Casa, Nanni: “Sfratto Borghesiana, città irriconoscibile”

 

“Lo sfratto di Marina e dei suoi 4 figli in Via di Borghesiana, sono la fotografia di una città irriconoscibile”. Così in una nota Dario Nanni consigliere del VI Municipio. “Siamo di fronte ad una vicenda gravissima in cui non si è riusciti a dare una doverosa risposta nei tempi e modi dovuti. L’incapacità amministrativa di chi governa oggi la città, e buona parte dei Municipi, legata alla mancanza di umanità nei confronti di chi ha bisogno, è la cifra di questa ennesima assurda vicenda. Roma, negli anni passati, ha sempre dimostrato di essere una città accogliente e generosa, oggi è irriconoscibile. Mi auguro - conclude Nanni - che s’intervenga immediatamente per Marina e i suoi figli, ma anche per ricordare che Roma non abbandona coloro che sono in difficoltà”.

 





Arriva nelle Sale il film Lourdes, già acclamato in Francia


Arriva al cinema il 24 – 25 - 26 Febbraio 2020, come uscita evento, distribuito da 102 Distribution, Lourdes il documentario di Thierry Demaizière e Alban Teurlai, osannato dal pubblico in Francia con oltre 260.000 spettatori. Per Allociné è tra i 15 migliori documentari degli ultimi 10 anni.
Un film sulla condizione umana, sulla fede, sulla speranza e sull’amore. Una storia di invisibili che mostra la vita attraverso una lezione d’umanità straordinaria grazie alla solidarietà e alla capacità di mettersi al servizio del prossimo. Thierry Demaizière e Alban Teurlai, che sono stati quasi un anno a Lourdes per realizzare il documentario, ci raccontano come sono stati toccati dall’umanità che hanno incontrato e dal carattere unico di un luogo dove ognuno può mostrarsi per quello che è realmente nel rispetto della dignità e della sofferenza che accomuna tutti.
Per Thierry Demaizière e Alban Teurlai, “Lourdes è quel luogo dove si possono mettere da parte le proprie convinzioni private per individuare un «qualcosa» di straordinario. È questo «qualcosa» che ci incuriosiva -spiegano – avevamo l’intuizione che Lourdes dovesse essere un crogiolo di umanità dove accadeva «qualcosa» di eccezionale sulla condizione umana, «qualcosa» che superava persino la fede e che ci portava ad interrogarci sul nostro rapporto con la sofferenza e la morte”.
La grotta di Lourdes è visitata ogni anno da decine di milioni di persone, ognuna con i propri sogni, aspettative, speranze e pensieri. A Lourdes convergono tutte le fragilità e le povertà del mondo. Il santuario è un rifugio per i pellegrini che, spogliandosi degli orpelli della vita di tutti i giorni, cercano un contatto quasi carnale con la Vergine. I registi vi si sono recati per ascoltare le preghiere e le storie spesso sconcertanti di chi chiede qualcosa. Una decina di personaggi si raccontano davanti alla loro telecamera. La roccia della Grotta di Lourdes è accarezzata da una moltitudine infinita di persone di origine e condizione diversa che hanno lasciato lì l’impronta dei loro sogni, le loro aspettative, le loro speranze e le loro frasi. A Lourdes convergono tutte le fragilità e tutta la povertà dell’uomo.
Il Santuario di Lourdes.  dove avvenne l’apparizione della Madonna a Bernadette Soubirous nel 1858, è il terzo santuario cristiano al mondo per numero di pellegrini all’anno, dopo la basilica di San Pietro in Vaticano e la basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Ogni anno, milioni di pellegrini si recano a Lourdes. Dopo il 1858 i medici hanno constatato 7000 guarigioni inspiegabili e la Chiesa ha riconosciuto 70 miracoli.
Lourdes per la regia di Thierry Demaizière e AlbanTeurlai è distribuito in Italia da 102 Distribution con la collaborazione di ACEC - Associazione Cattolica Esercenti Cinema. Il film è prodotto da Falabracks in coproduzione con Mars FilmsFrance 3 Cinéma, con la partecipazione di France Télévisions, e Canal+.





Alberto Sordi non finisce di stupire, boom di prenotazioni della visita nella sua Villa ed alla mostra "Il Centenario"

Boom di prenotazioni per mostra su Centenario Alberto Sordi nella sua Villa di Roma

 

 È già boom di prenotazioni, oltre 10mila da tutta Italia, per la grande Mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020” che si terrà dal 7 marzo al 29 giugno nella Villa romana dell’attore, aperta al pubblico per la prima volta, per celebrare il grande artista a cento anni dalla nascita. In piazzale Numa Pompilio nascosta nel verde di Caracalla si affaccia la leggendaria villa dell’attore, progettata negli Anni Trenta dall’architetto Clemente Busiri Vici: uno scenario eccezionale che permetterà ai visitatori di immergersi nella vita quotidiana, tra le passioni e i segreti di un gigante dello spettacolo ultra-famoso per i suoi film ma poco conosciuto nella dimensione privata.

L’esposizione, che non ha precedenti, si snoda tra i vari ambienti della casa e del giardino per illustrare la lunga carriera e la vita dell’attore attraverso documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità.

Oltre alla Villa, il Teatro dei Dioscuri ospiterà una seconda sezione con un importante focus su “Storia di un italiano”, il programma tv degli anni Settanta, a cui il Nostro era particolarmente affezionato.

 

Nella tensostruttura esterna alla Villa in uno spazio aperto gratuitamente al pubblico verrà proiettato un filmato dedicato a Sordi curato da Istituto Luce Cinecittà.

Il tutto avrà il suo culmine il 15 giugno con il festeggiamento del suo compleanno: in Villa naturalmente, con amici e colleghi del mondo dello spettacolo.

La Mostra si completa e arricchisce di due cataloghi a cura di Alessandro Nicosia, Vincenzo Mollica, Gloria Satta, Maria Cristina Bettini e Gina Ingrassia.

DOVE

Villa di Alberto Sordi, Piazzale Numa Pompilio, Roma Teatro dei Dioscuri al Quirinale, Via Piacenza 1 Roma

QUANDO

7 marzo – 29 giugno 2020

INFORMAZIONI

06.85353031





Torbellamonaca, ancora arresti e sequestri di stupefacenti

 

 

Non si allenta la stretta dei Carabinieri della Compagnia di Frascati sul fronte del traffico illecito di droga nel quartiere Tor Bella Monaca. Mirati blitz nelle note piazze di spaccio e minuziose perquisizioni nelle aree condominiali comuni al fine di stanare i pusher e i loro nascondigli. 

Sette persone sono state arrestate, tutte sorprese a spacciare in via dell’Archeologia. Tra di loro anche un 15enne romano, trovato in possesso di 19 dosi di cocaina e 400 euro.

In particolare, uno dei pusher, un 31enne tunisino, è stato riconosciuto dai Carabinieri perché già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per precedenti reati di droga. Il malvivente vistosi scoperto dai militari mentre cedeva alcune dosi di cocaina a due giovani, ha tentato di evitare l’arresto e, per guadagnarsi la fuga, ha opposto resistenza spintonando uno dei Carabinieri intervenuti. Il 31enne è stato però bloccato poco dopo in via dell’Archeologia e nelle sue tasche sono state trovate 11 dosi di cocaina e 430 euro. E’ stato arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti, evasione e resistenza a Pubblico Ufficiale.

I mirati servizi di appostamento e di osservazione hanno poi permesso ai Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca di individuare un locale nel sottotetto di una palazzina in via San Biagio Platani, utilizzato come base di stoccaggio e di approvvigionamento della droga. Scattato il blitz, i militari lo hanno perquisito rinvenendo 150 g di eroina, 6 panetti di hashish per un peso complessivo di 600 g, 16 dosi di cocaina e un giubbotto antiproiettile. Le indagini dei Carabinieri proseguono per risalire agli utilizzatori del “covo logistico”.

Nel frattempo, tutta la droga – oltre 1 kg tra cocaina, eroina, hashish e marijuana – e il denaro – circa 1.700 euro – sono stati sequestrati, mentre gli arrestati sono stati portati e trattenuti in caserma, in attesa del rito direttissimo. Solo il minorenne, al termine delle attività, è stato accompagnato presso il Centro di Accoglienza Minori di via Virginia Agnelli.





Contraffazione di scarpe, la Gdf chiude la ’rotta’ Catania-Roma-Spagna

Blitz della Gdf a Roma e Catania contro la contraffazione di calzature, arresti

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito, nella Capitale e in provincia di Catania, 8 misure restrittive della libertà personale nei confronti di un’associazione per delinquere finalizzata alla distribuzione e commercializzazione di calzature contraffatte.

Il sodalizio criminale, organizzato in forma imprenditoriale e gestito da soggetti di etnia cinese e marocchina, era solito importare calzature recanti noti marchi che, una volta superate le procedure di sdoganamento, venivano vendute al dettaglio in gran parte del territorio nazionale e all’estero, nella città di Valencia.

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino, anche grazie al supporto della Policia Nacional spagnola, hanno sequestrato oltre 140.000 paia di scarpe usurpative di analoghi modelli prodotti da ADIDAS e NIKE, evitando, così, che l’illecita merce potesse invadere il mercato nazionale e quello iberico.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno permesso di fare piena luce sui ruoli dei singoli soggetti appartenenti alla filiera del falso e, anche attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti e attività di osservazione, hanno consentito di ricostruire le attività fraudolente poste in essere dall’organizzazione, ramificata in tutta Italia.

Gli articoli sequestrati, qualora immessi in commercio, avrebbero fruttato agli indagati oltre due milioni di euro. L’Autorità Giudiziaria quindi ha disposto il sequestro “per equivalente” di beni mobili ed immobili nella disponibilità degli indagati (due appartamenti e svariati autoveicoli).

L’operazione, che ha visto la partecipazione di circa 40 Finanzieri, si inserisce nel più ampio dispositivo messo in campo dal Comando Provinciale di Roma ai fini del contrasto alla contraffazione dei marchi.





Simeone (FI Regione Lazio): “Approvati 14 ordini del giorno del nostro Gruppo”

 Via libera in Consiglio regionale del Lazio per 14 ordini del giorno collegati alla PL 198 (legge di stabilità 2020) presentati dal capogruppo di Forza Italia Giuseppe Simeone. “Questi ordini del giorno sono il frutto del lavoro prodotto in commissione durante l’ultimo anno – afferma Simeone – ringrazio i colleghi per il voto favorevole dato in aula. Queste proposte rientrano tra le priorità che l’amministrazione Zingaretti dovrà affrontare da subito per il miglioramento dell’assistenza sanitaria nella nostra regione, così come ritengo siano altrettanto urgenti alcune emergenze di carattere ambientale e sociale che toccano diversi territori della provincia di Latina”. Scendendo nel dettaglio gli odg approvati oggi impegnano l’amministrazione Zingaretti in primo luogo ad assicurare maggiori risorse per il potenziamento del personale medico impiegato nei centri Hub  per il trattamento dell’ictus ischemico acuto. In seconda battuta ad attivarsi con la Direzione competente a verificare i protocolli ad oggi esistenti e applicati sul tema della ‘Sensibilità chimica multipla’ per poi diffonderli in tutti i nosocomi laziali. Un altro odg prevede l’istituzione di un tavolo tecnico regionale di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza, un altro invece punta a garantire il diritto alla salute dei detenuti con l’introduzione della telemedicina.





Virus Cina, D’Amato Regione Lazio): “Venerdì incontro per protocollo operativo”

 “Abbiamo deciso di convocare per venerdì mattina presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma i responsabili dei pronto soccorso, delle Malattie Infettive e dei Servizi di Prevenzione per illustrare le line guida del protocollo operativo da applicare in caso di sospetta patologia del nuovo corona virus. All’incontro abbiamo invitato anche la direzione sanitaria dell’Aeroporto di Fiumicino”. Ad annunciarlo l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

 





Nuova Sars , a Fiumicino attivati gli scanner di controllo delle temperature dei passeggeri in arrivo dalla Cina

 

Con il diffondersi dell’epidemia del nuovo coronavirus scoperto in Cina sale l’allerta anche in occidente, con l’Oms che ha convocato per domani un summit d’emergenza, Bruxelles che fissa una riunione sempre domani e i paesi europei che si muovono per prevenire il contagio. In Italia sono scattate le procedure di sicurezza previste in questi casi sui voli: il ministero della Salute ha disposto controlli a Fiumicino su quelli provenienti da Wuhan: da giovedi’ scattera’ l’attivazione di un canale sanitario con controllo della temperatura attraverso scanner. E’ prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati. L’Italia ha tre voli diretti con Wuhan, tutti a Fiumicino, e numerosi voli non diretti, il cui traffico di passeggeri dovrebbe aumentare in occasione del capodanno cinese. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale, presso l’aeroporto di Fiumicino e’ in vigore infatti una procedura sanitaria, gestita dall’USMAF
SASN, per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.
Misure necessarie anche perche’ in Europa sale l’allarme:
il Centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc) ha ritoccato al rialzo la classificazione del rischio che il virus sbarchi nel Vecchio Continente, portandolo da “basso” a “moderato”. “La trasmissione da uomo a uomo – si legge nel report del Centro aggiornato oggi – e’ stata confermata, ma sono necessarie ulteriori informazioni per valutare la portata di questa modalita’ di trasmissione. La fonte dell’infezione non e’ nota e potrebbe essere ancora attiva. Pertanto, la probabilita’ di infezione per i viaggiatori in visita a Wuhan che hanno uno stretto contatto con individui sintomatici e’ considerata moderata. Di conseguenza, anche la probabilita’ di importazione di casi di 2019-nCoV nell’Unione europea e’ considerata moderata”.

Una decisione che non ha sorpreso il capo del dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanita’, Gianni Rezza: “Avendo ormai appurato che il virus si trasmette da uomo a uomo, e osservando questo aumento dei casi in Cina con l’allargamento del focolaio rispetto al mercato di Wuhan da cui sembra essere nato tutto, aumentano le probabilita’ che arrivi una persona infetta nell’Unione Europea. E’ statistico”. Allo Spallanzani intanto e’ tutto pronto: “Non c’e’ nessun allarme in Italia, ma nell’eventualita’ siamo pronti a gestire questo tipo di emergenza”, dice all’AGI Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale. “La necessita’ primaria e’ quella di identificare precocemente le persone potenzialmente infette”, spiega. “Nel caso specifico del virus cinese, si fa molta attenzione alle persone che presentano sintomi respiratori e che siano stati in contatto con la zona di Wuhan o con persone che provengono da quell’area”, dice Ippolito. “In questo caso abbiamo un servizio di sanita’ aerea estremamente efficace: se il capitano si rende conto di avere a bordo una persona con sintomi respiratori che proviene dalle aree a rischio avvisa subito l’aeroporto di destinazione che attiva prontamente il controllo sanitario. Una volta che la persona ‘sospettata’ atterra viene subito messa in isolamento e vengono effettuate tutte le valutazioni del caso”. In ogni caso il ministero della Salute ha diramato diversi consigli utili, a partire dalla raccomandazione di “posticipare i viaggi non necessari”. “Se ci si reca in Cina, nella citta’ di Wuhan, provincia di Hubei si raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio.
E’ raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori. Qualora una persona sviluppi sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficolta’ respiratorie) mentre si trova a Wuhan, dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico.
Qualora una persona di ritorno da un viaggio a Wuhan sviluppi sintomi respiratori nei 14 giorni successivi al rientro, dovrebbe immediatamente rivolgersi ad un medico e informarlo del viaggio”. Per chi e’ tornato di recente da un viaggio in quelle aree, se nelle due settimane successive “si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse, mal di gola, difficolta’ respiratorie) – avverte il ministero – a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio”.





Rifiuti Roma, Durigon (Lega): Raggi abbandonata anche dai 5S

“La Raggi sfiduciata dai suoi stessi consiglieri che le votano contro, va sotto e perde anche l’ultimo briciolo di autorità. Sono infatti stati 12 grillini a votare la mozione dell’opposizione contro la discarica di Monte Carnevale, indicata proprio dalla giunta Raggi. Gli stessi consiglieri del M5S si stanno rendendo dei danni che ogni giorno questo sindaco inadeguato sta facendo alla città. E chissà se anche questa volta avrà il coraggio di dire che è colpa di Salvini! Un fallimento completo espresso chiaramente anche dai suoi stessi consiglieri che le hanno pubblicamente voltato le spalle. A questo punto non le rimane che dimettersi e liberare Roma”. Lo dichiara il coordinatore di Roma e Provincia della Lega, Claudio Durigon.

 





Esuberi di Alpitel, possibile per il Sindacato ripartire dai contratti di solidarietà

Si riparte dalla proposta dei sindacati: i contratti di solidarietà. Il 12 dicembre scorso la Alpitel, azienda impegnata nel ramo delle telecomunicazioni e delle installazioni telefoniche, ha annunciato 100 esuberi su 600 dipendenti complessivi in tutta Italia. Particolarmente colpiti sarebbero il comparto impiegatizio (funzioni staff e servizi) e le sedi piemontesi di Nucetto (Cuneo), quartier generale della società, dove si prevedono 29 esuberi, e di Moncalieri (Torino), con 32 licenziamenti. Nell’ultimo incontro del 12 gennaio scorso l’azienda ha confermato la decisione, mostrandosi però disponibile all’utilizzo di ammortizzatori sociali. Un nuovo vertice è fissato per oggi (mercoledì 22 gennaio) a Milano: l’auspicio è che possa concludersi con un accordo, anche perché sabato 25 gennaio scadranno i 45 giorni dall’avvio della procedura di licenziamento.





ConfimpreseItalia si proietta verso la Cina. Nominati due Coordinatori per le attività nella Repubblica Popolare

 

 

ConfimpreseItalia si proietta verso la Cina, sono stati infatti nominati i coordinatori che avranno l’incarico di sviluppare l’internazionalizzazione da e verso questo cruciale Paese per le sorti dell’economia globale. A ricoprire  questo incarico gli imprenditori  Deng Zhe e Massimiliano Graziani. Confimprese Italia, in più occasioni ha affrontato questo mercato con notevoli risultati, ora, però vuole rendere strutturale la propria presenza nella Repubblica Popolare, ed assicurare alle imprese che rappresenta, sostegno nel loro export ed import, tutele legali, rappresentatività datoriale in quei territori. Confimprese Italia avrà la sua sede operativa nella città di Changsha, nella importante regione dell’Hunan. Questo con la Cina segue gli altri importanti posizionamenti che ConfimpreseItalia ha fatto recentemente  in Ungheria ed a Dubai, dove già sono operativi  uffici della Confederazione.  

 





Due sedi operative in meno e Tirrenia conferma gli esuberi

 

 

La Tirrenia conferma “la chiusura delle sedi operative/amministrative di Napoli e di Cagliari e il trasferimento di tutte le risorse ivi impiegate presso altri uffici”. Questo è quanto si legge nel verbale che nella serata di martedì 21 gennaio ha chiuso l’incontro (tenutosi presso la sede Assarmatori di Roma) tra la compagnia di navigazione e i sindacati. L’azienda, dunque, intende così completare il “processo di riorganizzazione avviato nel 2019”: la decisione, già annunciata a metà dicembre, è rigettata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti nazionali e regionali, che si avviano verso una forte mobilitazione, chiedendo nel contempo un incontro con la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli.

I lavoratori coinvolti sono 61, tutti del comparto amministrativo e con contratti a tempo indeterminato. Il trasferimento avverrà a partire dal 1° maggio prossimo. La stragrande maggioranza verrà trasferita negli uffici di Livorno e Portoferraio (Livorno), altri trasferimenti sono previsti verso le sedi di Roma e Milano. A motivare la decisione, spiega Tirrenia, sono le “esigenze di efficientamento e di ottimizzazione delle risorse” e la necessità di “un più adeguato controllo dei costi aziendali attraverso la creazione di ulteriori poli aggregati”.

Per i sindacati è “inaccettabile un’ipotesi di trasferimento forzato che ha come unica alternativa la perdita del posto di lavoro”. Ed evidenziano come la chiusura delle sedi di Napoli e Cagliari appaia come “il primo passo di una strategia aziendale che mette in discussione centinaia di posti di lavoro in tutto il gruppo Tirrenia-Cin”. A complicare ulteriormente le cose c’è anche la scadenza a luglio della convenzione tra la compagnia e lo Stato “per il collegamento marittimo in regime di pubblico servizio con le isole maggiori e minori”, per la quale Tirrenia riceve circa 72 milioni di euro. Il mancato rinnovo, ha dichiarato l’amministratore delegato Vincenzo Onorato, comporterà scelte drastiche, e bene 1.000 marittimi potrebbero essere dichiarati in esubero.

“Adesso è chiaro a tutti ciò che accadrà qualora le decisioni unilaterali del gruppo non venissero revocate”, ha commentato Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt Cgil Sardegna: “Pure in questo caso, così come richiesto per il trasporto aereo, anche la Regione non farebbe male a verificare in prima persona le reali intenzioni dell’armatore nella nostra isola”. Qualche giorno fa i sindacati hanno accolto positivamente la volontà espressa dal ministro di procedere a una proroga del servizio, considerato che non ci sono i tempi necessari per una nuova assegnazione. Ma il bando prima o poi si farà, e tra qualche mese si conoscerà il nome dell’assegnatario del servizio. Certo, sarà una proroga cosiddetta “tecnica” al fine di consentire l’aggiudicazione del nuovo bando e, conclude Boeddu, “questo significa che non ci sarà un’interruzione dei collegamenti marittimi. Adesso però auspichiamo che nel bando che verrà predisposto ci sia anche la clausola sociale in maniera da tutelare i posti di lavoro”.





Morti sul lavoro, si bloccano per 4 ore i cantieri liguri e piemontesi

Scatta lo sciopero dopo l’ennesima morte sul lavoro, la quarta in Piemonte dall’inizio dell’anno. Vittima un lavoratore di 52 anni, Antonio De Falco, autista residente a Novi Ligure rimasto ucciso mentre lavorava in una cava che fa da deposito per lo smaltimento del materiale di risulta proveniente dalle gallerie del Terzo Valico. L’uomo è rimasto schiacciato tra due camion che stavano facendo manovra.

La risposta dei lavoratori contro lo stillicidio di morti e infortuni arriva oggi, 22 gennaio, con uno sciopero di quattro ore per turno, che coinvolge due province (Genova e Alessandria) e sei sigle sindacali (Filt, Fit, Uiltrasporti, Feneal, Filca e Fillea), quelle dei trasporti e dell’edilizia, che rappresentano i lavoratori occupati nei cantieri del Terzo Valico. Uno sciopero "contro le morti sul lavoro, per dire ancora una volta basta alla strage nei cantieri e per chiedere maggiore sicurezza", spiegano i sindacati. 

"Nonostante i tanti confronti con le aziende impegnate nella realizzazione dell’opera – dicono i sindacati – ancora molto si può e si deve fare. Imprese e politica devono davvero investire sulla sicurezza sul lavoro. Proprio per questo è importante contrattare sul territorio e con le stazioni appaltanti misure a sostegno della sicurezza e della dignità del lavoro".





ConfimpreseItalia-Caserta vola a Bassora (Iraq) Partenza 21 gennaio, vale a dire un volo per Bassora oggi per Ivan Marandola, Presidente di Confimprese Caserta con tutta la stoffa del Manager Buyer aziendale per un meeting dal carattere internazionale

 

 Partenza 21 gennaio, vale a dire un volo per Bassora oggi per Ivan Marandola,  Presidente di Confimprese Caserta con tutta la stoffa del Manager Buyer aziendale per un meeting dal carattere internazionale nel basso Iraq.

L’occasione è un contatto personale che ha preparato le condizioni per un incontro assolutamente unico nel suo genere, è infatti la prima volta che un’associazione datoriale varca i confini del paese per sbarcare in un territorio così difficile ma desideroso di ricominciare come l’Iraq.

"È una scommessa quella che abbiamo fatto - racconta Marandola - di portare l’imprenditorialità casertana, un gruppo di imprese della provincia di Caserta, fuori dai confini italiani, confrontandosi con una nazione che sembra essere svantaggiata, di poche risorse e invece possiede delle grandi potenzialità e possibilità.

Il meeting dura circa 4 giorni, noi siamo stati invitati da una delegazione di un potentato di Bassora, un emiro che vuole intraprendere discorsi non solo industriali ma anche commerciali con le nostre realtà territoriali, quindi io nostro obiettivo è quello di portare il know Now italiano ma soprattutto casertano in quei paesi.

Il meeting prevede numerose tematiche, si va dal progetto petrolchimico fino all’aspetto energetico di un’abitazione

Ci tengo a sottolineare che è la prima volta che un gruppo di imprenditori e soprattutto la presidenza di un’associazione riesce a prendere contatto con industriali e imprenditori del posto".

"L’ obiettivo di Confimprese Caserta - spiega Piero Monaco, Segretario Generale -  è quello di portare una rappresentanza, aprire una porta d’ingresso in Italia attraverso la provincia di Caserta e creare nuovi scenari commerciali perché è un paese che vuole riemergere, ha bisogno di know how, nuove tecnologie, ha bisogno di un futuro".

 

 Partenza 21 gennaio, vale a dire un volo per Bassora oggi per Ivan Marandola,  Presidente di Confimprese Caserta con tutta la stoffa del Manager Buyer aziendale per un meeting dal carattere internazionale nel basso Iraq.

L’occasione è un contatto personale che ha preparato le condizioni per un incontro assolutamente unico nel suo genere, è infatti la prima volta che un’associazione datoriale varca i confini del paese per sbarcare in un territorio così difficile ma desideroso di ricominciare come l’Iraq.

"È una scommessa quella che abbiamo fatto - racconta Marandola - di portare l’imprenditorialità casertana, un gruppo di imprese della provincia di Caserta, fuori dai confini italiani, confrontandosi con una nazione che sembra essere svantaggiata, di poche risorse e invece possiede delle grandi potenzialità e possibilità.

Il meeting dura circa 4 giorni, noi siamo stati invitati da una delegazione di un potentato di Bassora, un emiro che vuole intraprendere discorsi non solo industriali ma anche commerciali con le nostre realtà territoriali, quindi io nostro obiettivo è quello di portare il know Now italiano ma soprattutto casertano in quei paesi.

Il meeting prevede numerose tematiche, si va dal progetto petrolchimico fino all’aspetto energetico di un’abitazione

Ci tengo a sottolineare che è la prima volta che un gruppo di imprenditori e soprattutto la presidenza di un’associazione riesce a prendere contatto con industriali e imprenditori del posto".

"L’ obiettivo di Confimprese Caserta - spiega Piero Monaco, Segretario Generale -  è quello di portare una rappresentanza, aprire una porta d’ingresso in Italia attraverso la provincia di Caserta e creare nuovi scenari commerciali perché è un paese che vuole riemergere, ha bisogno di know how, nuove tecnologie, ha bisogno di un futuro".





Precarietà, denuncia della Cgil: “Migliaia di lavoratori senza ammortizzatori sociali”

Precarietà, la Cgil denuncia: “Migliaia di lavoratori senza ammortizzatori sociali”

 

 

“Migliaia di lavoratrici e lavoratori attendono, ormai da mesi, il pagamento della cassa integrazione straordinaria, loro unica fonte di reddito. Occorre immediatamente autorizzare i pagamenti: per questo è urgente la nomina del nuovo direttore generale degli ammortizzatori sociali del ministero del Lavoro”. Ad affermarlo è la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.

“È gravissima – sottolinea la dirigente sindacale – la sottovalutazione da parte del dicastero degli effetti che il ritardo di questa nomina del direttore sta causando ai lavoratori già colpiti dalla crisi, impedendone la continuità salariale in presenza di un rapporto di lavoro o, in caso di cessata attività, l’unico sostegno”.

Per Scacchetti “in questa situazione critica il ministero deve accelerare le proprie decisioni, anche disponendo, ove possibile, risoluzioni transitorie che possano sbloccare i pagamenti. I lavoratori e i sindacati non possono più accontentarsi di promesse. Servono subito soluzioni a quello che sta diventando un vero e proprio dramma sociale”.





Turismo, l’Italia vuole catturare quello cinese. E’ la meta preferita in Europa

Turismo, l’Italia vuole catturare quello cinese. E’ la meta preferita in Europa

 

“Oggi la Cina è il più grande mercato del turismo in termini sia di spesa che di numero di viaggi verso l’estero. In questi mesi stiamo lavorando per rafforzare la nostra offerta turistica – con l’obiettivo di intercettare ancora meglio le richieste dei visitatori cinesi – e per consolidare lo straordinario rapporto culturale tra i nostri Paesi. L’Italia rappresenta la meta preferita dei visitatori cinesi e primeggia in Europa superando Francia, Germania e Spagna”. Lo afferma in una nota Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al Turismo del Mibact.

“La crescita del turismo proveniente dalla Cina è confermata dagli ultimi dati, resi disponibili da Enit, sulle presenze dei cinesi – 5,3 milioni nel 2018 (in aumento del 5.2% rispetto al 2017 e molto maggiore rispetto al dato della crescita generale di turisti stranieri in Italia che è +2,8%) – e dalla spesa turistica complessiva, che è stata di 650 milioni di euro, in netto incremento sul 2017 (+40%). Alla vacanza culturale in Italia i turisti cinesi hanno destinato 353 milioni di euro, il 56,8% della spesa totale”, aggiunge.

“Una buona notizia arriva proprio in questi giorni dal potenziamento delle rotte tra Italia e Cina, che saranno triplicate passando da 56 frequenze settimanali a 108 con decorrenza immediata (per arrivare nell’estate 2021 a 136 e nel 2022 a 164). L’Italia sarà il Paese ospite d’onore del prossimo Global tourism economy forum di Macao, che si terrà nella seconda settimana di ottobre 2020 e sarà probabilmente dedicato al turismo culturale”, conclude Bonaccorsi.

 





Azzolina (Istruzione): “Nasce task force che mette al centro diritto studenti”

 

“Oggi nasce una task force nazionale che mette al centro i diritti degli studenti. Saremo al loro fianco e al fianco delle scuole”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, presentando assieme al ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, un protocollo di Intesa siglato anche con il presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), Antonio Decaro che mira a contrastare la dispersione scolastica e garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti, in qualunque parte d’Italia si trovino, così come previsto dalla Costituzione, a tutti gli studenti.

“Quello firmato non è solo un protocollo, ma una vera e propria alleanza che nasce nell’interesse dei nostri ragazzi. Per la prima volta mettiamo in campo una sinergia molto operativa e concreta fra il ministero dell’Istruzione, il Dipartimento per le Pari Opportunità e la Famiglia e i Comuni Italiani per dare risposte celeri agli studenti e alle scuole”, ha detto Azzolina in conferenza stampa.

“Svilupperemo insieme le iniziative su cui ci sono competenze comuni che possono essere messe a sistema: penso al tema del diritto allo studio e alle pari opportunità, alla sensibilizzazione su temi particolari come il bullismo, il cyber bullismo e il linguaggio d’odio perché il nostro Paese non si merita questo”, ha sottolineato la titolare del dicastero di viale Trastevere.

“Scenderemo in campo velocemente ogni volta che, magari per questioni burocratiche o solo perché i tavoli di lavoro non camminano abbastanza veloci, il diritto allo studio dei ragazzi non sarà rispettato a pieno o i progetti che devono partire a beneficio degli studenti rischiano di restare in un cassetto”, ha concluso Azzolina.





Sardine al Papeete Beach? Il Direttore a ‘Un giorno da Pecora: “Locale chiuso, congeleranno…”

 Se le sardine chiuderanno la campagna elettorale facendo il bagno al Papeete Beach “si congeleranno” e comunque il locale “è chiuso, perché siamo in tour promozionale in altre località turistiche, quindi non li accoglieremo. Lo dice Marco Valtancoli, direttore del Papeete Beach di Milano Marittima, che è intervenuto a ‘Un Giorno da Pecora’, su Rai Radio1. Valtancoli, rispondendo poi a chi chi gli chiedeva cosa pensi della scelta simbolica delle sardine di andare proprio al Papeete, locale notoriamente frequentato da Matteo Salvini, replica ironicamente: “Mi sembra un’idea molto fresca fare il bagno in questo periodo. Penso che si congeleranno”. E aggiunge: “Non capisco molto di politica ma fare il bagno al mare d’inverno mi pare una grande stupidaggine”. E se invece venissero quando il Papeete è aperto? “Io li avrei accolti, certo- conclude- come accolgo tutti i clienti”.





Rapporto OIL su tendenze occupazione, Patriarca (ANLA): necessario impegno per costruire occasioni di lavoro

 

In una nota, il Presidente dell’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani (ANLA), Edoardo Patriarca, si è espresso sul rapporto diffuso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro inerente l’andamento dell’occupazione e la società: "Occorre per davvero che ciascuno faccia la sua parte, la politica in primis ma anche le rappresentanze sociali perché dobbiamo tutti impegnarci per costruire occasioni di lavoro e di promozione sociale, veri momenti di progresso sociale", ha dichiarato. "Il nuovo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro evidenzia a livello mondiale alcuni snodi che ritroviamo anche nel nostro Paese e sui quali sarebbe opportuno - ha aggiunto - aprire una riflessione seria che vada oltre provvedimenti spot o dichiarazioni altrettanto inutili. Questo rapporto internazionale, scevro dunque da campanilismi, evidenzia che quasi mezzo miliardo di persone lavora meno ore retribuite di quanto vorrebbe o non ha accesso adeguato al lavoro retribuito. Occorre per davvero che ciascuno faccia la sua parte, la politica in primis ma anche le rappresentanze sociali perché dobbiamo tutti impegnarci per costruire occasioni di lavoro e di promozione sociale, veri momenti di progresso sociale. Penso al fenomeno del lavoro povero, mal retribuito, e che impedisce una qualsiasi progettazione del proprio futuro; al numero ragguardevole di giovani disoccupati e di giovani neet (che non studiano, non lavorano, non si formano), al part time involontario, alle differenze salariali tra uomini e donne, alle distorsioni territoriali, annotate nel rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro come linee di tendenza a livello mondiale: tutti elementi che sono ben presenti anche nel nostro Paese". "Davvero pensiamo - ha proseguito - che basti il reddito di cittadinanza per rispondere alle sollecitazioni sociali attuali del nostro Paese? La discussione è molto più complessa, coinvolge la lotta all’evasione fiscale che diventa necessaria per alleggerire il peso fiscale che grava su lavoratori e imprese, l’attenzione al popolo delle partite IVA, costretto a lavorare ogni anno con variazioni nel regime fiscale e che necessita di maggiori attenzioni, la lotta vera e concreta al disagio e all’emarginazione, vera piaga del nostro tempo, che ha anche origini culturali se veramente ne vogliamo cercare le ragioni di fondo. Attenzione però, potremmo anche scoprire che alla base di molto, se non di tutto, sta un problema educativo. Allora ripartiamo da punti fermi, e non dimentichiamo oggi l’appello del Papa ai lavori di Davos con l’insistenza a che la persona umana venga posta al centro, e l’intervento della CEI che ha richiamato le forze politiche e le parti sociali a davvero investire sulla famiglia, riportandola nello spazio pubblico che le compete. Come ANLA, come volontari in campo in tutta Italia, sottolineo con forza la necessità di aprire una discussione corale, pubblica e concreta che riparta dai territori per capire come uscirne, in una logica costruttiva e di condivisone strategica che investa tutte le parti sociali nella concretezza del quotidiano".





Ironia e polemiche sul blitz ai citofoni di Salvini alla periferia di Bologna

 Come prevedibile, esplode sul web e sui social il caso del ‘blitz’ messo a segno ieri sera da Matteo Salvini nel quartiere del Pilastro, alla periferia di Bologna, dove il leder della Lega ha suonato ad alcune famiglie tunisinefacendo domande al citofono: “Buongiorno. Scusi, lei spaccia?“. Oppure: “Ci hanno segnalato che spacciate. È vero?“. In tantissimi si sono scagliati contro il sopralluogo del leghista, gridando alla violazione della privacy delle famiglie interpellate, di cui sono state mostrate immagini dei palazzi in cui vivono, dei campanelli e sono state diffuse addirittura informazioni sul piano a cui si trova l’appartamento. Questa mattina sui social non si parla d’altro, tanto che l’hashtag #Salvinicitofona svetta in testa alla classifica di Twitter. Moltissimi anche i commenti ironici, che chiamano in causa i testimoni di Geova o i venditori porta a porta. Tanti poi ricordano la foto che ha fatto scandalo mesi fa, in cui Salvini era insieme al capo ultras del Milan, condannato per spaccio. E si chiedono: “A lui non lo chiedi se spaccia?”. Altre persone invitano Salvini ad andare a citofonare in Sicilia o in Calabria, a casa di mafiosi o ‘ndranghetisti. Non mancano poi i meme di turno o le card con la frase ‘Lei spaccia?’ e le foto di citofoni. C’è chi ricorda le gag al citofono di Aldo Giovanni e Giacomo. Il sindacato della Filcams la butta in ridere e invita ad “aprire solo alla visita fiscale”. In tanti, poi, ironizzano sul fatto che allora bisognerebbe andare a citofonare a casa i Salvini per chiedergli: “Scusi, è vero che lei ha rubato 49 milioni?“.





Partite Iva in rivolta e Bernaudo lancia un nuovo partito liberista

 

“Negli ultimi mesi vediamo sui social e oggi in piazza a Roma agitarsi gruppi organizzati di partite Iva che cercano di far sentire la propria voce. Noi, che per primi abbiamo lanciato il grido d’allarme ben sei anni fa con Sos partita Iva, siamo ovviamente solidali. La protesta fine a se stessa tuttavia non basta, servono proposte precise e un’organizzazione politica”. Così Andrea Bernaudo, presidente di Sos partita Iva e fondatore del movimento politico Liberisti Italiani – che si costituirà formalmente a Roma il 15 febbraio – ha commentato la manifestazione delle partite Iva a piazza del Popolo e il moltiplicarsi di gruppi social di partite Iva.

“Noi chiediamo a tutti questi gruppi di unirsi a noi nella costruzione di un nostro movimento politico Liberisti Italiani che si costituirà formalmente a Roma il 15 febbraio. Dobbiamo stare molto attenti a non farci strumentalizzare dai sindacati e dagli attuali partiti politici, perché sono proprio questi ad aver ricacciato i lavoratori autonomi e le imprese in questa assurda condizione- ha spiegato Bernaudo- Noi siamo arrivati alla conclusione che tutto il male che è stato fatto all’economia reale e alla creatività imprenditoriale degli italiani sia stato causato dalla linea statalista, tassaiola, anti-impresa e anti-liberista di tutti i governi che si sono succeduti e degli attuali sindacati: di destra, di centro, tecnici e di sinistra. Hanno solo moltiplicato tasse, debito e spesa pubblica. In Italia le attività produttive, cioè chi rischia per produrre Pil, sono le più tassate del mondo, fino al 65%”. 

“Serve la scure liberista- ha continuato Bernaudo- per tagliare la spesa pubblica non necessaria e improduttiva, e va stabilita un’unica imposta proporzionale al 15% su tutte le attività produttive, ma senza tetti distorsivi sul fatturato che bloccano la produzione e va liberalizzato il settore della previdenza. Va riformato il contenzioso tributario eliminando la riscossione in pendenza di giudizio di primo grado. Queste e altre sono le nostre proposte in campo da 6 anni”.

“Per fare tutto questo- ha aggiunto il fondatore di Liberisti Italiani- serve un nostro movimento politico pro-pil, pro-impresa, anti-statalista e anti-assistenzialista per difendere i diritti dei contribuenti, affermare le libertà economiche e far ripartire questo Paese. Un movimento nuovo che non abbia rendite di posizione e clientele da difendere e che abbia il coraggio di tagliare sprechi e burocrazia. In sintesi in Italia serve una forza liberista, fiera e coraggiosa che sappia rivoluzionare la politica economica e fiscale italiana, come fece Margaret Thatcher in Inghilterra e Ronald Reagan in America negli Anni 80. Abbiamo un ritardo di trent’anni, non sarà facile, ma siamo convinti che stia crescendo la consapevolezza nelle imprese e nei lavoratori italiani. L’Italia non deve continuare ad essere uno stato canaglia con chi vuole rischiare per produrre in questo paese che rischia di affondare definitivamente. Per invertire la rotta serve una forza politica nuova che abbia come primo punto la difesa delle libertà economiche ed il taglio delle tasse su chi produce e della spesa pubblica non necessaria. La stiamo costruendo, ci vediamo a Roma sabato 15 febbraio per l’Assemblea fondativa di Liberisti Italiani che avrà come hashtag #menostatoXripartire





Inchiesta ‘Dirty Slot’, colpita organizzazione criminale che gestiva il gioco d’azzardo legale e illegale. Arresti e sequestro di beni per sette milioni di euro

 

Più di 70 finanzieri del Comando Provinciale di Lecce nella hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 10 persone ed un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 7 milioni di euro emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce oltre che numerose perquisizioni in tutta la provincia di Lecce. L’inchiesta denominata “Dirty Slot”, coordinata dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e condotta dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce, ha smantellato un’organizzazione criminale legata al clan “Coluccia” e ad alcune frange brindisine della Sacra Corona Unita, in grado di imporre con metodo mafioso l’avvio, la gestione ed il controllo del mercato del gaming e del gioco d’azzardo legale ed illegale nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, oltreché nel Lazio, nelle provincie di Frosinone e Latina, gestendo un vorticoso giro d’affari nel settore delle famigerate slot machine, dei videopoker e nella raccolta di scommesse per eventi sportivi, fatte confluire sulle piattaforme informatiche di bookmaker stranieri.

Proprio in tale ambito, le Fiamme Gialle salentine hanno accertato che gli imprenditori M.M. e M.A. risultano tra gli elementi apicali di un’importante consorteria criminale, egemone nel comprensorio di Galatina (LE), dedita al sistematico ricorso a metodi intimidatori per imporre la propria posizione di monopolio nello specifico settore, notoriamente di interesse delle mafie, non solo nel Salento ma anche in altre parti d’Italia. Numerosissimi gestori di bar, ristoranti e sale da gioco ricadenti nel “feudo” dei Coluccia, sono stati costretti, con l’imposizione della forza intimidatoria del vincolo mafioso ad installare oltre 400 slot machines e videopoker di proprietà delle società degli imprenditori arrestati, patendo - in caso contrario – minacce, attentati e ritorsioni, in alcuni casi, anche fisiche, da parte degli uomini del clan.

La complessa attività investigativa, svolta anche con l’ausilio delle intercettazioni, dei pedinamenti ed analisi di centinaia di conti bancari, anche esteri, ha dimostrato l’egemonia degli indagati nel territorio di Galatina e paesi limitrofi, in diverse aree del Salento oltreché fuori Regione, un business di milioni di euro legato alle scommesse sportive a quota fissa, ma illegali perché collegate a network esteri ed al gioco d’azzardo anche attraverso slot machine “taroccate”, cioè appositamente manomesse per interrompere i flussi telematici di comunicazione ai Monopoli di Stato, sottraendo ingenti guadagni all’imposizione dovuta allo Stato sull’ammontare delle giocate realizzate dai singoli dispositivi elettronici. Le indagini hanno, inoltre, valorizzato e confermato le dichiarazioni da tempo rese da diversi collaboratori di giustizia che hanno indicato gli odierni indagati come punto di riferimento della S.C.U. nella gestione del sistema dei giochi e scommesse nel Salento.

I provvedimenti di cattura sono stati eseguiti a Galatina, Aradeo, Corigliano d’Otranto e Carmiano ed agli arrestati ed a svariati “prestanome” è stato sequestrato, in Italia ed all’estero, un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare frutto delle attività delittuose composto da fabbricati, terreni, autovetture, società, ditte individuali, polizze assicurative e conti correnti presso vari istituti di credito per oltre sette milioni di euro. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di associazione per delinquere di tipo mafioso, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori.

Durante le indagini i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Lecce hanno effettuato sequestri di apparecchiature elettroniche e svolto una verifica fiscale nei confronti della principale società degli indagati, constatando un’enorme evasione fiscale ai fini delle imposte dirette di circa 2,5 milioni di euro e di oltre 15 milioni di euro ai fini dell’IVA, grazie anche alla scoperta di documentazione extra-contabile in formato digitale rinvenuta negli hard disk della società, minuziosamente ricostruita dai militari delle Fiamme Gialle salentine.





Asl di Taurianova, ancora furbetti della timbratura del cartellino. Arresti e denunce

 

Assenteismo alla sede di Taurianova dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria: con un’operazione chiamata “Polo solitario” la Guardia di Finanza di Palmi ha eseguito 13 misure cautelari (obblighi di presentazione alla P.G.) nei confronti di altrettanti dipendenti della struttura. Indagate anche altre 25 persone. Anzichè lavorare, timbravano il cartellino e poi andavano a giocare alle slot-machine, girovagavano per le vie della città, sostavano in negozi a leggere il giornale, andavano al supermercato a fare la spesa, prendevano parte ad eventi religiosi e funerari.

Il provvedimento è l’epilogo di un’indagine delle Fiamme Gialle che ha consentito di individuare plurime e reiterate condotte fraudolente poste in essere da numerosi dipendenti dell’ASP di Reggio Calabria in servizio al Polo Sanitario di Taurianova: pur facendo risultare la regolare presenza in servizio, erano soliti assentarsi dal posto di lavoro in maniera del tutto ingiustificata e con carattere di allarmante sistematicità, per dedicarsi alle più disparate esigenze di carattere personale.

Nel corso delle indagini – eseguite con intercettazioni, riprese video, servizi di osservazione, pedinamento e controllo e riscontri documentali – è stato rilevato che gli indagati, approfittando tra l’altro della mancanza di controllo da parte dei rispettivi dirigenti, dopo aver timbrato il badge o firmato il foglio di presenza, pur essendo preposti a rendere servizi essenziali per la collettività, anziché dedicarsi alle mansioni demandate, si allontanavano dal luogo di lavoro in maniera sistematica e consuetudinaria, per dedicarsi ad attività private e ludiche di ogni genere (giocare alle slot-machine, girovagare per le vie cittadine e sostare all’interno dei diversi esercizi commerciali per leggere i quotidiani, recarsi al supermercato per fare la spesa. In alcuni casi gli indagati si assentavano per prendere parte ad eventi religiosi e funerari). Oltre all’assenza ingiustificata e reiterata nel tempo dal posto di lavoro, è stata rilevata anche l’inoperosità quotidiana di buona parte dei dipendenti che, in svariate occasioni, dopo aver timbrato, stazionavano per ore nell’atrio esterno del plesso dell’ASP.

L’indagine ha permesso inoltre di riscontrare che gli indagati, non solo non effettuavano le ore di servizio previste, ma addirittura attestavano falsamente l’effettuazione di straordinario, fino ad oltre 30 ore mensili. E’ il caso ad esempio di una persona che, in orario pomeridiano, era solito giungere in tuta da ginnastica alla struttura ASP, dove consegnava il badge ad un collega compiacente che timbrava in sua vece, per poi dedicarsi ad attività sportiva.

Un ulteriore caso emerso nel corso delle indagini ha riguardato un indagato che durante la stagione estiva riusciva a farsi certificare, con la compiacenza del medico di base, una condizione di malattia, assentandosi in tal modo dal lavoro ufficialmente per motivi di salute, quando, in realtà, si trovava al mare a godersi una giornata di relax.

Le condotte illecite sono risultate peraltro agevolate da modalità di gestione e certificazione della presenza quotidiana a lavoro presso la struttura del tutto inadeguate e connotate da allarmante superficialità. Infatti dalla disamina della documentazione acquisita presso gli Uffici preposti alla liquidazione degli stipendi dei dipendenti nonché dalle dichiarazioni rese in atti dai responsabili degli uffici, sono state riscontrate gravi inefficienze organizzative e gestionali rispetto alle modalità di controllo e rendicontazione delle presenze del personale impiegato presso la struttura Asp tali da consentire la possibilità di adottare all’interno dei singoli uffici, in maniera arbitraria, variegate modalità di rendicontazione, in alcun modo rispondenti alle Disposizioni previste. In proposito è emerso che in una delle articolazioni della struttura non era adottato addirittura alcun sistema di rendicontazione e controllo delle presenze lavorative dei dipendenti.





L’ex Pizzarotti sul M5S: “Il 2020 possibile anno della fine del Movimento”

 

Per il Movimento Cinquestelle “in Emilia Romagna sarà dura” perchè Bonaccini rappresenta una proposta politica “seria” e “a livello nazionale se tutto è iniziato nel 2009 il 2020 potrebbe essere l’anno della fine politica dei Cinquestelle”. Lo afferma in una intervista alla Stampa il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex esponente Cinquestelle e poi sospeso dal Movimento.

“Chi oggi sta al governo e in Parlamento sa che in caso di elezioni non vi tornerà. Dopo l’Emilia Pd e cinquestelle faranno una cosa: proveranno a rifondarsi ma entrambi non toccheranno il governo”, spiega. “Io penso che alla fine vincerà Bonaccini ma fino all’ultimo giorno resterà tutto incerto perchè anche in Emilia siamo dentro un’onda più grande”, “un’onda mondiale che sta spingendo la Lega” e che “è difficile da contrastare” “anche per chi dispone di tutte le credenziali”.

Il fenomeno delle Sardine? “Il mondo delle sardine ha risvegliato un certo orgoglio di sinistra che non vuol dire Pd” conclude Pizzarotti.





Salvini, lotta alla droga deve unire

 

“Il vice presidente del parlamento tunisino mi accusa di razzismo? Io ho raccolto il grido di dolore di una mamma coraggio che ha perso il figlio per droga. Un atto di riconoscenza che dovremmo far tutti: la lotta a spacciatori e stupefacenti dovrebbe unire e non dividere. Tolleranza zero contro droga e spacciatori di morte: per noi è una priorità. In Emilia Romagna e in tutta Italia ci sono immigrati per bene, che si sono integrati e che rispettano le leggi. Ma chi spaccia droga è un problema per tutti: che sia straniero o italiano non fa nessuna differenza” così il leader della Lega Matteo Salvini.





Il Ministro dell’Istruzione Azzolina: al lavoro per bandire concorsi per insegnanti

"Stamattina ho incontrato al Ministero i sindacati della scuola. Abbiamo parlato di concorsi, ma non solo. Ho spiegato loro che il lavoro è ripartito e stiamo mettendo a punto tutti i dossier. Stiamo alacremente lavorando per bandire 24.000 posti sul concorso straordinario per la secondaria di primo e secondo grado e 25.000 sull’ordinario. C’è poi anche il concorso ordinario su infanzia e primaria. Qui il bando è pronto stiamo rivedendo la tabella dei titoli, per dare più valore al servizio. C’è da predisporre anche il concorso per i docenti di religione. Stiamo per bandire concorsi, insomma, per circa 70mila insegnanti. Non è cosa da poco. Anche a livello di gestione amministrativa". Così, su Facebook, il Ministro per l’Istruzione, Lucia Azzolina. "Chiederò il massimo sforzo possibile a chi deve occuparsi della materia. Abbiamo bisogno - continua il post - di queste assunzioni. Servono a dare stabilità ai docenti, alla didattica. Servono alla scuola e ai ragazzi. Così come serve certezza sul futuro. Per questo lavoreremo subito per mettere ordine nel sistema di accesso e abilitazione all’insegnamento. Su questo sto già incontrando la maggioranza in modo da avere una proposta unitaria, con l’obiettivo di dare al Paese un modello di reclutamento stabile, di qualità, che tenga conto delle diverse platee dei soggetti interessati, fra chi ha già insegnato e chi vuole cominciare". "Lavoro poi - prosegue - per sburocratizzare e ridurre gli adempimenti amministrativi che gravano sui docenti, sui dirigenti scolastici, sui direttori dei servizi generali e amministrativi, sul personale del Ministero. E per una innovazione didattica che metta a sistema le migliori pratiche già sperimentate sul campo dai docenti. Tutto questo va fatto insieme. Noi, i sindacati, tutte le forze sociali, il personale della scuola, mettendo al centro le studentesse e gli studenti. La scuola è per loro. Ricordiamolo sempre. E faremo sempre bene".





La grande corsa per la Presidenza di Confindustria

E’ ai nastri di partenza l’elezione del nuovo Presidente di Confindustria. Domani sarà istituita la Commissione di Designazione, che provvederà a recepire tutte le candidature e esplorare la situazione delle industrie affiliate. La data per la nomina ufficiale di colui che andrà a sostituire Vincenzo Boccia è fissata al 26 marzo, mentre le elezioni si terranno nell’ambito dell’assemblea dei delegati, calendarizzata per il 20 maggio. Non ci sono ancora candidature ufficializzate, date le tempistiche e le regole per l’elezione, ma già circolano i nomi della Vicepresidente di Confindustria ed ex presidente degli imprenditori di Torino e Provincia, Licia Mattioli, del numero 1 di Federlegno Emanuele Orsini, nonchè di Andrea Illy, attualmente alla guida di Illycaffé e già Presidente di Altagamma, del numero 1 di Assolombarda Carlo Bonomi e di Giuseppe Pasini, che presiede l’Associazione Industriali Bresciani. Non mancheranno, comunque, ulteriori sviluppi con alleanze, uscite e nuove candidature. Per quanto riguarda la procedura elettorale, entro 7 giorni dall’insediamento, i membri della Commissione di Designazione possono recepire ulteriori autocandidature, corredate da programmi, che devono godere dell’appoggio del 10% dell’assemblea o del 10% dei componenti del Consiglio Generale, e in entrambi i casi devono essere presentati documenti dichiarativi in forma scritta. I risultati delle verifiche iniziali saranno poi divulgati dalla stessa Commissione a chi presenterà autocandidatura. Dopo di che, la Commissione sarà impegnata in giro per l’Italia, ad incontrare i Presidenti delle Associazioni di Industriali, che avanzeranno i loro nomi, nonchè i membri di maggior peso all’interno del Consiglio Generale, per ascoltare le opinioni in merito alle autocandidature e a quanto indicato dalle Associazioni. Verranno, quindi, effettuati accertamenti sull’idoneità delle candidature, e, in seguito, i Presidenti delle Associazioni riceveranno notizie circa i candidati risultati dai primi colloqui, e i programmi, la cui domanda di ricezione sarà avanzata se si ravvisi un’approvazione considerata importante. Terminati tutti i colloqui, saranno scelti i nomi dei candidati che dovranno assumere ufficialmente il proprio ruolo e, nel corso del Consiglio Generale, fissato al 12 marzo, mostrare i loro programmi. Oltre ai colloqui, saranno considerati idonei a promuovere l’autocandidatura, dopo che sia stata effettuata una valutazione della presenza delle prerogative statuali, chi documenti, mediante apposita dichiarazione scritta dei Presidenti delle Associazioni che si mostrano a loro sostegno, di godere dell’approvazione da parte di almeno il 20% dei voti all’ijnterno dell’assemblea dei delegati, ed è in linea con il pagamento della quota contributiva come associato. Il voto, che è stato fissato al 26 marzo, avverrà con scrutinio segreto, e il vincitore deve essere avere la maggioranza assoluta. Colui che risulterà vittorioso nella votazione, sarà poi presentato all’assemblea dei delegati. Seguirà la votazione relativa alla presentazione della squadra di presidenza, che avverrà il prossimo 30 aprile. Questa, al suo interno, può contare fino a 10 vicepresidenti. La procedura terminerà il 20 maggio, con l’assemblea dei delegati, durante la quale avverranno le elezioni sia del nuovo Presidente, sia della squadra di presidenza. 





Virus Cina: registrati casi a Hong Kong e Macao

Il South China Morning Post ha reso noto che è stato riscontrato, ad Hong Kong, un contagio del virus che ha avuto origine in Cina e si sta propagando. Stando alla stessa testata, il governo locale dovrebbe dare conferma definitiva. A contrarre la malattia sarebbe un turista cinese che, con un treno ad alta velocità, avrebbe transitato anche a Wuhan. L’uomo, in questo momento, non si troverebbe più ad Hong Kong, ma in Giordania, presso l’Ospedale Queen Elizabeth, dove sarebbe stato sottoposto a ricovero. Conferme di un caso di contagio anche dall’isola di Macao, dove sarebbero stati innalzati i livelli di allarme e protezione, con l’obbligo dato ai lavoratori dei casinò di munirsi di mascherine, in quanto il settore legato al gioco d’azzardo è il motore economico primario dell’isola. Attualmente, in Cina sono stati riscontrati 440 casi di contagio e 9 decessi.





Cina, virus misterioso: aumentano i morti e i contagi

Cina, virus misterioso: aumentano i morti e i contagi

 

Salgono a 9 le vittime per il virus che si è sviluppato nella città cinese di Wuhan e presenta analogie con la Sars. 440 i casi di contagio finora accertati. Li Bin, Viceministro della Commissione Sanitaria Nazionale, in merito, ha dichiarato che "c’è la possibilità di una mutazione virale e di una ulteriore diffusione della malattia". Per il governo, inoltre, che, data la sua attitudine biologica alla variazione, riesce a "propagarsi più facilmente". Attualmente, sono stati riscontrati casi anche a Taiwa





Carni di maiale cinese sequestrata a Padova, alto rischio di contaminazione da peste suina

La Guardia di Finanza di Padova, in collaborazione con il Servizio veterinario e il Servizio Igiene, Alimenti e Nutrizione dell’ULSS 6 Euganea, ha sequestrato 9.420 chilogrammi di carne di suina di origine cinese per pericolo di contaminazione della peste suina africana (Asf).

La carne sarebbe stata importata in Unione Europea in violazione delle norme doganali e sanitarie.Sequestrata anche l’attività commerciale per gravi e reiterate irregolarità. Il camion è stato intercettato alla dogana: proveniva dalla Cina via Rotterdam. Le carni erano state nascoste in un doppio fondo.

“Ancora una volta assistiamo all’intollerabile”, commenta il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. E prosegue: “Cibi pericolosi destinati alle nostre tavole, con rischi per la nostra salute e danni per il lavoro dei nostri imprenditori. Per fortuna le Fiamme gialle di Padova sono intervenute, dimostrando che non bisogna mai abbassare la guardia”.

“Chi pensa di arricchirsi sulla pelle dei veneti deve essere punito. Esprimo i miei complimenti alla Guardia di finanza: hanno dimostrato di essere veramente degli angeli custodi, come tutte le forze dell’ordine che operano a tutela dei cittadini- conclude il governatore-. È ora di finirla, infatti, con l’arrivo nella nostra regione di cibi contraffatti e pericolosi; non va lasciato campo libero a questi trafficanti”.





Conte sulle Elezioni Regionali: appuntamenti importanti, non sottovalutare voto

Nel corso di un’intervista rilasciata a Rtl 102.5, il premier Giuseppe Conte ha dichiarato: "Le regionali in E. Romagna e Calabria sono appuntamenti elettorali importanti non possiamo sottovalutare questo voto ma dire che è un voto sul governo è sbagliato". "Non credo - ha continuato - in un effetto di fibrillazione sul governo". Conte si è espresso anche sulla riforma della prescrizione: "Torneremo a incontrarci, il clima è molto positivo". Il premier, inoltre, ha negato l’eventuale possibilità di formare un suo gruppo partitico: "Fare un mio partito? Non ci penso affatto", ha detto. Infine, si è espresso sul probabile congedo da parte di Luigi Di Maio dal ruolo di capo politico del M5S:"Nel caso lo rispetterò...dal punto di vista personale mi dispiacerà".





Di Maio lascia. Sulle sue spalle il peso del crollo e delle divisioni nel M5S

 

Luigi Di Maio lascerà l’incarico di capo politico del M5s. E’ quanto confermano fonti parlamentari pentastellate. Di Maio ha anticipato il passo indietro ai ministri ed esponenti di governo M5s riuniti a Palazzo Chigi.

Quando le dimissioni saranno formalizzate, la “reggenza” del Movimento sarà assunta da Vito Crimi. Il viceministro agli Interni, infatti, è il membro più anziano del Comitato di garanzia pentastellato e lo Statuto, confermano fonti M5s, prevede che la guida del Movimento passi a lui. A Crimi potrebbero essere poi affiancati altri esponenti M5s, in vista degli Stati generali in programma a marzo.

Le dimissioni Di Maio sono arrivate ufficialmente dopo la riunione da lui convocata nella mattinata di mercoledì. Il leader politico del Movimento 5 Stelle, quindi, lascia in modo irrevocabile la guida dei pentastellati. Il tema era stato già annunciato e poi smentito 10 giorni fa. Cosa succede ora nel Movimento? Che ci sia tensione è ormai una certezza, visto che, dall’inizio della legislatura, sono 31 i parlamentari grillini eletti che hanno deciso di lasciare il movimento. Tra cambi di partito, passaggi al Gruppo misto di Camera e Senato ed espulsioni, le fila dei 5 Stelle si sono assottigliate con un ritmo davvero incalzante. La leadership dell’attuale ministro degli Esteri era iniziata a vacillare ancora prima che si verificassero queste preoccupanti defezioni. Per questo, alla notizia di una convocazione improvvisa per stamattina - mercoledì 22 gennaio - di segretari, ministri e viceministri pentastellati da parte del capo politico sono scattati i rumor: nel pieno della crisi del Movimento 5 Stelle, il leader lascia? Ora le dimissioni di Di Maio sono diventate una certezza. Il presente e il prossimo futuro del Movimento 5 Stelle è sempre più nebuloso e complesso. La giornata di ieri ha segnato un’altra tappa campale della crisi ormai latente all’interno del Movimento:i deputati grillini Michele Nitti e Nadia Aprile hanno lasciato i pentastellati per passare al gruppo misto. In questo clima di tensione, nel quale pare che si stia perdendo qualsiasi possibile collante - ideologico e politico - all’interno del movimento, pesa adesso anche la decisione irrevocabile di dimissioni di Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri parlerà alle 18 in una conferenza stampa. Quello che è certo, è che stamattina il capo politico dei pentastellati ha convocato d’urgenza e in modo inaspettato ministri, viceministri e segretari. E ha probabilmente espresso la sua impossibilità a continuare la guida di un movimento così in fibrillazione. Lo scontento nei confronti della leadership grillina, infatti, è sempre più palese; la richiesta da parte della base pentastellata di un cambiamento è gridata a gran voce ogni giorno; la perdita di parlamentari è nota e continua; le critiche verso quelli che sembravano i punti fermi del movimento, come la piattaforma Rousseau, sono state importanti. Luigi Di Maio ha lanciato gli Stati Generali a marzo, con l’intenzione di modificare tutto il movimento, rivedere le linee guida, i valori fondanti. Una riforma è assolutamente necessaria per non far scomparire del tutto la formazione politica dei 5 Stelle. Intanto, tutti gli scenari sono aperti per il Movimento 5 stelle: con le dimissioni di Luigi Di Maio, infatti, la reggenza spetterebbe al componente più anziano del Comitato di garanzia, Vito Crimi. Ci si dovrebbe organizzare, quindi, per individuare nuovi vertici e un assetto strutturale completamente diverso. La crisi del Movimento 5 Stelle sembra davvero arrivata al capolinea, in un frangente politico delicato per i grillini: dal governo con Salvini si è passati a quello in alleanza con il PD, mettendo in evidenza una non sempre chiara identità ideologica e di valori. I prossimi giorni saranno importanti anche per capire quale strada prenderà il Movimento 5 Stelle nella sua crisi interna, dopo le appena annunciate dimissioni di Di Maio.