Effetto Covid 19, Assemblea Capitolina a porte chiuse

 

Le prossime sedute dell’Assemblea Capitolina si svolgeranno “a porte chiuse”, senza la presenza di pubblico in aula Giulio Cesare. La decisione è in linea con le misure per il contrasto al diffondersi del virus Covid-19, contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020. 

È quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo, che si è tenuta oggi alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi e del presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito. 

I cittadini potranno seguire i lavori dell’aula in streaming sul portale di Roma Capitale.





La Dicesi di Roma sospende catechismo e corsi pre-matrimoniali

Sospesi fino al 15 marzo oratorio, catechismo, corsi prematrimoniali, ritiri ed esercizi spirituali, pellegrinaggi, consentite le celebrazioni liturgiche feriali e festive, “purché il luogo di culto consenta di rispettare le misure di precauzione ritenute fondamentali dalle Autorità competenti, purché il luogo di culto consenta di rispettare le misure di precauzione ritenute fondamentali dalle Autorità competenti, in particolare quella di mantenere almeno un metro di distanza tra le persone”: sono le disposizioni decise dalla diocesi di Roma per l’emergenza coronavirus.





Il Covid 19 ferma anche la Grande Moschea di Roma

Il Centro islamico culturale d’Italia, noto come la Grande moschea di Roma, ha annunciato che a partire da domani 6 marzo sospenderà le attività religiose nell’ambito dell’emergenza dettata dalla diffusione del Coronavirus. Su disposizione del Segretario Generale del Centro, Abdellah Redouane, si legge in una nota che “in ottemperanza al Decreto emesso dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 04 Marzo 2020 recante le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 il Centro Islamico Culturale d’Italia dichiara sospesa la Preghiera del Venerdi in data 06 Marzo 2020”.





Nuovo blitz dei Carabinieri a Tor Bella Monaca, arresti

In poche ore, a seguito di mirati blitz antidroga nel quartiere Tor Bella Monaca, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato due persone. 

In manette è finito un 32enne romano che, fermato per un controllo mentre si aggirava a piedi in una nota piazza di spaccio di via dell’Archeologia, è stato trovato in possesso di 15 dosi di cocaina.

Sempre in via dell’Archeologia, gli stessi Carabinieri, durante un posto di controllo alla circolazione stradale, hanno fermato un 47enne romano, senza occupazione e già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione in caserma per precedenti reati. A seguito di un’approfondita ispezione del suo veicolo, sono state rinvenute 21 dosi di cocaina. Vistosi scoperto, l’uomo ha tentato di darsi alla fuga accelerando il veicolo, provando con una manovra improvvisa di stringere contro il guardrail uno dei Carabinieri che ha tentato di fermarlo, ma è stato definitivamente bloccato e arrestato.

I Carabinieri hanno poi deciso di perquisire la sua abitazione, nella stessa via, rinvenendo altre 50 dosi di cocaina, 5 dosi di hashish e 4.925 euro, ritenuti provento dell’attività illecita.

Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo presso il Tribunale di Roma, dove dovranno entrambi difendersi dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 47enne, invece, dovrà rispondere anche di resistenza a Pubblico Ufficiale.





Tenta di sfuggire all’arresto fingendosi malato di Coronavirus, ma gli dice male

I carabinieri della Stazione Roma Viale Libia hanno arrestato ieri sera un 33enne di nazionalita’ romena, con precedenti, con l’accusa di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Poco prima, mentre si trovava a bordo dell’autobus Atac, linea 63, l’uomo ha rubato un borsello a un 61enne, sfilandolo dalla borsa che aveva al seguito. Il ladro e’ stato notato da un passeggero che ha chiamato subito il 112, fornendo una descrizione dettagliata del malfattore. I carabinieri hanno intercettato l’autobus e, appena l’autista del mezzo ha effettuato la fermata in via di Villa Chigi, hanno individuato il 32enne che, dopo aver strattonato i militari, ha tentato una breve fuga terminata dopo pochi metri quando e’ stato definitivamente bloccato. Per evitare l’arresto l’uomo ha riferito ai carabinieri di essere affetto da Coronavirus, ma i successivi accertamenti effettuati al Policlinico Umberto I lo hanno smentito. Dimesso, l’uomo e’ stato portato in caserma in attesa del rito direttissimo.





Una spiaggia libera al posto dell’ex stabilimento L’Arca di Ostia

 

È iniziata, con l’abbattimento dei manufatti abusivi, la bonifica dell’area del litorale di Roma, a Ostia, dove sorge l’ex stabilimento “L’Arca”. L’obiettivo del Campidoglio è garantire un maggiore tratto di arenile alla pubblica fruizione, con servizi gratuiti alla collettività. Eliminati degrado e abbandono, su quell’area nascerà una nuova spiaggia libera per cittadini e turisti.

 

I lavori di demolizione, il cui costo è di 130mila euro Iva esclusa, sono partiti alla presenza delle autorità capitoline e del X Municipio. L’area demaniale marittima data in concessione all’ex Colonia Marina fa parte dell’insieme delle strutture balneari sviluppatesi sull’arenile di Castel Fusano a partire dal secondo dopoguerra, quando, insieme alla ricostruzione degli stabilimenti balneari di Ostia Ponente e Levante andati distrutti dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, iniziò la realizzazione degli impianti balneari sulla parte di litorale corrispondente al lido di Castel Fusano. Il Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale ha ricostruito l’iter tecnico-amministrativo che ha portato alla realizzazione dell’impianto balneare: è risultato non legittimo il permesso a costruire in sanatoria rilasciato per l’area demaniale.

 

Il Campidoglio, dunque, dice sì al lungomare e no al lungomuro. Per questo sono stati abbattuti oggi, in questo punto del litorale di Roma, manufatti abusivi rimasti per lunghi anni emblema di degrado. L’intera area verrà riqualificata e diverrà spiaggia libera per romani, residenti del Municipio e turisti; e sarà restituita a tutti la vista del mare. Già l’anno scorso – rammenta il Campidoglio – è stata abbattuta una serie  di chioschi abusivi, tra cui quello della “Spiaggetta”, dove ora sarà inaugurata una nuova e riqualificata spiaggia libera. Un modo, afferma il Municipio X, per ridare dignità e decoro al lungomare di Ostia e a un territorio ricco di storia, da valorizzare e non da sfruttare.





Coronavirus, pioggia di chiamate (8000) al numero verde nel Lazio

 “Sono 8 mila le telefonate giunte in questi giorni al numero verde, 800.118.800, a cui rispondono 40 medici e che dall’inizio della sua istituzione, ossia il giorno 27”. Lo ha spiegato alla Pisana l’Assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria, Alessio D’Amato, intervenendo nel corso della seduta straordinaria del consiglio regionale del Lazio sulla situazione Coronavirus. “È importante e colgo l’occasione per ribadire un concetto fondamentale: in presenza di sintomi e anche in presenza di link epidemiologici, ovvero di contatti, è opportuno non recarsi al Pronto Soccorso, ma è opportuno, anzi indispensabile comunicare al numero che ho poc’anzi citato qual è la situazione, in maniera tale da poter consentire l’invio in sicurezza e l’invio contenimento dei mezzi, qualora fosse necessario, o la gestione diretta a domicilio, cosa che sta avvenendo anche in diverse circostanze”.




Contro il Coronavirus raddoppiati i posti letto allo Spallanzani

 “Verranno raddoppiati i posti letto dello Spallanzani, ci saranno ulteriori 150 posti letto all’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani, che, per quanto riguarda il sistema Lazio, diventerà il COVID Hospital della nostra regione”. Lo ha detto alla Pisana l’Assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria, Alessio D’Amato, intervenendo nel corso della seduta straordinaria del consiglio regionale del Lazio sulla situazione Coronavirus. “Questo a supporto dell’intera rete, affinché possano continuare tutte le attività che sono previste nelle altre strutture ospedaliere. Abbiamo implementato il laboratorio per quanto riguarda i test, seguiamo le indicazioni arrivate a livello nazionale” ha aggiunto. “Voglio ricordare che sul laboratorio dello Spallanzani gravitano le richieste di quasi tutte le Regioni italiane, che vengono soddisfatte, e ad oggi sono stati fatti oltre 1.500 test all’Istituto Spallanzani. Come dicevo, al di fuori della Lombardia che ha come hub di riferimento l’Istituto Sacco di Milano, tutte le Regioni italiane hanno un punto di riferimento importante per quanto riguarda l’Istituto Spallanzani”.





Coronavirus: sospesa attività didattica nelle scuole fino al 15 marzo, esonerate da servizio insegnanti ed educatrici scuole infanzia e nidi di Roma Capitale

 

Nell’ambito delle misure per il contrasto al diffondersi del virus Covid -19, il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto del 4 marzo 2020, ha disposto la sospensione sull’intero territorio nazionale dei servizi educativi per l’infanzia, e dell’attività didattica nelle scuole di ogni ordine a grado, dalla giornata del 5 marzo 2020 fino a tutto il  15 marzo 2020.

 

Per questo motivo, nello stesso periodo le insegnanti e le educatrici delle scuole dell’infanzia e dei nidi di Roma Capitale sono esonerate dal servizio presso le strutture di appartenenza, fermo restando che questo periodo “costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge”, come previsto dalle norme.

 

Il provvedimento si limita a sospendere i servizi educativi e le attività didattiche, per cui le strutture dovranno restare aperte per consentire le necessarie operazioni di pulizia e sanificazione.

 





Viterbo, sequestro milionario di conti correnti, veicoli di lusso e fondi d’investimento

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di Viterbo, in esecuzione di provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, hanno sottoposto a sequestro preventivo beni collocati in ambito nazionale ed estero. Il sequestro ha riguardato da un lato quote di società, con finalità impeditiva, dall’altro denaro, fondi d’investimento, partecipazioni societarie, veicoli e motoveicoli di lusso, nonché beni immobili fino ad una concorrenza di oltre € 21.000.000, al fine di confisca diretta e per equivalente.

Il provvedimento, eseguito nei confronti di n. 8 soggetti tra amministratori di fatto e prestanome di società operanti nel settore della distribuzione al dettaglio, pulizie di edifici, trasporti e facchinaggio, consegue alle ipotesi di reato di concorso in frode fiscale, indebite compensazioni e riciclaggio.

Tra i beni sottoposti a vincolo ha particolare risalto un fondo d’investimento estero di circa due milioni e mezzo di euro.

La complessa attività investigativa è conseguente ad un intervento operativo eseguito, nel mese di giugno del 2017, dalla Compagnia di Viterbo presso i locali di un supermercato di generi alimentari operante nella provincia viterbese, risultato gestito di fatto da un imprenditore romano.

Le immediate ricerche, estese dai militari nel locale/ufficio dell’amministratore di fatto della società gestore della medesima attività commerciale, permettevano di rinvenire copiosa documentazione amministrativa, contabile ed extracontabile, nonché numerosi timbri ad inchiostro riconducibili a diverse società, tutte con sede dichiarata a Roma ma in realtà, come si è scoperto nel corso delle indagini, impiegate esclusivamente per l’emissione e l’utilizzo di fatture false.

Le successive attività investigative, condotte dai Finanzieri del Comando Provinciale di Viterbo sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, hanno infatti permesso di accertare una truffa sistematica commessa nei confronti dell’Erario e degli Istituti Previdenziali, perpetrata dai titolari di uno studio commercialistico di Roma attraverso un gruppo di società che hanno presentato dichiarazioni fraudolente,indicando costi fittizi per € 18 milioni al fine di ottenere un credito IVA, quantificato in € 3 milioni e mezzo, risultato essere inesistente ed utilizzato successivamente per compensare il versamento di ritenute fiscali e di contributi previdenziali, che invece sarebbero stati tenuti ad effettuare.

L’attività di polizia giudiziaria eseguita ha permesso di accertare che tali società sono state costituite da uno dei titolari dello studio commercialistico, considerato l’amministratore di fatto, e che le quote societarie, come pure le cariche di amministratore, sono state intestate e attribuite a soggetti terzi compiacenti, dietro il pagamento di un compenso periodico.

Altre società, per gran parte amministrate da soggetti “prestanome”, riportavano costi fittizi, consistenti nell’acquisto di beni immateriali (in realtà mai acquisiti), per oltre € 40 milioni e crediti IVA inesistenti per quasi € 10 milioni, che venivano poi impiegati sempre per compensare le ritenute fiscali ed i contributi previdenziali che avrebbero dovuto versare.

La frode aveva anche importanti conseguenze sui lavoratori delle società che si avvalevano della collaborazione illecita dello studio commerciale: è stato infatti accertato che quando una delle società di cui erano dipendenti aveva “esaurito” il credito IVA fittizio, i lavoratori venivano licenziati, per poi essere assunti da nuove società, appositamente costituite, che avevano appena creato il credito d’imposta secondo il medesimo sistema di frode sopra descritto. Il legame lavorativo, quindi, non seguiva il merito, le capacità o l’impegno, ma le alterne esigenze delle dinamiche della frode fiscale.

Tutte le partecipazioni delle società coinvolte, quantificate in circa 60, sono state sottoposte a sequestro e affidate alla custodia di un amministratore giudiziario.

In conclusione, vista nel suo complesso, l’attività di polizia economico-finanziaria svolta dalle Fiamme Gialle viterbesi, sotto l’egida della Autorità Giudiziaria capitolina, ha permesso di constatare imposte evase (IRPEF, IRES, IVA e IRAP) per un importo superiore ad € 11.000.000 mentre le indebite compensazioni delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ammontano a circa € 13.000.000.

L’odierno sequestro conferma la straordinaria importanza rivestita, nel nostro ordinamento, dalla possibilità di colpire i patrimoni degli amministratori di enti e società in relazione a fatti tributari penalmente rilevanti. L’ablazione dei patrimoni illecitamente costituiti nel tempo attraverso attività fraudolente sembra infatti il più efficace ed insostituibile strumento per far sì, ad un tempo, che venga garantita la soddisfazione del credito erariale che lo Stato vanta nei confronti degli indagati, che questi ultimi non abbiano la possibilità di trarre ulteriori indebiti vantaggi economici dalle frodi commesse, che risulti evidente ai cittadini onesti come i comportamenti criminali, ed i relativi indebiti guadagni, non sfuggano all’attività di controllo degli Enti preposti ed anzi, una volta scoperti, hanno anche un gravosissimo costo economico e sociale per gli autori.

 





Trento, blitz antidroga della Gdf porta 37 arresti

 

Un centinaio di militari ed unità cinofile antidroga delle Fiamme Gialle trentine hanno effettuato arresti e perquisizioni nei confronti di una agguerrita associazione per delinquere, composta prevalentemente da soggetti di origine albanese, che controllava il mercato dello spaccio nella provincia di Bolzano, con importanti ramificazioni anche in Veneto.

Si tratta dell’operazione internazionale antidroga denominata “BESA 2018”, che si è appena conclusa con l’esecuzione di venticinque misure di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Trento, ventidue delle quali eseguite sul territorio nazionale (Trentino Alto Adige, Veneto e Puglia) e le restanti tre all’estero con l’attivazione del M.A.E. (Mandato di Arresto Europeo) e del mandato di cattura internazionale in Albania, Ungheria e Turchia. Le catture eseguite in queste ore si vanno ad aggiungere ai dodici arresti in flagranza di reato già effettuati nel corso delle indagini.

Le investigazioni, avviate a marzo 2018 grazie al monitoraggio dei movimenti di alcuni pregiudicati albanesi presso le principali piazze di spaccio della provincia di Bolzano, sono state dirette dal Sostituto Procuratore dott. Davide OGNIBENE della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Trento e condotte dalle unità speciali antidroga del G.I.C.O. (Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento, con la collaborazione del Reparto Operativo-Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bolzano, co-delegato ad eseguire i riscontri operativi nel comprensorio del Burgraviato (Merano e comuni limitrofi).

Per sgominare la vasta rete di narcotraffico, che si estendeva dall’Albania, passando per la Germania e la Svizzera fino ad arrivare in Italia, fondamentale si è rivelata l’attività infoinvestigativa operata dai finanzieri trentini con la preziosa collaborazione dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza di Roma, attraverso il ricorso a procedure di cooperazione internazionale attuate tramite il II Reparto “Coordinamento informativo e relazioni internazionali” del Comando Generale del Corpo e la D.C.S.A. (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) del Ministero dell’Interno.

Le complesse indagini di polizia giudiziaria, svolte anche con l’ausilio di attività tecniche, di prolungati servizi di osservazione e pedinamento, nonché di numerose azioni di riscontro sul territorio, hanno così permesso di scoprire e disarticolare un’agguerrita associazione per delinquere, aggravata per essere composta da più di dieci sodali e per avere a disposizione armi da fuoco, composta prevalentemente da soggetti di origine albanese (da qui il nome dell’operazione “BESA”, termine albanese che indica il “patto d’onore” che lega i vari membri dei tre gruppi in cui si snoda l’associazione) dedita all’importazione ed alla successiva distribuzione, in particolare nel territorio altoatesino, di ingenti partite di stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana.

Nel corso dei due anni di indagine, 12 persone (08 albanesi, 02 tunisini, 01 egiziano e 01 svizzero) sono state arrestate in flagranza di reato ed altre 06 (04 italiani residenti tra Bolzano e Merano e 02 albanesi) denunciate a piede libero a seguito di mirati riscontri operativi nei comuni di Bolzano, Merano, Bressanone, Lana, Appiano e Parcines, con il contestuale sequestro di circa 20 mila euro in contanti, di oltre 25 kg tra cocaina, marijuana e hashish del valore di oltre 550.000,00 euro e l’accertamento dell’avvenuta immissione in consumo nel solo “mercato” altoatesino di ulteriori 10 kg circa di cocaina e hashish, per un controvalore di circa 500.000,00 euro.

In esecuzione delle misure di custodia cautelare in carcere, sono stati catturati, in Italia, 02 italiani dimoranti nei comuni di Massafra e Palagiano in provincia di Taranto, ma che all’epoca dei fatti contestati erano entrambi residenti a Bressanone, ove rifornivano il locale mercato di spaccio per conto dell’associazione; 16 cittadini di nazionalità albanese, 01 kossovaro, 01 tunisino e 01 macedone residenti nei comuni di Bolzano, Merano, Lana, Marlengo e 01 cittadino albanese residente nel comune di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza.

Inoltre, sulla base della procedura del Mandato d’Arresto Europeo (M.A.E.) e grazie agli accordi internazionali in materia di estradizione, sono stati contemporaneamente arrestati 03 appartenenti al sodalizio che si trovavano in territorio albanese, attraverso la cooperazione internazionale fornita agli investigatori trentini dalla SHTETIT SHQIPTAR, la polizia nazionale albanese.

Il bilancio complessivo dell’operazione “BESA” ha portato all’individuazione e alla denuncia di 43 narcotrafficanti, 37 dei quali tratti in arresto, nonché al sequestro di oltre 25 kg di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana e hashish, nonché di circa 20.000,00 euro in contanti. Lo stupefacente sequestrato, una volta venduto al dettaglio, avrebbe garantito ai narcotrafficanti introiti per oltre mezzo milione di euro.

L’operazione, che ha inflitto un duro colpo ai canali di rifornimento dello stupefacente del Trentino Alto Adige, conferma, ancora una volta, il ruolo primario della Guardia di Finanza quale Polizia Economico-Finanziaria proiettata al contrasto internazionale dei più gravi fenomeni criminosi al fine di garantire la tutela della salute pubblica e la sicurezza del Paese.

 





Lavorazione delle carni, truffa milionaria sulle imposte scoperta nel modenese

 

Una complessa attività di verifica svolta nei confronti di una società di rilevanti dimensioni che opera a livello nazionale nel settore della lavorazione delle carni e del suo socio di maggioranza ha consentito ai militari del Comando Provinciale di Modena di accertare una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi per oltre 80 milioni di euro ed un’IVA evasa per quasi 8 milioni di euro.

In particolare, le attività ispettive condotte dai finanzieri del Nucleo polizia economico-finanziaria di Modena hanno consentito di accertare due condotte fraudolente distinte.

La prima è emersa a seguito del confronto tra alcuni documenti informatici extracontabili, redatti dalla società ed acquisiti all’avvio della verifica, e la contabilità ufficiale della società, dal quale sono scaturite sostanziali difformità tra le quantità di prodotti lavorati esposti nelle scritture di magazzino obbligatorie tenute dalla società e quelle evidenziate nei prospetti riferibili alle quantità lavorate dalle cooperative utilizzate negli stabilimenti.

Tale differenza è stata ritenuta riconducibile a prodotto finito o semilavorato ceduto “in nero”, con la conseguente omessa dichiarazione di rilevanti elementi positivi di reddito.

La seconda condotta è scaturita da una segnalazione della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena a seguito di accertamenti in materia di lavoro e di legislazione sociale svolti nei confronti della verificata inerenti il periodo 2012-2016.

A questo riguardo, le Fiamme Gialle modenesi hanno accertato che la società ha indebitamente erogato, nei confronti di alcuni dipendenti assunti quali “autisti”, somme relative a indennità di “trasferte Italia” per un importo poco superiore ai 184mila euro non assoggettandole alle prescritte ritenute previdenziali e assistenziali mentre le attività svolte in realtà erano riconducibili ad ordinarie prestazioni lavorative da assoggettare a dette ritenute per un importo pari a 67 mila euro.

Complessivamente, le attività di verifica sono state concluse con la segnalazione alla Direzione Regionale dell’Agenzia di Entrate di Bologna di elementi positivi di reddito non dichiarati per oltre 78 milioni di euro, un’IVA evasa pari a quasi 8 milioni di euro e ritenute non operate per 67 mila euro.

Inoltre i rappresentanti legali della società sono stati segnalati all’A.G. modenese, per l’ipotesi di reato di infedele dichiarazione ex art. 4 del D.lgs.74/2000.

Successivamente, è stata anche svolta una ulteriore attività ispettiva nei confronti del socio con partecipazione “qualificata” della società precedentemente verificata, da considerarsi caratterizzata dalla c.d. “ristretta base partecipativa” (azionaria e familiare).

A conclusione della verifica è stata segnalata all’Agenzia delle Entrate di Modena l’omessa dichiarazione di redditi di capitale per un importo di oltre 2 milioni di euro da parte del socio, con residenza in Montecarlo, il quale è stato segnalato alla locale A.G. per il reato di infedele dichiarazione.

A seguito delle comunicazioni di notizia di reato redatte, la locale Procura della Repubblica nella persona del Proc. Agg. Dott. Giuseppe Di Giorgio, condividendo pienamente gli esiti delle attività svolte dalle Fiamme Gialle di Modena, ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. del Tribunale di Modena l’emissione di un Decreto di sequestro preventivo finalizzato ad assicurare il provento del reato di evasione accertato.

Sulla scorta del dispositivo magistratuale i Finanzieri hanno provveduto, quindi, a sottoporre a sequestro n.10 beni immobili, tra fabbricati e terreni, n. 7 autoveicoli, tra i quali due prestigiose Ferrari d’epoca, n. 2 motoveicoli e quote societarie per un controvalore di 16 milioni di euro.

Il sequestro preventivo è stato, successivamente, confermato anche dal Tribunale del Riesame di Modena, avvalorando la bontà del lavoro svolto dai militari della Guardia di Finanza di Modena.

L’attività di servizio costituisce efficace concretizzazione della quotidiana azione realizzata dalla Guardia di Finanza, unico organo di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria con competenze specialistiche in campo tributario, a contrasto dei fenomeni di evasione fiscale internazionale e di pianificazione fiscale aggressiva, nel perseguimento dell’obiettivo di ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini e di tutela della collettività, evitando il prodursi degli effetti dannosi tipici dell’evasione in termini di alterazione della normale concorrenza tra le imprese e di maggior carico fiscale per i cittadini onesti.

 





Operazione ‘conti in sospeso della Gdf, manette a sei ventenni per droga ed estorsione

 

La Guardia di Finanza di Pavia, alle prime luci dell’alba, a conclusione di indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto Mario Venditti e dal Sostituto Procuratore Andrea Zanoncelli e riguardanti un sodalizio criminale dedito alla commissione di estorsioni e condotte violente di recupero del credito, nonché alla detenzione ai fini dello spaccio di cocaina e marijuana, ha eseguito sei misure cautelari in carcere nelle province di Pavia e Milano.

Le indagini, avviate lo scorso ottobre ed iniziate dopo un intenso monitoraggio delle attività di spaccio perpetrate nel centro di Pavia durante le notti di movida, hanno visto impegnate le Fiamme gialle nella ricostruzione di una fitta rete di vendita che, partendo dai numerosi compratori abituali, ha permesso di giungere fino al dominus del sodalizio criminale, F.T. Quest’ultimo a capo di una banda di ventenni tutti dediti al traffico di sostanze stupefacenti. I finanzieri della Compagnia di Pavia sono riusciti a ricostruire, da subito, l’intero ciclo di acquisto della droga distribuita, poi, nelle diverse piazze di spaccio delle province di Milano e Pavia. Nel corso delle attività investigative, sono stati documentati numerosissimi episodi estorsivi che hanno visto implicati consumatori poco più che maggiorenni utilizzati anche quali pusher dall’associazione criminale.

Questi ragazzi, spesso in condizioni economiche precarie, venivano reclutati dall’associazione criminale per vendere la sostanza stupefacente che gli veniva ceduta a credito. Il minimo ritardo nel pagarla scatenava, però, la violenza della banda che non tardava a manifestarsi attraverso pesanti minacce, spesso brandendo armi da fuoco e con pestaggi effettuati con bastoni di ferro e catene. Gli episodi di violenza sono stati accertati anche attraverso l’analisi tecnica degli smartphone sequestrati agli indagati, all’interno dei quali erano presenti numerosi video che ritraevano le vittime e gli autori dei pestaggi e delle minacce utilizzati per intimorire i debitori che si rifiutavano di pagare.

Risalendo la rete di spaccio, sono stati identificati ed arrestati, i componenti dell’associazione criminale: F.T. domiciliato in Rosate (MI) di anni 22 “capo” e “picchiatore” della consorteria criminale, P.C. domiciliato a Besate (MI) di anni 28 custode dello stupefacente del tipo marijuana e “picchiatore”, F.B. domiciliato a Motta Visconti (MI) di anni 24 detentore dello stupefacente del tipo cocaina e S.S. domiciliato in Besate (MI) di anni 29 “tesoriere” del gruppo ed “autista”. Oltre agli associati, i finanzieri hanno identificato ulteriori due “picchiatori” tale D.C. di anni 22 e L.R.L. di anni 25 che avevano l’esclusivo compito di prelevare, con sconsiderata violenza e forza intimidatrice, il denaro dovuto al gruppo criminale.

Nel corso delle operazioni, oltre 50 militari della Compagnia di Pavia, con il supporto di unità cinofile anti-droga e cash-dog del Gruppo di Linate e del Gruppo Pronto Impiego di Milano, hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari che hanno consentito di sequestrare monili e gioielli, 3 Rolex, 100 grammi di marijuana e hashish, 2 bilancini elettronici, 1000 euro in contanti e circa 20 tra cellulari e tablet. Sono stati inoltre sequestrati, 1 carabina, 6 coltelli e 40 proiettili calibro 9 utilizzati per l’attività estorsiva. Al termine dell’attività investigativa sono state ricostruite cessioni di cocaina e marijuana per oltre 8 kg ed estorsioni finalizzate al pagamento dello stupefacente per oltre 60.000 euro.

L’operazione delle fiamme gialle, si colloca in un ampio dispositivo di controllo economico del territorio, nell’ambito del quale viene garantita un’attenzione particolare ai fenomeni della produzione e commercializzazione di sostanze stupefacenti e psicotrope e l’operazione di servizio condotta costituisce un’ulteriore conferma del controllo esercitato dalla Guardia di Finanza sul territorio lombardo a tutela della legalità e al contrasto dei traffici illegali.





I commercialisti, con il loro Ordine, chiedono lo stop ai processi tributari

 

Il diffondersi della situazione di emergenza legata al coronavirus “impone anche per i processi tributari il rinvio d’ufficio delle udienze già fissate e una moratoria sulla fissazione di nuove udienze e la sospensione di tutti i termini processuali”. Lo sostiene il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani, secondo cui il provvedimento di sospensione “deve riguardare non solo i contribuenti o i professionisti con sede nei comuni delle zone rosse, ma quelli di tutto il territorio nazionale”. 

“D’altra parte – spiega il presidente dei commercialisti – quello tributario è l’unico processo non contemplato nel decreto legge 9 del 2020, che ha previsto il rinvio delle udienze e dei termini processuali per tutte le altre giurisdizioni”. 

La richiesta “nasce dalla ovvia constatazione che soltanto un provvedimento di questa natura può garantire, ai professionisti abilitati a difendere dinanzi alle commissioni tributarie di tutto il paese, nonchè agli organi giudicanti e al personale di segreteria, le condizioni minime di sicurezza utili al contenimento di un’ulteriore diffusione del contagio, nonchè il tempo necessario a porre in essere le attività di difesa in favore dei contribuenti per effetto dell’emergenza in corso”. 

“Analogo provvedimento – aggiunge Miani – è necessario per il termine di 90 giorni entro cui svolgere i contraddittori presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate nell’ambito dei procedimenti di accertamento con adesione. Questi termini andrebbero anch’essi sospesi e con essi quelli per proporre l’eventuale ricorso”.





ConfimpreseItalia e l’impatto del Coronavirus: “Misure economiche del Governo insufficienti e in grave ritardo. E’ a rischio la tenuta dell’intero Sistema Italia. Allargare a tutto il Paese le misure già prese per le aree del contagio”

 

“Sono assolutamente insufficienti le misure prese del Governo per contenere le ricadute economiche da Coronavirus. E soprattutto, quando arriveranno, il Decreto sull’emergenza economica sembrerebbe essere slittato alla prossima settimana, potrebbero essere in grave, gravissimo ritardo, rispetto all’avanzare degli effetti a catena scatenati da Covid 19”.  

E’ quanto fa sapere in una nota ConfimpreseItalia. “Il Premier Conte ed il suo Governo non tengono nel giusto conto quanto questa crisi, unita a quella strutturale, sia ormai diffusa, non solo nelle zone definite rosse ed arancioni, ma in tutto il Paese. Le nostre Federazioni del turismo e dell’agroalimentare ci riferiscono numeri spaventosi e ci indicano come tutte le filiere siano ormai contagiate. Se Venezia, Firenze, Roma, Milano, Torino e comunque tutte le città d’arte e turismo, contabilizzano disdette e mancate prenotazioni, non si può non considerate che, a caduta, tutto il mondo che ruota attorno al turismo, sia altrettanto colpito.

Parliamo di numeri pari ad un volume di affari, a secondo delle gravità dei casi, dell’ordine di -40/-90%.  ConfimpreseItalia, da sempre ha dato il suo contributo imparziale e senza sventolare bandiere. Lo ha fatto con il Governi del Centrodestra, del Centro sinistra e anche con gli ‘ibridi’.

Questa volta ci pare che il concentrarsi solo sulle zone focolaio o nei loro dintorni sia assolutamente insufficiente continuare in questa direzione lo giudichiamo totalmente inadeguato. Occorre non rinviare oltre misure che ormai sono urgentissime per la vita dell’economia nazionale.

Quanto potranno resistere, chiediamo al Presidente Conte, le micro, le piccole e le medie imprese già indebolite dalla crisi e dalle speculazioni economiche sulle filiere del made in Italy. Giocare la carta del minimo delle concessioni in deficit da parte dell’Europa, è solo un mezzuccio per rinviare il problema.

Serve altro. Serve la responsabilità di allargare la platea dei deboli e non solo sorreggere le aree del contagio, serve ossigeno per tutte le micro, le piccole e le medie imprese nazionali, senza escludere l’immenso patrimonio delle partite Iva.

Dunque le misure, così come fatto con le scuole e le università, gli stadi e i musei, è necessario applicare alla lettera e senza distinzioni di regione e località, le stesse cose fatte per alcune aree contagiate del nord. Non è possibile - conclude la nota di ConfimpreseItalia- affossare, probabilmente in maniera definitiva, il patrimonio nazionale del piccolo e medio imprenditore e dei suoi collaboratori. ConfimpreseItalia farà tutto quanto possibile per tutelare al meglio i suoi associati e tutti coloro che si sentiranno messi in un angolo e sacrificati, da una visione politico-economica miope e senza prospettiva. Questo dovevamo al Governo. Le nostre proposte sono sul tavolo e speriamo che qualcuno recuperi vista e visione dell’attuale congiuntura economica, altrimenti sarà il baratro”.





Burioni sul Coronavirus: “In troppi sottovalutano”

 

 

“Io ho la sensazione che molta, troppa gente non abbia capito con che cosa abbiamo a che fare.

Forse alcuni messaggi troppo tranquillizzanti hanno causato un gravissimo danno inducendo tanti cittadini a sottovalutare il problema”. Lo scrive sulla sua pagina Medical Facts il virologo Roberto Burioni, commentando una foto di una affollata via di Parma pubblicata con l’hashtag #parmanonsiferma.

“La gente in questo momento deve stare a casa. Tutto quello che causa un affollamento DEVE ESSERE EVITATO” ribadisce il professore.

 





Coronavirus, presidi scuola Lazio: possibile didattica a distanza

 

 “Dal punto di vista scientifico mi affido ai tecnici, perché non ci si deve mettere a discutere di certe cose al bar, come è successo sui vaccini con i no vax”. Così Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, sulla decisione del Governo di sospendere le lezioni a scuola fino al 15 marzo.

“Credo siano misure prese da persone responsabili e vanno seguite. Le conseguenze di queste decisioni mi interessano e noi come presidi stiamo intervenendo su questo, ci stiamo organizzando per una didattica a distanza. Attraverso il registro elettronico le scuole possono accedere una piattaforma del Ministero dell’istruzione e utilizzare i materiali video e inserire anche altri materiali. Poi c’è stata una positiva gara di solidarietà perché più di 100 scuole tecnologiche si sono proposte per fare da tutor alle altre scuole”.

“Non abbiamo precedenti di sospensioni così lunghe, se non quando ci furono le occupazioni col tripla K. Se dovessero persistere queste condizioni alla maturità le prove dovranno essere calibrate in altro modo. Solo durante la guerra c’è stato un cambiamento nelle modalità dell’esame di maturità, quindi non abbiamo precedenti per poter fare ipotesi precise. Ma adesso non fasciamoci la testa prima di rompercela. I genitori sono spaesati, a questo spaesamento dobbiamo reagire provando a rimanere in contatto con i nostri studenti. Nel mio liceo sabato abbiamo delle lezioni online che avevamo progettato per la settimana bianca e le utilizzeremo per far fronte a questa situazione”.





Bonetti (Famiglia): “Ipotesi voucher baby sitter e congedo per i genitori”

 

 “Sto pensando a possibilità di sostegno per i costi delle baby sitter, con i voucher, si tratta di proposte per le quali ci sono in corso valutazioni economiche.Anche i nonni che sono così preziosi nel welfare della nostra società e oggi vanno tutelati, quindi dare anche la possibilità di evitare troppo contagio tra i bambini e i nonni, con congedi straordinari per i genitori. Sono misure che si dovranno attivare fin da ora”. Lo ha detto il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti, in un’intervista a ‘Circo Massimo’, su Radio Capital.

“All’Europa sono stati chiesti fondi e la spesa che serve deve essere messa in campo per sostenere le famiglie”, ha detto la ministra Bonetti ai microfoni della trasmissione su Radio Capital, ricordando che “avevamo già un voucher baby-sitter, che non era stato reintrodotto nella legge di bilancio”.





Covid 19, ecco il Decreto sanitario del Governo

Coronavirus, ecco il Decreto con le nuove misure prese dal Governo

 

Il presidente del Consiglio Ministri, Giuseppe Conte, ha firmato un nuovo Dpcm con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus. Di seguito il testo del Dpcm.

ART. 1 (Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19)

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
  2. a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale;
  3. b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d);
  4. c) sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d);
  5. d) limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole dei ministeri dell’interno e della difesa.
  6. e) sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
  7. f) fermo restando quanto previsto dalla lettera d), la riammissione nei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia infettiva soggetta a notifica obbligatoria ai sensi del decreto del Ministro della sanità del 15 novembre 1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 dell’8 gennaio 1991, di durata superiore a cinque giorni, avviene dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti;
  8. g) i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità;
  9. h) nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, per tutta la durata della sospensione, le attività didattiche o curriculari possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni, successivamente al ripristino dell’ordinaria funzionalità, assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative nonché di quelle curriculari ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico;
  10. i) a beneficio degli studenti ai quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al presente decreto, la partecipazione alle attività didattiche o curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni.
  11. l) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
  12. m) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
  13. n) la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro;
  14. o) con apposito provvedimento dirigenziale è disposta, in favore dei candidati che non hanno potuto sostenere le prove d’esame in ragione della sospensione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera f) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, la proroga dei termini previsti dagli articoli 121 e 122 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
  15. p) tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d’intesa con il coordinatore degli interventi per il superamento dell’emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire, secondo i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, con particolare riguardo ai soggetti provenienti dai comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, sino al termine dello stato di emergenza.

ART. 2 (Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale) 

  1. Sull’intero territorio nazionale si applicano altresì le seguenti misure:
  2. a) il personale sanitario si attiene alle appropriate misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e applica le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della salute;
  3. b) è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, di cui all’allegato 1, lettera d);
  4. c) nei servizi educativi per l’infanzia di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni, sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 1;
  5. d) i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 1 anche presso gli esercizi commerciali;
  6. e) è raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali, nonché alle associazioni culturali e sportive, di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal presente decreto, che promuovano e favoriscano le attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero svolte presso il domicilio degli interessati;
  7. f) nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, in conformità alle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione 25 febbraio 2020, n. 1, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani;
  8. g) nello svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private sono adottate opportune misure organizzative volte a ridurre i contatti ravvicinati tra i candidati e tali da garantire ai partecipanti la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra di loro, di cui all’allegato 1, lettera d).
  9. h) le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi;
  10. i) chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato e abbia sostato nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta. Le modalità di trasmissione dei dati ai servizi di sanità pubblica sono definite dalle regioni con apposito provvedimento, che indica i riferimenti dei nominativi e dei contatti dei medici di sanità pubblica; ove contattati tramite il numero unico dell’emergenza 112 o il numero verde appositamente istituito dalla regione, gli operatori delle centrali comunicano generalità e recapiti per la trasmissione ai servizi di sanità pubblica territorialmente competenti.
  11. L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono, sulla base delle comunicazioni di cui al comma 1, lettera i), alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:
  12. a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;
  13. b) accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, informano dettagliatamente l’interessato sulle misure da adottare, illustrandone le modalità e le finalità al fine di assicurare la massima adesione;
  14. c) accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di sanità pubblica informa inoltre il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche ai fini dell’eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS HERMES 25 febbraio 2020 0000716 del 25 febbraio 2020);
  15. d) in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine.
  16. L’operatore di sanità pubblica deve inoltre:
  17. a) accertare l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché degli altri eventuali conviventi;
  18. b) informare la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi;
  19. c) informare la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera).
  20. Allo scopo di massimizzare l’efficacia della procedura sanitaria è indispensabile informare sul significato, le modalità e le finalità dell’isolamento domiciliare al fine di assicurare la massima adesione e l’applicazione delle seguenti misure:
  21. a) mantenimento dello stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultima esposizione;
  22. b) divieto di contatti sociali;
  23. c) divieto di spostamenti e viaggi; d) obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.
  24. In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
  25. a) avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di Sanità Pubblica;
  26. b) indossare la mascherina chirurgica fornita all’avvio della procedura sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi;
  27. c) rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario.
  28. L’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio 2020, e successive modificazioni e integrazioni.
  29. Su tutto il territorio nazionale è raccomandata l’applicazione delle misure di prevenzione igienico sanitaria di cui all’allegato 1.

ART. 3 (Monitoraggio delle misure) 

  1. Il Prefetto territorialmente competente monitora l’attuazione delle misure previste dal presente decreto da parte delle amministrazioni competenti.

ART. 4 (Disposizioni finali)

  1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data di adozione del medesimo e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020.
  2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti gli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020.
  3. Restano ferme le misure previste dagli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni. Nei territori indicati negli allegati 1, 2 e 3 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, le misure di cui al presente decreto, ove più restrittive, si applicano comunque cumulativamente con ogni altra misura prevista dai predetti articoli 1 e 2.
  4. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

All’allegato 1, il Dpcm ribadisce le ’Misure igienico-sanitarie’:

  1. a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  2. b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  3. c) evitare abbracci e strette di mano;
  4. d) mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
  5. e) igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  6. f) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
  7. g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  8. h) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  9. i) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  10. l) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  11. m) usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.




Emergenza Covid 19, il Governo ci mette 7,5 mld

 

“Abbiamo stanziato 7,5 miliardi a sostegno delle famiglie e delle imprese che stanno affrontando questa emergenza non solo sanitaria, anche economica". Sono le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pronunciate al termine di un articolato Consiglio dei ministri che ha preso numerose decisioni. Sul punto delle risorse stanziate Conte ha anche puntualizzato: "Si tratta di un’iniziativa che richiede un passaggio parlamentare perché c’è uno scostamento rispetto agli obiettivi di finanza pubblica. Riteniamo di dover assumere misure straordinarie, urgenti in un contesto così emergenziale. Siamo consapevoli della responsabilità che incombe su di noi. Nel consiglio dei ministri, mi sono premurato di distribuire una cartellina con le proposte che ci sono pervenute in questi giorni dalle forze di opposizione. Ho invitato tutti i ministri a leggere queste proposte come le ho lette io. Questo non significa che non ci sia una distinzione di ruoli”. Poi la decisione, attesa, ma certamente difficile da digerire, almeno da una parte della maggioranza, ovvero quella sul Referendum sul taglio dei parlamentare: sarà rinviato. Una decisione legata, naturalmente, all’emergenza Covid 19.





Scuole chiuse, possibile una proroga oltre il 15 di marzo

Il "Comitato tecnico-scientifico ha solo portato all’attenzione dei ministri elementi di incertezza su quanto un provvedimento di questo tipo può contribuire al contenimento dell’infezione. L’altro elemento di incertezza è sulla durata della sospensione, è stata decisa la chiusura delle scuole fino al 15 marzo, con possibilità di rimodulare" questa decisione "sulla base degli scenari". Così il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, componente del Comitato tecnico-scientifico sull’emergenza coronavirus, in conferenza stampa alla Protezione civile. Potrebbe dunque configurarsi una proroga della chiusura delle scuole nel Paese. "Che la misura" di sospensione delle lezioni a scuola "non serva lo escludo, ma non è certo il contributo che possa dare. Può aiutare a contenere i contagi, ma non sappiamo quanto" spiega Locatelli, sottolineando che dunque si tratta "di un sacrificio che serve".





Entrate tributarie, nel 2019 in aumento dell’1,9%

Nel 2019 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 471.622 milioni di euro (+7.847 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,7%). Lo comunica il Mef spiegando che nel confronto tra i flussi di gettito annuali registrati nel biennio 2018/2019, non si rilevano disomogeneità determinate da entrate una tantum.





Salvini: “Domani tutto il centrodestra presenterà le proposte al Governo”

 

"Ho questa mattina incontrato qui nel mio ufficio i rappresentanti di Fi e di Fdi: Antonio Tajani e Giorgia Meloni. E domani il centrodestra, come squadra coesa e unita, farà una conferenza alle 11 per portare le nostre proposte al Governo. Noi offriamo al presidente Conte proposte concrete, se si vuole ci si incontra e si lavora insieme. Propositivi sì, ma non restiamo appesi alla finestra". E’ quanto ha dichiarato il segretario della Lega, Matteo Salvini, durante una diretta su Facebook. 

 





Il Bollettino su Covid 19: i malati sono 3.296, le nuove vittime 41 e i guariti 414

Sono 3.296 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 590 persone in più rispetto a ieri e 148 i morti, 41 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. Il commissario ha detto inoltre che ’sono 414 i guariti in Italia, 138 in più rispetto a ieri’, che "non ci sono criticità nei nostri ospedali, compresi quelli della Lombardia che sono oberati di lavoro" e ha ribadito che è già in atto "il piano di potenziamento delle terapie intensive e sub intensive".

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 1.777 i malati in Lombardia, 658 in Emilia Romagna, 380 in Veneto, 106 in Piemonte, 120 nelle Marche, 45 in Campania, 21 in Liguria, 60 in Toscana, 41 nel Lazio, 21 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 12 in Puglia, 8 in Abruzzo, 7 in Trentino, 7 in Molise, 9 in Umbria, 1 in provincia di Bolzano, 2 in Calabria, 2 in Sardegna, uno in Basilicata, e 2 Valle d’Aosta.

Le vittime sono 98 in Lombardia (25 in più di ieri), 30 in Emilia Romagna (+8), 10 in Veneto (+4), 4 nelle Marche, 3 in Liguria (+2) e uno in Puglia. Complessivamente sono finora 3.858 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite. Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 32.362, dei quali oltre oltre 27mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

 





Messaggio di Mattarella alla Nazione : “Nessuna ansia, seguiamo le indicazioni del Governo. Senza allarmismi e con fiducia supereremo questo momento impegnativo”

 

Ecco il testo integrale dell’intervento del Capo dello Stato

 

 

«Care concittadine e cari concittadini,

l’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo. Lo sta affrontando doverosamente con piena trasparenza e completezza di informazione nei confronti della pubblica opinione.

L’insidia di un nuovo virus che sta colpendo via via tanti paesi del mondo provoca preoccupazione. Questo è comprensibile e richiede a tutti senso di responsabilità, ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti.

Siamo un grande Paese moderno, abbiamo un eccellente sistema sanitario nazionale che sta operando con efficacia e con la generosa abnegazione del suo personale, a tutti i livelli professionali.

Supereremo la condizione di questi giorni. Anche attraverso la necessaria adozione di misure straordinarie per sostenere l’opera dei sanitari impegnati costantemente da giorni e giorni: misure per l’immissione di nuovo personale da affiancare loro e per assicurare l’effettiva disponibilità di attrezzature e di materiali, verificandola in tutte le sedi ospedaliere.

Il Governo – cui la Costituzione affida il compito e gli strumenti per decidere - ha stabilito ieri una serie di indicazioni di comportamento quotidiano, suggerite da scienziati ed esperti di valore.

Sono semplici ma importanti per evitare il rischio di allargare la diffusione del contagio.

Desidero invitare tutti a osservare attentamente queste indicazioni: anche se possono modificare temporaneamente qualche nostra abitudine di vita.

Rispettando quei criteri di comportamento, ciascuno di noi contribuirà concretamente a superare questa emergenza.

Lo stanno facendo con grande serietà i nostri concittadini delle zone cosiddette rosse. Li ringrazio per il modo con cui stanno affrontando i sacrifici cui sono sottoposti.

Desidero esprimere sincera vicinanza alle persone ammalate e grande solidarietà ai familiari delle vittime.

Il momento che attraversiamo richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno per sconfiggere il virus: nelle istituzioni, nella politica, nella vita quotidiana della società, nei mezzi di informazione.

Alla cabina di regia costituita dal Governo spetta assumere – in maniera univoca- le necessarie decisioni in collaborazione con le Regioni, coordinando le varie competenze e responsabilità. Vanno, quindi, evitate iniziative particolari che si discostino dalle indicazioni assunte nella sede di coordinamento.

Care concittadine e cari concittadini, senza imprudenze ma senza allarmismi, possiamo e dobbiamo aver fiducia nelle capacità e nelle risorse di cui disponiamo.

Possiamo e dobbiamo avere fiducia nell’Italia».