Venti contagiati e una vittima. Il Corona Virus spaventa l’Italia. Scuole chiuse in alcuni Comuni del Veneto e della Lombardia

 

Prima vittima del coronavirus in Italia, in Veneto. Si tratta di Adriano Trevisan, di 78 anni, è deceduto all’ospedale di Padova, dove era ricoverato insieme con un’altra persona positiva al virus. Ex titolare di una piccola impresa edile, Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’ Euganeo di dove sono originari. L’uomo, ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie, è spirato all’ospedale di Schiavonia (Padova). "Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire" ha detto il governatore Zaia. Complessivamente i casi di contagio certo sono venti, divisi tra Lombardia e Veneto, dove sono stati registrati gli ultimi ed i tre del Lazio già da tempo monitorati e curati allo Spallanzani di Roma.

In Veneto, il comune di Vò Euganeo è stato messo isolamento ed è cominciato lo screening  per l’intera popolazione. Vi sarebbero altri risultati positivi ma da confermare. Nonostante il test negativo della donna ricoverata all’ospedale di Piacenza, oggi resteranno chiuse le scuole nel piacentino. Stop anche alle feste di carnevale e alle manifestazioni sportive. La provincia di Piacenza confina con quella di Lodi. Scuole chiuse anche a Cremona. Intanto alle prime luci dell’alba sono arrivati a Roma gli italiani evacuati dalla nave da crociera Diamond Princess.

E’ infatti atterrato intorno alle ore 6.40 all’aeroporto militare di Pratica di Mare il KC767A dell’Aeronautica militare con a bordo gli italiani rimpatriati, che sono in tutto 19. Altri quindici stranieri sono sbarcati nel corso dello scalo avvenuto a Berlino. Dopo le operazioni di sbarco si terrà un primo screening medico all’aeroporto militare . In seguito ai primi controlli sanitari e il percorso di decontaminazione, i nostri connazionali sono stati trasferiti alla cittadella militare della Cecchignola dove trascorreranno il periodo di isolamento. Gli alloggi che, fino a due giorni fa ospitavano i primi connazionali rimpatriati con il volo del 3 febbraio scorso, sono stati infatti nuovamente allestiti per consentire il periodo di sorveglianza sanitaria ai diciannove rimpatriati dal Giappone che, anche in questo caso, saranno assistiti da medici e infermieri dell’Esercito.




Seconda vittima del Corona Virus. E’ una donna residente in Lombardia sale il numero dei contagiati: sono ormai 29

 

 

C’è purtroppo una seconda vittima italiana del Coronavirus in Italia, si tratterebbe di una donna, che risulterebbe collegata al focolaio di Codogno. La vittima, infatti, è residente in Lombardia. Intanto è salito a 29 il numero dei pazienti risultati positivi ai test del Corovinarus e residenti tra la Lombardia e il Veneto. Ventisette di questi risiedono in Lombardia, mentre due sono i casi accertati in Veneto, ai quali va l’aggiunto l’anziano di Vò Euganeo morto nella serata di venerdì. La prima vittima c’era stata venerdì,in Veneto. Si tratta di Adriano Trevisan, di 78 anni, è deceduto all’ospedale di Padova, dove era ricoverato insieme con un’altra persona positiva al virus. Ex titolare di una piccola impresa edile, Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’ Euganeo di dove sono originari. L’uomo, ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie, è spirato all’ospedale di Schiavonia (Padova). "Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire" ha detto il governatore Zaia. Complessivamente i casi di contagio certo sono venti, divisi tra Lombardia e Veneto, dove sono stati registrati gli ultimi ed i tre del Lazio già da tempo monitorati e curati allo Spallanzani di Roma.

In Veneto, il comune di Vò Euganeo è stato messo isolamento ed è cominciato lo screening  per l’intera popolazione. Vi sarebbero altri risultati positivi ma da confermare. Nonostante il test negativo della donna ricoverata all’ospedale di Piacenza, oggi resteranno chiuse le scuole nel piacentino. Stop anche alle feste di carnevale e alle manifestazioni sportive. La provincia di Piacenza confina con quella di Lodi. Scuole chiuse anche a Cremona. Intanto alle prime luci dell’alba sono arrivati a Roma gli italiani evacuati dalla nave da crociera Diamond Princess.

E’ infatti atterrato intorno alle ore 6.40 all’aeroporto militare di Pratica di Mare il KC767A dell’Aeronautica militare con a bordo gli italiani rimpatriati, che sono in tutto 19. Altri quindici stranieri sono sbarcati nel corso dello scalo avvenuto a Berlino. Dopo le operazioni di sbarco si terrà un primo screening medico all’aeroporto militare . In seguito ai primi controlli sanitari e il percorso di decontaminazione, i nostri connazionali sono stati trasferiti alla cittadella militare della Cecchignola dove trascorreranno il periodo di isolamento. Gli alloggi che, fino a due giorni fa ospitavano i primi connazionali rimpatriati con il volo del 3 febbraio scorso, sono stati infatti nuovamente allestiti per consentire il periodo di sorveglianza sanitaria ai diciannove rimpatriati dal Giappone che, anche in questo caso, saranno assistiti da medici e infermieri dell’Esercito.





Conte: situazione sotto controllo, popolazione non si preoccupi

 

“La situazione è sotto controllo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al termine del consiglio europeo a proposito dell’emergenza coronavirus. “Sono state già prontamente adottate le ordinanze di Speranza e di Fontana e tra poco sarà resa pubblica l’ordinanza di Zaia”, ha aggiunto.

“Eravamo preparati a questa evenienza: trattandosi di agenti virali facilmente trasmissibili avevamo predisposto un piano, lo stiamo attuando, la popolazione non deve essere preoccupata.

Adotteremo misure sempre più severe e precauzionali, ma saranno misure adeguate e proporzionate”, ha aggiunto. Poi il ministro della Salute Speranza.  Il governo ha predisposto “un piano” con “scelte forti che riguardano il territorio” del Lodigiano dove si sono verificati gli ultimi casi di Coronavirus. “L’obiettivo è circoscrivere un’area e lavorare perchè il virus sia trattenuto all’interno di quell’area geografica”.





Fumata nera al vertice politico-economico dell’Ue

 

Il Consiglio europeo straordinario di Bruxelles sul bilancio pluriennale dell’Ue per il periodo 2021-2027 è finito, per ora senza accordo. Lo ha annunciato, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

“Sfortunatamente abbiamo constatato che serve più tempo, nonostante il lavoro preparatorio delle ultime settimane. Questo è un negoziato molto difficile, specie dopo la Brexit che ha creato un ‘gap’ fra i 60 e i 70 miliardi di euro. Abbiamo bisogno di più tempo per cercare l’unanimità”, ha detto Michel, che ha comunque sottolineato il fatto che si sono importanti “convergenze”.

“Come diceva mia nonna – ha concluso Michel – per riuscire bisogna provarci”.





Test europeo per lo Stadio Olimpico

In occasione della gara di Campionato che si disputerà domenica 23 febbraio alle ore 18.00 presso lo stadio Olimpico, fra la A.S Roma e l’U.S Lecce, l’Associazione Sportiva Roma informa i propri tifosi che presso gli ingressi di Viale delle Olimpiadi, verrà predisposto un allestimento provvisorio al fine di testare la procedura di ingresso che sarà applicata in occasione delle partite dei Campionati Europei di Calcio 2020. 

Tale allestimento, deciso di concerto con le Autorità competenti, prevede la predisposizione di 40 canali di accesso di altezza 1,20 mt., posizionati su Viale delle Olimpiadi. In questa sede gli operatori steward eseguiranno il rituale controllo del documento, titolo di accesso e pat down che normalmente avviene al passaggio delle barriere di pre filtraggio poste immediatamente dopo. Effettuato il passaggio attraverso tali canali di accesso, il pubblico potrà proseguire verso i consueti cancelli senza ulteriori controlli in fase di prefiltraggio. 

Si prevede uno snellimento dei tempi di ingresso in relazione alla presenza di un maggior numero di canali di accesso presenti rispetto a quelli normalmente utilizzati. 

L’AS Roma ricorda, inoltre, ai propri sostenitori che, con lo scopo di facilitare l’arrivo e il ritorno dallo stadio, anche in considerazione delle limitazioni al traffico poste dalla domenica ecologica, sono confermate le facilitazioni previste dal piano mobilità avviato nelle precedenti partite (https://www.asroma.com/it/biglietti/come-arrivare-allo-stadio-olimpico).





Anteprima nazionale al Policlinico Gemelli con Stefano Fresi di Arctic, un’avventura glaciale

 

Martedì 25 febbraio, ore 16.00, presso la Sala MediCinema Italia, grande anteprima per i piccoli pazienti del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS del nuovo action animato distribuito da Notorious Pictures che affronta il tema del cambiamento climatico. Sarà presente l’attore Stefano Fresi, voce di uno dei simpatici animali pronto a salvare il pianeta, che racconterà trama e curiosità del film.

 

Roma, 21 febbraio 2020  Notorious Pictures sceglie MediCinema Italia per stare vicino ai piccoli pazienti ricoverati presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS con l’anteprima nazionale di “ARCTIC - Un’avventura glaciale”, il film d’animazione che affronta il fenomeno ambientale del cambiamento climatico. 

Sarà l’attore Stefano Fresi, voce dell’orso polare PB, uno dei simpatici animali pronto a salvare il pianeta, martedì 25 febbraio, alle ore 16.00, ad incontrare nella sala MediCinema al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, i piccoli pazienti dei reparti pediatrici del Gemelli, i quali vestiranno il ruolo di “piccoli giornalisti” per intervistarlo sulle curiosità del film. I bambini, come in una vera redazione, prepareranno domande e realizzeranno disegni a tema, da regalare all’attore.  Una occasione imperdibile per i tanti piccoli pazienti, che potranno trascorrere un momento di grande sollievo con la visione del film e la conoscenza diretta dell’attore Fresi.

 

Nel film, che arriverà nelle sale italiane il 27 febbraio, Speedy, una piccola volpe con un grande sogno e il suo gruppo di simpatici amici, si improvvisano eroi e uniscono le forze per salvare l’Artico. Ambra Angiolini, Stefano De Martino, Stefano Fresi e Vinicio Marchioni, prestano le loro voci per doppiare il gruppo di simpatici animali pronti a salvare il pianeta!

 

La collaborazione con MediCinema e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS per il lancio del film “ARCTIC - Un’avventura glaciale” sottolinea l’importanza del “cinema come terapia di sollievo” durante la degenza ospedaliera.

 

“Il cinema – spiega il professor Eugenio Maria Mercuri, Direttore del Dipartimento Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS - ha una componente terapeutica che stiamo studiando dal punto di vista scientifico. Attraverso il cinema stabiliamo con i bambini e i ragazzi che abbiamo in cura un legame che ci aiuta ad avere una risposta terapeutica maggiore. Inoltre, questa attività portata avanti con MediCinema Italia Onlus ci aiuta a rendere l’ospedale sempre più un luogo “a misura” di bambino e ragazzo in cui loro stessi possono vivere occasioni di formazione, crescita e soprattutto di valorizzazione dei loro interessi e potenzialità”.

E proprio per questo MediCinema ha avviato una campagna “Diventa Amico Sostenitore di MediCinema” per gli studi clinici sull’utilizzo del cinema nei percorsi di cura (www.medicinema-italia.org).

 

“ARCTIC – Un’avventura glaciale” è una storia d’avventura per bambini e per famiglie, con un tema ambientale sui problemi dell’Artico e per questo sostiene la campagna “DIFENDI L’ARTICO” di Greenpeace. L’organizzazione non governativa ambientalista sarà presente in sala MediCinema il 25 febbraio, con Stefano Fresi, per spiegare ai bambini cosa è l’Artico e la mutazione del clima.

 

 

 

Il film

In “ARCTIC - Un’avventura glaciale” i due volpini Speedy e Jade, affiancati da un orso polare nevrotico, un albatros sbadato e due lontre teoriche della cospirazione, dovranno impedire a un tricheco malvagio di sciogliere l’Artico e diventare così il sovrano del mondo. “ARCTIC – Un’avventura glaciale” è un entusiasmante action animato che affronta, in maniera sincera e divertente, uno dei fenomeni ambientali più importanti e più discussi degli ultimi tempi, quello del cambiamento climatico. Celebrando, allo stesso tempo, l’importanza della diversità e l’unicità di ogni individuo.

 

La Sala MediCinema al Gemelli

La sala cinematografica MediCinema all’interno del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS è attiva da aprile 2016. Un vero e proprio cinema integrato in una struttura ospedaliera, uno spazio destinato alla ‘cinematerapia’ e alla terapia del sollievo per i pazienti e i loro familiari, grazie alla magia del cinema portata all’interno dell’ospedale. La sala è in grado di accogliere anche pazienti non autosufficienti, a letto o in sedia a rotelle. Costruita tra l’8° e il 9° piano del complesso ospedaliero, può ospitare 130 persone tra pazienti, familiari, amici, volontari e personale di assistenza.

L’organizzazione prevede un calendario bisettimanale di proiezioni per i pazienti, il martedì per tutti i ricoverati e il giovedì dedicate in particolare ai piccoli degenti dei reparti pediatrici.

La programmazione di film in contemporanea a quelli delle “normali” sale cittadine, grazie alla preziosa collaborazione con tutte le aziende di produzione e distribuzione cinematografica, rappresenta un innovativo strumento di complementarietà alle terapie tradizionali e si propone come strumento di pratica riabilitativa.

 





Artisti in divisa, mostra pittorica del poliziotto Claudio Picano presso la sede nazionale della Consap

Artisti in divisa, questo è il titolo della mostra pittorica che il sindacato di polizia Consap ha allestito presso la Sala riunioni della sede nazionale in via Nazionale 214 a Roma dal 24 al 28 febbraio.

La mostra ospita alcuni quadri in olio e tavola su tela realizzati da Claudio Picano, Assistente Capo della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato Vescovio.

"E’ importante - spiega il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bortone - che il sindacato si metta al disposizione per organizzare eventi che possano far risaltare anche l’altro lato di un poliziotto, ligio al dovere ma anche artista e creativo. L’intenzione è quella di valorizzare chi coltiva passioni sane con hobby che aiutano a stemperare le tensioni quotidiane di un lavoro difficile e pieno di sacrifici".

Fra le opere esposte ritratti di colleghi e colleghe e riproduzioni di grandi opere, alla mostra sono state invitate la massime autorità di sicurezza primo fra tutti il Capo della Polizia Gabrielli ed il Questore di Roma Esposito.





Via Aurelia, partono i lavori di riqualificazione dalla notte di domenica 23

 

Dalle ore 22 di domenica 23 febbraio sarà chiusa al traffico via Aurelia per i lavori di riqualificazione del manto stradale nel tratto dal km 9+600 al 8+100, in direzione del centro storico. Il traffico sarà deviato nella carreggiata opposta verso il Grande Raccordo Anulare, che diventerà a doppio senso di marcia per l’intera durata degli interventi.

In questa fase dei lavori sarà riqualificato completamente il manto stradale del tratto interessato, saranno rimosse le alberature a fine ciclo vita e sostituite con circa 50 nuove essenze da piantumare. L’impresa che effettuerà i lavori sta predisponendo la segnaletica stradale provvisoria.

Per contenere i disagi al traffico saranno potenziate le comunicazioni attraverso i canali di Roma Servizi per la Mobilità.

I lavori, iniziati nel gennaio scorso, fanno parte del più ampio progetto di riqualificazione di un intero tratto di via Aurelia: circa 4 km in entrambi i sensi di marcia da Piazza Irnerio a via di Acquafredda.

 





Reddito di Cittadinanza, bando per enti terzo settore

Il Campidoglio (Dipartimento Politiche Sociali) bandisce un avviso pubblico per raccogliere candidature, da parte degli enti del terzo settore, alla realizzazione dei PUC (Progetti Utili alla Collettività) stabiliti in campo sociale, ambientale e della tutela dei beni comuni. I PUC si avvalgono, per la loro attuazione, dei beneficiari di Reddito di Cittadinanza. Con questo bando Roma Capitale intende dunque istituire un elenco degli enti interessati,coi quali verrà poi stipulata un’apposita convenzione.  Ci si può candidare per uno o più PUC, fino a un massimo di tre (uno per ciascun ambito). Il bando non ha scadenza fissata: si possono dunque inviare manifestazioni d’interesse fino a quando non verrà revocato.

 





Nuovo Bando del Campidoglio per il Farmer’s Market di San Teodoro

 

 

Pubblicato il bando per la prossima gestione del Mercato agricolo di San Teodoro al Circo Massimo, divenuto in questi anni un punto di riferimento per una spesa di qualità e per la filiera agroalimentare a chilometro zero. 

In vista della scadenza dell’affidamento vigente il 31 luglio 2020 e in linea con quanto prevede il regolamento per i Farmer’s Market cittadini, l’avviso pubblico, consultabile sulle pagine web del Dipartimento Sviluppo Economico, Attività Produttive e Agricoltura, definisce i nuovi criteri che dovranno caratterizzare le proposte progettuali che animeranno gli spazi dell’ex Mercato ebraico del Pesce il sabato, la domenica e nei periodi di festività tradizionali. 

Produzione a filiera corta e certificata (DOP, DOC, DOCG, IGP, IGT), iscrizione alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” e al “Registro Aziende Biologiche della Regione Lazio”, basso impatto ambientale nei rifiuti e nei trasporti, sono alcune delle caratteristiche premianti per la valutazione dei progetti che, oltre alla vendita di prodotti agricoli, dovranno includere anche iniziative di carattere promozionale, culturale e didattico. 

Particolare attenzione anche alla dimensione sociale delle proposte: la disponibilità a sottoscrivere convenzioni per la distribuzione delle eccedenze alimentari ad associazioni umanitarie da parte degli operatori sarà un elemento valutato positivamente ai fini dell’istruttoria. 

Alla selezione saranno ammessi solo gli agricoltori diretti, in forma singola o associata, del territorio regionale, che potranno godere di un punteggio maggiore (40 punti) nel caso di attività svolte interamente all’interno del Comune di Roma al fine di garantire l’identità locale e la tipicità dei prodotti romani. Nel segno della solidarietà e del sostegno alle imprese in difficoltà, un punteggio supplementare verrà assegnato alle aziende agricole provenienti da territori colpiti da calamità naturali. 

Due le novità previste nel bando: per quanto riguarda il calendario mensile, gli operatori potranno prevedere aperture straordinarie nei giorni feriali per favorire in particolar modo le imprese di ristorazione negli acquisti di prodotti agroalimentari tradizionali, locali e di qualità; per quanto riguarda la durata, gli agricoltori diretti potranno gestire il mercato per 5 anni in modo da assicurare una continuità imprenditoriale nelle attività di vendita ed esposizione e coltivare un rapporto più fidelizzato con i consumatori. 

Le proposte progettuali dovranno essere presentate entro il 4 aprile 2020. 

Per la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il Farmer’s Market al Circo Massimo è un prezioso spazio nel cuore della città dedicato all’agro romano, un modello virtuoso di sviluppo economico che sostenere le imprese agricole locali con nuove opportunità di vendita diretta e di occupazione. La Prima Cittadina sottolinea l’importanza di avere un presidio su territorio come San Teodoro per scoprire la ricchezza dei prodotti a filiera corta, diventato a pieno titolo una delle mete più apprezzate da cittadini e turisti per fare una spesa consapevole attenta al green. 

Secondo l’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Carlo Cafarotti, l’esperienza portata avanti in questi anni è più che positiva perché è riuscita a coniugare aspetti prioritari per l’Amministrazione capitolina: la valorizzazione delle imprese del territorio, la promozione di sani stili di vita e la tutela dei consumatori, nel segno della qualità. Il bando appena pubblicato si inserisce nel solco di legalità e trasparenza tracciato dal regolamento dei Farmer’s Market che Roma ha approvato tra le prime città in Italia. Sarà una selezione aperta che darà la possibilità di partecipare a tante realtà imprenditoriali d’eccellenza, dando sempre più slancio al sistema dei mercati agricoli diretti. 

Un’occasione per rinnovare e rilanciare l’agroalimentare di qualità di Roma Capitale secondo il Presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale Andrea Coia. L’esperienza di questi tre anni ha permesso a tanti cittadini di fruire di prodotti buoni e sani direttamente dal produttore al consumatore in una cornice unica che è un trionfo di cultura, colori e sapori. Un’esperienza apprezzata che si è deciso di rinnovare.





Una domenica tutta con l’ambiente

Il 23 febbraio è in programma il terzo appuntamento con le “Domeniche ecologiche”, il provvedimento per limitare l’inquinamento atmosferico e sensibilizzare la cittadinanza sul tema della qualità dell’aria e su un uso responsabile delle fonti energetiche. 

L’iniziativa prevede il divieto totale di circolazione per tutti i veicoli a motore nella ZTL “Fascia Verde”. Il blocco del traffico sarà in vigore nelle fasce orarie 6.30 – 12.30 e 17.00 – 20.00, anche per i veicoli forniti di permesso di accesso e circolazione nelle zone a traffico limitato. L’orario è stato modificato, rispetto alle precedenti domeniche ecologiche, a seguito della coincidenza non prevista con il posticipo dell’incontro di calcio in programma allo Stadio Olimpico alle ore 18. 

Inoltre, gli impianti termici, il cui funzionamento giornaliero consentito è di massimo 12 ore, dovranno essere gestiti in modo da garantire una temperatura dell’aria negli ambienti non superiore a 18°C o 17°C in funzione del tipo di edificio. 

Saranno intensificati su tutto il territorio comunale i controlli per l’accertamento del rispetto delle normative sul divieto di combustione all’aperto. 

La Polizia Locale di Roma Capitale provvederà alla vigilanza al fine di garantire l’osservanza del provvedimento di limitazione della circolazione da parte della cittadinanza. 

Eventuali deroghe al provvedimento sono riportate nell’Ordinanza Sindacale pubblicata sul Portale di Roma Capitale www.comune.roma.it.





Auschwitz, viaggio della Memoria per 700 studenti del Lazio

“Pensavo che prima sarebbe arrivata la morte, meglio sarebbe stato, poi ho conosciuto Piero Terracina, che per me è stato un amico importantissimo. Eravamo ragazzi, ci siamo aiutati a vicenda, volevamo vivere ma non avevamo niente, solo le parole. Un’amicizia fraterna, è stato lui nel 2005 a consigliarmi e a convincermi di rompere il mio silenzio, raccontare tutto e tornare ad Auschwitz insieme agli studenti. La nostra missione è trasmettervi qualcosa, perché quando noi non ci saremo, sarete voi a dover fare in modo che tutto questo non succeda mai più, mai più, mai più”. Parole commosse di Sami Modiano, sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, che accolto dagli applausi nella sede del Consiglio regionale del Lazio ha incontrato un gruppo di studenti che fra pochi giorni prenderà parte a “Noi testimoni”, il Viaggio della Memoria organizzato da 21 Comuni del Lazio e patrocinato dal Consiglio regionale per vedere l’orrore generato dall’ideologia nazista. 

Saranno dunque oltre 700 gli studenti delle terze classi delle scuole secondarie di primo grado, provenienti da 21 Comuni di tutto il Lazio, in visita al campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, accompagnati dai loro docenti, dal presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini, dalla presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, dall’assessore alla Scuola Daniela Debach, dallo storico del Museo della Shoah, Amedeo Osti Guerrazzi e dai consiglieri regionali Loreto Marcelli e Daniele Leodori. Come spiegato dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Devid Porrello, vista la partecipazione di tanti studenti, le scuole che aderiscono al progetto, sono divise su due viaggi che si svolgeranno dal 29 febbraio al 6 marzo e dal 13 al 19 marzo. 

Nelle prime date parteciperanno, dalla provincia di Roma, i Comuni di Colleferro, Colonna, Fiumicino, Labico, Rocca Santo Stefano, San Cesareo, Valmontone, Zagarolo, insieme all’istituto comprensivo Marco Polo della Borghesiana a Roma e all’Istituto Comprensivo Frosinone 4. Il secondo viaggio vedrà la partecipazione delle scuole dei Comuni di Cerreto Laziale, Ciciliano, Gallicano, Gerano, Licenza, Olevano Romano, Palestrina, Poli, Sambuci, della provincia di Roma, Canepina, Vallerano e Vignanello, della provincia di Viterbo, e Pico, della provincia di Frosinone. Il viaggio comprende la visita a Vienna, città che per sette anni visse il dramma dell’occupazione nazista, quindi Cracovia, con la visita della città e in particolare del quartiere ebraico, uno dei principali ghetti nazisti creati in Polonia durante l’occupazione tedesca; a Wieliczka con la miniera di sale, luogo storico che durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato dalle truppe di occupazione per impianti di produzione bellici. La tappa ad Oswiecim, il comune a circa 60 km da Cracovia, è il cuore del Viaggio della Memoria: la visita al campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, mentre nel pomeriggio l’incontro con il sindaco e il direttore del Museo di Auschwitz, presso l’auditorium della cittadina, e il dibattito con il presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini, la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, l’assessore alla Scuola Daniela Debach, lo storico del Museo della Shoah, Amedeo Osti Guerrazzi. E questa mattina il pensiero è andato a Piero Terracina – era presente il nipote Ettore – non solo costantemente ricordato da Sami Modiano. 

Lo ha ricordato anche Porrello spiegando ai ragazzi l’importanza dei superstiti, “delle persone che si mettono a disposizione sono importanti per noi e per voi, mettono a disposizione il loro tempo in luoghi difficili per loro. E’ un sacrificio che fanno per amore della verità, che non possiamo permetterci di perdere e che hanno trasformato in energie positive. Ringrazio di cuore Sami Modiano, la sua presenza e la sua storia sono emozionanti e danno una lezione di vita a tutti noi” ha detto il vicepresidente. “Tutti noi saremo testimoni, e voi sarete il futuro della nostra nazion e. E’ una assunzione di responsabilità, un passaggio di consegne”.





Medico dell’ospedale di Tivoli ai domiciliari per violenza sessuale

Un medico dell’ospedale di Tivoli è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Gli agenti del Commissariato di Tivoli, al termine di una complessa indagine diretta dalla Procura di Tivoli, hanno sottoposto agli arresti domiciliari, disposti dal giudice delle indagini preliminari Aldo Morgigni un medico dell’ospedale di Tivoli per il reato di violenza sessuale. 

Il gip – si spiega in una nota della Procura tiburtina – ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine a numerosi episodi di violenza sessuale, consistente in toccamenti di parti intime, nei confronti di pazienti maschi mentre erano sottoposti a sedazione parziale nel corso di esami specialistici. “Le indagini hanno consentito di individuare le vittime che sono state già ascoltate nei giorni passati”, si aggiunge. 

Il direttore generale della Asl Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito, ha spiegato: “Nel ringraziare forze dell’ordine e magistratura per il lavoro svolto, l’Azienda conferma la piena collaborazione. Stiamo già assumendo tutti i provvedimenti del caso per sospendere il soggetto dalla attività ed allontanarlo dal rapporto con l’utenza, e – pur in attesa della definizione dell’attività giudiziaria – preannuncio la volontà dell’Azienda da me rappresentata di costituirsi parte civile. Quanto emerso – se confermato – è un fatto gravissimo che va condannato senza riserve. Il nostro primo pensiero va alle presunte vittime”. 

Prosegue Santonocito: “Nella nostra Azienda ci sono ottimi operatori e le azioni di una sola persona – sempre qualora confermate – non devono minare la fiducia dei cittadini verso l’Istituzione”. 





Recuperata dopo 27 anni la testa dell’imperatore Marco Aurelio trafugata a Zagarolo

E’ stata recuperata, dopo 27 anni, la testa scultorea in marmo dell’imperatore Marco Aurelio, opera del II secolo d.C., collocata sulla sommità dell’arco di trionfo di Zagarolo (RM), annesso al palazzo Rospigliosi, sede del museo del giocattolo. 

L’importante recupero è il frutto di un’attività investigativa della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. 

L’opera era stata rubata nel mese di marzo del 1992 da ignoti che avevano approfittato di un’impalcatura mentre era in corso il restauro della facciata del palazzo nobiliare. L’edificio, già di proprietà delle famiglie Colonna, Ludovisi e Rospigliosi, è attualmente proprietà del Comune di Zagarolo. Il palazzo, che ospitò Caravaggio ed il poeta Vittorio Alfieri, era stato impreziosito, nel 1500, con marmi romani ed elementi architettonici provenienti dal teatro di Marcello e dalla vicina Gabii. 

L’opera, dopo il furto, venne ceduta ad un ricettatore romano che l’aveva trasportata oltralpe ed affidata ad una sua persona di fiducia, ignara della provenienza illecita del bene. Una volta individuata a Campione d’Italia, la testa è stata sequestrata e rimpatriata. 

La scultura, una volta restaurata, grazie al sapiente lavoro dell’Istituto Centrale per il Restauro, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma verrà ricollocata nella sua sede originaria, di concerto con il Comune di Zagarolo e la direzione del Museo del giocattolo, che è ubicato proprio nello storico Palazzo Rospigliosi. 

La scultura romana, che raffigura l’imperatore Marco Aurelio, altissima espressione storico-artistica del patrimonio culturale italiano, ha una valore puramente commerciale di circa trecentomila euro. 





Zaky resterà in carcere. Altri 15 giorni di detenzione per il giovane ricercatore egiziano

 

Le autorità egiziane hanno imposto altri 15 giorni di detenzione a Patrick George Zaky, attivista egiziano e studente del Master Gemma dell’Università di Bologna, arrestato il 7 febbraio scorso al suo arrivo a Il Cairo. E’ quanto si legge sulla pagina Facebook “Patrick Libero” che ha seguito l’udienza tenuta oggi a Mansoura, città natale dello studente, situata circa 120 chilometri a Nord-Est de Il Cairo. La procura contesta a Zaky l’accusa di usare il proprio account Facebook per “diffondere notizie false, alimentare voci, e incitare contro istituzioni e simboli”.





L’Associazione Antigone: “Preoccupano la crescita di minori segnalati per mafia”

 

Preoccupa la crescita negli ultimi anni dei minori segnalati dalle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria per associazione di tipo mafioso (+93,8%): erano 49 nel 2014, e 95 nel 2018. Un dato che stride con il calo degli altri reati: fra il 2014 e il 2018 le segnalazioni per delitti commessi da minori sono diminuite dell’8,3%, passando da oltre 33.300 a 30.600. Calano gli omicidi volontari (-46,6%) e colposi (-45,4%), i sequestri di persona (-17,2%), i furti (-14,03%), le rapine (-3,9%) e l’associazione per delinquere (-82,5%). E’ quanto emerge dal rapporto di Antigone sugli istituti penali minorili, intitolato, citando Fabrizio De André, ’Guarire i ciliegi’.

Nel 2017 i minori indagati presso le procure erano 36.416, ma poi il pm ha richiesto il rinvio a giudizio nel 37% dei casi. In generale, gli imputati minorenni sono per il 70% italiani e per il 30% stranieri. Oltre l’84% sono maschi e meno del 16% sono femmine. Il 40% degli imputati italiani è nato nel Nord Italia (il 21% nel Nord-Ovest e il 18% nel Nord-Est), il 25% nel Sud, il 19% nel Centro Italia e il 16% nelle Isole. Nel primo semestre del 2019 sono stati 2.382 i provvedimenti di messa alla prova, che è non solo una alternativa al carcere, ma allo stesso processo, che viene sospeso durante la misura. Se la messa alla prova avrà buon esito, alla sua conclusione il reato verrà dichiarato estinto. 





Corona Virus, le vittime nel mondo sono oltre 2300 e quasi 80mila i contagiati

 

E’ salito a 2.360 il numero delle persone che sono morte dopo aver contratto il Corona Virus nel mondo. Solo in Cina, le vittime sono state 2.345, tra cui 2.250 nell’epicentro di Hubei. Come riferisce la Commissione sanitaria cinese, in Cina sono stati registrati ieri 109 nuovi decessi a causa dell’epidemia, 106 solo nella provincia di Hubei. Fuori dalla Cina, quattro decessi sono stati confermati in Iran, tre in Giappone, due a Hong Kong e altrettanti in Corea del Sud. Uno, ciascuno, a Taiwan, nelle Filippine, in Francia e in Italia..
I casi di contagio confermati dalle autorità cinesi hanno registrato un aumento di 397 persone, raggiungendo così i 76.288. Tra i nuovi casi confermati, 366 sono stati registrati nella sola provincia di Hubei. In Iran un sindaco del tredicesimo distretto di Teheran, Morteza Rahmanzadeh, è risultato positivo al test diagnostico effettuato per verificare il contagio da coronavirus dopo la presenza dei sintomi. Lo rende noto la televisione di Stato iraniana, precisando che il funzionario è stato ricoverato.

 





Malagò (Coni): “Lo sport si fermi nelle aree a rischio”

“Sono in contatto con le autorità che hanno la responsabilità, il diritto e il dovere di prendere iniziative e precauzioni. Se un sindaco, un presidente di Regione, un ministro fa un’ordinanza, lo sport si deve allineare, non ci sono dubbi”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò parlando dell’allarme Coronavirus in realzione allo sport. “Sono in contatto costante con il ministro Spadafora, se ci sono competizioni in un luogo dove ci sono questi casi, lo sport non può esserci, per ovvi motivi. Per quanto riguarda le competizioni sportive, al momento sono tutte confermate, a meno che non ci siano ordinanze delle autorità che hanno vietato non la competizione sportiva ma tutto quanto”, ha ribadito. Il 2020 è anche l’anno dell’Olimpiade di Tokyo. “Se si può fare altro? Su questo argomento parlano tutti, io penso che è meglio far parlare chi è competente. Giochi di Tokyo a rischio? Sono un rappresentante del Cio, ci parlo tutti i giorni. Al momento non ci sono controindicazioni che ci siano problemi per le Olimpiadi”, ha concluso Malagò.





Corona Virus, appello dei Presidi italiani

L’Associazione Nazionale Presidi si appella a tutta la comunità scolastica perché, ora più di prima, è assolutamente necessario affrontare con calma e lucidità l’emergenza provocata dal Corona Virus. Secondo il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, “le autorità sanitarie stanno lavorando con competenza e serietà ed è pertanto necessario osservarne con scrupolo le indicazioni. Dobbiamo prevenire qualsiasi forma di panico e continuare a seguire le norme di profilassi diffuse dal Ministero della Salute. Le aree interessate ieri dal contagio sono già state prontamente isolate". "Chiediamo che il Ministero dell’Istruzione segua con la massima attenzione tutti gli sviluppi dell’emergenza e che, in caso di necessità, dirami tempestivamente chiare direttive alle scuole - continua Giannelli - Così come chiediamo che fornisca precise indicazioni in relazione allo svolgimento dei viaggi di istruzione. Ricordiamo anche che tutte le informazioni per ridurre ed evitare possibili contagi sono reperibili sui siti della Federazione nazionale dei medici di base, della Società italiana di pediatria, del Ministero della Salute e della Organizzazione mondiale della sanità. Ribadiamo, infine, l’appello perché tutti si comportino responsabilmente e perché si lasci fare ai medici e alle autorità sanitarie competenti il loro lavoro”.





Lo Spallanzani certifica: “Il Corona Virus non è una malattia mortale. Negativi ai test il ricercatore ed il paziente cinese ricoverati da giorni

 

“E’ una malattia non mortale. La ricerca fa grandi passi avanti”. Lo ha detto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani, durante una conferenza stampa a cui ha preso parte anche l’assessore regionale del Lazio alla Sanità, Alessio D’Amato. 

“Su questi pazienti è stato possibile caratterizzare e mettere a punto un test per la valutazione degli anticorpi che abbiamo messo a disposizione delle Regioni interessate. Stiamo lavorando con queste Regioni, è un atto positivo – ha detto ancora Ippolito intervenendo alla conferenza stampa – Questo istituto ha messo il virus sulla piattaforma per sviluppare i vaccini, che non sarà pronto domani, ma serve a contribuire all’avanzamento della scienza al vaccino. Questo Paese ha fatto delle scelte coraggiose, come la chiusura dei voli, di cui Fiumicino ha sofferto molto. Quindi oggi vogliamo lanciare un messaggio positivo. Il Paese regge”. 

Riguardo del ragazzo di 17 anni che è ricoverato, Niccolò, il professore ha spiegato: “Sta bene e uscirà a fine quarantena”.

Poi la situazione all’interno dell’ospedale con i casi ed il Bollettino clinico: "L’uomo cinese, ricoverato assieme alla moglie allo Spallanzani, si è negativizzato ed è in buone condizioni di salute". Lo ha detto l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato, in una conferenza stampa allo Spallanzani. Inoltre il ricercatore italiano ricoverato allo Spallanzani sarà "dimesso in giornata", ha detto ancora D’Amato. Il giovane, caso confermato di COVID-19, era risultato persistentemente negativo ai test per il Coronavirus. "Non bisogna farsi prendere dall’allarmismo. Il modello messo in atto dalla Regione Lazio è efficace",ha detto Giuseppe Ippolito direttore scientifico dello Spallanzani di Roma. Poi il bollettino: “La coppia di cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di COVID – 19 continua a essere ricoverata nel nostro Istituto. Le condizioni cliniche della coppia sono in continuo e progressivo miglioramento. Entrambi hanno concluso la terapia antivirale”.  “Il marito in particolare sta meglio – prosegue il comunicato – è uscito da qualche giorno dalla terapia intensiva ed è attualmente ricoverato Istituto. Risulta negativo ai test per la ricerca del COViD-19. Non necessita di terapia con ossigeno, si alimenta autonomamente e sta iniziando la riabilitazione motoria. La moglie è ancora ricoverata in terapia intensiva, è in respiro spontaneo e non necessita più di supporto ventilatorio. E’ vigile, contattabile e risponde alle nostre domande. Necessita ancora di monitoraggio per la presenza di patologie preesistenti”. 





Conte: “Valutiamo nuove misure straordinarie”

 

"Il mio pensiero e il cordoglio di tutto il governo vanno alle due vittime e alle loro famiglie", ha scritto su Facebook il Presidente del Consiglio Conte. "Siamo al lavoro senza sosta per reagire con la massima compattezza a questa emergenza". "Fra poco sarò nuovamente al Comitato operativo della Protezione civile per un aggiornamento sull’emergenza Coronavirus e per valutare nuove misure straordinarie".  




La Costa d’Avorio punta tutto sul turismo religioso, si parte dalla Basilica di Notre Dame de la Paix

Una delegazione guidata dall’Ambasciata presso la Santa Sede e organizzata da Easy Diplomacy è pronta a costruire un itinerario ad hoc in occasione dei 30 anni della consacrazione della Basilica Notre Dame de la Paix de Yamoussoukro, considerata la primaria meta di pellegrinaggio della Nazione. Una meta di pellegrinaggio per l’intero mondo cristiano e punto di partenza per un turismo religioso che possa coinvolgere pellegrini dall’Italia, centro nevralgico della fede cattolica, verso la Cote d’Ivoire. Questa è la Basilica di Nostra Signora della Pace di Yamoussoukro (Basilique de Notre Dame de la Paix de Yamoussoukro), conosciuta come "San Pietro d’Africa" e considerata una delle più grandi del mondo, di cui quest’anno ricorre il trentennale e per la quale l’Ambasciata della Costa d’Avorio presso la Santa Sede sta organizzando, in collaborazione con il Ministère de Tourisme et de Loisir locale, una serie di iniziative promozionali a Roma nei prossimi mesi. A partire per un tour esplorativo privato e personalizzato, in programma dal 2 al 7 marzo che ha l’obiettivo di focalizzare alcuni itinerari ad hoc per un turismo di tipo religioso e culturale, saranno i vertici di Easy Diplomacy - a cui l’Ambasciata ha affidato l’incarico organizzativo – insieme al consigliere culturale dell’Ambasciata, a giornalisti e ad una rappresentanza di un primo gruppo di pellegrinaggio invitato da un noto tour operator spagnolo. Nella riunione svoltasi la scorsa settimana presso la sede di Easy Diplomacy, sono stati infatti individuati i punti chiave per dare il giusto posizionamento alla Basilica e creare il flusso desiderato. Presenti all’incontro erano André Philippe Gauze, Ministro Consigliere dell’Ambasciata di Costa d’Avorio presso la Santa Sede, Kobenan Miezan Etiboua, Consigliere degli Affari Culturali dell’Ambasciata di Costa d’Avorio presso la Santa Sede e leader del progetto, José Carlos de Nicolás, direttore generale di IDEATUR, importante Tour Operator di viaggi in Spagna specializzati nel settore religioso, Eloisa Piermaria, CEO & Founder di Easy Diplomacy e Guillermo C. Ortega, Consulente di Easy Diplomacy per il Turismo Religioso. Il programma del viaggio, che comprende non solo mete di carattere spirituale, ma importanti tappe naturalistiche, culturali, agricole e artigianali del Paese – tra cui Abidjan, Domain di Bini, Yamoussoukro, Gbomizambo, Bouakè, N’zi River, Grand Bassam e Assonyam Beach – sarà occasione per lanciare una serie di iniziative di approfondimento “incentive e incoming” attraverso due grandi eventi di presentazione per la stampa e tour operator B2B che avranno luogo in Vaticano e nella Capitale il prossimo giugno. (B.N)





Coronavirus: i consigli del virologo del Cnr Giovanni Maga

 

L’Italia in queste ore sta assistendo alla comparsa di un focolaio di infezione da SARS-CoV2, che causa la sindrome respiratoria denominata Covid-19. Al momento 16 casi in Lombardia, concentrati in un’area limitata del Lodigiano e 3 casi in Veneto. Un decesso, di una persona anziana già ricoverata per altre patologie e che purtroppo non ha superato la crisi. Due sono i problemi che il sistema di sorveglianza in queste ore sta affrontando con estrema rapidità ed efficienza: identificare la fonte dell’infezione e limitare la diffusione del virus. Per evitare eccessivo allarmismo è bene ricordare innanzitutto che 19 casi su una popolazione di 60 milioni di abitanti rendono comunque il rischio di infezione molto basso. Solo nelle zone attualmente interessate dalla circolazione il rischio è superiore e i cittadini devono seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. Al di fuori di queste, la situazione rimane come nelle scorse settimane. L’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di influenza) nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva. Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza. Il paziente deceduto rientrava quindi in una categoria a particolare rischio. Il cittadino che ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che provenissero dalla Cina, soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Non serve correre al pronto soccorso né chiudersi in casa. Ricordiamo che al momento parliamo di un gruppo (cluster) di pochi casi localizzati e i cui contatti sono tracciati attivamente. Inghilterra, Germania, Francia hanno avuto episodi simili senza conseguenze. Non c’è un’epidemia di SARS-CoV2 in Italia. Il quadro potrebbe cambiare ovviamente nei prossimi giorni, ma il nostro sistema sanitario è in stato di massima allerta e capace di gestire efficacemente anche la eventuale comparsa di altri piccoli focolai come quello attuale. Quindi, ribadiamo, al di fuori dell’area limitata in cui si sono verificati i casi, il cittadino può continuare a condurre una vita assolutamente normale. Seguendo le elementari norme di igiene, soprattutto levandosi le mani se ha frequentato luoghi affollati, ed evitando di portarsi alla bocca o agli occhi le mani non lavate. Così Giovanni Maga, direttore CNR-IGM, Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche.





Camere Penali, Matteo Renzi a Brescia accanto ai penalisti italiani, mentre l’ANM dichiara guerra aperta a Bonafede

 

Matteo Renzi sarà a Brescia, all’Auditorium della Camera di Commercio, all’Inaugurazione ufficiale dell’Anno Giudiziario dei Penalisti Italiani, il più solenne appuntamento giuridico che gli avvocati italiani si danno ogni anno in Italia, e dove l’ex premier spiegherà ancora una volta al Paese le ragioni di Italia Viva in tema di prescrizione e di riforma del processo penale. Posizioni abbastanza chiare ormai quelle di Matteo Renzi, che al ministro della giustizia Alfonso Bonafede da settimane ripete senza nessuna mediazione, cercandogli di far capire che la riforma della prescrizione così come decisa è una burla al diritto e alla Costituzione, e che oggi Matteo Renzi ripeterà ancora una volta da questa assise nazionale che si preannuncia come una immensa platea antiriforma-Bonafede. Alla fine, lo scontro sarà durissimo, e Renzi lo ha fatto ben capire ieri sera a Italia Sera, il programma di Barbara Palombelli su Rete Quattro, precisando che la sua partecipazione al convegno di Gian Domenico Caiazza non è assolutamente casuale. Ma contemporaneamente a questa grande assise nazionale dei penalisti italiani, l’Associazione Nazionale Magistrati esce finalmente dal silenzio istituzionale di questi mesi, a cui il Presidente Luca Poniz sembrava averla relegata e “costretta per fini istituzionali”, e lancia nello stagno del dibattito parlamentare italiano un sasso che questa volta fa davvero tanto rumore e crea una sorta di tsunami. E’ una nota ufficiale della Giunta Esecutiva che chiarisce l’insofferenza che i magistrati italiani vivono in queste ore nei riguardi del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, e della “sua” riforma del processo penale: “Siamo stati costretti, nostro malgrado -sottolineano i magistrati italiani nella loro nota di protesta a Bonafede- a comunicare al Ministro della Giustizia che non parteciperemo al Tavolo tecnico convocato per il 26 febbraio 2020 e che, fino a quando nel testo del ddl saranno contenute previsioni di questo tipo, riteniamo di non poter avere alcuna interlocuzione e di non poter continuare a fornire il leale contributo fino ad ora prestato nell’elaborazione delle proposte di riforma”. Il messaggio non poteva essere più chiaro di così, e conoscendo lo stile e il garbo istituzionale del Presidente Luca Poniz c’è da credere che non sarà certamente l’ANM a fare un passo indietro, e che la guerra su questo fronte sarà dura davvero. “Ciò che rende inaccettabile il testo normativo nel suo complesso -sottolinea la Giunta Esecutiva ANM contro la riforma Bonafede- e che impedisce, allo stato, ogni possibilità di confronto e interlocuzione, è che tali previsioni sulla durata delle indagini e dei processi siano accompagnate dall’introduzione di ulteriori sanzioni disciplinari a carico dei magistrati”. Per i magistrati italiani “si tratta, nella sostanza, di una ‘norma manifestò, di uno slogan che si traduce in un ingeneroso e immeritato messaggio di sfiducia nei confronti dei magistrati italiani, che cede alla facile tentazione di scaricare sui singoli le inefficienze del sistema che, come tali, sono, invece, esclusiva responsabilità della politica; e che, in modo disinvolto, rischia di suscitare, soprattutto nei magistrati più giovani, la tentazione di una risposta di giustizia di carattere ‘difensivo’ e burocratico, ancora una volta con l’evidente conseguenza di non rendere un buon servizio ai cittadini”. Sarebbe curioso capire o sapere cosa ne pensa il Ministro Bonafede di questo assunto, che è non è da poco e che chiama in causa la riforma nel suo complesso, ancora molto lacunosa, assolutamente approssimativa, e certamente “populista” nel senso peggiore della parola, da qualunque angolo la si legga o la si analizzi. “Queste, e tante altre, - precisa la Giunta Esecutiva dell’ANM- le ragioni che abbiamo illustrato nel corso dei recenti incontri avuti al Ministero e che, purtroppo, nonostante una dichiarata attenzione e condivisione, sono rimaste, nella sostanza, del tutto inascoltate”. E’ difficile non dar ragione al Presidente Luca Poniz quando sottolinea che l’Associazione Nazionale Magistrati “è da sempre consapevole del fondamentale ruolo di interlocutore sulle proposte di riforma riguardanti il diritto sostanziale, il processo civile e penale e l’ordinamento giudiziario”, ma un Ministro non può fare di testa propria quando in gioco c’è il concetto del diritto e la tutela della costituzione, e lo stesso vale per la riforma della prescrizione, e anche su questo l’ANM ha espresso dure critiche al lavoro di Bonafede. L’Associazione Nazionale Magistrati chiarisce ancora “ANM ha sempre offerto il proprio contributo di carattere tecnico, arricchito dall’esperienza concreta, maturata attraverso l’esercizio della funzione giurisdizionale, in condizioni, peraltro, sempre più critiche. Su questi presupposti, abbiamo finora partecipato, cercando di fornire il nostro contributo in maniera leale e costruttiva, ai "tavoli tecnici" convocati dal Ministro della Giustizia. Abbiamo sostenuto le nostre idee, avanzato le nostre proposte, ascoltato le ragioni dei rappresentanti delle altre categorie, accettando che alcune delle nostre proposte non fossero accolte e che nei testi elaborati fossero contenute anche previsioni rispetto alle quali abbiamo argomentato il nostro motivato dissenso”. Tutto liscio? Assolutamente no, anche se Bonafede fa finta di non capire e prova ad andare avanti lo stesso. “Su due profili della riforma licenziata dal Consiglio dei Ministri abbiamo però espresso immediatamente la nostra più assoluta contrarietà, e puntualmente illustrato le numerosissime ragioni che ce li hanno fatti sempre definire irricevibili. Si tratta – precisano i magistrati- della semplicistica idea, apparentemente frutto di una visione ingenua del processo, di determinarne per legge la durata, trattando allo stesso modo vicende di complessità molto diversa e dimenticando che uno dei fattori della durata dei processi è anche lo scrupolo nell’accertamento dei fatti e, in ultima analisi, la necessità di apprestare una piena tutela dei diritti dei cittadini, siano essi parti di un giudizio civile, imputati o persone offese”. Come dar torto alle posizioni del Presidente Poniz? Un cittadino che aspetta giustizia non può essere legato a dei tempi tecnici “obbligati”, che il magistrato potrebbe anche non rispettare per eccesso di scrupolo, qui non è più in gioco l’equilibrio del Governo Conte o la credibilità di uno dei suoi ministri, qui è in gioco il diritto primario alla giustizia. Ma c’è un passaggio della loro lettera a Bonafede che chiarisce una volta per tutte questo grande equivoco: “ Frutto della stessa irrealistica idea di ottenere una riduzione dei tempi attraverso astratte e generalizzate previsioni di legge, è la nuova disciplina della durata delle indagini preliminari, accompagnata dalla pericolosissima "sanzione processuale" della ostensibilita’ degli atti di indagine, che avrà come inevitabile effetto il depotenziamento del contrasto alle forme più articolate e aggressive di criminalità, organizzata e non, ancora una volta con danno per l’intera collettività. Ma ciò che rende inaccettabile – insistono ancora i magistrati- il testo normativo nel suo complesso e che impedisce, allo stato, ogni possibilità di confronto e interlocuzione, è che tali previsioni sulla durata delle indagini e dei processi siano accompagnate dall’introduzione di ulteriori sanzioni disciplinari a carico dei magistrati”.





Piano per il Sud 2030, la Cgil chiede dove sono le risorse

 

Il ’Piano Sud 2030’ è “un vero e proprio documento programmatico”, che prova ad individuare una strategia “di ampio respiro”, con un orizzonte temporale “necessariamente di medio-lungo periodo”. Di positivo c’è soprattutto “una novità di metodo apprezzabile”, ma anche dal punto di vista del merito, il piano presenta “numerosi titoli che vanno nella direzione giusta”. Non mancano però i punti d’ombra, visto che “le misure proposte per il breve periodo non hanno nel concreto una grande capacità di impatto, né per mole di risorse investite, né per la loro stessa natura”. È un giudizio composito e articolato quello che la Cgil dà del piano per il Sud, presentato lo scorso 14 febbraio dal presidente del Consiglio Conte e dai ministri Provenzano (Sud) e Azzolina (Istruzione) in conferenza stampa a Gioia Tauro.

Il Piano – come spiegano nella loro analisi Riccardo Sanna (coordinatore area politiche per lo sviluppo) e Jacopo Dionisio (responsabile politiche per la coesione territoriale e il Mezzogiorno) - prevede un orizzonte temporale lungo, dieci anni ma è articolato in fasi progressive, la prima delle quali guarda al triennio 20-22, con alcuni interventi che andranno a regime già nei prossimi mesi. Dal punto di vista delle risorse il piano poggia su tre pilastri che non prevedono un nuovo aggravio per la finanza pubblica con risorse aggiuntive, ma riguardano piuttosto l’efficacia e la capacità di spese delle risorse ordinarie e dei fondi nazionali ed europei rivolti alla coesione territoriale. Complessivamente, in ogni caso, l’obiettivo è una spesa complessiva di 21 miliardi nel triennio,naturalmente da ripartire tra i territori e i diversi filoni di intervento.

In particolare, sono 5 le “missioni” individuate dal Governo su cui indirizzare le risorse disponibili e quelle future: istruzione; infrastrutture sociali e per il trasporto e la mobilità; transizione ambientale ed energetica; green deal; ricerca e innovazione; Mediterraneo, portualità, logistica, export. Per ognuna di queste missioni alcune misure sono già state previste con la legge di bilancio o partiranno nei prossimi mesi, in alcuni casi si tratta poco più che di titoli da rendere concreti, in altri di misure più definite.Inoltre, il piano prevede alcuni interventi trasversali sul fronte dell’occupazione, del sostegno all’impresa e più in generale degli investimenti.  

Ma secondo la Cgil, “al di là delle misure elencate, lo sforzo maggiore del Piano è concentrato sulle procedure e la riorganizzazione amministrativa necessaria a liberare e spendere più rapidamente risorse già programmate ma non utilizzate con efficacia”. La seconda parte del documento presentato dal governo delinea infatti una strategia di rafforzamento della capacità amministrativa incentrata su due principi: il rafforzamento del ruolo centrale dello Stato in senso di maggior presidio degli interventi e una cooperazione rafforzata con le amministrazioni territoriali per un migliore accompagnamento degli interventi.

In quest’ottica di rafforzamento rientra anche un piano di assunzioni qualificate nella Pa di 10.000 giovani con competenze coerenti alle necessità delle amministrazioni in termini di esecuzione delle politiche per la coesione (progettazione, rendicontazione, valutazione ecc..). “Il Ministro Provenzano – spiegano Sanna e Dionisio - sta verificando la possibilità con la Commissione europea di utilizzare a tale scopo le risorse della programmazione europea che altrimenti, finora, sono state destinate all’assistenza tecnica esterna, cioè a società private di consulenza, senza ritorno alcuno a livello strutturale per le pubbliche amministrazioni. Le procedure per programmare tali assunzioni dovrebbero essere avviate già nel 2020”. 

“Un piano certamente ambizioso per raggio di intervento e obiettivi – osserva ancora la Cgil - alcuni dei quali se raggiunti potrebbero davvero imprimere una svolta al modo in cui il Paese investe sulla coesione e lo sviluppo dei territori”. Tuttavia, siamo di fronte a un Piano che “ancora una volta deve poggiare sopratutto sulle risorse aggiuntive, nazionali ed europee, con tutti i limiti di frammentazione e intensità che hanno, in assenza di un solido coordinamento con le politiche ordinarie”.

Poche le risorse e dunque scarsa la possibilità di un effetto sistemico,secondo il sindacato: “Tutto è centrato sulla speranza di un effetto leva delle politiche di coesione, che, quand’anche si riuscisse nell’obiettivo di rendere più efficaci, è tutt’altro che scontato e sufficiente. Per questo – concludono dal sindacato - occorre riprendere l’interlocuzione con il Governo sugli investimenti, in sinergia con quella sul ’Piano Sud’, in vista del Documento di Economia e Finanza, con l’obiettivo duplice di dare corpo e sostanza ai titoli positivi del Piano, coniugandoli con una svolta necessaria nella politica economica”.

 





Excelsior: prosegue l’andamento altalenante del mercato del lavoro A febbraio 320mila le assunzioni previste dalle imprese (-13mila rispetto al 2019)

Sono 320mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e saliranno a poco più di un 1 milione tra febbraio-aprile 2020. Rispetto alla dinamica positiva registrata a gennaio, i dati del Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncameree Anpal, mostrano in questo mese, una flessione sia congiunturale che tendenziale delle entrate previste -13mila rispetto a febbraio 2019 (-4,0%) e -50mila rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (-4,5%). A pesare è soprattutto la contrazione della domanda di lavoro del manifatturiero con 11mila entrate in meno a febbraio (-14,4%) e oltre 35mila in meno tra febbraio-aprile (-15,2%). Ciò nonostante aumenta di oltre due punti la difficoltà di reperimento dichiarata dalle imprese: dal 29% al 31%. Elevate le difficoltà a reperire profili da inserire nelle aree aziendali dei Sistemi informativi (il 58% delle figure ricercate) e Progettazione, R&S (48%). In uno scenario internazionale caratterizzato da debolezza congiunturale, peggiora l’indice del clima di fiducia delle imprese anche a seguito della recente emergenza sanitaria globale e delle attese ripercussioni sulla crescita mondiale.

In particolare, sono le industrie manifatturiere collegate al settore automobilistico a segnare il maggior ribasso nelle previsioni di assunzione: -3.210 entrate previste dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (-17,8%), -2.950 quelle messe in programma dalle imprese meccaniche ed elettroniche (-14,2%). In flessione anche le previsioni occupazionali delle imprese tessili, abbigliamento e calzature (-1,680, -15,1%) e delle imprese chimico-farmaceutiche, della plastica e della gomma (-1.670, -21,9%). Il clima di incertezza trascina al ribasso anche il settore dei servizi (-2.940 entrate, -1,3%). La flessione è più accentuata nei servizi operativi di supporto a imprese e persone[2](-2.980, -9,1%,), nei servizi alle persone (-2.520, -7%), nei servizi di trasporto e logistica (-1.400, -4,9%). Ancora positivi i dati del turismo (+2.030 ingressi), anche se con un tasso di crescita inferiore al mese precedente (4,4% rispetto al 7,2% di gennaio), e dei servizi avanzati alle imprese (+1.050, +7,3%).

Infine, per il significato economico normalmente collegato al settore va segnalato con particolare interesse il dato delle imprese di costruzione (+1.340, +4,3%), in campo positivo per il sesto mese consecutivo.

A livello territoriale le province con il più elevato numero di assunzioni previste sono Milano (32mila entrate programmate), Roma (29mila), Torino (14mila) e Brescia (8mila).