La raccolta dei rifiuti in II Municipio secondo Ama è quasi al 100%

 

La raccolta dei rifiuti a Roma, anche nell’area della Nomentana, viene attualmente svolta da AMA con regolarità e secondo quanto previsto dal Contratto di Servizio. Nell’ultimo periodo, la performance di regolarità nella raccolta stradale del Municipio II, in cui il quadrante Nomentano insiste, ha sfiorato il 100%: nella seconda metà di febbraio, ad esempio, si sono raggiunte percentuali di servizi erogati sulla base di quanto pianificato tra il 98% e del 99%. Nell’ultima settimana, solo nel II municipio, l’azienda ha svolto più di 300 servizi di pulizia di vario genere (spazzamento manuale, meccanizzato, eccettera). Tali dati evidenziano il grande sforzo messo in campo dall’azienda, il pieno e veloce recupero dell’arretrato, dopo le ben note difficoltà esogene derivate dal blocco dei conferimenti (dal 6 al 9 febbraio) presso la discarica di Roccasecca, e il riallineamento su parametri elevati e/o standard nonostante la scarsa autosufficienza e le perduranti ridotte capacità ricettive per alcune frazioni di rifiuto. Lo comunica Ama S.p.A. in una nota, anche in riferimento a quanto riportato oggi da alcuni organi di stampa. Rispetto a quanto risulterebbe dal monitoraggio sulle attività di pulizia e lo svuotamento dei contenitori per i rifiuti svolto da alcuni cittadini in zona Nomentana, l’azienda fa presente che gran parte dei giri di raccolta e dei servizi di pulizia vengono svolti in turno notturno. Nella convinzione che la collaborazione dei cittadini sia un valore aggiunto e un fattore essenziale per il decoro della città, l’azienda assicura che tutti i quadranti sono costantemente monitorati con i tecnici a livello centrale e direttamente sui territori.

 





Sara Battisti (Pd): "Governo intervenga per sostenere il turismo del Lazio"

 

“Ammortizzatori sociali straordinari da parte del Governo per salvare il settore turistico della Regione Lazio che rischia un tracollo a causa del Coronavirus”. È quanto prevede l’ordine del giorno già depositato in aula dal consigliere regionale Sara Battisti (Pd), per chiedere al presidente della Regione Lazio di farsi promotore presso il Governo della richiesta di misure straordinarie per il settore. “Il turismo – si legge nel testo – rappresenta uno dei principali indotti economici per l’Italia: alle attività turistiche sono direttamente riconducibili oltre il 6% degli occupati del Paese. Già nel trimestre, 1 marzo – 31 maggio, sono stati previsti 31,625 milioni di turisti in meno in Italia, con una perdita di 7,4 miliardi di euro” ed “un crollo del 60-70% delle prenotazioni riguardanti i viaggi all’estero, quelli in Italia, i congressuali, le gite scolastiche. Molte aziende stanno annunciando la Cassa Integrazione per i propri dipendenti – continua il documento – e sono migliaia i posti di lavoro a rischio”. “A seguito di questi dati – spiega Sara Battisti ” si rischia un vero e proprio tracollo per tutte le aziende, i negozi e le imprese che ruotano intorno all’asset turistico, e che fino ad ora hanno rappresentato un motore trainante dell’economia della Regione Lazio. Gli ammortizzatori sociali straordinari da parte del Governo sarebbero quindi una misura necessaria per preservare i posti di lavoro e salvaguardare le imprese e gli asset che ruotano intorno al settore. Ho pertanto voluto presentare questo odg – che fa seguito al tavolo con gli albergatori di Fiuggi che ho voluto fosse convocato alla presenza degli assessori comoetenti e rendere permanente – al fine di dare un segnale concreto di aiuto agli operatori e per provare a frenare l’emorragia di posti di lavoro e la chiusura delle aziende”.





Lavoro agile a Roma Capitale: al via percorso per farne uso nei vari settori della macchina amministrativa

 

Incentivare e favorire forme di lavoro agile nei vari settori della macchina amministrativa di Roma Capitale, per limitare sul territorio gli spostamenti della popolazione. Con questo obiettivo il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane ha inviato una circolare a tutti i direttori delle strutture (Municipi e Dipartimenti) affinché individuino le attività che possono essere svolte, sin dai prossimi giorni, secondo modalità più flessibili. In questo modo si vuole contemperare l’interesse alla salute pubblica e la continuità dell’azione amministrativa.

 

“In linea con quanto indicato dalla ministra Fabiana Dadone, chiediamo ai nostri uffici di incentivare rapidamente forme e modalità di lavoro agile”, spiega la sindaca Virginia Raggi. “Si parte ovviamente dai soggetti più deboli, ma intendiamo contribuire alla limitazione degli spostamenti. Anche Roma Capitale fa la sua parte in questa fase così complessa per la collettività”.

 

Verrà garantita la possibilità di attivare il lavoro agile – in via prioritaria – ai soggetti maggiormente esposti al rischio di contagio: portatori di patologie croniche, con “multimorbilità” (compresenza di più patologie), con stati di immunodepressione congenita o acquisita, tutto debitamente documentato.

 

Nell’individuare le attività effettuabili in modo flessibile, l’Amministrazione deve tenere conto della tutela dei dati protetti, dei protocolli relativi alla privacy e del fatto che un ente locale eroga soprattutto servizi essenziali di pubblica utilità.

 

“Vogliamo agevolare le attività dei nostri dipendenti, garantendo la piena continuità della macchina e assicurando una risposta operativa a quanto previsto dal Governo”, sottolinea l’assessore al Personale Antonio De Santis. “Abbiamo quindi impostato un percorso che, con il contribuito di tutti i soggetti coinvolti, consentirà di tutelare il benessere organizzativo e l’esercizio dei diritti di lavoratrici e lavoratori”.

 

Una volta individuate le attività che si possono svolgere in modalità agile, e accertate le persone che possono e intendono avvalersi di questa possibilità, verranno elaborati specifici progetti che saranno firmati dalla parte datoriale e dai dipendenti.

 





Coronavirus, il Consiglio regionale fissa i paletti

 

L’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio ha approvato la delibera con cui adotta le disposizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare, l’Ufficio ha deliberato, tra le varie misure, la sospensione di tutti i convegni e ogni altro tipo di evento aperto al pubblico, delle visite scolastiche, degli ingressi a rappresentanze di cittadini, così come sono sospese le visite per gli ospiti dei consiglieri regionali e le audizioni presso le Commissioni del Consiglio regionale. 

La determina, inoltre, sospende le missioni dei consiglieri regionali nelle aree a rischio epidemiologico e vieta ai soggetti esterni, salvo quelli appartenenti agli organi di comunicazione ed informazione, di assistere alle sedute del Consiglio regionale (trasmesse in streaming) e delle Commissioni consiliari. 

Saranno messe a disposizione del personale e degli addetti, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani nelle aree di accesso alla sede, all’Aula consiliare, alle sale delle commissioni, al bar e alla mensa. “È fatto obbligo per i dipendenti e per coloro che a diverso titolo operano presso l’amministrazione – spiega infine la Pisana – di segnalare la eventuale provenienza da una delle aree a rischio epidemiologico come disposto dal Dpcm 1 marzo 2020”.  





Grandi eventi, Roma li congela fino al 4 di aprile

Stop ai grandi eventi sportivi a Roma fino al 3 aprile. Il Comune di Roma ha inviato una comunicazione a tutti i concessionari degli impianti sportivi di Roma Capitale in merito all’applicazione del decreto della Presidenza del Consiglio di ieri per contenere la diffusione del Coronavirus. 

Sono quindi sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”, sono stati cancellati i grandi eventi sportivi previsti fino al 3 aprile; è in corso di valutazione quali altre manifestazioni possano svolgersi regolarmente nel rispetto di tale indicazione. Per le manifestazioni che non potranno avere luogo, verrà valutata di comune accordo con gli organizzatori la possibilità di riprogrammare l’evento in data successiva.





Covid 19, i penalisti di Roma chiedono di valutare lo stop ai processi

Il direttivo della Camera Penale di Roma, “preso atto della evoluzione della diffusione dell’epidemia di coronavirus”, chiede di valutare “l’opportunità di rinviare i processi con imputati liberi, dentro i limiti previsti dal codice di autoregolamentazione, salvaguardando inoltre il diritto delle parti che richiedano di procedere nella trattazione dell’udienza” e “vengano adottate, per le attività procedimentali diverse dalle udienze, cautele idonee a garantire il rigoroso rispetto delle direttive sanitarie contenute nei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri”. E’ quanto emerge da un documento inviato, tra gli altri, alla presidente del Tribunale capitolino e al presidente della Corte d’Appello di Roma. 

“Considerato il susseguirsi di provvedimenti adottati dagli Uffici Giudiziari capitolini che finiscono per pregiudicarne l’uniformità e l’efficacia e rilevato che tale situazione – si legge nel documento – ha peraltro determinato disagi nell’esercizio della funzione difensiva, senza al contempo poter garantire adeguatamente i difensori e le parti dai rischi che gli stessi provvedimenti mirano a scongiurare” il direttivo della Camera Penale chiede inoltre che “venga espressamente previsto che i difensori possano depositare istanze e comunicazioni a mezzo e vengano in ogni caso adottati gli ulteriori provvedimenti a tutela di tutti gli interessati al processo”.





Di Berardino (Regione Lazio): "Misure di sostegno anche fuori da zone rosse"

 

 “Gli effetti della diffusione del Coronavirus rischiano di essere molto pesanti per il mondo del lavoro anche fuori dalle zone rosse. Per questo nell’incontro in videoconferenza avuto con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, come Regione abbiamo chiesto interventi specifici per salvaguardare i posti di lavoro, il reddito e la tenuta delle attività produttive”. Così in una nota Claudio Di Berardino assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio. 

“Nello specifico si tratta di estendere la cassa integrazione in deroga: lo strumento per la nostra regione si rende necessario non solo per il settore turistico in senso ampio, ma anche per tutto il comparto del trasporto aereo e al suo indotto compresi i servizi di handling. Altro tema è quello relativo al sostegno al reddito per coloro che sono impegnati nel settore della formazione, comprensivo degli enti di formazione e delle cooperative sociali legate all’assistenza scolastica”, sottolinea.





Coronavirus, primo decesso nel Lazio. E’ una anziana paziente cardiopatica

 

Una paziente cardiopatica, risultata positiva al coronavirus, è deceduta all’ospedale San Giovanni di Roma. Lo comunica l’Ospedale San Giovanni Addolorata. "Stante il complesso quadro clinico è possibile affermare che la donna sia deceduta ’con’ il COVID-19 e non a causa dello stesso", precisa l’ospedale. L’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata precisa che "è risultato positivo il primo test effettuato presso l’Istituto Spallanzani ed in attesa di conferma da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)". Come secondo protocollo "sono stati individuati i contatti all’interno dell’ospedale, tutti asintomatici, ed è in corso la verifica da parte della Asl Roma 1 sulle visite e i contatti esterni per il completamento dell’indagine epidemiologica".





Emergenza coronavirus, ecco la situazione sanitaria nel Lazio

 

In questo momento sono ricoverati all’Inmi Spallanzani di Roma 59 pazienti, di questi 25 (in aggiunta alla coppia cinese ormai negativa) sono risultati positivi al nuovo Coronavirus e sono ricoverati nell’istituto. Lo rende noto il bollettino odierno dello Spallanzani. "Tutti i ricoverati" allo Spallanzani di Roma "sono in condizioni cliniche stabili ad eccezione di cinque che presentano una polmonite interstiziale bilaterale in terapia antivirale e che necessitano di supporto respiratorio" sottolinea il bollettino. "Tutti i casi positivi, al momento, ancora presentano un link epidemiologico con le aree del Nord del Paese o con un caso confermato - informa l’ospedale - Si sta provvedendo a dimettere 5 pazienti, risultati negativi ai test o che non richiedono più ospedalizzazione". C’è inoltre “un paziente ricoverato in isolamento presso l’ospedale San Filippo Neri" che "è risultato positivo al Covid-19. Si tratta di un paziente complesso dal punto di vista clinico, già in cura presso l’Ospedale San Filippo Neri. Nella notte del 3 marzo ha fatto accesso al Pronto Soccorso per un malore. A seguito degli esami diagnostici, preso contatto con l’INMI Lazzaro Spallanzani, si è provveduto ad eseguire il tampone, risultando positivo al CODIV-19. Attualmente il paziente è trattato in isolamento’’ comunicano in una nota congiunta l’Assessorato alla sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio e la Asl Roma 1. "Il link epidemiologico sembrerebbe legato ad un familiare in cura presso una struttura ospedaliera del Veneto. All’interno del San Filippo Neri sono state attivate tutte le misure previste per garantire la sicurezza e individuare eventuali altri pazienti e operatori con cui può essere entrato in contatto, per adottare le misure conseguenti. In via precauzionale e fino alla fine della valutazione, alcuni operatori non sono in servizio, ma in isolamento domiciliare”. L’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha sottolineato che “in questo momento la priorità è garantire il rispetto di tutte le procedure di sicurezza per evitare eventuali quarantene al personale sanitario e attuare immediatamente la prima fase del potenziamento delle terapie intensive con 77 posti dedicati". "Entro la giornata odierna verrà emanata l’ordinanza per potenziare le terapie intensive - ha aggiunto D’Amato - con una riorganizzazione dei setting interni che riguarderà l’Istituto Spallanzani di Roma, il Policlinico Umberto I, il Policlinico Gemelli, l’Ao S.Andrea e il Policlinico di Tor Vergata oltre ai presidi nelle province: il De Lellis di Rieti, il Belcolle di Viterbo, lo Spaziani di Frosinone e il Goretti di Latina. Sarà ampliata la rete regionale dei laboratori per i test con il coordinamento dell’Istituto Spallanzani come ’hub’ regionale".




A Roma dopo le scuole chiusi anche i centri per gli anziani

 

Nell’ambito delle misure per il contrasto del diffondersi del virus COVID-19, il Campidoglio ha predisposto la chiusura temporanea di tutti i Centri Anziani sul territorio di Roma Capitale al fine di provvedere ai capillari interventi di sanificazione degli ambienti dove si svolgono le attività dei Centri stessi. 

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto emesso in data 4 marzo 2020, ha individuato nelle persone più anziane una delle fasce di popolazione a maggior rischio e con maggior bisogno di tutela. Si è ritenuto dunque necessario attivare idonee misure straordinarie di limitazione delle attività. 

L’Amministrazione Capitolina ha disposto di incaricare tutti i Municipi capitolini di provvedere a comunicare l’ordinanza a ciascun Coordinatore municipale a tutti i Presidenti dei Centri Sociali Anziani presenti sul territorio.





Grassi (Roma sceglie Roma) contro la Raggi: "Zero sostegno a imprese e famiglie"

 

 

“L’emergenza sanitaria per il coronavirus sta mettendo in ginocchio il Paese e a pagarne le conseguenze sono soprattutto le piccole e medie imprese, per non parlare del turismo che per l’Italia pesa circa il 13% del Pil con un giro d’affari di 146 miliardi di euro, 216mila esercizi ricettivi e 12mila agenzie di viaggio”. A sostenerlo è Raimondo Grassi, presidente del movimento civico Roma Sceglie Roma. 

“Le prime stime prudenziali parlavano di una perdita di almeno 5 miliardi di euro ma al momento è difficile fare previsioni a medio termine. Solo a Roma, dove non c’è un focolaio, si sono registrate il 90% delle cancellazioni nel mese di marzo, 3 milioni al giorno è la stima di Confcommercio della perdita dei pubblici esercizi romani con un calo del 30% del fatturato”. 

Con un danno a cascata che sta mettendo in ginocchio migliaia di commercianti e lavoratori romani. In questa situazione la sindaca Raggi ha ben pensato di nascondere la testa sotto la sabbia. Il suo silenzio è assordante e inaccettabile per un primo cittadino che dovrebbe invece difendere i romani e chiedere al governo interventi concreti a tutela dell’economia di una città che già paga da anni le scelte sbagliate di chi l’ha mal amministrata”, prosegue Grassi. 

“Secondo l’ultimo rapporto sulla Povertà nella Capitale elaborato dalla Caritas ci sono oltre 125mila famiglie romane con figli piccoli costrette a vivere tra grandi difficoltà e oltre 14mila persone fragili e vulnerabili abbandonate al loro destino. La chiusura delle scuole, ad esempio, sta creando mille disagi alle famiglie e ci chiediamo se la Raggi avrà il coraggio di chiedere loro il pagamento delle rette scolastiche nonostante il servizio sia stato sospeso”, conclude il presidente di Roma Sceglie Roma.





Coronavirus, adottate a Roma misure per consentire lo svolgimento di attività culturali in sicurezza

 

Proseguono a Roma in sicurezza molte attività culturali. L’Amministrazione - recependo le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri diffuso ieri sera, ha riunito nella mattina un tavolo tecnico con i vertici delle istituzioni culturali partecipate da Roma Capitale, coordinato dal Vicesindaco, al fine di assicurare l’attuazione delle disposizioni per contenere la diffusione del virus COVID-19 e di offrire alla città una programmazione culturale compatibile - comunica che:

 

- i Musei Civici e le mostre in programmazione rimarranno aperte ma ad ingressi contingentati per assicurare il rispetto delle distanza di sicurezza all’interno dei luoghi;

- le Biblioteche di Roma, come i Musei Civici, rimarranno aperte ad ingressi contingentati. Alcuni appuntamenti in programmazione saranno sospesi e dove possibile rimandati, altri verranno confermati. Non appena disponibile sarà reso noto il calendario delle attività per marzo;

- Palazzo delle Esposizioni, rimarrà aperto ad ingressi contingentati, la programmazione delle attività espositive non subisce modifiche al momento. Il Master in corso al Mattatoio è sospeso fino al 15 marzo;

- la Casa del Cinema rimarrà aperta ad ingressi contingentati e con assegnazione dei posti a sedere per assicurare il rispetto delle distanza di sicurezza;

- la Fondazione Cinema per Roma prosegue il calendario di "Cinema al MAXXI" fino al 29 marzo e il museo seguirà le disposizioni del decreto;

- all’Auditorium Parco della Musica restano in funzione i punti di ristoro, il museo e le mostre allestite e la libreria, ove necessario con accessi contingentati;

- cancellate fino a domenica 8 marzo le attività del Teatro di Roma (Argentina, India, Torlonia e teatri di cintura) e sospesa fino alla scadenza del DPCM la normale programmazione per studiare e verificare tutte le possibilità alternative adeguate alle norme disposte dal decreto.

 

Dal suo canto il Teatro dell’Opera ha comunicato l’annullamento dei prossimi spettacoli 

 

Tutte le istituzioni culturali partecipate da Roma Capitale sono all’opera per studiare iniziative alternative che rispettino le norme di sicurezza e rispondano alla raccomandazione posta dal DPCM all’articolo 2, lettera e). Sono inoltre allo studio le possibilità per recuperare nel corso dell’anno le attività che non sarà possibile svolgere nel periodo.

 

Le attività verranno comunicate puntualmente dalle singole istituzioni. 

 

L’impegno comune a tutti in questo momento eccezionale, è assicurare, nel rispetto delle straordinarie misure di prevenzione sanitaria, un’offerta culturale, accessibile e di qualità, parte essenziale dell’identità di Roma.

 

Al tavolo tecnico hanno partecipato: Sovrintendenza Capitolina, Dipartimento Attività Culturali, Istituzione Biblioteche, Palazzo delle Esposizioni, Teatro di Roma (per la rete dei Teatri), Teatro dell’Opera, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione Musica per Roma, Fondazione Cinema per Roma, Casa del Cinema, Roma Europa Festival, Zetema.

 





Raggi e il Coronavirus: "Tocca a noi dare una risposta ai cittadini ed alle imprese"

 

“L’Italia e le nostre città stanno affrontando l’emergenza coronavirus, una sfida complessa ed impegnativa che richiede sforzi inaspettati e soluzioni rapide. Ieri ho inviato una lettera aperta al presidente dell’Anci Antonio Decaro e a tutti i sindaci d’Italia per lanciare un appello: ora tocca a noi dare una rapida risposta alle richieste dei cittadini e delle imprese”. Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi. 

“Le Istituzioni, più che mai in questo momento, stanno dimostrando un senso di responsabilità ed unità che sta consentendo al Paese di superare con forza e determinazione questi momenti. Le città sono in prima linea nella lotta al coronavirus: noi sindaci abbiamo l’onere di dare risposte certe e immediate ai nostri concittadini”. 

“Il Governo – prosegue Raggi – ha annunciato importanti misure per sostenere la tenuta dell’economia e il successivo rilancio. È un ottimo segnale per tutto il Paese, un segnale che i cittadini e il mondo imprenditoriale attendevano. Mi sento di dire grazie! Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha citato ‘un piano straordinario di opere pubbliche, private, grandi, medie, piccole’. E si è riferito al ‘modello Genova’, ovvero alla ‘possibilità di applicare il modello del ponte Morandi’ da ricostruire in tempi rapidissimi. Questo modello ha consentito al sindaco di Genova Marco Bucci di snellire gli infiniti tempi della burocrazia e allo stesso tempo avere più possibilità reali e concrete per intervenire. È un modello da replicare per dare risposte pronte e rapide ai cittadini”. 

“Per questo ho chiesto di discutere di questo tema con tutti i sindaci nella prossima riunione dell’Anci: dobbiamo capire insieme quali strumenti, di concerto con il Governo, possiamo mettere in campo per rispondere velocemente alle istanze di rilancio economico e lavorativo che già iniziano ad arrivare. Colgo l’occasione per salutare i miei colleghi sindaci delle cosiddette ‘aree rosse’: siamo al vostro fianco e al fianco dei vostri concittadini. Presto ci risolleveremo insieme”, conclude la sindaca.

 





Alitalia, c’è il Bando per la vendita della Compagnia

 

Pubblicato il bando per la vendita di Alitalia: "Invito a manifestare interesse per l’acquisizione delle attività aziendali facenti capo ad Alitalia-Sai e Alitalia cityliner, entrambe in amministrazione straordinaria".E’ quanto si legge sul sito della Procedura di amministrazione straordinaria.





Femminicidi, otto donne su dieci conoscevano che le ha assassinate

 

Otto donne su dieci conoscevano il proprio assassino. E’ quanto emerge dal rapporto Istat sugli omicidi commessi nel 2018 nel nostro Paese. La relazione tra autore e vittima permette di cogliere meglio le differenze tra gli omicidi compiuti a danno di uomini e donne. Delle 133 donne uccise nel 2018, più dell’80% è stata vittima di una persona conosciuta. In particolare, nel 54,9% dei casi dal partner attuale o dall’ex, dato in aumento dal 2017. Nel 20018 sono state uccise dal proprio partner 63 donne (47,4%) mentre per altre dieci (7,5%) l’autore del delitto è quello precedente. Altre 33 (24,8%) sono state vittima di un parente e solo nel 12,5% l’autore è sconosciuto. Infine nel 6,8% dei casi si tratta di un omicidio con autore non identificato. Tra i partner, nel 2018, i mariti e gli ex mariti sono stati gli autori del 71,2% degli omicidi, con una percentuale in crescita rispetto al 2017 (anno che ha registrato il valore minimo, 51,9%). Tra i partner i mariti e gli ex mariti sono stati gli autori del 71,2% degli omicidi, con una percentuale in crescita rispetto al 2017 (anno che ha registrato il valore minimo, 51,9%). Negli anni precedenti, invece, le morti per mano di mariti ed ex mariti erano pari al 63,2% nel 2013, al 66,7% nel 2014, al 77,1% nel 2015 e al 69,3% nel 2016. Per questa peculiarità di collegamento con la dimensione domestica, sugli omicidi delle donne non incidono le politiche intraprese nel settore della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata, che hanno invece favorito una forte contrazione degli omicidi degli uomini, il 37,7% dei quali è avvenuto per mano di una persona che non conoscevano (80 uomini) e il 33% di un autore identificato (70).  

Al contrario - aggiunge ancora l’Istat - la quota di uomini uccisi da conoscenti è pari a 29,2%, con un aumento rispetto al 2017 (24,8%) dovuto alle uccisioni da parte di parenti. In particolare il 2,4% degli uomini nel 2018 è stato ucciso da un partner attuale (5 uomini), il 16% da un parente (34 uomini), il 10,8% da un conoscente (23 uomini). Nessun uomo è invece stato ucciso da ex partner.  

Le donne sono più esposte al rischio di essere uccise da un partner o un ex partner al Nord-ovest e al Nord-est mentre il rischio è minimo al Centro (0,17). Il tasso nel triennio considerato (2016-2018), sempre in riferimento alle morti inflitte da parte dei partner, è pressoché doppio a Bolzano (0,50) e in Friuli Venezia Giulia (0,43) rispetto al valore del Nord-est. Il tasso di omicidi assume valori elevati anche in Liguria (0,41) e si attesta sopra la media in Toscana, Piemonte e Sardegna.  

Sempre tra le donne, la percentuale di vittime straniere è di poco più elevata (39,5%) rispetto a quella riferita alle italiane (38,6%), mentre nel 2017 la quota era maggiore (circa 40% le prime e 30% le seconde). Tra gli italiani, la proporzione tra vittime maschi e femmine è di 10 a 6 (in aumento sul 2017 quando era 10 a 5), tra gli stranieri di 10 a 7.





Confagri denuncia: "Piante e fiori italiani rispediti indietro alle frontiere

 

I florovivaisti “sono sul piede di guerra” perchè vengono disdetti e rifiutati alle frontiere piante e fiori destinati all’esportazione “o messi in quarantena con interpretazioni restrittive di alcune dogane”. Lo afferma il presidente della Federazione del florovivaismo di Confagricoltura, Francesco Mati, secondo cui sono penalizzati in particolare i prodotti “provenienti da Liguria e Toscana, i due grandi distretti produttivi del nostro paese, l’uno per le piante aromatiche l’altro per i vivai, con la motivazione che in Italia c’è l’epidemia di coronavirus”. 

“Il blocco dell’export di prodotti florovivaisti – sottolinea Mati – è assurdo, pretestuoso, per motivazioni assolutamente false perchè il coronavirus non si trasmette attraverso le piante, neppure quelle aromatiche. Come ha ribadito la scienza tutte le piante italiane sono sicure, tutti i nostri alimenti si possono consumare con totale tranquillità. Ma allora perchè questa voglia di punire e isolare? Ci vogliono interventi chiari e rigorosi, innanzitutto a livello europeo ma anche mondiale, per fermare lo sciacallaggio in atto. Tutto il Made in Italy, compreso quello florovivaistico, è sotto attacco”. 

“Il comparto florovivaistico – spiega Luca De Michelis, vicepresidente dei florovivaisti di Confagricoltura e presidente di Confagricoltura Liguria – era in buona salute con trend di esportazione in crescita. Evidentemente il successo del Made in Italy di qualità, anche in questo settore, dà fastidio e c’è chi gioca scorrettamente. I nostri produttori sono ingiustamente minacciati nei loro interessi economici, rischiano il tracollo delle loro imprese e minacciano proteste alle frontiere con la Francia. La situazione rischia di essere incandescente”. 

“Ho apprezzato – aggiunge Mati – le prese di posizioni ferme del ministro Bellanova, che ci auguriamo diventino di tutto il governo italiano. Ma ora bisogna intervenire con la dovuta fermezza a livello europeo e diplomatico contrastando chi infanga la reputazione del Made in Italy”. 




Enasarco, appello al Governo: "Servono sostegni"

 

 

 “E’ necessario intervenire al più presto, per evitare che la situazione diventi più grave di quello che già è”. Lo dice, a proposito dell’emergenza coronavirus, Alfonsino Mei, “frontman” della lista unitaria “Fare Presto!”, candidata alle prossime elezioni Enasarco 17-30 aprile e che mette insieme Anasf, Federagenti, Fiarc oltre a godere del sostegno di Confesercenti e Anpit. 

“Anche noi – dice Antonino Marcianò, presidente nazionale di Fiarc (Federazione degli agenti e dei rappresentanti di commercio) – stiamo subendo le conseguenze negative dell’emergenza Coronavirus: i taccuini per gli ordini dei colleghi rimangono desolatamente vuoti. I nostri clienti sono le aziende e i negozi: se l’economia rallenta e i consumi diminuiscono, è inevitabile che anche gli ordini non si facciano o siano rimandati. Abbiamo calcolato che dall’inizio dell’emergenza gli ordini siano diminuiti del 30/40% con punte più alte in alcuni settori come quello alimentare. Dunque, anche per noi è urgente un pacchetto di interventi che almeno mitighi le nostre difficoltà.”. 

Alfonsino Mei, manager di IW Bank UBI Banca, invoca “un tavolo con il governo per discutere quanto prima dell’emergenza che il coronavirus ha innescato in una categoria professionale quanto mai falcidiata in questi ultimi giorni, e purtroppo presumiamo nelle prossime settimane. Emergenza che rischia di portare le famiglie al collasso e di provocare ingenti perdite di posti di lavoro”. 

La lista “Fare Presto” lancia un appello al governo per interventi urgenti a favore degli agenti di commercio e propone ai ministeri competenti l’adozione immediata delle seguenti misure: 

  1. Sospensione dei versamenti tributari periodici in capo agli agenti (in particolare IVA, acconti e saldo IRPEF, etc.).
  2. Sospensione dei versamenti previdenziali Inps ed Enasarco (in questo ultimo caso anche per le aziende preponenti che a tale versamento concorrono per il 50%).
  3. Sospensione degli effetti di eventuali cartelle esattoriali, compresi piani rateali o rottamazioni già in corso, o di qualsiasi altro provvedimento assunto dagli uffici della riscossione.

Va infine ricordato che a giugno è previsto il versamento del saldo 2019 e dell’acconto 2020 dell’Irpef, pari al 40%. Per quanto riguarda il saldo, la lista “Fare Presto” chiede anche in questo caso il differimento del pagamento. Per quanto riguarda l’acconto, se ne chiede la sospensione o almeno una forte riduzione. 

“Si tratta di misure – conclude Luca Gaburro segretario nazionale Federagenti – che ovviamente non risolvono il problema del calo di fatturato, ma che almeno sono in grado di evitare alla categoria esborsi che in questo momento rischierebbero, in molti di casi, di compromettere la continuità stessa dell’attività di tanti colleghi”.





Lotta al Coronavirus, Castelli: “Un genitore a casa con stipendio pieno”

 

“Il governo sta lavorando senza sosta per rispondere a due emergenze parallele: la prima è quella sanitaria, che stiamo affrontando con la massima fermezza per contenere il contagio e tutelare la salute pubblica, e la seconda è quella economica. Per quanto riguarda quest’ultima sono già state approvate misure importanti come la sospensione di imposte, tributi, rate del muto e contributi sociali per contribuenti ed imprese che si trovano nella zona rossa, ma non ci fermiamo. Il decreto a cui stiamo lavorando immetterà al più presto nell’economia 3,6 miliardi di euro. Tra le misure che vogliamo inserire a tutti i costi ce ne è una che ritengo di semplice buon senso e che aiuterà milioni di famiglie ad affrontare il disagio delle scuole chiuse fino al 15 marzo. Ne ho già parlato con il Ministro dell’Economia e la norma è in corso di definizione: si tratta di consentire ad uno dei due genitori di assentarsi dal lavoro, senza perdere un euro di stipendio, per assistere i figli minorenni a casa da scuola”. Lo scrive Laura Castelli, viceministro dell’Economia, sul Blog delle stelle.

“In un momento del genere se entrambi i genitori fossero costretti a lavorare, potrebbe rendersi necessaria pagare una baby-sitter per accudire i figli. Una spesa insostenibile per molte famiglie italiane – spiegano i pentastellati -. Ecco allora che la norma che abbiamo in mente va a risolvere questo problema, senza scaricare i giorni non lavorati sul datore di lavoro. Ci penserà lo Stato a pagare il genitore che rimane a casa. È il minimo che possiamo fare per rendere meno pesante una misura di forte impatto sociale come la chiusura delle scuole”.

 





Emergenza Covid 19, ecco la lettera del ministro Gualtieri alla Ue

 

"Come ben sapete, Coronavirus-Covid19, ha improvvisamente colpito l’Italia molto duramente nelle ultime due settimane. Il governo e le autorità regionali hanno dato la priorità alla protezione della salute dei cittadini bloccando i cluster di infezione e mettendo in atto una serie di misure preventive che colpiscono le regioni più ampie e, per alcuni aspetti, l’intero paese". A scriverlo è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nella lettera indirizzata al vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e al commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni. "Ad esempio, oggi il governo ha deciso di chiudere tutte le scuole e le università del paese fino al 15 marzo. Inoltre, altri Paesi hanno annunciato restrizioni sui viaggi in Italia. Un certo numero di settori della nostra economia, compresi i trasporti, l’alloggio, i servizi turistici, l’intrattenimento, le attività culturali e le fiere ne soffriranno di conseguenza. Questa nuova fase dell’emergenza Covid-19 aggraverà - sottolinea Gualtieri - gli effetti di contrazione sulla nostra industria manifatturiera del calo del commercio internazionale con la Cina e i paesi terzi. La ricaduta economica sarà ampia e non possiamo prevederne con precisione la durata in questa fase".

"Siamo convinti che l’aumento dell’onere fiscale per coprire il costo del pacchetto di emergenza in questa fase potrebbe aggravare i rischi al ribasso per l’economia italiana e danneggiare la fiducia in un momento molto delicato", ha scritto ancora Gualtieri nella lettera con la quale illustra alla Commissione Ue la decisione di proporre al Parlamento una Relazione per l’autorizzazione allo scostamento dal deficit programmatico autorizzato con la Nadef 2019. "L’Italia tornerà ad intraprendere con fermezza la propria strategia di riduzione del debito non appena le condizioni torneranno alla normalità", aggiunge Gualtieri.

Alla luce dell’emergenza coronavirus che si sta ampliando in Europa e alla luce "delle deboli condizioni cicliche preesistenti", "riteniamo che l’Ue debba rispondere a questa emergenza utilizzando la flessibilità prevista dal patto di stabilità e crescita e preparando un pacchetto coordinato di stimoli all’economia incentrato sui nostri obiettivi comuni di crescita sostenibile", afferma il ministro dell’Economia e delle Finanze che rimane "a vostra disposizione per continuare il dialogo sulla risposta dell’Italia all’emergenza Covid-19 e sui nostri piani di politica economica".

"L’impegno che abbiamo assunto nella relazione di settembre al Parlamento e nel Documento programmatico di bilancio 2020 è stato quello di consentire al massimo un deterioramento dello 0,1% del pil del saldo del bilancio strutturale per quest’anno. Ribadiamo questo impegno mentre chiediamo al Parlamento e alla Commissione Ue di considerare il pacchetto di emergenza dello 0,3% del pil come una voce di bilancio una tantum che non si ripresenterà una volta che l’Italia supererà l’epidemia di Covid-19 e le sue ricadute economiche e che quindi dovrebbe essere escluso dai calcoli del saldo strutturale", afferma ancora Gualtieri.

Il pacchetto che stiamo per legiferare "vale 6,3 miliardi di euro in termini di impatto sul disavanzo". Se il Parlamento italiano approverà "la spesa aggiuntiva, la proiezione del disavanzo per il 2020 salirà al 2,5% del pil" rispetto al 2,2% autorizzato dal Parlamento lo scorso settembre. Il trend dei conti pubblici, prima dell’emergenza di Coronavirus, "è stato estremamente incoraggiante". In effetti, il risultato del deficit/pil per il 2019 "è stato molto più basso del previsto all’1,6% rispetto a una proiezione del 2,2% nel documento programmatico di bilancio di ottobre". Tuttavia, pur partendo da una base più solida, l’epidemia di Coronavirus "impatterà negativamente i dati economici e di bilancio di marzo e le nostre proiezioni annuali. Allo stato attuale, è difficile prevedere quale sarà l’impatto netto di tutti questi fattori, ma speriamo che la nuova stima sia vicina a quella originale".





E alla fine anche la Francia scopre gli effetti del Coronavirus

 

Chiusura di un centinaio di scuole nel dipartimento dell’Alto-Reno, nell’est della Francia, in seguito al boom di casi di coronavirus, con 81 contagi confermati in appena 48 ore: è quanto annunciato dalle autorità di zona. Nel dipartimento dell’est della Francia viene inoltre decretato il divieto di contatti "tra giovani e persone anziane" nonché il divieto di "raduni di oltre 50 persone". Sono già 91 i Paesi ed i territori nel mondo colpiti dal coronavirus, che registrano un totale di 98.387 casi confermati e 3.383 decessi: è quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del quadro fornito dall’università Johns Hopkins sull’evoluzione del virus. Si va dalla Nuova Zelanda al Canada, dall’Argentina alla Russia: con Cina, Corea del Sud e Italia in testa per numero di contagi. E il virus non ha risparmiato neanche le isole di Saint-Barthelemy (Francia), nei caraibi, e Faroe (Danimarca), nel Nord Atlantico. La Cina ha riportato 30 nuovi morti legati al coronavirus, 143 nuove infezioni e 16 cosiddetti "contagi di ritorno", i casi importati da persone arrivate nel Paese. Nel complesso, sono 3.042 le persone decedute in Cina per il Covid-19, ha riferito la Commissione sanitaria nazionale (Nhc). La Corea del Sud ha registrato 196 nuovi casi di coronavirus rispetto all’ultimo bollettino del pomeriggio di ieri, per un totale di infezioni salito a 6.284. I decessi sono saliti a 42, secondo quanto riferito dal Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc). Si aggrava ancora il bilancio in Iran con altri 17 decessi nelle ultime 24 ore, che portano il totale a 124.





Economia mondiale in netta flessione. Stabili in Italia le vendite al dettaglio

Le prospettive economiche internazionali "rimangono caratterizzate da rischi al ribasso condizionati dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria in corso che ha accresciuto le pro-babilità di un forte rallentamento". Lo scrive l’Istat sulla Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana riferita a febbraio spiegando che l’economia italiana "si affaccia a questa fase di forte instabilità con livelli di attività che, nell’ultimo trimestre del 2019, hanno mostrato diffusi segni di flessione. Nel quarto trimestre, il prodotto interno lordo ha registrato una variazione congiunturale negativa pari allo 0,3%.
Intanto a gennaio 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, una variazione congiunturale nulla in valore e un lieve aumento in volume (+0,1%) rispetto a dicembre. Lo rileva l’Istat sottolineando che su base tendenziale a gennaio si registra una crescita dell’1,4% in valore e dell’1,3% in volume. Rispetto a dicembre le vendite dei beni alimentari sono in aumento sia in valore sia in volume (+0,8%) mentre quelle dei beni non alimentari calano dello 0,4% in valore e dello 0,3% in volume.





Anche la Città del Vaticano ha il suo primo caso di Coronavirus

Primo caso di positività al coronavirus nello Stato del Vaticano. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha spiegato che “questa mattina sono stati temporaneamente sospesi tutti i servizi ambulatoriali della Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano per poter sanificare gli ambienti a seguito di una positività al COVID-19 riscontrata ieri in un paziente. Rimane però in funzione il presidio di Pronto Soccorso”. “La Direzione Sanità e Igiene – prosegue – sta provvedendo a informare le competenti autorità italiane e nel frattempo sono stati avviati i protocolli sanitari previsti.” 





Ecco le proposte del centrodestra per contrastare il Coronavirus e far ripartire l’economia

 

Il centrodestra ha presentato questa mattina le sue proposte per contrastare il coronavirus e la conseguente crisi economica: un quadro che vede quattro emergenze su cui intervenire, ovvero sanità, lavoro, imprese e famiglie, con la necessità di un tavolo permanente governo-opposizioni per concordare le misure economico-sociali in ogni settore colpito, dal turismo all’agroalimentare, dalla manifattura alla cultura allo spettacolo, fino ai liberi professionisti agli artigiani. Misure che devono corrispondere all’avanzo primario del 2019, cioè circa 30 miliardi, pari a 1,7 punti di Pil.
I leader del centrodestra Matteo Salvini, Giorgia Meloni  e Antonio Tajani le hanno presentate in una conferenza stampa al Senato e le consegneranno al premier Giuseppe Conte e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il centrodestra chiede all’Europa impegni concreti per sostenere la crescita a partire dalla revisione delle regole europee di finanza pubblica e un piano di investimenti infrastrutturali finanziato dalla Bce. Si chiede a Bruxelles inoltre di liberare risorse e arginare il rischio sanitario anche tramite il contrasto all’immigrazione illegale nel continente.
Sul fronte sanitario, il centrodestra propone di assicurare un numero adeguato di posti in terapia intensiva, un piano per la tempestiva attivazione di nuovi presidi se necessari, incrementare il personale medico anche coinvolgendo il corpo militare della Croce Rossa. Per quanto riguarda le imprese, tra le varie misure si chiede di assicurare la liquidità al sistema con una moratoria fiscale per tutta la durata dell’emergenza, la sospensione dei mutui e prestiti per le imprese in difficoltà e la proroga della scadenza di febbraio della rottamazione-ter delle cartelle esattoriali. Le proposte in materie di lavoro partono dall’estensione della cassa integrazione in deroga, quindi la flessibilizzazione dell’uso della forza lavoro superando i vincoli imposti dal dl dignità, la reintroduzione dei voucher e la sospensione della sugar tax e plastic tax. Infine, per aiutare le famiglie si chiede la moratoria dei mutui, un bonus statale per chi deve ricorrere a badanti per accudire disabili e/o anziani e congedi parentali al 70% a carico dello Stato o bonus baby sitter da 500 euro al mese.





Il Regno Unito scopre l’incubo Covid 19: 160 casi e in poche ore i contagiati aumentano di 50 unità

 

Continuano a impennarsi i contagi da coronavirus nel Regno Unito, saliti a 163 - quasi 50 più di ieri - secondo l’aggiornamento quotidiano del ministero della Sanità britannico. In totale, a stamattina, si contano 147 casi accertati in Inghilterra, 11 in Scozia, 3 in Irlanda del Nord, 2 in Galles. Mentre il numero di test eseguiti ha superato quota 20.000. Al momento una sola persona risulta essere morta nel Regno in relazione all’emergenza Covid-19: una donna ultrasettantenne, in salute precaria, come reso noto ieri.





Covid 19, i decessi salgono a 197 (4,25% dei contagiati). Positivi 3.916 e i guariti sono 109

"Il numero dei deceduti oggi è 49. Le persone decedute hanno una fragilità e diverse patologie. I guariti sono 109, in totale 523. I positivi sono 3916, di questi 1060 sono in isolamento domiciliare, 2394 sono ricoverati con sintomi e 462 sono in terapia intensiva. Complessivamente, il totale dei guariti è l’11,28% del totale. I deceduti sono il 4,25%". Lo ha detto il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli. Il totale dei decessi per l’epidemia è 197.