Droga, Polizia di Stato mobilitata contro i traffici. Arresti in mezza Roma, il bilancio di alcune ore di lavoro

Inizia da Piazza Regina Margherita la prima parte di questa lunga descrizione delle operazioni della Polizia di Stato contro lo spaccio di droga nella Capital. Qui glii agenti del Commissariato Romanina, hanno arrestato due donne di 32 e 55 anni che in concorso tra loro rifornivano  la zona dell’ “alessandrino” spingendosi fino a Piazza Regina Margherita.

In particolare le due pusher a bordo della propria autovettura, previo appuntamento telefonico, si recavano agli incontri con i “clienti”, spacciando cocaina. Bloccate dai poliziotti durante l’ennesima cessione. Perquisite, all’interno del reggiseno della 32 enne venivano rinvenuti 56 involucri di cocaina e nell’auto circa 250 euro in contanti, provento dell’attività illecita. Impegnati in un servizio di controllo del territorio gli stessi  agenti del Commissariato Romanina, fermavano un’autovettura, rendendosi conto che erano incappati in  un “acquirente” della droga, effettuavano un indagine lampo, che li portava presso  l’abitazione del Pusher, un romano di 40 anni. Perquisito l’appartamento i Poliziotti rinvenivano e sequestravano hashish e strumenti per il taglio e confezionamento della droga. Pertanto il romano veniva tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

E sempre per concorso nel reato di spaccio di sostanza stupefacente che gli Agenti del Commissariato Caslino hanno arrestato due romani di 20 e 48 anni, che  stazionati in via dell’Archeologia rifornivano gli acquirenti di cocaina. Tratti in arresto dopo un servizio di appostamento, venivano sequestrati 10 involucri di cocaina.  Ed in un’altra distinta operazione di P.G., sempre in via dell’Archeologia, i Poliziotti del Reparto Volanti hanno arrestato un 33 enne di Carpi, colto in flagrante mentre cedeva sostanza stupefacente. In suo possesso 26 involucri di cocaina. In via Arnaldo Brandazzi, invece, a finire in manette, sempre ad opera degli investigatori del Commissariato Casilino,  un romano di 21 anni che a seguito di un controllo è stato trovato in possesso di 106 grammi di hashish.

In via dell’Acqua Bulicante, gli Agenti dei Commissariato Porta Maggiore, di Torpignattara e di Prenestino, dopo un breve inseguimento hanno bloccato e tratto in arresto un cittadino nigeriano di 29 anni, trovato in possesso di 1 kg di marijuana.

In via Herbert Spencer, gli investigatori della 6^sezione della Squadra Mobile a seguito di perquisizione personale e locale hanno tratto in arresto, un romano di 31 anni, trovato in possesso di diverse dosi di marijuana e hashish, nonché di 710 euro in contanti, provento dell’attività di spaccio.

Ci spostiamo in via Cappellini, dove gli Agenti del Commissariato “Viminale” hanno tratto in arresto un cittadino del Gambia, di 22 anni, colto in flagranza mentre cedeva della marjuana.

In zona Fidene, via Ugo OJetti, gli Agenti del Commissariato di zona, durante un servizio predisposto ad hoc hanno tratto in arresto un cittadino romano di 54 anni dopo averlo visto chiaramente nell’atto di cedere della sostanza stupefacente. La droga,  circa 11 dosi di cocaina, è stata debitamente sequestrata.

E sempre gli Agenti del Commissariato Fidene, lungo gli argini del fiume Aniene, nei pressi di via Tivoli, alla fine di un sentiero nascosto dalla fitta vegetazione hanno scoperto una piantagione di marjiuana, composta da 120 piante di diversa grandezza e svariato materiale per la coltivazione e la manutenzione dei vegetali. Il tutto è stato posto sotto sequestro penale.

Concludiamo con l’arresto di un cittadino italiano di 26 anni da parte degli Agenti del Commissariato Fidene. Gli stessi a seguito di una serie di servizi di appostamento, notando un andirivieni sospetto, decidevano di sottoporre a perquisizione l’abitazione dell’uomo. Qui, gli investigatori hanno rinvenuto numerose confezioni di sostanza stupefacente, tra hashish e cocaina, già suddivisa in dosi e pronta per essere smerciata nonché materiale utilizzato per il confezionamento della droga.





Promoter e saltafila in trappola, blitz dei carabinieri

 

I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro continuano l’attività di contrasto nelle aree comprese tra San Pietro, Ottaviano e Castel Sant’Angelo, punto nevralgico, per l’alta affluenza di persone, per esercitare attività di promozione ed intermediazione delle attività turistiche. Nel corso dei mirati controlli, i Carabinieri hanno eseguito accertamenti   su promoter e “saltafila” operanti nella zona, sanzionandone 8 che esercitavano senza le necessarie autorizzazioni. Sequestrati tesserini identificativi e numeroso materiale pubblicitario: volantini, brochure, cartelloni e opuscoli.

Quattro persone, tra le 8 sanzionate, sono state anche colpite dal divieto di stazionamento, con contestuale ordine di allontanamento per 48 ore, pena la richiesta di emanazione del divieto di accesso del Questore (cd. Daspo Urbano) perché sorpresi a svolgere l’attività non autorizzata all’interno dell’area “UNESCO”, limitandone la libera accessibilità e fruizione da parte di cittadini e turisti.





Denuncia della Cgil: “Esiste un sistema di appalti malato e corrotto. Necessaria unica stazione appaltante”

“La vergognosa vicenda dell’appalto per la gestione della manutenzione delle scale mobili della metropolitane della Capitale, da cui e’ scaturita l’indagine che ha portato alle misure cautelari interdittive nei confronti di tre dipendenti Atac, e’ la conferma che a Roma esiste un sistema di appalti malato e corrotto. Oggi arriva la notizia del guasto alla linea metropolitana che ha obbligato le persone a camminare nelle gallerie per guadagnare l’uscita. Come gia’ avvenuto per l’inchiesta su ‘Mafia Capitale’, anche in questo caso la magistratura ha scoperchiato un sistema malato, attorno al quale ruotano personaggi privi di etica e morale che non esitano a mettere a repentaglio la sicurezza della gente. Un plauso al lavoro dei magistrati e degli inquirenti”. Cosi’, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola e il segretario generale della Filt Cgil di Roma e del Lazio Eugenio Stanziale. “E’ del tutto evidente, tuttavia, – continuano i sindacalisti – che la magistratura continua a intervenire sui sintomi, mentre e’ compito della politica e delle amministrazioni estirpare la malattia che ha colpito Roma Capitale e le sue societa’ partecipate. La gestione degli appalti lasciata in mano alle aziende o ai dipartimenti del Comune si e’ dimostrata fallimentare, sia per gli elementi di corruzione che genera che per l’assenza di competenze nella gestione delle procedure previste dal Codice degli Appalti. E’ arrivato il momento di costituire un’unica stazione appaltante in sede al Comune di Roma, sul modello Consip, a cui affidare la gestione di tutte le procedure di gara, siano esse delle aziende partecipate che dei dipartimenti del Comune. Una struttura in cui far confluire competenze elevate in termini di procedure ma soprattutto di controllo e trasparenza, rompendo un sistema che vede funzionari aziendali o comunali da troppi anni in rapporto con fornitori spregiudicati. Una stazione unica appaltante che si ponga come ente terzo e super partes. Indignarsi solo quando la magistratura scoperchia il marcio e’ ipocrita. Tutti sappiamo che gli appalti rappresentano un sistema che costa tanto offrendo in cambio servizi scadenti e pericolosi”. “Atac – concludono – deve intervenire sulla struttura che gestisce le gare per sviluppare, senza aspettare l’intervento della magistratura, tutte quelle misure necessarie affinche’ sia reso sempre piu’ trasparente il sistema degli appalti e delle manutenzioni”.





Denuncia della Lega sulla Sanità nel Lazio: “Zingaretti ha tagliato i punti di primo intervento”

 “Le bugie hanno le gambe corte, ma Nicola Zingaretti e l’assessore Alessio D’Amato possono vantare una faccia di bronzo che non ha eguali: i Punti di primo intervento, 11 su 12 nel Lazio, saranno chiusi entro dicembre e, intanto, dal piano varato ad agosto si annunciano nero su bianco entro il 2021 di altre 14 Case della salute, strutture ancora misteriose e bocciate dai sindacati di categoria, sulle 19 realizzate. Caro Zingaretti, ne avevi annunciate ben 48 nel 2013 da inaugurare nel 2014 e forse saranno 33 nel 2021. Insomma, quindici in meno dopo quasi sette anni”. Lo denuncia in una nota il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio Orlando Tripodi, che ha richiesto un’audizione urgente in commissione delle parti coinvolte e ha presentato una mozione a tutela dei Ppi approvata all’unanimità.

“La forbice di Zingaretti non risparmierà i ppi di Palombara Sabina, Magliano Sabina, Ronciglione e Montefiascone in linea con il caos generato ad Anagni attraverso l’attivazione del presidio ambulatoriale territoriale – sostiene ancora Tripodi, che presenterà un’interrogazione nelle prossime ore e solleciterà il Presidente della commissione Sanità a convocare l’audizione – però l’emblema è la provincia di Latina che perderà i punti di Cori, Cisterna di Latina, Gaeta, Minturno, Priverno, Sabaudia e Sezze. Infatti proprio in queste ore dall’Asl di Latina assicurano che ci sarà un potenziamento delle Case della Salute, come riportato nella delibera n.849 e nel documento pubblicato sull’albo pretorio dell’azienda, ma ad oggi non sono state realizzate. Basti pensare che quella di Sezze, la prima inaugurata nel Lazio da Zingaretti, ha subito un crollo da oltre quattro anni e l’area è ancora interdetta! Questa è la sanità di Zingaretti che merita di andare a casa, invece prima una truppa di consiglieri eletti nel centrodestra e ora i 5 Stelle preferiscono mantenere in vita questa sciagurata gestione. Una certezza caro Zingaretti e cara Lombardi: siamo pronti alle barricate”, conclude Tripodi.




Omicidio Cerciello Rega, i magistrati riascolteranno il clochard di via Cesa

 

I magistrati, probabilmente, risentiranno il clochard romeno Constantin Marian Sarcila nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Mario Cerciello Rega. Il senzatetto – secondo quanto ricostruito dagli investigatori- la notte del 26 luglio scorso stazionava sul marciapiede della banca Unicredit di via Cesa, quartiere Prati a Roma, dove i due americani ora in carcere Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort, avevano dato appuntamento a Sergio Brugiatelli, al quale avevano rubato lo zaino. All’appuntamento però andarono i carabinieri Andrea Varriale e il collega Cerciello Rega.

Dalle dichiarazioni di Sarcila, già ascoltato dagli inquirenti, “si evince che i militari si erano qualificati quali appartenenti alle forze dell’ordine – si legge in’informativa già agli atti – e che Natale Hjorth ossia il ‘giovane con i capelli in ordine’ si era agitato apprendendo di essere dinanzi a dei Carabinieri”.

Intanto, Rosa Maria Esilio, la vedova di Cerciello Rega, assistita dall’avvocato Massimo Ferrandino, ha nominato un medico legale per un approfondimento tecnico: il perito dovrà in particolare svolgere un raffronto fra le 11 coltellate inferte al militare e i segni repertati sui vestiti del vicebrigadiere ucciso.





L’Iss pronto a collaborare con la Regione Lazio sui rischi della sigaretta elettronica

 

“L’Istituto Superiore di Sanità esprime la piena disponibilità a collaborare con la Regione Lazio per fornire l’aggiornamento sugli studi attualmente disponibili in letteratura relativi ai rischi sull’uso della sigaretta elettronica”. È quanto si legge in una nota che aggiunge: “l’Istituto è pronto inoltre a lavorare per individuare e implementare, alla luce delle attuali evidenze scientifiche, strategie in grado di attuare le misure di prevenzione più efficaci per contrastare i possibili rischi associati all’uso del dispositivo, in linea con quanto indicato dall’Oms”.




Linee guida e buone prassi per eliminare le plastiche dalle scuole di Roma Capitale

“Delineare buone prassi per eliminare la plastica dalle scuole capitoline e innescare così un processo virtuoso per diffondere comportamenti eco-sostenibili. Va in questa direzione la delibera che abbiamo votato oggi in Assemblea Capitolina e che prevede l’individuazione di 15 scuole dell’infanzia, una per ogni Municipio, che avvieranno la sperimentazione”. Lo dichiara in una nota stampa Teresa Zotta, presidente della Commissione Scuola di Roma Capitale.

“Toccherà ai direttori di struttura dei 15 Municipi individuare gli istituti ‘pilota’ che partiranno con l’adozione delle buone prassi. Dalle mense scolastiche verranno eliminate bottiglie, posate, stoviglie, bicchieri e cannucce di plastica e verranno introdotte borracce o bicchieri riutilizzabili che consentono di incentivare l’uso dell’acqua corrente da parte dei bambini in collaborazione con la famiglia e gli insegnanti. Verrà inoltre limitata la distribuzione di prodotti con imballaggi in plastica come merendine, snack o succhi di frutta anche al di fuori della struttura scolastica per favorire una corretta educazione alimentare che privilegi prodotti freschi e naturali. L’iniziativa sarà accompagnata da campagne di comunicazione per sensibilizzare non solo i bambini ma tutti i cittadini sull’importanza di ridurre l’utilizzo degli imballaggi in plastica”.





Decoro di Roma Capitale, c’è un Patto tra Ama e Federalberghi

Ama e Federalberghi Roma, insieme, per un turismo ecosostenibile nella Capitale. La presidente di Ama S.p.A. Luisa Melara ha incontrato il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, e il direttore Tommaso Tanzilli, condividendo con il vertice dell’organizzazione che aggrega le strutture alberghiere romane la volontà di avviare un inedito percorso di collaborazione. Nel corso dell’incontro, è stato deciso che verrà istituito un tavolo di lavoro tra l’azienda capitolina per la gestione dei servizi di igiene urbana e la federazione delle strutture ricettive turistiche con l’obiettivo di stilare un “patto” per il decoro della città. Lo rende noto Ama in una nota.

Tra i temi già individuati: le sinergie da attivare per la messa a punto dei servizi di prelievo delle diverse frazioni di rifiuto e la promozione, presso le imprese alberghiere di Roma, del rispetto delle regole della raccolta dei rifiuti differenziata; campagne di sensibilizzazione ambientale ad hoc per i numerosi turisti che soggiornano nella Capitale e per gli albergatori; azioni congiunte per il contrasto del sommerso nel settore turistico-ricettivo, fenomeno che crea non solo un danno economico, anche rispetto alla ripartizione della tariffa dei rifiuti, ma anche un delta non prevedibile nella produzione dei materiali di scarto da raccogliere da parte di Ama e avviare agli impianti di trattamento, con risvolti negativi sull’efficienza dei servizi e il decoro.





Metropolitana di Roma, l’atto di accusa dei magistrati: “Un pericolo per chi la prende…” E oggi il caos

 

 

Mattinata di caos nella metro a Roma. A piedi per centinaia di metri sotto la galleria della metropolitana a Roma. E’ quanto è stato denunciato da alcuni passeggeri, i quali hanno riferito che i vagoni sono stati evacuati a causa di problemi tecnici. Il treno si è fermato nella galleria tra le fermate della linea B, Circo Massimo e Colosseo. Per raggiungere quest’ultima, i passeggeri sono poi scesi - in centinaia secondo quanto riferito - a piedi in galleria, illuminata dalle luci di emergenza. Lo riferisce Atac su twitter, la linea B è bloccata tra Castro Pertorio e San Paolo. Sempre in mattinata era mancata la luce anche in alcune stazioni della Linea A. 

Ma torniamo a quanto detto dai magistrati. La metropolitana di Roma è, tutt’ora, un pericolo per chi la prende. Lo ha affermato il gip del tribunale di Roma, Massimo Di Lauro, in un passo dell’ordinanza di misure interidittive in relazione agli incidenti dell’ottobre e marzo scorso nelle due stazioni della metro. Il pubblico ministero “ha evidenziato il grave allarme sociale in quanto, nonostante i gravi incidenti verificatisi presso la stazione della metropolitana Repubblica e Barberini, appare tuttavia evidente, dall’ascolto delle numerose conversazioni, che permane il preoccupante stato di pericolo per l’incolumità pubblica e nello specifico dei fruitori della metropolitana di Roma”.

Sono nel complesso 15 gli indagati per l’inchiesta che oggi ha portato la Polizia di Stato esegue misure cautelari interdittive nei confronti di tre dipendenti Atac e dell’amministratore della Metroroma scarl, società titolare del contratto di appalto per la manutenzione delle linee metropolitane della Capitale.

Gli accertamenti, coordinati dai procuratori aggiunti Paolo Ielo e Nunzia D’Elia, sono stati avviati dopo il grave incidente avvenuto il 23 ottobre 2018 presso la Stazione della metropolitana ‘Repubblica’, quando una scala mobile – che in quel momento trasportava un gran numero di tifosi di nazionalità russa, ucraina e della Repubblica Ceca, diretti verso lo stadio Olimpico per assistere alla partita di calcio A.S. Roma – CSKA Mosca – iniziava ad aumentare la sua velocità, facendo precipitare un gran numero di persone alla base della scala stessa e provocando molti feriti.

Il lavoro degli investigatori – si spiega – ha consentito di comprovare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, palesando la sussistenza di un reale e concreto pericolo per la sicurezza di numerosi impianti di traslazione presenti sulle linee della metropolitana della Capitale, come diretta conseguenza della condotta fraudolenta posta in essere dai dipendenti della ditta di manutenzione Metroroma s.c.a.r.l.

La manomissione del freno di emergenza e poi omissioni, falsi sui libretti di servizio e manutenzione.

Sono questi i danni causati dagli stessi dipendenti nelle fermate della metropolitana di Roma, Repubblica e Barberini, sono i fatti emersi nell’inchiesta della Procura che ha portato alla sospensione dal servizio di 4 persone (tre delle quali dipendenti di Atac) e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 11 persone. Secondo chi indaga la manutenzione delle scale mobili appaltata alla società, veniva fatta in modo inadeguato e inoltre, per abbassare numero di interventi e costi, venivano manomessi deliberatamente gli strumenti di prevenzione degli infortuni.

“Il tutto – scrive chi indaga – con la volontaria compiacenza di chi, in Atac, aveva il ruolo specifico di vigilare sulla corretta esecuzione del contratto ovvero garantire le fondamentali condizioni di sicurezza delle stazioni metropolitane di Roma”.

Le verifiche tecniche effettuate hanno posto in luce tre punti di rilevante importanza penale – si spiega – la manomissione del freno di emergenza, attraverso delle fascette in plastica che hanno impedito al meccanismo di funzionare correttamente; l’omessa registrazione del freno di servizio, la modifica arbitraria della cosiddetta memoria dei codici guasto, per cancellare gli elementi di riscontro tra i guasti che si verificavano sugli impianti e le chiamate di pronto intervento per fermo impianto.

Le misure cautelari oggi sono state eseguite nei confronti di Renato D’Amico, direttore di esercizio Atac delle linee metropolitane A e B; Ettore Bucci, dipendente Atac con la funzione di responsabile unico del procedimento relativo all’appalto a favore della società Metroroma s.c.a.r.l.; Alessandro Galeotti, dipendente ATAC con la funzione di responsabile di esercizio degli impianti di traslazione per le stazioni Repubblica e Barberini; Giuseppe Ottuso, responsabile tecnico preposto e amministratore unico di Metroroma s.c.a.r.l.





La pizza protagonista all’Ig Nobel

A parte il Nobel, c’è un solo premio che consente agli scienziati di raggiungere la fama globale: l’Ig Nobel. Si tratta del premio che viene dato alle ricerche che prima fanno ridere, poi pensare. Ad Harvard sono stati assegnati e, tra i vincitori, c’è anche una ricerca italiana sulle proprietà della pizza come anti-cancro, che si è visto assegnato il premio per la medicina.

Un altro Ig Nobel è andato a una ricerca di Roger Mieusset, specialista della fertilità all’Università di Tolosa, che ha attaccato termometri ai testicoli di postini francesi, per poi verificare se entrambi questi attributi maschili abbiano o meno la stessa temperatura: un vero mistero della scienza.

La ricerca, in realtà, ha ulteriormente infittito il mistero: ha verificato che il testicolo sinistro è più caldo, ma solo quando l’uomo è vestito. Premi sono andati anche a un inventore iraniano che ha creato una macchina per automatizzare il cambio dei pannolini dei neonati.

Anche i vincitori dell’Ig Nobel ottengono un premio monetario: una banconota da 10mila miliardi di dollari dello Zimbabwe, ora obsoleta.





Ecco le misure dell’ultimo Atto del Presidente Bce Draghi

 La penultima decisiva riunione del direttorio Bce sotto la presidenza Draghi non ha deluso le attese, e probabilmenteha segnato il corso anche della prossima presidenza: l’istituzione monetaria ha varato un ampio e consistente pacchetto di stimoli all’economia. Soprattutto ha subito riavviato il programma di acquisti di titoli di Stato, il Quantitative easing, che da novembre ripartirà al ritmo di 20 miliardi di euro al mese. E con uno schema aperto per la sua conclusione, dato che al momento è previsto durate “fin quando necessario, per rafforzare l’impatto accomodante dei tassi” e concludersi “poco prima” che l’istituzione inizi ad alzare i tassi.

La Bce ha poi tagliato, come ampiamente atteso, di 10 punti base il tasso di interesse sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa istituzione, che da livelli già negativi calerà così al meno 0,50 per cento. Confermato invece a zero il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento nell’area euro e allo 0,25 quello sulle operazioni marginali, livelli che ora aggancia esplicitamente a una consistente risalita delle prospettive di inflazione a livelli “sufficientemente vicini2 al 2 per cento.

La Bce ha introdotto misure di salvaguardia a favore delle banche dalle ricadute negative dei tassi ultra bassi sui depositi: parte dell’eccesso di liquidità degli istituti verrà infatti esentato da questi tassi negativi. Infine, nell’ambito dei nuovi maxi rifinanziamenti agevolati a favore delle banche,  ha nuovamente previsto che parte di questi prestiti possano essere erogati a tassi negativi, fino a quello dei depositi, per le banche che mostrino di erogare prestiti all’economia reale oltre un certo livello.

 





Rinnovo contratto Sanità privata, riparte il tavolo al ministero della Salute

Rinnovo CCNL Sanità privata. Il 17 settembre previsto tavolo di confronto per il rinnovo presso il Ministero della Salute, il commento del Segretario nazionale Gianluca Giuliano (UGL): “Ultima possibilità per evitare lo sciopero nazionale del 20 settembre in caso di mancato sblocco della vertenza sul rinnovo”

Le parole del Segretario Nazionale Gianluca Giuliano in merito alla partecipazione dell’UGL Sanità al tavolo di confronto del 17 settembre per il rinnovo di contratto della sanità privata: “Come Organizzazione Sindacale firmataria per stipula del CCNL Aiop Aris la convocazione al tavolo del 17 settembre voluto dal nuovo Ministro Speranza era un atto atteso. Siamo soddisfatti di poter rappresentare al meglio gli interessi di tutti i lavoratori che ripongono in noi la loro fiducia per sbloccare una trattativa ferma ormai da troppo tempo”

 “Quella del 17 settembre sarà l’ultima occasione per dare seguito alle tante parole su un rinnovo che definire dovuto è riduttivo. Per quanto ci riguarda, se non ci saranno impegni concreti per il superamento dello stallo, sarà confermato lo sciopero nazionale del 20 settembre di tutto il personale non medico dipendente delle strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie associate all’Aiop e all’Aris, nonché di tutte le aziende che applicano i CCNL Aiop e Aris”





Ex Embraco, 413 lavoratori appesi ad un filo

Nel giugno 2020 scadranno gli ammortizzatori sociali. Non solo: le nuove produzioni di robot per pannelli solari, biciclette elettriche e sistemi per la distribuzione dell’acqua non sono partite, e neanche sono arrivati i nuovi macchinari che dovrebbero realizzarle. Una situazione strana quella della Ventures Production, la società italo-israeliana che ha rilevato la Embraco di Riva di Chieri (Torino), con i suoi 413 lavoratori. Che lunedì 16 settembre daranno vita a uno sciopero di quattro ore (a partire dalle ore 14), con presidio davanti ai cancelli, allo scopo di riportare l’attenzione sulla propria vicenda. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil chiedono anche un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico. E’ quanto si legge su Rassegna.it, il quotidiano on line legato alla Cgil. 

“La proprietà ha promesso al dicastero 20 milioni di investimento, ma di questo si è visto ben poco”, spiega il responsabile Fiom Cgil Ugo Bolognesi. “Parlano di biciclette, di mattoncini digitali, dicono che gli ordinativi per i robot stanno arrivando, ma noi vogliamo vedere i fatti”, continua l’esponente sindacale: “I fatti ci dicono che a meno di un anno dalla fine della cassa integrazione, le produzioni non sono ancora partite. L’impressione è che la nuova proprietà non si sia ancora calata pienamente nell’ottica della grande azienda, con determinate dinamiche e relazioni industriali”.

Lo stop, prosegue Bolognesi, serve per “richiamare l’azienda a mantenere i propri impegni, ma anche ad attirare l’attenzione della Regione Piemonte e del governo”. Ed è proprio al nuovo esecutivo che si rivolge il responsabile Fiom: “Al governo chiediamo di battere un colpo. È dal marzo scorso che non abbiamo più notizie provenienti dal ministero dello Sviluppo economico. Dovevamo essere convocati a giugno, ma stiamo ancora aspettando l’incontro. I lavoratori, però hanno ormai perso la pazienza”.

Uno sciopero “politico”, visto che non è indirizzato a bloccare la produzione, bensì a rimarcare che a più di un anno dall’acquisizione (era il luglio 2018) l’impianto è del tutto fermo. All’inizio del 2019 doveva partire la commercializzazione e la vendita dei nuovi prodotti, nel primo anno la Ventures contava di fatturare 39 milioni e ottenere un alto tasso di redditività. Attualmente sono rientrati in fabbrica soltanto 187 lavoratori (poco più del 40 per cento dell’intero personale), impegnati su bici elettriche e mattoncini digitali, ma le linee automatizzate ancora non si vedono.





Ubi banca, mobilitazione e sit in in tutta Italia

 

Oggi sono 100 trasferimenti, ma domani? È una protesta che guarda (con preoccupazione) al futuro quella organizzata, dai sindacati dei bancari - Fisac Cgil, First Cisl, Uilca, Unisin e Fabi - del gruppo Ubi, che alla fine dello scorso mese di luglio, in maniera inaspettata e senza confronto con le organizzazioni sindacali, ha annunciato una serie di esternalizzazioni di attività verso le società Accenture Service e BCube che toccheranno 8 sedi, coinvolgendo circa 100 lavoratori tra Bergamo, Brescia, Milano, Cuneo, Pesaro, Jesi, Bari e Chieti.

Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato massima preoccupazione e contrarietà per il numero dei territori e dei lavoratori coinvolti. "Contrarietà - si legge in una nota unitaria delle sigle dei bancari - perché l’operazione si pone in contrasto con il tenore delle relazioni sindacali, tradizionalmente positivo in Ubi, e non è coerente con l’impegno assunto con precedenti intese dalle parti volto a consentire che la gestione dei processi di riduzione di organico previsti dal Piano avvenga mediante soluzioni interne al Gruppo”.

Ulteriore elemento di contrarietà è rappresentato dalla tempistica scelta dall’azienda per l’invio delle informative, "pervenute - sottolineano i sindacati - alla vigilia della sospensione dei lavori e durante la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, la cui piattaforma rivendicativa pone come centrali i temi della tenuta occupazionale, nonché del contrasto e del ’governo’ dei processi di esternalizzazione". 

Ma al centro della protesta, come detto, c’è soprattutto il futuro:  "Oggi 100 persone, ma domani?", si chiedono i sindacati con un punto di domanda che campeggia sul volantino. Perché il timore è che queste esternalizzazioni siano solo il preludio ad un piano industriale che potrebbe mettere in discussione i livelli occupazionali e questo, i lavoratori e le loro rappresentanze, non sono disposti ad accettarlo. 

 





Lavoratori dell’istruzione e della ricerca, il 27 settembre sciopero per l’intera giornata

Il prossimo 27 settembre sciopero per l’intera giornata di tutto il personale del comparto istruzione e ricerca, dell’area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali. Lo ha proclamato la Flc Cgil nella giornata in cui la Climate Action Week, settimana di mobilitazione sul tema della crisi climatica, culminerà, appunto, nel terzo Global Climate Strike. La Flc Cgil già lo scorso marzo ha sostenuto le mobilitazioni degli studenti legate al Friday for Future.

Il mondo della conoscenza, si legge in un comunicato, "può dare un apporto insostituibile per affrontare la crisi climatica ed ecologica: la ricerca, la formazione delle giovani generazioni sui temi ambientali, l’apprendimento di stili di vita rispettosi dei limiti imposti dalla natura, sono tutte direttrici da seguire, da un lato, per evitare il collasso del nostro ecosistema e dall’altro per spingere i governi a fare grandi investimenti finalizzati alla transizione ecologica, rispettosa dei principi di giustizia sociale, ambientale e climatica".

"Come sindacato riteniamo inoltre di dover raccogliere l’invito di Fridays for Future, rivolto alle organizzazioni sindacali, a essere soggetto attivo nella giornata del terzo sciopero globale per il clima, poiché la lotta per un pianeta vivibile e quella per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sono intimamente connesse, così come lo è la lotta contro le diseguaglianze sociali, che comporta che anche il fardello dei costi ambientali si scarichi sugli ultimi anelli della piramide: i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, i migranti, i pensionati", continua la nota.

Durante l’ottavo congresso mondiale dell’Internazionale dell’Educazione i 1.400 delegati che rappresentano oltre 32 milioni di educatori provenienti da più di 150 Paesi hanno adottato una risoluzione che evidenzia il ruolo dell’educazione nei cambiamenti climatici come una delle priorità dell’Internazionale per i prossimi quattro anni. La Flc Cgil "ha fatto propria tale risoluzione consapevole che gli educatori sono determinati a fornire ai loro studenti tutti gli elementi di conoscenza per comprendere ed affrontare una crisi di vasta portata che influenzerà inevitabilmente la loro vita".

Oltre allo sciopero del 27 settembre la Flc ha deciso di sostenere tutte le iniziative legate alla Climate Action Week promuovendo, per il 25 settembre, un grande evento pubblico al Cnr di Roma nel quale si discuterà del tema crisi climatica ed ecologica e del ruolo del mondo della conoscenza per combatterla.




Arrestato l’omicida di Andria. Ha ucciso un 28enne per una mancata precedenza stradale

A seguito dell’omicidio di un giovane di 28 anni per una mancata precedenza, avvenuto giovedì sera ad Andria, la Polizia di Stato ha avviato un’attività d’indagine che ha consentito al Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani di “adottare il provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un 50enne andriese, anche lui con piccoli precedenti di polizia”. Lo si legge in una nota della Polizia.

“La vittima, che circolava con la propria autovettura con a bordo la moglie ed il figlio di 5 anni, dopo un diverbio con la persona che viaggiava a bordo di un’altra autovettura, è stata colpita da un fendente mortale all’altezza del torace.

Trasportato presso l’Ospedale di Andria, è deceduto poco dopo”.

“Da un attento esame delle registrazioni delle telecamere di video-sorveglianza e l’escussione di alcuni testimoni presenti sul luogo dell’aggressione, i poliziotti del Commissariato di Andria, e agli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, hanno individuato nell’immediatezza il presunto aggressore, fermato mentre viaggiava a bordo della propria autovettura”.

“Gli elementi di responsabilità raccolti, in relazione alla gravità del fatto, hanno condotto quindi all’emissione del provvedimento di fermo del P.M. L’uomo è ora ristretto presso la Casa Circondariale di Trani”.





Doppio viaggio (Giappone e Thailandia) per Papa Francesco

Papa Francesco dal 19 al 26 novembre 2019 sarà in Viaggio Apostolico in Thailandia e in Giappone. Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. Precisamente sarà in Thailandia dal 20 al 23 novembre e in Giappone dal 23 al 26 novembre 2019; qui visiterà le città di Tokyo, Nagasaki ed Hiroshima.





Gualtieri ha un piano ‘rivoluzionario’ per le finanze italiane

“Gli scontri continui con l’Europa, i proclami sui social e le assenze ai tavoli negoziali sono finiti. Si apre una fase nuova in Italia e in Europa e noi intendiamo esserne protagonisti. Fino a un mese fa si discuteva di flat tax, minibot e procedura di infrazione. Oggi i temi sono investimenti verdi, lavoro e asili nido”. Lo dice il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in una lunga intervista concessa al quotidiano la Repubblica che, parlando del debito pubblico sottolinea: “dobbiamo riportarlo su un percorso di riduzione”. E per farlo è fondamentale rafforzare il contrasto all’evasione fiscale “anche grazie alla tecnologia”, così come è opportuno battersi per politiche europee per la crescita.

Gualtieri spiega che nella manovra di ottobre non verranno cancellati né Quota 100, cara a Salvini, né il reddito di cittadinanza. La priorità resta disinnescare le clausole sull’Iva. “Voglio concorrere a realizzare il programma di governo – dice – per mettere il Paese sulla strada della crescita e dell’occupazione, della sostenibilità ambientale e della coesione sociale. Inoltre mi impegnerò affinché l’Italia riprenda a esercitare da protagonista il suo ruolo di Paese fondatore in Europa”.

Il ministro indica poi le altre priorità. “Il programma del nuovo governo presenta forti segni di cambiamento che cercheremo di realizzare con un impegno triennale. Vogliamo superare la stagione degli zero virgola con una visione che si concentrerà su investimenti, lavoro, uguaglianza, ambiente, giovani e donne”. In merito ai provvedimenti sociali spiega che sta pensando “al piano per gli asili nido che punta ad azzerare le rette per i redditi medi e bassi e ad aumentare i posti a disposizione con investimenti nazionali ed europei”.





Si riapre il caso della strage di Erba, accolto il ricorso, per vizio formale, dei legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi

 

Per un vizio formale, la Cassazione ha accolto la richiesta dei legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi - condannati all’ergastolo per la strage di Erba - di trasmettere alla Corte di Assise di Como la richiesta della difesa di nuovi accertamenti. I giudici di Como, lo scorso aprile, si erano opposti alle istanze di accesso ai server delle intercettazioni, e a quelle di acquisire un cellulare Motorola ed esaminare dei reperti biologici. Ma la decisione era stata emessa ’de plano’, senza contraddittorio tra le parti. Adesso la Corte di merito dovrà rivalutare le istanze convocando le difese. Secondo i giudici di Como, le richieste dei legali della coppia omicida sono immotivate e inutili "a distruggere l’impianto su cui è fondata" la condanna definitiva.





Vola il debito federale degli Stati Uniti e sfonda quota 1000 miliardi e i democratici preparano la successione a Trump

Il deficit di bilancio del governo federale statunitense ad agosto ha superato per la prima volta in sette anni la soglia dei mille miliardi di dollari, oltre cento miliardi in piu’ rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo rende noto il Tesoro americano. Intanto i democratici, visti i recenti sondaggi, preparano la successione a Trump e vanno avanti nei loro incontri per scegliere il candidato da opporre all’attuale Presidente. Tutti uniti contro Donald Trump, definito "pericoloso", "il peggior presidente della storia americana a cui dal primo gennaio 2021 gli americani diranno goodbye". Ma il bersaglio comune sul palco della Texas Southern University di Houston e’ Joe Biden, il frontrunner, che alla fine della lunga serata riesce ad emergere senza le ossa rotte dal terzo dibattito in tv tra i candidati democratici alla presidenza. Un dibattito in cui sono venute fuori le due anime del partito, quella moderata e quella più liberal, ma che a caldo non sembra aver spostato di molto gli attuali equilibri. Resiste l’ex vicepresidente: agli attacchi del senatore socialista Bernie Sanders, che lo accusa di aver votato per la guerra in Iraq, e a quelli della paladina progressista Elizabeth Warren, che critica duramente l’Obamacare. E resiste anche agli affondi del texano Julian Castro che in un paio di occasioni quasi lo bullizza, prima rimproverandogli i vuoti di memoria ("Ma che fai non ti ricordi quello che hai detto due minuti prima?"), poi il fatto di nascondersi sempre dietro alla figura di Obama ("Dici io c’ero, io c’ero, ma non rispondi a nulla"). Una tattica quella di Castro che pero’ finisce per trasformarsi in un boomerang. E se sul palco i candidati che aspirano alla nomination sono dieci, non v’e’ dubbio che il convitato di pietra e’ proprio l’ex presidente Barack Obama che, dall’alto di una popolarità intatta, si riprende indirettamente la scena, tanto da essere forse lui il vero vincitore della serata, elogiato da tutti. Prima del dibattito Biden posta un video in cui torna a lodarlo, mentre davanti alla platea di Houston e a milioni di americani incollati alla tv rimprovera i suoi avversari di partito di strapazzare l’eredita’ dell’ex presidente, già messa in serio pericolo da Trump. Come sulla sanità, dove Biden propone di estendere quell’Obamacare tanto avversata da Sanders e Warren, che fanno asse e rilanciano la proposta del ’Medicare for all’, l’assistenza sanitaria gratis per tutti gli over 65. "E chi pagherà il conto?", replica Biden, giudicando il piano troppo salato. C’era un altro texano sul palco, Beto O’Rourke, in ombra nei dibattiti precedenti e che stavolta a differenza di Castro sfrutta la situazione di giocare in casa, lui che e’ di El Paso, la città della recente strage.





Ponte Morandi e viadotti gestiti da Autostrade, altre nove misure cautelari

Ancora un durissimo passaggio giudiziario per il crollo di Ponte Morandi a Genova e sui viadotti gestiti da Autostrade. In queste ore sono scattate altre nove misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta bis riguardanti i report "ammorbiditi" sulle condizioni dei viadotti gestiti da Autostrade. La guardia di finanza di Genova ha eseguito le misure firmate dal giudice delle indagini preliminari Angela Nutini e chieste dal pubblico ministero Walter Cotugno. Eseguite anche misure interdittive. L’inchiesta bis era partita dopo il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, e aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e Spea.
Le misure cautelari, tre arresti domiciliari e sei misure interdittive, riguardano i presunti falsi report sui viadotti Pecetti della A26, in Liguria, e il Paolillo della A16, in Puglia. In particolare, sono finiti ai domiciliari Massimiliano Giacobbi (Spea), Gianni Marrone (direzione VIII tronco) e Lucio Torricelli Ferretti (direzione VIII tronco). Le misure interdittive, sospensione dai pubblici servizi per 12 mesi, riguardano tecnici e funzionari di Spea e Aspi: Maurizio Ceneri; Andrea Indovino; Luigi Vastola; Gaetano Di Mundo; Francesco D’antona e Angelo Salcuni





Il Governo ha chiuso il cerchio. Ci sono anche Viceministri e Sottosegretari

Dopo un giorno e una notte di trattative ininterrotte il Governo è nel pienissimo dei suoi poteri visto che ha scelto anche i suoi viceministri e sottosegretari. Poche le sorprese, forse una sola, visto che Conte ha deciso di tenere per se la delega ai servizi segreti. Tutto si concluderà lunedì mattina con il giuramento a Palazzo Chigi nelle mani del Presidente del Consiglio. Alla fine i sottosegretari sono 42. A coprire la quota del M5S sono 21 ,  18 per il Pd, 2 i rappresentanti di Leu, 1 del Maie.  Il dicastero più "rosa" sarà il Mise, con tre sottosegretarie (Alessandra Todde, Mirella Liuzzi e Alessia Morani). Due sottosegretari donna li avrà la Cultura (Anna Laura Orrico e Lorenza Bonaccorsi), l’Istruzione (Lucia Azzolina e Anna Ascani, che sarà viceministro) e il Mef (Cecilia Guerra e Laura Castelli, confermata viceministro). Simona Malpezzi sarà ai Rapporti con il Parlamento, Laura Agea alle Politiche Ue, Marina Sereni, sarà viceministro degli Esteri, Francesca Puglisi al Lavoro e Sandra Zampa alla Salute. Ma ecco, la lista completa: Presidenza consiglio dei ministri: Mario Turco (programmazione economica e investimenti); Andrea Martella (editoria). Rapporti con il Parlamento: Gianluca Castaldi; Simona Malpezzi. Affari Ue: Laura Agea. Esteri: Emanuela Del Re (viceministro); Manlio Di Stefano; Marina Sereni (viceministro); Ivan Scalfarotto; Riccardo Merlo. Interni: Vito Crimi (viceministro); Carlo Sibilia; Matteo Mauri (viceministro); Achille Variati. Giustizia: Vittorio Ferraresi; Andrea Giorgis. Difesa: Angelo Tofalo; Giulio Calvisi; Economia: Laura Castelli (viceministri); Alessio Villarosa; Antonio Misiani (viceministro); Pierpaolo Baretta; Cecilia Guerra. Mise: Stefano Buffagni (viceministro); Alessandra Todde; Mirella Liuzzi; Gianpaolo Manzella; Alessia Morani. Politiche agricole: Giuseppe L’Abbate. Ambiente: Roberto Morassut. Mit: Giancarlo Cancelleri (viceministro); Roberto Traversi; Salvatore Margiotta. Lavoro: Stanislao Di Piazza; Francesca Puglisi. Istruzione: Lucia Azzolina; Anna Ascani (viceministro); Giuseppe De Cristofaro. Cultura: Anna Laura Orrico; Lorenza Bonaccorsi. Salute: Pierpaolo Sileri (viceministro); Sandra Zampa.