Ama, Masucci (Cisl) all’attacco: “Serve uno sforzo comune…”

 “Le recenti dichiarazioni dell’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, sui lavoratori dell’azienda, sono purtroppo un film già visto: siamo esausti di ritornelli inutili e rimpalli di responsabilità, che sarebbero solo l’ennesimo gioco al massacro. Lo ribadiamo senza stancarci: non si deve cadere nella trappola delle reciproche colpevolizzazioni, l’unica strada da percorrere è quella di un ‘Patto per il decoro’ della Capitale in cui ognuno faccia la sua parte”. E’ quanto dichiara il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, aggiungendo che “abbiamo finora auspicato che Zaghis, recentemente insediato, riuscisse a prendere le redini della situazione, garantendo il primo obiettivo da raggiungere: quello della stabilità economico-finanziaria dell’azienda, dalla quale deriva tutto il resto. Non vorremmo aver mal riposto la nostra fiducia: purtroppo il fatto che il bilancio 2017 sia – inspiegabilmente – bloccato da anni è un dato oggettivo, sotto gli occhi di tutti, che assume contorni sempre più kafkiani. La sua mancata approvazione paralizza l’attività aziendale, le politiche occupazionali-assunzionali e di organizzazione del servizio”. “La paradossale situazione di ‘emergenza strutturale’ – prosegue il sindacalista – ha sicuramente risvolti sulla salute dei lavoratori, che operano in condizioni critiche: al netto della possibile presenza di ‘mele marce’, come in ogni luogo, riteniamo che l’alto numero di inidonei al servizio in Ama sia perlopiù l’effetto, e non la causa, del malfunzionamento aziendale”. “Fatta luce su questi punti – conclude Masucci – riteniamo che sia ozioso e dannoso insistere sul vicolo cieco dello ‘scaricabarile’. Ogni parte in causa, invece di puntare il dito contro l’altra, dovrebbe chiedersi come partecipare a uno sforzo comune di cui Roma, i suoi abitanti e gli oltre 7mila lavoratori di Ama hanno estremo bisogno”. 




Giardino di via Carlo Felice a metà dell’opera

 

“Sono stata nei giardini di via Carlo Felice, a ridosso delle Mura Aureliane, per raccontarvi quello che stiamo facendo. Vi do una buona notizia: l’intervento di riqualificazione all’interno del parco è quasi ultimato. È stata rifatta interamente la staccionata in legno, la scala in peperino è stata consolidata e messa in sicurezza mentre diversi spazi verdi sono stati ripristinati”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi in un post su Fb. 

“I lavori, iniziati a ottobre 2019, si sono concentrati nella parte iniziale del parco, quella più vicina a Piazza San Giovanni in Laterano – spiega Raggi -. Lì è stato ripristinato anche l’impianto di irrigazione, che è già stato predisposto per irrigare la parte restante dei giardini. L’obiettivo, infatti, è di lanciare un nuovo bando per estendere le operazioni di riqualificazione anche al resto del parco. Stiamo continuando a lavorare per restituire a cittadini e turisti aree verdi riqualificate, più belle e decorose”, conclude.





Denuncia Cobas per gli addetti mensa del Bioparco

Con una gogna, i lavoratori e le lavoratrici della ristorazione del Bioparco, organizzati dai Cobas del Lavoro Privato, denunciano la procedura che li ha estromessi dall’appalto della ristorazione del giardino zoologico di Roma e dalle ore 14 saranno in presidio al Campidoglio. “Oltre l’esposizione della gogna, intendono incontrare la Sindaca Raggi, per consegnarle una lettera e una raccolta firme, allo scopo di chiedere un deciso intervento della Giunta sul Bando di gara della ristorazione del Bioparco – spiega il sindacato in una nota -.Nonostante gli impegni e i pareri degli assessori all”Ambiente, la Fondazione Bioparco, a partecipazione capitolina, ha portato alla chiusura di alcuni locali prima e al licenziamento poi dei lavoratori”. “Disattendendo gli impegni di tutela occupazionale, il CDA della Fondazione ha lasciato scadere i termini dell’appalto e chiuso, temporaneamente, tutti i locali della ristorazione – continua la nota -. Dal 1 novembre 2019 i lavoratori e le lavoratrici hanno istituito un presidio permanente di fronte al parco zoologico, e raccolto firme di solidarietà dai tanti visitatori del parco. Nel frattempo la direzione del Bioparco, nonostante un verbale sottoscritto con le OO.SS., ha respinto ogni responsabilità in merito”. “Il Bioparco è e resta un patrimonio della città, e la sua gestione non può e non deve essere lasciata all’arbitrio di un CDA che ad oggi ha prodotto solo precarietà occupazionale – conclude la nota -. Questi lavoratori e lavoratrici, sostenuto dai Cobas, chiedono l’inserimento di una clausola di salvaguardia nel nuovo bando di gara, che preveda il loro pieno reintegro sul posto di lavoro. Qualunque altra alternativa possibile è una verGogna che non potremo accettare”.




’Cor...to’ e mazziato, anche se aggredito viene licenziato dal consorzio Tpl

 

“Nel mese di ottobre 2017 l’autista del bus della Roma Tpl Federico Maruca è rimasto vittima di un’aggressione mentre transitava con il mezzo di trasporto pubblico a Rocca Cencía. Oltre il danno anche la beffa. Dopo aver quasi perso un occhio, è stato licenziato dalla Autoservizi Troiani S.r.l. che gli ha mandato una raccomandata per comunicargli la risoluzione del rapporto di lavoro. Roma non può accettare questa grave ingiustizia. La Sindaca e l’assessore alla città in movimento e l’amministrazione capitolina intervengano a tutela del lavoratore”. Così in una nota i consiglieri del PD capitolino Giovanni Zannola e Ilaria Piccolo “È inaccettabile che un lavoratore intervenuto per difendere passeggeri del bus da un’aggressione, da un uomo violento, oltre ad aver subito una menomazione fisica, ci rimetta la salute e il posto di lavoro – spiegano i consiglieri -. Non è possibile che l’amministrazione capitolina abbandoni, anziché tutelare, un lavoratore che ha prestato un servizio pubblico per suo conto. Presenteremo una mozione urgente affinché il Comune prenda provvedimenti per salvaguardare il posto di lavoro del sig. Federico Maruca nonché e la sicurezza e la dignità dei dipendenti del trasporto pubblico. Contro una decisione ingiusta e crudele esprimiamo tutta la solidarietà alla vittima dell’aggressione e come gruppo del PD in Campidoglio ci impegneremo affinché sia garantito il lavoro al dipendente che semplicemente svolto la sua mansione”, concludono.





Assenteismo, parziale vittoria di Atac: "Assenteismo diminuito del 6%"

 

 “Si conferma anche nell’ultimo trimestre dell’anno 2019 il trend di riduzione del tasso di assenza dei dipendenti Atac, passato dal 12,7% al 12,1%. L’ultimo trimestre consolida i positivi risultati raggiunti nel corso dell’anno, che ha visto una riduzione delle assenze di quasi 1 punto percentuale (dal 13,3% al 12,5%), che equivale a un miglioramento di oltre il 6% del tasso di assenteismo”. Lo fa sapere l’azienda capitolina in una nota. “Il percorso è ancora lungo e passa attraverso il miglioramento dell’organizzazione del lavoro e del clima aziendale, che la società ha messo al centro del proprio piano di rilancio, accompagnato dalle nuove assunzioni e da una più efficace gestione delle ferie – sottolineano -. Più presenza in servizio si traduce in una migliore distribuzione del lavoro e in maggiore regolarità del servizio, a beneficio dei passeggeri e della città”.





Giovanissimi e picchiatori, arresti e denunce a Fonte Nuova

Carabinieri e polizia hanno sgominato una banda di giovani picchiatori a Fonte Nuova, cittadina alle porte di Roma. I ragazzi, tra i 19 e i 26 anni, prendevano di mira le proprie vittime anche solo per futili motivi. Inoltre, ci sono stati casi di persone ridotte quasi in fin di vita. Le operazioni di individuazione degli indagati non sono state facili poiché chi era stato bullizzato temeva nuovi pestaggi e per l’incolumità dei familiari. Gli arrestati, accusati a vario titolo di rapina e lesioni personali aggravate, secondo quanto ricostruito dai magistrati, si muovevano ed agivano come "branco", una banda di picchiatori.




La Sindaca Raggi: “Comune ha pronte case per donne di Luchaysiesta”

 “Guardate queste foto: sono degli appartamenti che abbiamo ripulito e arredato per accogliere alcune delle donne vittime di violenza e anche i bambini che attualmente vivono nell’immobile di Atac situato in via Lucio Sestio 10”. Lo mostra in un post la sindaca di Roma Virginia Raggi rispondendo alle critiche mosse contro la gestione della sua Giunta della vicenda della casa delle donne Lucha y Siesta al Tuscolano. “Gli immobili sono pronti, come potete vedere dalle immagini, e i colloqui con i nostri operatori sono in fase avanzata. Abbiamo impostato, da subito, un percorso integrato che fosse in grado di rispettare e tutelare la soggettività e la storia di ogni donna – spiega la sindaca -. Ogni dettaglio è stato curato con attenzione e cautela: diritti e opportunità si costruiscono sempre mettendo al centro le peculiarità di ogni individuo”, conclude.

 





Consiglio regionale del Lazio: il collegato all’esame dell’aula

Con la relazione dell’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, il Consiglio regionale del Lazio ha iniziato l’esame della proposta di legge regionale n. 194 del 31 ottobre 2019, “Misure per lo sviluppo economico, l’attrattività degli investimenti e la semplificazione”, il cosiddetto “collegato”. Sullo scranno più alto si sono avvicendati il presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini (Pd), e il vicepresidente Devid Porrello (M5s). Sartore ha ricordato che in commissione Bilancio sono stati approvati 87 emendamenti, 43 dell’opposizione, cinque della maggioranza, 34 della Giunta. Il provvedimento licenziato dalla quarta commissione, assieme a numerosi articoli aggiuntivi, è approdato nell’Aula consiliare con 710 emendamenti. “Potenziare le capacità di crescita” del Lazio e la “riduzione degli oneri amministrativi incombenti su cittadini, famiglie e imprese”, attraverso un “sistema coordinato di dispositivi di semplificazione e incentivazione agli investimenti nel territorio laziale” con lo scopo di “candidare il sistema economico e industriale del Lazio quale territorio per gli investimenti nel prossimo decennio, attraverso un combinato avanzato di meccanismi di semplificazione amministrativa, sostegno economico del singolo progetto di investimento, promozione di ambiti sperimentali di partenariato pubblico privato sul tema dell’intelligenza artificiale”. Questi gli obiettivi del “collegato” illustrati all’Aula dall’assessore Sartore. “Il corpus principale della proposta di legge – ha spiegato Sartore – definisce una piattaforma avanzata di dialogo e accompagnamento amministrativo per progetti di investimento in attività produttive”, guardando le cose dal “punto di osservazione del potenziale investitore, in modo da definire un dispositivo in grado di ‘affiancarlo’ lungo l’intero ciclo della progettazione e realizzazione dello stesso”. 





Nel 2020 almeno 6000 assunzioni per Roma Capitale

 

 “Abbiamo approvato, in Giunta, il Piano assunzionale 2020 – 2022. Un documento che consente di attingere alla graduatorie vigenti e di programmare il futuro, tramite il bando di in nuovo concorso. Proprio nelle stesse ore il Forum P.a diffondeva il Report annuale 2019, dipingendo un quadro impietoso per le Pubbliche Amministrazioni di questo Paese. L’età media ha raggiunto una soglia allarmante, pari a 50,6 anni. Si tratta di una conseguenza purtroppo naturale del blocco pluriennale del turnover L’aggiornamento continuo sembra un miraggio, se si considera che “ciascun dipendente ha usufruito nell’anno di poco più di una giornata di formazione”. Lo annuncia in un lungo post l’assessore capitolino al Personale Antonio De Santis. “Il nuovo Piano assunzionale rivela come l’Amministrazione capitolina abbia intercettato in anticipo, grazie a un’attenta programmazione, le principali criticità che si celano nella macchina amministrativa. Le priorità segnalate dal Forum P.a rappresentano infatti i nodi strategici su cui noi stiamo operando con efficacia dal 2016”, spiega tra l’altro De Santis. “Oggi possiamo affermare con orgoglio di aver invertito radicalmente il trend, con 6mila assunzioni tra 2016 e 2020”, rivendica De Santis. “Dopo aver ricostruito le fondamenta, sbloccando un turnover che a Roma era paralizzato dal 2010, adesso ci proiettiamo verso il futuro. Con il nuovo concorso aperto alle nuove generazioni, ai cosiddetti “Millennials” – aggiunge De Santis . Pensate che oggi per Roma Capitale lavorano soltanto 34 under 30! E’ venuto il momento di inserire energie fresche” secondo il quale “occorre investire, con programmazione e convinzione, nella Pubblica amministrazione. Non si tratta di un esercizio di stile né di un adempimento formale oppure obbligatorio. La macchina amministrativa è il primo volano di crescita per ogni comunità, poiché è il perno intorno cui ruotano i servizi che impattano sulla qualità della vita delle persone”, conclude.





Torna, il 2 febbraio la Domenica gratuita dei Musei

Torna il 2 febbraio la #domenicalmuseo, reintrodotta e resa permanente dal ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici statali e in quelli comunali che aderiscono all’iniziativa. L’elenco completo degli istituti coinvolti è consultabile all’indirizzo www.beniculturali.it/domenicalmuseo.

“La cultura è per tutti ed è davvero una festa vedere così tanti cittadini e famiglie andare a visitare i musei delle proprie città. Dalla sua prima edizione del luglio 2014 più di 17 milioni di persone sono andate al museo gratuitamente con questa promozione”, ha dichiarato il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.





Farmaci dopanti, maxisequestro ad Ascoli P. e Ancona

 

 

I carabinieri di Ascoli Piceno e del Nas di Ancona hanno portato a termine un’importante operazione antidoping volta a smantellare un ingente traffico di farmaci dopanti provenienti dall’Est Europa. Sono 50 le persone indagate a piede libero. Durante le perquisizioni effettuate in 30 città italiane sono state sequestrate migliaia di confezioni di farmaci. Coinvolti palestre e centri sportivi, in particolare ciclistici, conniventi.




Inaugurazione dell’Anno giudiziario, 31 gennaio in Cassazione, 1 febbraio presso le 26 Corti di Appello.

Inaugurazione dell’Anno giudiziario, 31 gennaio in Cassazione, 1 febbraio presso le 26 Corti di Appello.

 

Inaugurazione dell’Anno Giudiziario presso la Corte di Cassazione, in programma venerdì 31 gennaio, e che di fatto dà poi il via, il giorno successivo 1 febbraio, alle varie cerimonie che si terranno nelle 26 Corti d’Appello italiane. Un appuntamento politico-istituzionale che richiama l’attenzione del mondo generale dei media, se non altro perché ogni distretto giudiziario utilizza questo “cerimonia degli ermellini” così solenne e anche così rituale, proprio per fare il punto sull’attività svolta nel corso dell’anno precedente. Una sorta di screening, insomma, delle cose già fatte, e di quelle ancora da fare, con tutti i successi ma anche con tutti i limiti che ne sono derivati dalla gestione della pratica giudiziaria, analisi da cui alla fine viene fuori la mappa completa, e spesso anche abbastanza reale, del mondo della giustizia italiana. Il programma ufficiale della cerimonia che si terrà a Roma presso la Corte di Cassazione, presente come sempre il Capo dello Stato Sergio Mattarella, prevede che sia il Primo presidente della Corte Giovanni Mammone a tenere la propria relazione sull’amministrazione della giustizia in Italia. Successivamente, interverranno il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il Vice Presidente del CSM David Ermini, il Procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, l’Avvocato generale dello Stato e il Presidente del Consiglio Nazionale Forense. Durante le cerimonie che si terranno invece il giorno successivo, 1° febbraio, presso le 26 Corti di Appello di tutta Italia, le varie relazioni sull’amministrazione della giustizia nei diversi distretti saranno tenute dai Presidenti delle Corti di Appello di ogni distretto. Successivamente interverranno un rappresentante del Ministro della Giustizia, un rappresentante del CSM e il Procuratore generale, nonché i rappresentanti dell’Avvocatura e di altri organi istituzionali. Nello specifico - sottolinea oggi una nota ufficiale del Consiglio Superiore della Magistratura- la relazione del Presidente della Corte d’Appello non sarà altro che “un’analisi sull’attività svolta nel distretto e sui più rilevanti profili problematici del distretto, anche con riferimento agli effetti delle più recenti riforme processuali civili e penali”. Da aggiungere che le modalità organizzative delle varie cerimonie non sono affidate all’autonomia delle singole Corti d’Appello, ma sono invece rigorosamente disciplinate da una precisa delibera del dell’Organo di autogoverno dei magistrati italiani del 17 dicembre 2019. Con la delibera del 22 gennaio 2020 il CSM ha poi approvato anche le linee guida per gli interventi dei vari rappresentanti del CSM nelle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, “interventi -recita testualmente una nota ufficiale del CSM- che dovranno fornire le informazioni più rilevanti sull’attività del Consiglio, tenendo conto delle specificità della situazione dei singoli distretti”. Quanto al primo profilo, “i temi generali da affrontare in ordine ai principali settori di azione del CSM - precisa la nota del CSM- sono: l’attività consultiva del Consiglio (pareri e proposte al Ministro della Giustizia), con specifico riferimento alla riforma del giudizio abbreviato, al ddl in materia di violenza di genere, al ddl in materia di istituzione del tribunale superiore dei conflitti, al ddl in materia di piante organiche c.d. flessibili; la delibera in materia di designazione del Procuratore europeo (EPPO); l’attività di supporto all’organizzazione degli uffici giudiziari, con riferimento alla necessità di bilanciare le esigenze di mobilità con quelle di copertura degli uffici di provenienza, alla pubblicazione delle sedi disagiate, alla modifica delle piante organiche, alla copertura degli organici, attraverso politiche della mobilità volte garantire le esigenze degli uffici; la dirigenza giudiziaria, con particolare riferimento alla copertura dei posti vacanti direttivi e semidirettivi, in un’ottica di sempre maggiore trasparenza; l’informatica giudiziaria, con riferimento alle problematiche poste dal processo civile e penale telematico; le valutazioni di professionalità, con particolare riferimento all’elaborazione degli standard medi di rendimento; l’approvazione della circolare in materia di anagrafe patrimoniale; la partecipazione ad organismi sovranazionali, nella prospettiva della tutela dei diritti fondamentali e dell’affermazione dei principi dello Stato di diritto”. Tutti i documenti ed i materiali relativi all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ivi compresi quelli relativi agli anni precedenti saranno quindi disponibili nella sezione del sito dello stesso CSM dedicata a questo solenne appuntamento istituzionale. (b.n.)





Palermo: sequestro milionario al direttore di Arpa, Vazzana. M5S: “Rimuoverlo subito dall’incarico”

 

 “All’attuale direttore generale di Arpa Sicilia, Francesco Carmelo Vazzana, sono stati sequestrati dalle Fiamme gialle diversi milioni di euro per un presunto uso indebito di fondi pubblici, in Calabria. Come può continuare a dirigere la struttura regionale che controlla tutti gli impianti industriali della Sicilia, tutte le autorizzazioni, tutte le emissioni e tutte le certificazioni? Assurdo che il presidente Musumeci e l’assessore Cordaro non abbiano ancora ritenuto di intervenire, rimuovendolo dall’incarico”. Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, dopo il sequestro milionario disposto dalla Procura regionale della Corte dei Conti calabrese, che ha colpito Vazzana insieme all’ex commissario straordinario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria, Domenico Percolla. “Si allunga la lista delle potenziali irregolarità a carico di Vazzana - ricordano i deputati - di cui abbiamo avuto modo di occuparci già nel 2017 e nel 2018. L’Arpa ha bisogno di una guida autonoma, libera da influenze politiche, autorevole e competente per garantire la sicurezza ai cittadini in modo obiettivo e affidabile. Cos’altro deve succedere prima che questo governo prenda provvedimenti?".





Fed congela i tassi: fermi tra l’1,5% e l’1,75%

La Fed lascia invariati i tassi di interesse nella sua prima riunione dell’anno. Il costo del denaro negli Usa resta fermo in una forchetta fra l’1,5% e l’1,75%. Nel 2019 la Fed ha tagliato i tassi tre volte, con riduzioni ogni volta da un quarto di punto, dopo quattro rialzi nel 2018. Nel comunicato finale della riunione della banca centrale statunitense si legge come l’attuale politica monetaria sia "appropriata". La Fed continua comunque ad osservare gli sviluppi globali, dalla Brexit all’emergenza del virus dalla Cina.





Tutte le materie della Maturità, ed al Classico ‘sorpresa’ con greco e latino

 

Greco e Latino per il Classico, Matematica e Fisica per lo Scientifico e Diritto ed Economia politica e Scienze umane per il liceo delle Scienze umane, opzione Economico-socialeE’ terminata l’attesa per gli studenti.Sono state rese note dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina – che ha iniziato dagli istituti professionali – attraverso il profilo Instagram del Ministero, le materie della seconda prova dell’esame di Stato. L’elenco completo delle materie sono invece disponibili sul sito del Ministero.

#MaturitàVentiVenti sarà invece l’hashtag che accompagnerà sui social, da oggi e fino alla fine degli Esami, le comunicazioni rivolte agli studenti che avranno l’obiettivo di chiarire ogni aspetto dell’Esame, ma anche di fornire suggerimenti utili per lo studio. Le materie del secondo scritto annunciate oggi sono state scelte fra quelle caratterizzanti ciascun percorso di studi. La prova anche quest’anno, come già nel 2019, sarà multidisciplinare, fatta eccezione per i corsi di studio che hanno una sola disciplina caratterizzante. “Ragazze e ragazzi, eccoci qui- ha detto Azzolina con un video sui social- oggi è il giorno in cui conoscerete esattamente le materie della seconda prova. So che le aspettavate con impazienza perché mi avete scritto in tantissimi. Voglio essere io personalmente a dirvi quali saranno alcune di queste materie, le altre le troverete sul sito del Ministero dell’Istruzione”.

“Per una volta voglio cominciare dai Professionali- ha aggiunto la ministra, che poi elenca le principali discipline- Per l’indirizzo Enogastronomia e ospitalità alberghiera, articolazione Enogastronomia, le materie della seconda prova saranno Laboratorio di servizi enogastronomici-cucina e Scienza e cultura dell’alimentazione. All’Istituto per i Servizi per l’agricoltura, i ragazzi avranno Valorizzazione delle attività produttive e legislazione di settore ed Economia agraria e dello sviluppo territoriale. Al Tecnico per il Turismo ci saranno Discipline turistiche e aziendali e Lingua inglese. Al Tecnico indirizzo Informatica, Sistemi e reti e Informatica. Per il Liceo scientifico, le materie saranno Matematica e Fisica. Per il Classico, Greco e Latino. Al Liceo delle Scienze umane, opzione Economico-sociale, ci saranno Diritto ed Economia politica e Scienze umane”.

“Per conoscere tutte le altre materie collegatevi con il nostro sito dove trovate anche le prime informazioni sulla prova orale”, prosegue la Ministra. Quest’anno, infatti, non ci sarà, all’inizio del colloquio, il sorteggio fra tre buste, previsto invece lo scorso anno per dare avvio alla prova: “La vostra commissione- spiega Azzolina- predisporrà il materiale da cui far partire il vostro orale che valorizzerà al massimo il vostro percorso di studi”. Il colloquio sarà pluridisciplinare. Ciascuna commissione predisporrà, come spiegato dalla Ministra, i materiali di partenza da sottoporre agli studenti (potranno essere un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema). Il lavoro dei commissari si baserà su quanto studiato dai ‘maturandi’ nel loro percorso: farà fede il documento predisposto dai docenti di classe. Niente sorteggio fra le buste, dunque. Al momento dell’inizio della prova, la commissione sottoporrà uno spunto al candidato, che rappresenterà, comunque, solo un momento di avvio del colloquio. Il Ministero nei prossimi giorni pubblicherà ulteriori materiali, anche pensati per i canali social, per rispondere alle domande che gli studenti stanno ponendo alla ministra, scrivendole su Facebook e Instagram. Nel decreto pubblicato oggi sono individuate anche le materie affidate ai commissari esterni.





Mahle, nuovo bacino di crisi. A rischio oltre 400 posti di lavoro

Il tempo è quasi scaduto e tutto potrebbe concludersi venerdì 7 febbraio, quando potrebbero scattere la chiusura degli stabilimenti e i licenziamenti.Per i 420 dipendenti della Mahle queste sono giornate terribili. L’attenzione ora è concentrata sul ministero dello Sviluppo economico: si tiene oggi (giovedì 30 gennaio) a Roma l’atteso incontro tra azienda, sindacati e governo sulle sorti dell’impianto di La Loggia (Torino) e della fonderia di Saluzzo (Cuneo). Il 23 ottobre scorso, infatti, la multinazionale tedesca (con sede a Stoccarda) della componentistica auto ha annunciato la cessazione della produzione a causa del trend negativo nel mercato del diesel, con conseguenti perdite consistenti di fatturato.

“L’impatto sociale rischia di essere drammatico, in una regione già attraversata da una forte crisi industriale e sociale, su cui le istituzioni locali devono prestare maggiore attenzione”, spiegano Michele De Palma (segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile automotive) e Vittorio De Martino (segretario generale Fiom Cgil Piemonte).All’apertura della vertenza il sindacato ha chiesto il ritiro dei licenziamenti, cui la società ha risposto con il congelamento della procedura per 60 giorni, appunto fino al 7 febbraio prossimo. L’auspicio di sindacati e lavoratori è che si possano trovare nuovi investitori per reindustrializzare i due impianti.

La Fiom ha anche proposto di utilizzare la cassa integrazione ordinaria al fine di trovare gli strumenti straordinari da mettere in campo per affrontare l’emergenza e garantire l’occupazione.“È necessario avviare un tavolo sulla crisi strutturale del diesel nel suo complesso”, spiegano i metalmeccanici Cgil: “Servono investimenti straordinari per affrontare la fase di transizione industriale a tutela dell’occupazione e di un settore strategico come l’automotive”.





Terremoto Whirpool, la vertenza non si ricompone e la multinazionale lascerà Napoli

 

“Da questo momento si rompono le relazioni sindacali con l’azienda”.Così il segretario generale della Fiom di Napoli, Rosario Rappa, al termine dell’incontro a Roma, nella sede del Mise tra Whirlpool, governo e sindacati sul destino dello stabilimento di Napoli. Nel corso del tavolo l’azienda ha confermato la volontà di fermare la produzione del sito di Napoli a partire dal prossimo 31 marzo. La posizione dei sindacati uniti è che non ci sono soluzioni alternative: a Napoli si deve continuare a produrre lavatrici. Non siamo disponibili a processi di riconversione e metteremo in moto tutte le iniziative di lotta necessarie”, spiega alla Dire Rosario Rappa, segretario generale della Fiom-Cgil di Napoli, confermando lo sciopero di 8 ore in tutti gli stabilimenti Whirlpool e il blocco degli straordinari. In programma c’è anche una manifestazione nazionale.  Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha replicato parlando di “decisione inaccettabile”. La riunione si è poi interrotta per lasciare spazio alle ristrette tra governo, azienda e sindacati.

Così Rappa: “Se il governo non prende una posizione forte, la vicenda Whirlpool diventa una questione di ordine pubblico. Se il 31 marzo cesserà la produzione di lavatrici e non sarà prospettata una soluzione concreta, a Napoli scoppierà una bomba sociale”. Il ministro Patuanelli ha sottolineato come sia “inaccettabile che l’azienda prenda decisioni in maniera unilaterale” e ha ribadito l’importanza di “proseguire il confronto all’interno di un quadro di responsabilità sociale da parte di Whirlpool”. Il ministro ha quindi deciso di sospendere la plenaria per incontrare, prima separatamente e poi congiuntamente, i rappresentanti di sindacati e azienda, la quale ha infine manifestato la disponibilità a mantenere le attività produttive del sito di Napoli fino al 31 ottobre.





Influenza, record di contagi in Italia. In sei giorni al letto 638mila persone

 

Non accenna a fermarsi la corsa dell’influenza in Italianella settimana tra il 20 e il 26 gennaio sono state 638mila le persone colpite, per un totale di circa 3.451.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza. Lo rende noto l’Istituto Superiore di Sanità nell’ultimo bollettino. Il picco, si precisa, non è stato ancora raggiunto e la curva epidemica continua a salire. In Italia l’incidenza totale è stata di 10,6 casi per mille assistiti. I più colpiti risultano i bambini sotto i cinque anni, tra i quali si osserva un’incidenza pari a 30,8 casi per mille. Geograficamente, l’area più penalizzata dall’influenza è quella del Centro Italia, mentre tra le regioni si segnalano Val d’Aosta, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Dopo i bambini, tra le altre fasce d’età si contano 20,68 casi per mille tra i 5 e i 14 anni, 8,95 tra i 15 e i 64  e 3,44 tra gli ultra 65enni. 





Coronavirus, Speranza: “Emergenza gestita in Cina come colera e peste”

 

L’emergenza legata alla diffusione del coronavirus “pur essendo classificata come di pericolosità di tipo B, come nel caso della Sars, viene gestita come virus di tipo A, equivalente a colera e peste”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante l’informativa urgente tenuta questa mattina alla Camera per riferire sulle iniziative volte a prevenire in Italia l’infezione da coronavirus che si è sviluppata in Cina. Durante l’informativa, Speranza ha aggiunto che “sono 7.711 i contagi da coronavirus complessivamente accertati secondo i dati riportati stamani, e 170 i decessi correlati“.





Lo scienziato Burioni avverte: “E’ una catastrofe se il nuovo coronavirus ha il 3% di mortalità”

 

“La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3%. Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese”. Così il virologo Roberto Burioni riguardo al tema del Coronavirus.

In una intervista a Radio Cusano Campus, Burioni ha aggiunto: “spero di sbagliarmi ma non credo che il vaccino contro il coronavirus possa essere pronto entro un anno o comunque molti mesi. Ho la sensazione che questa epidemia dovremo affrontarla con quello che abbiamo. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini ma abbiamo la possibilità di fare diagnosi e noi in Europa dobbiamo mettere tutto il nostro impegno nell’ostacolare la diffusione”.

“Il virus in Italia non c’è, – ha poi aggiunto – quello che bisogna fare è non andare in Cina o in altre zone in cui il virus è presente e verificare le persone che tornano dai luoghi contaminati”.




Coronavirus, Cina: 170 morti e 7.711 casi di contagio accertato. Già a dicembre i primi contagi uomo-uomo

 

Il numero totale dei morti da coronavirus in Cina è salito a 170. Lo ha annunciato la Commissione sanitaria nazionale cinese aggiungendo che i casi confermati di contagio sono almeno 7.711. Secondo le autorità cinesi casi di contagio sono stati registrati in tutte le regioni cinesi. Intanto è stato reso noto che risalirebbero a metà dicembre i primi casi di trasmissione da uomo a uomo del coronavirus 2019-nCoV e sono quindi precedenti perfino alla notifica dei primi casi dell’infezione. Lo indica l’analisi eseguita dal Centro cinese per il controllo delle malattie che ricostruisce le prime fasi dell’epidemia, nelle quali i contagi sono raddoppiati ogni 7,4 giorni. 





Civitavecchia, il Sindaco blocca lo sbarco dei passeggeri della Costa

 

Allarme a bordo della Costa Smeralda per due casi di coronavirus a bordo. Dai primi esami sarebbe escluso il coronavirus sulla nave rimasta ferma al porto di CivitavecchiaProtestano i turisti imbarcati sulla nave che sono isolati e non possono scendere, visto che il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco ha detto no allo sbarco dei passeggeri dalla grande nave. Lo sbarco era stato autorizzato dalla Sanità Marittima ma il primo cittadino si è opposto."Siamo preoccupati e anche i lavoratori che devono procedere allo sbarco lo sono" ha detto il Sindaco. Ovviamente, precisa, se arriveranno risposte positive dagli esami in corso allo Spallanzani non ci sarà nessuna obiezione a far scendere i passeggeri", dice il sindaco. Poi in una lettera alle autorità competenti è stato ancora più chiaro: “ In ragione delle mie specifiche prerogative istituzionali connesse alla tutela della sanità e della salute pubblica, sono a chiedervi di confermare la predetta negata autorizzazione allo sbarco/imbarco di alcuno dalla M/N Costa Smeralda fin quando tutti gli accertamenti sanitari svolti e in atto non abbiano avuto una risposta che escluda categoricamente ogni pericolo per la salute pubblica dei miei concittadini". Dunque situazione d’empasse. Tutti dovranno restare a bordo, anche quei passeggeri che avevano concluso la loro crociera e dovevano rientrare a casa, nelle loro città, in Italia ed all’estero. La nave crociera ’Costa Smeralda’, attraccata al porto di Civitavecchia nelle ultime ore, durante il suo tour aveva fatto tappa a Marsiglia, Barcellona e Palma di Maiorca. La coppia era arrivata da Hong Kong all’aeroporto Malpensa di Milano lo scorso 25 gennaio per poi dirigersi a Savona, dove è salita sulla nave per la crociera.





Vergogna Italia, si giustifica il razzismo e l’antisemitismo e quanto alla Shoah non è esistita. Fotografia orribile di Eurispes

Dai dati e dalle rilevazioni del Rapporto Italia 2020 emerge l’identikit di un Paese che ‘galleggia’, lontano dalla politica, dal Governo e dal Parlamento; di una popolazione che si è adattata allo stato di perenne crisi ma che continua a ‘bruciare’ ricchezza e risparmi.  Un Paese, spiega l’Eurispes nella relazione che accompagna il rapporto, ‘incattivito’ che guarda con diffidenza e poca tolleranza gli stranieri e che, in molti casi, giustifica episodi di razzismo e antisemitismo. Un Paese che non genera figli ma, nello stesso tempo, ama sempre di più la compagnia degli animali e mostra una cresciuta sensibilità nei confronti dei problemi dell’ambiente.

Aumenta il numero di cittadini secondo i quali lo sterminio degli ebrei per mano nazista non è mai avvenuto: dal 2,7% (del 2004) al 15,6%. Risultano in aumento, sebbene in misura meno eclatante, anche coloro che ne ridimensionano la portata (dall’11,1% al 16,1%). 

Secondo la maggioranza degli italiani, recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati,che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%). Al tempo stesso, il 60,6% ritiene che questi episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo. Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno.Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo.

Al campione è stato chiesto quali affermazioni esprimono al meglio l’anima politica della maggioranza degli italiani. Trova un discreto consenso l’affermazione secondo cui “molti pensano che Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio”(19,8%). Con percentuali di accordo vicine tra loro seguono “gli italiani non sono fascisti ma amano le personalità forti” (14,3%), “siamo un popolo prevalentemente di destra” (14,1%), “molti italiani sono fascisti” (12,8%) e, infine, “ordine e disciplina sono valori molto amati dagli italiani” (12,7%). Oltre un italiano su quattro (26,2%) non condivide nessuna delle opinioni presentate.

Quattro italiani su dieci (40,3%) definiscono il proprio rapporto con gli immigrati ‘normale’, quasi uno su cinque (19,4%) parla di reciproca indifferenza, il 14,4% di reciproca disponibilità, mentre undecimo trova gli immigrati ostili (10,1%), l’8,1% li trova insopportabili, il 7,7% afferma di temerli.E’ quanto emerge dalla 32a edizione del ‘Rapporto Italia’.

Secondo il 45,7% degli italiani un atteggiamento di diffidenza nei confronti degli immigrati è “giustificabile,ma solo in alcuni casi”. Per quasi un quarto (23,8%) guardare con diffidenza gli immigrati è “pericoloso”, per il 17,1% (+6,7% rispetto al 2010) è “condivisibile”, per il 13,4% è “riprovevole” (-4,3% rispetto al 2010).

Per la netta maggioranza del campione (77,2%) gli immigrati nel nostro Paese vengono sfruttati dai datori di lavoro italiani.Ma la convinzione che gli stranieri tolgano lavoro agli italiani rispetto a dieci anni fa è cresciuta dal 24,8% al 35,2% (oltre 10 punti); la percentuale di chi vede negli immigrati una minaccia all’identità culturale nazionale è aumentata dal 29,9% al 33% e di chi paventa un aumento delle malattie è passata dal 35,6% al 38,3%. 

Per contro, rispetto al 2010 crolla di 17 punti percentuali la posizione secondo la quale gli stranieri portano un arricchimento culturale: dal 59,1% al 42%; analogamente, diminuisce la convinzione che gli immigrati contribuiscano alla crescita economica del Paese dal 60,4% al 46,9%.

Per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, oltre un quarto ritiene che il Governo dovrebbe soprattutto erogare aiuti ai paesi di provenienza (26,2%, +7,7% rispetto a dieci anni fa), un altro quarto che dovrebbe inasprire i controlli alle frontiere e lungo le coste (24%, a fronte del 33,6% del 2010), per il 16% la priorità è agevolare la regolarizzazione dei clandestini (nel 2010 erano il 25,5%), per il 15,3% ridurre i visti di ingresso dai paesi dai quali provengono i flussi più consistenti. Il 18,6% considererebbe preferibili altri interventi.

L’incremento di episodi xenofobi nel corso dell’ultimo anno sarebbe avvenuto per quasi due italiani su dieci (19,7%) per colpa del comportamento degli immigrati, per un altro quinto della popolazione (19,2%) per le politiche inadeguate dei governi. Il 18,3% assegna la responsabilità alla comunicazione aggressiva di alcuni esponenti politici, il 15,1% al modo con cui i media diffondono le notizie, il 13% all’atteggiamento degli italiani.

“I lavoratori immigrati in Italia producono il 9% del Pil, circa 139 miliardi di euro annui; il denaro che spediscono ai loro familiari (6,2 miliardi annui) è molto più importante per il sostegno ai paesi di origine di quanto non sia quello che l’Italia destina agli aiuti internazionali allo sviluppo”. Lo dice il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, nel presentare la 32a edizione del ‘Rapporto Italia’.

Inoltre, aggiunge, “i dati ufficiali sono nettamente in positivo per lo Stato. Il bilancio tra costi e ricavi segnala un saldo attivo di 3,9 miliardi.I lavoratori stranieri in Italia sono il 10,5% degli occupati, tra loro vi è un numero crescente di lavoratori autonomi, le loro piccole imprese (oltre 700.000) assumono centinaia di migliaia di italiani e sono di origine straniera il 9,4% degli imprenditori “italiani”. Gli immigrati versano 14 miliardi annui di contributi sociali e ne ricevono solo 7 tra indennità di disoccupazione e pensioni. I loro contributi ci permettono di pagare oltre 600.000 pensioni. Di fronte a questa rassegna di dati inoppugnabili, quand’è che la Politica smetterà di cercare consenso sulla pelle (nera) dei profughi e sulla pelle del futuro economico del Paese?”.





E’ un Paese con tre milioni di precari, nuovo massimo storico

 

L’Istat diffonde la stima provvisoria su occupati e disoccupati di dicembre 2019. I dipendenti a termine, ovvero i precari, a dicembre aumentano di 17 mila unità su novembre, arrivando a toccare quota 3 milioni 123 mila.Lo rileva l’Istat. Si tratta di un nuovo massimo storico.

Resta invariato, rispetto al mese precedente, anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni), che si attesta al 28,9%. 

Il tasso di disoccupazione in Italia risulta stabile al 9,8%,lo stesso livello già registrato a novembre. Il numero delle persone in cerca di lavoro segna un "lieve" aumento su base mensile (+2mila). Nel dettaglio, i disoccupati ceescono tra gli uomini (+28mila) e tra gli under50, a fronte di una diminuzione tra le donne (-27mila) e gli ultracinquantenni.

Tornano a calare gli occupati, che a dicembre segnano una diminuzione di 75 mila unità, dopo due mesi di crescita.Fa sapere l’Istat, spiegando che si tratta della contrazione più forte in termini assoluti da febbraio del 2016. A scendere, con un’inversione di rotta, è il numero di lavoratori dipendenti permanenti (-75 mila), ovvero coloro che hanno il posto ’fisso’. Calano anche gli indipendenti (-16 mila), mentre gli occupati aumentano tra i dipendenti a termine (+17 mila).

Il numero di lavoratori autonomi a dicembre scende di 16 mila unità su base mensile, con il totale che tocca il minimo storico dal 1977.  Ormai in Italia gli indipendenti si fermano a 5 milioni e 255 mila.

 





Lamorgese (Interni) a Salvini: “Le navi non sono bloccate, ma navigano verso un porto sicuro”

 

“Non parlerei di nave bloccata in mare perché le navi non sono bloccate, ma navigano verso un porto sicuro e non abbiamo ancora provveduto perché non mi pare che ci sia stata ancora richiesta di porto”. Così il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a margine della giornata della memoria organizzata dall’IC ‘Largo Oriani’ di Roma, in relazione alla nave Open Arms. “La situazione di instabilità in Libia sta determinando un aumento dei flussi migratori”, ha aggiunto la titolare del Viminale. “L’ho detto per lui e lo dico a maggior ragione per me, ritengo che nessuno debba mai sottrarsi alla giustizia, quindi se mai ci sarà una denuncia poi si vedranno le responsabilità”, commenta Lamorgese in merito alle parole del leader della Lega Matteo Salvini che ha annunciato di volerla denunciare per sequestro di persona relativamente alla gestione della nave Ocean Viking. Per le modifiche ai decreti sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, “noi siamo pronti. Verranno discusse in Consiglio dei ministri, credo la prossima settimana, appena ci sarà la disponibilità di tempo”, ha poi specificato Lamorgese. 




Conte: “Con la maggioranza serve un confronto rapido e serrato”

 

"Abbiamo la possibilità di poter lavorare con grande anticipo sulla manovra, con le forze di maggioranza sarà un confronto molto intenso e serrato. Ho letto su qualche giornale di un confronto di qualche mese: no, assolutamente no. La gente attende risposte in tempi molto più rapidi, lavoreremo in un arco di tempo più ristretto". Lo dice il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa congiunta con il primi ministro bulgaro Boyko Borissov parlando del confronto interno alla maggioranza.





I tassisti romani tornano sul piede di guerra. Bittarelli (Radiotaxi 3570-URI): "Decisi a difendere la dignità del nostro lavoro"

 

“Dopo tre anni e mezzo di inutili e reiterati tentativi di dialogo e richieste di incontri volti ad instaurare una normale interlocuzione istituzionale con la Sindaca Raggi e l’Amministrazione Capitolina, abbiamo formalizzato l’esasperazione della categoria per la totale chiusura ad ogni confronto, sollecitando la Sindaca attraverso la trasmissione di svariate PEC, il presidio svoltosi in Campidoglio in data 17 ottobre 2019 e lo sciopero promosso il successivo 26 novembre. La massiccia adesione alla protesta, che ha visto coinvolto il 90% dei tassisti non è però servita a rimuovere la Sindaca Raggi dall’atteggiamento di ostinato rifiuto a prendere in considerazione i quasi 8.000 lavoratori della categoria. A fronte di tale situazione, l’Amministrazione Capitolina seguita ad inanellare comportamenti omissivi, sconclusionati ed irrazionalmente disfunzionali rispetto alla attenzione che dovrebbe essere data ad un settore così strategico, quale quello del trasporto pubblico. Da oggi, costretti dalla lontananza che la Sindaca Raggi ritiene di dover frapporre nei confronti dei lavoratori del settore – inaccettabile dal punto di vista politico sindacale ed offensiva per l’intera categoria – ci troviamo costretti, nostro malgrado, ad agire nelle uniche sedi istituzionalmente rimaste (quelle giudiziali), per porre rimedio alle problematiche ancora aperte. Provvediamo dunque a notificare, in via ultimativa, una serie di diffide relative: - alla nullità delle clausole imposte ai tassisti nel processo di contrattualizzazione del nuovo Sistema di gestione delle licenze “Taxi Web”; - alla illegittimità della integrazione del Sistema “Taxi Web” nel nuovo Sistema “Chiama Taxi” che si sta realizzando con denaro pubblico; - all’inadempimento rispetto all’obbligo di adeguamento delle tariffe, previsto dall’art. 31 del Regolamento Capitolino per la disciplina degli autoservizi pubblici non di linea, con conseguente danno erariale. Il 3570 opera a Roma da oltre 50 anni, ed è stato interlocutore costante di tutte le Amministrazioni che hanno governato la Capitale ed ora, dopo tre anni e mezzo di assenza da parte dell’Amministrazione Capitolina, siamo ben decisi a difendere la dignità del nostro lavoro, dimostrando la più totale indisponibilità a continuare ad essere trattati da sudditi, anziché da cittadini, lavoratori e, soprattutto, persone che meritano attenzione e rispetto”. Loreno Bittarelli – Presidente Radiotaxi 3570 ed URI – Unione dei Radiotaxi Italiani.