Bruciava rifiuti speciali nel Parco regionale dell’Appia Antica, arrestato

Ha dato alle fiamme diversi accumuli di rifiuti speciali all’interno di un’area verde del Parco Regionale dell’Appia Antica. In manette, scoperto dai Carabinieri della Stazione Roma Appia, è finito un operaio 60enne romano.

Ieri mattina, transitando in via del Quadraro, i Carabinieri hanno notato una colonna di fumo all’interno del parco ed hanno deciso di fare una verifica. Arrivati all’interno dell’area verde,  i militari hanno sorpreso l’operaio mentre incendiava scarti di mobili in legno e materiale vario.

Domante immediatamente le fiamme, i Carabinieri hanno messo in sicurezza la zona, hanno arrestato l’uomo e lo hanno portato in caserma dove sarà trattenuto in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo. Dovrà rispondere del reato di combustione illecita di rifiuti speciali.





Va a fondo l’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia

 

Terremoto politico al comune di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Le dimissioni di massa dei consiglieri comunali hanno comportato la caduta della Giunta municipale guidata dal sindaco, Sabrina Anselmo. E’ quanto sottolinea in una nota il consigliere regionale del PD, Emiliano Minnucci, secondo cui “la caduta dell’Amministrazione Anselmo, suggellata dalle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali, segna inesorabilmente il fallimento di una Sindaca, di una giunta e di un progetto politico impalpabile e insignificante.
Un progetto politico nato sull’onda del populismo spinto che non ha saputo offrire le giuste risposte alle esigenze di un territorio e della sua comunita’. Anguillara Sabazia e’ ferma al 2016: e’ arrivato il momento che le forze piu’ dinamiche e attive mettano in campo tutto il loro protagonismo al fine di costruire un’alternativa seria e concreta. Per Anguillara ci sono tante sfide da affrontare e vincere. Possiamo farlo solo attraverso una nuova stagione riformista e con una politica che sappia parlare ai cittadini in maniera pragmatica ed efficace”.





Tor Bella Monaca, nuova piccola retata dei Carabinieri: 5 gli arresti

 

I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca, nelle ultime 24 ore, hanno arrestato 5 persone, sequestrato 144 dosi di cocaina e 1100 euro in contanti, ed hanno rinvenuto un “panetto” di cocaina pura del peso complessivo di circa 1.2 kg. Il primo blitz è scattato all’interno della nota “piazza” di spaccio di via San Biagio Platani, dove i Carabinieri hanno arrestato un coppia di romani, entrambi 23enni, perché trovati in possesso di 12 dosi di cocaina e 300 euro in contanti, ritenuto il provento dell’illecita attività di spaccio. In via dell’Archeologia, i Carabinieri hanno arrestato altri 3 pusher di cocaina,  un romano di 39 anni, un cittadino tunisino 18enne e un 33enne afgano, tutti già noti alle forze dell’ordine per i loro trascorsi negli ambienti della droga. I tre sono stati sopresi a cedere dosi a giovani acquirenti. Nelle loro tasche i militari hanno rinvenuto varie dosi di cocaina, per un totale di 132 e circa 800 euro in contanti. Poco più tardi, in un’area verde di via dell’Archeologia, i Carabinieri hanno rinvenuto anche un “panetto” di cocaina, del peso di circa 1.2 kg.  I pusher sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo.





Castelli Romani, manette ai polsi per un usuraio

 

Nei giorni scorsi, gli agenti del commissariato di Marino diretto  da Nicola Giantomasi, al termine di una  intensa  attività  investigativa,  hanno arrestato C.C., 30enne con precedenti di Polizia, per reato  di  “usura  e tentata estorsione” in danno di un commerciante caduto nelle sue redini a seguito di difficoltà economiche.

L’usuraio, titolare di un deposito di legnami in località Marino, minacciava costantemente la vittima arrivando in più’ occasioni a picchiarla ed intimando con violenza il rimborso del prestito  a condizioni  del tutto sfavorevoli, applicando tassi di interesse tali da indurre il debitore  ad accrescere la sua situazione di   insolvenza.

Durante l’ennesimo tentativo di estorsione, C.C.  si portava presso l ‘abitazione della vittima per indurlo a pagare e, anche  in  presenza  di  bambini,  ribadiva fermamente le condizioni di pagamento, con tassi di interessi elevatissimi che prevedevano  anche dei “piani di recupero”.

Vista la condotta socialmente riprovevole dell’usuraio, al fine di evitare  ulteriori  conseguenze tali da pregiudicare  l’incolumità  del  debitore e della sua famiglia, i poliziotti organizzavano, di concerto  con l’A.G.  competente, una “consegna controllata di denaro”   .

Durante l’operazione di Polizia la vittima, opportunamente “microfonata”,  faceva  ingresso  presso il deposito legnami del suo usuraio dove, una volta  costretto  a  sedersi per  “sistemare  le cose”, veniva  ripetutamente  minacciato  di  essere  “perseguitato  tutta  la  vita  da  gente  più’  pesante . . .da fantasmi, e di essere  incendiato con una latta di benzina”.

L’ascolto in diretta della conversazione  consentiva  agli agenti del commissariato, appostati nelle immediate vicinanze, di agire con rapidità di intervento e arrestare il giovane usuraio  che veniva portato presso  la casa circondariale  di Velletri  dove  il GIP , in sede di interrogatorio,  convalidava  l ‘intera  attività di indagine  disponendo  per lui la custodia  cautelare in carcere.





San Basilio, super-blitz e decine di arresti della Polizia di Stato

Le indagini, condotte dagli investigatori del commissariato San Basilio diretto da Agnese Cedrone, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, sono scaturite a seguito del tentato omicidio di tale DI BONA Alfredo, attinto da colpi d’arma da fuoco per mano di COSCO Francesco, con precedenti di polizia, nel quartiere Casal dei Pazzi il giorno 27 Febbraio 2017.  Il movente era l’accaparrarsi il controllo dello spaccio di stupefacenti nel quartiere Casal de Pazzi.

A seguito di un’attenta attività di intercettazione da parte degli agenti del commissariato, il COSCO e i suoi complici vennero arrestati. La pistola utilizzata per il crimine, precedentemente occultata dagli stessi, fu ritrovata poco dopo in zona Quarticciolo.

La successiva attività investigativa ha consentito agli operanti di identificare un feroce gruppo criminale operante nel quartiere San Basilio, con base logistica presso la sala scommesse “Quality Bet” (già Planet 365) sita in via Fossombrone 135, facente capo ai gestori della stessa, ovvero i fratelli Andrea e Daniele CHERUBINI. Di fatto il gruppo “COSCO” si riforniva di stupefacente, per lo più cocaina, dal gruppo dei CHERUBINI.

Le indagini successive hanno condotto, nell’aprile del 2017, all’individuazione di un’abitazione  (la c.d. “retta” del gruppo CHERUBINI) in via Bartolomeo Maranta, dove all’interno, durante un mirato “blitz”, fu arrestato un soggetto trovato in possesso di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente di tipo cocaina (1,5 kg) e numerose munizioni per pistola calibro 9*21. 

Dopo quell’arresto gli investigatori riuscirono a scovare altre abitazioni e nascondigli utilizzati dai sodali nel quartiere che condussero ad altri arresti e sequestri di stupefacenti. 

Durante uno di questi riscontri investigativi si riuscì a pedinare CIOTOLI Simone che fece da “broker” per la fornitura di 1 Kg di cocaina, operata dall’altro indagato  POLIDORO Stefano, facendo così da intermediario per l’acquisto della sostanza da parte di tale FITTIRILLO Roberta, con precedenti di polizia, del quartiere Tufello e appartenente alla famigerata famiglia “FITTIRILLO”  dell’ex banda della Magliana e Giannelli Andrea (padre del pregiudicato David GIANNELLI, il pugile che pestò a morte senza motivo un anziano nel quartiere Vigne Nuove il 24.10.2016). 

Successivamente, in un’ altra circostanza venne arrestato lo stesso CHERUBINI Andrea per il possesso di sostanza stupefacente del tipo cocaina (100 grammi circa) e una pistola  a tamburo marca Smith &Wesson mod. 66 cal. 357 magnum con munizionamento, risultata rubata.

I ruoli degli appartenenti al sodalizio che si sono evidenziati durante le indagini sono i seguenti:

CHERUBINI Andrea capo –  promotore e fornitore di stupefacenti del sodalizio.

CHERUBINI Daniele – stretto collaboratore del fratello Andrea nonché contabile del gruppo.  

CHERUBINI Angelo – addetto al recupero crediti del gruppo (padre del Daniele e Andrea).

CIOTOLI Simone – detto “Er Gambero”, broker dello stupefacente ed organizzatore di gruppi di fuoco per recupero crediti.

LOMBARDI Cristiano – detto “Er Cannellone”, fornitore e pusher del gruppo deputato anche allo spaccio al dettaglio.

URAS IVANO – detto “Er Ciccio”, fornitore dello stupefacente.

POLIDORO Stefano – broker di stupefacente del gruppo. 

FRERE’ Luca – fornitore armi del gruppo e pusher. 

FRERE’ Mirko – fornitore armi del gruppo e pusher (fratello del Luca). 

DELLE FRATTE Pierluigi – detto “Pierino la peste”, fornitore delle armi del gruppo. 

DE RENZI Alessio – detto “Er mattonella”, pusher del gruppo.

DE RENZI Giulio – pusher del gruppo.

CICCARELLI Marco – detto “Er riccetto”, pusher del gruppo.

DELLA Pietra Giorgio – pusher del gruppo.

IAFOLLA Renato – detto “Treno”, pusher del gruppo.

                                  

Come detto, “Er Gambero”,“Er Mattonella”, “Pierino la Peste”, “Er Riccetto”,“Treno”, Er Ciccio, Er Cannellone”, sono i soprannomi emblematici di alcuni componenti del pericoloso sodalizio criminale armato operante nel quartiere San Basilio, smantellato stamane dagli uomini del commissariato “San Basilio” a seguito di un’ intensa ed articolata  attività di Polizia Giudiziaria iniziata nel 2017. 

 

L’attività di indagine, esperita a mezzo di servizi tradizionali di appostamento e pedinamento, è stata implementata da attività tecnica a mezzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, e si è conclusa con l’esecuzione di 15 misure cautelari di cui 10 custodie cautelari in carcere e 5 arresti domiciliari,  per i reati di cui agli artt. 74 D.P.R. 309/90 commi 1,2,3,4 – (Associazione armata finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti),artt. 73e 110 C.P. (detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso) e  10,12,14 L. 497/74 (porto di arma clandestina e munizionamento), artt. 648 e 110 C.P. (Ricettazione in concorso) , artt. 629 e 110 C.P (Estorsione in concorso), art. 379 C.P. (Favoreggiamento reale).

 

 

Nel corso dell’attività di indagine l’elevata  pericolosità dei sodali si è evidenziata con la messa in atto di atti intimidatori, consistenti  nel recuperare i crediti verso i debitori con minaccia e violenza e nell’organizzare “gruppi di fuoco” contro eventuali gruppi rivali o acquirenti di stupefacenti insolventi ai pagamenti.

L’elevata pericolosità, l’attitudine criminale e la follia omicida di alcuni degli indagati è stata confermata anche da cronache cittadine riportate sui media anche nazionali come  l’agguato operato dal CIOTOLI Simone il giorno di pasqua del 2016 nei confronti di un malavitoso rivale nel quartiere Tufello a colpi d’arma da fuoco, evento nel quale fu colpito da proiettili vaganti il giovane ventunenne CENTI Davide, ridotto in fin di vita e costretto su una sedia a rotelle per tutta la vita in seguito alle lesioni gravissime riportate. A seguito di quell’evento il CIOTOLI, resosi latitante in Spagna, fu arrestato dalla Polizia una volta tornato a Roma per festeggiare il compleanno della figlia.

Anche il FRERE’ Luca si è reso protagonista di una violenta sparatoria nel febbraio del 2017 allorquando, cacciato dai buttafuori del noto locale “Room 26” in zona Eur poiché ubriaco e molesto, sparò alla “cieca” verso l’ingresso del locale ferendo alcuni avventori, evento che destò sconcerto e scalpore a livello nazionale. Anche il FRERE’ venne arrestato dalla Polizia in seguito ai fatti.

Il DELLE FRATTE Pierluigi si rese invece protagonista di un’ efferata rapina ai danni della gioielleria MARIANI GIOIELLI sita in V.le Marx 139 (quartiere Casal dei Pazzi). L’uomo venne identificato durante le indagini dalla Squadra di P.G. del commissariato San Basilio, assieme al complice MARJIANOVIC Mitar,  personaggio di altissimo spessore criminale, poiché  uno dei leader della famosa banda di rapinatori transnazionali denominata “PINK PANTERS”, ovvero un gruppo composto da ex militari della ex Yugoslavia, Montenegro e Serbia e criminali locali, noto per rocambolesche rapine in gioiellerie di tutto il mondo.

Difatti,  prima di tale rapina, gli operanti intercettarono una conversazione ambientale nei pressi della sala scommesse in parola durante la quale il DELLE FRATTE Pierluigi e il MARJIANOVIC Mitar richiedevano agli appartenenti al sodalizio alcune armi precedentemente fornite dal DELLE FRATTE per effettuare un “lavoretto”.  Pedinati i soggetti e compiutamente identificati, gli stessi vennero ritenuti responsabili della rapina ai danni della gioielleria. A seguito di ulteriori indagini sui rapinatori, ne nacque un filone parallelo che si concluse con l’arresto in flagranza di reato per tentato sequestro di persona a scopo  di rapina commesso con armi ai danni di un imprenditore,  il giorno 10 aprile 2018 in zona olimpico, durante la partita di Coppa Roma-Barcellona (“OPERAZIONE CHAMPIONS”), in collaborazione con la 5° sezione Antirapina della Squadra Mobile. In quel frangente venne arrestato il MARIJANOVIC e altri due complici, tali SIRGIOVANNI e DE SANCTIS.

Tornando al sodalizio, si rappresenta che il gruppo, al fine di confondere i controlli degli investigatori, pianificava le sue azioni ed  incontrava gli acquirenti di stupefacenti per lo più nel quartiere San Basilio, anche loro luogo di nascita e dimora, precisamente nella sala scommesse gestita dai fratelli Andrea e Daniele CHERUBINI denominata “PLANET 365” e successivamente denominata “QUALITY BET” sita a Roma in via  Fossombrone civico 135, motivo da cui prende il nome l’operazione “Bet&Drug”.

All’odierna operazione hanno partecipato 15 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Roma, un elicottero della Polizia di Stato, 2 Squadre del Reparto Cinofili della Questura di Roma e personale della Squadra di P.G. del Commissariato Fidene –Serpentara per un totale di 100 operatori circa.

 

SEQUESTRI OPERATI NEL CORSO DELL’INDAGINE

 

TOTALE COCAINA: 2,300 KG circa.

TOTALE HASHISH: 5 Kg circa.

TOTALE MARIJUANA: 100 grammi

TOTALE ARMI E MUNIZIONI: 2 pistole, munizionamento vario, 1 coltello.

TOTALE DENARO: 10.000 euro.

 

                               INDAGATI con custodia cautelare in carcere

 

–          CHERUBINI Andrea , n. Roma il 24.05.1988

–          CHERUBINI Daniele n. Roma il 10.08.1986

–          URAS Ivano, detto “Er Ciccio”, n. Roma il 11.07.1990

–          CIOTOLI Simone, detto “Er Gambero”, n. Roma il 18.10.1981

–          FRERE’ Luca n. Roma il 05.10.1990

–          POLIDORO Stefano, n. Roma il  08.08.1980

–          LOMBARDI Cristiano detto “Er Cannellone” n. Roma il 31.03.1988

–          DE RENZI Giulio,n. Roma il 18.06.1972

–          DE RENZI Alessio,n. Roma il 03.03.1974

–          DELLE FRATTE Pierluigi, detto “Pierino la Peste”, n. Roma il 27.06.1964

 

 





Adeguamento sismico per le scuole dell’area metropolitana di Roma

 

È stato pubblicato il bando di gara della procedura aperta per l’affidamento di servizi attinenti all’architettura e l’ingegneria per la progettazione di fattibilità tecnico-economica di adeguamento alla normativa sismica di 18 istituti scolastici del territorio metropolitano.

L’importo complessivo dell’intervento è pari a € 2.022.500,00di cui € 1.618.000,00 finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed € 404.500,00 a carico della Città Metropolitana.

“Un bando che coinvolge tecnici professionisti per sviluppare progetti di fattibilità tecnica, per interventi strutturali per adeguare diciotto Istituti scolastici del territorio metropolitano. La sfida – dichiara il Vice Sindaco della Città metropolitana di Roma, Teresa Zotta – è quella di individuare nel progetto  la soluzione che presenti il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze, nel miglior risultato di prestazione possibile”.  

Le scuole coinvolte nel progetto sono il “Rossellini, “Confalonieri” “Quarenghi”, “Russel, “Piaget”, “Giovanni XXIII”, “I Alberghiero”, “Europa – Woolf”, Von Neumann”, “Lombardo Radice”, “Ferrari, “H.Hertz”. “Ettore Majorana”, “Aristotele”, “Pilo Albertelli”, “G.Verne” di Roma il “Landi” di Velletri e il “Joyce” di Ariccia.

Il termine di scadenza per la ricezione delle offerte è stato fissato alle ore 12.00 del 24.03.2020.

La presentazione delle offerte e lo svolgimento della gara, nonché le relative comunicazioni e pubblicazioni avverranno sulla piattaforma telematica della Città metropolitana di Roma Capitale-Stazione Unica Appaltante.





Stadio della Roma, Fassina e Grancio tornano all’attacco

 

 “Ora e’ evidente perché la Sindaca decise di secretare il parere dell’Avvocatura del Campidoglio: voleva continuare a spaventare i consiglieri della sua maggioranza con lo spettro delle penali. L’annullamento dell’interesse pubblico era possibile, come richiesto dalla proposta di delibera Grancio-Fassina, e dal parere pro-veritate meritoriamente richiesto dal gruppo 5s della Regione Lazio. Non esiste alcun diritto acquisto dei proponenti lo confermava anche il parere dell’avvocatura comunale secretato dalla sindaca. Sapevano, quindi, di poter andare in annullamento ma per ragioni, tutte da chiarire anche da parte della magistratura contabile, la maggioranza 5s in Campidoglio non ha voluto vedere”. Lo dichiarano i consiglieri capitolini Cristina Grancio e Stefano Fassina. 

“Ora è in campo la magistratura, ancora una volta scelte politiche responsabili sono state relegate a mero fatto giudiziario. Sindaca non si governa Roma con i sotterfugi – aggiungono i consiglieri – soprattutto da parte di una forza politica che ha fatto della trasparenza e legalità la sua bandiera identitaria. Ora l’Assemblea Capitolina, in tutte le sue componenti di maggioranza e opposizione, è in grado di fare la scelta giusta, procedendo all’annullamento dell’interesse pubblico, come da noi proposto”, concludono.




Calenda e la poltronissima di Sindaco, una discesa in campo a metà

 

Per Calenda è una discesa in campo a metà quella per la poltronissima di Sindaco di Roma, visto con non ha ancora sciolto la riserva, pur cimentandosi su alcuni degli argomenti ’principe’ del dibattito amministrativo e politico della città.“Secondo me a Roma va fatto sia un termo-valorizzatore moderno che una discarica d’appoggio. Perché anche se arrivi a quello che l’UE considera il meglio con la differenziata, l’indifferenziata sarà comunque talmente tanta da necessitare un appoggio. Quindi li devi fare tutti e due”. Lo ha detto Carlo Calenda, eurodeputato e fondatore di Azione, intervistato da Luigia Luciani e Stefano Molinari nel programma “Lavori in Corso” in onda su Radio Radio e Radio Radio TV. Risetto allo stadio della Roma, Calenda ha detto: “Io penso che debba esser fatto, anche da questo passa la modernità di una città. A Tor di valle? Se si possono fare le infrastrutture sì, altrimenti no”. Severo il giudizio sul presidente Pd della Regione Lazio e segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Su alcuni temi importanti, come ad esempio il termovalorizzatore, Zingaretti è oggettivamente latitante. Forse fa troppi lavori”, ha aggiunto. Ed ancora contro la Raggi e la sua amministrazione: “Che la Raggi sia una totale incapace io lo dicevo due anni fa e oggi credo sia provato oltre ogni ragionevole dubbio, ma il punto è un altro: c’è una persona che ti dica chiaramente come gestire il milione di rifiuto indifferenziato? Perché se non lo dicono non stanno facendo politica, stanno cazzeggiando”.

Interpellato sulla possibilità di fare il sindaco di Roma Calenda ha risposto: “Allontano da me questo calice non perché penso che non sia una sfida straordinaria, ma perché in questo momento sto facendo una cosa differente a livello nazionale. Poi qualunque cosa dicessi in questo momento verrebbe strumentalizzata centosessanta volte. La differenza è che perlomeno mi leggo le carte: cerco di capire cosa non funziona nell’offerta sanitaria a Roma che è concentrata per il 50% all’interno del centro storico, cerco di capire perché a Roma c’è un investimento che è inferiore a quello che lo Stato fa su Milano. Cerco di mettere insieme i numeri per capire come risolvere i problemi e gestirli. Perché il Governo è solo quello”. 

Rispetto all’eventuale supporto a un altro candidato Calenda ha spiegato che “se ci sarà un candidato forte io lo supporterò in tutti i modi, farò la mia parte nel modo in cui sarà utile che io lo faccia. Io non sono contrario per principio alle primarie, dico solo, non state a ragionare sulle primarie per i prossimi 8 mesi e ragionate anche su quello che va fatto sennò finisce come al solito che si concentra tutto sulle primarie e nulla su quello che va fatto per Roma”. E su Salvini ha aggiunto: “Salvini fino a ieri diceva dei romani qualunque cosa. Non ha un’idea sulla città perché non la conosce, quello che dice sono banalità assolute”





E’ morto improvvisamente il grande attore Flavio Bucci

 

’E’ morto Flavio Bucci,il grande interprete noto per il personaggio di Antonio Ligabue e decine di film come il Marchese del Grillo’. A renderlo noto in un post su Facebook il sindaco di Fiumicino Esterino Montino. Bucci da alcuni anni risiedeva a Passoscuro, sul litorale romano. A trovare Bucci stamane attorno alle 9 privo di vita e riverso sul pavimento una persona che aveva accesso all’alloggio e che poi ha dato l’allarme. Inutili i soccorsi da parte del personale del 118 arrivato sul posto. L’attore aveva 72 anni.

Nato da una famiglia originaria del foggiano, si forma professionalmente presso la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Torino. Solo nel 1968, si trasferisce a Roma, dove Ruggero Jacobbi gli offre un ruolo ne "L’arcitreno" di Silvano Ambrogi, cui seguiranno "Peet Gynt" (1968), "Amleto" (1969), "Tre scimmie in un bicchiere" e "Il principe" (1970). Il debutto cinematografico arriva già dal 1972, grazie alla pellicola di Elio Petri La classe operaia va in Paradiso con Gian Maria Volontè, Mariangela Melato, Luigi Diberti e Salvo Randone. Ma non sarà l’unica collaborazione con Petri che infatti lo dirigerà anche ne La proprietà non è più un furto (1973) con Ugo Tognazzi. Prenderò poi parte a pellicole come: L’amante dell’Orsa Maggiore (1972), I giorni della chimera (1975), L’ultimo treno della notte (1975) e la miniserie Il lungo viaggio (1975) di Franco Giraldi. Vincitore del Nastro d’Argento come miglior attore per il ruolo di protagonista nel film tv biografico Ligabue(1977),recita anche in altre opere televisive come Circuito chiuso (1978), I problemi di Don Isidoro (1978, con Claudio Gora) e la miniserie Martin Eden (1979). In seguito a Dove volano i corvi d’argento (1977), sarà diretto da Dario Argento nell’horror stregonesco Suspiria (1977) con Alida Valli, Stefania Casini, Jessica Harper, Miguel Bosé, Barbara Magnolfi, Fulvio Mingozzi, Renato Scarpa, Udo Kier e la strepitosa Joan Bennett. Spesso diretto da Eriprando Visconti e Giuliano Montaldo - e si ricorda di quest’ultimo la pellicola con Burt Lancaster Il giorno prima (1986) -, nel 1978, è ancora a teatro con un fantastico "Don Chisciotte" diretto da Armando Pugliese, ma sarò ancora cinema con Gegè Bellavita (1978), Ammazzare il tempo (1979) e Uomini e no (1980).

Morte Flavio Bucci, Montino: lascia un grande vuoto

 “Quando un artista se ne va lascia sempre un gran vuoto. Mi dispiace molto della scomparsa dell’attore Flavio Bucci, che da anni risiedeva a Passoscuro”. Parole che il sindaco di Fiumicino Esterino Montino affida a Facebook. “Tutti lo ricordano in alcuni suoi ruoli memorabili in film altrettanto indimenticabili: penso al “Marchese del Grillo”, accanto a Sordi, a “Suspiria” del maestro del terrore Dario Argento, a “Il divo” di Paolo Sorrentino, solo per citarne alcuni” scrive Montino ricordando l’attore “un grande caratterista, di quelli che hanno fatto grande la cinematografia italiana. Esprimo le condoglianze mie e dell’Amministrazione ai familiari e amici”.





Edilizia Popolare, Raggi annuncia tre progetti per Roma

 

Riqualificazione dell’Idroscalo a Ostia, recupero dell’area dell’ex scuola in via Cardinal Capranica a Primavalle e bioarchitettura sociale a Lunghezzina: sono le tre proposte con cui Roma Capitale partecipa all’avviso pubblico della Regione Lazio per la selezione di progetti di edilizia residenziale sociale per la realizzazione di nuovi alloggi popolari. Lo fa sapere la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. 

“Ammontano a 22 milioni di euro i fondi statali che sono stati assegnati alla Regione Lazio e che erano stati messi a bando alla fine dello scorso anno con scadenze troppo ristrette – continua Raggi -: solo 7 giorni, di cui 2 festivi. Abbiamo chiesto, e ottenuto, la riapertura dei termini. E ora partecipiamo con tre progetti che, se approvati, potranno portare alla riqualificazione e rigenerazione di importanti aree della città dando risposte concrete all’emergenza abitativa”. All’Idroscalo, nel Municipio X, è prevista dopo anni la riconversione totale dell’area con demolizione degli immobili abusivi, valorizzazione ambientale e costruzione di nuovi alloggi di edilizia sociale in aree vicine. A Primavalle, nel XIV Municipio, è in progetto la demolizione dell’immobile ex scolastico e il successivo recupero dell’area con la costruzione di case popolari e nuovi spazi sociali. A Lunghezzina infine, nel Municipio VI, si prevede la costruzione di nuovi alloggi destinati all’edilizia sociale, secondo i principi della bioarchitettura sociale per nuove abitazioni sostenibili e a basso impatto ambientale.

 




Liliana Segre, l’omaggio e il riconoscimento accademico de La Sapienza

 

All’università La Sapienza di Roma, alla cerimonia in cui le è stato conferito il dottorato honoris causa in Storia dell’Europa, Liliana Segre ha citato lo scrittore Primo Levi. "Il mio maestro - ha affermato - scrisse che capire, comprendere è impossibile ma conoscere è necessario". La senatrice ha poi voluto ringraziare "tutti ma in particolare gli studenti" dai quali, ha detto, "ho ricevuto molto più di quanto abbia cercato di dare".   Non poteva esere migliore di questa l’inaugurazione dell’Anno Accademico. La senatrice è stata accolta dal rettore dell’ateneo Eugenio Gaudio. Alla cerimonia hanno preso parte i ministri dell’Istruzione Lucia Azzolina e dell’Università Gaetano Manifredi e il capo dello Stato Sergio Mattarella. Segre ha detto: "Dedico questo riconoscimento a mio padre l’uomo più importante della mia via ucciso per la colpa di essere nato. Polemiche? Le ignoro..". Alla fine della cerimonia Liliana Segre ha abbracciato uno studente di ingegneria civile, Valerio Cerracchio. Il ragazzo - che ha tenuto un discorso in aula magna per l’inaugurazione dell’anno accademico - era stato al centro di alcune polemiche nei giorni scorsi in quanto rappresentante degli studenti di destra dell’ateneo. I suoi colleghi di sinistra non avevano infatti apprezzato che fosse lui a parlare a nome degli studenti. Dalla senatrice anche una battuta: "hai il ciuffo come mio nipote", ha detto scherzando allo studente.





Raggi denuncia il ’Groud Zero’ destabilizzante di ’Mafia Capitale’

 

Mafia Capitale “è stata una sorta di Ground Zero per la Capitale”, e “anche se la Cassazione ha escluso l’associazione mafiosa per quegli episodi”, ciò “non toglie che per Roma sia stata una macchia grave, una macchia gettata su dipendenti onesti e su 3 milioni di cittadini”, ma anche su “tutto il tessuto della cooperazione che ha una grande e nobile storie e lavoratori che hanno subito anche loro pesantemente gli esiti della corruzione”. 

Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi intervenendo al Senato alla conferenza “Uniti contro la corruzione” organizzata dal gruppo M5s a un anno dall’approvazione della legge ‘Spazza-corrotti’. 

Il prezzo più alto pagato alla corruzione “è l’asservimento delle istituzioni alla criminalità – ha spiegato Raggi – che crea buchi di bilancio e debiti monstre che condannano la città all’incertezza e alla dipendenza. ‘Di fronte alle macerie avrete sempre bisogno di noi’”ha aggiunto la sindaca, che ha rivendicato che invece, dopo gli anni dell’amministrazione a 5 stelle e gli atti specifici messi in campo, dal controllo dei bandi, al minimo ricorso alle somme urgenze, all’approvazione dei bilanci nei termini, “possiamo rivendicare con orgoglio che la macchia amministrativa della Capitale è completamente diversa. Oggi è possibile parlare di ricostruzione e non è poco”. “Capitale immune, nazione sana”, ha concluso Raggi. 

 Poi ha annunciato: “Abbatteremo un’altra villa abusiva appartenente al clan Casamonica. La nostra lotta per riportare la legalità a Roma continua. La Giunta ha approvato una delibera che sostanzialemente concede il via libera alla demolizione di un altro immobile alla periferia sud-est della città”. La sindaca di Roma Virginia Raggi precisa così su Fb l’annuncio fatto nel corso del suo intervento in un seminario organizzato dal M5S. La villa è in area Anagnina. 

“Ringrazio il Municipio VII e la presidente Monica Lozzi per aver portato avanti il procedimento contro questo ennesimo abuso edilizio. La nostra delibera verrà ora sottoposta all’Assemblea Capitolina che, ne sono certa, confermerà l’autorizzazione all’abbattimento”, continua Raggi. 

“Dopo anni di indifferenza, abbiamo lavorato duramente per dare un segnale forte contro l’illegalità. Lo abbiamo dimostrato a novembre 2018 quando, al Quadraro, abbiamo abbattuto otto villette abusive appartenute ai Casamonica. Non intendiamo fermarci. Adesso procederemo con la demolizione di un altro immobile dove vivono esponenti dello stesso clan. #NonAbbassiamoLoSguardo. Andiamo avanti sempre #ATestaAlta, al fianco dei cittadini onesti contro la criminalità”, conclude Raggi.




Evasione fiscale, 22 arresti a Brescia della Gdf

E’ di 22 persone arrestate il bilancio dell’operazione della Guardia di Finanza di Brescia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica e con il supporto del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata di Roma (Scico), che ha smantellato un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionaltà, finalizzata alla frode fiscale.

Le Fiamme Gialle hanno scoperto un “laboratorio” di evasione fiscale a Brescia, oltre mezzo miliardo di euro di “false operazioni” e guadagni illeciti per circa 80 milioni di euro.

 





Il risveglio anticipato da caldo anomalo di oltre 50 miliardi di api

 

 

 La temperature sopra la norma e le ripetute giornate di sole di questo febbraio anomalo hanno anche risvegliato in anticipo di almeno un mese 50 miliardi di api presenti sul territorio nazionale che sono state ingannate dalla finta primavera. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti di un inverno bollente con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio.

Le temperature sopra i 15 gradi hanno fatto uscire le api dal milione e mezzo di alveari presenti in Italia, che hanno subito ricominciato il loro prezioso lavoro di bottinatura ed impollinazione ma ora – sottolinea la Coldiretti – il rischio è che ritorni di freddo possano far gelare i fiori e anche far morire parte delle api dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia.

Il clima mite non si fa sentire solo sugli insetti utili ma anche sui parassiti alieni con le alte temperature che – continua la Coldiretti – stanno favorendo la sopravvivenza della cimice asiatica, l’insetto killer dei raccolti che è arrivato dall’Asia ed ha devastato i campi e i frutteti di 48mila aziende in Italia con un danno che nell’ultimo annoi ha superato i 740 milioni di euro a livello nazionale, secondo una stima della Coldiretti.

 




Ancora un durissimo colpo per la famiglia mafiosa dell’Arenella a Palermo

 

Un nuovo duro colpo è stato inferto stamani a Cosa nostra dalla DIA di Palermo che ha arrestato 8 persone nell’ambito dell’operazione White Shark che ha visto coinvolta la famiglia mafiosa dell’Arenella. Per sette di loro si sono aperte le porte del carcere; per uno sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Quattro provvedimenti riguardano esponenti della famiglia Scotto, tra cui i tre fratelli Gaetano, Pietro, Francesco Paoloe. In particolare, Gaetano di recente è stato destinatario di un “avviso di conclusione indagini”, in quanto oggetto di indagini, svolte sempre dalla DIA di Palermo, finalizzate all’identificazione dei mandanti e degli esecutori materiali del duplice omicidio dell’agente Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio avvenuto a Villagrazia di Carini il 5 agosto 1989.

Le indagini hanno orbitato principalmente intorno a Gaetano Scotto e suo fratello Francesco Paolo. Scotto, subito dopo l’uscita dal carcere, aveva ripreso la guida della famiglia mafiosa dell’Arenella, una delle più rappresentative del mandamento di Palermo-Resuttana, capeggiato dai fratelli Madonia.

Nonostante il ricorso ad un atteggiamento prudente, Scotto era divenuto il referente per la risoluzione di ogni tipo di problema prospettatogli dalla popolazione del quartiere; ha il pieno controllo delle attività economiche che vi vengono esercitate; organizza e coordina le estorsioni; mantiene rapporti con esponenti di altre famiglie mafiose; sostiene i parenti degli affiliati detenuti.

Inoltre, Scotto ha l’abitudine di dare risposte o impartire ordini in maniera si potrebbe definire “itinerante”: evitando quindi ogni luogo al chiuso e camminando lungo le strade del quartiere; approfittando di incontri fugaci ed occasionali per impartire le proprie direttive senza mai nominare l’interlocutore e proferendo le parole strettamente necessarie per conferire un assenso (ad esempio all’apertura di un’attività commerciale) ovvero un diniego.

Scotto poi ha saputo gestire il ruolo riconosciutogli e la sua influenza territoriale ponendosi al di fuori delle ordinarie dinamiche di Cosa nostra, evitando incontri, riunioni ed altre relazioni suscettibili di sovraesposizione. In particolare, sono state documentate proposte per investirlo di alte cariche di vertice più prestigiose all’interno dell’organizzazione, ma sempre declinate da Scotto, in attesa di chiarire le proprie vicende giudiziarie pendenti.

Sono stati poi documentati rapporti con soggetti italo-americani, rappresentanti delle più potenti famiglie di Cosa nostra d’Oltreoceano, già oggetto di indagini da parte di F.B.I. e D.E.A..

Le indagini della DIA hanno permesso di evidenziare, inoltre, un importante spaccato sulla gestione delle concessioni e sul controllo di alcune attività imprenditoriali nel corso degli anni da parte della famiglia dell’Arenella, in grado di “autorizzare ed indirizzare” l’apertura di imprese commerciali e la gestione del commercio ambulante.

La DIA ha proceduto infine al sequestro preventivo del White club, un pub alla moda all’interno del rimessaggio “Marina Arenella” di Palermo.





Ubi-Intesa San Paolo, una super-banca non solo per l’ Italia

Intesa Sanpaolo lancia a sorpresa un’offerta su Ubi Banca, dando il via al tanto atteso consolidamento bancario. L’integrazione, se andrà in porto, consentirà di creare il settimo gruppo bancario per attivi e il terzo per generazione di utili nell’Eurozona. “Vi abbiamo sorpreso ma era una opportunità unica per creare una realtà europea ancora più forte”. Queste le parole del Ceo di Intesa, Carlo Messina, aprendo la conference call con gli analisti. “Si apre un nuovo capitolo della storia di questo gruppo e crediamo che l’operazione crei valore per tutti gli azionisti delle due banche”. In Borsa il titolo Ubi vola (+23%) e si porta sopra il prezzo dell’Ops, prezzo che, ha sottolineato Messina, non verrà alzato. L’operazione prevede un concambio di 17 azioni Intesa ogni 10 azioni Ubi. Il corrispettivo esprime una valorizzazione di 4,254 euro e il premio è pari al 27,6% rispetto al prezzo ufficiale di Ubi alla chiusura del 14 febbraio.

Con l’integrazione di Intesa Sanpaolo e Ubi l’ammontare degli impieghi della nuova realtà sarà di circa 460 miliardi, il risparmio che gli italiani affideranno alla nuova banca supererà il valore di 1,1 trilioni di euro, i ricavi saranno pari a 21 miliardi. Nascerà un leader europeo che sarà in grado di raggiungere un utile netto di oltre 6 miliardi nel 2022 e di distribuire ai propri azionisti dividendi elevati e sostenibili con la previsione di un dividendo pari a 0,2 euro a valere sul 2020 e superiore a 0,2 euro sul 2021.

Nessun impatto sociale dall’operazione, ha garantito Messina.

“Tutte le uscite (circa 5mila) saranno su base volontaria”, ha detto. E’ previsto il ricambio generazionale attraverso l’assunzione di un giovane ogni due uscite volontarie, per un totale di 2.500 giovani assunti. “Contiamo sui sindacati”, ha detto Messina, “con cui abbiamo sempre avuto solidi rapporti e vogliamo che prendano parte alla creazione di questo campione”.

L’offerta, seppur non concordata, non è nemmeno ostile, ha spiegato Messina. “Il mio approccio è positivo – ha sottolineato Messina – L’offerta non è amichevole nel senso tecnico del termine ma non c’era modo di fare questa operazione in modo diverso, speriamo che Ubi possa considerare la transazione dal punto di vista amichevole. Abbiamo scelto Ubi – ha sottolineato – perchè è una banca solida, ben gestita, una piccola Intesa Sanpaolo. Ieri ha annunciato un nuovo piano industriale e credo che Intesa possa essere un fattore di successo nel raggiungere e superare i target e sarei felice che quel piano si realizzasse da dentro Intesa”.

Nell’ambito dell’Ops, Intesa cederà 400/500 filiali, prevalentemente nel Nord Italia, a Bper che, per finanziare l’operazione, ha varato un aumento di capitale da un miliardo.

Motivo per cui il titolo Bper (-8%) sta affondando in Borsa. In caso di successo dell’offerta, inoltre, Unipolsai dovrebbe rilevare i rami d’azienda delle compagnie assicurative Bancassurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita partecipate da Ubi.

In attesa della risposta di Ubi, la tempistica prevede per il 7 marzo il deposito del documento di offerta, la cui approvazione da parte di Consob è attesa per metà giugno. A fine giugno avrà inizio il periodo di adesione all’Ops mentre il regolamento dell’offerta è previsto per fine luglio.

 





Consip, anche l’ex coordinatore del Pdl Verdini finisce nel vortice

Il gip di Roma ha ordinato ai pm l’iscrizione nel registro degli indagati di Denis Verdini nel provvedimento con cui ha parzialmente accolto la richiesta di archiviazione di uno dei filoni della maxi indagine sul caso Consip. La richiesta per l’ex coordinatore del Pdl è stata presentata per i reati di turbativa d’asta e concussione.  Secondo il gip, Verdini deve essere indagato insieme all’ex parlamentare Ignazio Abrignani e all’imprenditore Ezio Bigotti in relazione alla gara di appalto Consip FM4. Ai tre è contestato il reato di concussione ai danni dell’ex ad della centrale acquisti della Pa, Luigi Marroni, "in relazione alla vicenda Cofely ". Nel provvedimento il giudice chiede, inoltre, ai pm di iscrivere nel registro degli indagati l’imprenditore Carlo Russo, già a processo nel filone principale e indagato in questa tranche per turbativa d’asta anche per il reato di traffico di influenze illecite in concorso con l’imprenditore Alfredo Romeo, l’ex parlamentare Italo Bocchino e Tiziano Renzi "(solo per quest’ultimo esclusa la posizione di Becchini per la quale Renzi è stato archiviato) quanto alle posizioni dell’ex ad di Consip Luigi Marroni, dell’allora direttore del patrimonio Inps Daniela Becchini e dell’allora ad di Grandi Stazioni Silvio Gizzi".  

Per il giudice, Russo deve essere indagato anche per due episodi di tentata estorsione ai danni di Marroni avvenuti il 10 novembre del 2015 e il 18 maggio del 2016.





Diamond Princess, tutti gli italiani finiranno in quarantena

 

“Ci sarà bisogno dei 14 giorni di quarantena anche per queste persone. Perché la nave che è al largo del Giappone (la Diamond Princess, ndr.) è ormai uno dei luoghi del mondo con la più alta diffusione di questo virus”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, ad Agorà su Rai Tre, a proposito degli italiani che rientreranno in Italia dalla Diamond Princess.

“Si ritiene che questa misura di sorveglianza attiva che abbiamo attivato sia sufficiente. Siamo anche in questo caso all’avanguardia in Europa. Così come siamo l’unico Paese che ha sostanzialmente sospeso i voli dal 30 di gennaio. Siamo anche l’unico Paese d’Europa in cui tutti gli aeroporti sono attivi i termoscanner. Massima attenzione, ma no allarmismo”, ha aggiunto Speranza.

Intanto altre 88 persone a bordo della Diamond Princess, ormeggiata nella baia di Yokohama in Giappone, sono risultate positive al test sul coronavirus. Lo riferisce l’agenzia giapponese Kyodo su Twitter. Il numero dei passeggeri positivi al test, nella giornata di ieri, era pari a 454.





Corona Virus, ultimo bollettino e indici sul tasso di mortalità

 

Le autorità sanitarie cinesi hanno pubblicato il primo studio dettagliato su oltre 70 mila casi di Covid-19. Lo riporta il sito della Bbc, precisando che si tratta del più grande studio da quando in Cina è esplosa l’epidemia di coronavirus. Dai dati raccolti dal Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, risulta che nella grande maggioranza dei casi (oltre l’80%) il Covid-19 ha avuto effetti leggeri sui malati e gli anziani più a rischio. Particolarmente esposto al contagio è il personale medico, mentre il tasso di mortalità complessivo del virus è del 2,3%.

Nella provincia di Hubei, la più colpita dal Covid-19, il tasso di mortalità è del 2,9% mentre nel resto della Cina è solo dello 0,4%, riporta ancora lo studio. Stando all’ultimo bilancio rilasciato martedì dalle autorità, il coronavirus ha provocato finora 1.868 morti in Cina e 72.436 contagi.

Nell’ultimo giorno si sono registrati 98 nuovi decessi (93 dei quali nella provincia di Hubei) e 1.886 nuovi casi di contagio (1.807 a Hubei). Le persone ricoverate sono oltre 12 mila.





Navi da crociera, altro italiano colpito dal Virus sulla Diamond Princess. Rintracciati altri nostri connazionali sbarcati dalla Westerdam in Cambogia

 

 

Sono stati individuati i 5 italiani sbarcati in Cambogia dalla nave Westerdam. Sono tutti sotto controllo. Lo afferma il ministero della Salute. Dei cinque italiani a bordo, uno è rientrato in Italia ed è monitorato costantemente dalle autorità sanitarie locali. Non presenta sintomi ed è in isolamento domiciliare volontario. Un altro è rientrato in Germania, senza sintomi. È in isolamento volontario domiciliare, monitorato. Nella stessa condizione il terzo italiano rientrato dalla Cambogia direttamente in Slovacchia. Gli ultimi due, italo-brasiliani, sono ancora a bordo.

Intanto, la Protezione civile ha fatto sapere che uno dei 35 italiani che sono a bordo della Diamond Princess è risultato positivo al test del coronavirus. 

La Cambogia ha effettuato controlli sanitari sui passeggeri e li ha autorizzati a rientrare nei rispettivi Paesi. Una donna di 83 anni degli Stati Uniti poi risultata infetta durante un controllo a Kuala Lumpur, tra i primi a sbarcare dalla nave, si era spostata in Malesia dove ha poi sviluppato i sintomi della malattia. Dopo la notizia della donna contagiata le autorità cambogiane e l’armatore della Westerdam si sono messi sulle tracce dei passeggeri sbarcati. Alcuni sono stati rintracciati nella capitale Phnom Penh e sottoposti al test sul coronavirus, ma altri avrebbero già lasciato la Cambogia, imbarcati su voli commerciali per rientrare nei rispettivi Paesi. Almeno 145 di questi sono passati per la Malaysia, dove l’83enne americana è stata trovata positiva

 





Nessun impatto sociale dall’operazione Intesa San Paolo-Ubi

Nessun impatto sociale dall’operazione Intesa Sanpaolo-Ubi. Lo ha garantito il Ceo di Intesa, Carlo Messina, spiegando nel corso della conference call che tutte le uscite (circa 5mila) saranno su base volontaria. Previsto il ricambio generazionale attraverso l’assunzione di un giovane ogni due uscite volontarie. “Contiamo sui sindacati”, ha proseguito Messina, “con cui abbiamo sempre avuto forti rapporti e vogliamo che prendano parte alla creazione di questo campione”.





La Pasionaria Elly Schlein spinge sullo ius culturae

Il Governo vacilla, ma l’Emilia-Romagna ‘spinge’ sullo ius culturae. Per la vicepresidente della Regione Elly Schlein i tempi sono maturi per la concessione della cittadinanza agli stranieri che hanno svolto gli studi nel nostro paese. Sulla cittadinanza “abbiamo una legge molto vecchia, che risale al 1992 e che andrebbe modificata. Non credo che chi cresce nelle nostre scuole percepisca queste differenze e che ci sia l’intenzione di escludere ragazzi che molto spesso nel paese d’origine non hanno nemmeno mai messo piede”, ha detto Sclein a Rai Radio1.  Ma questo non potrebbe innescare uno scontro sociale? “Penso di no- risponde la vice di Stefano Bonaccini- ognuno è libero di fare le battaglie politiche in cui crede, al campo progressista spettano le battaglie che rispecchiano i valori della Costituzione“.  E “credo- ha detto ancora la vicepresidente della Regione- che serva una riforma complessiva, una nuova legge quadro sull’immigrazione“, visto che la Bossi-Fini oggi “impedisce qualsiasi via d’accesso legale nel nostro paese”.  Quanto alle modifiche proposte dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ai decreti sicurezza “mi sembra che ci siano alcuni passi avanti“, concede l’esponente della sinistra, ma su altri temi “non ho ancora visto modifiche sufficienti”.





Renzi e la maggioranza giallorossa: “Fallita la spallata mi fanno i dispettucci”

 

“Sono mesi che cerchiamo di parlare di questioni importanti, di argomentare (insieme a migliaia di giuristi) il nostro no alla riforma Bonafede, di stimolare il Governo a far ripartire l’economia e il lavoro cominciando con lo sblocco dei cantieri. E invece di risponderci nel merito, che fanno? Inventano retroscena“. Matteo Renzi, su facebook, torna a incalzare il governo. “Parliamo di giustizia, di come garantire i diritti dei cittadini, di quanto sia cruciale – scrive- evitare l’aumento dell’Iva vedendo ciò che accade in Giappone, della crescita zero ed in Tv i talk sono pieni di gente che discute di come scio. Le stesse testate che per una settimana hanno scritto “Avanti anche senza Renzi, in Parlamento ci sono i numeri” e hanno passato le veline di Palazzo Chigi adesso che la spallata è fallita dicono: “Italia Viva destabilizza”“. Renzi osserva che “il pensiero unico nasce così. Da tanti opinionisti che ripetono senza approfondire la stessa cosa perché la verità sta antipatica. Eppure la verità è semplice. Loro possono rinunciare ai nostri voti se vogliono ma noi non possiamo rinunciare alle nostre idee. Perché questa è la bellezza della politica: le idee. Vogliono continuare con lo stillicidio di fake news e dispettucci? Facciano pure. Io non mi arrendo e continuo a stare sempre dalla stessa parte: quella dell’approfondimento, dello studio, della politica. Prenderò forse meno voti, ma non diventerò populista. Mai”.





Scuola, confermato lo sciopero generale del 6 marzo, le parole d’ordine dei sindacati

 

Sciopero della scuola venerdì 6 marzo:lo hanno proclamato i sindacati più rappresentativi del comparto “istruzione e ricerca”, Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola, Snals e Gilda, che hanno messo al centro di questa “prima” mobilitazione i temi del precariato e degli amministrativi facenti funzione Dsga.

“L’emergenza precari nella scuola ha assunto termini e dimensioni di vera e propria patologia del sistema e va contrastata con decisione; a tale obiettivo vanno aggiunti il rinnovo del ccnl e l’incremento degli investimenti in istruzione – spiegano in una nota i sindacati che hanno promosso lo sciopero –. Finora, da parte di tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, non abbiamo visto un solo provvedimento che abbia messo nero su bianco un piano di investimenti consistente per far uscire l’istruzione e la formazione dallo stato di abbandono in cui si trovano, contrastando la precarizzazione del lavoro e garantendo retribuzioni adeguate agli insegnanti”. 

E proprio sulla questione risorse i sindacati lanciano un ulteriore allarme: “Leggiamo ancora una volta che la ministra Azzolina indica nel taglio del cuneo fiscale e nei fondi stanziati per il rinnovo del ccnl le condizioni per riconoscere un aumento di 100 euro mensili netti al personale della scuola”. Ma per i sindacati, “sommare impropriamente i benefici del taglio del cuneo fiscale agli aumenti del ccnl significa giocare con la realtà dei fatti”.

“Il punto – insistono i sindacati – è che finora i fondi stanziati per gli aumenti contrattuali nel triennio 2019-2021 comportano un aumento di 80 euro medi mensili lordi, elemento perequativo compreso. Come si può sostenere che si tratti di aumenti dignitosi per una categoria su cui grava la responsabilità di formare le future generazioni, che tutti riconoscono di importanza fondamentale per il futuro del Paese, ma che continua ad essere schiacciata e pervicacemente tenuta, sul piano stipendiale, sulla dimensione di un lavoro impiegatizio, peraltro ai livelli iniziali?”, chiedono i sindacati. 





Bilancio pluriennale UE, Giansanti (Confagricoltura): "No alla proposta di tagli all’agricoltura per 54 miliardi di euro"


Posizione fortemente critica quella di Confagricoltura sulla proposta di compromesso del presidente del Consiglio europeo sul quadro finanziario 2021-2027 dell’Unione.
Le valutazioni sono già state oggetto di una lettera del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nella missiva si evidenzia come le sfide poste dal Patto Verde per l’Europa rischino di essere perse in partenza, almeno per quanto riguarda l’agricoltura. “Gli obiettivi proposti dalla Commissione - evidenzia Giansanti - non sono infatti raggiungibili con gli stanziamenti previsti nella proposta di compromesso”.
La valutazione decisamente critica di Confagricoltura riguarda i contenuti del documento diffuso venerdì scorso per la riunione straordinaria dei capi di Stato e di governo, il 20 febbraio a Bruxelles, convocata per raggiungere l’intesa sul prossimo quadro finanziario pluriennale della Ue.
“Possiamo aumentare ulteriormente la sostenibilità ambientale dei processi produttivi in linea con le giuste aspettative della collettività – sottolinea Giansanti - ma sono necessarie risorse finanziarie adeguate per una maggiore competitività, per gli investimenti e le innovazioni”. 
E’ stata proposta, invece, per i prossimi anni una riduzione di oltre il 14% degli stanziamenti per l’agricoltura rispetto alla dotazione 2014-2020. In valore assoluto, il taglio è di 54 miliardi di euro a prezzi costanti (2018). Per l’Italia, nei confronti delle erogazioni relative all’anno in corso, è da mettere in preventivo un taglio di circa 2,7 miliardi.
“Per una maggiore sostenibilità ambientale - chiede Giansanti - la dotazione del bilancio agricolo deve restare almeno invariata in termini reali”.
Oltre agli aspetti finanziari, la proposta di compromesso inviata agli Stati membri tratta anche alcuni punti direttamente legati alla riforma, ancora in discussione, della politica agricola comune (PAC). In particolare, è stato proposto di continuare a ridurre il divario esistente tra gli importi degli aiuti diretti erogati nei diversi Stati membri (la cosiddetta “convergenza esterna”).
“E’ una proposta particolarmente penalizzante per l’agricoltura italiana, che esprime il più alto valore aggiunto per ettaro in ambito europeo - dichiara il presidente di Confagricoltura -. Non si può guardare solo ai differenti importi degli aiuti diretti, ignorando la vistosa diversità dei costi di produzione, a partire da quello del lavoro. La PAC è uno strumento di politica economica e tale deve rimanere”.
“La proposta sulla ‘convergenza esterna’ va respinta, perché priva di qualsiasi base economica – aggiunge Giansanti. E conforta il fatto che il presidente del Consiglio e la ministra Bellanova condividano questa posizione”.
Previsto anche il blocco dei pagamenti diretti oltre i 100 mila euro (‘plafonamento’) alle imprese agricole di maggiore dimensione. “Un’altra proposta da respingere, perché illogica sul piano economico - conclude Giansanti -. Sarebbe penalizzata la competitività delle imprese che producono per il mercato e, perciò, più aperte alle innovazioni rese indispensabili dalla transizione ecologica. Il ‘plafonamento’ sarebbe, a conti fatti, un danno per gli imprenditori e un ostacolo verso l’obiettivo di una maggiore sostenibilità ambientale”.





Turismo, in Italia sempre più affitto breve. Sono 1,8mln i posti letto ma solo la metà sono regolari

Un Paese sempre più in “affitto breve”. Nel 2019 gli italiani hanno pubblicato su AirBnB circa 415mila annunci, per un totale di 1,8 milioni di posti letto. Ma quasi un posto letto su due non fa parte della ricettività ufficiale: le sistemazioni regolarmente registrate – tra alloggi in affitto e bed & breakfast – sono infatti solo 950mila in appena 135mila esercizi, circa la metà del totale messo a disposizione sul portale.

“L’ospitalità diffusa, ormai, costituisce una delle principali offerte ricettive del Paese, in crescita nel gradimento sia da parte dei turisti stranieri che italiani, perché risponde alle mutate esigenze dei viaggiatori, ormai alla ricerca sempre più dell’esperienza locale originale”, spiega Claudio Cuomo, imprenditore romano eletto Presidente nazionale di Aigo Confesercenti.

“Quello dell’ospitalità diffusa è però un settore – continua Cuomo – che va regolamentato: sui portali troppi annunci si collocano in una area grigia, proponendo chiaramente una sistemazione turistica ma non figurando come attività ricettive ufficiali. Un danno per l’erario ma anche per le imprese regolari, che ne subiscono la concorrenza sleale. La presenza delle case vacanze non regolari è altissima in particolare nelle città d’arte. A Firenze, ad esempio, ci sono 12.356 annunci su AirBnb, ma solo poco più di 1.000 alloggi in affitto ufficiali. A Roma le case vacanza regolarmente registrate sono poco più di 5mila, ma su AirBnB si sfiorano i 30mila annunci”.

“Un’irregolarità impressionante che va risolta urgentemente. A partire dalle troppe incertezze anche sul campo fiscale: l’Agenzia delle entrate deve ancora chiarire quale volume di affari può essere inteso come integrazione del reddito oppure come proventi da attività di impresa. Sempre sul fronte fiscale occorre urgentemente depenalizzare la mancata e tardiva comunicazione per l’imposta di soggiorno: ci sono gestori che, per una distrazione, rischiano di essere denunciati penalmente per peculato d’uso da molti Comuni. Piuttosto, si trovi un modo per obbligare i Comuni carenti di servizi e tutele per il turista a reinvestire nel loro miglioramento il ricavato dell’imposta di soggiorno. E poi bisogna risolvere l’annosa questione del contenzioso Stato-Regioni in materia di turismo”.

“Auspichiamo – conclude il Presidente di Aigo Claudio Cuomo – che il Ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini, che ha annunciato di voler metter mano alla riforma del settore, convochi al più presto i rappresentanti delle imprese dell’ospitalità diffusa per arrivare ad una normativa chiara, che non solo regolamenti ma tuteli le imprese ‘a norma’ di un settore che può offrire molto al Paese, in termini di Pil, occupazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare”.





Commercio e Digital Trasformation, le riflessioni di Confcommercio

In Italia, come nel resto del mondo, il commercio è nel pieno della Digital Trasformation generata da Internet. Si stanno profondamente modificando tutte le filiere commerciali. In questo processo evolutivo, il canale dell’Ingrosso può cogliere importanti opportunità, grazie alla possibilità di offrire prodotti/servizi ed acquisire clienti ben al di fuori dell’ambito territoriale in cui si muove, abitualmente, il grossista. Nel nuovo contesto, le funzioni e le competenze del grossista devono però evolvere per aggiungere valore alla filiera e per poter così sfruttare al meglio queste nuove opportunità. Se ne è parlato a Bologna, presso la sede di Confcommercio,  in occasione del convegno: “STRATEGIA INGROSSO 2020 – Come cambia il ruolo dell’ingrosso nell’era di Internet”. 

Il convegno si è aperto con l’intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, per il quale "il commercio all’ingrosso, per usare una metafora calcistica, rappresenta il ‘centrocampista imprenditoriale’ tra la produzione e il commercio. Una funzione veramente strategica perché questo comparto è un punto di collegamento tra categorie e territori ed ha un impatto fortissimo sulla logistica. Bisogna dunque proseguire nella strada imboccata da Strategia Ingrosso 2020, rafforzando l’innovazione e il confronto tra gli operatori". "Questo perché, in una fase in cui il commercio è nel pieno della digital transformation che sta profondamente modificando tutte le filiere commerciali, le imprese dell’ingrosso devono essere messe in condizione di evolvere funzioni e competenze per sfruttare al meglio queste nuove opportunità”, ha concluso Sangalli.

“Nel nostro territorio questo comparto è sempre stato al centro dell’interesse cittadino dimostrando anche molta lungimiranza riguardo le strategie di sviluppo da adottare. Ricordiamo infatti che il Centergross, nato a Funo di Argelato - nelle immediate vicinanze di Bologna - in seno a Confcommercio alla fine degli anni ‘60, è stata la risposta dei grossisti all’esigenza di risolvere delle problematiche logistiche in città. Non possiamo dimenticare un altro importante intervento realizzato da questo comparto commerciale qualche anno fa e che, grazie ai membri del CAAB, il Centro Agroalimentare di Bologna, ha dato un forte aiuto alla nascita e allo sviluppo di FICO, primo parco agroalimentare al mondo”, ha detto da parte sua il presidente di Confcommercio Ascom Bologna, Enrico Postacchini.

Per Roberto Ravazzoni, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, "il comparto ha dimostrato una notevole capacità di reagire al cambiamento e questo è un bene visto che essere piccoli non è più bello, anzi è molto pericoloso", mentre Mario Bagliani di Netcomm ha sottolineato che "l’e-commerce business to business è una rivoluzione silenziosa, c’è un aumento incredibile di e-commerce aperti dai grossisti".





Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo un tavolo immediato di confronto

 

"Il confronto tra Governo e sindacati su fisco e pensioni è un buon segno, ma non sufficiente". Lo ha affermato la leader della Cisl, Annamaria Furlan, al termine di una riunione delle segreterie unitarie di Cgil Cisl Uil.  "Abbiamo inviato una lettera al Presidente del Consiglio -ha proseguito Furlan- per una richiesta urgente di incontro sulle tante vertenze aperte e sui gravi problemi economici  e per definire una cabina di regia chiara che definisca la strategia per le crisi aziendali, su come sbloccare i cantieri e gli investimenti pubblici. E’ davvero urgente e rischiamo di essere fuori tempo massimo. Su vertenze come Alitalia, Ilva e Auchan leggiamo le cose sui giornali. Il Governo è stato tutto orecchie ad ascoltarci, ma non ha detto una parola. Sul fisco, dopo i 3 miliardi sul cuneo, non abbiamo avuto alcuna interlocuzione. Marzo è il mese fondamentale. Dopo la fase di ascolto vogliamo capire con quali risorse e progetti si intende andare avanti su pensioni e fisco".

Furlan ha auspicato "risposte positive" da parte del Governo, con "risorse idonee per realizzare riforme vere. Ci aspettiamo dopo tanto ascolto risposte, progetti e proposte con risorse adeguate per consentire al Paese di fare passi avanti. Siamo preoccupati per i dati economici tutti negativi su crescita, produzione industriale e occupazione. Vedremo se le proposte del sindacato troveranno ascolto e attenzione". "Il senso della nostra azione oggi e’ che entro aprile deve essere definito il nuovo Def, per la richiesta di incontro con Conte cio’ che rivendichiamo e’ che si avvii una fase di riforme e cambiamenti veri".  Ed in questa riunione  i leader delle tre confederazioni, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno scelto di celebrare il prossimo Primo maggio a Padova.