Lavoratori di Ama, nessuna assenza per paura del Corona Virus

 

“AMA ribadisce che le attività di raccolta dei rifiuti, anche nelle aree dove la comunità cinese è più radicata, sono svolti come di consueto e non c’è alcuna anomalia rispetto all’organico in servizio”. Così l’azienda capitolina in una nota. “Le assenze attuali (per malattia, ferie programmate, ecc.) tra gli operatori ecologici in forza all’Esquilino sono assolutamente in linea con quelle delle scorse settimane. Il numero dei lavoratori che era in servizio ieri (lunedì 3 febbraio) è, ad esempio, identico a quello dell’analoga giornata (lunedì 27 gennaio) della settimana precedente. Nei primi tre giorni di febbraio 2020, le assenze per malattia tra gli addetti AMA in zona Esquilino risultano addirittura inferiori di circa il 30% rispetto agli stessi giorni del 2019”, assicura l’azienda. “Non si prefigura, dunque, alcun aumento degli assenti per effetto dell’allarme da “coronavirus”. L’Azienda invita a non diffondere né alimentare ingiustificati allarmismi tra i cittadini”, conclude. 





La Meleo annuncia lavori in estate per la scuola Europa, ora però ci sono le stufe

 

 “C’è chi fa politica e chi invece lavora e porta risultati. Vi parlo della situazione di una scuola nell’Ottavo municipio, la scuola Europa, in cui si è verificato un guasto a una parte dell’impianto di riscaldamento”. Lo scrive su Fb l’assessora capitolina ai lavori Pubblici Linda Meleo, dopo il dir-in di genitori e bambini di oggi sotto il suo dicastero. “Con il Dipartimento Lavori Pubblici abbiamo individuato le strade per risolvere una volta del tutto il problema. I lavori di manutenzione sulle reti di distribuzione degli impianti di riscaldamento della Scuola Primaria Europa in via di Grotta Perfetta 524 saranno eseguiti in estate durante il periodo di chiusura vista la complessità e la durata dell’intervento”, spiega Meleo. “Questa azione straordinaria si è resa necessaria sia per la vetustà degli impianti sia per recuperare i danni, involontari, di un intervento effettuato dall’VIII Municipio durante il rifacimento della pavimentazione della scuola che, di fatto, ha compromesso l’integrità delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento. In attesa dell’estate, per tamponare la situazione, farò inserire dei fondi nella prossima variazione di bilancio per l’acquisto di alcuni termoconvettori da installare nelle classi interessate dai disagi e che sia di sostegno per eventuali altre situazioni future in città”. “Si tratta di una soluzione provvisoria, che, per competenza, avrebbe dovuto essere fatta dal Municipio VIII (il quale non ha neanche richiesto i fondi in bilancio per questo) – chiarisce Meleo – ma per senso di responsabilità nei confronti dei bambini e delle mamme, farà direttamente il mio Dipartimento. Domani incontrerò il dirigente scolastico proprio per informarlo di queste attività e dei tempi stimati per queste operazioni”, conclude.





Baglio (Pd): "400 bambini al freddo e il Comune promette solo 4 ventole..."

Roma, Baglio(Pd): a 400 bimbi al freddo Meleo promette 4 ventole

 

 “I 400 bambini della scuola Europa, a Grotta Perfetta sono al gelo dal mese di dicembre, nell’inerzia dell’Amministrazione capitolina, e ci resteranno fino a metà marzo. Un’assurdità inaccettabile: nell’Istituto comprensivo Carlo Alberto Dalla Chiesa gli alunni fanno lezione da due mesi in corridoio a causa di un guasto all’impianto di riscaldamento, che inspiegabilmente non è ancora stato riparato. Ieri, insieme alle famiglie, agli operatori e ai bambini abbiamo dato vita ad un flashmob davanti all’Assessorato, per chiedere a gran voce quali risposte intendano dare al problema. Evidentemente questo deve aver spinto qualche collaboratore a spiegare all’assessora Meleo che tra le competenze del Dipartimento dei Lavori Pubblici – di sua competenza – sono chiaramente esplicitate le manutenzioni degli impianti di riscaldamento e condizionamento e la manutenzione straordinaria degli immobili dell’edilizia residenziale pubblica (ERP). La rediviva assessora, dunque, ha assicurato che farà installare dei condizionatori nelle prossime settimane. I lavori di manutenzione sull’impianto sono invece rimandati a fine anno scolastico. L’assessora Meleo arriva dunque con due mesi di ritardo, per risolvere (parzialmente) una questione su cui sarebbe potuta intervenire a dicembre scorso. Non contenta della figuraccia rimediata, è riuscita anche ad attaccare sui social il Municipio VIII. Gentile assessora, le assicuro che ormai i cittadini hanno fatto l’abitudine alle vostre bugie, e da tempo hanno smesso di credere ai vostri vuoti proclami digitali, e le dico anche che terremo d’occhio questa promessa, verificheremo che il problema si risolva davvero. Lo faremo di nuovo a fianco dei bambini, dei genitori, degli operatori della scuola: non possiamo lasciarli soli di fronte alla vostra incompetenza”. Così in una nota la consigliera del PD capitolino Valeria Baglio.





Tanti occhi digitali vigileranno sull’abbandono di rifiuti ad Ostia

 “Prevenzione, repressione, dissuasione. Tre sostantivi, tre concetti per un unico scopo: sconfiggere furbetti, sporcaccioni e malviventi. Come? Con un progetto di videosorveglianza H24 approntato dal Municipio X con il quale si intende reprimere molte forme di illeciti. A cominciare da quanti usano spazi aperti (aree verdi comprese) per gettare rifiuti domestici e rifiuti ingombranti come se non esistessero alternative quali le isole ecologiche e le richieste a domicilio. Il progetto prevede l’installazione di un totale di 28 postazioni fisse delle quali 20 operative nei prossimi mesi (12 ad Ostia Ponente e Levante che diventeranno 14, 8 a Castelporziano ai quali si aggiungeranno 6 postazioni a Capocotta). Così in un comunicato il Municipio Roma X. 

“Oltre a scovare e a denunciare i furbetti di turno naturalmente le postazioni di videosorveglianza daranno modo di garantire la sicurezza personale e faranno da deterrente per quanto riguarda atti criminosi sia in diretta che in registrata – continua la nota -. In proposito, è la Sala Sistema Roma della Polizia Locale di Roma Capitale a fare da centro di coordinamento degli impianti. Tutto naturalmente nel rispetto della privacy dei cittadini che saranno informati della presenza degli stessi impianti fotovoltaici”. 

“Il sistema di videosorveglianza sarà caratterizzato da un impianto ad isola (stand-alone) per il quale non è necessario l’allaccio di rete e non serve l’alimentazione, tutto quindi all’insegna della Green Technology – continua la nota -. Il progetto è stato illustrato ieri mattina in sede di Commissione Ambiente e si affianca a quello delle ‘fototrappole’ già operativo sul territorio del Municipio X e che si sta rivelando ottimale. Sono infatti già numerose le attività illecite individuate e sanzionate dagli uomini del Nucleo Ambiente Decoro di Roma Capitale”, conclude.





Esposto di Corsetti (Pd) sul mancato spaiamento da 130 mln di Ama a Roma

 

“Il servizio di spazzamento Ama costa ai cittadini romani 130 mln di euro l’anno e il servizio non viene erogato. È un problema dell’amministrazione che non fa rispettare il contratto di servizio. Su questo disservizio ho da tempo presentato la mia denuncia in Procura e alla Corte dei Conti. Stamattina, invece, ero a via di Sant’Ippolito, e ho visto un ragazzo di colore che stava spazzando i marciapiedi. Lui è uno dei tanti ragazzi che in questi mesi si cimentano nella pulizia i nostri marciapiedi, senza pretendere nulla, solo una mano per sopravvivere, un po’ di solidarietà. Tra l’altro i marciapiedi sono più che puliti, con risultati ottimi. È arrivato il momento di chiedere conto all’amministrazione del perché continuiamo a pagare un servizio senza riceverlo. A questo punto sarebbe lecito togliere i 130 mln dal contratto in Ama e assumere come lavori socialmente utili i tanti ragazzi volontari che si impegnano per tenere pulite le vie della nostra città”. Così in una diretta Fb il consigliere del PD capitolino Orlando Corsetti





La protesta dei cittadini della Valle Galeria arriva alla Pisana

 

La protesta contro la discarica nella Valle Galeria è arrivata anche alla Pisana, sede del Consiglio regionale del Lazio, dove sono centinaia le persone che si sono radunate davanti all’ingresso del Consiglio per far sentire il loro no alla discarica. “Noi stiamo battendoci perché in Valle Galeria non venga più nulla, qui c’è un ambiente d tutelare e risanare” ha detto Maria Teresa Cipollone membro del comitato Valle Galeria Libera e gli striscioni e i cartelli parlano chiaro: “no alla discarica”, “Valle Galeria Libera”, “Ora basta Valle Galeria”, “No a Malagrotta 2”, “Siamo morti viventi”, “Se con Malagrotta si è malata più di mezza Valle Galeria, con Malagrotta 2 ci sterminate tutti”. Per i cittadini che stanno protestando gli unici che possono far qualcosa sono il sindaco di Roma Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Davanti al Consiglio regionale del Lazio anche Ricky Tognazi e Simona Izzo: “Mi spiegavano che questa protesta non ha colore politico, io comunque sono sempre stata di sinistra e dalla sinistra mi aspetto qualcosa, sono in un posto come questo dove c’è un grande uomo che si chiama Zingaretti che vorrei incontrare per capire perché ci stanno facendo questo loro che sono qui che vivono in questo posto a due passi, più di tutti dovrebbero essere sensibilizzare perché respirano la stessa aria che respiriamo noi!”. Anche Simona Izzo alla Pisana non è voluta mancare insieme Ricky Tognazzi alla protesta del comitato Valle Galeria nella sede del Consiglio regionale del Lazio per dire no a Malagrotta 2. Una manifestazione partecipata, centinaia le persone che stamattina nonostante il freddo e il vento non hanno voluto mancare a questo ennesimo appuntamento di dissenso alla decisione presa dal comune di Roma per collocare la nupva discarica di Roma a Monte Carnevale. “Morirò qui ma non per la discarica” ha detto la regista che da anni ha sposato questa battaglia ed è sempre insieme agli altri cittadini della zona. Ricky Tognazzi insieme alla moglie ha affrontato sia la questione salute che anche quella strettamente economica riuscendo anche a strappare qualche sorriso ai manifestanti che hanno applaudito il loro intervento. “Abbiamo investito tutto in questa zona e la mia casa si è svalutata come le case di tutti voi – ha detto la Izzo – è come fosse di latta ora. Non solo una questione di salute ma anche di portafogli”.





Raggi: “Installiamo altre 526 rastrelliere per le bici”

“Queste che vedete in foto sono le nuove rastrelliere per le biciclette che stiamo installando in diversi punti della città, come ad esempio vicino l’Università La Sapienza e davanti all’Istituto superiore di Sanità, in viale Regina Elena. A Roma, già lo scorso anno, abbiamo installato 389 rastrelliere in quasi 200 punti strategici quali fermate metro, scuole, uffici e università”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi si Fb. 

“Quest’anno ne installiamo altre 526 grazie ad un nuovo finanziamento. Si tratta di rastrelliere da 5 posti ciascuna, il che vuol dire che a Roma i ciclisti avranno a disposizione altri 2.600 posti sicuri e accessibili dove lasciare il proprio mezzo”, aggiunge. 

“Con i nuovi parcheggi per le bici, chi vuole usare questo mezzo di trasporto pulito e sostenibile per piccoli spostamenti, magari per raggiungere la più vicina stazione metro o bus, potrà farlo con più facilità”, conclude.





Anziano pestato, minacciato e obbligato a prendere soldi ad un Bancomat. Due arresti dei Carabinieri

Una notte da incubo, quella vissuta da un anziano romano, ed interrotta grazie all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma che hanno arrestato due uomini di 47 e 24 anni, entrambi con precedenti, con l’accusa di sequestro di persona a scopo di rapina, rapina aggravata e lesioni personali in concorso.

La notte di violenza è iniziata verso le 23, quando l’anziano, un romano di 73 anni, dopo aver parcheggiato l’auto a poca distanza dall’abitazione, in zona Monti, è stato avvicinato dai due balordi. Con la scusa di chiedergli una sigaretta, lo hanno distratto e in un istante i due sono saliti nell’auto, occupando il sedile anteriore lato passeggero e quello posteriore. Dopo averlo percosso, l’anziano è stato costretto ad accendere l’auto e avviare la marcia per andare ad acquistare delle sigarette.

Sotto la continua minaccia di morte, delle continue botte alla testa e al volto, i due sequestratori hanno girovagato per ore per le vie della città, un tour di oltre due ore, costringendo il 73enne a farsi consegnare la fede nuziale e a prelevare 250 euro da uno sportello bancomat. Verso le 2, una “gazzella” dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile ha incrociato l’auto con i tre a bordo, mentre percorreva via Brofferio contromano. All’alt dei militari, hanno proseguito la marcia, tentando la fuga, ma sono stati subito raggiunti e bloccati. Sui sedili posteriori i militari hanno poi notato l’anziano accovacciato in una maschera di sangue. I due rapinatori sono stati subito ammanettati e condotti in caserma mentre, il 73enne è stato soccorso e portato in ospedale dal 118, dove è stato medicato e riscontrato affetto da vari traumi alla testa e agli zigomi, e ricoverato con una prognosi di oltre 20 giorni. 

A seguito della perquisizione personale nelle tasche dei due malviventi, i militari hanno rinvenuto i soldi prelevati poco prima al bancomat che sono stati riconsegnati alla vittima. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria i rapinatori sono stati condotti presso il carcere di Regina Coeli.





Regione Sicilia, due arresti a Palermo per peculato

 

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, per importi pari a circa 500.000 euro, a carico di R.A. (cl. 52) ed G.A. (cl. 74) entrambi indagati per il reato di peculato per aver sottratto somme di denaro dalle casse dell’IS.FOR.D.D. (Istituto formativo per disabili e disadattati sociali") - ente destinatario di fondi pubblici erogati della Regione Sicilia.

L’indagine scaturisce da specifiche denunce sporte nel 2017 da diversi ex dipendenti dell’IS.FOR.D.D., nelle quali venivano segnalate irregolarità nella gestione delle somme che dovevano essere impiegate per le finalità istituzionali del predetto Ente, ovvero per l’organizzazione di corsi di formazione a favore di categorie tutelate per l’inserimento nel mondo del lavoro.

L’attività investigativa eseguita dai militari del Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo – che hanno svolto complessi approfondimenti documentali e finanziari - ha consentito di dimostrare l’effettiva distrazione delle citate somme, raccogliendo idonei elementi accusatori nei confronti degli indagati nelle loro qualità rispettivamente di Presidente dell’Ente e di Responsabile Esterno Operazioni.

In particolare, l’I.S.FOR.D.D. aveva ricevuto finanziamenti pubblici dal Dipartimento regionale dell’Istruzione della Regione Sicilia nonché beneficiato, per gli anni dal 2012 al 2015, di fondi stanziati per i progetti denominati AVVISO 20 (percorsi formativi per il rafforzamento dell’occupabilità e dell’adattabilità della forza lavoro siciliana) e P.R.O.F.(Piano Regionale Offerta Formativa), per una ammontare pari ad oltre € 1.500.000, operazioni finanziate anche con fondi europei per i quali vigevano tassativi vincoli di destinazione.

In relazione a tali fondi, dagli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle è emerso che R.A. ha ricevuto, tra il dicembre 2012 e l’agosto 2016 senza averne titolo, la somma di € 32.520 a mezzo bonifici bancari e assegni tratti sui conti correnti della IS.FOR.D.D.

Ancor “più gravi e vistose anomalie” sono state riscontrate analizzando il comportamento di G.A. il quale, potendo utilizzare le credenziali di accesso ai conti correnti dell’Istituto di formazione fornitegli da R.A., si era autoliquidato somme per un totale di € 456.993,02, negli anni 2013-2017, asseritamente finalizzate a compensare le prestazioni quale Responsabile Esterno Operazioni, pur in assenza di qualunque rapporto lavorativo formalizzato con l’Ente.

La gestione dei fondi pubblici da parte dell’lS.FOR.D.D. era stata oggetto, negli anni successivi all’erogazione delle somme, di rilievi da parte dell’Assessorato Regionale che, a seguito di gravi ed evidenti irregolarità contabili e sulle attestazioni dei costi, aveva avviato le procedure di revoca dei finanziamenti.

All’esito delle indagini svolte, il Giudice delle Indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo, riconoscendo la gravità indiziaria in relazione al reato di peculato in concorso, in danno della Regione Siciliana, ha emesso nei confronti degli indagati un provvedimento di sequestro per l’importo complessivo di circa 500.000 euro.

Prosegue l’azione della Guardia di Finanza di Palermo, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, a contrasto dei reati contro la Pubblica Amministrazione e degli sperperi di risorse pubbliche che incidono sulle performance degli enti pubblici e sulla qualità dei servizi resi ai cittadini, in particolare a favore delle fasce più deboli della collettività.




Tre tonnellate di rifiuti speciali sequestrate in porto a Napoli

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane, ha sequestrato, all’interno del porto partenopeo, un container destinato al Burkina Faso contenente oltre 3 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi.

In particolare, i finanzieri del II Gruppo, a seguito di una specifica attività di analisi di rischio, hanno scoperto balle di vestiti e scarpe, biciclette, televisori e frigoriferi rottamati, il tutto destinato all’esportazione in Africa.

Al termine delle attività doganali sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 2 cittadini africani, un 53enne della Costa d’Avorio e un 50enne del Ghana, per traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e ricettazione.

L’operazione conferma la proficua sinergia nel contrasto ai traffici illeciti e alla tutela ambientale tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane, come testimoniano le oltre 130 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi sequestrati nel porto partenopeo (con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 23 responsabili) nell’anno appena trascorso.





Bacino di Genova Prà, intercettato dalla Guardia di Finanza un ingente carico di cocaina

 

Nel corso delle attività di controllo operate nell’ambito del porto del capoluogo ligure, i finanzieri del II Gruppo e del Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza di Genova, unitamente ai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Genova 2, hanno intercettato, presso il bacino di Genova Prà, un carico di 22 kg di cocaina purissima, nascosti all’interno di un contenitore proveniente dal Sud America.

Il servizio ha tratto origine dall’intensa attività di analisi di rischio per il contrasto internazionale del traffico illecito di sostanze stupefacenti ed il monitoraggio dei flussi commerciali marittimi che interessano l’hub portuale di Genova, con particolare riferimento a spedizioni transnazionali di merci provenienti da aree geografiche note per essere a rischio rispetto alla produzione di cocaina.

I finanzieri ed i funzionari doganali di Genova, insospettiti dalla documentazione commerciale e dalla località di provenienza del carico, hanno sottoposto a perquisizione il contenitore.

All’interno dello stesso sono state rinvenute due buste di plastica immediatamente al di sopra della merce ivi stivata verosimilmente pronte per essere agevolmente asportate da membri del sodalizio criminale. Infatti, all’interno delle buste sono stati rinvenuti i panetti di cocaina.

La sostanza stupefacente, sottoposta a sequestro da Dogana e Guardia di Finanza, qualora finita sul mercato, avrebbe fruttato all’organizzazione criminale introiti superiori ai sei milioni di euro.

L’attività di servizio testimonia concretamente l’efficace azione posta in essere dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane Monopoli nel contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con particolare riguardo a porti ed aeroporti.





Rossini (M5S) sulla salute dei militari: "Creare un legame stretto che possa facilitare la cooperazione ad ogni livello"

 

"Sono molto soddisfatto per la partecipazione che c’è stata questa mattina all’evento "la Divisa Ferita" alla Camera dei Deputati, nella sala Tatarella. Il tema toccato, il fenomeno del DPTS e dei suicidi tra le Forze armate e di Polizia, è molto sentito tra i cittadini e inizia a trovare spazio e ascolto anche nelle istituzioni. la conferenza di oggi ha messo in evidenza l’importanza della tutela della salute degli operatori delle forze armate". Così, in una nota, Roberto Rossini, deputato pentastellato della Commissione Difesa alla Camera. "Troppo spesso i militari hanno timore di denunciare le patologie - continua il deputato - per non rischiare di avere ripercussioni sul lavoro o di venire isolati. Pochi mesi fa la commissione Difesa ha approvato una mia risoluzione sul DPTS e i suicidi. Si è trattato di un primo e concreto passo in avanti con l’obiettivo di creare una rete più efficace ed efficiente a supporto a chi opera nei vari reparti dell’Esercito, dei Carabinieri, della Marina militare e dell’Aeronautica e alle loro famiglie. Queste problematiche richiedono un dialogo continuo tra le istituzioni, le associazioni, i professionisti, i cittadini, i militari e le loro famiglie, al fine di interrompere questa strage silenziosa". "Si deve creare un legame stretto che possa facilitare la cooperazione ad ogni livello e l’evento di oggi aveva il compito di contribuire ad aprire la strada proprio a questa prospettiva", ha chiuso Rossini. Presenti al convegno di stamani anche Gianluca Rizzo, Presidente della Commissione Difesa, nonché altri deputati pentastellati e specialisti in materia.





Il Rapporto Censis: "Per sette milioni di italiani l’incubo è perdere il lavoro"

 

Sette milioni di lavoratori italiani hanno paura di perdere il proprio posto di lavoro a causa dell’arrivo delle nuove tecnologie: dai robot all’intelligenza artificiale. In particolare, quasi un operaio su due vede il proprio lavoro a rischio. L’85% dei lavoratori esprime una qualche paura o preoccupazione per l’impatto atteso della rivoluzione tecnologica e digitale (il dato supera l’89% tra gli operai). Per il 50% si imporranno ritmi di lavoro più intensi, per il 43% si dilateranno gli orari di lavoro, per il 33% (il 43% tra gli operai) si lavorerà peggio di oggi, per il 28% (il 33% tra gli operai) la sicurezza non migliorerà. Sono alcuni dei principali risultati del 3° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Eudaimon (www.eudaimon.it), leader nei servizi per il welfare aziendale, con il contributo di Credem, Edison, Michelin e Snam.

Secondo la ricerca il 70% dei lavoratori (il 74% degli operai) teme la riduzione di redditi e tutele sociali. Per il 58% (il 63% tra gli operai) in futuro si guadagnerà meno di oggi. E per il 50% si avranno minori tutele, garanzie e protezioni. In questo caso le percentuali restano elevate tra dirigenti e quadri (54%), operai (52%) e impiegati (49%). Forte è anche il timore di nuovi conflitti in azienda: per il 52% dei lavoratori (il 58% degli operai) sarà più difficile trovare obiettivi comuni tra imprenditori, manager e lavoratori.

Un secondo versante rilevante riguarda le disuguaglianze salariali. Fatto 100 lo stipendio medio italiano, nei settori tecnologici il valore sale a 184,1, mentre negli altri comparti scende a 93,5. Sono i numeri di una disuguaglianza salariale in atto nelle aziende italiane che convive con le paure dei lavoratori e certifica l’esistenza di un gap tra chi oggi lavora con le nuove tecnologie e chi no.

Secondo lo studio, infine, per due lavoratori su tre che già ne beneficiano (il 66%), il welfare aziendale sta migliorando la loro qualità della vita. Le percentuali sono elevate tra dirigenti e quadri (89%), lavoratori intermedi (60%), operai (79%). Guardando al futuro, il 54% dei lavoratori è convinto che gli strumenti di welfare aziendale potranno migliorare il benessere in azienda. E in vista dell’arrivo di robot e intelligenza artificiale, il welfare aziendale viene annoverato tra le cose positive che si possono ottenere in un futuro immaginato con meno lavoro, meno reddito e minori tutele.

Questi sono i principali risultati del 3° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Credem, Edison, Michelin e Snam, che è stato presentato oggi a Roma presso la Sala Zuccari del Senato da Francesco Maietta, responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis, e discusso da Alberto Perfumo, Amministratore Delegato di Eudaimon, Carmelo Barbagallo, Segretario Generale della Uil, Claudio Durigon, membro della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Andrea Cuccello, Segretario Confederale della Cisl, Ivana Galli, Segretaria Confederale della Cgil, Marco Leonardi, professore di Economia Politica dell’Università degli Studi di Milano, Giovanni Morleo di Confindustria e Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis.





Niente sconti a Renzi, il M5S va avanti sulla prescrizione

 

 “Lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado è legge, ed è in vigore dal 1° gennaio scorso. Non servono più parole, ma fatti. Noi pensiamo ad andare avanti e a riformare il processo penale, insieme al Ministro Bonafede”. Così, in una nota, i deputati della Commissione Giustizia del MoVimento 5 Stelle.

“In meno di due anni, siamo riusciti a dare alla giustizia del nostro Paese una nuova impronta, dando impulso a un cambiamento atteso da decenni. Ora, come ha ribadito il ministro, manca la riforma del processo penale sulla quale c’è un accordo di maggioranza e che presto verrà portata in Consiglio dei Ministri dove si vedrà davvero chi vuole una giustizia più rapida ed efficace e chi non la vuole; chi sta dalla parte dei cittadini e chi bada solamente al proprio tornaconto personale”.





Di Maio torna leader: “Vogliono cancellare le nostre leggi, in piazza il 15”

E’ toccato a Luigi Di Maio, ministro degli Esteri ed ex capo politico del Movimento 5 stelle, rilanciare l’appello alla manifestazione nazionale contro il ripristino dei vitalizi, in discussione al Senato nella commissione che giudica i ricorsi degli ex parlamentari. Ma quello di Di Maio è un discorso più ad ampio raggio, anche se non arriva a toccare, se non in modo molto accennato, il tema delle possibili ripercussioni sugli equilibri di governo. “Abbiamo tagliato i vitalizi e loro se li vogliono riprendere – ha sottolineato in un video trasmesso in diretta su Facebook – abbiamo fatto la riforma della prescrizione che è legge dello Stato e si tenta di metterla in discussione, abbiamo fatto il reddito di cittadinanza vogliono fare un referendum per rimettere quei soldi chissà dove”.

“Avevamo detto – ha sottolineato Di Maio – che il sistema proverà a cancellare in tutti i modi le leggi che abbiamo fatto, ma quand’è così c’è una sola risposta: il popolo italiano e il popolo italiano deve scendere pacificamente in piazza contro questo osceno atto di restaurazione. Si inizia coi vitalizi ma man mano sarà esteso su tutte le leggi che abbiamo approvato in un anno e mezzo”.

“Non si può governare un paese – è l’avvertimento dell’esponente stellato, diretto evidentemente agli alleati – o fare opposizione pensando a come abolire le leggi del M5S: bisogna pensare al futuro. Invece vedo che non si dà respiro nemmeno un anno o sei mesi a una legge approvata, solo perché è una legge voluta dal M5S”.





Sondaggi, l’Istituto Ixè vede avanti il centrodestra (48%), area di governo (41%)

 

Centrodestra al 48%, area di Governo al 41%. E 3 italiani su 4 con dubbi sulla solidità del governo. Questi i risultati delle ultime rilevazioni dell’Istituto Ixè per Cartabianca, con le intenzioni di voto di questa settimana vedono la flessione di tutte le forze politiche maggiori, con l’unica eccezione di Fratelli d’Italia che tocca il 12,4%. Nel suo complesso l’area di centrodestra si conferma al 48%, pur con una continua redistribuzione interna, che vede un il calo della Lega e l’ascesa di Fratelli d’Italia, che potenzialmente avrebbe raddoppiato i consensi rispetto alle ultime Europee, con una crescita più marcata nelle regioni del nord. La maggioranza di Governo si ferma, nelle intenzioni di voto, 7 punti sotto l’opposizione di centrodestra, con il Movimento 5 Stelle che subisce progressive erosioni e il PD sostanzialmente stabile intorno al 20%. In questo quadro, la netta maggioranza dei cittadini esprime dubbi in merito alla tenuta del governo, giudicato poco o per niente solido dal 75% del campione.




Sondaggi, l’Istituto Piepoli legge un partito Di Battista-Paragone al 5,2%

 

Un ipotetico movimento guidato da Alessandro Di Battista e Gialuigi Paragone ha un bacino potenziale di elettori pari al 5,2 per cento, operando una ponderazione tra un 4 per cento che si dichiara certamente disposto a votarlo e un 13 per cento che probabilmente gli darebbe il proprio consenso. Lo rileva un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli, reso pubblico in queste ore dall’agenzia di stampa Adnkronos. Per quanto riguarda i dati relativi a tutti i partiti e riferiti alle intenzioni di voto considerando anche la presenza del Movimento Di Battista-Paragone, dato quindi al 4, la Lega è al 30, il Pd al 18,5, M5S al 14, Fdi al 9,5, Fi al 6, Italia Viva al 4,5, Più Europa al 2,5, Leu al 2. Da sottolineare che questi ultimi tre partiti sarebbero gli unici a non perdere consensi qualora fosse presente il nuovo movimento, che invece porterebbe Movimento 5 stelle e Pd a perdere l’1,5 ciascuno e Lega, Fdi e Fi lo 0,5 ciascuno.





Coronavirus, Baldassarre (Lega): "Niente scuola per chi torna dalla Cina? Scelta sensata"

"Condivido la posizione dei governatori del Nord del Paese che hanno scritto al Ministro della Salute chiedendo di estendere una opportuna quarantena di 2 settimane anche ai bambini che sono rientrati dalla Cina. In un momento di grande incertezza e tensione mondiale, far restare a casa per qualche giorno chi si è recato in Cina o ha avuto contatti con viaggiatori di quel Paese è il minimo che un accorto ministero dovrebbe disporre. Si tratta peraltro di misure già adottate autonomamente anche da diverse scuole cinesi in italia. I principi di prudenza devono sempre prevalere sugli opportunismi politici. Chi parla di ghettizzazione o è un ignorante oppure è uno sciacallo, il nostro è solo buonsenso. Come sempre la sinistra ed i 5S con poco senso civico strumentalizzano le nostre parole e pur di contraddirci sono disposti a far correre un rischio di contagio, la cui gravità è ancora sconosciuta, a tutti i compagni di chi ha viaggiato nelle zone a rischio. Però per i non vaccinati gli stessi personaggi hanno vietato l’ingresso a scuola nonostante un rischio nettamente più basso". Sono le parole di Simona Baldassarre, europarlamentare della Lega, medico e membro della Commissione Sanità Pubblica.





Stabili, ma in Rianimazione, i due cinesi ricoverati allo Spallanzani

“I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan positivi al test del nuovo coronavirus, sono attualmente ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche sono stazionarie. I parametri emodinamici sono stabili, prosegue il supporto respiratorio e il monitoraggio continuo dei parametri clinici e di laboratorio. La prognosi resta riservata”. Lo fa sapere lo Spallanzani nel quotidiano bollettino medico.

“Sono stati ad oggi dimessi 27 pazienti dopo il risultato negativo del test per la ricerca del nuovo coronavirus. Presso l’Istituto sono ricoverati in questo momento 6 pazienti sintomatici, compresi i due in terapia intensiva, provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia. Sono in corso i test per la ricerca del nuovo coronavirus nei 4 casi sospetti ricoverati”.

“Per quanto riguarda le 20 persone, che non presentano alcun sintomo e che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l’Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni. In caso di evoluzioni del quadro clinico, verranno dati immediati aggiornamenti”, conclude lo Spallanzani.

 





Corona Virus, l’ultimo bollettino delle vittime parla di 24mila contagiati e 492 vittime

 

Il numero di contagi nel mondo accertati da coronavirus ha superato quota 24mila, con 492 morti, due dei quali fuori dalla Cina. Lo segnala l’ultimo bilancio fornito dalle autorità e i media cinesi, oltre alle comunicazioni fornite da altre autorità mondiali, messe in ordine dal South China Morning Post.

Ecco di seguito il numero dei contagi e delle vittime, divise per paesi e aree geografiche: Cina “continentale”: 24.324 contagi (490 morti) Hong Kong: 18 contagi (un morto) Macao: 10 contagi Taiwan: 10 contagi Resto dell’Asia: 115 contagi (un morto) Europa: 26 contagi America settentrionale: 16 contagi America meridionale: nessun contagio Australasia: 13 contagi Resto del mondo: 7 contagi TOTALE: 24.539 CONTAGI 492 MORTI 

 





Scienziati cinesi annunciano una svolta sulla cura del virus. Cautela in Italia

Un team di ricerca guidato da Li Lanjuan, tra i massimi scienziati cinesi schierati nella lotta al nuovo coronavirus, ha annunciato "un’importante scoperta", ha riferito il Changjiang Daily. Si tratta dei risultati positivi emersi da due farmaci, l’Abidol e il Darunavir, che possono "effettivamente inibire il virus"nelle cellule in vitro, ha detto Li, professoressa alla Zhejiang University. La scienziata ha spostato il suo team nella provincia dell’Hubei, epicentro dell’epidemia, puntando a "rafforzare il trattamento" dei nuovi pazienti.

Frena  l’esperto di malattie infettive Massimo Galli, dell’ Università di Milano e primario dell’ospedale Sacco: ’Una cura contro il coronavirus è ancora lontana: si sta lavorando con farmaci già noti, ma i test in vitro non sono sufficienti per trarre alcuna conclusione’, dice l’esperto di malattie infettive Massimo Galli, dell’ Università di di Milano e primario dell’ospedale Sacco. "In una situazione così critica - ha rilevato Galli - si lavora con quello che si ha"

 





Xi Jinping: “Progressi della Cina per combattere il Corona Virus”

 

La Cina sta facendo progressi positivi nella lotta controla diffusione dell’epidemia d’influenza virale innescata dal nuovo coronavirus. L’ha detto oggi il presidente Xi Jinping, ricevendo a Pechino il primo ministro cambogiano Hun Sen in una rara apparizione pubblica da quando è scoppiata l’epidemia.

Xi – secondo quanto ha mostrato la televisione pubblica CCTV – ha sottolineato come Pechino abbia adottato misure a maglie strette per impedire i contagi. “Siamo fiduciosi e del tutto in grado di contenere l’epidemia”, ha affermato Xi.

Hun Sen è il primo leader straniero che visita la Cina dall’inizio dell’emergenza. Il numero uno di Phnom Penh aveva espresso il desiderio di recarsi a Wuhan, epicentro del contagio, per incontrare 27 studenti cambogiani bloccati lì dalla quarantena, ma la Cina ha sconsigliato il viaggio e ha chiesto al capo di governo di limitarsi a Pechino.

Xi personalmente ha garantito che la Cina si prenderà cura degli studenti cambogiani.

 




Doccia gelata dall’Oms: “Non ci sono terapie efficaci note contro il corona virus”

L’Organizzazione mondiale della sanità sembrerebbe scettica alle notizie diffuse dai media cinesi su una svolta nei tentativi di trovare una cura per il nuovo coronavirus. "Non ci sono terapie efficaci conosciute contro questo 2019-nCoV", ha detto un portavoce dell’organizzazione internazionale al ’Financial Times’. Aggiungendo che l’organizzazione raccomanda che tutti i potenziali farmaci vengano sottoposti a uno studio randomizzato controllato. I mercati azionari - dopo i cali dei giorni scorsi - sono in ripresa oggi, con gli operatori che attribuiscono in parte il fenomeno alla speranza di un nuovo trattamento rivoluzionario.





Istanbul, velivolo finisce fuori pista e si spezza in tre parti. Tra i 177 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo 52 feriti

Non c’è nessuna vittima ma ci sono 52 feriti, tra cui i due piloti gravissimi,  tra i 177 passeggeri a bordo, compresi i 6 membri dell’equipaggio, del volo in arrivo da Smirne della compagnia turca Pegasus Airlines che si è spezzato in due dopo essere uscito di pista all’atterraggio all’aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul. Lo riferisce il ministro dei Trasporti turco, Cahit Turan. Al momento non risultano vittime. Non sono chiare le cause dell’incidente.





Protocollo d’intesa tra Cnr e Grant-Thorton

Bernoni Grant Thornton - member firm italiana di Grant Thornton International Ltd, uno dei principali network a livello mondiale che fornisce servizi di consulenza tributaria, societaria, advisory, IT e outsourcing - e CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, il maggior Ente pubblico di ricerca italiano a vocazione spiccatamente multidisciplinare, hanno siglato un accordo quadro a livello nazionale della durata di tre anni per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane. L’accordo prevede che le due parti, ognuna per i propri ambiti di competenza, collaborino da oggi per ideare e sviluppare iniziative, eventi e progetti di ricerca, formazione, innovazione tecnologica, presso start up e PMI innovative, istituti finanziari, società di venture capital e business angel. La collaborazione delle due parti, da definire di volta in volta a seconda delle diverse iniziative e progetti, è orientata allo sviluppo delle start up e pmi innovative su tutto il territorio nazionale e potrà anche prevedere il coinvolgimento ed il supporto di altri soggetti pubblici (come Ministeri, Regioni ed altri enti interessati) e/o privati e, a titolo di esempio, potrà riguardare le seguenti linee di attività: · diffusione delle agevolazioni per attività di ricerca e innovazione (rivolte in particolare alle PMI Innovative); · formazione congiunta alle imprese sui seguenti temi: ricerca, innovazione tecnologica e valorizzazione dei propri asset (per favorire il loro sviluppo e quello del Paese); · definizione di proposte strategiche per il miglioramento di realtà imprenditoriali già consolidate (orientate a sbloccare il potenziale di crescita); · analisi e sperimentazione di servizi innovativi per il finanziamento e la crescita degli spin off del CNR, delle start up e delle PMI innovative. Concretamente l’accordo prevede poi l’istituzione di un Comitato di indirizzo strategico (composto da quattro membri, due in rappresentanza di Bernoni Grant Thornton e due del CNR) con il compito di sviluppare e integrare le linee di attività, di valutare i temi strategici di intervento e di approvare i progetti di ricerca da sviluppare attraverso specifiche convenzioni operative. Ogni anno il Comitato predisporrà una relazione sullo stato di attuazione dell’accordo. Per ogni specifico progetto approvato, le parti provvederanno alla stesura di una convenzione operativa che verrà sottoscritta dai soggetti partecipanti. Obiettivo comune sarà quello di integrare pubblico e privato per dare vita ad una collaborazione incentrata sulla promozione della formazione come driver di sviluppo per i progetti con ampio potenziale di crescita. “Siamo molto soddisfatti e orgogliosi dell’accordo quadro siglato con il CNR e non vediamo l’ora di iniziare a collaborare su un progetto così ambizioso. La nostra attività di consulenza si svolge, da sempre, al fianco delle PMI italiane ed estere accompagnando le stesse nel processo di crescita e di sviluppo. L’esperienza maturata ci ha consentito di osservare le enormi potenzialità di crescita delle imprese italiane e soprattutto di quelle improntate all’innovazione tecnologica. Abbiamo l’ambizione, con il CNR, di fornire alle PMI la formazione e l’informazione specializzata in modo da liberare il loro potenziale di crescita e permettere alle stesse di affermarsi a livello italiano ed internazionale e, quindi, favorire lo sviluppo del nostro Paese.”, afferma Federico Feroci, Tax Partner di Grant Thornton. “Il CNR firmando questo accordo conferma il suo impegno e la sua volontà di collaborare con soggetti qualificati per trasferire le conoscenze e tecnologie sviluppate dai suoi gruppi di ricerca al settore produttivo e accrescere così la competitività delle aziende”, dichiara Cristina Battaglia, responsabile Unità valorizzazione della ricerca del CNR. *** Grant Thornton è la member firm italiana di Grant Thornton International Ltd, network globale che opera da oltre 100 anni, con 56.000 professionisti e in circa 140 Paesi, fornendo servizi di consulenza in area Audit, Tax e Advisory. Con oltre 500 persone che operano in 24 sedi situate nelle principali città, Grant Thornton in Italia garantisce ai clienti una presenza costante su tutto il territorio, per un migliore e più efficace servizio. Tra i clienti rientrano piccole e medie imprese, società multinazionali, nonché società quotate e imprese familiari, operanti nei principali settori del panorama economico attuale.




Annuncio di Coldiretti, la Cina non ci sarà al mercato mondiale dell’ortofrutta

 

 Buyer cinesi sono stati costretti a disertare la principale fiera mondiale dell’ortofrutta a causa delle quarantene nelle città e del blocco precauzionale di voli con il gigante asiatico. Lo rende noto la Coldiretti presente al Fruit Logistica di Berlino dove erano attesi 100 espositori cinesi che hanno cancellato la loro presenza a causa della diffusione del coronavirus. Come misura precauzionale – spiega Coldiretti - le autorità tedesche hanno imposto a ogni partecipante alla fiera di compilare una dichiarazione obbligatoria allo scopo di identificare coloro che sono a rischio coronavirus come chi negli ultimi 14 giorni ha fatto un viaggio nella provincia di Hubei o è entrato in contatto con persone con un’infezione confermata da coronavirus e con sintomi tipici come febbre, tosse e fiato corto. Se un partecipante appartiene al gruppo a rischio o non compila il modulo di dichiarazione – evidenzia la Coldiretti - non può entrare negli spazi della fiera. Una situazione che conferma l’allarme sul freno agli scambi internazionali con i vincoli ai trasporti per cercare di contenere il contagio che – sottolinea la Coldiretti – si stanno riflettendo sia sulle persone con i buyer cinesi assenti da Berlino a causa delle restrizioni negli spostamenti determinate dall’epidemia, sia sulla logistica delle merci con incertezze e ritardi che diventano ancora più preoccupanti se si considera il ruolo di Pechino negli scambi internazionali. Difficoltà che aumentano anche con il blocco dei collegamenti aerei per le merci fra Italia e Cina. La Cina è il principale importatore di prodotti ortofrutticoli freschi a livello mondiale – evidenzia la Coldiretti - con 1.314.985 tonnellate di frutta fresca e 139.204 tonnellate di verdura fresca importate, mentre la Ue è al secondo posto negli acquisti con 361.289 tonnellate di frutta fresca e 1.083.249 tonnellate di verdura fresca secondo elaborazione Coldiretti su dati FAO. Il clima recessivo provocato dall’emergenza coronavirus si estende quindi dai mercati finanziari fino al commercio reale – continua la Coldiretti - con una brusca frenata delle esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy in Cina dopo aver fatto segnare il record storico nel 2019 per un valore stimato in 460 milioni di euro, con un aumento del 5%. La mancanza di un così grande acquirente di prodotti ortofrutticoli minaccia di creare un forte contraccolpo sul mercato mondiale dei prodotti freschi, il cui equilibrio è già messo a dura prova dall’embargo russo, dai dazi USA, dalla crisi politica ed economica di molti paesi del nord-Africa e dalla Brexit. “L’emergenza coronavirus sugli scambi internazionali è una situazione preoccupante perché rischia di frenare anche il lavoro fin qui fatto sui protocolli bilaterali per l’esportazione di prodotti Made in Italy in Cina” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “al momento per quanto riguarda la frutta fresca l’Italia può esportare in Cina solo kiwi e agrumi mentre sono ancora bloccate le mele e le pere oggetto di uno specifico negoziato”. 





Nasce la figura del ’personal trainer’ del turismo

I turisti sono sempre più digitali, ma allo stesso tempo sono anche, sempre più, alla ricerca di rapporti umani di valore. E, come evidenziano gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, sono proprio i viaggiatori giovani i più propensi a rivolgersi a un esperto in carne e ossa per organizzare le vacanze: lo fa il 39% dei Millennial, contro il 33% della media generale. È in questo contesto che nasce il successo di un particolare modello, quello della vendita a domicilio: a sottolinearlo è Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore, che in occasione di BIT – Borsa Italiana del Turismo (Milano 9-11 febbraio), fa il punto su una categoria, quella della consulenza di viaggio a domicilio appunto, estremamente dinamica e innovativa. "Si tratta di una formula – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – perfettamente inserita nelle tendenze contemporanee sia per quanto riguarda il prodotto, cioè vacanze personalizzate e arricchite di esperienze che solo un consulente esperto sa proporre, sia per quanto riguarda il servizio, che nella vendita a domicilio è caratterizzato dalla massima flessibilità e comodità". A riprova di questo fatto c’è un dato, presentato proprio in occasione dell’ultimo convegno dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo: appartiene alla generazione dei Millennial il 47,5% dei clienti di CartOrange, partner dell’Osservatorio e associata Univendita. "Gli under 40 rappresentano il segmento principale della nostra clientela – conferma l’amministratore delegato di CartOrange Gianpaolo Romano –. Hanno un rapporto oserei dire simbiotico con la tecnologia, ma allo stesso tempo sono molto focalizzati sulla relazione con chi organizzerà e ispirerà loro la vacanza. Ispirazione è proprio la parola chiave per i turisti digitali, propensi a far rientrare il viaggio nella sfera del benessere personale. Ecco quindi che premiano chi sa proporre qualcosa di unicoe personalizzato, in linea con i gusti, le passioni e le aspirazioni di chi ha davanti". In questo, rispetto all’agente di viaggio tradizionale, il consulente ha una marcia in più: l’85% di chi si rivolge a CartOrange (contro il 29% dei clienti delle agenzie di viaggio) lo fa, oltre che per beneficiare del servizio di prenotazione dei servizi turistici, per ricevere una consulenza completa: consigli su destinazioni insolite, viaggi tematici, esperienze (culinarie, culturali, sportive), mezzi di trasporto e alloggi particolari (in crescita i boutique hotel e i resort ecosostenibili). Tutte “chicche” che non si trovano nei pacchetti standard, ma che vengono selezionate dai consulenti in base alla tipologia dei viaggiatori e al loro budget. "Nella vendita a domicilio saper entrare in sintonia con i clienti è il fattore principale di successo e le imprese di Univendita, nell’ambito dei viaggi ma non solo, dimostrano di essere sulla stessa lunghezza d’onda di una clientela che cambia di pari passo con la trasformazione digitale – conclude il presidente di Univendita –. Tra l’altro, si può osservare un’affinità tra clienti e venditori anche sotto il profilo anagrafico: appartiene alla fascia dei Millennial il 37% degli incaricati delle aziende Univendita. Elemento, questo, che ci porta a dire che la vendita a domicilio sarà sempre più di tendenza nel prossimo futuro". Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia - divisione Bimby, Vorwerk Italia - divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).




Industria dei servizi immobiliari a 43 miliardi di euro

L’industria dei servizi immobiliari (dalla costruzione alla gestione) è una realtà sempre più importante nel panorama europeo e aumenta più del mercato immobiliare. Nel 2019 il fatturato di questo comparto nei cinque grandi Paesi europei è stato superiore a 385 miliardi di euro con un aumento dell’1,2 per cento sul 2018. A livello continentale questa industria pesa per oltre 480 miliardi di euro. Anche in Italia il settore è in grande sviluppo, e nel 2019 ha raggiunto i 43 miliardi di euro con un incremento di quasi il cinque per cento sull’anno precedente. È una crescita superiore a quella registrata nel mercato immobiliare che è stata del 3,9 per cento. La Germania si conferma il mercato più importante, la Spagna si muove sulla scia dell’Italia mentre il mercato francese rimane in una posizione intermedia, con un fatturato in contrazione. I mercati più produttivi per fatturato medio per occupato si confermano quello tedesco, con 273mila euro per addetto, e quello francese, con 257mila euro. Sono questi alcuni dei dati illustrati oggi a Roma da Scenari Immobiliari in apertura del convegno FUTU.RE, durante il quale è stato presentato il quinto “Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”. Il Rapporto èrealizzato con la collaborazione delle principali società di servizi italiane (Abaco Team, Agire Gruppo IPI, BNP Paribas Real Estate, CDP, Coima, Cushman & Wakefield, Generali Real Estate, GVA Redilco, Revalo, Rina Prime Value Services, Sidief, Yard). “L’Italia - ha affermato Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, aprendo i lavori - si conferma il Paese con il peso maggiore delle attività immobiliari all’interno dello scenario economico nazionale, con una quota stimata per il 2019 pari al 19,3 per cento. E’ un comparto produttivo in rapida crescita sia di addetti che di fatturato e ha ancora ampi spazi di crescita. Sia per aree geografiche che per tipologia di mercato. Il settore delle costruzioni è sostanzialmente stabile, con un peso stimato pari al 4,2 per cento sul Pil nazionale. Il settore ha proseguito nel corso del 2019 il percorso di aggregazione iniziato negli anni precedenti, con operazioni di consolidamento dei principali player”. Nei cinque Paesi analizzati si arriva a quasi due milioni di addetti diretti, corrispondente all’1,3 per cento della forza lavoro totale. Accanto agli addetti diretti si sommano quelli indiretti, con un indotto stimato in 786mila unità. In Italia nel 2019 l’intera filiera dei servizi all’immobiliare (dalla progettazione alla vendita) supera il mezzo milione di addetti (+2,9% sul 2018), tra diretti e indiretti, facendo registrare una crescita del 15,8 per cento in cinque anni, ai primi posti in Europa. “I cambiamenti che sta vivendo il settore immobiliare ha dichiarato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari - sono sempre più rapidi e profondi e derivano principalmente dall’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo sulle diverse fasi del ciclo di vita degli immobili. L’innovazione digitale sta modificando il modo in cui gli edifici si progettano, si costruiscono, si utilizzano e si gestiscono, e di conseguenza tutti gli ambiti che compongono i servizi immobiliari devono adattarsi a questo nuovo ambiente. In questa fase storica tutti i settori immobiliari stanno vivendo profonde trasformazioni, dagli uffici al retail, fino al residenziale, in tutte le sue diverse forme, dalle abitazioni sul libero mercato, al social housing, co-living e co-housing, residenze per studenti, senior housing”. “Sul fronte dimensionale – ha concluso Zirnstein - le società di servizi si confermano contenute, evidenziando una strutturazione inferiore del real estate rispetto ad altri settori produttivi. Le eccezioni sono rappresentate dal Regno Unito e dalla Germania. Nel Regno Unito in particolare la dimensione media delle società è di quasi sei addetti, mentre in Germania è pari a 3,1 addetti. In Francia, Spagna ed Italia la frammentazione delle imprese è rilevante, con una media di 1,3 addetti a società. In particolare, in Italia si riscontra una minore strutturazione del settore, con la presenza di molte società individuali o a conduzione familiare, che però, in uno scenario competitivo, faticheranno a introdurre innovazioni, sia di prodotto che di processo”. Il Rapporto è stato presentato da Mario Breglia (Scenari Immobiliari), è seguito un Panel di commento e testimonianze, con interventi di Paolo Benedetto (AGIRE Gruppo IPI), Ernesto Casara (SIDIEF), Giorgio Da Rold (BNP PARIBAS REAL ESTATE), Ugo Giordano (RINA PRIME VALUE SERVICES), Ermanno Pievani (ABACO TEAM), Stefano Scopigli (YARD-REAAS), Corrado Sensale (PRELIOS), David Vichi (REVALO). A moderare i lavori è stata Francesca Zirnstein (Scenari Immobiliari).




Giustizia Amministrativa, ecco il quadro nazionale

 

Nella splendida cornice di Palazzo Spada si è conclusa la cerimonia di presentazione della “relazione sull’attività della Giustizia Amministrativa”. Dall’aula di Pompeo il Presidente Filippo Patroni Griffi alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e di alcuni membri del governo ha preannunciato il futuro della giustizia amministrativa che guarderà sempre di più all’Europa: “L’Europa delle Corti, intese come Corti nazionali che diventano europee e nazionali al tempo stesso”. Il Consiglio di Stato nel corso del 2020 assumerà la presidenza biennale dell’Associazione dei Consigli di Stato e delle Corti supreme amministrative dell’Unione (ACA Europe). La finalità dichiarata è promuovere il dialogo tra le magistrature amministrative europee per “uno ius commune applicato da Corti di nazioni diverse, i cui popoli reclamano gli stessi diritti fondamentali di libertà, della persona, sociali, economici”. Nel suo discorso il Presidente Patroni Griffi “tocca” anche vari temi di attualità che sono stati oggetto, nel corso del 2019, dell’attività consultiva e giurisdizionale del Consiglio di Stato: l’accesso civico, la qualità della vita e dell’ambiente, la salute, il welfare, il contrasto all’illegalità, le politiche migratorie e l’intelligenza artificiale nell’azione amministrativa. Quest’ultimo argomento è un passaggio importante perché è un preciso segno di apertura alla tecnologia e alla calcolabilità giuridica sebbene con limiti e garanzie ben definite. Viene anche affrontata la problematica dell’arretrato che nel 2019 ha subito un abbattimento dell’8% con un incremento di sei punti percentuali rispetto al 2018 (2%). Il Presidente del Consiglio di Stato ha infine concluso il suo discorso parlando della responsabilità del magistrato e dell’immagine che deve preservare “…è il magistrato che, con un’autorevolezza e una competenza da dimostrare sul campo, deve perpetuare quella tradizione di prestigio della giustizia amministrativa come istituzione posta al servizio della collettività, come guardiano del corretto rapporto autorità-libertà…” invocando anche una urgente riforma del sistema disciplinare dei magistrati amministrativi.




Audizione Ugl Pesca in Comagri Camera: "Rivoluzionario l’aspetto sociale del Testo Unificato"

“L’UGL Agroalimentare ha espresso il proprio apprezzamento per l’incredibile sforzo di mediazione e sintesi compiuto dalla Commissione Agricoltura sul testo unificato delle proposte di riordino e semplificazione normativa ma soprattutto sulle politiche sociali del settore della pesca professionale – ha affermato Carla Ciocci, segretario nazionale dell’UGL Pesca, a margine dell’audizione svolta in Comagri Camera. “La vera portata rivoluzionaria risiede nella centralità che finalmente torna ad avere la dimensione sociale della pesca, grazie all’accoglimento della richiesta avanzata da sempre dal mondo sindacale dell’istituzione di un ammortizzatore sociale strutturato attraverso il Fondo Cisoa Pesca, che interviene dopo anni di gestione del settore sulla base di sistemi bio-economci che - prosegue Ciocci - per troppo tempo hanno favorito la tutela della sostenibilità biologica trascurando, per contro, la sostenibilità economica e sociale”. “L’UGL Agroalimentare - conclude il segretario nazionale UGL Pesca - ha infine invitato a cogliere le ulteriori opportunità che l’impianto proposto offrono a favore dell’occupazione e della redditività del settore auspicando, tra l’atro, la previsione di una delega al Governo che ponga fine all’attesa dei decreti attesi in materia di salute e sicurezza sul lavoro previsti dal Testo unico n. 81/2008 e consenta il superamento dell’ormai anacronistico articolo 343 del Codice della Navigazione, oltre che di una maggiore attenzione alla piccola pesca costiera artigianale, attraverso l’introduzione di meccanismo di redistribuzione delle quote incrementali di tonno rosso attribuite all’Italia che garantisca anche a questa l’accesso”. 





Ecco quanto pesano influenza e raffreddore per gli italiani

 

L’incidenza di raffreddore e influenza in Italia è del 94% con 4 persone su 5 che si ammalano almeno due volte all’anno. I sintomi durano dai 3 ai 5 giorni per i due terzi degli intervistati, solo per il 18% appena 1 o 2 giorni. In media, quindi, si può parlare di 4.3 giorni di malattia. Circa 2 intervistati su 3 soffrono di più di 1 sintomo: mal di gola (17%), tosse (16%) naso che cola (15%) e congestione nasale (13%) sono i più fastidiosi. In caso di raffreddore e influenza, non dormire è la preoccupazione n.1. Per il 60% infatti raffreddore e influenza compromettono in primis la possibilità di dormire bene la notte, e poi impattano negativamente sulle attività diurne, dal lavoro (45%) alla possibilità di godersi la giornata (33%). Inoltre, più della metà degli intervistati afferma di non riuscire a percepire correttamente i sapori di cibi e bevande quando è ammalato e il 28% ha difficoltà con l’olfatto. In particolare, gli italiani sono preoccupati di come questi malanni possano interferire con le loro performance: il 22% teme le conseguenze di una notte insonne e, dopo una notte senza sonno, il 25% sostiene che potrebbe non avere le stesse energie di sempre, il 24% che farebbe molta più fatica a svegliarsi la mattina, il 23% che potrebbe non essere in grado di concentrarsi mentre il 16% afferma che durante il giorno potrebbe avere bisogno di un riposino. Del resto, quasi tutti gli intervistati (90%) si svegliano di notte, il 50% una o due volte a notte, principalmente per via della tosse (35%) o del naso chiuso (19%). Spesso raffreddore e influenza costringono ad assentarsi dal lavoro: il 21% si assenta per un paio di giorni, il 22% per circa 3 o 4 giorni, il 12% per più di 5 giorni. Il 32% invece va regolarmente a lavorare perché ritiene che tosse e raffreddore non giustifichino l’assenza (34%) o che potrebbero avere troppi arretrati al ritorno (24%). La metà degli intervistati (50%) usa farmaci da banco per curarsi. Infine, raffreddore e febbre sono legati a molti ricordi del passato: il 53% associa la malattia con la possibilità che si aveva da piccoli di saltare la scuola, il 41% con le maggiori attenzioni ricevute da mamma e papà e il 34% con la possibilità di passare l’intera giornata in relax in pigiama. Ricerca condotta da IPSOS per VICKS nel giugno 2016 in diversi Paesi, su un campione statisticamente rappresentativo di 500 uomini e donne dai 16 ai 65 anni per ogni Paese. PAESE CHE VAI, RAFFREDDORE CHE TROVI Con un’incidenza del 94%, gli italiani si ammalano molto più facilmente di raffreddore e influenza rispetto a francesi (81%) e tedeschi (82%). Sono però anche i primi a sentirsi meglio: in media i giorni di malattia sono 4, mentre per i francesi sono 5 e per i tedeschi addirittura 5.5. Se per gli italiani i sintomi più fastidiosi sono mal di gola (17%), tosse (16%) e naso che cola (15%), per i francesi è soprattutto quest’ultimo (18%) e per i tedeschi è la congestione nasale (24%). Sia gli italiani che i francesi sono molto preoccupati dall’impatto negativo che raffreddore e influenza possono avere sul sonno, rispettivamente per il 60% e per il 63% mentre per i tedeschi viene al secondo posto (50%), dopo il lavoro (55%). In particolare, ben il 97% dei francesi si sveglia a causa di questi malanni, il 58% almeno un paio di volte a notte. Anche il 52% dei tedeschi si sveglia per una o due volte. Percentuali in linea con quelle degli italiani: il 50% si sveglia per un paio di volte a notte. Molta differenza c’è nel modo di affrontare la giornata: il 55% degli intervistati in Italia non va al lavoro a causa del raffreddore per in media 2.2 giorni, peggio di noi i tedeschi con il 65% che rimane a casa per in media 3.8 giorni, molto più virtuosi i francesi con il 37% che non va a lavoro solo per 1.4 giorni. Circa la metà degli italiani e dei tedeschi scelgono farmaci da banco (50% e 55%), seguiti dal 42% dei francesi.





Rifugiati, l’UNHCR: soddisfatto solo il 4,5 per cento delle esigenze di reinsediamento a livello mondiale nel 2019

Degli 1,4 milioni di rifugiati che si stima necessitino di essere reinsediati con urgenza a livello mondiale, solo 63.696 sono stati reinsediati l’anno scorso mediante l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Sebbene nel 2019 il numero di rifugiati reinsediati sia cresciuto moderatamente del 14 per cento rispetto all’anno precedente, nel corso del quale le persone reinsediate erano state 55.680, continua a esservi un divario enorme tra le esigenze di reinsediamento e i posti messi a disposizione dai governi in tutto il mondo. “Il reinsediamento non rappresenta una soluzione a disposizione di tutti i rifugiati su scala mondiale, ma costituisce una misura salvavita volta ad assicurare la protezione di coloro che sono maggiormente a rischio e le cui vite spesso dipendono da essa”, ha dichiarato Grainne O’Hara, Direttrice dell’UNHCR per la Protezione Internazionale. Il numero più elevato di partenze facilitate dall’UNHCR nell’ambito del programma di reinsediamento l’anno scorso ha avuto per destinazione gli Stati Uniti, seguiti da Canada, Regno Unito, Svezia e Germania. Dei più di 63.000 rifugiati reinsediati l’anno scorso, la maggior parte era originaria di Siria, Repubblica Democratica del Congo, e Myanmar. Incrementare le opportunità di reinsediamento ed avvalersi degli altri canali complementari di ammissione messi a disposizione dei rifugiati, tra i quali il ricongiungimento familiare e l’accesso a percorsi professionali e di studio, costituisce uno degli obiettivi chiave del Global Compact sui Rifugiati. Per gli Stati rappresenta una modalità concreta di condivisione delle responsabilità che permette di mostrare solidarietà nei confronti di quei Paesi che accolgono popolazioni rifugiate di vaste dimensioni. Al fine di incrementare il numero di posti per il reinsediamento e di ammissioni, nonché quello di Paesi che partecipano a tali programmi, l’anno scorso è stata lanciata una Strategia triennale su reinsediamento e canali complementari (Three-Year Strategy on Resettlement and Complementary Pathways) promossa da governi, organizzazioni non governative, società civile e UNHCR. Nonostante l’obiettivo di 60.000 partenze verso 29 Stati differenti fissato dalla Strategia per il reinsediamento sia stato raggiunto, sulla base delle previsioni attuali l’UNHCR esprime preoccupazione in merito al fatto che, quest’anno, sarà reinsediato un numero inferiore di rifugiati. Nel 2020, l’obiettivo è che nell’ambito del programma 31 Paesi possano accogliere fino a 70.000 rifugiati mediante l’intervento dell’UNHCR. Tra le priorità dell’UNHCR di quest’anno vi sono quella di incrementare il numero di posti disponibili per il reinsediamento e il bacino di Paesi disposti ad ammettere i rifugiati in seno ai propri sistemi nazionali nell’ambito del programma di reinsediamento e di altri canali complementari, nonché quella di tutelare l’integrità del programma di reinsediamento stesso. UNHCR e OIM hanno lanciato congiuntamente l’Iniziativa per l’implementazione di un programma di reinsediamento e di canali complementari sostenibili (Sustainable Resettlement and Complementary Pathways Initiative/CRISP), al fine di realizzare le attività previste per il conseguimento degli obiettivi definiti dalla Strategia triennale e, a tal fine, rivolgono un appello agli Stati affinché assicurino il sostegno finanziario richiesto di 19,9 milioni di dollari.





Coronavirus, l’Ist. Spallanzani: 27 persone hanno lasciato l’ospedale, riscontrata negatività negli esami

 

L’Istituto per le Malattie Infettive "Lazzaro Spallanzani" di Roma ha reso noto che 27 persone hanno lasciato la struttura, dopo che i risultati degli esami per coronavirus hanno evidenziato che questi non ne sono affetti. Il bollettino, inoltre, ha rilasciato un aggiornamento circa lo stato di salute dei due coniugi cinesi infettati, per i quali sono "stabili i parametri emodinamici", ma sono ancora ventilati, e i livelli clinici sono ancora sotto controllo, per cui sono ancora in prognosi riservata. Inoltre, sono iniziati gli esami per altre 4 persone, che hanno manifestato una sintomatologia che può essere riconducibile al virus.