Sport sociale e dipendenze giovanili, Roma Capitale batte un colpo

 

Prendono il via tre nuovi progetti destinati agli adolescenti, sulle nuove dipendenze giovanili e sullo sport come strumento di promozione dell’inclusione. 

Promossi da Roma Capitale – Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Dipartimento Politiche Sociali – Direzione Salute e Benessere, e realizzati dalla Fondazione Roma Solidale, i progetti saranno realizzati in collaborazione con gli Istituti Scolastici di Roma. 

“Iperconnessi”, innovativo studio sulle attuali modalità di comunicazione con smartphone e social media, che possono causare dipendenze (nomofobia, ringxiety, phubbing), realizzerà interventi sperimentali coinvolgendo ragazzi delle classi quarte e quinte della primaria, e di tutto il ciclo della secondaria. Obiettivo: informare e formare sull’utilizzo corretto e consapevole dei nuovi strumenti di comunicazione e socializzazione. 

“Binge Drinking”, invece, giunto alla seconda edizione, si occuperà del fenomeno omonimo di moda tra i ragazzi (che prevede l’assunzione di più bevande alcoliche in poco tempo per un’ubriacatura immediata) e sarà rivolto ai ragazzi di medie e superiori. Partendo dai risultati emersi dallo studio dello scorso anno è stata sviluppata anche una campagna di comunicazione social che accompagnerà gli eventi del progetto. 

“Giovani in campo” sarà la modalità di approccio per affrontare tematiche come sessismo, razzismo e bullismo con uno strumento carico di elementi simbolici immediatamente condivisibili: il calcio. Attraverso giornate dedicate allo sport, tornei, divertimento i ragazzi di Istituti Scolastici di ogni ordine e grado sperimenteranno il calcio solidale, uno strumento per fare comunità, senza distinzioni e discriminazioni. 

La sindaca Virginia Raggi ha sottolineato l’impegno costante di Roma Capitale nella progettualità scolastica, determinante per coinvolgere i ragazzi su tematiche che li riguardano in prima persona, dall’eccesso di uso dello smartphone a fenomeni come il bullismo e il razzismo. Su ogni tematica è possibile far crescere una consapevolezza che inneschi la scelta di stili di vita positivi. 

L’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Veronica Mammì ha evidenziato l’importanza delle azioni di sensibilizzazione tra i ragazzi per fare rete. L’obiettivo di questi progetti è dare vita ad una cultura di condivisione e solidarietà, sviluppando anche nei ragazzi il senso critico necessario ad operare scelte positive e consapevoli. 





Alla Casina di Raffaello il ricordo di Gianni Rodari

 

 “Gianni Rodari. Le parole della fantasia” è il titolo della rassegna che la Casina di Raffaello a Roma ospita dal 29 febbraio al 19 aprile 2020, aderendo alle celebrazioni per il centenario della nascita del grande scrittore per l’infanzia, nato ad Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre 1920. Sabato alle 16, per l’inaugurazione, l’attrice di cinema, teatro e tv, Michela Andreozzi, leggerà una selezione di favole e filastrocche di Rodari. 

In una sala del piano superiore della Casina di Raffaello è stata inoltre esposta la mostra ufficiale delle celebrazioni, messa a disposizione dal Coordinamento Genitori Democratici e dalla figlia dell’autore, Paola Rodari. La mostra, dal titolo “Il favoloso Gianni – Antologia murale in 21 pannelli”, è costituita da 21 pannelli, sui quali sono riprodotti alcuni degli scritti più famosi di Rodari accompagnati dalle illustrazioni della figlia Paola. In un’altra sala, attigua a quella della mostra, sono inoltre esposti diversi libri e 5 pannelli illustrativi sulle tematiche rodariane realizzati appositamente per l’evento a cura di Casina di Raffaello. 

Bambini e adulti insieme potranno così conoscere la figura di questo grande maestro della parola e della fantasia. Inoltre, nello spazio di lettura allestito appositamente nella stessa sala, potranno poi fermarsi a leggere i libri dello stesso Rodari. 

In occasione della mostra si terranno anche due laboratori specifici, “Di cosa sono fatte le storie?” e “Il binomio fantastico”, ispirati alla Grammatica della fantasia, opera teorica dello stesso Gianni Rodari, pubblicata per la prima volta nel 1973. I bambini dai 6 anni in su potranno infine partecipare al concorso a premi “Concorri con la fantasia” con la storia e l’illustrazione che realizzeranno durante il laboratorio “Il binomio fantastico”.





Roma Capitale, un 2020 di grandi mostre

Da “I marmi Torlonia” nel nuovo spazio di Villa Caffarelli alla grande novità di “Back to Nature” a Villa Borghese: sono 47 le mostre che nel 2020 si potranno scoprire nel Sistema dei Musei Civici di Roma Capitale. 

La mostra-evento dell’anno sarà “I marmi Torlonia. Collezionare capolavori” (The Torlonia marbles. Collecting masterpieces). Con la sua apertura al pubblico, dal 4 aprile al 10 gennaio 2021, verrà inaugurata la nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Villa Caffarelli riaperta al pubblico dopo 55 anni di chiusura. La grande esposizione dedicata all’imponente collezione di sculture antiche raccolte a Roma dalla famiglia Torlonia nel corso del XIX secolo che, per la ricchezza e la qualità delle opere conservate, rappresenta una delle più importanti raccolte private d’arte classica. La mostra è il risultato di un’intesa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo con la Fondazione Torlonia. 

Grande novità con “Back to Nature”. Dal 23 aprile a dicembre 2020 nel Parco dei Daini di Villa Borghese saranno installate grandi opere realizzate da artisti di fama internazionale – tra cui Mario Merz, Edoardo Tresoldi, Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Andreco e Davide Rivalta – in collaborazione con altre istituzioni attive a Roma nel settore e presenti nell’area: dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea alla Galleria Borghese, dagli Istituti di cultura stranieri alla Quadriennale di Roma. 

L’arte contemporanea sarà ancora protagonista con l’esposizione “Shepard Fairey. 3 Decades of dissent” alla Galleria d’Arte Moderna dal 13 giugno all’11 ottobre 2020. Le icone e i lavori di Shepard Fairey, uno degli artisti di Urban Art più conosciuti a livello globale, dialogheranno con le opere della Galleria, attraverso rimandi tematici e politici, e con l’installazione Lo Stencil Poster dei noti artisti italiani Sten Lex, che sarà possibile ammirare nel chiostro. 

Tre le importanti mostre celebrative del 2020. Gli eventi storici dalla Breccia di Porta Pia alla prima Guerra Mondiale saranno ripercorsi, con uno sguardo attento ai grandi mutamenti e alla cronaca minuta della città in trasformazione, nella mostra “Roma Capitale 1870 – 1915”, ospitata da novembre 2020 a marzo 2021 al Museo di Roma a Palazzo Braschi e legata alle celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale. 

I Musei Capitolini, a Palazzo Caffarelli, ospiteranno dal 12 marzo al 13 settembre “Il tempo di Caravaggio”. Capolavori della collezione di Roberto Longhi, esposizione di dipinti caravaggeschi della raccolta del grande storico dell’arte, nella ricorrenza dei cinquant’anni dalla morte. 

È dedicata invece agli scavi promossi da Bonaparte a Roma, intesi come strumento di propaganda imperiale, la mostra “Napoleone e l’archeologia” in programma da ottobre 2020 a marzo 2021 ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, che anticipa l’anniversario del bicentenario della morte di Napoleone nel 2021. 

All’insegna della valorizzazione delle collezioni dei Musei Civici, la mostra “La Roma della Repubblica” – secondo capitolo del ciclo “Il racconto dell’archeologia” inaugurato nel 2018 con la “Roma dei re” – ospitata da settembre/ottobre 2020 a luglio 2021 nelle sale di Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini, offrirà l’occasione irrepetibile per ripercorrere un’epoca di profondi cambiamenti nei canoni stilistici e nel gusto estetico della Roma antica. Con la mostra Per Gioco. La collezione di giocattoli di Roma Capitale sarà esposta al Museo di Roma a Palazzo Braschi dal 29 aprile all’11 ottobre 2020 la preziosa collezione di giocattoli d’epoca di proprietà della Sovrintendenza Capitolina, destinata poi al museo delle scuderie di Villa Torlonia. 

Approderà alla Centrale Montemartini da settembre 2020 fino marzo 2021 la mostra “I Mosaici delle Collezioni Capitoline”: il grande pubblico potrà ammirare una notevole selezione di antichi mosaici parietali e pavimentali di proprietà della Sovrintendenza, pezzi di alto pregio e valore, con alcuni esemplari restaurati proprio per quest’occasione. 

Alla Galleria d’Arte Moderna, dopo il recente successo della mostra “Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione”, avrà luogo dal 28 ottobre al 16 febbraio 2021 il progetto dedicato alle trasformazioni dell’immagine maschile nell’arte fra secondo Ottocento e inizio del XXI secolo dal titolo “Ciao maschio! Volti, potere e identità dell’uomo contemporaneo”. 

Fino al 27 settembre 2020 un’inedita kermesse di arte contemporanea attraverserà cinque musei civici, ossia il Museo Carlo Bilotti, il Museo Pietro Canonica, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo Napoleonico, tutti coinvolti nel progetto espositivo pilota Le altre opere. Artisti che collezionano artisti. In questa rassegna ottantasei artisti si “presenteranno” attraverso le loro collezioni di arte contemporanea in modo che le loro opere si confrontino, appunto, con le loro passioni artistiche. 

Il nuovo calendario delle mostre prevede sezioni dedicate agli ambiti della fotografia, del cinema, della televisione e dell’ambiente. Al Museo dell’Ara Pacis sarà protagonista Koudelka, il grande fotografo dell’agenzia Magnum Photos che, con la mostra “Josef Koudelka. Radici”, dal 1 ottobre al 31 gennaio 2021, proporrà la sua interpretazione fotografica e artistica di alcuni dei più importanti siti archeologici della cultura romana e greca con l’intento di restituirne l’autentica bellezza. 

Sarà ospitata al Museo di Roma in Trastevere da maggio in collaborazione con RAI Teche e con il Comune di Milano una grande mostra sugli interpreti di spicco della fiction italiana dagli anni ’50. In autunno, sempre al Museo di Trastevere, sono previste due mostre sul ruolo fondamentale degli archivi fotografici privati e pubblici nella memoria collettiva di un paese: “Chiamala Roma. Archivio Becchetti” e “L’ultimo idealista. Archivio D’Alessandro”. Nella prima esposizione, aperta dal 25 settembre 2020 a fine gennaio 2021, le immagini del fotografo romano offriranno una rivisitazione personale e poetica di Roma, mettendo a fuoco la sua unicità di realtà contraddittoria e complessa; nel secondo progetto espositivo, dal 9 ottobre 2020 a fine gennaio 2021, verrà varcata la soglia della reclusione e dell’emarginazione attraverso l’obiettivo di Luciano D’Alessandro, recentemente scomparso e considerato oggi un coraggioso fotogiornalista e un “ostinato idealista”. 

Sempre in autunno, infine, al Museo Civico di Zoologia con la mostra “La vita delle Api” si aprirà un focus sul ruolo delle api nell’impollinazione e quindi del mantenimento della biodiversità vegetale, e di conseguenza, animale. 

Dopo il successo con 139.140 mila visitatori di “Canova. Eterna Bellezza” (fino al 15 marzo al Museo di Roma a Palazzo Braschi) e l’apprezzamento di pubblico e critica per “C’era una volta Sergio Leone” (fino al 3 maggio al Museo dell’Ara Pacis), dopo l’estensione da gennaio 2020 della MIC anche a residenti o studenti della Città Metropolitana di Roma (limitata precedentemente solo a residenti o studenti a Roma), la conferma del ticket Forum Pass Super – realizzato grazie all’intesa tra Roma Capitale e MiBACT – che permette per la prima volta la visita con un unico biglietto al percorso unificato dell’area archeologica Foro Romano-Palatino e Fori Imperiali e l’ingresso in 10 “siti super” – si apre così un ricco calendario di nuove mostre, promosse dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.





Domenica ecologia e suppletive, ecco come sarà Roma questa domenica

 

 

A Roma domani, dalle 14.30 alle 17.30, una sfilata in maschera raggiungera’ il parco di Commodilla partendo da viale del Caravaggio e attraversando piazza Lotto, viale Tor Marancia, via Genocchi, piazza Oderico da Pordenone, via delle Sette Chiese, via Macinghi Strozzi, via Giovannipoli. Possibili brevi stop o deviazioni per le linee di bus.
Fino a tutta la giornata di lunedi’, per le operazioni connesse alle elezioni politiche suppletive, restera’ chiusa via dei Cerchi, tra via Ara Massima di Ercole e piazza Bocca della Verita’. Deviate le linee di bus. Dal 2 al 27 marzo, dal lunedi’ al venerdi’, sono in programma lavori di manutenzione sui binari tra via Chiaradia e piazza Mancini. La linea tram 2 sara’ sostituita da bus navetta.
Cosi’ in un comunicato l’Agenzia per la Mobilita’ di Roma.

Considerando la concomitanza con le elezioni suppletivenel primo collegio uninominale della Camera dei deputati, che coinvolgono i cittadini del Municipio Roma I e una parte dei residenti dei Municipi Roma II, XIII, XIV e XV, per la domenica ecologica dell’1 marzo sono previste ulteriore deroghe al blocco della circolazione rispetto a quelle consuete.
In particolare, potranno circolare gli automezzi dell’Amministrazione capitolina, i veicoli privati condotti da personale dipendente e da soggetti incaricati dei servizi elettorali, i veicoli condotti da cittadini diretti ai seggi elettorali del primo collegio uninominale, muniti della scheda elettorale.
Inoltre, gli impianti termici il cui funzionamento giornaliero consentito e’ di massimo 12 ore, dovranno essere gestiti in modo da garantire una temperatura dell’aria negli ambienti non superiore a 18 o 17 gradi in funzione del tipo di edificio.
Saranno intensificati su tutto il territorio comunale i controlli per l’accertamento del rispetto delle normative sul divieto di combustione all’aperto.
La Polizia locale di Roma Capitale provvedera’ alla vigilanza al fine di garantire l’osservanza del provvedimento di limitazione della circolazione da parte della cittadinanza.





La Cisl contro la Raggi: “Su servizio taxi Comune sta perdendo la bussola”

 

 

“Apprendiamo da alcune note di stampa che l’assessorato alla città in movimento di Roma Capitale sta per inviare una convocazione ai sindacati del settore, al fine di discutere e attuare misure di contrasto alle problematiche legate al fenomeno del coronavirus.”. È quanto dichiarano in una nota congiunta il segretario regionale responsabile del dipartimento Mobilità della Fit-Cisl del Lazio, Roberto Ricci, e Alessandro Atzeni, della Fit-Cisl del Lazio, aggiungendo che “a tal proposito sembrerebbe che l’assessore competente sia propenso a ridurre l’orario di servizio ordinario delle auto bianche per far fronte al disagio economico, che negli ultimi giorni ha colpito gli operatori del Tpl non di linea. Noi siamo disponibili al confronto, ma riteniamo che questa unica misura serva solo a decongestionare le strade, togliendo di mezzo i taxi che non entrano più nei posteggi. Pensiamo, invece, sia più conveniente intraprendere un percorso che porti ad un effettivo miglioramento dell’attuale, disastroso rapporto tra spese di gestione e margine economico, andando magari a sollecitare il Governo nazionale per trovare compensazioni strutturali che possano dare speranza al nostro comparto”. 

E poi spiegano: “La cosa bizzarra, invece, è che mentre l’assessorato alla città in movimento quantomeno tenta di intervenire su questa difficoltà la Direzione Trasporto Locale richiede i dati delle corse delle flotte aderenti alle cooperative taxi per monitorare la domanda e l’offerta del servizio pubblico non di linea taxi al fine di una valutazione quantitativa del fabbisogno di licenze. Quindi, da una parte si vorrebbe intervenire per aiutare il settore ad affrontare la crisi e dall’altra iniziano l’iter per arrivare, probabilmente, ad organizzare un eventuale rilascio di nuove licenze. L’unica cosa certa – conclude amaramente la nota – è che al momento l’amministrazione comunale sembra stia perdendo la bussola, non riuscendo a sapere cosa fa la mano destra rispetto alla mano sinistra”.





A Porte di Roma un punto informativo su Covid-19

 

 

La Galleria Commerciale Porta di Roma in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e il Comitato dei Municipi 2 e 3 di Roma nel weekend di sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo lancia l’iniziativa “Informarsi per prevenire”, un punto informativo per fornire una corretta informazione sul diffondersi del Covid-19 e per combattere “La paura del contagio e il contagio della paura”. 

I volontari della Croce Rossa Italiana, per l’intera giornata di sabato e domenica, saranno a disposizione del pubblico per rispondere sui dubbi e le preoccupazione dei visitatori e divulgare norme e accorgimenti per evitare rischi 

All’interno della Galleria, le colonne dell’area interessata saranno rivestite con i “Dieci Comportamenti da seguire” messi a punto, per informare correttamente i cittadini, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal Ministero della salute.





Covid 19, le linee guida della regione Lazio raggiungeranno migliaia di cittadini

 

 

“Stiamo distribuendo migliaia di copie delle linee guida messe a punto dalla Regione Lazio, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Saranno affisse negli uffici pubblici, nei negozi, nelle scuole, nelle piazze e nelle strade del Lazio. Dobbiamo superare questo momento difficile”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che aggiunge: “riaccendiamo l’economia senza dimenticarci della lotta contro il coronavirus. Ora più che mai la regola principale è quella di seguire sempre le indicazioni della scienza e dei medici. Non dimentichiamolo mai!”.




D’Amato (Regione Lazio): “Un caso positivo a Fiumicino”

 

Un caso di positività al coronavirus a Fiumicino. “E’ stato riscontrato un caso di positività al COVID-19 che si trova ora in isolamento presso l’Istituto Spallanzani. Riferisce di aver viaggiato e soggiornato in zone del bergamasco” ha spiegato l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato che ha sottolineato: “Immediatamente è stata avviata l’indagine epidemiologica per la verifica dei contatti stretti che sono stati posti in sorveglianza sanitaria. I test sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per la convalida. E’ stato prontamente avvisato anche il sindaco del comune interessato ed il Prefetto di Roma” ha concluso. “L’esito dei test effettuati in data odierna dall’Istituto Spallanzani conferma un caso di positività al COVID-19. I test sono stati inviati all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per la convalida. Il nucleo famigliare del caso positivo è stato portato allo Spallanzani in sorveglianza attiva”. Lo dichiara la direzione dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma.





Raggi: “L’attacco al Tmb Salario è stato doloso, non un incidente ma il gesto di un criminale…”

 

L’incendio del Tmb Salario è stato doloso. Oggi possiamo dirlo senza dubbi: quello che ha portato alla distruzione dell’impianto trattamento dei rifiuti di Ama non è stato un incidente o un corto circuito, ma il gesto criminale di qualcuno che lo ha distrutto volontariamente. E che, pochi minuti prima di farlo, ha spento le telecamere di sicurezza. Ad accertarlo sono state le indagini dei magistrati della Procura di Roma. È la conferma che Roma è #SottoAttacco e che nella nostra città è in corso una vera e propria guerra dei rifiuti, che muove interessi opachi e presumibilmente criminali. Da tre anni vengono colpiti e distrutti beni e mezzi che appartengono a tutti i cittadini romani: voglio ricordare i furti dei mezzi Ama, l’incendio dei cassonetti stradali (oltre 350 nell’ultimo anno), l’altro incendio doloso all’impianto di Rocca Cencia (parzialmente distrutto dalle fiamme nel marzo 2019) e i roghi che recentemente hanno interessato le imprese che operano nel settore del riciclo della carta. Solo nell’ultimo mese le fiamme hanno distrutto un capannone a Pomezia e un edificio in via di Falcognana, nel Municipio IX di Roma. Subito dopo l’incendio al Tmb Salario, sollevavamo dubbi e parlavamo di una possibile regia criminale. La fotografia che oggi fanno i magistrati parla chiaro: Roma è sotto attacco da parte di chi ha interesse a mettere in difficoltà il sistema pubblico di trattamento dei rifiuti della città. Noi, da parte nostra, non faremo passi indietro e continueremo a denunciare ogni episodio di intimidazione.





Contrabbando, sequestrate 9 tonnellate di sigarette nel casertano

 

Si è conclusa con il sequestro di oltre 9 tonnellate di sigarette di contrabbando e con l’arresto di un responsabile, un’operazione anticontrabbando condotta dalle Fiamme Gialle aversane nell’agro di Somma Vesuviana.

I militari della Compagnia di Aversa hanno, infatti, pedinato un camion telonato condotto da un contrabbandiere già noto alle Fiamme Gialle fino ad un deposito in aperta campagna da dove poi usciva, all’apparenza estremamente carico, in modo repentino.

Bloccato il mezzo per sottoporlo ad un accurato controllo, all’interno venivano rivenuti numerosi scatoloni di tabacchi lavorati di contrabbando. La perquisizione veniva quindi estesa al deposito dove, occultati dietro pesanti balle di indumenti usati compresse meccanicamente, venivano individuati ulteriori scatoloni di sigarette.

Complessivamente sono stati quindi sottoposti a sequestro kg. 9.110 di sigarette di marca “Regina” per un valore complessivo di mercato prossimo al milione e mezzo di euro.

L’autista del mezzo, un cinquantreenne pluripregiudicato di Casavatore, è stato tratto in arresto e verrà giudicato per direttissima.

Oltre alle sigarette di contrabbando, è stato sottoposto a sequestro il veicolo utilizzato per il trasporto delle T.L.E. ed il deposito. I marchi riportati sulle confezioni, ed in particolare i caratteri cirillici utilizzati per la descrizione del contenuto, riconducono la provenienza della merce ai Paesi dell’Est Europa da cui provengono le cosiddette cheap white, sigarette che pur prodotte legalmente, non sono ammesse alla vendita nei paesi dell’UE perché considerate non rispondenti agli standard di sicurezza comunitari e, quindi, oltremodo nocive per la salute dei consumatori, la cui domanda resta fiorente considerato che sul mercato illecito vengono vendute a prezzi più allettanti.

Le attività condotte si inquadrano nel costante rafforzamento delle attività di prevenzione generale e di controllo del territorio esercitate dalla Guardia di Finanza per il contrasto dei traffici illeciti che alimentano le casse della criminalità organizzata, con particolare riguardo alla recrudescenza del fenomeno del contrabbando di t.l.e., nel cui ambito il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha disposto da tempo dei servizi di osservazione e controllo lungo le principali direttrici stradali che collegano la provincia di Caserta e di Napoli.





Imponente operazione antidroga della Gdf in Abruzzo. Al setaccio Avezzano e la Marsica

 

Un imponente presidio di oltre 100 finanzieri, tutti dipendenti dal Comando Regionale Abruzzo, è stato impegnato nell’esecuzione di provvedimenti di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari nei confronti di 10 soggetti (di cui 2 percettori di reddito di cittadinanza) attivi ad Avezzano e nella Marsica.

Il servizio conclude un’attività che, iniziata lo scorso mese di settembre, ha permesso di individuare un ristretto ambito territoriale (la frazione di San Pelino) nel quale alcuni individui, in poco più di due mesi, hanno alimentato una “catena” dello spaccio, segnatamente di cocaina, creando un vero e proprio centro di smistamento di sostanza stupefacente.

L’attività, sin dalle prime fasi diretta dal Dottor Maurizio Maria Cerrato - Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano, ha portato alla compiuta identificazione dei principali attori del “contesto” criminale che ha coinvolto una porzione di territorio prima sottratta e da oggi restituita alla legalità.

Gli approfondimenti investigativi, eseguiti anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali e sistemi di video-sorveglianza, hanno permesso di accertare oltre 3500 cessioni di stupefacente effettuate in questo drugstore a tutte le ore del giorno e della notte a vantaggio di consumatori locali ovvero provenienti dalle limitrofe provincie di Rieti e Chieti.

In aggiunta alle 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere e ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Avezzano, Dott.ssa Anna Carla Mastelli, le Fiamme Gialle abruzzesi stanno dando esecuzione ad ulteriori 12 provvedimenti di perquisizioni locali e al sequestro di 7 autovetture.

L’attività odierna, rafforza e consolida, ancora, gli sforzi già attuati dal Corpo nel contrasto alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti e si inquadra nella continua attenzione rivolta al territorio aquilano finalizzata a salvaguardare la vita delle persone, in generale e quella dei più giovani in particolare.





Vittorio Cecchi Gori finisce in carcere. Eseguito l’arresto dopo la conferma della pena in Cassazione

Vittorio Cecchi Gori,  produttore cinematografico ed ex presidente della Fiorentina è stato arrestato. Per lui icarabinieri del Nucleo Investigativo hanno notificato un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Roma per un cumulo di pene di 8 anni, 5 mesi e 26 giorni di reclusione relativo a reati finanziari, tra cui una bancarotta fraudolenta. Lunedì scorso la Cassazione aveva confermato per Cecchi Gori la condanna a 5 anni e mezzo di reclusione in relazione al crac da 24 milioni di euro della casa di produzione cinematografica Safin. In base alla decisione dei giudici di piazza Cavour, saranno riviste, con un Appello bis, solo le condanne accessorie.





Mattarella: “Europa unita vera risposta di civiltà alla ideologia di oppressione”

“L’Europa unita è la vera risposta di civiltà alla ideologia di oppressione che nazismo e fascismo volevano imporre ai nostri popoli”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Sant’Anna di Stazzema per la celebrazione del 50° anniversario del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor militare alla città. “Europa motore di democrazia e cooperazione. Ripeterlo qui, a Sant’Anna di Stazzema non è liturgia – ha aggiunto il Capo dello Stato – ma un’affermazione impegnativa, un’assunzione di responsabilità perchè pur essendo imperfetta, fragile e incompiuta l’Europa resta il miglior antidoto a fanatismi e nazionalismi”.  Ecco il testo intergrale dell’intervento del Capo dello Stato: Rivolgo a tutti un saluto molto cordiale, al Sindaco, ai familiari delle vittime, ai superstiti, a tutti i cittadini.

Saluto e ringrazio Enrico Pieri e il Professor Paolo Pezzino.

Sono trascorsi cinquant’anni da quando il Comune di Stazzema venne insignito della Medaglia d’oro al valor militare.

Qui vi è, per la Repubblica, un sacrario della sofferenza e del martirio inflitti dalla barbarie nazista, e un simbolo di quella resistenza all’oppressore che la gente della Versilia e tutto il popolo italiano seppero far prevalere con sacrificio e trasformare in riscossa civile.

A Sant’Anna si è compiuta – come tutti ben sapete - una strage di civili tra le più efferate e sanguinose della seconda guerra mondiale. A questa terra è stata inferta una ferita profondissima, che non potrà mai essere cancellata nella storia nazionale.

Quella mattina del 12 agosto 1944 i militari delle SS entrarono nelle frazioni di Stazzema e iniziarono il rastrellamento di donne, di anziani, di bambini, di sfollati. Si pensava che Stazzema fosse un rifugio sicuro, un riparo sia pur precario, tra le incombenti minacce della guerra e delle rappresaglie. Ma quel giorno non fu concesso riparo, né pietà a tanti figli di Stazzema, a famiglie intere, a malati e invalidi, a chi era scappato e si era rifugiato tra quei casolari. L’ideologia dell’annientamento trovò applicazione contro la popolazione civile, senza il minimo riguardo per ragazzi, per fanciulli, per neonati. Giovani militari al comando di ufficiali aguzzini, indottrinati al culto della razza superiore, sterminarono persone inermi che invocavano pietà.

Non si volle solo uccidere. L’obiettivo era annientare, cancellare l’umanità delle vittime e la coscienza stessa della comunità.

Nella Toscana nord-occidentale molti luoghi divennero teatro di battaglie, di uccisioni, di stragi. I fascisti collaboravano con l’invasore e si facevano suggeritori ed esecutori di rappresaglie. Forno, Pioppeti di Montemagno, Fivizzano, Mezzano sono solo alcune tappe del lungo percorso di sangue che ha attraversato queste bellissime terre e si è poi inoltrato nell’Appennino, fino a giungere a Marzabotto, a Monte Sole.

Sono tante, nella tragicità che le contrassegna, le similitudini tra Sant’Anna di Stazzema e Monte Sole, autentici calvari civili del Continente europeo. Le piccole chiese profanate e violate, con il massacro di quanti vi avevano cercato rifugio, resteranno un simbolo indelebile impresso nella coscienza di ogni uomo libero.

Ma non c’è alcuna ragione di guerra che possa anche soltanto attenuare la disumana crudeltà inflitta alle persone e ai loro corpi straziati, accatastati, e per oltraggio anche arsi nel fuoco.

Nulla potrà mai cancellare il ricordo di Anna Pardini, uccisa a soli 20 giorni tra le braccia della mamma. Nulla potrà eguagliare il dolore di Antonio Tucci che pensava di aver messo al sicuro a Sant’Anna la moglie e gli otto figli, per trovarli invece tra i morti della piazza.

Come la piccola Anna, come la famiglia Tucci, furono centinaia e centinaia i martiri di Stazzema.

In questi ricordi – qui a Sant’Anna di Stazzema - si trova una radice della Repubblica.

Bene fanno gli storici a continuare la ricerca tra i punti che restano ancora da unire in quella tremenda giornata. La consistenza effettiva dei partigiani nella zona, dopo le divisioni interne alla brigata e i ripetuti scontri con i tedeschi nei giorni precedenti. La presenza e le responsabilità di fascisti accanto ai reparti tedeschi che compirono il rastrellamento a Stazzema. L’incursione di sciacalli che provarono a strappare le poche cose di valore a chi era stato da poco ucciso. Oltraggio che si aggiunse all’oltraggio.

Qui, a Sant’Anna di Stazzema, si avverte il significato più profondo del nostro continuare a fare memoria.

Perché la memoria è un dovere. Rappresenta un valore di umanità. Costituisce patrimonio della comunità.

Il tempo può attenuare il dolore, può allontanare lo strazio degli orrori più indicibili, ma non dobbiamo consentire che le coscienze si addormentino, che le intelligenze smettano di produrre anticorpi al virus della violenza e dell’odio, che la nostra responsabilità verso le giovani generazioni sia elusa sino al punto di rinunciare al passaggio di testimone della memoria.

Dare testimonianza fa parte del nostro dovere di solidarietà. Quelle centinaia di vite spezzate a Stazzema, quella sacralità umana negata e oltraggiata, chiedono di essere sempre onorate da quanti credono che i diritti inviolabili dell’uomo, i valori della pace e della democrazia, l’uguaglianza degli esseri umani, conferiscano alla vita dignità e livello morale.  

Per questo il primo ringraziamento va proprio alla comunità di Stazzema. E la Repubblica le rinnova la sua solidarietà.

Quella Medaglia d’oro di cinquant’anni fa è un segno di riconoscenza per quel che è stato fatto negli anni della ricostruzione e della libertà riconquistata, e per ciò che continuate a fare. Avete reclamato giustizia quando la coltre di dolore e di silenzi impediva di ricomporre per intero le stesse sequenze dell’eccidio. Avete con tenacia continuato a cercare e ricostruire la verità, aiutando i sopravvissuti a superare l’angoscia per l’immenso male subito.

Non è stato facile risalire lungo i sentieri della verità. I silenzi e le omissioni lasciano sempre delle ombre. Ma siete riusciti a raggiungere traguardi importanti, disvelando protagonisti, responsabilità, crudeltà, comprese le folli motivazioni che resero possibile tanto orrore. Lo avete fatto per voi ma avete anche reso un servizio all’Italia.

La nostra civiltà democratica non è sorta dal nulla. È nata perché chi ha conosciuto l’orrore ha promesso solennemente alle nuove generazioni che mai più quell’orrore si sarebbe ripetuto. Questa promessa è iscritta nella nostra Costituzione, dove i diritti sono legati ai doveri di solidarietà, dove l’uguaglianza non è soltanto un orizzonte ma un impegno incessante a rimuovere gli ostacoli, le discriminazioni, le ingiustizie.

Lo ha sottolineato, con parole efficaci, lo storico Pietro Scoppola: “Una guerra di dimensioni mondiali scaturita dalla volontà di potenza di una nazione che si giudicava superiore a tutte le altre”, mentre - diceva - con la nostra Costituzione “si ribalta nel principio opposto della limitazione della sovranità dello Stato nel quadro di un ordinamento che assicuri pace e giustizia tra i popoli”. Quella pace che è evocata qui.

Eppure dobbiamo essere vigili. I mutamenti epocali in atto ci offrono opportunità straordinarie, in ogni campo, ma al tempo stesso provocano paure, disorientamenti, chiusure. Il germe dell’odio non è sconfitto per sempre. Il timore del diverso, il rifiuto della differenza, la volontà di sopraffazione, sono sentimenti che possono ancora mettere radici, svilupparsi e propagarsi.

Il processo di costruzione europea è stato la proiezione esterna, lo sviluppo coerente dei principi che hanno ispirato la Resistenza e unito il popolo italiano attorno alla sua Carta costituzionale. Nazismo e fascismo, scrisse Thomas Mann, hanno tentato “un furto di Europa”. E scriveva: “L’Europa era il contrario dell’angustia provinciale, dell’egoismo limitato, della rozzezza e incultura del nazionalismo: voleva dire libertà, larghezza, spirito e bontà”. Queste parole di Thomas Mann sono emblematiche, significative.

Noi, insieme agli altri Paesi europei, abbiamo compreso che non si dovevano ripetere gli errori successivi alla Grande Guerra, e che la risposta alla volontà di potenza, all’ideologia del dominio e dello sterminio, agli orrori della guerra doveva collocarsi all’altezza della civiltà d’Europa.

Ed è significativo che in questi luoghi, dove avete, appunto, avuto la forza di erigere un monumento alla memoria e il Parco dedicato alla Pace, si siano vissuti segni di riconciliazione, come la visita del Presidente tedesco Joachim Gauck, del Presidente del Parlamento europeo Martin Schultz, che si sono inchinati davanti all’ossario delle vittime. Gesti che hanno mostrato, una volta di più, come l’Europa unita sia la vera risposta di civiltà all’ideologia di oppressione e di morte che il nazismo e il fascismo volevano imporre ai nostri popoli.

Nei giorni dello sterminio di Stazzema, Elio Toaff era sfollato a Valdicastello, a pochi chilometri da qui, e si salvò fortunosamente da una rappresaglia nazista. Toaff era solito ripetere che “gli eventi storici acquistano una prospettiva solo a distanza di tempo”.

La prospettiva che è emersa dalla reazione alla ferocia di quell’estate del ’44 e dalla Liberazione è proprio quello dell’unità europea, l’Europa unione di minoranze, casa comune di libertà, uguaglianza e solidarietà, motore di democrazia e di cooperazione. Ripeterlo qui a Sant’Anna di Stazzema non è una liturgia ma un’affermazione impegnativa.

Si tratta di un’assunzione di responsabilità. Perché, pur essendo imperfetta, fragile, incompiuta, l’Unione europea rimane il più forte antidoto al ritorno dei muri, dei risentimenti nazionalisti, dei fanatismi che non di rado esibiscono la loro carica distruttiva.

Sono comparse, da recente, in questi mesi, scritte contro ebrei sui muri e persino su porte di abitazioni. Folli e fanatici assassini hanno colpito cittadini inermi in borghi e quartieri della nostra Europa. Sono fenomeni limitati ma che non possono essere sottovalutati. Perché puntano a colpire i principi, le fondamenta della convivenza, la stessa memoria. La memoria non appartiene mai soltanto al passato ma è parte della nostra vita e della costruzione del futuro.

Con la Medaglia d’oro al valor militare assegnata al Comune, ricordiamo oggi le Medaglie d’oro al valor civile di Stazzema. Vittime ed eroi al tempo stesso: don Fiore Menguzzo, don Innocenzo Lazzeri, Genny Babilotti Marsili, Milena Bernabò, Cesira Pardini, la sorella di Anna, che a Coletti riuscì a nascondersi, a salvare un altro bambino e a portar via la sorellina neonata, che purtroppo non sopravvisse.

Sono persone che rappresentano un’intera comunità straziata.

In loro nome continuerà l’impegno per costruire una civiltà più libera e giusta, che rappresenta il nostro orizzonte di speranza e che nessuno potrà mai strappare dalle nostre coscienze di italiani liberi.




Coronavirus, ADSI: speriamo riaprire presto nostre dimore storiche

 

“Come Associazione Dimore Storiche Italiane stiamo seguendo con estrema attenzione i tavoli aperti dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, e dalla Sottosegretaria, Lorenza Bonaccorsi, convinti, come lo sono loro, che cultura e turismo potranno davvero essere il settore in grado di fare riprendere il più velocemente possibile l’economia italiana” ha detto Giacomo di Thiene, Presidente Nazionale di ADSI. 

In questi giorni, infatti, anche i proprietari delle dimore storiche private – che in Italia rappresentano circa il 17% del patrimonio immobiliare storico-artistico italiano soggetto a vincolo – si sono scrupolosamente attenuti alle disposizioni delle autorità, annullando eventi e chiudendo ville, masserie, castelli, ma anche parchi, giardini e tenute agricole solitamente aperti al pubblico. 

“Le dimore storiche italiane costituiscono un polo di attrazione e un volano per l’economia dei territori – ha ricordato il Presidente di Thiene – in particolare al di fuori dei grandi centri abitati. Ci auguriamo che il senso di responsabilità dimostrato da tutti, a partire dai cittadini, in questi giorni sia stato utile nell’attività di contenimento del contagio, dando quindi la possibilità di riaprire questi siti a tutti. Concordo pienamente con quanto, in queste ore, stanno dicendo in molti, a partire dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala: la cultura è vita”.




Turismo, associazioni di categoria in pressing sul Governo

 

 

“Apprezziamo le intenzioni del ministro Franceschini di portare al prossimo Consiglio dei Ministri alcune proposte di sostegno per il settore dell’intermediazione dei viaggi e del turismo organizzato”. 

Così AIDIT, ASTOI, Assoviaggi e FTO a margine del tavolo di confronto svoltosi oggi al Mibact sull’emergenza Coronavirus. Le quattro associazioni di categoria, rappresentative di Agenzie di Viaggi e Tour Operator unitariamente, hanno richiesto una serie di misure straordinarie ed urgenti a sostegno del comparto: estensione alla filiera, senza limitazione territoriale, delle dilazioni dei pagamenti di imposte e contributi, forme di estensione e di accesso agevolato agli ammortizzatori sociali e differimento del pagamento delle rate dei mutui; per quanto riguarda i rimborsi integrali che Adv e TO sarebbero tenuti a corrispondere ai clienti in virtù del Codice del Turismo, si chiede che, in ragione della fase emergenziale e vista la difficoltà – in alcuni casi impossibilità – di recuperare le somme già versate da TO e Agenzie ai fornitori turistici, si adotti un provvedimento normativo in deroga, che consenta di sospendere i termini dei rimborsi e conceda la restituzione delle sole somme ricevute dai fornitori. Per quanto concerne le somme residue, le Associazioni chiedono di istituire un Fondo a beneficio dei consumatori richiedenti o, in alternativa, misure compensative come un credito di imposta o similari, immediatamente utilizzabili dagli stessi clienti. Per quanto riguarda invece gli operatori con modelli produttivi specifici, che hanno cioè contrattualizzato in blocco con i fornitori l’acquisto di stanze o posti volo, si chiede la possibilità di adottare un provvedimento normativo che consenta di gestire i rimborsi tramite congelamento degli importi e concessione di un buono di pari valore da utilizzarsi entro la fine del 2020. 

Per le associazioni poi, con riferimento alle molteplici misure restrittive e di contenimento che i Paesi esteri stanno adottando, “a volte in modo schizofrenico, nei confronti dei cittadini italiani, essendo opportunamente presente al tavolo anche il Maeci, è stato chiesto di attivare una rete di coordinamento e di puntuale informazione circa la reale situazione nei confronti di tali Paesi”. E’ stato inoltre ribadito che i Tour Operator non possono farsi carico, come già hanno fatto in passato (crisi Egitto) di costi straordinari di rimpatrio, generati tra l’altro anche dall’eccessivo allarmismo provocato e amplificato dai media. Se lo Stato italiano non è in grado di intervenire per rimpatriare i connazionali, si chiede che intervenga almeno su quei Paesi esteri che adottano misure improvvise e repentine (es respingimento o quarantena senza preavviso), facendo gravare sugli stessi gli oneri conseguenti. 





Gutierres (Onu): “Non siamo alla pandemia, ma la finestra per evitarlo si sta restringendo”

 

"Questo è il momento di chiedere ai governi di fare tutto il possibile per fermare la trasmissione, e di farlo ora. Non siamo ancora in una pandemia, ma la finestra di opportunità per evitarlo si sta restringendo", ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, sul coronavirus. "La mia preoccupazione riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa", ha aggiunto.

Intanto sono 822 i contagiati in Italia per il Coronavirus.Il numero tiene conto anche delle 21 vittime - 4 in più di giovedì - e dei pazienti guariti. "I deceduti di sono ultraottantenni e un ultrasettantenne - ha spiegato Borrelli -.Vorrei precisare che non sono decedute per il coronavirus o in conseguenza. Questo è un lavoro che farà l’Istituto Superiore di Sanità. Quando avrà i dati ce lo comunicherà", ha detto Borrelli, durante il punto stampa nella sede della Protezione Civile. "Il dato importante - ha aggiunto - è che la metà dei contagiati (412) sono persone che sono asintomatiche, o con sintomi lievissimi e che quindi non hanno bisogno di ospedalizzazione. Sono in isolamento domiciliare fiduciario. Altre 345 persone sono ricoverate in ospedali con sintomi e 64 sono ricoverati in terapia intensiva". "L’assistenza alla popolazione prosegue, lunedì riapriranno le poste in alcuni Comuni per pagare le pensioni. Nelle zone rosse la vita proseguirà regolarmente".

 




Gli Stati Uniti sconsigliano i viaggi in Italia

 

Gli Stati Uniti hanno elevato l’allerta nei confronti dell’Italia al livello 3, con la quale si raccomanda ai cittadini americani di riconsiderare tutti i viaggi verso il nostro Paese a causa dell’emergenza coronavirus, evitando quelli che non sono necessari. Al livello 3 ci sono già la Cina e la Corea del Sud. L’innalzamento dell’allerta è stato comunicato dal Dipartimento di Stato Usa sulla base della valutazione dei Centers for diseases control (Cdc), la massima autorità sanitaria federale statunitense.
    Quest’ultima, spiegano fonti dell’ambasciata d’Italia a Washington, "è basata su una matrice e non è soggetta a valutazione discrezionale". Come da prassi, poi, il Dipartimento di Stato la recepisce alzando automaticamente il livello di allerta in maniera "oggettiva, obbligata e temporanea". La decisione, spiegano all’ambasciata, non ha conseguenza su chi viaggia dall’Italia verso gli Usa.





Gualtieri (Economia): “Il decreto è una prima risposta concreta”

Con questo primo pacchetto realizzato in tempi record siamo in grado di dare una prima risposta concreta”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, illustrando i principali contenuti del decreto con le misure di sostegno per l’emergenza coronavirus, a margine del Consiglio dei ministri. Nel decreto “c’è un primo sostegno al turismo in tutto il Paese con la sospensione del pagamento dei contributi e delle ritenute fiscali per le imprese del settore”.





Primo Decreto per sostenere le aree di crisi del Corona Virus. Ecco tutte le norme

 

Il Consiglio dei ministri ha varato il primo Decreto per dare sostegno alle famiglie alle imprese ed agli enti pubblici direttamente coinvolti nelle zone rosse dell’emergenza del Corona Virus. ’I territori interessati ora possono ripartire e anche l’Italia’, dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fraccaro. Nel testo anche la norma del ministero dell’Istruzione che deroga al limite di 200 giorni minimi per considerare valido l’anno scolastico. In un decreto del presidente del Consiglio anche la divisione in tre colori delle zone del contagio, graduando così le misure da attuare nei diversi casi. Le disposizioni introdotte mirano ad assicurare un primo necessario supporto economico ai cittadini e alle imprese che affrontano problemi di liquidità finanziaria a causa dell’emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e agli episodi di diffusione del virus verificatisi nel nostro Paese. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso al termine del Cdm. A questo scopo, con il decreto si interviene in diversi ambiti: Sospensione dei termini per versamenti e altri adempimenti nella ’zona rossa’. Per i soggetti che hanno la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni della cosiddetta “zona rossa” (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’), sono sospesi: i versamenti in scadenza nel periodo compreso dal 23 febbraio al 30 aprile, relativi a cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione; avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali ed assicurativi; atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli; atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali sia per le entrate tributarie che per quelle patrimoniali; ’rottamazione-ter’; ’saldo e stralcio’.  La scadenza di tali versamenti è prorogata al 31 maggio 2020; il pagamento delle bollette di acqua, gas ed energia elettrica, fino al 30 aprile, con la previsione dell’eventuale rateizzazione delle bollette una volta terminato il periodo di sospensione; il versamento, per 12 mesi, dei ratei dei mutui agevolati concessi da Invitalia alle imprese; il pagamento dei diritti camerali.

Inoltre, si estende la sospensione dei termini per adempimenti e pagamenti, già prevista dal decreto del ministro dell’Economia e delle finanze dello scorso 24 febbraio, anche ai contribuenti che risiedono al di fuori della ’zona rossa’ ma si avvalgono di intermediari che vi sono ubicati. Infine, si prorogano i termini per la comunicazione dei dati necessari alla predisposizione della dichiarazione dei redditi pre-compilata. In questo modo, i professionisti e gli operatori economici – ovunque ubicati sul territorio nazionale – avranno più tempo per raccogliere e trasmettere i dati oggetto di questo adempimento.

Introdotte, inoltre, misure di sostegno alle famiglie, ai lavoratori dipendenti e autonomi e di potenziamento degli ammortizzatori sociali nella ’zona rossa’. Il decreto interviene, tra l’altro, con i seguenti provvedimenti: cassa integrazione ordinaria per le unità produttive operanti nei comuni elencati e per i lavoratori ivi domiciliati (il ricorso alla cassa integrazione è esteso ai datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale – FIS); possibilità di sospensione della Cassa integrazione straordinaria per le imprese che vi avessero fatto ricorso prima dell’emergenza sanitaria e sostituzione con Cassa integrazione ordinaria; cassa integrazione in deroga per i datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive operanti nei comuni elencati e per i lavoratori ivi domiciliati, che non possano beneficiare dei vigenti strumenti di sostegno al reddito, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di tre mesi.

E ancora. Indennità di 500 euro al mese, per un massimo di tre mesi, per i lavoratori che hanno rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per gli agenti commerciali, per i professionisti e per i lavoratori autonomi (compresi i titolari di attività di impresa iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria – AGO) domiciliati o che svolgono la propria attività nei comuni elencati, parametrata alla effettiva durata della sospensione dell’attività.

Misure in favore dei soggetti che risentono delle conseguenze, anche indirette, dell’emergenza sanitaria. Tra le altre misure: l’incremento della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (p.m.i.) e, per 12 mesi, la garanzia della priorità della concessione del credito a quelle operanti nella “zona rossa”, ivi comprese quelle del settore agroalimentare. La concessione è a titolo gratuito, per un importo massimo per singola impresa di 2,5 milioni di euro e percentuale massima di copertura pari all’80 per cento nel caso di interventi di garanzia diretta e pari al 90 per cento in caso di riassicurazione.

L’intervento potrà essere esteso, con successivo decreto del ministro dello sviluppo economico, per periodi determinati, alle Pmi con sede in aree limitrofe alla “zona rossa” che per questo abbiano subito un danno eccezionale o che facciano parte di una filiera particolarmente colpita; la sospensione del pagamento dei ratei dei mutui per immobili residenziali per i lavoratori che subiscano la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni; l’incremento di 350 milioni di euro dei fondi destinati al sostegno delle imprese esportatrici; l’estensione della validità delle tessere sanitarie e della Carta nazionale dei servizi; misure volte ad agevolare il ricorso al lavoro agile (smart working) dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

Si prevede inoltre il mantenimento della retribuzione dei dipendenti pubblici in caso di malattia con ricovero ospedaliero o assenza per malattia dovuta al Covid-19, ivi compresi i periodi di quarantena; la possibilità, per i laureati in medicina e chirurgia che non possano sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo a causa dell’ordinanza del Ministro dell’università e della ricerca del 24 febbraio, di frequentare con riserva il corso di formazione specifica in medicina generale.

E ancora: la conservazione della validità dell’anno scolastico, anche qualora gli istituti non possano effettuare i duecento giorni di lezione previsti dalla normativa a seguito delle misure di contenimento; l’estensione del regime fiscale delle donazioni di alimenti (non imponibilità a fini IVA e imposte redditi) alle donazioni di altre merci (vestiario, computer ecc.); l’istituzione di un fondo rotativo per la concessione di mutui a tasso zero per le imprese agricole in difficoltà; il differimento al 15 febbraio 2021 dei termini per l’obbligo di segnalazione (c.d. “procedimento di allerta”) che grava sugli organi di controllo interno e sui revisori contabili, introdotto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14), per consentire un graduale adeguamento a questa novità, evitando che l’emergenza comporti conseguenze per coloro che hanno tale obbligo e potrebbero trovarsi nell’impossibilità di farvi fronte.

Per il settore turistico, si prevede, per le strutture ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator, la sospensione fino al 31 marzo del versamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali. Per gli utenti che non abbiano potuto viaggiare da e per la “zona rossa”, o usufruire di pacchetti turistici a causa delle misure di contenimento e di prevenzione della diffusione del Covid-19 disposte dalle autorità italiane o straniere si prevedono specifiche forme di compensazione.




Covid 19, migliaia i contagiati nel mondo, anche il Qatar ha il suo primo caso

 

 

Al netto di Cina, Corea del Sud e Italia, che sembrerebbero, ad oggi le nazioni più colpite dal Corona Virus. Ci sono altri contagi, alcuni con i primi casi, nel resto nel mondo. In  Iran ci sono altre nove vittime per un totale di 43 decessi. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Sanità di Teheran, dando conto di 205 nuovi casi di contagio, che portano a 583 il numero totale. Tra le vittime c’è anche un neodeputato, eletto alle parlamentari del 21 febbraio scorso. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Isna, Mohammad Ali Ramazani Dastak, veterano della guerra Iran-Iraq, è morto dopo essere stato ricoverato in ospedale. Era risultato positivo al coronavirus nei giorni scorsi.

Il Qatar riporta il primo caso. Si tratta di un uomo di 36 anni recentemente rientrato dall’Iran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale del Qatar, che cita il ministero della Sanità. Altri Paesi del Golgo, compresi Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait, hanno già confermato dei casi di infezione, relativi in maggioranza a persone tornate dall’Iran.

Il ministero della Sanità del Messico ha confermato tre casi di coronavirus, specificando che in tutti i casi i pazienti sono stati recentemente in Italia del Nord. Uno dei pazienti è un uomo di 41 anni, rientrato da Bergamo, che si trova al momento isolato in un albero di Culliacan, il secondo è un 59enne ricoverato in un ospedale di Città del Messico. Ed è il terzo è un uomo di 35 anni che durante il suo viaggio di ritorno in Messico ha avvisato l’equipaggio di bordo che era stato in Italia, facendo scattare il protocollo per evitare contatti con gli altri passeggeri. Il Messico è il secondo Paese latinoamericano dopo il Brasile a confermare casi di coronavirus.

Negli Usa dopo i due casi in California, si registra in Oregon il terzo caso di infezione da coronavirus di origine sconosciuta negli Stati. Le autorità dello stato, che confina con la California, hanno detto che si tratta di una persona che mostrava da nove giorni sintomi ma non era considerata a rischio perché non aveva viaggiato in zone con focolai né avuto contatti con persone esposte al virus. Secondo quanto riporta la stampa locale, la persona lavora in una scuola elementare che è stata immediatamente chiusa. Anche la seconda persona contagiata in California, una donna anziana, non aveva viaggiato in zone a rischio né avuto contatti con persone riconosciute come infette. La donna risiede nella contea di Santa Clara, dove è stata ricoverata mercoledì per problemi alle vie respiratorie. Sono infine definite gravi le condizioni della prima donna risultata contagiata in California in un modo che ancora non è stato determinato ed era stata ricoverata per giorni prima di essere sottoposta al test, perché appunto non veniva considerata un caso a rischio di coronavirus.

Quarantena obbligatoria per chi è stato in Italia o in Iran nei 14 giorni precedenti al suo ingresso a Macao. Lo ha annunciato il governo della regione amministrativa speciale della Cina, precisando che la misura è in vigore da mezzogiorno di oggi, ora locale. I residenti di Macao potranno trascorrere i 14 giorni di isolamento a casa, previa autorizzazione delle autorità sanitarie, mentre i cittadini stranieri e non residenti a Macao dovranno alloggiare, a proprie spese, in alberghi scelti sempre dalla autorità, sempre secondo la dichiarazione riportata dalla Cnn.




Fiumicino (Roma), tre contagi da Corona Virus. Il Sindaco Montino: “Non è un nuovo focolaio”

 

"Ad oggi i primi test effettuati risultano positivi per il marito della donna e uno dei due figli". Lo comunica il bollettino medico dell’istituto Spallanzani, relativamente a due dei componenti della famiglia della donna, residente a Fiumicino, risultata positiva ieri al Coronavirus. "Il test della donna è stato confermato anche dall’istituto superiore di sanità". "Hanno lievi sintomi anche il marito e un figlio della donna risultata positiva".  Contemporaneamente "la task Force regionale del Lazio sta indagando sui contatti della donna di Fiumicino", ha affermato il direttore sanitario dell’Istituto per le malattie infettivo romano, Francesco Vaia. "Quasi sicuramente la prima decisione è chiudere la scuola, la Colombo, ma anche il corpo che è tutt’uno in termini di servizi. La mensa, la palestra e la piscina sono corpo unico", afferma il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, aggiungendo: “Evitare qualsiasi reazione scomposta e irrazionale”. "Non è un focolaio a Fiumicino, abbiamo già ricostruito i contatti avuti dalla donna ed emerge la permanenza dal 19 al 21 febbraio ad Azzano Lombardo, in provincia di Bergamo, dove ci sono stati dei casi", afferma, dal comune di Fiumicino, l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. "Nelle prossime ore verrà completato il quadro dei contatti della bambina" risultata contagiata "con la definizione di contatti stretti", sottolinea l’assessore spiegando che in seguito verranno attivate procedure di "sorveglianza attiva". Intanto Nicolò, il ragazzo di 17 anni che per ben due volte aveva dovuto rinunciare a rientrare in Italia dalla Cina, nella mattinata di sabato ha lasciato, senza farsi riprendere da fotografi e telecamere, l’ospedale Spallanzani di Roma.- "E’ un momento emozionante, finalmente lo riportiamo a casa". Lo ha detto la mamma di Niccolò, il 17enne di Grado bloccato per due volte in Cina a causa della febbre ma risultato negativo poi ai test per il Coronavirus. Il ragazzo è stato appena dimesso dallo Spallanzani di Roma al termine dei 14 giorni di isolamento. "Dopo sei mesi che non lo vedevamo e dopo tutto quello che è successo è stata un’emozione fortissima riabbracciarlo", ha detto il padre di Niccolò. "Niccolò è contento di riabbracciare tutti quanti - ha detto la madre - finalmente questa disavventura è finita".





Covid 19, anche il calcio si ferma. 4 match rinviati a maggio

 

Il match scudetto tra Juventus e Inter, insieme ad altre 4 quattro partite di Serie A in programma in questo fine settimana a porte chiuse sono state rinviate a mercoledì 13 maggio 2020. Lo ha ufficializzato la Lega calcio di Serie A. "Visto l’articolo 1. co. 1 lett. A) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020 ’Ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento di Covid 19’; considerato il susseguirsi di numerosi interventi normativi urgenti da parte del Governo per rispondere a questa straordinaria emergenza a tutela della salute e della sicurezza pubblica; il Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A comunica che sono rinviate le seguenti gare della 7a giornata di ritorno del Campionato di Serie A TIM, inizialmente previste a porte chiuse come da Comunicato Ufficiale n. 191 del 27 febbraio 2020: Juventus-Inter, Milan-Genoa; Parma-Spal, Sassuolo-Brescia, Udinese-Fiorentina" comunica la nota della Lega calcio. "La data di recupero delle predette gare è fissata per il giorno mercoledì 13 maggio 2020. La Finale di Coppa Italia sarà conseguentemente programmata per il giorno mercoledì 20 maggio 2020", informa la Lega.





Economia e Made in Italy, scenari apocalittici. Possibili crolli del Pil dall’1 (9miliardi) al 3% (17 miliardi) nel primo e secondo trimestre dell’anno

 

E’ drammatico lo scenario economico per l’Italia. Secondo alcune previsioni, si registrerà nei prossimi mesi, un vero e proprio crollo del Pil. Una diminuzione compresa tra -1% e -3% nel primo e secondo trimestre 2020. E’ questa l’indicazione degli effetti sull’economia del coronavirus secondo il Ref Ricerche che quantizza la perdita di Pil tra i 9 ed i 27 miliardi. La stima considera l’impatto nelle regioni italiane, con effetti immediati e di più lunga durata, a seconda del settore considerato. Lombardia e Veneto, le regioni più interessate, spiega il Ref, contano per il 31% del pil italiano. Questa stima si basa su una valutazione degli effetti sui singoli settori, raggruppati in quattro categorie in base al range di probabile variazione del rispettivo valore aggiunto e poi calcolando il peso di tali categorie sul pil totale. Il primo gruppo comprende quei settori che vedono aumentare tra il 2% e il 6% la loro attività in conseguenza dell’epidemia virale (attività legate alla farmaceutica, alla cura della casa e i servizi connessi allo smart working e alle video conferenze); il suo peso è dell’8,5%. Il secondo gruppo è di gran lunga il più importante (vale il 54,6% dell’intera economia) e non patisce sostanziali variazioni di attività a causa del virus. Il terzo gruppo incide per il 25,1% e patisce una contrazione produttiva limitata (al più del 4%). Infine, c’è l’insieme dei settori che stanno subendo contraccolpi molto forti (tra -10% e -40%) ma che hanno un peso contenuto (11,7%; dalla filiera del turismo, a tutte le attività legate a centri di aggregazione). A lanciare l’allarme anche la Cgia. "Se l’emergenza coronavirus dovesse diffondersi a dismisura in tutte le regioni del Nord e durasse qualche mese, come hanno ipotizzato molti esperti di virologia, il rischio che una buona parte dell’economia nazionale si fermi è alquanto probabile". Dall’Ufficio studi della Cgia segnalano che in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria viene ’generata’ la metà del Pil nazionale e del gettito fiscale che finisce nelle casse dell’erario; vi lavorano oltre 9 milioni di addetti occupati nelle imprese private (pari al 53 per cento del totale nazionale); da questi territori partono per l’estero i 2/3 delle esportazioni italiane e si concentra il 53 per cento circa degli investimenti fissi lordi. Oltre alle misure urgenti che interessano le attività e i contribuenti che rientrano nei Comuni ubicati nella cosiddetta zona rossa, sottolinea la Cgia di Mestre, "è altresì necessario che l’ssecutivo metta a punto una misura strutturale che interessi tutta l’economia" e quindi in particolare rifinanziare Cigo e Cigs, ridare credito alle Pmi e fare in modo che la Pa paghi i suoi debiti. "Il danno di immagine provocato al nostro Paese dal coronavirus è alquanto pesante. Molti settori produttivi - segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo - sono già allo stremo, per questo chiediamo al governo di approvare subito un intervento di medio-lungo termine che preveda il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e l’estensione degli stessi ai settori che oggi ne sono sprovvisti, si rafforzino le misure di accesso al credito delle Pmi e la Pubblica Amministrazione paghi tutti i debiti che ha contratto con i propri fornitori".

 





Usa e talebani fanno la pace. Storico accordo a Doha

Stati Uniti e talebani hanno firmato a Doha uno storico accordo per la pace in Afghanistan che mette fine a 18 anni di guerra.I negoziati tra governo e talebani inizieranno il 10 marzo.: è quanto prevede uno dei punti dell’accordo di pace. Gli Stati Uniti inizieranno subito a ritirare una parte del contingente in Afghanistan, riducendolo a 8.600 unità, prevede, inoltre, l’accordo di pace siglato dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo con i talebani a Doha. L’impegno degli Usa è il ritiro completo in 14 mesi. Nell’intesa è previsto anche lo scambio di prigionieri tra Stati Uniti e talebani. Gli Stati Uniti "non esiteranno ad annullare l’accordo" con i talebani se i ribelli afgani non rispetteranno i loro impegni in materia di sicurezza e sull’avvio dei negoziati di pace con il governo di Kabul, ha detto Mike Pompeo dopo la firma in Qatar. Ha quindi invitato i talebani a "mantenere la promessa di una rottura con al Qaida".

 




Profughi dalla Siria, la Grecia tenta di frenare l’ingresso verso l‘Europa. Accuse al Presidente turco Erdogan

 

Le autorità greche hanno inviato altre forze di sicurezza nella regione di Evros, al confine con la Turchia, e hanno rafforzato i controlli via mare per bloccare l’ingresso dei profughi, dopo aver già impedito “oltre 4.000 ingressi illegali”. E’ quanto ha annunciato il portavoce del governo, Stelios Petsas, al termine di una riunione di emergenza dell’esecutivo di Atene.

Il presidente turco Recep Tayyip Edogan ha detto che la Turchia ha aperto i confini, lasciando uscire circa 18.000 profughi, e che continuerà a tenere aperte le frontiere. “Sono passati già 18.000 migranti e nelle prossime ore il numero sarà 25-30mila e non chiuderemo le nostre porte perchè la Ue deve mantenere la parola data”, ha detto Erdogan.

“Il governo greco è deciso a fare tutto il necessario per difendere i nostri confini”, ha sottolineato il portavoce, dopo il “tentativo massiccio, orchestrato e illegale” di ieri, a cui “il paese ha resistito, proteggendo i propri confini e i confini dell’Europa”. “Ieri abbiamo impedito oltre 4.000 ingressi illegali – ha precisato Petsas, citato dall’agenzia di stampa greca Ana – le 66 persone che sono riuscite a passare sono state fermate e non hanno alcun rapporto con la situazione a Idlib (Siria)”.

“Stiamo rafforzando le nostre forze di terra e in mare – ha proseguito – le forze di polizia e dell’esercito sono state dispiegate nella regione di Evros. Le forze della Guardia Costiera sono state rafforzate nelle isole e, ad oggi, abbiamo 52 navi della Guardia costiera e della Marina che pattugliano le nostre acque”.





Confermato: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna terranno chiuse scuole e università per altri sette giorni

 

“Sulla base del parere del Comitato Tecnico Scientifico nazionale, resta confermata la chiusura dei nidi, dell’attività scolastica e delle Università anche per la prossima settimana per le tre Regioni più colpite: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo ritengono inoltre di dover aggiornare settimanalmente tale previsione sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

“Fermi restando i divieti per tutte le attività che determinano significativi assembramenti di persone – aggiunge – si sta valutando la possibilità per le attività culturali e di spettacolo di un accesso limitato e disciplinato, tale da salvaguardare le condizioni di sicurezza sanitaria delle persone. Ci eravamo prefissi di rimetterci prima alle valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico – che oltre all’Istituto Superiore di Sanità è stato potenziato con l’interessamento dei presidenti delle Società scientifiche competenti per materia sul Coronavirus -, così come di attendere l’indicazione del Governo che garantisse una omogeneità degli interventi”.

 




Inflazione, torna a correre il carrello della spesa

 

A febbraio i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano in misura contenuta (da +0,6% di gennaio a +0,7%) mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano (da +1,3% a +1%), registrando però in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’intero paniere. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.





Corona Virus, in Italia sale a 29 il numero delle vittime. Oltre il muro dei mille i contagiati

E’ di 1.049 contagiati, 29 persone decedute, (otto solo nelle ultime ore ndr) e 50 guarite. Questo l’ultimo bilancio diffuso dal Commissario per l’emergenza Corona Virus e Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.  Si tratta comunque di numeri in continuo aggiornamento e che già nelle prossime ore potrebbero cambiare. Il Governatore del Veneto Zaia parla di rischi di “timori per una impennata dei contagi”, questo è uno dei motivi che hanno portato alla conferma della chiusura delle scuole nelle regioni più toccate dalla malattia.  Secondo la Protezione Civile, da dati in loro possesso, per il 38% dei malati si è reso necessario il ricovero, il 10% ha avuto necessità di terapie d’urto e quindi delle camere intensive, mentre il 52% dei casi sono domiciliati a casa in attesa di essere poi giudicati guariti dalle autorità sanitarie. 





Salvini e il Corona Virus:“Bisogna aiutare tutti, sospendere i tributi, le tasse e i pignoramenti in tutta Italia”

 

’’Ci sono 100mila posti di lavoro a rischio in tutta Italia, non solo a Codogno. Bisogna aiutare tutti. Ce la dobbiamo fare come Italia e come italiani. Rilancio l’appello al governo, inascoltato da giorni, perché sospenda i tributi, le tasse e i pignoramenti in tutta Italia, perché a pagare sono tutti’’. Così Matteo Salvini in diretta Fb. ’’Stiamo riempiendo il governo di proposte, richieste, appelli... Se qualcuno ci avesse ascoltato e avesse fatto in controlli a inizio gennaio, oggi non avremmo alberghi e scuole chiusi... Conte ogni tanto ci ascolti - dice il leader della Lega - Qualche giorno fa Conte ha detto che tutto era sotto controllo e ora stiamo raccogliendo i cocci...’’.