Tragico incidente mortale sulla via Tiburtina, una vittima

 

Incidente mortale in via Tiburtina 1494 in direzione Tivoli, alle ore 5 circa del mattino di venerdì. Nello scontro avvenuto tra un autoarticolato e una Volkswagen Sharan, il conducente dell’auto, un uomo nato in Marocco nel 1963 è deceduto. Il figlio 28enne, che viaggiava nell’auto con il padre deceduto, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Sandro Pertini. Sul posto i Gruppi Casilino e Tiburtino della Polizia locale. La strada è stata chiusa tra via Marco Simone e via Casal Bianco nei due sensi di marcia. 




Auditorium Parco della Musica: torna la Big Fat Band con "Unfergettablae Concert"

 

Unforgettable concert, le piu belle melodie della musica americana eseguite dalla Big Fat Band di Massimo Pirone nelle migliori versione di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Barbara Streisand, Dean Martin e tanti altri per un viaggio unico dove si ascolteranno i migliori evergreen di tutti i tempi da "my way" ad "over the rainbow", da "night and day" a "strangers in the night" fino a "cheeck to cheeck" e "as time goes by". Special guest della serata Lucrezia Lopolito e Marco Moscianese Santori. 





Mura Aureliane e via Metronio, i lavori termineranno il 19 febbraio

Termineranno mercoledì 19 febbraio i lavori di ripristino di una porzione delle Mura Aureliane in viale Metronio. La porzione di cortina in scaglie di selce di circa 1 metro quadrato della parte inferiore delle Mura Aureliane di viale Metronio, due giorni fa, si è infatti distaccata e la Sovrintendenza Capitolina, dopo le opportune analisi, inizia oggi l’intervento di ripristino. I lavori prevedono l’eliminazione delle piante infestanti e la pulizia della superficie, a cui seguirà il recupero, pulizia e riposizionamento delle scaglie di selce cadute. Verrà anche effettuata la verifica e il consolidamento di altre piccole porzioni che presentano leggere decoesioni della malta.

 





Fdi denuncia: “Il M5S respinge i ricorsi dei negozianti di Barberini. Vergogna!”

“La maggioranza grillina ha vergognosamente respinto, dividendosi tra astenuti e contrari, la nostra mozione che chiedeva agevolazioni per i commercianti danneggiati dai 319 giorni di chiusura della metro Barberini. La mozione chiedeva inoltre tempi certi per la riapertura della stazione che al momento funziona solo in uscita con gravi disagi perduranti. Invece di chiedere scusa e assumersi le proprie responsabilità i 5 Stelle respingono una proposta di buonsenso mostrando ancora una volta la loro inadeguatezza per il governo della città”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fdi, Andrea De Priamo capogruppo in Campidoglio, i consiglieri comunali Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni, Rachele Mussolini della lista civica ‘Con Giorgia’.

 





Ama e le nomine: "Garantite autonomia e indipendenza”

"Il nuovo Organismo di Vigilanza di AMA è stato nominato del tutto legittimamente e rispettando appieno i requisiti per ricoprire tale carica previsti dalla normativa vigente. Tutti i nuovi componenti di detto organismo, esterni ed interni all’Azienda, hanno infatti i requisiti di autonomia e indipendenza e, senza dubbio, anche quello di alta professionalità in linea con l’incarico conferito. Lo comunica l’azienda in riferimento a quanto pubblicato oggi da organi di stampa. Si precisa che lo Statuto dell’Organismo di Vigilanza, ancorché ancora presente sul sito aziendale, costituisce un allegato al precedente Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato dalla Società ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 nel 2017, oggi sostituito dal Modello approvato in data 31 gennaio 2019. Il documento è pertanto in fase di revisione ed aggiornamento, in coerenza con tale nuovo Modello, e disciplinerà, tra l’altro, la possibilità di nominare anche professionisti interni all’azienda, non contemplata dal precedente Statuto, al fine di dotare l’Organismo di Vigilanza anche di risorse con un’approfondita conoscenza di AMA S.p.A. e dei suoi processi operativi. Quanto al nuovo Presidente dell’Organismo di Vigilanza, quest’ultimo, nell’assumere l’incarico, ha messo con trasparenza nero su bianco, a conferma dell’insussistenza di cause di inconferibilità/incompatibilità, di essere Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società Programma Azienda S.r.l. intestataria del “Servizio di supporto specialistico in materia di protezione dei dati personali e di ausilio all’attività del DPO”, affidato nel dicembre scorso, esplicitando che il predetto servizio è svolto da un gruppo di specialisti di detta Società e non comporta per lui ruoli operativi all’interno di AMA S.p.A. e che, peraltro, la materia oggetto dell’appalto non è compresa tra i reati presupposto ex D.Lgs 231/01 e, pertanto, non è soggetta alla vigilanza dell’Organismo".

 





Lega all’attacco: “Su Ama e nomine i conti non tornano”

 

“I conti non tornano neanche questa volta e Ama non riesce a trovare pace così come i romani che ormai vivono tra l’immondizia. Dopo l’assurda approvazione del Bilancio Ama 2017 con 90 milioni di passivo, ci troviamo nuovamente sbigottiti davanti alla nomina del Presidente dell’Organo di Vigilanza di Ama. Sembrerebbe, infatti, in netto contrasto con quanto previsto dallo Statuto dell’OdV. Zaghis ha deciso di nominare alla presidenza Cosimo Calabrese, titolare di una società (Programma Azienda srl) che già è sotto contratto con Ama, pertanto in potenziale conflitto di interesse. Apprendiamo dalla stampa che la società ha con Ama un contratto in essere fino a maggio 2020 per l’ammontare di 39.500 euro, il che essendo sotto la soglia dei 40.000 ha permesso un affidamento diretto senza passare per il bando”. Lo dichiarano in una nota Maurizio Politi capogruppo Lega in Campidoglio e Davide Bordoni consigliere Lega in Assemblea Capitolina e Segretario d’Aula. “Non parliamo poi – aggiungono – della gita “formativa” a Ivrea di tutta la dirigenza Ama, fortemente voluta da Zaghis e costata in totale 50.000 euro, presenteremo apposita interrogazione per chiedere chiarimenti. E i romani pagano. All’incapacità della Raggi di compiere scelte adeguate per il conferimento dei rifiuti ora si è aggiunta l’emorragia a cui la sottopongono i vertici. Il futuro dell’Azienda non può essere lasciato in questa mani, i romani hanno il diritto di avere una politica che investe sapientemente le tasse che i cittadini pagano, restituendo un servizio di raccolta rifiuti efficiente e ben gestito”, concludono.

 





Porrello(M5S Regione Lazio): “No alla deroga sul codice degli appalti”

 

“In aula abbiamo continuato la discussione sul collegato al bilancio, una legge fondamentale per la Regione Lazio. Con un comma la Giunta voleva andare in deroga al codice degli appalti e con un mio emendamento lo abbiamo impedito”. Così poco fa su Facebook il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e consigliere M5S Devid Porrello che spiega: “la legge sancisce che un appalto non può essere prorogato a meno che non sia chiaramente esplicitato nel bando, la Giunta voleva invece prolungare tutti gli appalti attualmente in essere nel settore sociosanitario, ovvero uno dei più sostanziosi, per altri 36 mesi. Con l’approvazione dell’emendamento questa possibilità è svanita e tutti i servizi in scadenza saranno oggetto di una gara d’appalto, senza deroghe per nessuno. Questa è la miglior risposta che si può dare a chi dubita della funzione di un’opposizione seria che tutela la legalità e gli interessi di tutti i cittadini”, conclude.

 





Tram e funivie, ci sono i soldi per Roma

 

Ora è ufficiale: il ministero dei Trasporti ha pubblicato il decreto, in data 10 febbraio, con il quale sono state finanziate le linee tranviarie Togliatti e Verano-Tiburtina, le funivie Battistini-Casalotti ed Eur Magliana-Villa Bonelli e l’acquisto di 50 tram che potranno essere messi in circolazione sulla rete romana. Il decreto è online sul sito del ministero.

Il Comune di Roma fa sapere, inoltre, che per la linea tranviaria Termini-Giardinetti-Tor Vergata, che sarà realizzata sull’attuale sedime della linea ferroviaria e per la quale servirà il cambiamento dello scartamento, i finanziamenti saranno approvati in seguito alla rimodulazione del progetto che sarà presentato ad aprile. Per il tram su via dei Fori e via Cavour se ne riparlerà a giugno con la presentazione di un nuovo progetto che preveda il collegamento con i binari del tram 8 a Piazza Venezia.

 





Omicidio Vannini, sotto inchiesta il Pm dell’inchiesta: "Indagini superficiali"

 

Nuovo colpo di scena sull’omicidio di Marco Vannini, il giovane ucciso nel 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano. Dopo la decisione della Cassazione di un processo bis per tutta la famiglia Ciontoli, Alfonso Bonafede ha avviato un’azione disciplinare contro Alessandra D’Amore, allora pm di Civitavecchia titolare dell’inchiesta. Per il Guardasigilli "indagini superficiali hanno danneggiato i parenti della vittima".. Come riporta Il Messaggero, il ministro della Giustizia valuterebbe superficiali le indagini sulla morte di Vannini tanto da aver arrecato "un ingiusto danno ai genitori del ragazzo". Ad esempio, la villa dei Ciontali, dove si consumò il delitto, non fu mai posta sotto sequestro. Non venne neppure usato il luminol per evidenziare la presenza di eventuali tracce ematiche sulla scena del crimine. Inoltre i carabinieri non sentirono nemmeno tutti i vicini di casa Ciontoli. Il pm D’Amore, intanto, avrebbe già chiesto di essere ascoltato da chi di competenza. Per gli ermellini Antonio Ciontoli, padre della fidanzata di Vannini, va giudicato di nuovo perché non si trattò di omicidio colposo, ma bensì "volontario con dolo eventuale". Il nuovo processo di appello riguarderà anche la moglie di Ciontoli, Maria Pizzillo, il figlio Federico e la figlia Martina, responsabili, pur non avendo sparato, perché anche loro, come il capofamiglia, hanno scelto di non chiamare subito l’ambulanza, negando al ragazzo le cure che gli avrebbero salvato la vita.

 





Salò, Mussolini resta cittadino onorario

Benito Mussolini continuerà a essere cittadino onorario di Salò. L’onorificenza, che gli fu attribuita nel 1924, resta in vigore, come ha deciso a maggioranza il Consiglio comunale riunitosi in un municipio blindato dalle forze dell’ordine. Non è infatti passata la mozione che chiedeva di revocare il titolo al Duce, presentata dai consiglieri del gruppo Salò futura.   I tre esponenti del gruppo sono stati gli unici a votare a favore della richiesta, giudicata dal resto dell’assemblea "strumentale e anacronistica". I 12 consiglieri della maggioranza, che appoggia il sindaco Giampiero Cipani, hanno infatti votato in modo compatto, respingendo la mozione con 14 no e tre sì. Contro la revoca, scrive il Giornale di Brescia, si sono espressi i 12 consiglieri della maggioranza della lista "Progetto Salò", guidata dal sindaco, e le due esponenti del gruppo di minoranza "Insieme per Salò", Marina Bonetti e l’europarlamentare della Lega Stefania Zambelli.   I consiglieri di "Progetto Salò" hanno spiegato su Facebook che la revoca non è possibile per questioni tecniche ("Qualsivoglia onorificenza pubblica non può essere revocata post-mortem") e che la revoca "serve solo a rimestare sentimenti di odio e rivalsa nociva alla pacifica convivenza civile della nostra comunità. Solo un amministratore pubblico preoccupato, non tanto del bene pubblico, ma soltanto ed esclusivamente del rischio di perdere qualche consenso, voterebbe a favore di questa mozione. L’unico modo per debellare l’ideologia sbagliata del fascismo e dimostrare con i fatti che la nostra idea di Stato, liberale e democratico, è quella giusta. Per farlo bisogna lavorare seriamente, ascoltare pazientemente anche chi non la pensa come noi e convincerlo con le opere e l’esempio della bontà delle nostre idee. Mortificare l’avversario vinto, inferire su di lui non lo elimina, ma lo rigenera. Se la cittadinanza venisse revocata ora, 90 anni dopo, non avrebbe senso e rischierebbe di fare dimenticare gli errori del Ventennio fascista. La storia invece è memoria e non può essere cancellata". 

 

 





A Catania scoperto e sequestrato un arsenale

Un arsenale nascosto in due serbatoi per l’acqua custoditi a due metri sottoterra è stato sequestrato da militari del nucleo Pef della guardia di finanza di Catania in un terreno adiacente al lido Le Capannine, sul lungomare Plaia. Sono stati trovati sei fucili (semiautomatici, a pompa, doppiette a canne mozze), 24 pistole di diversi modelli, una mitragliatrice, un Kalashnikov, 3.000 cartucce di vario calibro, comprese munizioni da guerra e alcune simili a quelle in uso a forze di polizia. Sequestrato anche materiale d’armamento vario, come cinturoni, fondine, caricatori di munizioni e kit per la pulizia delle armi, che avevano tutte il numero di matricola abraso. Sul ritrovamento la Procura distrettuale di Catania ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti. Indagini sono in corso per identificare chi avesse l’uso del terreno in era nascosto l’arsenale, visto che i proprietari hanno dichiarato di non averne da anni la gestione di fatto, tanto da aver avviato dei contenziosi in sede civile.

 




Sondaggi, avanti il Pd, in calo Lega e M5S

 

Il Pd continua a guadagnare terreno salendo dal 19,2 al 20% mentre il Movimento 5 Stelle perde ancora consensi passando dal 15,2 al 15%. È quanto emerge dagli ultimi sondaggi Index Research per Piazzapulita. In leggero calo anche la Lega che perde lo 0,6% passando dal 31,5 al 30,9% mentre continua a guadagnare terreno Fratelli d’Italia che con un +0,2% rispetto alla scorsa settimana passa all’11,3%. Giù, penalizzato forse dalle minacce al governo, il partito di Matteo Renzi Italia Viva che dal suo 4,2% passa al 4,1.  A livello di coalizione resta ancora più forte il Centrodestra che, seppur in calo dello 0,4% rispetto alla scorsa settimana, vede ancora l’alleanza Lega-Fdi, Forza Italia al 48,1% contro una più debole alleanza ’giallorossa’ che seppur in crescita dello 0,3% è ancora ferma a un 42,2%.

 





Pil, la locomotiva tedesca è al palo

 

La locomotiva tedesca si ferma nel quarto trimestre del 2019. Il Pil segna crescita zero rispetto al terzo trimestre dopo gli aggiustamenti dei prezzi, stagionalità e variazioni di calendario. E’ quanto emerge dalle rilevazioni diffuse oggi da Destatis, l’istituto nazionale di statistica tedesco. Dopo una partenza dinamica nel primo trimestre (+0,5%) e la flessione nel secondo trimestre (-0,2%), c’è stato un lieve recupero nella terza frazione dell’anno (+0,2%). Rispetto allo stesso trimestre del 2018, il Pil tedesco è cresciuto dello 0,4%. Come riporta Destatis, la crescita del prodotto interno lordo risulta dello 0,6% per il 2019.

 





Giorgetti (Lega): “Non vogliamo uscire dall’Euro”

 

“Noi non vogliamo uscire. Ma non siamo più i soli a dire che deve cambiare. Per due ragioni: i trattati sono stati scritti in un’altra era geologica; l’epoca Merkel si avvia a conclusione”. Il leghista Giancarlo Giorgetti, in un’intervista al Corriere della sera, spiega che il suo partito è affidabile e apre anche sugli immigrati.

“La politica della fermezza ha avuto risultati – prosegue -.

Se ora l’Europa comincia ad accettare l’idea che l’Italia non può essere lasciata da sola, è grazie a Salvini. Se il ministro Lamorgese può andare a trattare in Europa è perché Salvini ha fatto il matto. Se la lezione è stata capita, si può e si deve collaborare”.

 





Moda italiana nel mondo, un business da 42 miliardi in nove mesi

Moda “made in Italy” nel mondo? Per sapere dove va, quali sono i maggiori mercati e da dove parte l’export italiano: “La moda italiana nel mondo – Italian fashion in the world”, realizzata da Promos Italia, la struttura del sistema camerale italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese e dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile dal sito di Promos Italia al linkhttps://www.promos-milano.it/informazione/note-settoriali/la-moda-italiana-nel-mondo-2020.kl Moda, un export italiano da 42 miliardi nei primi nove mesi del 2019: tra abbigliamento, accessori e calzature, +6% rispetto all’anno precedente. Emerge da elaborazioni della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia su dati Istat. In particolare sono aumentate le esportazioni di abbigliamento (+7,6%) che superano i 14 miliardi, di borse (+12,8%) con 9,5 miliardi, di calzature (+5,4%) con 8 miliardi circa e di maglieria (+6,3%) con 2,7 miliardi. I 3 maggiori partner italiani del 2019 sono: Svizzera (14% del totale, +55,2%) che sorpassa Francia (10,4%, +5,5%) e Germania (8,4%). La Svizzera è il principale partner per articoli di abbigliamento, borse e pelletteria, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo e pellicce, la Germania è prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Francia per maglieria e tappeti, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni. In crescita soprattutto: Corea del Sud (+14,7%), Giappone (+10,8%) e Stati Uniti (+7,8%). Vanno forte anche i filati in Corea del Sud (+10,7%), i tessuti in Giappone (+14,5%), la biancheria per la casa in Canada (+25%), i tappeti nel Regno Unito (+42,1%), i bottoni in Tailandia (+41,9%), gli articoli di abbigliamento in Svizzera (+44,9%) e in Austria (+22,9%), quelli sportivi sempre in Austria (+49,5%), la maglieria in Svizzera (+62,1%), le borse in Svizzera (+92%) e Corea del Sud (+17,7%) e le scarpe in Svizzera (+26,6%) e Polonia (+21,5%). Commenta Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia: “La moda si conferma un settore trainante per l’export italiano - commenta Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia - nei primi 9 mesi del 2019 il valore delle esportazioni nazionali ha raggiunto i 42 miliardi di euro. Francia, Germania e Svizzera restano i mercati di riferimento per il fashion Made in Italy, ma stanno crescendo in maniera esponenziale Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti. Tra i prodotti, abbigliamento, calzature, borse e pelletteria hanno fatto segnare i tassi di crescita più significativi. Il Coronavirus purtroppo sta già avendo i primi effetti sugli scambi - prosegue Da Pozzo - in particolare per le imprese attive con partner cinesi. La Cina è l’ottava destinazione dell’export del fashion italiano: con 1,7 miliardi pesa il 4% e cresce del 5% in un anno, numeri importanti che testimoniano l’importanza di contenere il più possibile le ricadute di questa emergenza per il business delle nostre imprese". I maggiori esportatori italiani? Firenze per calzature e pelletteria, Milano per abbigliamento. Firenze cresce del 55,1% in un anno, Milano del 7%. Terza Vicenza, +2,9%. Superano il miliardo di export anche Treviso, Prato, Reggio Emilia, Verona, Bologna, Piacenza, Biella e Como. Biella prima per fibre tessili, Prato per tessuti. Lombardia prima regione per export di moda con 10,4 miliardi di export, rappresenta un quarto del totale italiano, +3,5%. Supera i 10 miliardi anche la Toscana (+26%), terzo il Veneto con 8 miliardi. Oltre a Milano, tra i primi 20 posti ci sono anche le lombarde Como 11°, Bergamo 12°, Varese 17°, Mantova 18°. e Brescia al 20°. In forte crescita Pavia (+113,1%), che passa da 181 a 385 milioni. I prodotti lombardi che incrementano di più il loro export sono: le calzature (+11,4%) e gli articoli di abbigliamento (+7,2%). Tra le province, oltre a Milano, si distinguono Mantova seconda per maglieria, Como per tessuti, Bergamo per biancheria per la casa, passamaneria e terza per filati. 





"Giù le mani dalle donne", a Roma il Convegno promosso da App

Il convegno avrà luogo l’8 marzo 2020, dalle ore 10.00 alle ore 12.30, presso Aula Magna Palafijlkam - Via dei Sandolini, n. 79 - Roma, avrà ad oggetto “Giù le mani dalle donne”. L’iniziativa è volta a valorizzare e diffondere la cultura per finalità sociali e scientifiche, nonché, preveninire il fenomeno del femminicidio. L’evento ad ampio respiro vede impegnati professori giornalisti, giuristi, criminologi ed esperti del settore, al fine di trasmettere i principali erudimenti in merito alla violenza di genere. Il tema della violenza di genere è uno degli ambiti che richiama una sempre maggiore attenzione fra gli studiosi e gli studenti di molteplici discipline, comunicare soprattutto ai ragazzi il tema della violenza contro la donna, attraverso immagini e dialoghi semplici (come una sorta di segnali stradali), comunicando con la comunità al fine di trasmettere quali sono i segnali della violenza, dello stalking e della possessione. Il rapporto uomo-donna nelle relazioni sentimentali, di amicizia e anche nel mondo del lavoro, rappresenta un pericolo che può sfociare in violenza, non solo fisica ma anche psicologica (piu’ sottile e, a volte, anche piu’ difficile da individuare e da denunciare). Inoltre, non è da sottovalutare l’incidenza sui figli che rimangano, in taluni casi, orfani di ambedue i genitori, segnati psicologicamente da eventi come il femminicidio o da violenza domestica. Questo è un tema molto vasto e quindi merita considerazioni ben più ampie ed un quadro più preciso. La partecipazione sarà gratuita, interverranno: Federica Pansadoro (Giornalista Opinione delle Libertà); Avv. Tiziana Colamonico; Dott.ssa Oria Gargano (Presidente Cooperativa Sociale Be Free); Dott. Donato Capece (Presidente Nazionale Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria); Dott. Giovanni Passaro ( Criminologo); Luigi Zaccaria (già Presidente Commissione Sicurezza X Municipio - Roma Capitale); Dott.ssa Emanuela Del Zompo (Giornalista e scrittrice). 





Silvestrini (Cna): “Artigiani e Pmi asset strategici per il Mezzogiorno”

Artigiani e piccole imprese insieme al Mezzogiorno rappresentano gli asset strategici per far ripartire il Paese ma troppo spesso la politica li ignora. E’ il messaggio lanciato da Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, parlando all’assemblea di Cna Trapani.

“Non sempre la straordinaria vigoria delle piccole imprese italiane è riconosciuta da chi governa questo Paese – ha osservato Silvestrini – a volte ci accontentano con un abbraccio e una pacca sulle spalle ma poi nulla di concreto avviene. È un grande limite della classe dirigente e della politica di questo Paese, a ogni livello, da quello locale all’Europa”.

Il Segretario Generale si è soffermato poi sul tema cruciale del Mezzogiorno ribadendo quanto sia fondamentale per far ripartire il Paese.

“Il Mezzogiorno è un elemento strategico. Senza una sorta di unificazione da nord a sud l’Italia non ce la farà a ripartire” ha affermato Silvestrini. “Bisogna investire di più’ nel Sud – ha aggiunto – selezionando gli investimenti. Bisogna riqualificare il tessuto produttivo premiando l’innovazione e valorizzando il turismo, che non sfrutta ancora le sue enormi potenzialità”. Secondo Silvestrini “c’è bisogno di un cambio di paradigma, promuovendo una mentalità dello sviluppo dove il mercato vince. La politica – ha detto – deve aiutare questo processo, cosa che non è avvenuta quasi mai negli ultimi anni”.

Il Segretario Generale ha poi offerto una analisi della politica economica che caratterizza da tempo l’Italia.

“Non è più possibile fare una politica meramente keynesiana giocando sul debito perché siamo uno dei Paesi più indebitati al mondo. Bisogna qualificare la spesa, sapere dove investire, in quali settori“. Secondo Silvestrini “qualche volta bisogna anche ‘urticare’ le persone e scegliere. Non bisogna avere paura di scegliere – ha concluso il segretario Generale della CNA – perché se non si sceglie non si adottano le decisioni che servono al Paese”.

“Siamo un grande Paese ma nonostante questo ogni anno abbiamo difficoltà. Abbiamo intelligenza e imprenditoria, ma non riusciamo a compiere quel balzo in avanti che potremmo fare. Vedo pigrizia e inerzia, non vedo lo scatto dei tempi migliori”.





Auchan-Conad: si apre il tavolo con i sindacati

 

Sarà un tavolo teso quello che ospiterà i vertici di Conad-Auchan e i sindacati. Sul piatto la questione della cassa integrazione, richiesta per 5.323 lavoratori su un totale di 8.873. Una riunione, quella di domani, già calendarizzata per parlare degli 817 posti di lavoro che dovrebbero venire meno con la fusione tra i due gruppi leader nella gdo. La richiesta, comunicata dalla Margherita distribuzione sia al Ministero del Lavoro sia ai sindacati, è una notizia che non lascia spazio a illusioni, che finirà per rendere difficoltose le trattative, e, secondo l’azienda, sarà utile per "dare continuita’ di reddito nei periodi di ristrutturazione dei negozi, ovvero di cambio insegne e di layout interno", ma non ci saranno margini di mobilità. Dal punto di vista sindacale, la Filcams Cgil è dell’avviso che ci siano punti controversi e difficili che "dovranno essere affrontati" con l’azienda in tempi brevissimi, perchè, stando a quanto comunicato da Conad-Auchan, la diminuzione si attesterebbe al 60% dei dipendenti, tra coloro che subiranno uno stop del lavoro per far sì che i costi diminuiscano e coloro che invece si fermeranno in vista di una diminuzione dell’estensione degli ipermercati e, conseguentemente, per una loro nuova pianificazione. Per quanto riguarda, invece, i punti vendita, "ce ne sono alcuni che sono già stati oggetto di passaggio alla rete Conad e non si comprende la competenza che abbia Margherita nell’attivare la cassa; di contro ne mancano altri che in precedenti incontri, fatti sia a livello nazionale che territoriale, risultava potessero avere criticità". Per Filcams Cgil si paventa la possibilità che la richiesta di cassa integrazione si tramuti in una risoluzione dei contratti di lavoro nel prossimo anno. Il segretario generale di Fisascat-Cisl Sardegna Giuseppe Atzori sostiene che "questa vertenza si sta contraddistinguendo per tinte nere, quasi da film horror, per l’atteggiamento chiuso di Conad che al tavolo delle trattativa si rifiuta di dare risposte concrete sul futuro dei lavoratori. Siamo in attesa da mesi della delibera definitiva dell’Antitrust sulle 101 sovrapposizioni, verdetto che porta ulteriore incertezza sul piano di ristrutturazione aziendale che potrebbe vedere Conad dover cedere a terzi i negozi Auchan con ulteriori esuberi". Dello stesso parere anche il segretario di Uiltucs Sardegna, Cristiano Ardau, per il quale la richiesta di cassa integrazione " è l’ennesimo colpo di scena di Conad su un’acquisizione nata male che sta finendo peggio. Il numero dei lavoratori collocati in cassa integrazione", prosegue Arcau, "è inaccettabile e minerebbe lo stesso buon andamento degli ipermercati". 





Incontro di Cgil, Cisl e Uil con l’ex Presidente brasiliano Lula

 

Il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo e i Segretari generali di Cisl e Cgil, Annamaria Furlan e Maurizio Landini, hanno incontrato l’ex Presidente brasiliano, Lula, in visita in Italia per un’udienza con Papa Francesco. Il leader della Uil ha voluto sottolineare il valore dell’impegno sindacale di Lula, un punto di riferimento essenziale per i Paesi del Sud America, ma anche per il sindacalismo mondiale.





Agrigento, sequestrati dalla Gdf beni per oltre 9 milioni di euro

 

Nei giorni 6, 7 e 10 febbraio 2020 la Polizia di Stato, Divisione Polizia Anticrimine-Ufficio Misure di Prevenzione, avvalendosi della Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha dato esecuzione al Decreto n. 1/2020 RDS della Sezione II del Tribunale di Agrigento-Sezione M.P. emesso in data 29.01.2020, con cui è stata disposta l’applicazione a carico di B. G., nato a nato a Porto Empedocle (AG) il 14.02.1964, in atto sottoposto a detenzione domiciliare, la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S. per anni 3 con obbligo di soggiorno, nonché la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni, finalizzato alla confisca, ai sensi del Codice delle Leggi Antimafia e delle Misure di Prevenzione, di cui al Decreto Legislativo nr.159 del 2011.

Il procedimento di prevenzione era stato avviato su proposta del Questore di Agrigento nel 2016, allorquando il Questore aveva presentato al Tribunale di Agrigento una richiesta di misura di prevenzione personale e subito dopo un’altra avente ad oggetto una misura di carattere patrimoniale sui beni riconducibili direttamente o indirettamente al proposto.

Il Questore, autorità proponente ai sensi del Codice Antimafia, si è avvalso degli accertamenti eseguiti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in particolare dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, in ordine all’attività economica ed imprenditoriale, alle disponibilità finanziarie e patrimoniali del noto B. G., che aveva costituito una serie di società operanti nel settore della grande distribuzione alimentare, in questa provincia e in quelle limitrofe.

Successivamente all’avvio di indagini penali da parte del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, all’arresto dell’imprenditore avvenuto nell’ottobre 2016 ed alla sentenza del Maggio 2018, con cui il Tribunale di Agrigento lo condannava alla pena di 8 ANNI di reclusione per reati fallimentari, il Tribunale Sezione M.P., richiedeva al Questore integrazioni ed ulteriori indagini patrimoniali.

Il proposto riportava, inoltre, condanne per i reati di omesso versamento di ritenute fiscali e previdenziali, appropriazione indebita continuata, commercio di prodotti con segni falsi, violazione della normativa fiscale e tributaria

Il linea con i recenti indirizzi giurisprudenziali espressi della Cassazione in tema di misure di prevenzione patrimoniali, sono stati rielaborati i contenuti della proposta, arricchendoli di nuovi elementi, in particolare di quanto emerso anche nel corso del processo penale e poi “perimetrando la pericolosità sociale” del proposto, espressa dagli anni ricompresi tra il 2004 ed il 2017, periodo in cui ricadono una serie di reati lucro-genetici.

Per soddisfare, altresì, l’esigenza di dimostrare la c.d. “correlazione temporale” tra la pericolosità espressa durante gli anni indicati e le condotte illecite, distrattive di ingenti somme di denaro, compiute con una serie di operazioni di “mala gestio” che avevano consentito di accantonare somme e di reinvestirle in operazioni di acquisto di beni e apertura di conti correnti, sono state prese in esame tutte le operazioni compiute in quel perimetro temporale, distinguendole anno per anno, specificandone gli introiti e gli acquisti, ritenuti provento di attività illecita e che ne costituissero il reimpiego.

Le risultanze dell’attività sono state depositate a Marzo 2019, con una proposta integrativa contenente gli apporti della Guardia di Finanza, con la quale si specificava che i beni di cui si richiedeva il sequestro erano frutto del reimpiego della provvista illecita accumulata in quegli anni, mediante la distrazione di somme dal patrimonio delle società G. S.r.l., I. S.r.l., C.D.A. S.p.A. e H..S.r.l., che invece avrebbero dovuto costituire garanzia per i creditori e i terzi.

A carico del proposto, il Tribunale di Agrigento ha espresso un giudizio di pericolosità sociale “qualificata”, in quanto indiziato del reato di intestazione fittizia di beni al fine di agevolare il delitto di riciclaggio. Il B. G. veniva riconosciuto responsabile della distrazione di rilevanti somme per un totale complessivo di € 11.582.176,55 posta in essere con una serie di atti costituiti da operazioni contabili, giroconti, trasferimenti di cespiti valutari e reali da una società all’altra del gruppo imprenditoriale.

Il Tribunale ha ordinato, pertanto, il sequestro del seguente patrimonio immobiliare e mobiliare:

In particolare:

Per quanto attiene gli n. 11 rapporti bancari/assicurativi/di investimento sono stati eseguiti i sequestri presso diversi istituti di credito.

Con le attuali rivalutazioni previste dall’Osservatorio del mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio, il valore attuale del compendio immobiliare raggiunto dalla misura ammonta a circa EURO 8.700.000,00

Il collegio della 2^ Sezione Penale del Tribunale per le Misure di Prevenzione, nel decreto citato del 29/01/2020, ha altresì nominato un Amministratore Giudiziario che con l’assistenza costante del personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, si è già immesso nel possesso dei beni.





Salvini: “Unica via maestra sono le elezioni”

 

 

"Ma io secondo voi faccio il governo col Pd? Il Pd vuole cancellare i decreti sicurezza, quota 100, flat tax, vuole fare l’esatto contrario di quello che abbiamo fatto noi". Così il leader della Lega Matteo Salvini, smentisce - ospite a Mattino 24 su Radio 24 - anche la minima possibilità che la Lega possa fare un accordo con il Pd in caso di caduta del governo Conte. "Noi - aggiunge per marcare il divario che c’è tra dem e Lega - ci occupiamo di problemi reali, di cantieri, di infrastrutture, di temi veri mentre da un mese  la maggioranza si scanna sulla giustizia e sulla prescrizione. Noi non stiamo zitti, ma una volta che abbiamo detto la nostra sulla giustizia non possiamo inseguirli tutti. Ora la gente capisce perché la Lega questa estate ha lasciato il governo e sette ministeri. Le elezioni continuano ad essere la via maestra".

 





Buffagni (Vicemin. Svil. Economico) sul governo: "Bisognerebbe avere la serietà di dare risposte concrete"

 

 

"Capisco l’esigenza di esistere, ma se si è deciso di gestire un governo con l’orizzonte della legislatura bisognerebbe avere la serietà di dare risposte concrete. Ci sono cose importanti di cui parlare. Io sono molto preoccupato della situazione economica. E vedo un’opposizione più seria di un membro del governo che come unico tema in agenda ha il suo nome". Lo ha dichiarato, ai microfoni del programma di Radio Capital "Circo Massimo", il Viceministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni. 





Decelerazione per i volumi d’affari del Commercio estero. I numeri dell’Istat

Decelerazione per i volumi d’affari del Commercio estero. I numeri dell’Istat

 

Le esportazioni italiana nel 2019 sono in aumento (+2,3%), anche se in misura inferiore rispetto al 2018 (+3,6%), le importazioni invece calano dello 0,7%. Lo comunica l’Istat. L’incremento delle esportazioni in valore nel 2019 riflette un aumento sostenuto dei valori medi unitari (+3,1%) e una flessione dei volumi (-0,8%). Il tasso di crescita dell’export è più sostenuto verso i paesi extra Ue, in particolare verso Svizzera e Stati Uniti, mentre l’export verso Cina e Germania è in flessione. Ecco nel dettaglio i numeri di Istat A dicembre 2019 si stima una flessione congiunturale delle esportazioni (-0,9%) e un aumento delle importazioni (+0,8%). Il calo congiunturale dell’export è dovuto alla diminuzione delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-1,0%) sia verso l’area Ue (-0,8%). Nell’ultimo trimestre del 2019, rispetto al precedente, si rileva un aumento delle esportazioni (+0,9%) e una contrazione delle importazioni (-1,7%). A dicembre 2019 la crescita su base annua dell’export è pari a +4,2% ed è determinata dall’incremento delle vendite registrato sia nell’area extra Ue (+5,1%), con maggiore intensità, sia in quella Ue (+3,4%). La diminuzione tendenziale dell’import (-2,2%) è dovuta al netto calo degli acquisti dai mercati extra Ue (-5,9%), mentre per quelli dai paesi dell’area Ue si registra un lieve aumento (+0,3%). Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla crescita tendenziale dell’export nel mese di dicembre si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+23,9%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+10,4%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (+15,9%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+13,7%). In diminuzione, su base annua, le esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-1,9%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-0,5%) e prodotti tessili (-5,1%). Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura più ampia all’incremento delle esportazioni nazionali sono Svizzera (+19,3%), Cina (+21,2%), Francia (+4,3%) e Belgio (+16,7%), mentre si registra una flessione delle vendite verso Stati Uniti (-7,7%), paesi OPEC (-3,7%) e Repubblica ceca (-6,1%). Nel complesso dell’anno 2019 la crescita dell’export è pari a +2,3% ed è trainata dalle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+25,6%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,6%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (+9,7%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+7,3%). Nell’ultimo mese del 2019 il surplus commerciale aumenta di 2.227 milioni di euro (da +2.786 milioni a dicembre 2018 a +5.013 milioni a dicembre 2019). Nell’anno 2019 l’avanzo commerciale raggiunge +52.940 milioni (+91.418 milioni al netto dei prodotti energetici). Nel 2018 era pari a +39.280 milioni. Nel mese di dicembre 2019 si stima che i prezzi all’importazione diminuiscano dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua.

 





Banca d’Italia: “In crescita il debito pubblico”

 

"Al 31 dicembre del 2019 il debito delle amministrazioni pubbliche era pari a 2.409,2 miliardi", in aumento rispetto a fine 2018 quando "ammontava a 2.380,6 miliardi". Emerge dalle stime diffuse dalla Banca d’Italia.  "L’aumento del debito nel 2019 (28,7 miliardi) è stato inferiore al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (35,2 miliardi)".

 





Cinquemila nuovi contagi da Corona Virus. L’Oms, nessun drammatico picco

 

 La Cina ha riportato, nel quotidiano bilancio sui numeri del contagio da coronavirus, 5.090 nuovi casi, che portano a 63.851 il numero delle persone infettate. La Commissione sanitaria nazionale di Pechino ha anche precisato che sono morte 121 persone, portando così il dato dei deceduti in Cina a 1.380. La provincia di Hubei, con la sua capitale Wuhan, resta l’epicentro dell’epidemia, con ulteriori 4,823 casi. Lì, però, è il decimo giorno consecutivo che la corsa del contagio appare in rallentamento. La crescita dei casi di polmonite virale causata dal coronavirus in Cina non presenta un’accelerazione drammatica “nella traiettoria dell’epidemia”. L’ha affermato – secondo quanto riporta oggi la BBC – Mike Ryan, capo del programma emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Con l’eccezione della nave da crociera Diamond Princess che si trova nel porto di Yokohama, dove il tasso di contagi è molto alto, l’Oms non vede una curva troppo a picco verso l’alto in relazione alle vittime. In Cina sono stati rilevati 121 nuovi decessi e i contagi sono aumentati di altre 5.090 unità. Nell’epicentro del contagio, lo Hubei, si sono registrate 116 morti e 4.823 nuovi casi.

 





Renzi: "Se il Premier vuole cacciarci, faccia pure"

"Se il Premier vuole cacciarci, faccia pure: è un suo diritto! E Conte è il massimo esperto nel cambiare maggioranze. Se invece vogliono noi, devono prendersi anche le nostre idee. Alleati, non sudditi". Così, in un post su Facebook, Matteo Renzi, capo politico di Italia Viva, che ritiene "il tono di Conte sbagliato, ma ai falli da dietro del premier rispondiamo senza commettere falli di reazione".  In un post su Facebook, il capo politico di Italia Viva, Matteo Renzi, ha scritto: "La posizione del Lodo Conte è incostituzionale secondo i principali esperti. Cercheremo di cambiarla in Parlamento prima che venga bocciata dalla Corte Costituzionale come già avvenuto in settimana alla Legge Bonafede". "Per noi - afferma Renzi nel post - è una battaglia culturale. Non molleremo di un solo centimetro. Il Pd ha scelto di seguire i grillini, noi abbiamo scelto di seguire le persone competenti: avvocati, magistrati, esperti della materia". 




Sfiducia Italia Viva a Bonafede, Conte: semmai ci sarà, ne trarrò tutte le conseguenze

 

Dopo il Consiglio dei Ministri durante il quale è stato dato l’ok alle riforme inerenti la prescrizione e il processo penale, il Presidente Giuseppe Conte si è espresso sulla mozione di sfiducia che, molto probabilmente, i membri del partito di Matteo Renzi, Italia Viva, chiederanno contro il Guardasigilli Bonafede: "Da Presidente del Consiglio - ha detto - non riesco a capire da un punto di vista logico cosa significhi sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Bonafede. E’ qualcosa di irrazionale e irragionevole, io non riesco a capirlo", ma, se ciò succedesse, "“ne trarrò tutte le conseguenze". "Sulla norma sulla presrizione - ha continuato - il ministro Bonafede si è dichiarato disponibile a rivederla. Le tre forze di maggioranza hanno raggiunto un compromesso". "Se mai ci fosse una iniziativa del genere, il sottoscritto, per assicurare credibilità alla politica , ne trarrò - conclude - tutte le conseguenze". 





Un avvocato e un capo ultras garantivano per la pace mafiosa ad Ostia

 

Salvatore Casamonica, esponente apicale dell’omonimo clan e l’avvocato del Foro di Roma, Lucia Gargano "in concorso tra loro e con Fabrizio Piscitelli alias ’Diabolik’", il capo di una frangia degli ultras della Lazio, assassinato al Parco degòi Acquedotti, "hanno contribuito concretamente al perfezionamento di un accordo finalizzato a stabilire la pace fra il clan mafioso Spada e un altro gruppo criminale operante a Ostia capeggiato da Marco Esposito, detto ’Barboncino’, contribuendo in tal modo a conservare la capacità operativa degli stessi Spada". E’ questo un primo risultato delle indagini, coordinate dalla Dda e condotte dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, che all’alba ha fatto scattare l’operazione della Gdf che ha portato agli arresti di Salvatore Casamonica (già al 41-bis) e dell’avvocato Gargano per il reato di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso. Monitorando sul territorio l’evolversi di diverse trattative criminali, i finanzieri e i loro undercover hanno intercettato, in presa diretta, Salvatore Casamonica e ’Diabolik’ mentre concordavano la pax mafiosa tra il clan Spada e l’organizzazione che fa capo a Barboncino. Per siglare e mantenere l’accordo, i due ’garanti’, che intercettati dicono ’’io e te ci stiamo mettendo in mezzo per fare da garanti eh!...’’, avevano però bisogno del supporto di un professionista quale trait d’union con libertà di movimento, credibile agli occhi degli altri criminali e con possibilità di accesso alle aule di Tribunale e agli istituti carcerari.

Secondo quanto ricostruito la pace da imporre sul litorale di Ostia si inseriva in un momento storico particolarmente complesso per il clan Spada, dovuto allo stato di detenzione dei propri vertici: Ottavio Spada detto ’Marco’ e Roberto Spada (per il fermo conseguente all’aggressione del giornalista della RAI Daniele Piervincenzi), alle limitazioni cui era soggetto il capo indiscusso della consorteria, Carmine Spada detto ’Romoletto’ (sottoposto all’obbligo di dimora e vittima di due tentati omicidi nel novembre del 2016) e al fatto che i capi e numerosi sodali del clan Fasciani, federati agli Spada, erano detenuti da anni.

Proprio per il momento di difficoltà del clan Spada, l’organizzazione riconducibile a ’Barboncino’ aveva intenzione di ’’riprendersi’’ Ostia con atti di forza e di alto impatto sulla cittadinanza. In appena tre giorni sono stati eseguiti tre distinti atti intimidatori nei confronti di persone del gruppo criminale o vicine agli Spada. In particolare il 23 novembre 2017 sono stati gambizzati Alessandro Bruno e Alessio Ferreri, fratello di Fabrizio, cognato del detenuto Ottavio Spada. Due giorni dopo, il 25 novembre, alcuni colpi di arma da fuoco vengono esplosi contro la vetrina del bar ’Music’ a Piazza Gasparri a Ostia, riconducibile a Roberto Spada. Infine lo stesso 25 novembre altri colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi in via Forni contro la porta di casa di Silvano Spada, nipote del boss Carmine detto ’’Romoletto’’ e di Roberto Spada, nonché organico al clan.

"Salvatore Casamonica e Lucia Gargano ricoprivano il ruolo di plenipotenziari del clan Spada con lo scopo, poi realizzato, di porre fine agli atti intimidatori perpetrati nei confronti del sodalizio, mentre Fabrizio Piscitelli rappresentava gli interessi del gruppo capeggiato da Marco Esposito detto Barboncino’’, scrive il gip Corrado Cappiello nell’ordinanza con cui ha disposto i domiciliari per Gargano e emesso un’ordinanza cautelare in carcere per Salvatore Casamonica, già detenuto. L’avvocato ’’svolgeva il ruolo fondamentale di trait d’union tra Carmine Spada detto Romoletto e Fabrizio Piscitelli, i quali non potevano incontrarsi perché il primo era sottoposto ad obbligo di dimora nel comune di Roma e il secondo a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Grottaferrata".

Secondo gli investigatori, il 13 dicembre 2017, l’avvocato Gargano è giunta in un ristorante a Grottaferrata (Roma) dove, di lì a poco, sarebbe iniziata la riunione illecita, a cui erano presenti anche Salvatore Casamonica e Fabrizio Piscitelli, suscitando lo stupore di uno dei presenti, che intercettato dice: ’’Ho paura di tutti questi delinquenti che stanno a questo tavolino l’avvocato, mamma mia che coraggio che ha! Mamma mia in mezzo a tutti questi scatenati’’.

Ma, come riporta il gip di Roma nell’ordinanza, ’’la presenza dell’avvocato non era affatto casuale’’, tant’è che Casamonica e ’Diabolik’ iniziano a parlare della necessità di avviare il processo di pacificazione fra le due fazioni egemoni nel territorio di Ostia solo quando il professionista giunge nel locale. ’’Salvatore Casamonica e Piscitelli fungevano dichiaratamente da ’garanti’ dell’accordo che sarebbe stato raggiunto’’. Diabolik, intercettato dice: ’’Sui miei ti metto tutte e due le mani sul fuoco. Il sì deve essere sì e il no deve essere no!’’.

 





Gennaio 2020 è stato l’anno più caldo della nostra terra

 

Gennaio 2020 è stato il gennaio più caldo mai registrato per il mondo.Lo segnala la Noaa, la National oceanic and atmospheric administration, l’agenzia federale Usa che si occupa di oceanografia, meteorologia e climatologia. La differenza dalla temperatura media globale del mese scorso delle superfici terrestri e oceaniche per il gennaio 2020 è risultata la più alta per il mese di gennaio nell’archivio NOAA delle temperature globali che risale al 1880, coprendo quindi 141 anni.  La temperatura globale delle superficie di terra e oceani è stata quindi la più alta da 141 anni, risultando 1,14 gradi superiore alla media del 20mo secolo (12,0 gradi).Il valore, segnala il NOAA, sorpassa il precedente record fissato nel 2016 di appena 0,02 gradi. Gennaio ha fatto segnare anche il quarto maggior distacco dalla temperatura media in un registro da 1.681. Solo marzo 2016, febbraio 2016 e dicembre 2015 hanno avuto distacchi di temperatura maggiori. Gennaio 2020 è stato il 44mo gennaio consecutivo e il 421mo mese consecutivo con temperature, almeno nominalmente, sopra la media del 20mo secolo, precisa la Noaa, l’agenzia federale Usa che si occupa di oceanografia, meteorologia e climatologia.

 





Diritti dei bambini/UNICEF Italia e Unione Province d’Italia (UPI) firmano protocollo di intesa

 

Il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia (UPI) Michele de Pascale hanno firmato un protocollo di intesa della durata di tre anni per realizzare e promuovere iniziative a favore dei bambini e degli adolescenti in Italia, per sviluppare tutte le possibili sinergie per la piena attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’UNICEF e l’UPI si impegnano a favorire l’espressione della cittadinanza attiva dei bambini e degli adolescenti nella vita delle comunità locali, promuovendo nella programmazione politica delle amministrazioni provinciali un’attenzione particolare ai diritti dei minorenni e facendo in modo che nell’elaborazione delle politiche di sviluppo locale si tenga adeguatamente conto del punto di vista dei bambini e dei ragazzi, anche attraverso la valorizzazione dei programmi UNICEF “Città amica dei bambini e degli adolescenti” e “Scuola amica dei bambini e degli adolescenti”. “Attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni provinciali, vogliamo perseguire l’obiettivo di rendere i bambini e gli adolescenti sempre più centrali nella vita delle nostre società e comunità, perchè è a partire da oggi, lavorando con gli adulti di domani, che possiamo ottenere un cambiamento positivo in futuro” - ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Grazie al protocollo di intesa con l’UPI, promuoveremo attività e iniziative che offrano ai nostri bambini e giovani gli strumenti di cui hanno bisogno per diventare adulti consapevoli.” “Le Province, cui sono affidate le 7.400 scuole superiori italiane, sentono grandissima la responsabilità di assicurare agli adolescenti, con cui il confronto è continuo, attenzione e risposte concrete – ha dichiarato il Presidente di UPI Michele de Pascale. “Questa iniziativa e il lavoro che faremo con l’Unicef ci consentirà di rafforzare il dialogo tra giovani e istituzioni e costruire percorsi di comprensione e di sostegno per assicurare ai bambini e agli adolescenti opportunità di crescita e sviluppo personale e sociale e per promuoverne la  partecipazione attiva alla società”. In particolare il protocollo prevede di: realizzare iniziative di monitoraggio e raccolta dati sull’impegno delle Province italiane nei confronti dei più piccoli, attraverso l’analisi degli investimenti e dei servizi, la valutazione dell’impatto delle scelte di governo amministrativo sui bambini e sugli adolescenti; promuovere incontri ed iniziative nelle scuole superiori italiane di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia; realizzare attività congiunte, coinvolgendo studenti e docenti, con l’obiettivo di prevenire e contrastare l’abbandono scolastico e garantire pari opportunità di apprendimento, facendo sì che l’informazione e l’orientamento scolastico e professionale siano aperti e accessibili ad ogni ragazzo e ragazza. La promozione di giornate formative sui principi della Convezione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, rivolte agli amministratori delle provincie per promuovere tra i decisori politici, una cultura attenta ai diritti dei minorenni; promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione, per incentivare politiche culturali che rafforzino il dialogo tra culture diverse, coinvolgendo le comunità di cittadini stranieri e le minoranze, per contribuire alla crescita di una società più aperta e inclusiva.