Focus Medicina e Salute

Antibiotici allarme dell’Oms. Servono nuovi prodotti contro le infezioni farmaco-resistenti

 

La mancanza di investimenti privati e di innovazione nella ricerca di nuovi antibiotici sta minando gli sforzi per combattere le infezioni farmacoresistenti. E’ l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che punta il dito su due nuovi rapporti che rivelano come i 60 prodotti in sviluppo (50 antibiotici e 10 biologici) apportino pochi benefici rispetto ai trattamenti esistenti e pochissimi sono destinati ai batteri più critici resistenti (batteri Gram-negativi). Mentre i candidati pre-clinici (quelli nei test in fase iniziale) sono più innovativi, ci vorranno anni prima che raggiungano i pazienti. “La minaccia della resistenza antimicrobica non è mai stata più immediata e la necessità di soluzioni più urgente”, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. “Sono in corso numerose iniziative per ridurre la resistenza, ma abbiamo anche bisogno che i paesi e l’industria farmaceutica intensifichino e contribuiscano con finanziamenti sostenibili e nuovi farmaci innovativi”, ha chiarito.

L’OMS nel 2017 ha pubblicato l’elenco dei patogeni prioritari, 12 classi di batteri più la tubercolosi, che presentano un rischio crescente per la salute umana perché sono resistenti alla maggior parte dei trattamenti esistenti. L’elenco è stato sviluppato da un gruppo di esperti indipendenti guidato dall’OMS per incoraggiare la comunità della ricerca medica a sviluppare trattamenti innovativi per questi batteri resistenti. Dei 50 antibiotici in cantiere, 32 prendono di mira i patogeni prioritari dell’OMS, ma la maggior parte ha benefici limitati rispetto agli antibiotici esistenti. Due di questi sono attivi contro i batteri Gram-negativi resistenti a più farmaci, che si stanno diffondendo rapidamente e richiedono soluzioni urgenti.

I batteri Gram-negativi, come Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli, possono causare infezioni gravi e spesso mortali che rappresentano una minaccia particolare per le persone con sistema immunitario debole o non ancora completamente sviluppato, inclusi neonati, popolazioni che invecchiano, persone sottoposte a chirurgia e trattamento del cancro. Il rapporto evidenzia un preoccupante divario nell’attività contro l’NDM-1 altamente resistente (metallo-beta-lattamasi 1 di Nuova Delhi), con solo tre antibiotici in cantiere. NDM-1 rende i batteri resistenti a una vasta gamma di antibiotici, compresi quelli della famiglia dei carbapenemi, che oggi rappresentano l’ultima linea di difesa contro le infezioni batteriche resistenti agli antibiotici.

“È importante concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di trattamenti efficaci contro i batteri altamente resistenti perché stiamo esaurendo le opzioni – ha raccomandanto Hanan Balkhy, vicedirettore generale dell’OMS per la resistenza antimicrobica – e dobbiamo garantire che una volta che avremo questi nuovi trattamenti, saranno disponibili per tutti coloro che ne hanno bisogno”. Una nota positiva: la linea di ricerca di agenti antibatterici per il trattamento della tubercolosi e del Clostridium difficile (che causa la diarrea) è più promettente, con oltre la metà dei trattamenti che soddisfano tutti i criteri di innovazione definiti dall’OMS.

 

Sale operatorie sempre più “rosa”: aumentano donne chirurgo in corsia

 

 

Le sale operatorie si tingono di rosa? Dall’analisi comparativa di genere delle scelte delle scuole di specializzazione mediche riferite ai primi 14 scaglioni dell’anno 2017-2018 emerge la forte presenza delle donne in Chirurgia Toracica (61,7% donne contro 38,2% uomini), Chirurgia Generale (57,2% contro 42,7% ), Chirurgia Vascolare (54,8% donne e 43,5% uomini); Ginecologia (76,4% contro 20,7%). 

Un cambiamento di tendenza nella scelta delle donne che, per il momento, non scalfisce il primato al vertice della classifica dell’Area Medica: Neuropsichiatria Infantile (91,9% donne contro 8,0% uomini), Pediatria (73,3% e 25,6% ), Allergologia (73,1% contro 12,1%), Nefrologia (67,4% contro 31,7%), Geriatria (65,9% contro 31,3%), Medicina d’Emergenza ed Urgenza (65,6% contro 28,9%). E poi Oncologia, Endocrinologia, Radioterapia, Anatomia Patologica, Patologia Clinica, Anestesia e Rianimazione. Nell’insieme, le Scuole di Specializzazione a maggioranza femminile sono 33 pari al 67.33% del totale (49), suddivise in 17 di Area Medica, 5 di Area Chirurgica, 11 di Area dei Servizi. 

Questi in sintesi i risultati dello studio a cura di Maria Gabriella Coppola, medico di medicina interna e Responsabile Anaao Giovani Campania. Le scuole meno attrattive per le donne sono state: Cardiologia, Ortopedia, Urologia, Chirurgia Pediatrica, Cardiochirurgia, Chirurgia Plastica, Chirurgia maxillo-facciale, Neurochirurgia, Medicina Legale, Radiodiagnostica. 

In premessa – si legge nello studio – è opportuno ricordare che il numero delle donne vincitrici di contratti di formazione è di gran lunga superiore a quello degli uomini, perché cresce il numero delle donne medico anno dietro anno ed il loro sorpasso nella professione è solo una questione di tempo. 

Lo studio mette in luce un ulteriore fenomeno su cui riflettere vista la sua dimensione: quello dei decaduti, cioè di coloro che pur avendo vinto il concorso non hanno scelto la Scuola di specializzazione con la forte prevalenza degli uomini (33,42%) rispetto alle donne (16,14%). Le cause delle rinunce – rileva l’indagine – sono da attribuire all’insoddisfazione di non poter scegliere la tipologia di scuola preferita, al rifiuto di sedi ritenute disagiate e costose, all’indisponibilità ad effettuare scelte residuali. 

 

Nove medici su dieci stressati in corsia: è sindrome Burnout

 

Turni massacranti, eccessivo carico di lavoro, carenza di personale sono tra i fattori principali del burnout, sindrome che in alcuni casi ha condotto a problemi di alcolismo, depressione e anche al suicidio. Arriva dalla scienza una importante conferma sulla possibilità di veder riconosciuti in sede legale i diritti delle vittime di burnout lavorativo, patologia sempre più diffusa individuata anche dall’OMS, che colpisce in particolar modo le “helping profession”, capofila i medici e gli operatori sanitari. In testa alla classifica, secondo l’European General Practice Research Network sono proprio i medici italiani, con 9 casi su 10 colpiti da burnout. Un recentissimo studio americano pubblicato dall’European Society of Cardiology (Esc), condotto su 11 mila soggetti a rischio per 25 anni, dimostra, per la prima volta, l’associazione tra burnout e patologie cardiache e in particolare, che esiste un aumento del 20% del rischio di fibrillazione atriale. In più, i ricercatori individuano che sono frequenti disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente mortali, come aritmie, ictus e infarto l’analisi. Lo stress sul lavoro prolungato e continuativo, quindi, può avere serie conseguenze non solo di natura psichica ma anche fisica. 

“Questo è un risultato molto importante – rileva il pool legale Consulcesi – che apre le porte a nuove iniziative giudiziarie e alla possibilità di ottenere il risarcimento del danno qualora sia comprovato un nesso causale tra la sindrome del burnout e le sue conseguenze e una condotta datoriale in violazione dei precetti previsti per la sicurezza in ambito lavorativo”. Due recenti sentenze (n. 1452/2018 e n- 597/2019) vanno già in questa direzione e i lavoratori hanno ottenuto il riconoscimento del danno per le conseguenze dello stress lavoro-correlato e la responsabilità del datore di lavoro in tal senso. E allora, come far valere il proprio diritto sul lavoro? Consulcesi ha attivato uno sportello di consulenza legale gratuita e di valutazione medico-legale per rispondere ai dubbi e alle richieste degli operatori sanitari chi ritengono di essere colpiti da burnout e vuole far valere i propri diritti al numero verde 800.122.777 o direttamente sul sito www.consulcesi.it. Intanto sono stati già evidenziati i principali fattori di rischio.




Denuncia della Dia alle Camere: "“Roma sempre più al centro dei pensieri ‘economici’ delle mafie”

 

“La vastita’ del territorio della citta’ e la presenza di numerose attivita’ commerciali fanno della capitale un luogo favorevole per una silente infiltrazione delle organizzazioni mafiose del sud. L’area metropolitana viene considerata un mercato su cui svolgere affari, piuttosto che un territorio da controllare”. E’ quanto si legge nell’ultima relazione semestrale della Dia, che spiega come le presenze criminali autoctone siano diventate per le mafie tradizionali “il volano per intessere relazioni e rapporti affaristici di reciproca convenienza. Rapporti che non possono prescindere da una rete di professionisti e di pubblici funzionari compiacenti e necessari per la gestione e il reinvestimento dei capitali mafiosi”. Un approccio che ha “indubbiamente favorito lo sviluppo di una ‘criminalita’ dei colletti bianchi’ che, attraverso prestanome e societa’ fittizie, sfrutta il contesto per riciclare e reinvestire capitali illeciti”. Cosi’, “mentre in passato e’ stato il soggiorno obbligato a determinare lo spostamento verso nord di esponenti di Cosa nostra, della camorra e della ndrangheta, l”emigrazione’ di oggi, specie quella verso la capitale, ha certamente lo scopo di riciclare e reimpiegare i proventi illeciti conseguiti nelle aree di provenienza e di avviare nuove attivita’ criminose, principalmente legate al narcotraffico e proiettate anche verso il gioco d’azzardo”.
In particolare, le operazioni piu’ recenti hanno confermato l’operativita’ nella capitale di “‘ndranghetisti affiliati alle ‘ndrine originarie del Reggino”, mentre “Cosa nostra ha dimostrato di saper sfruttare al meglio il complesso tessuto economico della citta’ e di saper ‘fare impresa’ senza tuttavia trascurare le tipiche attivita’ criminali legate agli stupefacenti, all’usura e alle estorsioni”.
Quanto ai clan campani, l’area di maggiore interesse “resta quella costiera, sino al litorale pontino, con investimenti nella gestione di sale giochi, nelle agenzie immobiliari e nelle societa’ di servizi finanziari, cui si affiancano interessi negli appalti pubblici per lo smaltimento di rifiuti, nella realizzazione di opere edili e nell’estrazione di materia prima dalle cave”.





Denuncia della Consigliera regionale del Lazio, Tidei : “Il Comune di Roma rinuncia ai soldi per le case popolari”

 

“La Regione Lazio mette a disposizione un finanziamento del Cipe da 22 milioni per le case popolari e il comune di Roma cosa fa? Non partecipa al bando. Ancora una volta la Raggi si dimostra incapace di lavorare per il bene della città. Sa solo lamentarsi dell’insufficienza delle risorse, ma la verità è un’altra. Occasione perduta per i cittadini”. La denuncia viene da Italia Viva, per bocca della consigliera regionale del Lazio Marietta Tidei. Se è vero, è gravissimo e la Raggi farebbe bene a dare i chiarimenti necessari. “Eppure il bando – prosegue Tidei – era pubblico e chiaro: finanziamenti a progetti ‘privilegiando il recupero, la messa in sicurezza e l’efficientamento del patrimonio esistente’ in base al principio del ‘consumo di suolo zero’. “Cosa dice la sindaca alle oltre 13mila famiglie che sono in attesa di un alloggio a Roma? E alle centinaia di inquilini delle case del Comune al freddo per assenza di manutenzione?”, conclude Tidei.





Roma, al via da lunedì i lavori di riqualificazione di galleria Giovanni XXIII

Partiranno alle 22 di lunedì 20 gennaio i lavori di riqualificazione della galleria Giovanni XXIII. La “canna Nord”, in direzione di Pineta Sacchetti, sarà chiusa al traffico per circa 40 giorni. Per limitare i disagi sono stati studiati due percorsi alternativi: 

Itinerario1: da Via del Foro Italico (direzione Pineta Sacchetti) prendere l’uscita “Flaminia – Viale di Tor di Quinto” quindi svoltare a sinistra in Viale di Tor di Quinto. Proseguire dritto fino a Lungotevere Maresciallo Diaz, quindi voltare a destra in Viale Antonino di San Giuliano. Svoltare a destra in Via dei Colli della Farnesina e proseguire dritto fino a Via della Camilluccia. Proseguire dritto fino a Piazza Walter Rossi, quindi svoltare a destra e proseguire su Via Igea e successivamente a destra in Via Trionfale. Proseguire su Via Trionfale per procedere in direzione GRA oppure svoltare a sinistra in Viale dei Monfortani e quindi ancora a sinistra in Via dell’Acquedotto del Peschiera per proseguire su Via della Pineta Sacchetti. 

Itinerario2: [itinerario con limitazioni di transito per mezzi con peso superiore alle 6 Tonnellate] da Via del Foro Italico (direzione Pineta Sacchetti) prendere l’uscita “Corso di Francia – Via Cassia – Via Flaminia” quindi immettersi in direzione GRA su Corso di Francia. Proseguire dritto, quindi svoltare a sinistra in Via Cassia Nuova e quindi nuovamente a sinistra in Via Vilfredo Pareto e proseguire dritto su Via Cassia. Successivamente svoltare a sinistra in Viale Cortina d’Ampezzo (divieto di transito ai mezzi con peso superiore alle 6,00 tonnellate). Proseguire dritto su Viale Cortina d’Ampezzo e quindi su Via del Forte Trionfale fino alla rotatoria. Uscire al primo svincolo ed immettersi in Via Trionfale proseguendo in direzione GRA, o svoltando a sinistra in Viale dei Monfortani e quindi ancora a sinistra in Via dell’Acquedotto del Peschiera per proseguire su Via della Pineta Sacchetti. 

Se non si sceglierà uno tra questi due percorsi alternativi, si potrà proseguire per la galleria Farnesina, regolarmente aperta, e quindi su via Edmondo de Amicis e via della Camilluccia, o ancora, sempre dopo il tunnel della Farnesina, su viale dello Stadio Olimpico, la circonvallazione Clodia e la Panoramica.





Campidoglio, finalmente un nuovo concorso per personale non dirigente e dirigente

 

Programmare con sguardo prospettico per rafforzare i servizi. Con questo obiettivo l’Amministrazione capitolina ha previsto, nel Piano assunzionale 2020 – 2022, un bando con nuove procedure concorsuali per un totale di 1.470 posti che copriranno diversi profili professionali del personale non dirigente e 42 posti per dirigenti. 

Come ha spiegato la Sindaca di Roma Virginia Raggi sin dall’insediamento di questa Amministrazione ci siamo occupati di rigenerare la macchina amministrativa a partire dalle sue fondamenta. Come prima cosa, abbiamo dovuto colmare le lacune strutturali, immettendo linfa negli uffici che consentono ai servizi di funzionare. Basti pensare che nel 2016 il 18% dei dipendenti era over 60 e il 40% oscillava tra i 51 e i 60 anni. Per assicurare ricambio generazionale si è messo in campo un lavoro titanico, con l’assunzione tra il 2016 e il 2020 di 6mila persone nei vari settori: personale amministrativo, maestre e insegnanti, agenti di Polizia Locale, tecnici e giardinieri. Ora, con questo concorso, ha concluso la Sindaca, si vuole assicurare a Roma Capitale una programmazione sistemica, tramite un’organizzazione solida, in grado di durare nel tempo e di fortificare l’ente. 

Grazie alle assunzioni effettuate tra il 2016 e il 2020, è stato garantito un ricambio pari al 26% dei dipendenti capitolini. In sostanza, una persona su 4 che lavora oggi per Roma Capitale è stata assunta da questa Amministrazione. I nuovi assunti sono stati indirizzati nelle varie strutture sulla base di una precisa analisi dei fabbisogni effettivi, con lo scopo primario di erogare i servizi in modo funzionale ed efficiente. In quest’ottica è stato impostato anche il lavoro di pianificazione sulle procedure ancora aperte, consentendo lo smaltimento di buona parte delle vecchie graduatorie e l’inserimento di tutti gli idonei vincitori. 

Il nuovo concorso prevede l’attivazione di una nuova figura professionale, il ‘Funzionario Servizi Tecnici (D1)’ che nasce con l’obiettivo di implementare la programmazione e la progettazione delle opere pubbliche, di riqualificazione urbana e ambientale. Inoltre, questa nuova figura sarà responsabile di monitorare le fasi di progettazione, esecuzione, collaudo e manutenzione. L’inserimento di 100 persone in un altro nuovo profilo professionale, ‘Istruttore Servizi Informatici e Telematici (C1)’, contribuirà ad allineare la macchina amministrativa capitolina ai bisogni di modernizzazione, soprattutto in relazione alle nuove tecnologie e ai processi di digitalizzazione, che caratterizzano le Pubbliche amministrazioni. Grazie ai nuovi dirigenti (42), sarà inoltre possibile ottimizzare le procedure relative ai bandi di gara. Come sottolineato dall’Assessore al Personale Antonio De Santis la pubblica amministrazione è il perno intorno a cui ruotano i servizi. Per questo il nostro personale deve essere valorizzato e organizzato con azioni di sistema che rispondano a una visione d’insieme. L’architrave del nostro percorso consiste nella firma di due contratti decentrati tra 2017 e 2019, che ha permesso di superare le criticità dell’atto unilaterale. Un percorso che, integrato con le 6mila nuove assunzioni, anche grazie allo smaltimento delle graduatorie ancora aperte, ha permesso di migliorare la qualità di molti servizi. Si pensi, per esempio, all’abbattimento dei tempi per il rilascio della Cie, passati da 117 giorni del luglio 2018 ai circa 10 di oggi. Dopo aver sistemato alcuni pilastri fondamentali, ora possiamo programmare il futuro con ambizione. Il nuovo concorso determinerà l’inserimento di tanti giovani addirittura ‘millennials’. Merito, motivazione e nuove competenze sono gli ingredienti che ci permetteranno di consegnare ai cittadini una macchina davvero moderna e longeva. 

PROFILI PROFESSIONALI PERSONALE NON DIRIGENTE – Funzionario Avvocato (D1) 20 – Funzionario Amministrativo (D1) 100 – Funzionario Servizi Educativi (D1) 80 – Funzionario Servizi Tecnici (D1) 80 – Funzionario Assistente Sociale (D1) 140 – Istruttore Amministrativo (C1) 250 – Istruttore Servizi Informatici e Telematici (C1) 100 – Istruttore Tecnico Costruzioni, Ambiente e Territorio (C1) 200 – Istruttore Polizia Locale (C1) 500 TOTALE PERSONALE NON DIRIGENTE 1470 DIRIGENTI 42 TOTALE COMPLESSIVO 1.512





La Gdf arresta spacciatori con il reddito di cittadinanza

 

Scoperti spacciatori che percepivano il reddito di cittadinanza. E’ accaduto a Ragusa, dove le Fiamme Gialle hanno arrestato una persona e ne hanno denunciata un’altra. L’accusa è di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I due sono stati trovati in possesso di circa grammi 47 di cocaina pronta per essere immessa sul mercato ragusano; inoltre, formalmente disoccupati, sono anche risultati percettori del beneficio di Reddito di cittadinanza.

I finanzieri sono intervenuti mentre era in atto la cessione, ad un occasionale acquirente, di circa grammi 4 della sostanza psicotropa contenuta all’interno di un involucro termosaldato del valore di 250 euro. La conseguente perquisizione domiciliare eseguita presso le abitazioni dei fermati ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro ulteriori grammi 43 di cocaina, abilmente occultati in un beauty case, nascosto in una cesta per la biancheria, nonché 550 euro in contanti. Recuperate anche 48 pasticche di sostanza utilizzata per il taglio della cocaina, un bilancino di precisione e attrezzatura per il confezionamento. Gli ulteriori accertamenti eseguiti hanno consentito poi di rilevare che i fermati, formalmente disoccupati, percepivano dallo scorso anno il sostegno economico del Reddito di cittadinanza.





Stefania Craxi ricorda il padre e ringrazia la Tunisia ed il suo popolo

"Qua mio padre ha vissuto i giorni dolorosi dell’esilio, qua ha scelto di rimanere a vivere mia madre, qua mio padre è sepolto nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet, di fianco al cimitero musulmano". Così  Stefania Craxi, ad Hammamet, nel primo giorno delle cerimonie per il ventesimo anniversario della morte ’in esilio’ del leader socialista

"Siamo qua - ha detto la figlia del leder socialista - per ringraziare idealmente, attraverso il sindaco, il vicesindaco, i consiglieri, tutta la comunità di Hammamet, tutto il popolo tunisino, che ha protetto, amato, difeso e garantito la libertà di mio padre, rispettando le leggi e il diritto internazionale e accogliendoci in un momento molto difficile della nostra vita". "Questo mi auguro sia anche un segno di legame tra Italia e Tunisia - ha aggiunto -, due Paesi legati da una stessa civiltà, quella mediterranea, che Craxi voleva un luogo pacifico, di scambi politici ed economici, di incontro tra culture diverse". "Sono qui come ogni anno con la fondazione Craxi che presiedo, a organizzare gli eventi, quest’anno molto importanti perché è il 20esimo anniversario - ha detto ai microfoni dei media locali -. Dall’Italia verranno 600 persone. Saremo almeno 1000 domenica al cimitero cristiano di Hammamet. Invito tutti gli abitanti a partecipare. Mi sento un po’ anch’io cittadina di Hammamet". La figlia del leader socialista ha ricordato gli appuntamenti in programma: "Domani (sabato ndr) alle 10.30 sarà inaugurata una mostra, poi nel pomeriggio la cerimonia religiosa nella chiesa cristiana di Hammamet, e la sera sarà proiettato un documentario, ’Il caso Craxi’ che poi andrà in onda su Sky. Domenica mattina ci sarà la cerimonia al cimitero cristiano".





Brexit, il 31 gennaio il discorso di Johnson alla nazione

 

Il premier britannico Boris Johnson pronuncerà un discorso alla nazione la sera del 31 gennaio per celebrare la Brexit, mentre sull’edificio di Downing Street apparirà su un display il conto alla rovescia per l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue a partire dalle 23 ora locale (la mezzanotte in Italia). Sono alcune delle iniziative previste dal governo in occasione del B-Day, tra cui l’entrata in circolazione di una moneta speciale da 50 pence, mentre la campagna per trovare 500mila sterline per far suonare il Big Ben a mezzanotte del 31 ha raccolto finora già oltre 200mila sterline.





Trump avverte Khamenei: “Stia attento con le parole”

"Dovrebbe stare molto attento con le parole". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto alla guida suprema iraniana, l’ayatollah Khamenei, che durante il sermone del venerdì, per la prima volta in otto anni guidato da lui, ha definito Trump "un pagliaccio". "Il cosiddetto ’leader supremo’ iraniano, che in fondo non è così supremo - ha scritto il presidente su Twitter -ha detto alcune cose orribili su Stati Uniti ed Europa. La loro economia sta crollando, il loro popolo sta soffrendo, dovrebbe stare molto attento con le parole". E poi, in un tweet successivo, Trump ha ribadito che "il popolo nobile dell’Iran, che ama l’America, merita un governo che sia più interessato ad aiutarlo a realizzare i suoi sogni piuttosto che a ucciderlo perché chiede rispetto".  "Invece di condurre l’Iran alla rovina, i suoi leader dovrebbero abbandonare il terrore e rendere l’Iran di nuovo grande" ha esortato il presidente, parafrasando il suo ’Make America Great Again!".




Rifiuti, denuncia dei radicali: “C’è un ciclo illegale della criminalità” Sui rifiuti la criminalità organizzata mette in campo un ciclo illegale, soprattutto in quelle regioni dove mancano gli impianti. La relazione odierna della Dia lo conferma. La co

 

Sui rifiuti la criminalità organizzata mette in campo un ciclo illegale, soprattutto in quelle regioni dove mancano gli impianti. La relazione odierna della Dia lo conferma. La costruzione di una rete adeguata a supporto sia della raccolta differenziata che di quella indifferenziata è il miglior anticorpo che la Politica possa mettere in campo affinché le mafie non guadagnino milioni e milioni di euro attraverso lo smaltimento illegale" dichiara Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani. "Per di più un’autosufficienza impiantistica regionale garantirebbe la circolazione di un numero minore di camion che trasportano rifiuti in giro per l’Italia: viaggi troppe volte appaltati a società vicino alla criminalità organizzata. Per tutto questo è importante intervenire, a partire da quelle regioni come Lazio, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, che non hanno un’impiantistica adeguata a chiudere il ciclo dei rifiuti e quindi sono i territori più fertili per i loschi affari della criminalità organizzata. Servono impianti non chiacchiere".

 

Sui rifiuti la criminalità organizzata mette in campo un ciclo illegale, soprattutto in quelle regioni dove mancano gli impianti. La relazione odierna della Dia lo conferma. La costruzione di una rete adeguata a supporto sia della raccolta differenziata che di quella indifferenziata è il miglior anticorpo che la Politica possa mettere in campo affinché le mafie non guadagnino milioni e milioni di euro attraverso lo smaltimento illegale" dichiara Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani. "Per di più un’autosufficienza impiantistica regionale garantirebbe la circolazione di un numero minore di camion che trasportano rifiuti in giro per l’Italia: viaggi troppe volte appaltati a società vicino alla criminalità organizzata. Per tutto questo è importante intervenire, a partire da quelle regioni come Lazio, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, che non hanno un’impiantistica adeguata a chiudere il ciclo dei rifiuti e quindi sono i territori più fertili per i loschi affari della criminalità organizzata. Servono impianti non chiacchiere".




Pluralismo dell’informazione nuovo richiamo ded Agcom a Mediaset, Sky e La7

L’Agcom ha rilevato il persistere di “criticità” sui tempi che i notiziari di Rai, Rti, Sky Italia e La7 dedicano ad “alcuni soggetti politici”, che “non sono risultati coerenti con le rispettive rappresentanze parlamentari”. Per l’andamento registrato nel trimestre settembre-novembre, secondo quanto riporta un comunicato, le società erano state già invitate, con comunicazione trasmessa il 30 dicembre, a garantire il più rigoroso rispetto dei principi sanciti a tutela del pluralismo dell’informazione, avendo cura di assicurare, pur nel rispetto della libertà editoriale e alla luce dell’attualità della cronaca, un equilibrato accesso di tutti i soggetti politici al fine di garantire un’informazione completa ed imparziale.

Il Consiglio dell’Autorità, relatore Antonio Nicita, ha pertanto deciso di rivolgere alle predette società – a maggioranza e con il voto contrario dei Commissari Antonio Martusciello e Francesco Posteraro, quest’ultimo perché in dissenso sul termine per la verifica dell’ottemperanza ai provvedimenti dell’Autorità – un ordine affinché provvedano ad assicurare nei notiziari una immediata e significativa inversione di tendenza rispetto a quanto rilevato nel trimestre settembre-novembre 2019.

Nel trimestre in corso (dicembre 2019 – febbraio 2020) dovrà dunque essere garantita un’informazione equilibrata e un effettivo e rigoroso rispetto del principio della parità di trattamento tra i soggetti politici, che tenga conto del grado di rappresentatività di ciascun soggetto politico, avverte l’Agcom, anche con riferimento al rapporto dei tempi fruiti tra i diversi soggetti politici, nel rispetto dell’autonomia editoriale e giornalistica e della correlazione dell’informazione ai temi dell’attualità e della cronaca politica.





Per le imprese il credit crunch non è mai finito. Denuncia di Confesercenti

 

“Per le imprese il credit crunch non è mai finito. E i dati di Banca d’Italia sui finanziamenti confermano la situazione di crisi che abbiamo più volte denunciato, rilevando a novembre del 2019 il peggior calo dei prestiti erogati alle imprese dal 2015 ad oggi”.

Così Nico Gronchi, Vicepresidente di Confesercenti Nazionale, commenta le rilevazioni sul credito rese note da Banca d’Italia oggi nella pubblicazione “Banche e moneta: serie nazionali”.

“Come già abbiamo avuto modo di sottolineare, negli ultimi anni sul sistema del credito del nostro paese si è abbattuta la ‘tempesta perfetta’. Un combinato disposto di due elementi: la crisi dell’economia reale, che ha creato difficoltà oggettive per il sistema bancario e finanziario, e l’aumento esponenziale di restrizioni, regole e direttive europee e di vigilanza, che hanno bloccato la filiera del credito”.

“Uno stop che si è scaricato soprattutto sulle piccole imprese: quelle con meno di 20 dipendenti, pur costituendo oltre il 90% del tessuto imprenditoriale italiano, accedono solo al 13 circa del totale dei prestiti. Uno squilibrio evidente”, continua Gronchi. “Servono interventi urgenti, a partire dal rafforzamento del sistema delle Garanzie e da misure mirate per le piccole e microimprese, attivando strumenti finanziari, alimentati da fondi pubblici, alternativi al credito ordinario. L’impresa diffusa, quella fatta da persone che ogni giorno si confrontano con un mare di difficoltà, ha bisogno di avere a disposizione risorse in tempi certi, a costi accessibili e funzionali agli investimenti e ai bisogni dell’azienda. Se il credito alle imprese non riparte, a pagare sarà anche la crescita: in mancanza del supporto della liquidità e del volano degli investimenti, l’economia reale non può riprendersi”.

 





Esportazioni, Istat: a novembre - 4,2%, ai minimi dal 2011

 

A novembre 2019 si stima una flessione congiunturale delle esportazioni (-4,2%) e una variazione nulla delle importazioni. Il calo congiunturale dell’export è da ascrivere in particolare all’ampia diminuzione delle vendite verso i mercati extra Ue (-8,1%), mentre quella verso l’area Ue è più contenuta (-0,9%).

Nel trimestre settembre-novembre 2019 rispetto al precedente si rileva un aumento delle esportazioni (+1,4%) e una lieve contrazione delle importazioni (-0,6%).

A novembre 2019 la diminuzione su base annua dell’export è pari a -3,2% e coinvolge sia l’area extra Ue (-3,7%) sia i paesi dall’area Ue (-2,7%). La diminuzione tendenziale dell’import (-5,9%) è principalmente determinata dal forte calo registrato per i mercati extra Ue (-10,6%), mentre per i paesi dell’area Ue la flessione è meno ampia (-2,7%).

Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla diminuzione tendenziale dell’export nel mese di novembre si segnalano mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-23,7%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-5,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-5,1%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (-11,5%). In aumento, su base annua, le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+22,4%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (+5,9%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+3,0%).

Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura più ampia alla flessione delle esportazioni nazionali sono Stati Uniti (-10,5%), Spagna (-10,8%), Germania (-4,5%), Regno Unito (-8,7%) e Cina (-15,5%), mentre si registra un incremento delle vendite verso Svizzera (+11,4%), Francia (+2,5%), Giappone (+17,8%), Belgio (+9,2%) e Turchia (+13,3%).

Nei primi undici mesi del 2019, l’aumento su base annua dell’export (+2,1%) è trainato dalle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+25,8%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,3%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (+9,2%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+6,8%).

Si stima che il surplus commerciale a novembre 2019 aumenti di 897 milioni di euro (da +3.975 milioni a novembre 2018 a +4.872 milioni a novembre 2019). Nei primi undici mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +47.909 milioni (+83.331 milioni al netto dei prodotti energetici).

Nel mese di novembre 2019 si stima che l’indice dei prezzi all’importazione cresca dello 0,6% rispetto al mese precedente e diminuisca del 2,1% in termini tendenziali.





Ecco come il Governo taglierà le tasse

Ecco come il Governo taglierà le tasse

Saranno oltre 16 mln i lavoratori coinvolti dalla misura. Misure anche per i pensionati

 

Arriva il primo taglio delle tasse del governo giallorosso, che con i 3 miliardi stanziati in manovra per il 2020 alleggerirà la busta paga per circa 16 milioni di lavoratori. La riduzione del cuneo fiscale, come ha spiegato l’esecutivo ai sindacati incassando il via libera, interesserà i dipendenti con redditi fino a 40mila euro, ampliando di 4,3 milioni la platea del ’vecchio’ bonus Renzi: per chi guadagna fino a 28mila euro si tratterà di 100 euro al mese a partire da luglio, quando scatteranno le nuove misure. "A dispetto di quanto ha sostenuto una certa propaganda, è la prova che la manovra riduce davvero le tasse" ha detto a Cgil, Cisl e Uil il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, assicurando, come ha sottolineato anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che si tratta di un "primo passo" per arrivare alla riforma dell’Irpef. Che, nelle intenzioni, coinvolgerà tutti i lavoratori, non solo i dipendenti, e anche i pensionati. Il vecchio bonus Irpef intanto non sparirà ma sarà portato a 100 euro al mese, cioè 20 euro in più dell’attuale beneficio: si tratta quindi di 600 euro nel 2020, quando sarà erogato per 6 mesi, e di 1.200 euro l’anno a regime (il beneficio minimo per i redditi più alti si fermerà invece a 192 euro l’anno, ovvero 16 euro al mese). La cifra piena andrà anche a una piccola nuova platea di circa 750mila lavoratori dipendenti, oggi esclusi dagli 80 euro, che hanno redditi tra i 26.600 e i 28mila euro e che passeranno quindi da zero a 100 euro al mese. Oltre i 28mila euro partirà un meccanismo di ’decalage’, che ridurrà il beneficio progressivamente fino a 80 euro al mese per chi ha 35mila euro di reddito. Nella fascia tra 35mila e 40mila euro la discesa sarà più netta, passando da 80 euro mensili a zero. Per tutti i nuovi beneficiari, però, lo sconto non dovrebbe arrivare sotto forma di bonus ma come detrazione fiscale, ha spiegato la vice di Gualtieri al Mef, Laura Castelli.