Al Teatro Tor Bella Monaca di Roma I Cani Sciolti in "Sotto il sole l’oscurità" di Luca Pastore

 

Torna a grande richiesta sul prestigioso Palco del Teatro Tor Bella Monaca di Roma Sotto il Sole l’oscurità a cura di Luca Pastore: la proposta di messa in scena è un adattamento sotto forma di spettacolo del romanzo La Svastica sul Sole di P.K. Dick, autore tra le altre opere anche de Gli androidi sognano pecore elettriche, trasformato poi nella rilettura cinematografica di Ridley Scott Blade Runner, considerato uno dei più grandi scrittori della letteratura contemporanea. Lo spettacolo prende spunto da un libro di Philip K. Dick in cui l’autore ipotizza un futuro distopico in cui la Germania Nazista ha vinto la seconda guerra mondiale, instaurando un Regime totalitario nel mondo, dividendosi con il Giappone il dominio su Asia ed Americhe. Lo spettacolo vede la Germania vincitrice, che non è alleata solo del Giappone ma anche e soprattutto della Russia, costituendo di fatto il regime NaziComunista. Siamo nel 2023 e la vicenda prende il via quando alla morte del nonno, grande Gerarca Nazista, Martha Himmler trova un video che teoricamente non dovrebbe esistere: in esso si mostra la vittoria della guerra da parte dell’alleanza Anglo-Americana. Sconvolta dalla visione del video, cerca delle risposte nel regime prima e nella ribellione poi. Troverà chi la vorrà aiutare, chi la ostacolerà e chi cercherà di negarle l’evidenza. Teatro Tor Bella Monaca Sala Grande Via Bruno Cirino, 00133 Roma 062010579 il 24 e 25 gennaio ore 21 info e prenotazioni icscompagniateatrale@gmail.com





Roma, Raggi: al via iscrizioni Scuole dell’Infanzia 2020-21

Dall’8 gennaio si aprono le iscrizioni alla Scuola dell’Infanzia Capitolina per l’anno scolastico 2020-21. La frequenza è gratuita ed è dedicata ai piccoli tra i 3 e i 6 anni di età. L’avviso pubblico per l’iscrizione è disponibile on line sul sito di Roma Capitale. Per presentare o perfezionare la domanda ci sarà tempo fino al 29 gennaio. Lo fa sapere in una nota il Campidoglio. La domanda di iscrizione deve essere presentata esclusivamente on line attraverso il portale di Roma Capitale, sulla pagina “Servizi online: Iscrizioni e Graduatorie Scuole Capitoline dell’Infanzia” (raggiungibile dalla home page attraverso il percorso Servizi – Scuola – Scuola dell’Infanzia). “La Scuola dell’Infanzia rappresenta un’occasione importante per la crescita e la socializzazione dei bambini dai 3 ai 6 anni. Questo servizio punta alla positiva inclusione dei più piccoli, riconoscendo le esigenze e rispettando i tempi di apprendimento di ciascuno, accompagnando così il processo di accoglienza, ambientamento e incontro”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi. “Il nostro obiettivo è garantire la piena partecipazione e inclusione dei bambini, accompagnandoli lungo il percorso di inserimento nel contesto scolastico e sociale. Nel rispetto dei tempi di ciascuno, indipendentemente da diversi contesti personali e sociali, la Scuola dell’Infanzia mira infatti allo sviluppo dell’apprendimento, della socialità e dell’identità della persona in collaborazione con le famiglie. Ringrazio gli uffici capitolini, i Municipi, gli insegnanti e tutte le persone che si impegnano ogni giorno nelle nostre scuole, creando un valore aggiunto per la crescita dei più piccoli e per l’intera comunità”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì. La Scuola dell’Infanzia Capitolina apre il 15 settembre e termina il 30 giugno di ogni anno, con sezioni sia a tempo pieno che a tempo antimeridiano. Per ulteriori informazioni o richieste di assistenza è possibile contattare il Contact Center Chiamaroma 060606 o gli Uffici Relazione con il Pubblico e i Punti Roma Facile Municipali riportati nel bando.





Bordoni denuncia l’emergenza rifiuti al tempo del ’governo’ Raggi

“Ama sotto la guida della Raggi dimentica Roma a Natale e lascia la città in cumulo di rifiuti, se continua questa emergenza non ci sarà modo per affrontare il nuovo anno. La prospettiva dell’amministratore delegato Zaghis di un nuovo termovalorizzatore smentita poi dalla turbolenta maggioranza 5 stelle non è affatto rassicurante”. Lo denuncia in una nota il consigliere capitolino Davide Bordoni. “A che punto è la raccolta differenziata? La sindaca che intende fare? Siamo all’ennesima giornata senza raccolta, con i rifiuti che sommergono la città – afferma Bordoni -. I cassonetti pieni sono l’immagine più fotografata e postata della città eterna ma al degrado e al disagio si aggiunge anche il rischio di passare da un’emergenza igienica a quella sanitaria. Serve immediatamente una verifica igienico-sanitaria, non si può mettere in pericolo la salute dei cittadini”, conclude.





Camici bianchi in sciopero all’Idi

 “Licenziamenti operati dall’amministrazione straordinaria e stipendi non pagati per mesi da parte della Congregazione con condizioni lavorative sempre più critiche e continui e ulteriori sacrifici economici da parte dei medici che, senza alcuna garanzia per il proprio futuro lavorativo, si sono visti recapitare la disdetta del Contratto Collettivo di lavoro il giorno della vigilia di Natale. E’ in questo clima di incertezza e forte tensione tra la dirigenza medica e l’amministrazione dell’Ospedale IDI di Roma (gestito dalla Fondazione Luigi Maria Monti) che ANMIRS – Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri ha dichiarato lo sciopero domani mercoledì 8 gennaio per porre l’attenzione su una vicenda in atto ormai da troppo tempo e altrettanto sottovalutata specie in capo alle condizioni lavorative dei propri medici dipendenti”. E’ quanto annuncia l’associazione in una nota.

“L’Ospedale IDI di Roma, che di fatto rappresenta una delle eccellenze nel panorama della dermatologia italiana e non solo vive da anni una condizione di forte criticità dovuta prima di tutto alle condizioni economiche fortemente compromesse, per risanare le quali sono stati negli ultimi anni proprio i medici dipendenti a farsi carico di sacrifici, decurtazioni e canoni contrattuali sempre più svantaggiosi, pur “senza smettere di lavorare nemmeno un giorno, garantendo di fatto ai nostri pazienti tutte le cure e le attenzioni proprie non solo nella nostra professione ma ancor prima di un dovere umano, morale e deontologico” sottolinea Alessandro Monopoli, Responsabile Unità Operativa semplice Linfomi cutanei e Segretario ANMIRS Italia centrale e Roma sezione IDI.

“Le strutture dell’IDI e dell’Ospedale Villa Paola di Capranica, infatti – spiega la nota – , dal 2018 sono sotto un accordo quadro di programmazione che prevede un consistente obolo, una solidarietà (dal 9,20% fino anche al 20%) elargita dagli stessi dipendenti decurtata dai propri stipendi al fine di contribuire al risanamento delle casse amministrative pur mantenendo orari di lavoro pieno. Un sacrificio che sembra comunque aver portato i suoi frutti quando alla fine di quell’anno si dichiara di aver raggiunto il pareggio di bilancio prevedendo addirittura un certo utile per il successivo 2019 e la promessa della presentazione da parte dell’amministrazione di un piano strategico appositamente finalizzato al rilancio organizzativo dell’ospedale. Tuttavia, lì dove non sembra più esserci la necessità della prosecuzione di tale solidarietà economica, inizia a essere molto difficile (tra mancate risposte e richieste di incontri) chiarire con chi di dovere la ridefinizione di un nuovo accordo, all’interno di un clima molto difficile. “Sono stati mesi molto complessi e caotici” tiene a sottolineare il dottor Monopoli.





Campidoglio: dossier Monte Carnevale inviato a uffici

Roma, Campidoglio: dossier Monte Carnevale inviato a uffici

“Sono stati inviati ai competenti dipartimenti di Roma Capitale i dossier relativi alla realizzazione di un sito di smaltimento in località Monte Carnevale, nel Municipio XI”. Lo comunica il Campidoglio. “gli uffici valuteranno gli eventuali motivi ostativi alla realizzazione degli impianti”, aggiunge la nota. Domattina, mentre il Campidoglio procederà ai controlli, il limitrofo Municipio XII a guida 5 Stelle dovrebbe esprimere un parere di Consiglio negativo alla destinazione dell’ex cava a discarica di servizio per la Capitale decisa dalla Giunta Raggi.





Falsi incidenti stradali, 10 arresti. Coinvolti avvocati e giudici

La Polizia di Stato ha tratto in arresto 10 persone e denunciate altre 14, risiedenti tra Napoli e Avellino, per aver truffato società di assicurazioni e il Fondo di Garanzia per le vittime della strada. Tra le persone coinvolte figurano anche avvocati e giudici. Si trattava di una "fabbrica degli incidenti", stando alle indagini, "sistema seriale" che prevedeva la costruzione di casistiche false che avrebbero portato ad ottenere risarcimenti cospicui, frodando i suddetti soggetti. Per l’operazione, ordinata dalla Procura di Roma, sono stati impiegati 50 uomini in forze alla Polizia Stradale.  Si trattava di una vera e propria “fabbrica degli incidenti”, con falsi sinistri stradali e conseguenti truffe con risarcimenti milionari ai danni delle compagnie assicurative e del Fondo di garanzia per le vittime della strada. A scoperchiare questo pentolone del malaffare la Polizia Stradale di Roma, coordinata dalla Procura della Capitale e coadiuvata dalla Stradale di Napoli, che come detto ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata alla truffa alle assicurazioni e connessi reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione. Denunciate altre 14 persone.

Troppi incidenti stradali e, soprattutto, troppe similitudini tra i sinistri per non destare il sospetto delle compagnie assicurative che si vedevano costrette ad erogare numerosi risarcimenti. È partita proprio dalle denunce delle compagnie di assicurazione e del Fondo di garanzia per le vittime della strada l’indagine sviluppata in prima battuta dalla Procura di Napoli e poi dalla Procura capitolina, alla quale il fascicolo è stato trasferito per competenza, in quanto coinvolto un giudice di pace di Sant’Anastasia (Napoli). Quello che è emerso, dopo circa 2 anni di investigazioni dei poliziotti del Compartimento Polizia Stradale per il Lazio e l’Umbria, è stato un vero e proprio “sistema” per trarre ingenti profitti da incidenti stradali mai avvenuti, costruiti “ad arte” da una vera e propria organizzazione a delinquere specializzata e ramificata nel territorio campano, che agiva in modo seriale.

Il protagonista principale era un esperto avvocato del Foro di Avellino che, insieme ad alcuni colleghi, si adoperava per “inventarsi” l’ennesimo incidente, costruendo la dinamica ed il fascicolo del sinistro, curando i dettagli in ogni singola fase. In pratica i sinistri stradali, mai avvenuti, venivano opportunamente rappresentati come “incidenti con fuga”, dove l’ipotetico responsabile era sempre irreperibile. Prospettazione che agevolava l’ottenimento dell’ingiusto profitto.

Agli investigatori il sistema è apparso quasi come una rappresentazione teatrale, dove ogni attore aveva un preciso ruolo ed un copione da recitare. In questo senso, la sceneggiatura dell’incidente prevedeva, come prima fase, quella del reclutamento degli attori: previo compenso, venivano ingaggiate persone che fingevano di essere vittime di incidenti stradali ed altre, invece, che dovevano interpretare il ruolo dei testimoni, rendendo falsa testimonianza sulla dinamica del sinistro. La finta vittima, dopo aver conferito il mandato all’avvocato, veniva contattata da altri membri dell’organizzazione per essere accompagnata presso strutture sanitarie pubbliche, dove il medico compiacente stilava certificati che attestavano conseguenze traumatiche, post incidente, inesistenti.

Ulteriore caratteristica del copione criminale consisteva nell’ideare, in molti i casi, incidenti stradali sulla base di radiografie già illegalmente possedute dall’organizzazione, dalle quali scaturiva la diagnosi del primo soccorso, ovviamente con lesioni compatibili alle circostanze del sinistro. In tali episodi gli esami diagnostici e la documentazione sanitaria di ignari pazienti, veniva acquisita illecitamente dalle strutture sanitarie.

L’avvocato inoltrava la richiesta risarcitoria al Fondo di garanzia per le Vittime della strada, restando poi in attesa di ricevere una congrua proposta economica di indennizzo. Per alcuni sinistri il Fondo erogava direttamente il risarcimento, per altri era necessario richiedere l’intervento del Giudice di Pace compiacente. A questo punto emerge il secondo livello organizzativo del sistema criminale, dove l’avvocato ed i suoi sodali si avvalevano dei contatti con un Giudice di Pace ed un Cancelliere. Quest’ultimo si è rivelato come figura strategica del sodalizio criminale, in quanto nella fase di iscrizione a ruolo, “pilotava” il fascicolo del finto sinistro dirottandone l’assegnazione al Giudice di Pace compiacente. Il dispositivo delle Sentenze, in questo modo, non poteva che essere favorevole e blindato.

Tutti i componenti dell’organizzazione erano retribuiti secondo il livello funzionale e la tipologia di prestazione svolta; tuttavia il valore del compenso era sempre proporzionale al valore del risarcimento ottenuto. Nel corso dei due anni di attività investigativa è stato accertato che le procedure, consolidate e strutturate, messe in piedi dall’organizzazione, avevano reso oltre 1 milione e mezzo di euro. Il contributo del Giudice di Pace e del Cancelliere aveva trasformato il sistema in una “macchina perfetta” che ogni mese produceva decine di iscrizioni a ruolo di falsi sinistri stradali con la conseguente emissione di sentenze favorevoli.

L’associazione, inoltre, si avvaleva di standard di sicurezza, tecnologici e organizzativi particolarmente performanti, con telecamere a circuito chiuso per il controllo degli ambienti e numerose schede telefoniche per la gestione dei contatti.

Le modalità di interazioni tra i sodali della rete criminale erano inoltre rigide e vincolate, garantendo così l’anonimato dei vertici del gruppo criminale. Per questo, per gli scambi di informazione o la pattuizione dei compensi, venivano impiegati degli intermediari, onde evitare contatti diretti tra i capi e i complici occasionali, avvalendosi di sodali che svolgevano mansioni di livello inferiore. Talvolta, nelle conversazioni venivano adottate tutte le cautele possibili, utilizzando anche allusioni e metafore.





Speciale sanità e salute

 

Detox in 5 mosse e l’organismo si rigenera: dalle vellutate alcalinizzanti al porridge spezza fame 

 

L’anno nuovo porta con sé il desiderio di ringiovanire e depurare corpo e mente dopo gli stravizi delle feste. È il momento ideale per iniziare un percorso detox, a partire da un’alimentazione sana, attenta soprattutto al benessere del fegato. “I chili in più che si leggono sulla bilancia sono per lo più dovuti alla ritenzione idrica. Per eliminare questi liquidi è sufficiente abbassare l’indice glicemico con un’alimentazione pulita e prevalentemente vegetale che ci regalerà una linea più asciutta e maggiore energia in una sola settimana”, spiega Emanuela Caorsi, prima nutrizionista olistica in Italia e insegnante certificata 200 RYT di vinyasa yoga (www.emanuelacaorsi.com). Ma non solo: dal 13 al 18 gennaio 2020 i consigli e le ricette della nutrizionista saranno disponibili online nel suo eBook #HOLISTICRESET2020 sui suoi profili Instagram (@emanuela_caorsi https://www.instagram.com/emanuela_caorsi/) e Facebook (www.facebook.com/emanuelacaorsiHN) . Ed ecco i preziosi consigli per la remise en forme targata 2020: 1. Vellutate super green, l’elisir detox: Per smaltire le tossine accumulate durante le feste e neutralizzare l’acidosi metabolica che ne consegue è importante adottare un programma detox a base di succhi pressati a freddo e zuppe naturali. Il consiglio furbo: inserite nel vostro menù serale una vellutata super green: spinaci, finocchi, cavolo riccio, tarassaco, saranno solo alcuni dei vostri più potenti alleati per prepararla al meglio e detossinare l’organismo. 2. Semaforo rosso per glutine, latticini, lieviti e zucchero: Perché eliminarli? Perché sono allergeni, ovvero alimenti ai quali siamo intolleranti pur senza saperlo e assumerli può favorire lo svilupparsi di una “infiammazione di basso grado”. Ecco perchè la settimana ideale per depurare il vostro corpo sarà rigorosamente gluten free e senza alimenti raffinati – dai cracker ai cereali per la colazione, alle barrette. Da eliminare anche i lieviti e gli zuccheri di ogni tipo, il caffè e il cacao, e ogni altro alimento eccitante. Il consiglio furbo: Thè verde e Thè Matcha sono valide alternative al caffè. 3. Si alla frutta, ma con moderazione: La frutta andrebbe inserita nella dieta con parsimonia – a esclusione di banane e ciliegie - e solo alla mattina a digiuno. Via libera, inoltre, ai semi e alle proteine animali di buona qualità, ma sempre con un occhio alle quantità. Il consiglio furbo: Prediligete frutta poco zuccherina (limone, pompelmo, mele, pere, avocado, ecc.) Semi di lino, chia, canapa decorticata, girasole, zucca, sesamo e creme ottenute da questi semi (es. tahini) 4. Via libera alle verdure di stagione, meglio se crude a pranzo e cotte a cena, prevalentemente verdi (spinaci, bietole, cavolo nero, broccoli, cavolini di Bruxelles, ecc); ai cereali integrali senza glutine (riso integrale, grano saraceno, miglio, sorgo e quinoa), ai legumi (lenticchie, ceci e fagioli), alla frutta a guscio e ai semi. Il consiglio furbo: a colazione un porridge o uno yogurt di cocco con della granola fatta in casa saranno perfetti per limitare il consumo di zucchero e favorire il senso di sazietà fino a pranzo. 5. Bevete, bevete, bevete! Assumete almeno un litro e mezzo di acqua pura - senza tè nè tisane - se possibile calda o tiepida. L’effetto detox è assicurato e la digestione ringrazierà. Iniziate sempre la tua giornata con una bella tazza di acqua calda, non del rubinetto e senza limone. 6. Praticate attività fisica e Yoga: L’attività fisica è fondamentale per riattivare il metabolismo e favorire un maggior dispendio calorico. Anche lo Yoga è un valido alleato, iniziate a praticarlo e vi accorgerete che vi aiuterà a tonificare il corpo e renderlo più elastico e asciutto senza stressarlo con estenuanti allenamenti. Profilo di Emanuela Caorsi Emanuela Caorsi, la prima Nutrizionista Olistica in Italia, ha deciso di lasciare il suo precedente lavoro da Ingegnere Strutturista per seguire la sua “missione”: insegnare alle persone la stretta connessione tra alimentazione e salute, purtroppo ancora trascurata dalla maggior parte della classe medica in Italia. La sua formazione all’avanguardia grazie al percorso di studi svolto presso la Canadian School of Natural Nutrition in Canada la porta spesso a diffondere informazioni “scomode” (ma incredibilmente vere!) e controcorrente circa alimentazione e salute. Per Emanuela il conteggio di calorie e “macros” è ormai anacronistico: quello che conta sono la qualità e la provenienza del cibo che si mangia. Inoltre, per Emanuela, non esistono tabelle standardizzate valide per tutti: ogni persona è unica, con una sua storia medica, ma soprattutto con un vissuto e un bagaglio di emozioni che non possono essere trascurati. Emanuela ha ricevuto il premio come Miglior Healthy Food Blog ai Cucina Blog Award de Il Corriere della Sera del 2018. www.emanuelacaorsi.com

 

 

Anziani senza medici, crescono gli over 65 ma mancano i geriatri

 

 Appena 2.500 gli specialisti e solo 3.560 i posti letto in geriatria, a fronte di un afflusso in Pronto Soccorso determinato soprattutto dai malati più anziani e di più difficile gestione. Una situazione che ha portato i medici specialisti in geriatria a fare un appello al Ministro della Salute Roberto Speranza e al presidente delle Regioni e delle Province Autonome Stefano Bonaccini: “Approvare con urgenza in Conferenza Stato-Regioni il documento ministeriale di indirizzo dell’assistenza ospedaliera geriatrica, pronto da quasi 2 anni e mai esaminato dalla Commissione Salute”.

L’Italia è uno dei paesi più “attempati” del mondo. Dati alla mano, ci sono 168,9 over 65, ogni 100 giovani: un indice di vecchiaia da nuovo record nazionale, come emerso dal Rapporto Istat 2019. Una longevità che si accompagna però anche un importante aumento del numero assoluto di over 75 con molteplici malattie croniche, che spesso rendono indispensabile il ricorso agli ospedali, con 1,3 milioni di ricoveri all’anno e una degenza media di 9 giorni, senza contare i tanti malati complessi di età compresa tra 65 e 75 anni.

Ma il numero dei posti letto in geriatria, appena 3.560, non è sufficiente a reggere l’onda d’urto, e anche la gestione nei Pronto Soccorso di questi malati “fragili” mostra criticità: nonostante il ricorso al Pronto Soccorso e il successivo ricovero ospedaliero siano quasi sempre appropriati negli anziani, mancano corsie preferenziali per questi pazienti, spesso non in grado di attendere le cure, magari prestate su una barella. Infine sono appena 2.500 i geriatri, specialisti vocati alla gestione mirata ed efficace di pazienti particolarmente complessi e in grado di ridurre il rischio di mortalità e peggioramento della disabilità. Insomma, tanti anziani sempre più complessi, pochi medici con una specializzazione ad hoc e pochi posti letto per prendere in carico di una popolazione che ha bisogno di risposte di cura su misura.

Ecco quindi che la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) e la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), lanciano l’allarme e chiedono che venga accresciuta la disponibilità di posti letto di geriatria e vengano implementati nei Pronto Soccorso i percorsi dedicati ai pazienti geriatrici. Occorre inoltre – avvertono – istituire la figura dell’infermiere di emergenza geriatrica, debitamente formato, e aumentare il numero dei posti di specializzazione in geriatria.

Tutte indicazioni già messe nero su bianco nel documento “Il ricorso dei pazienti geriatrici al Pronto Soccorso e al ricovero ospedaliero”, predisposto da un gruppo tecnico istituito presso il Ministero della Salute con la partecipazione dei rappresentanti delle due società scientifiche. Documento trasmesso il 28 marzo del 2018 dal Ministero alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con l’obiettivo di approdare alle Conferenza Stato-Regioni per essere definitivamente approvato, “ma che, incomprensibilmente, a quasi due anni di distanza è ancora in attesa di essere calendarizzato in Conferenza Stato-Regioni”.

 

 

Cuore, un cane in casa allunga la vita: studio su Circulation

 

 Da sempre, il cane è un compagno fedele, considerato il migliore amico dell’uomo. Ci fa compagnia, ci aiuta a socializzare e ci aiuta a rimanere attivi. È persino capace di tenere alla larga alcuni problemi di salute, come asma e allergie respiratorie. Ma c’è di più, perché uno studio pubblicato recentemente su Circulation – la rivista dell’American Heart Association – ha rivelato che un cane potrebbe letteralmente allungarci la vita. Lo racconta il portale della Federazione degli Ordini dei Medici- Fnomceo nella sezione “Dottore ma è vero che…?”.

Si tratta di una revisione sistematica di quasi 70 anni di ricerche globali – pubblicate tra il 1950 e il maggio del 2019 – che ha coinvolto quasi 4 milioni di persone negli Stati Uniti, in Canada, Scandinavia, Nuova Zelanda, Australia e Regno Unito . “L’avere un cane è associato a una riduzione del 24% della mortalità per tutte le cause”, ha affermato la dottoressa Caroline Kramer, endocrinologa e autrice principale della ricerca. Ancora una volta, la meta-analisi ha riscontrato un beneficio ancora maggiore per le persone che avevano già avuto un infarto o un ictus.

“Per quelle persone avere un cane è ancora più vantaggioso: hanno un rischio ridotto del 31% di morire di malattie cardiovascolari”, ha concluso Kramer. La novità di questa revisione sistematica sta nell’aver provato che avere un cane è protettivo contro la morte per qualsiasi causa. Diversi studi infatti avevano già dimostrato un nesso tra le morti per malattie cardiovascolari – le principali cause di morte secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) – e l’avere un cane. Il più recente tra questi ha coinvolto oltre 336.000 uomini e donne svedesi tra i 40 e gli 85 che avevano avuto un infarto miocardico acuto o un ictus, arrivando alla conclusione che avevano avuto migliori capacità di ripresa quelle persone che possedevano un cane. E il vantaggio è stato massimo per i proprietari di un cane che vivevano soli: i sopravvissuti agli attacchi di cuore che vivevano soli con un cane avevano un rischio di morte inferiore del 33% rispetto alle persone che non lo avevano, mentre i sopravvissuti all’ictus che vivevano soli con un cane avevano un rischio ridotto di morte del 27% rispetto alle persone che non lo avevano.

“Sappiamo che la solitudine e l’isolamento sociale sono forti fattori di rischio per la morte prematura e la nostra ipotesi era che la compagnia di un animale domestico potesse alleviarlo”, ha affermato l’autore dello studio Tove Fall, professore associato di epidemiologia all’Università di Uppsala in Svezia, commentando questi ultimi risultati. “Chi vive solo deve portare fuori il cane ogni volta e sappiamo che l’attività fisica è importante nella riabilitazione dopo un infarto del miocardio o un ictus”, ha aggiunto. 

Dopo le feste pancia gonfia e intestino ko. Ecco come tornare in forma

 

Ricche abbuffate che si protraggono spesso per l’intera durata delle feste. E quando è l’ora di tornare alla quotidianità ci sentiamo gonfi e ci ritroviamo con qualche chilo in più. Come fare allora per ritrovare il giusto peso forma evitando diete ferree o digiuni poco salutari soprattutto se non assistiti da uno specialista? “La sensazione di gonfiore deriva da un’alterazione dell’equilibrio del nostro microbiota intestinale, determinata da una scorretta alimentazione durante questo periodo festivo che ha causato ando probabilmente uno stato di disbiosi intestinale, ossia, un’alterazione della flora batterica microbica intestinale – spiega Deborah Tognozzi, biologa nutrizionista, specialista in applicazione Biotecnologiche del Gruppo Sanitario USI – in questo senso strategie alimentari aprono scenari promettenti: cibi mirati all’aumento delle specie batteriche benefiche possono prevenire o migliorare le malattie collegate alla disbiosi ed aiutare la perdita di peso”.

“Il microbiota è una comunità eterogenea e numerosa composta all’incirca da 100 trilioni di batteri che vive in perfetta simbiosi con noi e che colonizza tutto il nostro apparato digestivo, in particolare l’intestino tenue e il colon – osserva l’esperta – le sue alterazioni qualitative e quantitative hanno inevitabilmente ripercussioni sulla nostra salute ma anche, e sul nostro peso. Dunque, la terapia nutrizionale mirata della disbiosi prevede innanzitutto un cambiamento consapevole delle abitudini alimentari, attraverso una corretta alimentazione, associata a disintossicazione, e pulizia intestinale e drenaggio. Una dieta ben bilanciata, che include l’utilizzo di prebiotici e probiotici, favorisce la formazione e la manutenzione mantenimento di una comunità microbica dove le diverse specie di batteri vivono in un sistema di controllo e bilanciamento reciproco”. Quali sono allora i cibi consigliati per migliorare la qualità del nostro microbiota intestinale e incidere in senso positivo sulla nostra salute dopo le abitudini alimentari scorrette assunte durante le feste? “E’ fondamentale seguire un’alimentazione che mantenga un’infiammazione fisiologica, assumendo cibi integrali, crudi, non geneticamente modificati e possibilmente biologici, favorendo i cibi fermentati e coltivati come i crauti, o il kimchi (piatto coreano di verdure fermentate con spezie), la kombucha (tè addolcito e fermentato), le alghe che hanno un effetto sulla riduzione dell’infiammazione e dell’insulinoresistenza, molto importanti, gli alimenti ricchi di fibre prebiotiche come inulina che troviamo nel topinambur, aglio, tarassaco, cicoria, cipolle, porri, asparagi e banane, da consumare acerbe per il loro alto contenuto di amido resistente”, spiega la nutrizionista. “Alcuni grassi sono molto importanti e benefici quindi nutrizionalmente utili come quelli che troviamo nell’olio extravergine di oliva, nella frutta secca, nel pesce grasso e nell’avocado. Le uova, soprattutto la mattina, sono fonte di proteine e altri nutrienti. Sì a cacao crudo, e ad almeno un calice di vino rosso a settimana come fonte di polifenoli. Via libera ad alcune spezie come la curcuma, antiossidante e antinfiammatoria”, aggiunge l’esperta del Gruppo Sanitario Usi. 





Facebook, McDonald’s e Adglow insieme per scalare l’adv locale grazie ad Adglow Hub

 

Adglow, leader globale in social advertising, ha collaborato con Facebook e McDonald’s Brasile per sviluppare un tool in grado di scalare la pubblicità locale su Facebook e Instagram per tutta la rete di ristoranti, proprietari e franchise. Il risultato è stato Adglow Hub, una piattaforma SaaS (Software as a Service) con la quale ogni manager locale può attivare in maniera semplice e intuitiva campagne pubblicitarie geolocalizzate, per incrementare il traffico nel ristorante e promuovere offerte specifiche. La collaborazione tra Adglow, Facebook e McDonald’s Brasil è presentata in una video case-history, pubblicata sul sito di Adglow, che racconta come Hub sia stato concepito sulla base di precise esigenze di business: in primo luogo, permettere la gestione su larga scala di campagne pubblicitarie su Facebook e Instagram anche da parte di utilizzatori senza esperienza nel social advertising; secondo, monitorare in modo puntuale la distribuzione dei budget e il ROI; infine, rispettare le linee guida del brand attraverso template di campagna pre-approvati e attivabili dai singoli ristoranti. La creazione di Adglow Hub è stata possibile anche grazie alla partecipazione diretta di Facebook, che ha messo a disposizione un team di ingegneri per assicurare velocità di sviluppo, compliance e flessibilità della piattaforma. Hub è infatti disponibile per tutte le realtà con reti di distribuzione sul territorio, come catene di negozi, concessionarie d’auto, centri odontoiatrici, palestre e agenzie viaggio che vogliono scalare ed efficientare attività full-funnel di local advertising su Facebook e Instagram. “Adglow Hub è un progetto di cui siamo particolarmente orgogliosi, perché ci ha visto collaborare con due player d’eccellenza come Facebook e McDonald’s per sfruttare al massimo l’opportunità del social advertising a livello locale - ha commentato Maurizio Boneschi, Sales Director Adglow Italia - si tratta di una soluzione trasformativa, che connettendo il centro di un’azienda con la sua rete permette di ottimizzare la gestione della pubblicità sul territorio, l’incremento delle performance, e la condivisione di know-how per l’intero network del brand. Altre aziende hanno già deciso di adottare Adglow Hub perché hanno colto immediatamete il valore di questo strumento nello sviluppo delle loro strategie di business.” Adglow è leader a livello globale in digital e social advertising, con uffici in 15 paesi tra Europa, USA, LATAM, Asia e Africa, ed è Marketing Partner ufficiale di Facebook, Instagram, Pinterest, Snapchat, Twitter e Amazon. Presente dal 2014 in Italia, dove ha gestito più di 3000 campagne pubblicitarie negli ultimi 12 mesi, Adglow offre ai brand e alle agenzie una risposta efficace alle esigenze di advertising sui social media, grazie alla consulenza di un team di centinaia di professionisti e alla piattaforma proprietaria ADAM.





Sfruttavano migranti anche per farli prostituire, arresti in Calabria

 

Sono stati eseguiti stamani numerosi arresti da parte del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Reggio Calabria. Gli arrestati sono caporali extracomunitari della baraccopoli di San Ferdinando a Rosarno (RC) accusati di sfruttamento del lavoro, intermediazione illecita, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, azioni effettuate con imprenditori agricoli e persone che gestivano cooperative attive nel settore di raccolta e vendita dei prodotti. L’operazione, cordinata dalla Procura di Palmi, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di numerose persone ritenute responsabili, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. L’inchiesta ha colpito una rete di caporali, composta da cittadini extracomunitari di origine centrafricana all’epoca dei fatti domiciliati nella baraccopoli di San Ferdinando e a Rosarno, i quali, in concorso con i titolari di aziende agricole e cooperative del settore della raccolta e della vendita di agrumi nella Piana di Gioia Tauro, erano dediti alle attività di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti agricoli extracomunitari, a anche al favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione di donne africane. 
   




Incendio in un appartamento, muore una bambina

Una bambina di circa 7 anni è morta in un incendio divampato per cause ancora in corso di accertamento in un’abitazione a Servigliano (Fermo); sono salve invece la mamma e la sorellina di poco più piccole, che sono riuscite a lasciare la casa che si trova all’ingresso del paese. La madre si è svegliata a causa dell’odore acre del fumo ed è riuscita a portare fuori casa la figlia più piccola, poi ha tentato di rientrare in casa per prendere la più grande, ma non è riuscita a salvarla dal mortale abbraccio del fumo e delle fiamme. Solo i vigili fuoco, intervenuti da Amandola e Fermo sono poi riusciti a raggiungere la bambina, ma ormai non c’era più nulla da fare. La madre e la sorellina sono ricoverate al Pronto soccorso dell’ospedale di Fermo e sarebbero in buone condizioni. Si tratta di una famiglia dell’est Europa. L’allarme è scattato intorno alle 3. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri di Montegiorgio, la Croce Azzurra di Santa Vittoria in Matenano, il 118, e i vigili del fuoco di Amandola e Fermo.





Fondazione Amgen: torna il programma "Amgen Scholars"

Le prossime settimane sono le ultime per potersi candidare alla nuova edizione di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il programma di Fondazione Amgen che permette agli studenti più meritevoli delle facoltà medico-scientifiche di lavorare per due mesi estivi su progetti in ambito biomedico e biotecnologico, presso gli istituti di ricerca europei più prestigiosi. Amgen Scholars è un’iniziativa che, ogni anno, offre a 75 studenti universitari di tutta Europa, e a centinaia di studenti in tutto il mondo, il privilegio di inserirsi in prestigiosi team internazionali per immergersi in un contesto sperimentale di altissimo livello. Grazie a questa opportunità gli studenti potranno confrontarsi sugli aspetti concreti che animano la ricerca scientifica. L’inserimento in gruppi di lavoro di alto profilo consentirà ai giovani talenti di comprendere concretamente il significato della “sperimentazione”: dallo studio di lavori svolti da altri, alla ricerca di una strada per fare ulteriori passi avanti; dallo sviluppo di nuove idee, all’individuazione di percorsi innovativi e mai provati prima. Lo sviluppo di intuito e creatività è accompagnato dalla possibilità di utilizzare un mondo di strumenti sofisticati e di tecnologia avanzata che danno la percezione di quanto sia complesso, ma allo stesso tempo affascinante, il mondo della ricerca. “Lo sguardo di Amgen è da sempre rivolto all’innovazione e siamo convinti che dare spazio ai nuovi talenti nella ricerca scientifica sia fondamentale per la crescita del paese e per il suo futuro - ha dichiarato Soren Giese, Amministratore Delegato di Amgen in Italia – Per questo Amgen Scholars offre agli studenti universitari più meritevoli l’opportunità di accedere a esperienze di ricerca d’avanguardia presso alcuni tra i maggiori atenei d’Europa, confrontandosi direttamente con i più promettenti progressi dell’innovazione nelle biotecnologie, un settore particolarmente dinamico e in grado di attrarre giovani preparati e qualificati.” L’Italia si colloca tra i primi cinque Paesi in Europa per numero di candidature al programma: negli ultimi due anni sono state circa 100 le domande degli studenti italiani e 30 i giovani talenti del nostro Paese che, a partire dal 2009, hanno potuto prendere parte al progetto nelle più prestigiose Università europee; a questi vanno aggiunti due studenti che hanno partecipato al programma presso istituti in Giappone. In tutto il mondo sono 24 le Università cui il programma Amgen Scholars ha destinato nel corso di oltre 16 anni 74 milioni di dollari: tra questi atenei l’Harvard University di Cambridge (Massachusetts), il National Institutes of Health di Bethesda (Maryland), l’Università di Cambridge e la Stanford University di Stanford (California), o ancora l’University di Melbourne, l’University di Toronto e tante altre. Anche l’Europa non è da meno. Tra le Università che hanno aderito al progetto, infatti, figurano Istituti che si collocano ai primi posti nella classifica internazionale come l’Università di Cambridge, l’ETH di Zurigo, l’Istituto Pasteur di Parigi, il Karolinska Institutet di Solna (nei pressi di Stoccolma) o la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera. I 4.000 universitari che, a partire dal 2007 hanno potuto migliorare le proprie conoscenze e competenze in campo biomedico e biotecnologico provengono da 750 tra College e Università di tutto il mondo. Da quando è stato istituito, il programma Amgen Scholars ha raggiunto importanti traguardi: oltre il 97% degli studenti ha proseguito nella carriera universitaria per poi assumere ruoli strategici in campo accademico, industriale e governativo in tutto il mondo, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti (tra cui la Rhodes Scholarship, il NIH Director’s New Innovator Award e una presenza nell’elenco di Forbes dei 30 Under 30 in Healthcare). Il programma Amgen Scholars, al quale ci si può candidare fino al 3 febbraio 2020, rientra tra le iniziative formative che Fondazione Amgen sostiene, a livello mondiale, per favorire la cultura scientifica tra le nuove generazioni, e che comprende, altri due programmi riservati rispettivamente a insegnanti e studenti delle scuole superiori, Amgen Teach e Amgen Biotech Experience (ABE). A favore di questi tre programmi e di ulteriori iniziative scientifiche a livello locale, l’investimento complessivo sostenuto dalla Fondazione Amgen in Italia, a partire dal 2014, è stato di 500mila euro, mentre la cifra destinata in tutto il mondo allo sviluppo dei Progetti Amgen Scholars, Amgen Teach e ABE ammonta a oltre 150 milioni di dollari. Per ulteriori informazioni sul programma, sulle Università aderenti o per inoltrare una domanda, visitare il sito www.AmgenScholars.com e seguire l’iniziativa su Twitter (@AmgenFoundation). La Fondazione Amgen La Fondazione Amgen promuove l’eccellenza nell’educazione scientifica per ispirare la prossima generazione di innovatori e investire nel rafforzamento delle comunità in cui vivono e lavorano i membri dello staff di Amgen. Ad oggi, la Fondazione ha donato oltre 300 milioni di dollari a organizzazioni non profit locali, regionali e internazionali e influenzano la società in modo stimolante e innovativo. Per ulteriori informazioni, visitare www.AmgenInspires.com e seguirci su Twitter all’indirizzo @AmgenFoundation. Amgen Da quasi 40 anni Amgen è impegnata a esplorare il potenziale della biologia per rispondere ai tanti bisogni terapeutici non ancora soddisfatti, mettendo le proprie competenze a disposizione dei pazienti affetti da patologie gravi. Questo approccio si basa sull’uso di strumenti quali la genetica avanzata per indagare la complessità delle malattie e comprendere le basi della biologia umana. Tra i pionieri delle biotecnologie, Amgen è cresciuta fino a diventare leader a livello mondiale con 20.000 collaboratori e una presenza in oltre 100 Paesi. In Italia dal 1990, Amgen è ormai una realtà consolidata con quasi 300 collaboratori e un livello occupazionale altamente specializzato. Per maggiori informazioni visita il sito www.amgen.it





Speciale ambiente e cambiamenti climatici

Clima, Copernicus: il 2019 è stato il 2° anno più caldo di sempre, temperature record negli ultimi 5 anni

 

Copernicus Climate Change Service (C3S) svela che il 2019 è stato il quinto di una serie di anni eccezionalmente caldi e il secondo anno più caldo mai registrato a livello globale. Contemporaneamente, per l’Europa è stato l’anno più caldo mai registrato. Inoltre, in collaborazione con Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), C3S rivela che i livelli di concentrazioni di CO2 nell’atmosfera hanno continuato ad aumentare. I dati da loro comunicati forniscono il primo quadro completo e globale delle temperature del 2019 e dei livelli di concentrazioni di CO2. I risultati sono in linea con le precedenti proiezioni di OMM e di Global Carbon Project (GCP) per il 2019. Infatti, OMM ha stimato che il 2019 sarebbe stato probabilmente il secondo o terzo anno più caldo registrato e sia OMM sia GCP hanno mostrato che le concentrazioni atmosferiche di CO2 sono in continuo aumento.

C3S e CAMS sono entrambi implementati dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio per conto dell’Unione europea. I servizi forniscono dati di qualità garantiti sulle temperature 2019 e sui livelli di CO2, tra le molte altre variabili climatiche. Questo aiuta i policy maker, le organizzazioni e gli individui a fare scelte consapevoli sulla mitigazione dei cambiamenti climatici e sulla qualità dell’aria che respiriamo.

 dati mostrano inoltre che:

Inoltre, secondo le misurazioni satellitari delle concentrazioni globali di CO2 atmosferica:

Il riscaldamento più importante rispetto alla media del 1981-2010 si è verificato in Alaska e in altre vaste parti dell’Artico. La maggior parte delle aree terrestri sono state più calde della media, in particolare in Europa orientale e meridionale, Africa meridionale e Australia. Al contrario, il Canada centrale e sudorientale ha registrato temperature medie annue inferiori alla media.

In Europa tutte le stagioni sono state più calde della media, in particolare l’estate e l’autunno sono al quarto posto tra i mesi più caldi mai registrati. Nessuna delle stagioni è stata da record in termini di temperatura media, ma l’Europa ha comunque vissuto il suo anno solare più caldo mai registrato, di poco superiore al 2014, 2015 e 2018. Un’analisi più dettagliata del clima in Europa sarà presentata da Copernicus nel suo Rapporto sullo stato europeo del clima 2019, che verrà pubblicato in aprile.

Il 2019 è stato un altro anno eccezionalmente caldo, il secondo più caldo a livello globale nel nostro set di dati. Anche i singoli mesi hanno registrato temperature da record“, afferma Carlo Buontempo, responsabile di Copernicus Climate Change Service (C3S). “Il set di dati sulla temperatura C3S per il 2019 è il primo completo che comprende le anomalie annuali e campi mediati a livello globale. È stato possibile crearlo perché siamo un programma operativo, che tratta milioni di osservazioni terrestri, marine, aeree e satellitari ogni giorno. Un modello computerizzato all’avanguardia viene utilizzato per raccogliere tutte queste osservazioni, in modo simile a come vengono effettuate le previsioni meteorologiche.”

Il direttore di ECMWF Copernicus, Jean-Noàl Thépaut, commenta: “Gli ultimi cinque anni hanno registrato temperature da record e l’ultimo decennio è stato il più caldo mai registrato: questi sono indiscutibilmente segnali allarmanti. Vedere uno o più mesi molto più caldi del recente periodo di riferimento è senza dubbio sconcertante, ma non rappresenta in quanto tale una tendenza climatica, poiché le deviazioni di temperatura mensili variano e alcune regioni possono mostrare condizioni medie inferiori per un certo periodo di tempo. Produciamo dati con una copertura globale completa della temperatura ogni giorno e pubblichiamo report mensili e annuali basati su questo set di dati che attualmente risale al 1979. Per determinare le possibili tendenze a lungo termine legate al cambiamento climatico, le osservazioni risalenti a un lungo periodo nel passato sono inestimabili. Pertanto, confrontiamo anche i nostri dati con i dati climatici che risalgono all’era preindustriale per accertare che si trattino di tendenze climatiche a lungo termine.”

Sfruttando i vantaggi della rianalisi

Per produrre dati di qualità, C3S e CAMS utilizzano la rianalisi, un metodo scientifico che mira a stimare le condizioni meteorologiche e la composizione atmosferica ogni giorno nel corso di un decennio nel modo più accurato possibile, sulla base di una moltitudine di osservazioni.

Queste osservazioni provengono da una varietà di piattaforme o strumenti, dalle stazioni ai palloncini meteorologici fino ai satelliti. Presi da soli, forniscono una visione incompleta dell’atmosfera, che è ad esempio dovuta al fatto che ogni tipo di osservazione misura solo un certo aspetto del tempo o della composizione atmosferica, come la temperatura, il vento o l’umidità ecc. Inoltre, le osservazioni sono distribuite in modo non uniforme in tutto il mondo e il loro numero tende a diminuire man mano che torniamo indietro nel tempo.

Il processo di rianalisi combina quindi tutte le osservazioni distinte disponibili in un dato giorno e crea un quadro 3D completo delle condizioni in tutto il mondo, per ogni ora del giorno. Una volta cucite insieme, queste immagini delle condizioni meteorologiche globali e della composizione atmosferica forniscono una registrazione storica completa del clima della Terra che può essere utilizzata per monitorare la velocità in cui sta cambiando.

Le concentrazioni di CO2 continuano ad aumentare

L’analisi dei dati satellitari indica che le concentrazioni di biossido di carbonio hanno continuato ad aumentare negli ultimi anni, anche nel 2019. Le concentrazioni di CO2 derivate dal satellite sono rappresentative del rapporto di miscelazione di CO2 mediato a colonna, indicato anche come XCO2. Si tratta di una combinazione di due set di dati generati da C3S e CAMS.

Il tasso di crescita XCO2 medio stimato per il 2019 è di 2,3 a 0,8 ppm/anno. Questo è più elevato del tasso di crescita nel 2018, che era di 2,1 x 0,5 ppm/anno, ma inferiore al 2,9 x 0,3 ppm/anno registrato nel 2015. Il 2015 è stato influenzato dall’effetto del El Niào, che ha portato a un tasso di crescita atmosferica più elevato a causa di un assorbimento di CO2 atmosferica più debole della media da parte della vegetazione terrestre e delle grandi emissioni di CO2 provocate dai numerosi incendi, come ad esempio in Indonesia.

Monitoraggio regolare del clima

Ogni anno, C3S fornisce una panoramica dettagliata sul clima del nostro continente nel Rapporto sullo stato del clima europeo. Nel report verranno analizzate variabili ed eventi climatici specifici dell’anno precedente. Lo Stato europeo del clima 2019 sarà presentato nella primavera del 2020.

Oltre ai valori annuali della temperatura, C3S pubblica regolarmente bollettini sul clima all’inizio di ogni mese, riportando le anomalie osservate nella temperatura globale dell’aria di superficie, nella copertura del ghiaccio marino e nelle variabili idrologiche. L’ultimo bollettino climatico relativo al mese di dicembre è ora disponibile con i dati relativi alle temperature dell’aria in superficie.

Temperatura dell’aria in superficie dicembre 2019:

 

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Rapporto Cnr: “Con il 2019 si chiude il decennio più caldo di sempre”

 Con il 2019 si chiude il decennio più caldo di sempre. Michele Brunetti, responsabile della Banca dati di climatologia storica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna ha esaminato i dati ed è arrivato a questa conclusione.

In particolare, con il secondo dicembre più caldo dal 1800 ad oggi per l’Italia (+1.9 gradi di anomalia rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010) il 2019 chiude con un’anomalia di +0.96 gradi sopra media, risultando il quarto anno più caldo per il nostro Paese dal 1800 ad oggi, preceduto dal 2014 e 2015 (+1 grado sopra media) e dal 2018 (l’anno più caldo con un’anomalia di +1.17 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010).

Con Dicembre sono 8 i mesi del 2019 che rientrano nella ‘top 10’ delle rispettive classifiche mensili: marzo (nono più caldo, +1.48 gradi), Giugno (secondo più caldo, +2.57), luglio (settimo più caldo, +1.29 gradi), agosto (sesto più caldo, +1.42 gradi), settembre (decimo più caldo, +1.27 gradi), ottobre (quarto più caldo, +1.56 gradi), novembre (decimo più caldo, +1.33 gradi).

Con il 2019 si chiude anche il secondo decennio del nuovo millennio, risultando il più caldo da quando abbiamo osservazioni disponibili per l’Italia. “Analogamente a quanto è accaduto a scala globale, anche per l’Italia – sottolinea il responsabile della Banca dati di climatologia storica – ognuno degli ultimi quattro decenni è risultato essere più caldo del decennio precedente, evidenziando un persistente segnale verso un continuo incremento delle temperature: dal 1980 ad oggi la temperature in Italia è cresciuta mediamente di 0.45 gradi ogni decennio”.





Velivolo ucraino precipita dopo il decollo dall’aeroporto di Teheran, 177 le vittime

Un Boeing-737 della compagnia Ukraine Airlines ucraino con 177 persone a bordo si è schiantato in Iran, secondo i media locali. Il velivolo ha perso il controllo subito dopo il decollo dall’aeroporto iraniano di Imam Khomeini a Teheran, ha riferito l’agenzia di stampa statale Fars.

Nell’incidente, ha riferito Vasyl Kyrylych, un funzionario del ministero degli Esteri di Kiev all’agenzia Interfax, sarebbero morti tutti i 177 passeggeri. “Stando alle informazioni a nostra disposizione, passeggeri ed equipaggio sono morti”. Erano 168 i passeggeri e nove i membri dell’equipaggio del velivolo, stando a quanto precisato dal Consiglio di sicurezza di Kiev che sta indagando sulle cause dell’incidente. Secondo i primi report l’aereo era in rotta verso la capitale ucraina di Kiev.





Lo Stato Maggiore della Difesa italiano: “Nessun ritiro delle truppe dall’Iraq”

 

 “La pausa delle attivita’ addestrative e l’eventuale ridislocazione dei militari italiani dalle zone di operazione irachene rientra nei piani di contingenza per la salvaguardia del personale impiegato. Non rappresentano una interruzione della missione e degli impegni presi con la coalizione ma sono solo dipendenti dalle misure di sicurezza adottate”. È quanto si legge in una nota diffusa dallo stato maggiore della Difesa a proposito del parziale ridislocamento del contingente italiano in Iraq. Parte dei soldati italiani, infatti, si trovava nel compound dell’esercito statunitense preso di mira dal lancio di razzi dei giorni scorsi e questa mattina sono stati trasferiti in un’altra zona.

“Gli stati di allertamento e le misure di sicurezza – si legge nella nota – sono decise a livello di coalizione internazionale in coordinamento con le varie nazioni partner. Al momento, il quartier generale della coalizione sta pianificando una parziale ridislocazione degli assetti al di fuori di Baghdad”.





Khamenei sui missili: “E’ solo il primo schiaffo in faccia agli Usa”

 

L’attacco missilistico della scorsa notte è stato “uno schiaffo in faccia” agli Stati Uniti, “ma l’azione militare non è sufficiente”. E’ quanto ha detto oggi la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, in un discorso trasmesso alla tv iraniana, aggiungendo: “Gli Stati Uniti devono lasciare la regione perchè portano distruzione”. L’ayatollah Ali Khamenei, durante il discorso tenuto a Qom in diretta televisiva, ha definito come un successo il lancio di missili verso l’Iraq ai danni dell’esercito statunitense:"L’Iran - ha detto - è ben equipaggiato, ma noi non ci affidiamo solo ai mezzi militari"."La presenza Usa nella regione - ha concluso - deve finire". La TV al-Jazeera ha reso noto, inoltre, che è iniziato un "secondo round" di offensive contro gli stanziamenti militari americani in territorio iracheno.  Poi il ministero degli esteri iraniano

Dialogando con gli organi di stampa, il Ministro degli Esteri Iraniano, Zarif, ha detto: "L’Europa può avere un ruolo utile, spiegare agli Usa gli errori che ha fatto"."Quando l’arroganza e l’ignoranza si accoppiano - ha continuato - tutto diventa molto pericoloso". "Trump - ha proseguito Zarif - ha consiglieri sia ignoranti che arroganti. E il risultato è stato questo errore enorme". In merito al lancio di missili verso basi militari USA in Iraq, Zarif spera che gli "Usa abbiano imparato la lezione impartita dall’Iran". Per quanto riguarda l’attacco, i 22 i missili lanciati dall’Iran non avrebbe fatto vittime tra i civili iracheni. Lo riferisce un comunicato diffuso dal centro curdo per le comunicazioni, Security Media Cell, che precisa che “17 missili sono caduti nella base Ain al-Assad, tra cui due non esplosi, e cinque a Erbil”.

 





L’Iran lancia missili contro le basi Usa in Iraq

 

C’è stata la temuta rappresaglia dell’Iran contro le truppe degli Stati Uniti d’America di stanza in Iraq. Nel corso della notte il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane ha lanciato un attacco missilistico contro almeno due basi in Iraq che ospitano militari statunitensi, a Al Assad e Erbil. L’attacco è stato rivendicato dall’Iran e confermato dal Pentagono, che con un comunicato ha parlato di almeno una decina di missili balistici mentre i primi accertamenti non avrebbero riscontrato vittime statunitensi. Ancora da valutare i danni.

Le basi in questione erano già in condizioni di elevata allerta a causa delle precedenti minacce da parte dell’Iran e il personale è rimasto al riparo di diversi rifugi fino al cessato allarme. Secondo il Pentagono i missili sono stati lanciati dal suolo iraniano.

“La feroce vendetta della guardia rivoluzionaria è iniziata”, recita un comunicato diffuso dal Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane.

Il presidente Usa Donald Trump ha tenuto una riunione di emergenza con i massimi responsabili della sicurezza, il segretario di Stato Mike Pompeo, il segretario alla Difesa Mark Esper e il vicepresidente Mike Pence. E’ invece sfumata l’ipotesi di un suo messaggio notturno alla nazione.

L’attacco ha innescato repentine reazioni sui mercati: balzi in avanti di oro e petrolio, mentre i contratti futures sull’azionario di Wall Street hanno virato su pesanti cali. Tutte in calo le Borse dell’Asia dopo l’attacco missilistico dell’Iran contro due basi di militari Usa in Iraq. Tokyo si attesta al meno 2,45 per cento, più moderato il calo della cinese Shanghai: meno 0,49 per cento. Hong Kong si attesta al meno 1,49 per cento. Nel frattempo il dollaro cede anche sulla valuta nipponica, che lo yen che sale a quota 108,01. L’euro a sua volta è salito a 1,1154 dollari.

In precedenza Trump era tornato sul raid dei giorni scorsi, definendo il comandante militare iraniano Qasem Soleimani “un mostro”, “un terrorista” che “stava preparando un duro attacco contro di noi”: sopprimerlo “ha consentito di salvare molte vite”, ha detto. Il numero uno della Casa bianca ha ricevuto i giornalisti nello studio ovale, durante la visita del premier greco Kyriakos Mitsotakis. “Era un mostro – ha detto Trump – e ora non è più un mostro: è morto. Stava preparando un attacco in grande contro di noi. Ne sentirete parlare e non penso che nessuno possa lamentarsi”.

Le guardie rivoluzionarie dell’Iran hanno poi minacciato di colpire anche sul solo statunitense, se Washington dovesse controreplicare alla rappresaglia di oggi. Lo riporta la Cnn, citando un messaggio via Telegram del Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane: “il Pentagono afferma che gli Usa reagiranno agli attacchi iraniani. Stavolta vi risponderemo in America”. Nel frattempo sono state rafforzare le procedure di sicurezza attorno alla Casa Bianca. Sempre secondo l’emittente Usa, sono stati dislocati militari armati in vari snodi nei pressi dell’edificio che ospita il presidente.





Francesco guarda al Medio Oriente con angoscia

Papa Francesco ha rivolto un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dall’Iraq, dal Libano, dalla Siria e dal Medio Oriente, a conclusione dell’udienza generale in aula Paolo VI, affermando: “Nei momenti più tristi della nostra vita, nei momenti più angoscianti e di prova non dobbiamo avere paura ed essere audaci come lo è stato Paolo, perché Dio veglia su di noi, è sempre vicino a noi. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre dal maligno!”. Durante l’udienza generale del mercoledì in Aula Paolo VI in Vaticano, Papa Francesco ha anche detto:"Chiediamo oggi al Signore di aiutarci a vivere ogni prova sostenuti dall’energia della fede e a essere sensibili ai tanti naufraghi della storia che approdano esausti sulle nostre coste, perché anche noi sappiamo accoglierli con quell’amore fraterno che viene dall’incontro con Gesù. È questo che salva dal gelo dell’indifferenza e della disumanità".





Libia, vertice straordinario a Roma. Allo stesso tavolo i due nemici Haftar ed Al Sarraj?

Khalifa Haftar è giunto a palazzo Chigi per incontrare il premier Giuseppe Conte. In serata sarebbe atteso a Roma anche Al Sarraj. "Il premier libico Fayez al Sarraj è atterrato a Bruxelles e incontrerà nel pomeriggio l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell". Così uno dei portavoce della Commissione europea. Al Sarraj vedrà anche il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. "La situazione in Libia è molto pericolosa". "Stiamo aspettando la visita del primo ministro libico Al-Sarraj e incontreremo a Bruxelles o a Roma altri leader libici per analizzare con loro la situazione". Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, a margine della riunione del Collegio dei commissari che ha discusso delle crisi in Libia, Iran e Iraq. "L’uso delle armi deve essere fermato ora per lasciare spazio al dialogo". Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a margine della riunione del Collegio dei commissari che ha discusso delle crisi in Iraq, Iran e Libia. "I recenti sviluppi della situazione in Iran, Iraq e in tutta la regione sono estremamente preoccupanti. Una cosa è chiara: l’attuale situazione mette a rischio gli sforzi del passato e ha anche implicazione per l’importante lavoro della coalizione anti-Daesh". Queste le parole di Josep Borrell, a margine della riunione del Collegio dei commissari che ha discusso delle crisi in Iran, Iraq e Libia. "Non c’è alcun interesse ad aumentare questa spirale di violenza".




Trump incassa il colpo e annuncia nuove sanzioni punitive per l’Iran

“Ulteriori sanzioni economiche punitive saranno adottate subito” dagli Stati Uniti nei confronti del “regime iraniano”: lo ha detto oggi il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una dichiarazione rilasciata alla Casa Bianca. Secondo il capo di Stato, le nuove sanzioni “resteranno in vigore fino a un cambiamento del comportamento” di Teheran. “Nessun americano- aggiunge Trump- è stato ferito nel raid iraniano della scorsa notte. Non c’è stato nessun ferito, solo danni minimi alle nostre basi”.Le forze armate degli Stati Uniti sono preparate “per qualunque cosa” ma gia’ ora “sembra che l’Iran stia allentando la tensione”. “Dal 1979- prosegue il presidente Usa- le nazioni hanno tollerato le azioni destabilizzanti dell’Iran, ma quei tempi sono finiti. La scorsa settimana abbiamo effettuato un’azione decisiva per fermare un terrorista che minacciava le forze americane. Qassem Soleimani, capo delle forze Al Quds, è stato responsabile delle atrocità più terribili, addestrava terroristi, alimentava guerre civili sanguinose, ha ferito e ucciso centinaia di americani. Dopo l’attacco a Baghdad, dove è stato ucciso anche un americano, stava orchestrando nuovi attacchi contro di noi, ma lo abbiamo fermato. Le sue mani erano macchiate del sangue americano”. Trump ricorda poi che, con gli accordi sul nucleare, gli Usa hanno dato “1,4 miliardi di dollari all’Iran, ma invece di ringraziarci hanno continuato a cantare ‘morte all’America’ e la loro folle corsa verso l’atomica. I missili lanciati ieri notte sono stati pagati dall’ultima amministrazione Usa con l’accordo su nucleare”. Trump lancia poi un messaggio a Russia, Cina e ai partner europei: “Chiederò ai paesi della Nato di impegnarsi di più in Medio Oriente. E tutti devono abbandonare quello che resta dell’accordo sul nucleare e lavorare a un nuovo accordo. L’Iran potrebbe essere un grande paese, ma la pace non potrà prevalere se continua a fomentare il terrorismo”

 




Legge elettorale, nessun accordo nella maggioranza. La palla è passata al Presidente della Commissione Affari Costituzionali, Giuseppe Brescia

La maggioranza non ha trovato una intesa sulla legge elettorale. Lo ha annunciato al termine di una riunione il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, il quale ha annunciato che sarà lui "a prendere una iniziativa istituzionale" presentando domani un testo con la sola propria firma.  "Al termine di svariate riunioni - ha riferito Brescia - prima della maggioranza e poi anche con le opposizioni, la maggioranza non ha raggiunto un accordo". "A questo punto - ha aggiunto - sarò io, in quanto presidente della Commissione, ha prendere una iniziativa istituzionale. Elaborerò un testo che sarà depositato già domani mattina, per rispettare l’impegno di presentare un testo subito dopo la ripresa dei lavori. Il testo non sarà quindi firmato dai capigruppo della maggioranza, ma offrirà comunque un punto di partenza per il confronto".   La proposta di legge che verrà depositata domani, ha spiegato Brescia, "sarà improntata ad un sistema proporzionale, con una soglia di sbarramento alta, e con un diritto di tribuna".