Cinema Palazzo, scambio di proprietà per trovare una soluzione?

 

“La proprietà ha incontrato la presidente” del Municipio II di Roma, “Francesca Del Bello, una, due o tre volte. Una volta anche in mia presenza. È uscito fuori un discorso di scambio di beni. Anche se hanno immobili che valgono di più del cinema Palazzo, che vuoto è quotato intorno ai 2,5-3 milioni di euro, la proprietà è disposta a dare anche la differenza al Comune di Roma e lasciare il cinema Palazzo”.

Oltre alle vie legali, sul piatto ci sono delle proposte: la più corposa riguarderebbe dei contatti con il Comune di Roma per uno scambio di beni che potrebbe consegnare al Campidoglio le chiavi dello stabile di San Lorenzo. “C’era stata una proposta anche di tipo economico da parte del comune di Roma- conferma il custode giudiziario dell’ex Cinema Palazzo- Da quello che mi è stato riferito dalla proprietà non c’è stata una proposta scritta, ma si ventilava un’offerta all’incirca intorno al milione di euro per il cinema Palazzo, così com’è nello stato attuale: una struttura che ha bisogno comunque di molti lavori all’interno perché sicuramente non è stata trattata bene”. “Parlando con la proprietà, con la quale ho un rapporto fiduciario, un po’ di tempo fa dissi loro che potevamo rivolgerci anche alla cultura per fare lì un nuovo teatro, come già accaduto in altri cinema che sono stati riabilitati”, spiega Di Battista, che rispondendo a una domanda su quali soluzioni la proprietà stesse cercando per agevolare la liberazione dello stabile, aggiunge: “Abbiamo avuto qualche proposta da alcuni personaggi della cultura italiana, e qui non faccio nomi. Sì- conferma il custode giudiziario- io personalmente le ho ricevute, perché, purtroppo o per fortuna, conosco un sacco di persone”. Alla domanda “Vuole dirci di chi si parla?”, la risposta è stata: “Assolutamente no. Non mi comporto come si comportano gli altri. Non sono un politico, sono solo una persona che vuole risolvere un problema ormai indecoroso a tutti gli effetti”. “Gli occupanti o le persone che frequentano quel luogo sono a contatto con l’amianto. Parliamo della copertura, non hanno un contatto fisico. Quelli che subiscono il maggior danno sono i 150 inquilini, perché sopra il cinema Palazzo ci sono tre condomini che si affacciano all’interno del cinema. Durante l’ultima riunione condominiale è venuto fuori che la proprietà deve rimuoverlo, ma non possiamo entrare. Non riusciamo a rimuoverlo. È un po’ il cane che si morde la coda”, racconta Di Battista,.

“L’intera copertura scorrevole del Cinema Palazzo, perché ai tempi c’era una traslazione del tetto per far uscire i fumi, è di circa 160 metri quadrati ed è di amianto. Materiale che ormai si trova in stato di deterioramento ed è anche rotto. Io l’ho fotografato e ho messo a conoscenza le autorità della situazione, mentre i condomini o le persone che vivono lì dicono che l’amianto non c’è, ma in realtà sta lì”, ha concluso Di Battista.





125 lavoratori rischiano il lavoro a Lazio Ambiente

Senza stipendio  e nessuna prospettiva per il mantenimento dei livelli occupazionali. È bufera a Lazio Ambiente, dove tutte le trattative dei sindacati sembrano cadute nel vuoto con il risultato di una crisi che rischia di far sprofondare nel baratro 129 famiglie. I sindacati annunciano che “che con assoluta certezza a far data dal 28/02/2020 non saranno pagati gli stipendi dei 129 dipendenti”. “Ad oggi – si legge in una lettera – non esiste un piano di ricollocamento del personale nonostante gli impegni ripetutamente assunti dal Presidente Zingaretti in persona, dagli Assessori Regionali e degli Amministratori locali e vari galoppini. Al Presidente “smemorato” ricordiamo le Sue parole nel lontano settembre 2017 dove assicurava ai propri dipendenti la continuità lavorativa, gli stipendi e soprattutto la dignità derivante da un lavoro. A distanza di anni non ci sono soluzioni degne – aggiungono – di questo nome se non l’ennesima provocazione di ammortizzatori sociali. I lavoratori hanno già pagato a caro prezzo le false promesse, l’incompetenza e l’incapacità di questa Amministrazione  Regionale, non dimenticando la complicità delle varie amministrazioni loc ali, che non poco hanno contribuito al fallimento di questa società.I lavoratori  non intendono più subire in alcun modo i danni di scelte politiche per la cui soluzione servono esclusivamente: la volontà politica, idee chiare e rispetto del diritto al lavoro”. La crisi di Lazio Ambiente sarà al centro di due audizioni alal Péisana alla presenza dei sindaci dei Comuni di Colleferro, Labico, Segni, Gavignano, Carpineto, Gorga, Valmontone e Artena e di Daniele Fortini, presidente del consiglio di amministrazione di Lazio Ambiente Spa.





Screening Oftalmologico neonatale per prevenire possibili alterazioni congenite

 

La Regione Lazio con un decreto del commissario ad acta ha approvato il documento di indirizzo per lo Screening Oftalmologico Neonatale Universale e ha individuato la Rete regionale dei Servizi. La finalita’ del programma di screening e’ quella di favorire l’identificazione precoce e la presa in carico dei neonati con alterazioni congenite dell’apparato visivo con particolare riferimento alla cataratta congenita.
“I difetti oculari congeniti oltre a determinare un danno specifico alla funzione visiva, influenzano negativamente lo sviluppo delle capacita’ e dei normali percorsi di apprendimento del bambino. Una diagnosi precoce aiuta a migliorare i processi di cura e attraverso lo Screening Oftalmologico Neonatale- spiega l’assessore alla Sanita’ e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato- come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms), possiamo riconoscere patologie che potenzialmente possono mettere in pericolo la visione e, in alcuni casi, la vita”. Nello specifico nei Punti Nascita del Lazio verra’ garantito a tutti, in maniera uniforme ed omogenea, i neonati l’esecuzione di un test di screening oftalmologico ospedaliero (test primo livello) prima della dimissione, in caso di positivita’ al test del riflesso rosso, confermata da uno specialista oculista, verra’ garantita entro le prime 4 settimane di vita, una valutazione oculistica (test secondo livello) presso un Centro di secondo livello per la conferma diagnostica e la presa in carico dei bambini a rischio di ipovisione e cecita’.
La rete dei servizi inseriti nel programma di screening oftalmologico neonatale: Primo livello di screening: Policlinico Umberto I (Asl Roma 1), Policlinico A. Gemelli (Asl Roma 1), San Giovanni – Addolorata (Asl Roma 1), San Filippo Neri (Asl Roma 1), P.O. Santo Spirito (Asl Roma 1), San Giovanni Calibita – FBF
(Asl Roma 1), San Pietro – FBF (Asl Roma 1), Santa Famiglia (Asl Roma 1), Cristo Re (Asl Roma 1), Quisisana (Asl Roma 1), Villa Mafalda (Asl Roma 1), Villa Margherita (Asl Roma 1), Mater Dei (Asl Roma 1), Santa Maria di Leuca (Asl Roma 1), Sant’Eugenio (Asl Roma 2), Policlinico Casilino (Asl Roma 2), Sandro Pertini (Asl Roma 2), Fabia Mater (Asl Roma 2), Madre G.Vannini – F. di S. C. (Asl Roma 2), G. B. Grassi (Asl Roma 3), San Camillo-Forlanini (Asl Roma 3), Villa Pia (Asl Roma 3), Citta’ di Roma (Asl Roma 3), Civitavecchia San Paolo (Asl Roma 4), Tivoli San G. Evangelista (Asl Roma 5), Palestrina C.
Bernardini (Asl Roma 5), Ariccia Ospedale dei Castelli (Asl Roma 6), Anzio P.O. Anzio-Nettuno (Asl Roma 6), Velletri P. Colombo (Asl Roma 6), Belcolle (Asl Viterbo), San Camillo De Lellis (Asl Rieti), S. M. Goretti (Asl Latina), Fondi P.O. (Asl Latina), Formia P.O. (Asl Latina), Citta’ di Aprilia (Asl Latina), Fabrizio Spaziani (Asl Frosinone), Sora Santissima Trinita’ (Asl Frosinone), Cassino Santa Scolastica (Asl Frosinone) e Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’.
Secondo livello di screening: Policlinico A. Gemelli (Asl Roma 1), Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ e Dipartimento di Oftalmologia (Asl Roma 1).





Taglio del cuneo Fiscale, nel Lazio festeggeranno in 1,5 mln. I numeri della Cgil

 

“Saranno poco meno di 1.5 milioni i contribuenti del Lazio che beneficeranno del taglio della pressione fiscale concordata dal Governo con CGIL CISL UIL. Questo è un risultato importante, ma deve essere il primo passo di una più complessiva riforma fiscale imperniata sulla progressività e che promuova lo sviluppo”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. 

“Nella nostra regione – continua la nota – il 70% dei lavoratori dipendenti beneficerà del taglio delle imposte per i lavoratori dipendenti. In particolare nel Lazio quasi 450mila lavoratori della fascia tra 26mila e 40mila euro si aggiungeranno ai 1050000 percettori del bonus  di 80 euro. 

Ora ci aspettiamo che lo stesso percorso venga avviato con il confronto con i sindacati anche dagli enti locali del territorio. 

Roma rimane infatti una delle citta’ italiane dove si pagano piu’ tasse e sono tantissimi i comuni di tutte le province laziali dove negli ultimi anni sono state aumentate le addizionali comunali. Nel Lazio inoltre le addizionali Irpef sono tra le piu’ alte.

Serve un’azione delle amministrazioni locali per diminuire la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti, per dare una risposta anche ai pensionati che nella nostra regione sono oltre 1 milione e mezzo e sono esclusi dalla norma nazionale. Un’ingiustizia che va sanata a livello nazionale ma che dovrà trovare risposte anche nel territorio”.





Ripristinata la targa per Giorgio Welby

 

 “Oggi in tarda mattinata mi è stata recapitata l’e-mail dal gabinetto della Presidenza del VII Municipio che mi comunicava il ripristino della targa di Piergiorgio Welby nella giornata di ieri, 23 gennaio”. Così afferma in un post su Facebook la signora Mina Welby. “La notizia mi ha riempito di grande gioia – aggiunge – Grazie alla Sindaca Virgina Raggi e a Monica Lozzi, Presidente del mio Municipio, con riconoscenza per la loro vicinanza e sensibilità al momento del misfatto e la loro pronta presa in carico di rimarginare una ferita non solo a me, all’Associazione Luca Coscioni, ma anche, ancor di più, alla cittadinanza tutta. Grazie davvero!”.





Lavori per nuova Stazione FS Pigneto, minirivoluzione nella mobilità del quartiere

Avanza il cantiere per la realizzazione del nodo ferroviario Pigneto.

Le modifiche alla viabilità pubblica e privata della zona sono iniziate lo scorso 16 gennaio e resteranno in vigore fino a cessate esigenze.

 

I cambiamenti saranno attuati in tre macro fasi:

 

- fase 1  dal 16 gennaio doppio senso di circolazione su via l’Aquila;

 

- fase 2  dal 23 gennaio inversione del senso unico su circonvallazione Casilina est (lato stazione metro “C” Pigneto), da via Prenestina a via Casilina;

 

- fase 3  dal 30 gennaio chiusura al traffico di parte della circonvallazione Casilina Ovest, inversione del senso unico su via Casilina in direzione Centro tra circonvallazione Casilina e ponte Casilino, circolazione “all’inglese” (ossia con sensi di marcia invertiti rispetto ad oggi) separata da spartitraffico tra la circonvallazione Casilina e largo Galeazzo Alessi.

 

Dal 30 gennaio, per la viabilità privata gli itinerari alternativi saranno:

 

- in arrivo da piazza Lodi verso via Prenestina/direzione GRA giunti a ponte Casilino, si potrà proseguire verso piazza del Pigneto su via l’Aquila, diventata a doppio senso, fino ad immettersi su via Prenestina;

 

- per raggiungere via Casilina/direzione GRA: giunti a ponte Casilino, si potrà proseguire verso piazza del Pigneto e su via l’Aquila, diventata a doppio senso, fino ad immettersi su via Prenestina/direzione GRA. Successivamente si potrà svoltare a destra su circonvallazione Casilina Est quindi svoltare a sinistra per immettersi su via Casilina in direzione GRA (circolazione all’inglese fino a largo Alessi);

 

- per raggiungere via Casilina/direzione Centro tra circonvallazione Casilina e ponte Casilino si potrà proseguire verso piazza del Pigneto e su via l’Aquila, diventata a doppio senso, fino ad immettersi su via Prenestina/dir GRA. Successivamente si potrà svoltare a destra su circonvallazione Casilina Est quindi svoltare ancora a destra per via Casilina in direzione ponte Casilino (nuovo senso unico da circonvallazione Casilina Ovest fino a ponte Casilino);

 

- da piazzale Labicano per raggiungere via Casilina/direzione GRA si potrà proseguire su via Prenestina, direzione GRA, svoltare a destra su circonvallazione Casilina Est e quindi svoltare a sinistra per immettersi su via Casilina in direzione GRA (circolazione all’inglese fino a largo Alessi);

 

- per raggiungere via Casilina/direzione Centro tra circonvallazione Casilina e ponte Casilino si potrà svoltare a destra su circonvallazione Casilina Est, quindi svoltare a destra per immettersi su via Casilina in direzione ponte Casilino, nuovo senso unico da circonvallazione Casilina Ovest fino a ponte Casilino;

 

da via Prenestina (provenienza GRA)

- da via Prenestina per raggiungere via Casilina/direzione GRA si potrà svoltare su via l’Aquila e quindi a destra su piazzale Prenestino e quindi nuovamente a destra su via Prenestina (direzione GRA), quindi di nuovo a destra su circonvallazione Casilina Est. Poi si potrà svoltare a sinistra per immettersi su via Casilina in direzione GRA (circolazione all’inglese fino a largo Alessi);

 

- per raggiungere via Casilina/direzione Centro tra circonvallazione Casilina e ponte Casilino si potrà svoltare su via l’Aquila poi a destra su piazzale Prenestino, su via Prenestina (dir GRA) e su circonvallazione Casilina Est. DA VIA CASILINA (provenienza GRA)

 

- da via Casilina - per raggiungere piazza Lodi  si potrà proseguire su via Casilina fino a ponte Casilino (nuovo senso unico da circonvallazione Casilina Est fino a Ponte Casilino), svoltare a sinistra verso via Gallarate in direzione piazza Lodi;

 

- per raggiungere piazza del Pigneto si potrà proseguire su via Casilina fino a ponte Casilino (nuovo senso unico da circonvallazione Casilina Ovest fino a ponte Casilino) poi svoltare a destra in piazza del Pigneto;

 

- per raggiungere via Prenestina si potrà proseguire su via Casilina fino a Ponte Casilino (nuovo senso unico da circonvallazione Casilina Ovest fino a ponte Casilino), svoltare a destra in piazza del Pigneto e via l’Aquila, diventata a doppio senso di marcia, fino ad immettersi su via Prenestina in direzione GRA (per la direzione Centro si dovrà invertire la marcia all’altezza di via Alberto da Giussano).

 

Sul versante del trasporto pubblico, dal 30 gennaio, cambieranno percorso le linee di bus 50, 81, 105, 412, nMc, n11.

 

La linea 50 in arrivo dalla stazione Termini, giunta a ponte Casilino, proseguirà su via L’Aquila, circonvallazione Casilina-lato Est, con fermata alla stazione Metro C Pigneto e via Casilina, direzione ponte Casilino.

 

La linea 81 modificherà il percorso solo in direzione del capolinea Malatesta. Da ponte Casilino a via Prenestina percorrerà via l’Aquila dove effettuerà la fermata. Disattivate le paline su circonvallazione Casilina.

 

La linea 412 sarà modificata solo in direzione del capolinea di via Olevano Romano.

Da ponte Casilino a via Prenestina percorrerà via L’Aquila. Le fermate su circonvallazione Casilina saranno disattivate.

 

La linea 105, in direzione stazione Termini, percorrerà via Casilina fino a Ponte Casilino abbandonando il percorso e le fermate su circonvallazione Casilina e via l’Aquila. Provenendo da Termini, da ponte Casilino proseguirà su via l’Aquila e circonvallazione Casilina Est poi normale percorso su via Casilina in direzione Parco di Centocelle.

 

La linea nMc sarà modificata solo in direzione di Montecompatri Pantano. Da ponte Casilino a via Prenestina percorrerà via l’Aquila dove effettuerà fermata. Le paline su circonvallazione Casilina saranno disattivate.

 

La linea n11 tra ponte Casilino e largo Galeazzo Alessi effettuerà lo stesso percorso modificato della 105.

 





Via Tiburtina, gravissimo incidente tra un bus e una vettura. Due vittime

 

 

E’ di due morti il bilancio di un incidente stradale tra un’autovettura e un autobus del trasporto pubblico, avvenuto alle prime luci di sabato sulla via Tiburtina all’altezza di Tivoli (RM). Le vittime sono due ragazzi che si trovavano a bordo dell’auto. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco, operatori del 118 e polizia stradale. Sono in corso i rilievi per capire la dinamica dell’incidente.





Roma, smog: da oggi al 27 gennaio stop ai veicoli più inquinanti

 

“Considerato il persistere di elevati livelli di inquinamento da PM10, rilevati dal monitoraggio della rete urbana”, il Campidoglio ha disposto “la limitazione della circolazione veicolare privata nelle giornate del 25 e 26 gennaio nella Z.T.L. Fascia Verde dalle ore 7.30 alle ore 20.30, per: – Ciclomotori e Motoveicoli Euro 0 ed Euro 1 – Autoveicoli Benzina Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 – Autoveicoli Diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Il 27 gennaio, invece, è stata disposta la limitazione della circolazione veicolare privata (oltre ai divieti già previsti dalla D.C.S. n. 4/2015) nella Z.T.L. “Fascia Verde” dalle ore 7.30 alle ore 20.30, per: – Ciclomotori e Motoveicoli Euro 0 ed Euro 1 – Autoveicoli Benzina Euro 2.  Si evidenzia che l’Ordinanza sindacale prevede misure di contenimento anche per gli impianti termici sull’intero territorio comunale, per le cui specifiche si rimanda alla consultazione dell’Ordinanza stessa. Per ulteriori informazioni: https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS515929″.

 





Omicidio Sacchi, Anastasiya al fidanzato: “Ti sembro dottor Jekyll e mr Hyde?”

 

“Ti sembro Dottor Jekyll e Mr Hyde?”. Così si chiede Anastasia Kylemnyk in una chat WhatsApp del 15 settembre scorso con il suo fidanzato Luca Sacchi, ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso davanti al John Cabot, pub in zona Appio, nella Capitale. La conversazione è stata posta agli atti dagli inquirenti che hanno chiesto ed ottenuto il giudizio immediato per 6 persone in relazione al delitto. 

“Una cifra ca… Sembra che giochi con i miei sentimenti. Mi stai facendo stare male”, rispondeva il giovane personal trainer alla domanda della fidanzata, nel corso di una conversazione incentrata sulla mamma di Luca. Poco prima, infatti, Anastasia aveva scritto al fidanzato: “Tu starai sempre dalla parte di tua madre e mai dalla mia, giusto? Se ti dice ‘scegli me o lei, tu dirai mammina, vero?’ Sono seria”. 

E Luca rispondeva: “La aiuterò. Non vuol dire stare dalla sua parte”. E Anastasia insisteva ancora: “Lei o me?”. E alla fine della discussione il personal trainer si lamentava: “Sento solo dei discorsi stupidi”.





La Uil: “Web Tax europea per un fisco più giusto. Bene Gentiloni”

 

La UIL apprezza le parole pronunciate dal Commissario Ue Paolo Gentiloni sulla Web Tax.

 

In Europa si deve definire una politica fiscale integrata e coordinata, introducendo un nuovo sistema di tassazione che faccia leva su una base imponibile comune tra gli Stati.

 

È  doveroso realizzare una Web Tax europea, per garantire un fisco equo e giusto.

 

Tutto ciò consentirebbe il superamento del dumping fiscale tra i Paesi membri, contrastando fenomeni di evasione ed elusione fiscale.

 

L’obiettivo deve essere quello di coordinare le politiche fiscali dei Paesi Ue, istituendo un’agenzia fiscale europea in grado di contrastare i fenomeni di evasione fiscale, affrontando le complesse dinamiche dell’economia globale.





Furlan (Cisl): “Modello Genova per sbloccare le grandi opere”

"E’ urgente sbloccare e accelerare immediatamente i cantieri delle infrastrutture fermi. Il modello Genova con la nomina di un commissario puo’ essere utile per lo sblocco delle infrastrutture in Italia". Ad affermarlo è la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a Firenze, al centro studi della Cisl, in occasione della tavola rotonda ’Infrastrutture: per lo sviluppo e la crescita del Paese" cui sono intervenuti la ministra dei Trasporti De Micheli, i Presidenti delle regioni Toscana e Sicilia, Enrico Rossi e Nello Musumeci, il sindaco di Genova Marco Bucci, il presidente dell’Ance Gabriele Buia e Ennio Cascetta, “Università Federico II di Napoli”.   "Dobbiamo assolutamente accelerare i tempi di realizzazione delle infrastrutture- ha aggiunto - e soprattutto dobbiamo decidere, finalmente in questo Paese, dopo tanti, tanti blocchi, di spendere circa 130 miliardi gia’ stanziati su progetti cantierabili che, non si capisce perche’, non riescono ad essere sbloccati". La leader della Cisl ricorda che "sono in gioco 5-6 mila posti di lavoro, in un Paese che e’ cambiato, dove fortunatamente e’ aumentato il turismo e soprattutto nel quale fortunatamente e’ migliorata moltissimo la nostra capacita’ di esportazione. L’’intervento e’ urgente - sottolinea - non possiamo piu’ tollerare che in un Paese che ha cosi’ bisogno di investire sul futuro, si continui a tenere fermi, bloccati, in modo inspiegabile, oltre 130 miliardi. Il modello Genova ha funzionato osserva  "perche’ la scelta commissariale ha accelerato sicuramente i tempi. Meno male che e’ stato cosi’, perche’ il Paese non avrebbe sopportato i tempi biblici per realizzare un’opera infrastrutturale". “Ero una giovane sindacalista di Genova quando trent’anni fa si discuteva della Gronda" ha detto la Segretaria generale della Cisl. "Sono passati tanti anni ed ancora questa opera non è stata realizzata. E questo vale per centinaia di altre opere pubbliche nel nostro paese per le quali non possiamo permetterci  più di non decidere. Lo sblocca cantieri non ha sbloccato proprio nulla, anzi, ha moltiplicato la catena dei sub appalti con il rischio di infiltrazioni della criminalità e meno garanzia sulla sicurezza”, ha aggiunto. “Sono importanti gli appelli che sono venuti oggi a Firenze da tutte le parti istituzionali e sociali di riscrivere le regole per velocizzare i tempi della costruzione delle opere pubbliche. Ma lo snellimento dei tempi, che significa sicuramente assunzione di responsabilità, non può diventare meno rispetto delle regole e meno sicurezza sul lavoro. Questi sono elementi che per la Cisl devono rimanere”. Per la Furlan “la condivisione degli obiettivi è un buon modo per fare le cose. Coinvolgere la popolazione nelle scelte è sempre un fatto positivo. Ma poi bisogna decidere, non tenere bloccate le cose.  Alla domanda se ci sia sempre bisogno di un commissario: "In casi eccezionali- risponde- c’e’ davvero bisogno della figura del commissario, questo serve ad accelerare pastoie burocratiche, tempi davvero insostenibili nella realizzazione delle opere" ma "dobbiamo creare le condizioni, perche’ la velocita’ del commissariamento nella realizzazione dell’opera, diventi poi ordinarieta’, non possiamo accettare tempi talmente lunghi nella realizzazione delle opere che mettono a rischio poi il fatto che l’opera continui a servire". E  ricorda che "i costi delle infrastrutture strategiche prioritarie ammontano a circa 180 miliardi, di cui sono gia’ disponibili 130 miliardi. In particolare, la percentuale di copertura rispetto al costo dell’intervento e’ al 100% per i porti, al 95,8% per gli aeroporti, all’89,2% per le citta’ metropolitane, al 74,5% per autostrade e strade statali, al 48,7% per le ferrovie nazionali inclusa la Torino-Lione che e’ quella che pesa di piu’ in assoluto per 92,5 miliardi".  Per Furlan "vanno dunque affrontati" dunque "i veri nodi dei ritardi, che richiedono fino a 3 anni per le opere inferiori ai 100mila euro e quasi 16 anni per i grandi progetti di valore superiore ai 100 milioni. L’effetto dell’avvio e dello sblocco dei cantieri genererebbe un contributo di oltre 2 punti al Pil annuale per 10 anni". "Non si può stare contemporaneamente con chi costruisce la Tav e con chi tira le pietre fuori dal cantiere. Ci vuole un momento di decisione serio e concreto su cosa è prioritario per il paese ed un bene per la comunità. Lo snellimento dei tempi negli appalti significa assunzione di responsabilità, ma non può diventare meno rispetto delle regole, né meno sicurezza sul lavoro" sottolinea concludendo i lavori della Tavola Rotonda. .  Circa le le prossime elezioni in Emilia Romagna, Furlan a margine dell’iniziativa ha tenuto a sottolineare: "Aldilà di quello che sarà il risultato ciò che è certo è che il bisogno degli italiani e delle italiane che Cgil, Cisl e Uil hanno espresso unitariamente nella piattaforma più di un anno fa ci sono ancora tutti. Quindi mi auguro davvero che si continui con il confronto ma che siano confronti dove alla fine le scelte si fanno".  Quanto all’incontro di lunedì prossimo con il governo sulle pensioni,: "Mi auguro  - ha detto - che finalmente ci sia un confronto molto serio, che parta da dati di fatto e soprattutto dai bisogni del nostro Paese e del bisogno di lavoro delle donne e degli uomini". Furlan auspica che si riesca a "costruire una pensione di garanzia per i nostri giovani che, di precariato in precariato, iniziano davvero ad avere prospettiva di essere futuri anziani poveri, e noi questo non lo accettiamo; di riconoscere un anno di contributi per figlio per le donne lavoratrici, perché la maternità è un bene sociale, complessivo di una comunità, non solo individuale; creare in modo strutturale l’Ape sociale, individuando la gravosità per ogni professione, creando condizioni di separazione tra assistenza e previdenza, e poi, finalmente, aumentando le pensioni dei nostri anziani, da anni bloccate".  





Conad, oltre 800 dipendenti con il benservito. Formalizzata la procedura di licenziamento

 

Conad formalizza la procedura di licenziamento per 817 dipendenti in varie sedi e annuncia che entro giugno 2020 tutta la vertenza si dovrà concludere. "Questa procedura di mobilità, che non è una sorpresa, rappresenta l’inizio della fine di Auchan e Sma - scrive in una nota la Filcams Cgil e pubblicata su Rassegna.it -. Margherita Distribuzione, la nuova denominazione sociale che ha unito tutte le ex società della multinazionale francese sotto il controllo della Bdc del finanziere Mincione e del consorzio Conad, non arriverà al 2021, anzi probabilmente entro giugno 2020 tutto dovrà concludersi".

In pratica, secondo il sindacato, Conad "si sta scegliendo, per interessi commerciali o immobiliari, la parte di rete vendita che preferisce, il resto è sul mercato e se non trova a breve acquirenti verrà abbandonato. Ai lavoratori in esubero - continua la Filcams Cgil - l’unica strada che offre l’impresa è un incentivo al licenziamento o un percorso di outplacment".

Ai 817 dipendenti messi alla porta, vanno aggiunti, poi, ricorda ancora il sindacato, i lavoratori della logistica e dei servizi, sia diretti che in appalto. "Lavoratori che l’impresa sta trattando come fantasmi e che potrebbero essere almeno altri 500 da nord a sud - spiega la Filcams - Perché se la testa dell’impresa viene meno anche per questi lavoratori il destino rischia di essere segnato".

Inoltre, ricorda sempre il sindacato, ci sono ancora molti punti vendita fuori dal perimetro di interesse di Conad e deve ancora essere avviata la riorganizzazione degli Ipermercati, il tutto in attesa dell’esito delle procedure con l’antitrust. Ieri intanto si è concluso il passaggio di ramo d’azienda dei sei punti vendita verso Esselunga, "i lavoratori coinvolti sono gli unici che in tutta questa vertenza esultano", sottolinea la Filcams.

“L’annuncio dello svuotamento delle sedi, oltre a mettere nel panico 817 persone, esplicita che la vertenza precipiterà velocemente”, dichiara Alessio Di Labio, segretario nazionale della Filcams Cgil. “Su questo anche il ministero dello Sviluppo Economico e il ministero del Lavoro dovranno finalmente responsabilizzarsi e avere un ruolo attivo e non di semplici spettatori”.





Vitamina Day per combattere l’influenza promosso dalla Coldiretti

Un Vitamina Day per combattere l’influenza promosso dalla Coldiretti

Con 2,8 milioni di italiani già finiti a letto con l’influenza arrivano i rimedi contadini per combattere a tavola il virus ormai vicino al picco stagionale. L’iniziativa è della Coldiretti con il primo “Vitamina Day” organizzato nel week end delle arance della salute promosso da Airc nei mercati di Campagna Amica di tutta Italia, a partire da quello di Roma del Circo Massimo e di Milano in via Friuli, con cuochi contadini, tutor della spesa e nutrizionisti per insegnare agli italiani a difendersi dai malanni di stagione. 

E’ scientificamente provato – spiega Coldiretti – che una corretta dieta a base di vitamina C e sali minerali sia una validissima alleata contro le malattie da raffreddamento e non c’è dubbio che l’alto contenuto di questa vitamina negli agrumi, ma anche nei kiwi, ha un effetto benefico contro le scorie (radicali liberi) che “annientano” l’organismo e che sono prodotte, proprio dal nostro corpo, in grandi quantità proprio nel periodo invernale. E allora – continua la Coldiretti – invece di abusare di sostanze multivitaminiche che vanno tanto di moda oggi, è meglio preferire gli agrumi e tutta la frutta e verdura di stagione, preparando spremute e centrifugati, che il nostro Bel Paese ci offre in questo momento con benefici per il portafogli e il palato. 

Proprio gli agrumi sono i grandi protagonisti degli antichi rimedi contadini. Se contro mal di gola – continua la Coldiretti – si consiglia di fare gargarismi con succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d’acqua e sale, contro il raffreddore basta tagliare un limone in due, versarne un po’ di succo nel palmo della mano e aspirarlo. La fastidiosa tosse può essere sedata poi – spiega Coldiretti – bevendo il succo di un limone con un cucchiaio di miele. 

Ma ci sono anche le clementine 100% italiane che proprio in questo periodo sono presenti sugli scaffali dei supermercati e impermercati nazionali grazie all’intesa tra Federdistrbuzione, Coldiretti e Fai – Filiera agricola italiana. Prodotto di alta qualità e dalle importanti proprietà salutistiche proveniente soprattutto dalla Calabria e dalla Basilicata. 

Un caso di gola infiammata è utile anche fare degli sciacqui con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco, oppure con 6 cucchiai di aceto di mele aggiunto a mezzo bicchiere di acqua. Per la raucedine il toccasana è un centrifugato di carote fresche e un cucchiaino di miele da bere durante la giornata. E se si aggiungono problemi bronchiali i nonni contadini preparavano un decotto con 2 o 3 cucchiai di semi di lino, acqua e mezzo bicchiere di vino rosso fatti bollire per 2 o 3 minuti. Il tutto va versato su una salvietta di cotone o di lino da piegare e mettere sul petto, lasciandolo fino a quando diventerà freddo. E per la convalescenza, nessun dubbio, mangiare pomodori crudi molto maturi o berne il succo aiuta – precisa la Coldiretti – a tornare presto in forma. 

Nella dieta – conclude la Coldiretti – non vanno comunque trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) per preparare zuppe antigelo ché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali.

 





Monumenti e luoghi d’arte , ecco il top dei siti italiani. La classifica della bellezza

 

La Top 30 dei musei e dei parchi archeologici statali del 2019 regala conferme e novità. Nella classifica stilata dal Mibact il podio è stabilmente occupato dal Colosseo, con oltre 7,5 milioni di visitatori, dalle Gallerie degli Uffizi, con quasi 4,4 milioni di ingressi, e da Pompei, con circa 4 milioni di presenze. Seguono la Galleria dell’Accademia di Firenze e Castel Sant’Angelo, realta’ che da molti anni occupano la cima della classifica della Top 30. Tra i primi cinque istituti, in termini assoluti da segnalare la crescita di Pompei che vede aumentare di 160.000 unità i biglietti staccati nei soli scavi.  Soddisfazione è stata espressa dal ministro Franceschini: “A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale. Più incassi vogliono dire più risorse per tutela e ricerca, servizi museali. Andremo avanti sul percorso dell’innovazione”. Il 2019 ha visto anche importanti risultati, come il boom della Galleria Nazionale delle Marche, che con circa 70.000 biglietti in piu’ rispetto ai quasi 195.000 visitatori del 2018 segna un +36,8%, sale di sette posizioni e entra al ventiseiesimo posto in TOP 30, dove mancava dal 2012. A seguire una crescita significativa dei musei napoletani, capeggiata dal Museo di Capodimonte, che aumenta del 34,2% i visitatori e con quasi 253.000 ingressi scala quattro posizioni in classifica e entra nella TOP 30. Significative affermazioni anche per Castel Sant’Elmo, che passa da quasi 225.000 a 267.000 visitatori salendo dal trentesimo al ventisettesimo posto con un +18,7% di ingressi, e per Palazzo Reale, che con una crescita di visitatori dell’11% arriva a oltre 270.000 biglietti staccati che valgono il venticinquesimo posto in classifica, due posizioni in piu’ rispetto all’anno scorso. Bene in termini di crescita anche le Terme di Caracalla a Roma, con un aumento del 10,9% dei visitatori sul 2018, e il Castello di Miramare a Trieste, con un +10,7% di ingressi. Buon risultato anche per Palazzo Ducale di Mantova, che da 324.000 visitatori passa a oltre 346.000 ingressi, un incremento del 7% su base annua che gli permette di salire di tre posizioni e piazzarsi al diciottesimo posto in classifica. Complessivamente nei primi trenta musei e parchi archeologici statali sono no entrati nel 2019 quasi 30 milioni di visitatori (circa 700.000 ingressi in piu’ rispetto al 2018 con un incremento del 2,4%) che rappresentano piu’ della meta’ dei visitatori dell’intero sistema museale statale.

 





Giulio Regeni, sono passati già quattro anni dalla sua morte. Il colpevole silenzio dell’Egitto

 

Quattro anni senza Giulio Regeni: quattro anni di depistaggi e di reticenze, quattro anni di battaglia per la verita’. Una battaglia che non si ferma e che occuperà le piazze italiane in vista del quarto anniversario dalla sua scomparsa.

Sabato, una fiaccolata, organizzata da Amnesty International, unirà l’Italia da nord a sud esattamente alle 19:41, ora dell’ultima comunicazione da parte di Regeni. Oltre le piazze anche le scuole, di ogni ordine e grado, si uniranno alla manifestazione caricando sui social una foto di classe con il cartello, rigorosamente giallo, con scritto “Verita’ per Giulio Regeni”; cartello che, da quattro anni, campeggia su molti edifici istituzionali e non di molte città italiane. Quattro anni fa, il 25 gennaio del 2016, Giulio esce dalla sua casa del Cairo per dirigersi a piazza Tahrir, ma non la raggiungerà mai perchè scomparirà durante il tragitto a una fermata della metropolitana. Giulio Regeni era un ricercatore dell’università di Cambridge e si trovava al Cairo proprio per studiare il ruolo dei sindacati egiziani. Il suo corpo è stato ritrovato il 3 febbraio, lungo la superstrada tra il Cairo e Giza, seminudo e con segni evidenti di tortura. Vittima di sparizione forzata, una delle tante, purtroppo. Da quando Abdel Fattah al-Sisi è salito al potere, nel 2013, il numero di arresti extragiudiziali e sparizioni forzate è aumentato in maniera esponenziale. Insieme a Regeni ci sono migliaia di ricercatori, giornalisti e attivisti. Sparire nelle mani dello stato senza lasciare traccia, una tragica tendenza come rivela il rapporto di Amnesty International, da sempre vicina alla famiglia Regeni, intitolato: “Egitto: ‘Tu ufficialmente non esisti’. Sparizioni forzate e torture in nome del contrasto al terrorismo”.

Depistaggi, assenza; sin da subito la procura e le istituzioni egiziane sembrano non voler collaborare. Quattro, i finti depistaggi: incidente, omicidio passionale, spaccio di droga fino ad arrivare all’uccisione di cinque presunti sospettati dell’omicidio del giovane ricercatore, morti nel corso di uno scontro a fuoco. A casa di uno dei cinque viene ritrovato il passaporto di Giulio, che poi si scoprirà esser stato portato lì da un agente dei servizi segreti civili egiziani. Le indagini proseguono e con esse le reticenze della Procura del Cairo e delle istituzioni egiziane.

In questi quattro anni molto si è scritto e detto ma senza arrivare ad una svolta concreta. Le poche notizie che si hanno sono frutto di un lavoro costante, portato avanti dalla Procura insieme a numerose organizzazioni per i diritti umani. Un passo in avanti è sicuramente il recente insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta guidata da Erasmo Palazzotto con lo scopo di ricostruire la verità storica e politica sull’uccisione di Giulio Regeni.

A quattro anni dalla scomparsa, Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, decidono di raccontarlo in un libro: “Giulio fa cose.” Una dedica, una raccolta di momenti familiari, un racconto umano di Giulio lasciando da parte, per un momento, la sua dimensione simbolica che da sempre lo fotografa come vittima; libro che termina con la frase: “Giulio fa cose, ma non puo’ fare tutto lui.”

Paola e Claudio in questi anni non hanno mai smesso di chiedere verita’ e giustizia per l’omicidio del figlio sempre con la stessa discrezione e dignita’ che li ha accompagnati da quattro lunghi anni. Una lotta per la verita’ che si contraddistingue proprio per la loro forza e per la loro tenacia.





Terremoto in Turchia, bilancio tragico. Oltre 20 le vittime e decine i feriti

 

Continua a salire il bilancio delle vittime del terromoto che ha sconvolto l’este della Turchia con una scossa pari a magnitudo 6.8: almeno 21 morti e 1.030 feriti, secondo le ultime notizie confermate dall’Afad, l’ente governativo turco analogo alla protezione civile, e riportate dall’agenzia Dpa.  Almeno 17 morti si sono registrati nella provincia di Elazig, dove è stato localizzato l’epicentro del sisma, e altre quattro nella vicina provincia di Malatya. Secondo l’Afad, nelle ultime ore si sono registrate almeno 274 scosse. Il presidente Recept Tayyip Erdogan ha detto che verranno adottate tutte le misure per portare soccorso alle popolazioni colpite.




Arrestato il militare iraniano che attivò il missile contro il velivolo ucraino

 

E’ stato arrestato ed ora è in carcere il militare iraniano che l’8 gennaio attivò il sistema missilistico antiaereo provocando l’abbattimento di un Boeing ucraino appena decollato da Teheran uccidendo le 176 persone a bordo. Lo ha detto il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif in un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel. Zarif non ha precisato da quando il militare sia in prigione.  Qualche giorno dopo il disastro, quando l’Iran ammise la propria responsabilità nell’accaduto, annunciò alcuni arresti effettuati nell’ambito dell’inchiesta, ma senza fornire alcun nome né le funzioni svolte dalle persone indagate. Riferendosi alle proteste popolari in Iran dopo l’abbattimento del Boeing, Zarif ha affermato: "La gente ha avuto ragione a protestare, perché ha perduto familiari e amici. Si è trattato di una ragione emotiva". 
   





Antisemitismo in netta crescita sui social, ormai in Italia è allarme

 

Cresce l’antisemitismo nei social network. In particolare - secondo l’ultima rilevazione della Mappa dell’Intolleranza datata novembre-dicembre 2019 realizzata da Vox Diritti - su 63.724 tweet riguardo gli ebrei, 44.448 erano negativi, un numero lievitato rispetto ai 19mila tweet (di cui 15 mila negativi) della rilevazione fatta fra marzo e maggio.  In percentuale nei messaggi di odio sul social la percentuale di quelli riguardanti gli ebrei è passata dal 10 al 24,81, con un aumento anche della loro aggressività. Solo le donne (con un 39%) hanno ricevuto più offese online.  Il picco di messaggi antisemiti si è registrato in particolare nel periodo delle minacce alla senatrice a vita Liliana Segre e della sua messa sotto scorta. Vox Diritti segnala che se prima i messaggi antisemiti venivano in particolare dalla zona di Roma e dell’alto Lazio ora hanno una diffusione omogenea in tutta Italia, oltre al Lazio in particolare in Lombardia, Liguria e Piemonte.





Grillo rinuncia, per motivi di salute al Tour Terrapiattista

 

 

“Ciao a tutti, devo purtroppo comunicarvi che sono costretto ad annullare le date del mio prossimo tour Terrapiattista, in partenza a febbraio, per un problema di apnee notturne che negli ultimi tempi non mi sta permettendo di riposare e lavorare correttamente”. Lo annuncia Beppe Grillo su facebook dove posta anche l’audio delle sue apnee notturne.

“A breve mi dovrò sottoporre ad un intervento chirurgico- spiega- e, fra degenza e convalescenza, non sarò in condizione di portare il mio spettacolo in giro per l’Italia. Avremo sicuramente modo di recuperare il tour in futuro. Ciao, a presto! L’Elevato”.





Atto d’accusa della Cgia: “I lavoratori autonomi pagano più tasse di pensionati e dipendenti”

Il prelievo medio dell’Irpef sui lavoratori autonomi (le partite Iva) è nettamente superiore a quello in capo ai dipendenti e ai pensionati. Lo rileva la Cgia.  Secondo i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2018, infatti, l’Irpef media versata dai lavoratori autonomi è di 5.091 euro, quella dai lavoratori dipendenti di 3.927 e quella dei pensionati di 3.047. I primi pagano il 30% in più all’anno rispetto ai dipendenti e il 67% dei pensionati. Il gap relativo al versamento medio Irpef tra queste 3 categorie di contribuenti è dovuto, in particolar modo, alla combinazione di 2 fattori: avendo redditi da lavoro mediamente più alti dei dipendenti e dei pensionati, il prelievo Irpef sugli autonomi è superiore; gli autonomi e i pensionati, in particolar modo quelli con redditi medio bassi, possono contare su detrazioni fiscali nettamente inferiori a quelle riconosciute ai dipendenti.  A pagare l’Irpef sono solo le persone fisiche (lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi e titolari di altri redditi personali) e come risulta dalle dichiarazioni dei redditi del 2018 (anno d’imposta 2017) questi soggetti danno all’erario 157,5 miliardi di euro all’anno; l’incidenza di questo gettito sul totale nazionale delle entrate tributarie è del 31,5%. I lavoratori dipendenti e i pensionati in Italia sono oltre 36 milioni e 300 mila persone: assieme costituiscono l’ 88,2% dei contribuenti Irpef e versano al fisco quasi 130 mld di euro (l’82,5% del totale). Gli autonomi, invece, sono poco più di 4 milioni e 300 mila unità (il 10,5% del totale contribuenti Irpef) e danno al fisco 22 mld di euro di Irpef (14% gettito Irpef totale). Anche in questo caso, il confronto tra l’ incidenza della percentuale dei contribuenti e quella sul gettito dimostra che i lavoratori autonomi sono sottoposti a una maggiore tassazione e quindi più "spremuti" degli altri.




Impeachment, pesante l’accusa per Trump: “E’ un dittatore e va rimosso”

 

E’ pesantissima l’accusa contro il Presidente degli Stati Uniti Trump: “E’ un dittatore": cosi’ ha esordito Jerry Naddler, uno dei rappresentanti dell’accusa contro il Presidente nel processo per impeachment. Naddler, ha chiesto la rimozione. "E’ il primo e solo presidente che ritiene di non dover dare conto a nessuno, nemmeno alla giustizia, e che ignora la Costituzione", ha detto Naddler: "Se non viene rimosso dal suo incarico il Congresso avrà perso ogni potere e non potrà più chiedere conto a nessuno delle sue responsabilità".





Il Corona Virus bussa alle porte d’Europa, due casi in Francia. In Cina le persone infettate sono 1300 e le vittime oltre 40

 

Mentre è rientrato l’allarme sulla donna ricoverata a Parma che era stata a Wuhan, la quale ha l’influenza di tipo B, la Francia ha confermato due casi di coronavirus cinese, i primi in Europa. Uno è a Bordeaux e uno a Parigi, ha fatto sapere il ministero delle Salute. Entrambe le persone sono rientrate dalla Cina, una era passata da Wuhan, la città fulcro dell’epidemia. Il ministero francese non esclude la possibilità del verificarsi di altri casi.  Il contagio, comunque, non è solo in Francia. Il secondo malato statunitense è stato confermato da poco dai Centers for Disease Control and Preventions: si tratta di una donna sulla sessantina residente a Chicago, arrivata da Wuhan, città cinese epicentro dell’epidemia, il 13 gennaio. La maggior parte dei malati vive in Paesi asiatici e solo due negli Usa. Al momento non ci sono casi confermati in Europa. Oggi due nuovi casi sono stai registrati a Taiwan: il totale dei malati nell’isola sale perciò a tre. Cinque i casi in Thailandia, tre a Singapore, due a Hong Kong, due a Macao, due in Giappone, due in Vietnam, due, infine, in Corea del Sud. Il Regno Unito ha annunciato di aver testato 14 persone, tute negative. Per l’Italia da una riunione operativa presso l’ospedale Spallanzani di Roma non è emerso “nessun allarme” e tutti i casi sospetti, si sono rivelati semplici influeze o sindromi da raffreddamento. Intanto la Cina ha deciso con un ordine perentorio vararemisure a livello nazionale per identificare i casi sospetti del coronavirus nCOV-2019 su treni, aerei e autobus poiché il bilancio delle vittime e il numero di pazienti è aumentato in maniera spropositata: 41 le vittime, 15 i decessi nelle ultime ore. Un medico, Liang Wudong di 62 anni, è morto dopo essere stato contagiato mentre lavorava nell’Hubei Xinhua Hospital di Wuhan, epicentro dell’epidemia. Pechino ha esteso il cordone sanitario volto a circoscrivere l’infezione, precisando che i provvedimenti riguardano ora 56 milioni di persone. Tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che compongono amministrativamente il Paese, solo il Tibet risulta ancora privo di casi.

Il numero di persone infette da coronavirus in Cina è balzato a quasi 1.300, secondo le autorità locali, rispetto ai mille dell’ultimo bilancio diffuso solo poche ore fa. Wuhan e altre 13 città della provincia sono state isolate in uno sforzo senza precedenti per contenere il micidiale virus respiratorio che intanto si va diffondendo in altre aree della Cina e in altri Paesi.