La grande fuga da Forza Italia è realtà anche nel Lazio, l’addio di Palozzi

 

Anche nel Lazio c’è la fuga da Forza Italia. Alla Regione l’addio di Palozzi che fonda un nuovo Gruppo

 

“In queste ore ho deciso di uscire dal gruppo consiliare di Forza Italia per confluire nel gruppo misto del Consiglio regionale del Lazio come passaggio per far nascere il gruppo di “Cambiamo”. Ad annunciarlo, in una nota, il consigliere regionale del Lazio ed esponente di “Cambiamo!/ Laboratorio Lazio per il Cambiamento”, Adriano Palozzi. “Si tratta di una scelta sofferta ma inevitabile, maturata nel tempo alla luce della preoccupante involuzione in atto all’interno di Forza Italia. Un partito ormai ai minimi storici, dove meritocrazia e radicamento sono soffocati da egoismi e ambizioni personali. Abbiamo provato in tutte le maniere ad approntare quell’auspicato percorso di rinnovamento e radicamento, che avrebbe rilanciato FI e lo abbiamo fatto su principi di dialogo e spirito democratico, senza cercare alcuna leadership personale. Insieme al presidente Toti – ha continuato Palozzi -, ad esempio, abbiamo chiesto una chiara inversione di rotta, al fine di ridare linfa e slancio alla base, attraverso strumenti innovativi come le primarie, l’azzeramento delle cariche e il rinnovamento della classe dirigente. Richieste e istanze rimaste totalmente inevase. Per tutte queste ragioni, dunque, non intendo più far parte di un partito logorato, chiuso e lontano dai cittadini. C’è bisogno di una nuova spinta propulsiva e forte, per un cambiamento profondo del centrodestra: elementi fondamentali, che abbiamo riscontrato invece nel presidente Toti e in “Cambiamo”, che ho contribuito a far nascere e nel quale militerò con passione e dedizione: un percorso innovatore, liberale, inclusivo, giovane e che guarda solo al centrodestra, già sposato da tanti amministratori ed esponenti politici nel Lazio e in tutta Italia. A livello istituzionale – conclude Palozzi -, continuero’ la mia opposizione dura e senza sconti nei confronti del presidente Zingaretti e della sua fallimentare amministrazione regionale”.





Scossa di terremoto (1.5) alle porte di Roma

 

Scossa di terremoto alle porte di Roma a metà mattina di mercoledì. Un sisma di magnitudo 1.5 della scala Richter è stato rilevato dalla sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 10.30 del mattino nella zona a 2 km a nord della cittadina di Colonna, in provincia di Roma. L’ipocentro ha coordinate geografiche (lat, lon) 41.85, 12.75 e una profondità di 8 km.





Madre disperata consegna la droga e fa arrestare dalla Polizia il figlio

Ha denunciato il figlio e lo ha fatto arrestare dalla Polizia di Stato per salvarlo dalla dipendenza dalla droga.

E’ successo pochi giorni fa. La donna, che da anni si prodigava per il figlio appena 23enne in cerca di una soluzione per farlo disintossicare, le ha provate tutte ma ad oggi non è ancora riuscito a liberarlo dal girone infernale degli stupefacenti.

Sabato scorso, come è solita fare ormai da anni, è entrata nella camera da letto del figlio per verificare le sue condizioni di salute, notando, su un mobile della stanza, alcune buste in cellophane contenenti dello stupefacente. A quel punto, presa dalla rabbia, dallo scoraggiamento e dalla disperazione, la donna ha contattato gli agenti del commissariato Vescovio, competenti per territorio e dai quali si reca di sovente per avere consigli in merito alla sua situazione, ed ha deciso di denunciare il figlio. La segnalazione della donna ai poliziotti, ha permesso agli investigatori agli ordini di Mario Spaziani, di sequestrare nell’abitazione quasi mezzo chilo di sostanza stupefacente del tipo marijuana e d alcuni grammi di cocaina che il giovane nascondeva negli slip.

Condotto in commissariato e arrestato per il reato di possesso ingiustificato di sostanze stupefacenti, l’uomo è stato condotto presso le celle di sicurezza della Questura e successivamente in Tribunale per la celebrazione del rito direttissimo.





Rapina shock nella notte a Velletri (Rm)

 A volto coperto e armati di pistola, quattro rapinatori sono entrati in una villa vicino Roma, hanno rubato denaro e oggetti preziosi e prima di andar via hanno aggredito il proprietario e il suocero.
Paura due notti fa in una villa di Lanuvio, comune della citta’ metropolitana ai Castelli Romani. L’allarme e’ scattato intorno all’1.30 quando i proprietari hanno dato l’allarme ai carabinieri. A quanto ricostruito, intorno alle 23 quattro uomini a volto coperto, con accento dell’Est, sono entrati nell’abitazione a volto coperto e armati di pistola. Sono scappati via con gioielli e denaro custoditi in cassaforte. Per guadagnarsi la fuga hanno aggredito il proprietario 53enne e il suocero di 81 anni. Entrambi sono stati medicati sul posto.
Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Velletri. Sono in corso indagini per individuare la banda di rapinatori.





C’è un nuovo Triage ospedaliero per il Lazio

 

 “La Regione Lazio è tra le prime Regioni in Italia ad approvare il manuale operativo per la trasformazione del triage ospedaliero dai codici a colore ai codici numerici. Un passaggio che non è un semplice adempimento o spacchettamento del sistema dei codici a colori, ma rappresenta un nuovo processo di codifica nel quale si ridefiniscono i tempi massimi di attesa, la definizione clinica del paziente e i parametri vitali per l’attribuzione finale del codice numerico”. Così l’Assessore alla Sanità l’Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, in merito al nuovo sistema di triage ospedaliero che entrerà in vigore dal prossimo anno. Il Lazio è tra le prime Regioni ad approvare il manuale operativo. Il cuore del programma prevede di passare dai consueti 4 Codici a colore (Rosso-Giallo-Verde e Bianco) al nuovo sistema a 5 Codici numerici (dall’1 al 5) nel quale 1 è l’Emergenza, 2 l’Urgenza, 3 l’Urgenza differibile, 4 l’Urgenza minore e 5 la Nnon urgenza. I codici 1-2-3 sono a medio alta intensità di cure mentre 4-5 a moderata-bassa intensità. 

“E’ stato volto un lavoro molto complesso – prosegue l’Assessore D’Amato – che ha coinvolto oltre 100 operatori di tutte le strutture pubbliche e accreditate e voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al compimento di un’opera monumentale che cambierà radicalmente la presa in carico dei pazienti nella rete dell’emergenza e la catena di responsabilità”. “Ora – conclude D’Amato – sono in corso i lavori per l’adeguamento informatico dei sistemi dei Pronto soccorso che andranno completati entro l’anno e le Asl, le Aziende Ospedaliere e i policlinici universitari di tutte le sedi di Ps stanno predisponendo la formazione del personale entro il prossimo 31 ottobre. Sarà assicurata inoltre la massima divulgazione del manuale operativo tra gli operatori, il personale infermieristico e i cittadini. Ora scatta il conto alla rovescia poiché dal prossimo anno si dovrà adottare il nuovo sistema. Nel Lazio negli ultimi dieci anni vi è stata una progressiva e graduale diminuzione degli accessi totali nei Pronto soccorso che sono diminuiti di 200 mila unità, ma al tempo stesso vi è stato un aumento della complessità in particolare per quanto riguarda i codici gialli e i codici rossi”.





Discarica di Corcolle, la Raggi dice no

“La discarica di Corcolle ha già ricevuto una serie di pareri negativi, l’unico parere positivo sembra essere quello della Regione”. Sono le parole del sindaco di Roma, Virginia Raggi, a margine della consegna dei nuovi bus nella zona di Corcolle, rispondendo cosi’ a chi le chiedeva, anche tra le persone presenti, un parere sulla possibile creazione di una discarica di servizio in questa zona. “Il municipio, la citta’ metropolitana, il ministero hanno dato parere negativo, presto si pronuncera’ anche il dipartimento di Roma Capitale – ha aggiunto -. Io non credo che questo sia un territorio che possa ospitare una discarica. Il VI Municipio come sappiamo e’ gia’ martoriato, c’e’ gia’ l’impianto di Rocca Cencia che gia’ stabilisce un carico pesantissimo per la comunita’ locale. Il Comune e’ per il no, non e’ questo il territorio in cui puo’ essere aperta un’altra discarica”.





Formazione professionale, partono i corsi della Regione Lazio

Al via dal 15 settembre i corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che, per l’anno in corso, possono contare su risorse pari a44.068.000,00 euro tra fondi regionali, nazionali e europei. Il “Piano annuale degli interventi del sistema educativo regionale” è stato votato dalla Giunta regionale e disciplina in dettaglio gli aspetti programmatici, organizzativi e gestionali dei percorsi triennali, realizzati dal sistema della Formazione Professionale – a gestione diretta e in regime convenzionale – individuando anche le risorse disponibili e i criteri di ripartizione. In tutto il Lazio ci sono 12 Istituzioni Formative in regime convenzionale e 5 Istituzioni Formative a gestione diretta degli Enti territoriali. Nello scorso anno scolastico e formativo si sono svolti 475 percorsi per un numero complessivo di 10.014 allievi coinvolti. ‘I percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale – secondo l’assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio Claudio Di Berardino – rivestono per il nostro territorio una grande importanza, dal punto di vista formativo e occupazionale. Rappresentano infatti uno dei canali privilegiati per permettere ai giovani di studiare e di imparare una professione e per potersi presentare nel mondo del lavoro con conoscenze immediatamente spendibili nel mercato. Gli IeFP costituiscono un valido strumento di prevenzione della dispersione scolastica e della disoccupazione giovanile. Alle ragazze e ai ragazzi che stanno per iniziare l’anno scolastico un grande in bocca al lupo’.





Bilancio Ama, resta il giallo su 18 milioni di crediti vantati con Roma Capitale. La presa di posizione di Baglio (Pd)

 

“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare! La colorita espressione del grande Gino Bartali si sposa perfettamente con il bilancio Ama 2017. Scritto, bocciato e riscritto ma la Giunta non lo ha ancora adottato. Eppure il nuovo documento contabile di AMA dopo un anno e mezzo di rimpalli con il Campidoglio, ovvero gli ormai famosi 18 milioni di crediti vantati da Ama verso l’amministrazione comunale di Roma per i servizi extra nel settore dei cimiteri e che sono costati anche la rimozione dell’ex assessore Montanari e del cda guidato dal dott. Bagnacani, sembravano non essere più un problema”. Così in una nota la consigliera del PD capitolino Valeria Baglio. 

Quei crediti, ricorda Baglio “sono stati inclusi in un fondo rischi inserito nel patrimonio netto della società capitolina in attesa di un confronto chiarificatore con gli uffici del Comune circa la loro esigibilità. Queste le rassicurazioni date in commissione trasparenza lo scorso 3 settembre dall’attuale A.D. Paolo Longoni che nella stessa riunione ha spiegato anche i motivi di un passivo molto più pesante registrato nel bilancio Ama 2017 e relativo alla svalutazione del Centro Carni”. Il Campidoglio, riporta Baglio “invece sembrerebbe contestare l’accorgimento contabile e chiede di nuovo all’azienda capitolina di iscrivere da subito quei crediti nelle passività 2017. Insomma, si dilatano i tempi in modo abnorme per l’approvazione del bilancio 2017 e come un elastico si allunga o si accorcia la lista della riconciliazione dei crediti vantati da AMA”. 

“Siamo passati quindi, nel breve arco di tempo relativo al cambio di CdA da un bilancio in sostanziale pareggio con un contenzioso su 18 mln ad un pesante rosso di 137 milioni che condizionerà inevitabilmente il futuro industriale di AMA ad ulteriori crediti verso Ama che il Campidoglio non intende riconoscere. Sembra il teatro dell’assurdo! – secondo la consigliera Pd -. Qualcuno ha intenzione di intorbidire nuovamente le acque? Cosa vogliono davvero Raggi, Lemmetti e Giampaoletti? Dove vogliono far andare a sbattere l’azienda e i suoi 7.800 lavoratori?”. 

La realtà, secondo Baglio “è che non ci sono più problemi contabili o con l’ex ad Bagnacani e forse non ci sono mai stati. Abbiamo chiesto al Presidente della commissione trasparenza Marco Palumbo di riconvocare tutti i soggetti interessati per fare chiarezza sui conti dell’azienda. E’ inaccettabile continuare a giocare con il futuro dell’AMA, dei suoi dipendenti e con il degrado e l’emergenza continua che imperversa nella capitale d’Italia”, conclude. 





Presi i tre albanesi responsabili di una rapina in villa a Fiano Romano, blitz congiunto di Interpol-Carabinieri e Polizia albanese

I Carabinieri della Stazione di Fiano Romano, collaborati in fase esecutiva da personale dell’Interpol e della polizia albanese, al termine di una complessa attività di indagine, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Rieti, nei confronti di 3 soggetti di origine albanese, due uomini di 32 e 38 anni e una donna di 49 anni, poiché ritenuti responsabili della rapina consumata lo scorso 4 maggio in danno di una coppia, proprietaria di una villa di via S. Lorenzo di Fiano Romano.

All’epoca dei fatti, tre individui con volto travisato, armati con una pistola e un’ascia, dopo aver scavalcato il muro di cinta della villa e fatto scattare l’allarme perimetrale, bloccarono il proprietario che, sentiti i rumori, era uscito per verificare quanto stesse accadendo, e sotto la minaccia delle armi lo portarono all’interno, ove alla presenza della moglie, asportarono, smurandola, una piccola cassaforte, facendosi consegnare denaro e preziosi per un valore di oltre 60.000 euro, per poi allontanarsi a piedi.

Nella stessa serata, i due ladri asportarono da un’abitazione di Capena una autovettura che abbandonarono poi sull’autostrada A1, altezza di Guidonia Montecelio – direzione sud, dopo che una pattuglia della Polstrada li aveva notati. In questa circostanza,  riuscirono a dileguarsi nelle campagne.

Nella mattinata seguente, il 5 maggio, la Polstrada intercettò un’Audi A3, sull’A1 altezza casello Caianello (CE), carreggiata sud, ove gli occupanti erano riusciti a darsi alla  fuga. Nella circostanza, uno dei fuggitivi si liberò del borsello, al cui interno fu rinvenuta una pistola Beretta con due caricatori, oltre a diversi oggetti in oro, mentre all’interno dell’autovettura fu trovato un grosso cacciavite. I gioielli, riconosciuti come appartenenti alle vittime della rapina in villa, vennero restituiti.

L’attività di indagine, sin da subito, si è concentrata sulla 49enne albanese, che da alcuni mesi esercitava la mansione di colf presso l’abitazione delle vittime; la donna, tra l’altro, risultava convivere con suo nipote 38enne, gravato da precedenti per reati contro il patrimonio. Ulteriori approfondimenti consentivano di appurare che l’uomo aveva in passato vissuto nella provincia di Caserta, ove aveva avuto contatti con un altro connazionale, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio.

Le risultanze delle indagini, corroborate da un determinante supporto investigativo fornito dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Sessa Aurunca (CE),  condivise dall’A.G., permettevano di accertare che i ladri giovani, dopo aver commesso la rapina, con l’apporto decisivo della donna, che ha svolto il ruolo di “basista”, rubavano l’autovettura a Capena, che poi abbandonavano in autostrada all’altezza di Guidonia. Successivamente gli stessi, al fine di proseguire la fuga verso sud, contattavano un complice in provincia di Caserta, che li recuperava con l’Audi A3. I rapinatori venivano nuovamente intercettati all’altezza di Caianello, dove abbandonavano l’autovettura e parte della refurtiva, che poi è stata riconsegnata ai legittimi proprietari.

I malviventi, che dopo la rapina hanno fatto rientro in Albania, sono stati individuati nel loro Paese da personale Interpol, previa richiesta della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma che ha internazionalizzato la misura cautelare emessa dall’A.G. di Rieti, mentre la donna è stata posta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Fiano Romano.





Boom di palestre e circoli sportivi negli ultimi 5 anni: 5mila le imprese in più (+23,9%)

Boom di palestre e circoli sportivi in Italia ma in forte crescita anche le società che organizzano eventi legati allo sport. Gli italiani, a leggere i dati Unioncamere-InfoCamereal 30 giugno scorso, confrontati con lo stesso periodo del 2014, sembrano sempre più attenti alla forma e appassionati di manifestazioni sportive: in cinque anni infatti le imprese che operano nel settore sono aumentate di 5mila unità (+23,9%), raggiungendo oggi i 23mila operatori.  Lo “zoccolo duro” del comparto è rappresentato dalle organizzazioni sportive e di promozione di eventi legati allo sport, ambito nel quale al 30 giugno scorso operavano 8.127 imprese, pari al 35% del totale. Pari rilevanza (intorno al 22%) hanno le altre componenti dell’offerta imprenditoriale sportiva nazionale: gestione degli impianti (5.167 attività), gestione di palestre (5.100) e club sportivi (4.986). La Lombardia è la regione più “in forma” con oltre 4mila attività registrate e con incrementi di tutto rilievo nel periodo considerato, sia tra le palestre, sia tra i club sportivi. Seguono a distanza Lazio (quasi 3mila attività) ed Emilia Romagna (oltre 2mila). In termini di variazione percentuale nei cinque anni considerati, però, al primo posto si colloca il Lazio (+30,4%), seguito dalle Marche (+30,2%) e dal Veneto (+30%). A livello provinciale, Roma è davanti a tutti in termini di numerosità delle imprese del settore con oltre 2.500 attività, seguita da Milano (quasi 1.500) e Torino che sfiora quota mille. La coppia Roma-Milano è al vertice della classifica anche in termini di aumento delle attività appartenenti a questo comparto tra il 2014 e il 2019: +574 a Roma e +378 Milano, grazie soprattutto alla crescente diffusione delle palestre (+113). Anche nelle realtà provinciali più piccole, però, i cittadini possono oggi contare su una rete crescente di attività specializzate nel fitness. A Biella, ad esempio, sono più che raddoppiate le strutture sportive rispetto a giugno 2014, tanto che a fine giugno 2019 la provincia registra un incremento di imprese del settore del 64%. Alta la crescita anche a Imperia (+48,9%) e a Vercelli (+47,7%). Aumenti oltre il 40% contraddistinguono anche le province di Trieste, Catanzaro, Savona, Ravenna, Lodi, Caserta e Pescara.





Nel 2100 l’Italia avrà il 50% di cittadini musulmani

 

“Gli stranieri di religione musulmana residenti in Italia al 1° gennaio 2019 sono 1,58 milioni. Rispetto alla stessa data di rilevazione nel 2018, la classifica delle appartenenze religiose degli stranieri residenti in Italia vede i musulmani primi al posto dei cristiani ortodossi. I musulmani rappresentano infatti il 30,1% degli stranieri residenti in Italia (nel 2018 erano il 28,2%). I cristiani ortodossi il 29,7% (pari a un milione e 560mila). Seguono i cattolici (977mila pari al 18,6%)”. Sono numeri pubblicati sul ‘Primo rapporto sull’islamizzazione d’Europa’ curato dalla Fondazione Farefuturo con il contributo dell’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia che sarà presentato alle 15 in Senato. Dall’analisi emerge che “gli stranieri musulmani residenti in Italia – recita il rapporto - sono aumentati di 127mila unità rispetto al 2018 (erano 1,45 milioni), mentre i cristiani nel loro complesso sono invece diminuiti di 145mila unità (nel 2018 erano poco meno di 3 milioni) pur mantenendo ancora il ruolo di principale religione professata dagli stranieri. Per quanto riguarda la nazionalità, si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia provengano dal Marocco (440mila), Albania (226mila), Bangladesh (141mila), Pakistan (106mila) ed Egitto (111mila)”.  Tornando all’Italia,  “nel 2100 i musulmani potrebbero costituire la metà della popolazione italiana – afferma l’indagine di FareFuturo - questo scenario potrebbe verificarsi per due motivi: perché le immigrate musulmane hanno un tasso di fertilità che è il doppio di quello delle italiane e perché il 78% dei richiedenti asilo e degli immigrati irregolari che arrivano in Europa sono musulmani”. L’85% degli italiani ritiene che ’’gli immigrati dovrebbero fare un corso di lingua italiana e di educazione civica prima di essere regolarizzati’’, ’’il 60% ritiene che il velo indossato dalla maggior parte delle donne musulmane, sia una coercizione imposta dalla famiglia e dai retaggi’’, "l’80% chiede l’introduzione di uno speciale reato in Italia, per chi predica odio tra le religioni e giustifica gli atti di terrorismo e per il 56% bisognerebbe addirittura che la lingua liturgica delle prediche nelle moschee diventi l’italiano in modo che possano essere capite’’. E ancora: ’’Il 55% degli intervistati ritiene che la maggior parte dei musulmani qui in Italia voglia integrarsi nella società, vivendo ’da italiano’ pur mantenendo la propria identità musulmana. Di converso, un non trascurabile 27% resta convinto che lo scopo principale dell’islamico sia, sì, vivere in Italia, ma seguendole proprie leggi separate’’.





Israele e la Cisgiordania, l’Arabia Saudita avverte Trump

L’Arabia Saudita ha condannato l’annuncio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della sua intenzione di annettere parte della Cisgiordania in caso di vittoria alle elezioni imminenti, descrivendo la misura come “priva di fondamento”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale, citando la Corte reale.

“Il regno afferma che questa dichiarazione è un’escalation molto pericolosa contro il popolo palestinese e rappresenta una flagrante violazione della carta delle Nazioni Unite e dei principi del diritto internazionale”, ha detto l’agenzia di stampa saudita ufficiale. L’Arabia Saudita ha anche chiesto una “riunione di emergenza” dei ministri degli Esteri dei 57 Stati membri dell’Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC), ha aggiunto la ZPS.

Israele ha occupato la Cisgiordania dal 1967, ma formalmente non l’ha annessa. I palestinesi rivendicano l’intera Cisgiordania per il loro futuro stato indipendente. Netanyahu ha però sempre sostenuto che Israele continuerà a mantenere una presenza nella Valle del Giordano per ragioni di sicurezza.





Nel futuro della Chiesa cattolica possibili altri scismi. Francesco: “Non ho paura, ma prego perché non ce ne siano”

“Nella Chiesa ci sono stati tanti di scismi. Sempre c’è l’opzione scismatica nella Chiesa, sempre. Ma è una delle opzioni che il Signore lascia alla libertà umana. Io non ho paura degli scismi, prego perché non ce ne siano, perché c’è in gioco la salute spirituale di tanta gente. Che ci sia il dialogo, che ci sia la correzione se c’è qualche sbaglio, ma il cammino dello scisma non è cristiano”. Così Papa Francesco rispondendo ai giornalisti sul volo di ritorno dal viaggio in Africa, come riporta Vatican News, a una domanda sulle critiche che arrivano dai settori più conservatori della Chiesa statunitense.

“Le critiche – ha ricordato Bergoglio – sempre aiutano, sempre. Quando uno riceve una critica subito deve fare l’autocritica e dire: questo è vero o non vero? Fino a che punto? E io sempre dalle critiche traggo vantaggi. A volte ti fanno arrabbiare… Ma i vantaggi ci sono”.

“Le critiche non sono soltanto degli americani, ci sono un po’ dappertutto, anche in Curia. Almeno quelli che le dicono hanno il vantaggio dell’onestà di dirle. A me non piace quando le critiche stanno sotto il tavolo: ti fanno un sorriso facendo vedere i denti e poi ti danno il pugnale da dietro. Questo non è leale, non è umano. La critica è un elemento di costruzione, e se la tua critica non è giusta, tu stai preparato a ricevere la risposta e fare un dialogo e arrivare a un punto giusto. Questa è la dinamica della critica vera. Invece la critica delle pillole di arsenico è un po’ buttare la pietra e nascondere la manoà Questo non serve, non aiuta. Fare una critica senza voler sentire la risposta e senza fare il dialogo è non voler bene alla Chiesa, è andare dietro a un’idea fissa, cambiare il Papa, o fare uno scisma. Questo è chiaro: sempre una critica leale è ben ricevuta, almeno da me”, ha concluso il Papa.





I pensionati non dormono e a novembre saranno in piazza a Roma

Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità. Lo hanno deciso gli esecutivi unitari dei sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil che si sono riuniti oggi (11 settembre) a Roma.

"In particolare - sostengono i sindacati - c’è bisogno di sostenere la sanità pubblica e universale, invertendo la rotta con la politica dei tagli e dotandola delle risorse necessarie al suo rilancio. Così come non è più rinviabile la definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza,per affrontare quella che sta diventando a tutti gli effetti una vera e propria emergenza nazionale che riguarda milioni di anziani e le loro famiglie".

C’è, infine, bisogno di tutelare i redditi da pensione, la maggior parte dei quali non arrivano ai mille euro al mese. "Riteniamo per questo indispensabile che la riduzione del carico fiscale, giusto e doveroso nei confronti dei lavoratori, sia esteso anche ai pensionati. Confidiamo - concludono Spi, Fnp e Uilp - che il governo sia di vera svolta, che si confronti nel merito con il sindacato e che si faccia carico di queste tematiche".





Cgil, Cisl e Uil chiedono a Conte di aprire i tavoli di confronto

 

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno inviato questo mercoledì mattina al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una lettera, per richiedere un incontro urgente sulla prossima legge di stabilità.

“Egregio Presidente, - scrivono i tre segretari generali - nel congratularci per la fiducia ricevuta dalle Camere al Suo governo, siamo a chiederLe un incontro urgente per poter discutere, come da Lei annunciato nel corso del discorso programmatico alle Camere, della prossima legge di stabilità e delle misure che riteniamo indispensabili per la crescita e lo sviluppo dell’economia italiana”.

“Crediamo che l’incontro possa anche essere l’occasione - aggiungono Landini, Furlan e Barbagallo - per esaminare le richieste che le nostre organizzazioni da tempo avanzano e che hanno indicato in una piattaforma sostenuta in questi mesi da una mobilitazione nei luoghi di lavoro e nelle piazze d’Italia”.





Ue, tutti i nomi della Commissione

Ursula Von der Leyen, ha scelto la sua squadra che ora dovrà passare al vaglio dell’Europarlamento.  Oltre che Gentiloni, che avrà il delicato degli affari economici, ecco tutti gli altri nomi.

Bilancio e amministrazione va a Johannes Hahn (Austria);Giustizia a Didier Reynders (Belgio); Innovazione e gioventù a Mariya Gabriel (Bulgaria); Democrazia e demografia a Dubravka Suica (Croazia) che sarà anche vicepresidente; Salute a Stella Kyriakides (Cipro); Věra Jourová (Repubblica Ceca) sarà vicepresidente con delega ai valori e trasparenza;la vicepresidente esecutivo Margrethe Vestager (Danimarca) avrà le deleghe al digitale e alla concorrenza; l’energia a Kadri Simson (Estonia); i partenariati internazionali a Jutta Urpilainen (Finlandia);

il mercato interno a Sylvie Goulard (Francia); il vicepresidente Margaritis Schinas (Grecia) prenderà la sicurezza e l’immigrazione; Vicinato ed Allargamento a Laszlo Trocsányi (Ungheria); il commercio a Phil Hogan (Irlanda); il vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis (Lettonia) sarà responsabile per le politiche economiche e finanziarie;

Ambiente e oceani al 28enne Virginijus Sinkievičius (Lituania); il Lavoro a Nicolas Schmit (Lussemburgo); Uguaglianza a Helena Dalli (Malta); il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans (Olanda) il Patto verde con delega al Clima; l’Agricoltura a Janusz Wojciechowski (Polonia);Coesione e riforme a Elisa Ferreira (Portogallo);

i Trasporti a Rovana Plumb (Romania); il vicepresidente Maros Sefcovic (Slovacchia) le relazioni istituzionali e pianificazione;la gestione delle crisi a Janez Lenarcic (Slovenia);

gli affari interni a Ylva Johansson (Svezia). Josep Borrell (Spagna) designato dal Consiglio europeo Alto rappresentante Ue in accordo con Ursula von der Leyen (Germania).

 





Evasione, Confindustria chiede una tassa ad hoc sull’uso dei contanti

Per incentivare l’uso della moneta elettronica e penalizzare quello del contante in modo da combattere l’evasione è stata illustrata una proposta operativa del Centro studi di Confindustria. L’idea è riconoscere un credito di imposta del 2% a chi utilizza pagamenti elettronici, mentre la penalità sui contanti avrebbe la forma di una commissione del 2% sui prelievi "esentando quelli fino a 1.500 euro mensili". Il gettito extra sarebbe così di 3,4 miliardi l’anno. La proposta, si legge nella nota del Csc, non comporta oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica e può dare "un recupero di gettito attraverso la riduzione dell’evasione fiscale". "Sembra ragionevole assumere di esentare i prelievi mensili fino a 1.500 euro: ciò si traduce in un’esenzione dalla commissione per il 75% dei conti italiani. Applicando una commissione del 2% sui prelievi eccedenti tale soglia - stima il Csc -, si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi". "Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti in Italia nella lotta all’evasione fiscale, che ha portato gradualmente all’emersione di gettito. Ne e’ un esempio il recente intervento sulla fatturazione elettronica. Malgrado cio’, la perdita di gettito fiscale e contributivo è stimato ancora sopra ai 100 miliardi di euro (fonte Mef), solo in parte attribuibile a grandi evasori", evidenzia il Csc. "L’Italia è anche uno dei paesi dove meno diffuso è l’utilizzo di carte di pagamento: rispetto a una media europea superiore a 100 transazioni pro-capite annue, in Italia ne vengono effettuate meno della metà", prosegue il Csc, sottolineando che "l’utilizzo maggiore di metodi di pagamento digitale può far emergere gettito fiscale modificando le abitudini di spesa dei consumatori finali".





Export nazionale: Centro (+5%); Mezzogiorno (+4%); Nord Ovest (-0,4%) e Nord Est (-0,6%)

 

Nel secondo trimestre 2019 si stima una crescita congiunturale delle esportazioni per il Centro (+5,0%) e per il Sud e Isole (+4,0%), mentre sia il Nord-est sia il Nord-ovest registrano una lieve diminuzione delle vendite (-0,6% e -0,4% rispettivamente).

Nel periodo gennaio-giugno 2019, si rileva un sostenuto incremento tendenziale delle vendite sui mercati esteri per il Centro (+17,4%), molto più contenuto per il Sud (+2,5%) e il Nord-est (+1,5%), mentre il Nord-ovest mostra una contenuta diminuzione (-1,1%) e le Isole una marcata contrazione dell’export (-11,9%). 

Nei primi sei mesi dell’anno, tra le regioni più dinamiche all’export su base annua, si segnalano Lazio (+26,9%), Molise (+24,6%), Toscana (+17,9%), Campania (+10,4%) e Puglia (+10,1%). Diversamente, si registrano ampi segnali negativi per Calabria (-22,0%), Basilicata (-19,5%) e Sicilia (-17,3%). 

Nel primo semestre 2019 le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dal Lazio e di articoli in pelle, escluso abbigliamento dalla Toscana contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export nazionale per 1,7 punti percentuali. 

Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Firenze, Latina, Bologna Frosinone, Milano e Arezzo.

 




Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruxelles per l’incontro con Ursula Von der Leyen

 

Su Facebook, il presidente del Consiglio ha scritto: “L’Italia oggi è più forte, e con il nuovo Governo intendiamo svolgere un ruolo di primo piano in questa fase di rinnovamento dell’Unione europea”, puntando a “tre obiettivi fondamentali e strategici per l’Italia e gli interessi degli italiani: la modifica del Patto di stabilità a favore della crescita, il superamento del Regolamento di Dublino sui flussi migratori, un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno”. Su questo “la mia determinazione è massima e confido di poter riscontrare un elevato grado di convergenza con la nuova Commissione europea”. “Subito al lavoro. In Europa non abbiamo tempo da perdere, ritengo sia prioritario accelerare” per raggiungere i tre obiettivi esposti. Poi dopo l’incontro: "Abbiamo parlato di quello che ci aspetta, della manovra economica. Abbiamo parlato anche del tema immigrazione: quali sono le nostre priorità e quali sono le sue", ha detto Conte dopo il bilaterale. Alla presidente eletta "ho spiegato che il progetto politico di questo governo è un’Italia digitalizzata, verde, completamente votata all’economia circolare, e da questo punto di vista c’è un’assoluta consonanza. Sono anche le sue priorità: credo che troveremo veramente in Europa un grande sostegno da questo punto di vista", ha sottolineato prima di recarsi al Parlamento europeo dal presidente dell’Aula, definendo gli incontri con von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk "molto cordiali, con veramente una grande disponibilità nei confronti dell’Italia e nei confronti miei personali". Per il presidente del Consiglio, che solo martedì ha incassato la fiducia del Parlamento, “occorre sostenere gli investimenti, a partire da quelli ambientali e sociali nell’ottica di uno sviluppo sostenibile che dia nuovo impulso al mercato del lavoro italiano, evitando un’impostazione di bilancio pro-ciclica non adeguata alle prospettive economiche del continente”. Sul tema migratorio “intendo continuare a lavorare strenuamente per una gestione multilivello, strutturale e non emergenziale dei flussi migratori, e raggiungere un’intesa su un meccanismo automatico di sbarchi e redistribuzione, con un’efficace politica europea dei rimpatri”. Quanto al Mezzogiorno, “dobbiamo provare a ottenere dall’Europa il riconoscimento di uno statuto speciale per poter varare misure straordinarie per lo sviluppo”.





Il Premier all’Ue: “Penalità per chi rifiuta l’accoglienza dei migranti”

 

Dopo l’apertura della von der Leyen, che nel discorso di presentazione della squadra ha parlato di nuove regole per la gestione dei migranti, Conte ha portato a Bruxelles le istanze italiane incontrando Tusk. E dopo il vertice ha sottolineato che il meccanismo dei rimpatri deve essere gestito a livello europeo, e che "chi non parteciperà" alla ripartizione "ne risentirà in misura consistente sul piano finanziario". "Dobbiamo fare molto di più sui rimpatri con l’aiuto dell’Ue, anche su questo abbiamo la piena attenzione", ha ribadito il premier da Bruxelles. "In Italia non possiamo dirci soddisfatti del sistema dei rimpatri, che dovranno essere gestiti a livello europeo, integrando gli accordi che devono essere a livello europeo non possono essere affidati agli Stati come l’Italia", ha aggiunto.

Tanti i temi trattati da Conte a Bruxelles. "Abbiamo bisogno di un po’ di tempo - ha detto - per fare l’Italia digitale, dobbiamo ri-orientare il sistema industriale verso la green economy, dobbiamo fare investimenti che ci consentano di orientare lo sviluppo verso una maggiore occupazione e vogliamo in modo trasparente fare un patto con Ue su questo che è il nostro programma". "Il nostro obiettivo - ha affermato Conte riassumendo il contenuto del suo confronto con i vertici delle istituzioni Ue - è la riduzione del debito, non stiamo dicendo che non vogliamo i conti in ordine ma lo vogliamo fare attraverso una crescita ragionata e investimenti produttivi. "Consentiteci di realizzare questi investimenti e per un po’ di tempo lasciateci realizzare questo progetto".





Schumaker cosciente? Voci incontrollate dall’ospedale di Parigi

Michael Schumacher sarebbe cosciente, secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano parigino Le Parisien, e dovrebbe lasciare in queste ore l’ospedale parigino Georges Pompidou, dove da lunedì è ricoverato per una terapia probabilmente a base di cellule staminali. Le Parisien, che ha dato la notizia dell’arrivo dell’ex pilota nella capitale francese per primo, cita ancora proprie fonti per confermare che Schumi dovrebbe partire, se il programma sarà rispettato. E attribuisce frasi "rubate" al personale sanitario che si alterna al suo capezzale: "sì - avrebbe detto a un collega una dottoressa del reparto di cardiologia uscendo - è nel mio reparto. E ti assicuro che è cosciente". La novità delle ultime ore - rivelano le fonti del Parisien - è stata la visita dell’amico di sempre, Jean Todt, che è arrivato al Pompidou e si è trattenuto da Schumacher per 45 minuti. Ha poi lasciato l’istituto da una porta secondaria, senza farsi vedere da nessuno.





Emergenza abitativa, avviso pubblico per la disponibilità di immobili destinati all’affitto di Roma Capitale

Pubblicato dal Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative l’avviso pubblico finalizzato alla redazione di un elenco di immobili messi a disposizione da soggetti pubblici e privati per essere affittati grazie al contributo economico mensile di sostegno all’emergenza abitativa, regolato dalla nuova delibera di Giunta Capitolina n. 169/2019. Questo strumento è stato predisposto per agevolare la ricerca degli appartamenti da parte dei cittadini beneficiari della misura, in affiancamento alla possibilità di ciascuno di reperire autonomamente l’abitazione, a prescindere dalle unità indicate nell’elenco. Il contributo economico, di importo non superiore a 516 euro mensili, sarà versato dall’Amministrazione Capitolina direttamente sull’Iban del locatore per l’intera durata del sostegno, che è stabilita in 4 anni.

 





Torna a Zagarolo la creatività di ‘Stradarolo’. Festival alla sua 20esima edizione

 

Dopo 4 anni di assenza torna Stradarolo, uno degli eventi più creativi ed originali che si siano mai affacciati alle porte di Roma. Festival multidisciplinare per vocazione, Stradarolo propone decine di performance artistiche, dal teatro alla danza alla musica alle semplici parole, utilizzando il parametro artistico come elemento di catalizzazione di impegno, passione, cultura. Il Festival è alla sua ventesima edizione, nato nel 1997. Qui è passato tanto teatro, la danza, le canzoni e il circo e stupefacenti performer, grandi nomi e spiazzanti acrobati, annate a tema, segni del tempo. Da sempre l’attenzione è stata centrata sui pendolari che costituiscono il modo e il moto perpetuo di chi vive alle porte di una metropoli. Andrea Satta, direttore artistico visionario, sempre in bilico tra la professione di pediatra e la passione della musica con i Têtes de Bois e mille altri progetti cui ha dato vita negli anni, ha costruito un percorso artistico strabiliante, riuscendo a fare di Marco Tardelli, calciatore ed eroe-mundial che tutti conoscono, un capo-comico su una corriera; mettere Giobbe Covatta in un incontro con i ragazzi di Friday For Future; parcheggiare Ulderico Pesce in una stazione di servizio a parlare di petrolio e di ambiente, Ascanio Celestini partecipare al dibattito sul caso cinematografico italiano dell’anno “Selfie” insieme all’autore Agostino Ferrente, ascoltare Nada parlare – e suonare – ad un incontro sulla musica d’autore o vedere Rocco Papaleo partecipare al sentito omaggio a Francesco Di Giacomo. Ma questo è solo un assaggio di cosa avverrà nei tre giorni a Zagarolo. Stradarolo è il Festival della lettura dei percorsi, delle idee, della interpretazione degli spazi. Corriere che sono teatri ambulanti, spettacoli di fronte alle pompe di benzina, pianoforti agli svincoli stradali, danza contemporanea sul sagrato della chiesa, interviste a popolari voci della musica leggera affacciati ad un balcone in piazza del Genio a Zagarolo, un film straordinario proiettato fra i vicoli e disegni giganti sui muri di un palazzo principesco, un pranzo popolare con bicchieri di vetro, piatti di coccio e forchette di metallo che ogni commensale si porta da casa per una tavolata lunga centinaia di metri la domenica a pranzo e la necessità di parlare di urgenze ambientali e ascoltare ragazzi di 17 anni che si battono per il futuro del pianeta. Stradarolo non assomiglia a niente altro. In fondo è il bello della differenza, in un’epoca nella quale si cerca di rendere inutile il pensiero, offuscando, quando non cancellando, la Memoria. Noi non possiamo tornare indietro dalla linea di civiltà che con vissuto drammatico i nostri padri sono riusciti a scrivere. Ora tutti quanti abbiamo paura della retorica, così tanta paura che viviamo fuori da ogni pathos, senza più il coraggio di rivendicare un odore, un sapore, un colore, un amore. Paralizzati dal rischio, abitiamo la quotidianità nel pragmatismo, smantellando con un moto beffardo ogni mozione appassionata. Non possiamo tornare indietro dal diritto di cercare la felicità, di comprendere gli altri, dall’accogliere e desiderare il bello della differenza e la ricchezza delle altre culture, per dare ai nostri figli un pianeta possibile da vivere. Il festival ha sempre avuto a cuore le tematiche ambientali. Quest’anno il tema è “Plastic Free”. Quindici anni fa, un’edizione fu dedicata alla raccolta differenziata, un’altra alle ciclabili che sognate in luogo della dismessa tratta ferroviaria Roma-Fiuggi. In altre occasioni il festival si è articolato sulla velocità lenta con percorsi montani che raggiungevano paesi vicini, ma, a piedi, con bivacchi in quota e attrazioni d’arte notturne. Stradarolo 2019 sarà il luogo dell’incontro, il vero assente di questi anni. Nella stagione della connessione permanente, trionfa la solitudine. Siamo così tanto connessi che siamo soli. Tutti concentrati sul proprio display, singolarmente tutti e la somma di tutti non fa un insieme. Fisicità poca, righe e rughe da mostrare e da leggere ancora meno. Molti fanno domande, pochi hanno voglia di ascoltare le risposte. Molti di quelli che danno risposte non hanno elementi e competenze per argomentare il proprio punto di vista. Il territorio del Festival è tagliato a metà da antichi percorsi; il più significativo è la via Francigena che in parte corrisponde al basolato romano della antica via Prenestina. L’itinerario attraversa belle e lussureggianti vallate, s’intrufola sotto il cavalcavia della bretella autostradale, sfiora discariche, si appisola sotto i pini della campagna romana. Dalle porte autostradali che aprono all’Abruzzo a quella di San Cesareo che da Roma punta al sud comprendendo oltre a Zagarolo i comuni di Gallicano e, appunto San Cesareo. Sono questi i riferimenti geografici. LE GIORNATE DI STRADAROLO 2019 Venerdì 13 settembre dalle 20.00 Il festival aprirà con Giobbe Covatta nel suo spettacolo “Sei gradi” e a seguire, ancora con lui, l’incontro con i ragazzi di Friday for Future che stanno rinnovando e svecchiando il pigro modo di immaginare il futuro, rivendicando il diritto ad un pianeta pulito. Ai ragazzi di FFF I Têtes de Bois hanno prestato il Palco a Pedali in piazza del Popolo, a Roma, lo scorso 19 aprile, in occasione della presenza in Italia di Greta Thumberg. Sabato 14 settembre - dalle 15.00 La seconda azione andrà in scena il sabato. Nel 1998 Stradarolo si fece sulle corriere e fu un gran successo. Venti anni dopo si tornerà sulle corriere. Saranno come piccoli teatri ambulanti in viaggio fra i paesi di Zagarolo, Gallicano e San Cesareo verso i caselli autostradali di Tivoli e San Cesareo. Tre corriere in cammino con sopra spettatori (bisogna prenotarsi per tempo al n: 0695769313 o via mail segreteria.stradarolo@gmail.com) per ribaltare il viaggio, quello dei pendolari, spesso fatto di noia e automazione, di fatica e rassegnazione. Per un’area suburbana ex paesana come quella che racconta Stradarolo, il viaggio del pendolare è la cosa da cui non puoi prescindere. In quel viaggio è il ritmo del giorno e della settimana, della stagione e della vita, su quelle corriere si dorme, ci si dispera, ci si addormenta, ci si sfinisce, ci si conosce (sempre meno), qualche volta ci si innamora. Un tempo si rubava l’occhio al giornale del vicino, ora si consulta assiduamente lo smartphone, purtroppo. A Stradarolo le corriere saranno spazi artistici. Capocomici delle corriere saranno Giuseppe Cederna attore e camminatore, nonché figlio di Antonio, il padre dell’ambientalismo italiano; Peppone Calabrese che ci ospiterà sulla sua corriera gastronomica, allestita con uno chef e prodotti locali a chilometro zero; Marco Tardelli, certo per tutti “l’eroe mundial”, ma anche uomo profondo e appassionato. Sarà con sua figlia, Sara Tardelli, a raccontarsi attraverso il suo libro “Tutto o niente. La mia storia”. Sulle corriere e durante il festival ci saranno le incursioni musicali dei Têtes de Bois. Domenica 15 settembre - dalle 11.00 Il Pranzo Popolare, è già stato sperimentato in occasione della edizione Stradarolo Big del 2015, dedicata all’amico, l’indimenticabile Francesco Di Giacomo, che a Zagarolo viveva. Anche quest’anno ci sarà una tavolata lunghissima, attraverso il centro storico di Zagarolo in via Fabrini, con artisti, pubblico, suoni improvvisati, bambini e altre mille occasioni. Sarà necessario portarsi da casa il patto di coccio, il bicchiere di vetro e la forchetta di metallo. (per info e prenotazioni: 0695769313) Al termine del pranzo, l’azione artistica prenderà la strada di un’area di servizio e lì sarà possibile assistere a “Petrolio”, lo spettacolo-denuncia di Ulderico Pesce dedicato a tutto quello che è successo in Basilicata in questi ultimi anni di furiose estrazioni petrolifere, e vedere “Sefie” di Agostino Ferrente, caso cinematografico dell’anno; a parlarne con l’autore ci sarà, tra gli altri, Ascanio Celestini. Certo, avremo la “Piazza Big” (il 15 domenica) come ogni anno dedicata a Francesco Di Giacomo, che tutti ricordano come meravigliosa voce del Banco del Mutuo Soccorso, invece è stato autore, anzi cantautore e creativo operatore culturale. Tutta “La parte mancante” di Francesco (come il titolo del suo album solista pubblicato di recente) sarà protagonista a Stradarolo. Qualunque sia il rinnovamento del Festival, a Stradarolo ci sarà sempre una piazza per Francesco che aveva scelto di abitare a Zagarolo da moltissimi anni. In questa piazza si alterneranno gli amici di Francesco, tra cui Rocco Papaleo, Paolo Sentinelli, Cecilia, con musica, testimonianze, performance, documenti filmati e sonori. La musica si incontrerà in tutte le piazza con Nada, Mariella Nava, Stefano Saletti, Her Pillow, Alessandro D’Alessandro, Daniele Di Bonaventura, Elena Somarè, Raffaella Misiti, Agnese Valle, Cecilia, Carmine Torchia, Valerio Corzani, Carlo Valente, Alessandra Parisi, Aranira, Nora Tigges, Sara Modigliani e il Coro multietnico di Romolo Balzani Poi sarà lo Stradarolo che tutti ricordano. I vicoli punteggiati di performance, dodici postazioni nelle sere del sabato e della domenica a partire dal pomeriggio. In piazza San Pietro avremo appuntamenti con la danza contemporanea e nelle altre evocative vie del paese: circo, arte di strada, teatro e musica, cinema d’autore, disegni. Il festival, come sempre, ospiterà nel primo pomeriggio di sabato e domenica attività dedicate ai bambini con la “caccia al tesoro” di Legambiente, la domenica con il laboratorio musicale sugli strumenti del Mediterraneo con Stefano Saletti, e alle 12 il laboratorio di circo a cura di Circo Maximo e gli spettacoli con gli equilibristi Los Filonautas . Gli artisti Fabio Magnasciutti e Krayon, dal buio in poi, il sabato e la domenica, realizzeranno e proietteranno in diretta giganti disegni sui muri chiari di Palazzo Rospigliosi al suono di un musicista.





Nuovi bus per il quartiere Corcolle di Roma, a consegnarli la Raggi

Nuovi bus in servizio anche nella periferia est di Roma per il quartiere di Corcolle, nel VI Municipio. La sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, insieme al presidente Atac Paolo Simioni, l’assessora alla Città in Movimento Linda Meleo e al presidente del Municipio VI Roberto Romanella hanno presentato oggi i nuovi bus che serviranno questa zona del quadrante est della città. Fanno parte di una tranche di 30 mezzi arrivati nelle ultime due settimane al deposito di Tor Sapienza. In tutto sono 90 i nuovi autobus arrivati a settembre nelle rimesse Atac: 44 a inizio mese e 46 questa settimana. Una flotta che si aggiunge agli 80 mezzi entrati in servizio ad agosto. “Continuiamo a rinnovare e a rendere più efficiente il servizio di trasporto pubblico. Le vetture sono parte del pacchetto di 227 mezzi acquistati su piattaforma Consip. La flotta continua a crescere: in un mese e mezzo abbiamo messo su strada 170 nuovi bus, soprattutto nelle periferie ed entro ottobre completeremo la fornitura. Senza dimenticare i nuovi acquisti già fatti e gli ordinativi previsti nei prossimi mesi”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi. “I nuovi bus andranno a potenziare linee di collegamento importanti come la 508 (Mondavio-Ponte Mammolo), a beneficio di tutti gli utenti della zona. Stiamo destinando risorse significative al rinnovo e rilancio del servizio di trasporto pubblico, per ringiovanire un parco mezzi che sconta un’età media di 12 anni. Con i nuovi arrivi stiamo già facendo importanti passi in avanti”, aggiunge l’assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo. Le caratteristiche tecniche. La fornitura prevede complessivamente 227 bus, 116 a gasolio (euro 6) da 12 metri e altri 20, sempre a gasolio da 10 metri. Le altre 91 vetture, da 12 metri, sono a metano. I mezzi sono a due e tre porte, hanno tutti la pedana manuale e il posto per i portatori di disabilità e offrono fino a 109 posti (i 12 metri a gasolio). Tutti i mezzi sono dotati di impianto antincendio, videosorveglianza, climatizzatori, sistema Avm di localizzazione e conta passeggeri, monitor multimediali e cartelli indicatori a led. I mezzi sono coperti da una garanzia di cinque anni.





E’ chiuso definitivamente il Tmb del Salario, la soddisfazione di Roma Capitale

Definitivamente chiuso l’impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti di proprietà di Ama in via Salaria, distrutto da un incendio lo scorso 11 dicembre: lo rende noto il Campidoglio, che spiega che è stata revocata l’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale. 

“Il Tmb Salario non riaprirà mai più: questa è una bella notizia e una grande vittoria per la città e i residenti. A tre mesi dalla mia lettera con la richiesta di revoca alla Regione Lazio, finalmente l’atto che rende definitivamente inutilizzabile quell’impianto per i rifiuti è una realtà” ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi. 

Spetterà ad Ama – ricorda il Campidoglio – effettuare le operazioni di bonifica e ripristino, previa attuazione delle relative procedure di “fine vita”, come previsto dall’Aia stessa.





Carcerati al lavoro, Roma rinnova il protocollo. Frongia: “Ottimi risultati”

“MiRiscattoPerRoma: Dare una formazione e possibilità lavorativa una volta espiata la pena ai detenuti è non solo un mezzo proprio di uno stato di diritto, ma una vera e propria dimostrazione di come porti vantaggi sia al singolo detenuto che all’intera collettività.Gli ottimi risultati raggiunti quest’anno dal Progetto di pubblica utilità relativo alla manutenzione delle strade e del verde ha portato all’approvazione da parte della Giunta Capitolina del rinnovo del protocollo”. Ne dà notizia l’assessore capitolino ai Grandi eventi Daniele Frongia. “Grazie al nuovo Protocollo di Intesa – spiega Frongia – quindi, si rinnova l’accordo fra le parti concordando di demandare i dettagli dei singoli progetti a degli specifici Protocolli Operativi sottoscritti da me – in virtù della delega ai rapporti con il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale – e dal Ministero della Giustizia, rappresentato dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”. “Prevista un’estensione degli interventi dei detenuti anche nelle aziende agricole di proprietà di Roma Capitale, come Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere, oltre all’istituzione di una cabina di regia per la condivisione dei risultati delle attività avviate”, conclude Frongia.





Export, è il Lazio la locomotiva d’Italia

 

I numeri diffusi in queste ore dall’Istat, cerificano che è il Lazio la vera e propria locomotiva d’Italia. Mentre il nord est ed il nord ovest annaspano, nel Lazio si registrano le migliori performance d’Italia. Festeggia il Presidente del Consiglio regionale Buschini per le performance della sua area geografica, ovvero la provincia di Frosinone: “L’export del Lazio fa da locomotiva del Paese e in particolare nella nostra regione si contraddistingue con un risultato eccezionale la provincia di Frosinone che fa segnare un +27,3%, così come Latina che cresce del 56,8% entrambe in testa tra i territori italiani per crescita delle esportazioni. I progetti, gli strumenti e le politiche messe in campo dalla Regione Lazio così come le capacità, la lungimiranza e – conclude Buschini – la competitività degli imprenditori che soffrono per la perdita delle agevolazioni industriali, hanno portato a risultati senza precedenti”.  Poi Astorre, segretario regionale del Pd:“L’export del Lazio traina la media nazionale del primo semestre del 2019. La crescita del 27% è un risultato straordinario che va oltre ogni previsione, un dato che conferma le strategie positive messe in campo dalla Regione Lazio e nel contempo delle capacità e del coraggio degli imprenditori dei nostri territori”.




Gioia per Salvini, il Parlamento catalano premia Carola Rackete

Per Salvini sarà stata una vera e propria soddisfazione apprendere che la capitana della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, che ha sfidato le autorità italiane forzando il blocco deciso dal ministro dell’Interno Matteo Salvini per portare in salvo i migranti soccorsi nel Mediterraneo, è stata premiata con la medaglia d’oro dal Parlamento catalano "per l’impegno umanitario". Il riconoscimento è stato assegnato anche al fondatore dell’Ong Open Arms, Oscar Camps. Pura gioia per l’ex ministro degli Interni. "Erigere muri per proteggere la nostra identità, per allontanare la ricchezza degli altri? Noi preferiamo abbatterli per guardare lontano, per arrivare sin dove l’orizzonte incontra la libertà. Medaglia d’oro al Parlamento catalano", ha scritto su Twitter Open Arms. Carola Rackete, su Twitter, ha quindi dedicato il riconoscimento a "tutti i componenti dell’equipaggio della Sea Watch che lavorano instancabilmente sia a terra che in mare, come i nostri amici della Open Arms. Grazie Catalogna per supportare i salvataggi in mare".





Monito della Cei sul suicidio assistito: “Non esiste il diritto alla morte”

"Va negato che esista un diritto a darsi la morte: vivere è un dovere, anche per chi è malato e sofferente". Lo dice il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in vista della sentenza della Consulta sul suicidio assistito. "Mi rendo conto che questo pensiero ad alcuni sembrerà incomprensibile. Eppure, porta molta consolazione il riconoscere che la vita è un dono che abbiamo ricevuto e dobbiamo condividere, senza buttarlo", aggiunge.




L’Abi scrive alla Bce: “Ostacoli al credito per le Pmi”

"La trasmissione della politica monetaria accomodante sulle imprese e sulle famiglie, attraverso il canale del credito" può "oggi trovare ostacoli in misure regolamentari che, pur nel condivisibile obiettivo di aumentare la stabilità del settore bancario, riducono fortemente la capacità di erogare credito soprattutto alle imprese di più piccole dimensioni e che maggiormente soffrono nelle fasi di ciclo economico negativo". E’ quanto si legge nella lettera inviata dai vertici Abi al presidente della Bce Mario Draghi in vista delle decisioni del consiglio direttivo dove chiedono anche "la necessità che la prosecuzione di una politica monetaria altamente accomodante sia accompagnata da misure che ne mitighino gli effetti negativi sulla redditività delle banche, quali, ad esempio, un sistema a più livelli per la remunerazione delle riserve detenute presso la Banca Centrale".





Assassinò e bruciò la ex fidanzata: fine pena mai. Giustizia per Sara di Pietrantonio

Rettificata la sentenza da 30 anni di carcere a fine pena mai. Questo il verdetto che condanna all’ergastolo Vincenzo Paduano, l’uomo che assassinò per poi dare alle fiamme il corpo della giovane ex fidanzata Sara Di Pietrantonio il 29 maggio del 2016 in via della Magliana a Roma.
La Sentenza è dei giudici della Corte d’Appello dopo che la Cassazione aveva disposto, nell’aprile scorso, un nuovo processo di secondo grado. Appena giunta la decisoone dei giudici le parole della mamma di Sara, Concetta Raccuglia: "Sara non ce la riporta più nessuno, nemmeno dieci ergastoli. Spero che tutto questo dolore possa servire per altre ragazze, altre donne che si trovano in questa difficile situazione dello stalking psicologico. La Corte ha fatto oggi qualcosa per gli altri, è stato riconosciuto lo stalking come reato autonomo dall’omicidio e punito in presenza di una violenza invisibile", ha concluso la donna lasciando il tribunale di Roma .





Zingaretti: “Mi auguro che non ci sia uno scisma nel Pd”

 

"L’unica cosa che non si capisce quali motivi possano esserci alla base di un fatto lacerante. Come ha detto Papa Francesco sullo scisma, io mi auguro che non avvenga uno scisma". E’ questo un passaggio dell’intervento del segretario del Pd Nicola Zingaretti, nel corso della registrazione di ’Porta a porta’ in onda su Rai1, rispondendo a una domanda sul rischio che Matteo Renzi faccia un gruppo parlamentare, dopo la Leopolda. Rispondendo a una domanda su chi sarà il prossimo presidente del Pd, Zingaretti ha detto: "Vedremo insieme, mi auguro che sia una donna, lavorerò per questo. Per ora il presidente del Pd è ancora Gentiloni". "Non si devono sostituire le parti sociali - ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti -, una novità sarà proprio la ricostruzione di un rapporto con chi in Italia rappresenta gli interessi di chi si associa e nel programma la parte piu’ importante sarà segnare alcuni punti chiari come l’Iva e tasse, in particolare archiviare la tassa ingiusta della flat tax e introdurre un sostanziale abbassamento tasse per i salari piu’ bassi". "Bene il premier Giuseppe Conte che ha posto con chiarezza il tema della riforma del regolamento di Dublino in Europa - ha scritto poi su Twitter il segretario del Pd -  trovando la convergenza della Presidente Von der Leyen. L’Italia torna protagonista in Europa ed è un primo passo per il cambiamento che auspichiamo da tempo". "Noi non vogliamo distruggerla l’Europa ma cambiarla", ha detto ancora Zingaretti, e a proposito dello spread, ha aggiunto: "Lo spread cala perché gli investitoti cioè le persone che ci prestano i soldi, percepiscono stabilità ora in Italia".