Al via il contest musicale CantaRomaCanta, il regolamento

 

Un concorso per nuovi talenti aperto ai romani . Parte il contest musicale CantaRomaCanta, riservato a tutti i cittadini nati o residenti a Roma maggiorenni (solisti o band). 

 

Il contest sarà articolato in due categorie

• Canzoni originali sulla città: “Le voci di Roma”

• Cover a tema libero

Lingue o dialetti ammessi: italiano, inglese e romanesco

 

Prima categoria: canzoni originali “Le voci di Roma”. Roma è una città attraversata da persone provenienti da luoghi differenti, in cui si mescolano cultura, idee, pensieri. Roma è una città che si declina in modi diversi. Ognuno, infatti, vive la Capitale in modo particolare e ha instaurato un rapporto specifico con il quartiere in cui abita, con le sue vie, con gli edifici che vede quotidianamente, con le persone che incontra. Il testo delle canzoni proposte dovranno avere come perno Roma e il rapporto che il cantautore o la band ha con la città. I partecipanti potranno esprimersi declinando il tema secondo il loro legame con la città.

 

Seconda categoria: cover a tema libero, ovvero per tutti coloro che vogliono dimostrare le proprie capacità canore esibendosi in una cover musicale in italiano, in inglese o in dialetto romanesco.

 

Per partecipare al concorso

 

- Predisporre un video in formato mp4. Durata: da 1 a 3 minuti 

- Inviare il video, tramite WeTransfer o altri servizi di cloud, allìindirizzo e-mail cantaromacanta@comune.roma.it.

- Nel corpo della mail scrivere: nome e cognome, data e luogo di nascita, città di residenza, titolo della canzone proposta, link del proprio profilo Instagram (se se ne possiede uno), testo della canzone (solo per canzoni originali)

 

Modalità di pubblicazione dei video: dopo una prima selezione in base alle Social Media Policy di Roma Capitale e all’aderenza ai criteri stabiliti da questo regolamento, i video verranno caricati sulla pagina Instagram di Roma Capitale (@Roma). 

 

Verrà valutato un solo video per partecipante. 

 

I video potranno essere inviati entro le ore 24.00 del 31 maggio 2020

 

La votazione sarà popolare. A vincere saranno i 3 video per categoria caricati sulla pagina Instagram di Roma Capitale che riceveranno più ‘mi piace’. I vincitori saranno annunciati sul sito ufficiale e sui canali social di Roma Capitale entro la fine del mese di giugno e avranno la possibilità di esibirsi nel corso di un grande evento a dicembre.

 

I video vincitori verranno premiati con:

 

• passaggio del video musicale sugli schermi presenti sulle banchine metro e sui vagoni della metro

• affissione nella città di manifesti con il QR Code che rimanda al video musicale

• pubblicazione sui canali social istituzionali di Roma Capitale.

 





Avvocati amministrativisi e Coronavirus: "Sfruttare la giustizia telematica"

Coronavirus, amministrativisti: sfruttare giustizia telematica

 

 

 Via le toghe promiscue, meglio tenere i propri abiti e basta. Stop ai preliminari, troppi avvocati nella stessa udienza. Sospese le copie di cortesia, possibile ricettacolo di infezioni. Anche la giustizia amministrativa si adegua all’emergenza Coronavirus con disposizioni più rigide nei Tar delle zone limitrofe alle rosse, ma anche altrove non si scherza. Regole cui si aggiungono soluzioni estemporanee come un paio di file di sedie tra magistrati e avvocati cos da evitare qualsiasi contatto. Disposizioni considerate insufficienti dagli avvocati italiani tanto che l’Organismo congressuale forense ha indetto l’astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie per gli avvocati d’Italia. 

Rispetto altri tribunali il processo amministrativo, in questa fase di emergenza, ha un vantaggio perché è già integralmente telematico e, se è vero che l’udienza di discussione resta a volte fondamentale, non è necessario sempre tenerla quando risulta essere un ‘doppione’ delle difese scritte. 

Così l’Unione nazionale avvocati amministrativisti (Unaa), che rappresenta oltre tremila professionisti attivi nel settore e con sedi in tutte le Regioni italiane, propone di fare di necessità virtù. “Evitiamo spostamenti inutili e di ingolfare i tribunali se la causa può essere mandata in decisione sulle difese scritte. Basta inviare una dichiarazione in via telematica; per la spedizione delle cause in decisione tramite messaggi telematici sarebbe sufficiente la copertura di un decreto legge del governo”, spiega il presidente della Unaa, Mario Sanino, che lunedì avrà un incontro con il Presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi sulle opportune iniziative da intraprendere. 

Daniela Anselmi, presidente dell’Associazione avvocati amministrativisti liguri e vicepresidente dell’Unaa, suggerisce anche di chiedere “la sospensione del deposito delle copie di cortesia , già disposto dal Tar Lombardia e Veneto, su tutto il territorio nazionale. Non ha senso mandarle per posta, come è stato richiesto dagli altri Tar, al fine di evitare che gli avvocati accedano agli Uffici Giudiziari. Le copie arrivano peraltro in ritardo per le udienze e poi c’è sempre un contatto umano in quanto è un postino che le porta. Se servono ai magistrati, la cancelleria può procedere alle fotocopie”. 

“Promuoviamo infine l’udienza telematica, soprattutto se l’emergenza sanitaria non sarà di immediata soluzione. Si può fare anche tramite Skype o comunque con altre modalità similari – prosegue Anselmi alle prese in questi giorni con le novità imposte dalla diffusione del Coronavirus – Di recente nelle linee guida sottoscritte tra il ministero di Giustizia e il Cnf – ricorda – è previsto il ricorso a tale modalità per le udienze civili. Facciamolo anche per la Giustizia Amministrativa. Chiediamo l’inserimento di una norma nel Dl sul coronavirus o venga stipulato un accordo similare a quello tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, gli organi rappresentativi della Giustizia Amministrativa, il Cnf e le Associazioni specialistiche degli Avvocati Amministrativisti. In conclusione facciamo di necessità virtù ed utilizziamo la tecnologia a 360 gradi per garantire contestualmente prevenzione, tutela dei diritti ed efficienza. Dimostriamo che l’Italia non è il paese della pizza al coronavirus ma è un modello da esportare ed imitare”. 





Riscaldamenti nelle scuole accesi a partire dalle ore 12. Garantite idonee condizioni di lavoro anche senza studenti

 

 

 

Nessuna chiusura dei riscaldamenti nelle scuole di Roma. Il Campidoglio fa sapere che gli impianti sono stati riattivati a partire dalle ore 12 in tutti gli istituti della città. La ditta che ha in carico la manutenzione, per conto di Roma Capitale, ha programmato la riaccensione degli impianti a partire da oggi. I riscaldamenti sono quindi in funzione. 

L’assessora Meleo ha precisato, inoltre, che gli impianti saranno sempre in funzione con un orario ridotto, vista l’assenza dei bambini, ma che coprirà la permanenza del personale scolastico negli edifici assicurandogli idonee condizioni di lavoro.

 





Le Biblioteche di Roma Capitale resteranno aperte. Visitatori a distanza di sicurezza

 

Recependo le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 04/03/2020, al fine di contrastare la diffusione del Virus Covid- 19, l’Istituzione dispone le seguenti azioni. Le biblioteche di Roma resteranno aperte, mantenendo i servizi di prestito per l’utenza, ma contingentando gli ingressi, come da decreto governativo, per garantire il rispetto della distanza di sicurezza di un metro tra le persone. Le attività culturali, invece, sono sospese fino al 3 aprile p.v.. Gli appuntamenti in programmazione – in particolar modo quelli previsti in collaborazione con altre istituzioni culturali – sono rimandati. Le sale lettura saranno disponibili ma subiranno limitazioni di posti, a seconda della capienza delle varie sedi, per garantire il rispetto delle distanze di sicurezza previste dal Decreto. Sono sospesi i servizi di emeroteca, mediateca e le attività di gruppo per bambini/e e ragazzi/e per l’impossibilità di garantire il rispetto, in queste fasce d’età, delle distanze di sicurezza. Ogni modifica sarà tempestivamente comunicata su www.bibliotechediroma.it – www.bibliotu.it e sui canali social delle Biblioteche. 

 





Coronavirus, Rampelli (FdI) chiede alla Regione Lazio un tavolo aperto alle opposizione

 

 “Come è stato fatto a livello nazionale, dove Fratelli d’Italia insieme alla Lega e a Fi ha presentato al governo le proposte per fronteggiare l’emergenza coronavirus, siamo pronti a confermare il nostro contributo costruttivo per contrastare il contagio anche nella Regione Lazio. I nostri consiglieri regionali hanno già fatto un ottimo lavoro di cui tutti ci hanno dato atto”. E’ quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. 

“Le misure presentate in conferenza stampa dal presidente Zingaretti e dall’assessore D’Amato – prosegue – devono essere arricchite, soprattutto in ordine alla realizzazione di nuovi posti di terapia intensiva, magari rinforzando le strutture pubbliche, ristrutturando in tempi record quei nosocomi chiusi di recente e quindi già predisposti a ospitare impianti bio medicali. Così come è indispensabile approvvigionare ospedali e medici di famiglia, che ne sono carenti, di dispositivi individuali di protezione: mascherine, tute, guanti, eccetera. È necessario reperire inoltre con urgenza gli apparecchi per la respirazione forzata, in questo momento insufficienti quanto indispensabili per il funzionamento della terapia intensiva. In più occorre subito mettere in campo gli incentivi economici per contrastare la conseguente crisi economica che rischia di inghiottire le aziende del Lazio”. 

“Le attuali iniziative presentate sono solo utili a tamponare la situazione attuale, ci auguriamo che il contagio non subisca le impennate che ha avuto in Lombardia. Ma occorre anche un piano di media durata. Zingaretti istituisca un tavolo permanente per responsabilizzare maggioranza e opposizione a un lavoro comune nell’interesse superiore della comunità”, conclude.

 





Ecco il piano della Regione Lazio contro il virus

 

Niente panico, ma ora è il tempo della responsabilità e Nicola Zingaretti si rivolge direttamente ai cittadini del Lazio e avverte: “rispettate le regole”. Il presidente della Regione Lazio,  alla vigilia del primo weekend dopo il decreto del Governo e le sue nuove regole per contenere e arginare il diffondersi del coronavirus, tira le somme di una serie di interventi nel Lazio insieme all’assessore regionale del Lazio alla sanità Alessio D’Amato, da giorni in prima linea nell’affrontare l’emergenza virus. Zingaretti, insieme all’Assessore D’Amato, hanno firmato anche l’Ordinanza che regolerà le nuove misure di contenimento della malattia.  “Il messaggio che bisogna dare deve essere chiaro: no al panico e sì alla responsabilità individuale e al dovere di tutti di rispettare le regole. E’ fondamentale che tutti rispettino le regole indicate, bisogna cambiare le abitudini di vita, sia in pubblico che in privato”. Zingaretti non ha lasciato spazio a dubbi e ha insistito: “evitare spostamenti, trasferte, gite e viaggi che non siano indispensabili”. Intanto nella regione – come ha spiegato D’Amato – sono 54 i positivi al Coronavirus, 16 sono in isolamento domiciliare, 8 in terapia intensiva, e la regione Lazio cala i suoi assi per affrontare le prossime settimane di possibile emergenza. Intanto la terapia intensiva dedicata al Coronavirus nel Lazio avrà 150 posti letto in più, e il Columbus Gemelli sarà il secondo centro per il Covid-19, inoltre ci sarà il raddoppio dei posti allo Spallanzani. Lo stabilisce l’ordinanza voluta da Zingaretti che ha disposto il potenziamento dell’attività del servizio sanitario nazionale. “Dedicheremo 150 posti letto in più di terapia intensiva dedicati al Covid, un numero che non ha pari in Italia – ha assicurato D’ Amato. Ma la guerra contro il Coronavirus non si limita a questo. Ci saranno infatti assunzioni lampo per 474 operatori grazie a procedure straordinarie il reclutamento, in virtù dell’attivazione dei posti letto aggiuntivi in terapia intensiva. Dunque 474 unità di personale in più, 50 anestesisti, 270 infermieri, 12 pneumologia, 18 infettivologi, 12 cardiologi, 20 medici dell’emergenza, 12 radiologi e 80 Oss. La risposta medico ospedaliera per bloccare la diffusione del coronavirus è questa, ora tocca ai cittadini laziali osservare le regole nel segno della “responsabilità” come ha sottolineato più volte Zingaretti.

 





Giammaria (Confesercenti): “Bene la decisione di sospendere la Ztl a Roma”

 

“Aiutare le piccole e medie imprese della città in questa fase delicata per il nostro territorio e per il Paese – dichiara Valter Giammaria Presidente della Confesercenti di Roma – è una priorità alla quale è necessario dare concretezza e risposte tempestive”.
“La sospensione della ZTL non è certo una azione esaustiva, ma può contribuire a dare sostegno alle imprese diffuse nel territorio – continua Giammaria – auspichiamo, inoltre, che il Comune di Roma e la Regione Lazio intervengano con altre misure concrete verso le imprese come ad esempio, quella più urgente, una proroga per i pagamenti di imposte e tasse locali tra cui l’IMU”.
“Anzi – conclude Giammaria – perché non cogliere questa occasione per pensare anche all’abolizione di tasse assurde come quella chiamata “Tassa sull’ombra”.





Una festa di Carnevale a Fondi ha scatenato il contagio in provincia di Latina

Una festa di Carnevale fatale quella che si è tenuta in un centro anziani di Fondi, in provincia di Latina, il 25 febbraio. Il momento di convivialità, al quale hanno partecipato un centinaio di persone, avrebbe fatto infatti aumentare i casi di coronavirus nella regione. A mettere in relazione il party con il numero anomalo di contagi in provincia di Latina è stato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che durante la conferenza stampa sull’emergenza ha detto: "Bisogna evitare gite e spostamenti. È notizia di poche ore fa che l’aumento di contagi è frutto di una festa con gente che veniva da altre parti Italia".  Avevamo notato una presenza anomala di casi nel territorio di Latina - ha detto l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato - ma a una prima considerazione non si capiva bene il link. Con l’aiuto delle forze dell’ordine si è capito che tutti gli infetti hanno in comune una festa conviviale con gente di quella zona alla quale hanno partecipato persone arrivate da altre zone d’Italia".  Il primo a far dirottare l’indagine sul party è un anziano presente alla festa e che ha accusato sintomi compatibili con il coronavirus, spiega Il Messaggero, nonché conoscente dell’ 81enne primo caso conclamato di Covid-19 a Fondi e ora ricoverato allo Spallanzani.  Alla festa, poi si è scoperto, hanno partecipato enrambi gli anziani. Da qui è scattato l’allarme. I partecipanti del party sono adesso tutti in isolamento domiciliare, ma stanno bene.  Questa ipotesi, tuttavia, non chiarisce tutti gli interrogativi. Una donna contagiata di 58 anni, per esempio, non era alla festa. "Chiediamo la massima collaborazione di tutti con la Asl affinché si possano ricostruire i contatti", ha detto D’Amato .





Celebrazioni, 70 anni fa nasceva a Roma la Uil

 

70 anni fa nasceva la Uil. Il 5 marzo del 1950, nella “Casa dell’aviatore”, a Roma, 253 delegati provenienti da 50 strutture d’ogni parte d’Italia diedero vita a un’Organizzazione moderna, laica e riformista. Per celebrare quel momento storico, la Uil ha organizzato un evento - sobrio e nel rispetto delle indicazioni del Dpcm varato per far fronte all’emergenza Coronavirus - che si è svolto proprio in quel luogo, oggi sede dell’Inail. Per ricordare l’evento, è stata apposta una targa, scoperta dal Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, alla presenza del gruppo dirigente dell’Organizzazione.

 

“La Uil - ha detto Barbagallo - è stata una protagonista delle vicende economiche e sociali del Paese, sin dagli inizi, sin da quando, cioè, i nostri Padri fondatori resistettero a un disegno politico internazionale che avrebbe voluto la Uil inglobata in un progetto sindacale ad essa non connaturale. Quel tentativo di omologazione fu respinto e la nostra giovane Organizzazione, nata nel clima duro e difficile della Guerra fredda, ebbe la determinazione di affermare, con forza, i propri valori costitutivi, fondati sull’autonomia, sulla libertà, sulla giustizia sociale. La Uil - ha proseguito Barbagallo - era nata riformista per dare continuità all’esperienza del sindacato prebellico, che aveva avuto in Bruno Buozzi il suo incontrastato leader. Di quella realtà - ha concluso il leader della Uil - la nostra Organizzazione si ritenne e tuttora si ritiene erede, a pieno titolo, tant’è che la sua azione è stata sempre connotata dal più puro riformismo”.





Il capitano ‘Ultimo’ lascia l’Arma dei Carabinieri. Il congedo in un amaro tweet

"Da carabiniere dopo 42 anni di Servizio pensavo chissà cosa dirò quando lascerò l’Arma dei Carabinieri. Poi ti ci trovi e non dici niente. Sì, in fondo ho parlato già". Il colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina, si congeda con questo tweet dall’Arma. Non è ancora un addio formale perché De Caprio,  è ora in aspettativa, dopo essere stato nominato assessore alla Regione Calabria, ma tra un anno dovrà comunque lasciare l’uniforme per limiti d’età.

De Caprio, classe ’61, nella sua turbolenta carriera è passato dal Ros, al Noe, ai Servizi per approdare, come ultimo incarico, al Comando per la tutela della biodiversità e dei parchi dei Carabinieri forestali. Una ventina di giorni fa la neopresidente della Regione Calabria Jole Santelli lo ha nominato assessore all’Ambiente. "L’obiettivo è combattere la ’ndrangheta e il voto di scambio: se qualcuno non vorrà fare questa battaglia, me ne andrò", ha detto Ultimo a Famiglia Cristiana, parlando di cosa lo aspetta in Calabria. E sul pericolo di una sua strumentalizzazione ha aggiunto: "Il rischio c’è, ma le persone vanno giudicate per quello che fanno. Si tratta di scegliere se scendere nell’arena a combattere o stare alla finestra a guardare. Ho accettato questo incarico per il bene comune e per i principi di uguaglianza e fratellanza. Poi tutto può accadere. Si può sempre strumentalizzare qualsiasi cosa, ma se gli altri hanno intenzioni diverse, non dipende da me".

Il tweet in cui Ultimo annuncia l’addio alla Benemerita - formalmente De Caprio è ancora un ufficiale dell’Arma, nei cui ranghi potrebbe sempre rientrare se l’aspettativa finisse prima dell’imminente congedo per limiti d’età - è accompagnato da una sua foto con il volto coperto, come solitamente appare in pubblico, insieme ad uno dei suoi amati rapaci. La foto è stata scattata alla Tenuta della Mistica, alla periferia di Roma, dove Ultimo ha fondato una casa famiglia gestita da un’associazione di volontari che porta il suo nome.





Tunisi, attentatore si fa esplodere davanti all’ambasciata americana. 5 feriti

Un kamikaze si è fatto esplodere vicino all’ambasciata americana a Tunisi. L’attentatore era a bordo di una motocicletta. L’emittente tunisina Radio Mosaique lo ha descritto come un militante, senza aggiungere dettagli. L’esplosione ha causato cinque feriti tra gli uomini di sicurezza, mentre non ci sarebbero vittime a parte l’attentatore. L’ambasciata degli Stati Uniti a Tunisi ha invitato via twitter a evitare il perimetro dell’attentato. Lo staff diplomatico ha quindi spiegato che personale di emergenza sta affrontando la situazione. L’ambasciata di Washington a Tunisi si trova nel quartiere di Berges du Lac, dove sono collocate diverse sedi diplomatiche.





Sondaggi, più fiducia nel Governo. Passi indietro di Lega e Italia Viva. Avanti piano Pd e M5S

 

Cala ancora il consenso per la Lega e per Italia Viva. Sembra inarrestabile la crescita di Fdi che ormai tallona il M5s. E’ quanto emerge dal sondaggio di Monitor Italia, nato dalla collaborazione tra Agenzia Dire e Istituto Tecnè, con interviste effettuate il 5-6 marzo.

La Lega scende dello 0,6% attestandosi al 29,6 per cento mentre Italia Viva scende dal 3,6% al 3,2% (-0,4%). Il partito di Giorgia Meloni invece sale dello 0,3% al 13,4% e ormai si prepara a sorpassare i 5 stelle al 13,6%, che sono comunque in leggera risalita (+0,2%).

Perde consensi anche Forza Italia (-0,3%) arrivata al 6,8% mentre il Pd sale al 21,5% (+0,3%). Guadagnano 0,2 punti i Verdi e +Europa all’1,7 e al 2%. Fermi (-0,1%) Sinistra e Azione, rispettivamente al 2,5 e al 2%.

Cresce ancora la fiducia nel governo Conte: il 28,8% degli italiani esprime fiducia nell’esecutivo ‘giallorosso’, +0,5% rispetto alla scorsa settimana. Contestualmente cala chi dice di non aver fiducia nel governo. Sono il 64,1% rispetto al 65,7% della scorsa settimana.




Coronavirus: turismo organizzato a ENAC: assicurare rimborsi vettori

 

Le Associazioni Aidit, Assoviaggi, ASTOI e Fto, unitariamente, in rappresentanza del comparto del turismo organizzato – agenzie di viaggi e tour operator – hanno chiesto con la massima tempestività interventi mirati ad ENAC per gestire la situazione critica, in termini finanziari, che si è venuta a creare con lo stato di emergenza del coronavirus. 

Il comparto, costituito in Italia da circa 12.000 imprese con un numero di occupati stimato in 50.000 addetti – sottolineano i rappresentanti delle imprese – ha registrato nel giro di pochi giorni l’azzeramento dei flussi di cassa in entrata a seguito di provvedimenti adottati a livello nazionale ed internazionale. E gli effetti negativi sulle entrate si continueranno a sentire, purtroppo, anche nei prossimi mesi soprattutto per la parte relativa ai flussi turistici da e verso l’estero e per la componente di business travel. 

Per questo Aidit, Assoviaggi, ASTOI e Fto, che hanno già richiesto al Governo di dichiarare lo stato di crisi del comparto, alla pari di quanto accaduto in analoghe situazioni di forza maggiore, hanno richiesto all’ENAC di avviare, con la massima urgenza, ogni azione utile per assicurare la piena applicazione delle disposizioni normative recentemente emanate dal Governo in materia di rimborsi da parte dei vettori aerei operanti in Italia, rendendosi disponibili per ogni approfondimento od ulteriore informazione si ritenesse utile in materia. 

Le aziende stanno ricevendo un numero di cancellazioni senza precedenti e conseguenti richieste di rimborso – sia da parte di singoli viaggiatori che da parte degli Istituti scolastici – che agenzie e operatori si troveranno a non poter soddisfare se continueranno a ricevere rifiuti di rimborso da parte dei vettori aerei stranieri e nazionali. Per questo si richiede, con la massima sollecitudine, un intervento di ENAC e si ribadisce l’urgenza dell’adozione, da parte del Governo, di misure straordinarie che consentano la sopravvivenza delle imprese interessate dalla crisi ed il permanere degli attuali livelli occupazionali.

 





La generosità di Esselunga: donati 2,5mln a sei ospedali

 

Esselunga dona 2,5 milioni di euro ali ospedali e agli istituti impegnati in prima linea nell’assistenza dei pazienti e nella ricerca scientifica sul coronavirus. Si tratta, si legge in una nota, di un piano straordinario di attività per offrire il proprio contributo nell’emergenza che l’intero Paese sta affrontando. 

Il progetto riguarda l’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, la Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, la Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. 

Per i fornitori, spiega la nota, è stato potenziato l’accordo con Unicredit che agevola i pagamenti allo scopo di alleviarne la tensione finanziaria. Saranno messi a disposizione dei fornitori di Esselunga da UniCredit Factoring 530 milioni di euro di affidamenti dedicati alle anticipazioni di pagamento dei crediti commerciali. 

Per tutti gli over 65 anni, da domani e fino a Pasqua, il contributo di consegna della spesa diventerà gratuito sia per l’e-commerce Esselunga a Casa sia per le consegne dai negozi all’abitazione, in tutte le zone dove Esselunga è presente con il servizio. 

Per i 5,5 milioni di possessori di Carta Fìdaty, un’iniziativa speciale per dare anche a chi aderisce al nostro programma fedeltà la possibilità di aiutare le realtà sanitarie e di ricerca sopra citate e ad altre che verranno individuate nelle prossime settimane: ogni 500 punti Fìdaty utilizzati Esselunga donerà 5 euro agli ospedali. 

Per tutti i collaboratori dei negozi Esselunga, visto il lavoro eccezionale di queste settimane al servizio della clientela, sia nei negozi che nella preparazione delle spese online è stato programmato un intervento straordinario di welfare del valore di 150 euro a persona. Un contributo doveroso a favore di chi ha permesso al gruppo di servire la comunità dei suoi clienti, anche nelle zone sotto osservazione, con dedizione, professionalità e sensibilità. 

“Non possiamo stare fermi a guardare la difficoltà e la preoccupazione generale causata dalla diffusione del Covid-19 – afferma Sami Kahale, ceo di Esselunga – Ognuno deve fare la sua parte. Esselunga, che ha sempre cercato di essere vicina ai territori in cui è presente, vuole confermare concretamente il proprio impegno. Vogliamo ringraziare medici, personale sanitario e ricercatori impegnati nel servizio alla comunità, i nostri collaboratori che nei negozi stanno lavorando instancabilmente e allo stesso tempo offrire un aiuto tangibile alle persone più anziane così come ai nostri fornitori, in non pochi casi piccole e medie imprese del territorio”. 





Arrivederci Maldive, per ora gli italiani non entrano più

 

Le Autorità maldiviane, nell’ambito delle misure adottate per la prevenzione del contagio da Covid 19, hanno annunciato il divieto di ingresso per i viaggiatori provenienti dall’Italia a partire dalla mezzanotte di sabato 7 marzo. Le autorità locali, si legge sul sito ’Viaggiare sicuri’ della Farnesina, hanno inoltre temporaneamente sospeso l’ingresso nel Paese per i cittadini stranieri che risultino aver soggiornato - o anche solo transitato – nella Repubblica Popolare Cinese. Tale misura viene applicata anche a coloro che risultino aver soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese e che siano transitati successivamente in altri Paesi prima di arrivare alle Maldive. Le autorità locali hanno inoltre deciso di sospendere temporaneamente, fino a nuovo ordine, l’ingresso alle Maldive per i viaggiatori provenienti o in transito dai seguenti Paesi: Iran e Corea del Sud limitatamente alle aree colpite dalla diffusione del coronavirus. A questo riguardo, si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento. Le autorità locali hanno disposto inoltre il divieto di sbarco per le navi da crociera. I cittadini delle Maldive in rientro da aree affette dal coronavirus saranno invitati ad osservare un periodo di quarantena all’arrivo.





Emergenza Coronavirus, ecco i consigli della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia (Siaarti)

 

Un documento della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia
per gestire l’ammissione ai trattamenti intensivi, dopo che da parte dei soggetti
coinvolti sono stati compiuti tutti gli sforzi possibili per aumentare la
disponibilità di risorse erogabili

 

A fronte dell’attuale situazione di emergenza a causa della diffusione del COVID-19, la SOCIETA’ ITALIANA DI ANESTESIA ANALGESIA RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA (SIAARTI) ha prodotto il documento tecnico “RACCOMANDAZIONI DI ETICA CLINICA PER L’AMMISSIONE A TRATTAMENTI INTENSIVI E PER LA LORO SOSPENSIONE, IN CONDIZIONI ECCEZIONALI DI SQUILIBRIO TRA NECESSITÀ E RISORSE DISPONIBILI”.

Si tratta di un documento in 15 punti che SIAARTI ha diffuso e pubblicato integralmente e senza alcuna restrizione, pur essendo indirizzato a colleghi ed esperti: è un testo finalizzato a fornire un supporto agli anestesisti-rianimatori attualmente impegnati a gestire in prima linea una maxi-emergenza che non ha precedenti per caratteristiche e proporzioni.

Come SIAARTI crediamo sia importante ed essenziale in un momento così drammatico come quello che stiamo attraversando a causa del COVID-19, offrire un supporto professionale e scientifico autorevole a chi è costretto dagli eventi quotidiani a prendere decisioni a volte difficili e dolorose. Migliaia di anestesisti e rianimatori oggi in Italia fanno parte di quella “prima linea medica” che sta assommando turni di 24 ore, insieme agli colleghi medici e infermieri, pur di assicurare assistenza di qualità e in continuità di cure.

Ma in una situazione così complessa, ogni medico può trovarsi a dover prendere in breve tempo decisioni laceranti da un punto di vista etico oltre che clinico: quali pazienti sottoporre a trattamenti intensivi quando le risorse non sono sufficienti per tutti i pazienti che arrivano, non tutti con le stesse chance di ripresa (leggasi: posti con speciali caratteristiche ,disponibili in aree che non possono essere ampliate in breve tempo, al netto che il loro numero possa essere al momento supportato da Sale Operatorie “convertite” bloccando l’attività chirurgica…)

Nel Documento SIAARTI si privilegia la “maggior speranza di vita”: questo comporta di non dover necessariamente seguire un criterio di accesso alle cure intensive di tipo “first come, first served”. Abbiamo voluto nelle Raccomandazioni sottolineare che l’applicazione di criteri di razionamento è giustificabile soltanto DOPO che da parte di tutti i soggetti coinvolti sono stati compiuti tutti gli sforzi possibili per aumentare la disponibilità di risorse erogabili (nella fattispecie, posti letto di Cure Intensive) e DOPO che è stata valutata ogni possibilità di trasferimento dei pazienti verso centri di cura con maggiore disponibilità di risorse.

Le Raccomandazioni SIAARTI così definite sono frutto di un lavoro collegiale che mette a fattor comune la normativa nazionale, le esperienze e i riferimenti scientifici, clinici e assistenziali nazionali e internazionali, profondamente intrecciati con le riflessioni dell’etica in situazioni emergenziali. I punti del Documento sono 15 e comprendono ambiti differenti su cui l’emergenza ci sta interrogando, dalla flessibilità dei criteri alla gestione delle comorbidità, dalla presenza di dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) all’inappropriatezza dei trattamenti.

Siamo consapevoli che affrontare questo tema può essere moralmente ed emotivamente difficile. Come Società Scientifica avremmo potuto (tacendo) affidare tutto al buon senso, alla sensibilità e all’esperienza del singolo AR, oppure tentare – come abbiamo scelto di fare - di illuminarne il processo decisionale con questo piccolo supporto che potrebbe contribuire a ridurne l’ansia, lo stress e soprattutto il senso di solitudine. Oltre a rappresentare per il paziente una tutela in termini di limitazione dell’arbitrarietà delle scelte del team curante.

Non è la SIAARTI, con questo Documento di Raccomandazioni, a proporre di trattare alcuni pazienti e di limitare i trattamenti su altri. Al contrario, sono gli eventi emergenziali che stanno costringendo gli anestesisti-rianimatori a focalizzare l’attenzione sull’appropriatezza dei trattamenti verso chi ne può trarre maggiore beneficio, laddove le risorse non sono sufficienti per tutti pazienti. La domanda che come SIAARTI ci sentiamo di fare in conclusione è dunque se l’insufficienza delle risorse poteva essere considerata, valutata e gestita in precedenza, ma la risposta a questo interrogativo (che si pone oggi di fronte ad un’epidemia che non ha eguali negli ultimi decenni) con ogni probabilità è nelle competenze e nelle disponibilità delle Istituzioni.

 




Oms: grande apprezzamento per l’Italia. Piattaforma di competenza

 

Apprezzamento per il comportamento del governo italiano nella gestione della crisi del coronavirus è stato espresso dal direttore regionale per l’Europa dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), Hans Kluge, durante il dibattito in corso a Bruxelles al Consiglio straordinario dei ministri della Salute dell’Ue.

“Voglio esprimere – ha detto Kluge, nel suo intervento in teleconferenza – il mio sincero apprezzamento per la leadership espressa dal ministro della Salute italiano Roberto Speranza con cui abbiamo concordato di distaccare un nostro ‘senior adviser’ al Ministero di Roma, e di espandere, a partire dall’ufficio di Venezia, l’attività dell’Oms” sul territorio italiano.

“In questo momento – ha aggiunto il dirigente dell’Oms – l’Italia è la piattaforma per la competenza europea sul coronavirus Covid-19, dobbiamo tutti sostenerla”.





Agriturismi deserti, Cia chiede di sostenere questa filiera di qualità nazionale

L’agriturismo non si ferma. L’emergenza Coronavirus non deve essere sottovalutata, ma neppure ingigantita. Fatte salve le precauzioni indicate, non bisogna aver paura di scegliere le attività ricettive in campagna. Occorre sostenere le aziende agricole e agrituristiche di tutta Italia, che assicurano un ambiente sano e incontaminato, attività a contatto con la natura e soprattutto prodotti e cibi genuini, sicuri e di qualità garantita. Così Turismo Verde, l’associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, che lancia un appello a cittadini e istituzioni: non lasciamo soli gli agricoltori e gli agrichef, che sono un patrimonio del Made in Italy.

L’impatto del Coronavirus sul turismo nazionale è stato immediato e fortissimo -ribadisce Turismo Verde Cia-. Nelle regioni coinvolte direttamente dall’emergenza, come Lombardia e Veneto, ci sono state disdette di massa nelle strutture, soprattutto da parte dei turisti stranieri. Prenotazioni quasi azzerate anche per aprile, con le festività di Pasqua che rappresentano uno dei periodi più importanti per la stagione turistica. Ma il danno economico coinvolge gli agriturismi di tutta Italia, con una riduzione fino al 50% delle richieste di soggiorno.

Le misure precauzionali per evitare la diffusione del virus sono corrette ed efficaci -continua Turismo Verde Cia-. Ora, però, pensiamo anche a come far ripartire l’economia. I provvedimenti presi dal governo vanno nella direzione giusta, ma è chiaro che serve un intervento strutturale e di lungo periodo che sostenga le imprese e rilanci l’economia dei territori, partendo da quelli più danneggiati dall’epidemia. Per gli oltre 23.000 agriturismi italiani, servono sospensioni dei contributi previdenziali e dei pagamenti delle rate dei mutui per un periodo non inferiore a 12 mesi. Allo stesso tempo, occorrono incentivi che rilancino il settore, con adozione di coupon a parziale rimborso spese, detrazioni fiscali e sospensione della tassa di soggiorno, nonché un piano di promozione straordinario. Non da ultimo, bisogna tutelare il Made in Italy agroalimentare, che è tra i più controllati al mondo, da pratiche sleali che mettono in cattiva luce le nostre eccellenze.





Ordinativi giù nella filiera agricola. Disdette per una azienda su quattro

 

Piovono le prime disdette degli ordini in più di una azienda agricola su quattro (27%) per il crollo della domanda alimentare dopo la paralisi del turismo, i ristoranti vuoti, la chiusura forzata delle mense scolastiche e le difficoltà per l’export. E’ quanto rivela la prima analisi Coldiretti/Ixè sugli effetti dell’emergenza Coronavirus sull’agroalimentare Made in Italy in occasione del primo weekend di avvio della campagna #MangiaItaliano nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica.

Una mobilitazione per difendere la principale ricchezza del Paese che con la filiera allargata dai campi agli scaffali fino alla ristorazione vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil e offre lavoro a 3,8 milioni di persone. Un patrimonio – sottolinea la Coldiretti – messo a rischio dall’espansione del Covid-19 che sta provocando gravi difficoltà produttive, logistiche e commerciali a livello nazionale, senza dimenticare i pesanti danni di immagine e gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero, amplificato dallo stop forzato alle Fiere che sono un momento importante di promozione. E non si vede una soluzione a breve visto che – continua la Coldiretti – per oltre la metà (51%) delle aziende l’impatto economico negativo è purtroppo destinato a durare nel tempo.

Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus – spiega Coldiretti – il fatturato è crollato nel 41% delle aziende del settore ma la situazione è ancora più grave negli agriturismi dove il 79% delle strutture dichiara un calo del fatturato. Peraltro i 23mila agriturismi italiani spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari lontano dagli affollamenti, con un numero contenuto di posti letto e a tavola, sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche.

Per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale prende il via la prima campagna #MangiaItaliano in Italia e all’estero per salvare la reputazione del Made in Italy, difendere il territorio, l’economia e il lavoro e far conoscere i primati della più grande ricchezza, del Paese, quella enogastronomica. Una iniziativa che vede schierati in prima linea durante il weekend i mercati degli agricoltori e gli agriturismi di Campagna Amica e alla quale stanno aderendo numerosi volti noti della televisione, del cinema, dello spettacolo, della musica, del giornalismo, della ricerca e della cultura insieme a tanta gente comune.

L’avvio di una corretta campagna di informazione sulla qualità e la salubrità dei prodotti agroalimentari Made in Italy e del turismo è la priorità segnalata dalla metà delle aziende del settore (50%) che chiedono però anche sgravi fiscali e contributivi, sostegni a consumi ed esportazioni e interventi di sostegno comunitari.

“Bisogna ricostruire un clima di fiducia nei confronti del marchio Made in Italy che rappresenta nell’alimentare una eccellenza riconosciuta sul piano qualitativo e sanitario a livello comunitario ed internazionale” dichiara il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che in queste condizioni “è inaccettabile qualsiasi taglio alle risorse comunitarie destinate all’agricoltura nella definizione del prossimo bilancio europeo. Occorre al contrario – conclude Prandini – aumentare gli stanziamenti per difendere un settore diventato strategico in un momento di crisi per garantire gli approvvigionamenti e la sovranità alimentare in Italia ed in Europa”.

L’IMPATTO DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS SUL CIBO MADE IN ITALY

DANNI AZIENDE COLPITE
Disdette sugli ordini 27%
Crollo del fatturato 41%
Crollo delle presenze in agriturismo 79%
Difficoltà di lungo periodo 51%
Fonte: Coldiretti/Ixè





Coronavirus, per Confesercenti si rischiano 8 miliardi di Pil. Incertezza per oltre 30mila imprese

 

L’emergenza Coronavirus si prolunga, e l’impatto sull’economia peggiora: se la ‘fase acuta’ dell’allarme da contagio dovesse durare fino ad aprile, sarebbero a rischio 6,5 miliardi di consumi, interni e turistici, e 8 miliardi di Pil nel semestre.  A stimarlo è Confesercenti, rivedendo le stime iniziali dell’associazione rilasciate il 25 febbraio, basate su un’ipotesi di un’emergenza più breve di quanto sia ora lecito supporre. 

Se, come sembra, l’allarme coronavirus dovesse protrarsi con l’attuale intensità fino al prossimo mese, ad aggravarsi sarebbe infatti anche l’impatto sui consumi turistici (-5 miliardi) e interni (-1,5 miliardi). La flessione, insieme al calo degli investimenti, porterebbe alla perdita di 8 miliardi di euro di Pil (-0,3%) e alla possibile chiusura di 30mila imprese. A essere coinvolti in diverso grado dalla frenata, settori che raccolgono circa un milione di attività: oltre al turismo, commercio, pubblici esercizi, servizi e trasporti. Stimiamo 2 miliardi di euro in meno di consumi per le imprese ricettive e 1,3 miliardi in meno per bar e ristoranti, mentre per agenzie di viaggio e tour operator la perdita è di 342 milioni. Per i negozi il calo è di 748 milioni di euro, 586 per i trasporti. L’impatto è concentrato principalmente nelle regioni del nord e nelle città d’interesse turistico.

Dal punto di vista economico, tutta l’Italia sta diventando una zona gialla, rossa nelle città d’arte”, commenta Patrizia De Luise, Presidente di Confesercenti.  “Contenere i contagi è prioritario e gli imprenditori sono in prima fila per dare il proprio contributo, consapevoli della situazione straordinaria. Ma anche determinati a far sopravvivere le imprese: il punto è garantire la continuità delle attività economiche al di là dell’emergenza. I 7,5 miliardi di euro in arrivo dal governo sono una risposta importante, ma potrebbero rilevarsi insufficienti se il trend dovesse continuare a lungo”.

La priorità – continua De Luise – è agire sul fronte bancario, sospendendo le rate dei finanziamenti e agevolando il credito. Ma serve anche uno stop adeguato al fisco e l’estensione degli ammortizzatori sociali a micro imprese e autonomi. Poi, visto che siamo di fatto isolati dal mondo, il rilancio della domanda turistica interna: la nostra proposta è di scontare l’IVA a chi compra una vacanza presso una struttura ricettiva o un’agenzia di viaggio in Italia, e di permettere alle famiglie di detrarre il restante costo del soggiorno. Se possibile già da Pasqua, per favorire il riavvio della stagione turistica”.





Bortone (Consap): “Tutele sanitarie per tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato”

 

Bortone (Consap): “Tutele sanitarie per tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato”

 

Il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario Bortone, in merito dichiara di essere a conoscenza di una circolare del capo della polizia contenente misure eccezionali e temporanee per impedire la diffusione del coronavirus, e allo stesso tempo assicurare al meglio il servizio d ‘istituto , senza entrare nel merito delle disposizioni contenute peraltro condivisibili nell’attenzione alla rotazione del personale ed in attesa delle disposizioni organizzative sulle quali ci riserveremo di esprimere giudizi e se necessario criticare, non di meno appare ad una prima lettura della circolare che essa possa prestarsi a dei dubbi interpretativi che inducono a ravvisare disparità di tutela, laddove si distingue fra le qualifiche apicali e sottoposti, auspichiamo che così non sia, per questo come sindacato Consap invitiamo i vertici a chiarire meglio, in quanto i rischi di esposizione al contagio devono essere mantenuti al minimo livello per tutti i ruoli sia per i dirigenti sia per il resto dei 90 mila colleghe e colleghi.




Coronavirus: a rischio quasi 19 miliardi di valore aggiunto. Unioncamere costituisce una task force

Una riduzione del valore aggiunto dell’Italia di quasi 19 miliardi di euro su base annua, pari al -1,2% rispetto al 2019.  E’ questa la stima degli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, in uno scenario nel quale la situazione attuale dovesse protrarsi fino alla fine del mese di aprile. L’analisi effettuata da Unioncamere, in collaborazione con il Centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, sulla base dei dati al 2 marzo scorso, segnala che, ovviamente, l’impatto sarà più consistente nelle tre regioni maggiormente colpite dall’emergenza (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), nelle quali le possibili riduzioni della ricchezza prodotta sarebbero pari o di poco superiori al 2%.

 

Le Camere di commercio italiane sono pronte a fare la loro parte per sostenere imprese e territori. L’Unioncamere ha appena costituito una “task force” composta da presidenti di Camere di commercio di diverse aree del Paese che dovrà monitorare la situazione, individuare le misure più idonee e, al più presto, mettere in campo le azioni più urgenti per sostenere le imprese dei settori più colpiti.

 

Nei soli undici comuni della zona Rossa, secondo lo studio, il perdurare delle attuali limitazioni fino alla fine del mese di marzo provocherebbe la perdita di 238 milioni di euro di fatturato e quasi 140 milioni di valore aggiunto.

 

Nel caso in cui, invece, l’emergenza sanitaria dovesse proseguire, nella portata attuale, fino a fine giugno – stima Unioncamere – gli effetti negativi sull’economia italiana per il 2020 potrebbero salire a 37 miliardi di euro, con una riduzione del valore aggiunto del -2,3%. Una flessione che in Lombardia arriverebbe al -3,9% della ricchezza prodotta a livello regionale, in Veneto al -4,4% e in Emilia Romagna al -4,3%.

 

Secondo l’analisi, il forte impatto del diffondersi del virus sul turismo in tutte le regioni del Paese rischia di bruciare quasi 4 miliardi di valore aggiunto (-6,3% su base annua) per il calo delle presenze annunciato fino a fine aprile; la perdita di valore aggiunto potrebbe raggiungere i 7,7 miliardi di euro (-12,2%) nel caso l’emergenza attuale andasse avanti ma solo fino a giugno, salvando così le presenze attese nella stagione estiva.

 

Gli effetti del Covid-19 si potrebbero far sentire anche sulle nostre esportazioni: oltre il 10% delle vendite italiane all’estero, infatti, è diretto proprio verso quei Paesi che, allo stato attuale, hanno imposto maggiori restrizioni alla circolazione delle persone.





D’Amico (ConfimpreseItalia): “Bisogna andare oltre i 7,5 miliardi messi in campo dal Governo. Serve una iniezione di liquidità direttamente verso le imprese”

Intervista al Presidente della Confederazione che in Italia rappresenta oltre 80mila aziende. Le proposte per contrastare il coronavirus

 

 

D’Amico (ConfimpreseItalia): “Bisogna andare oltre i 7,5 miliardi messi in campo dal Governo. Serve una iniezione di liquidità direttamente verso le imprese”

 

 

Il Governo ha appena varato un pacchetto economico per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus. Sette miliardi e mezzo di euro ripartiti in quattro aree diverse di intervento. Si tratta di misure secondo voi sufficienti?

 

A nostro avviso le risorse messe in campo sono totalmente insufficienti perché il contraccolpo sull’economia nazionale reale è ben superiore e va a colpire soprattutto le micro, le piccole e le medie imprese. Gran parte di queste risorse, poi, sono correttamente utilizzate per far fronte all’emergenza sanitaria, con l’assunzione di medici ed infermieri, potenziare le strutture dell’accoglienza sanitaria e dell’emergenza. Va raccolto in pieno l’appello del Capo dello Stato e il Governo dovrà tener conto anche di quanto propone l’opposizione, che ha formulato altre proposte che vanno oltre i 7,5 miliardi messi in campo dal Governo. Credo sia necessaria una sintesi. 

   

Confindustria propone un Piano europeo triennale con una dote di tremila miliardi di euro per rilanciare investimenti e infrastrutture in Italia e in Europa. E’ una richiesta che l’Europa potrà accogliere?

 

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Layen, fino ad ora non ha manifestato alcuna sensibilità verso questa emergenza epocale. La prossima settimana, martedì credo, ci sarà una sessione del Parlamento Europeo tutta dedicata all’emergenza Covid 19. Ci auguriamo che la Presidente sia presente, ma al tempo stesso auspichiamo che faccia la sua parte anche la Banca Centrale Europea, che potrebbe prevedere interventi straordinari adeguati al momento straordinario mettendo in campo una strategia di contrasto all’emergenza che, purtroppo, non abbiamo ancora visto.  

  

Da più parti si chiede di intervenire con il sostegno al credito, per dare maggiore liquidità alle imprese; con misure di semplificazione della burocrazia; con incentivi all’occupazione giovanile e con misure specifiche per il Mezzogiorno.

 

Purtroppo, questa volta l’emergenza non riguarda solo l’occupazione giovanile e il Sud, ma è più ampia. Forse mai l’Italia e probabilmente nei prossimi mesi il resto dei Paesi membri dell’Unione Europea, dovranno affrontare momenti postbellici. E’ chiaro che saranno utili misure di semplificazione e incentivi per l’occupazione e più attenzione da parte delle banche verso le imprese quanto al credito, ma il punto è che mai abbiamo vissuto e ci siamo trovati in una condizione simile. Chi pensa di utilizzare misure ordinarie non ha compreso nulla, non ha respirato l’aria che tira dal Sistema Italia. Serve pensare e progettare altro. Un vero e proprio piano Marshall con un’iniezione di liquidità direttamente alle imprese non sotto forma di prestito ma quale intervento economico straordinario. Alle imprese servono euro non chiacchiere. Noi le nostre proposte le abbiamo già indicate ai tavoli con la Presidenza del Consiglio, al MISE, al Ministero del Lavoro e alle Regioni. Ma di risposte, purtroppo, ne abbiamo ricevute poche.

 

Le economie delle province di Frosinone e Latina erano in condizioni difficili già prima dell’emergenza da Covid 19. Questa potrebbe essere la goccia che farà traboccare il vaso, o potremmo trasformare questo momento in un’occasione di rilancio?

 

Si, lei ha ragione. Frosinone e Latina erano già in crisi prima dell’arrivo di Covid 19. Ci auguriamo che, come dice lei, non sia la goccia che faccia traboccare il vaso. Le economie dell’eccellenza che questi territori hanno nelle loro corde, possono fare ancora la differenza: il farmaceutico, l’aerospaziale, tutto il comparto agricolo ed alimentare e sopratutto il turismo sono avanti rispetto a tante altre regioni d’Italia ed addirittura a Paesi d’Europa e del mondo ma hanno bisogno di un sostegno reale non di pannicelli caldi. Ogni Istituzione nazionale, regionale o comunale deve capire che questo è il momento di dare non di ricevere. L’unica cosa che serve è che le imprese vanno tutelate e sostenute e ci sembra che, purtroppo, attorno al sistema Italia si stia stringendo un cappio da parte di Paesi competitor che cercano di sfruttare il Coronavirus per interessi nazionali. La ns. proposta concreta per Fiuggi e le altre località turistiche che rischiano di essere travolte dalla crisi, è l’istituzione delle Zone Franche Urbane (Z.F.U.) che rappresentano degli ambiti territoriali, colpiti da calamità naturali, dove si attuano programmi di defiscalizzazione e decontribuzione rivolti alle attività produttive. Nello specifico tali programmi consistono nell’esenzione dall’imposta sui redditi, nell’esenzione dall’imposta regionale sulle AA.PP., nell’esenzione dell’imposta municipale propria ed esonero dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali sulle retribuzioni dal lavoro dipendente.

 

Il settore dell’automotive: con la crisi del mercato asiatico e con le incertezze della produzione in Italia, quali sono le prospettive, anche nelle nostre province?

 

Il settore dell’automotive è uno dei fulcri della nostra economia nazionale, e rappresenta in questi distretti territoriali, il meglio del Made in Italy. FCA, proprio in questi giorni, ha presentato nuovi modelli, in particolare l’elettrico che potrebbe rappresentare una prima risposta alla crisi di questo comparto. Purtroppo le linee dell’alta qualità, e pensiamo ad Alfa Romeo e Maserati, dovranno resistere perché la congiuntura sarà spigolosa e dura da digerire. La qualità, alla distanza è sempre premiata.  

 

Quali sono i settori più esposti e perché?

 

I comparti del turismo, della cultura e della ristorazione sono la punta di una grande iceberg. Sono migliaia i posti di lavoro a rischio. Quando parliamo di punta di un iceberg riteniamo che questi settori produttivi siano solo una piccola parte di quello che sta letteralmente collassando. Dietro questi comparti si muove un mondo intero fatto dalle aziende dell’agroalimentare, della comunicazione legata ai grandi eventi ed ai congressi, e tutto il settore dei servizi. Basta vedere i numeri del disastro economico per rendersi conto: alberghi (-60-70% media livello nazionale); ristorazione (-50% livello nazionale); Musei cinema ed attività collaterali (-80% livello nazionale). Credo che queste cifre messe insieme dal nostro Ufficio Studi e grazie al nostro continuo monitoraggio nei territori, per questo voglio ringraziare le nostre associazioni territoriali e le nostre Federazioni di categoria, siano il quadro finale di una situazione al collasso. Raccogliamo, però, l’invito del Presidente della Repubblica Mattarella a fare squadra. Solo questo potrà fare la differenza.

 

Qual è la vostra proposta?

 

Seguire il modello Wuhan ovvero chiudere tutto, ad eccezione dei cosiddetti centri nevralgici, per un periodo limitato consigliando, nel contempo, alle persone di ridurre allo stretto necessario i rapporti interpersonali; le ricadute economiche possono essere ammortizzate dal Governo procrastinando una serie di versamenti a varie Istituzioni (Unione Europea, ONU,…) visto lo stato straordinario in cui ci troviamo.





Coronavirus, Zingaretti: “Sono positivo”. Per il segretario del Pd e Presidentedella Regione Lazio è scattato l’isolamento”

 

I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto. A annunciarlo è Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio e Segretario del Partito Democratico, che lo ha fatto con un video su facebook.  "I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto!", scrive il segretario del Pd nel post abbinato al filmato.
"E’ arrivato. Anche io ho il coronavirus. Sarò seguito secondo tutti i protocolli che sono previsti in questi casi per tutte e per tutti. Sto bene, quindi è stato scelto l’isolamento domiciliare. Continuerò da casa a seguire quello che potrò seguire tranquillamente. Anche la mia famiglia sta seguendo i protocolli che si seguono in queste situazioni. La Asl sta contattando le persone che in questi giorni sono state più vicine al lavoro per i colloqui del caso", dice Zingaretti nel video. "Ho sempre detto ’niente panico, combattiamo’. Quanto mai in questo momento darò il buon esempio seguendo alla lettera le disposizioni dei medici e della scienza, tentando di dare una mano lavorando da casa per quello che sarà possibile. E combatto, com’è giusto fare in questo momento per ciascuno di noi e per tutto il paese", conclude.





Papa Francesco farà l’Angelus solo in diretta tv e non si affaccerà alla finestra su Piazza San Pietro

 "Relativamente agli eventi dei prossimi giorni, la preghiera dell’Angelus del Santo Padre di domenica 8 marzo avverrà dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico e non in piazza, dalla finestra. La preghiera sarà trasmessa in diretta streaming da Vatican News e sugli schermi in piazza San Pietro e distribuita da Vatican Media ai media che ne faranno richiesta, in modo da consentire la partecipazione dei fedeli". Lo comunica la Sala stampa della Santa Sede. "L’Udienza Generale di mercoledì 11 marzo avverrà secondo le medesime modalità", aggiunge. "Tali scelte - si legge nel comunicato - si rendono necessarie per evitare rischi di diffusione del COVID-19 dovuti ad assembramenti nel corso dei controlli di sicurezza per l’accesso alla piazza, come richiesto anche dalle autorità italiane". "In ottemperanza a quanto stabilito dalla Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano - conclude la nota -, fino a domenica 15 marzo sarà sospesa la partecipazione dei fedeli ospiti alle Messe a Santa Marta. Il Santo Padre celebrerà privatamente l’Eucarestia".





Bollettino sul Coronavirus, oltre 5.000 i contagiati. 233 le vittime e 589 le persone guarite

Sono 5.061 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 1.145 persone rispetto a ieri, e 233 i morti, 36 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 567 i malati ricoverati in terapia intensiva per coronavirus, 105 in più rispetto a ieri. Il dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Di questi 567 ben 359 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 50 casi. Sono invece 2651 i malati con sintomi ricoverati e 1843 quelli in isolamento domiciliare. Sono 589 le persone guarite dal coronavirus in Italia, 66 in più di ieri.





Vittorio Cecchi Gori sconterà la pena ai domiciliari

 

Sconterà la condanna ad oltre 8 anni di carcere nella propria abitazione ai Parioli, il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori. Il giudice relatore del tribunale di Sorveglianza di Roma, accogliendo una istanza della difesa, ha disposto che appena le condizioni di salute lo consentiranno l’ex proprietario della Fiorentina verrà trasferito dal Policlinico Gemelli, dove si trova piantonato da circa otto giorni, all’abitazione romana. La decisione del giudice dovrà essere ratificata dal tribunale di Sorveglianza in seduta collegiale. A motivare la decisione anche l’emergenza del coronavirus visto che Cecchi Gori rientra, per l’età e lo stato di salute, in una categoria a rischio nel caso si contagiasse.  Dopo la condanna definitiva in Cassazione dei giorni scorsi a 5 anni e mezzo di reclusione per il fallimento della Safin Cinematografica, per il 77enne produttore cinematografico è arrivato, su disposizione della procura generale di Roma, un ordine di carcerazione per scontare un cumulo di pena di 8 anni.





Covid 19, appello dell’Assessore regionale Gallera ai lombardi: “Restate a casa, evitate gli assembramenti”

Appello dell’Assessore regionale Gallera ai lombardi: “Restate a casa, evitate gli assembramenti”

 

 

"Sono giornate bellissime, i lombardi sono gente dinamica che ama vivere e socializzare. Ma in questo momento vi è la necessità che ognuno adotti stili di vita consapevoli. Bisogna stare a casa, bisogna evitare gli assembramenti, bisogna attuare il distanziamento sociale. E’ fondamentale se vogliamo sconfiggere il coronavirus e questa infezione che si sta propagando in tutta la regione". E’ l’appello ai cittadini lanciato su Facebook dall’assessore al Welfare Giulio Gallera.





Allo stremo la rete dell’emergenza sanitaria lombarda. L’appello del Coordinamento delle terapie intensive

 

“L’intera rete delle terapie intensive è stata ristrutturata, creando strutture dedicate nelle quali, completamente bardati per difendersi dall’infezione, si lavora con grande fatica per assistere malati gravi e gravissimi, la cui vita dipende da apparecchiature tecnologicamente complesse disponibili purtroppo in numero limitato. Anche per questo motivo è assolutamente necessaria l’immediata adozione di drastiche misure finalizzate a ridurre i contatti sociali e utili al contenimento dell’epidemia”. Lo scrive il ‘Coordinamento delle terapie intensive della Lombardia’ in un documento inviato oggi al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, cui viene chiesto di portarlo all’attenzione del Governo e al commissario per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli.

“In assenza di tempestive ed adeguate disposizioni da parte delle Autorità – conclude il documento – saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria”.

 





Coronavirus, Lombardia e 11 province chiuse. Isolate Venezia, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. Padova, Treviso, Asti, Alessandria e Pesaro e Urbino

 

 

Chiusura della Lombardia e di 11 province del Veneto e dell’Emilia Romagna. E’ quanto previsto nella bozza del nuovo decreto del governo per contrastare l’emergenza coronavirus. Si tratta di Venezia, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. Padova, Treviso, Asti, Alessandria e Pesaro e Urbino.  Si tratta delle nuove misure nazionali di contenimento dell’emergenza.  Nell’articolo 1 della bozza del nuovo decreto del governo, che dovrebbe essere varato questa sera, compare il divieto di ingresso e di uscita dalla Lombardia e da altre 11 province, e l’estensione delle zone controllate a Piemonte ed Emilia-Romagna.