Raggi: "Partita l’ ultima fase demolizione tratto Tangenziale Roma"

 

 “Proviamo a dare un senso di normalità in questo momento così delicato. Ieri notte, nel piazzale della Stazione Tiburtina, è iniziata l’ultima fase della demolizione della Tangenziale Est. Finalmente diremo addio a quell’ecomostro di cemento e smog e il sogno di tanti cittadini diventerà realtà. E tutta quell’area verrà riqualificata”. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su Fb. 

“Sette mesi fa abbiamo dato il via, con un simbolico colpo di piccone, alla demolizione della Tangenziale Est davanti alla stazione e alle case dei residenti di quel quartiere. Ieri notte l’impresa che sta effettuando i lavori ha iniziato a rimuovere con l’escavatore l’ultima parte di questo “ecomostro” che per decenni ha imprigionato i residenti tra cemento e smog”, aggiunge Raggi. 

“Anche in un momento di grande difficoltà per l’Italia e per Roma i cantieri vanno avanti. Proseguono per riqualificare uno dei quadranti più importanti di Roma, a livello di trasporti e viabilità – sottolinea Raggi -. Abbiamo raggiunto il primo obiettivo nei tempi prestabiliti grazie ad un eccellente lavoro di squadra. Ora la fase successiva vedrà la riqualificazione e il restyling del Piazzale Ovest davanti la stazione Tiburtina” “Il nostro è un progetto “green” al 100%: tutti i materiali rimossi con la demolizione, infatti, sono stati catalogati e saranno riciclati. Nel progetto di riqualificazione sono previste anche aree verdi con la piantumazione di nuovi alberi. Ci sarà grande attenzione alla mobilità sostenibile con una nuova pista ciclabile e percorsi Loges sui marciapiedi per le persone non vedenti e ipovedenti – aggiunge la sindaca -. Con la demolizione della Tangenziale Est e la riqualificazione del Piazzale Ovest stiamo restituendo nuova vita e sicurezza ad un intero quartiere dopo decenni di abbandono e incuria. #SeLoDiciamoLoFacciamo”, conclude.





Appello del Presidente del III Municipio Caudo alla Sindaca Raggi: "Chiuda i centri commerciali"

 

“La chiusura, subito, di tutti gli uffici di Roma Capitale. Un’ordinanza sindacale per chiudere i centri commerciali e limitare l’apertura delle attività commerciali di vicinato e delle medie strutture di vendita, limitando le attività di somministrazione e bar dalle ore 6 alle ore 18. Questi sono alcuni dei provvedimenti urgenti proposti da Giovanni Caudo, Presidente del III municipio in una lettera indirizzata alla sindaca Virginia Raggi. “Una pandemia reale è la definizione data dall’OMS per quanto sta accadendo in questi giorni su scala planetaria. Non possiamo più permetterci tentennamenti. In questa situazione, come istituzioni, dobbiamo di tutelare i diritti di tutti, sostenendo il compito gravoso di scegliere quali diritti tutelare di più. Quelli prioritari sono la sopravvivenza e l’accesso alle cure. Ma perché questo diritto sia tutelato bisogna eliminare alcuni aspetti di contraddittorietà che risiedono nei provvedimenti fino ad oggi emanati: la chiusura delle scuole ha comportato la separazione tra i bambini, i ragazzi e i genitori che però continuano ad essere impegnati a lavoro e con tale esposizione, nonostante le cautele imposte, diventano veicolo di diffusione del virus entro le mura domestiche. Il “lavoro agile” dei dipendenti comunali risponde all’esigenza dei genitori di restare a casa ad accudire i figli ma rende difficile se non impossibile assicurare all’utenza, ai cittadini, i servizi di cui hanno bisogno. Nel momento in cui l’unica azione efficace è evitare le occasioni di socialità qualsiasi azione contraddittoria mette a rischio l’obiettivo prioritario che è quello della tutela della salute pubblica”, conclude Caudo.





I farmacisti ospedalieri in azione per assicurare preparazioni galeniche salvavita antiretrovirali per pazienti non in grado di deglutire

 La diffusione del COVID-19 sta mettendo a dura prova il nostro Paese, il SSN e tutti gli operatori. I farmacisti delle Aziende Sanitarie stanno rispondendo con un presidio professionale che li impegna h24 all’interno degli ospedali, sui territori, nelle unità di crisi attivate a livello regionale ed ospedaliero: è quanto sottolinea la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) con un comunicato stampa nel quale evidenzia le numerose attività svolte dai farmacisti ospedalieri in questo periodo di emergenza sanitaria, in ambito strategico organizzativo, in ambito galenico e nella logistica e nell’approvigionamento di farmaci, disinfettanti e dispositivi per la sicurezza di pazienti e operatori.


Nello specifico SIFO ha condiviso oggi una “Istruzione operativa per l’allestimento di preparati magistrali a base di antiretrovirali da somministrare a pazienti non in grado di deglutire forme solide intere”, documento tecnico che viene proposto a tutti i farmacisti ospedalieri italiani per l’assistenza di pazienti in terapia intensiva. Si tratta di un documento che – in previsione di un aumento della necessità di somministrare farmaci disponibili oggi solo in compresse a pazienti intubati e della mancanza sul mercato di altre forme farmaceutiche idonee alla somministrazione attraverso sondino – mette in comune alcune informazioni galeniche elaborate sulla base della letteratura scientifica internazionale. Il campo di applicazione di queste istruzioni si riferisce ad un galenico magistrale destinato a quei pazienti che non sono in grado di deglutire forme farmaceutiche orali solide e necessitano quindi della riduzione della compressa in una forma liquida di differenti formulazioni a base di lopinavir, ritonavir, darunavir e cobicistat.  La sopradescritta procedura è stata elaborata dall’Area Galenica Clinica SIFO e da SIFAP (la Società dei Farmacisti Preparatori).

Sempre per la parte galenica i farmacisti ospedalieri, con la collaborazione di esperti istituzionali in misure di sicurezza per agenti biologici, stanno inoltre operando per l’approvvigionamento e (in alternativa) per la produzione continua di una formulazione di gel idroalcoolico per la disinfezione-mani in caso di non reperibilità di prodotti disinfettanti per i quali sia dimostrata l’efficacia virucida in base alle norme tecniche europee vigenti.

Per la parte approvvigionamenti il farmacista ospedaliero su tutto il territorio nazionale sta garantendo la dispensazione di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale (guanti, facciali filtranti FFP2 e FFP3, semi maschere con filtri specifici per agenti infettivi, camici, tute, visiere, occhiali...) e mascherine chirurgiche, che sono strumenti nevralgici per ridurre il rischio di contagio e di propagazione del virus. Inoltre la figura del farmacista ospedaliero sta garantendo la dispensazione dei farmaci utilizzati nei protocolli off label nel trattamento dei pazienti e la dispensazione dei farmaci per le terapie di supporto, tematiche su cui è anche sempre particolarmente attiva e quotidiana la collaborazione stretta con l’Agenzia Italiana del Farmaco.

Inoltre la SIFO sta collaborando attivamente con l’European Association of Hospital Pharmacists (EAHP) per la definizione collaborativa di pratiche e modelli di farmacia ospedaliera con cui affrontare l’emergenza in una scala sovra-nazionale. A tutto questo si aggiungono l’impegno e la collaborazione che i farmacisti ospedalieri italiani stanno offrendo alle direzioni strategiche ed ai provveditori a dimostrazione della capacità di essere elemento di unione all’interno della filiera sanitaria.

Si tratta quindi, nel complesso, di attività svolte da tutti i farmacisti ospedalieri italiani e fortemente orientate a governare alcuni tra i temi più critici e sensibili dell’emergenza da COVID-19, all’interno dell’immenso spiegamento organizzativo e professionale di forze, attività e responsabilità che sta coinvolgendo l’intero Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Proprio di fronte a questo scenario, SIFO coglie l’occasione per sottolineare la propria sorpresa e fortissima delusione di fronte al Decreto del 5 marzo 2020 nel quale si ipotizza l’assunzione con incarichi di lavoro autonomo di specializzandi o pensionati dell’ambito sanitario di varie specialità (dalla terapia intensiva alla radiodiagnostica) dimenticando proprio i farmacisti ospedalieri, una sottovalutazione della necessità di risorse nell’ambito specifico che potrebbe rivelarsi tragica ai fini della corretta gestione di una crisi che ha dimensioni e ricadute ad oggi non correttamente misurabili sui cittadini, sul SSN e sul sistema Paese.





Coronavirus, donna a capo dell’equipe dell’Irbm di Pomezia che studia un possibile vaccino

 

Una donna a capo dell’equipe Advent del gruppo IRBM di Pomezia che lavora incessantemente all’individuazione di un vaccino utile a sconfiggere il Covid-19 che tanta paura sta seminando in tutto il mondo. E’ Stefania Di Marco che all’agenzia di stampa Dire racconta le fasi della produzione del vaccino dalla ricerca alla messa in commercio che metta ko il Coronavirus.

   "Il vaccino si basa su un adenovirus che viene modificato e reso innocuo. All’interno di questo adenovirus viene inserito un pezzo di Dna che corrisponde alla proteina di superficie del Coronavirus. Quindi non lavoriamo con il virus ma con un pezzo di Dna sintetico che viene reso innocuo e che funziona come molecola contenitrice. Le fasi di produzione del vaccino sono due: una prima in cui il vaccino e’ prodotto in un sistema cellulare in vitro e poi una fase di purificazione che sfrutta quello che viene chiamato un supporto cronomatografico. Lo scopo della purificazione e’ riuscire a rimuovere dal ’nostro’ vaccino tutti i possibili contaminanti e ottenere cosi’ un prodotto puro. Il prodotto deve essere testato per comprendere il tipo di concentrazione  cioe’ quante molecole di vaccino sono presenti in un determinato flacone", dichiara Di Marco.

   "Il secondo test deve determinare la ’potenza’- prosegue l’esperta- del vaccino ovvero quanto funziona in vitro all’interno di un sistema cellulare. Poi verranno compiuti dei test per assicurare l’assenza di altri contaminanti. Una volta che il vaccino e’ pronto e rispetta requisiti di qualita’ puo’ essere usato per la sperimentazione sia negli animali che clinica. Nel caso in cui l’epidemia da Coronavirus continuasse in modo piu’ veloce puo’ succedere che le agenzie regolatorie invece di seguire una strada standard che puo’ essere molto lunga possono derogare alcuni passaggi. Ad esempio la sperimentazione animale si puo’ saltare perche’ la piattaforma di adenovirus che noi stiamo utilizzando per tale produzione e’ stata ampiamente utilizzata nella realizzazione di altri vaccini ed e’ stata testata anche nell’uomo risultando sicura. Cio’ accorcerebbe i tempi cosi’ come la sperimentazione clinica nell’uomo puo’ fare a meno di alcune fasi".

   "La decisione di accorciare i passaggi ripeto e’ dettata dalle agenzie regolatorie che debbono certificare la sicurezza del vaccino che dovra’ poi essere iniettato nell’uomo. Ma tutto questo e’ discusso di volta in volta in base all’andamento di questa emergenza", conclude Di Marco.





Coronavirus, Regione Lazio: ecco gli esentati da quarantena

 “La Regione Lazio ha aggiornato l’ordinanza tenendo conto delle disposizioni del Capo della Protezione Civile ad integrazione dell’ordinanza di ieri 8 marzo sulle “Misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019″”. Lo dichiarano in una nota congiunta l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato ed il vicepresidente, Daniele Leodori. “L’ordinanza firmata oggi specifica i casi in cui la misura della permanenza domiciliare (quarantena) per coloro che provengono dalle ‘zone rosse’ non si applica: per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità, obblighi connessi all’adempimento di un dovere, da motivi di salute; per spostamenti funzionali al transito e al trasporto merci, allo svolgimento della filiera produttiva da e per le zone indicate; per spostamenti funzionali allo svolgimento delle attività degli uffici pubblici, ovvero di funzioni pubbliche, comprese quelle inerenti organi costituzionali e uffici giudiziari; per spostamenti per esigenze di mobilità delle strutture operative del servizio nazionale di protezione civile e del servizio sanitario nazionale.





Covid 19, l’Iss accende i riflettori su Roma

 

“Quello su Roma è stato un allarme preventivo: abbiamo visto quello che è successo a Codogno. Una situazione inattesa, così drammatica. Adesso è chiaro che se noi vediamo anche un piccolo aumento in un’altra località che è lontanba dalla zona rossa, è giusto attenzionarla subito per nbon trovarsi in difficoltà dopo”. Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore sanità, nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. In mattinata lo studioso aveva infatti lanciato l’allarme in una intervista a Radio Anch’io, spiegando che “forse a Roma non capiamo che il virus sta già cominciando a circolare, anche se le catene di trasmissione sono ancora piccole: ne dobbiamo prendere atto, altrimenti arriva il patatrac come a Lodi, solo che stavolta siamo avvertiti”. E aveva stigmatizzato il fatto che i giovani continuano a uscire e afrequentare bar, locali, pub, pensando che “il problema tanto riguarda i vecchi”, ma anche loro hanno “madri, padri, nonni, zie… non e’ un’influenzetta, chi lo ha detto anche tra i colleghi ha sbagliato e dovrebbe riconoscerlo”.





Assemblea straordinaria capitolina sul Coronavirus

 

L’Assemblea capitolina si riunirà il prossimo venerdì 13 marzo in seduta straordinaria. Su proposta concordata da tutti i gruppi politici si affronteranno le proposte rispetto all’emergenza Coronavirus. La seduta, a quanto si apprende dai capigruppo presenti alla riunione tenutasi in Campidoglio, si terrà in streaming per minimizzare i rischi di diffusione del contagio. I consiglieri prenderanno posto in Aula Giulio Cesare tenendo la massima distanza possibile tra loro, con almeno un posto libero tra un consigliere e l’altro su ciascuna file, a file alternate. 





Raggi ai romani: "Serve responsabilità. Restate a casa"

“Lancio questo appello da Facebook per raggiungere il maggior numero di persone. In queste ore l’Italia, tutti noi stiamo lottando per bloccare la diffusione del coronavirus. Fate attenzione: non si tratta di una semplice febbre. Si tratta di un virus molto contagioso che attacca tutti. Al momento non c’è un vaccino che immunizzi dal virus. E, nei casi in cui l’infezione si è già trasformata in polmonite, non è ancora possibile somministrare una cura capace di debellarla senza assistenza medica. L’unica cosa che possiamo fare è bloccare il contagio. Possiamo farlo evitando di stringere la mano, stare in luoghi affollati. Dobbiamo evitare assembramenti, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita”. Lo scrive in un post su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi. 

“Se non fermiamo il contagio – aggiunge Raggi – si ammaleranno sempre più persone. Una percentuale di queste avrà bisogno dell’assistenza medica in ospedale: il problema è che i posti in rianimazione sono limitati e non c’è modo di aumentarli alla stessa velocità di diffusione del virus. Per questo dobbiamo collaborare tutti per evitare che il corona virus si diffonda. Lo ripeto: restate il più possibile a casa e rispettate le indicazioni del Governo e della Protezione Civile. Dovete farlo per voi e per i vostri cari: i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri famigliari sono le persone più a rischio. Ma – attenzione – anche le persone più giovani possono essere colpite dal virus”. 

“Non siate superficiali – conclude la sindaca – siate responsabili. Le immagini di bar e luoghi di ritrovo colmi di gente sono uno schiaffo all’intelligenza. Nessun panico; tutto si risolve ma ci si deve impegnare. Ognuno deve fare la propria parte. Supereremo insieme questa prova. Questo è il momento dell’impegno. Presto – sono certa – ci rialzeremo insieme”. 




Zingaretti dalla quarantena: "Bene il Governo, ora responsabilità..."

“Ciao a tutte e a tutti! Con i suoi provvedimenti il Governo ha fatto molto bene”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in un video su Facebook. “Ora bisogna stare a casa e non uscire se non per motivi indispensabili. Bisogna informarsi e rispettare le regole” ha spiegato. 

“Dobbiamo farlo per il nostro Paese e anche per aiutare gli operatori della sanità che sono in trincea da settimane a lottare per la nostra vita e per la nostra salute. Ora è il momento della responsabilità e dell’unità, perché abbiamo bisogno gli uni degli altri”. Infine un ringraziamento “per i messaggi di affetto e di vicinanza che mi avete mandato in questi giorni da tutta Italia. Vi leggo tutti!”





Pirelli annuncia: "Nessun contraccolpo sulla produzione"

 

 

 Il coronavirus non sta avendo impatti sulla propria produzione della Pirelli. Lo assicura la società, sottolineando che “alla luce delle ultime prescrizioni del governo Pirelli si è attivata da subito per dare continuità a tutte le attività di business, che quindi rimangono garantite. Non ci sono impatti sulle attività produttive. Oggi il peso del mercato italiano sul fatturato complessivo di Pirelli è pari al 5,8% e la produzione pneumatici Car al 7,5% di quella complessiva del gruppo. I dipendenti in Italia sono 3.247”. 

Le persone necessarie a garantire la produzione, “la cui salute è la priorità assoluta e per questo tutelate con tutte le possibili precauzioni sanitarie, sono al lavoro negli stabilimenti di Settimo Torinese e di Bollate. I trasporti su gomma sono consentiti da e per le zone a ‘contenimento rafforzato’ e quindi non sono previsti dalle prescrizioni emesse impatti significativi legati al trasporto delle merci”. 

Le strutture Pirelli “sono in costante contatto con le istituzioni per avere indicazioni in tempo reale e gestire al meglio le attività logistiche di produzione e fornitura. Tutte le altre realtà Pirelli nel mondo sono pienamente operative e anche la situazione in Cina, dove l’azienda ha acquisito una importante esperienza, sta rapidamente tornando alla normalità”.





L’appello dei pediatri di famiglia ai ragazzi: "Restate a casa"

La socialità dei giovani al tempo del nuovo Coronavirus è tanto vitale per loro quanto cruciale per contenere l’epidemia. Ne sono convinti i pediatri di famiglia della FIMP che lanciano una nuova iniziativa proprio per creare tra i ragazzi consapevolezza sul ruolo che possono avere nel ridurre la diffusione del virus. “Sì ad attività fisica all’aria aperta a distanza di sicurezza, no ad appuntamenti in luoghi chiusi e affollati è il primo punto contenuto nel poster, da oggi disponibile negli studi di oltre 7000 pediatri di cure primarie e sui nostri social” annuncia Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri. 

“Sappiamo di poter contare sui ragazzi. L’importante è far capire le conseguenze di comportamenti irresponsabili per la propria comunità, i genitori e i nonni. Non dobbiamo allarmarli. Parliamo loro con l’onestà e la chiarezza necessarie e otterremo una collaborazione cruciale per il contenimento dei contagi. Ripuliamo il campo dalla mole di suggestioni che arrivano dal web e focalizziamoli su alcuni semplici norme di comportamento da seguire”. 

“Si tratta di un fumetto e 6 regole – spiega Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP – per evitare di contrarre e trasmettere il virus, scritte con un linguaggio semplice e sintetico: si va dall’igiene personale alla pulizia dei dispositivi che utilizzano, dal no a strette di mano, baci e abbracci al sì alle tecnologie che permettono di restare in contatto con gli amici”. 

“Ribadiamo che i ragazzi sono possibili grandi alleati nel contrastare l’epidemia di Covid-19 – ricorda il Presidente FIMP Biasci – e questa è comunque un’importante opportunità perché imparino regole di igiene utili per evitare il contagio di tutte le malattie a trasmissione aerea che incontreranno nella vita”. 

“Abbiamo voluto accompagnare questa campagna con gli hashtag #distantimainsieme #solounitisivince #stiamoacasa perché, nel relativo isolamento cui sono costretti, gli adolescenti trovino un modo per sentirsi vicini in questa battaglia. Usiamo la rete – conclude Biasci – per avere e offrire comunicazioni certificate. Le raccomandazioni per le famiglie, quelle per i bambini e le regole di comportamento da tenere in ambulatorio sono già disponibili su tutti i canali social di FIMP”.





Coronavirus. Lungo confronto tra Governo e Centrodestra, intesa solo sull’ipotesi del Commissario straordinario per l’emergenza

 

Il Governo ha incontrato le opposizioni ed il risultato è stato di confronto ma senza particolari aperture da parte dell’Esecutivo alle proposte portate al tavolo dal centrodestra. Alla riunione, per l’esecutivo presenti il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Per la Lega hanno partecipato il segretario Matteo Salvini e i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari (quest’ultimo in teleconferenza).

“Serve un commissario straordinario che non sostituisca il premier o il capo della Protezione civile ma coordini tutti gli interventi come un segretario generale e agisca operativamente. C’è stata una apertura da parte del presidente Conte. Ci auguriamo sia un personaggio di alto profilo", ha detto Tajani al termine dell’incontro.

Poi Salvini: "Finalmente qualcuno ci ha ascoltato. Esco preoccupato, abbiamo portato voci di chi chiede misure drastiche subito, di chiudere tutto subito per ripartire sani. Ma la risposta è stata no. Quindi totale incertezza". Ed ancora la Meloni: “Sarebbe più utile chiudere tutto per 15 giorni.Arrivarci tra 15 giorni è aiutare il contagio per poi dover prendere misure rigide. Va fatto immediatamente. Al momento il governo non si dice disponibile ed interessato".

 




L’Ue si dice pronta ad aiutare l’Italia. Von der Layen: “Misure aggiuntive di sostegno economico

 

La promessa della Presidente von der Leyen

 

L’Ue si dice pronta ad aiutare l’Italia. Von der Layen: “Misure aggiuntive di sostegno economico

 

 

L’Ue è pronta ad aiutare l’Italia. "Ho parlato con il premier Conte, abbiamo discusso della situazione in Italia e di che tipo di sostegno aggiuntivo possiamo dare. Abbiamo deciso di sentirci in videoconferenza nei prossimi giorni per vedere come fornire ulteriore sostegno e che tipo di altre misure", ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, a cui ha fatto eco la la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue e commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. "La situazione in Italia - ha sottolineato - è particolarmente severa, restiamo pronti a lavorare con il Governo italiano su misure aggiuntive per rimediare ai seri problemi dell’economia, in base all’ articolo 107.3 del Trattato".





Chiusa la Basilica di San Pietro e l’area di Fontana di Trevi

 

La Basilica di San Pietro è stata chiusa al pubblico ed ai pellegrini. Si tratta di una misura estrema per contenere la diffusione di Covid 19. Anche Fontana di Trevi off limits in esecuzione del decreto che ha esteso a tutta Italia le prescrizioni di massimo contenimento contro il coronavirus. La chiusura dei luoghi di cultura e arte anche all’aperto è stata presa per evitare assembramenti. La vasca della celebre fontana è chiusa al pubblico. A Roma, molti esercizi della ristorazione, commerciali e artigianali hanno deciso, anche in assenza di una specifica ordinanza, di tirare giù le saracinesche. Una auto-misura di protezione che è stata determinata anche dai mancati guadagni e dalla assoluta assenza di acquirenti.





La Lombardia chiede il blocco totale. Fontana: “Chiudere tutti gli esercizi commerciali, tranne alimentari e farmacie”

 

“E’ il tempo della fermezza. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso, tranne i servizi essenziali, per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza”. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo l’incontro avuto questa mattina in video conferenza con i sindaci delle città capoluogo di provincia della Lombardia.

Anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha detto che si stanno valutando misure drastiche per i prossimi 15 giorni. “Visto che il numero delle persone in ospedale e in terapia intensiva cresce molto, stiamo valutando un provvedimento molto più forte per tutte le attività produttive, il trasporto pubblico locale – ha detto – A questo punto per 15 giorni proviamo a chiuderci, a evitare qualunque occasione di uscire di casa e soffocare la diffusione del virus”.

L’assessore subito dopo ha precisato che “valuteremo con i sindaci e il presidente Fontana” l’introduzione di queste misure, che “la chiusura dei negozi nel pomeriggio in settimana l’avevamo già chiesta sabato al governo che poi ha accettato solo di chiudere i bar e i ristoranti alle 18. Noi troviamo incongruente dire a una persona che può uscire soltanto per andare in ufficio e tornare piuttosto che per andare a fare la spesa e poi gli lascio i negozi per lo shopping. Il primo a non credere alle misure è il cittadino”.

“Noi continuiamo a trovare nuovi posti di terapia intensiva e ogni giorno vengono saturati – ha ricordato Gallera – Per ora abbiamo vinto noi, per quanto riusciremo a farlo non lo so: stiamo aprendo altri 200 posti in terapia intensiva. Forse nessun altro sistema sanitario avrebbe retto così e contiamo di reggere ancora un po, ma mettere in campo misure molto dure subito ci può consentire di arrestare nell’arco di 7-10 giorni la crescita e fare in modo che il sistema riesca a reggere”.





Il nuovo Bollettino su Covid19: “8514 i contagiati, 168 i nuovi decessi e 1004 i guariti”

 

Sono 8514 i contagiati da coronavirus in Italia, 168 i decessi e 1004 i guariti. E’ il dato delle 18 diffuso dal Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli che ha specificiato: “Di questi, 5.038 sono ricoverati con sintomi, 2.599 in isolamento domiciliare e 877, pari al 10% del totale, in terapia intensiva”.

Sono 168 le vittime, “non decessi da coronavirus ma persone che tra le diverse patologie avevano anche il coronavirus”, ha detto Borrelli, precisando che il 2% dei deceduti aveva fra i 50 e i 59 anni, l’8% fra i 60 e i 69 anni, il 32% fra i 70 e i 79 anni, il 45% fra gli 80 e gli 89 anni, il 14% oltre 90 anni.