Fermata e arrestata a Bologna la donna che aveva abbandonato a Termini il suo bambino

E’ stata arrestata la madre del bimbo abbandonato giovedì davanti alla stazione Termini di Roma. La donna, 25enne di origine croata, nata in Lombardia e residente nella Capitale, è stata rintracciata a Bologna dalla Polfer: era su un treno partito da Roma e diretto a Villach, in Austria. La donna è stata arrestata con l’accusa di abbandono di minore e si trova ora in carcere di Bologna, in attesa di essere sentita dal magistrato. Al momento dell’arresto, secondo quanto si apprende, non avrebbe fornito spiegazioni in merito al gesto: il bimbo di appena 7 mesi è stato abbandonato su un marciapiede in via Principe Amedeo. Le indagini sono state condotte in sinergia dalla polizia di Roma e dalla polfer di Roma e di Bologna, passando al setaccio i suoi contatti e tramite foto e segnalazioni, che hanno permesso di rintracciarla all’altezza di Bologna.

L’altra figlia della 25enne è stata portata all’ospedale Maggiore di Bologna per un ematoma nella parte orbitale del capo e, dopo essere stata visitata dai sanitari, ha ricevuto qualche giorno di prognosi e poi è stata affidata ai servizi sociali del Comune di Bologna.





Eco-reati, migliaia di sanzioni per contrastare i gravi illeciti

 

La lotta agli eco-reati e ai comportamenti illeciti in materia di rifiuti, dal 2019, ha fatto un vero e proprio salto di qualità grazie al sistema delle cosiddette “fototrappole”, gestite dalla Polizia Locale di Roma Capitale. 

Si tratta di sofisticati sistemi di videosorveglianza, anche a infrarossi, che scattano un numero molto alto di immagini e che, proprio per scovare i responsabili, sono state posizionate nelle principali arterie di Roma e in alcuni punti “caldi” della città. 

Con questa tecnologia, nell’ultimo anno, il Nucleo ambiente e decoro (Nad) della Polizia Locale è riuscito ad elevare circa 2.400 sanzionati, che corrispondono a circa 300 mila euro. 

Grazie all’analisi delle immagini sono stati più volte identificati alcuni soggetti che, sistematicamente, gettavano rifiuti in modo errato. Tra questi ci sono gli “svuota-cantine”, che hanno buttato diversi tipi di materiali nei cassonetti domestici o in aree verdi, e i cosiddetti “pendolari dei rifiuti”: con questo termine vengono indicate persone residenti nei Comuni limitrofi al territorio di Roma Capitale, dove è attivo il sistema di raccolta differenziata porta a porta, che buttano la propria spazzatura nei cassonetti stradali di Roma. Solo nel 2019 sono stati 1.058 i casi di “pendolarismo” sanzionati anche grazie all’uso delle fototrappole. 

In totale, grazie alle circa 50 fototrappole utilizzate da maggio a dicembre 2019, sono state indagate 45 persone per diversi tipi di reati ambientali ed ammontano a 85 gli automezzi sequestrati ai fini della confisca. 

La sindaca Virginia Raggi si è detta molto soddisfatta dei risultati portati avanti da questo strumento d’indagine e spiega che l’utilizzo di tecnologie sempre più sofisticate è fondamentale per identificare e perseguire le organizzazioni e i singoli che inquinano la città di Roma. Nel ringraziare gli agenti del Nad per il lavoro di analisi, la sindaca ha inoltre ricordato l’attenzione dell’Amministrazione verso la repressione degli ecoreati, dimostrata proprio dall’aver istituito un gruppo specifico che si occupa di questa materia.





Programma europeo Equalcity, Roma cerca di dare il meglio

EqualCity per minori migranti vittime di violenze

 

Nell’ambito del programma europeo EqualCity, che intende migliorare l’offerta di servizi urbani rivolti alle vittime di violenza sessuale e di genere con l’impegno di quattro organizzazioni partner insieme a quattro città dell’UE, si svolgerà domani nella Sala Gonzaga in via della Consolazione un evento in cui l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, Roma Capitale, il Dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, il Progetto Etna Etnopsicologia Analitica presenteranno un progetto sul tema dei minori stranieri non accompagnati (Msna) vittime di violenza, con il coinvolgimento di tutti gli attori principali presenti nel sistema di accoglienza: tutori legali, tutori volontari, assistenti sociali municipali, educatori di comunità, mediatori culturali. Roma Capitale (Dipartimento Progetti di Sviluppo e Finanziamenti Europei e Dipartimento Politiche Sociali) è partner europeo del Progetto EqualCity, sulle tematiche di violenza sessuale e di genere all’interno delle comunità di migranti, nel quale ogni partner sviluppa un punto di osservazione specifico: allestimento e gestione di case sicure dedicate alla protezione e all’ospitalità di migranti LGBTQI+ (RainbowHouse Bruxelles e la Région de Bruxelles-Capitale); offerta di assistenza in favore delle donne migranti vittime di Sgbv (Femmes en Détresse e Città di Lussemburgo); minori stranieri non accompagnati (Msna) vittime di violenza sessuale e di genere (SGBV-Sexual and Gender-Based Violence, ndr.) e operatori/attori sociali che a vario titolo entrano in contatto con questi ultimi (Etna, Università Sapienza e Roma Capitale); genitori e famiglie appartenenti alle comunità migranti e impatto della violenza sessuale e di genere sui minori (città di Göteborg). Il Gruppo di Lavoro italiano è impegnato contro la violenza, anche psicologica, sui minori non accompagnati. Roma Capitale, il Dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma ed ETNA Etnopsicologia Analitica hanno fatto rete, dando vita ad un progetto di durata biennale, in risposta al quadro attuale, con soluzioni di intervento innovative in merito agli strumenti di protezione, accompagnamento e inserimento dei bambini e dei ragazzi coinvolti.





Bambin Gesù e Ibm per un futuro tecnologico di ricerca e cura

 

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG), il più grande ospedale e centro di ricerca pediatrica d’Europa, e IBM (NYSE: IBM) hanno annunciato oggi una collaborazione strategica multifase volta a migliorare la ricerca pediatrica e a tradurla più velocemente in cure. Utilizzando medicina di precisione e terapie innovative, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si prende cura di bambini e adolescenti di tutto il mondo. La missione dell’Ospedale è quella di agire da clinica e centro di ricerca di terzo livello altamente specializzato e fornire assistenza pro bono ai bambini, ovunque essi provengano. L’Ospedale opera non solo in Italia, ma anche in molti Paesi in via di sviluppo, tra cui Repubblica Centrafricana, Tanzania ed Etiopia. 

L’assistenza pediatrica all’avanguardia sta producendo una quantità e una complessità di dati sempre maggiori, tra cui immagini avanzate, -omics, monitoraggio in tempo reale e “real world evidence”. Intelligenza Artificiale (IA) e Cloud possono supportare la raccolta e l’analisi di tali dati. Queste tecnologie innovative sono in grado di fornire informazioni utili ai medici, consentendo la realizzazione di protocolli di ricerca per migliorare la diagnosi, la prognosi e la sviluppo di nuove terapie. 

“Per l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù le frontiere della medicina necessariamente passano attraverso lo sviluppo della ricerca e della tecnologia scientifica”, afferma Mariella Enoc, Presidente dell’Ospedale, “non esiste cura senza ricerca e non c’è futuro senza ricerca. Per questo motivo, l’integrazione delle competenze tra due aziende leader dell’innovazione nella ricerca pediatrica e nell’information technology rappresenta un grande valore aggiunto per raggiungere gli obiettivi di questa collaborazione e superare le sfide poste quotidianamente dalla scienza medica, a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie”. 





Malattie rare, il Colosseo si illumina insieme ad altri luoghi simbolo

 

Il Colosseo, la Torre di Pisa, la Fontana in piazza De Ferraris a Genova, Porta al Prato a Firenze, ma anche il Ponte a Polignano a Mare. In occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, sabato 29 febbraio si accendono i riflettori su alcuni dei più noti e simbolici monumenti italiani. L’iniziativa è coordinata da UNIAMO – Federazione italiana malattie rare, in collaborazione con alcuni enti e associazioni territoriali.

A partire dalle ore 18 e fino alle ore 24, i monumenti saranno illuminati con i colori della Giornata a ricordare come sia possibile dare un segno di presenza e sensibilizzazione nei confronti delle tematiche relative alle malattie rare, anche in Italia, nella sua XIII edizione celebrata in tutto il mondo.

Colosseo. L’illuminazione del Colosseo avviene in collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, sponsor tecnico Acea, Areti per l’installazione dell’illuminazione e la disponibilità dell’occupazione del suolo pubblico da parte del Comune di Roma.

Torre di Pisa. Per la Torre di Pisa, grazie all’interessamento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, sede di ben 5 ERN (European Reference Network), si sono mossi l’Arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, e l’Opera Primaziale (illuminazione a partire dalle ore 18.30).  Si tratta di un’iniziativa ideata, promossa e realizzata interamente da ERN ReCONNET, rete di 26 centri specialistici europei, che ha nella UO Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana il suo centro di coordinamento.

Firenze. Il Comune di Firenze, oltre ad aver concesso il suo patrocinio in occasione delle Giornata delle Malattie Rare, ha anche dato l’approvazione per l’illuminazione di Porta al Prato, di fronte alla Stazione Leopolda, uno dei monumenti più antichi della città risalente al 1285, con la collaborazione di Silfi Spa (società partecipata del Comune).

Genova. A Genova si illumina la più importante fontana della città, la fontana in Piazza De Ferraris, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale.

Polignano a Mare. “Accendi una luce sulle Malattie Rare” è lo slogan dell’iniziativa dell’Associazione Italiana ‘Sindrome X Fragile’, che con l’amministrazione comunale di Polignano a Mare ha ottenuto l’illuminazione del Ponte Monachile nelle serate del 29 febbraio e del 1° marzo. I numeri. La Giornata delle malattie rare è stata istituita nel 2008, scegliendo la data del 29 febbraio (un giorno raro per i malati rari). Nel corso degli anni è diventata un evento di portata mondiale, coinvolgendo oltre 80 Paesi. In Europa una malattia viene riconosciuta rara quando colpisce meno di una persona 1 ogni 2.000, ma la definizione varia in altri Paesi. Nell’Unione europea si stima che siano più di 30 milioni le persone affette da una delle oltre 6.000 malattie rare ad oggi conosciute (in Italia oltre 1 milione e 200 mila casi).

La Giornata Malattie Rare è sostenuta da Shire (ora parte di Takeda), Roche, Sanofi Genzyme, Biogen, Aboca, Novartis, Pfizer, Kyowa Kirin e Csl Behring.

UNIAMO. UNIAMO F.I.M.R. Onlus è la Federazione delle associazioni di pazienti affetti da malattie rare e l’Alleanza Nazionale Italiana di EURORDIS, European Organisation for Rare Disease. UNIAMO mette al centro della sua filosofia l’attenzione ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie ed è al loro fianco con il fine di “Migliorare la qualità di vita delle persone colpite da malattia rara, attraverso l’attivazione, la promozione e la tutela dei diritti dei malati rari nella ricerca, nella bioetica, nella salute, nelle politiche sanitarie e socio-sanitarie”.

L’attività di UNIAMO si articola attività di advocacy a favore dei malati rari, attraverso presentazione di emendamenti su leggi, stipula di patti e protocolli di intesa, continuo confronto con le istituzioni politiche, relazioni con tutti gli stakeholder del settore e partecipazione istituzionalizzata a organismi e Tavoli di lavoro. Pubblichiamo dal 2015 MonitoRare, il rapporto sulla condizione della persona con malattia rara in Italia, unico esempio in Europa di strumento di monitoraggio realizzato dalla comunità dei pazienti.





Rigenerazione di Corviale, un passo avanti e nessuno indietro

 

Un incontro istituzionale per avviare il percorso partecipativo sulla rigenerazione urbana del quadrante Corviale. L’assessore regionale all’Urbanistica e alle Politiche abitative, Massimiliano Valeriani, ha incontrato nel pomeriggio nella sala Aniene della Giunta regionale il comitato “Rigenerare Corviale”, insieme a rappresentanti di Università, Ordini professionali e di oltre 40 realtà associative, per illustrare i progetti finanziati e gli interventi avviati sulla riqualificazione del complesso Ater. In particolare, la ristrutturazione del quarto piano per recuperare 103 nuovi alloggi e l’ammodernamento impiantistico. In queste settimane, invece, inizierà l’esame e la redazione di programma più esteso per la rigenerazione urbana del quadrante Corviale, attraverso un ampio percorso partecipativo, che vedrà coinvolte tutte le sensibilità che operano nel quartiere. Per rendere più incisivo il piano di azione, verranno istituiti tre tavoli di lavoro suddivisi in Ambiente, Energia e Rifiuti; Sociale, Cultura e Sport; Sviluppo economico e Commercio, che consentiranno di affrontare il programma di rigenerazione in tutti i suoi aspetti. “Ringrazio tutte le numerose realtà che hanno partecipato a questo primo incontro: ora serve un salto culturale per il futuro di Corviale. Dobbiamo passare dalle opere di riqualificazione ad un più articolato intervento di rigenerazione urbana per riaccendere le periferie di Roma attraverso spazi, servizi e attività, che possano ridare dignità ai quartieri e migliorare la qualità della vita delle persone” ha detto Valeriani.





Segue per ore la sua ex, poi la minaccia e tenta di picchiarla ma finisce al fresco

 

Ha seguito per ore la ex fino ad aggredirla in prossimità di una fermata dell’autobus in via Cassia, altezza via Gradoli, dove la 39enne si era fermata, dopo essersi recata alla Caritas del quartiere.Alle urla di T.C.B nei confronti della donna “ Tanto ti pesco, dove vai? ti rompo la schiena” due donne sono intervenute in sua difesa, attivando il numero unico di emergenza quando l’uomo ne ha afferrata una per il collo scaraventandola poi a terra.

Al loro arrivo, gli agenti del Reparto Volanti e di Ponte Milvio si sono trovati di fronte l’uomo ancora in preda all’ira e che in tutti i modi, nonostante i poliziotti si frapponessero alla vittima, provava ad aggredirla  nuovamente urlando “ tanto me la paghi, ti vengo a prendere, non finisce qui”. Bloccato, T.C.B., 43enne originario della Romania, è stato arrestato per il reato di atti persecutori e lesioni. Sequestrato il cacciavite, lungo 18 cm e l’apribottiglie con una lama acuminata di 4 cm, trovati addosso al 43enne.

La donna è stata refertata con una prognosi di tre giorni s.c.





Blitz della Polizia di Stato contro le slot illegali

 

Gli agenti del commissariato San Paolo, a Roma, hanno scoperto che in un esercizio commerciale nella zona di Pian Due Torri, il gestore aveva attivato una sala slot senza alcun collegamento telematico alla rete dei Monopoli di Stato, quindi completamente abusiva. Dal controllo effettuato dagli investigatori nella giornata di ieri, è emerso che il titolare aveva posizionato 7 slot machine, nessuna di queste collegate con la rete telematica AAMS. Una di queste macchinette riproduceva in pieno le regole del poker accettando per il pagamento delle partite esclusivamente banconote da 5/ 10/ 20/ 50 euro, e permetteva di accumulare punti che poi venivano pagati con denaro contante direttamente dal gestore. 

Le altre 6 slot, non solo non erano collegate alla rete AAMS e mai state censite come attive da quella Amministrazione, ma non risultavano neanche corrispondere alle caratteristiche e alle prescrizioni di legge e, per tale ragione, venivano sequestrate amministrativamente e messe a disposizione dei Monopoli di Stato. Sul retro di alcune slot machine venivano, inoltre, rinvenuti e sequestrati alcuni falsi Nulla osta di messa in esercizio e Nulla osta di distribuzione. All’interno delle slot veniva rinvenuta la somma di euro 1270, poi sequestrata amministrativamente. I poliziotti hanno contestato al titolare e al gestore delle slot sanzioni amministrative per un importo pari a 180.000 euro.





Domenica ecologica con deroga per chi deve votare

 

Domenica è in programma il quarto e ultimo appuntamento con le “Domeniche ecologiche”, il provvedimento per limitare l’inquinamento atmosferico e sensibilizzare la cittadinanza sul tema della qualita’ dell’aria e su un uso responsabile delle fonti energetiche. La Domenica ecologica e’ stata anticipata rispetto al calendario prefissato, in quanto nella data originariamente prevista del 29 marzo si svolgera’ il Referendum Costituzionale, il cui Decreto di indizione e’ stato pubblicato il 28 gennaio, successivamente all’approvazione del calendario sopra indicato. Nella stessa data e’ inoltre previsto lo svolgimento della Maratona di Roma. Di conseguenza la Giunta capitolina ha deciso di ricalendarizzare la Domenica ecologica per domenica 1 marzo. In occasione della Domenica ecologica il 1 marzo e’ previsto il divieto totale di circolazione per tutti i veicoli a motore nella ZTL “Fascia Verde”. Il blocco del traffico sara’ in vigore dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30, anche per i veicoli forniti di permesso di accesso e circolazione nelle zone a traffico limitato. Considerando la concomitanza con le elezioni suppletive nel primo collegio uninominale della Camera dei Deputati, che coinvolgono i cittadini del Municipio Roma I e una parte dei residenti dei Municipi Roma II, XIII, XIV e XV, per la domenica ecologica del 1 marzo sono previste ulteriore deroghe al blocco della circolazione rispetto a quelle consuete.
In particolare, potranno circolare gli automezzi dell’Amministrazione capitolina, i veicoli privati condotti da personale dipendente e da soggetti incaricati dei servizi elettorali, i veicoli condotti da cittadini diretti ai seggi elettorali del primo collegio uninominale, muniti della scheda elettorale. Inoltre, gli impianti termici il cui funzionamento giornaliero consentito e’ di massimo 12 ore, dovranno essere gestiti in modo da garantire una temperatura dell’aria negli ambienti non superiore a 18 o 17 gradi in funzione del tipo di edificio. Saranno intensificati su tutto il territorio comunale i controlli per l’accertamento del rispetto delle normative sul divieto di combustione all’aperto. La Polizia Locale di Roma Capitale provvedera’ alla vigilanza al fine di garantire l’osservanza del provvedimento di limitazione della circolazione da parte della cittadinanza.





Corona Virus, si montano le strutture mobili davanti agli ospedali romani

 

“Dopo quella allestita presso l’Istituto Spallanzani di Roma sono state già montate le strutture di pre-triage presso gli ospedali Grassi di Ostia, A.O. Sant’Andrea, il Policlinico di Tor Vergata, il Policlinico Gemelli e il Cristo Re”. A dirlo l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Entro la giornata di domani verranno completate tutte le strutture nei restanti ospedali in tutto il territorio regionale. Si tratta di strutture che servono per fare da filtro di pre-triage e dedicate all’accoglienza, evitando così situazioni di promiscuità nelle attese per i casi di sospetta sintomatologia” conclude D’Amato.





I rampolli delle famiglie mafiose siciliane finiscono al fresco. 59 gli arresti nel messinese

 

In provincia di Messina e in altre località italiane, i carabinieri del Comando Provinciale della città dello Stretto e del R.O.S. hanno arrestato 59 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga, spaccio, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, violenza e minaccia, reati aggravati dal metodo mafioso.

L’operazione, denominata «Dinastia», nasce da un’inchiesta della Dda di Messina, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, sulla «famiglia» mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, clan storicamente legato a Cosa nostra palermitana.

L’indagine ha portato all’arresto di affiliati e gregari della cosca barcellonese che negli ultimi anni ha investito massicciamente nel settore del traffico di sostanze stupefacenti per integrare i guadagni illeciti delle estorsioni.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 al Comando Interregionale Carabinieri «Culqualber» di Messina con la partecipazione del procuratore Maurizio De Lucia. Ma dall’indagine della Dda quello che emerge con forza è che c’erano i figli degli storici capimafia della zona ai vertici dei clan di Barcellona Pozzo di Gotto. 

I rampolli mafiosi, figli di boss detenuti, erano a capo di una struttura criminale che operava con metodo mafioso, nel traffico e nella distribuzione di fiumi di cocaina, hashish e marijuana, nell’area tirrenica della provincia di Messina e nelle isole Eolie, anche rifornendo ulteriori gruppi criminali satelliti, attivi nello spaccio minore.

L’operazione ha fatto luce anche su numerose estorsioni messe a segno da anni da esponenti della famiglia mafiosa a commercianti e imprese del territorio barcellonese. Ma al clan gli incassi del racket non erano più sufficienti, anche perché negli ultimi tempi tante vittime di estorsioni, in difficoltà per la crisi economica, avevano denunciato i taglieggiatori. Per questo la mafia di Barcellona Pozzo di Gotto è tornata a puntare al vecchio business della droga. 

A rivelare agli inquirenti il rinnovato interesse della mafia per il traffico di stupefacenti sono diversi pentiti come l’ex mafioso Alessio Alesci. «Con le estorsioni non si guadagnava più - ha raccontato agli investigatori - le persone denunciavano e volevano fare con la droga. C’era la crisi e le persone soldi non ne avevano e si è parlato di prendere la droga. La prendeva uno e valeva per tutti, il ricavato andava a tutti».

Dalle intercettazioni - nei dialoghi gli affiliati usavano un linguaggio in codice per indicare lo stupefacente - emerge che la cosca si riforniva di droga in Calabria dalla ’ndrangheta. 

Certo il pizzo era sempre uno dei "rami d’azienda" delle cosche barcellonesi, ma si era anche modificato andando a colpire, oltre a commercianti, imprenditori, agenzie di pompe funebri, anche chi vinceva alle le slot machine. I clan di Barcellona Pozzo di Gotto chiedevano soldi a tappeto: i collaboratori di giustizia hanno riferito che due ragazzi, avevano vinto 500mila euro giocando ad una slot-machine installata nel centro scommesse SNAI di Barcellona Pozzo di Gotto. La vincita aveva suscitato l’interesse dell’organizzazione mafiosa barcellonese che si è subito attivata per chiedere il pizzo sull’incasso, riuscendo a ottenere con le minacce 5mila euro.





Il Capo della Polizia Gabrielli nella sede della Consap per la visita alla mostra del pittore poliziotto

IPresso la sede della Consap Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, visitatori illustri alla mostra pittorica di Claudio Picano, che rientra nell’iniziativa di promozione culturale dal titolo artisti in divisa, che spiega il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bortone intende valorizzare chi coltiva sane passioni utili che possono fungere da valvola di decompressione delle tensioni quotidiane.
Gli ospiti illustri ai quali è stata riservata una visita privata sono Il Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli, il Prefetto Francesco Tagliente, il Questore di Roma Carmine Esposito e direttori centrali fra i quali la dottoressa Maria Luisa Pellizzari, la dottoressa Tiziana Terribile, la dottorezza Maria De Bartolomeis e altri dirifìgenti delle diverse articolazioni del Dipartimento della P.S.
Il Capo della Polizia è stato accolto dalle parole del Segretario Generale Nazionale della Consap che lo ha ringraziato a nome del sindacato, il Prefetto Gabrielli ha apprezzato particolarmente questa iniziativa sottolineando come fra le sue donne ed i suoi uomini ci siano molti talenti ed è importante che, un soggetto importante di mediazione e confronto, come il sindacato metta a disposizione spazi e professionalità per valorizzarli. 

Per la Consap erano presenti oltre al Segretario Generale Nazionale Bortone i segretari nazionali Maria Carolina Cento e Angelino Montresor, il Presidente Patrizio Del Bon i coordinatori nazionali Gianluca Guerrisi e Livio Licitra e altri dirigenti sindacali. 
La cerimonia è proceduta con l’esecuzione dal vivo di un brano al sax da parte di un poliziotto della Banda Giuseppe Del Vacchio e poi il Capo della Polizia si è accompagnato con interesse all’illustrazione delle opere da parte del giornalista e curatore della mostra Massimo D’Anastasio e con l’autore Claudio Picano.

Visitando….  a parole…. la mostra: 
La rassegna si apre con una riproduzione della canestra di frutta del Caravaggio conservata preso la Pinacoteca Ambrosiana, Picano ne ha realizzato due quadri il primo che ricalca in tutti i particolari le tecniche e gli strumenti usati dal Caravaggio e il secondo in cui, grazie all’utilizzo delle moderne tecniche di velature trasparente e fissaggio del colore, ottiene un immagine più realistica; a seguire il ritratto di una coppia di poliziotti l’ispettore Bufaletti, prematuramente scomparso e al Vice ispettore Di Carlo, quest’ultima è stata omaggiata del quadro concedendolo per questa esposizione. Al centro dell’esposizione in quadro ad olio su tavola realizzato con una tecnica utilizzata dal grande pittore internazionale Paolo Emilio Bergamaschi nativo di Pontecorvo come Picano dove il disegno riemerge, grazie alla cesellatura del pittore, dopo essere stato coperto da cera paraffina e foglia d’oro e dove quest’ultima va a rappresentare essa stessa elemento del soggetto ritrattato in questo caso una donna ciociara dei primi del 900 che trasporta un orcio in terracotta. Infine abbiamo due ritratti di donna realizzati con una grisaglia in bianco e nero dove l’uso parsimonioso punta ad esaltare la profondità dell’espressione. La mostra si conclude con uno studio sempre in olio su tela delle profondità e delle ombre alla ricerca di una tridimensionalità dell’immagine. Quadro quest’ultimo che evidenzia come Picano in possesso di indubbio talento ora vada alla ricerca della tecnica. Grazie a tutti 

 




Nuovo stop ai voli di British Airways verso l’Italia

Ancora uno stop della British Airways dei collegamenti verso l’Italia. La Compagnia ha deciso di cancellare nuovi voli verso il nord Italia e di prolungare questa misura, inizialmente prevista fino all’11 marzo, almeno fino al 28 marzo. Lo riporta la Bbc. Oltre ai collegamenti con Milano, ha annunciato la compagnia di bandiera britannica, saranno interrotti 56 collegamenti con diverse destinazioni tra le quale Bologna, Venezia e Torino. Anche la compagnia low cost Easyjet ha deciso di cancellare diversi voli da e per il nord Italia. La compagnia ha fatto sapere che c’è stato un "significativo" calo della domanda verso le sue destinazioni nel nord Italia e in altre località europee. La flessione delle prenotazioni dovuta all’emergenza coronavirus è anche la ragione per la quale la compagnia belga Brussels Airlines ha ridotto del 30% la frequenza dei suoi voli per alcune delle sue destinazioni in Italia per le prossime due settimane. La decisione riguarda i voli su Linate, Malpensa, Roma, Venezia e Bologna, tra il 2 ed il 14 marzo.





Corona Virus, tutti i numeri del contagio nel mondo

 

Nel mondo il numero di morti accertati da coronavirus ha raggiunto quota 2.858. I contagiati sono attorno a 83mila, con oltre 36mila persone che sono guarite. Lo segnala l’ultimo bilancio fornito dalle autorità e i media cinesi e dalle comunicazioni fornite da altre autorità mondiali, messe in ordine dal South China Morning Post, che da sempre si è dedicato a questa triste contabilità.

Spiccano in partiolare i dati relativi ai casi di nuovo coronavirus in Corea del Sud, che hanno superato la soglia 2mila, costringendo le autorità sanitarie del paese ad aumentare la distanza sociale ed evitare gli assembramenti di massa, a partire dalle funzioni religiose con grandi riunioni.

Ieri sono stati rilevati 256 nuovi casi, che hanno portato le infezioni totali a 2.022, secondo quanto rendono noto i Centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie. Si tratta di un raddoppio in due giorni.

Ecco di seguito il numero dei contagi e delle vittime, diviso per paesi e aree geografiche.

Cina “continentale”: 78.824 contagi (2.788 morti).

Corea del Sud: 2.022 contagi (13 morti).

Nave Diamond Princess: 705 (4 morti).

Italia: 650 contagi (17 morti).

Iran: 245 contagi (26 morti).

Giappone: 186 contagi (4 morti).

Singapore: 96 contagi.

Hong Kong: 93 contagi (2 morti).

Stati uniti: 60 contagi.

Kuwait: 43 contagi.

Thailandia: 41 contagi.

Francia: 38 contagi (2 morti).

Taiwan: 38 contagi (un morto).

Bahrein: 33 contagi.

Australia: 24 contagi.

Malaysia: 22 contagi.

Germania: 21 contagi.

Vietnam: 16 contagi.

Regno unito: 15 contagi.

Emirati arabi uniti: 13 contagi.

Canada: 12 contagi.

Spagna: 12 contagi.

Macao: 10 contagi.

Iraq: 6 contagi.

Svizzera: 4 contagi.

Filippine: 3 contagi (un morto).

Finlandia: 2 contagi.

Croazia: 3 contagi.

Grecia: 3 contagi.

India: 3 contagi.

Israele: 3 contagi.

Austria: 2 contagi.

Oman: 2 contagi.

Pakistan: 2 contagi.

Russia: 2 contagi.

Svezia: 2 contagi.

Afghanistan: 1 contagio.

Algeria: 1 contagio.

Belgio: 1 contagio.

Bielorussia: 1 contagio.

Brasile: 1 contagio.

Cambogia: 1 contagio.

Danimarca: 1 contagio.

Egitto: 1 contagio.

Estonia: 1 contagio.

Georgia: 1 contagio.

Libano: 1 contagio.

Lituania: 1 contagio.

Macedonia del Nord: 1 contagio.

Nepal: 1 contagio.

Nigeria: 1 contagio.

Norvegia: 1 contagio.

Olanda: 1 contagio.

Romania: 1 contagio.

Sri Lanka: 1 contagio.





Corona Virus, Lombardia cerca di ripartire

 

Sono 406 i casi positivi al coronavirus in Lombardia e 133 quelli in Veneto. Di questi ultimi, 69 sono asintomatici e 29 i ricoverati, secondo quanto rileva il bollettino della Regione veneta aggiornato alle 6:30. Mentre in Lombardia sono 216 quelli ospedalizzati e "più della metà è asintomatico, è a casa e sta bene" dice, fornendo i dati aggiornati, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ospite di ’Agorà’. Mercoledì, in Lombardia, gli ospedalizzati sono stati 44 mentre giovedì 39. "Non è una statistica - sottolinea l’assessore - ma il numero di coloro che da positivi sono stati ricoverati si è ridotto. E poi abbiamo avuto 37 persone che sono state dimesse, quindi in condizioni di poter lasciare l’ospedale, molti col tampone negativo e altri guariti. Un segnale". "Finita la prima settimana, se si decidesse si prorogare per la prossima le misure adottate, si potrebbero mitigare per alcune aree" dice Gallera. "Avremo un incontro con il ministero, tra oggi e domani si deciderà". "Abbiamo chiesto di rallentare la vita sociale ma l’obiettivo era importantissimo. Se riusciamo a contenere la diffusione riusciamo a voltare pagina. Le misure avevano questo obiettivo" spiega. "Sono state prese in sintonia col governo e sulla base di indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità". Gallera ricorda poi che chiudere locali e musei "è stata una decisione presa non per danneggiare un settore ma per un obiettivo di salute pubblica fondamentale" e esprime l’auspicio "che si possano aprire prima possibile musei, cinema e teatri".





Zona rossa lombarda, l’Ordine dei medici denuncia l’abbandono dei camici bianchi di base

 

L’Ordine dei medici ha diffuso la lettera di denuncia di due dottoresse di medicina generale dalla zona rossa lombarda che denunciano come i quattro medici di base della zona del Lodigiano siano in quarantena o ricoverati e i pazienti positivi al coronavirus con polmonite non abbiano la possibilità di essere visitati. In sostituzione ai medici di famiglia, per un bacino di 6mila abitanti, ne è stato mandato soltanto uno. "Siamo due colleghe di un paese nell’epicentro dell’epidemia. Siamo in quarantena da venerdì - si legge nella missiva inviata al presidente della Federazione
nazionale degli ordini dei medici Filippo Anelli e al Presidente dell’Ordine dei Medici di Lodi, Massimo Vajani - e tutti i pazienti che abbiamo visitato a domicilio dal 10
febbraio per patologie respiratorie sono risultati positivi al coronavirus. Io ne ho visti 7, e 6 la mia collega. Due di loro sono morti e 6 di cui abbiamo notizia sono in rianimazione". "Abbiamo pazienti con polmoniti da Covid-19 accertati lasciati a domicilio perché non gravi - proseguono - ma devono essere visitati. Anziani malati, oncologici a domicilio a cui hanno annullato tutte le visite e si sentono abbandonati". E quindi "per senso di responsabilità abbiamo deciso di non muoverci dall’ambulatorio per poter rispondere alle centinaia di chiamate che da venerdì e soprattutto tra sabato e domenica hanno affollato i nostri telefoni, per alleggerire il gravoso lavoro degli altri operatori".   "Già da domenica - raccontano - abbiamo segnalato la situazione e trovato due medici disponibili ad aiutarci. Ne è stato mandato uno solo per due paesi, con due
mascherine in dotazione. Noi due da remoto facciamo le ricette, ma tutto il personale della farmacia è in quarantena e le titolari servono un paziente per volta dalla finestra, le code sono chilometriche". Le due dottoresse, che preferiscono non far comparire i loro nomi, descrivono una situazione decisamente difficile: "Ieri il collega appena arrivato, nonostante i cartelli, si è trovato in ambulatorio un paziente febbrile e dispnoico. E’ arrivato il 112 adeguatamente protetto, ma lui con la sua unica mascherina ha dovuto pulire poi la sala d’attesa". Intanto, "la mia collega qui con me in ambulatorio ha fatto il tampone domenica 23 e ancora non le è stato comunicato il risultato". Le due dottoresse a conclusione della lettera chiedono che venga inviato subito un medico dotato di adeguate misure di protezione che possa visitare anche le persone con febbre, la riapertura del Pronto Soccorso di zona (Codogno o Casale) e dei laboratori di analisi: "Lodi scoppia - concludono - abbiamo vissuto altre emergenze e sempre si si sono aperti ospedali da campo, qui ne abbiamo 2 semivuoti e sono stati chiusi". Infine chiedono che gli ospedali vicini si facciano carico dei pazienti gravi, specie quelli oncologici, non positivi. Anche i tre infermieri del reparto di Medicina dell’ospedale di Codogno protestano per la situazione: sono stati a contatto con il "paziente 1" e ora nessuno dei colleghi vuole dar loro il cambio. Soprattutto dopo che uno dei tre, avendo la febbre, si è isolato nella zona degli ambulatori. E ora i tre denunciano una situazione insostenibile: sono in servizio, ininterrottamente, dalla sera del 20 febbraio.

 





Impegno dell’ami: "Se la situazione del corona virus peggiora, azioni internazionali coordinate"

 

Nel caso si verificasse un aggravamento delle ricadute economiche dell’emergenza coronavirus “azioni coordinate e sincronizzate su scala internazionale sarebbero efficaci”, ha ribadito il portavoce capo del Fondo monetario internazionale, Gerry Rice, durante l’incontro mensile con la stampa.

Siamo di fronte a “qualcosa che può essere affrontato solo attraverso la cooperazione internazionale”, ha rilevato. E nel caso in cui si rendesse necessario servirebbero “misure coordinate sia a livello economico che sanitario”, posto che “non siamo ancora a questo punto”, ha puntualizzato Rice.

E in questa ottica è già di per sé positivo che si sia riunito il G20 delle Finanze, al recente vertice a Riad. Alla riunione in Arabia Saudita di coronavirus “si è discusso molto, sia nelle sale di lavoro che a margine, nei corridoi. E questo è molto importante. E’ un bene che ci siano il G20 e il G7, gruppi che sono in dialogo costante su come il mondo possa rispondere a questo virus”, ha detto ancora Rice.





L’ottimismo da Israele: "Entro 3 settimane il vaccino"

 

Un team di scienziati israeliani è in procinto di sviluppare il primo vaccino contro il coronavirus.

L’annuncio è del ministro israeliano della Scienza e della Tecnologia, Ofir Akunis come riporta il Jerusalem Post secondo il quale, se tutto va come previsto, il vaccino potrebbe essere pronto entro tre settimane e disponibile in 90 giorni.

“Congratulazioni al MIGAL (Galilee Research Institute, ndr) per questa eccitante svolta. Sono fiducioso che ci saranno ulteriori rapidi progressi, che ci consentiranno di fornire una risposta necessaria alla grave minaccia globale COVID-19 “, ha affermato Akunis.

Negli ultimi quattro anni, un team di scienziati MIGAL ha sviluppato un vaccino contro il virus della bronchite infettiva, una malattia che colpisce il pollame, la cui efficacia è stata dimostrata in studi preclinici condotti presso l’Istituto veterinario, ricorda il Jerusalem Post. “Il nostro concetto di base era quello di sviluppare la tecnologia, e non specificamente un vaccino per questo tipo o quel tipo di virus”, ha affermato Chen Katz, leader del gruppo biotecnologico del MIGAL, che ha spiegato che “il quadro scientifico per il vaccino si basa su un nuovo vettore di espressione proteica, che forma e secerne una proteina solubile chimerica che trasporta l’antigene virale nei tessuti della mucosa mediante endocitosi autoattivata, inducendo l’organismo a formare anticorpi contro il virus”.

L’endocitosi è un processo cellulare in cui le sostanze vengono introdotte in una cellula circondando il materiale con la membrana cellulare, formando una vescicola contenente il materiale ingerito. Katz ha affermato che negli studi preclinici, il team ha dimostrato che la vaccinazione orale induce alti livelli di anticorpi specifici anti-IBV. “Chiamiamolo pura fortuna”, ha continuato. “Abbiamo deciso di scegliere il coronavirus come modello per il nostro sistema, proprio come una prova di concetto per la nostra tecnologia.” Ma dopo che gli scienziati hanno sequenziato il DNA del nuovo coronavirus, COVID-19, i ricercatori del MIGAL lo hanno esaminato e hanno scoperto che il coronavirus del pollame ha un’elevata somiglianza genetica con il coronavirus umano e che utilizza lo stesso meccanismo di infezione, un fatto che aumenta la probabilità di ottenere un vaccino umano efficace in un periodo di tempo molto breve.

“Tutto ciò che dobbiamo fare è adattare il sistema alla nuova sequenza”, ha continuato Katz. “Siamo nel mezzo di questo processo e speriamo che tra qualche settimana avremo il vaccino nelle nostre mani. Sì, tra qualche settimana, se tutto funzionasse, avremmo un vaccino per prevenire il coronavirus”. Katz ha avvertito che MIGAL sarebbe responsabile dello sviluppo del nuovo vaccino, ma che il vaccino dovrebbe quindi passare attraverso un processo regolatorio, compresi studi clinici e produzione su larga scala. Akunis ha dichiarato di aver incaricato il direttore generale del Ministero della Scienza e della Tecnologia di accelerare tutti i processi di approvazione con l’obiettivo di portare sul mercato il vaccino umano il più rapidamente possibile. “Data l’urgente necessità globale di un vaccino contro il coronavirus umano, stiamo facendo tutto il possibile per accelerare lo sviluppo”, ha affermato David Zigdon, CEO di MIGAL, che ha dichiarato di ritenere che il vaccino potrebbe “ottenere l’approvazione della sicurezza in 90 giorni”.

Ha detto che si tratterà di un vaccino orale, che lo renderà particolarmente accessibile al grande pubblico. “Attualmente stiamo discutendo intensamente con potenziali partner che possono aiutare ad accelerare la fase di sperimentazione sull’uomo e ad accelerare il completamento dello sviluppo del prodotto finale e le attività normative”, ha concluso.





Corona Virus, il decalogo e la corretta informazione sui minori del Bambin Gesù

 

Il nuovo coronavirus – il SARS-CoV-2 – colpisce anche i bambini. Lo si sapeva dai dati cinesi che vengono ora confermati in Italia. Sono stati ricoverati in ospedale alcuni bambini infettati dal virus.
Per fortuna anche i bambini italiani, come i loro coetanei cinesi, hanno una forma benigna di COVID-19, la malattia causata dall’infezione da SARS-CoV-2. Tant’è vero che alcuni dei bambini risultati positivi al test del Coronavirus, quindi contagiati, sono stati rapidamente dimessi perché in pratica non avevano nessun sintomo.

E’ quanto si legge in una attenta analisi del Bambin Gesù

MA QUAL E’ LA DIFFERENZA TRA CONTAGIO E MALATTIA
Quando una malattia infettiva comincia a circolare, sono moltissime le persone contagiate, quelle che "prendono il virus". Sono moltissime soprattutto quando il virus è totalmente nuovo, come accade appunto nel caso del SARS-CoV-19. Quando il virus ha già circolato, come succede ogni anno per l’influenza stagionale, il contagio è ridotto e ostacolato dalle molte persone, adulti e bambini, che hanno già incontrato il virus negli anni precedenti o che sono state vaccinate. Queste persone hanno sviluppato una risposta immunitaria difensiva. In altre parole, hanno prodotto anticorpi che permettono loro di riconoscere il virus quando lo incontrano e di bloccarlo. In questo modo, non evitano soltanto di venirE contagiati ma rallentano anche la circolazione del virus funzionando come un vero e proprio ostacolo: arrestano il virus che, per circolare, deve cercare altre strade. E spesso non le trova e si perde.
Ma contagio non significa malattia. Tanto meno malattia grave. In primo luogo, il nostro sistema immunitario, anche se incontra un virus per la prima volta e non è stato vaccinato, ha comunque meccanismi di difesa che prendono il nome di "immunità naturale" o "immunità innata". Nel passato, quando non c’erano ancora né vaccini né medicine realmente efficaci, le terribili epidemie di peste descritte dal Manzoni nei "Promessi sposi" contagiavano un po’ tutti ma la maggior parte della popolazione non prendeva la peste o la superava. Si difendeva con l’"immunità innata". 

PERCHE’ LA QUARANTENA
Certo, una volta contagiati, adulti e bambini possono trasmettere il virus agli altri. Insomma, sono contagiosi: per questo motivo, vengono "messi in quarantena". Nel caso del nuovo Coronavirus vengono isolati per 14 giorni, considerato il tempo massimo per il periodo di incubazione, vale a dire il tempo che intercorre tra l’esposizione al virus - il contagio – e la comparsa dei sintomi della malattia. Si tratta di una misura prudenziale anche perché, nel caso del SARS-CoV-2 si ritiene che la contagiosità sia massima quando la malattia è esplosa e il malato diffonde i virus con gli starnuti e la tosse. Meglio comunque affidarsi al detto: la prudenza non è mai troppa. Ben venga quindi la "quarantena". 

SINTOMI E DIFESE
Naturalmente, sono contagiosi anche i bambini e gli adulti che hanno sintomi molto lievi o che sembrano non aver sintomi. Magari hanno solo malessere, un lieve raffreddore e qualche linea di febbre. Ma possono contagiare gli altri. Quel che può venire dopo, la malattia e la sua gravità, dipendono anche loro dal sistema immunitario. È certamente un sistema immunitario debole a permettere che la malattia si aggravi in alcuni anziani, soprattutto se ulteriormente indeboliti da altre malattie.
Probabilmente la malattia COVID-19 viene combattuta dai bambini con un sistema immunitario particolarmente reattivo e efficace per questo si manifesta con sintomi lievi.





Annullato il Salone dell’Auto di Ginevra

 

Il Salone dell’Auto di Ginevra è stato annullato a seguito della decisione del governo svizzero federale di vietare tutti gli eventi pubblici con oltre 1.000 partecipanti.




Mattarella: “La conoscenza aiuta la responsabilità ed è un antidoto a paure irrazionali immotivate, come avviene talvolta anche in questi giorni”

 

"La conoscenza aiuta la responsabilità e costituisce un forte antidoto a paure irrazionali e immotivate che inducono a comportamenti senza ragione e senza beneficio, come avviene talvolta anche in questi giorni". Il Presidente Sergio Mattarella ha colto l’occasione del trentesimo anniversario di Telethon al Quirinale per lanciare un forte appello all’unità e alla fiducia nella scienza di fronte all’allarme coronavirus. Ecco il testo intergrale dell’intervento del Capo dello Stato:

Benvenuti al Quirinale. Vorrei ringraziare Lorena Bianchetti che ci ha condotto così bene, per mano, e anche Luca Zingaretti per il messaggio che ci ha inviato con questa testimonianza.

Trent’anni.

Da trent’anni la Fondazione Telethon realizza un’alleanza forte ed efficace tra ricercatori, operatori sanitari e pazienti, uniti dal comune obiettivo di accendere i riflettori sulle malattie rare.

Come ha appena detto il Presidente Montezemolo è quanto mai necessario che nel sostegno alla ricerca ci sia condivisione e collaborazione di tutte le migliori energie.

L’elemento più significativo – quello centrale - della strategia messa in opera trent’anni fa, è stata l’attenzione sulle persone che erano affette da malattie rare, integrando così, con la dimensione umana, quelle scientifiche e professionali. Appunto per questa intuizione Telethon ha promosso una serie di associazioni animate dall’impegno di tanti volontari.

L’Italia lo ha compreso. Lo ha compreso anche attraverso la celebre maratona televisiva, punto di prestigio del servizio pubblico. Lo ha compreso attraverso le tante campagne di sensibilizzazione della pubblica opinione.

Questo impegno è riuscito a far prestare attenzione alla voce delle persone affette da malattie rare, fin lì debole e con difficoltà a farsi ascoltare.

Si sono impegnate realtà pubbliche e private, energie della scuola e dell’università. Si è manifestato un impegno attivo dei cittadini che si sono così avvicinati alla ricerca scientifica comprendendone il valore imprescindibile; si è vista la partecipazione del mondo della cultura.

Telethon è stata, negli anni, un motore di questa azione sinergica: ha aiutato a comprendere come questo sia un traguardo comune, anzi un bene comune. Per questo esprimo riconoscenza. E questo merita riconoscenza.

Domani, 29 febbraio, ricorre la giornata mondiale delle malattie rare. È una preziosa occasione per far crescere l’attenzione sulla vulnerabilità, sulle speranze e sui problemi di persone che incontrano difficoltà assai maggiori di altri nella diagnosi, nella definizione delle cure, nell’acceso alle terapie.

Le malattie rare possono accentuare il senso di solitudine, la sensazione di non essere compresi e assistiti come si dovrebbe, e creano affanni nella cerchia degli affetti familiari, tanto più gravi quanto più seria e invalidante è la patologia.

Porre al centro dell’attenzione il tema delle malattie rare non è soltanto un atto di generosità e di altruismo. È una scelta di responsabilità sociale. È interesse collettivo preservare e non disperdere le risorse umane proprie delle numerose persone che sono colpite dalle varie forme di malattie rare. Possono dar molto agli altri.

Rimuovere gli ostacoli che gravano su un paziente, migliorare la vita di un malato, anticipare una diagnosi, alleviare gli affanni delle famiglie rende tutti più forti. Una possibilità in più offerta a un bambino, a un ragazzo, a un adulto, è una possibilità in più per l’intera comunità di cui facciamo parte.

La dottoressa Francesca Pasinelli poc’anzi, ripercorrendo il cammino di questi trenta anni e ricordando alcune personalità lungimiranti, ci ha mostrato come ricerca e solidarietà, insieme, possano produrre risultati di grande importanza.

Sono aumentati in misura significativa gli studi clinici sulle malattie rare, è cresciuta la qualità dei farmaci e la specificità delle cure, sono possibili diagnosi sempre più precoci.

Abbiamo ascoltato alcuni degli importanti risultati raggiunti. Storie che ci hanno commosso e che coinvolgono.

La vita conquistata dal piccolo Leon è davvero una bella favola – ma una favola reale, una realtà - come ha detto la mamma Vesna Primozic, e come ci ha descritto la dottoressa Maria Ester Bernardo, a cui vanno i complimenti e la nostra riconoscenza. Questa realtà può essere trasferita ad altri bambini.

La terapia genica è un percorso nuovo. Su questa strada altri potranno conquistare opportunità importanti, fino a ieri insperate, per coltivare le loro speranze. Proviamo tutti grande gioia per chi può incamminarsi su questi percorsi.

Allo stesso modo ci ha commosso la lettera di Omero Toso, che ringrazio molto. Ha scelto – e vi è riuscito - a trasformare un dolore così grande in un impegno sociale prezioso e intenso. Sentirlo orgoglioso per i risultati, per gli avanzamenti nella lotta contro la distrofia muscolare, a cui anche il suo impegno in Telethon ha contribuito, ci fa cogliere il senso di una autentica comunità quale l’Italia deve essere.

Dal 1990 – anno di nascita di Telethon – le speranze di vita per una persona con malattia neuromuscolare è raddoppiata, come ci ha scritto Marco Rasconi nel suo messaggio, e per tutti la vita ha avuto comunque miglioramenti.

Come hanno sottolineato sia Tosi sia Rasconi, dalla ricerca dipende il nostro futuro e la ricerca può talvolta trasformare i nostri sogni in realtà.

La ricerca è uno strumento al servizio della comunità che va promosso e sostenuto in modo consapevole nell’interesse di tutti. Quando la ricerca è oggetto dell’attenzione e della partecipazione dei cittadini non corre il rischio di piegarsi agli esclusivi interessi economici e si pone al servizio soltanto del bene comune.

Abbiamo validissimi ricercatori in Italia, abbiamo grandi scienziati italiani che operano nei nostri laboratori e in quelli di tutto il mondo. La scienza è alleata della società e questa deve riferirvisi con senso di responsabilità.

È accaduto in questi anni che la scienza fosse messa in discussione. Abbiamo assistito a comportamenti irrazionali, al propagarsi di teorie antiscientifiche - ad esempio sui vaccini - al diffondersi di ansie che si sono tramutate in comportamenti autolesionisti.

Oggi – di fronte alla comparsa di un nuovo insidioso virus – si apprezza meglio il valore della scienza, la dedizione delle donne e degli uomini che portano avanti nuove ricerche, l’impegno sul campo di chi ne applica i risultati. Avere fiducia nella scienza non vuol dire avere fiducia di qualcosa di astratto. Vuol dire avere fiducia in noi stessi, nella nostra comunità.

La conoscenza aiuta la responsabilità e costituisce un forte antidoto a paure irrazionali e immotivate che inducono a comportamenti senza ragione e senza beneficio, come avviene talvolta anche in questi giorni.

In questo giorno dedicato alle malattie rare dobbiamo sentire il dovere di rinnovare il ringraziamento a chi sta operando con fatica, con sacrificio, con abnegazione per contrastare il pericolo del coronavirus: i medici, gli infermieri, il personale della Protezione civile, i ricercatori, le donne e gli uomini delle Forze Armate e di quelle di polizia, tutti coloro che in qualche modo si trovano in prima linea.

L’unità di intenti, e i principi di solidarietà, sono un grande patrimonio per la società, particolarmente in momenti delicati per la collettività. Costituiscono, in questi momenti, anche un dovere. Quando si perde questa consapevolezza ci si indolisce tutti.

La storia di cui siete interpreti è la prova che solidarietà, responsabilità, avanzamento sociale, progresso scientifico, sviluppo sono una catena fatta di anelli che dobbiamo collegare. Peraltro, i successi che si ottengono – anche quelli nella ricerca – spesso portano benefici anche in altri campi rispetto a quelli dell’indagine iniziale.

La scelta di Telethon di rivolgersi all’opinione pubblica – chiedendo sostegno per la ricerca e comunicando i risultati raggiunti - è stata una necessità imposta dalla tendenza a trascurare le malattie rare da parte dei grandi investimenti pubblici e privati. Oltre a reperire le indispensabili risorse finanziarie, è stato in questo modo possibile svolgere quella diffusa attività di sensibilizzazione - alla quale ho accennato prima - che rappresenta un fattore di progresso culturale e sociale.

È stato un modello di trasparente comunicazione. Vorrei dire un esempio, in questa stagione di fake news diffuse

I risultati che avete raggiunto sono stati davvero straordinari. Oggi la Fondazione finanzia progetti di ricerca relativi ad oltre 500 malattie genetiche rare. Questo significa aver vinto la solitudine, averla sconfitta, e aver dato una speranza a migliaia di persone.

Desidero ringraziarvi e incoraggiarvi ripetendo le parole di Susanna Agnelli, cui Telethon deve così tanto la sua stessa esistenza: il vostro impegno deve continuare sino a quando ci sarà una sola persona affetta da una malattia della quale non si conosce la cura.

È un impegno che devono assumere tutti, istituzioni e società.

Grazie per quanto fate.





Covid 19, poche ore e ci sarà il primo Decreto. Le anticipazioni

Fondo garanzia per imprese; stop 6 mesi a pagamenti bollette in zone rosse; stop pagamento premi assicurativi Rc auto. Sono alcune delle norme della bozza del dl sulle misure urgenti per contenere i danni economici del coronavirus in Italia.  Il governo accelera sul primo decreto con misure immediate di sostegno ai settori produttivi colpiti dalla diffusione del Covid-19, con particolare riguardo alle cosiddette aree rosse. E ancora: agevolazioni nell’accessoal fondo di garanzia per le Pmi, agroalimentari incluse, con sede o unità locali ubicate nei territori dei comuni colpiti. Secondo la bozza, per queste piccole e medie imprese, la garanzia del fondo è concessa a titolo gratuito, nella misura massima oggi consentita dalla normativa del Fondo e dalla disciplina Ue (80% in garanzia diretta e 90% in riassicurazione) a prescindere dalla fascia di merito di credito in cui ricade l’impresa target (ferma restando l’esclusione prevista dalla vigente normativa dello strumento per le imprese che rientrano nell’ultima fascia di valutazione) e con priorità dell’istruttoria e della delibera rispetto a tutte le altre richieste di garanzia. Stop al pagamento delle utenze dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas per un periodo pari a 6 mesi per i comuni della zona rossa. L’Autorità di regolazione, al fine di tutelare le utenze interessate, con propri provvedimenti, disciplina altresì le modalità di rateizzazione delle fatture e degli avvisi di pagamento i cui termini di pagamento sono stati sospesi. Stop di 12 mesi al pagamento delle rate dei mutui agevolati concessi dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti con scadenza non successiva al 31 dicembre 2020 e un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento, secondo quanto prevede un’altra norma della bozza del dl. Infine, sospensione fino al 31 luglio dei termini per i versamenti dei premi assicurativi Rc Auto e dei diritti camerali. Vengono congelati fino al 31 luglio anche i termini di pagamento delle sanzioni amministrative per le imprese che presentano in ritardo: le domande di iscrizione alle Camere di commercio e il modello unico di dichiarazione e la richiesta di verifica periodica degli strumenti di misura e il pagamento della relativa tariffa. Stop invece fino al 30 novembre 2020 dei termini per gli adempimenti e al versamento della quota del 3% degli utili di esercizio dovuta dalle società cooperative e dai loro consorzi, non aderenti ad alcuna delle associazioni nazionali di assistenza e tutela del movimento cooperativo riconosciuta. Il provvedimento - il primo in vista di un secondo, più ’sostanzioso’, che dovrebbe essere varato la settimana prossima - sembrava destinato ad ottenere il via libera sabato ma nelle ultime ore il governo, trainato dal Mef, ha accelerato e sembra che l’ipotesi più plausibile sia l’esame immediato. In merito ai prezzi di disinfettanti e mascherine, "è considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardando prodotti attinenti la salute, l’approvvigionamento di beni di primaria necessità e la sicurezza dei consumatori - stabilisce una norma della bozza del provvedimento -, profitta di situazioni di allarme sociale incrementando il prezzo di vendita in misura superiore al triplo del prezzo risultante dal listino o comunque praticato mediamente, riferito a 30 giorni prima della conclusione della compravendita".





Lombardia, nuova emergenza. 51 nuovi ricoveri a Lodi e 17 sono molto gravi

 

“Purtroppo è scoppiata un’altra emergenza a Lodi: improvvisamente nel pomeriggio di giovedì c’è stato un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Purtroppo Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione”. E’ questo il triste annuncio fatto dal presidente della Lombardia Attilio Fontana all’Aria che tira su La7 parlando di coronavirus. “Il vero grande problema è che questo virus, che giustamente è stato definito poco più di un’influenza in una piccola percentuale rischia di diventare qualcosa di complicato: non comporta un esito drammatico, ma ad essere ricoverati in terapia intensiva in due o tre settimane. Il problema è che i letti di terapia non sono infiniti – ha osservato Fontana – e hanno anche una funziona diversa, per gli infartuati, i colpiti da ictus: non possiamo dedicare tutta la terapia intensiva esclusivamente al Coronavirus”.

 




Domenica a Roma si vota per suppletive Camera, sette i candidati e oltre 186mila elettori

 

Domenica si vota per l’elezione suppletiva della Camera dei deputati nel collegio uninominale 1 della XV circoscrizione Lazio 1, ovvero Roma centro. Sono i sette i candidati che si sfidano per riempire il seggio lasciato vacante da Paolo Gentiloni dopo la sua nomina a commissario europeo. 

Il favorito sulla carta, in un collegio storicamente roccaforte del centrosinistra, è l’attuale ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che seppure appoggiato da Pd, Sinistra Italiana, Mdp – Articolo 1, Italia Viva, Psi, Demos, Europa Verde, corre senza insegne di partito bensì con un simbolo creato per l’occasione: sfondo rosso, la scritta “Roma con Gualtieri” e due strisce bianche e verdi. Lo sfida il candidato del centrodestra (Lega, Fdi, Fi e Udc) Maurizio Leo, avvocato cassazionista, ex parlamentare di An ed ex assessore al Bilancio di Roma. Gli altri candidati sono Rossella Rendina M5s, Marco Rizzo per il Partito Comunista, Mario Adinolfi per il Popolo della Famiglia, Luca Maria Lo Muzio Lezza di Volt, Elisabetta Canitano di Potere al Popolo. 

Al voto su un’unica scheda di colore rosa sono chiamati 186.234 elettori (100.078 donne e 86.156 uomini). Si vota dalle 7 alle 23. L’incognita, con l’emergenza coronavirus, resta l’affluenza: alle suppletive del Senato che si sono svolte domenica scorsa a Napoli hanno votato solo 34.009 persone, il 9,52% degli aventi diritto.





Metro C, servizio riprogrammato per i lavori per la realizzazione della Stazione Colosseo-Fori Imperiali

 

Dal 2 marzo al 6 agosto 2020 si svolgerà la seconda fase dei lavori indispensabili alla realizzazione della futura stazione della metro C Colosseo-Fori Imperiali. In questa fase il servizio sarà riprogrammato per lo svolgimento del cantiere. 

La sindaca Virginia Raggi dichiara che grazie a questi lavori, fondamentali e improrogabili, Roma potrà disporre di una nuova stazione museo, unica al mondo, con affaccio nei Fori imperiali e vista Colosseo. Una stazione che consentirà per la prima volta lo scambio tra le due linee della metropolitana B e C nel cuore della Capitale. 

L’assessore alla Città in movimento, Pietro Calabrese, aggiunge che per ridurre al minimo i disagi all’utenza, anche nella seconda fase, il servizio della metro B sulla tratta Castro Pretorio-Laurentina sarà riprogrammato esclusivamente nelle ore serali e in alcuni fine settimana. Concentrando i lavori in alcuni weekend sarà possibile garantire la piena regolarità del servizio su tutta la linea B, e anzi potenziarlo, anche nei giorni feriali di grandi eventi come il concerto del primo maggio, il campionato europeo di calcio UEFA 2020 e altre manifestazioni musicali. 

Per tutto il periodo dei lavori, dal 2 marzo al 6 agosto, sulla tratta Castro Pretorio-Ionio e Castro Pretorio-Rebibbia il servizio proseguirà regolarmente. 

La prima fase dei lavori si è conclusa il 7 dicembre scorso. Una terza fase è prevista a giugno 2021. 

Tutte le informazioni sulla riprogrammazione del servizio e sui bus sostitutivi sono disponibili sui siti di Atac e Roma Servizi per la Mobilità.





Vertenza dei Vigili del Fuoco, fallito il tentativo di conciliazione con il Governo. Non ci sarà condivisione sulla distribuzione delle risorse

 

 

“Riteniamo fallito il tentativo di conciliazione col Governo, dopo lo stato di agitazione di tutto il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco proclamato il 5 febbraio. L’amministrazione intende distribuire, autonomamente e senza negoziare coi sindacati, le risorse previste dalla legge di Bilancio 2020. Distribuzione che si limiterà a omologare le retribuzioni di tutti i Corpi di Polizia, senza distinzioni di professionalità. Decisione che non solo non condividiamo, ma con cui viene anche meno la contrattazione sindacale prevista dalle norme vigenti”. Questa, la ferma posizione della Funzione pubblica Cgil Vigili del fuoco e della federazione nazionale sicurezza Cisl.

“Stigmatizziamo con fermezza l’atteggiamento di decidere autonomamente e di limitarsi a una semplice ‘sentito sindacale’. Nessun Governo aveva mai osato tanto, nessun rappresentante dello Stato aveva mai messo in discussione le norme stabilite in tema di contrattazione. Rivendichiamo il ruolo del sindacato – affermano Mauro Giulianella, coordinatore nazionale della Fp Cgil Vvf, e Pompeo Mannone, segretario generale Fns Cisl –. Non a caso, la distribuzione delle risorse così come presentata, risulta essere una semplificazione estrema che sminuisce l’impegno, il lavoro e la specifica competenza del Vigile del fuoco che, per le peculiarità della professione, non ha riferimenti corrispondenti con altre attività lavorative. La distribuzione delle risorse dovrà interessare tutte le qualifiche appartenenti al Corpo, dando priorità e attenzione a quelle più basse e più in difficoltà, valorizzando adeguatamente il lavoro e la professionalità espressa nelle attività di soccorso dai capi reparto, dai capi squadra e dai vigili, quelli maggiormente esposti al rischio”.

Siamo convinti che le parti sociali vadano sempre coinvolte.Questa è la reale democrazia rappresentativa. Riteniamo Governo e amministrazione responsabili delle scelte penalizzanti di parte del personale senza la condivisione con chi li rappresenta. Per questo, abbiamo deciso che, non appena le condizioni emergenziali del Paese lo consentiranno, intraprenderemo tutte le necessarie iniziative di lotta”, concludono i sindacati.





Trasporto aereo, crisi e Corona Virus, l’accusa della Cgil: “A Roma e nel Lazio si sta abbattendo sul sistema uno tsunami senza precedenti”

"Nel totale silenzio della politica e delle istituzioni di Roma e Lazio, uno tsunami senza precedenti si sta abbattendo sul sistema del trasporto aereo italiano, che avrà delle conseguenze drammatiche sull’occupazione negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino". Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Michele Azzola, e il segretario generale della Filt di Roma e Lazio. Eugenio Stanziale.

 

"Dopo tre anni d’incertezze e di attesa, legate alla soluzione della crisi del vettore Alitalia, soluzione di cui ancora non si ha contezza, è di queste ore la richiesta di cassa integrazione di 4.000 dipendenti di Alitalia. Numeri assolutamente inaccettabili e immotivati. Dopo l’annuncio di cassa integrazione di Alitalia, molte aziende che operano nell’indotto degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, handling, catering, cargo, oltre alle società commerciali della ristorazione e del noleggio, ci chiedono di attivare ogni misura di contenimento dei costi, anche in funzione della fortissima riduzione dell’operatività degli scali", continuano i due dirigenti sindacali.

 

"Dall’inizio della settimana, il panico innestato dal Coronavirus ha prodotto la cancellazione di più di 80 voli da varie compagnie aeree. Ci risultano disdette oltre il 40% delle prenotazioni. È evidente che il protrarsi di questa situazione, soprattutto perché gestita con superficialità e faciloneria, creerà problemi occupazionali e di reddito alle lavoratrici e ai lavoratori del sistema del trasporto aereo", aggiungono i due sindacalisti.

 

"Il sistema industriale del trasporto aereo è stato messo in ginocchio non certo dal Coronavirus, ma da una totale assenza di strategia Paese per le politiche del settore", attaccano i sindacalisti.

 

Alla luce di tutto ciò, "oltre a un intervento immediato e non più procrastinabile del Governo e dei ministeri competenti (ad esempio, finanziando già da ora il fondo di solidarietà del trasporto aereo), chiediamo una presa di posizione forte e unitaria da parte delle istituzioni e della politica locale. La Cgil non può consentire che un settore così importante per il Paese e soprattutto per l’economia del territorio, venga completamente abbandonato", conclude il sindacato", termina la nota.





Regione Lombardia: “Per i contagiati necessaria la terapia intensiva nel 10% dei casi”

“In base ai casi accertati la diffusione del virus è ancora circoscritta e l’incidenza è alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale.

Il COVID-19 per il 90% dei pazienti è facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva”. Lo comunica Regione Lombardia in una nota.

“Nelle zone ad alta incidenza – viene spiegato – gli ospedali (Codogno, Lodi, Cremona, Alzano) hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l’elevato numero di casi, sia perché l’11% delle positività riguarda operatori sanitari. Fino ad oggi il resto della rete ospedaliera e ancora in grado di dare risposta”.

“Dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il COVID-19 ad altre 2 persone (r0=2). Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti.

Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati”.

“Le malattie che richiedono un ricovero in terapia intensiva – prosegue la Nota – sono molteplici e possono verificarsi in tutte le età; possono interessare i neonati, i pazienti malati da molto tempo o persone che poco prima stavano bene, come i soggetti traumatizzati o quelli sottoposti ad interventi chirurgici difficili ed impegnativi”.

“Per questo – conclude la nota – è stato necessario adottare le misure restrittive previste dal DPCM del 25 febbraio che, alla luce dei dati ad oggi disponibili, si sono rivelate corrette in quanto consentono di contenere, o perlomeno rallentare, la diffusione del virus”.





Contagiati, in Italia sono 821. Altre tre vittime tra gli anziani

Ormai il bilancio del contagio da Corona Virus si avvicina al numero shock di 1000, sono intatti 821 i contagiati in Italia. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso dell’ultima conferenza stampa alla Protezione Civile. Il numero tiene conto anche delle 21 vittime - 4 in più di ieri - e dei pazienti guariti. "I deceduti di oggi sono ultraottantenni e un ultrasettantenne. Vorrei precisare che non sono decedute per il coronavirus o in conseguenza. Questo è un lavoro che farà l’Istituto Superiore di Sanità. Quando avrà i dati ce lo comunicherà", ha detto Borrelli, durante il punto stampa nella sede della Protezione Civile. "Il dato importante - ha aggiunto - è che la metà dei contagiati (412) sono persone che sono asintomatiche, o con sintomi lievissimi e che quindi non hanno bisogno di ospedalizzazione. Sono in isolamento domiciliare fiduciario. Altre 345 persone sono ricoverate in ospedali con sintomi e 64 sono ricoverati in terapia intensiva". "L’assistenza alla popolazione prosegue, lunedì riapriranno le poste in alcuni Comuni per pagare le pensioni. Nelle zone rosse la vita proseguirà regolarmente".




Contagiati, in Italia sono 821. Altre tre vittime tra gli anziani

 

Ormai il bilancio del contagio da Corona Virus si avvicina al numero shock di 1000, sono intatti 821 i contagiati in Italia. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso dell’ultima conferenza stampa alla Protezione Civile. Il numero tiene conto anche delle 21 vittime - 4 in più di ieri - e dei pazienti guariti. "I deceduti di oggi sono ultraottantenni e un ultrasettantenne. Vorrei precisare che non sono decedute per il coronavirus o in conseguenza. Questo è un lavoro che farà l’Istituto Superiore di Sanità. Quando avrà i dati ce lo comunicherà", ha detto Borrelli, durante il punto stampa nella sede della Protezione Civile. "Il dato importante - ha aggiunto - è che la metà dei contagiati (412) sono persone che sono asintomatiche, o con sintomi lievissimi e che quindi non hanno bisogno di ospedalizzazione. Sono in isolamento domiciliare fiduciario. Altre 345 persone sono ricoverate in ospedali con sintomi e 64 sono ricoverati in terapia intensiva". "L’assistenza alla popolazione prosegue, lunedì riapriranno le poste in alcuni Comuni per pagare le pensioni. Nelle zone rosse la vita proseguirà regolarmente".




L’Oms avverte il Mondo: “La minaccia è molto alta. I Governi devono fare tutto il possibile per fermare la trasmissione del virus”

 

La minaccia per l’epidemia di coronavirus al livello mondiale è stata elevata a livello "molto alto". E’ l’annuncio fatto daldirettore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing a Ginevra sull’epidemia. "Il continuo aumento nel numero dei casi di Covid19 e del numero dei paesi affetti negli ultimi giorni sono motivi di preoccupazione. I nostri epidemiologi stanno monitorando questi sviluppi di continuo e noi ora abbiamo elevato il livello di rischio di diffusione globale a livello molto alto", ha spiegato il capo dell’Oms. 

"Questo è il momento di chiedere ai governi di fare tutto il possibile per fermare la trasmissione, e di farlo ora. Non siamo ancora in una pandemia, ma la finestra di opportunità per evitarlo si sta restringendo". Lo ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, sul coronavirus. "La mia preoccupazione riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa", ha aggiunto.