Coronavirus, D’Amico (ConfimpreseItalia) a vertice al Mise: “Sostegni straordinari all’export ed al made in Italy. Fondo di solidarietà per il turismo”

 

Il presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico è intervenuto al tavolo di confronto convocato dal Ministro Patuanelli con le principali Organizzazioni dei datori di lavoro in merito all’emergenza per il corona virus. D’Amico ha incentrato il suo intervento sul sostegno alle imprese sottolineando la necessità di rinvio e rateizzazione di tutte le scadenze fiscali e non, compresa la rottamazione, ha sostenuto l’importanza di costituire un fondo di solidarietà per le imprese del turismo e di fornire un adeguato sostegno straordinario all’export ed al made in Italy e di prorogare il decreto legislativo per la crisi d’impresa. Ha concluso con un invito ad essere classe dirigente nell’affrontare l’emergenza e per aiutare a superare gli allarmismi facendo sistema





Il Governo varerà ad ore due Decreti contro l’emergenza Corona Virus

Il governo approverà nelle prossime ore due decreti per affrontare l’emergenza coronavirus, uno venerdì e l’altro la settimana prossima. Lo ha assicurato il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, secondo cui “stiamo immaginando due interventi: un decreto in settimana per le zone rosse e in 7-10 giorni un decreto più generale per le imprese e i cittadini che subiscono le conseguenze del rallentamento dell’economia”. 

“Si va – ha spiegato il ministro intervenendo a ‘DiMartedì’ su La7 – verso una differenziazione delle misure tra le zone più impattate e le altre”. Poi il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, che ha incontrato le parti sociali. Il governo sta valutando, insieme allo stop alle rate dei mutui per famiglie e aziende in difficoltà nella zona rossa del coronavirus, anche una sospensione delle bollette delle utenze di acqua, luce e gas. “Intendiamo facilitare l’accesso al Fondo centrale di garanzia – ha spiegato Patuanelli – e stiamo lavorando con l’Abi a una sospensione delle rate dei mutui. Insieme all’authority per l’energia (Arera) e alle società di luce, gas e acqua valutiamo la sospensione dei pagamenti delle bollette. Sarà necessario prevedere una dilazione per i pagamenti successivi dopo la sospensione dei pagamenti di questo periodo”.





Confcommercio: impatto coronavirus su Pil può arrivare fino -0,4%

 

L’impatto del coronavirus sul Pil italiano può arrivare fino a una riduzione di 0,4 punti percentuali. Lo afferma la Confcommercio, che partecipa al tavolo di confronto con il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Il protrarsi dell’emergenza coronavirus “oltre aprile-maggio potrebbe tradursi in una riduzione del Pil dello 0,3-0,4% con un pesantissimo impatto nel turismo: a rischio, tra marzo e maggio, 21,7 milioni di presenze con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi di euro”. E il settore dei pubblici esercizi, “con un rischio occupazionale già ora valutato in circa 100mila unità, chiede il riconoscimento a livello nazionale dello stato di crisi”. 

“Le linee di intervento – spiegano i commercianti – con una portata territoriale e temporale coerente con le connotazioni di una crisi che rischia di farsi sistemica, dovrebbero riguardare: la proroga delle scadenze fiscali e contributive; la moratoria dei mutui e l’attivazione del fondo centrale di garanzia; l’utilizzo degli strumenti di cassa integrazione e del fondo di integrazione salariale anche in favore dei dipendenti di micro e piccole imprese; un sistema di indennità per i lavoratori autonomi”. 

Sono necessarie anche, aggiunge la Confcommercio, “una mobilitazione straordinaria dei piani promozionali per l’export e della diplomazia commerciale, a tutela del Made in Italy e del turismo italiano, e misure per il settore dei trasporti quali la sospensione delle tasse di ancoraggio nei porti, il rafforzamento della sanità marittima e la riduzione dei canoni di concessione demaniale per le imprese terminaliste dei porti”.

 





Pulizie nelle scuole, c’è il rischio di non fare sanificazione

Scuola, imprese di pulizie: a rischio sanificazione degli istituti

 

La sanificazione delle scuole è “a rischio”. Lo affermano Anip Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi che sono in presidio al ministero del lavoro “in attesa di risposte in merito alle problematiche legate alla internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole, che si intersecano anche con la chiusura delle scuole nelle aree focolaio del coronavirus”. 

“Molti aspetti della internalizzazione – sottolineano Anip, Confcooperative e Legacoop – sono a oggi di grande complessità, che comporteranno oltre 3mila esuberi e crisi aziendali. Questo progetto legislativo rischia di creare ulteriore caos nelle regioni coinvolte dal virus, mettendo fortemente a rischio la sanificazione delle scuole e la salute di alunni e docenti”.

 





Fra fiduciosa, non ci saranno stop alla produzione

 

Negli stabilimenti Fiat Chrysler nonostante l’emergenza coronavirus “al momento non abbiamo interruzioni di produzione e riprendiamo anche quella in Serbia che avevamo posticipato di una settimana. Ovviamente la situazione si sta sviluppando giorno per giorno”. Lo ha sottolineato Pietro Gorlier, responsabile Fca per la regione Emea, a margine di un incontro per illustrare i progressi e gli investimenti per l’impianto di Pomigliano d’Arco. 

“Siamo fiduciosi – ha spiegato il manager – di riuscire a navigare attraverso questi problemi però, ovviamente, ogni giorno abbiamo aggiornamenti. Monitoriamo in modo molto stretto quello che succede. Fino a una settimana fa, ci occupavamo soprattutto della parte cinese, siamo riusciti fondamentalmente a superare quella crisi. Per ora ci sono aggiornamenti, adesso stiamo monitorando la situazione italiana”. 

Per la rete di concessionari, ha aggiunto Gorlier, “stiamo monitorando: abbiamo visto un po di preoccupazione, ma tutto sommato nel weekend in cui avevamo il ‘porte aperte’ per Panda e 500 ibride è andata abbastanza bene. Preoccupazione ce n’è ma non abbiamo segnalazioni importanti. Indubbiamente se il coronavirus dovesse perdurare vedremo coma va il mercato”.





Coronavirus, D’Amato (Sanità Regione): “Isole pre-triage in 31 ospedali e allestimento di tensostrutture”

 

 “È nostra intenzione creare isole di pre-triage nell’eventualità che vi sia un afflusso superiore a quello attuale. Già si sta predisponendo allo Spallanzani e verrà predisposto anche negli altri ospedali”. A spiegarlo l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, in audizione in commissione regionale Sanità sulla situazione del Coronavirus nel Lazio. “I tecnici ci dicono che dobbiamo lavorare su tutti gli scenari, dunque saranno disposte tensostrutture di pre-triage su 31 ospedali del Lazio, il montaggio di alcune è già in corso come allo Spallanzani.

“E’ stato redatto un protocollo operativo tra il Bambino Gesù e l’istituto Lazzaro Spallanzani per un’eventualità che ad oggi non c’è, perchè questo virus sembra colpire di più le fasce anziane di popolazione e molto meno quelle pediatriche. Prevede che, in caso di sovraccarico del Bambino Gesù, si utilizzi, con l’equipe del Bambino Gesù, lo Spallanzani per ospitare eventualmente situazioni che richiedono un monitoraggio e un’attenzione”.  Su i prezzi alle stelle di mascherine e disinfettanti “chiederemo al comando dei Nas di fare puntualmente delle verifiche in tutti i magazzini di stoccaggio affinché chi possa pensare di fare un’attività lucrativa in questo momento così particolare desista”. 





Ostia, spegne la prima candeline la palestra della legalità

 

Spegne una candelina la “Palestra della Legalità”, promossa ad Ostia, all’Idroscalo, dalla Regione Lazio e realizzata dall’Asilo Savoia nell’ambito del Programma “Talento & Tenacia – Crescere nella Legalità” nell’ambito di un Protocollo di Intesa con il Tribunale di Roma. A raccomtare questa mattina i numeri di un successo, insieme al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al Prefetto Bruno Frattasi, al direttore Anbsc, il Giudice Guglielmo Muntoni, al Comandante del Centro Sportivo dei Carabinieri Colonnello Gianni Massimo Cuneo, al Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità, Gianpiero Cioffredi e al Presidente dell’Ipab “Asilo Savoia Massimiliano Monnanni. Inaugurata dal Zingaretti a Ostia il 26 febbraio dello scorso anno, in un locale di 1200 metri quadrati sequestrato all’imprenditore Mauro Balini, la Palestra ha rappresentato per i cittadini del X Municipio un simbolo di riscatto e un luogo di legalità, socialità e benessere. Ad oggi la Palestra conta 1.496 abbonati, di cui ben il 25% a titolo completamente gratuito, sulla base dei criteri di accesso su base sociale o economica definiti d’intesa con Regione Lazio e X Municipio di Roma.  Poi Zingaretti, Presidente della Regione Lazio: “Mi vorrei quasi inchinare a chi ha reso possibile questa vittoria. Un anno fa era una scommessa, tanti volevano vincerla ma alcuni volevano che fallisse. Invece abbiamo vinto. Questa palestra è il risultato di una grande collaborazione fra istituzioni e a un gruppo di ragazzi e ragazze che colta l’opportunità l’hanno portato al successo”.  È tornato ad Ostia il presidente della Regione per festeggiare il primo anno di vita della palestra della legalità all’Idroscalo. “È più facile distruggere, invece questa è una storia di successo di collaborazione ma anche di sudore, fatica e sacrificio” ha sottolineato

 

Ostia: palestra legalità, il murales che purifica aria

Dopo aver fatto il giro del mondo con Hunting Pollution, il murales green più grande d’Europa apparso tra gli altri sul New York Times ed El Pais, Yourban2030 prosegue la sua mission etica, di valorizzazione del territorio e di riscatto sociale, tornando a proporre un’opera di street art nel segno dell’ambiente, affidando a due firme d’eccellenza, Solo e Diamond, i muri della Palestra della Legalità di Ostia. E questa mattina presente tra gli altri il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nello spazio di Via dell’Idroscalo a Ostia, è stato inaugurato il murales purificatore d’aria. Ed essendo la sala destinata alla boxe, sulla parete non poteva che apparire lui: un uomo tigre 4×4, per raccontare lo sport come strumento di formazione, educazione, rinascita, integrazione…ma anche come lotta alla povertà, sostegno alle fasce più deboli, veicolo di inclusione sociale.





Via le bancarelle a ridosso di piazza Mazzini

“Via sei bancarelle su strada dal quartiere Prati, nel centro di Roma. Abbiamo spostato cinque postazioni da via Ferrari e una da via Settembrini, trasferendole all’interno del mercato Tito Speri, restituendo i marciapiedi al passeggio di cittadini e turisti”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. 

“Oltre all’ingombro pericoloso di merci e furgoni su strada, alcuni di questi banchi ostruivano le finestre delle abitazioni, creando un disagio notevole ai residenti. Altri ancora erano posizionati vicino ai passaggi pedonali e addirittura davanti ai cassonetti”, aggiunge Raggi. 

“Il mercato individuato come nuova sede di queste bancarelle è un’area dedicata alla vendita su suolo pubblico, che ben si presta alle attività degli operatori perché molto conosciuto e frequentato dai cittadini – conclude -. L’obiettivo è sempre quello di promuovere decoro, legalità, sicurezza e tutela del commercio”.





Giardini di Roma Capitale, al via le ’pulizie di Pasqua’

 

“Proseguono in tutta Roma, dal centro alla periferia, le operazioni di pulizia e sfalcio delle aree verdi. In queste foto voglio mostrarvi alcuni interventi realizzati negli ultimi giorni dal nostro Servizio Giardini per migliorare le condizioni dei parchi più frequentati dai cittadini. Nel V Municipio, gli operatori sono intervenuti in via Giovan Battista Valente per riqualificare un’area a ridosso dell’Istituto Comprensivo, molto frequentata dai bambini. Altre operazioni di pulizia, sfalcio e bonifica hanno interessato Parco Taverna (nel V Municipio), piazza Lotto (VIII Municipio), piazza dei Consoli (VII Municipio), il Parco della Romanina (VII Municipio), il Parco del Torrione Prenestino (VI Municipio) e il Parco Talenti (III Municipio)”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. 

“In piazza Antonio Meucci, nel cuore del quartiere Portuense, lunedì 17 febbraio abbiamo dato il via ad un maxi-intervento di potatura (39 platani, 28 lecci e 3 pini) che si è concluso ieri pomeriggio e che i residenti attendevano da ben 9 anni – spiega la sindaca -. Il lavoro dei nostri giardinieri, come vedete, è prezioso. Per valorizzarlo, stiamo assumendo nuovo personale in modo trasparente e recentemente, con l’assessora Laura Fiorini, sono stata nei Giardini Segreti a Villa Borghese, per portare il mio saluto ai 55 nuovi giardinieri già attivi nella nostra città. A loro va il mio grazie”. 

 





Lo “shaboo” torna a diventare droga ricercata a Roma. Blitz tra la Capitale e Prato

 

Con un’operazione chiamata “Vento d’oriente”, tra Roma, Taranto, Napoli e Firenze i carabinieri hanno arrestato circa 20 persone di nazionalità cinese, filippina ed italiana accusate di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di metanfetamina, meglio nota come “shaboo”. Ventidue, in totale, gli indagati. 

I carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale capitolino, su richiesta della locale Procura (Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti). Durante le indagini i carabinieri avevano già arrestato 38 persone, in flagranza, per spaccio. 

Come hanno ricostruito gli inquirenti, alcuni cittadini cinesi titolari di esercizi al dettaglio al centro di Roma si approvvigionavano di stupefacente da loro connazionali nella città di Prato: la droga veniva portata nella Capitale da giovani ragazze cinesi incensurate, che – viaggiando in treno dalla città toscana – potevano garantire un trasporto sicuro. Una volta giunti a Roma, i richiesti cristalli di “shaboo” venivano rapidamente spacciati tramite una intricata rete di pusher collocati nelle varie piazze di spaccio. 

Una volta considerata una droga “etnica”, utilizzata principalmente nelle comunità asiatiche, prevalentemente dagli over 30 per mantenersi svegli e attivi durante pesanti giornate di lavoro, oggi l’assunzione di “shaboo” sta coinvolgendo le giovani generazioni asiatiche e non solo, diffondendosi rapidamente sul territorio nazionale e capitolino anche tra gli occidentali. 

 





Salgono a 12 le vittime da Coronavirus in Italia, primi minori contagiati

Sono 12 i morti per il coronavirus in Italia: l’ultima vittima è un uomo di 70 anni in Emilia-Romagna, cittadino lombardo, paziente con "importanti patologie pregresse".  Quattro minorenni sono risultati positivi al Coronavirus in Lombardia: una bambina di 4 anni, due bambini di 10 e un ragazzo di 15. Il dato dei contagiati accertati in Italia è di 374 persone. Sono 23 le province italiane in cui si sono registrati casi di coronavirus. Le regioni interessate sono dieci: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Liguria, Sicilia, Marche, Lazio.  Intanto dalla giornata di mercoledìverranno eseguiti i tamponi per il coronavirus "solo sui soggetti sintomatici". E’ quanto ha ribadito il direttore del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli alla protezione civile. I tamponi effettuati finora hanno dato nel 95% dei casi esito negativo, ha spiegato, confermando che il rischio contagio "è elevato nei soggetti sintomatici mentre è marcatamente più basso nei soggetti asintomatici". Da qui la "scelta di eseguire i tamponi solo sui soggetti sintomatici, visto che siamo in un periodo di pandemia". 

 





A gennaio 2020 export a gonfie vele, poi…il Corona virus

 

Nei Paesi extra Ue aumento congiunturale del 5,4%, mentre l’import ha fatto registrare un + 7,2%. A gennaio 2020 l’export verso i paesi extra Ue segna un aumento congiunturale del 5,4% mentre l’import registra un aumento del 7,2%. Lo rileva l’Istat aggiungendo che l’incremento congiunturale dell’export riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, in particolare energia (+13,6%), beni strumentali (+9,5%) e beni di consumo non durevoli (+4,5%). Dal lato dell’import, si rilevano aumenti su base mensile per energia (+13,2%), beni strumentali (+8,9%), beni di consumo non durevoli (+6,0%) e beni intermedi (+2,9%), mentre sono in diminuzione gli acquisti di beni di consumo durevoli (-1,1%). Nel trimestre novembre 2019-gennaio 2020, la dinamica congiunturale delle esportazioni verso i paesi extra Ue è negativa (-2,7%) e imputabile ai cali registrati per tutti i raggruppamenti principali di industrie, i più ampi per beni strumentali (-4,6%) e beni di consumo durevoli (-3,6%). Nello stesso periodo, anche per le importazioni, si rileva un calo congiunturale (-1,7%) cui contribuiscono tutti i raggruppamenti e, in particolare, i beni intermedi (-2,5%), i beni di consumo non durevoli (-2,2%) e i beni strumentali (-1,9%). A gennaio 2020, le esportazioni sono in netto aumento anche su base annua (+4,4%). L’incremento è rilevante per energia (+24,5%) e beni strumentali (+10,1%). Le importazioni registrano un aumento tendenziale (+2,3%), determinato da energia (+11,0%), beni di consumo non durevoli (+6,2%) e beni strumentali (+3,8%). Il saldo commerciale a gennaio 2020 è stimato pari a -280 milioni (-586 milioni a gennaio 2019). Aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +2.719 milioni per gennaio 2019 a +3.319 milioni per gennaio 2020). A gennaio 2020 l’export verso Turchia (+35,1%), Giappone (+33,1%), paesi OPEC (+16,0%) e Stati Uniti (+9,5%) è in forte aumento su base annua. In diminuzione, le vendite di beni verso India (-15,2%), Cina (-11,9%) e paesi MERCOSUR (-4,1%). Gli acquisti da Medio Oriente (+17,3%), Stati Uniti (+15,7%), India (+11,7%), paesi ASEAN (+7,1%) e paesi OPEC (+6,8%), registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue. In diminuzione gli acquisti da paesi MERCOSUR (-32,9%), Russia (-27,4%) e Svizzera (-3,1%).

 




Sangalli (Confcommercio): “ Serve un progetto per sostenere il turismo”

 

«Se l’emergenza dovesse proseguire oltre aprile-maggio, prevediamo un calo del Pil per il 2020 - stima prudenziale - intorno allo 0,3-0,4%. Tradotto in cifre, questo significherebbe la perdita di 5-7 miliardi di Pil con un’elevata probabilità di entrare in recessione già nella prima parte dell’anno».

E per le imprese di commercio e ristorazione?

«L’emergenza coronavirus sta avendo pesantissime ripercussioni sulle imprese di questi settori - incluso quello dei trasporti - con rilevanti perdite di fatturato e di posti di lavoro. Nel turismo in particolare - settore che da solo contribuisce per oltre il 10% al Pil - la situazione è gravissima con la paralisi dei viaggi di affari, la cancellazione delle gite scolastiche, le disdette in alberghi e agenzie di viaggio. Tra marzo e maggio sono a rischio oltre 21 milioni di presenze con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi, e circa 100 mila dipendenti dei pubblici esercizi. Senza dimenticare le difficoltà per il comparto culturale con la chiusura di musei e cinema e la cancellazione delle manifestazioni sull’intero territorio».

Fino a quanto tempo può reggere il sistema commercio in condizioni come queste?

«È evidente che si tratta di una situazione eccezionale che non può reggere nel tempo. E questo vale non solo per le imprese nelle aree di quarantena che hanno già dovuto cessare la loro attività, ma per il sistema imprenditoriale nel complesso. È un meccanismo a catena che avrà ripercussioni sia sull’intero sistema produttivo, sia sui consumi».

Siete d’accordo con le misure prese in questa ultima settimana da governo e Regioni?

«Bene il governo e le regioni coinvolte che si sono attivati adottando alcune prime misure e avviando tavoli di confronto con le parti sociali. Si tratta di decisioni molto difficili e delicate. Tuttavia alcune misure adottate come, ad esempio, quella relativa alla chiusura dei bar dopo le 18 lasciano un po’ perplessi. Lo abbiamo fatto notare al tavolo di confronto con le imprese in Regione Lombardia e confidiamo ci possano essere correzioni. Inoltre credo che gli interventi previsti non debbano essere limitati alle zone rosse, ma valgano per tutti e per il turismo in particolare».

Cosa chiedete per sostenere le Imprese e i consumi?

«Bisogna agire molto rapidamente per evitare di far sprofondare il sistema imprenditoriale in una fase di paralisi dalla quale è difficile uscire. Fin da subito abbiamo indicato le linee di azione: rinviare le scadenze dei pagamenti dei principali adempimenti fiscali e contributivi, aprire un confronto con il sistema bancario per una moratoria sui mutui, utilizzare tutti gli strumenti di cassa integrazione e il fondo di integrazione salariale per le micro e piccole imprese che ordinariamente non ne sono interessate, prevedere un sistema di indennità per i lavoratori autonomi. Occorrono, infine, misure per il settore dei trasporti, come la sospensione delle tasse di ancoraggio e il rafforzamento della sanità marittima».

Cosa proponete a livello nazionale?

«In primis l’attenzione estrema nel comunicare la situazione e le decisioni conseguenti. La psicosi è un nemico non meno pericoloso del coronavirus. Il turismo, ad esempio, è il settore che sta registrando un tracollo senza precedenti con la destinazione Italia che rischia di sparire dai radar. E dunque evidente che per il nostro Paese occorre una mobilitazione straordinaria dei piani promozionali per l’export e della diplomazia commerciale a tutela di questo comparto e del made in Italy. Più in generale, di fronte ad una situazione eccezionale servono misure eccezionali. Significa che per fronteggiare una crisi che investe tutto il mondo servono risposte dai vari organismi a livello globale, a cominciare dal Fondo Monetario Internazionale».

Come si possono creare aspettative positive?

«Confidiamo nel senso di responsabilità di tutti. E non dimentichiamo che gli italiani - e gli imprenditori in particolare - hanno forti anticorpi. Nella storia del nostro Paese abbiamo già visto situazioni drammatiche, riusciremo a superare anche questa. Ma bisogna fare molto, molto presto e bene. Altrimenti l’economia italiana rischia davvero di essere messa in ginocchio con costi sociali difficili da gestire e contenere».

Dal Giornale del 26 febbraio 2020





Corona Virus, a rischio 15mila imprese e 60mila posti di lavoro. I numeri di Confesercenti

A rischio 15mila piccole imprese e oltre 60mila posti di lavoro. Imprese del turismo già in zona rossa, estendere a tutti le misure di sospensione dei pagamenti

L’emergenza da coronavirus rischia di avere un impatto elevatissimo sulla nostra economiapari ad una perdita di circa 3,9 miliardi di euro di consumi. Ed è una stima conservativa, basata sull’ipotesi di una crisi limitata. A dare i numeri dell’impatto sull’economia è Confesercenti, in vista del vertice previsto per oggi pomeriggio al MISE.

La frenata dei consumi avrà infatti conseguenze pesanti sul tessuto imprenditoriale: potrebbe portare alla chiusura di circa 15mila piccole imprese in tutti i settori, dalla ristorazione alla ricettività, passando per il settore distributivo ed i servizi. L’impatto sull’occupazione potrebbe superare i 60mila posti di lavoro.

La situazione è particolarmente grave nel turismo: il comparto è già in zona rossa, con le attività ricettive travolte da un diluvio di disdette, e la stagione primaverile – che vale il 30% circa del fatturato totale annuo del turismo – appare seriamente compromessa, con la prospettiva di ulteriori danni non solo per alberghi e bed & breakfast, ma anche bar, ristoranti e attività commerciali.

“L’impatto dell’emergenza sull’economia può essere altissimo. Bisogna agire in fretta, e bene, per limitare i danni. I cali di viaggiatori registrati negli ultimi quattro giorni lasciano pensare il peggio: se continua così a lungo, centinaia di imprese, dagli alberghi alle attività commerciali, rischiano di saltare”, dichiara la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise.

“Servono interventi straordinari: al tavolo del Mise con il Ministro Stefano Patuanelli, oggi, chiederemo di trattare tutte le imprese turistiche come se fossero nella zona rossa, estendendo loro la sospensione dei pagamenti, dai versamenti contributivi a muti e bollette, e pensando a forme di welfare per non lasciare a terra i lavoratori e gli imprenditori. Ma bisogna prepararsi a misure d’emergenza anche per ristoranti ed attività commerciali”.





Landini (Cgil): “Coprire tutti i lavoratori, non solo quelli della zona rossa”

 

“Un provvedimento in grado di coprire tutti i lavoratori, non solo della zona rossa,ma tutti quelli che saranno coinvolti”. Lo hanno chiesto le organizzazioni sindacali nel corso del tavolo al ministero del Lavoro sul Coronavirus che si è svolto nella serata di martedì 25 febbraio.

“È necessario utilizzare le risorse, estendere una serie di ammortizzatori che già ci sono e utilizzare la cassa in deroga", ha spiegato al termine del confronto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha definito “interlocutorio” l’incontro, anche a causa del concomitante consiglio dei ministri. "Abbiamo ribadito la necessità di un coordinamento tra tutti i ministeri – ha aggiunto Landini - e che la presidenza del Consiglio ci convochi. E abbiamo anche chiesto di conoscere il testo prima che venga varato il decreto". "E’ necessario – ha concluso - che si indichi un percorso comune di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro".

 





A gennaio 2020 export a gonfie vele, poi…il Corona virus

Nei Paesi extra Ue aumento congiunturale del 5,4%, mentre l’import ha fatto registrare un + 7,2%

 

 

A gennaio 2020 l’export verso i paesi extra Ue segna un aumento congiunturale del 5,4% mentre l’import registra un aumento del 7,2%. Lo rileva l’Istat aggiungendo che.

L’incremento congiunturale dell’export riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, in particolare energia (+13,6%), beni strumentali (+9,5%) e beni di consumo non durevoli (+4,5%). Dal lato dell’import, si rilevano aumenti su base mensile per energia (+13,2%), beni strumentali (+8,9%), beni di consumo non durevoli (+6,0%) e beni intermedi (+2,9%), mentre sono in diminuzione gli acquisti di beni di consumo durevoli (-1,1%). Nel trimestre novembre 2019-gennaio 2020, la dinamica congiunturale delle esportazioni verso i paesi extra Ue è negativa (-2,7%) e imputabile ai cali registrati per tutti i raggruppamenti principali di industrie, i più ampi per beni strumentali (-4,6%) e beni di consumo durevoli (-3,6%). Nello stesso periodo, anche per le importazioni, si rileva un calo congiunturale (-1,7%) cui contribuiscono tutti i raggruppamenti e, in particolare, i beni intermedi (-2,5%), i beni di consumo non durevoli (-2,2%) e i beni strumentali (-1,9%). A gennaio 2020, le esportazioni sono in netto aumento anche su base annua (+4,4%). L’incremento è rilevante per energia (+24,5%) e beni strumentali (+10,1%). Le importazioni registrano un aumento tendenziale (+2,3%), determinato da energia (+11,0%), beni di consumo non durevoli (+6,2%) e beni strumentali (+3,8%). Il saldo commerciale a gennaio 2020 è stimato pari a -280 milioni (-586 milioni a gennaio 2019). Aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +2.719 milioni per gennaio 2019 a +3.319 milioni per gennaio 2020). A gennaio 2020 l’export verso Turchia (+35,1%), Giappone (+33,1%), paesi OPEC (+16,0%) e Stati Uniti (+9,5%) è in forte aumento su base annua. In diminuzione, le vendite di beni verso India (-15,2%), Cina (-11,9%) e paesi MERCOSUR (-4,1%). Gli acquisti da Medio Oriente (+17,3%), Stati Uniti (+15,7%), India (+11,7%), paesi ASEAN (+7,1%) e paesi OPEC (+6,8%), registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue. In diminuzione gli acquisti da paesi MERCOSUR (-32,9%), Russia (-27,4%) e Svizzera (-3,1%).




Spallanzani, sciolta la prognosi per tutti i pazienti: “Sono guariti”.

 

“Viene sciolta in data odierna, a 29 giorni dal ricovero, la prognosi della coppia cinese, attualmente ricoverata in degenza ordinaria. La donna e’ stata traferita oggi dalla rianimazione in reparto in condizione cliniche in chiaro miglioramento, vigile e orientata. Ieri, per la prima volta, sono risultati negativi i test per la ricerca del nuovo Coronavirus.
Il marito, tuttora ricoverato in regime ordinario, prosegue con successo la riabilitazione”. E’ quanto si legge nell’ultimo bollettino medico diffuso dall’Istituto nazionale per le malattie infettive, Lazzaro Spallanzani,di Roma. Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 140 pazienti- continua il bollettino- Di questi, 101, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Trentanove sono i pazienti tutt’ora ricoverati”.





Petrolio, prezzi ai minimi

I prezzi del petrolio continuano la discesa, con un calo dell’1,60% per il Wti a New York che porta le quotazioni ai minimi dal dicembre 2018. Pesa l’impatto sulla domanda di greggio di un possibile allargarsi del contagio del coronavirus anche negli Usa dopo la forte accelerazione dei casi riportati in Corea del Sud, Iran e Italia. Il Wti è calato del 7% nelle ultime tre sedute e viaggia a 49,10 dollari. Il Brent a Londra segna -2,26% a 53,71 dollari.  Poi le possibili misure della Commissione Europea per fronteggiare questa crisi epocale, che sarà certamente ricordata nei libri di storia. Sul punto è intervenuto Gentiloni. Quello sul rapporto tra coronavirus e conti pubblici era il passaggio più atteso, dopo i vertici che si sono tenuti a livello sanitario e l’emergere di toni concilianti da parte delle autorità dei vicini europei. "Nel nostro attuale Patto di stabilità e crescita sono previste clausole di flessibilità per circostanze eccezionali", quindi la richiesta italiana di flessibilità "sarà oggetto di discussione nei prossimi mesi", ha detto Gentiloni a chi gli chiedeva come la Commissione risponderà all’Italia. Le clausole "sono state usate già per il terremoto", ha detto, quindi "la risposta c’è già nelle regole". Si tratta di passaggi che verranno adottati nei prossimi mesi, alla luce degli impatti economici che dovranno esser messi nero su bianco nei documenti di bilancio, ma l’impostazione da parte europea è segnata.