Aeroporti di Roma, un bilancio che evidenzia l’eccellenza dei servizi offerti

 

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio per l’esercizio 2019 del Gruppo Aeroporti di Roma  che ha chiuso con un utile netto di 245,2 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario netto si è ridotto di 42,3 milioni di euro attestandosi ad 1.125,9 milioni di euro dopo aver realizzato investimenti per 255,1 milioni di euro in crescita di 73,1 milioni di euro rispetto al 2018.

Nel 2019 i passeggeri transitati negli scali di Fiumicino e Ciampino hanno sfiorato i 50 milioni con una crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente, stabilendo così il nuovo record assoluto di traffico nella storia del sistema aeroportuale romano.

Questo obiettivo di crescita è stato conseguito mantenendo a livelli di eccellenza la qualità dei servizi, come certificato dall’Airports Council International (ACI) che ha confermato l’aeroporto di Fiumicino per il terzo anno consecutivo quale miglior aeroporto europeo per qualità del servizio (ASQ-Airport Service Quality Award) tra quelli che gestiscono un traffico superiore ai 40 milioni di passeggeri. In particolare nel quarto trimestre del 2019 lo scalo di Fiumicino è risultato il miglior aeroporto occidentale (Europa+America) tra quelli con più di 25 milioni di passeggeri con una valutazione di 4.47 su 5.00.I ricavi aeronautici sono cresciuti dell’1,0% grazie soprattutto al contributo del traffico internazionale che è aumentato sia verso le destinazioni tradizionali, come il Nord America, che verso nuove realtà geografiche caratterizzate da elevato potenziale di crescita. Nel 2019 sono stati avviati complessivamente 30 nuovi collegamenti di cui 12 verso nuove destinazioni internazionaliprecedentemente non collegate. Confermato quale driver dello sviluppo il mercato internazionale, cresciuto di oltre 900 mila passeggeri rispetto al 2018 e spinto principalmente dalla componente Extra Schengen che ha segnato un aumento del 4%.

Grazie a questo progresso, per la prima volta l’Extra Schengen diventa il primo mercato per volumi di traffico superando sia il Domestico sia lo Schengen.

E’ proseguito l’impegno sul piano degli investimenti pari, nel 2019, ad oltre 255 milioni di euro. In particolare, è in fase di avanzata esecuzione la realizzazione del nuovo sistema di aerostazioni “Est” che verrà aperto ai passeggeri  a partire dal 2020. La nuova infrastruttura estenderà l’attuale Terminal 1 dedicato ai voli Schengen ed aggiungerà un nuovo molo con   30 gates di imbarco, di cui 13 serviti da “loading bridges”, per una superficie complessiva di circa 70 mila mq, di cui 18 mila destinati ad aree commerciali. Entrambe le strutture sono progettate e realizzate per l’ottenimento della certificazione in base agli standard di efficienza energetica “Leed Gold”, in linea con l’elevata attenzione dell’azienda nei confronti della Sostenibilità.

Per quanto riguarda le prospettive 2020, gli effetti sul traffico dei primi due mesi dell’anno causati dall’emergenza sanitaria in atto (a febbraio traffico passeggeri -11%)  sono ancora difficili da valutare compiutamente su base prospettica, in quanto strettamente dipendenti dalla durata degli effetti epidemiologici attualmente non ancora prevedibile.

L’azienda sta fornendo la massima collaborazione a tutte le autorità competenti al fine di garantire l’applicazione delle misure  di prevenzione e controllo ritenute necessarie per   garantire un contenimento della diffusione del virus e favorire così un auspicabile rapido rientro alla normalità.





Estate Romana 2020-2022. Il bando del triennio prorogato al 23 marzo

 

Per favorire la massima partecipazione degli interessati, è stato prorogato alle ore 12.00 del 23 marzo il termine di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione relative all’Avviso Pubblico "Estate Romana 2020 – 2021 - 2022" .

 

A partire da quest’anno e per i prossimi tre, la manifestazione si svolgerà dal 1° giugno al 30 settembre. Il bando segue quello di Eureka, pubblicato a gennaio e dedicato alla divulgazione scientifica durante la primavera, e precede quello di Contemporaneamente Roma, la stagione autunnale che dal 2016 è dedicata all’arte e alla produzione contemporanea. Per la prima volta il Campidoglio s’impegna a consolidare il palinsesto delle stagioni culturali attraverso tre bandi triennali: gli operatori che risulteranno idonei, quindi, verranno sostenuti con contributi fino all’85% del totale del costo del progetto per tre annualità, dal 2020 al 2022. Ogni anno il bando dell’Estate Romana mette a disposizione 1.750.000 euro, oltre il 50% delle risorse per bandi stanziate per l’intero anno, considerato il successo della mega-rassegna che lo scorso anno ha registrato più di un milione di presenze. 

 

Novità del nuovo bando dell’Estate Romana, l’introduzione di due nuove sezioni che integrano la principale. Quest’ultima è articolata per graduatorie municipali, così da distribuire l’offerta, dando nel contempo la possibilità di proporre generi artistici diversi. Ciascun progetto potrà essere sostenuto fino all’85% del suo costo complessivo, entro il tetto di 38mila euro.  

 

Affiancano l’ambito principale, come accennato, due sezioni aggiunte: una per le arene cinematografiche gratuite, in modo da consolidare quanto già sperimentato l’anno scorso con il cosiddetto “bando arene”; e un’ulteriore sezione che, in base all’analisi degli andamenti delle ultime stagioni estive, mette a disposizione – a condizioni specifiche – alcune aree della città.

 

Tra i fattori premianti per chi partecipa al bando: capacità del progetto di aggregare pubblici ampi; promozione di nuove opere, artisti emergenti e format innovativi; grado di professionalità delle competenze coinvolte; impatto dell’allestimento sul territorio e anche la capacità di incentivare comportamenti eco-sostenibili.

 

Per le arene cine gratuite, in particolare, verrà premiata l’originalità della linea gestionale in riferimento a: promozione del cinema, educazione al cinema, uso di nuove tecnologie e supporti di qualità, valorizzazione del patrimonio storico-cinematografico (in particolare italiano ed europeo) e di opere al di fuori del normale circuito distributivo.  

 

Con questo nuovo bando dell’Estate Romana, il secondo triennale dopo quello del 2017 – sottolinea il Campidoglio – viene confermata e attuata la diffusione della rassegna su tutto il territorio cittadino. Grazie alla sperimentazione condotta nell’arco degli ultimi anni il nuovo bando punta a consolidare, da un lato, il palinsesto culturale cittadino e, dall’altro, a innalzare la qualità dell’offerta culturale romana.  

 





Lazio, appello per le donazioni di sangue

“In questi giorni di emergenza sanitaria stiamo registrando un calo delle donazioni di sangue. Negli ospedali sono presenti strutture specificatamente destinate alla sola accoglienza dei donatori e al loro percorso di donazione, con personale dedicato e formato”. L’invito viene dalla pagina Facebook di Salute Lazio. “Donare il sangue è sicuro e può salvare una vita”.





Coronavirus, la Asl Rm4 denuncia una gravissima notizia falsa

“La Asl Roma 4 è giunta a conoscenza di un documento pubblicato sui social e condiviso attraverso WhatsApp che ha creato panico tra i cittadini. Trattasi di un documento di sintesi in accordo con i comuni sui casi posti in sorveglianza domiciliare. Non si tratta quindi di casi positivi, di questi 122, solo 3 risultano in data odierna positivi, mentre per 58 di questi sono naturalmente guariti dai loro sintomi o usciti dal periodo di isolamento perché trascorsi i giorni di incubazione. I restanti, sono costantemente in contatto con l’azienda”. È la Asl Roma 4 a sollevare il caso su Facebook definendo “vergognoso come si sia cercato di divulgare un documento aziendale per creare panico e cattiva informazione tra i cittadini. Chi ha condiviso il documento ha generato un procurato allarme”, avverte. “In questo momento difficile per tutti non abbiamo bisogno di ignoranza ma di stringerci nella solidarietà. È da ricordare che mentre si perde tempo a diffondere notizie errate, ci sono medici e operatori sanitari in prima linea per affrontare questa emergenza. Si chiede pertanto di non dar seguito a informazioni che non provengono da organi istituzionali” conclude la Asl Roma 4.




Covid 19, Regione Lazio al lavoro per gli ammortizzatori sociali

“In vista di un piano nazionale di ammortizzatori sociali straordinari da disporre in risposta all’emergenza epidemiologica, nel Lazio stiamo già lavorando a una bozza di accordo quadro con la relativa modulistica”. Così in una nota Claudio Di Berardino assessore al Lavoro e Nuovi diritti della Regione Lazio. “Quando sarà emanato il nuovo decreto legge nazionale, vogliamo essere subito operativi per dare nel più breve tempo possibile delle risposte concrete ai lavoratori e alle imprese” spiega precisando che “proprio oggi stiamo invitando sindacati e parti datoriali a partecipare a una fase di concertazione destinata a individuare specifiche esigenze del nostro territorio. Una concertazione che questa volta avverrà con tavoli virtuali e confronti a distanza ma non per questo meno incisivi e approfonditi nei contenuti. Il nostro obiettivo è concludere entro pochi giorni un primo accordo”.





Ztl e Tridente aperte al traffico privato fino al 3 aprile

 

Le zone a traffico limitato del Centro storico e del Tridente di Roma resteranno aperte tutto il giorno da domani fino al 3 aprile. È la decisione presa dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, di concerto con la Giunta Capitolina, per agevolare gli spostamenti di chi ha bisogno di muoversi in città per ragioni di lavoro o per altre situazioni di necessità. A quanto di apprende, quindi, le auto potranno circolare liberamente, senza limiti di orario, nelle Ztl del Centro storico e del Tridente, fatta eccezione per gli orari notturni di chiusura previsti nel fine settimana, che restano invariati. La decisione va incontro alle richieste avanzate nei giorni scorsi da esercenti e commercianti colpiti duramente dall’emergenza, ma anche alle esigenze di ‘alleggerimento’ dei mezzi pubblici della Capitale per prevenire la diffusione del Coronavirus.





Anagrafe di Roma Capitale con solo servizi on line

“L’erogazione dei servizi anagrafici di Roma Capitale avviene rigorosamente in linea con quanto previsto dal Dpcm emanato dal Governo e dalle ordinanze della Regione Lazio. E’ infatti necessario lavorare all’insegna della piena sinergia istituzionale. Per questo le nostre strutture restano aperte esclusivamente per i servizi incomprimibili. Invito tutti al senso di responsabilità, utilizzando il più possibile le procedure online per limitare gli spostamenti. Si tratta di una modalità gratuita che negli ultimi mesi ha già registrato un forte aumento”. Lo annuncia l’assessore capitolino al Personale Antonio De Santis. Il Dipartimento Servizi Delegati ha quindi inviato una nota a tutte le strutture competenti fornendo apposite disposizioni: rimanere aperti solo ed esclusivamente per l’erogazione dei servizi incomprimibili (denunce di nascita, denunce di morte, rilascio della Carta di identità elettronica (CIE), richieste di pubblicazioni di matrimonio, atti notori, attestati permessi di soggiorno); non erogare i servizi anagrafici e di stato civile disponibili in modalità online, fatta eccezione per comprovati casi di necessità ed urgenza; contingentare gli accessi nella misura in cui si garantisca la distanza minima di un metro tra gli utenti ed assicurare la stessa distanza tra gli operatori e l’utenza; predisporre, attraverso apposita cartellonistica, comunicazioni che pubblicizzino tutte le tipologie di certificazioni ottenibili attraverso i servizi on line e i servizi convenzionati; divulgare informazioni specifiche in ordine alla possibilità di ricorrere, ove possibile, all’istituto della autocertificazione.





Aree della Movida, centinaia di Vigili in campo per far rispettare il Decreto su Covid19

Sono iniziati i controlli della Polizia Locale di Roma Capitale, disposti su input dalla sindaca Virginia Raggi, per il rispetto delle misure di contrasto alla diffusione del Coronavirus previste dal Decreto del Presidente del Consiglio del 9 marzo 2020. A quanto si apprende gli agenti si occupano di far rispettare le chiusure al pubblico di locali, bar e ristoranti negli orari previsti, cioè a partire dalle 18. Sono attive sul territorio circa 200 auto della Polizia Locale, che operano principalmente nelle zone della cosiddetta “movida” della Capitale: Municipio VIII, San Lorenzo e Piazza Bologna, Parioli e nei pressi dell’Università La Sapienza, Monti, Campo de Fiori, piazza Trilussa e Trastevere, Prati, piazza Cavour, colle Oppio e zone limitrofe, Pigneto e Centocelle. Altri mezzi sono poi impiegati nelle periferie da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.





Nel Lazio stop a tatuaggi, trattamenti estetici e terme

Stop a tatuaggi, trattamenti estetici e terme. La Regione Lazio ha firmato l’ordinanza con la quale vengono disposte ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica COVID-19. “Con l’ordinanza viene estesa la misura della chiusura anche ai centri estetici, centri tatuaggi e alle strutture termali. Fino al 3 aprile 2020 – spiegano in una nota congiunta l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato ed il vicepresidente Daniele Leodori – è disposta, con riferimento ai centri di riabilitazione per soggetti disabili, la facoltà di differimento delle terapie su richiesta dell’interessato o del tutore senza che ciò comporti la decadenza dal diritto alla prestazione. Inoltre il differimento del 9 marzo 2020 al 30 giugno 2020 per il rilascio del certificato di esenzione per reddito E02 viene esteso anche per i codici E01, E03, E04 e si applica anche all’esenzione per patologia. Infine, gli esercizi che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande e sono tenuti all’utilizzo obbligatorio di mascherine e guanti”.





Messina, arrestati un farmacista e un medico di base. Interdetti altri 5

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare personale e reale nei confronti di 7 indagati, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica peloritana, nell’ambito di un procedimento penale nei confronti di un’organizzazione dedita alla truffa nei confronti dell’Asp di Messina.

In particolare, al termine delle relative indagini, che hanno riguardato complessivamente dodici indagati, le cui condotte sono state rimesse alla valutazione del Giudice, quest’ultimo ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di un farmacista, R.S. cl. ’76 di Messina, e di un medico di base, L.C. cl ’55 di Messina, convenzionati con l’ASP di Messina. Inoltre, con il medesimo provvedimento è stata disposta la sospensione della professione medica, per la durata di anni uno, per altri 5 medici di base: C.F. cl. ’54; DD.S. cl. ’52; C.B. cl. ’51; M.N. cl. ’66, nonché il sequestro preventivo di beni mobili o immobili o somme di denaro, per un importo di circa 50.000 euro nei confronti di 7 degli indagati, coinvolti nella truffa. Numerosi gli illeciti penali contestati a vario titolo agli odierni indagati, che vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo della professione medica, alla somministrazione di morfina senza la prevista prescrizione medica.

L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina e condotta dai militari del Gruppo di Messina, è nata a seguito di una denuncia, presentata proprio dall’ASP di Messina, per segnalare presunte irregolarità nell’emissione di prescrizioni mediche (cosiddette ricette “rosse”), nei confronti di diversi soggetti fruitori di esenzioni ticket per motivi reddituali, concernenti l’acquisto di costosi farmaci a sua volta portate a rimborso. In tale contesto, è stato rilevato che le prescrizioni mediche, ritenute “anomale”, venivano utilizzate principalmente per acquisti effettuati quasi esclusivamente presso un’unica Farmacia territoriale dell’ASP di Messina, con sede nella zona sud della città dello Stretto. Nell’ambito delle operazioni, condotte anche con l’ausilio di attività tecniche, è stata acquisita copiosa documentazione sanitaria e sono state sottoposte a sequestro numerose prescrizioni mediche, presso vari uffici dell’ASP di Messina.

Le relative risultanze hanno evidenziato l’esistenza di una collaudata associazione a delinquere, composta dal titolare della farmacia, da due dipendenti della stessa, dalla madre del farmacista e da un medico di base dell’ASP di Messina, finalizzata alla commissione di truffe per il conseguimento di indebite erogazioni pubbliche, allo stato quantificate in circa €.140.000,00. Tale associazione aveva quale base logistica la sede della farmacia messinese che, in breve tempo, ha visto aumentare in maniera esponenziale i propri complessivi flussi di vendita (prescrizioni mediche “rosse” più quelle “bianche”) che, nell’anno 2015, ammontavano ad € 827.071,05, per passare poi, negli anni successivi, ad euro 1.360.369,35 nel 2016 e ad a euro 1.501.317,85 nel 2017. Tali volumi d’affari, tra l’altro, sarebbero in controtendenza con i minor flussi di vendita di tutte le altre farmacie territoriali presenti sul territorio messinese, tanto da porla tra le prime farmacie territoriali dell’ASP di Messina per fatturato da vendita di farmaci.

Il sistema di frode scoperto dalle Fiamme Gialle si presenta semplice ma funzionale, tanto da far passare in secondo piano l’interesse per l’ordinaria attività di farmacia, ovvero la vendita reale di farmaci ai consumatori, che si pone, per questo esercizio, quasi come una mera attività di facciata. Il titolare, infatti, con l’aiuto dei sodali, tra cui la madre ed alcuni collaboratori della farmacia, avrebbe gestito ed alimentato il collaudato meccanismo illecito. Una vera e propria catena di produzione di false prescrizioni mediche, mediante il continuo approvvigionamento di ricette “rosse”, sulle quali apporre le fustelle, provenienti da farmaci scaduti o venduti a clienti fidelizzati e privi di esenzione ticket, ai quali veniva, di sovente, applicata una particolare scontistica. Successivamente, si passava alla meticolosa preparazione di una contabilità amministrativa apparentemente regolare, finalizzata alla riscossione dei rimborsi chiesti mensilmente e successivamente liquidati dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Così come è emerso dalle indagini, le prescrizioni sulle ricette rosse hanno riguardato, prevalentemente, farmaci costosi, finanche al prezzo di euro 587,02 a prescrizione, trattandosi di farmaci normalmente prescritti in caso di trapianto di organi, dolore severo, trattamento post chemioterapico, carcinoma del polmone ed altre patologie importanti.

Di fatto, tali farmaci, mediante false prescrizioni mediche, sulle quali sono risultati apposti timbri e firme riconducibili ai sei medici di medicina generale convenzionati con l’ASP di Messina - in data odierna uno posto agli arresti domiciliari e 5 sospesi - venivano prescritti prevalentemente ad assistiti “deceduti” e/o “inesistenti”. I fatti di reato contestati, perpetrati a danno dell’ASP di Messina, hanno prodotto un grave danno economico nei confronti della citata Azienda Sanitaria; infatti, dall’anno 2016 in poi, l’A.S.P. di Messina ha corrisposto alla Farmacia compensi superiori al 1.000.000,00 di euro netti all’anno ed esattamente: per l’anno 2016, €. 1.124.544,77; per l’anno 2017, €. 1.266.405,61 e per l’anno 2018, €. 1.285.801,89. Sul punto, atteso che tra tali rimborsi sono inclusi anche quelli viziati dalla presenza di illecite prescrizioni mediche “rosse”, sono in corso anche attività per meglio quantificare il danno erariale complessivamente cagionato. L’odierna operazione testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Messina nel “contrasto agli illeciti in materia di Spesa Pubblica”, con particolare riguardo al settore della spesa sanitaria, notoriamente con un peso rilevante nei bilanci Regionali e Nazionali.

Tale impegno operativo conferma, ulteriormente, l’importanza del ruolo di Polizia economico finanziaria del Corpo a tutela degli interessi economico – finanziari nazionali, regionali e locali, soprattutto in questo periodo di forte stress per il sistema sanitario nazionale.





Autoriciclaggio, un arresto e sequestro di beni a Bologna

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito, su disposizione del GIP del locale Tribunale Dott. Domenico Truppa, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di M.C., classe 1979, imprenditore residente in provincia di Bologna, in quanto ritenuto responsabile del reato di autoriciclaggio, in concorso con altri 5 persone denunciate a piede libero.

È stato altresì disposto il sequestro preventivo per equivalente di beni fino all’ammontare di € 3.594.423 pari al valore delle somme illecitamente trasferite e costituenti, quindi, il profitto derivante dalla commissione del reato. Le indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bologna, nella persona della dott.ssa Rossella Poggioli, , hanno consentito, anche grazie all’esecuzione di Ordini Europei d’Indagine, di accertare come il destinatario dell’ordine di carcerazione, dopo aver conseguito importanti profitti dalla commissione di numerosi reati tributari, avesse posto in essere una serie di operazioni di trasferimento all’estero dei proventi illeciti, al fine di ostacolarne concretamente l’identificazione.

In particolare l’imprenditore, mediante un reticolo complesso di società cartiere nazionali – tutte aventi fittiziamente sede in indirizzi di comodo a Roma – era riuscito, con la compiacenza degli altri indagati, a “trasferire” ingenti fondi provenienti dalle attività illecite, giustificando tali movimentazioni con vorticosi giri di fatture per operazioni inesistenti. Successivamente, al fine di ulteriormente camuffare ogni palese collegamento con i fatti illeciti, l’indagato spostava nuovamente le somme, mediante false triangolazioni commerciali, in favore di altre società non operative localizzate Slovenia, Croazia e Ucraina per poi procedere a massivi prelevamenti di denaro contante che venivano reimmessi nei circuiti legali, completamente “ripuliti”.

A riprova della gravità del quadro indiziario così delineato, il GIP evidenzia come l’indagine condotta consenta di evidenziare “la pervicace e callida azione criminale di M.C. che, nonostante sia stato sottoposto a procedimento penale in merito a delitti fiscali che costituiscono reati presupposto dell’autoriciclaggio, ha, di fatto, continuato in modo imperterrito a compiere le medesime azioni finalizzate al trasferimento del denaro di provenienza delittuosa per ulteriori scopi illeciti”. Contestualmente alle misure cautelari sono state eseguite numerose perquisizioni locali in provincia di Bologna, Modena e Roma.

L’operazione odierna s’inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e a contrasto delle forme di riciclaggio che alterano le regole della concorrenza.





Rinviata la Roma Drone Conference 2020

Rinviata per l’emergenza coronavirus la “Roma Drone Conference 2020”, settima edizione del  principale evento professionale italiano dedicato alle tecnologie e al mercato dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR). La conferenza, inizialmente prevista per il 31 marzo, si svolgerà invece martedì 16 giugno sempre presso l’Università  Europea di Roma. “La decisione di posticipare questo evento si è rivelata inevitabile dopo le ultime disposizioni del governo circa il contenimento dell’epidemia di coronavirus”, ha spiegato Luciano Castro, presidente dell’associazione Ifimedia e organizzatore dell’evento. “La scelta è stata presa di concerto con i due co-organizzatori della conferenza, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e l’Università Europea di Roma, con l’auspicio di poterla svolgere regolarmente il 16 giugno, due settimane prima dell’attesa entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sui SAPR previsto per il prossimo 1 luglio”.

 

Alla “Roma Drone Conference 2020” parteciperanno centinaia di esperti, operatori e professionisti, provenienti da tutta l’Italia. La prima sessione riguarderà l’entrata di vigore del nuovo Regolamento europeo sui SAPR. Esperti di ENAC, EASA, UNAVIA e D-Flight ne illustreranno in dettaglio tutti i contenuti, confrontandosi con professionisti, operatori, industria del settore e associazioni di categoria. Saranno anche anticipate le novità che potranno essere introdotte nei prossimi mesi in ambito europeo. La seconda sessione, invece, offrirà un’approfondita panoramica sulle tecnologie, le sperimentazioni e le future applicazioni dei progetti Urban Air Mobility e U-Space per l’impiego di droni in ambito urbano e BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight, volo oltre la linea del visibile), anche alla luce del recente Protocollo d’Intesa firmato tra il Ministero per Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione e l’ENAC per l’avvio del progetto “Innovazione e Mobilità”.

 

La “Roma Drone Conference 2020” ha ricevuto i patrocini di ministero della Difesa, CNR, ENEA, ENAV, RINA e Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia. La manifestazione è supportata da un gruppo di aziende specializzate: D-Flight (main sponsor), Aerovision (sponsor), EuroUSC Italia, Cabi Broker e Dronezone. News e informazioni sono disponibili su www.romadrone.it.

 




Operazione ‘Distrazione Fatale’ della Gdf, sequestrati beni per tre milioni di euro

 

Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza sta dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, per un valore complessivo di oltre 3,3, milioni di euro nei confronti di diciassette soggetti.

Sono state sottoposte a sequestro quote societarie, disponibilità finanziarie nonché immobili e terreni - siti nelle province di Roma, Lucca, L’Aquila e Latina – che erano stati acquisiti con le risorse distratte dal patrimonio di due società fallite.

La citata misura cautelare reale deriva dallo sviluppo di attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma per reati in materia di bancarotta fraudolenta aggravata, ai danni di due società dichiarate fallite dal Tribunale di Roma, rispettivamente nel novembre 2016 e nel marzo 2017.

Una di queste aveva visto decuplicare i propri ricavi d’esercizio a partire dalla primavera del 2009 in virtù dell’ospitalità offerta alle popolazioni colpite dal terremoto utilizzando, a tal fine, alcuni immobili ubicati in Collettara di Scoppito (AQ).

Le articolate indagini esperite hanno consentito altresì di portare alla luce frodi fiscali e molteplici episodi di distrazione di beni delle società fallite a scopi personali, posti in essere dall’amministratore di fatto con la fattiva collaborazione, tra gli altri, di diversi prestanome e del suo commercialista.

Quota parte delle risorse distratte in modo illecito dal patrimonio aziendale sono state utilizzate per acquistare per evidenti utilità personali anche un appartamento e terreni a Forte dei Marmi (LU) nonché una villa a Terracina (LT).

Anche in questa vicenda la ricostruzione dei flussi finanziari è stata determinante, anche perché agevolata dal supporto informativo contenuto in alcune segnalazioni di operazioni sospette pervenute al Nucleo valutario per fini di prevenzione antiriciclaggio.

Lo sviluppo investigativo di tali preziose informazioni ha costituito, come spesso capita in questo tipo di indagini, un vero faro su cui poter orientare le investigazioni ed aggredire i patrimoni di provenienza illecita.

Il provvedimento ablativo eseguito costituisce la conclusione di un complesso iter investigativo che dimostra - ancora una volta - la costante azione della Guardia di finanza nella ricerca e repressione dei più gravi crimini di matrice economico finanziaria e nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.





Operazione Via Vai della Gdf, conclusione indagini per 22 dipendenti pubblici indagati


All’esito di una delicata, incisiva e articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria – diretta dal Procuratore Capo, dott. Giovanni Bombardieri –, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso nei confronti di nr. 22 dipendenti pubblici assenteisti della Città Metropolitana – ex Provincia Regionale – di Reggio Calabria, tutti indagati per truffa aggravata ai danni dell’Ente di appartenenza.

Le indagini in questione, condotte dai finanzieri della Compagnia Pronto Impiego di Reggio Calabria, sono state coordinate dal Procuratore Aggiunto, dott. Gerardo Dominijanni, e dirette dal Sostituto Procuratore, dott. Paolo Petrolo. La complessa attività investigativa, corroborata da oltre tre mesi di riprese video e servizi di osservazione, pedinamento e controllo, ha consentito di smascherare la truffa ai danni dell’Ente di appartenenza posta in essere da parte dei 22 dipendenti pubblici. Nello specifico, gli indagati, attraverso un collaudato sistema basato su favori reciproci ed espedienti posti in essere per attestare la presenza lavorativa presso gli uffici di appartenenza, riuscivano ad assentarsi indisturbati dal luogo di lavoro anche per diverse ore al giorno.

Alcuni impiegati, addirittura, non facevano neppure ingresso presso la sede, sebbene figurassero regolarmente in servizio. Un sistema di malaffare che, per i suoi caratteri di pervasività e diffusione nel contesto amministrativo dell’Ente, non poteva che realizzarsi e perdurare nel tempo attraverso atteggiamenti di radicata complicità tra i singoli indagati; il tutto per perseguire personali benefici, in un clima di cronico disinteresse per le funzioni pubbliche svolte e di totale assenza di senso del dovere. In concreto, con artifici e raggiri, i dipendenti attestavano falsamente la propria presenza lavorativa, raccogliendo, a rotazione, più tessere magnetiche vidimandole per certificare la presenza del personale, facendo sì che il solo “vidimatore” intraprendesse il servizio e che, solo in seguito, arrivassero alcuni degli altri, riuscendo così ad eludere ogni forma di controllo interno.

È stato accertato che, in media, ciascun dipendente arrivava ad assentarsi anche per diverse ore al giorno, su un orario previsto giornaliero di 6 ore di servizio. Molti impiegati giungevano la mattina con oltre 2 o 3 ore di ritardo e senza vidimare la propria presenza: il collega d’ufficio aveva, infatti, già provveduto ad attestare per loro l’entrata. Il favore poi veniva ricambiato dai colleghi “ritardatari” della mattina, all’uscita. In tal modo diversi impiegati potevano abbandonare, in modo del tutto arbitrario, il proprio ufficio con largo anticipo e senza dover registrare la fine del proprio turno di servizio. Alcuni impiegati, addirittura, “coperti” da colleghi d’ufficio, non si presentavano neppure sul luogo di lavoro, pur risultando regolarmente in servizio. Con questo stratagemma, in ogni singolo gruppo, ciascun dipendente poteva rimodulare autonomamente la propria giornata lavorativa assentandosi liberamente e a propria discrezione, per poter così fruire di lunghe pause caffè nei diversi bar della città, per andare a fare shopping lungo il corso, per andare a fare la spesa o, addirittura, per dedicarsi ad altra attività lavorativa.

Diversi indagati, poi, rientravano tranquillamente in ufficio dopo essersi assentati anche per diverse ore con buste della spesa al seguito. La lotta all’illegalità nella Pubblica Amministrazione costituisce una priorità per la Guardia di Finanza, alla luce del fatto che questa contribuisce a ostacolare la realizzazione del potenziale di crescita economica nazionale e influisce negativamente sulla qualità dei servizi proposti al cittadino dalle amministrazioni nazionali.





Cnh Industrial, Uilm: accordo quadro su riorganizzazione, no licenziamenti

 

 

 

Cnh Industrial e i sindacati hanno raggiunto “un’intesa quadro che scongiura il rischio di licenziamenti e individua gli strumenti utili per gestire in modo socialmente responsabile il piano di riorganizzazione degli stabilimenti italiani”. Lo afferma Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile del settore automotive. 

“È un’intesa importante – secondo Ficco – che andrà sviluppata in ulteriori accordi locali, grazie alla quale riusciamo a scongiurare il rischio di licenziamenti anche a San Mauro e a Pregnana, dove abbiamo purtroppo potenziali eccedenze determinate dalla decisione aziendale rispettivamente di riconvertire e di cessare la produzione. Ma l’intesa contiene misure utili anche per lo stabilimento di Brescia e compie una dettagliata ricognizione della missione produttiva di tutti gli altri stabilimenti italiani”. 

“Per scongiurare i potenziali esuberi – spiega il sindacalista – si contemplano un ventaglio di soluzioni, da adoperare in modo differenziato negli stabilimenti di Pregnana, San Mauro e Brescia, quali proposte di trasferimento incentivato in altri siti del gruppo, esodi incentivati volontari, ricorso ad ammortizzatori sociali conservativi, utilizzo ove possibile di distacchi e trasferte allo scopo di ridurre la permanenza in Cigs”. 

Inoltre per il solo sito di Pregnana “la ricerca, da parte aziendale, di soggetti industriali disponibili a rilevare il sito, a condizioni agevolate, per lo svolgimento di attività imprenditoriali sostenibili nel lungo periodo e capaci di assorbire una parte dell’attuale occupazione, nonchè eventuali opportunità di reimpiego da parte di altre aziende sul territorio. Questi strumenti saranno a disposizione dei tavoli locali, ferma restando una cabina di regia nazionale”. 

“Abbiamo raggiunto l’intesa – aggiunge Ficco – conformemente alle disposizioni emanate per contenere l’epidemia in corso, avvalendoci di call conference e di scambi informatici. Speriamo che presto, superata l’emergenza, saremo in condizioni di incontrarci di persona al ministero dello sviluppo economico”. 





Sondaggi, il Pd esce dal letargo e tallona la Lega

 

Si accorciano le distanze fra il Partito democratico e la Lega. Secondo l’ultimo sondaggio di Ixè per il programma Cartabianca su Rai Tre, il partito di Nicola Zingaretti è in rimonta, distanziato di soli 4 punti e mezzo da quello di Matteo Salvini. Rispetto alla scorsa settimana la Lega risulta infatti in calo al 27%, mentre il Pd guadagna mezzo punto e sale al 22,4%.  In discesa anche il M5s, al 15,6%. Fratelli d’Italia rimane stabile al 13,4%, Forza Italia in calo al 6,1% così come Italia Viva di Matteo Renzi al 2,6%.

Quanto al grado di fiducia degli italiani nei leader il presidente del Consiglio Giuseppe Conte resta saldamente in testa e cresce di due punti rispetto alla scorsa settimana (42%) seguito dalla leader di Fdi Giorgia Meloni che sale al 34%, Salvini stabile al 31%, Zingaretti - a casa in quarantena per il virus Covid 19 - che recupera un punto e sale al 29% e da Luigi Di Maio, ferma al 22%. Renzi guadagna un punto e si attesta al 13%, così come Berlusconi che dal 18 arriva al 19%. 





Marta Lazzeri (Presidente Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria): “Stiamo incrementando turni e presenze negli ospedali in prima linea per assicurare una copertura continua di 24ore al giorno, soprattutto nei reparti trasformati da

 

Ci sono professioni particolarmente coinvolte nella gestione dei pazienti in questi tempi di criticità da Covid-19: una di queste è quella del fisioterapista della riabilitazione respiratoria, che offre assistenza specialistica proprio a persone con gravi insufficienze respiratorie. Come stanno operando i fisioterapisti respiratori per far fronte alle richieste di assistenza nelle zone maggiormente colpite dal virus? “In questa fase così critica stiamo lavorando a supporto di tutte quelle misure messe in atto per combattere l’emergenza Coronavirus - dichiara Marta Lazzeri, presidente dell’Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria (ARIR) - Come fisioterapisti respiratori sin dall’inizio dell’emergenza siamo al fianco dei medici intensivisti, medici della medicina d’urgenza, degli pneumologi e del personale infermieristico nella gestione del quadro respiratorio di chi è colpito in maniera più o meno severa dal Covid-19, mentre per quanto riguarda la gestione del paziente che viene sedato e  intubato entriamo in gioco durante le manovre di pronazione (quando necessaria) e successivamente nella fase di ’svezzamento’ dalla ventilazione meccanica invasiva e subito dopo l’estubazione. Così come saremo a supporto di tutti i pazienti che dovranno recuperare il respiro spontaneo  e la ventilazione dalle vie aeree naturali, ma anche e le normali attività fisiche come camminare, o svolgere le attività della vita quotidiana spesso compromesse dopo lungi periodi di sedazione, allettamento ed immobilità vestirsi”.

Ma di fronte alle criticità che sta affrontando la “prima linea”, gli sforzi e le competenze specialistiche dei fisioterapisti sono investite nelle terapie intensive e soprattutto nelle semintensive. Su questo piano Marta Lazzeri precisa che "ad oggi siamo presenti soprattutto in quei reparti che sono stati trasformati da aree di degenza in strutture di terapia intensiva intermedia. Per intenderci dove le funzioni respiratorie di questi pazienti vengono supportate attraverso sistemi di ossigenazione ad alto flusso,  o attraverso l’ utilizzo del casco per la somministrazione di Cpap o della ventilazione non invasiva. Chiaramente tutto ciò seguendo le indicazioni che le Società scientifiche stanno emanando e collaborando strettamente con i medici intensivisti-rianimatori, medici d’urgenza, e pneumologi e infermieri”. Ma l’emergenza sta assumendo dimensioni preoccupanti soprattutto in Lombardia, con sempre maggior richiesta di gestione dei pazienti critici: come sono presenti sul territorio e nei centri di cura lombardi i fisioterapisti? “Stiamo riorganizzando la nostra presenza, intensificandola: ad esempio in alcuni ospedali milanesi - conclude la presidente di ARIR – quali il Policlinico e l’Ospedale Niguarda di Milano in cui abitualmente siamo presenti sette giorni su sette, abbiamo incrementato il numero dei fisioterapisti respiratori presenti nel fine settimana e sono stati istituiti turni, per estendere la nostra presenza ed attività in reparto durante l’intera giornata. Ci stiamo adattando giorno per giorno ai numeri di questa vasta ed imprevedibile emergenza”.





Covid 19, appello dei sindacati dei lavoratori edili: “E’ il tempo della responsabilità. Attenersi alle disposizioni delle Autorità sanitarie e di Governo”

In queste giornate così delicate deve prevalere innanzitutto il senso di responsabilità,cioè tutti si devono attenere alle disposizioni delle autorità sanitarie, rispettare le indicazioni del ministero della Salute per la corretta profilassi (lavarsi spesso le mani, mantenere le adeguate distanze, ridurre al minimo i rischi, ecc.), e se serve fare qualche sacrificio anche significativo (pensiamo ai tanti lavoratori che dopo settimane di lavoro in cantiere vogliono tornare a casa). Questo non deve voler dire però un blackout totale delle attività produttive: le fabbriche e i cantieri devono andare avanti, organizzando il lavoro (entrate e uscite scaglionate, riorganizzazione permessi e rientri, ecc.)  e gli stessi spazi comuni (dalle mense agli spogliatoi, alle residenze collettive) al fine di ridurre al minimo ogni rischio”. Così dichiarano in una nota i segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi.

“Al riguardo, ogni caso va valutato singolarmente e per quello che è, seguendo i consigli delle strutture sanitarie preposte e richiedendo, se necessario, consulenze mirate. Per queste ragioni – continuano i sindacalisti delle costruzioni – si  dovranno nelle prossime ore richiedere incontri con tutte le direzioni aziendali e di cantiere al fine di organizzare meglio i lavori, valutare se vi siano strumenti di flessibilità possibili (dallo smart working già iniziato a praticare per le attività impiegatizie al lavoro a turni più ridotti per gli operai anche ricorrendo ad accordi sindacali per l’eventuale smaltimento di permessi e ferie residue ove ciò sia compatibile), organizzare meglio gli spazi comuni e, se ritenuto utile, procedere alla sanificazione di specifici ambienti, organizzare la mobilità delle squadre ove strettamente necessario, favorire turnazioni in grado di conciliare meglio esigenze familiari con quelle produttive e – nelle ipotesi strettamente necessarie – ricorrere a sospensioni temporanee con immediato ricorso agli ammortizzatori sociali (ordinari o in deroga) . Al contempo sarà necessario, attraverso le Rsu, tenere informati, magari tramite Whatsapp ed email i lavoratori dei vari reparti e cantieri, eccetera”.

“Facciamo quindi appello a tutte le lavoratrici e lavoratori al massimo senso di responsabilità, a prestare massima attenzione a tutte le indicazioni utili per le necessarie profilassi così come chiediamo alle imprese di concordare le migliori soluzioni possibili per garantire la continuità produttiva nel rispetto delle legittime preoccupazioni di lavoratrici e lavoratori. Ovviamente – concludono Panzarella, Turri e Genovesi – nessuna decisione unilaterale, nessun colpo di mano, nessuna possibile strumentalizzazione da parte di qualche forza politica o imprenditore furbetto sarà tollerata e si dovrà sempre agire seguendo esclusivamente le indicazioni delle autorità pubbliche preposte”.





Dalla Cina un team di superesperti e macchinari al seguito

 

Dalla Cina sarà inviato in Italia un team di medici esperti cinesi con un membro della Croce rossa di Pechino e uno specialista del Chinese Center for Disease Control and Prevention: porteranno "le loro competenze" e forniture per aiutare l’Italia contro l’epidemia del coronavirus, riferisce la Cgtn, la tv in lingua inglese della statale Cctv. Ieri, nella telefonata con il collega Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri Wang Yi ha detto che "se la parte italiana lo chiede, la Cina è pronta a mandare personale medico per aiutare l’Italia", secondo i media cinesi.




Il commovente appello dell’infermiera in prima linea contro Covid 19

 

“Sono un’infermiera e in questo momento mi trovo ad affrontare questa emergenza sanitaria. Ho paura anche io, ma non di andare a fare la spesa, ho paura di andare a lavoro. Ho paura perché la mascherina potrebbe non aderire bene al viso, o potrei essermi toccata accidentalmente con i guanti sporchi, o magari le lenti non mi coprono nel tutto gli occhi e qualcosa potrebbe essere passato". Lo scrive sui social l’infermiera Alessia Bonari postando una foto con i lividi creati dalla mascherina. "Sono stanca fisicamente - racconta - perché i dispositivi di protezione fanno male, il camice fa sudare e una volta vestita non posso più andare in bagno o bere per sei ore. Sono stanca psicologicamente, e come me lo sono tutti i miei colleghi che da settimane si trovano nella mia stessa condizione, ma questo non ci impedirà di svolgere il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto"."Continuerò - conclude - a curare e prendermi cura dei miei pazienti, perché sono fiera e innamorata del mio lavoro. Quello che chiedo a chiunque stia leggendo questo post è di non vanificare lo sforzo che stiamo facendo, di essere altruisti, di stare in casa e così proteggere chi è più fragile. Noi giovani non siamo immuni al coronavirus, anche noi ci possiamo ammalare, o peggio ancora possiamo far ammalare. Non mi posso permettere il lusso di tornarmene a casa mia in quarantena, devo andare a lavoro e fare la mia parte. Voi fate la vostra, ve lo chiedo per favore".





Covid 19 e rivolta nelle carceri, Bonafede: “Lo Stato non indietreggia. Non si può parlare di protesta, ma solo di atti criminali”

"Fuori dalla legalità e addirittura nella violenza non si può parlare di protesta si deve parlare semplicemente di atti criminali". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel suo intervento al Senato sulla situazione nelle carceri durante l’emergenza coronavirus, sottolineando come lo "Stato non indietreggia". "Lo dico anche per sottolineare che in le immagini dei disordini e gli episodi più gravi sono ascrivibili a una ristretta parte dei detenuti - ha continuato - la maggior parte di essi infatti ha manifestato la propria sofferenza e le proprie paure corresponsabilità e senza ricorrere alla violenza". "Questo - ha detto il ministro - è un momento difficile per il Paese, ma il nostro dovere è chiarire, tutti insieme, che lo Stato italiano non indietreggia di 1 cm di fronte all’illegalità". Poi il bilancio delle proteste: "Il bilancio complessivo di queste rivolte è di oltre 40 feriti della polizia penitenziaria, a cui va tutta la mia vicinanza e l’augurio di pronta guarigione, e purtroppo di 12 morti tra i detenuti per cause che, dei primi rilievi, sembrano perlopiù riconducibili ad abuso di sostanze sottratte all’infermeria durante i disordini". "Stiamo parlando di rivolte portate avanti da almeno 6000 detenuti su tutto il territorio nazionale che, di fatto, hanno messo in evidenza l’Asia notte carenze strutturali del sistema penitenziario’’, ha aggiunto, evidenziando: "E’ evidente che tutti questi sforzi profusi dall’amministrazione al solo scopo di evitare che l’epidemia si faccia largo nelle carceri rischiano di essere gravemente compromessi dalle rivolte di questi giorni che hanno causato l’inagibilità di un numero elevatissimo di posti detentivi".





Gentiloni (Ue): “Dall’emergenza Coronavirus conseguenze recessive per sei mesi”

"Il messaggio di fondo deve essere, da parte dell’Unione europea, che questo è il momento di far tutto il necessario e il possibile" per l’emergenza coronavirus. Lo ha detto Paolo Gentiloni a Unomattina. "Le conseguenze ci saranno senz’altro, nei primi 6 mesi ci saranno conseguenze recessive in diversi Paesi -ha spiegato il commissario Ue-. Ma è possibile reagire, con misure di contenimento del virus, e bisogna reagire sul piano economico, modificando le regole per consentire ai governi e all’Unione europea di intervenire ". "Abbiamo ricevuto una nuova lettera di Gualtieri che, rispetto a quella di qualche giorno fa, aumenta le richieste che il governo farà al Parlamento per una spesa aggiuntiva per l’emergenza. Come nella prima richiesta, senz’altro, questo è il momento di impegnarsi, non è il momento di guardare ai decimali ma ai posti di lavoro, al sistema sanitario, alle imprese, al futuro dell’economia", ha sottolineato Gentiloni per il quale serve "fiducia nelle autorità di governo e sanitarie e rispettare le regole. Il tempo delle polemiche, della discussione, verrà più avanti, ma bisogna avere fiducia e rispettare le regole e non perdere la bussola dei nostri valori".

"Non commento" la proposta di Salvini di trasformare tutta l’Ue in zona rossa, ha spiegato il commissario Ue, "mi sembrano aspetti legittimi di discussione politica alla quale preferisco non partecipare. Il governo italiano ha preso misure molto severe è compito di tutti in Italia, dei politici, di chi ha responsabilità locali e istituzionali, dei cittadini, di rispettare le misure del governo. E’ l’unico modo in cui un il Paese può uscire a testa alta".





Conte: “Stanziati 25 miliardi di risorse per far fronte alle difficoltà di questa emergenza. Nessuna chiusura a misure più restrittive”

 

 

"Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest’emergenza". Sono le parole del Presidente del Consiglio, Conte Conte nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri. "Siamo lieti del clima che si sta definendo a livello europeo", ha poi aggiunto. Il premier, riguardo poi alla ulteriore stretta che la Lombardia ha fatto sapere di voler chiedere al governo ha evidenziato: "Siamo in attesa delle richieste.  Non c’è nessuna chiusura verso misure più restrittive".  "Tecnicamente - ha spiegato il ministro dell’Economia Gualtieri - è un’autorizzazione del Parlamento a stanziare fino a 20 miliardi in termini di indebitamento, 25 mld in termini di stanziamento. Il livello di deficit dipende da quanto effettivamente sarà impiegato. La prima misura impiegherà la metà di queste risorse, l’utilizzo dell’altra metà dipenderà anche da eventuali risorse europee. E’ ancora presto dire il livello di deficit che verrà raggiunto". 





CORONAVIRUS: LE PROPOSTE DI CONFIMPRESEITALIA

 

Mentre le grandi aziende in queste ore rendono noto di poter continuare ad andare avanti assicurando la continuità operativa, diventa sempre più drammatica la situazione delle micro, delle piccole e delle medie imprese.

Nelle grandi città così come nei piccoli centri le nostre associazioni territoriali registrano un clima di tracollo finanziario. 

La decisione del Governo di estendere a tutto il territorio nazionale le misure applicate inizialmente per Lombardia, Veneto, Marche ed in alcuni Comuni e Province, è certamente condivisibile; quello che ci preoccupa sono i ritardi nel varo dei provvedimenti economici, i soli che possono restituire serenità all’intero Sistema Italia.

L’Esecutivo deve fare tutto quanto in suo potere per drenare risorse ed assicurare sostegni certi e nell’immediato, non solo alle Mpmi, ma alla sterminata platea delle Partite Iva che sono senza alcun ammortizzatore sociale e stanno vivendo un momento particolarmente angoscioso.

Molte di queste aziende vivono proprio nei comparti economici più colpiti da Covid 19 ovvero quello del turismo nelle sue varie sfaccettature (ristorazione, alberghiero, congressuale, sportivo, grandi eventi, ….). Tutte queste aziende ed i loro migliaia di dipendenti vanno messi in sicurezza e non possono restare esclusi da qualsivoglia provvedimento governativo.

La ns. Confederazione si batterà per tutelare fino in fondo i diritti di questi realtà imprenditoriali e lavorative.

Abbiamo più volte affermato che servono più risorse. Secondo i calcoli fatti dal nostro Centro Studi, per sostenere il nostro sistema economico e produttivo, c’è la necessità di stanziare nel breve e nel medio periodo almeno 50 miliardi di euro.

Questo può essere fatto solo con una ampia intesa con l’UE e la BCE, che garantisca, oltre che la necessaria flessibilità economica nei bilanci, anche risorse economiche da investire nel sistema Italia e nei Paesi che potrebbero finire nella nostra stessa situazione. 

L’Italia, lo ricordiamo, è un contributore netto dell’Unione. Ogni anno il nostro Paese contribuisce per miliardi al bilancio dell’UE ed allora riteniamo che sia imperativo che il Governo alzi la voce più di quanto lo abbia fatto fino ad oggi.

CONFIMPRESEITALIA ritiene vitale attivare immediatamente una serie d’iniziative mirate per tutelare le imprese economiche del nostro Paese fra le quali evidenzia:

 

 

 





L’Oms: “Covid19 è pandemico”L’ultimo Bollettino fissa in Italia i contagi a 10.590. Altre 196 vittime”

 

"Abbiamo valutato che il COVID-19 può essere caratterizzato come una situazione pandemica". Lo ha annunciato il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing da Ginevra sull’epidemia di coronavirus. "L’Oms ha valutato questa epidemia giorno dopo giorno e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione". 

"Nei giorni e nelle settimane a venire prevediamo un aumento del numero di casi, del numero di morti e del numero di Paesi colpiti", ha detto ancora il direttore generale dell’Oms.

"Siamo incoraggiati dalle misure aggressive adottate dall’Italia, speriamo che abbiano effetti nei prossimi giorni", aveva detto Ghebreyesus nel briefing da Ginevra sull’epidemia di coronavirus.

Sono 10.590 i malati complessivi di Covid19, quelli ricoverati con sintomi 5.838  e 3.724 sono in isolamento domiciliare, mentre i guariti sono in tutto 1045, dei quali 41 oggi. Nel bollettino quotidiano il commissario per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, ha poi precisato che il numero di malati è aumentato di 2.076 unità rispetto a ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 12.462. Le vittime sono complessivamente 827: rispetto a ieri sono 196 in più,  ma questo numero, ha precisato il capo della Protezione civile Borrelli, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.