San Francesco di salute, il monito di Papa Francesco

 

Bisogna rifiutare uno “storytelling” fatto di falsità, “storie distruttive e provocatorie, che logorano e spezzano i fili fragili della convivenza”, proclami di odio: lo scrive il Papa nell’annuale messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali (24 maggio) pubblicato oggi, giorno del patrono dei giornalisti, san Francesco di Sales.

“Non tutte le storie sono buone”, scrive Jorge Mario Bergoglio.

“‘Se mangerai, diventerai come Dio’: la tentazione del serpente inserisce nella trama della storia un nodo duro da sciogliere.

‘Se possederai, diventerai, raggiungerai…’, sussurra ancora oggi chi si serve del cosiddetto storytelling per scopi strumentali”, afferma il Papa. “Quante storie ci narcotizzano, convincendoci che per essere felici abbiamo continuamente bisogno di avere, di possedere, di consumare. Quasi non ci accorgiamo di quanto diventiamo avidi di chiacchiere e di pettegolezzi, di quanta violenza e falsità consumiamo. Spesso sui telai della comunicazione, anziché racconti costruttivi, che sono un collante dei legami sociali e del tessuto culturale, si producono storie distruttive e provocatorie, che logorano e spezzano i fili fragili della convivenza. Mettendo insieme informazioni non verificate, ripetendo discorsi banali e falsamente persuasivi, colpendo con proclami di odio, non si tesse la storia umana, ma si spoglia l’uomo di dignità. Ma mentre le storie usate a fini strumentali e di potere hanno vita breve, una buona storia è in grado di travalicare i confini dello spazio e del tempo”.

“In un’epoca in cui la falsificazione si rivela sempre più sofisticata”, scrive ancora il Papa, “raggiungendo livelli esponenziali (il deepfake), abbiamo bisogno di sapienza per accogliere e creare racconti belli, veri e buoni. Abbiamo bisogno di coraggio per respingere quelli falsi e malvagi. Abbiamo bisogno di pazienza e discernimento per riscoprire storie che ci aiutino a non perdere il filo tra le tante lacerazioni dell’oggi; storie che riportino alla luce la verità di quel che siamo, anche nell’eroicità ignorata del quotidiano”.




Coronavirus, aumentano i morti. In quarantena altre città. Nuova vittima fuori dal ‘cratere’ della crisi

C’è una seconda vittima del nuovo coronavirus in Cina fuori dall’area dell’epicentro. Una persona è morta nella provincia di Heilongjiang, al confine con la Russia, a più di 1.800 km da Wuhan, la città da cui è partito il focolaio infettivo e dove si hanno avuto più morti. Il bilancio delle vittime sale così a 26. Un altro caso di contagio è stato annunciato a Hebei, la provincia che circonda Pechino. Le autorità hanno bloccato i trasporti in diverse città. Dunque salgono a 26 le vittime del coronavirus esploso in Cina e che sta creando un crescente allarme globale. Mentre secondo la Bbc le città cinesi su cui le autorità hanno disposto misure di isolamento o limitazioni ai trasporti sono diventate 8, assieme a Wuhan, epicentro del virus. Limitazioni sono state decise anche a Pechino e Hong Kong, mentre casi di contagio sono stati riscontrati a in Usa, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Macao, Taiwan, Singapore e Vietnam.

I primi accertamenti invece sembrerebbero escludere il temuto coronvirus su una cantante ricoverata a Bari, recentemente rientrata da un tour in Cina. Oltre agli 835 casi di infettati ufficiali, secondo i bilanci delle autorità cinesi, altri 1.072 sarebbero sotto accertamenti. Ma i potenziali contagi potrebbero essere diverse migliaia.





Reati, il 2019 segna il punto più basso degli ultimi 10 anni

 

"Il 2019 segna il più basso tasso di reati degli ultimi 10 anni". Lo ha detto il comandante generale dell’Arma generale Giovanni Nistri nel suo discorso, presente il Premier Conte, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico della scuola ufficiali carabinieri. "La sicurezza risiede nella prevenzione e nella repressione dei reati - ha aggiunto - ma è anche un sentimento da accudire, minacciato dall’ansia che rimbalza come una gigantesca eco, acuita dalle crescenti fragilità sociali". Nel 2019, ha reso noto Nistri, "i carabinieri hanno perseguito il 73% di tutti i reati denunciati, scoprendo il 63% dei casi risolti da tutte le forze dell’ordine". Un impegno costante che ha spesso messo a repentaglio l’incolumità dei militari. "Tre i militari morti in servizio", ha detto ricordando il vice brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso la notte del 26 luglio scorso mentre con un collega, come lui in borghese, tentava di recuperare una borsa rubata. Tre mesi prima era toccato al maresciallo maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro, vicecomandante della stazione di Cagnano Varano a Foggia, colpito da un proiettile esploso da un 66enne fermato per un controllo, e poi all’appuntato scelto Emanuele Anzini del Nucleo radiomobile di Zogno, a Bergamo, investito a 41 anni durante un posto di blocco. "Duemilatrentatré - continua il generale Nistri - sono rimasti feriti o contusi, vittime di resistenze e aggressioni. Il 28% in più rispetto al 2018".





Nuovo salvataggio dell’Ocean Viking, soccorsi al largo della Libia 92 migranti

 

Nella notte fra giovedì e venerdì la nave di SOS Méditerranée “Ocean Viking” ha tratto in salvo al largo delle coste libiche 92 persone, fra cui una trentina di minorenni, a bordo di un gommone: lo ha reso noto la stessa ong. La nave aveva ricevuto una richiesta di aiuto alle una di notte di venerdì, localizzando il gommone circa un’ora più tardi, a circa 55 chilometri dalle coste libiche. Tra i migranti soccorsi vi sono cinque donne incinta e 38 minorenni, la maggior parte non accompagnati.

Il 17 gennaio scorso l’Ocean Viking aveva già soccorso altre 39 persone al largo della Libia, poi sbarcate quattro giorni dopo a Pozzallo. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim) sono 1.283 le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo nel 2019, oltre 19mila negli ultimi cinque anni.

 





Ancora arresti (13) dei Carabinieri per droga, sgominata una gang alla Borghesiana

 

Dopo i 16 arresti al Trullo, Monteverde e Montespaccato della scorsa settimana e i 21 arresti a S. Basilio di lunedì scorso, una terza operazione antidroga, nell’arco di soli 10 giorni, è stato messa a segno dalle prime luci dell’alba di venerdì nella Capitale, questa volta nel quartiere de la Borghesiana ad opera dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma. I militari stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 13 persone (tra cui una donna), appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti. L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati, ha permesso di accertare l’esistenza di un’importante piazza di spaccio, capeggiata da un soggetto di origine calabrese, ma residente a Roma da diversi anni, organizzata in turni di lavoro con vedette, e capace di assicurare la fornitura della cocaina nel corso delle 24 ore grazie alla continua presenza di pusher che, previo contatto telefonico, assicuravano la consegna della sostanza stupefacente. Perquisizioni sono tuttora in corso con il coinvolgimento di circa 100 Carabinieri, coadiuvati da unità cinofile e da un elicottero dell’Arma.





Giornata della Memoria, celebrazione in Prefettura il 28 gennaio

 

Il prossimo 28 gennaio alle ore 10.30 sarà celebrato in Prefettura il Giorno della Memoria, con un evento organizzato in collaborazione con la Comunità ebraica di Roma, anche con i  rappresentanti delle istituzioni locali. L’Ing. Nando Tagliacozzo, superstite del rastrellamento del Quartiere ebraico del 16 ottobre 1943, testimone diretto della Shoah, incontrerà un gruppo di studenti del Liceo Classico “Virgilio” e della Scuola  Ebraica di Roma. Nell’occasione, il Prefetto di Roma consegnerà anche le medaglie d’onore alla memoria ai familiari dei cittadini italiani, civili e militari, internati nei lager nazisti.





Case popolari della Regione Lazio, proroga bando, 21 milioni

“In merito all’avviso pubblico regionale per 21 milioni di euro destinati a finanziare progetti di nuove case popolari da parte delle Ater e dei Comuni del Lazio, si precisa che la Direzione regionale competente ha ricevuto questa mattina il benestare del Ministero delle Infrastrutture per la proroga del bando. Pertanto, nei prossimi giorni, verrà pubblicato l’avviso di estensione dei termini di apertura del bando fino al prossimo 17 febbraio, in modo da consentire a tutte le amministrazioni locali interessate di partecipare con le proprie proposte”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio. “L’Amministrazione regionale ha pubblicato il bando rispettando i tempi previsti dal Cipe: si tratta infatti di fondi non spesi dai Comuni, che sono stati recuperati e assegnati alle regioni per sostenere il diritto all’abitare”.





Shoah, Regione Lazio: Leodori incontra Ruth Dureghello

 

Il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, ha incontrato la Presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, per illustrare le attività programmate dalla Regione in vista della Giornata della Memoria. Durante l’incontro è stato anche reso noto che in Consiglio regionale è stata depositata una mozione, a firma del consigliere Daniele Ognibene, per adottare una definizione comune di antisemitismo, in linea con quella dell’Alleanza Internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA) e con l’indicazione del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa. La mozione impegna il Presidente e la Giunta a “promuovere e sostenere la definizione di antisemitismo anche attraverso adeguate iniziative volte a prevenire e contrastare ogni forma di antisemitismo, la diffusione di propaganda ideologica basata sull’odio, sul razzismo e sull’intolleranza attraverso il web, sui media e predisponendo sistematiche campagne informative ed educative in ambito scolastico”. 





Due educatrici di una scuola materna di Formello arrestate per maltrattamenti

Due educatrici di una scuola dell’infanzia di Formello, alle porte di Roma, sono agli arresti domiciliari per maltrattamenti ai loro alunni: sono accusate di una serie di violenze, fisiche e psicologiche, schiaffi, urla e offese verbali, all’interno delle aule scolastiche, che hanno condizionato la vita dei bambini.

Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri di Roma della compagnia Cassia, che hanno eseguito un’ordinanza emessa, su richiesta della Procura di Tivoli – dal gip del locale Tribunale Aldo Morgni.

Le indagini sono state avviate dai carabinieri di Formello dopo le segnalazioni di alcuni genitori, visibilmente preoccupati per alcuni gravi eventi che avevano coinvolto i figli, tanto che alcune delle giovani vittime avevano replicato, nella loro quotidianità, insulti ed atteggiamenti visti a scuola. Alcuni di loro, inoltre, avevano paura di frequentare le lezioni, palesando il grande stato di stress cui erano stati sottoposti nel corso del tempo.

Le intercettazioni audio-video, autorizzate dal gip, hanno documentato in pochi giorni i metodi violenti e le punizioni esemplari verso i bambini. Le indagini sono state svolte in tempi rapidissimi per porre immediatamente fine ai maltrattamenti: la richiesta di applicazione della misura cautelare è stata esaminata (e accolta) dal Gip del Tribunale di Tivoli in tempi brevissimi.




Lo smog torna a soffocare Roma, nuovo allarme dalle rilevazioni delle centraline

 

Si riaffaccia l’emergenza smog a Roma. Dopo essere tornata alla normalità, in seguito ai divieti imposti dall’amministrazione Raggi – con molte polemiche – alla circolazione di tutti i diesel e allo stop totale del traffico nella “domenica ecologica” del 19 gennaio, complice l’alta pressione l’aria della Capitale peggiora di nuovo, con i Pm10 che tornano sopra i livelli massimi previsti dalla legge (50 microgrammi per metro cubo). 

Secondo l’Arpa Lazio, infatti, ieri sono stati superati i limiti di polveri sottili in 7 centraline sulle 11 che hanno monitorano la qualità dell’aria nella Capitale (sono 13 in totale a Roma: per altre 2 centraline, Fermi e Arenula, il dato di ieri è “non disponibile). In particolare gli sforamenti sono stati registrati nelle centraline di Preneste, Magna Grecia, Cinecittà, Bufalotta, Cipro, Tiburtina (il dato peggiore: 73 ug/m3) e Malagrotta. 

La situazione potrebbe però presto tornare nella norma, grazie alle piogge previste tra domani e domenica che dovrebbero “ripulire” l’aria della Capitale.





Medicina & Salute

SPECIALE MEDICINA E SALUTE

Tumore seno? Cure anche a casa. La rivoluzione parte da Napoli

 

Si chiamano Rita Maria e Marisa, hanno rispettivamente 55 e 59 anni, la prima è di Marano, l’altra di San Giuseppe Vesuviano. Saranno le prime due donne in Italia ad effettuare la terapia biologica antitumorale sottocutanea nel salotto di casa. In cura all’INT Pascale di Napoli per un tumore al seno, Rita Maria e Marisa, hanno già completato i cicli di chemioterapia e ora sono state selezionate insieme ad altre 100 donne per un progetto targato Pascale e Roche, destinato a rivoluzionare i percorsi della cura oncologica.

Per la prima volta in Italia, infatti, le donne con tumore alla mammella Her2 positivo potranno ricevere a domicilio, gratuitamente, il trattamento biologico sottocutaneo e in assoluta sicurezza visto che saranno assistite da un medico opportunamente addestrato. Si chiama “HERHOME” il programma voluto dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli e reso possibile grazie al supporto di Roche Italia. Un programma per rendere più confortevole la terapia biologica antitumorale alle donne già costrette ad affrontare un momento difficile e senza stravolgere la vita di un’intera famiglia che, molto spesso, fa completo affidamento proprio su quella donna.

“Siamo davvero molto orgogliosi di essere i primi in Italia a poter dare alle nostre pazienti questa opportunità – spiega Attilio Bianchi, direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli – . Il programma HerHome si inserisce perfettamente nell’obiettivo del Pascale di mettere a punto sempre più percorsi assistenziali che, pur mantenendo alta l’attenzione alla qualità e alla sicurezza, assicurino un’esperienza di cura più confortevole per i pazienti. Inoltre, favorisce il decongestionamento del Day Hospital dell’Istituto, sempre a vantaggio dei pazienti stessi. L’INT Pascale si conferma tra le più significative realtà sanitarie del Sud Italia in campo oncologico costituendo il Centro di riferimento regionale per la diagnosi e la cura delle patologie neoplastiche”.

 

Roma, equipe Regina Elena asporta tumore fegato a paziente 91enne

 Straordinario intervento all’Istituto Nazionale Regina Elena di Roma dove è stato asportato un tumore al fegato di 9×7 cm a un paziente di 91 anni e mezzo.

“Non erano presenti alternative terapeutiche per questo caso – illustra Gian Luca Grazi direttore di chirurgia epatobiliopancreatica dell’Istituto – in quanto le terapie percutanee e quelle endoarteriose, anche se disponibili nel nostro Istituto, non avrebbero garantito risultati terapeutici ottenuti. L’intervento è durato 3 ore e le condizioni del paziente sono apparse subito ottime. In letteratura sono riportati casi sporadici di interventi a questa età ma, visto l’allungamento della vita media, dovremo presto ampliare le casistiche di studio che in genere si fermano a 80 anni”.

È forte e gentile il signor Guido Portieri, proprio come la sua terra. Nato in un Comune aquilano nel luglio del 1928, ama tanto camminare, andare a funghi, raccogliere cicoria, allevare animali e coltivare l’orto con le sue mani perché “il sapore dei suoi pomodori è unico”. “Mia madre è vissuta 111 anni, – racconta – il fratello 107 e via a scendere in famiglia ma sempre intorno ai 100. Fino a luglio guidavo per andare ogni settimana al mio paese. Sto benissimo, leggo molto e nel quartiere mi conoscono tutti, al bar mi chiamano nonno. Non mi piacciono i saccenti così quando non mi va di discutere faccio finta che sono più sordo di quanto lo sia in realtà. Vorrei continuare a coltivare l’orto se i figli me lo permetteranno”.

Non ha esitato un attimo a farsi operare, anzi si, ma solo quando l’anestesista gli ha illustrato il consenso informato con i rischi insiti in qualsiasi intervento chirurgico. Ad agosto scorso il signor Guido aveva ricevuto la diagnosi di tumore maligno del fegato localizzato nella zona centrale, nelle adiacenze delle strutture principali glissoniane del fegato. Qualche consulto per capire se esistevano terapie mediche alternative all’intervento, qualche tentennamento da parte dei familiari ma alla fine ha deciso di farsi operare da Gian Luca Grazi, “indicatomi da molti come luminare”, che insieme al suo team ha asportato la massa tumorale di 9×7 centimetri di dimensioni. Il paziente il giorno dopo l’intervento si è alzato ed ha ripreso a mangiare, il ricovero è durato complessivamente meno di una settimana.

 





L’ottimismo di Salvini: “Da lunedì cambieranno molte cose”

 

Da lunedì penso che cambieranno molte cose, quando la Lega vincerà in Emilia-Romagna e in Calabria “cambieranno molte cose”. Anche perché dentro al governo “è un litigio continuo” e “non puoi andare contro corrente e il volere degli italiani troppo a lungo”. Ne è convinto il leader della Lega Matteo Salvini, a Bologna per l’ultimo giorno di campagna elettorale.

“Chi vince le elezioni lo decidono i cittadini – ha detto Salvini -. Io ho delle sensazioni straordinarie, sia in Emilia-Romagna che in Calabria. Da lunedì penso che cambieranno molte cose perché il Pd e Grillo raccoglierà nelle urne quello che ha seminato in questi mesi, ovverosia poco”. Poi “il governo deciderà se rimanere chiuso nel palazzo e attaccato alla poltrona o prendere atto del fatto che l’Italia chiede altro”.

“Fra ieri e oggi – ha proseguito – è un litigio continuo, Renzi contro Buonafede, Di Maio che si dimette, Zingaretti che preannuncia scioglimenti di partiti. A Roma i consiglieri dei Cinquestelle che votano contro la Raggi sui rifiuti e se ne vanno due parlamentari al giorno. Mi domando come un governo così messo possa aiutare l’Italia e gli italiani”.





Lavoratori delle Entrate verso un nuovo giorno di protesta

Una "massiccia e sentita partecipazione dei lavoratori delle Agenzie fiscali in occasione del Fisco-day", il blocco per due ore degli uffici che si è tenuto giovedì con assemblee in tutti i luoghi di lavoro, per rivendicare interventi su occupazione, salario e organizzazione, "il tempo ora è scaduto, tocca alla politica battere un colpo". A fare il resoconto della giornata di giovedì sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp, ricordando la manifestazione nazionale in programma il 6 febbraio a Roma davanti al Mef, insieme ad altre nelle maggiori città.

Nella tappa di ieri della protesta, affermano i sindacati, "le lavoratrici e i lavoratori dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli hanno voluto fare sentire con forza la loro voce affinché la ’vertenza fisco’ unitaria abbia positivi sbocchiIn tutti gli uffici sono state ribadite le richieste in merito alla copertura delle forti carenze di personale, alla sollecitazione sul salario accessorio 2018 e 2019, sul superamento dei tetti di spesa per il personale, sugli investimenti economico-finanziari necessari ad implementare un moderno modello organizzativo. In questa situazione sarà impossibile contrastare l’evasione fiscale e garantire equità e servizi adeguati ai cittadini ed alle imprese".

Tra le questioni affrontate nella assemblee, "i lavoratori - spiegano i sindacati - hanno contribuito al dibattito anche sulle questioni riguardanti il rinnovo del Ccnl, un moderno ordinamento professionale, gli intollerabili carichi di lavoro, la distorta applicazione dell’accordo sul telelavoro ed in generale sulle complessive condizioni di lavoro. Riteniamo, ancora una volta, di aver colto nel segno. Basta precarietà, basta ritardi, basta con l’inesistente attenzione della politica sulle drammatiche criticità riguardanti la macchina fiscale e le problematiche dei lavoratori in servizio. Il tempo è scaduto. Solo un primo ’assaggio’, al termine delle tante assemblee tenutesi anche nei giorni scorsi, cui seguirà la grande Manifestazione indetta per il prossimo 6 febbraio a Roma. Ora ’tocca’ alla politica battere un colpo", concludono.





Gualtieri (Tesoro): “Salvini dice tante cose ma quando governava…”

 

 “Salvini dice tante cose ma quando governava ha fatto un intervento spot sulle pensioni molto costoso, molto limitato. Quota 100 è stata fatta per 3 anni lasciando poi il ripristino della riforma Fornero con uno scalone altissimo“. Dire che è il governo ad alzare l’età pensionabile è “propaganda, siamo su livelli altissimi di bugie”. Cosi’ il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ad Agora’ su Raitre. Il taglio del cuneo “non è vero che è sperimentale, è strutturale, è il primo tassello di una riforma fiscale, vogliamo un fisco più giusto e più equo”, spiega Gualtieri ad Agorà. “Ci sono 100 euro netti per tutti fino a 28 mila euro” poi il bonus “scende gradualmente”, ricorda. “Da luglio le buste paga saranno più pesanti e lo saranno anche dopo, la misura è finanziata per più anni. C’è chi parla e chi fa i fatti, noi abbiamo fatto un fatto importante con le risorse della lotta all’evasione”. Le dimissioni di Di Maio “sono un fatto interno al M5s. Per il governo non cambia nulla. Ieri al cdm lui non c’era, ci siamo messaggiati: gli ho mandato un abbraccio affettuoso”. Poi Gualtieri boccia la proposta dei Sindacati sulle pensioni con un secco “non è concreta”. E per i ricchissimi, sempre che il Governo resti in piedi, potrebbero esserci nuovi regimi fiscali: Nella riforma fiscale “noi manterremo il principio della progressività delle imposte”. Qualcuno dovrà pagare un po’ di più? “Vedremo se ci sarà un tema sui redditi molto molto alti, come 500 mila euro”. Noi vogliamo un sistema piu’ semplice e piu’ equo e che riduca la pressione fiscale a partire dai redditi medio bassi. Ci sono tanti modi per farlo, il mio obiettivo e’ di arrivare a presentare un disegno di legge delega al Consiglio dei ministri di aprile”, ha concluso.





Breit, firmato dai vertici Ue il testo dell’accordo

 

I presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo, Ursula von der Leyen e Charles Michel, hanno firmato l’accordo di Brexit approvato dalla Gran Bretagna per consentire la ratifica da parte del Parlamento europeo, ha annunciato von der Leyen.

“Con Charles Michel abbiamo firmato l’accordo per l’uscita del Regno Unito, che apre la via per la ratifica da parte del Parlamento europeo”, ha annunciato su Twitter la presidente della Commissione.

“Oggi ho firmato l’accordo di uscita del Regno Unito insieme alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen – ha scritto dal canto suo Michel su Twitter – Le cose inevitabilmente cambieranno ma la nostra amicizia resterà.

Iniziamo un nuovo capitolo come partner e alleati. Non vedo l’ora di scrivere insieme questo nuovo capitolo”.





Il taglio del Cuneo sarà strutturale

 

Il taglio del cuneo fiscale sarà sperimentale per sei mesi quest’anno? "Non è vero. E’ una misura strutturale, che resterà e che anzi vogliamo rendere ancora più incisiva con la riforma fiscale. E’ un primo tassello di una riforma che punta a rendere il nostro fisco più equo, più giusto e a ridurre le tasse sul lavoro". Così risponde il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ad Agorà su Rai Tre: "Dal primo luglio le buste paga di milioni di italiani saranno più pesanti e continueranno ad esserlo anche dopo, perché la misura è finanziata anche negli anni successivi".  "Noi vogliamo un sistema più semplice e più equo e che riduca la pressione fiscale a partire dai redditi medio bassi. Ci sono tanti modi per farlo... Il mio obiettivo è di arrivare a presentare un disegno di legge delega al Consiglio dei ministri di aprile. Il principio della progressività delle imposte nella Costituzione è fondamentale. E quindi noi questo non lo toccheremo, non andremo nella direzione della flat tax", ha sottolineato. Gualtieri ha inoltre rimarcato che la "manovra riduce la pressione fiscale. Non ci sono tasse occulte".





Scuole, il Consiglio di Stato dice sì ai pasti portati da casa

Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui una scuola di Torino, l’Istituto Tommaseo, aveva di fatto escluso dal refettorio i bambini che pranzavano con un pasto confezionato a casa. I giudici amministrativi hanno accolto l’istanza cautelare di alcune famiglie. La direzione scolastica dovrà ora mettere a punto un nuovo provvedimento e tener nel giusto conto quanto deliberato dai giudici.  Nello specifico il Consiglio di Stato ha indicato che l’Istituto scolastico dovrà riprovvedere "valutando in concreto ogni possibile soluzione organizzativa al fine di acconsentire al consumo del pasto da casa da parte dei richiedenti". I bambini, come hanno spiegato le famiglie assistite dagli avvocati Giorgio e Riccardo Vecchione, erano costretti a restare in classe o ad allontanarsi da scuola. I giudici hanno preso atto che la Tommaseo ha documentato delle "difficoltà organizzative" ma hanno sottolineato che il suo provvedimento "trascura di prendere in considerazione l’eventualita’ di ricavare altri spazi per il consumo da casa" perché si tratta solo di "distribuire diversamente lo spazio, se nel caso e ove concretamente possibile, dello stesso locale adibito attualmente a refettorio".

 

 





Derby tra Roma e Lazio, misure straordinarie di prevenzione

Derby tra Roma e Lazio, misure straordinarie di prevenzione

 

 

Il vicario della Questura di Roma, Rossella Matarazzo, durante il tavolo tecnico che si è tenuto nella serata di venerdì, ha illustrato le misure di sicurezza per il derby Roma-Lazio che si disputerà alla stadio Olimpico domenica 26 gennaio, alle ore 18. Previsto il pubblico delle grandi occasioni, con una stima di 60 mila spettatori. L’impianto sarà aperto al pubblico dalle ore 15.30, ma è prevista un’apertura anticipata in caso di un forte afflusso dei tifosi. 

I supporter delle squadre sono invitati ad arrivare allo stadio secondo le direttrici tradizionali: Ponte Milvio per i laziali e Ponte Duca D’Aosta/Ponte della Musica per i romanisti. Previsto, 5 ore prima dell’evento, lo sgombero dei veicoli in sosta nel quadrilatero compreso tra lo stadio, lungotevere M.llo Diaz, via Antonino di San Giuliano e via Macchia della Farnesina. 

Da 3 ore prima dell’inizio dell’incontro e sino a 2 ore dopo il termine dello stesso, nella zona dello stadio e nelle vie limitrofe, è vietata la vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie o contenitori di vetro, ad eccezione di generi alimentari di prima necessità esclusivamente in vetro, agli esercizi commerciali (alimentari bar pizzerie ristoranti ecc.). E’ vietato inoltre il trasporto di bottiglie e contenitori di vetro, ad eccezione di quelli contenenti generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro. 

Per il controllo dell’applicazione dell’ordinanza “anti vetro”, nonché per contrastare i fenomeni del bagarinaggio, dei parcheggiatori e venditori abusivi, è presente una task force composta da Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale Roma Capitale, coordinata dal dirigente della Divisione Polizia Amministrativa della Questura. 

Il coordinamento sarà curato dal Centro per la gestione della sicurezza dell’evento, appositamente istituito presso la sala operativa della Questura, composto, oltreché dalle Forze dell’Ordine, anche dai responsabili dell’ATAC e del 118. 





Conte avverte il Centrodestra: “Le Regionali non riguardano la sopravvivenza del Governo”

 

Le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria “non riguardano la sopravvivenza al governo, non riguardano la mia sopravvivenza, spero di sopravvivere oltre domenica…”. Sono le parole pronunciate dal premier Giuseppe Conte in un punto stampa ad Assisi.

“Non c’è un voto sul governo, possiamo dare sicuramente tante letture politiche ma è improprio pensare che la votazione delle comunità emiliano romagnola e calabrese possa essere una votazione sull’azione di governo”, ha concluso.





Il Corona Virus non è partito dai serpenti. Il professor Ippolito (Spallanzani): “Per svilupparlo servono mammiferi non rettili”

“La trasmissione” del corona virus cinese all’uomo “dai serpenti è stata sconfessata”. Cosi Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani nel corso dell’incontro con la stampa al termine di una riunione operativa per la gestione di eventuali casi a Roma e nel Lazio con sospetta patologia da coronavirus. “Vorrei dire che i serpenti sono rettili e questo virus ha bisogno di mammiferi”, ha precisato l’esperto.(Nella foto spiedini in uno dei tanti mercati cinesi)





Per l’omicidio di Luca Sacchi arriva il giudizio immediato per tutti i presunti colpevoli, diretti e non, compresa la fidanzata Anastasia

La Procura di Roma ha ottenuto il giudizio immediato per i sei indagati nell’inchiesta sull’omicidio del giovane personal trainer Luca Sacchi. A giudizio andranno i due autori materiali dell’aggressione, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, ma anche Anastasia Klymenyk, fidanzata di Luca, e Giovanni Princi. Il Princi ed Anastasia sono accusati di tentato acquisto di stupefacente, mentre altri due indagati, Marcello De Propis e il padre Armando dovranno rispondere il primo di concorso in omicidio ed il secondo di detenzione di droga. Poi c’è l’accusa di rapina e riguarda  i soldi contenuti nella zaino di Anastasia. Per questo episodio sono chiamati in causa Valerio Del Grosso (accusato di aver sparato) e il complice Paolo Pirino, più Marcello De Propris, che consegnò l’arma. A Del Grosso e Pirino è contestata anche la detenzione della mazza da baseball usata per aggredire Luca Sacchi e la fidanzata.





La paura del corona virus e l’influenza nostrana mettono quasi al tappeto i Pronto Soccorso della Capitale

 

 

Tra l’influenza nostrana e la paura di aver contratto il virus cinese, gli ospedali della Capitale sono a un passo dal collasso. Solo nella giornata di giovedì 23 gennaio 2020, e la stessa cosa si è ripetuta con numeri analoghi anche oggi,  l’affluenza raggiungeva cifre elevatissime in tutti i maggiori ospedali della Capitale. Il Policlinico di Tor Vergata (nella foto) aveva 108 pazienti contemporaneamente, il Policlinico Casilino 120 e l’Umberto I 115, di cui 55 aspettavano un ricovero. Il grande problema è che, una volta che il medico stabilisce il ricovero, non sa dove portare il paziente e dunque uno su due rimane in attesa su una barella. Tenendo conto di altri ospedali è emerso che al Sant’Andrea le persone presenti erano 82 mentre al Sant’Eugenio 92, di cui oltre la metà aspettava una visita. Nella sala dell’ospedale San Camillo vi erano poi 99 pazienti. Di questi solo 8 attendevano di essere visitati ma ben 39 aspettavano il ricovero.