Evasione fiscale internazionale e riciclaggio, blitz della Gdf da milioni di euro a Frosinone

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Frosinone hanno concluso un’operazione di servizio che ha consentito di individuare una rete di riciclaggio per oltre 19 milioni di euro, un’evasione fiscale internazionale per oltre 14 milioni di euro nonché di denunciare n. 13 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, bancarotta, riciclaggio ed omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Le investigazioni eseguite dai Finanzieri frusinati, in una prima fase, sono state indirizzate nei confronti di due soggetti pluripregiudicati per reati contro il patrimonio - un ciociaro ed un romano -, attivi nella provincia ciociara e frequentatori di casinò, per ipotesi di riciclaggio: gli stessi, infatti, avevano effettuato numerose operazioni di cambio assegni e di versamento in contanti per un ammontare di oltre 500.000 euro, frutto di riciclaggio proveniente dal fallimento di alcune società, presso le casse di un casinò.

Successivamente, lo sviluppo delle indagini consentiva di individuare ulteriori 10 soggetti, originari della Campania e della Puglia, tutti pregiudicati e nullatenenti, risultati presenti all’interno del casinò negli stessi giorni ed orari in cui erano presenti gli originari soggetti investigati, i quali avevano effettuato operazioni di cambio assegni e di versamento in contanti per oltre 18 milioni di euro, con importi frazionati sempre al di sotto della soglia consentita dalla normativa antiriciclaggio.

In tale contesto, emergeva altresì la posizione di un’agenzia di “porteur”, con sede dichiarata nel Regno Unito ma, in realtà, operante in Italia, riconducibile ad un cittadino italiano iscritto all’A.I.R.E. di fatto, anch’egli domiciliato in Italia, che si occupava di reperire clienti da portare presso i vari casinò italiani, ed in particolare in quello oggetto degli accertamenti, curandone l’accesso, l’assistenza, l’organizzazione e la gestione dell’ospitalità, sia prima che dopo l’ingresso alla casa di gioco.

Tale agenzia, che aveva introdotto, tra altri, tutti i soggetti investigati presso la casa di gioco, era legata da un rapporto di affari con il casinò, il quale le riconosceva un correspettivo in misura percentuale agli importi che ogni singolo avventore della medesima introdotta utilizzava sui tavoli verdi.

L’analisi della documentazione acquisita e delle movimentazioni bancarie riconducibili ai soggetti investigati consentiva di risalire alla reale provenienza degli assegni utilizzati presso il casinò, di individuare somme di denaro depositate all’estero per circa 20 milioni di euro e quantificare le giocate effettuate attraverso l’agenzia di “porteur” investigata presso il casinò in complessivi 81 milioni di euro negli anni dal 2012 al 2017.

Inoltre, è stato possibile rilevare che l’agenzia di “porteur”, a fronte delle prestazioni rese a favore del casinò, aveva percepito nei citati anni un correspettivo complessivo di oltre 5 milioni di euro che, in maniera illecita, attraverso la falsa residenza all’estero dichiarata della società, non era stato sottoposto a tassazione in Italia.

Al termine delle indagini sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria n. 13 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali.

Inoltre, nei confronti della società di “porteur” e del proprio socio unico e legale rappresentante, sono state eseguite due distinte verifiche fiscali per il recupero a tassazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’I.R.A.P. dei redditi prodotti in Italia, per un ammontare complessivo di oltre 14 milioni di euro.

Il risultato dell’operazione di servizio conferma il quotidiano impegno della Guardia di Finanza al contrasto di tutti quei fenomeni illeciti, tra i quali il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale, in grado di inquinare i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza, compromettendo la corretta allocazione e distribuzione delle risorse.

In particolare, l’evasione fiscale produce effetti negativi per l’economia, ostacola la normale concorrenza fra imprese, danneggia le risorse economiche dello Stato ed accresce il carico fiscale per i cittadini onesti.





Più aspettativa di vita nella Regione Lazio

Lazio, Ciani: aumenta la speranza di vita nella regione “In uno scenario preoccupante per l’inverno demografico che vive l’Italia, una nota di speranza viene dal Lazio: l’allungamento della speranza di vita”. Così commenta i dati diffusi dall’Istat Paolo Ciani, capogruppo Democrazia Solidale-Demos alla regione Lazio e Vice Presidente della Commissione sanità. “Nel Lazio dieci anni fa, nel 2009, la speranza di vita alla nascita era di 78,5 anni per gli uomini e 83,4 per le donne. Oggi la speranza di vita è di 81 anni per gli uomini e 85,2 per le donne, quindi è cresciuta di molto: +2,5 anni per gli uomini, + 1,8 per le donne. Si tratta di una buona notizia. E possiamo essere più ambiziosi. L’uscita della sanità del Lazio dal commissariamento permetterà interventi migliori per la popolazione anziana, grazie ai quali possiamo sperare che la speranza di vita aumenti ancora (ad esempio, nella provincia autonoma di Trento è arrivata a 86,6 anni). La nostra Regione, inoltre, ha approvato nella finanziaria misure volte a migliorare l’assistenza domiciliare agli anziani, che per certo miglioreranno qualità della vita e salute degli anziani” osserva Ciani. “Voglio fare anche una seconda considerazione. C’è anche una sfida culturale che riguarda tutti, istituzioni e cittadini: bisogna valorizzare di più gli anziani nella nostra società. Questa vita che si allunga dev’essere considerata una risorsa e non un peso. È già così in numerose famiglie, in cui i nonni sono un sostengo prezioso per i figli ed i nipoti, e in tante associazioni di volontariato, in cui gli anziani mettono a disposizione tempo e competenze. La sfida è di costruire insieme, associazioni, famiglie, enti locali e mondo politico, percorsi di valorizzazione degli anni di vita che stiamo conquistando” conclude Ciani.





Metropolitane di Roma, il Pd chiede una Commissione d’Inchiesta

 

 “Incubo metropolitane. L’incertezza del trasporto in sotterranea è totale. Ogni giorno le tre linee metro della Capitale riservano spiacevoli sorprese. Stamattina un guasto sulla line B all’altezza della stazione di piazza Bologna e nell’orario di punta delle 8,00 ha provocato forti rallentamenti su tutto il servizio. “Ieri sera un ulteriore guasto sulla linea A ha bloccato i passeggeri in treno per 20 minuti. Mercoledì l’interruzione parziale del servizio lungo la linea C. È sempre più urgente l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul servizio, sulle manutenzioni e sulla sicurezza nelle stazioni della metropolitana di Roma, richiesta dalla nostra consigliera Ilaria Piccolo”. Così in una nota Il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi. L’assessore alla Mobilità, secondo Pelonzi “dovrebbe sentire il dovere di riferire in aula e alla città la reale situazione delle metro di Roma. Sono mesi che non abbiamo risposte adeguate e precise in ordine ai continui ‘ stop and go’ dei treni e ai problemi di sicurezza e incolumità dei cittadini in particolare sui sistemi di risalita nelle stazioni della metropolitana di Roma: ribadiremo con forza la nostra richiesta, già ieri espressa in aula di istituire una commissione d’inchiesta per avere un quadro generale sul funzionamento del servizio metro nella capitale. Il trasporto pubblico di Roma deve essere degno di una capitale europea”, conclude. 





Cerveteri Capitale della Cultura del Lazio, si parte sabato

 

Parte da Cerveteri sabato 15 febbraio il progetto “Etruria Meridionale – Città della Cultura della Regione Lazio 2020”. I comuni di Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e il capofila Cerveteri sono pronti per iniziare un intenso percorso che fino a dicembre 2020 li vedrà protagonisti assoluti nel panorama regionale, forti del prestigioso riconoscimento tributatogli e sicuramente più determinati che mai a dare il meglio delle proprie eccellenze culturali. All’iniziativa, che prenderà il via alle ore 16 con una conferenza stampa di presentazione a Palazzo Ruspoli di Cerveteri, che si sposterà poi su Piazza Santa Maria, con gli amministratori e i cittadini dei quattro comuni. Attesi il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Capo di Gabinetto Albino Ruberti, il Ministro per i beni e le attività Culturali Dario Franceschini, il Presidente ANCI Lazio nonché sindaco di Monterotondo Riccardo Varone, il Presidente del Comitato Scientifico di Cittaslow International nonché Vice Presidente Touring Club Italiano Giuseppe Roma. E’ stato invitato anche Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, che quest’anno è Capitale della Cultura italiana: titolo per il quale anche Cerveteri con il sostegno appunto dell’Etruria Meridionale sta presentando la candidatura per il 2021. 

A consegnare il testimone nelle mani del Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, sarà Giuseppe Schiboni, Sindaco di San Felice Circeo, città della cultura regionale 2019. C’è molta attesa dunque per l’evento inaugurale, durante il quale verranno raccontate le varie fasi del progetto: i quattro municipi si sono uniti infatti per un lavoro sistemico su cultura e sviluppo, con la volontà di perseguire un nuovo processo di crescita sociale attraverso un percorso di mentoring e di condivisione con i cittadini, definito “accensione civica”. Un’idea molto apprezzata dall’ente regionale, che ha manifestato soddisfazione e grande attesa per le fasi attuative del progetto. “E’ un’importante opportunità per dar voce e valorizzare le molteplici risorse del territorio, – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura di Cerveteri, Federica Battafarano – che coordina il progetto: che ogni giorno sono in prima linea con progetti culturali di alto livello nazionale e internazionale. Dopo la nomina per Cerveteri a Città della Cultura del Lazio 2020 insieme a Tolfa, Santa Marinella e Allumiere, ora ci attende un’altra sfida: diventare Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2021. Faremo del nostro meglio raggiungere questo obiettivo, coinvolgendo tutti gli attori interessati nella preparazione del Dossier di candidatura che dovremo poi presentare al Ministero entro il 2 marzo 2020”. Aggiunge il Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci: “Una sfida stimolante che rappresenta una grande svolta per la nostra città. Questi due anni stanno segnando un passo storico per lo sviluppo culturale di Cerveteri, ospitando grandi eventi e andando a rappresentare il punto centrale della cultura e dell’intrattenimento non solo del Lazio ma di tutto il Centro Italia”.





L’ospedale militare romano del Celio apre ai civili. Intesa con il Sn Giovanni Addolorata

 

Si amplia la collaborazione tra il Policlinico Militare di Roma “Celio” e l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata. L’intesa, che prevede per gli utenti la fruizione di esami radiologici con apparecchiature di ultima generazione, ha già consentito, dopo le prime tre settimane di attività, di supportare il Sistema Sanitario Regionale con 107 esami svolti a favore dei pazienti. In particolare sono stati effettuati 41 esami di mammografia, 24 di tomografia computerizzata e 42 di risonanze magnetiche nucleari. Scendendo nel dettaglio la collaborazione viene effettuata nella fascia oraria pomeridiana, dal lunedì al venerdì, consentendo così di ampliare gli slots dedicati alle prestazioni erogate in regime ordinario. Il servizio reso dall’Unità di Diagnostica del Policlinico Militare di Roma si aggiunge all’accordo in essere relativo ai 40 posti letto resi disponibili al Sistema Sanitario Regionale, nelle branche chirurgiche e mediche. L’intento, infatti, è ridurre le liste di attesa relative alla diagnostica per immagini per i cittadini della città di Roma.





Raggi annuncia la riapertura al traffico di via Riserva della Torretta

 

 “È stata riaperta al traffico via Riserva della Torretta, un’importante arteria di traffico nel quadrante nord ovest di Roma. La strada era stata chiusa ad agosto dello scorso anno quando alcuni frammenti di intonaco caddero dal cavalcavia”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi in un post Fb. “La sicurezza per noi è fondamentale: per questo abbiamo aspettato che fossero completate tutte le verifiche sulla struttura del viadotto prima di riaprire la strada al transito della auto. E non solo: abbiamo anche riqualificato l’asfalto, pulito le caditoie, ripristinato la segnaletica, rimosso la vegetazione infestante e i rifiuti che erano stati sversati illegalmente nell’area”, aggiunge Raggi. “Un lavoro di messa in sicurezza e riqualificazione completa, che restituisce alla città una strada più sicura. Soprattutto per le migliaia di persone che ogni giorno la percorrono in auto o in scooter”, conclude.





Tagli all’assistenza per le gravi disabilita, la Regione Lazio lo esclude

Ciani (Regione Lazio): “Niente tagli all’assistenza per disabilità gravissima

 “Sarà stralciato dal decreto sull’assistenza domiciliare integrata la parte riguardante i pazienti gravi e gravissimi (la cosiddetta Adi complessi). In una riunione con l’assessore alla sanità D’Amato e con i responsabili delle direzioni Sanità e Servizi Sociali della Regione Lazio alla presenza di varie associazioni e familiari, l’assessore D’Amato ha annunciato che sarà ritirato il decreto sulla riorganizzazione delle cure domiciliari e verranno assicurate continuità di cure ai pazienti gravi e gravissimi”. Lo ha detto Paolo Ciani, capogruppo Demos alla Regione Lazio e vicepresidente della Commissione Sanità. . 

“Sono molto soddisfatto – ha aggiunto Ciani – di questo risultato. Avevo rappresentato all’Assessore l’errore contenuto nel decreto e chiesto questo confronto: questa modifica avvenuta anche con il confronto con i diretti interessati è un capitolo di buona politica di cui andare fieri. Si aprirà un tavolo di confronto con associazioni e consulte sulla disabilità complessa e contemporaneamente si andrà avanti sull’allargamento dell’assistenza domiciliare ai pazienti meno gravi”.





Federlazio denuncia: "Assenti nella Regione segnali di ripresa"

Immobilità e assenza di crescita che, purtroppo, emerge da quasi tutti i dati raccolti sia sul piano nazionale che su quello regionale. Così che la Federlazio ha realizzato la consueta indagine congiunturale sullo stato di salute delle piccole e medie imprese del Lazio su un campione di 450 imprese associate. Lo studio ha riguardato il secondo semestre 2019 ed è stato presentato presso la sede dell’Associazione dal Presidente della Federlazio Silvio Rossignoli e dal Direttore Generale Luciano Mocci, presenti Raffaello Bronzini, della Divisione Analisi e Ricerca della Banca d’Italia, Marco Agostini, Capo Staff Assessorato Sviluppo Economico e Turismo di Roma Capitale e Paolo Orneli, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio. Tra i pochi segnali confortanti, registriamo un tasso di crescita delle imprese nel Lazio che nel 2019 si attesta a +1,57%, superiore a quello registrato in tutte le altre regioni d’Italia e quindi anche alla media nazionale (+0,52%). Passando alla valutazione sull’occupazione si registrano luci e ombre. Infatti, se da un lato, almeno nel primo e nel secondo trimestre 2019, si sono verificati incrementi tendenziali dello 0,3% e dello 0,8% del numero di occupati, nel terzo trimestre la crescita si è fermata. 





Appello dei medici (Omceo) di Roma: "Proteggere i. neonati dalle epidemie virali e batteriche"

 

 “Nel mese di luglio del 2018 abbiamo chiesto alla Regione Lazio di non abbassare la guardia sulla massima protezione dei neonati dalle gravi malattie, quali meningiti e polmoniti, da pneumococco e di mantenere la vaccinazione antipneumococcica 13-Valente. In un momento come quello attuale di massima allerta ed evidenza della grave minaccia rappresentata dalle malattie infettive, virali e batteriche, sentiamo il dovere di ribadire questa istanza”. Così, in una nota, L’ordine dei Medici di Roma Omceo. 

“In riferimento al documento elaborato dalla nostra Commissione sulle Vaccinazioni di esperti multidisciplinare su “Contezza dell’offerta vaccinale nella Regione Lazio” – si legge – data la volontà di garantire sulla base dell’Art.13 del Codice di Deontologia Medica e dei principi di etica sanitaria che lo guidano, la migliore offerta di salute per i neonati, come Ordine chiediamo “conferma dell’offerta della vaccinazione antipneumococcica a maggiore protezione possibile per i bambini ad oggi rappresentata dalla formulazione 13-Valente”. Dobbiamo salvaguardare anche per il futuro quanto finora garantito nella protezione di tutti i nuovi nati. Pertanto attendiamo un chiaro riscontro sulla conferma nell’offerta della vaccinazione antipneumococcica 13-Valente nel calendario regionale dell’infanzia”.





D’Amato (Assessore Salute Regione Lazio) annuncia: “Modifiche a decreto assistenza domiciliare”

 

 “Il Decreto n°525 nella parte che riguarda l’assistenza ai pazienti ad alta complessità verrà modificato e per gli stessi pazienti saranno garantiti i medesimi livelli e prestazioni assistenziali precedenti, comprese le visite specialistiche e i dispositivi. Varranno le regole precedenti in continuità con i Piani assistenziali integrati (PAI) già in essere. I nuovi casi gravi dovranno essere presi in carico nelle medesime condizioni”. Così l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio,Alessio D’Amato che nel pomeriggio ha incontrato le associazioni sul tema dell’assistenza domiciliare. “Il nuovo decreto – ha concluso l’Assessore D’Amato – uscirà entro lunedì. E’ stato inoltre istituito un Tavolo di lavoro permanente tra le associazioni degli utenti, con le Direzioni regionali della Sanità e del Sociale per redigere un documento specifico sulla presa in carico dei pazienti ad alta complessità”. 





Comunali di Roma, Smeriglio: “Calenda è in campo ma bisogna fare le primarie”

 

 “I mesi prima dell’estate saranno decisivi per verificare lo stato di salute della coalizione e individuare i candidati per le primarie che, a mio avviso, non sono un mero strumento di selezione di leadership, ma servono a costruire un percorso e a stabilire un patto di solidarietà tra cittadini e candidati”. Lo afferma Massimiliano Smeriglio, eurodeputato del Pd, fino a maggio scorso vicepresidente di Nicola Zingaretti in Regione Lazio, a proposito delle elezioni comunali a Roma. 

Carlo Calenda “non ha ancora sciolto la riserva”, spiega Smeriglio in un colloquio con il Foglio. “Credo però che, come tutti quelli che amano visceralmente questa città, voglia dare il suo contributo per risollevarla”. Smeriglio, che viene da una storia di sinistra, sarà per Calenda quello che Goffredo Bettini è stato per Walter Veltroni? “Non scherziamo, innanzitutto per il grande rispetto che ho per Bettini, che ha dato moltissimo alla città di Roma, più di quanto abbia ricevuto. In secondo luogo, Calenda non ha certo bisogno di me. Terzo, considero Calenda una persona valida e sarei felice se volesse mettere le sue competenze e la sua passione politica al servizio della città, ma al contempo io, a differenza di Carlo, ritengo che a Roma debbano tenersi le primarie, con in lizza nomi anche alternativi e irregolari, come il mio amico Amedeo Ciaccheri o Sabrina Alfonsi”, spiega Smeriglio. Non troppe candidature, sottolinea l’europarlamentare, al massimo 4 o 5, altrimenti diventa “la ruota della fortuna”. Ma “se personalità come Roberto Morassut, Walter Tocci o addirittura Enrico Letta avranno voglia di mettersi in gioco, è giusto che lo facciano e siano poi gli elettori a decidere”. 

Secondo Smeriglio “la vittoria a Roma non è scontata. La destra è forte ed è più avanti. Noi dobbiamo recuperare terreno e non possiamo sbagliare nulla. Se vogliamo avere delle possibilità, dobbiamo lavorare a un campo largo, progressista, denso di contenuti programmatici e valoriali dove, accanto alle forze politiche tradizionali, possano esprimersi i movimenti civici e lo spontaneismo, come abbiamo visto con le Sardine in Emilia Romagna. Il nostro compito è quello di replicare, al meglio, il lavoro fatto per la candidatura di Zingaretti in Regione”. E se “la sinistra a Roma negli ultimi anni ne ha sbagliate tante, dal caso Marino in poi, ma ne abbiamo anche azzeccate, con la vittoria di Zingaretti e, nei municipi, di Ciaccheri e Giovanni Caudo”. 

Ad ogni modo, “il prossimo sindaco di Roma dovrà avere due caratteristiche: essere un visionario, nel senso che dovrà avere una visione su quello che dovrà essere la Capitale tra 20 o 30 anni, ma pure un manutentore, nel senso dell’ordinaria manutenzione della città. Bisogna ripartire dall’abc: trasporti, rifiuti, pulizia, strade, decoro urbano, tutela del patrimonio”. 




Il Ponte di Genova mette il turbo, posizionato il primo impalcato lungo 100 metri

 

E’ stata una lunga attesa ma alle 18.40 di mercoledì è iniziato il varo dell’impalcato del nuovo viadotto Polcevera tra le pile 8 e 9, il primo dei tre lunghi 100 metri (gli altri sono di 50, complessivamente sono 19) a salire in quota ad un’altezza di 40 metri. L’operazione è stata rinviata di quasi due giorni rispetto a quanto programmato dall’agenda di cantiere settimanale perché dopo i rilievi topografici è risultato che la campata era troppo lunga di qualche centimetro ed è stato necessario un intervento di profilatura. Sotto le luci dei fari di cantiere la trave, quasi 2000 tonnellate, già completa dei carter laterali e di parte della soletta, è stata sollevata dagli strand jack collocati sui conci di testa delle due pile. La velocità di sollevamento è stata stimata in circa 5 metri all’ora, salvo complicazioni le operazioni dovrebbero concludersi all’alba. "La delicata operazione - spiegano dalla struttura commissariale - è la prima del suo genere nel cantiere di ricostruzione, sarà eseguita prima di tutto nel pieno e completo rispetto della sicurezza. Le tempistiche di salita e le modalità saranno decise e valutate nel corso dell’operazione dagli addetti alla stessa che, durante la notte, decideranno come procedere".  Ad assistere all’inizio dell’operazione il sindaco Marco Bucci, il governatore Giovanni Toti e Giuseppe Bono, l’amministratore delegato di Fincantieri, azienda che con Salini Impregilo ha costituito PerGenova, la società che sta ricostruendo il viadotto. Con loro anche Alberto Maestrini, presidente di Pergenova.  





Ricerca contro il cancro, l’impegno di Intesa San Paolo

 

Sostenere la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro e l’Istituto di Candiolo è più facile, “tramite le casse automatiche di Intesa Sanpaolo, per chiunque possegga un bancomat indipendentemente dalla banca di appartenenza”. Lo prevede un accordo che la fondazione e l’istituto di credito hanno raggiunto “nel quadro di una consolidata collaborazione”. 

I quasi 12 milioni di clienti del gruppo bancario e i clienti di tutte le altre banche “hanno a disposizione le 7.700 casse veloci automatiche in tutte le regioni per aiutare in modo semplice e veloce quanti ogni giorno lavorano a Candiolo sui fronti più avanzati della ricerca contro il cancro”. 

Le donazioni attraverso le casse automatiche di Intesa Sanpaolo “serviranno alla fondazione per finanziare un importante piano di ampliamento dell’Istituto di Candiolo previsto per i prossimi anni, e per arricchire l’istituto di dotazioni tecnologiche sempre più sofisticate dando così sempre maggiori speranze di guarigione ai pazienti”. 

Questo accordo fa parte di una collaborazione più ampia tra la fondazione e Intesa Sanpaolo, “che prevede una serie di attività di raccolta fondi, di comunicazione e di sensibilizzazione sul tema del cancro. Tra queste la messa a disposizione di ‘For funding’, la piattaforma online di raccolta fondi che la banca dedica agli enti non profit per raccontare, promuovere e finanziare progetti di solidarietà sociale, e il supporto di Intesa Sanpaolo Casa nella vendita degli immobili lasciati in eredità alla fondazione”.

 





Si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Radio

 

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Radio. Viene celebrata il 13 febbraio perché è il giorno in cui, nel 1946, è stata fondata la Radio delle Nazioni Unite. La Giornata è stata celebrata per la prima volta nel 2012, a seguito della Conferenza Generale dell’UNESCO che ne aveva riconosciuto l’importanza, e l’anno successivo è stata istituita dalle Nazioni Unite come Giornata Mondiale. Il tema di quest’anno, “Radio e sport”, è stato scelto in vista degli importantissimi eventi sportivi che si svolgeranno durante il 2018 e che avranno la capacità di unire i cuori e le menti delle persone in tutto il mondo, quindi la giornata avrà l’obiettivo di mostrare la bellezza degli sport in tutta la loro diversità, dagli sport tradizionali che ci legano al nostro patrimonio culturale agli sport della gente comune che ci tiene ancorati alle nostre comunità. La Giornata è molto importante perché riconosce la radio come fondamentale mezzo di comunicazione, sostiene la collaborazione internazionale tra le stazioni emittenti e incoraggia la creazione di reti e comunità per promuovere l’accesso all’informazione, la libertà di espressione e l’uguaglianza di genere sulle onde radio; inoltre evidenzia il contributo della radio al dibattito democratico attraverso l’informazione, l’intrattenimento e l’interazione con gli ascoltatori. Il Direttore Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, nel suo discorso in occasione della Giornata Mondiale della Radio, quest’anno dedicata alla radio e allo sport, ha ricordato l’importanza della radio come potente strumento per trasmettere, oltre che l’entusiasmo degli eventi sportivi, i valori del gioco di squadra, dell’uguaglianza e del gioco corretto. La radio è in grado di contribuire a combattere il razzismo e la xenofobia e può promuovere la diversità come leva per potenziare il dialogo e la tolleranza. Le donne impegnate nello sport ricevono una minima attenzione da parte dei mezzi di comunicazione rispetto agli uomini per questo l’UNESCO, fortemente impegnata per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, in questa Giornata chiede alla radio di seguire maggiormente le donne nello sport, combattere la discriminazione sulle onde radio e promuovere l’uguaglianza sui media sportivi. 





Ericsson, altri 150 licenziamenti

 

La Exi, service company di Ericsson, ha dato ancora una brutta notizia, ovvero la procedura collettiva di licenziamento, per 150 persone considerate in esubero e che sono destinate ad aumentare dopo la perdita della commessa Vodafone,. A darne notizia è la Slc Cgil della Campania, in una nota che lamenta il notevole impatto sull’organico di Napoli. "Ericsson Telecomunicazioni continua a licenziare. - si legge . La sede napoletana è la più colpita con ben 28 esuberi su 110 dipendenti". "I lavoratori di Exi Napoli, che hanno sempre sollecitato l’azienda ad un confronto leale senza mai ottenere risposta - continua la Slc - rigettano ogni ipotesi di ulteriore taglio all’occupazione e ritengono quale unica soluzione percorribile il rientro del personale di Exi in Ericsson Telecomunicazioni, unico contesto in cui sarebbe possibile attivare processi di internalizzazione di attivita’, di formazione e di riqualificazione, oltre a eventuali programmi di prepensionamento utilizzando gli ammortizzatori sociali ad oggi disponibili".

"Quella messa in atto da Ericsson è una mattanza nei riguardi dei lavoratori - spiega Alessandra Tommasini, segretaria generale Slc Napoli- c’è un clima di tensione che lede il futuro delle persone ormai da diversi anni. È inaccettabile che un’azienda tratti lavoratori come meri numeri e non garantisca prospettive certe. Coinvolgeremo le istituzioni locali".





Esuberi di Wind-Tre, si riparte dal tavolo da 1500

 

 

L’azienda parla della necessità di evitare “ridondanze” e rischi di “obsolescenza professionale”, ma dietro questi termini tecnici ci sono 1500 esuberi, quelli che Wind Tre ha annunciato per il triennio 2020/2023. Oggi, 13 febbraio, il piano industriale per questo periodo sarà al centro del confronto tra azienda e organizzazioni sindacali che poi proseguirà nelle giornate del 18 e del 19 febbraio.

Alla base delle strategie aziendali c’è, come ha spiegato ai sindacati la stessa Wind Tre, l’esigenza di gestire “una fase di trasformazione molto forte”. Una trasformazione legata sicuramente ai processi di digitalizzazione, ma anche alla fine della fase di fusione fra le due realtà societarie iniziali. Il sindacato è comunque fiducioso rispetto alla possibilità di gestire la situazione attraverso quella che Riccardo Saccone, segretario nazionale della Slc Cgil, chiama “contrattazione di anticipo”.

"Nel triennio – ha spiegato Saccone - siamo nelle condizioni con la nostra cassetta degli attrezzi, tra uscite volontarie e riprofessionalizzazioni, di monitorare e gestire la situazione di Wind Tre senza atti unilaterali e traumatici. Tuttavia – ha aggiunto - qualora il gruppo dovesse confermare 1.500 esuberi noi non saremmo d’accordo. Restiamo contrari a ogni futura decisione unilaterale di tagliare l’occupazione".

Sul fronte degli investimenti tecnologici Wind Tre ha invece confermato l’investimento iniziale di 6 miliardi di euro nella realizzazione della rete unica e nello sviluppo dell’infrastruttura 5G. Le recenti operazioni societarie hanno permesso di razionalizzare la catena di controllo aziendale sotto le Holding Hutchintson Wampoa favorendo una razionale ristrutturazione del debito con una conseguente semplificazione della capacità di investimento. 

“Non sfugge al sindacato confederale l’urgenza di gestire una fase complessa di transizione tecnologica e, quindi, anche professionale – spiegano in una nota le segreterie nazionali dei sindacati di settore, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil - Il fatto che l’azienda abbia deciso di provare a condividere un percorso comune, e quindi anche un modello, è chiaramente una buona notizia frutto anche delle mobilitazioni di questi mesi. Occorre naturalmente essere molto chiari sulle priorità sindacali. In questi anni molte persone sono uscite dal perimetro di Wind Tre e, con esse, spesso sono uscite molte attività anche pregiate. Per il sindacato la priorità resta sempre la difesa dell’occupazione di qualità”.

Per questo, già dall’appuntamento odierno, il sindacato chiederà di procedere ad una “rigorosa ricognizione di tutto il perimetro aziendale”. “Quanto lavoro c’è oggi in azienda; quanto lavoro potrebbe essere eroso dalla digitalizzazione e dall’ultimazione dei processi di fusione; quanto lavoro nel frattempo è uscito e quanto dovrà rientrare sotto forma di reinternalizzazioni. Con questo approccio, anche con l’ausilio delle uscite volontarie e di strumenti quali l’art. 4 Fornero, e condividendo un percorso che toglie l’unilateralità dal tavolo, siamo convinti che si possa riportare Wind Tre sul solco di una tradizione di relazioni sindacali partecipate e condivise in nome di quella contrattazione d’anticipo con la quale stiamo provando, nel settore, a governare il comminato disposto dell’azione dirompente della rivoluzione tecnologica, del calo drammatico dei fatturati nell’ultimo decennio e della pressoché totale assenza di un “piano Paese” per il mondo delle Telecomunicazioni”, concludono Slc, Fistel e Uilcom.





Bilaterale Italia-Russia sull’agroalimentare. Bellanova a Mosca

 

Rafforzare il dialogo e le attività di collaborazione nel settore agricolo tra Italia e Russia, sviluppare l’interscambio di prodotti agricoli e alimentari, rivedere le misure stabilite nel 2014 superando l’embargo sui prodotti agroalimentari, tutelare le Indicazioni Geografiche dei prodotti made in Italy.

Sono stati i temi al centro dell’incontro cordiale e approfondito, a Mosca, tra la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e il Ministro dell’agricoltura della Federazione Russa Dmitry Patrushev.

"I rapporti di scambio con la Russia in campo agroalimentare sono buoni e stanno progressivamente recuperando i livelli pre-2014. Le forti complementarietà fra i sistemi agricoli dei nostri Paesi e l’apprezzamento dei rispettivi consumatori per i prodotti di qualità offrono enormi possibilità per sviluppare l’interscambio, a vantaggio di entrambe le parti", ha dichiarato la Ministra nel corso del bilaterale.

"A pagare il prezzo più alto delle misure restrittive, come spesso accade, sono quelli che non hanno colpe: le imprese agroalimentari italiane ed i consumatori russi che considerano le nostre produzioni di eccellenza un punto di riferimento dell’alimentazione di qualità", ha sottolineato Bellanova. 

E ancora "E’ arrivato il momento che tutti facciano un passo in avanti per raggiungere nuovi punti d’incontro, rivedendo le misure stabilite nel 2014 e superando l’embargo sui prodotti agroalimentari. Nell’attuale contesto globale, dobbiamo impegnarci a rilanciare le nostre relazioni economico-commerciali a beneficio delle nostre economie, delle imprese e dei consumatori. È questo il senso della mia missione a Mosca ed è questa la posizione che sosterrò anche in sede europea. Sono fiduciosa di avviare un nuovo percorso comune".

Quindi Bellanova si è soffermata sui diritti di proprietà intellettuale, nello specifico il riconoscimento e la tutela delle Indicazioni Geografiche.

"Per quanto riguarda in particolare il riconoscimento e la tutela delle Indicazioni Geografiche, vorrei ricordare quanto sia utile il dialogo fra i rispettivi Organismi di controllo", ha aggiunto la Ministra. "Pervengono al nostro Ispettorato per la tutela della Qualità e la Repressione Frodi segnalazioni di prodotti "non autentici", commercializzati in Russia, che evocano indebitamente una "origine italiana. Riteniamo che ciò arrechi un danno al consumatore russo, indotto in confusione da proposte di acquisto ingannevoli".

Infine, per quanto riguarda gli spazi della cooperazione agricola e agroindustriale tra Italia e Federazione Russa, Bellanova ha ricordato la prossima riconvocazione del Consiglio di cooperazione economica-industriale e finanziaria italo-russa a Mosca. "Per noi è importante", ha concluso la Ministra Bellanova, "che l’agricoltura e l’agro-industria assumano uno spazio adeguato nella discussione in ambito Circeif, e che si consolidino gli spazi di collaborazione nel settore agroalimentare tra i nostri due Paesi. Ed è importante che i nostri rispettivi servizi Fitosanitari tornino ad incontrarsi per affrontare le questioni pendenti".





Cambiamenti climatici, Comitato direttivo Confagricoltura: Drammatica siccità nelle campagne del Centro-Sud

 

Dai dati del servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus emerge che gennaio 2020 è stato il mese più caldo mai registrato (dal 1880, anno in cui sono cominciati i moderni rilevamenti), battendo il primato di gennaio 2016 (+0,03 gradi). Una situazione che è effetto dei cambiamenti climatici e che sta provocando enormi difficoltà all’agricoltura, in particolare nelle campagne del Centro-Sud del Paese, dove già si registrano forti ripercussioni dovute alla siccità. Lo ha sottolineato il Comitato Direttivo di Confagricoltura che ha fatto il punto sulle conseguenze delle anomalie climatiche.
Le temperature record e la mancanza di precipitazioni nel Centro-Sud – ha posto in evidenza Confagricoltura - compromettono i raccolti di orticole invernali ma anche estive e di cereali. Si registra, infatti, un deperimento organico delle piante. In molte aree la terra è arida; ad esempio, in Capitanata dove non piove da più di 50 giorni - il grano è nato ma non si sta sviluppando.
Confagricoltura ha ricordato che l’aumento delle temperature medie e la modifica del regime delle precipitazioni (intensità e durata) e della loro distribuzione geografica, ha già comportato forte variabilità dei corsi d’acqua (riduzione della portata media, maggiore eutrofizzazione); invasi a secco e quindi l’impossibilità di irrigazioni di soccorso.
Il caldo anomalo poi fa proliferare ulteriormente gli insetti alieni che danneggiano ulteriormente piante e produzioni - ha evidenziato l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Ci sono fioriture anticipate, per la falsa primavera, di piante frutticole, con il rischio poi, a causa delle eventuali gelate, di aumentare i danni.
Senza dimenticare il rischio alluvioni, passando da un eccesso all’altro (da zero pioggia a fenomeni virulenti, con l’acqua che scorre sui terreni aridi e non viene assorbita).
Con il 2019, l’Europa ha vissuto il suo anno solare più caldo, superiore al 2014, 2015 e 2018. E la CO2 continua a crescere.

 





Economia. L’analisi di Confcommercio sul futuro prossimo nazionale

 

 

Economia. L’analisi di Confcommercio sul futuro prossimo nazionale

 

Ancora una volta l’ottimismo della volontà non ha aiutato. La paventata recessione (tecnica) dell’economia italiana potrebbe essere certificata già nel primo quarto dell’anno in corso: il PIL mensile indica, infatti, in -0,4% e -0,6% le variazioni annue di gennaio e febbraio, rispettivamente. Produzione  industriale, consumi e occupazione puntano tutti, e coerentemente, al ribasso. Per il rimbalzo, insomma, bisogna attendere. Forse nel secondo trimestre, coronavirus permettendo. E’ vero che l’economia mondiale sa trovare strade nuove per produrre in luoghi e in modi differenti dal passato. La tecnologia aiuta l’adattamento. Ma ci vuole tempo per realizzare aggiustamenti adeguati. E poi non è detto che tutto quanto perso in termini di investimenti e, soprattutto, di consumi sarà completamente recuperato. L’Italia resta esposta a shock avversi provenienti dall’esterno. Il turismo ne è l’espressione più immediata. Tutto ciò dentro una produttività strutturalmente insufficiente.

PIL MENSILE

Il quadro congiunturale resta caratterizzato da andamenti non favorevoli dei principali indicatori.  A dicembre la produzione industriale è calata del 2,7% congiunturale, un dato che resta grave anche se si tiene conto di particolari effetti di calendario. Anche l’occupazione registra andamenti negativi, mostrando nello stesso mese una contrazione dello 0,3% su novembre ed una debole crescita (0,6%) nel confronto annuo. La fiducia dei consumatori è risultata, nel mese di gennaio, in crescita mentre è in calo quella delle imprese. La contrazione per il sentiment delle imprese è stata del 1,5% congiunturale, mentre per le famiglie si è registrato un aumento dello 0,9%. Su base annua il clima delle imprese ha registrato un aumento dello 0,4% mentre per le famiglie c’è stato un calo del 1,8%. Sul versante della domanda delle famiglie la situazione appare debole ed in peggioramento rispetto alle già modeste dinamiche dell’ultimo quarto del 2019. A gennaio 2020 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha evidenziato un deterioramento della domanda delle famiglie, con un calo dello 0,4% su base congiunturale e una flessione dello 0,6% su base annua. In termini di media mobile a tre mesi prosegue la tendenza al ridimensionamento avviatasi nella parte finale del 2019. La diminuzione dello 0,4% registrata in termini congiunturali dall’ICC nel mese di gennaio è sintesi di un’analoga riduzione della domanda relativa ai servizi e di una flessione dello 0,3% per quella per i beni. Il dato dell’ultimo mese è espressione di una diffusa tendenza al peggioramento. Solo per i beni ed i servizi per le comunicazioni si registra una variazione positiva di qualche rilievo (+0,4%). Per contro la domanda per i beni e i servizi per la mobilità, dopo il moderato recupero di dicembre, è tornata in territorio pesantemente negativo (-2,0%). In decisa riduzione è risultata anche la domanda per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (-0,7%), in piccola parte anche a causa della crisi sanitaria innescata dal Covid-19. Anche per l’abbigliamento e le calzature si registra una tendenza al peggioramento (-0,3%). Le altre funzioni di consumo risultano sostanzialmente stabili rispetto a dicembre. A gennaio 2020 l’ICC ha mostrato, nel confronto annuo, una diminuzione dello 0,6%, amplificando la tendenza al rallentamento già evidenziata nell’ultima parte del 2019. Il dato dell’ultimo mese è sintesi di una crescita dello 0,5% della domanda per i servizi e di una diminuzione dell’1,2% per i beni. Nel confronto con lo stesso mese del 2019 si confermano andamenti articolati delle diverse macro-funzioni di spesa. Il segmento più vivace si mantiene quello relativo alla spesa effettuata dalle famiglie per i beni e i servizi per le comunicazioni (+6,8%). In moderato recupero sono risultate la domanda per l’abbigliamento e le calzature (+0,6%) e le spese per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,2%). Per contro, i consumi di beni e servizi per la mobilità amplificano la tendenza al ridimensionamento (-5,5%). Un orientamento più negativo ha interessato anche gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,9%). In riduzione, decisamente più contenuta, sono risultate le spese per i beni e i servizi per la cura della persona (-0,5%) e per i beni e i servizi ricreativi (-0,2%). Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di febbraio 2020 si stima una diminuzione dello 0,1% in termini congiunturali. Nel confronto con lo stesso mese del 2019, i prezzi crescerebbero dello 0,4%, in diminuzione di due decimi di punto rispetto alla variazione registrata a gennaio.




Sprechi alimentari Confesercenti lancia BitGood

 

Evitare che le eccedenze diventino spreco, usandole invece per alimentare un circolo virtuoso di solidarietà, tracciabile e certificata, conveniente per chi dona e sicuro per chi riceve.

È questo l’obiettivo di BitGood di Confesercenti, la prima piattaforma digitale anti-spreco che integra una tecnologia a registro distribuito per mettere in relazione in modo semplice e privo di rischi chi possiede delle eccedenze alimentari con le organizzazioni no profit che ne effettuano la ridistribuzione. BitGood sarà presentata Martedì 18 febbraio 2019 ore 11.30 alla Sala Stampa Camera dei Deputati.

Parteciperanno alla presentazione l’Onorevole Maria Chiara Gadda, capogruppo Italia Viva in Commissione Agricoltura alla Camera e promotrice della legge 166/2016 detta “antispreco”, Patrizia De Luise, Presidente nazionale di Confesercenti, e Stefano Carmenati, Amministratore generale della Comunità di Sant’Egidio. Saranno presenti anche altri esponenti del mondo no profit e di enti ed istituzioni locali.





Milleproroghe, l’avvertimento di Cna: “Non accetteremo blitz punitivi per artigiani e piccole imprese”

 

Sono ore decisive per decine di migliaia di artigiani e di piccole imprese dell’edilizia, dell’impiantistica e dei serramenti. Secondo quanto risulta alla CNA esiste il rischio che, approfittando del Decreto Milleproroghe, alla Camera si intervenga nuovamente sullo sconto in fattura. Da tutta Italia arrivano alla CNA nazionale i legittimi timori degli artigiani e dei piccoli imprenditori esasperati per il ritorno di un provvedimento che rappresenterebbe per loro un colpo ferale. La CNA se ne fa carico e chiede al Governo e al Parlamento non solo di evitare ulteriori interventi dannosi per artigiani e piccole imprese ma, viceversa, di introdurre misure di sostegno. Altrimenti le piccole imprese sopravvissute alla crisi potrebbero non reggere l’impatto di norme punitive e distorsive della concorrenza come, appunto, lo sconto in fattura.




Digitale: 1 impresa turistica su 3 pronta per l’e-commerce

 

Un terzo delle imprese turistiche italiane è attrezzato tecnologicamente per fare e-commerce, mentre già 7 turisti su 10 usano il web per prenotare la struttura ricettiva dove soggiornare in Italia. E’ la fotografia scattata daUnioncamere e diffusa in occasione del BTO - Buy Tourism Online- sulla base del test di autovalutazione della maturità digitale effettuato da 1.200 imprese del turismo attraverso i Punti impresa digitale (PID) delle Camere di commercio e dei dati dell’Osservatorio sull’economia del Turismo del sistema camerale.

Il digitale è una straordinaria leva di competitività per intercettare il crescente flusso di viaggiatori internazionali che nei prossimi dieci anni raggiungerà 1,8 miliardi di persone, come stimato dall’Organizzazione mondiale del turismo.

L’assessment effettuato online dagli imprenditori turistici attraverso la piattaforma dei Pid, ci restituisce un quadro variegato del livello di maturità digitale delle imprese del settore: il 14% è Esordiente, perché ancorato a una gestione tradizionale dell’informazione e dei processi; il 56% è Apprendista con un livello basico di utilizzo degli strumenti digitali; il 23% è Specialista avendo informatizzato una buona parte dei processi; il 5% è Esperto applica cioè con successo i principi dell’Impresa 4.0 mentre il 2% è Campione con una digitalizzazione avanzata dei processi e ricorso a tecnologie 4.0.  

La rete di Punti impresa digitale che il sistema camerale ha realizzato in tutta Italia ha già aiutato nell’ultimo biennio quasi 15.000 imprese e operatori del turismo a prendere consapevolezza dei vantaggi del digitale supportandoli con servizi mirati verso la transizione al 4.0. 





Giro di fatture false da sette milioni di euro tra Lombardia e Calabria

 

 

Nei giorni scorsi, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco hanno dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore di 1 milione e 700 mila euro per frode fiscale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Como, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il sequestro è stato eseguito in esito ad un’attività di polizia economico-finanziaria condotta dalle Fiamme Gialle nei confronti di un’azienda di Rovello Porro (CO), operante nel settore dei trasporti, al termine della quale è emerso che l’impresa, tra il 2016 ed il 2017, ha utilizzato fatture relative ad operazioni inesistenti per un importo complessivo pari ad oltre 7 milioni di euro, emesse da società “vicine” al medesimo soggetto economico.

Dette operazioni, riconducibili ad imponenti cessioni di materiale ferroso, sono state oggetto di attività investigativa da parte dei Finanzieri, che hanno raccolto molteplici elementi probatori in ordine alla totale fittizietà dei rapporti commerciali documentati. Difatti, la società verificata, “cartolarmente” acquirente delle ingenti partite di ferro, non ha mai disposto alcun bonifico per l’acquisto della merce, non disponeva di locali idonei per lo stoccaggio e la lavorazione del ferro acquistato, presentava un impianto contabile inattendibile, oltre ad aver intrattenuto i successivi rapporti di vendita con società risultate non operative da svariati anni.

Inoltre, l’amministratore della società autrice della frode fiscale, dopo aver commesso gli illeciti tributari, da cui sono derivati consistenti risparmi d’imposta, ha posto in essere azioni propedeutiche a rendere vana qualsivoglia attività di riscossione da parte dell’Erario, svuotando i conti correnti e pubblicizzando online la vendita degli immobili e dei locali aziendali intestati.

Per tali motivi, è stata richiesta ed ottenuta l’emissione di un provvedimento di sequestro delle disponibilità finanziarie e patrimoniali della società beneficiaria della frode e del suo amministratore, per un valore di oltre 1 milione e 700 mila euro, pari all’ammontare dell’IVA illecitamente evasa, mentre il rappresentante legale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Como per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture relative ad operazioni inesistenti.

Complessivamente, sono stati sottoposti a vincolo cautelare, ad oggi, beni del valore di circa mezzo milione di euro, in particolare un fabbricato industriale di pregio, sito in Rovello Porro (CO), una polizza vita, l’intero valore delle quote societarie, conti correnti, 3 autoveicoli, 2 immobili ed 1 terreno siti in Gioia Tauro (RC).





Genova, villa nella Pineta di Arenzano sequestrata dalla Guardia di Finanza ad un evasore totale

 

I militari del Primo Gruppo-Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, stanno procedendo al sequestro di un immobile di lusso, adibito a villa per le vacanze con piscina - sito nel comprensorio privato “PINETA DI ARENZANO”, una delle zone più prestigiose della riviera ligure - nei confronti di un privato - amministratore di varie società ed evasore totale - gravato da cartelle esattoriali per oltre 100 milioni di euro, derivanti dalla commissione di “frodi carosello” tra l’Olanda, la Germania e l’Italia .

L’immobile - in grado di ospitare 12 persone - era stato appositamente schermato, al fine di sottrarlo ad eventuali aggressioni patrimoniali, atteso l’elevato debito col fisco.

L’indagine scaturisce dall’intensificazione - nella stagione estiva - del contrasto all’economia illegale e sommersa, attraverso controlli specifici in materia di locazioni immobiliari presso le località a più spiccata “vocazione turistica”, che ha portato – tra l’altro – ad approfondire gli affitti della villa oggetto di sequestro.

E’ stata infatti scoperta una sistematica ed abituale locazione dell’immobile, a partire dall’anno 2014, agli utenti della piattaforma AIRBNB, nonché a noti personaggi dello sport.

In particolare, l’avente “diritto di abitazione” sull’immobile, un 50enne originario di Varese, giunto in riviera nei primi anni 2000 e gravato da plurimi precedenti penali di natura fiscale commessi tra l’Italia e l’Olanda, dall’anno 2014 ha affittato, completamente in nero, la lussuosa villa con piscina alla cifra anche di 1.000 euro a notte.

Al termine della verifica fiscale, conclusa con la constatazione di redditi da locazioni non dichiarati per oltre 400.000 euro ed IMU e TASI per 70.000 euro, è stata richiesta alla Autorità Giudiziaria genovese l’applicazione dell’istituto del sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell’immobile, in quanto rientrante nell’effettiva disponibilità dell’indagato, ma formalmente intestato ai suoi due giovani figli, in relazione all’ipotesi di reato di “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”.

Al termine delle indagini, appuratane la titolarità effettiva della villa ed atteso che l’immobile stava per essere venduto per un importo pari a 6 milioni di euro, è stato disposto dal Tribunale di Genova – su richiesta della locale Procura della Repubblica - il sequestro preventivo in via d’urgenza; di conseguenza, la prestigiosa villa è stata sottoposta all’odierno sequestro, unitamente ad alcuni garage ed altre pertinenze accessorie.

L’economia sommersa, l’evasione e le frodi fiscali alterano le regole del mercato e danneggiano i cittadini e gli imprenditori 





Sondaggi (Istituto Acqua): Lega sotto il 30%, balzo del Pd, scivolone del M5S, stabili FdI, FI e IV

Secondo un sondaggio Emg Acqua presentato ad Agorà, il programma condotto da Serena Bortone su Rai3, se si votasse oggi la Lega sarebbe il primo partito con il 29,9%, seguito dal Pd al 21,5% e dal M5S al 14,2%. Poi Fratelli d’Italia all’11,6%, Forza Italia al 6,2%. Italia Viva è al 5,1%, La Sinistra 2,6%, Azione al 2,5%, Europa Verde all’1,9%, Più Europa all’1,8% e Cambiamo! all’1,1%.





Lagarde (Bce): “Il Qe non basta per far ripartire la crescita”

"Lo slancio della crescita della zona euro è rallentato dall’inizio del 2018, soprattutto a causa di incertezze globali e commercio internazionale più debole", cosa che ha portato anche a un "indebolimento della pressione sui prezzi, e l’inflazione resta distante dal nostro obiettivo": lo ha detto la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde parlando alla plenaria di Strasburgo.  "Il nostro stimolo monetario - ha aggiunto - ha sostenuto la crescita ma non può e non deve essere l’unica azione sul campo.  Più a lungo restano le nostre misure, più sale il rischio che gli effetti collaterali diventino più pronunciati". Lagarde ha quindi sollecitato "politiche strutturali e di bilancio che possono rafforzare la produttività", e che in ambiente di bassi tassi "possono essere molto efficaci".




Il boom di WhatsApp, superati i due miliardi di utenti

 

 

WhatsApp ha superato i due miliardi di utenti. Lo ha detto l’amministratore delegato Will Cathcart dopo che la notizia è stata pubblicata sul blog dell’app di messaggistica istantanea. Il Ceo, in un’intervista al Wall Street Journal, ha sottolineato che WhatsApp continuerà a operare in modo in gran parte indipendente da Facebook, che ha acquistato l’app nel 2014 per 19 miliardi di dollari. 

Nel dare l’annuncio, WhatsApp ha difeso la scelta di proteggere tutti i messaggi con la crittografia end-to-end. “Siamo consapevoli che, con l’aumentare delle connessioni tra gli utenti, cresca anche la necessità di protezione. Trascorriamo sempre più tempo online ogni giorno e, per questo motivo, proteggere le nostre conversazioni è più importante che mai. Ecco perchè ogni messaggio privato inviato tramite WhatsApp è protetto con la crittografia end-to-end per impostazione predefinita”.




Air Italy, non c’è alcun interesse di Ryanair

 

Nessun interesse da parte di Ryanair ad acquisire Air Italy dopo la decisione degli azionisti della ex Meridiana di mettere in liquidazione in bonis la compagnia. “Ho letto sui giornali molte speculazioni su questo, voglio chiarire che no, non siamo interessati a comprare Air Italy”, ha detto il Chief Commercial Officer di Ryanair, David O’Brien, nel corso di un incontro con la stampa.

“Non abbiamo bisogno di Air Italy”, ha spiegato O’Brien. “Un’acquisizione fine a se stessa è una strategia che non porta frutti”, ha proseguito. “Ci sono ragioni specifiche dietro a ogni nostra acquisizione, noi non riusciamo a vedere nessun valore in Air Italy, se non ha investito il proprietario perchè dovremmo farlo noi?”.

“Quando Qatar Airways ha investito in Air Italy forse pensava che Alitalia non sarebbe sopravvissuta così a lungo…”, ha osservato O’Brien.





Salvini: “Conto si possa votare entro quest’anno”. Incogite dai processi possibili

 

“Conto che si possa votare entro quest’anno”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, nel corso dell’incontro con i giornalisti dell’Associazione della stanpa estera in Italia.

Quanto alle difficoltà del Movimento Cinquestelle Salvini ha spiegato: “Non sono solito occuparmi dei problemi altrui. Di M5s posso dire che in Emilia sono al 3 per cento, in Calabria non sono neanche entrati in Consiglio regionale. Da qui a primavera ci saranno altre 6 elezioni regionali, il destino sarà lo stesso.

Ma invitate Grillo, Di Maio o Crimi e chiedete a loro”.

“Quando un partito nato come rivoluzione anticasta poi si chiude nel Palazzo e diventa casta a sua volta e si allea con un partito simbolo dei poteri forti come il Pd poi è chiaro che gli elettori ringraziano e ti salutano” ha concluso. Intanto, sempre a proposito di Salvini e delle sue grane, la procura di Milano si prepara a mettere sotto processo l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. I magistrati hanno infatti chiuso l’indagine per diffamazione, partita dopo la querela depositata lo scorso luglio dai legali di Carola Rackete, comandante della Sea Watch tre. Un caso che si incrocia con la vicenda della nave Gregoretti. Il pubblico ministero, titolare del fascicolo trasmesso per competenza da Roma, soltanto un paio di settimane fa ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta. La denuncia da parte della capitana della Sea Watch era stata depositata lo scorso 12 luglio alla Procura di Roma e gli atti, dopo l’iscrizione dell’ex titolare del Viminale nel registro degli indagati, erano stati poi trasmessi a Milano, dove risiede l’ex ministro Salvini.  Presunta vittima a Milano, Carola Rackete resta indagata ad Agrigento. Non si ferma, infatti, l’inchiesta sulla Sea Watch 3, che nel giugno scorso forzò il blocco imposto dalle autorità italiane per attraccare nel porto di Lampedusa. La Procura ha chiesto al Gip una proroga di sei mesi per le indagini sulla comandante della nave della ong tedesca. L’inchiesta è quella legata all’arresto dell’allora capitana della Sea Watch3 e sulla violazione dei primi "alt" imposti dalla Guardia di finanza, che le vietò di avvicinarsi alle acque territoriali. La trentunenne Rackete è indagata per tre ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale, commesse fra il 12 e il 29 giugno, giorno dell’arresto; danneggiamento e tre ipotesi di resistenza o violenza a nave da guerra.

 





Tensioni nel Governo: Delrio avverte: “Se il governo cade si vota”. La Boschi fissa i paletti di Iv

 

“Questa maggioranza ha davanti a sé un progetto, se questo progetto non si riesce a realizzare bisogna prenderne atto e ridare la parola agli italiani”. Così Grazieno Delrio, presidente dei deputati del Partito Democratico a 24 Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24.

“Credo che l’Italia abbia bisogno di chiarezza e di proposte molto serie e coerenti per riprendersi da una crisi che tra l’altro sta arrivando in maniera pesante, quindi fare pasticci o ammucchiate non mi pare esattamente il caso”. Inoltre Delrio specifica a Radio 24 il no del Pd ad una maggioranza con la Salvini: “Chiaramente poi c’è il Presidente della Repubblica quindi non mi spingo più avanti perché ognuno deve fare il suo compito ma certamente noi non siamo disponibili a fare maggioranze di governo con la Lega perché questo non avrebbe nessun senso, abbiamo troppe idee diverse su troppi campi”. Ma la posizione di Italia Viva era stata già anticipata dalla Boschi :“Per noi si sta dentro il governo, se Conte e il Pd ci vogliono fare fuori, lo dicano”: è quanto ha detto Maria Elena Boschi, capogruppo dei renziani alla Camera ed ex ministra delle Riforme, in un’intervista rilasciata a La Repubblica. E sul braccio di ferro in corso all’interno della maggioranza di governo sul tema della prescrizione ha sottolineato: “Noi andiamo avanti. Il Pd è in imbarazzo essendo a rimorchio del giustizialismo grillino, non accettiamo derive giustizialiste”.

Commentando la bocciatura avvenuta ieri alle Commissioni della Camera del lodo presentato da Italia Viva, Boschi ha rimarcato: “La Bonafede resta in vigore per esplicita responsabilità del Pd. Se avessero votato il lodo Annibali, avremmo di nuovo la legge Orlando. Tra una legge fatta dal Pd e una fatta dai 5Stelle con la Lega, Zingaretti ha scelto di stare con i populisti. Per me è una ferita, ma non una sorpresa: questo Pd è sempre più populista”.

Alla domanda se Italia Viva voglia far cadere il governo e se non sia ad irresponsabili in un momento di emergenza economica, l’ex ministro ha risposto: “Irresponsabile è chi non affronta i temi economici. Chi ha fatto il reddito di cittadinanza. Chi cede al giustizialismo. Chi fa o propone leggi incostituzionali come Bonafede con la ‘Spazzacorrotti’ e come ha fatto chi ha proposto il lodo Conte bis. Noi non vogliamo far cadere il governo. Ma non vogliamo neanche cancellare la civiltà giuridica di questo paese”.

Italia Viva esclude un appoggio esterno all’esecutivo, perchè “è finito il tempo delle mezze misure: o dentro o fuori”, ha aggiunto Boschi. “Noi vogliamo stare dentro. Ma se Conte e il Pd vogliono farci fuori, come hanno provato a fare in questo fine settimana, devono solo dirlo e prendersi la loro responsabilità”.





Pil, l’Italia è debole e misura la crescita del 2020 in uno striminzito +0,3%

 La crescita del Pil in Italia dovrebbe attestarsi sullo 0,3% nel 2020, secondo le previsioni economiche d’inverno pubblicate stamattina dalla Commissione europea, che stima poi una leggera ripresa nel 2021, con la crescita allo 0,6%.

“In base ai dati trimestrali – si legge nelle previsioni -, l’economia italiana è cresciuta dello 0,2% nel 2019. Dopo quattro trimestri di attività economica in lenta crescita, il Pil reale in Italia è diminuito dello 0,3% nell’ultimo trimestre, secondo le stime preliminari dell’Istat”.

“La produzione è calata sia in agricoltura che nell’industria, mentre è rimasta stagnante nel settore dei servizi. L’indicatore del clima economico è rimasto smorzato nel contesto della fragilità dell’ambiente esterno, e questo ha pesando sul commercio e sulle attività di investimento”.

Tuttavia, “i sondaggi nelle imprese suggeriscono un lento avvio nel 2020. La fiducia nell’industria è migliorata a gennaio, ma non questo non suggerisce ancora una ripresa imminente per la produzione industriale. L’attività nei servizi, non non influenzata dal debole ciclo industriale, dovrebbe sostenere la crescita del Pil reale nel breve termine”.

Inoltre, “la stabilizzazione provvisoria della produzione manifatturiera, associata al nuovo ciclo di inventario, insieme – nota la Commissione – a una ridotta incertezza politica interna e alle condizioni di finanziamento favorevoli sosterranno probabilmente la domanda interna oltre il breve termine”.





Nave Diamond Princess il contagio sembra inarrestabile, altri 43 nuovi malati

 

Altre 44 persone sono risultate positive al coronavirus portando così a 218 i casi confermati sulla nave da crociera Diamond Princess attraccata al largo di Yokohama, in Giappone, dall’inizio del mese.

Stando a quanto precisato dal ministero della Salute, si tratta di 29 cittadini giapponesi e di 15 stranieri e di persone perlopiù anziane: 40 delle 44 persone infette hanno infatti età pari o sopra a 70 anni. Di fatto, da quanto apparso sui media giapponesi nei giorni scorsi, circa l’80% degli oltre 3.000 passeggeri della nave ha 60 anni o più.

Il ministro della Salute, Katsunobu Kato, ha riferito di altri test in corso su circa 200 passeggeri.

Come riporta oggi il Japan Times, i 44 nuovi casi sulla Diamond Princess porta a 247 il numero complessivo di casi confermati di coronavirus in tutto il Giappone.





Assunzione a tempo indeterminato per la ricercatrice che ha contribuito ad isolare il Corona Virus

 

Dal Corona Virus all’assunzione per la ricercatrice Francesca Colavita di Campobasso che ha contribuito a isolare il virus allo Spallanzani di Roma. L’Istituto nazionale per le malattie infettive ha infatti chiesto all’Azienda sanitaria regionale del Molise, ottenendo il nulla osta, di poter attingere alla graduatoria dei vincitori e idonei al concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente Biologo della disciplina di Microbiologia e Virologia che vede la giovane ricercatrice collocata al 17/o posto.  L’Istituto Spallanzani ha chiesto di poter procedere all’assunzione “in considerazione della vocazione per la ricerca piuttosto che per l’assistenza, nonché per la lodevole attività professionale che ha assicurato nell’ambito dell’emergenza sanitaria attuale di rilevanza nazionale e internazionale”.





Niente alberghi per i 20 cinesi dopo le dimissioni dallo Spallanzani di Roma. Costretti ad una nuova notte in ospedale. Ora sono ripartiti

 

I 20 cinesi dimessi dall’ospedale Spallanzani di Roma dopo aver terminato la quarantena per il coronavirus hanno dovuto passare una notte in più in ospedale "perché gli alberghi non li accettavano". A rivelarlo è stata una delle infermiere dell’ospedale romano. I 20 turisti cinesi dimessi dall’istituto, infatti sarebbero potuti uscire anche la sera prima ma sono dovuti rimanere in ospedale perché nessuno li ha voluti. "Alcuni di loro volevano fare un giro per la città, ma i taxi, una volta capito che erano cinesi, rifiutavano la chiamata. E anche gli hotel erano stranamente tutti pieni. Sono stati costretti a rimanere qui", ha detto la donna.  I turisti hanno passato  14 giorni di osservazione in cui, come aveva ricordato l’ultimo  bollettino medico quotidiano dell’Istituto, non hanno presentato “alcun sintomo” e “sono risultati tutti ripetutamente negativi ai test per la ricerca del nuovo coronavirus”. Nella giornata di giovedì sono poi ripartiti dallo scalo intercontinentale di Fiumicino. 

La comitiva, dopo che la coppia di cinesi era rimasta in hotel a Roma, dove poi è stata soccorsa, era stata intercettata in pullman verso Cassino, in provincia di Frosinone, e scortata allo Spallanzani. Poi c’è da registrare la durissima presa di posizione dell’Ambasciata cinese a Roma sulle presunte aggressioni contro connazionali.  Dopo gli ultimi episodi di aggressione, "nella comunità cinese si sta diffondendo il panico. Non per l’epidemia di coronavirus, ma per la sicurezza". Così l’ambasciata cinese in Italia ha invitato "gli amici italiani a fare attenzione alla sicurezza dei nostri connazionali che vivono e lavorano in Italia, di evitare pregiudizi, distinzioni, aggressioni. Insulti e minacce non sono tollerabili". Non è di certo la prima volta, da quando hanno iniziato a diffondersi i timori legati al coronavirus, che la Cina chiede all’Italia un certo tipo di atteggiamento. Recentemente, ad esempio, Pechino ha invitato Roma a valutare la situazione in modo obiettivo e razionale, rispettando "le raccomandazioni autorevoli e professionali dell’Oms" e astenendosi "dall’adottare misure eccessive".





Corona Virus a macchia d’olio: in un solo giorno quasi 15mila nuovi casi e 242 morti. Le vittime sono ormai oltre 1300 e i contagiati 48mila, autorizzato il rientro di Niccolò

 

Secondo i dati diffusi in queste ore dalle autorità cinesi, c’è stato un aumento di ben 14.840 nuovi casi, soltanto nella provincia di Hubei epicentro dell’epidemia, e 242 morti per la malattia da nuovo coronavirus denominata Covid-19. In totale si arriva a 48206 casi confermati e 1310 morti.

Il repentino aumento delle cifre dell’epidemia potrebbe essere dovuto all’inclusione del conteggio anche di coloro che sono risultati positivi al test ma asintomatici. In precedenza, infatti, venivano conteggiati unicamente coloro che avevano i sintomi della malattia e non quelli che risultavano positivi al test. Secondo altri esperti il salto delle cifre è invece dovuto all’utilizzo di differenti strumenti diagnostici (ct scan). Va detto poi che Niccolò, lo studente 17enne di grado rimasto a Wuhan perchè febbricitante rientrerà sabato in Italia: la Cina ha autorizzato il volo per il suo rimpatrio. La partenza è prevista per venerdì.





Italia Viva rompe il patto di maggioranza, disertato il Consiglio dei ministri su prescrizione giustizia . Conte: “Ingiustificabile”. Governo a un passo dalla crisi

I ministri di Italia Viva non prenderanno parte al Cdm sulla riforma della giustizia penale con il voto al nuovo lodo sulla prescrizione. "Presidente Conte, la palla tocca a te. “Noi non abbiamo aperto la crisi, non facciamo polemiche", fa sapere Matteo Renzi, che a Conte dice "Tu puoi cambiare maggioranza, presidente del Consiglio. Sai come farlo, perché lo hai già fatto". Conte poco prima aveva avvertito l’ex Premier: "Il non sedersi al tavolo quando si ha un incarico istituzionalenon sarebbe un fatto da trascurare, lo riterrei ingiustificabile". Lo dice il premier Giuseppe Conte a margine della sua partecipazione all’Ucid rispondendo a chi gli chiede della possibile assenza di Iv al Cdm.  "Credo che Iv debba darci un chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani"precisa Conte, definendo "surreale, paradossale", l’atteggiamento di Iv. Atteggiamento che, sottolinea, "ci si aspetterebbe da un partito di opposizione che fa un’opposizione aggressiva e anche un po’ maleducata". "Secondo voi è pensabile che un presidente del Consiglio che siede in una maggioranza si metta a cercarne un’altra? Questo non sono io" precisa.