lavoratori”, commenta Silvino Candeloro, del collegio di presidenza Inca. Secondo il patronato della Cgil, “il solo richiamo generico alla facoltà della contrattazione collettiva non colma la mancanza di un quadro normativo contrattuale, in grado di dare certezze a questi lavoratori, che restano inchiodati a situazioni di precarietà gravissime, su cui la Cgil ha da sempre insistito rivendicando l’adozione di un contratto collettivo nazionale, come quello della logistica”.

“Se non si colma questa assenza – precisa Candeloro – anche il riconoscimento della protezione Inail, in caso di infortunio o malattia professionale, pur importante, rischia di diventare un principio astratto dalle scarse ricadute, senza rimuovere le cause principali di incidenti anche mortali, di cui sono vittime questi lavoratori. Quindi, va bene aver esteso a tutti i rider la tutela Inail anche a quelli non titolari di un contratto di lavoro subordinato o di un contratto di lavoro co.co.co. come era previsto precedentemente, ma la battaglia per i diritti deve essere completata riconoscendo, come chiede la Cgil, un contratto nazionale, in grado di dare risposte concrete”.





Camusso e Furlan al fianco della ministra Bellanova

Teresa Bellanova, il nuovo ministro per le Politiche agricole del governo Conte bis, sarebbe “colpevole” di avere solo la terza media. Sui social si sono scatenati gli hater, criticandola non solo per il titolo di studio, ma anche per il vestito indossato al giuramento al Quirinale. Tra loro Daniele Capezzone, ex parlamentare di Forza Italia, ha twittato: "Carnevale? Halloween?".

Molti e immediati gli attestati di stima e sostegno al ministro. "Sì, orgogliosa bracciante, con la scuola della lotta e dell’esperienza. Voi che attaccate abiti e corpo, ignorate la storia delle persone e del Paese, avete solo una grande paura dell’autorevolezza e libertà delle donne. Un abbraccio". Così l’ex leader della Cgil, Susanna Camusso. E le fa eco la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: "Auguri a Teresa Bellanova, sindacalista competente e preparata ed oggi Ministra impegnata per la centralità del lavoro ed i bisogni del mondo sociale. Gli insulti gratuiti e volgari nei suoi confronti non possono offuscare una vita al fianco dei più deboli".

"La ministra Teresa Bellanova ha dimostrato impegno e competenza fin dalla più giovane età. Combatterò i suoi provvedimenti quando mi troveranno in disaccordo, come la democrazia ci consente. Si vergogni chi la insulta per l’abito, l’aspetto e il titolo di studio". Lo scrive, sempre su Twitter, Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. "Con Teresa Bellanova. Senza se e senza ma. Io e tutto il Pd". Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.





Renzi difende la Bellanova: “Chi la insulta è da compatire”

 

L’ex premier e Senatore del PD, Matteo Renzi, ha scritto un post su Facebook, in merito a critiche rivolte al nuovo Ministro dell’Agricoltura: "Chi insulta Teresa Bellanova per il suo abito, per il suo fisico, per la sua storia di bracciante agricola divenuta sindacalista e poi ministro non è degno di una polemica pubblica: è semplicemente un poveretto. Gente che polemizza così va solo compatita, nemmeno criticata. Voglio però fare un augurio a chi ironizza sulle caratteristiche fisiche (quasi sempre sulle donne, chissà perché): vi auguro di poter provare almeno una volta le emozioni di bellezza e stupore che le persone vivono quando ascoltano Teresa, la sua passione, la sua storia. Basti pensare ai suoi discorsi alla Leopolda: nessuno infiamma la platea come lei. Perché è triste la vita di chi passa il tempo a odiare gli altri sui social. Per voi sarebbe più utile imparare ad amare nella vita reale. E ad amarvi. Se poi qualcuno pensa che Teresa possa farsi fermare da qualche insulto, beh, è un problema vostro. Non la conoscete. Non ci conoscete".





Bahamas, catastrofe terrificante, si mobilitano le Nazioni Unite

Il bilancio delle vittime dell’uragano Dorian alle Bahamas sarà “sconcertante”. L’ha affermato il governo dell’arcipelago caraibico, dopo il passaggio dell’uragano che ha sconvolto la regione, secondo quanto riporta la BBC.

Attualmente il numero ufficialmente riconosciuto di morti è di 23, ma il governo sta inviando 200 “body bag” alle isole Abaco, la parte più colpita del paese. Secondo i funzionari, centinaia, se non migliaia di persone, sono ancora disperse.

Dorian attualmente si è spostato negli Stati uniti ed è solla Carolina del Nord e del Sud, ma si è indebolito.

“La pubblica opinione deve prepararsi a un’inimmaginabile informazione sul bilancio delle vittime e sulle sofferenze umane”, ha avvertito il ministro della Salute Duane Sands.

Attualmente le isole Abaco versano in condizioni terribili, secondo i media locali. Ci sono corpi messi in pila, mancano acqua e cibo, sono state formate milizie per evitare lo sciacallaggio.

Otto tonnellate di pasti pronti da mangiare, generatori e altri generi utili sono stati inviati da Panama, ha annunciato il World Food Programme dell’Onu.





Brexit, mezza vittoria per Johnson, la Suprema Corte respinge il ricorso contro la sospensione del Parlamento

I giudici dell’Alta Corte britannica hanno respinto il ricorso, presentato da John Major, contro la decisione del governo tory, guidato da Boris Johnson, di sospendere il Parlamento fino al 14 ottobre. Per la Corte, tale decisione è risultata essere legale. 





E’ morto Mugabe, per 35 anni ha tenuto in pugno lo Zimbawe

E’ morto a Singapore, dove era ricoverato da tempo, all’età di 95 anni, Robert Mugabe, ex presidente e fondatore dello Zimbabwe. L’annuncio è stato dato via Twitter dall’attuale Capo di Stato, Emerson Mnangagwa: "È con grande tristezza che annuncio la morte del padre fondatore dello Zimbabwe ed ex presidente, il maggiore Robert Mugabe". Robert Gabriel Mugabe nacque dalla famiglia di un carpentiere in Rhodesia il 21 febbraio del 1924. Di etnia Shona, come la maggioranza delle persone che vivevano in quello stato innaturalmente governato da una minoranza bianca.

Il giovane Mugabe studia nelle scuole missionarie cattoliche, s’impegna e diventa un maestro. Riesce a studiare anche in Sudafrica, poi va a insegnare in Ghana dove videne influenzato dalle idee del leader post-indipendenza Kwame Nkrumah. In Ghana si sposa anche.

Al ritorno in Rhodesia, nel 1950, si unisce al nazionalista africano Joshua Mkomo, ma poi si emancipa e fonda lo Zanu, l’Unione nazionale africana dello Zimbabwe. La politica attiva lo porta in galera nel 1964. Mugabe è un oratore che riesce a infuocare le folle e non risparmia gli attacchi ai leader rhodesiani.

Gli anni del carcere lo spingono verso la lotta armata. Dopo la liberazione, nei primi anni ’70, lo si ritrova in Mozambico a coordinare la guerriglia che faceva incursioni in Rhodesia. Viene considerato un militante, l’ala estrema dell’indipendentismo. Nel 1976, in visita a Londra, dichiara senza mezzi termini che la sola soluzione per il problema della Rhodesia è la polvere da sparo.

Eppure, Mugabe già allora non era solo un uomo d’armi, ma anche un negoziatore. E questo lo aiuta nel processo di negoziazione per l’indipendenza.

Dopo l’accordo del 1979, per la prima volta, anche la maggioranza nera può votare. Mugabe vince le scorrettissime elezioni, sconfiggendo il suo ex alleato Nkomo. E molti bianchi fanno le valigie.

Mugabe, che si autodefiniva marxista, riesce però ad assumere a quel punto un tono più moderato, promette un governo ampio e anche di non nazionalizzare la proprietà privata. Lancia un programma sociale per i neri e, quando vengono trovate delle armi, si libera di Nkomo dal governo. Gradualmente si libera delle opposizioni, anche con operazioni come il massacro di migliaia di appartenenti all’etnia Ndebeles, che erano considerati sostenitori di Nkomo. A fare le operazioni sporche, la famigerata V Brigata dell’esercito, formata da soldati nordcoreani.

La pressione costringe Nkomo di fatto a cedere il suo partito, facendolo confluire nello Zanu. Nel 1987 Mugabe, che era stato primo ministro fino a quel momento, cancella la carica e si fa eleggere presidente, carica per la quale viene riconfermato nel 1996. In quell’anno sposa Grace Marufu, di 40 anni più giovane, dopo che la prima moglie era morta di cancro. Lei gli darà il terzo figlio.

Nel 1992, rimangiandosi le ormai antiche promesse, introduce una legge che consente la confisca dei terreni senza appello, per togliere a meno 5mila proprietari terrieri bianchi appezzamenti da offrire ai neri. I suoi “veterani di guerra” occupano le fattorie e alcuni proprietari sono uccisi anche coi loro contadini. L’economia di quello che era un paese autosufficiente esce da queste tensioni con le ossa rotte, Mugabe è accusato di aver distribuito le terre solo ai suoi famigli e protetti, non ai poveri.

Nelle elezioni del 2000 il partito di Mugabe perde le elezioni, ma nel Parlamento il presidente può nominare 20 uomini suoi, quindi lo Zanu-PD mantiene il potere. Due anni dopo Mugabe riesce a vincere le elezioni con il 56,2 per cento, mentre Morgan Tsvangirai, il suo rivale del Movimento per il cambiamento democratico, si ferma al 41,9 per cento. Il voto è macchiato da irregolarità e trucchi.

Lo Zimbabwe, che intanto era anche stato sospeso dal Commonwealth, è alla fame. Mugabe peggiora la situazione nel 2005, lanciando un’operazione contro il mercato nero, che porta alla distruzione di slum interi, lasciando 700mila persone senza casa.

La sua popolarità crolla. A marzo 2008 perde il primo turno delle presidenziali contro Tsvangirai, ma vince il secondo perché Tsvangirai è costretto a ritirarsi dalla gara a causa dopo aver preso atto che era impossibile avere elezioni corrette. Intanto il paese precipitava nella fame, e nelle malattie. Il colera decima la popolazione.

Così Mugabe è costretto a trattaree, dopo mesi di negoziati, a febbraio 2009, Tsvangirai giura come primo ministro. Ma la coabitazione è difficile e Mugabe impone la sua personalità. Nel 2013 rivince le elezioni, ponendo termine alla condivisione dei poteri con Tsvangirai. Come sempre, le elezioni sono oggetto di critiche dell’Onu perché caratterizzate da brogli e violenze.

L’avanzare dell’età del leader, intanto, produce lotte intestine e voci sulla successione. Qualcuno suppone che Grace possa succedere al marito, ma Mugabe non molla l’osso e nel 2015 annuncia che nel 2018 intende concorrere di nuovo alle elezioni. Condisce, l’anno dopo, la sua affermazione con una frase: “Starò al potere finché Dio non mi dirà: ‘Vieni’”.

Ma nel 2017 l’esercito lo colloca agli arresti domiciliari. Quattro giorni dopo lo rimpiazza con il suo numero due Emmerson Mnangagwa. Il 21 novembre 2017 il presidente del Parlamento annuncia che Mugabe si è dimesso. Il vecchio leader ha fatto in tempo a negoziare la protezione, il mantenimento di alcuni affari, una casa, servitù, auto e status diplomatico.





Vendite al dettaglio: -0,5% su giugno e + 2,6% in un anno

 

A luglio 2019 si stima, per le vendite al dettaglio, una diminuzione congiunturale dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume. Sono in flessione sia le le vendite dei beni alimentari (-0,1% in valore e -0,5% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,7% in valore e in volume).

Nel trimestre maggio-luglio 2019, rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,5% sia in valore sia in volume. Sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+0,7% in valore e +0,5% in volume) sia quelle dei prodotti non alimentari (+0,3% in valore e +0,4% in volume).

Su base annua, le vendite al dettaglio registrano un aumento del 2,6% in valore e del 2,8% in volume. Sono in crescita sia le vendite dei beni alimentari (+3,2% in valore e +2,4% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+2,1% in valore e +3,1% in volume).

Per quanto riguarda le vendite dei beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti. Gli aumenti maggiori riguardano Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+6,4%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+6,1%).

Rispetto a luglio 2018, il valore delle vendite al dettaglio aumenta del 3,3% per la grande distribuzione, e dello 0,9% per le imprese operanti su piccole superfici. In forte crescita il commercio elettronico (+23,2%).





L’Istat certifica: “Economia italiana debole, continua la fase di stagnazione”

 

L’economia italiana rimane caratterizzata dal proseguimento di una fase di stagnazione: nel secondo trimestre il Pil si è mantenuto sugli stessi li-velli dei tre mesi precedenti. E’ quanto rileva l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana ad agosto 2019, eccola nella setsura originale dell’Istat: “Le turbolenze geopolitiche dovute in buona parte all’evoluzione incerta degli accordi commerciali internazionali e all’aumento dei rischi di “hard Brexit” hanno penalizzato ulteriormente la congiuntura economica mondiale.

L’economia italiana rimane caratterizzata dal proseguimento di una fase di stagnazione: nel secondo trimestre il prodotto interno lordo (Pil), in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, si è mantenuto sugli stessi livelli dei tre mesi precedenti. 

La debolezza dei ritmi produttivi si è riflessa anche sul mercato del lavoro, determinando l’interruzione della crescita delle unità di lavoro e delle ore lavorate che aveva caratterizzato i mesi precedenti.

L’inflazione al consumo ha mostrato una lieve ripresa, rimanendo comunque su livelli contenuti. Il divario inflazionistico a favore dell’Italia rispetto ai paesi dell’euro si è ristretto leggermente.

Ad agosto, l’indice del clima di fiducia ha evidenziato un deterioramento sia per i consumatori sia per le imprese. Il recente peggioramento e l’elevata instabilità del quadro congiunturale si sono riflessi sull’andamento dell’indicatore anticipatore che ha segnato un’ampia flessione suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attività economica”.





Salvini conferma la mobilitazione di lunedì a Montecitorio

Mentre il Parlamento voterà la fiducia al nuovo governo davanti a Montecitorio ci sarà il “presidio degli italiani schifati”. Lo ha detto Matteo Salvini in un video su Facebook. “Lunedì a Roma ci farà la fiducia, e ci sarà un presidio fuori da Montecitorio, senza bandiere di partito, coi tricolori, aperto agli italiani schifati che si vergognano di questo poltronificio sulla loro pelle, sul loro portafogli”. Ha aggiunto Salvini: “Segnatevi sull’agenda sabato 19 ottobre a Roma. Lì l’Italia vera contro i poltronari chiusi nei palazzi”.




Incontro Gentiloni-von der Leyen, l’ex Premier sarà Commissario Ue

Incontro lontano da telecamere e taccuini, quello tra il candidato italiano alla Commissione Ue Paolo Gentiloni e la presidente eletta Ursula von der Leyen. Tutto si è svolto negli uffici provvisori della Presidente della Commissione. Nell’accogliere l’ex premier, von der Leyen gli ha fatto fare un giro degli uffici del team di transizione. Il colloquio servirà ad orientare le decisioni di von der Leyen nell’attribuzione dei portafogli, con l’ambizione italiana che resta quella degli Affari economici. La portavoce capo della Commissione europea, Mina Andreeva, immediatamente dopo l’incontro, ha confermato “on the record”, a Bruxelles, che il nuovo governo Conte ha indicato l’ex premier Paolo Gentiloni come nuovo commissario italiano per il futuro Esecutivo europeo della presidente eletta Ursula Von Der Leyen. Andreeva ha parlato a nome del “transition team” della presidente eletta. La stessa Von Der Leyen comunicherà martedì prossimo la composizione della nuova Commissione con le assegnazioni dei portafogli.





Prende a calci il bimbo di un immigrato perché si era avvicinato al suo. Incredibile episodio a Cosenza

Gravissimo episodio di razzismo, anche se tutto dovrà essere confermato dall’inchiesta in corso, a Cosenza. Ilbambino, figlio di un immigrato è stato colpito con un calcio all’addome da un uomo perché si era avvicinato al figlio in passeggino. Tutto si è consumato in pochi istanti in pieno centro a Cosenza. Il bimbo, di origini nordafricane, è stato immediatamente soccorso dai passanti che hanno chiamato il 118. Sul caso indaga la polizia, che ha acquisito le immagini delle telecamere della zona per ricostruire l’accaduto e identificare l’autore. Sembrerebbe chiaro il gesto dell’intolleranza, ma tutto deve naturalmente essere verificato. La Polizia ora ha il compito di risalire all’identità dell’aggressore e di chiedere conto del perché di un gesto così barbaro.





Omicidio del Vicebrigadiere Cerciello Rega, i due carabinieri erano senza pistola e con i pantaloni corti. Varriale: “Ci qualificammo mostrando la piastra distintiva”

“Abbiamo fatto vedere il distintivo, la placca. Non ho dubbi”. Sono queste le parole del carabiniere Andrea Varriale, che la notte del 26 luglio è intervenuto in via Cesi insieme con il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, rimasto poi ucciso con 11 coltellate sferrate dal giovane turista statunitense Finningan Lee Elder.

Si tratta dell’atto istruttorio che è stato depositato dagli inquirenti di piazzale Clodio. Allo stato le parole di Varriale “quella sera ci qualificammo mostrando la placca identificativa”, complicano la posizione anche dell’altro ragazzo americano in carcere, Christian Gabriel Natale Hjort. A parere di chi indaga – secondo quanto si è appreso – la versione fornita dal militare è ritenuta credibile.

Inoltre Varriale ha ammesso anche che, così come Cerciello, non era in possesso dell’arma di ordinanza. Una decisione, quella dei due operanti dell’Arma, connessa al fatto che l’attività di servizio, nelle piazze di spaccio della movida di Trastevere doveva esser svolta in borghese e con un abbigliamento che rende molto difficile l’occultamento dell’arma.

All’esame dei pubblici ministeri c’è anche il video delle telecamere a circuito chiuso che copre il buco di 24 minuti tra il momento in cui i due studenti americani lasciano la stanza dell’hotel “Le Meridien” per portare lo zainetto sottratto a Sergio Brugiatelli, e quello nel quale incontrano il vicebrigadiere Cerciello Rega e il suo collega nel quartiere romano di Prati.

L’udienza davanti ai giudici della libertà, per l’esame della posizione di Hjort, è stata rinviata al 16 settembre. Nel video i due indagati si muovono nervosamente avanti e indietro passando più volte davanti a un bar della zona. E si abbassano nascondendosi tra le auto in sosta ed anche quando passa una ‘Gazzella’ dei carabinieri. Nel filmato, comunque, non ci sono immagini relative alla colluttazione che porterà alla morte di Cerciello Rega.





Papa Francesco è arrivato in Madagascar

Papa Francesco è arrivato in Madagascar, seconda tappa del suo viaggio apostolico. Ad accogliere il Pontefice all’aereoporto della capitale Antananarivo il presidente del Paese Andry Rajoelina e sua moglie. Due bambini in abito tradizionale hanno offerto dei fiori al Papa, alla presenza di circa trecento fedeli e dei vescovi dell’isola. Francesco si è poi diretto in automobile alla Nunziatura Apostolica del Paese, dove è stati salutato da un coro di 50 ragazzi.che ha intonato due inni locali in onore del Pontefice. Al termine dei canti, Papa Francesco ha salutato individualmente i partecipanti prima di entrare in Nunziatura, dove cenerà e trascorrerà la notte.

La giornata di domani inizierà alle 8,30 con la visita al Palazzo presidenziale Iavoloha e il discorso alle autorità, la società civile e al corpo diplomatico. Il Papa sarà poi ospitato dal Monastero delle Carmelitane Scalze di Antananarivo dove reciterà l’Ora Media. Dopo il Papa incontrerà i vescovi del Madagscar nella cattedrale di Andohalo e visiterà la tomba della Beata Victoire Rasoamanarivo. Alle 18.00 la veglia con i giovani nel campo diocesano di Soamandrakizay.

Il campo diocesano sarà anche il luogo dove domenica mattina il Papa celebrerà la Santa Messa e reciterà la preghiera dell’Angelus. Nel pomeriggio Francesco visiterà la Città dell’amicizia Akamasoa e pregherà per e con in lavoratori della cave di pietra di Mahatazana. In serata l’incontro con i sacerdoti e religiosi malgasci al Collegio di Saint Michel. La partenza per le Mauritius, ultima tappa del suo viaggio, è prevista per lunedì mattina.





Governo, prima grana su Atlantia. Giarrusso (M5S) chiede alla ministra Pd De Micheli di chiarire sulle concessioni

 

Il senatore M5s Mario Giarrusso voterà "la fiducia al governo Conte" soltanto se il nuovo ministro dei Trasporti Paola De Micheli (Pd) "chiarirà su Atlantia". Il riferimento è a un’intervista alla Stampa in cui la nuova responsabile del dicastero ha escluso la revoca della concessione di Autostrade. "La posizione del M5s è chiara - spiega Giarrusso -: noi siamo per la revoca e non diamo la fiducia se si inizia subito a martellare l’accordo".





La ‘Caporetto’ di Boris Johnson, la legge anti-no deal passa anche alla Camera dei Lord

Ormai per Boris Johnson è una vera e propria ‘Caporetto. Anche alla Camera dei Lord, infatti ha approvato la legge "anti-no deal", promossa dalle opposizioni e da un gruppo di Tory dissidenti, con l’obiettivo di cercare d’imporre al premier inglese Boris Johnson un rinvio della Brexit oltre la scadenza del 31 ottobre. Per la conclusione dell’iter legislativo manca la firma, scontata, della Regina. Lunedì il governo intende riproporre una mozione in favore di elezioni anticipate per metà ottobre. Ma ormai sembra sempre più difficile per il Premier avere ragione di una situazione divenuta di fatto ingovernabile e fuori dal suo controllo. Forse, le sconfitte che sta incassando sul campo sono ancor peggiori di quelle di Theresa May.





Telefonata di Trump al Presidente del Consiglio Conte

Il presidente americano Donald Trump e il primo ministro italiano Giuseppe Conte hanno avuto una conversazione telefonica. A darne notizia è stata la stessa Casa Bianca sottolineando che i due leader hanno fatto il punto sulle questioni bilaterali tra Stati Uniti e Italia. Trump, nelle scorse settimane, aveva ‘scommesso’ su Conte e sulla formazione del nuovo Governo. Lo scorso 27 agosto, quando la crisi di governo in Italia non era ancora stata superata, il presidente americano , aveva espresso il proprio consenso nei confronti di Conte: "Comincia a mettersi bene per Giuseppe Conte, il primo ministro della repubblica italiana, altamente rispettato. Speriamo rimanga primo ministro", aveva twittato il presidente degli Stati Uniti. “Ama il suo paese e lavora bene con gli Stati Uniti. Un uomo di grande talento che, speriamo, rimarrà primo ministro". Auspicio che poi è divenuto realtà.