Al Lazzaro Spallanzani la risposta italiana contro il ‘Corona’: isolato il virus

 

I virologi dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, sono riusciti, primi in Europa, ad isolare il virus responsabile dell’infezione. La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è stata già depositata nel database GenBank, e a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale. Maria Capobianchi (nella foto cone le altre due ricercatrici che hanno lavorato per isolare il virus insieme al Ministro della Salute, Speranza) , direttore del laboratorio di Virologia dell’INMI, ha dichiarato: “Il risultato ottenuto oggi è il frutto del lavoro di squadra, della competenza e della passione dei virologi di questo Istituto, da anni in prima linea in tutte le emergenze sanitarie nel nostro Paese”. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’INMI, ha aggiunto: “L’isolamento del virus ci permetterà di migliorare la risposta all’emergenza coronavirus, di conoscere meglio i meccanismi dell’epidemia e di predisporre le misure più appropriate”. “Il risultato ottenuto dai nostri virologi – ha concluso Marta Branca, direttore generale dell’INMI – è una ulteriore testimonianza dell’eccellenza scientifica dello Spallanzani, istituto dove la ricerca non è mai fine a se stessa, ma ha come obiettivo ultimo e concreto il miglioramento delle cure per i pazienti”.

 




Cnr: a Roma evento per ricordare Alberto Moravia e "Gli Indifferenti"

 

Mercoledì 5 febbraio alle ore 10,30 a Roma, presso la Biblioteca centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (P.le Aldo Moro 7), si svolgerà l’evento “30+90. Trent’anni senza Moravia, novant’anni con ‘Gli indifferenti’”. Durante l’incontro si discuterà di Alberto Moravia, uno degli intellettuali più rappresentativi della letteratura italiana e del primo romanzo esistenzialista europeo. Grazie al contributo di personalità del mondo culturale ed accademico, l’evento voluto dal Cnr si propone di ripercorrere e raccontare le tappe essenziali e i principali aspetti umani e professionali di uno dei protagonisti della storia italiana, non solo letteraria, ma anche politica, sociale e culturale. Link evento e programma: https://www.cnr.it/it/evento/16704





All’Accademia d’Ungheria l’omaggio a Béla Tarr

 

Un febbraio all’insegna di Béla Tarr presso il Palazzo Falconieri. L’Accademia d’Ungheria in Roma nel mese di febbraio propone infatti ben tre programmi dedicati al regista ungherese di fama mondiale, Premio Kossuth. Il primo evento in programma, previsto per giovedì 6 febbraio p.v. ore 19.00 presso la Sala Liszt del Palazzo Falconieri (Via Giulia, 1) sarà la proiezione del film Perdizione/Kárhozat di Tarr (Ungheria – 1987, 115’), versione in lingua originale con sottotitoli in italiano. Introduce: Maurizio G. De Bonis, giornalista, critico cinematografico Il bar Titanic è il centro del mondo in un piccolo e sonnolento paese dove il triste Karrer vive di espedienti e chiude le sue giornate al bancone. L’uomo è attratto da una giovane cantante che si esibisce al Titanic ogni sera e decide di sedurla allontanando il marito con la complicità dell’amico Willarski, proprietario del bar. Presto però i quattro saranno avviluppati da un intricato garbuglio di sentimenti ed interessi economici. Martedì 18 febbraio p.v. alle ore 18.00 sempre presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma sarà un seminario di cinema condotto da Maurizio G. De Bonis ad accogliere gli interessati, nel corso del quale verranno delineate le linee principali della poetica ed estetica del cinema di Béla Tarr, attraverso anche la visione e l’analisi delle sequenze dei suoi film. Durante la serata verrà inoltre presentato il progetto editoriale EUFONIE - Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr (Postcart Edizioni, 2019) – frutto di un intenso lavoro durato due anni del Gruppo di Ricerca Satantango – realizzato nell’ambito delle attività di Punto di Svista-Cultura Visuale, Progetti, Ricerca in collaborazione con Officine Fotografiche Roma. Intervengono: Maurizio G. De Bonis, critico delle arti visive e curatore del progetto Eufonie - Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr e i fotografi Luca Cappellaro, Simona Lunatici, Massimiliano Pugliese, Simona Scalas, Orith Youdovich. I programmi dell’Accademia d’Ungheria in Roma dedicati a Béla Tarr si concluderanno in data 20 febbraio p.v. ore 17.30 con la proiezione dell’opera più ambiziosa del regista ungherese, Sátántangó (Ungheria/Germania/Svizzera – 1994, 435’, 1994 Berlinale, Premio Caligari), versione in lingua originale con sottotitoli in italiano. La proiezione prevede due intervalli di 15 minuti. Introduce: Maurizio G. De Bonis, giornalista, critico cinematografico. La storia del film ispirato all’omonimo romanzo di esordio di László Krasznahorkai (pubblicato da Bompiani nel 2016 con la traduzione di Dóra Várnai), si incentra sul collasso di una fattoria collettiva ai tempi della fine del comunismo in Ungheria. Una dozzina di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in quello che resta di una cooperativa agricola, nell’attesa ansiosa di andarsene. Sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della comunità.





Lo smog non concede tregue alla Capitale. Restano le misure contro le auto inquinanti

I pendolari della Capitale hanno tirato un sospiro di sollievo: niente sciopero del trasporto pubblico previsto per lunedì, rimangono, però, le limitazioni al traffico a causa dei livelli di smog. “La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha voluto ringraziare la Prefettura per il grande lavoro di mediazione portato avanti per scongiurare lo sciopero del trasporto pubblico indetto per oggi. Viene, inoltre, apprezzato il senso di responsabilità dimostrato da Fast-SLM, la sigla sindacale che aveva proclamato l’agitazione: la revoca evita la concomitanza dello sciopero con le limitazioni alla circolazione veicolare previste dall’ordinanza di stop a causa del superamento dei livelli di PM 10 nell’aria”.  Limitazioni al traffico nella giornata di lunedì. Considerato il superamento dei livelli di PM10 rilevato dalla rete urbana di monitoraggio e validati dall’Arpa Lazio, e la previsione di criticità prevista, è stata infatti disposta la limitazione della circolazione veicolare nella Ztl Fascia Verde.

Nello specifico, oltre ai divieti già previsti dalla Dcs 4/2015, le misure stabilite dall’ordinanza hanno tenuto in considerazione la concomitanza dello sciopero da parte di una sigla sindacale, limitando il blocco obbligatorio della circolazione dalle ore 7.30 alle 20.30 per i seguenti veicoli: ciclomotori e motoveicoli Euro 0 ed Euro 1; autoveicoli benzina Euro 2.

Inoltre, il provvedimento prevede che gli impianti termici sull’intero territorio comunale dovranno essere gestiti in modo da garantire una temperatura dell’aria negli ambienti non superiore a 18 o 17 gradi in funzione del tipo di edificio.

Gli interventi sono stati adottati sulla base dei criteri indicati nel Piano di intervento operativo, come stabilito dalla delibera n.76 del 28 ottobre 2016. Il testo dell’ordinanza e le relative deroghe sono riportati online sul portale di Roma Capitale.




Attraversamenti con luci a Led per i pedoni della Capitale

 

Continua la sperimentazione dei nuovi attraversamenti con strisce pedonali a led, un sistema già utilizzato con ottimi risultati in via Tuscolana, di fronte alla stazione della metro A di Anagnina. Entro l’estate inizieranno i lavori in corrispondenza di altri quattro attraversamenti non semaforizzati, nell’ambito della sperimentazione autorizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.  Le strisce pedonali a led saranno posizionate in via Isacco Newton all’altezza del civico 84, nel quadrante sud-ovest della città, in via di Pietralata angolo via Pan, nella zona nord-est, in via Casilina altezza fermata Borghesiana, nella periferia est e in via del Fosso di Bravetta all’intersezione con via degli Amodei (Roma ovest). Il sistema consente di mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali soprattutto nelle ore notturne: grazie ai sensori di rilevamento, i marker a led posizionati sulle strisce si accendono al passaggio dei pedoni, segnalandone la presenza agli automobilisti. Un sistema molto simile è attivo anche in via dell’Amba Aradam, all’incrocio con Porta Metronia, dove il sistema a led è associato a un semaforo e si accende allo scattare del verde per i pedoni.

 





Undici chili di droga nascosti in un box al quartiere Montesacro

 

Nel corso di un normale servizio di controllo del territorio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Montesacro hanno notato due ragazzi mentre uscivano da un box di via Herbert Spencer. I due, alla vista dei militari hanno cambiato strada repentinamente. Atteggiamento che ha insospettito i Carabinieri, che hanno deciso di sottoporli ad un controllo. La perquisizione personale ha portato al rinvenimento di un mazzo di chiavi, risultate essere del box da cui sono stati visti uscire precedentemente dai militari e le chiavi dell’auto a loro in uso, parcheggiata poco distante. Entrati all’interno del garage, i Carabinieri hanno scoperto un vero e proprio deposito di sostanze stupefacenti, rinvenendo più di 2,2 kg di marijuana, circa 4,7 di hashish, suddivisi in panetti, vari bilancini di precisione e tutto il materiale utile per il confezionamento delle dosi. La conseguente perquisizione veicolare dell’autovettura, ha portato al sequestro di ulteriori 4 kg di hashish, suddivisi in panetti occultati all’interno del bagagliaio. Da qui sono scattate le perquisizioni domiciliari, dove i Carabinieri sono riusciti a risalire ad un altro box sempre in via Herbert Spencer, dove all’interno i Carabinieri hanno sequestrato altri 900 g marijuana, diversi bilancini di precisione e materiale utile per il confezionamento. I due sono stati arrestati e sottoposti agli arresti domiciliari, in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo.





Corona Virus, il Codacons chiede di annullare la Maratona di Roma

 

 

Annullare la Maratona di Roma che si correrà il prossimo 29 marzo. A chiederlo il Codacons, in relazione all’emergenza sanitaria legata al coronavirus decretata anche in Italia. “Allo stato attuale tutti i grandi assembramenti di persone provenienti da più parti del mondo rappresentano un potenziale rischio per la salute collettiva e alimentano il rischio di diffusione del virus, che ha tempi di incubazione di diversi giorni – spiega il presidente Carlo Rienzi -. In questa fase delicata e di grande incertezza si rendono necessarie misure estreme a tutela della pubblica incolumità: per tale motivo chiediamo di sospendere la Maratona del prossimo 29 marzo, rinviandola a quando ci saranno adeguate garanzie per i partecipanti. Al tempo stesso riteniamo che le funzioni religiose pubbliche che attirano nella capitale un grande numero di fedeli, come l’Angelus in piazza San Pietro, debbano essere al momento sospese, sempre allo scopo di tutelare la salute dei cittadini”. 

 





“Stop” a mutilazioni genitali femminili, Conferenza nazionale a Roma

 

“Salute globale per la tutela delle donne: è possibile eradicare le Mutilazioni Genitali Femminili?”. È il titolo della Conferenza nazionale in programma mercoledì 5 febbraio, dalle 9 alle 13.30, presso il Ministero della Salute (Auditorium “Cosimo Piccinno – Lungotevere Ripa, 1), organizzata dagli istituti IRCSS “Regina Elena” e “San Gallicano” di Roma, in cui medici, ricercatori e diversi parlamentari impegnati nel settore sanitario – alla presenze della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa -, si confronteranno, alla vigilia della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, per comprendere meglio il fenomeno e provare a delineare un’azione comune di contrasto ad una pratica che flagella ancora oggi milioni di donne e bambine nel mondo. Responsabile scientifico dell’iniziativa il prof. Aldo Morrone. 

La mission scientifica. “Il Novecento è stato il secolo in cui il concetto di salute ha delineato un valore universalmente inteso ed ha esteso le aree di intervento nei paesi a Nord e Sud del mondo. Purtroppo, gli sforzi delle comunità internazionali risultano essere ancora insufficienti se confrontati a fenomeni come quello che coinvolge i paesi nell’area sub-sahariana del pianeta: 250 milioni di donne e bambine portatrici di Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) e circa 2% di bambine nel mondo, ogni anno, sono a rischio di essere sottoposte a ‘pratica tradizionale’. Nel mondo globalizzato contemporaneo, del machine learning e dell’intelligenza artificiale che domina i diversi ‘saperi’ scientifici’, la pratica delle MGF non può rimanere una violenza sopita nei corpi delle donne”. 

“A questo si aggiunge l’obiettivo posto dall’Agenda dell’ONU 2030 tra i 17 goal proposti (SDGs), che evidenzia una centralità di intenti sempre più determinata – e accelerata – per il contrasto alle disuguaglianze ‘per tutti a tutte le età’. No one left behind”. 

“La cura, terapia e la promozione della salute, nei paesi di origine e in quelli che sono protagoniste delle mobilità umane, necessitano di azioni concrete, inserite all’interno delle policies e strategie di intervento sanitario. Ciò consentirebbe di coniugare la tutela della salute femminile e di genere, la rimozione di fattori culturali che possano danneggiare la donna e ridurre le discriminazioni. In questa prospettiva il ruolo dei decision makers risulta fondamentale per garantire la tutela delle donne e perseguire i goal 3-4-5-10 previsti dall’agenda 2030 dell’ONU”. 

La Conferenza nazionale. Ad aprire i lavori, alle ore 9, saranno il prof. Morrone e Francesco Ripa di Meana, direttore generale Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO) Regina Elena e San Gallicano. A seguire, dopo i saluti introduttivi della sottosegretaria Zampa, si alterneranno gli interventi di diversi dirigenti ospedalieri e parlamentari, tra cui quelli di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera, Michela Montevecchi (Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani), Isabella Rauti (Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere), Maria Rizzotti (Commissione permanente Igiene e Sanità) e l’ex parlamentare Giuseppina Maturani, membro della Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato nella scorsa legislatura.




Evasi 100 milioni di Iva, arresti tra camorra e criminalità romana

 

Dalle prime luci dell’alba oltre 100 uomini della Guardia di Finanza stanno dando esecuzione a 13 misure cautelari personali e 22 perquisizioni su tutto il territorio nazionale supportati da unità cinofile e con l’ausilio di unità aeree. L’operazione delle Fiamme Gialle “Fuel Discount” sradica una organizzazione criminale che attraverso un sistema di frodi carosello ha sottratto circa 100 Milioni di IVA in poco più di due anni e ha riciclato in Italia e all’estero i proventi illecitamente accumulati. A capo dell’organizzazione soggetti contigui alla camorra e alla criminalità romana.





Roma, Campidoglio: buono pasto per dipendenti da 5,25 a 7 euro

 

Importante duplice novità per i dipendenti di Roma Capitale. I buoni pasto, a partire da marzo, passeranno dal formato cartaceo a quello elettronico e il loro valore nominale verrà aumentato: da 5,25 euro a 7 euro. E’ quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta Capitolina. Per la Sindaca di Roma Virginia Raggi, con questo intervento si allineano gli uffici capitolini a quelli del resto d’Italia. Nella grande maggioranza delle strutture pubbliche italiane i lavoratori percepiscono infatti un buono pasto di almeno 7 euro, in molti casi l’importo è anche superiore. Non si tratta quindi di un privilegio, ma di una risposta alla necessità di riportare i dipendenti al livello degli altri. Si mette fine a un’anomalia negativa di cui si discuteva da anni. Un obiettivo raggiunto grazie a un’attenta opera di risanamento dei bilanci, tramite l’abbattimento degli sprechi e il recupero di risorse – sottolinea la Sindaca.

 





Meloni presenta Maurizio Leo candidato a suppletive Roma e chiede il rispetto della Par Condicio

 

“Un curriculum straordinario, incredibile”. Così la leader di Fdi Giorgia Meloni ha presentato Maurizio Leo che sarà candidato del centrodestra alle elezioni suppletive per il collegio di Roma centro alla Camera. 

“Lo ringrazio di aver accettato la sfida in un collegio non proprio blindato ma daremo battaglia. Ringrazio gli alleati Fi, Udc e Lega che sostengono questa candidatura”, ha aggiunto. 

“Avvocato cassazionista – lo ha descritto Meloni – professore di diritto tributario, ex parlamentare: pensiamo possa ottimamente rappresentare la contrapposizione tra due visioni economiche diametralmente opposte. Una incarnata dalla sinistra e una opposta. Il centrosinistra candida Gualtieri, il ministro che si è inventato i modi più bizzarri per tassare la gente per di fatto aumentare l’iva facendo finta di non aumentarlo. Noi candidiamo la persona che ha inventato il modo più serio tagliare le tasse: lui è l’estensione della proposta della tassa piatta sui redditi incrementabili”. Il voto nelle suppletive di Roma sia giocato ad “armi pari”, perche’ “non e’ mai accaduto che un ministro in carica si candidasse e potesse quindi usare strumenti che gli altri non hanno: dispone di 400 nomine, puo’ promettere ogni giorno qualcosa e poi c’e’ un problema di violazione della per condicio”.

Chiediamo – ha osservato ancora la Meloni – l’applicazione della par condicio: ogni volta che si vede lui in televisione devono vedersi anche gli altri 7 candidati”.  Insomma il centrodestra pretende “il rispetto delle regole, non devono esistere ‘figli e figliastri’ per la democrazia italiana”. L’anti-Gualtieri, spiega Meloni, ha “un curriculum straordinario e rappresenta una visione delle politiche economiche contrapposta a quella di Gualtieri che e’ l’inventore dei modi piu’ bizzarri per tassare gli italiani. Leo invece e’ l’estensore della proposta piu’ seria per tagliare le tasse quella della tassa piatta al 15% sui redditi incrementali rispetto all’anno precedente. Sono due visioni contrapposte- sottolinea Meloni- e ringraziamo Leo per aver accettato una sfida in un collegio in cui bisognera’ dare battaglia. Non e’ certo un collegio blindato per noi”. La Lega appoggia la candidatura. Claudio Durigon sottolinea che quella che si gioca a Roma “sara’ una battaglia vera”, anche Forza Italia con Annamaria Calabria da’ il suo sostegno al candidato “che avra’ una sfida difficile ma avvincente. Spero- conclude la parlamentare- che questo voto sia l’avviso di sfratto per l’amministrazione capitolina”. Leo e’ appoggiato anche dall’Udc: il senatore Antonio Saccone sottolinea che e’ “una partita tutta da giocare”. Il candidato Leo assicura che centrera’ la sua campagna “sulle tematiche economiche e sul degrado di una citta’” e sfida il ministro: “Vorrei confrontarmi pubblicamente su questi temi con Gualtieri”.





Zingaretti incontra l’Ambasciatore di Cina: “Collaborazione per la ricerca scientifica”

 

“Noi siamo molto orgogliosi che sia stato un team medico e scientifico che opera nella nostra Regione e composto, inoltre, da donne a raggiungere questo obiettivo. L’incontro con l’ambasciatore e’ stata anche l’occasione per rilanciare lo scambio di relazioni in campo scientifico e della ricerca. La visita dell’ambasciatore e’ stata importante nell’immediato per dare un segnale utile a tutti, ma anche l’inizio di una piu’ stretta collaborazione nel campo medico”. Cosi’ il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine dell’incontro con l’Ambasciatore cinese.

Hanno partecipato anche le tre ricercatrici dell’Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti, che hanno isolato il virus responsabile dell’infezione da Coronavirus.

“Noi siamo molto orgogliosi che sia stato un team medico e scientifico che opera nella nostra Regione e composto, inoltre, da donne, a raggiungere questo obiettivo.
L’incontro con l’ambasciatore e’ stata anche l’occasione per rilanciare lo scambio di relazioni in campo scientifico e della ricerca. La visita dell’ambasciatore e’ stata importante nell’immediato per dare un segnale utile a tutti, ma anche l’inizio di una piu’ stretta collaborazione nel campo medico”. Italia, Li Junhua, alla sede della Regione Lazio. Hanno partecipato anche le tre ricercatrici dello Spallanzani, Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti.

“Ora, dopo la manovra di bilancio, siamo alla ricerca dell’agenda 2023, cioe’ di una agenda di riforme e di investimenti per il futuro dell’Italia – ha spiegato -. A Rieti il Pd ha cominciato a lavorare su un piano per l’Italia, pochi punti chiari e non a caso al primo punto, per riaccendere i motori italiani, c’e’ il tema della conoscenza, della scuola, della ricerca, con l’innalzamento e l’ampliamento dell’obbligo scolastico e tra le proposte gli investimenti sulla ricerca e l’assunzione di 10mila nuovi ricercatori”. “Non lo abbiamo fatto perche’ ora c’e’ il Coronavirus – ha proseguito Zingaretti -, lo abbiamo detto mesi fa e su questo insisteremo, perche’ l’agenda nuova non va fatta sulle polemiche e sulle divisioni ma su cose concrete che interessano il futuro di questo paese”.





Astro-Luca verso il rientro. Parmitano rientrerà sulla terra il 6 febbraio

 "Il rientro è il primo passo della prossima avventura. Abbiamo verificato i nostri scafandri, e sono pronti: fra meno di una settimana, lo saremo anche noi". E’ con questo tweet che Luca Parmitano annuncia l’inizio dei preparativi per il suo ritorno sulla Terra, previsto per il 6 febbraio in compagnia dei colleghi Alexander Skvortsov, dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, e Christina Koch della Nasa, che insieme a lui posano sorridenti in foto indossando gli scafandri con i pollici alzati.

Dopo 201 giorni in orbita e ben 4 mesi da comandante dell’equipaggio della Stazione spaziale internazionale (Iss), AstroLuca concluderà così la sua seconda esperienza di volo, con la missione Beyond dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che lo ha visto protagonista di complesse attività extraveicolari per la riparazione del cacciatore di particelle cosmiche AMS-02 e non solo. Parmitano ha dato supporto per oltre 50 esperimenti europei e 200 esperimenti internazionali nello spazio. Altre attività di rilievo hanno visto Luca eseguire la prima ’sessione Dj in diretta’ dall’orbita terrestre, rivolgersi ai leader mondiali durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico Cop 25, e parlare con i Premi Nobel di esopianeti e della chimica delle batterie.

Dopo l’atterraggio in Kazakistan del 6 febbraio, Parmitano volerà direttamente in Germania, dove rilascerà una prima dichiarazione all’arrivo presso l’aeroporto militare di Colonia. Sabato 8 febbraio, invece, è in programma una conferenza stampa nel Centro addestramento astronauti dell’Esa a Colonia.





Bruciato vito nell’auto a Locri per motivi familiari, 3 arresti

 

I Carabinieri di Reggio Calabria, dalle prime ore di questa mattina, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, stanno dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa da G.I.P. presso il Tribunale di Locri nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro, del grave fatto di sangue avvenuto nella Locride a cavallo tra il 12 e il 13 novembre dello scorso anno.

Le indagini dei Carabinieri di Roccella Jonica, partite dal rinvenimento del cadavere bruciato di Vincenzo Cordì all’interno della propria autovettura, hanno consentito di far luce su uno dei più efferati omicidi degli ultimi tempi: l’uomo è stato bruciato in auto ancora vivo. Gli approfondimenti svolti dai militari dell’Arma hanno fatto piena luce, altresì, sul movente del grave fatto di sangue, inquadrato nell’ambito familiare.




Processo Ruby Ter, a lei ed al suo ex compagno tre milioni di euro per trasferirsi in Messico

 

Luca Risso, ex compagno di Ruby, "mi disse che l’’operazione’ per incassare 3 o 4 milioni con lei era riuscita, la cifra finale ricevuta era sui 3 milioni" e con quei soldi arrivati "da Berlusconi" andò a "vivere in Messico" con lei e là fecero "investimenti immobiliari". Lo ha raccontato nel processo ’Ruby ter’, a carico dell’ex premier ed altri, Antonio Matera, ex socio di Risso nella gestione della discoteca ’Albikokka’ a Genova. "Risso - ha detto - era innamorato dei soldi, gli interessava Ruby perché gli avrebbe portato soldi".

Risso, ha raccontato il testimone coinvolto in un procedimento per bancarotta riguardante proprio la gestione della discoteca genovese, "mi diceva che sperava di recuperare dei soldi per andare a vivere in Sud America, diceva ’così non faccio niente, me ne sto tranquillo’". Secondo Matera, "Risso sapeva benissimo che Ruby era minorenne, si faceva forte di questo, perché così sarebbe riuscito a prendere i soldi della ’operazione’ con Ruby, ’operazione’ che gli riuscì perché si trasferirono in Messico". Parte del denaro incassato da Karima El Mahroug e dall’allora compagno, infatti, secondo i pm, sarebbe servito anche per l’acquisto di un ristorante con annesso pastificio e due edifici con mini-alloggi per operatori del settore turistico a Playa del Carmen, in Messico. Il teste ha raccontato che Risso gli aveva parlato di "3-4 milioni di euro da prendere, poi che la cifra finale fu di 3 milioni, prese soldi un po’ alla volta, una parte subito e gli altri dilazionati". Sempre secondo la deposizione, Risso gli avrebbe detto che Luca Giuliante, all’epoca legale di Ruby, faceva da "tramite" per i soldi che arrivavano "da Berlusconi", "sempre nell’operazione dei 3 milioni". Risso gli raccontava ancora che "lui avrebbe gestito i soldi di Ruby, lei li prendeva e lui li gestiva, mi diceva che era il colpo della sua vita", ha detto ancora rispondendo alle domande dell’aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio.





Scoperta a Pavia una maxi frode all’Iva da 100 mln di euro

 

La Guardia di Finanza di Pavia, dalle prime luci dell’alba, al termine di una complessa indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto Mario Venditti e dal Sostituto Procuratore Alberto Palermo, sta dando esecuzione a 13 misure cautelari personali e a decine di perquisizioni su tutto il territorio nazionale. L’operazione che vede impegnati più di 100 uomini sta sradicando una organizzazione criminale che attraverso un sistema di frodi carosello ha sottratto circa 100 Milioni di IVA in poco più di due anni e ha riciclato in Italia e all’estero i proventi illecitamente accumulati. A capo dell’organizzazione soggetti contigui alla camorra e alla criminalità romana. Tutto nasce quando, nel gennaio 2019, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Pavia, sulla base di attività di intelligence e insospettiti da un notevole aumento del transito di autocisterne con targa slovena o croata dirette ad un deposito situato nel comune di Vigevano, hanno avviato un’autonoma attività d’indagine, che in poco più di un anno, anche grazie al prezioso ausilio della Sezione della Polizia Stradale di Pavia e dell’Ufficio delle Dogane di Pavia, ha portato a disvelare un’imponente “frode carosello” perpetrata nel settore industriale fra i più a rischio, quello dei prodotti petroliferi, a danno non solo dell’erario nazionale, ma anche di tutte le imprese che operano nel pieno rispetto della legge e in applicazione delle regole di libera e leale concorrenza di mercato. Gli artefici della frode, infatti, acquistavano il prodotto, tramite delle c.d. società “cartiere” a loro riconducibili, da operatori aventi sede in Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Romania e Slovenia poi, grazie ad un giro di fatture false complessivamente quantificato in oltre 400 milioni di euro, riuscivano a rivenderlo a diversi clienti sparsi sul territorio nazionale o a metterlo in consumo attraverso distributori stradali da loro gestiti in Piemonte, Veneto e Lombardia a prezzi molto più convenienti rispetto a quelli di mercato. Facile intuire i danni provocati da questo sodalizio criminale agli operatori del settore i cui distributori insistevano in zone limitrofe a quelle dove veniva venduto il prodotto di questa organizzazione. I rilevanti introiti, poi, attraverso la falsificazione dei bilanci delle società (agli arresti domiciliari è finito anche un commercialista pavese T.G. 54 anni) e il mancato versamento delle imposte da parte delle società appositamente costituite per organizzare la frode, venivano riciclati attraverso il reimpiego degli stessi per attività illecite quali il pagamento in nero di stipendi o provvigioni oppure venivano utilizzati per l’acquisto di beni di lusso quali orologi del valore di anche 100.000 euro, automobili quali Porsche, Ferrari e Lamborghini e vacanze a bordo di yacht da 15.000 euro al giorno. Di particolare impatto le intercettazioni captate dalle fiamme gialle pavesi; in una telefonata una delle persone arrestate, nel rispondere alla madre che commentava il costo elevato dello yacht noleggiato, affermava “... tanto c’è zia I.V.A.!!...” a voler significare che frodando l’IVA potevano permettersi ogni lusso anche quelli più costosi oppure in un’altra conversazione fra due indagati che discutono dei bonifici da fare per dividersi il denaro accumulato illecitamente, uno dei due afferma “... poi è arrivato il Patek (Patek Philippe, nota marca di orologi n.d.r.) così ho fatto un bonifico di 50.400”. I vertici dell’organizzazione non erano semplici “colletti bianchi” che avevano avuto l’ardore di escogitare un sistema tanto fraudolento quanto redditizio; infatti, a capo del sodalizio vi erano pluripregiudicati i cui nomi sono ben noti alle cronache nazionali. L. V. romano di 45 anni, chiamato dagli altri soggetti il “semidio” o “Gesù” era la mente pensante del gruppo, colui che si occupava a 360 gradi della gestione operativa della società, D.G. N. detto “Romeo” romano di 41 anni domiciliato in una lussuosa villa nel quartiere della periferia di Roma est storica roccaforte dei Casamonica e D.B. S. detto “Stefano” napoletano di 47 anni, fratello di un soggetto organico al clan camorristico Polverino attivo nei comuni a nord di Napoli, erano i veri promotori dell’associazione; i due erano, al pari del primo, amministratori di fatto e soci occulti della società al centro delle indagini nonché di molte altre società coinvolte e avevano il ruolo di dare “copertura criminale” e di ripulire il denaro sporco riciclando i proventi illeciti tramite delle società non direttamente a loro riconducibili per poi dividerlo in parti uguali. L’operazione odierna mira al cuore di una pericolosa organizzazione criminale che, grazie agli ingenti profitti accumulati in pochissimo tempo e al calibro criminale dei sui vertici, si stava rapidamente espandendo sul territorio nazionale e anche all’estero replicando il sistema di frode ormai collaudato e infiltrandosi, attraverso l’acquisizione di attività commerciali sane, nel tessuto economico del Paese. La Guardia di Finanza conferma così il costante e incisivo impegno a tutela del mercato, dei cittadini e imprenditori onesti.





Prescrizione, Renzi a Bonafede: fermati, noi pronti a votare contro. Dura replica del ministro

“A Bonafede dico: fermati immediatamente perchè noi in Parlamento votiamo contro la follia che avete fatto sulla prescrizione, non dite che non ve l’avevamo detto, noi tra poltrone e ideale e civiltà giuridica scegliamo i secondi. E non avete i numeri senza di noi al Senato forse anche alla Camera, perciò rifletteteci bene”. Matteo Renzi dall’assemblea di Italia Viva lancia quello che sembra un vero e proprio ultimatum al ministro della Giustizia sulla prescrizione.

“Il 27 partirà la campagna sulla giustizia – annuncia il leader di Iv – se qualcuno pensa che in nome del mantenimento dello staus quo veniamo meno ai nostri principi ha sbagliato clamorosamente”. Immediata la replica del ministro Bonafede: "Non accetto ricatti e minacce da nessuno. E vado avanti. Io non credo che dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo, ci mancherebbe - sottolinea - Qualcuno dovrebbe semplicemente rendersi conto di non essere più al governo con Alfano e Verdini (che, come noto, hanno una concezione della giustizia lontana anni luce dalla mia)".





Torna il leone della Padania Bossi : “Lega nazionalista errore di Salvini, ora l’autonomia”

 

“Se Salvini avesse vinto le elezioni sarebbe riuscito a tenere tutto assieme. Ma ora si apre di nuovo la partita dell’autonomia”: lo afferma Umberto Bossi in un’intervista a Gad Lerner per Repubblica.

“Nell’Italia meridionale l’elettorato si divide per clientele, come facciamo a credere che la Lega nazionalista diventi primo partito del Sud? E’ stato un errore provarci. Le ultime elezioni ci dicono che la strategia di andare al Sud è entrata in crisi. Torniamo indietro fin che siamo in tempo. Sono convinto che l’autonomia è una meta che raggiungeremo, per questo tengo duro”, afferma il fondatore della Lega nord.

“Con la linea nazionalista neanche in Emilia c’era da pensare di vincere. Bonaccini è stato bravo ad agganciarsi per tempo al treno di Lombardia e Veneto, con il progetto del regionalismo differenziato. La Lega nazionalista invece gli ha concesso uno spazio che doveva essere il suo. Come non capire che il popolo emiliano vuole raggiungere il traguardo dell’autonomia, sul modello di Zaia e Fontana. Era la prima cosa da offrirgli. Altro che prima gli italiani, per quello basta e avanza la destra nazionalista. Ora spero sia chiaro: se trasferisci la Lega al Sud, poi diventa più difficile chiedere il voto alla Lombardia, al Veneto e all’Emilia”.

“La gente si chiede: la Lega fa ancora gli interessi del Nord, sì o no? Basta fare due conti. Più della metà degli elettori italiani vive sopra il Po. Se perdiamo questi, è finita. La priorità è batterci per l’autonomia, e per raggiungerla l’esperienza insegna che serve mantenere anche buoni rapporti con la sinistra, più sensibile della destra a questo tema”.

Bossi boccia l’alleanza con l’estrema destra: “Mio nonno era socialista, io sono e resto antifascista. Su questo non si transige”.





Riders, la Cisl (Sbarra) avverte: "Devono avere le stesse tutele dei dipendenti"

 

Sempre più persone si affidano alle piattaforme sociale per ordinare cibo che viene consegnato a casa dai cosiddetti riders. Ma questa categoria di lavoratori è giustamente retribuita? Le condizioni contrattuali sono eque? Anche se la loro situazioni è sotto gli occhi di tutti, molto spesso l’argomento viene lasciato nell’ombra. In Terris ne ha parlato con il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra. Superare la mera logica del cottimo, estendere il welfare contrattuale, le maggiorazioni salariali, il diritto alle ferie, alla malattia, al Tfr e a tutte le altre protezioni che solo un vero contratto può riconoscere. Sono queste le condizioni necessarie per salvaguardare una categoria estremamente etorogena come quella dei riders. E’ quanto ha dichiarato in un’intervista a In Terris Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl. Le condizioni lavorative dei riders sono da tempo sotto gli occhi di tutti. In motorino o bicicletta percorrono chilometri per consegnare quanto il cliente ha ordinato - quasi sempre - tramite un’app. Nei giorni scorsi, su questa categoria lavoratica si sono accessi i riflettori in seguito alla pronuncia della Corte di Cassazione contro Foodora. Infatti, la Suprema corte ha respinto il ricorso dell’azienda contro la sentenza con cui la Corte d’appello di Torino aveva riconosciuto a 5 ex rider parità economica rispetto ai lavoratori subordinati del settore della logistica, con tredicesima, ferie e malattie pagate. "Al verificarsi delle caratteristichedelle collaborazioni" individuate nell’articolo 2, comma 1, del Jobs Act, "la legge ricollega imperativamente l’applicazione della disciplina della subordinazione", si legge nella sentenza depositata. "Non ha decisivo senso interrogarsi sul se tali forme di collaborazione, così connotate e di volta in volta offerte dalla realtà economica in rapida e costante evoluzione, siano collocabili nel campo della subordinazione ovvero dell’autonomia - osserva la Suprema Corte - perché ciò che conta è che per esse, in una terra di mezzo dai confini labili, l’ordinamento ha statuito espressamente l’applicazione delle norme sul lavoro subordinato, disegnando una norma di disciplina". In Terris ha approfondito la questione riders con il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra. In bici o in motorino, con la neve o con il caldo, i riders lavorano per pochi euro al giorno. Sono oggi la categoria di lavoratori più svantaggiata? "Di sicuro è quella più esposta al rischio deregolamentazione, come tutta la gig-economy, che sta rivoluzionando l’organizzazione del lavoro. Quella dei riders è una categoria estremamente eterogenea, in cui coesistono situazioni e necessità molto diverse. C’è chi lavora in modo discontinuo o nei week-end per pagarsi l’università o integrare un salario, e chi invece si impegna a tempo pieno per portare avanti una famiglia, per non parlare di chi è stretto nella morsa del vero e proprio caporalato digitale. Situazioni che richiedono tutele e strumenti di intervento specifici, sia di natura legislativa che contrattuale. Istituzioni e Parti sociali devono operare insieme per tessere, intorno a queste persone, una rete di tutele che coniughi salari adeguati e diritti esigibili, legalità e trasparenza, welfare e buona flessibilità. Il sindacato confederale è sul pezzo da tempo: già a dicembre del 2017 le nostre Federazioni dei Trasporti hanno inserito nel Contratto della Logistica una parte dedicata ai ciclo-fattorini, che tiene conto della grande varietà di bisogni e aspettative presenti in questo segmento". Una pronuncia della Cassazione di qualche giorno fa ha stabilito che i riders devono avere le stesse tutele dei dipendenti, condivide la decisione? "Non solo condividiamo, ma abbiamo lavorato e lavoriamo fattivamente per arrivare a questo risultato. La giurisprudenza conferma oggi i contenuti di una normativa appena riformata proprio grazie alla spinta del sindacato confederale. La nuova legge riconduce le false collaborazioni al lavoro dipendente, stabilendo che quando la prestazione ha carattere esclusivamente personale ed è svolta in maniera continuativa, è in tutto e per tutto associabile a lavoro subordinato. E questo sia sotto il profilo retributivo che normativo. Un passo fondamentale, che ora richiede la copertura di un ultimo miglio: l’applicazione a tutti i riders del contratto della Logistica a cui prima facevo riferimento. Vanno collegate le retribuzioni a quelle tabelle, va superata la mera logica del cottimo, va esteso il welfare contrattuale, le maggiorazioni salariali, il diritto alle ferie, alla malattia e al Tfr... insieme a tutte le altre protezioni che solo un vero contratto può riconoscere". Che cosa si può fare per tutelare maggiormente questa categoria di lavoratori? "Bisogna estendere i contratti collettivi di riferimento attivando tutti gli istituti normativi, assistenziali e previdenziali. È poi prioritario affrontare alcuni aspetti operativi, a cominciare dalla trasparenza degli algoritmi decisionali delle piattaforme, dal riconoscimento del diritto alla disconnessione, alla privacy, alla non discriminazione e all’associazione sindacale. Vanno censite le aziende che operano sui territori e assicurata la massima trasparenza ed equità di ‘app’ che non sono videogiochi, ma piattaforme che regolano nei fatti l’organizzazione del lavoro. Per questo chiediamo di insediare subito presso il Ministero del lavoro un Osservatorio ad hoc e di istituire presso il Ministero dello Sviluppo l’albo di tutte le piattaforme digitali. Diritti e tutele vanno resi esigibili non solo nel food-delivery ma anche in tutti gli altri lavori digitali, che in Italia occupano centinaia di migliaia di persone tra autisti, badanti, addetti ai servizi domestici, solo per fare alcuni esempi. Passi indispensabili se vogliamo dare certezza e regolarità, anche fiscale e contributiva, a queste forme di lavoro". Dietro ai riders, ci sono spesso giovani, stranieri o persone che hanno perso il lavoro dopo anni e che fanno difficoltà a trovare un nuovo impiego… quali alternative si possono offrire a queste persone? "La gig-economy non va demonizzata, e in molti casi va incontro a una precisa richiesta di flessibilità da parte del lavoratore. Ma è anche vero che in tanti non hanno la possibilità di scegliere. Il sentiero della contrattazione, della bilateralità, della condivisione e della partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali è in ogni caso - anche per le collaborazioni genuinamente autonome - il migliore per contrastare il vero nemico insito in questa tecnologia, che è l’isolamento della persona. Il tema delle alternative però chiama in causa soprattutto la responsabilità del potere pubblico di avviare politiche occupazionali vere. Servono investimenti adeguati, che stimolino occupazione di qualità e attivino strumenti capaci di riqualificare e riallocare le persone. In assenza di queste politiche il lavoro non si riscatta, con effetti deleteri su tutta la nostra economia".





Autogrill, battaglia sindacale e l’azienda conferma i licenziamenti

 

"Grave e ingiustificata presa di posizione da parte di Autogrill nei confronti dei propri dipendenti". Questa la denuncia della Filcams Cgil.Il sindacato che rappresenta i lavoratori dei servizi accusa la multinazionale italiana di avere contestato e sospeso "numerosi lavoratori, per la quasi totalità donne e diversi delegati sindacali, per aver esercitato un diritto". Il tutto sarebbe accaduto negli ultimi giorni - ricostruisce sempre la Filcams - "in locali ’storici’ della rete di ristorazione autostradale (Cantagallo, Riviera Sud, Stura Ovest, Villoresi Est)", dove alcuni lavoratori sono stati puniti disciplinarmente "per essersi astenuti dalla prestazione festiva, nel corso del periodo natalizio. L’astensione dal lavoro festivo, però, è un diritto confermato da sentenze della magistratura in diversi gradi di giudizio e il lavoratore non è obbligato a prestare servizio", sottolinea la Filcams.

Paradossalmente Autogrill vanta la certificazione SA8000 (certificazione internazionale di qualità tra i cui requisiti è richiesto ‘il rispetto dei diritti dei lavoratori’).

"Secondo quanto incredibilmente formalizzato dall’impresa, nelle comunicazioni inviate ai dipendenti coinvolti, gli stessi sarebbero incorsi in ’grave insubordinazione’, avrebbero determinato ’gravi danni derivanti da condotte insubordinate’ e la loro legittima astensione dalla prestazione lavorativa sarebbe da considerarsi ’assenza ingiustificata’: rileva il sindacato, che dichiara "forte preoccupazione per l’irresponsabile presa di posizione di Autogrill, in spregio a sentenze di diverso grado, a maggior ragione considerando che, non soddisfatta, l’impresa parrebbe intenzionata ad adottare misure ancora più gravi per i lavoratori coinvolti, per la quasi totalità donne”.

Per la Filcams “i fatti recenti confermano un cambiamento inaccettabile nella condotta aziendale che si è accompagnato, soprattutto nell’ultimo periodo, ad un forte peggioramento delle condizioni di lavoro all’interno dei punti di ristorazione. Flessibilità esasperata, carenza di organici, impossibilità di conciliare tempi di vita e di lavoro, lavoro notturno ‘in solitaria’, part time involontario”, secondo la Filcams, “sono solo alcune delle problematiche da affrontare, partendo dalla sempre più difficile situazione delle lavoratrici in azienda” (il 70% dei dipendenti Autogrill).




Pensioni, va avanti il confronto tra Sindacati e Governo

 

E’ iniziato il percorso di incontri tecnici e operativi sulla riforma delle pensioni post Fornero a cui lavoreranno governo e sindacati in vista della prossima legge di bilancio. Il tavolo odierno si occuperà in particolare della pensione contributiva di garanzia per i giovani per cercare di assicurare loro "assegni dignitosi" con cui lasciarsi alle spalle carriere discontinue, precariato e lavori mal pagati. Un dossier che vede un intento comune tra il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo e Cgil, Cisl Uil ma la partita non è semplice.

Febbraio sarà un mese denso di appuntamenti: dopo il tavolo odierno, le parti torneranno ad incontrarsi il 7 febbraio per affrontare il nodo pensionati, il 10 si parlerà invece di flessibilità in uscita, il 19 febbraio di previdenza complementare. La data dell’incontro sulla non autosufficienza è ancora da definire.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha parlato dell’avvio di "un confronto serio, un inizio importante che va nella direzione di rispondere alla nostra piattaforma“. Per il leader della Cgil “servono regole comuni, ad esempio di uscita flessibile dai 62 anni, ma servono anche misure che riconoscano le differenze tra uomini e donne così come per i lavori gravosi. Quest’anno – prosegue Landini – il governo vuole fare una discussione sul Def nel mese di aprile, quindi fare questa verifica a marzo sull’insieme della questione previdenza significa avere chiara la strada che vogliamo percorrere”.





Nel 2019 sono nate circa 5000 imprese in più sull’anno precedente

 

Sono 353.052 le imprese nate nel 2019, circa 5mila in più rispetto all’anno precedente. A fronte di queste, però, 326.423 hanno chiuso i battenti nello stesso periodo, 10mila in più rispetto al 2018. Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato, a fine anno, un saldo tra entrate e uscite positivo per 26.629 imprese, il saldo minore degli ultimi 5 anni. A fine dicembre 2019, quindi, lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.091.971 unità.

“Si accentua nel 2019 il turnover delle nostre imprese”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “Le incertezze del contesto internazionale – aggiunge  -  si fanno sentire soprattutto in quei settori più esposti alla concorrenza dei mercati, come la manifattura. Anche il commercio mostra un calo, mentre la capacità attrattiva del nostro Paese alimenta l’industria del turismo, che continua a crescere, così come in aumento sono le attività professionali e i servizi alle imprese. In ogni caso, la voglia di fare impresa resta alta. E’ un segnale importante. Dobbiamo continuare a lavorare al fianco delle imprese per far crescere la loro competitività”.

A guadagnare terreno sono stati i settori dei servizi legati al turismo (8.211 imprese in più per l’alloggio e la ristorazione), le attività professionali(+6.663), i servizi alle imprese (+6.319) e - sulla scia del basso costo dei mutui e degli incentivi al recupero edilizio ed energetico - le attività immobiliari (+4.663) e le costruzioni (+3.258). Si restringe invece ulteriormente (-4.107 imprese) la platea dell’industria manifatturiera, quella del commercio (-12.264) e dell’agricoltura (-7.432). Segnali se non positivi, quantomeno incoraggianti vengono dall’artigianato che, pur chiudendo in rosso il bilancio annuale (-7.592 attività), dopo otto anni vede tornare a crescere il numero delle iscrizioni di nuove imprese.


Guardando alla geografia delle imprese, a restare al palo tra le grandi macro-ripartizioni (confermando la performance del 2018) è stato il Nord-Est (-0,1% il tasso di crescita, equivalente a circa 1000 imprese in meno nei dodici mesi). Il dato più positivo riguarda il Mezzogiorno che, con una crescita di 14.534 unità, da solo determina oltre la metà (il 54,6%) di tutto il saldo positivo dello scorso anno. Tra le regioni, la crescita più sensibile in termini assoluti si registra, ancora una volta, nel Lazio (con 9.206 imprese in più rispetto al 2018, corrispondenti a un tasso di crescita dell’1,4%, il migliore tra le regioni), seguito da Campania (5.746) e Lombardia(+5.073). Sul fronte opposto Piemonte (-1.517), Emilia-Romagna (-1.431) e Marche (-909) sono le regioni che hanno fatto segnare le contrazioni più apprezzabili nel numero di imprese registrate mentre, in termini percentuali, a segnare maggiormente il passo è stato il Friuli Venezia Giulia (-0,7%).


A conferma di un trend ormai consolidato, il bilancio del tessuto imprenditoriale resta positivo quasi esclusivamente per merito delle società di capitali (+3,52% il loro tasso di crescita nel 2019, per un saldo pari a ben 60.382 imprese in più rispetto al 2018). Un ‘bottino’ sufficiente a compensare la perdita di circa 18mila società di persone (-1,8%) e di poco più di 16mila imprese individuali (-0,5%).


Questi i principali dati sulla natalità e mortalità delle imprese risultante dal Registro delle imprese, diffusi oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da InfoCamere, la società delle Camere di Commercio italiane per l’innovazione digitale. 

 




Corona Virus, il Vademecum di Save the Children

Le continue e svariate notizie sul Coronavirus stanno esponendo tutti a moltissime informazioni, compresi i bambini e gli adolescenti. Non è la prima volta che un virus simile crea allerta a livello globale e il rischio è quello di cadere nelle fake news e di aumentare uno stato di panico incontrollato. 

Come proteggere noi e i bambini dalla sovraesposizione mediatica e come affrontare una situazione di paura in generale?


Abbiamo raccolto alcuni suggerimenti, molto simili a quelli messi a punto durante il post emergenza di un terremoto. La situazione risulta infatti simile, la paura è quella dell’ignoto e del futuro incerto.


6 SUGGERIMENTI PER NON FARSI PRENDERE DAL PANICO

Essere continuamente esposti a immagini delicate, così come a informazioni complesse, potrebbe causare nei più piccoli confusione che andrebbe a suscitare sensazioni di paura e smarrimento.


Prima di fornire loro informazioni, è necessario cercare di capire qual è la percezione dell’evento e quali le loro domande in merito. È giusto iniziare a dialogare con loro per fornire delle spiegazioni chiaredi quanto sta succedendo, in base anche alla loro età, lasciando che esprimano le proprie preoccupazioni.


Questo vale per tutti: è fondamentale saper riconoscere le informazioni corrette dalle cosiddette fake news. Per farlo bisogna controllare sempre le fonti di informazione, che siano pertinenti e provengano da persone esperte a riguardo. Inoltre, non banale, è utile controllare la data e l’ora di pubblicazione così da avere informazioni sempre aggiornate.


In questo caso il punto di riferimento può essere il medico di base, il quale può fornire informazioni sicure e rassicurare noi e i nostri figli. Ricordiamoci che i bambini possono essere turbati anche da immagini che hanno visto o discorsi che hanno sentito, il parere di un esperto li può tranquillizzare in caso di dubbi e paure.


I bambini imparano dai grandi come gestire situazioni difficili. Occorre essere attenti ad esprimere le proprie emozioni di fronte ai bambini a seconda della loro età.

Cercare di mantenere la quotidianità delle proprie giornate aiuta ad affrontare le paure dei più piccoli. Inoltre, salvo informazioni ultime, non tenere a casa i propri figli da scuola poiché aumenterebbe il senso di emergenza. Inoltre è stato dichiarato come questo virus, nonostante l’alto livello di trasmissibilità, è mortale in bassissima percentuale e nei casi di persone già affette da altre patologie.  


Secondo l’OMS, non solo nella particolarità di questo virus, per tenerci protetti il più possibile bisogna lavarsi le mani per almeno 20 secondi con acqua calda e sapone. In caso di mancanza di acqua si può ricorrere a disinfettanti liquidi. Inoltre in caso di tosse e starnuti è corretto posizionare l’incavo del gomito davanti alla bocca così da evitare di contaminare le mani. 





Corona Virus devastante per la Cina. Le Borse hanno totalizzato oltre 420 miliardi di euro di perdite

 

La Banca centrale cinese (Pboc) ha iniziato a dispiegare le misure a sostegno della liquidità dei mercati e di supporto all’economia annunciate nel fine settimana per fronteggiare le ricadute dell’epidemia di coronavirus. Nel sistema sono stati immessi 150 miliardi di yuan, pari a 19,3 miliardi di euro, attraverso ’repo’ (pronti contro termine) a 7 e 14 giorni. Il tasso per entrambi i repo, forme di sostegno della liquidità a breve attraverso scambio tra cash e asset, è stato tagliato di 10 punti base per entrambi.

I pronti contro termine a tassi più bassi servono ad "assicurare ampia liquidità durante questo periodo speciale di contenimento del virus", ha comunicato la Banca centrale cinese, che continuerà a "monitorare da vicino" la liquidità sui mercati. La Pboc ha iniettato 1.200 miliardi di yuan di ’repo’ a 7 e 14 giorni con un effetto netto di 150 miliardi poiché sono al contempo arrivati a maturazione repo per 1.050 miliardi di yuan. Il consulente della Banca centrale, Ma Jun, ha indicato che anche i tassi dei prestiti a medio termine di metà febbraio, sono attesi in calo, secondo quanto riporta Bloomberg.

Le Borse cinesi, tra Shanghai e Shenzhen, hanno mandato in fumo 420 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione a causa delle perdite innescate dal timore del coronavirus di Wuhan: nel primo giorno di scambi dopo la lunga pausa del Capodanno cinese, Shanghai ha perso il 7,72%, Shenzhen il’8,41%.

La domanda di petrolio da parte della Cina è crollata di circa 3 milioni di barili al giorno, pari al 20% del fabbisogno totale, a causa degli effetti sull’economia delle misure di contenimento adottate da Pechino per frenare l’epidemia di coronavirus. Lo riporta Bloomberg che cita top manager di gruppi petroliferi cinesi e occidentali. Si tratta probabilmente del più severo shock subito dalla domanda di petrolio dalla crisi finanziaria, nel 2008-2009, e del più repentino dall’attacco alle Torri Gemelle.





Sicurezza sanitaria, aeroporti restano sotto stretta tutela

 

Gli aeroporti restano però i luoghi a maggior rischio per la diffusione del virus. E per questo nella riunione si è deciso che le procedure sanitarie già in vigore verranno estese a tutti i voli provenienti dalla Cina passando per scali intermedi. Ma non solo. Visto che si tratta di controllare migliaia di persone, spiega il Commissario, "stiamo immaginando ulteriori misure. Organizzeremo negli aeroporti delle aree attrezzate con termoscanner in cui tutti i passeggeri in entrata e in uscita dovranno transitare. Lo strumento ci permetterà di individuare chi ha la temperatura fuori dalla norma". Le verifiche scatteranno inoltre anche nei porti. A tutte le navi in transito nei porti italiani, sia quelle mercantili che quelle da crociera, verrà estesa la procedura di ’libera pratica sanitaria’ prevista per le imbarcazioni extra Ue. In sostanza, i medici potranno salire a bordo delle navi per fare analisi ed esami sia se da bordo verranno segnalati casi sospetti sia agendo autonomamente, su disposizione delle Asl. Borrelli ha assicurato però che non verranno chiuse le frontiere "Stiamo lavorando per capire come potenziare i controlli su treni e auto in arrivo nel paese, ma non ci sono oggi, in Europa e in Italia, condizioni tali che possano far ipotizzare una chiusura delle frontiere. Sarebbe una misura veramente assurda". L’altra ’apertura’ emersa nel corso della riunione è quella verso la circolazione delle merci. "Al momento è tutto fermo ma è una misura troppo restrittiva" ammette il capo della Protezione Civile sottolineando che è necessario riaprire i collegamenti soprattutto per quanto riguarda il materiale medico sanitario, come ad esempio le provette per le analisi che dall’Italia devono arrivare in Cina. Scatterà invece il blocco per i visti. Il sottosegretario al Turismo Lorenza Bonaccorsi ha fatto sapere che è stata sospesa la concessione in Cina da parte delle agenzie autorizzate. Verranno dati quelli dei consolati ma solo "per motivi familiari o casi di conclamata e acclarata urgenza".





Il Corona Virus supera la Sars. Le vittime sono 362 e i casi sospetti salgono a 21.558

 

La Cina ha registrato 57 nuovi decessi nel conteggio della sola giornata di ieri, portando il totale a quota 362: gli ultimi aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale (Nhc) hanno inoltre segnalato 2.296 nuovi contagi accertati, per 17.205 casi complessivi. Mentre i casi sospetti sono cresciuti a 21.558 e le guarigioni a quota 475. I 361 morti, annunciati oggi dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc), hanno superato i decessi della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) che nel 2002-03 ne fece 349, secondo i numeri ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Allo stato, i contagi totali del coronavirus sono 17.205, più del triplo dei 5.327 della Sars.

Nel primo giorno utile di ritorno al lavoro, sono almeno 24 le province e municipalità cinesi, come Shanghai, Chongqing e il Guandong, che invece hanno rinviato la ripresa delle attività economiche e produttive a non prima del 10 febbraio per i timori di contagio. Sono aree che nel 2019 hanno pesato per oltre l’80% in termini di contributo al Pil della Cina e per il 90% all’export. L’Hubei, cuore dell’epidemia, non ripartirà prima del 14 febbraio, sempre che non si richieda una "appropriata estensione" del periodo di ferie, ha scritto venerdì il Quotidiano del Popolo. Nel mondo il numero di contagi accertati da coronavirus si avvicina a quota 15mila, con oltre 300 morti. Lo segnala l’ultimo bilancio fornito dalle autorità e i media cinesi, oltre alle comunicazioni fornite da altre autorità mondiali.

Ecco di seguito il numero dei contagi e delle vittime, divise per paesi e aree geografiche: Cina “continentale”: 14.386 contagi (304 morti).

Hong Kong: 14 contagi.

Macao: 8 contagi.

Taiwan: 10 contagi.

Resto dell’Asia: 94 contagi (un morto).

Europa: 21 contagi.

America settentrionale: 12 contagi.

America meridionale: nessun contagio.

Australasia: 12 contagi.

Resto del mondo: 4 contagi.

TOTALE: 14.562 CONTAGI.





Bentornati in Italia

 

E’ atterrato, come da programma, all’aeroporto militare di Pratica di Mare, il volo predisposto per riportare in patria i 56 italiani provenienti da Wuhan, in Cina, epicentro dell’epidemia di infezioni da nuovo coronavirus. Il Boeing KC 767 dell’Aeronautica militare è già equipaggiato a bordo con una struttura sanitaria in grado di gestire la situazione delle persone provenienti dalla città cinese.

Come previsto dal protocollo predisposto dalle nostre autorità, i 56 connazionali riceveranno subito un ulteriore screening nella base militare e poi verranno trasferiti in un’altra struttura militare, quella della Cecchignola, alla periferia della capitale dove trascorreranno un periodo di quattordici giorni di isolamento.  "Per il momento stanno tutti bene - ha detto il capo dell’Unità di crisi della Farnesina Stefano Verrecchia - devono ancora terminare i controlli sanitari e avranno tutta l’assistenza necessaria ma per il momento non ci sono problemi. In queste settimane in Cina, gli italiani hanno avuto molta pressione - ha aggiunto Verrecchia - ma mi pare che non siano provati. C’è solo la stanchezza del viaggio".  A bordo dell’aereo c’erano anche sei bambini , mentre la persona rimasta in Cina perchè ha accusato febbre " si trova in ospedale- ha detto Verrecchia- con l’assistenza del personale dell’ambasciata italiana. ". Il capo dell’Unità di crisi della Farnesina ha poi ribadito che tra gli italiani che erano a Wuhan una ventina hanno scelto di rimanere in città. " Organizzare il rientro è stato un lavoro molto complesso - ha concluso Verrecchia- ma tutto è andato come da programma". Dopo l’arrivo e le prime visite mediche, i passeggeri hanno lasciato l’aeroporto di Pratica di Mare in direzione della città militare della Cecchignola a bordo di due pullman militari dove trascorreranno i 14 giorni di quarantena. Sia il personale sanitario, sia i soldati a bordo, sia i passeggeri indossavano mascherine e occhiali protettivi.





Papa Francesco: “Proclamare Roma Capitale fu un evento provvidenziale”. Iniziate le celebrazioni per i 150 anni dell’Istituzione

"La proclamazione di Roma Capitale fu un evento provvidenziale, che allora suscitò polemiche e problemi. Ma cambiò Roma, l’Italia e la stessa Chiesa: iniziava una nuova storia". Questo il messaggio di Papa Francesco inviato in occasione dell’avvio delle celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale, il cui testo è stato letto nel pomeriggio di lunedì dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin al Teatro dell’Opera di Roma. "Roma avrà un futuro, se condivideremo la visione di città fraterna, inclusiva, aperta al mondo", aggiunge il Papa nel messaggio. All’evento che apre le celebrazioni partecipano, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la sindaca di Roma Virginia Raggi. "Roma è una città accogliente, internazionale. Una città aperta a tutti.  E lo sarà sempre. Celebrare questo anniversario - ha detto Raggi - vuol dire prepararsi con entusiasmo alle prossime sfide. E aprire questa nuova fase proprio da questo luogo di cultura è il più bell’augurio che facciamo alla città e all’Italia".